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	<title>videoconferenza &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/videoconferenza/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "videoconferenza"</description>
	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 00:31:57 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Marco Confortola non molla e pensa ad un libro]]></title>
<link>http://immaginiepensieri.wordpress.com/?p=517</link>
<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 00:15:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>sara</dc:creator>
<guid>http://immaginiepensieri.wordpress.com/?p=517</guid>
<description><![CDATA[
Come già anticipato nei giorni scorsi, Marco Confortola è ricoverato a Padova dove è seguito dal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignleft" src="http://www.multimedia.ilsole24ore.com/bin/Media/49705/C_3_Media_49705_galleryitems_galleryitem1_medium.jpg" alt="" width="244" height="199" /></p>
<p align="justify">Come già anticipato nei <a href="http://immaginiepensieri.wordpress.com/2008/08/08/marco-confortola-e-rientrato-in-italia/" target="_blank">giorni scorsi</a>, Marco Confortola è ricoverato a Padova dove è seguito dal dottor Gianfranco Picchi, specialista in congelamenti che colpiscono gli alpinisti e dal Dott. Bruno Azzena, esperto di chirurgia plastica. I medici hanno rivelato che il paziente risponde bene alle cure<span style="font-size:xx-small;font-family:verdana;color:#000000;">.</span><br />
Il Dott. Gianfranco Picchi ha poi spiegato che Confortola si sta sottoponendo a sedute di ossigeno terapia nella camera iperbarica: con ogni probabilita' gli verranno amputate le ultime falangi di qualche dito dei piedi, ma questo non gli impedira' di riprendere a fare il suo lavoro.'<br />
Marco Confortola, ancora tormentato in sogno dai ricordi della tragica esperienza vissuta sul K2, dove hanno perso la vita 11 scalatori, ha dichiarato che approfitterà dei mesi di forzato riposo per scrivere un libro sulla vicenda di cui è stato protagonista, per poi riprendere ad arrampicare.<br />
Coraggio da vendere...</p>
<p align="justify">News da <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2409297400" target="_blank">Adnkronos</a></p>
<p align="justify">News da <a href="http://www.padovanews.it/content/view/36621/109/" target="_blank">Padova News</a></p>
<p align="justify">News da <a href="http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&#38;Codice=3877024&#38;Data=2008-8-12&#38;Pagina=1" target="_blank">Il Gazzettino on line</a></p>
<p align="justify"><em>As a <a href="http://immaginiepensieri.wordpress.com/2008/08/08/marco-confortola-e-rientrato-in-italia/" target="_blank">news </a>of few days, Marco Confortola is hospitalized in Padua where he is followed by Dr. Gianfranco Picchi, a specialist in frostbite affecting the mountain climbers.<br />
He explained that Confortola is subjecting to oxygen therapy sessions in the hyperbaric chamber: with every probability 'it will be amputated the last phalanges finger of some toes, but that does not prevent the back to do his work. '<br />
Tormented in dream by memories of the tragic experience on the K2, where 11 climbers lost their lifes, said that he will take advantage of the forced rest, on the next months, to write a book, before coming back to climbing.<br />
Courage to sell ...</em></p>
<p><em><em>News from <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2409297400" target="_blank">Adnkronos</a></em></em></p>
<p><em>News from <a href="http://www.padovanews.it/content/view/36621/109/" target="_blank">Padova News</a></em></p>
<p><em>News from<a href="http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&#38;Codice=3877024&#38;Data=2008-8-12&#38;Pagina=1" target="_blank"> Il Gazzettino on line</a></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Audio e video in rete: problematiche]]></title>
<link>http://lellodixit.wordpress.com/?p=25</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 14:45:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>lellodixit</dc:creator>
<guid>http://lellodixit.wordpress.com/?p=25</guid>
<description><![CDATA[
Consideriamo una rete a commutazione di pacchetto basata sul protocollo IP, quindi una rete cosidde]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Consideriamo una rete a commutazione di pacchetto basata sul protocollo IP, quindi una rete cosiddetta “connectionless”. Una rete di tale tipo, come è Internet, ha la peculiare caratteristica di essere attraversata da pacchetti che viaggiano attraverso link e nodi della rete stessa in modo totalmente indipendente l’uno dall’altro, nodi e link che sono tra l’altro risorse condivise e quindi con caratteristiche altamente dinamiche ed il cui comportamento non sempre è facilmente prevedibile. I pacchetti di uno stesso flusso audio, ad esempio, possono seguire percorsi completamente differenti per giungere alla destinazione. Possono pertanto arrivare in un ordine qualsiasi rispetto a quello stabilito in fase di trasmissione e con ritardi differenti tra loro, obbligando il riordino in ricezione ed un ripristino della giusta temporizzazione. Può anche accadere che alcuni pacchetti vengano persi durante il transito in rete. Se poi nei nodi interni della rete non è previsto nessun meccanismo che sia in grado di assegnare maggiore priorità ai pacchetti che trasportano informazioni sensibili ai ritardi come lo sono l’audio ed il video, ad esempio, ecco che si ha un quadro introduttivo di quanto non sia banale trasmettere in modo efficace audio e video su Internet.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Inoltre, a maggiori requisiti di interattività dell’applicazione coinvolta corrispondono maggiori conseguenze negative che i problemi menzionati causano, obbligando ad affrontare in modo molto accurato le possibili soluzioni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Entrando nei dettagli dei principali problemi che una rete IP come Internet presenta riguardo alla trasmissione di audio e video, si può tentare di riassumerli in pochi punti:</p>
<ul>
<li>Perdita di pacchetti (loss).</li>
</ul>
<ul style="margin-top:0;" type="disc">
<li class="MsoNormal">Ritardo nella consegna dei pacchetti (delay).</li>
</ul>
<ul>
<li class="MsoNormal">Variazione del ritardo nella consegna dei pacchetti      (jitter).</li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">La perdita di pacchetti nella rete può essere dovuta ad esempio a situazioni di congestione, per cui un pacchetto viene scartato quando non può essere accomodato nella coda di un router.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Il ritardo di rete può essere dovuto anch’esso a situazioni in cui i link della rete sono congestionati ed i ritardi di accodamento nei nodi intermedi della rete sono significativi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">La variazione del ritardo, o jitter, è il problema più serio, ed è anch’esso legato ai tempi di accodamento variabili nei nodi interni della rete.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Per quel che concerne le perdite, queste possono manifestarsi come perdite isolate o random, oppure sotto forma di “burst”, ossia gruppi consecutivi di pacchetti persi. C’è comunque da dire che per <span> </span>l’audio e il video si è in grado, anche grazie ai meccanismi di correzione e mascheramento degli errori, di ovviare in parte a tale problema.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Il jitter è il problema più serio in quanto è un fenomeno che altera in modo profondo le relazioni temporali tra i pacchetti che sono state introdotte al lato mittente dell’applicazione. Se infatti alla sorgente i pacchetti audio e video sono stati prodotti ad intervalli temporali regolari, ed al lato destinazione tale regolarità non viene rispettata, la riproduzione dell’audio e del video può essere fortemente compromessa in termini di qualità ed intelligibilità.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">La figura seguente illustra una situazione tipica, in cui i pacchetti vengono generati al lato mittente dell’applicazione ad un tasso costante, con spaziatura temporale pari a T, sono quindi inviati sulla rete IP e, una volta giunti al lato destinatario dell’applicazione, presentano spaziature temporali irregolari, a causa del jitter indotto dal transito sulla rete:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://lellodixit.files.wordpress.com/2008/06/jitter.jpg"><img class="size-full wp-image-26" src="http://lellodixit.wordpress.com/files/2008/06/jitter.jpg" alt="jitter" width="414" height="234" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Un’ulteriore questione di grande rilievo che è specifica di applicazioni che implicano la presenza di due o più flussi contemporaneamente, è quello della sincronizzazione tra questi flussi. In particolare, in applicazioni audio-video interattive (ma non solo) come la videoconferenza e la videotelefonia, la sincronizzazione tra la voce ed il video viene riferita con l’espressione “lyp synchronization”, ad indicare la necessità di mantenere un certo livello di sincronizzazione tra la voce e le labbra di chi parla.<br />
Per affrontare i problemi sopra citati sono possibili due approcci: il primo è quello che prevede di introdurre, all’interno della rete, dei meccanismi tali da garantire un certo livello di qualità del servizio, essenzialmente rendendo i nodi intermedi della rete capaci di assegnare delle priorità al traffico con requisiti temporali più stringenti. Il secondo approccio è quello di aggiungere “intelligenza” ai sistemi terminali della rete, ossia ai nodi terminali in cui le applicazioni ed i servizi vengono effettivamente fruiti.<br />
La prima possibilità si basa sul presupposto di avere a disposizione una serie di protocolli e meccanismi che garantiscano una effettiva qualità del servizio, ma allo stato attuale è ragionevole pensare che si dovrà avere a che fare ancora per un po’ di tempo con la classica natura “best-effort” di Internet, senza garanzie di qualità. Per cui non resta che affidarsi al secondo approccio, studiando soluzioni da realizzare ai nodi estremi, laddove i pacchetti vengono generati e laddove i pacchetti vengono ricevuti per estrarne l’informazione utile alle applicazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Una prima soluzione che segue il secondo approccio è già stata introdotta, e riguarda i meccanismi che consentono di correggere o mascherare in ricezione le eventuali perdite di pacchetti. Per quanto riguarda invece il problema del jitter, la soluzione che si adotta comunemente è quella di introdurre un buffer di de-jitter in ricezione, ossia una “memoria tampone” che memorizza temporaneamente i pacchetti in arrivo dalla rete, consentendo di ripristinare la temporizzazione stabilita al lato mittente, separando di fatto l’istante in cui essi arrivano dall’istante in cui il loro contenuto verrà riprodotto, introducendo così un opportuno ritardo. Si parla in tale contesto di “playout buffering”<strong>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Riferimenti</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Tesi di laurea in Ingegneria Elettronica di Antonio Mancosu, A.A. 2005/2006:<em> “Controllo del ritardo di playout nelle comunicazioni audio-video su reti a pacchetti”</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Antonio Mancosu</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La codifica video]]></title>
<link>http://lellodixit.wordpress.com/?p=19</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 13:42:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>lellodixit</dc:creator>
<guid>http://lellodixit.wordpress.com/?p=19</guid>
<description><![CDATA[Il segnale video è una sequenza di immagini (frames) che si succedono nel tempo ad una velocità de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il segnale video è una sequenza di immagini (frames) che si succedono nel tempo ad una velocità detta frame rate. Un’immagine digitale, a sua volta, è definibile come una sequenza di elementi, detti pixel, disposti su righe e colonne a formare una matrice (o tabella), caratterizzati da una componente relativa alla luminosità (luminanza) e da due componenti relative al colore (crominanze).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Nell’ambito delle comunicazioni multimediali in rete i formati di frame video maggiormente utilizzati sono dei multipli o sottomultipli di un formato detto CIF (Common Intermediate Format). La tabella seguente illustra alcuni di tali formati in<br />
termini di risoluzione della componente di luminanza dei pixel:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:150%;">
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<p align="center"><strong>Formato</strong></p>
</td>
<td valign="top">
<p align="center"><strong>Risoluzione</strong></p>
<p align="center"><strong>(orizzontale x verticale)</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<p align="center">Sub-QCIF</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="center">128 x 96</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<p align="center">QCIF</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="center">176 x 144</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<p align="center">CIF</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="center">352 x 288</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<p align="center">4CIF</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="center">704 x 576</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il segnale video presenta due tipi di ridondanza: ridondanza spaziale e ridondanza temporale. La ridondanza spaziale è riferita all’informazione presente all’interno di una stessa immagine, che può presentare caratteristiche di omogeneità tali da renderne inutile la codifica completa, per cui, generalmente tramite tecniche dette “trasformate”, si codifica solo l’informazione necessaria. La ridondanza temporale riguarda invece l’informazione tra frames differenti: esemplificando al massimo, due frames consecutivi tra i quali non c’è variazione (ad esempio non c’è movimento) nella scena, sono ridondanti, per cui non ha senso codificarli entrambi, è sufficiente codificarne solo uno. Le tecniche che sfruttano la ridondanza temporale fanno uso di algoritmi di  stima e compensazione del movimento che operano una preliminare suddivisione di un frame in unità più piccole dette blocchi.<br />
I principali schemi di codifica e compressione video, riguardo alla riduzione della ridondanza temporale, utilizzano tre tipi di frame:</p>
<ul>
<li>I-frame: Intra-coded frame, è codificato indipendentemente da tutti gli altri frames.</li>
<li>P-frame: Predictively-coded frame, è codificato in base al frame codificato in precedenza.</li>
<li>B-frame: Bi-directionally predicted frame, è codificato in base sia ai frames precedenti che a quelli successivi.</li>
</ul>
<p>Una sequenza video nel caso generale sarà quindi una successione di frames del tipo I, P, B.<br />
I principali standard non proprietari per la codifica e la compressione video sono stati sviluppati dagli organismi ITU (International Telecommunications Union) ed MPEG (Moving Picture Experts Group). Occorre precisare che tali standard non specificano come debba essere implementato il codificatore o il decodificatore, ma definiscono solamente la sintassi del bitstream ed il processo di decodifica. E’ pertanto possibile trovare codec che pur implementando lo stesso standard, presentano delle differenze, le quali possono poi riflettersi nelle prestazioni, dovute proprio alla libertà che lo standard lascia relativamente alla realizzazione effettiva del codificatore e del decodificatore.<br />
La tabella seguente elenca tali standard con l’indicazione dell’ambito applicativo e del bit rate:</p>
<p style="text-align:center;">
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td width="217" valign="top">
<p align="center"><strong>Standard</strong></p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center"><strong>Applicazioni</strong></p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center"><strong>Bit rate</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">ITU H.261</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">Videoconferenza e   videotelefonia su ISDN</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">p x 64 kbps</p>
<p align="center">(p = numero intero)</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">ITU H.263</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">Videoconferenza e   videotelefonia su PSTN</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">&#60; 64 kbps</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">ITU H.264/MPEG-4 Part 10</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">Broadcasting, videoconferenza, videotelefonia, streaming, storage,   ecc.</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">10 ÷ 100 kbps</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">MPEG-1</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">Memorizzazione video   su supporti digitali (CD-ROM)</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">1.5 Mbps</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">MPEG-2</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">Televisione digitale</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">2 ÷ 60 Mbps</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">MPEG-4</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">Codifica ad oggetti,   contenuti sintetici, video streaming</p>
</td>
<td width="217" valign="top">
<p align="center">Variabile</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per quanto riguarda la compressione, gli standard elencati nella tabella precedente si basano a grandi linee su una stessa “gerarchia di livelli sintattici”, così riassumibile:</p>
<ul>
<li>Una sequenza video è una successione di frames.</li>
<li>Un frame è un’immagine codificata.</li>
<li>Un frame consiste di un certo numero di macroblocchi.</li>
<li>I macroblocchi sono organizzati in “slices”, ossia una slice è un insieme di macroblocchi di uno stesso frame.</li>
<li>I macroblocchi sono costituiti da unità più piccole dette blocchi.</li>
</ul>
<p>Si può rappresentare graficamente tale gerarchia di livelli in questo modo:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><a href="http://lellodixit.files.wordpress.com/2008/06/video_gerarchia1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-21" src="http://lellodixit.wordpress.com/files/2008/06/video_gerarchia1.jpg" alt="gerarchia video" width="468" height="317" /></a></p>
<p><strong>Riferimenti</strong></p>
<p>Tesi di laurea in Ingegneria Elettronica di Antonio Mancosu, A.A. 2005/2006:<em> “Controllo del ritardo di playout nelle comunicazioni audio-video su reti a pacchetti”</em>.</p>
<p><em>Antonio Mancosu</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Audio e Video in rete: modello di comunicazione]]></title>
<link>http://lellodixit.wordpress.com/?p=11</link>
<pubDate>Sun, 25 May 2008 14:53:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>lellodixit</dc:creator>
<guid>http://lellodixit.wordpress.com/?p=11</guid>
<description><![CDATA[La trasmissione di segnali come la voce ed il video su reti a commutazione di pacchetto, reti di cui]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">La trasmissione di segnali come la voce ed il video su reti a commutazione di pacchetto, reti di cui Internet è la rappresentante più autorevole, richiede varie fasi che coinvolgono operazioni di natura elettrica/elettronica di elaborazione dei segnali, come l’acquisizione/riproduzione del segnale dal dispositivo di input/output e la sua conversione in segnale digitale/analogico, seguite dal processo di codifica/decodifica, passando poi ad operazioni che coinvolgono il mondo dei protocolli di comunicazione in rete e poi ancora eseguendo operazioni di natura elettrica quando si tratta di far passare i segnali sul mezzo fisico di comunicazione, il quale può essere un mezzo cablato (rame, fibra ottica, cavo coassiale) o senza fili (wireless), o una loro combinazione.<br />
La figura seguente illustra la situazione più semplice e generale possibile, con un modello di comunicazione in cui si ha un singolo mittente e un singolo destinatario, che comunicano tramite una rete a pacchetti (rete IP):</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lellodixit.files.wordpress.com/2008/05/modello_comunicazione.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-15" src="http://lellodixit.wordpress.com/files/2008/05/modello_comunicazione.jpg" alt="modello di comunicazione audio-video su IP" /></a></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Al lato mittente della comunicazione viene tipicamente eseguita la seguente successione di operazioni:</p>
<ul>
<li>Acquisizione del segnale</li>
<li>Conversione analogico/digitale</li>
<li>Codifica e compressione</li>
<li>Pacchettizzazione</li>
<li>Trasmissione dei pacchetti in rete</li>
</ul>
<p style="text-align:left;">Al lato destinatario della comunicazione si ha invece:</p>
<ul>
<li> Ricezione e buffering dei pacchetti</li>
<li>De-pacchettizzazione</li>
<li>Decodifica e correzione d’errore</li>
<li>Conversione digitale/analogico</li>
<li>Riproduzione del segnale</li>
</ul>
<p style="text-align:left;">La trasmissione può essere unidirezionale, ossia i dati audio/video fluiscono unicamente da un lato verso l’altro della comunicazione, come nel caso dello streaming, oppure bidirezionale, come nel caso della videoconferenza, in cui i dati audio/video fluiscono in entrambe le direzioni . In questo secondo caso ciascun lato della comunicazione è sia mittente che destinatario.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Antonio Mancosu</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Guida alle telefonate gratuite via internet: Skype]]></title>
<link>http://espertointernet.wordpress.com/?p=194</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 20:30:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcomkc</dc:creator>
<guid>http://espertointernet.wordpress.com/?p=194</guid>
<description><![CDATA[Cinzia chiede:
Vorrei imparare ad usare skype. Da dove devo cominciare?
La risposta è qui&#8230;
Ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Cinzia chiede:</p>
<blockquote><p>Vorrei imparare ad usare skype. Da dove devo cominciare?</p></blockquote>
<p>La risposta è qui...</p>
<p><a title="http://www.skype.com/intl/it/help/guides/" href="http://www.skype.com/intl/it/help/guides/">Manuale utente Skype in italiano</a></p>
<p>Marco</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La comunicazione/pubblicità personalizzata del PD e di Veltroni]]></title>
<link>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=185</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 13:48:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>sparkaos</dc:creator>
<guid>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=185</guid>
<description><![CDATA[
Per comunicazione personalizzata si intende la tendenza della pubblicità politica o commerciale a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-indent:18pt;"><a href="http://frammentinomadi.wordpress.com/files/2008/03/veltroni-schifato.jpg" title="veltroni-schifato.jpg"><img src="http://frammentinomadi.wordpress.com/files/2008/03/veltroni-schifato.jpg" alt="veltroni-schifato.jpg" /></a></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Per comunicazione personalizzata si intende la tendenza della pubblicità politica o commerciale a farsi più mirata verso il singolo utente e ad esso adeguata.</span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Di solito si parla di comunicazione quando i contenuti del messaggio sono realmente personalizzati e si istaura un reale processo bidirezionale. Si parla di pubblicità o informazione al cliente/elettore quando il messaggio è mirato, ma non molto personalizzato e ci sono poche possibilità di risposta ad esso. Alcuni parlano di comunicazione solo qualora ci sia piana bidirezionalità e totale uguaglianza di potere nella scelta dei temi e dei modi della discussione.</span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;"> </span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Il Pd in molti modi sta puntando a questo tipo di Comunicazione Politica.</span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Esempio lampante e di moda: <i>Fioriscono i blog di singoli, o monotematici. Veltroni sembra onnipresente e diffuso in molti siti e blog. </i>Il blog è un mezzo più personale<i> </i>e più mirato a determinate tipologie di utilizzatori ( es. sostenitori ed attivisti o nel caso di blog tematici appassionati del tema o evento es. il <a href="http://girodellitalianuova.ilcannocchiale.it/">blog sul giro d’Italia di Veltroni in Bus</a>)</span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Ma il PD sta cercando di sfruttare tutti gli strumenti della rete: dai siti di social network, ai gruppi di discussione, alla classica email. Ho già scritto dei molti limiti dell'uso che il Pd fa della rete, in generale, e in particolare dei gruppi di discussione e dei blog (<a href="http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/03/pd-media-elezioni/">Partito Democratico, campagna online, media e comunicazione politica</a>) ora vorrei aggiungere alcuni spunti sull'uso delle <i>email</i> e su <i>un’interessante iniziativa che si svolgere questa sera alle 23:30 su <span style="color:black;"><a href="http://www.democratica.tv/">www.democratica.tv</a>.</span></i></span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;"> </span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Tempo fa inviai un’<i>email</i> al leader del PD in cui facevo delle domande. Dopo una quindicina di giorni ho ricevuto la risposta, cosa di per se degna di nota visto che ad oggi non mi ha mai risposto nessun' altro esponente politico (ho provato ad inviare email a molti politici di sinistra in un giorno di noia). </span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Il brutto sta nella risposta. Mi si ringrazia per l'email senza rispondere a nessuna questione minimamente, il tema della mia email non esiste. </span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:Tahoma;">La risposta ha l'unico scopo di sembrare gentili, senza neanche riuscirci visto che si tratta di una risposta del tutto generica e non personalizzata, che contraddice l'enfasi verso l'apertura alla comunicazione bidirezionale che il PD pone nei suoi discorsi sin dal lancio del nuovo sito ad inizio campagna.</span></i></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Per di più, con una certa durezza, mi si comunica che la risposta non può essere ripubblicata e questo mi suona strano visto che si tratta: si di una comunicazione personale, ma da parte di un partito politico in campagna elettorale che non vedo cosa dovrebbe temere dalla pubblicazione delle sue dichiarazioni se non ha qualcosa da nascondere (per di più era così priva di qualsiasi contenuto, aldilà della gentilezza, che una tale precisazione oltre che indispettire risulta del tutto inutile).</span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;"> </span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;"> </span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">L’evento mediale di questa sera invece scopiazza da analoghe iniziative nel mondo (qualcosa di simile la fa anche Bertinotti <a href="http://it.youtube.com/watch?v=__h_t3ms3wM">qui</a>). </span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Veltroni questa sera in diretta sulla <a href="http://www.democratica.tv/">tv del PD</a> risponderà a domande inviate in vari modi dagli utenti della rete, in una specie di video chat.</span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Risalta subito che per avere una vera video chat o video conferenza il mezzo più adatto non è una TV online, ma i software specifici (es.<a href="http://www.camfrog.com/">camfrog</a>). Ovviamente <i>ciò avrebbe comportato una piena interattività con possibili critiche, mentre far porre le domande prima, lascia al PD la scelta di quelle degne di risposta e lo tutela dal diritto di replica.</i></span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Probabilmente un’ulteriore ragione è che nel modo scelto probabilmente il messaggio di Veltroni raggiungerà più persone (sia per ragioni di comodità, sia perché non richiede l’istallazione di nessun software) e inoltre rende più semplice alle TV nazionali riportare pezzi del discorso.</span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:Tahoma;">Nella scelta del PD risulta ancora una volta evidente un uso puramente strumentale della rete che mira più di tutto ad ottenere pubblicity<a href="#_edn1" title="_ednref1" name="_ednref1"><span class="MsoEndnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoEndnoteReference"><b><span style="font-size:12pt;font-family:Tahoma;">[1]</span></b></span><!--[endif]--></span></span></a> sugli altri media, che mostrano una attenzione spasmodica per la campagna online.</span></i></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Altra curiosità interessante è il tono dell’invito a porre domande:</span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">“</span><span style="font-family:'Berling Antiqua';color:black;">Se avete curiosità, indiscrezione, stranezze da soddisfare riguardo al giro dell'Italia Nuova e la vita sul pullman, lasciate un commento a questo post e sarete accontentati!!</span><span style="font-family:Tahoma;color:black;">” (<a href="http://www.girodellitalianuova.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1843498">qui</a>)</span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:Tahoma;color:black;">Da un po’ il senso globale di una falsa apertura alla partecipazione. Al cittadino interessa il gossip (sic!!! Da offendersi seriamente). I temi al manovratore che tanto per far vedere che è aperto al confronto scopiazza iniziative di partecipazione dal basso, ma non intende minimamente informare il cittadino sulle scelte del PD o a limite lo fa di sua volontà sui temi che sceglie o se proprio costretto.</span></i></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;color:black;">E’ ovvio che durante la “videoconferenza” (domani! deve esistere una comune presenza in un luogo virtuale anche attraverso la semplice email, ma che sia interattiva e la TV online non mi sembra risponda a queste caratteristiche) Veltroni probabilmente parlerà, anche, di temi politici. </span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;color:black;">Il punto però che nei modi scelti un’iniziativa che dovrebbe mettere al centro della discussione le voci dei cittadini finisce per marginalizzarli.</span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:Tahoma;">Resta evidente che sono cmq apprezzabili le tante iniziative del PD in rete, ma fanno insieme rabbia per la sensazione di un evidente uso del tutto strumentale e alieno alle logiche di rete. Più di tutto, fa rabbia la sensazione che il Pd sembra vedere i navigatori come una comunità con delle proprie regole che si devono accettare per entrarci in contatto, ma non di certo per farne un’occasione di crescita e cambiamento delle strutture e dei modi di far politica. </span></p>
<p style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:Tahoma;">La rete è per il PD uno strumento di informazione e parziale mobilitazione, ma più di tutto uno strumento per acquisire visibilità e consenso; non di certo per favorire la partecipazione politica attiva dei cittadini; e la trasparenza e l’innovazione degli apparati, delle culture e delle</span> </i><i><span style="font-family:Tahoma;">organizzazioni.</span></i></p>
<p style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:Tahoma;"> </span></i></p>
<p style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:Tahoma;"> </span></i></p>
<div><!--[if !supportEndnotes]--><br />
<hr align="left" size="1" width="33%" />  <!--[endif]--></p>
<div>
<p class="MsoFootnoteText"><a href="#_ednref1" title="_edn1" name="_edn1"><span class="MsoEndnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[1]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> <span>  </span>Si intende visibilità gratuita sui media. Di solito si ottiene con iniziative e pseudo eventi costruiti in modo da attirare l’attenzione ed essere fortemente notiziabili</p>
<p class="MsoEndnoteText">&#160;</p>
<p><i><a href="http://frammentinomadi.wordpress.com/politica-e-comunicazione-politica/">Politica e Comunicazione Politica</a></i><br />
<a href="http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/26/perche-non-si-puo-votare-un-bimbotto-zozzo-e-piccioso-il-pifferaio-magico-di-italica-stirpe/">Perchè non si può votare un bimbotto zozzo e piccioso? - Il pifferaio magico di Italica stirpe.</a></div>
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<p>Social bookmark:<br />
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]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mettiti nei panni dell'avena]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=134</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 21:39:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
<guid>http://meristemi.wordpress.com/?p=134</guid>
<description><![CDATA[Nel gioco di ruolo dell&#8217;evoluzione, chi è manipolato e chi è manipolatore? E&#8217; l&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel gioco di ruolo dell'evoluzione, chi è manipolato e chi è manipolatore? E' l'uomo a manipolare il grano selezionando le varietà più resistenti al gelo o ai parassiti o è il grano che sfruttando le preferenze alimentari dell'uomo riesce ad avere un vantaggio evolutivo su altre specie simili ma meno nutrienti? Siamo sicuri che oli essenziali, carotenoidi ed antocianine non siano un subdolo strumento di persuasione grazie al quale lavande, pomodori e mirtilli controllano e manipolano le nostre esistenze? L'invenzione del rasaerba elettrico è frutto del puro genio umano o è uno <a href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_981538292/Coevoluzione.html" target="_blank">sviluppo coevolutivo</a> della relazione tra uomo e piante erbacee in lotta darwiniana contro quelle arboree? Forse, ammettiamolo, siamo strumenti in mano a soia e mais ed alla loro insaziabile aspirazione al dominio del pianeta, è solo la nostra prospettiva antropocentrica e cartesiana a non farcene rendere conto.</p>
<p>La prospettiva dell'evoluzione vista con gli ipotetici occhi di un vegetale può rivelare notevoli ribaltamenti nella visione della Natura e della competizione tra specie viventi. E come in ogni giallo che si rispetti, mentre Hitchcock recide dei tulipani in una scena fugace, si scopre che colpevoli ed innocenti non esistono e che  lo sceneggiatore ha preso per il naso noi spettatori creduloni, sempre pronti a battezzare come buona la prima interpretazione dei fatti, quella centrata su quanto crediamo di sapere. Se leggere un libro intero sull'argomento è lungo, un assaggio <i>fast-thought</i> lo si può avere guardando ed ascoltando 15 minuti della <a href="http://www.ted.com/talks/view/id/214" target="_blank">videoconferenza online</a> di <a href="http://www.ted.com/index.php/speakers/view/id/190" target="_blank">Michael Pollan</a>, disponibile su quella miniera di divulgazione scientifica di gran classe che è <a href="http://www.ted.com/index.php/" target="_blank">TED</a>. Assolutamente brillante nel porre (e rispondere) con disarmante semplicità le domande di cui sopra. E nel proiettarle su tempi più grandi, come la coltivazione biologica e la denutrizione nel mondo.</p>
<p><a href="http://meristemi.wordpress.com/files/2008/03/pollan.jpg" title="pollan.jpg"><img src="http://meristemi.wordpress.com/files/2008/03/pollan.jpg" alt="pollan.jpg" align="right" /></a>TED (<a href="http://www.ted.com/index.php/pages/view/id/5" target="_blank">Technology, Entertainment and Design</a>) raccoglie e mette online una serie di conferenze ad invito tenute da personaggi di spicco (per l'angolo del <i>name-dropping,</i> premi Nobel come Murray Gell-Mann, grandi divulgatori come E.O. Wilson, personaggi controversi come Craig Venter, scrittori vicini ai temi della scienza e della modernità come Dave Eggers, ricercatori d'avanguardia come Deborah Gordon, esponenti artistici come Frank Gehry  o pensatori del contemporaneo e di ipotetici futuri come Negroponte,  Dyson e decine di altri). Insomma, gente che ha qualcosa da dire sul mondo e sul futuro nella scienza, nell'arte e nella cultura. E che vale la pena ascoltare, chè c'è sempre da imparare.</p>
<p>Se, come nel mio caso, l'assaggio sortirà l'effetto di un aperitivo eupeptico per la vostra fame di conoscenza, andrete anche a recuperare qualche libro di Pollan (consiglio <a href="http://www.recensionidilibri.it/8842810975" target="_blank">La botanica del desiderio. Il mondo visto dalle piante</a>, edito in Italia da <a href="http://www.saggiatore.it/home_saggiatore.php?" target="_blank">Il Saggiatore</a>)  e ad esplorarne avidamente <a href="http://www.michaelpollan.com/" target="_blank">la homepage</a>.</p>
<p>------------------------------------</p>
<p>La botanica del desiderio. Il mondo visto dalle piante<br />
Michael Pollan<br />
Il Saggiatore 2005.<br />
ISBN: 8842810975 / 88-428-1097-5<br />
17,50 euro - 288 pagine</p>
<p>Quarta di copertina.<br />
Un agricoltore dell'Idaho coltiva le Russet Burbank perché i clienti di ogni McDonald's del mondo possano deliziarsi mangiando lunghe, croccanti e dorate patatine fritte. Un giardiniere interra bulbi di tulipano per poter ammirare il colore dei petali che spunteranno a primavera. Sono solo due fra i possibili esempi di come gli uomini agiscano sulla natura per piegarla ai propri scopi. Ma proviamo a ribaltare la prospettiva. E se fossero le piante, alcune piante, ad aver modificato il nostro pianeta per diffondersi a spese di altre? Per farlo si sarebbero procurate alleati inconsapevoli: gli esseri umani. Anche se alcune specie, come le querce, preferiscono gli scoiattoli, ed evidentemente non desiderano avere nulla a che fare con gli uomini, siamo ottimi partner coevolutivi: facendo leva su di noi, riescono a espandere il proprio dominio persino le piante ornamentali. In altre parole, contrariamente a ciò che si impara a scuola, sono i fiori a scegliersi le api. Partendo da questa tesi provocatoria, Michael Pollan dimostra che quella tra piante e animali, compreso l'uomo, è una relazione alla quale entrambi i soggetti partecipano attivamente, con pari dignità e possibilità di scelta, e ci guida alla scoperta di quattro comuni piante domestiche che abbiamo plasmato nel corso dei secoli e che, a loro volta, hanno plasmato noi, i nostri gusti, le nostre idee. Ognuna ha sviluppato la propria strategia di sopravvivenza gratificando i desideri umani: il melo ha usato la dolcezza dei suoi frutti, il tulipano ha messo in campo la bellezza, la cannabis il potere psicotropo delle sue foglie e infiorescenze, la patata geneticamente modificata l'illusione del controllo sulla natura. "La botanica del desiderio" ripercorre la storia politica, sociale, economica e naturale del nostro pianeta dal punto di vista di ciascuna di queste piante; fa rivivere i tulipani che fecero impazzire l'Europa nel XVII secolo, le patate attaccate dalla dorifora in Irlanda, le mele che sbarcarono in America e si diffusero lungo la Frontiera grazie a Johnny Semedimela, le piante psicotrope tanto utili alle streghe medievali. In un appassionante racconto attraverso lo spazio e il tempo, Pollan rievoca la nascita dell'agricoltura - straordinario espediente attraverso cui nel Neolitico le piante vinsero la loro battaglia con le foreste - fino agli interrogativi odierni sulla guerra alla droga e sugli OGM.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'italia degli sprechi]]></title>
<link>http://meriinga.wordpress.com/?p=94</link>
<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 10:54:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>meriinga</dc:creator>
<guid>http://meriinga.wordpress.com/?p=94</guid>
<description><![CDATA[Domani sono presso la sede centrale di Roma della ditta per cui lavoro.
Devo fare un corso su un nuo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Domani sono presso la sede centrale di Roma della ditta per cui lavoro.<br />
Devo fare un corso su un nuovo programma.<br />
Il corso durerà dalle 10.30 alle 13.30.</p>
<p>Per tre ore di corso io devo svegliarmi alle 5 per prendere il volo delle 06.50, sperare che non ci siano ritardi e dopo un'ora di volo guidare per un'ora nel traffico del G.R.A. (vieni con me sul grande raccordo anulareee, che circonda la capitaleee e se nasce una bambina la chiameremo Roooma). Finito il corso avrò tutto il tempo del mondo per mangiare, visto che il volo di rientro è previsto alle ore 17.00.<br />
Se tutto va liscio sono a casa per le 19.</p>
<p>Ma io mi chiedo perchè portare 10 persone da tutta Italia a Roma per un corso di tre ore. Non era più semplice fare un bel filmatino sull'utilizzo di questo nuovo programma e poi copiarlo su tanti bei dischi da mandare via posta? O fare tutto in videoconferenza?<br />
No, bisogna prendere me dal Veneto, tre da Milano, due da Genova, due da Napoli e due da Catania e farli andare in sede con volo prenotato due giorni fa (e quindi costosissimo).</p>
<p>La domanda nasce spontanea: che scarpe mi metto? :mrgreen:</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
