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	<title>unione-europea &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/unione-europea/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "unione-europea"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 08:49:38 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Delizie legali: la mia visita al Tribunale di Bacau]]></title>
<link>http://sednonsatiata.wordpress.com/?p=85</link>
<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 12:07:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>sednonsatiata</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi sono proposta di vedere questa citta&#8217; con occhi diversi, ragion per cui ho passato una matt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono proposta di vedere questa citta' con occhi diversi, ragion per cui ho passato una mattinata nei corridoi e nelle aule affollate del tribunale. Bisogna notare che la struttura e' divisa in due edifici, quello centrale, piu' vecchio, e la nuova ala ristrutturata pochi anni fa.<br />
Inutile dire quanto sia decrepita la vecchia sede, in qual misura si respiri <strong>aria di dittatura comunista</strong> ed uffici pubblici in <strong>perfetto stile sovietico</strong>.<br />
I corridoi, le ampie scalinate, il sistema di illuminazione obsoleto, i minuscoli "uffici" degli avvocati, ogni angolo, ogni porta ed ogni parete hanno esattamente l'aspetto che ci si potrebbe aspettare da una <strong>struttura pubblica dell'Europa dell'est</strong>. Ed e' proprio li' che ho passato la prima parte della mattinata, in un'aula affollata dove venivano analizzati i casi di infrazioni minori, delinquenti comuni.<br />
"Stamattina ci sono gli arrestati." Peccato che sia periodo di vacanza, quindi tutti i casi sono stati rinviati a settembre, quando testimoni ed avvocati della difesa saranno tornati dalle ferie.<br />
L'aula era gremita di gente, soprattutto zingari e contadini: nessuno va alle udienze solo per guardare, il che ha reso la mia presenza piuttosto inusuale e bizzarra. Tanto inusuale che gli agenti di turno hanno fatto alzare ed allontanare i tre uomini, evidentemente rom, che si erano seduti accanto a me. Dapprima si sono opposti alla richiesta, ma la minaccia di chiamare i gendarmi per portarli via ha avuto l'effetto di un'ubbidienza immediata.<br />
Conclusa quest'udienza, dunque, sono passata nell'<strong>ala nuova</strong>, dove si trova anche la Corte d'Appello, in <strong>totale contrasto architettonico</strong> con l'altro edificio. Marmo e legno, <strong>stile occidentale sobrio ed elegante</strong>. Niente a che fare con la costruzione vicina.<br />
E' piuttosto bizzarro che in una struttura del genere si senta il parlare difficile dei contadini, le lamentele per il danneggiamento di alberi, percosse e cosi' via. Il caso successivo era di omicidio, ma l'imputato era deceduto, quindi il giudice e' passato al terzo e ultimo della giornata, lo stupro di una bambina.<br />
A causa dell'eta' della parte danneggiata e della natura dell'infrazione, il seguito dell'udienza e' stato dichiarato segreto e l'aula e' stata sgomberata.<br />
E' evidente qui, piu' che in altre occasioni, l'abisso tra chi risiede in citta' ed i contadini. Questi ultimi, privi di preparazione in qualsiasi ambito, entrano in contatto con la giustizia e l'organizzazione pubblica timidamente. Sono quasi sottomessi, non capiscono e spesso nemmeno si fidano degli organi pubblici.<br />
D'altra parte, i funzionari sono oberati di lavoro, costretti a gestire casi a dir poco ridicoli, a districarsi nella scrittura incomprensibile dei vecchi e nelle loro testimonianze contorte. Per non parlare della corruzione.<br />
Una breve chiacchierata con un avvocato mi ha chiarito il "modo in cui funzionano le cose". Un esempio per tutti, un esperto che avrebbe dovuto fare una perizia e recuperare dei documenti da una grande azienda, documenti che servivano per dimostrare il diritto di un ex dipendente a un rimborso in denaro da parte dell'azienda stessa.<br />
Ma i documenti sono "spariti" e "l'esperto" si rifiuta di richiederli all'azienda, per qualche ("strano"?!) motivo.<br />
Ho anche imparato che il metodo piu' efficace per velocizzare l'emissione di un documento e' quello di avvolgere nel modulo di richiesta un pacchetto di caffe' e qualche banconota.<br />
Nulla di illegale, solo "cortesie".<br />
Perche' cosi' funziona. E' semplicemente questione di mentalita', cose che non possono cambiare dall'oggi al domani solo perche' la Romania e' entrata nell'UE. Ci vogliono molti anni per uniformare il sentire comune, per eliminare la necessita' di avere conoscenze per poter difendere i propri diritti.<br />
Ci sono molti avvocati giovani nel tribunale di Bacau, il che e' un gran bene. Ma allo stesso tempo quelle vecchie generazioni che hanno vissuto tutta la vita sotto dittatura, che ora si trovano in una societa' diversa e che cambia rapidamente non riescono ad interagire in maniera positiva con il presente. Inoltre e' enorme il divario tra chi e' andato all'estero e chi e' rimasto: il modo di risolvere problemi, il modo di vivere, persino il modo di costruire abitazioni. Bacau e' diventata un miscuglio di stili, tra le case in vecchio stile e le ville moderne, le sedi pubbliche antecedenti la rivoluzione dell'89 ed i grattacieli in acciaio e vetro.<br />
Chissa' cosa porteranno le prossime generazioni ed il futuro? Per ora l'unica cosa certa e' che l'eterogeneita' nel livello culturale, economico e sociale della popolazione rende il paese difficile da inquadrare in schemi rigidi, persino difficile da comprendere.<br />
Soprattutto di questi tempi, in cui in Italia si e' ad un passo dalla caccia all'uomo. Al rumeno, naturalmente.</p>
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<title><![CDATA[Villa Literno(Ce)-Valorizzazione pomodoro, i progetti del consigliere Fabozzi]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/?p=4121</link>
<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 14:07:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
<guid>http://altocasertano.wordpress.com/?p=4121</guid>
<description><![CDATA[Villa Literno(Ce)-(di Pietro Cuccaro)Il punto di riferimento dell&#8217;economia liternese resta la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Villa Literno</strong>(Ce)-(di Pietro Cuccaro)Il punto di riferimento dell'economia liternese resta la <a href="http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/pomodoro.JPG"><img class="alignright" src="http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/pomodoro.JPG" alt="" width="138" height="174" /></a>coltivazione e la commercializzazione del pomodoro, la cui valorizzazione è fra i punti più sentiti del programma amministrativo.La delega all'Agricoltura è in mano a <strong>Giovanni Fabozzi,</strong> che ha già messo a punto un piano di intervento che tiene in considerazione sia le esigenze dei consumatori sia le legittime richieste dei produttori, con un occhio alla questione energetica. Fabozzi ha già annunciato l'impegno dell'amministrazione per "dare un decisivo impulso alla valorizzazione del pomodoro di Villa Literno attraverso un apposito marchio di qualità". È inoltre allo studio la possibilità di rendere produttivi terreni poco utilizzati avendo anche la possibilità di produrre energia in modo eco-compatibile, con le biomasse. Un seminario formativo su sviluppo territoriale e valorizzazione dei prodotti tipici si è già tenuto in città prima delle vacanza estive, per approfondire le questioni inerenti il pomodoro integrato di Villa Literno.<!--more Continua a leggere-->  L'iniziativa, promossa e organizzata nell'ambito del progetto "Disintensiva" su input dell'amministrazione comunale, ha visto la partecipazione, fra gi altri, del responsabile provinciale del settore Sperimentazione, informazione, consulenza e ricerca in agricoltura (Se.Sirca), responsabile provinciale al piano di difesa fitosanitaria integrata, l'agronomo specializzato Francesca Masci. L'utilizzo delle pratiche di agricoltura integrata è una garanzia a tutela il consumatore e, contemporaneamente, fornisce vantaggi economici al produttore, oltre ad una non trascurabile ricaduta socio-culturale, consistente nel recupero delle tradizioni e della cultura locale, con la rivitalizzazione delle colture tipiche che rappresentano la storia, anche dal punto di vista culinario, dei territori. Il progetto Disintensiva rientra nell'Iniziativa Comunitaria Equal seconda fase, finanziata dall'Unione Europea, dal Ministero del Lavoro e dalla Regione Campania. Obiettivo: la promozione e la sperimentazione di politiche per il reinserimento e l'adattamento degli imprenditori agricoli, dei lavoratori in età avanzata e degli immigrati.(Articolo a cura di <strong>Pietro Cuccaro</strong> ufficio stampa comune)<br />
Pubblicatod a red. prov. "Alto Casertano-Matesino &#38; d"</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Le preoccupazioni di Frattini]]></title>
<link>http://homoeuropeus.wordpress.com/?p=417</link>
<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 12:43:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>homoeuropeus</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Il Ministro degli affari esteri, Franco Frattini, continua a seguire con attenzione e preoccu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">"Il Ministro degli affari esteri, Franco Frattini, continua a seguire con attenzione e preoccupazione  l’evolversi della situazione in Georgia, in raccordo con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e mantenendosi in costante contatto con i colleghi dei principali Paesi dell’Unione Europea ed atlantici." Comincia cosi' il <a href="http://www.esteri.it/MAE/IT/Stampa/Sala_Stampa/Comunicati/2008/08/20080811_Frattini_Georgia.htm" target="_blank">comunicato</a> stampa del Ministero degli Esteri.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che il comunicato <strong>non</strong> dice e' che il Ministro si trova in vacanza alle Maldive, che non ha mai pensato di interrompere le sue vacanze e che quindi non partecipera' alla conferenza dei Ministri degli esteri europei che si svolge oggia Bruxelles.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli abitanti di Tiblisi e di Gori ringraziano il ministro italiano per il suo interessamento e la sua sentita partecipazione e si augurano che queste preoccupazioni non stiano rovinando le sue meritate vacanze.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Russia è tornata, Putin presenta il conto]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=936</link>
<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 16:48:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
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<description><![CDATA[Zar Putin mostra i muscoli. Sfruttando il passo falso del Presidente Georgiano che ha calcato tropp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" src="http://shotpolitics.com/wp-content/uploads/2008/02/putin-vladimirs600x600.jpg" alt="" width="238" height="285" />Zar Putin mostra i muscoli. Sfruttando il passo falso del Presidente Georgiano che ha calcato troppo la mano contro i separatisti ossezi, il premier Russo sta spingendosi "molto oltre" il consentito, mettendo in fibrillazione tutto il Mondo. </strong></p>
<p><strong>Sappiamo che alla fine si riduce tutto al mero danaro. L'Ossezia è una regione ricca di petrolio e quindi fa gola a molti, dalla Russia che preme sui separatisti alla Georgia del filo-occidentale Saakashvili. </strong></p>
<p><strong>Ma al momento abbiamo uno stato sovrano, la Georgia, invaso da un altro stato sovrano, la Russia, senza un valido motivo. Non si tratta di una azione difensiva in quanto la Georgia stava operando nel suo territorio, l'Ossezia è una regione georgiana e non russa. Se comunque poteva comprendersi una reazione russa all'interno della regione (l'Ossezia fu divisa molti anni fa tra Russia e Georgia) non è tollerabile l'attuale comportamento dell'armata rossa e cioè di una vera e propria invasione del territorio georgiano. </strong></p>
<p><strong>Gli Usa hanno aiutato le truppe di Tblisi a spostarsi dall'Irak per tornare in patria e questo non è andato giù a Zar Putin. Il presidente "fantoccio" della Federazione Russa, Medvedev dice che le operazioni saranno condotte "sino alla fine". I Russi stanno prendendo il controllo di Gori, città a Nord della capitale georgiana, il Presidente dello stato caucasico denuncia il tentativo di "invasione totale" del paese. Intanto un'altra regione separatista georgiana, l'Abkhazia, forte dell'appoggio russo, minaccia l'indipendenza. La Nato freme tra le richieste georgiane e quelle della federazione russa. </strong></p>
<p><strong>E' mia opinione personale che le truppe dell'Armata Rossa non si spingeranno sino alla completa invasione della Georgia, ci arriveranno vicini però. Tutto questo per dimostrare al Mondo che la "Russia è tornata". Dopo le umiliazioni dell'era Elstin, Putin è riuscito in un piccolo miracolo, rimettere in piedi uno dei paesi piu vasti e devastati del Mondo, ed ora presenta ...il conto.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Buffone inNATO]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/?p=630</link>
<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 09:33:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Tbilisi, 8 agosto - Il presidente della Georgia, il filo-occidentale Mikhail Saakashvili, ha accusa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/bush-saakashvili.jpg"><em><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-637" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/bush-saakashvili.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></em></a></p>
<p>Tbilisi, 8 agosto - Il presidente della <strong><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/03/21/georgia-a-stelle-e-strisce/">Georgia</a></strong>, il filo-occidentale Mikhail Saakashvili, ha accusato la Russia di condurre una "operazione su larga scala" contro il suo Paese, costretto a fare fronte a un massiccio "intervento militare" dall'esterno dopo che caccia-bombardieri russi Sukhoi-24 avrebbero bombardato i villaggi georgiani di Kareli e Gori, poco a sud del territorio dell'Ossezia del Sud, provincia autonoma ribelle in lotta per le secessione da Tbilisi con il beneplacito del Cremlino. "Sollecito la Federazione Russa a cessare i bombardamenti sulle pacifiche città georgiane", ha sottolineato il capo dello Stato nel corso di un discorso alla Nazione, trasmesso in diretta alla televisione. Saakashvili ha rivendicato la "liberazione" dalla presenza degli insorti della "maggior parte del territorio dell'Ossezia del Sud", compresa la capitale Tskhinvali, circondata e bombardata da terra e dal cielo; ma ha nondimeno proclamato la "mobilitazione generale", riguardante "migliaia" di riservisti. "Vi chiedo di non aver paura degli attacchi in atto", ha aggiunto il presidente georgiano, rivolgendosi ai connazionali. "Tutti debbono presentarsi ai posti di reclutamento".<br />
(AGI)</p>
<p>Washington, 8 agosto - Il presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, ha detto che il mondo sarà ''nei guai'' se la Russia ''la farà franca'' dopo gli attacchi avvenuti nel proprio Paese. ''Assomiglia all'attacco dell'Afghanistan, nel 1979. E' come quando i carri armati russi e sovietici sono entrati in Cecoslovacchia'', ha detto il leader alla CNN. Se Mosca ''la farà franca in Georgia - ha aggiunto Saakashvili - il mondo sarà nei guai''.<br />
(ASCA-AFP)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2008/08/saakashvili_n_bush.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-631" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/saakashvili_n_bush.jpg?w=128" alt="" width="128" height="85" /></a></p>
<p>Washington, 8 agosto - Il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha accusato la Russia "di combattere una guerra sul nostro territorio" e ha chiesto in un'intervista alla Cnn l'intervento degli Stati Uniti, grandi sponsor di Tbilisi. Saakashvili ritiene sia ora interesse dell'America intervenire: "Non è più solo una questione georgiana. Si tratta dell'America e dei suoi valori. Noi siamo una nazione amante della libertà che ora si trova sotto attacco". Da Mosca intanto il ministero della Difesa ha confermato di aver inviato rinforzi, "carri armati e truppe", alle truppe di interposizione in Ossezia del Sud.<br />
(AGI)</p>
<p>Pechino, 8 agosto - George W. Bush ha ribadito il sostegno degli Stati Uniti a Tbilisi "in difesa dell'integrità territoriale georgiana e chiede un immediato cessate il fuoco". Ne ha dato notizia la portavoce della Casa Bianca Dana Perino sottolineando che il presidente a Pechino dove si trova per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi è costantemente informato degli sviluppi della crisi in Ossezia del Sud. A margine dell'inaugurazione il presidente Usa aveva incontrato il premier russo Vladimir Putin con il quale aveva discusso della crisi nella regione separatista.<br />
(AGI)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/saakabush.jpg"><em><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-639" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/saakabush.jpg?w=128" alt="" width="128" height="85" /></em></a><br />
<em><span style="font-size:xx-small;font-family:Arial;">President George W. Bush waves to the crowd as he and Georgian President Mikhail Saakashvili review military troops during President Bush's visit to the Georgian Parliament in Tbilisi Tuesday, May 10, 2005. </span><span style="font-size:xx-small;font-family:Arial;">White House photo by Eric Draper </span></em></p>
<p>"E' accaduto. Saakashvili non ha nemmeno cercato di nascondere la mano armata con cui colpiva. Non ha nemmeno fatto finta. Ha detto alla televisione che voleva “ristabilire l'ordine” nella repubblica ribelle. Un “ordine” che non esisteva dal 1992, cioè da 16 anni. Perché adesso? Qual era l'urgenza? Forse che Tbilisi era minacciata di invasione da parte degli ossetini?<br />
La risposta è una sola. Saakashvili ha agito perché si è sentito coperto da Washington, in prima istanza, essendo quella capitale la capitale coloniale della attuale Georgia “indipendente”. E, in seconda istanza si è sentito coperto da Bruxelles. Queste cose non si improvvisano, come dovrebbe capire il prossimo commentatore di uno dei qualunque telegiornali e giornali italiani. Col che si è messo al servizio della strategia che tende a tenere la Russia sotto pressione: in Georgia, in Ucraina, in Bielorussia, in Moldova, in Armenia, in Azerbajgian, nei paesi baltici. Insomma lungo tutti i suoi confini europei. Saakashvili ha un suo tornaconto: alzare la tensione per costringere l'Europa a venire in suo sostegno, contro la Russia; ottenere il lasciapassare per un ingresso immediato nella Nato e, subito dopo, secondo lo schema dell'allargamento europeo e dell'estensione dell'influenza americana sull'Europa, l'ingresso in Europa.<br />
Secondo piccione: chi muove Saakashvili conta anche sul fatto che questo atteggiamento dell'Europa finirà per metterla in rotta di collisione con la Russia. Perfetto! Con l'ingresso della Georgia nella Nato e in Europa gli Stati Uniti avranno un altro voto a loro favore in tutti i successivi sviluppi economici, energetici e militari che potrebbero vedere gli interessi europei collidere con quelli americani.<br />
Javier Solana ha la capacità di sviluppare questo elementare ragionamento? Ovviamente ce l'ha. Solo che non vuole e non può perchè ha dietro di sé, alle sue spalle, governi che non osano mettere in discussione la strategia statunitense, o che la condividono."</p>
<p>Brano tratto da<em> Quella bandiera europea dietro le spalle del bandito</em> di <strong>Giulietto Chiesa</strong>.<br />
Per leggere l'intero articolo cliccare <a href="http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&#38;op=viewarticle&#38;artid=7573">qui</a><em>.</em></p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/ketagurovo.jpg"><em><img class="alignnone size-medium wp-image-644" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/ketagurovo.jpg?w=140" alt="" width="140" height="105" /></em></a></p>
<p>Fotografia dal villaggio di Khetagurovo, Ossezia del Sud.<br />
<a href="http://cominf.org/2008/08/07/1166477914.html">Qui</a> altre eloquenti immagini, astenersi deboli di stomaco.<br />
Una dimostrazione della volontà di dialogo e della "ampia autonomia" offerta da Saakashvili.<br />
Notare che questo individuo, ieri in conferenza stampa, appariva a fianco della bandiera dell'UE, invitando la controparte ad "evitare spargimenti di sangue"...</p>
<p><em><strong>Arrivano "i nostri"?</strong><br />
</em>Bruxelles, 9 agosto - Il segretario del consiglio per la sicurezza nazionale georgiano, Alexander Lomaya, non ha escluso che Tbilisi chieda aiuto militare esterno nel conflitto con la Russia in Ossezia del Sud. ''Non escludo la possibilità che la Georgia chieda alla comunità internazionale un'assistenza militare diretta'', ha detto Lomaya nel corso di una videoconferenza con i giornalisti a Bruxelles. ''Tuttavia, le nostre truppe stanno combattendo gli invasori russi in maniera coraggiosa'', ha sottolineato, aggiungendo che ''ovviamente le risorse non sono uguali''.<br />
(ASCA-AFP)</p>
<p>Tbilisi, 9 agosto - La Georgia "deve fronteggiare un'invasione da parte della Russia", e dunque necessita di "aiuto internazionale": è l'appello lanciato dal ministro degli Esteri di Tbilisi, Eka Tkeshelashvili. "Abbiamo bisogno di aiuto urgente, veramente urgente", ha dichiarato il capo della diplomazia di Tbilisi, collegato in tele-conferenza stampa con i giornalisti stranieri. "Dobbiamo fermare l'invasione russa sul territorio georgiano".<br />
(AGI)</p>
<p><em><strong>I camerieri europei si mobilitano</strong><br />
</em>Stoccolma, 9 agosto - La Svezia ha tirato in ballo Adolf Hitler per denunciare la Russia, che, secondo Stoccolma, sta portando avanti in Georgia un'''aggressione incompatibile con il diritto internazionale''. ''Abbiamo dei motivi per ricordare come Hitler, poco più di mezzo secolo fà, abbia utilizzato una dottrina del genere per attaccare zone considerevoli dell'Europa centrale'', afferma in un comunicato il ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt. Il capo della diplomazia svedese respinge le argomentazioni di Mosca a favore di un intervento militare in Ossezia del Sud, spiegando che non c'è alcuna giustificazione per attaccare un altro Stato con il pretesto di voler proteggere dei cittadini, chiunque essi siano. Secondo Bildt, ''l'offensiva russa contro la Georgia è un'aggressione incompatibile con il diritto internazionale e i principi di base della sicurezza e della cooperazione in Europa''. ''Le conseguenze di questo attacco - conclude il ministro svedese - si faranno sentire per noi e per la Russia per lungo tempo''.<br />
(ASCA-AFP)</p>
<p>Varsavia, 9 agosto - I Paesi baltici membri dell'Ue - Lettonia, Lituania, Estonia e Polonia - hanno chiesto all'Unione Europea e alla Nato di opporsi alla politica ''imperialista'' della Russia nei confronti della Georgia. ''L'UE e la Nato devono prendere l'iniziativa e opporsi alla politica imperialista e revisionista nell'est dell'Europa'', affermano i leader dei quattro Paesi in un comunicato congiunto, aggiungendo che ''condannano fermamente'' le azioni di Mosca in Ossezia del Sud.<br />
(ASCA-AFP)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/saakarice.jpg"><em><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-647" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/saakarice.jpg?w=128" alt="" width="128" height="92" /></em></a></p>
<p><em><strong>Loro sì che se ne intendono di proporzioni!</strong><br />
</em>Washington, 9 agosto - Per gli Stati Uniti la Russia in Ossezia del Sud ha fatto ricorso a un uso "sproporzionato" della forza contro le truppe georgiane. Ora deve immediatamente ritirare le sue forze accettando l'offerta di un cessate il fuoco avanzata da Tbilisi. Questa la posizione di Washington espressa da un alto funzionario del dipartimento di Stato. "La risposta è stata di gran lunga sproprozionata rispetto a qualsivoglia minaccia citata dalla Russia. Chiediamo un immediato cessato il fuoco e il ritiro di tutte le truppe", ha detto in una conferenza telefonica con la stampa.<br />
(AGI)</p>
<p>Secondo <strong>Fabrizio Vielmini</strong>, collaboratore dell'ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), esperto dell'area caucasica, si tratta di "una situazione esplosiva, piena di rischi, visto che la Russia ha lanciato diversi avvertimenti ed ora rischia di perdere la faccia se non agisce". Lontana quindi dall'essere una questione meramente interna, secondo Vielmini, gli scontri odierni attengono "al discorso fra la Russia e quel dispositivo che gli Stati Uniti e la Nato hanno messo in atto ai suoi danni". Bisogna infatti ricordare che la Georgia è uno dei Paesi candidati ad entrare nell'Alleanza atlantica. A questo proposito il ricercatore dell'ISPI si è detto molto contrariato in quanto probabilmente è una delle ragioni che ha spinto la Georgia a comportarsi in questo modo.<br />
"Non si può dire - ha spiegato - che i georgiani siano stati spinti direttamente dagli Stati Uniti, perché molto probabilmente ci hanno messo del loro, però è indubbio che hanno iniziato le ostilità sapendo di avere alle spalle l'appoggio di Washington e della Nato".<br />
Un appoggio che si è concretizzato "nel versamento di ingenti somme da parte dell'occidente utilizzate dalla Georgia per potenziare il proprio apparato militare". Gli stessi dati forniti dal Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) mostrano come negli ultimi anni le spese per la difesa georgiane siano cresciute notevolmente. Mentre nel 2004 solamente l'1,4% del Pil veniva utilizzato a fini militari (anche se il dato, secondo lo stesso Sipri, potrebbe essere sottostimato, ndr) nei due anni successivi il valore è cresciuto prima al 3,3% e poi al 5,2%.<br />
<a href="http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=5_144016"><em>Commento rilasciato l'8 agosto u.s.</em></a></p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/saakashvili.jpg"><em><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-652" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/saakashvili.jpg?w=128" alt="" width="128" height="94" /></em></a></p>
<p><em><strong>Michele, hai esagerato!</strong><br />
</em>Washington, 9 agosto - La responsabilità del conflitto in Ossezia del Sud non ricade solo su Mosca o sui separatisti osseti ma, "in parte", anche sulla Georgia. Lo ha detto un alto funzionario del dipartimento di Stato americano, che non nasconde l'irritazione per il comportamento del presidente Mikhail Saakhashvili, grande alleato di Washington: "In tutto questo periodo abbiamo insistentemente e vigorosamente fatto pressione sul governo georgiano affinché mostrasse misura e evitasse qualsiasi escalation. Su questo siamo stati piuttosto chiari", ha dichiarato il diplomatico dietro condizione di anonimato.<br />
(AGI)</p>
<p><em><strong>Intanto arrivano i loro, trasportati da "i nostri"</strong><br />
</em>Half of Georgia’s 2,000 troops in Iraq plan to leave the country by Monday to join the fight against separatists in the breakaway province of South Ossetia, with the rest following as soon as possible, their commander said.<br />
“First of all we need to remove 1,000 guys from here within 96 hours, after that the rest of the guys,” Colonel Bondo Maisuradze told The Times this morning.<br />
“The US will provide us with the transportation,” he added.<br />
<a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article4491866.ece"><em>Deborah Haynes da Baghdad, 9 agosto</em></a></p>
<p><strong><em>Era un vecchio sogno?</em></strong><br />
<a href="http://mirumir.altervista.org/2008/08/il-conflitto-in-georgia-ossezia.html">Da una delle nostre fonti preferite</a> (che riporta anche una significativa ipotesi di manipolazione mediatica), riprendiamo la notizia che nel febbraio del 2006 il ministro della Difesa georgiano, Okruashvili, si impegnò a dimettersi se non fosse riuscito a riportare l'Ossezia del Sud sotto il controllo georgiano entro la fine dell'anno. Voleva festeggiare l'arrivo del 2007 a Tskhinvali, disse.<br />
Si dimise a novembre accusando Saakashvili di corruzione, incompetenza e violazione dei diritti umani. Poi passò all'opposizione e adesso sta in Francia, che gli ha concesso l'asilo politico.<br />
Nel settembre 2007 Okruashvili rivelò il suo piano per riprendersi l'Ossezia del Sud: "un'operazione su piccola scala che avrebbe causato solo numero minimo di vittime". Precisò che non avrebbe comportato uno scontro militare su vasta scala.<br />
"Lo sapevano solo quattro persone: io, Saakashvili, Merabishvili e Adeishvili" disse Okruashvili. "Forse anche Giga Bokeria, ma non ne sono certo".</p>
<p><strong><em>Dall'Italia, alta diplomazia</em></strong><br />
Roma, 10 agosto - ''Il presidente Berlusconi è evidentemente molto preoccupato, ma certamente il suo stato d'animo è che se non si fermano le armi sarà impossibile riprendere a parlare''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a Sky Tg24 commentando la drammatica situazione di Georgia ed Ossezia.<br />
(ADNKRONOS)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/immediate-response-2008.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-659" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/immediate-response-2008.jpg?w=300" alt="" width="300" height="213" /></a><br />
Georgian soldiers are seen past U.S. and Georgian flags during the opening ceremony of "Immediate Response 2008" at the Vaziani military base, outside Tbilisi, July 15, 2008.<br />
Forces from the U.S., Armenia and Georgia will take part in the international military exercise. REUTERS/David Mdzinarishvili (GEORGIA)</p>
<p>"Nella cronologia dei fatti che precedono l'aggressione c'è un aspetto che merita particolare attenzione: il 31 luglio si è conclusa l'esercitazione militare congiunta di Georgia e Stati Uniti chiamata “<strong>Immediate Response 2008</strong>”, durante la quale gli istruttori statunitensi hanno addestrato le forze armate georgiane a compiere “operazioni di pulizia” contro i terroristi in zone residenziali. Le esercitazioni comprendevano attività come ripulire i villaggi dei terroristi (presumibilmente in vista dell'impiego dei soldati georgiani in Iraq) e mettere in sicurezza la popolazione civile. Le atrocità perpetrate dalle forze georgiane a Tskhinvali sono frutto dell'addestramento ricevuto dagli istruttori occidentali sotto la cinica copertura della “lotta contro il terrorismo”. I veri obiettivi sono naturalmente completamente diversi. L'ex-ministro degli Esteri georgiano Salome Zurabishvili, che è di certo persona bene informata, ha detto che la presenza degli Stati Uniti in Georgia comprende una vasta gamma di attività, tra cui l'addestramento delle forze armate georgiane e il controllo del corridoio di grande importanza strategica che passa attraverso il Caucaso: l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan ne fa parte. Secondo Zurabishvili l'obiettivo principale dell'attuale conflitto con la Russia è rafforzare la lealtà della Georgia verso gli Stati Uniti e la Gran Bretagna e garantire loro il controllo del paese e di conseguenza del Caucaso Meridionale.<br />
Va notato che l'intensificazione del conflitto ai confini con la Russia ha coinciso con le tensioni nella regione autonoma cinese dello Xinjiang, dove nei giorni delle Olimpiadi è stato compiuto un altro attacco terroristico. Pochi giorni prima a Bishkek, la capitale del Kirghizistan, è stato scoperto un deposito illegale di armi presso il quale si trovavano dieci militari statunitensi e diversi diplomatici dell'ambasciata americana nel paese. L'aggressione della Georgia contro l'Ossezia del Sud è una guerra nell'interesse di altri, una guerra in cui i georgiani sono destinati al ruolo di carne da cannone. Se all'aggressione contro la piccola regione del Caucaso non verrà posta immediatamente fine, saranno inevitabili altri conflitti regionali molto più estesi di questo."<br />
L'articolo di Andrej Arešev, analista della <a href="http://en.fondsk.ru/">Fondazione per la Cultura Strategica</a>, può essere letto per intero <a href="http://mirumir.altervista.org/2008/08/il-conflitto-tra-russia-e-stati-uniti.html">qui</a>.</p>
<p><strong><em>Da quale pulpito</em></strong><br />
New York, 10 agosto- L'ambasciatore russo all'Onu Vitaly Ciurkin ha definito 'completamente inaccettabili' le accuse degli Stati Uniti alla Russia. 'E' completamente inaccettabile - ha dichiarato Ciurkin - soprattutto dal rappresentante di un Paese di cui conosciamo i comportamenti in Irak, Afghanistan e Serbia'.<br />
(ANSA)</p>
<p><strong><em>E a noi no?<br />
</em></strong>Pechino, 11 agosto - Il presidente americano George Bush ha oggi definito "inaccettabile" la violenza in Georgia da parte della Russia. "Ho detto che questa violenza inaccettabile, non l'ho detto soltanto a Vladimir Putin (il primo ministro russo), l'ho detto anche al presidente del paese Dimitry Medvedev ha dichiarato oggi Bush in un'intervista concessa da Pechino alla rete televisiva Nbc.<br />
(ADNKRONOS/DPA)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/odg.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-664" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/odg.jpg?w=300" alt="" width="300" height="283" /></a><br />
Vignetta. L'ordine del giorno di Saakashvili:<br />
ore 3.00 attacco<br />
6.00 blitzkrieg<br />
7.00 colazione<br />
12.00 vittoria<br />
17.00 richiesta di aiuto.<br />
<em>(grazie Mirumir!)</em></p>
<p>"Mikhail Saakashvili ha quarantuno anni, ha studiato alla Columbia University di New York, ha sposato una simpatica signora olandese, parla con l’accento americano il linguaggio della democrazia e ha lanciato segnali che gli Stati Uniti hanno prontamente raccolto. Dopo avere ricevuto trionfalmente Bush a Tbilisi nel maggio 2005, ha chiesto e ottenuto l’assistenza militare dell’America (un migliaio di istruttori), ha presentato la candidatura del suo Paese alla Nato, sa di essere appoggiato da Washington e quattro mesi fa ha restituito la visita del suo protettore mettendo piede nello studio ovale della Casa Bianca. Dopo essere tornato in patria ha innestato la pericolosa partita delle provocazioni reciproche. Non è necessario dire molto di più per capire la crisi che è scoppiata in questi giorni. È facile comprendere perché un ambizioso e spericolato giocatore d’azzardo georgiano abbia deciso, per meglio sottrarsi alla tutela moscovita, di buttare sul tavolo la carta dell’amicizia americana. È più difficile comprendere perché gli Stati Uniti gli abbiano permesso di farlo così rumorosamente."<br />
Commento di <strong>Sergio Romano</strong> su <em>Il Corriere della Sera</em> del <a href="http://www.corriere.it/esteri/08_agosto_10/romano_stalin_georgia_b21fd5ac-66b6-11dd-8dbf-00144f02aabc.shtml">10 agosto</a>.</p>
<p><em><strong>Servi d'Italia</strong></em><br />
(Da un'<a href="http://www.corriere.it/esteri/08_agosto_11/casini_putin_bullo_quartiere_884fd56a-6765-11dd-a385-00144f02aabc.shtml">intervista</a> a <strong>Pier Ferdinando Casini</strong>)<br />
D: Figuriamoci, però, se Putin si lascia convincere dal governo italiano.<br />
R: «Sicuramente no.  Abbiamo tutti il senso del limite, non possiamo sperare di ottenere molto. Tuttavia è utile farsi sentire e sottolineare alcuni episodi veramente riprovevoli come il teatrale atterraggio di Putin sul territorio dell'Ossezia. Un'ostentazione che aveva il sapore di un'inutile umiliazione ».<br />
D: In realtà, perfino Bush, nonostante minacci complicazioni nei rapporti con Mosca, sa che non può impedire a Putin di lanciare i suoi carri armati contro la Georgia.<br />
R: «Purtroppo è vero. E siccome bisogna essere onesti nell'assegnazione dei torti, dico che i georgiani hanno sottovalutato la situazione. I russi mettevano da tempo in atto provocazioni in Ossezia. La Georgia alla fine ha reagito offrendo il pretesto a Mosca per intervenire. I governanti di Tblisi confidavano un po' ingenuamente nell'amicizia con gli Stati Uniti. Ma cosa può fare Washington?».<br />
D: Forse Putin è irritato coi georgiani proprio per i loro buoni rapporti con gli americani.<br />
R: «Può darsi. Però è spaventosa la sua reazione. Assolutamente spropositata. Se la Russia vuole essere una grande potenza deve anche manifestare senso di responsabilità. Deve cercare di limitare al minimo l'intervento. Mentre Putin ha mostrato una totale irresponsabilità. Invece di contenere gli attacchi ha cercato di allargare il conflitto coinvolgendo anche l'altra regione autonoma, l'Abkhazia. Come un bullo di quartiere che sfascia tutto».<br />
<em>Onorevole Casini, ci permetta almeno un suggerimento: forse ha bisogno di qualche ripetizione in geografia, ché Vladimir Putin, l'altro giorno, è atterrato sì in Ossezia, ma in quella del nord, esattamente a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vladikavkaz">Vladikavkaz</a>, capitale di una repubblica autonoma che fa parte, a tutti gli effetti, del territorio russo.</em></p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/gorbyronald.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-667" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/gorbyronald.jpg?w=69" alt="" width="69" height="96" /></a><br />
<em><strong>Segna per noi, mitico Gorby!</strong></em><br />
Mosca, 11 agosto - L'ex presidente sovietico Mikhail <strong>Gorbaciov</strong> è convinto che Tbilisi aveva l'appoggio degli Usa per cominciare una guerra in Ossezia del sud. 'Senza l'appoggio degli Stati Uniti Tbilisi non si sarebbe azzardata a cominciare la guerra', ha detto Gorbaciov, a quanto riferisce l'agenzia Itar-Tass. 'Le azioni della Russia sono totalmente adeguate e non è invece adeguata la reazione dell'Occidente', ha aggiunto.<br />
(ANSA)</p>
<p><em><strong>Arrivano i "nostri"</strong></em><br />
Mosca, 11 agosto - Vladimir Putin accusa gli Stati Uniti. Washington, ha detto il premier russo, sta cercando di intervenire nelle operazioni russe in Georgia trasferendo per via aerea soldati georgiani nella zona del conflitto. "Di fatto alcuni dei nostri partner non ci aiutano, ma tentano di ostacolarci - ha sottolineato Putin - mi riferisco ai soldati georgiani di stanza in Irak, trasferiti a bordo di aerei statunitensi direttamente nell'area del conflitto". Erano circa mille i militari georgiani impegnati in Irak. Già nelle prime ore del conflitto in Ossezia del sud, Tbilisi aveva chiesto aiuto a Washington per il loro rientro in patria.<br />
(AGI)<br />
<em>In verita i militari georgiani in Irak sono circa duemila, per ora gli altri mille rimangono in loco in attesa di sviluppi...</em></p>
<p><em><strong>Un barlume di luce</strong></em><br />
Roma, 11 agosto - Per quanto riguarda il nostro Paese, il ministro degli Esteri Franco Frattini, in un'intervista con La Stampa, ha spiegato che ''l'Italia ritiene che non si possa creare una coalizione europea anti-russa, e in questo siamo vicini alla posizione di Putin. Ma Mosca deve comprendere che il peacekeeping oggi affidato esclusivamente alle sue forze militari dovrà essere discusso con la comunità internazionale''.<br />
(ASCA-AFP)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/ceceni-x-russia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-674" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/ceceni-x-russia.jpg?w=300" alt="" width="300" height="220" /></a><br />
Soldati ceceni delle forze speciali russe, unità Vostok, a Tskhinvali.<br />
(REUTERS/Denis Sinyakov)</p>
<p><em><strong>La Georgia ha reclutato mercenari?</strong></em><br />
Il presidente dell'Ossezia del sud, Eduard Kokoity, denuncia la presenza di soldati mercenari nell'offensiva georgiana contro la repubblica separatista. Egli ha affermato che sono stati coinvolti ucraini, baltici e persone provenienti da altri Paesi. Ha quindi precisato che, al termine della battaglia svolta vicino alla scuola n. 12 di Tskhinvali, sono stati ritrovati i corpi di diversi uomini di pelle nera ed altri con gli occhi a mandorla, tipici delle popolazioni di origine asiatica.<br />
Un funzionario di alto livello dell'intelligence russa, citato dall'agenzia di stampa RIA Novosti, ha parlato invece di tremila mercenari, addestrati da esperti militari americani, che stanno combattendo al fianco della parte georgiana.<br />
<a href="http://www.russiatoday.com/news/news/28765">Qui</a> la notizia dal sito di Russia Today e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Bcv-ynUDYHc">qui</a> il servizio video della stessa emittente.</p>
<p><em><strong>Un'italiano racconta</strong></em><br />
Roma, 11 agosto - "Moltissimi georgiani hanno trovato stupida l'aggressione di Tblisi" contro l'Ossezia del Sud, "la situazione adesso è drammatica e se i raid russi continueranno la Georgia corre il rischio di tornare indietro di 15 anni". Gaetano Di Gesù, architetto italiano a capo di una serie di progetti nella repubblica caucasica, è appena rientrato da Mosca e racconta le impressioni sugli eventi delle ultime ore, eventi che sono arrivati "in modo abbastanza inatteso". "Io lavoro in Georgia da tre anni - dice l'architetto - e posso dire che nulla lasciava presagire che le cose sarebbero precipitate in questo modo".<br />
(ADNKRONOS)</p>
<p><em><strong>A chi vogliamo credere?</strong></em><br />
Roma, 11 agosto - La Russia ha preparato l'operazione militare in corso in questi giorni in Georgia da settimane ed è da anni che fa di tutto per accenderne la scintilla. In un'intervista, l'analista americano David Smith, ora direttore del think tank di Tbilisi <em>Georgia Security Analysis Center</em>, un passato nei palazzi dell'amministrazione a Washington, fra l'altro di negoziatore capo per gli Stati Uniti nei colloqui con Mosca sulla difesa e lo spazio e responsabile della politica estera e di difesa per la campagna elettorale di Robert Dole, afferma che non è per niente chiaro cosa stia accadendo sul terreno, perchè i militari russi abbiano voluto oltrepassare i confini dell'Ossezia del sud e dell'Abkhazia.<br />
(ADNKRONOS)</p>
<p>Tbilisi, 11 Agosto - Le truppe russe occupano ormai 'la maggior parte del territorio' georgiano. Lo ha detto il presidente della Georgia Mikhail Saakashvili. Intanto il 'ministro degli Esteri' della Georgia Iekaterina Tkieshelashvili non sarà domani a Bruxelles all'incontro con il segretario della Nato Jaap de Hoop Scheffer in seguito 'all'aggravarsi della situazione in Georgia' con l'ingresso delle truppe russe nel Paese. Lo ha riferito l'Ambasciata georgiana a Bruxelles.<br />
(ANSA)<br />
<em>Riusciranno "i nostri eroi" a coinvolgere nel conflitto la NATO? Parrebbe ormai l'ultima spiaggia.</em></p>
<p><em><strong>A proposito di NATO</strong></em><br />
"La sua incauta incursione in Ossezia del Sud ha seriamente compromesso le possibilità della Georgia di entrare nella NATO. Presentando con successo la Russia come un aggressore militare, Saakashvili ha dimostrato ai leader occidentali che se la Georgia entrasse nella NATO, i membri dell'alleanza potrebbero dover mandare le loro forze a combattere una guerra esiziale contro la Russia. I leader dell'Europa occidentale, a questo punto, faranno qualsiasi cosa per evitare un coinvolgimento con la Georgia".<br />
Commento di Alexander Khramchikhin, ricercatore capo presso l'Istituto di Analisi Politiche e Militari, <a href="http://en.rian.ru/analysis/20080811/115962013.html">per RIA Novosti</a>.</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2008/08/abkhazia.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-679" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/abkhazia.png?w=126" alt="" width="126" height="96" /></a></p>
<p><em><strong>Ora tocca all'Abkhazia</strong></em><br />
Tbilisi, 12 agosto - Soldati e mezzi corazzati provenienti dalla repubblica separatista dell'Abkhazia hanno attaccato questa mattina le forze georgiane nella gola di Kodori, secondo quanto riferisce il governo di Tbilisi. La gola di Kodori era l'unica parte della repubblica separatista dove erano ancora attestate forze georgiane e ieri era giunto un ultimatum da parte russa perchè si ritirassero.<br />
(ADNKRONOS/DPA)</p>
<p><strong><em>Come lui nessuno</em></strong><br />
Washington, 12 agosto - 'La Georgia non si arrenderà mai', ha detto il presidente Michail Saakashvili, in collegamento da Tbilisi con la CNN a Washington. 'Noi combattiamo per la nostra libertà - ha continuato - e il prezzo da pagare tornando indietro sarebbe troppo alto. Vorrebbe dire la perdita della libertà, un sentimento che i georgiani hanno conosciuto per decenni e che non possono sopportare'.<br />
(ANSA)<br />
 <br />
<em><strong>Campagne mediatiche: dopo la Cina tocca alla Russia</strong></em><br />
"Col passare delle ore è andato scomparendo il nucleo essenziale degli eventi: l'attacco annunciato in diretta TV dell'esercito georgiano contro l'Ossezia del Sud. E l'attenzione si è spostata unicamente sulle azioni da parte russa. Nei telegiornali il filtro è stato perfezionato da servizi di appoggio a quelli provenienti dai corrispondenti, fino a giungere al capovolgimento esatto della notizia che ha trovato emblematica attuazione nell'intervista di Gianni Riotta al TG1 della sera del 9 agosto: infatti alla domanda sul perché secondo lui tutto questo fosse successo proprio nel primo giorno delle Olimpiadi, ha risposto che Putin ha voluto dare in tal modo un segnale al mondo. E' stato sufficiente sostituire un cognome quello di Saakahsvili con quello di Putin e il gioco era stato compiuto: l'assalto militare in pompa magna della truppe georgiane era scomparso; o meglio l'assalto c'era stato ed era ovviamente russo".<br />
Giuseppe Iannello su <a href="http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&#38;op=viewarticle&#38;artid=7602"><em>Megachip</em></a>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Q7DpBZa9x5Q'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Q7DpBZa9x5Q&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><em><strong>In mezzo alla tragedia, spuntano alcuni episodi comici</strong></em><br />
Tipo la sceneggiata di Saakashvili a Gori, che i media occidentali davano per pesantemente bombardata dai russi, mentre nel video non si vede alcuna distruzione.<br />
Il Rambo di Tbilisi, aria da vero duro con pistola e giubbotto antiproiettili, non appena sente il rumore di un aereo russo (inudibile dal video) si precipita al sicuro tirando con sé il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner. Come dire, visto che ci sono i cattivi anche qui?</p>
<p><em><strong>Quello che ci insegna la Georgia</strong></em><br />
"Si dice che i russi potrebbero imporre un nuovo governo in Georgia. Probabilmente è così, ma i russi hanno già raggiunto i loro obiettivi principali. Hanno fatto capire ai loro vicini che una relazione con l'Occidente non garantisce alcuna sicurezza se gli interessi della Russia sono a rischio. Hanno fatto capire all'Occidente che ignorare la volontà della Russia ha un prezzo. E infine hanno fatto capire a tutti che la macchina militare russa, che cinque anni fa era in condizioni catastrofiche, è stata rimessa abbastanza in sesto da riuscire a condurre un'operazione complessa con componenti terrestri, aeree e navali. Certo, è stata un'operazione contro un paese piccolo, ma tante cose potevano andare storte. Non è successo. La Russia non è una superpotenza, ma di certo non è più menomata sul piano militare. Trasmettere questo messaggio, in fin dei conti, potrebbe essere stata la cosa più importante per la Russia."<br />
Commento di <em>Stratfor</em>, agenzia privata di intelligence statunitense.<br />
<a href="http://mirumir.altervista.org/2008/08/quello-che-ci-insegna-la-georgia.html">Qui</a> l'articolo integrale.</p>
<p><em><strong>Il grande gioco Usa: accerchiare la Russia</strong></em><br />
"Tutto facile, troppo facile. Può un Paese grande come la Russia e con un passato imperiale arrendersi senza reagire? Ovvio che no, tanto più che il Cremlino si scopre ricco, grazie al petrolio e al gas. Putin, fino a quel momento amico di Bush, reagisce. È offeso e al contempo terrorizzato. Offeso per lo scippo dell’Ucraina, progenitrice e sorella della Grande Russia. Terrorizzato, perché convinto che Washington stia complottando una rivoluzione colorata a Mosca per rovesciarlo. E allora parte la controffensiva. Mosca destabilizza il regime arancione a Kiev, richiama all’ordine il Kazakhstan, il Tagikistan e l’Uzbekistan, che si riavvicinano a Mosca, allentando il legame con gli Usa. Poi si occupa della pratica georgiana. Si schiera al fianco dei secessionisti osseti e abkhazi. Attende l’occasione propizia. Saakashvili gliela offre l’8 agosto con il suo improvvido blitz. Le truppe russe entrano in Georgia. È la prima, grande rivincita di Mosca. Washington è avvertita."<br />
Marcello Foa su <em><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282640&#38;START=0&#38;2col=">Il Giornale</a></em>.</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/universitatskh.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-690" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/universitatskh.jpg?w=199" alt="" width="199" height="300" /></a><br />
<em><strong>Università di Tskhinvali, Ossezia del Sud.</strong></em><br />
Sopra, 11 agosto 2008.<br />
Sotto, 1 luglio 2008.<br />
<em>(Grazie Luca!)</em></p>
<p><em><strong>Come lui nessuno, 2° puntata (e promette di continuare)</strong></em><br />
Tblisi, 12 agosto - "Il Davide georgiano vincerà contro il Golia russo". Il presidente della Georgia Mikhail Saakashvili continua a non mostrare segni di cedimento e ribadisce che Tblisi mai si arrenderà a Mosca, parlando davanti a 70 persone riunite nella capitale per protestare contro l'intervento militare russo nella repubblica caucasica.<br />
"La Georgia è il brillante più prezioso della corona dell'impero russo", ha rivendicato ancora Saakashvili, parlando davanti alla folla che innalzava striscioni con scritto "Stop alla Russia", "Liberateci dalla guerra russa". "Se noi cadremo - ha avvertito il presidente - ci saranno problemi per tutto il mondo civilizzato. Siamo in prima linea, dopo di noi cadranno l'Ucraina e i Paesi baltici".<br />
(ADNKRONOS)<br />
<em>Una folla di 70 persone?!</em></p>
<p><em><strong>Toghe atlantiche in rampa di lancio</strong></em><br />
L'Aia, 12 agosto - Il Tribunale penale internazionale, che si occupa di crimini di guerra e contro l'umanità, potrebbe aprire un'inchiesta preliminare sul conflitto russo-georgiano. Lo ha annunciato l'ufficio del procuratore capo, Luis Moreno Ocampo. ''Per il momento non abbiamo ricevuto alcuna istanza ma i georgiani ci hanno chiesto un incontro'', ha aggiunto. ''L'apertura di una inchiesta preliminare è una possibilità'', ha spiegato in una nota l'ufficio del procuratore.<br />
(ASCA-AFP)</p>
<p><em><strong>NATO avanti tutta + un misterioso pacchetto regalo</strong></em><br />
Bruxelles, 12 agosto - Il conflitto con la Russia per l'Ossezia del Sud non ha modificato la prospettiva di una futura adesione della Georgia alla Nato. E' quanto ha dichiarato il segretario generale dell'Alleanza Jaap de Hoop Scheffer al termine di un incontro straordinario del Consiglio Atlantico a Bruxelles, dedicato interamente alla crisi caucasica.<br />
(ADNKRONOS/AKI)</p>
<p>Tbilisi, 12 agosto - Gli Stati Uniti stanno preparando la spedizione di un pacchetto di sostegno economico da destinare alla Georgia al fine di mantenere la stabilità del Paese dopo l'esplosione del conflitto con la Russia. Lo ha riferito un alto ufficiale statunitense. ''Stiamo lavorando con il Primo ministro georgiano ed il governo tutto, così come con le istituzioni finanziarie internazionali, per mettere insieme un pacchetto di sostegno economico che possa costruire la capacità di ripresa dell'economia georgiana'', ha detto da Tbilisi il vice assistente del segretario di Stato Usa, Matthew Bryza. ''Non stiamo fornendo alcun dettaglio e stiamo lavorando in fretta su questo'', ha aggiunto il funzionario.<br />
(ASCA-AFP)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2008/08/medvezhonok.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-694" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/medvezhonok.gif?w=300" alt="" width="300" height="214" /></a><br />
La risposta russa in immagini.</p>
<p><strong><em>Conflitti sotto rete</em></strong><br />
Pechino, 13 agosto - Georgia e Russia non trovano pace neppure a Pechino, dove è polemica dopo la sfida olimpica di beach volley donne, vinta dalle georgiane. Le russe hanno perso 2-1 contro una coppia di atlete brasiliane naturalizzate georgiane e si sono lamentate: 'Abbiamo giocato contro il Brasile, queste non conoscono nemmeno il nome del presidente georgiano', ha esclamato la russa Shiryaeva. E il presidente della federazione georgiana di pallavolo ha replicato con durezza: 'Russian go home'.<br />
(ANSA)</p>
<p><em><strong>Questa prospera e fiduciosa comunità internazionale...</strong></em><br />
Washington, 13 agosto - La presenza russa nelle istituzioni internazionali è a rischio dopo l'azione militare in Georgia: lo ha detto Condoleezza Rice. 'I russi - ha detto la Rice - hanno detto di voler far parte di questa prospera e fiduciosa comunità internazionale e, francamente, credo che stiano facendo un gran danno alla loro possibilità di integrarvisi'. Ma, ha aggiunto, 'hanno ora molte possibilità di invertire il corso degli eventi e dimostrare di comportarsi secondo i principi del XXI secolo'.<br />
(ANSA)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2008/08/shevardnadze.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-700" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/shevardnadze.jpg?w=87" alt="" width="87" height="96" /></a><br />
<em><strong>A volte tornano... e parlano (bene)</strong></em><br />
Berlino, 13 agosto - Il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha commesso un grave errore nell'attaccare l'Ossezia del Sud, da cui poi è scaturito l'intervento militare russo nella Repubblica caucasica: lo afferma il predecessore di Saakashvili ed ex ministro degli Esteri sovietico, Eduard <strong>Shevardnadze</strong>, in un'intervista concessa al quotidiano tedesco 'Bild'. "Da noi la tradizione vuole che nei momenti di crisi anche l'opposizione si allinei con il presidente, senza attaccarlo alle spalle", spiega l'ex braccio destro di Mikhail Gorbaciov, "ma la Georgia non avrebbe dovuto attaccare Tskhinvali in maniera tanto impreparata. E' stato un grave errore". L'ex presidente georgiano, rovesciato nel 2003 dalla 'Rivoluzione delle Rose' guidata proprio da Saakashvili, accusa poi gli Stati Uniti di voler tornare a un clima da Guerra Fredda, anche se la Georgia non sarebbe il vero 'casus belli'. Secondo Shevardnadze, "gli Usa hanno già creato da tempo un clima da nuova Guerra Fredda, ma non a causa della Georgia, bensì mediante il cosiddetto 'scudo antimissile' americano in Polonia e nella Repubblica Ceca". "Quando ero ministro degli Esteri dell'Urss", prosegue, "ho lavorato con successo, come ha dimostrato la fine della Guerra Fredda, alla distruzione delle armi nucleari e dei missili convenzionali che potevano colpire gli Usa. Adesso però sono gli Stati Uniti che hanno avviato una nuova corsa al riarmo nucleare".<br />
(AGI)</p>
<p><em><strong>Come lui nessuno, 3° puntata: "Il Pacifista"</strong></em><br />
Washington, 13 agosto - Il presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, ha dichiarato alla Cnn che le prime reazioni degli Stati Uniti riguardo l'inizio dell'azione militare russa in Ossezia del Sud sono state ''troppo morbide''.<br />
(ASCA-AFP)</p>
<p><em><strong>Pace?</strong></em><br />
Tbilisi, 13 agosto - Il Presidente americano George W. Bush ha voluto dire che porti e aeroporti georgiani saranno posti sotto controllo militare americano. Lo ha dichiarato il Presidente della Georgia, Mikhail Saakashvili poco dopo la dichiarazione in cui Bush ha reso noto di aver deciso di inviare aiuti umanitari in Georgia impiegando unità navali e aeree.<br />
(ADNKRONOS)<br />
<em>Temiamo seriamente di dover rimandare la chiusura di questo post...</em></p>
<p><em><strong>Per favore, mettetevi d'accordo!</strong></em><br />
Washington, 13 agosto - Il Pentagono ha smentito che l'esercito statunitense prenderà il controllo dei porti e degli aeroporti georgiani come affermato dal presidente Mikheil Saakashvili. ''Non abbiamo bisogno né intendiamo prendere il controllo di alcun porto o aeroporto per fornire assistenza umanitaria alle persone colpite dal conflitto'', ha dichiarato il portavoce Geoff Morrell, aggiungendo che ''semplicemente non è un'esigenza di questa missione e non è qualcosa che intendiamo fare''.<br />
(ASCA-AFP)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/lincoln.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-706" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/lincoln.gif?w=300" alt="" width="300" height="194" /></a></p>
<p><strong>Michel Chossudovskj</strong>, paventando un blocco navale ai danni dell'Iran da parte di unità statunitensi, britanniche e francesi già nel Golfo Persico o in procinto di arrivarvi, <a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&#38;aid=9817">avanza un'ipotesi nient'affato peregrina</a>:<br />
"Nel contesto dei piani bellici diretti contro l'Iran, gli Stati Uniti sono intenti ad indebolire gli alleati iraniani, precisamente Russia e Cina. Nel caso della Cina, Washington sta cercando di intralciare i legami bilaterali di Pechino con Tehran così come l'avvicinamento dell'Iran all'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, che ha il suo quartier generale a Pechino.<br />
L'attacco georgiano all'Ossezia del Sud mira ad indebolire la Russia, che costituisce un significativo potere militare di contrappeso ed è alleata dell'Iran.<br />
L'obiettivo finale è di isolare l'Iran, tagliarlo fuori dai suoi potenti alleati: Cina e Russia.<br />
Nella mente di Washington, gli eventi in Georgia insieme con la propaganda mediatica possono essere utilmente applicati per screditare ed indebolire la Russia prima dell'imposizione di un blocco navale all'Iran nel Golfo Persico, che potrebbe condurre ad una guerra a tutto campo.<br />
Questa in qualche modo rozza linea di ragionamento tende, comunque, a trascurare le difficoltà e le debolezza dell'apparato militare statunitense così come gli enormi rischi che potrebbero derivare all'America ed al mondo da una contrapposizione intensa e duratura con la Russia.<br />
Nella prospettiva della situazione che si evolve in Georgia e degli impegni militari di Mosca nel Caucaso, gli analisti militari ritengono che la Russia non proteggerà l'Iran e non si opporrà ad un'operazione a guida statunitense contro l'Iran, preceduta da un blocco navale".</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2008/08/nato-per-lottare.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-708" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/nato-per-lottare.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
Il campione georgiano di lotta greco-romana Kvirkelia Manucher festeggia dopo aver battuto, nella finale olimpica della categoria fino a 74 chilogrammi, l'atleta cinese Chang Yongxiang.<br />
Notare il simbolo che appare sul fianco della sua tuta da gara, vi ricorda <a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2008/08/natologo.jpg">qualcosa</a>?</p>
<p><em><strong>Come lui nessuno, 4° puntata: "Vittima della Retorica Occidentale"</strong></em><br />
Washington, 14 agosto - I leader occidentali devono inviare forze di pace in Georgia subito, altrimenti i loro ideali democratici sembreranno falsi.<br />
E' quanto afferma il presidente georgiano Mikheil Saakashvili in un fondo pubblicato dal <em>Washington Post</em>. ''Solo forze di pace occidentali possono mettere fine alla guerra'', scrive Saakashvili, spiegando di aver ''affidato il destino del mio Paese alla retorica occidentale sulla democrazia e la libertà''. ''Dopo che i georgiani sono stati attaccati, dobbiamo chiederci: se l'Occidente non è con noi, con chi è? Se la linea non viene tracciata ora, quando sarà tracciata?'', si chiede il leader georgiano, secondo il quale ''l'invasione russa delle Georgia colpisce al cuore dei valori occidentali e del nostro sistema di sicurezza del ventunesimo secolo''.<br />
''Se la comunità internazionale permette alla Russia di distruggere il nostro stato democratico e indipendente, darà carta bianca a governi autoritari in altre parti del mondo'', osserva Saakashvili. ''La Russia intende distruggere non solo un Paese, ma un'idea'', continua il presidente georgiano, definendo il regime di Mosca ''crudele'' e inaffidabile.<br />
(ASCA-AFP)<br />
<em>Oltre che alla retorica, Saakashvili ha affidato il destino della Georgia anche alle armi ed agli istruttori militari occidentali. <a href="http://www.marinecorpstimes.com/news/2008/08/marine_georgiamove_081208w/">Quelli statunitensi ora se ne stanno al sicuro in un albergo nel centro di Tbilisi, in attesa di sviluppi</a>.</em></p>
<p><em><strong>Condooleezza Rice, medaglia d'argento</strong></em><br />
In conferenza stampa presso il Dipartimento di Stato, ella <a href="http://blogs.usatoday.com/ondeadline/2008/08/rice-to-russia.html">ha dichiarato</a>:<br />
"Non è come il 1968 e l'invasione della Cecoslovacchia, quando la Russia poteva minacciare un Paese vicino, occuparne la capitale, rovesciarne il governo e farla franca".<br />
<em>Condy, do you remember Iraq? And Panama?</em></p>
<p><strong><em>Brutti, cattivi ed antipatici</em></strong><br />
Washington, 14 agosto - Le forze armate russe stanno sabotando e mettendo fuori uso le installazioni militari georgiane nella loro avanzata all'interno del Paese. A dichiararlo è un funzionario americano. ''Quando i russi entrano in una installazione militare georgiana abbandonata, non la lasciano così come l'hanno trovata'', ha detto il funzionario celatosi dietro condizione di anonimato. ''Le rendono meno efficienti'', ha aggiunto.<br />
(ASCA-AFP)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/israelgeorgia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-716" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/israelgeorgia.jpg?w=300" alt="" width="300" height="208" /></a><br />
Cittadini israeliani sventolano bandiere georgiane ed israeliane durante una manifestazione presso l'ambasciata russa a Tel Aviv.<br />
<em>Foto: Gali Tibbon/AFP/Getty Images</em></p>
<p><em><strong>Dalla padella allo... Scudo</strong></em><br />
Varsavia, 14 agosto - Accordo raggiunto tra Polonia e Stati Uniti sull'installazione della base americana per lo <span style="color:#ff0000;">scudo antimissile</span>. Gli Usa hanno accettato la richiesta di Varsavia di rinforzare la cooperazione militare fra i due paesi e di installare sul territorio polacco in modo stabile almeno una batteria di missili Patriot. Ieri il presidente polacco Lech Kaczynski aveva fatto appello al governo di Donald Tusk perchè arrivasse presto all'accordo con Washington.<br />
(ANSA)</p>
<p>Varsavia, 14 agosto - Il primo ministro polacco Donald Tusk ha confermato l'avvenuto accordo con Washington sullo scudo anti missilistico. "Abbiamo attraversato il Rubicone", ha detto Tusk alla rete televisiva Tvn.<br />
(ADNKRONOS/DPA)</p>
<p><em>Riportiamo integralmente - pur con qualche perplessità - l'intervento del generale <strong>Fabio Mini</strong> su </em>La Repubblica<em> di giovedì 14 agosto.</em><br />
"E' ancora presto per capire chi ha veramente vinto o perso in Georgia. E alla fine non è neppure importante. Per adesso la politica internazionale fa registrare soltanto interventi cosmetici.<br />
Gli Stati Uniti pagano con un'altra batosta d'immagine un avventurismo ad est che hanno cercato di mascherare dietro la Nato. Non si sa bene chi di questa agonizzante amministrazione statunitense abbia dato il via libera al presidente georgiano: i servizi segreti, il Pentagono e il Dipartimento di Stato si staranno rimbalzando la palla come sempre. Eppure uno di loro ha autorizzato la sciagurata operazione georgiana magari con l'intenzione di creare uno dei soliti fatti compiuti.<br />
Il petrolio è un buon motivo ma non l'unico: l'espansione ad est della potenza americana, diretta o tramite altri, è un altro e il controllo sulla Russia e perfino sul'Iran un altro ancora.<br />
Ogni buon motivo non giustificava però né l'istigazione a delinquere dei georgiani né la trappola per i russi e gli osseti.<br />
Se poi il presidente georgiano avesse fatto di testa sua sarebbe ancora peggio: gli Stati Uniti e la Nato avrebbero dimostrato al mondo di non avere il controllo su qualcuno e qualcosa che hanno creato dal nulla. La Russia, che canta vittoria, non è riuscita a dare un'immagine di potenza veramente forte e matura. Ha reagito come avrebbe fatto Stalin (che era georgiano) e questo ha un prezzo sul piano internazionale. La Georgia e il suo leader, soltanto per aver posto in atto un disegno così sciocco e scellerato, dovrebbero essere banditi dal consesso internazionale. A questo punto la Nato dovrebbe rivedere seriamente e profondamente la sua politica di allargamento: i paesi guidati da avventurieri o, peggio, da vassalli volenterosi ma miopi dovrebbero essere cancellati dal novero degli aspiranti all'alleanza.<br />
L'Unione Europea ancora una volta non riesce a far valere una sua politica regionale.<br />
Il fatto è che non ce l'ha e ogni volta si deve affidare ai funambolismi di leader che non hanno il mandato di promettere e, meno che mai, di mantenere quello che promettono.<br />
L'impegno personale profuso dai vari leader con mitiche telefonate è apprezzabile ma esautora e svilisce ancor di più le istituzioni.<br />
Come sempre ora si tenta di passare la mano alle cosiddette operazioni di pace. Ma anche qui le idee sono poche e confuse. Si dovrebbero mandare forze in grado di controllare sia i russi sia gli osseti e i georgiani. Ci vorrebbe una interposizione su una interposizione, ma si parla già di smarcarsi dall'impegno con qualche vascello alla fonda nel mar Nero o con una missione di osservatori. I primi non interverrebbero su niente e i secondi non hanno mai risolto niente.<br />
Anzi sono sempre stati i precursori di altre guerre e destabilizzazioni.<br />
Per quanto riguarda l'Italia, la figura che rischiamo è pessima. Abbiamo forze e professionalità per contribuire ad una buona operazione di pace.<br />
Il fatto che possiamo fare poco perché siamo impegnati su altri fronti è una scusa: la verità è che la politica di sicurezza internazionale sembra essere la prima vittima dei tagli ai finanziamenti.<br />
Non si fa politica o si finge di farla a forza di messaggi promozionali e massaggi estetici perché non c'è più un euro. E se ci fosse dovrebbe servire ad altro."</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/fascism_russia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-725" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/fascism_russia.jpg?w=300" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p>"Innanzi tutto, Saakašvili è stato destabilizzato. I Georgiani possono pure essere tutti convinti che i Russi siano gli aggressori (per loro l'Ossezia del Sud è territorio georgiano, e dunque quella russa è stata una violazione della loro sovranità), ma non ignorano di certo che la pretesa “aggressione” russa si sarebbe potuta evitare se il loro Presidente non avesse assunto decisioni rischiose al limite dell'azzardo. Saakašvili dovrà dunque convivere con la responsabilità d'aver scatenato un conflitto perduto rovinosamente, anche se egli cercherà di capitalizzare politicamente l'aurea di rappresentante della “patria aggredita”.<br />
In secondo luogo, il prestigio degli USA – ed in subordine dell'UE – nella regione ha subito contraccolpi non trascurabili. I fatti di questi giorni hanno mostrato come nel Caucaso la bilancia della forza militare penda nettamente verso Mosca. Washington ha potuto rispondere all'offensiva russa con la propaganda, con le dichiarazioni infuocate, con la solidarietà a parole, e probabilmente lo farà pure con generosi donativi per la ricostruzione delle infrastrutture georgiane; ma gli USA non hanno potuto inviare un solo uomo a difendere l'alleato georgiano, a loro dire “aggredito”, ed il Cremlino ha terminato l'operazione solo una volta conseguiti i propri obiettivi. Certo la frettolosa chiusura delle operazioni da parte russa sarà sfruttata da Washington e Tblisi per far credere ch'essa sia dipesa dalle pressioni statunitensi, e così salvaguardare il prestigio della Casa Bianca nella regione.<br />
Il terzo successo di Mosca sta nell'allontanamento dell'adesione alla NATO della Georgia. Se la Georgia fosse stata membro della NATO, a quest'ora l'Europa e gli USA avrebbero dovuto o impegnarsi nella terza guerra mondiale, o perdere la faccia di fronte al mondo. Motivo per cui l'ingresso della Georgia nella NATO è sempre stato condizionato alla risoluzione dei problemi abzako e osseto. Ora più che mai questi problemi sono gravi e le loro possibili conseguenze evidenti. Paradossalmente, il solo modo per Tblisi d'entrare nella NATO, oggi come oggi, sembrerebbe l'annessione di Abchazija e Ossezia del Sud da parte della Federazione Russa: come recita il proverbio, “via il dente via il dolore”. Forse è proprio per questo che Mosca continuerà a tergiversare, rimandando alle calende greche la risoluzione delle due questioni."<br />
Queste sono le conclusioni a cui giunge <strong>Daniele Scalea</strong> nel dettagliato articolo dedicato a <em>La guerra nell'Ossezia Meridionale</em>.<br />
Dopo una prima parte dove si illustra la storia della Georgia dai tempi remoti fino alla fine dello Stato sovietico ed una seconda che delinea l'ascesa al potere del presidente Saakashvili, nella terza vengono descritte le premesse del conflitto a partire dalla primavera dell'anno in corso e nella quarta, quella finale, se ne tratteggia l'andamento tentando infine di tracciarne un bilancio parziale, sia per quanto riguarda i fattori militari che la valenza strategica degli eventi e del contesto diplomatico.<br />
Lo trovate <a href="http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkElZuFVFyJfqfxDct.shtml">qui</a> (oppure, scaricabile in versione .pdf, <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/la_guerra_per_lossezia_meridionale.pdf">qui</a>).</p>
<p><em><strong>Come lui nessuno, 5° puntata: "L'Inviato al Fronte"</strong></em><br />
Mosca, 15 agosto - Il presidente goergiano Mikhail Saakhasvili ha accusato oggi i russi di aver distrutto con l'aviazione la capitale sud osseta, Tskhinvali. Al russo <em>Kommersant</em>, Saakhasvili dice che la città è stata trasformata in un'altra Grozny, la capitale cecena, e ammette che la Georgia ha aperto il fuoco su Tskhinvali l'8 agosto, ma dopo che sono stati uccisi soldati di Tbilisi.<br />
(ANSA)</p>
<p><em><strong>Indovina indovinello</strong></em><br />
"Il bullismo e le intimidazioni non sono un modo accettabile di condurre la politica estera nel 21esimo secolo".<br />
Chi l'ha detto?<br />
Vi diamo un indizio: dopo è partito per una vacanza in Texas. Facile, no?</p>
<p><em><strong>Come lui nessuno, 6° puntata: "Il Predicatore"</strong></em><br />
Saakashvili: "Oggi stiamo guardando il diavolo diritto negli occhi".<br />
(REUTERS)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/saakashviligeneral.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-749" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/08/saakashviligeneral.jpg?w=270" alt="" width="270" height="256" /></a><br />
Saakashvili con i suoi consiglieri militari</p>
<p>Ora che, con la firma dell'accordo per il cessate-il-fuoco apposta da entrambe le parti, la parola sembra tornata alla diplomazia (ma per quanto? è lecito chiedersi), vogliamo riproporvi alcuni brani del documentario <em>Revolution.com</em> di <strong>Manon Loizeau</strong>, dedicato alle cosiddette "rivoluzioni colorate" patrocinate dagli Stati Uniti d'America nei Paesi nati a seguito della dissoluzione dell'Unione Sovietica.<br />
Il documentario è stato trasmesso durante la puntata di <em>Report</em> andata in onda il 3 giugno 2007. Qua trovate quella parte di testo che riguarda più specificatamente la Rivoluzione delle Rose che ha portato al potere in Georgia Mikhail Saakashvili.<br />
Per leggere integralmente la trascrizione del programma, potete andare <a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1072739,00.html">qui</a>, scorrendo la pagina fino a circa la metà.</p>
<p>"NARRATORE<br />
Il metodo funziona. La conferma la troviamo in Georgia. Da quando è avvenuta la rivoluzione delle rose nel 2003, il paese si è dichiarato filo americano. Nel pomeriggio la capitale Tbilissi, ospiterà la visita del presidente Bush. Ogni anno gli Stati Uniti elargiscono 100 milioni di dollari alla Georgia attraverso vari progetti umanitari. Ma qui il governo statunitense ha anche una base militare strategica, proprio come in Kyrgyzstan. Quest’uomo, il multimiliardario americano e membro del partito democratico George Soros, ha aiutato i leader della rivoluzione delle rose attraverso la sua fondazione Open Society.</p>
<p>EDOUARD SHEVARDNADZE - EX PRESIDENTE GEORGIA<br />
Questo sono io con Bush padre.</p>
<p>NARRATORE<br />
L’ex presidente della Georgia Eduard Shevardnadze è stato destituito. Ha perso tutto, vive con i suoi ricordi e una chiara convinzione...</p>
<p>EDOUARD SHEVARDNADZE - EX PRESIDENTE GEORGIA<br />
I giovani politici che hanno preso il potere sono stati finanziati prevalentemente da George Soros, il famoso miliardario americano. Non so perché volesse rovesciare il governo della Georgia, ma non si è trattato di una rivoluzione, bensì di un colpo di stato!</p>
<p>NARRATORE<br />
Giga Bokeria Leader Movimento kmara è stato uno dei leader di punta nella rivoluzione georgiana. Lo abbiamo conosciuto a Bratislava. Ora lo incontriamo nel palazzo del Parlamento a Tbilissi. Questo trentaquattrenne va e viene da qui ogni volta che vuole, cosa che si può permettere soltanto il primo consigliere del presidente della Georgia. Questa mattina, va all’Hotel Marriott dove incontrerà Anatoli Lebedko, un leader dell’opposizione bielorussia in cerca di consigli su come innescare una rivoluzione nel suo paese.</p>
<p>(...)</p>
<p>ANATOLI LEBEDKO – LEADER OPPOSIZIONE BIELORUSSIA<br />
In questo momento, abbiamo tanto sostegno politico e promesse di aiuto. Il congresso degli Stati Uniti sta deliberando... dovrebbe inviarci diversi milioni di dollari. Ma siamo ancora in attesa. Il grosso problema continua a essere il denaro!</p>
<p>GIVI<br />
Vi aiuteremo noi! Faremo qualcosa per voi. Vi diremo qual'è il modo giusto per prendere il potere.</p>
<p>GIGA BOKERIA - LEADER MOVIMENTO KMARA<br />
Non pensi che sia meglio che spengano le telecamere? Vi dispiace smettere di filmare? E’ meglio.</p>
<p>NARRATORE<br />
Due ore più tardi, nell’atrio della Banca Centrale, Giga ha addosso gli abiti di primo consigliere. Il presidente della Georgia si sta preparando per incontrare i corrispondenti della Casa Bianca, prima dell’arrivo di George Bush.</p>
<p>NARRATORE<br />
Quest’uomo è l’ospite della serata. Il suo nome è Bruce Jackson. Ufficiale dell’esercito statunitense in pensione, ha lavorato anche per i servizi segreti militari e per la Lockheed - una multinazionale che produce aerei militari. Attualmente, gestisce una fondazione “Progetto per le democrazie in transizione”. E’ presente ovunque fermentino nuove rivoluzioni di velluto.</p>
<p>BRUCE JACKSON - PROGETTO PER LE DEMOCRAZIE IN TRANSIZIONE<br />
La Russia ci preoccupa per via della scarsità di democrazia che sta opprimendo il paese. In Georgia, a Riga, a Bratislava e a Kiev sta succedendo quello che ci aspetteremmo di vedere in ogni nuova democrazia. Perciò nel primo caso siamo piuttosto contrariati, nel secondo possiamo definirci entusiasti. Brian posso presentarti il presidente?</p>
<p>NARRATORE<br />
Con i suoi 36 anni, Mikheil Saakashvili è il presidente più giovane del mondo. Si è laureato in legge ad Harvard e ha un grosso debito con gli Stati Uniti... e lui lo sa.</p>
<p>MIKHEIL SAAKASHVILI - PRESIDENTE GEORGIA<br />
Dopo tutti questi anni di scempi, corruzione e malgoverno, credo che la Georgia sia l’esempio vivente di come la democrazia possa funzionare anche in quest’angolo della terra. Crediamo negli stessi valori in cui credono gli americani, e non abbiamo dimenticato quello che hanno fatto per questo paese negli ultimi anni.</p>
<p>NARRATORE<br />
Sapendo di poter contare sul sostegno costante degli Stati Uniti, il giovane presidente georgiano non ha paura di affrontare il suo ex grande fratello sovietico.</p>
<p>MIKHEIL SAAKASHVILI - PRESIDENTE GEORGIA<br />
Abbiamo detto chiaro e tondo che vogliamo le basi russe fuori di qui. Non sto dicendo che vogliamo cacciarli via, ma le truppe siriane hanno lasciato il Libano in due settimane pur essendo quattro volte più numerose dei russi che sono qui. Bisogna capire che l’impero sovietico non esisterà più sotto nessuna forma.</p>
<p>NARRATORE<br />
A pochi passi di distanza dal presidente georgiano, Bruce Jackson ascolta...</p>
<p>MIKHEIL SAAKASHVILI - PRESIDENTE GEORGIA<br />
Ho detto qualcosa di sbagliato?</p>
<p>BRUCE JACKSON - PROGETTO PER LE DEMOCRAZIE IN TRANSIZIONE<br />
No, signore! Lei non dice mai niente di sbagliato. Ma… Perché il presidente non si prende una pausa? Non è neanche riuscito a bere un bicchiere di vino!</p>
<p>INTERVISTATRICE<br />
Un’altra domanda, se non le dispiace. A volte lei viene dipinto come l’uomo “che fa la rivoluzione nell’ombra”.</p>
<p>BRUCE JACKSON - PROGETTO PER LE DEMOCRAZIE IN TRANSIZIONE<br />
No, mi dispiace per quello che dice la stampa francese, ma non è questa la ragione per cui siamo qui. Qui ci sono anche funzionari di governo e dovreste parlare con loro.</p>
<p>NARRATORE<br />
Bruce Jackson se ne va alla chetichella insieme a Giga. Nel centro di Tbilissi, l’atmosfera si riscalda. L’arrivo di George Bush è previsto entro un’ora. Oltre 200 mila persone si sono riunite nell’ex piazza Lenin, oggi ribattezzata Piazza della Libertà."</p>
<p><strong>Chiuso il 16 agosto 2008</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alt Cina, c'è l'America a difendere i diritti umani]]></title>
<link>http://disobbedienzacivile.wordpress.com/?p=4</link>
<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 17:02:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>turbante</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo tribolazioni di vario genere, che spaziano da rivolte più o meno pacifiche a vere e proprie ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tribolazioni di vario genere, che spaziano da rivolte più o meno pacifiche a vere e proprie catastrofi naturali, finalmente domani potremo tutti assistere alla cerimonia d'apertura di queste discusse Olimpiadi cinesi. Ma se non siamo ancora certi di quelli che saranno i risultati sul campo, di certo da un po' di tempo a questa parte abbiamo avuto modo di assistere a delle battaglie diplomatiche che sfiorano i limiti del ridicolo, se non proprio quelli del buon gusto. Mai mi sporcherò le mani parlando bene del governo di Hu Jintao, colpevole di aver calpestato ben più di una volta oltre che i diritti umani, anche le libertà individuali dei cittadini appartenenti alle minoranze etniche e religiose della meravigliosa Cina, ma nel contempo mi sembra di essere uno dei pochi ad intravedere un'evidente assurdità nel constatare quali siano le persone che più si oppongono ai provvedimenti presi dal governo cinese. Certo, anche quest'ultimo sembra quasi volere farsi odiare a tutti i costi arrestando qualunque dissidente che sia sorpreso a sbandierare un qualche simbolo di protesta, ma di certo la Cina non dovrebbe essere l'unico Paese contro cui protestare e lottare. Il più grande controsenso, sotto questo punto di vista, può essere considerata la presa di posizione del presidente americano George W. Bush, che, nonostante l'ormai scarsissimo consenso popolare riscontrato in patria, si lascia andare a dichiarazioni di circostanza da Seoul, invocando il diritto alla libertà di tutti i cittadini cinesi. Un'affermazione a mio giudizio alquanto banale e cinica, a detta di un uomo che non si è fatto alcuno scrupolo ad attaccare ben due stati sovrani per salvaguardare la democrazia, stando a quanto ci hanno riferito i nostri media. Un'asserzione che può benissimo lasciare sconcertati se si è a conoscenza delle torture e delle sevizie eseguite da taluni soldati americani sui prigionieri di guerra in Afganistan oppure nella ben più vicina prigione cubana di Guantanamo. Anche se le critiche giungono dai leader dei Paesi dell'Unione Europea, le parole alle orecchie dei più attenti paiono stonate, se si prende in considerazione che tra i più grandi esportatori di armi al mondo figurano proprio i più importanti stati europei, che nel corso degli anni non hanno fatto a meno di macchiarsi di crimini come il genocidio pur di non perdere le proprie sfere di influenza in Africa ed Asia. Insomma, uno scenario insolito in cui tutti sono colpevoli eppure tutti si spacciano per innocenti, trincerandosi dietro le proprie Costituzioni tronfie di paroloni tanto altisonanti quanto privi, oramai, di un vero significato oggettivo. Che la Cina sia la dimostrazione vivente di ciò che lo stato può diventare è cosa nota al giorno d'oggi, ma è inutile protestare lì se proprio da noi le parole libertà ed uguaglianza significano ben poco.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cereali: U.E., da raccolto 2008 stima 301 mln tonnellate in più (Agi)]]></title>
<link>http://foodweek.wordpress.com/?p=198</link>
<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 13:13:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>foodweek</dc:creator>
<guid>http://foodweek.wordpress.com/?p=198</guid>
<description><![CDATA[Bruxelles, 7 agosto - Si prevede un raccolto di cereali sopra la media per il 2008.
Lo ha reso noto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Bruxelles, 7 agosto - Si prevede un raccolto di cereali sopra la media per il 2008.<br />
Lo ha reso noto la Commissione Europea, che cita tra le cause di questo miglioramento "le condizioni meteorologiche clementi e un incremento delle aree coltivate". "In particolare l'aumento delle aree coltivate - si legge nella nota - dovrebbe portare a un raccolto complessivo pari a 301 milioni di tonnellate nell'Unione Europea per quest'anno, 43 milioni più del 2007. Questo rappresenta un incremento del 16% rispetto al raccolto del 2007 e del 9% rispetto alla produzione media degli ultimi cinque anni".<br />
I dati derivano dall'analisi aggiornata del servizio scientifico della Commissione, il Centro di ricerca unificato. L'esecutivo europeo sottolinea che "l'inverno 2007-2008 è stato piuttosto mite, specialmente nell'Europa centrale e orientale, ma più fresco dell'inverno 2006-2007 straordinariamente caldo".<br />
La Commissione ha fatto sapere che i maggiori incrementi nella produzione, rispetto alla media degli ultimi cinque anni, si sono registrati nella barbabietola da zucchero, i cui principali produttori sono Francia e Germania. Importanti anche gli aumenti del grano duro (+12,8%) e del mais (+9,5%). In particolare, la produzione del mais rispetto al solo 2007 e' cresciuta del 20,1 per cento.<br />
Rispetto al possibile impatto sui prezzi, invece, l'esecutivo europeo ha mantenuto una linea cauta. "Non è il caso di fare illazioni - ha detto una portavoce della Commissione Ue - si può solo registrare il miglioramento del raccolto come un dato positivo. Ci sono però molti altri fattori da considerare per i prezzi, ad esempio la situazione degli stock. Per questo al momento non possiamo fare previsioni". (<em>Agi</em>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Conservanti: Kroes indaga su acquisto Dsp da parte di Arsenal (Agi)]]></title>
<link>http://foodweek.wordpress.com/?p=189</link>
<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 09:52:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>foodweek</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bruxelles, 7 agosto - Bruxelles vuol vederci più chiaro sull&#8217;operazione di acquisto del produ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Bruxelles, 7 agosto - Bruxelles vuol vederci più chiaro sull'operazione di acquisto del produttore chimico olandese DSP da parte dell'americana Arsenal che controlla a sua volta Velsicol.<br />
Tra le produzioni interessate, conservanti, additivi alimentari, prodotti farmaceutici e per la salute personale.<br />
Secondo Neelie Kroes, commissaria europea responsabile della Concorrenza, "i prodotti chimici fabbricati da Velsicol e DPS sono tra i più importanti utilizzati nell'industria agroalimentare e di prodotti industriali intermedi. Di qui la necessità di un'inchiesta approfondita per evitare una riduzione della concorrenza con conseguente aumento dei prezzi nel settore".<br />
L'operazione era stata notificata inizialmente all'autorità spagnola per la concorrenza, che ne ha proposto il rinvio alla Commissione Europea, competente in materia di antitrust.<br />
La decisione di aprire un'indagine approfondita non pregiudica il risultato finale, come si ricorda in una nota. Bruxelles ha ora 90 giorni lavorativi per prendere una decisione finale. (<em>Agi</em>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Agricoltura: Zaia, bene modifica U.E. disciplinare radicchio di Treviso (Asca)]]></title>
<link>http://foodweek.wordpress.com/?p=185</link>
<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 09:45:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>foodweek</dc:creator>
<guid>http://foodweek.wordpress.com/?p=185</guid>
<description><![CDATA[Roma, 7 agosto – “Esprimo tutta la mia soddisfazione per la modifica del disciplinare del Radicc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 7 agosto – “Esprimo tutta la mia soddisfazione per la modifica del disciplinare del Radicchio di Treviso perché si tratta di un prodotto di eccellenza fortemente radicato nel territorio. Il Radicchio di Treviso è il primo ortaggio ad aver ottenuto la denominazione di origine protetta a livello comunitario e ha sempre rivestito un ruolo di apripista per i prodotti ortofrutticoli in ambito nazionale e comunitario”. Con queste parole il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia commenta la modifica del disciplinare del Radicchio di Treviso da parte della Commissione all'Agricoltura dell'Unione Europea.<br />
Nel disciplinare si specificano in maniera più dettagliata le modalità produttive e i tempi dell'ottenimento del Radicchio. Viene, inoltre, introdotta l'obbligatorietà della legatura delle produzioni in pieno campo e viene ampliata la dimensione inferiore del cespo al momento dell'immissione al consumo.<br />
“La modifica - spiega il Ministro Luca Zaia - risponde alla necessità di rendere il prodotto sempre più adeguato alle esigenze di un consumatore attento alla qualità del prodotto. L'accentuazione delle caratteristiche di distintività del Radicchio di Treviso potrà anche in questo caso essere da traino per gli altri prodotti ortofrutticoli”.<br />
Le modifiche del disciplinare riguardano anche le caratteristiche delle vasche, che sono state cambiate per permettere ai produttori di utilizzare anche materiali diversi senza compromettere il legame con il territorio e con le tecniche tradizionali di produzione.<br />
Questo anche per adeguarsi ai protocolli adottati da importanti realtà distributive internazionali e alle norme di alcuni paesi, che impongono, per ragioni igienico - sanitarie, l'utilizzo di materiali diversi dal cemento nella produzione di alimenti destinati al consumo umano.<br />
“Questa modifica del disciplinare - conclude Zaia - consentirà una lotta ancora più netta e decisa all'agropirateria a danno dei prodotti italiani, coerentemente con la nostra azione di governo”. (<em>Asca</em>)</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Agricoltura: Russo, coinvolgere U.E. su nocciola italiana (Agi)]]></title>
<link>http://foodweek.wordpress.com/?p=166</link>
<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 18:56:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>foodweek</dc:creator>
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<description><![CDATA[Napoli, 6 agosto - &#8220;Per evitare che l&#8217;indulgenza dei controlli e delle norme degli altri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Napoli, 6 agosto - "Per evitare che l'indulgenza dei controlli e delle norme degli altri Paesi associata alle speculazioni delle lobby possa decretare l'uscita di scena delle nocciole italiane dal mercato occorrerà mettere in moto tutti i meccanismi di prevenzione e di rilancio necessari. A cominciare dal coinvolgimento delle istituzioni europee e della stessa Turchia".<br />
Lo sottolinea in una nota il presidente della commissione agricoltura della Camera Paolo Russo che esprime "condivisione nei confronti dell'allarme lanciato dalla Coldiretti e teso a difendere una delle eccellenze del made in Italy". "A causare il clima di incertezza che investe il settore - spiega - non c'è solo il nodo dell'aumento dei prezzi alla produzione. La maggiore insidia potrebbe derivare da operazioni promosse da eventuali cartelli tra colossi commerciali così come dall'ingresso sul nostro territorio di nocciole con quote di aflatossine".<br />
Russo chiede l'istituzione di un tavolo "intorno al quale dovranno sedere le regioni leader nella produzione della nocciola, a cominciare dalla Campania, ed il Ministero delle politiche agricole". (<em>Agi</em>)</p>
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<title><![CDATA[La NATO in Africa]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/?p=370</link>
<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 09:24:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Nella primavera del 2005, l’Unione Africana (UA) – tramite il proprio rappresentante, Alpha Oum]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/06/natoafrica.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-371" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/06/natoafrica.jpg?w=128" alt="" width="150" height="100" /></a></p>
<p>Nella primavera del 2005, l’Unione Africana (UA) – tramite il proprio rappresentante, Alpha Oumar Konarè – chiese assistenza alla NATO per espandere la missione di peacekeeping in corso nel Darfur, regione occidentale del Sudan in preda a continue violenze.<br />
E così, a partire dal successivo 1 luglio, la NATO (insieme all’Unione Europea) si è fatta carico, in primo luogo, del trasporto aereo dei soldati e dei poliziotti africani appartenenti al contingente di pace approntato dall’UA, ed in secondo luogo della formazione necessaria a far funzionare il Comando di una forza militare multinazionale ed a gestire le operazioni di intelligence.<br />
Epicentro di tali attività il Quartier Generale dell’Unione Africana installato ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, dove è stato creato un apposito organismo per il coordinamento dei movimenti delle truppe sul terreno e dove, principalmente, sono stati svolti i corsi di formazione rivolti a 250 ufficiali degli eserciti membri del contingente di pace.<br />
Il sostegno della NATO alla missione AMIS (African Union Mission in Sudan) è terminato lo scorso 31 dicembre 2007, quando la responsabilità delle operazioni è stata trasferita alle Nazioni Unite/African Union Mission in Darfur (UNAMID), pur se la NATO ha espresso disponibilità ad offrire la propria collaborazione anche alla nuova missione di pace congiunta ONU-UA.<br />
Sin dall’inizio delle operazioni nel luglio 2005, la NATO ha coordinato il trasporto aereo di circa 31.500 fra militari, poliziotti ed osservatori civili per e da il Darfur.<br />
Il sostegno alla missione AMIS è stata la prima operazione condotta dalla NATO in Africa durante la sua ormai sessantennale esistenza. Certamente non l’ultima, in quanto recentemente - lo scorso febbraio - il Consiglio Nord Atlantico ha deciso di rispondere positivamente alla domanda dell’UA di un ulteriore sostegno ad un’altra missione di pace che si sta svolgendo in Somalia. Del resto, era stato lo stesso ambasciatore Said Djinnit, Commissario per la Pace e la Sicurezza dell’UA, durante la sua visita al Quartier Generale della NATO a Bruxelles, nel marzo 2007, ad affermare che – essendo state ormai provate in Sudan le capacita della NATO di offrire aiuto all’UA – le due istituzioni “<em>stanno esplorando le possibilità per allargare la cooperazione in altre aeree, facendo del sostegno della NATO una cooperazione a lungo termine</em>”.</p>
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<title><![CDATA[Igp - U.E. annuncia: anche acciughe sotto sale del Mar Ligure in lista (Agi)]]></title>
<link>http://foodweek.wordpress.com/?p=129</link>
<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 18:56:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>foodweek</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bruxelles, 5 agosto - Si allunga la lista delle Indicazioni geografiche protette (Igp), con l&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Bruxelles, 5 agosto - Si allunga la lista delle Indicazioni geografiche protette (Igp), con l'arrivo di tre nuovi prodotti alimentari: le acciughe sotto sale del Mar Ligure, la cicoria di Bruxelles, più conosciuta come indivia belga, e le uova di Louè in Francia. La decisione è stata annunciata oggi dalla Commissione Europea. Sono nell'insieme 800 le denominazione di origine protetta attualmente già iscritte dalla lista in base ad un'apposita legislazione sulle indicazioni geografiche, sulle denominazioni d'origine e delle specialità tradizionali. (<em>Agi</em>)</p>
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<title><![CDATA[Agricoltura - Martini (presidente Toscana), sbagliata e dannosa estirpazione vigneti (Agi)]]></title>
<link>http://foodweek.wordpress.com/?p=125</link>
<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 18:46:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>foodweek</dc:creator>
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<description><![CDATA[Firenze, 5 agosto - &#8220;Abbiamo deciso di lasciare la libertà di scelta agli imprenditori agrico]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Firenze, 5 agosto - "Abbiamo deciso di lasciare la libertà di scelta agli imprenditori agricoli, senza imporre vincoli a nessuno. Abbiamo fatto una battaglia in sede comunitaria contro questo provvedimento, ritenuto da noi sbagliato e dannoso". Questo il commento del Presidente della Toscana, Claudio Martini, alle notizie riportate dalla stampa sui rischi di estirpazione dei vigneti di pregio in Toscana.<br />
"Siamo convinti - ha proseguito - che ai produttori toscani, diversamente da quanto potrà accadere in altre regioni, convenga mantenere i vigneti in produzione e non distruggerli, perché le nostre produzioni sono riconosciute e apprezzate sul mercato. Da noi infatti continuano ad arrivare richieste per realizzare nuovi vigneti acquistando diritti di reimpianto.<br />
Recentemente abbiamo rilasciato questi diritti, con un costo ridotto della concessione, nelle isole dell'arcipelago e all'Argentario. Ovviamente si tratta di diritti che, per oltre dieci anni, sottostanno ad un vincolo di non estirpazione. Una scelta coerente, che risponde all'obiettivo di incentivare lo sviluppo della nostra viticoltura che, oltre ad un valore economico, contribuisce anche ad elevare il pregio ambientale al nostro territorio".<br />
Del resto la scelta di non avvalersi delle deroghe previste dalle norme comunitarie, per vietare la concessione dei contributi all'estirpazione, è stata condivisa dalla maggioranza delle regioni italiane che, ad eccezione della Sicilia e del Trentino Alto Adige, non hanno proceduto a vincolare zone per impedire l'espianto delle vigne.<br />
"Noi riteniamo che quanto deciso dall'U.E. sia sbagliato e assurdo. Sbagliato perché incoraggia la dismissione di questa attività, anziché incentivarne lo sviluppo e l'ammodernamento. Assurdo perché incoraggia la distruzione, anziché uno sviluppo qualitativo e dinamico della viticoltura. Sono convinto che una politica basata sui vincoli non porti grandi frutti né al settore, né all'agricoltura".<br />
La Toscana, in sede comunitaria, aveva sostenuto una linea diversa e coerente, proponendo di incentivare la viticoltura, magari aiutando i viticoltori a ristrutturare e potenziare i loro impianti. Alla fine hanno prevalso altri interessi.<br />
"In Toscana - ha proseguito il Presidente - saranno i singoli viticoltori, in base alla convenienza di impresa, a decidere se estirpare i loro vigneti, oppure mantenerli in attività perché conveniente, opportuno e logico. Noi siamo fiduciosi. I viticoltori toscani non inseguiranno questa assurdità. Naturalmente valuteremo sulla base dei risultati se mantenere o correggere questa impostazione anche per il 2009".<br />
Il 15 settembre infatti scade il termine per la presentazione da parte dei viticoltori delle domande di contributo per la distruzione dei vigneti. (<em>Agi</em>)</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ombre Cinesi]]></title>
<link>http://commentaria.wordpress.com/?p=314</link>
<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 12:41:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>pillau</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;attentato nello Xinjang è una occasione per riparlare di temi già trattati qui. in questo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'<a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/NewsArticle.aspx?type=topNews&#38;storyID=2008-08-04T061147Z_01_ROS418250_RTRIDST_0_OITTP-PECHINO-ATTACCO-GIOCHI.XML" target="_blank">attentato nello Xinjang</a> è una occasione per riparlare di temi già trattati qui. in questo blog, neanche molto tempo fa, in  <a href="http://commentaria.wordpress.com/2008/06/30/obama-e-mccain-lopinione-dei-resistenti-iraniani/" target="_blank">questo</a> articolo, a cui rimandiamo i più volenterosi dei nostri 25 lettori (citando il Manzoni!!)</p>
<p>La prossima amministrazione USA, quale che sia il candidato vincente, avrà un ruolo decisivo nell'evolversi della situazione in Cina. Non si dimentichi che è ancora in circolazione ed ha forte influenza l'opinione di quel <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zbigniew_Brzezinski" target="_blank">Zbigniew Brzezinski</a>, autore della teoria della "Cintura Verde" sotto la presidenza Carter. Tale teoria intendeva abbattere l'URSS circondandola con stati islamici alleati degli Stati Uniti.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.iran-resist.org/IMG/jpg/TIME_1979_Iran.jpg" alt="" width="444" height="458" /></p>
<p>Dal momento che la Cina, per molti versi è considerata l'erede dell'URSS, non è azzardato pensare  e temere che una simile idea possa essere stata  sostenuta e favorita anche nei confronti della Cina, anche se tale idea si era già rivelata in altre occasioni  fallimentare e destabilizzante, e dunque  questo attentato altro non sia che un'avvisaglia delle ormai note conseguenze storiche che  tale teoria inevitabilmente comporta.</p>
<p>Ovviamente l'attenzione e la tensione di questi giorni sono altissime: un eventuale attentato durante le Olimpiadi avrebbe una risonanza enorme, così come è enorme tutto ciò che riguarda la Cina.<br />
Enorme nei numeri della popolazione, enorme la distanza tra città e campagna che  sarà causa di problemi politici, economici e sociali presenti e futuri, enormi gli effetti delle scelte interne e internazionali cui la Cina non potrà sottrarsi. Ma, per quanto tragico potrebbe essere  un attentato terroristico durante le Olimpiadi (senza nulla togliere alla gravità di quello di oggi) altro non sarebbe  se non uno dei tanti segnali  che fanno capire che il Paese è arrivato ad un bivio, e che indietro non si torna. Il punto è questo: la Cina dovrà scegliere quale strada imboccare per  il suo futuro, sperando che sia quella giusta.</p>
<p>Con queste ombre che si allungano sulla Cina e sul mondoperò, già da oggi  si può prevedere con certezza  quasi matematica quello che la dirigenza cinese  sicuramente <strong>non farà (ma che dovrebbe fare) </strong>per prevenire e risolvere una gran parte delle varie crisi che bussano alle sue porte.<strong><br />
</strong></p>
<p>Ovvero il Partito Comunista Cinese <strong>non</strong> si riunirà per stabilire pochi chiari punti, ma efficaci (Dal mio punto di vista ho sempre pensato ad una specie di <a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Godesberger_Programm" target="_blank">Bad Godesberg</a> cinese.)</p>
<p><em><strong>1) Da questo momento cessiamo di essere Marxisti-Leninisti e rientriamo nella Internazionale Socialista col nome di Partito Cinese del Lavoro </strong></em></p>
<p><em><strong>2) Il Kuomintang è invitato a riorganizzarsi sul suolo della Cina Continentale</strong></em></p>
<p><em><strong>3) A breve chiediamo l'assistenza dell'Onu e dell OSCE per organizzare nuove elezioni per una nuova Assemblea Costituente della Repubblica di Cina.</strong></em></p>
<p><em><strong>4) Le minoranze religiose e nazionali cinesi vengono reintegrate in tutti i loro diritti sulla base della dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo dell'Onu.</strong></em></p>
<p>Questi 4 punti rappresenterebbero per la Cina l'inizio della salvezza... Per il terrorismo l'inizio della fine, perchè avrebbe meno opportunità per attecchire  nella radice del malcontento delle popolazioni.</p>
<p>Ma questo è ciò che non avverrà. La Cina è quello che è anche perchè tutti (anche noi europei) con molto poca lungimiranza vogliamo che sia così.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Enologia: riforma Ocm vino, in arrivo in Sicilia oltre 36 mln di euro per 2009 (Adnkronos)]]></title>
<link>http://foodweek.wordpress.com/?p=89</link>
<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 18:18:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>foodweek</dc:creator>
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<description><![CDATA[Palermo, 1 agosto - Novità in arrivo per il settore vitivinicolo siciliano. è entrata in vigore og]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Palermo, 1 agosto - Novità in arrivo per il settore vitivinicolo siciliano. è entrata in vigore oggi la riforma dell'Organizzazione comune del mercato, la cosiddetta Ocm vino, varata dalla Commissione europea dopo un lungo negoziato, per aumentare la competitività dei produttori.<br />
Diverse le modifiche rispetto al passato. Gli aspetti rilevanti riguardano i contributi per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, per la promozione dei vini, per la distillazione di alcool e per l'arricchimento al mosto. Il budget complessivo della Sicilia a disposizione per quest'anno è di 36,141 milioni.<br />
Altra novità, reintrodotta dopo alcuni anni, sono i contributi per l'abbandono definitivo. "Si tratta di grandi opportunità - spiega l'assessore regionale all'agricoltura della Sicilia, Giovanni La Via - per le migliaia di produttori siciliani. Per il 2009 a disposizione dell'Isola ci sono oltre 36 milioni di euro, oltre alla quota relativa all'estirpazione definitiva. Sono risorse che serviranno a rilanciare ancora di più un comparto che negli ultimi anni è diventato il fiore all'occhiello dell'agricoltura regionale".<br />
Dal 2000 ad oggi, la Sicilia è stata la regione italiana che più di ogni altra ha speso i fondi a disposizione e nella maggior parte dei casi ha impiegato anche le risorse non utilizzate dagli altri. Proprio in questi giorni, infatti, è riuscita a spendere i 39,5 milioni a disposizione per questa campagna e a finanziare tutti i progetti in graduatoria, portando così a 11.320 i beneficiari, con 34.204 ettari riconvertiti e oltre 235 milioni di contributi utilizzati in 8 anni.<br />
Trapani, Palermo e Agrigento sono le 3 province alle quali è andato più del 90% dei contributi a disposizione. Dal primo agosto si cambia e il premio forfettario per ettaro dovrebbe salire, mediamente, a circa 8mila euro rispetto ai 7 mila del passato.<br />
Il budget assegnato all'Italia nei prossimi 5 anni è di circa 450 milioni.<br />
Alla Sicilia, nella campagna 2008/2009, sono stati assegnati 17,752 milioni. Previsti contributi anche per la distillazione di alcol per uso bocca, ovvero per la produzione di grappe, etc. Il budget a disposizione per quest'anno è di 10,440 milioni.<br />
A disposizione c'è anche quasi un milione di euro destinato alla promozione sui mercati dei paesi terzi.<br />
Per il triennio 2009-2011, è stato stanziato da Bruxelles oltre un miliardo di euro per estirpare complessivamente 175 mila ettari di vigneti in Europa. Per l'Italia, il plafond a disposizione è di 58.435 ettari, con un tetto del 10% per ogni singola Regione. La superficie massima che potrà essere estirpata in Sicilia è quindi di 12.800 ettari, su quella complessiva di 128mila.<br />
Il contributo che verrà assegnato a coloro che vorranno usufruire dell'abbandono definitivo varia da 1.700 a 14.000 euro ad ettaro, in base alla resa media (da 20 a 220 ettolitri) del vigneto negli ultimi 5 anni. Si stima che in Sicilia il contributo medio sarà di circa 7mila euro ad ettaro. (<em>Adnkronos</em>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Unanimismo bulgaro]]></title>
<link>http://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/?p=413</link>
<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 19:48:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>lafayette70</dc:creator>
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<description><![CDATA[I Despoti illuminati del &#8216;700 avevano per motto la nota espressione : &#8220;Tutto per il popo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lasentinelladellalaicita.files.wordpress.com/2008/07/urlo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-414" src="http://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/files/2008/07/urlo.jpg?w=105" alt="" width="105" height="130" /></a>I Despoti illuminati del '700 avevano per motto la nota espressione : "Tutto per il popolo, nulla per mezzo del popolo", a significare la personale riluttanza nel coinvolgere i sudditi nel processo riformatore dello Stato che essi stessi intuivano necessario e che non mancarono di portare innanzi con alacrità.</p>
<p>Stanno a testimoniarlo l'opera di sovrani quali Giuseppe II d'Austria, il successore di lui , Leopoldo (già Granduca di Toscana) primo monarca a decretare l'abolizione della pena capitale , Federico II di Prussia e la Zarina Caterina II.</p>
<p>Sembra che gli attuali governanti d'Europa abbiano mutuato la massima in questione, limitatamente al suo significato letterale, ben guardandosi da qualsiasi zelo modernizzatore.</p>
<p>Come altrimenti interpretare il pervicace rifiuto della consultazione popolare in merito ai ripetuti tentativi di dare una cornice istituzionale adeguata ad un gigante dai piedi d'argilla chiamato Unione Europea?</p>
<p>Un Super-Stato pletorico ed inefficiente con una burocrazia  enorme che grava sulle spalle di una cittadinanza profondamente delusa dalle mancanze del processo di unificazione.</p>
<p>Un Parlamento che premia con generosissimi emolumenti i propri fortunatissimi componenti e si limita a produrre risoluzioni e carta straccia senza alcun valore vincolante per le legislazioni nazionali.</p>
<p>Una macchina mangiasoldi che redistribuisce ai soliti noti dei fondi utilizzati per le gozzoviglie di altrettanto sterminate clientele.</p>
<p>Non ultimo un Moloch dirigista che attenta alle libertà fondamentali dei cittadini, almeno nei paesi dove è più avvertito il pericolo di una degenerazione tirannica del potere.</p>
<p>Tutta una serie di motivi, e molti altri ve ne sarebbero, che rendono estremamente impopolare il sogno concepito dai padri fondatori determinati ad evitare il ripetersi di carneficine come quelle cui erano stati testimoni e vittime.</p>
<p>Quello che più fa temere è l'assoluta cecità delle classi dirigenti continentali, di destra e di sinistra, nei confronti del concretissimo rischio di rigetto di quello che ormai si è trasformato in un orrendo mostro generante null'altro che ribrezzo e collera.</p>
<p>Prendiamo il caso italiano a guisa di esempio.</p>
<p>In nessun altra Nazione l'europeismo acritico e all'acqua di rose ha trovato comodo ricettacolo.</p>
<p>Ulteriore riprova si è avuta quest'oggi con la scandalosa ratifica all'unanimità dell'osceno pateracchio conosciuto come Trattato di Lisbona : fiumi di retorica lutulenta hanno accompagnato il funesto evento nel mentre pennivendoli  innalzano i consueti roboanti peana e  politicanti da quattro soldi preparano le liste dei compari da inviare a Bruxelles a scaldare un degno laticlavio.</p>
<p>Uno Spettacolo osceno e rivoltante e senza nemmeno una Thatcher che si alzasse nell'aula a reclamare un liberatorio. "Restituiteci i soldi!".</p>
<p>Ciliegina sulla torta la grottesca commedia demenziale inscenata da quelli della Lega Nord: un voto positivo col mugugno e con la riserva di un accoglimento, nel corpo del documento, dell' accenno alle origini cristiane dell' Europa e del condono per la truffa delle quote latte, amaro prodotto della fallimentare e disastrosa Politica Agricola Comune.</p>
<p>Stati Uniti d'Europa come sognavano Altiero Spinelli e gli altri Federalisti  o pallida riedizione dell'esperienza sovietica ?</p>
<p>Non occorre delegare ai posteri la risposta.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Turchia: serve che sia destabilizzata?]]></title>
<link>http://commentaria.wordpress.com/?p=260</link>
<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 08:38:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>commentaria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Prendo spunto da un post  apparso su  Rinascita riportato in rete da diversi bloggers,  e mi pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo spunto da un post  apparso su  <a href="http://www.rinascita.info/cc/RQ_Mondo/EkEZFFllFpBhDBtNvF.shtml">Rinascita </a>riportato in rete da diversi bloggers,  e mi permetto di esprimere un mio commento sull'analisi fatta dall'autore dell'articolo, circa la situazione della Turchia.</p>
<p>Ora che l'Alta Corte Costituzionale ha salvato per il rotto della cuffia l'AKP (partito di Erdogan e del presidente Gul) dalle accuse di  "attività antilaiche" e "volte a distruggere l'unità nazionale" che avrebbero portato alla chiusura del partito e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per un gran numero dei suoi maggiori esponenti, credo che si possano tirare le somme  e giungere all'ovvia conclusione:  serviva che il paese fosse nel caos e sotto choc. Per delle ragioni immediate:  a Erdogan  serviva  per creare un clima di tensione tale che nessuna autorità di buon senso ( o intelligentemente corrotta)  se la sentisse di creare un vuoto istituzionale  in un momento di evidente crisi del paese. Vero, però che la Turchia sta facendo parecchi sforzi per essere accolta tra i membri dell'Unione Europea e questi attentati non offrono grosse credenziali. Ma se, per ipotesi, ora che l'AKP è stato prosciolto dalle accuse di voler introdurre la Sharia nel proprio paese;  dopo le parole di Erdogan, il quale ha dichiarato subito dopo la sentenza che  <em>"Il mio partito (l'APK) continuerà a impegnarsi sulla via della protezione dei valori repubblicani e della laicità", </em>e soprattutto dopo che la Corte, anche se non ha fatto ricorso alla sanzione più pesante, ha deciso comunque di mandare al partito "un serio ammonimento", tagliando la metà dei fondi pubblici che dovevano essergli destinati quest'anno e chiedendo a tutti i partiti politici turchi di prendere i provvedimenti necessari per evitare che altri casi del genere giungano davanti alla Corte, si avvalora sempre più l'ipotesi che l'attentato servisse a due obbiettivi, entrambi apparentemente raggiunti: evitare una gravissima crisi interna  e mostrare all'Occidente che la Turchia è un paese che sa gestire le proprie difficoltà interne nel severo rispetto delle leggi, tutelando la laicità dello Stato senza pericolosi cedimenti all'estremismo islamico.</p>
<p>Come dire: entrare in Europa è un obbiettivo ambizioso a lungo termine; salvare la pelle era più urgente. Un bell'attentato è servito a ricompattare il quadro politico e a rilanciare l'immagine della Turchia.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Maroni, UE, immigrazione: la trave e la pagliuzza]]></title>
<link>http://titolando.wordpress.com/?p=240</link>
<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 07:52:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>titolando</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo la denuncia del commissario europeo Hammarberg, che lascia intendere come in Italia vengano vio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://titolando.files.wordpress.com/2008/07/maro-180x140.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-242" src="http://titolando.wordpress.com/files/2008/07/maro-180x140.jpg?w=180" alt="" width="180" height="140" /></a>Dopo la <a href="http://download.repubblica.it/pdf/2008/comm_dirittiumani.pdf"><strong>denuncia</strong></a> del commissario europeo <a href="http://www.coe.int/t/commissioner/About/biohammarberg_en.asp"><strong>Hammarberg</strong></a>, che lascia intendere come in Italia vengano violati i diritti umani, la polemica s'infiamma.</p>
<p>Il commissario europeo ha denunciato violenze della polizia nei campi rom, ha criticato la linea morbida del governo italiano nei confronti dei reati razzisti, ha criticato il ricorso a misure d'emergenza che "indicano l'incapacità di risolvere il problema".</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-11/europa-immigrazione/europa-immigrazione.html"><strong>Roberto Maroni </strong></a>afferma:"Respingo con indignazione le accuse del commissario europeo che ha parlato di raid violenti della polizia. E' una falsità clamorosa. La polizia non ha mai fatto simili azioni". "Se ci riesce - ha aggiunto Maroni - il commissario presenti casi concreti e documentati". (<a href="http://tv.repubblica.it/copertina/immigrati-scontro-maroni-ue/22561?video"><strong>video</strong></a>)</p>
<p>Questo riscalada l'aula degli onorevoli italiani. Si ascotano fischi, interruzioni, insulti come "fascista" a Maroni.</p>
<p>Marco Minniti, ministro dell'Interno ombra del Pd ha ammonito la maggioranza: "Voi ci state isolando dall'Europa. Ci criticano, ci censurano ma noi andiamo avanti con un riflesso autistico, come se tutto quello che viene fatto fosse sempre giusto. Ma senza Europa - ha aggiunto - non si va da nessuna parte.Voi non conoscete l'equilibrio tra integrazione e sicurezza. Per questo mandate un messaggio sbagliato".</p>
<p>In serata anche il presidente della Camera Gianfranco Fini ha commentato il rapporto del commissario Hammarberg durante un'intervista al Tg1 e ha chiesto che il Consiglio d'Europa corregga la sua posizione "unilaterale e falsa". Fini si è detto sorpreso per la presa di posizione e ha affermato: "Dire che la polizia italiana ha condotto raid è totalmente infondato".</p>
<p>Rutelli, oggi su <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-12/sicurezza-politica-12/sicurezza-politica-12.html"><strong>repubblica.it</strong></a>, dichiara che vanno colpiti i trafficanti di uomini. Il racket degli immigrati vale più di quello della droga.</p>
<p>A mio parere in tutta questa vicenda bisogna tenere in considerazione due aspetti fondamentali:</p>
<p>1) l'Italia, o meglio, la classe politica italiana non sa "prevenire", quindi agisce sempre e spesso male "in situazioni di emergenza". Una vera politica dell'immigrazione non si è mai fatta. Onde per cui non mi sento di dar torto alla Commissione Europea, ma nemmeno a Maroni.</p>
<p>2) Riconoscere la cittadinanza ai bambini Rom abbandonati è una iniziativa lodevole promossa dal ministro (passi l'orrenda idea di schedarli come fossero criminali prendendone le impronte digitali). Nemmeno un governo "sociale" di centro sinistra ha mai proposto seriamente qualcosa del genere!</p>
<p>3) Che la polizia sia stata criminalizzata dal commissario è vero! E' anche vero che dopo il G8, nell'immaginario di molti, è difficile dire che le aggressioni della polizia sono mere strumentalizzazioni. E' difficile poichè, a Genova, di aggressione si è parlato e alcune condanne sono state inflitte. Tuttavia, fossi ai vertici dell'UE, baderei bene prima di attaccare le forze dell'ordine italiane! Il nostro esercito e la nostra polizia (tranne qualche parentevi alla Genova) lavora per poche centinaia di euro, aiuta il cittadino tanto spesso quanto volentieri, è fedele alla repubblica (vedi arma dei carabinieri) e, basta camminare per strada per capirlo, quando si chiede loro qualcosa... è lì disponibile! A volte il loro operato non è efficacissimo, ma per altri motivi, tra cui la legge che, non fanno loro, ma fanno altri! Non mi risulta che i video che spesso circolano sulle forze di polizie americane (mi riferisco a pestaggi di americani) abbiano un equivalente italiano. E, credo fermamente, non dovrebbero essere strumentalizzate in giochi politici e su temi come quelli indicati. Loro eseguono ordini! Casomai prendetevela con chi dà loro gli ordini! E non con le forze di polizia! Che hanno tutto il mio rispetto!!!</p>
<p>4) Nessun paese europeo ha i confini italiani! Siamo in mezzo al mare e in mezzo al mare ci son camin che fumano e gommoni che a volte affondano, a volte sbarcano. E questo non è un problema italiano, ma europeo. Ha mai pensato l'unione europea di smetterla di promuovere direttive e regolamenti e di pensare seriamente all'attuazione di politiche concrete comunitarie?</p>
<p>Detto questo è anche vero che dai campi bruciati a Napoli alle molotv di <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_29/molotov_nomadi_5f0ccdb2-5d6e-11dd-9a8c-00144f02aabc.shtml"><strong>Firenze</strong></a>, in questo paese qualcosa sta seriamente cambiando e in peggio!</p>
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<title><![CDATA[Rassicurazioni]]></title>
<link>http://venividiwc.wordpress.com/?p=455</link>
<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 21:45:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>venividiwc</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Commissario per i Diritti umani del Consiglio d&#8217;Europa, lo svedese Thomas Hammarberg, ha es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il Commissario per i Diritti umani del Consiglio d'Europa, lo svedese Thomas Hammarberg, ha espresso la sua preoccupazione per le iniziative del governo italiano in tema di immigrazione, che "non tengono conto dei diritti umani e dei principi umanitari e potrebbero fomentare altri episodi xenofobi".</p>
<p>Gli esponenti della Lega lo hanno subito rassicurato: "Non siamo razzisti, Svedese di merda!".</p>
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<title><![CDATA[Sicurezza, diritti, discriminazione, confusione]]></title>
<link>http://bepoglace.wordpress.com/?p=57</link>
<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 14:55:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>bepoglace</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il commissario per i diritti umani del Consiglio d&#8217;Europa, Thomas Hammarberg, ha preso una pos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, ha preso una posizione decisa nei confronti del così detto "pacchetto sicurezza" proposto dall'attuale Governo italiano. Secondo Hammarberg le misure che l'Italia intende addottare "violano i diritti umani e i principi umanitari e possono provocare ulteriore xenofobia" (Fonte: Adnkronos).<br />
Non dico che Hammarberg abbia del tutto torto, non posso farlo perché come tutti i cittadini italiani ho un'idea piuttosto vaga di quanto il Governo ha previsto nel pacchetto sicurezza. I media riportano frammenti di notizie, pareri provenienti dalle più disparate aree culturali del paese, ma come al solito non abbiamo le idee chiare sui provvedimenti adottati ed in via di adozione. Certo è che la coalizione che oggi sostiene il Governo dell'On.le Berlusconi ha fatto della questione sicurezza un cavallo di battaglia, elemento fondamentale in campagna elettorale e quindi priorità di governo.<!--more--><br />
Per quanto io sia contrario alla politica del Presidente Berlusconi nella maggioranza dei casi, non posso che rilevare un fatto: il Governo sta affrontando i temi che aveva portato in primo piano durante la campagna elettorale. Che lo faccia nel modo giusto o sbagliato è un altro discorso.<br />
Le misure del pacchetto sicurezza stanno generando molte critiche, alcune giuste, altre che non condivido. Per esempio non ho ancora capito cosa ci sia di così drammatico nell'idea di raccogliere le impronte digitali di coloro che vivono nei campi nomadi. Questa è una delle misure proposte, a quanto mi è dato sapere. Quando feci la visita di leva presero le mie impronte e la cosa non mi fece per nulla impressione. Lo Stato sa chi sono, dove vivo, che mestiere faccio, conosce fino all'ultimo centesimo i miei guadagni, ma la cosa non mi fa sentire meno libero, né mi preoccupa minimamente.<br />
Capiamoci, se mi dicessero che vogliono tatuare un numero sul braccio a tutti i nomadi per identificarli, allora penso che andrei su tutte le furie. Ma il Ministro Maroni non è uno sprovveduto, ed anche se molti militanti del suo partito metterebbero volentieri i reticolati attorno ai campi dei Rom e dei Sinti, lui non lo ha proposto. Chi vive in questo Paese dovrebbe rispettare le sue leggi ed essere noto alle autorità, non ci trovo niente di male in questo. Credo che moltissimi Rom e Sinti siano daccordo con me! Ma ovviamente questo discorso vale anche per gli industrialotti lombardi, che spesso vogliono evadere le tasse, o che risparmiano sulle dotazioni di sicurezza, o magari che fanno lavorare in nero gli extracomunitari. Vale per tutti, la legge, e questo principio deve essere condiviso.<br />
Pare che l'Italia abbia l'espulsione facile, ovvero che l'attuale Governo tenda a respingere gli immigrati clandestini anche se ci sono ragionevoli timori per la loro incolumità una volta rimpatriati. Questo mi sembra plausibile, la gente chiede di respingere i clandestini ed il Governo ha un forte spirito populista. Credo che prima di respingere un immigrato sia necessario verificare perché ha scelto la via della clandestinità. Se lo ha fatto con dolo deve essere respinto, se invece è in fuga di fronte a persecuzioni, deve essere aiutato. Mi rendo conto che questo implica un impegno enorme da parte delle forze dell'ordine e determinerebbe spese incredibilmente elevate per lo Stato, tuttavia è l'unico modo in cui si dovrebbe comportare un Paese che si ritiene, con buona ragione, civile.<br />
D'altro canto sono costretto a ricordare che i governi retti da uomini di sinistra non hanno brillato in fatto di solidarietà. Non mi pare di ricordare grandi impegni a favore dei perseguitati.<br />
Un caso controverso, ai tempi della presidenza Dalema fu sicuramente quello di Abdullah Öcalan. Pur sapendo che in Turchia rischiava la pena di morte, l'Italia lo invitò a levarsi dai piedi, senza neppure avviare una verifica per la concessione dell'asilo politico. Certo, all'epoca Öcalan venne invitato a lasciare il paese, non estradato in Turchia, ma se la forma appare diversa, la sostanza è che venne spinto in territori meno sicuri, dove venne puntualmente catturato dai turchi. Era considerato un terrorista, ma allora avremmo dovuto trattenerlo, non farlo allontanare. I terroristi si arrestano e processano, non si invitano a lasciare l'Italia! La verità è che la Turchia è un partner commerciale importante per il nostro Paese e quindi il nostro Governo non poteva permettersi di provocare un incidente diplomatico. Sono le stesse ragioni per cui l'Italia non batte ciglio quando si propone (sbagliando) di fare entrare la Turchia nell'Unione Europea.<br />
Ciò che mi preoccupa, in realtà, è l'impossibilità di capire che tipo di misure realmente verranno prese per gestire i problemi dell'immigrazione, delle popolazioni nomadi, delle aree di illegalità. Ho l'impressione che si agisca con eccessiva fretta, individuando delle soluzioni da osteria, che non portano mai a risultati. Inoltre non ho ancora capito se ci saranno o meno tagli finanziari per le forze dell'ordine. Intanto si mettono in campo tremila militari, che bontà loro fanno un altro mestiere nella vita e sono pochi.<br />
L'impressione che ho è che manchi una discussione seria, un ragionamento, una valutazione tecnicamente attuabile dei problemi del Paese. Insomma, a parte le questioni puramente ideologiche, non vorrei che anche questa volta le cose venissero fatte "all'italiana".</p>
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<title><![CDATA[La condanna dell'Unione Europea]]></title>
<link>http://ricordare.wordpress.com/?p=737</link>
<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 09:49:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>mcz06</dc:creator>
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<description><![CDATA[In cui si riporta la condanna del comunismo da parte dell&#8217;Unione Europea.
Leggi l&#8217;artico]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>In cui si riporta la condanna del comunismo da parte dell'Unione Europea.</p>
<p>Leggi l'articolo:<br />
<a href="http://ricordare.wordpress.com/perche-ricordare/137-la-condanna-dellunione-europea/">137 - La condanna dell'Unione Europea</a></p>
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<title><![CDATA[La Spagna e l'immigrazione - gli ultimi mesi]]></title>
<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=300</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 10:04:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>RR</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nei primi di aprile si è tenuto a Conil de la Frontera  un convegno, Jornadas sobre inmigración ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Nei primi di aprile si è tenuto a Conil de la Frontera  un convegno, <em>Jornadas sobre inmigración – Integración y conflicto cultural</em>. È intervenuto, fra gli altri, Manuel Peréz Yruela, direttore dell’“Istituto di studi sociali avanzati d’Andalusia” (IESA). Secondo lui, era sorprendente  che la Spagna, non abituata ad accogliere immigrati (negli anni ’90 ne ospitava solo un milione), avesse negli ultimi anni inglobato più di 4 milioni di “regolari” – circa il 10% della popolazione complessiva; primo posto dell’Unione Europea per numero di immigrati - senza che al suo interno nascessero spinte xenofobe maggioritarie. E ciò, aggiungo io, pur dopo la tremenda strage compiuta nella stazione di Atocha di Madrid l’11 marzo 2004 dai terroristi islamisti, che provocò 200 morti..<br />
Informava Yruela che i ricercatori avevano individuato, rispetto all’atteggiamento che le persone manifestavano nei confronti degli stranieri, quattro gruppi (il metodo di rilevazione è stato la somministrazione di questionari a campioni significativi della popolazione; la terminologia che segue è dei ricercatori):<br />
-    <strong>intolleranti</strong> 16,2%: “esponenti” di nuova xenofobia, in cui hanno grande peso<br />
le considerazioni economiche (quanto gli immigrati costano agli spagnoli, ecc.);<br />
-    <strong>ambivalenti</strong> 25,7% : molto contraddittori (sì, pensano, gli immigrati sono necessari, vanno riconosciuti i loro diritti, ma…);<br />
-    <strong>utilitaristi</strong> 23,3%: vedono l’immigrazione come inevitabile, e come ormai necessaria per molte ragioni. Per questo gruppo l’accettazione degli immigrati è basata su considerazioni essenzialmente “materiali” (necessità di badanti, di lavoratori che svolgano certe funzioni, ecc.);<br />
-    <strong>tolleranti</strong>: 34,8%: convinti del fatto che l’immigrazione arricchisce le culture, le sensibilità; chiedevano un’attenzione massima ai diritti umani ecc.<br />
Inoltre metà degli spagnoli dichiarava di avere amicizie e altri rapporti personali con persone immigrate da paesi extracomunitari, e l’assoluta maggioranza (in rapporto a domande diverse, tra il 79% e il 94%) riteneva che dovessero essere garantiti tutti i diritti (casa, scuola, salute, tutela diritti umani ecc.). Un terzo degli spagnoli tuttavia riteneva che gli immigrati avrebbero dovuto essere “contrattati” separatamente dagli autoctoni.<br />
Ed ecco alcuni dati sulla condizione di vita degli immigrati in Spagna descritta da Yruela:<br />
-    avevano case complete (per lo più appartamenti) l’85% degli immigrati;<br />
-    avevano abitazioni precarie, spesso divise con altri, il 6%, per lo più maschi;<br />
-    avevano stanze in casa non loro l’8,5% .<br />
-    avevano la carta sanitaria: il 100% di quelli che arrivarono prima del ’99 e l’85 % di quelli arrivati dopo.<br />
Yruela precisava che questa apertura degli spagnoli agli immigrati, peraltro non esente da contraddizioni che si possono leggere anche nei dati che ho riportato sopra (e che si sono certamente accentuate in questi ultimi mesi)  era nata e cresciuta negli anni passati, nella fase di maggiore prosperità della Spagna moderna; e si chiedeva se avrebbe retto all’incipiente crisi economica internazionale e nazionale.<br />
Mi risulta, da ciò che mi riferisce qualche amica più assidua di me nel guardare la televisione, che soprattutto nei canali più commerciali la destra sta martellando sulla relazione fra crisi economica e immigrazione. C’è da sperare che l’abitudine delle spagnole e degli spagnoli di uscire di casa, di prendere tanta aria, di