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	<title>tradizioni-cultura-2 &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/tradizioni-cultura-2/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "tradizioni-cultura-2"</description>
	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 04:19:13 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il Palio del Niballo]]></title>
<link>http://relaxdesign.wordpress.com/?p=494</link>
<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 23:13:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri sera sono andato a cena presso il mio rione e ho incontrato tante vecchie conoscenze. S&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ieri sera sono andato a cena presso il mio rione e ho incontrato tante vecchie conoscenze. S'é parlato di Palio, di grandi e piccole squadre, di coppie, di singoli, di musici…ma per chi non é faentino questi termini non fanno squillare alcun segnale!</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3068/2551977818_b0fb4c7a3e_b.jpg" alt="" width="184" height="1024" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Cos'é il Palio. </strong>Vale la pena, quindi, spendere un post per parlare di questa tradizione assolutamente locale e della quale pochi italiani conoscono l'esistenza. Secondo solo a quello di Siena - in termini d'importanza - il Palio del Niballo di Faenza risulta essere tra le giostre italiane a cavallo piú ardue: i cavalieri dei cinque rioni (<a title="Sito web" href="http://www.racine.ra.it/niballo/irioni.html" target="_blank"><strong>Nero, Rosso, Bianco, Giallo e Verde</strong></a>) cavalcano su cavalli (sellati) anglo-arabi-sardi sfidandosi a coppie e a rotazione, fino ad aver ultimato i rispettivi <em>gironi</em>. La sfida consiste nel colpire per primi il bersaglio (a immagine di Saraceno a braccia aperte) affinché il braccio meccanico colpito per primo si alzi decretando il rione vincitore della tenzone. Ad ogni vittoria il rione vincitore guadagna uno scudo coi colori dell'avversario. Vince, ovviamente, il rione che ha piú scudi avversari. La posta in gioco é, appunto, <strong>il Palio</strong>: un drappo rosso finemente ricamato e decorato, preparato ogni anno per l'occasione. Al secondo posto va una porchetta e al terzo un gallo. Da noi si usa dire che anche l'ultimo rione in classifica vinca qualcosa: le chiavi per chiudere il campo del campo sportivo che ospita l'evento.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Storia.</strong> "I tornei assunsero tutti gli attributi di grande spettacolo specialmente nel periodo della <strong>Signoria Manfrediana</strong>, epoca in cui memorabili giostre furono eseguite in onore di alte personalità ed epoca durante la quale venne codificata, negli Statuti faentini del 1410, la regolamentazione del palio.</p>
<p><em>"...Hebbe per antichissima consuetudine questo nobile pubblico di proporre ogni anno un premio per invitar la gioventù ad esser assai presta nelli atrezzi cavagliereschi...... Al qual effetto si faceva piantar sulla piazza il saracino ovvero ANIBALLO et correre longa un carrera di cavalli....".</em><!--more--></p>
<p>[…] Il consiglio degli anziani richiese l’autorizzazione a stanziare la somma di scudi 200 Bolognesi dagli assegnamenti ordinari del comune per finanziare la disputa di due palii: la corsa dei Berberi per il 29 giugno, giorno di San Pietro patrono della città, ed una quintana, che i nobili faentini disputavano per antichissima consuetudine, nel periodo di carnevale. Per la prima delle richieste non vi furono difficoltà, per la quintana del Niballo, invece, disputandosi in carnevale, festa di chiara derivazione pagana, si ebbe un iter burocratico più lungo. Il Cardinale Aldobrandini concesse comunque il benestare ed il 12 febbraio 1596 venne esposto il bando; era la nascita ufficiale del Palio del Niballlo. Un cronista faentino, il canonico Peroni, afferma che questo palio del Niballo si corse fino all'anno 1786. Il Palio moderno verrà ripreso, dopo anni di oblio <strong>il 29 giugno del 1959</strong> con scopi naturalmente ben diversi da quelli che avevano i rampolli delle nobili casate." (fonti <a title="Sito web" href="http://www.racine.ra.it/niballo/nib.html" target="_blank"><strong>Palio del Niballo</strong></a> e <a title="Sito web" href="http://www.rionerosso.it/PalioNiballo/StoriaNiballo/StoriaPalio.htm" target="_blank"><strong>Rione Rosso</strong></a>)</p>
<p style="text-align:justify;">Io stesso non ci potevo credere ieri sera: ho potuto assistere alla proiezione di vari Palii storici (per lo piú anni '80…nell'83 sfilavo anch'io come paggetto!) tra cui - incredibile - la prima edizione del 1959! Sono rimasto sbalordito per vari motivi, nell'ordine:</p>
<ol style="text-align:justify;">
<li>Qualcuno ha ripreso con la cinepresa alla fine degli anni '50 (ci volevano dei soldi e le riprese non durano poco, si tratta di un servizio di almeno 20 minuti);</li>
<li>Il filmato é a colori!</li>
<li>Il filmato (accuratamente riversato su supporto ottico) é incredibilmente in buono stato, per cui é possibile notare anche certi particolari del tempo altrimenti impossibili da ricordare. Hanno fatto fede i commenti dei vari 50-60enni presenti alla proiezione che esclamavano <em>"Mooo! C'avevo neanche 7 anni! Mo pensa te…!"</em>;</li>
<li>Il corteo storico dei rioni contava complessivamente al massimo 30 figuranti (gli organizzatori spesero un mucchio di soldi per l'acquisto dei primissimi costumi, tamburi e bandiere e - inoltre - la cittadinanza coinvolta era pari a zero…figuratevi, erano gli ultimi anni del dopoguerra…);</li>
<li>La finitura dei costumi era stranissima (ad opera di Caterina Fucci Calderoni): nessuna ricerca storica, motivi uguali per tutti i rioni (cambiavano solo i colori)…sembravano le carte da gioco del film <em>"Alice nel paese delle meraviglie"</em>…geniale;</li>
<li>Una volta arrivati allo stadio B. Neri ci fu una sfilata di automobili (?!?) in stile <em>Millemiglia</em> con signori e ragazze che salutavano il pubblico…un vero mistero;</li>
<li><strong>Ma soprattutto: </strong><em>"Per quel primo anno ogni cavaliere corse singolarmente contro il "Niballo" nel cui braccio destro teso era posto un dischetto come bersaglio. Ad ogni tornata questo bersaglio veniva sostituito con uno di diametro inferiore; il Cavaliere che non centrava il bersaglio era destinato ad una abbondante annaffiata. Infatti sopra il Niballo era posto un serbatoio contenente circa 50 litri d’acqua che si rovesciavano sull’imperito Cavaliere. Finita la contesa i rioni sconfitti consegnavano a quello vincente i loro stendardi, rimanendone privi fino alla competizione dell’anno successivo."</em> (<a title="Sito web" href="http://www.racine.ra.it/niballo/nib1.html" target="_blank"><strong>sito ufficiale</strong></a>).</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;"><strong>Giá!</strong> Per un faentino é impensabile un Palio del Niballo diverso da quello odierno, mentre invece la prima giostra (vinta dal Rione Bianco) consisteva in questa diavoleria meccanica che scattava se il cavaliere sbagliava il centro del bersaglio, piú piccolo ad ogni tornata. Ogni appassionato del Palio dovrebbe vedere quelle immagini per farsi un'idea. A breve ne otterró una copia e, se riesco, la metteró su YouTube. É un must.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le contese.</strong> I rionali si detestano tra loro, soprattutto durante la famosa Settimana del Palio. Negli anni, oltre alla giostra a cavallo, sono aumentate le sfide e i premi assegnati durante questa manifestazione (che dura, in tutto, ben 3 settimane). Tutte si svolgono in Piazza del Popolo: il <strong>Torneo delle Bandiere</strong> (piccole e grandi squadre di sbandieratori, gare in coppia e singolisti), il <strong>Torneo dei musici</strong> (giudicati sempre in occasione dell'esibizione di piccola e grande squadra degli sbandieratori), <strong>miglior tamburino</strong> (che accompagna il singolista e la coppia), <strong>miglior figurante storico</strong> (giudicato durante il corteo storico che precede la <em>tenzone</em> a cavallo), la <strong>dama piú bella</strong> e via discorrendo. Non vincendo la gara piú importante (il Palio) é possibile consolarsi con uno (o piú) di questi altri premi che consistono - neanche a dirlo - in oggetti vari realizzati in ceramica.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Classifiche, chi ha vinto cosa.</strong> Ne avevo parlato in <a title="Post" href="http://relaxdesign.wordpress.com/2006/08/31/rione-bianco-vs-rione-nero/" target="_self"><strong>un post di quasi 2 anni fa</strong></a> e ne approfitto ora per rinfrescare le classifiche <span style="text-decoration:line-through;">a tutto il 2007</span> al 2008. Tuttavia non vorrei tediare piú di tanto chi legge, per cui la metteró giú in forma discorsiva:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Maggior numero di palii vinti(dal 1959):</strong> Rione Rosso (27), Rione Nero (15), Rione Bianco (6), Rione Verde (5), Rione Giallo (1).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Maggior numero di grandi squadre (dal 1973):</strong> Rione Bianco (25), Rione Nero (7), Rione Verde (3), Rione Rosso (1), Rione Giallo (0).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Maggior numero di piccole squadre (dal 1972):</strong> Rione Bianco (19), Rione Nero (8), Rione Verde (4), Rione Giallo (3), Rione Rosso (3).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Maggior numero di coppie (dal 1964):</strong> Rione Bianco (26), Rione Nero (10), Rione Verde (6), Rione Giallo (2), Rione Rosso (2).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Maggior numero di singoli (dal 1971): </strong>Rione Bianco (25), Rione Nero (8), Rione Rosso (5), Rione Verde (1), Rione Giallo (0).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Maggior numero di Trofei Musici (dal 1986): </strong>Rione Bianco (15), Rione Nero (8).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Maggior numero di trofei tamburino coppia (dal 1994):</strong> Rione Nero (8), Rione Bianco (5), Rione Rosso (1).</p>
<p style="text-align:justify;">(fonti <a title="Sito web" href="http://www.rionebianco.it/index.php?option=com_content&#38;task=category&#38;sectionid=4&#38;id=13&#38;Itemid=33" target="_blank"><strong>Rione Bianco</strong></a>, <a title="Sito web" href="http://www.rionegiallo.it/testi/alboniballo.htm" target="_blank"><strong>Rione Giallo</strong></a> e <a title="Sito web" href="http://www.rionerosso.it/VittorieSuccessi/VittorieSuccessi.htm" target="_blank"><strong>Rione Rosso</strong></a>)</p>
<p style="text-align:justify;">Dando un'occhiata sommaria é possibile capire perché, sebbene l'astio esista tra tutti i rioni rivali, tutti ce l'abbiano in particolar modo col Rione Bianco :-)</p>
<p style="text-align:justify;">Bene, se passate da Faenza vi consiglio di fermarvi in occasione del <strong>Palio del Niballo</strong> e gustarvi almeno il <strong>corteo storico</strong> perché ritengo sia uno spettacolo unico in cui - aggiungo - sono vincitori tutti i rioni visto il notevole lavoro di ricerca e manodopera espressi nella realizzazione dei costumi. Ispirato da dipinti e affreschi rinascimentali italiani penso che il corteo storico faetino non abbia praticamente rivali se confrontato con le altre giostre italiane, comprea quella di Siena - che sará certamente entusiasmante per i rionali ma piuttosto deludente dal punto di vista folklorstico.</p>
<p style="text-align:justify;">Sperando in un'annata bellissima come quella scorsa non mi resta che concludere con quel po' di enfasi d'orgoglio faentino che rispunta fuori ogni anno: <strong>Forza Nero!!!</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Fonti:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Sito web" href="http://www.racine.ra.it/niballo/" target="_blank"><strong>Palio del Niballo di Faenza </strong>(sito ufficiale);</a></li>
<li><span style="color:#000000;"><a title="Sito web" href="http://www.rionenero.eu/home.html" target="_blank"><strong>Rione Nero;</strong></a></span></li>
<li><span style="color:#3366ff;"><a title="Sito web" href="http://www.rionebianco.it/" target="_blank"><strong>Rione Bianco;</strong></a></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><a title="Sito web" href="http://www.rionerosso.it/" target="_blank"><span><strong>Rione Rosso;</strong></span></a></span></li>
<li><span style="color:#ffcc00;"><a title="Sito web" href="http://www.rionegiallo.it/" target="_blank"><strong>Rione Giallo;</strong></a></span></li>
<li><span style="color:#008000;"><strong><a title="Sito web" href="http://www.racine.ra.it/niballo/rverde/" target="_blank">Rione Verde;</a></strong></span></li>
<li><a title="Sito web" href="http://www.racine.ra.it/niballo/irioni.html" target="_blank">Identificazione dei singoli Rioni;</a></li>
<li><a title="Sito web" href="http://www.fisb.net/" target="_blank">Federazione Italiana Sbandieratori;</a></li>
<li><a title="Sito web" href="http://www.rionegiallo.it/testi/link.htm" target="_blank"><strong>Link</strong> a Rioni e Federazioni italiane (via <strong>Rione Giallo</strong>);</a></li>
<li><a title="Sito web" href="http://www.rionenero.eu/link.html" target="_blank"><strong>Link</strong> a Rioni e federazioni italiane (via <strong>Rione Nero</strong>).</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'arte di apparecchiare]]></title>
<link>http://relaxdesign.wordpress.com/?p=470</link>
<pubDate>Sun, 11 May 2008 22:22:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
<guid>http://relaxdesign.wordpress.com/?p=470</guid>
<description><![CDATA[
&#8220;Fino al periodo delle guerre puniche a Roma, anche nelle case più ricche, la tavola veniva ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>"Fino al periodo delle guerre puniche a Roma, anche nelle case più ricche, la tavola veniva preparata solo con lo stretto necessario, e il valore positivo associato al pasto era quello della frugalità. Poi qualcosa cambia, e il valore sacrale prima riservato ai sacrifici si allarga alla mensa domestica. Si origina così l’attività dell’apparecchiatura, della preparazione, che è in realtà un piccolo rito in cui si appronta lo spazio riservato a un’attività importante l’assunzione del cibo, non più praticata come attività di mero sostentamento ma come espressione di civiltà.</em></p>
<p><em>Non va dimenticato però che la tavola apparecchiata è la presentazione del pasto, l’introduzione ai piatti non deve trasformarsi in un addobbo invadente. Non incorrete mai nell’errore di far diventare l’apparecchiatura la protagonista del banchetto: è un virtuosismo che non ha altro significato che l’esaltazione eccessiva della padrona di casa o del maître. L’apparecchiatura, come dice la parola stessa, è “preparazione” a un evento, e la tavola apparecchiata è lo spazio scenico pronto ad accogliere i protagonisti dell’evento, cioè il cibo e i commensali. "</em></p>
<p style="text-align:right;"><a title="Wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Vissani" target="_blank">Gianfranco Vissani</a></p>
<p style="text-align:right;">(cuoco, gastronomo, critico, intrattenitore TV)</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Ecco a voi la disposizione corretta di piatti, bicchieri e posate sulla <strong>tavola informale</strong> "classica" italiana (quando si invitano gli amici a pranzo/cena quindi), giusto per chiarire le idee a chi fa confusione con l'<em>etiquette</em>:</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="border:2px solid black;" src="http://farm3.static.flickr.com/2012/2484605268_f5b142a63b_o.jpg" alt="" width="500" height="354" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">1. piatto fondo<br />
2. piatto piano<br />
3. sottopiatto<br />
4. tovagliolo<br />
5. forchetta per antipasto<br />
6. forchetta per prima pietanza<br />
7. forchetta per seconda pietanza<br />
8. coltello<br />
9. cucchiaio da minestra<br />
10. posatine per dessert e formaggio<br />
11. bicchiere per acqua<br />
12. bicchiere per vino rosso<br />
13. bicchiere per vino bianco<br />
14. piattino per il pane</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>"</em><a title="Sito web" href="http://www.galateoitaliano.it/g_oggi/galateo_oggi.php?id=3&#38;art=17" target="_blank"><em>In caso di pranzo o cena meno impegnativa si potranno evitare                        il piattino per il pane e il sottopiatto. Ecco come posizionare piatti, posate, bicchieri: a sinistra del piatto, le forchette (con le punte verso                        l'alto), a destra i coltelli (con la lama verso il piatto)                        e i cucchiai. In orizzontale, le posate da frutta e da dessert: in basso                        il coltello con la punta a sinistra e la lama verso il piatto,                        poi la forchetta, con le punte verso destra rivolte in alto,                        infine il cucchiaino, con il manico a destra. Se il menù                        prevede sia il formaggio sia la frutta, insieme con la fruttiera                        verranno portate in tavola le posate da frutta appoggiate                        sul piattino pulito (mai incrociate).</em></a></p>
<p style="text-align:justify;"><em><a title="Sito web" href="http://www.galateoitaliano.it/g_oggi/galateo_oggi.php?id=3&#38;art=17" target="_blank">Sopra le posate da frutta, un po’ spostati verso                        destra, i bicchieri: il più grande da acqua e alla                        sua destra quello più piccolo da vino." </a>(galateoitaliano.it)</em></p>
<p style="text-align:justify;">Cosí abbiamo anche risolto la questione del <em>"bicchiere grande per l'acqua e il bicchiere piccolo per il vino"</em>…giusto? ;-)</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Fonti:</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li><a title="Post" href="http://www.meaculpa.it/2005/10/larte-di-apparecchiare" target="_blank"><em>"L'arte di apparecchiare"</em></a> (post su meaculpa.it);</li>
<li><a title="Sito web" href="http://www.galateoitaliano.it/g_oggi/galateo_oggi.php?id=3&#38;art=17" target="_blank"><em>"Galateo di chi ospita"</em></a> (sezione su galateoitaliano.it &#62; molto interessante);</li>
<li><a title="Sito web" href="http://www.donnapatrizia.com/apparecchiare.htm" target="_blank"><em>Bon Ton - Apparecchiare</em></a> (sezione su donnapatrizia.com);</li>
<li><a title="Wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Vissani" target="_blank">Gianfranco Vissani</a> (Wiki)</li>
</ul>
</blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Babbo Puzzle]]></title>
<link>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/12/21/babbo-puzzle/</link>
<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 19:26:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
<guid>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/12/21/babbo-puzzle/</guid>
<description><![CDATA[

Non è per fare la solita polemica sterile nè per disilludere ancora quei pochi bambini che credo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2373/2127923124_9d3ff71819_o.jpg" border="2" height="668" vspace="5" width="450" /></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Non è per fare la solita polemica sterile nè per disilludere ancora quei pochi bambini che credono a <b>Babbo Natale</b> aka <i>Santa Claus, Joulupukki, San Nicola, Kris Kringle, Died Maroz, Djed Božicnjak, Papai Noel</i>, eccetera. Certo è che sapere un po' le sue vere origini senza limitarsi a dire <i>"tanto se l'è inventato la Coca Cola"</i> sarebbe giusto, no? Beh, non sto certo qui a fare un <i>copia e incolla</i> inutile, vi basta consultare <b>Wikipedia</b> alla voce <i>"Babbo Natale"</i> (per comodità <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Babbo_Natale" title="Wiki" target="_blank"><b>ecco il link qui</b></a>) e scoprirete che la figura di questo vecchio altruista obeso è stata plasmata prendendo spunto da varie culture...: le origini provengono da un vescovo turco del IV secolo le cui reliquie sono state trafugate e portate nel barese italiano (da qui nasce la devozione per <i>San Nicola</i>, il santo altruista); la barba e gli indumenti<i> </i>da<i> Babbo Ghiaccio</i> russo e tedesco (dai vestiti color viola o porpora); il nome da  una storpiatura della festa olandese e lussemburghese <i>Sinterklaas</i> che diventò <i>Santa Claus</i> solo una volta approdati negli Stati Uniti nel XVII secolo; il colore - ahimè - proprio dalla <i>Coca Cola Company</i> agli inizi del 1900...</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">L'immagine è dell'illustratore/pittore <a href="http://www.sebastiankrueger.com/" title="Sito Web" target="_blank"><b>Sebastian Krüger</b></a>, s'intitola <i>"Weih-Mann"</i> (1991). Ne circolano versioni modificate a Photoshop con spinelli e altro in mano...diffidate dalle imitazioni, l'originale è questo!</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><b>Approfondisci:</b></div>
<div align="justify">
<ul>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Babbo_Natale" title="Wiki" target="_blank"><b>Babbo Natale</b></a> (Wikipedia);</li>
<li> <a href="http://www.minerva.unito.it/Alimentare/Coca/babbo1.htm" title="Articolo" target="_blank"><i>"La Coca Cola e l'invenzione di Babbo Natale"</i></a> (articolo di <b>Nicola Lagioia</b> su <a href="http://www.minerva.unito.it/Alimentare/Coca/Bcocacola.htm" title="Sito Web" target="_blank"><b>Minerva</b></a> - osservatorio sull'industria alimentare);</li>
<li><a href="http://www.miocarobabbonatale.it/storia.html" title="Articolo" target="_blank"><b>La vera storia di Babbo Natale</b></a> (versione ridotta di rapida consultazione);</li>
<li><a href="http://eballoiltwist.blogosfere.it/2007/12/babbo-natale-vecchie-pubblicita-al-sapor-di-coca-cola.html" title="Post" target="_blank"><i>"Babbo Natale: vecchie pubblicità al sapor di Coca-Cola"</i></a> (post su <b>E ballo il twist - </b><i>Vintage is in the air</i>)</li>
<li><a href="http://www.thecoca-colacompany.com/heritage/cokelore_santa.html" title="Sito Web" target="_blank"><b>Coke Lore - Coca-Cola™ and Santa Claus</b></a> (articolo sul sito ufficiale Coca-Cola; engl.)</li>
</ul>
</div>
<div align="justify"></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gadget di Natale]]></title>
<link>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/12/21/gadget-di-natale/</link>
<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 13:42:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
<guid>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/12/21/gadget-di-natale/</guid>
<description><![CDATA[Non vorrete certo passare la vigilia da soli in casa? Organizzate un aperitivo natalizio come la mia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Non vorrete certo passare la vigilia da soli in casa? Organizzate un aperitivo natalizio come la mia amica <a href="http://relaxdesign.wordpress.com/relax-design/varie/a-g/" title="Sezione" target="_blank">Annina</a> e invitate 20 amici in un appartamentino di 30 mq! Di sicuro l'ambiente si scalderà subito ;-) Proprio per piccoli party del genere dovremmo avere in casa tutti bicchierini di carta usa e getta (carta, non plastica!) come questi:</p>
<p align="center"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2057/2127145685_996b59ab88.jpg" border="2" height="239" width="449" /></p>
<p align="justify">Altro che quegli sfigatissimi bicchieri su cui scrivere il proprio nome (storto) col pennarello indelebile...Confezione da 24 bicchieri in carta impermeabilizzata, 8 Dollari e 75. Se vi piacciono ordinateli dal sito <a href="http://www.spoonsisters.com/Merchant2/merchant.mvc?Screen=PROD&#38;Product_Code=42819&#38;Category_Code=1008000&#38;Product_Count=49" title="Sito Web" target="_blank"><b>Spoon Sisters</b></a>.</p>
<p align="justify">E dopo il brindisi di mezzanotte tutti fuori a giocare con la neve!!! Ah...non nevica? Va beh, è lo stesso, potreste comprare comunque questa pinza produci-palle-di-neve e tenerla apposta per la prossima imboscata con lancio sistematico di palle di neve contro la ragazza che più vi piace per far colpo su di lei...eheheh!</p>
<p align="center"> <img src="http://www.plowhearth.com/plow_assets/images/shop/catalog/8386e.jpg" border="2" height="440" width="400" /></p>
<p align="justify">Realizzata in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Policarbonato" title="Wiki" target="_blank"><b>Policarbonato</b></a> (High Impact Plastic) potete usarla per produrre istantaneamente palle di neve e lanciarle senza dover togliere i guanti e senza dovervi congelare le mani...bello eh, ma dove va a finire il divertimento di sudare, ridere, fingere di giocare a baseball e l'altissimo rischio di ammalarsi pesantemente...? Comunque, questo <b>Snow Block Maker</b>(C)  è in <a href="http://www.plowhearth.com/product.asp?pcode=7236" title="Sito Web" target="_blank">vendita online <b>qui</b></a><b> </b>per soli 5.95 $, il prezzo è piuttosto onesto.</p>
<p align="justify"><b>Link:</b></p>
<ul>
<li><a href="http://www.plowhearth.com/product.asp?pcode=7236" title="Sito Web" target="_blank"><b>Snow Block Maker e Sno-Baller</b> (C) (Plowearth.com);</a></li>
<li><a href="http://www.spoonsisters.com/Merchant2/merchant.mvc?Screen=PROD&#38;Product_Code=42819&#38;Category_Code=1008000&#38;Product_Count=49" title="Sito Web" target="_blank"><b>Pick your nose Party Cups</b> (Spoonsisters.com);</a></li>
</ul>
<p><b> Via <a href="http://81m80.blogspot.com/2007/12/bicchieri-col-naso.html" title="Blog" target="_blank">81M80</a> e <a href="http://81m80.blogspot.com/2007/12/snow-baller.html" title="Blog" target="_blank">81M80</a>.</b></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Miliardi di bacchette...]]></title>
<link>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/12/06/miliardi-di-bacchette/</link>
<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 13:04:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
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<description><![CDATA[
&#8220;L&#8217;uomo onorevole e onesto si tiene a distanza dalla macelleria e dalla cucina. E non a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.chinasnippets.com/images/chopsticks-fun.png" border="2" height="574" width="420" /></p>
<p align="center"><em>"L'uomo onorevole e onesto si tiene a distanza dalla macelleria e dalla cucina. E non accetta posate a tavola"</em></p>
<p align="right">(Confucio)</p>
<p align="justify"><strong>Le bacchette.</strong> Con queste parole il pensatore e filosofo cinese ha contribuito al diffondersi dell'uso esclusivo di bacchette in Asia. Di tutte le dimensioni e aspetti, le bacchette hanno una lunga storia risalente a più di 5000 anni fa, quando in Occidente si mangiava ancora con le mani. Erano (e sono ancora) realizzate in bambù, lignaggio locale molto diffuso facile da tagliare  e resistente al calore. L'abitudine, però, a un consumo di massa (usa e getta) risale a metà degli anni '80, ovvero da quando si cominciò a produrle in legno di betulla o pioppo. Come molti degli altri boom economici in Cina, il successo delle bacchette usa-e-getta nasce come conseguenza alla riforma economica: più soldi in città significò invogliare i cittadini e i turisti a mangiare più spesso fuori e da qui nacque l'esigenza di produrre bacchette usa-e-getta in quantità sempre maggiori. Anche il governo cinese ha premuto molto sulla loro diffusione in quanto costituiscono un buon modo per frenare il diffondersi di malattie legate all'igiene alimentare. Nel 2003 sono state un vero e proprio antidoto contro la minaccia SARS denunciata in tutto il mondo.</p>
<p align="center"><img src="http://www.coquinaria.nl/images/stokjes2.JPG" border="2" height="283" width="438" /></p>
<p align="justify"><strong>Il Problema.</strong> Solo in Cina si consumano circa 45 miliardi di paia di bacchette usa-e-getta all'anno, un quantitativo pari a 25 milioni di alberi adulti deforestati. <!--more-->Le bacchette usate vengono raccolte in<em> altrettanto inquinanti</em> sacchi di plastica. La Cina è, ovviamente, il più grande produttore di bacchette usa-e-getta al mondo e conta più di 300 aziende e 60 mila impiegati. Solo dall'inizio del nuovo millennio sono state esportate circa 165 mila tonnellate (15 miliardi di paia) di bacchette usa e getta verso il Giappone e la Corea del sud. Gli ambientalisti avvertono che, di questo passo, la riserva forestale cinese si esaurirà in una decina d'anni. L'inquinamento generale del paese non va certo meglio: circa un terzo del territorio cinese è esposto a piogge acide e circa il 70% dei laghi nazionali sono inquinati. L'allarme è d'obbligo. Per ora si sta pensando di introdurre una tassa per l'uso delle bacchette usa-e-getta oppure l'obbligo all'utilizzo di materiali come alluminio, acciaio e fibre sintetiche.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hybr-id.com/blog/wp-content/uploads/2007/04/hybrid-thing-farm-submission-chopsticks.jpg" border="2" height="614" width="499" /></p>
<p align="justify"><strong>La proposta.</strong> Chissà quanti si saranno allarmati per questo problema.  Sfogliando blog e siti in giro per la rete ho trovato questo studio di Atlanta (Greenville) dal nome <a href="http://www.hybr-id.com/blog/our-work/other/" title="Sito Web" target="_blank"><strong>Hybrid Design</strong></a> che a fine 2006 ha proposto (senza ricevere ancora alcuna risposta, temo) questa variante estremamente semplice di bacchette in legno riciclato. La mia unica perplessità sta nel fatto che per rendere sterilizzato il legno riciclato sia necessario impregnarlo di qualche sostanza impermeabilizzante, il che renderebbe inutilizzabile il legno per un secondo riciclo. Peccato che nel sito non si dilunghino in esaustive informazioni ma si limitino a pubblicare bellissimi - quanto freddi - <em>rendering e styling</em> di nuovi prodotti. 'Sti americani...</p>
<p align="justify"><strong>Link:</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.hybr-id.com/blog/our-work/other/" title="Sito Web" target="_blank"><strong>Hybrid Design</strong></a> (Sito ufficiale)</li>
<li><a href="http://www.progress.org/2006/chop01.htm" title="Articolo" target="_blank"><em>"China introduces tax on Disposable chopsticks"</em></a> by <strong>Clifford Coonan</strong> (art. apparso sull'<a href="http://www.independent.co.uk/" title="Sito Web" target="_blank"><strong><em>Independent</em></strong></a>, UK - engl.)</li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Leggi stupide nel mondo (2)]]></title>
<link>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/11/24/leggi-stupide-nel-mondo-2/</link>
<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 15:55:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
<guid>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/11/24/leggi-stupide-nel-mondo-2/</guid>
<description><![CDATA[
Leggevo in uno dei tanti ritagli sparsi per casa (ebbene sì, me li sono portati anche a Berlino) c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.snamid.org/immagini/bacio.jpg" border="2" height="313" width="501" /></p>
<p align="justify">Leggevo in uno dei tanti ritagli sparsi per casa (ebbene sì, me li sono portati anche a Berlino) che in India esiste ancora una legge - per me - scema: a <strong>Delhi</strong>, in India, il bacio pubblico è oltraggioso. La legge risale al 1936 e la multa consisteva in 50 rupie ma col tempo e l'inflazione era diventata una cifra ridicola. Dal 2006 invece, anziché abrogare la legge l'hanno riconfermata aumentando la sanzione a 500 rupie (circa 9 euro) che sono abbastanza denaro se considerate che un europeo in vacanza da quelle parti con 2 euro al giorno dorme in un albergo quasi di lusso. Dunque cosa succede? Che i ragazzi innamorati si ritrovano dentro ai musei con giardino interno, visto che entrano gratis...</p>
<p align="justify"><strong>Fonte:</strong> il Venerdì di Repubblica (2006)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stereotipi e pregiudizi (parte2)]]></title>
<link>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/11/23/stereotipi-e-pregiudizi-parte2/</link>
<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 03:59:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
<guid>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/11/23/stereotipi-e-pregiudizi-parte2/</guid>
<description><![CDATA[* ATTENZIONE, questo post è lungo! Ti consiglio di leggertelo con calma&#8230;o di stamparlo  *

Av]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font color="#800000"><strong>* ATTENZIONE, questo post è lungo! Ti consiglio di leggertelo con calma...o di stamparlo ;-) *</strong></font></p>
<p align="center"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2153/2056569950_744ab5d88d_o.jpg" border="2" height="375" width="500" /></p>
<p align="justify">Avevo già dichiarato il mio amore per le culture del mondo e le loro relazioni in un post di Aprile scorso ("<a href="http://relaxdesign.wordpress.com/2007/04/12/stereotipi-e-pregiudizi-parte1/" title="Post" target="_blank"><strong>Stereotipi e pregiudizi parte 1</strong></a>") e mi ero già fatto grasse risate leggendo le (ancora?) attuali leggi stupide vigenti in tutto il mondo (<a href="http://relaxdesign.wordpress.com/2006/07/07/leggi-stupide-nel-mondo/" title="Post" target="_blank"><strong>"Leggi stupide nel mondo"</strong></a>). Fatto sta che da molto più tempo ho certi dubbi globalizzazione linguistica che mi tormentano...ma credo che anche a qualcuno di voi sarà capitato di domandarsi:</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">
<ol>
<li> Perchè si dice<strong> <em>Insalata russa</em></strong>? E perchè <strong><em>Montagne Russe</em></strong>?</li>
<li>Perchè la <strong><em>crema</em></strong> si chiama <strong><em>catalana</em></strong>? E in Catalogna come si chiama quel dessert (che è diverso anche nel sapore dal latte portoghese)?</li>
<li>Perchè in Emilia-Romagna è famosa la<strong> <em>Zuppa Inglese</em></strong> che non è affatto una zuppa liquida ma un dessert di crema, crema di cioccolato fondente e biscotti in Alchermes?</li>
<li>Vorrei sapere come lo chiamano in Spagna il <strong><em>Pan di Spagna</em></strong>...</li>
<li>Il <strong><em>bagno turco</em></strong> come si chiama in Turchia? E perchè si dice <em>fumare come un turco</em>?</li>
<li>Il <strong><em>quadro svedese</em></strong> è stato davvero un'invenzione svedese? (Magari Ikea?)</li>
<li>Perchè in lotta greco-romana la posizione di penalità viene chiamata <em>"<strong>greca</strong>"</em> e consiste nel mettersi a carponi per terra (<em>a pecora</em> direbbero alcuni)?</li>
<li>Da cosa deriva il fatto che, notoriamente, in alcuni paesi europei si sia fatta ironia e scherno dei popoli <em>"taccagni"</em>: tutti ce l'hanno con gli ebrei, gli inglesi ce l'hanno con gli scozzesi, i brasiliani ce l'hanno coi portoghesi e gli italiani coi genovesi?<!--more--></li>
</ol>
<p align="justify">Leggendo qua e là, poi, ho scoperto che esistevano anche altre forme popolari, tipo: la <em><strong>doccia scozzese</strong></em> (?) e il <strong><em>mal francese</em></strong> (quello ce l'avranno gli italiani forse...). <strong>Insomma</strong>, visto che in Italia la maggior parte delle persone che ho interpellato non hanno saputo rispondermi ho pensato bene di chiedere ai diretti interessati (studenti francesi, turchi, inglesi, spagnoli, portoghesi) e qualche dubbio è stato risolto. <strong>Vediamo i risultati:</strong></p>
<p align="justify">
<ol>
<li>Consultando l'indispensabile <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montagne_russe" title="Wiki" target="_blank"><strong>Wikipedia</strong></a> si scopre che, in effetti, le prime giostre a slittino montate su strutture di legno alte fino a 15-20 metri comparvero in Russia tra il XVI e XVII secolo. L'idea fu copiata e importata velocemente in Francia, motivo per cui gli slittini diventarono piccoli vagoni su rotaia. L'attrazione nella sua veste definitiva, ovvero come ce la immaginiamo, però, comparve solo negli USA, in Pennsylvania nel 1827. Dunque, storicamente, il concetto della giostra è russo ma la sua idea è americana...'Zzzomanna mi confermò, al tempo, che in Russia - pensa te - l'<em>insalata russa e le montagne russe</em> si chiamano rispettivamente insalata americana e montagne americane...dubbio risolto a metà, <strong>voto 6 1/2</strong>;</li>
<li>La crema catalana (<a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Crema_catalana" title="Wiki" target="_blank"><strong>Crema Catalana</strong></a>) si chiama così anche in Spagna. É un dessert tradizionale e viene preparato per la festa di San José, infatti è conosciuto anche come Crema de Sant Josep (in catalano, ovviamente). Del latte portoghese non fanno menzione, ma i catalani ci tengono proprio a sottolineare la differenza con la Crème Brûléè: il dessert francese è a base di crema e viene cotto a bagno maria mentre quello iberico è a base di latte e panna e viene ultimato col caramello bruciato in superficie. Dubbio risolto, <strong>voto 10</strong>;</li>
<li>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zuppa_inglese" title="Wiki" target="_blank"><strong>Zuppa Inglese</strong></a> ha due teorie, una rinascimentale e una della prima metà dell'800. <strong>Testualmente:</strong> <em>"Le origini del dolce italiano si collocano nel 1500 presso la corte dei duchi d'Este. I contatti commerciali e diplomatici con la casa reale inglese erano frequenti, ed è probabile che sia stato proprio un diplomatico di ritorno da Londra a richiedere ai cuochi di corte di riassaggiare il <strong>rifle</strong>. Nei vari tentativi la ricetta venne rielaborata dapprima sostiutendo la pasta lievitata all'inglese con una ciambella di uso comune nella zone: la bracciatella. La bracciatella veniva cotta in forma di ciambella e consumata con accompagnamento di vino dolce, così come era in uso frequente anche per altri dolci, come i cantucci. Seguendo la tesi rinascimentale, si può supporre che la creazione sia divenuta comune e che, nell'intento di portarla al rango di dolce gentilizio e non popolare come il suo cugino inglese, si sia provveduto ad ingentilirlo ulteriormente sostituendo la bracciatella con il Pan di spagna e la panna con la crema pasticcera. La presenza di due vini liquorosi quali l'Alchermes e il Rosolio supporta la tesi rinascimentale, dato che sono entrambi di origine medioevale. Gli infusi di fiori erano già di gran moda nel basso Medioevo; l'Alchermes, invece, è probabilmente successivo alla riapertura delle vie commerciali con gli arabi, da cui si importava l'ingrediente che lo rende rosso: la <strong>cocciniglia</strong>. Il nome, infatti, deriva da <u>al quermez</u> che, appunto, significa <strong>cocciniglia</strong>. Nel Rinascimento entrambi furono noti e molto usati, ma mantennero la loro importanza sino all'800."</em> Rimane la teoria dell'800, andatevela a leggere su Wikipedia. Fatto sta che agli inglesi che ho interpellato nè <em>Zuppa Inglese</em> (<em>"English Soup"</em>...ci ho provato) nè <em>Rifle</em> nè <em>Double Cream</em> sono risultati familiari...e ti credo, visto che hanno una cucina che fa schifo...andate a vedere, per cortesia, di cosa è composta la <a href="http://www.woodlands-junior.kent.sch.uk/customs/questions/food/dishes.htm" title="Sito Web" target="_blank"><strong>cucina tradizionale inglese</strong></a>...Dubbio risolto a 3/4, <strong>voto 8 e 1/2</strong>;</li>
<li>Il Pan di Spagna è, in realtà, un'invenzione italiana - anzi - genovese...proprio come la scoperta dell'America! (<strong>Tiè! E due</strong>, leggetevi <a href="http://relaxdesign.wordpress.com/2007/11/06/nuovo-di-colombo/" title="Post" target="_blank"><em><strong>"Nuovo di Colombo"</strong></em></a>). É conosciuto con questo nome quasi solamente in Italia mentre - soprattutto nei paesi anglosassoni - viene chiamata Pâte Génoise (<em>à la français...</em>) anche se sono leggermente differenti l'un l'altro (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pan_di_spagna" title="Wiki" target="_blank"><strong>Pan di Spagna - Wiki</strong></a>)...mi rimane da chiedere a qualche spagnolo se ne ha mai sentito parlare e se, per caso, voglia rivendicare la paternità anche di questo, eheheh...Dubbio risolto, <strong>voto 10</strong>;</li>
<li>Non so come si chiami in Turchia il <em>bagno turco</em>, ma ho scoperto che le relazioni tra Italia e Turchia esistono sin dai tempi di Bisanzio e hanno visto il pieno del loro splendore e armonia ai tempi delle repubbliche marinare:
<ul>
<li><em>"I rapporti arrivarono all'apice durante il regno del Sultano Mehmet II (</em><em>Fatih il conquistatore). <strong>[...]</strong> Tra il XV e il XVIII secolo, nel Mediterraneo, l'Impero Ottomano e la Repubblica di Venezia entrarono nella storia come due super potenze, uno in rappresentanza dell’Est/Musulmano e l'altra dell' Ovest/Cattolico. <strong>[...]</strong> Anche se ci sono stati periodicamente dei contrasti, l'Impero Ottomano ha tenuto le sue porte aperte verso gli Italiani e gli Europei . Gli Ambasciatori di Venezia hanno potuto esercitare in libertà ed esistono tutt'ora delle Chiese a dimostrazione che i rappresentanti dei Papi, specialmente i sacerdoti italiani, si erano stabiliti in Turchia e che tali chiese rappresentano un segno della tolleranza della Turchia. Inoltre, i prigionieri catturati reciprocamente durante le guerre nel periodo degli Ottomani non furono considerati come tali ed il più' delle volte si stabilirono in queste terre. (!) <strong>[...]</strong> La lingua italiana e' stata acquisita specialmente dal popolo di Istanbul e nella terminologia della marina, della musica, del commercio e nel linguaggio bancario; inoltre molte parole italiane sono entrate a far parte del linguaggio giornaliero. <strong>[...]</strong> I segni del rapporto Turchia-Italia si incontrano anche in Italia. <strong>[...]</strong> Segni di questi stretti rapporti si vedono anche nella vita culturale del popolo Italiano e alcuni detti fanno parte della parlata del popolo. Alcuni di questi detti che si sentono più' spesso sono i seguenti: <strong>“Fumare come un turco"</strong>, <strong>“Forte come un turco”</strong>, <strong>“Mamma li Turchi”</strong>, <strong>“Bestemmiare come un Turco"</strong>" </em>continua sul <a href="http://www.ambasciataditurchia.it/Pages/Turkiye-Italya_it.htm" title="Sito Web" target="_blank"><strong>sito ufficiale dell'ambasciata di Turchia</strong></a>.</li>
</ul>
<p>Dubbio risolto,<strong> voto 10</strong>;</li>
<li>Il quadro svedese è un'invenzione dello studioso Pier Enrico Ling (1776-1839) che viene considerato il promotore dell' educazione fisica moderna.<br />
<em>- "          Nella prima metà dell’Ottocento si inizia a formalizzare la         ginnastica come disciplina sportiva e educativa. Iniziano a         nascerne diversi tipi, e si teorizzano diversi metodi, come         la ginnastica di stampo vittoriano in Inghilterra o la         ginnastica svedese che, con le successive elaborazioni,         divenne la “ginnastica scolastica”, focalizzando la sua         pratica su prove di atletismo dominate dallo spirito di         competizione." </em><strong><a href="http://www.uptersport.it/site/corsi/schede/ginnastica_dolce.html" title="Sito Web" target="_blank">[continua]</a></strong>;<br />
<em>- "Nella <strong>Scuola svedese di Ling</strong> si impartivano insegnamenti pratici ma anche teorici, di anatomia e fisiologia. Ling suddivise gli esercizi in 4 gruppi:</em></p>
<ol>
<li><em>esercizi di base o preparatori (per i muscoli del capo degli arti e del tronco;</em></li>
<li><em>esercizi propriamente detti divisi in 5 prese (in piedi, in ginocchio, supina, sospesa, prona);</em></li>
<li><em>esercizi di defaticamento;</em></li>
<li><em>esercizi respiratori.</em></li>
</ol>
<p><em>Ling si avvale anche di attrezzi graduali e valuta le condizioni individuali di chi si accinge all’apprendimento delle discipline. Partendo da questo principio e adattando gli strumenti alla costituzione umana, li utilizzò anche nella cura di bambini con problemi di postura."</em> <a href="http://www.nonsolofitness.it/argomenti/storia.asp?storia=19" title="Sito Web" target="_blank"><strong>[continua]</strong></a>; Evvai, anche questo dubbio risolto, <strong>voto 10</strong>;</li>
<li>Del perché la posizione di penalità in lotta greco-romana si chiami<em> greca</em> non ho trovato spiegazione da nessuna parte...sta di fatto che per finire in "greca" il lottatore è stato colto in situazioni negative:
<ol>
<li>tentativo (volontario o casuale) di uscire dalla materassina in posizione di pericolo, cioè voltando quasi completamente la schiena a terra;</li>
<li>richiamo per passività, ovvero inattività prolungata in fase di combattimento (causata a volte per stanchezza o - strategicamente - per stancare l'avversario e attaccarlo non appena meno aggressivo).</li>
</ol>
<p>Dubbio non risolto, <strong>voto 5</strong> (almeno, magari, avete imparato il termine "greca" così lo userete creativamente la prossima volta con le vostre partner ;-) );</li>
<li>Per la questione della <em>spilorceria</em>, beh...è ancora un po' tutto da vedere. Per ora non ho risposte certe ma solo supposizioni personali. Intanto va detto che nel XV e XVI secolo una legge proibiva ai cristiani di gestire soldi, quindi gli ebrei diventarono - come conseguenza - gli unici ammessi a questa professione. Genovesi e Portoghesi sono stati popoli che hanno navigato e commerciato per secoli per il Mediterraneo e oltre...secondo me l'attitudine al risparmio e alla parsimonia deve avere qualche relazione col proprio passato. In ogni caso il dubbio è ancora da risolvere...qualcuno ha qualche informazione?</li>
</ol>
<p align="justify">Per concludere questo post piuttosto istruttivo vi segnalo anche un libro, <a href="http://www.anobii.com/books/Parole_contro/9788811597407/01ed036494141db5a1/" title="aNobii" target="_blank"><strong>Parole Contro (la rappresentazione del diverso nella lingua italiana e nei dialetti)</strong></a> che ho scoperto grazie a un vecchio articolo sul Venerdì di Repubblica, il quale tratta ESATTAMENTE  delle curiosità di cui sopra:</p>
<p align="justify">
<blockquote><p><em>"Una delle frontiere più interessanti di quel che prende il nome di globalizzazione è la questione linguistica di come l'Altro viene nominato nella propria lingua. Chi esplorasse l'etimo della parola buggerare troverebbe per esempio un bell'intrico di eresia religiosa e trasgressione sessuale, veicolato da un riferimento inaspettato alla Bulgaria </em>(!) <strong>[...]</strong><em> Un libro di linguistica ben raccontata ai non specialisti compie un viaggio e un censimento attorno al lessico della diversità nominata: ebrei, turchi, negri, meticci, zingari, bastardi." </em></p>
<p align="right">(recensione di Gian Luigi Beccaria in Mind Games-Rubrica, pag. 120 - il Venerdì di Repubblica n. ?).</p>
</blockquote>
<p align="justify">Visto che si tratta di 252 pagine a soli 13,50 € e visto che sono all'estero...che ne dite se qualcuno me lo porta? sarebbe un bel regalo, dai...;-)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quesiti italiani (il Tricolore)]]></title>
<link>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/05/11/quesiti-italiani/</link>
<pubDate>Fri, 11 May 2007 14:03:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
<guid>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/05/11/quesiti-italiani/</guid>
<description><![CDATA[Tiè, oggi mi si dev&#8217;essere risvegliata la vena patriottica, non so neanch&#8217;io per quale ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:arial;">Tiè, oggi mi si dev'essere risvegliata la vena patriottica, non so neanch'io per quale ragione. In fondo, però, non ho avevo ancora mai dipanato quel paio di dubbi che ho sempre avuto sui significati intrinsechi del nostro tricolore e di molti passaggi all'interno dell'inno di Mameli...presto detto ho trovato le mie risposte su questo sito -dalla grafica essenziale- ben fatto e fornito di riferimenti bibliografici/link. Per comodità riporto le notizie che più mi interessano, se volete approfondire per vostro conto il link è <a href="http://www.radiomarconi.com/marconi/mameli1.html"><span style="font-weight:bold;color:#ff0000;">questo</span></a> (radiomarconi.com).</span></p>
<p style="text-align:justify;">  <a href="http://bp0.blogger.com/_1ZJ9moS2aX0/RkR4DrmcYqI/AAAAAAAAAE4/DLEqAv4MjD0/s1600-h/tricolore.jpg"><img src="http://bp0.blogger.com/_1ZJ9moS2aX0/RkR4DrmcYqI/AAAAAAAAAE4/DLEqAv4MjD0/s400/tricolore.jpg" style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" border="0" /></a><span style="font-family:arial;">Dunque: il tricolore è stato riconosciuto come vessillo nazionale con la Costituzione repubblicana del 1947 (</span><span style="font-style:italic;">“La Bandiera della Repubblica Italiana è il Tricolore: verde, bianco e rosso a tre bande verticali di eguale dimensione”</span> art.12).</p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-weight:bold;">Cosa significano i tre colori:</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-weight:bold;color:#33cc00;">Verde</span> = Il colore delle nostre pianure;<br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-weight:bold;">Bianco</span> = Il colore delle nostre cime;<br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-weight:bold;color:#ff0000;">Rosso</span> = Il sangue dei caduti.<!--more--><br />
<span style="font-family:arial;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;">Nel suo <a href="http://www.radiomarconi.com/marconi/storiabandiera/index.html">discorso tenuto il 7/1/1897 a Reggio Emilia</a> per celebrare il 1^ centenario della nascita del tricolore, </span><span style="font-weight:bold;">Giosuè Carducci</span> associa al bianco "la fede serena alle idee che fanno divina l'anima nella costanza dei savi"; al verde "la perpetua rifioritura della speranza" e al rosso "la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi". Altri significati ancora associano al bianco la vittoria, la prudenza e l'autorità; al verde la natura, l'uguaglianza, la gioia e la libertà; mentre al rosso si associa l'ardire e il valore.</p>
<p><a href="http://www.radiomarconi.com/marconi/storiabandiera/index.html"><span style="font-weight:bold;">Ma perchè proprio questi 3 colori?</span></a> La "non-Italia" del 1796 era invasa dalle vittoriose armate napoleoniche e costituita dalle numerose "mini-repubbliche" di ispirazione giacobina (che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti); quasi tutte queste mini-repubbliche avevano adottato - seppur con varianti di colore - bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni <span style="font-style:italic;">chiaramente ispirate al modello francese del 1790</span>. Tant'è vero che <span style="color:#ff0000;font-weight:bold;">il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797</span> adottando la bandiera Cispadana di tre colori, appunto: verde, bianco e rosso.<br />
Nel 2003 (!), finalmente, sono stati codificati i toni del nostro tricolore: verde prato brillante (17-6153); bianco latte (11-0601); rosso pomodoro (18-1662) della scala Pantone tessile. Le tre bande di colore sono di uguale dimensione.</p>
<p><a href="http://bp1.blogger.com/_1ZJ9moS2aX0/RkR4D7mcYrI/AAAAAAAAAFA/DfDxG1eZGJc/s1600-h/sciarpa.gif"><img src="http://bp1.blogger.com/_1ZJ9moS2aX0/RkR4D7mcYrI/AAAAAAAAAFA/DfDxG1eZGJc/s400/sciarpa.gif" style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" border="0" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:bold;font-family:arial;">L</span><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-weight:bold;">'inno di Mameli</span>, invece, ha una storia un po' diversa: è diventato -sì- l'inno nazionale italiano (dopo il 1946) sebbene <span style="font-weight:bold;">nessuno lo abbia ancora ufficializzato con un decreto (!)</span>.<br />
E' stato avanzato un disegno di legge da parte dei senatori GRILLO, AMATO, STANCA, SELVA, PASTORE, PICCIONI, RAMPONI, POSSA, MAFFIOLI, IZZO, COMINCIOLI e ASCIUTTI il 18/07/2006 (<a href="http://www.radiomarconi.com/marconi/relazione_inno/relazione.htm"><span style="font-weight:bold;">Disegno di legge n.821</span></a>) che chiede una modifica all'art. 12 della Costituzione per citarlo e decretarlo ma finora non è ancora stato approvato. Il poema originale s'intitola "Canto degli italiani" e fu scritto dallo studente ventenne e patriota Goffredo Mameli nell'autunno 1847. A 22 anni muore ferito ad una gamba, era a fianco di Garibaldi. Sempre nello stesso anno, il 1847, Michele Novaro adatta lo scritto alla musica e dà origine all'inno così come lo conosciamo, sebbene abbia subito qualche variazione (l'originale citava "Evviva l'Italia" e non "fratelli...") e sia stato censurato quando più fece comodo. L'inno diventò subito motivetto popolare e non inno nazionale. Infatti è solo dal 1946 che sostituì la classica <a href="http://www.radiomarconi.com/marconi/marcia/index.html"><span style="font-weight:bold;">Marcia Reale</span></a>, vero inno d'Italia dal 1861 al 1946.</p>
<p><a href="http://bp1.blogger.com/_1ZJ9moS2aX0/RkR4D7mcYsI/AAAAAAAAAFI/24g_9gXJxWU/s1600-h/bandiera2.gif"><img src="http://bp1.blogger.com/_1ZJ9moS2aX0/RkR4D7mcYsI/AAAAAAAAAFI/24g_9gXJxWU/s400/bandiera2.gif" style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" border="0" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:arial;"><br />
Ecco invece un'analisi del testo dell'inno di Mameli, in modo da capire i vari riferimenti poco chiari: </span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:130%;"></span><span style="font-family:arial;font-weight:bold;">Fratelli d'Italia</span><br />
<span style="font-family:arial;">testo di </span><span style="font-weight:bold;">Goffredo Mameli</span> - musica di <span style="font-weight:bold;">Michele Novaro</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;">"</span><span style="font-style:italic;">Fratelli d'Italia / L'Italia s'è desta (1a) </span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"><br />
</span><span style="color:#666666;">(1a) Italiani, fratelli di una stessa Patria. Nel manoscritto originario, le parole "Fratelli d’Italia" non compaiono. Era scritto invece "Evviva l’Italia".</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;">/ Dell'elmo di Scipio / S'è cinta la testa (1b) /</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"><br />
</span><span style="color:#666666;">(1b) La cultura di Mameli è classica ed è forte in lui il richiamo alla romanità. L'Italia, ormai pronta alla guerra contro l'Austria, si cinge la testa, in senso figurato, (s'è cinta la testa) con l'elmo dell'eroico generale romano Publio Cornelio Scipione, detto poi l'Africano, (Scipio) che nel 202 a.C. sconfisse il generale cartaginese Annibale nella famosa battaglia di Zama (nella attuale Algeria), riscattando così la precedente sconfitta di Canne e concludendo la seconda guerra punica. Dopo la disfatta, Cartagine sottoscrisse il trattato di pace con Roma per evitare la totale distruzione.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;">Dov'è la vittoria? / Le porga la chioma (2) / Che schiava di Roma / Iddio la creò.</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"><br />
</span><span style="color:#666666;">(2) Qui il poeta si riferisce all'uso antico di tagliare le chiome alle schiave per distinguerle dalle donne libere che portavano invece i capelli lunghi. Dunque la Vittoria deve porgere la chiome perché le venga tagliata quale schiava di Roma sempre vittoriosa.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;">Stringiamci a coorte (3)/ Siam pronti alla morte, / Siam pronti alla morte (4)/ Italia chiamò</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"><br />
</span><span style="color:#666666;">(3) La coorte, cohors, era un'unità da combattimento dell'esercito romano, decima parte di una legione; nulla a che vedere con la corte.</span><br />
<span style="color:#666666;">(4) Qui a tutti tremano le vene dei polsi, altri fanno scongiuri, ma vale la pena ricordare che l'autore fu coerente con le sue parole.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;">Noi siamo da secoli (4a) / Calpesti e derisi, / Perchè non siam popolo, / Perchè siam divisi. / Raccolgaci un' unica bandiera, / Una speme, /Di fonderci insieme / Già l'ora suonò.</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"><br />
</span><span style="color:#666666;">(4a) Mameli sottolinea il fatto che l'Italia non è unita. All'epoca infatti (1848) era ancora divisa in sette Stati.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;font-style:italic;">Stringiamci a coorte...</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;">Uniamoci, uniamoci / L'unione e l'amore / Rivelano ai popoli / Le vie del Signore (5) /</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;">Giuriamo far libero / Il suolo natio / Uniti per Dio (6)/ Chi vincer ci può?</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"><br />
</span><span style="color:#666666;">(5) A dire la verità si potrebbe intravedere in questi versi un sentimento democristiano ante litteram, ma è nota la religiosità di Mazzini, spesso deriso per questo da Marx con il nomignolo di Teopompo.</span><br />
<span style="color:#666666;">(6) Il verso "Uniti per Dio" in alcune versioni appare come "Uniti con Dio", per non essere confusa con l'espressione popolare e quasi blasfema "per Dio" ancora oggi in uso nel linguaggio popolare italiano. Nel poema però il verso è derivato da un francesismo che significava "da Dio" o "attraverso Dio".</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;font-style:italic;">Stringiamci a coorte...</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;">Dall'Alpe a Sicilia / Dovunque è Legnano (7), / Ogn'uomo di Ferruccio (8)/ Ha il cuore e la mano, /</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;">I bimbi d'Italia / Si chiaman Balilla (9)/ Il suon d'ogni squilla / I vespri suonò (10).</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"><br />
</span><span style="color:#666666;">(7) Ossia la battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, in cui i comuni italiani uniti in lega e guidati da Alberto da Giussano sconfisse il Barbarossa.</span><br />
<span style="color:#666666;">(8) In questa strofa, Mameli ripercorre sei secoli di lotta contro il dominio straniero. Anzitutto, la </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Legnano">battaglia di Legnano del 1176</a><span style="color:#666666;">, in cui la Lega Lombarda sconfisse Barbarossa (ovunque è Legnano). Poi, l'estrema difesa della </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_Firenze">Repubblica di Firenze</a><span style="color:#666666;">, assediata dall'esercito imperiale di Carlo V nel 1530, di cui fu simbolo il commissario generale di guerra della Repubblica fiorentina, </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Ferrucci">Francesco Ferrucci</a><span style="color:#666666;"> (</span><span style="font-style:italic;color:#666666;">ogn'uom di Ferruccio ha il cor e la mano</span><span style="color:#666666;">). Dieci giorni prima della capitolazione di Firenze (2 agosto) egli aveva sconfitto le truppe nemiche a Gavinana. In Firenze fu ferito, catturato ed ucciso da </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_Maramaldo">Fabrizio Maramaldo</a><span style="color:#666666;"> (capitano dell'esercito imperiale), un italiano al soldo dello straniero, al quale rivolge le parole d'infamia divenute celebri "</span><span style="font-style:italic;color:#666666;">Tu uccidi un uomo morto</span><span style="color:#666666;">".</span><br />
<span style="color:#666666;">(9) </span><span style="color:#990000;">I "</span><span style="font-style:italic;color:#990000;">Fascisti</span><span style="color:#990000;">" non rientrano nell'affermazione, in quanto "</span><span style="font-style:italic;color:#990000;">Balilla</span><span style="color:#666666;"></span><span style="color:#990000;">" è il soprannome di </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovan_Battista_Perasso">Giambattista Perasso</a> (interessante delucidazione <span style="font-style:italic;color:#666666;">N.d.B.</span><span style="color:#666666;">), il ragazzo quattordicenne genovese, che con il lancio di una pietra, diede inizio alla rivolta popolare di Genova contro gli austro piemontesi il 5 dicembre 1746 .</span><br />
<span style="color:#666666;">(10) Ogni squilla significa "ogni campana". E la sera del 30 marzo 1282, tutte le campane chiamarono il popolo di Palermo all'insurrezione contro i Francesi di Carlo d'Angiò, i Vespri Siciliani.</span><span style="color:#666666;"> ( Per stanarli gli facevano vedere dei ceci e gli chiedevano: cosa sono questi? E loro, non sapendo pronunciare la "c" dolce, dicevano "sesi", e i siciliani giù botte! )</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;font-style:italic;">Stringiamci a coorte...</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;">Son giunchi, che piegano, / Le spade vendute (11). / Già l'aquila d'Austria (12) / Le penne ha perdute /</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;">Il sangue d'Italia / Il sangue polacco (13) / Bevé col cosacco / Ma il cor lo bruciò.</span><br />
<span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-style:italic;"><br />
</span><span style="color:#666666;">(11) Le truppe mercenarie di occupazione.</span><br />
<span style="color:#666666;">(12) L'aquila bicipite, simbolo degli Asburgo.</span><br />
<span style="color:#666666;">(12) - (13) L'Austria era in declino (le spade vendute sono le truppe mercenarie, deboli come giunchi) e Mameli lo sottolinea fortemente: questa strofa, infatti, fu in origine censurata dal governo piemontese. Insieme con la Russia (il cosacco), l'Austria aveva crudelmente smembrato la Polonia. Ma il sangue dei due popoli oppressi si fa veleno, che dilania il cuore della nera aquila d'Asburgo."</span></p>
<p><span style="font-weight:bold;">Testi Consultati:</span><br />
<span style="font-style:italic;">"Panorama"</span> del 2 luglio 1998 (Valerio M. Manfredi)<br />
<span style="font-style:italic;">"Il tricolore degli italiani. Storia avventurosa della nostra bandiera"</span> (Tarquinio Maiorino, Giuseppe Marchetti Tricamo, Andrea Zagami) Mondadori 2002</p>
<p>Sul <a href="http://www.radiomarconi.com/marconi/mameli1.html"><span style="font-weight:bold;">sito</span></a> potete scaricare di ogni, compresi file .mp3 originali dei vari inni e leggere molte altre curiosità sull'argomento. ;-)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stereotipi e pregiudizi (parte1)]]></title>
<link>http://relaxdesign.wordpress.com/2007/04/12/stereotipi-e-pregiudizi-parte1/</link>
<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 08:44:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Con questo post dichiaro la mia curiosità estrema verso le culture del mondo ma soprattutto per la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp2.blogger.com/_1ZJ9moS2aX0/Rh4JkY-R8EI/AAAAAAAAADU/3X42sHw3eY4/s1600-h/spaghetti.jpg"><img src="http://bp2.blogger.com/_1ZJ9moS2aX0/Rh4JkY-R8EI/AAAAAAAAADU/3X42sHw3eY4/s400/spaghetti.jpg" style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" border="0" /></a></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><span style="font-family:arial;">Con questo post dichiaro la mia curiosità estrema verso le culture del mondo ma soprattutto per la relazione tra esse. Fa parte del mio lavoro, dunque fa parte dei miei interessi.Sicuramente facilitato da un'educazione "doppia" (nel senso che essere figlio di stranieri nel proprio paese consente di crescere e maturare una concezione un po' più ampia del mondo rispetto a chi riceve un'educazione monoculturale) la mia curiosità di conoscere a fondo cosa succede altrove - ma soprattutto</span><span style="font-style:italic;">come pensano gli altri</span> - non si è assolutamente esaurita, <span style="font-weight:bold;">anzi</span>.Questo è il motivo per cui riporterò in questo e nei prossimi post gli esiti delle mie ricerche telematiche, condotte in modo impegnato ma non troppo serioso...questo perchè non è mia intenzione appesantire il blog di dati e nozioni che faranno parte invece di una ricerca personale più approfondita. L'invito quindi è esteso a tutti quelli che, leggendo, sentiranno di voler contribuire, magari con segnalazioni di siti e publicazioni sull'argomento, i quali sono certamente molti.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">L'argomento interessante riguarda veramente un po' tutti:</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p style="text-align:center;" align="justify"><span style="font-family:arial;"></span><span style="font-size:130%;"></span><span style="font-weight:bold;color:#cc0000;">Gli stereotipi dei vari paesi tra i vari paesi</span>.<br />
<span style="color:#ff0000;">Cosa ne pensa veramente la gente? Qual'è lo stato attuale dell'informazione generale e della cultura popolare nei paesi, cosìddetti, civilizzati? </span>
</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><span style="font-family:arial;">Penso che il tema, più passano gli anni più sia di grande interesse poichè in continuo cambiamento...di pari passo al cambiamento sociale e alle (più o meno lente) metamorfosi strutturali nelle abitudini personali. Direi che tutti avremmo qualcosa da dire, è anche vero che non è sempre tempo di parlare. Personalmente prima di dilungarmi in prolisse considerazioni personali cercherò di accumulare più notizie possibili, anche per non rischiare di riportare errori, imprecisioni o considerazioni avventate e non verificabili. Si tratta di un tentativo, non certo di una missione, per cui sarà l'onestà e la franchezza il faro conduttore di questa serie di post tematici.</span></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">Per cominciare in leggerezza guardatevi questo video realizzato in flash (che non spicca certo per  l'estetica) <a href="http://tcc.itc.it/people/rocchi/fun/europe.html"><span style="font-weight:bold;color:#cc0000;">qui</span></a> o su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8L5sMkhUpIQ"><span style="font-weight:bold;color:#cc0000;">YouTube</span></a> realizzato da  <strong><a href="http://www.bozzetto.com/">Bruno Bozzetto</a></strong> (il disegnatore delle mitiche scenette animate che accompagnavano molti dei servizi trasmessi dal vecchio e popolare "<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quark_%28programma_televisivo%29"><span style="font-weight:bold;color:#cc0000;">Quark</span></a>" di <strong>Piero Angela</strong> negli anni '80) in collaborazione con <strong><a href="http://www.robertofrattini.it/">Roberto Frattini</a></strong>, che cura i suoni. Fatevi due risate, un po' amare alla fine...</p>
<p><a href="http://bp2.blogger.com/_1ZJ9moS2aX0/Rh4JkY-R8FI/AAAAAAAAADc/CsZ9q9N0D-0/s1600-h/bozzetto.gif"><img src="http://bp2.blogger.com/_1ZJ9moS2aX0/Rh4JkY-R8FI/AAAAAAAAADc/CsZ9q9N0D-0/s400/bozzetto.gif" style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" border="0" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[l'indolenza e l'indifferenza]]></title>
<link>http://relaxdesign.wordpress.com/2006/11/09/lindolenza-e-lindifferenza/</link>
<pubDate>Thu, 09 Nov 2006 00:05:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
<guid>http://relaxdesign.wordpress.com/2006/11/09/lindolenza-e-lindifferenza/</guid>
<description><![CDATA[Si vede che stasera mi va di scrivere..appena tornato da una &#8220;serata film&#8221; con amici (]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family:arial;">Si vede che stasera mi va di scrivere..appena tornato da una "serata film" con amici ("<em><a href="http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd">Il calamaro e la balena</a></em>" di Noah Baumbach) e mi torna in mente un argomento che viene spesso a distrarmi: </span><span style="font-style:italic;">la gente di faenza che non ti saluta pur conoscendoti</span>. Non so se capita spesso fuori da questa città (anzi, <em>paesone</em> lo definisco di solito) ma qui è frequente <em>mancare il saluto</em>.Da ragazzini ci si salutava tra maschi con un'alzata di mento e uno sguardo sicuro, uppure con un "<em>Ué</em>", "<em>Ueilà</em>", "<em>Oh</em>", "<em>E</em>". Adesso tra amici ci scappa un "<em>ehilà</em>", "<em>bella</em>", "<em>allora</em>?"...qualche volta anche "<em>Ciao</em>". Però se ti capita adesso di incrociare per strada qualcuno e <span style="font-family:arial;">per caso </span><span style="font-family:arial;">qualche vecchio compagnio d'infanzia o dell'adolescenza...non ci si saluta, si volta la testa dall'altra parte o si fa finta di niente. Il bello è che in realtà ci si riconosce subito...ma è passato così tanto tempo che - </span><span style="font-style:italic;">boh, capita solo qui, ne sono convinto</span> - si ha un'autorizzazione a non rivolgere più il saluto. Poi, in realtà, se capita di essere il primo a forzare il saluto si viene corrisposti. <strong>E anche subito</strong>...da <span style="font-style:italic;">tempi comici</span>, veramente.
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:arial;">E' questo che non capisco: è chiaro che ci si conosce e che ci si ricorda l'un l'altro, però il primo che "cede" perde! Non so quanto possa comprendere questo comportamento </span><span style="font-style:italic;">anomalo</span> una <span style="color:#ff9966;"><em>ragazza</em></span>...sono "cose da uomini" queste...da bambini cresciuti.</p>
<p><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3524/3295/1600/08112006.jpg"><img src="http://photos1.blogger.com/blogger/3524/3295/400/08112006.jpg" style="display:block;text-align:center;margin:0 auto 10px;" border="0" /></a></p>
<p align="justify"><span style="font-family:arial;">Poi ci sono le scritte per i muri della città. Manco avessero una bella grafia dico io...quattordicenni infottati - come me alla loro età - pigliano su la bomboletta e di fianco alla propria tag scrivono pure invettive politiche...a 14 anni non ne capivo una mazza di politica (ricordo che uno dei miei primi testi rap aveva una strofa in inglese che diceva "</span><span style="font-style:italic;">I don't even know what is <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ku_Klux_Klan">Ku Klux Klan</a>...</span>"). Non che adesso ci capisca molto di più...ma mai mi sarei azzardato a lordare i muri con nient'altro che la mia <span style="font-style:italic;font-weight:bold;">tag</span>.<br />
Più che disprezzo o disgusto io ritengo che sti bambini siano confusi, e un bel po'. Non posso fare a meno di pensare a chi li ha educati. E come. E quanto spesso più che altro.</p>
<p><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3524/3295/1600/DSCN6395.jpg"><img src="http://photos1.blogger.com/blogger/3524/3295/400/DSCN6395.jpg" style="display:block;text-align:center;margin:0 auto 10px;" border="0" /></a>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:arial;">Non ne ho proprio voglia di scrivere lamentele facili a pensarsi...noiose a scriversi. Ognuno la pensa un po' come vuole, fatto sta che se si vuole parlare di vandalismo e </span><span style="font-style:italic;">aerosol art</span> bisogna fare le dovute distinzioni. Però non è l'argomento di questo post.</p>
<p align="justify"><span style="font-family:arial;">L'</span><span style="font-style:italic;color:#cc0000;">indolenza</span> la vedo in 'sti bambini, più piccoli di me ma che non sai dargli un'età...alcuni già sembrano miei coetanei. Non importa quello che sembrano (e sembrano veramente tutti uguali) perchè fra un po' sembreranno <span style="font-style:italic;">altro</span>...una volta essere un "<span style="font-style:italic;">metallaro</span>", un "<span style="font-style:italic;">punk</span>", un "<span style="font-style:italic;">rapper</span>" faceva veramente la differenza. Non eri <span style="font-style:italic;">qualcuno</span> ma eri <span style="font-style:italic;">qualcun'altro</span>.<br />
Adesso che tutto ha contaminato tutto non importa se vesti i <em>baggies</em>: potresti ascoltare i <span style="font-style:italic;">Linea 77</span> e i <span style="font-style:italic;">Finley</span> assieme a <span style="font-style:italic;">50 Cent </span>e <span style="font-style:italic;">Fibra</span>. "<span style="font-style:italic;font-weight:bold;">Punkabbestia</span>" che di <span style="font-style:italic;">Punk</span> hanno ereditato solo il cane. Ma forse non solo...
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Arial;">...</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:arial;">No, pensandoci bene l'anarchia del "<strong>Fuck the System</strong>" aveva almeno un valore: essere contro i valori. I bambini di adesso sono "<strong>Fuck everything</strong>" e neanche loro sanno spiegarti il perchè. Perchè è come si sentono. Poi, però, si rifugiano tutti nelle canzoni d'amore scritte dai giovani cantautori e se ne fanno solido scudo se vengono accusati di essere una generazione dispersa...Vabbè, mi sto avvicinando troppo al ruolo del vecchio che bofonchia "</span><span style="font-style:italic;">Ai miei tempi era meglio...</span>". Non era meglio, ma era più avvicinabile.</p>
<p align="justify"><span style="font-family:arial;">Qui, man mano che passano gli anni la situazione si complica sempre più: faccio fatica io a 27 anni a capire certe dinamiche giovanili di ragazzi che hanno non più di 7/8 anni in meno di me, non immagino che tragedia possa essere per un genitore quasi quarantenne...ed è di fronte a certi problemi - secondo me - che si reagisce con l'</span><span style="font-style:italic;color:#990000;">indifferenza</span>.</p>
<p align="center"><span style="font-family:arial;"><strong>Evitare è meglio che curare.</strong> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Arial;">Per questo i ragazzini continuano ad essere indolenti e insolenti. E che i miei vecchi amici d'infanzia non mi salutano più.</span></p>
<p align="justify">&#160;</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
