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	<title>sinistra &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/sinistra/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "sinistra"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 23:46:20 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Ormai Berlusconi è in uno stato di autoipnosi febbricitante]]></title>
<link>http://termometropolitico.wordpress.com/?p=401</link>
<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 23:28:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>areazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Noi vogliamo una economia sociale di mercato. Una democrazia non puo&#8217; permettersi citta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>"Noi vogliamo una economia sociale di mercato. Una democrazia non puo' permettersi cittadini in condizioni di miseria. Con il libro sul welfare approfondiamo i bisogni delle famiglie piu' deboli. <span style="color:#ff0000;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>E' una politica decisamente di sinistra.</strong></span></span> Questo Governo che e' di centro, liberale, con cattolici e riformisti, intende procedere con una politica che la sinistra promette solo a parole", aggiunge il premier.</p>
<p>25 Luglio 2008<br />
<a href="http://www.agi.it/politica/notizie/2.1065-art.html" target="_blank">http://www.agi.it/politica/notizie/2.1065-art.html</a></p></blockquote>
<p><a href="http://www.agi.it/politica/notizie/2.1065-art.html" target="_blank"></a><!--QuoteEnd--><!--QuoteEEnd--></p>
<ol>
<li>Se la sinistra andasse al governo il risultato sarebbe miseria, terrore e morte, come accade in tutti i posti dove governa il comunismo. (dal Corriere della sera, 17 gennaio 2005)</li>
<li>Combatto il comunismo come Churchill combatteva il nazismo. (da ANSA, 11 febbraio 2006)</li>
<li>La sinistra sta sempre dalla parte sbagliata. È stata contro Hitler, ma non contro Stalin. Certo, non sono così cieco da non saper distinguere Stalin da Fassino... Fassino poi è così magro e non ha i baffi. (da la Repubblica, 3 febbraio 2005)</li>
<li>Nella sinistra resta forte l'idea di dominio politico della società da parte dei poteri pubblici, l'asservimento dei cittadini al potere e allo Stato, l'uso dello Stato come mezzo di omologazione politica. (dall'intervista a Libero, 8 marzo 2007)</li>
</ol>
<p><a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Silvio_Berlusconi">http://it.wikiquote.org/wiki/Silvio_Berlusconi</a></p>
<p><strong><!--sizeo:7--><span style="font-size:14pt;line-height:100%;"><!--/sizeo-->Ormai questo uomo è evidentemente in uno stato di nevrosi acuta, epilessia conclamata e stato di autoipnosi febbricitante.</span></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alla redazione del Giornale non hanno mai letto il Vecchio Testamento]]></title>
<link>http://termometropolitico.wordpress.com/?p=396</link>
<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 14:48:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>areazione</dc:creator>
<guid>http://termometropolitico.wordpress.com/?p=396</guid>
<description><![CDATA[Partiamo da questo entusiasmante articolo
In quale luogo migliore poteva mai svolgersi il congresso ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo da questo entusiasmante articolo</p>
<blockquote><p>In quale luogo migliore poteva mai svolgersi il congresso di Rifondazione se non a Chianciano? Cittadina prediletta dagli slanci di poche pretese degli ottuagenari prostatici in vacanza. Dunque perfetta per le diatribe senili di un partito morto, ma che si finge soltanto morente. E attorno al suo cadavere vede esibirsi Vendola, candidato a segretario, col 47% dei consensi. Costui ha parlata difettosa, come i bambini ai quali è stato tagliato male il filetto della lingua, ma crucciato non tralascia argomento per abbondare in frasi astruse e troppo lunghe. Per dire alla fine niente. Però dopo aver sparato con fare solenne parole del genere: divaricazione strategica, deriva dissolutiva che ci ha investito, e via via consimili. Suo avversario sarà l'ex ministro Ferrero, pure lui in pretesa di morale più alta, nonché valdese. Costui sarebbe per non sciogliere Rifondazione, e inoltre evitare il rapporto col Pd, che l'altro saputo invece vuole mantenere seppure tra distinguo sintattici, labiali e gastrici. E a fare da madrina c'è infine la Francescato. Ospite quale altra mai mal augurante, fatina giuliva di Pecoraro Scanio; segretaria recente d'un altro partito morto: i verdi.<br />
Questo il quadro, e le menti, in corso d'opera a Chianciano. Riunite fanno dire: non c'è dubbio: facevano meglio a tenersi Bertinotti. Non fosse altro sapeva parlare. O forse era solo di un'altra generazione; e dunque mascherava meglio la completa perdita di senso di una mistica fatta di dialettiche, bisogni sognati, anticapitalismi. Invece con questi due tristi candidati circa cinquantenni, e a guardarsi intorno, è venuto meno ogni velo. Tra le poltrone ci sarà qualche ragazzino, di quelli con le kefiya sulle spalle. Ma l'aria sarà intrisa di una diversa età. Come un ritrovarsi negli anni '70, a uno dei tanti congressi extraparlamentari. Con una non piccola differenza tuttavia: quelle finzioni dottrinarie che colla giovinezza si recitavano tanto bene, adesso sono di gente coi capelli divenuti bianchi. C'è un clima da Ginger e Fred di Fellini. Però più arrugginiti, intenti non a danzare, ma a sprecare il fiato in manie politiche e liti settarie. Neppure nella tenda di Napoleone si deve essere parlato mai tanto di tattiche, strategie, e linee. Tuttavia alla fine esausti si terranno Rifondazione almeno fino alle Europee. Né mancherà il piantarello in coro comune, di chiusura, al canto dell'Internazionale.<br />
E dopo liti e pianti tutti se n'andranno però con una stessa presunzione: che a sinistra, evoluto com'è al centrismo il Partito democratico, ci sia uno spazio enorme per loro. E non si sarà mancato di citare gli immigrati, e dire che sono loro il futuro della sinistra dura e pura. Altro errore. <strong><span style="text-decoration:underline;">Perché a sinistra a fare concorrenza a Ferrero o Vendola c'è qualcosa di più serio di Diliberto o dei no global: c'è l'Islam più integralista. Non v'è religione più livellante, e con una rete di solidarietà più minuta, decisiva per conquistare ieri Bisanzio, oggi l'Islam moderato. L'elemosina obbligata, i sistemi di mutuo soccorso sono stati un modo formidabile per aggregare le masse più umili. Né manca l'anticapitalismo: ogni crescita della ricchezza, che derivi dagli interessi, viene esecrato. L'Islam avrà, temo, tra gli immigrati ben altro successo del comunismo in caricatura di Nichi Vendola e Luxuria. In conclusione: non ci hanno capito niente, ma seguiteranno, dalemianamente, a spiegarci tutto.</span></strong></p>
<p>Geminello Alvi</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=278499" target="_blank">http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=278499</a></p></blockquote>
<p>Tal Geminello Alvi certamente non ha mai letto nè il Corano, nè tantomeno la Bibbia. Andiamo a vedere il perchè:</p>
<p>qualunque cattolico dovrebbe almeno prendersi la briga di leggersi una volta in vita sua TUTTA la Bibbia, non solo da Matteo in poi. Perchè coloro i quali abbiano letto almeno il Pentateuco sapranno che tal Geminello Alvi sta raccontando un sacco, ma proprio un sacco di fregnacce.</p>
<p><a href="http://termometropolitico.wordpress.com/2008/07/24/la-legge-di-dio-e-gli-idolatri-del-family-day/">Esodo e Levitico</a> ci danno tutte le risposte che ci servono. Si legge infatti che la legge del taglione, la famosa "occhio per occhio, dente per dente" è nient'altro che parte integrante della Legge di Dio che Mosè dovrà insegnare e divulgare, con l'ausilio di Aronne, a tutto il suo popolo. Quindi, non sono i musulmani ad averla invetntata, ma il Dio cristiano, quello misericordioso ed onnipotente. Andiamo avanti che c'è da ridere. Si parla in Esodo e poi Levitico di una "Legge sui prestiti". Così come nel Corano, nei capitoli dogmatici (per intenderci la mucca, ifran, la tavola, etc. etc.) si condanna fortemente l'usura degli ebrei, rei di andare contro la legge di Dio. Ma ora si dirà, eccoli qua i musulmani anti-sionisti. Ohibò, e cosa succederebbe se fosse lo stesso Dio Cristiano a condannare l'usura?</p>
<p><strong>Legge in difesa dei deboli</strong></p>
<p>"Non sfruttate nè opprimete lo straniero perchè voi stessi siete stati stranieri in Egitto"</p>
<p>e più avanti</p>
<p>"Se presti denaro a qualcuno del mio popolo, al povero che vive con te, non devi fare l'usuraio: non puoi imporgli interesse"</p>
<p>Ci si chiederà ora: Dio condanna l'usura verso il proprio popolo. Orbene, come viene definito il "proprio popolo" secondo Dio? Un precetto assolutamente insindacabile è la circoncisione. Tal Geminello Alvi è circonciso? Se no, taccia. Non fa parte del popolo di Dio. Io per esempio, da ateo, sono circonciso, e quindi ho più titolo di lui di parlare.</p>
<p>Sempre da Esodo</p>
<blockquote><p>Non spargere notizie senza fondamento e non favorire il colpevole testimoniando per l’ingiustizia.</p>
<p>Non stare dalla parte della maggioranza quando questa agisce male. Quando sei testimone in un processo, non testimoniare sotto l’influsso della maggioranza, se essa cerca di falsare la giustizia. Ma, se è colpevole, non devi neppure favorire il debole nel processo.</p>
<p>Se il bue o l’asino del tuo nemico si sono persi e tu li trovi, devi riportarglieli. Se vedi l’asino del tuo nemico cadere sotto il carico, non devi abbandonare il tuo nemico, ma aiutarlo a tirar su la bestia.</p>
<p>Non negare giustizia al povero coinvolto in un processo, quando questi è innocente.</p>
<p>Sta lontano dalle falsità. Non far morire l’innocente e il giusto, perchè io non assolvo chi si rende colpevole di questo.</p>
<p>Non accettare doni, perchè il dono rende cieco anche chi vede, e corrompe le decisioni dei giusti.</p>
<p>Non opprimere lo straniero: anche voi sapete cosa prova un forestiero, perchè siete stati stranieri in Egitto.</p></blockquote>
<p>Divertente poi notare come Dio stesso chieda al suo popolo di elargire fondi, per sostenere la comunità (esattamente quello che Alvi ed il Giornale non capiscono perchè sono ignoranti)</p>
<p>Ne "La tassa per il santuario" si legge che</p>
<p>"Quando farai il censimento degli Israeliti, ciascuno di loro mi pagherà una tassa per proteggere la sua vita, perchè non vi colpisca nessun castigo quando ci sarà il censimento"</p>
<p>[...]</p>
<p>"il ricco non darà di più, il povero non darà di meno di cinque grammi d'argento"</p>
<p>"Tutti faranno l'offerta per me, per proteggere la loro vita"</p>
<p>Ci si potrebbe chiedere per quale motivo Dio ripeta così tante volte gli stessi precetti a Mosè. La risposta viene da questo famoso passaggio, quando gli Israeliti, nel momento in cui Dio pronuncia i dieci comandamenti a Mosè sul Sinai, ergono una statua di un vitello tutto d'oro per celebrare il loro Dio.</p>
<p>"Non ti lasciar prendere dalla collera: tu stesso sai che gente è."</p>
<p>e più avanti Dio così si esprime nei conronti del suo popolo</p>
<p>"Io però non camminerò in mezzo a voi, perchè avete la testa troppo dura. Finirei per sterminarvi lungo la strada"</p>
<p>Sempre il buon Dio Misericordioso così si esprime nei confronti degli schiavi</p>
<p><strong>Come trattare gli schiavi</strong></p>
<p>"lo farà avvicinare alla porta o allo stipite e gli forerai l'orecchio con un punteruolo. Da quel momento lo schiavo sarà suo per sempre"</p>
<p>Consiglio perciò vivamente a Geminello Alvi di smettere di scrivere per un po', andare a leggersi Torah, Vecchio Testamento e Corano. Una volta letti, assimilati ed imparati, potrà tornare deferentemente a scrivere articoli avendo maggior rispetto per l'intelligenza umana, attributo che evidentemente non gli è stato concesso da Dio finora.</p>
<p>Ignorante.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prc, verso la conta Ferrero-Vendola]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=817</link>
<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 11:17:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
<guid>http://candidonews.wordpress.com/?p=817</guid>
<description><![CDATA[I possibili accordi sembrano falliti, si rischia la conta e l&#8217;ex ministro Ferrero sta per cand]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">I possibili accordi sembrano falliti, si rischia la conta e l'ex ministro Ferrero sta per candidarsi ufficialmente contro il segretario in pectore Nicki Vendola. A quanto pare, da voci non ufficiali, Ferrero avrebbe i numeri per poter battere il presidente della regione Puglia. Con la vittoria della mozione 1, assieme ad alcuni delegati delle altre mozioni, eccetto la due, Prc vira a Sinistra, abbandonando il progetto dell'Arcobaleno e ritirando fuori falce e martello.</span></strong></p>
<p><strong>Rifondazione, niente accordo<br />
Ferrero potrebbe candidarsi</strong></p>
<p><!-- fine TITOLO --></p>
<h3><!-- inizio SOMMARIO -->In alternativa a Vendola. L'ex ministro prende tempo: "Prima la linea politica"<br />
Ma spunta una terza via: la carica di Presidente del partito accanto a quella del segretario<br />
<!-- inizio FIRMA --><span class="txt12"><em>dal nostro inviato CLAUDIA FUSANI</em></span><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO --></h3>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/cosa-rossa-2/sfida-segreteria/sfida-segreteria.html">http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/cosa-rossa-2/sfida-segreteria/sfida-segreteria.html</a></p>
<div class="fotosxb" style="text-align:center;"><!-- inizio TESTO --><img class="aligncenter" src="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/cosa-rossa-2/sfida-segreteria/ansa_13480131_47020.jpg" alt="" width="230" height="300" /></div>
<p><strong>CHIANCIANO</strong> - "Questo documento è nato con me, io cerco l'unità, lavoro per la mediazione ma sono un comunista e non posso tradire". E' notte, quasi le due, quando Claudio Grassi, promotore della mozione 1 per il congresso di Rifondazione comunista, parla in una saletta dell'hotel Ambasciatori. Davanti a lui le decine di delegati del documento che però è ancora senza candidato alla segreteria e che si oppone alla mozione 2, quella di Nichi Vendola. Ci sono Paolo Ferrero, Ramon Mantovani, Maurizio Acerbo. E' lo stesso giovane e appassionato portavoce della mozione che poi traduce all'esterno il senso delle parole di Grassi: "Ferrero si candiderà. Abbiamo fatto i calcoli dovremmo farcela". Quando e come e se l'ex ministro della Solidarietà sociale metterà in gioco il suo nome, è ancora tutto da decidere. La giornata è lunga e il parco termale di Chianciano è pieno di gazebo che ospitano riunioni su riunioni delle Commissioni Politica e Statuto. Il vero congresso, parallelo a quello che va in scena sotto la tensostruttura a sottomarino del Palamontepaschi.</p>
<p>Oggi è il turno del "delegato" Fausto Bertinotti e subito dopo Ramon Mantovani, scudiero della mozione 1, molto arrabbiato con l'ex Presidente della Camera. A seguire l'intervento di Grassi e per finire - verso le cinque del pomeriggio - quello di Ferrero. Insomma, una giornata lunghissima.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FINANZIARIA DRASTICI TAGLI INDISCRIMINATI ]]></title>
<link>http://cesaredamiano.wordpress.com/?p=1094</link>
<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 09:05:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cesare Damiano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nuovo video realizzato dall’Agenzia Televisiva VISTA (www.vistatv.it) sui drastici tagli della fi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo video realizzato dall’Agenzia Televisiva<strong> VISTA (</strong><a href="http://www.vistatv.it/" target="_blank"><span style="color:#105cb6;"><strong>www.vistatv.it</strong></span></a><strong>)</strong> sui drastici tagli della finanziaria</p>
<p> </p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/VedQQyS9Z_U'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/VedQQyS9Z_U&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dopo il Lodo Alfano, sia consentito al Governo di lavorare]]></title>
<link>http://vitoschepisi.wordpress.com/?p=76</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 17:01:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitoschepisi</dc:creator>
<guid>http://vitoschepisi.wordpress.com/?p=76</guid>
<description><![CDATA[
Con la firma del “Lodo Alfano” il Presidente Napolitano ha reso legge in vigore il provvediment]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://vitoschepisi.files.wordpress.com/2008/07/alfano_berlusconi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-77" src="http://vitoschepisi.wordpress.com/files/2008/07/alfano_berlusconi.jpg" alt="" width="309" height="215" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Con la firma del “Lodo Alfano” il Presidente Napolitano ha reso legge in vigore il provvedimento che tutela le quattro più alte cariche istituzionali ed esecutive dello Stato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Una firma che sancisce almeno due successi della democrazia rappresentativa:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">- l’azione di un Capo dello Stato garante dell’efficacia delle istituzioni e fedele interprete della volontà del Parlamento e dei cittadini;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">- la supremazia del potere popolare su quello esercitato dalla magistratura, pur conservando alla funzione giurisdizionale la <span> </span>prevista autonomia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Quando si parla di democrazia s’intende, o si dovrebbe intendere, per l’appunto questo. In che modo, infatti, ci si può proclamare democratici ed antifascisti quando le funzioni dello Stato, interpretando male i limiti della propria autonomia, vengono utilizzate per sovvertire la sovranità popolare?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Non vuole essere retorica quella di ribadire che l’autonomia della magistratura debba riferirsi alla capacità di essere indipendente dai diversi poteri, ma anche dalle ideologie o dalle correnti politiche. Un magistrato che abbia nemici politici non è un servitore dello Stato che esercita la sua funzione nell’interesse del popolo, ma un appendice piuttosto disgustosa di partiti e fazioni e per di più extraparlamentare: una terza Camera priva però del suffragio popolare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Una magistratura siffatta, a giusta ragione, è definita persino eversiva.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Come non ricordare certi episodi e l’uso “violento” delle prerogative inquisitorie del carro armato giudiziario con le sue implicazioni politiche sulle scelte elettorali e sull’opinione pubblica? Di Pietro osannato come un eroe per la sua ferocia! E come può essere ignorata la mortificazione mediatica verso presunti colpevoli, molti successivamente risultati innocenti, spesso vittime di denigratorie campagne di stampa per indagini misteriosamente “sfuggite” al segreto istruttorio?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Nel 1994 è stato persino montato un “ribaltone” elettorale con un “avviso di reato”, misteriosamente “notificato” dal Corriere della Sera al Capo del Governo italiano in carica, mentre era impegnato a Napoli in un vertice internazionale sulla sicurezza. Per quella accusa Berlusconi è risultato innocente. Ed innocente il leader del centrodestra è risultato per tutte le altre accuse per le quali è stato oggetto di “avida” attenzione da parte di una magistratura sempre più visibilmente agguerrita ed intransigente contro di lui.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">E’ vero che non manca la solita retorica della sinistra giustizialista sulle <span> </span>prescrizioni. Circola su tutti i siti di sinistra in internet l’elenco di tutti i processi intentati al Presidente del Consiglio, dove appaiono giudizi estrapolati da contesti più ampi delle sentenze di assoluzione, tali da far apparire comunque la presenza di una colpa, e dove vengono riportate le prescrizioni come se fossero condanne non comminate. C’è un maestro di stralci di atti giudiziari che appaga i sogni giustizialisti di una sinistra senza una precisa strategia e miseramente contigua all’antipolitica che con l’antiberloscunismo ha trovato la sua miniera d’oro.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">L’antipolitica, del resto, non è altro che un qualunquismo perfido e cattivo che si affida all’indole forcaiola di quel popolo che affoga le proprie frustrazioni nell’attribuire a qualcosa o qualcuno le responsabilità della propria mediocrità.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">L’intervenuta prescrizione, invece che un limite della macchina giudiziaria, è diventata una colpa dell’imputato. Molti ignorano che invece è uno strumento utilizzato da alcuni magistrati, interessati più a lasciar sospeso il giudizio che a dimostrare l’innocenza dell’imputato e la relativa sua assoluzione. Una prescrizione di solito sopraggiunge quando mancano le prove sufficienti per dimostrare la colpevolezza dell’imputato, o quando i processi vengono trascurati dalla macchina giudiziaria, e quest’ultimo caso non è proprio attribuibile ai processi contro Berlusconi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Finalmente dunque il “Lodo Alfano” che sottrae alla magistratura militante le armi per battersi contro il capo della maggioranza. Finalmente per porre fine ad una guerra che dura ormai da 14 anni, e cioè da quando il leader di centrodestra ha scippato dalle mani di Occhetto e della sua “macchina da guerra” il governo del Paese.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">C’è in Italia un gusto masochista di farsi del male.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Sono state utilizzate le funzioni dello Stato, più che per promuovere la splendida immagine italiana nel mondo, per renderla incerta ed inquietante. Si è permesso persino ad un politico della sinistra belga, attuale presidente del gruppo parlamentare socialista nel Consiglio Europeo, di offendere e villanamente infangare il nostro Paese quando Berlusconi, allora Capo del Governo italiano, s’accingeva ad inaugurare il semestre italiano della Presidenza del Consiglio Europeo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">La sinistra italiana in contiguità con l’ala giustizialista della magistratura e sulla base di una lotta politica protesa unicamente a scalfire l’immagine dell’avversario politico, utilizzando soprattutto le sue vicende giudiziarie, non si è sottratta in alcun momento dall’utilizzare la stampa ed il personale politico di paesi stranieri.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Questo modo di agire ha una sola parola per essere definito: viltà!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">La sinistra italiana si comporta come la classe politica dei paesi dell’Est europeo sotto il socialismo “reale”, quando si sopprimeva l’avversario politico attribuendogli pesanti ed impopolari reati, ovvero facendolo passare per folle, o ancora rendendolo vittima di un incidente mortale per eliminarlo fisicamente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Anche con il decreto sicurezza si è tentato di applicare gli stessi metodi della denigrazione: come se l’Italia, invece di un problema di clandestinità e di inadeguati controlli per i flussi extracomunitari, avesse problemi di xenofobia e di razzismo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">I partner dei paesi europei dove, invece, vigono controlli rigidi e maglie chiuse con severità per frenare l’immigrazione clandestina, ispirati dai soliti (anti)italiani hanno persino intentato una censura alle nuove norme del decreto sicurezza, anche se la nuova legislazione permette di rendere più efficaci i controlli e persino conformi alle direttive della stessa comunità europea.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">La lealtà del confronto politico è venuta meno da tempo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Se qualcuno pensava che la sinistra fosse cambiata, sbagliava previsione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Sarà per questo che la sinistra in Italia si è sfaldata e continua a sfaldarsi, perdendo credibilità ed elettori, mentre il Paese avrebbe bisogno di una sinistra propositiva e democratica per rendere effettivo il principio della democrazia compiuta e dell’alternanza.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><em>Vito Schepisi</em></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Miraggi d'informazione democratica]]></title>
<link>http://owblog.wordpress.com/?p=912</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 16:59:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jack</dc:creator>
<guid>http://owblog.wordpress.com/?p=912</guid>
<description><![CDATA[Alcuni giorni fa vi parlavo delle &#8220;tessere&#8221; del Pd, adesso vi confermo che il tesseramen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa <a href="../2008/07/20/lindifferenza-la-fai-tu/">vi parlavo</a> delle "tessere" del Pd, adesso vi confermo che il tesseramento va proprio male. In compenso la "figlia" di D'Alema, ReD, va benissimo, le correnti nate, create o amplificate in seno al partito sono immensamente tante (c'è chi dice più di mille) e i giornali favorevoli al Pd - L'Unità, Europa e in un certo senso anche Repubblica - seguono una linea assolutamente diversa da quella <span style="font-style:italic;">richiesta</span> dal partito. Le provinciali che prima seguivano la sinistra, come i paesi della bassa del resto, adesso sono sempre più nelle mani del centro-destra: basti informarsi, se non siete ancora convinti, di cosa succede a Firenze e Bologna che sono comuni piddi ma praticamente estranei al piddi. Che <span style="font-style:italic;">cos'è</span> questo Partito Democratico e per quanto tempo ancora governerà la destra? Come intende <span style="font-style:italic;">fare</span> opposizione se all'orizzonte non si percepisce un minimo di organizzazione e informazione ma solo disinformazione latente. Sembra la classica "oasi nel deserto", però non si vede né il deserto (è solo un miraggio) e né l'oasi...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Noi che siamo liberali, la politica di "sinistra" lasciamola alla sinistra.]]></title>
<link>http://midclass.wordpress.com/?p=258</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 15:44:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>midclass</dc:creator>
<guid>http://midclass.wordpress.com/?p=258</guid>
<description><![CDATA[Robin Tax, Alitalia, Card per la spesa degli anziani&#8230; già si capiva che non era proprio un in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Robin Tax, Alitalia, Card per la spesa degli anziani... già si capiva che non era proprio un inizio di legislatura liberista, poi <a href="http://www.corriere.it/politica/08_luglio_25/berlusconi_conferenza_governo_b4134d24-5a33-11dd-bcb1-00144f02aabc.shtml">mi leggo sul Corriere </a>il Presidente del Consiglio, Berlusconi per chi no lo sapesse, dire:</p>
<blockquote><p>"Noi vogliamo una economia sociale di mercato - dice Berlusconi - Una democrazia non può permettersi cittadini in condizioni di miseria. Con il libro sul welfare approfondiamo i bisogni delle famiglie più deboli. È una politica decisamente di sinistra. Questo Governo che è di centro, liberale, con cattolici e riformisti, intende procedere con una politica che la sinistra promette solo a parole".</p></blockquote>
<p>Ecco, premesso che a nessuno piace la miseria, ma la vogliamo fare una politica liberale nei fatti e non solo a parole e lasciare i socialismi vari alla sinistra di cui ama vantarsi tanto?</p>
<p>Io ero rimasto al Partito della Libertà, dove libertà stava per liberale non per socialista!</p>
<p>Io <strong>non voglio</strong> "una economia sociale di mercato", voglio solo una economia di mercato, la funzione sociale è implicita in un sistema di libero mercato, se poi ci vogliamo mettere gli ammortizzatori sociali ben vengano, ma da questo a regalare centinaia di milioni di euro dei contribuenti a compagnie fallite da tempo come Alitalia o spargere tessere per il pane (manco si fosse in tempo di guerra...) ai pensionati ce ne passa.</p>
<p>E poi se si volesse anche <strong>tagliare le tasse</strong> già che siamo al governo non sarebbe poi così male, perchè tra tutte le promesse che si devono mantenere, l'abbattimento della pressione fiscale è in cima alla lista di molti italiani.</p>
<p>Facciamo una politica liberale, quella di "sinistra" lasciamola appunto alla sinistra.</p>
<p>P.S. Se c'è la possibilità di esportare Tremonti in Venezuela credo che faremmo felici un po' tutti (esclusi i venezuelani).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ripartenza o contropiede?]]></title>
<link>http://malingut.wordpress.com/?p=202</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 10:00:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>masaccio</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Non sono mai stato iscritto a un partito, semplicemente perché ho sempre fatto altro (movimento e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone" src="http://img.interia.pl/sport/nimg/Arrigo_Sacchi_wytrzymal_844380.jpg" alt="" width="260" height="260" /></p>
<p style="text-align:justify;">Non sono mai stato iscritto a un partito, semplicemente perché ho sempre fatto altro (movimento e sindacato), ma mi sono sempre sentito comunista, e ho sempre seguito da vicino le attività di <a href="http://www.rifondazione.it">Prc</a> e <a href="http://www.comunisti-italiani.it">Pdci</a>, gli unici partiti che ho votato nella mia vita, gli unici i cui militanti ho sempre visto dalla mia stessa parte, da Genova in poi.<br />
Per questo è inevitabile che mi interessi al congresso di Rifondazione. Anche perché è chiaro che le indicazioni che usciranno da Chianciano saranno quelle intorno alle quali si dovranno schierare anche gli altri soggetti della variegata stracciatella della sinistra più o meno comunista, più o meno radicale, più o meno alternativa.<br />
Cerco di interessarmene al netto dei concorsi di bellezza tra i leader e soprattutto al netto delle caricature conservatori vs innovatori che la stampa borghese ha costruito. Far passare per veterocomunista l'estensore delle tesi congressuali con cui Bertinotti rompeva con il comunismo tradizionale, cioè Paolo Ferrero, mi sembra ridicolo.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--><br />
Ho letto le mozioni. Leggere la <a href="http://www.rifondazioneinmovimento.org">mozione Acerbo</a> mi ha fatto uno strano effetto: mi sembrava di ritrovare un vecchio amico che non vedevo da tanto. Rifondazione. Rifondazione come l’ho conosciuta quando ho iniziato a occuparmi di politica, nell’ormai mitico biennio 2001-2003. Rifondazione con i suoi difetti (una congenità genericità, un certo velleitarismo, la mitizzazione dei movimenti tipica di chi non li conosce) e con i suoi pregi (l’apertura critica, il dubbio metodico, una splendida e solida radicalità, irriducibilmente alternativa a ogni modello dominante). Un amico che non vedevo da un po’, direi almeno da un paio d’anni, da quando sentivo parlare solo di San Paolo, di Lombardi e di Marchionne.<br />
Quello descritto in quella mozione a me sembra il partito che Bertinotti ha condotto per tanti anni, il partito che era a Genova. Un partito sicuramente insufficiente e debole, tant’è che non ne ho mai fatto parte, preferendo impegnarmi in altro, ma certamente un partito più incisivo nella società rispetto a quello di Migliore e Folena che si è visto negli ultimi 2 anni.<br />
E proprio quel partito, invece, quello di Migliore e Folena, traspariva dalla lettura della <a href="http://www.manifestoperlarifondazione.net">mozione Vendola</a>. Attenzione: non sto dicendo che da una parte stiano i cattivi burocrati e dall'altra i buoni militanti. Non sto parlando di morale, sto parlando di linea politica. Sto dicendo che di fronte alla tragedia elettorale, le due uscite sono piuttosto diverse: da una parte il ritorno al sociale, all'opposizione, alla ricerca di un radicamento che porti la sinistra a essere realmente utile per una parte della popolazione e quindi meno sensibile ai mutamenti del voto di opinione, dall'altra un'ulteriore scommessa su questo sistema politico, su una mutazione della sinistra per adeguarsi a un sistema politico che l'ha rigettata, sulla creazione di un grande contenitore intorno a un leader da cui poter ripartire.<br />
Il velleitarismo e il movimentismo sono quanto di più distante dal sottoscritto. Ma oggi come oggi mi convince di più la prima possibilità: non credo in soluzioni palingenetiche, nessun contenitore e nessun leader ci potrà salvare. Per ricostruire la sinistra non servono accelerazioni, servono studio, lavoro, lavoro e studio. Serve un gigantesco sforzo di analisi, di ricerca, di azione, di lotta. Come ho scritto <a href="http://malingut.wordpress.com/2008/04/15/tender-is-the-night/">il giorno dopo la sconfitta</a>, abbiamo perso perché siamo stati completamente inutili: in 2 anni di governo abbiamo rotto le balle su tutto senza ottenere niente, e i cittadini non hanno visto nessuna utilità nell'esistenza di una sinistra politica. Abbiamo cercato di salvarci mettendoci tutti insieme e nascondendoci dietro al nome sinistra, credendo che bastasse. No. Salvare la sinistra non è un problema che interessi più del 3,2% della popolazione. E proprio per questo, adesso, la proposta di salvarci con un altro grande contenitore di sinistra mi sembra insensata. Perché non è questo il punto, perché sinistra non vuol dire niente. Lavoriamo 2, 3, 5 anni, se non 10 o 15, a ricostruire nei fatti, nella società, una sinistra utile, a prescindere dai contenitori. I contenitori verranno, ma non mi interessano. Non sono affezionato a partiti di cui non ho mai fatto parte, e non faccio neanche le barricate sui simboli. Trovo però che a essere ossessionati dalle identità e dai simboli siano proprio quelli che li vogliono cancellare a tutti i costi, credendo che sia quello il problema. Non è così. Milioni di italiani 2 anni fa (non 20, 2 anni fa) hanno votato sulla falce e martello, e 2 anni dopo non l'hanno più fatto. Improvvisamente tutti anticomunisti? Oppure evidentemente non è cancellare i simboli che porta automaticamente a mettersi in relazione con la società? Allora, per piacere, occupiamoci dei contenuti, sapendo che i simboli sono importanti quando esprimono qualcosa.<br />
I partiti, mi insegnavano all'esame di scienza politica, nascono sulle fratture storiche. Città-campagna, centro-periferia, capitale-lavoro, ecc. Ora vorrei capire quale frattura storica è all'origine della Sinistra Arcobaleno o della costituente di sinistra. Quale funzione storica generale quel partito si attribuisce. La risposta che mi darebbe Vendola è: non lo sappiamo, entriamo in un processo aperto senza vederne la conclusione, costruiremo il senso durante il percorso.<br />
Ecco: no, grazie. Sono esattamente le cose che diceva Occhetto nell'89 (e non per niente ora Akel è entusiasta della costituente vendoliana), e si sono visti i risultati. I processi politici si aprono con degli obiettivi, non per il gusto di aprirli.<br />
Perciò trovo inutile la discussione sul punto unità vs identità.  Abbiamo il 3,2%. Che cazzo c'è da unire? C'è da ricostruire. E allora non me ne frega assolutamente niente di chi è unitario e chi è identitario, cerco chi mi dà qualche spunto minimamente intelligente da cui poter ripartire.<br />
Vendola lancia una versione 2.0, in salsa meridionale e obamiana, dell'ultimo Bertinotti. Rifondiamo la rifondazione della rifondazione della rifondazione della rifondazione della sinistra, per costruire un nuovo socialismo senza neanche aver capito dove, come e perché è fallito quello vecchio. Un linea puramente politicista, che il Bertinotti storico avrebbe giustamente stroncato, e che ripropone ancora, non avendo evidentemente afferrato la lezione elettorale, l'idea del bisogno di sinistra, della costruzione della sinistra, dell'unità della sinistra, senza capire che la <em>sinistra </em>è un nome, non un contenuto, e il popolo, gli elettori, i lavoratori, come vuoi chiamarli, fanno fatica a lasciarsi convincere da idee, simboli e proposte, figuriamoci da nomi vuoti e insensati come <em>sinistra</em>. Si insegue ancora l'illusione di Mussi che la nascita del Pd abbia aperto le famose <em>praterie a sinistra</em>, ben sapendo che non è così, che un leader come Veltroni, nato e cresciuto nel Pci, è conosciuto e riconosciuto come <em>di sinistra</em>, e che la maggior parte degli elettori di sinistra in Italia vota Pd senza per questo smettere di considerarsi di sinistra. Quando poi leggo nelle tesi del Crs di Tronti e nei discorsi di Vendola che dovrebbe essere la sinistra politica a ricostruire i legami di comunità in una società polverizzata, mi vengono i brividi. Qui non siamo neanche all'autonomia della politica, qui siamo all'autoreferenzialità totale, come se la società si lasciasse costruire da me, Vendola e Cesare Salvi.<br />
Al di là delle polemiche sulle tessere e delle guerre fra clan, e anche al di là delle questioni a cavallo tra il personalismo e la cultura politica (per cui dovrei scegliere tra l'operaista critico Ferrero, ex trotzkista, e il parolaio cattolico Vendola, ex ingraiano Pci), mi sembra che la questione sia un'altra, e sia oggettiva, non soggettiva. Se anche, infatti, da un punto di vista soggettivo la mozione di Vendola si propone sotto la bandiera dell'unità della sinistra e quella di Ferrero punta invece a salvaguardare l'identità di Rifondazione, dal punto di vista oggettivo le cose sono completamente ribaltate: se andasse in porto il progetto di Vendola, di un partito unico della sinistra con chi ci sta, nato da una forte rottura simbolica con la storia comunista, sotto la benedizione di Veltroni e D'Alema, inevitabilmente alla sua sinistra nascerebbe un partito comunista, fortemente identitario e antagonista. Riavremmo quindi, in piccolo, le due sinistre degli anni '90. Solo che avremmo il Pds di Vendola e Mussi al 3% invece che al 20%, e la Rifondazione di Diliberto e Ferrero al 2% invece che al 9%. No, grazie. Tanto più che questa divisione della sinistra segnerebbe la morte di entrambi i progetti politici: quello comunista finirebbe politicamente emarginato dalla sua inutilità, criminalizzato dalla stampa ogni pié sospinto e ignorato dagli elettori alla prima occasione utile, mentre quello <em>di sinistra </em>sarebbe la pulce sulla schiena dell'elefante del Pd, destinata inevitabilmente a finire schiacchiata.<br />
Il progetto di Ferrero, invece, per quanto anch'esso sia vago e non ci dia le risposte che cerchiamo, ha il pregio di non dividere la sinistra dai comunisti, ma anzi, di continuare a sostenere l'idea di una sinistra forte e unita intorno a un partito comunista. Non sto qui a dilungarmi in elucubrazioni sul fatto che secondo me in Italia la sinistra esiste solo se la guidano i comunisti e i comunisti esistono solo se guidano la sinistra. Mi accontento di dire che l'unico progetto politico ragionevole e plausibile, secondo me, al momento, è quello di una sinistra unita e autonoma dal Pd, la cui unità non derivi dall'astratta unione in nome di un nome <em>sinistra</em> che non significa niente e non mobilita nessuno, ma dall'esperienza concreta dell'opposizione alle politiche del governo Berlusconi e alle complicità del Pd, nonché dalla costruzione di un tessuto comune di lotte e radicamento sociale. Questo ci permetterebbe, tra qualche anno, di unirci tra di noi e magari anche di allearci col Pd, se le condizioni lo permetteranno. Invertire il processo, lo abbiamo visto con l'arcobaleno, non funziona. Non è ora di alchimie politiche né di plebiscitarismi pseudosalvifici, ma di rimboccarsi le maniche e ricostruire l'insediamento sociale della sinistra, nelle sue forme più molteplici che sarebbe assurdo voler ridurre ad unum artificialmente, nella società italiana, nei sui conflitti, nelle sue contraddizioni.<br />
La sinistra diffusa c'è, ma è molteplice. I tempi del Pci sono finiti, nessun grande contenitore riuscirà mai più ad inglobare tutto quello che si muove nella società, i tempi sono cambiati. L'organizzazione di cui faccio parte io e quella di cui fa parte il mio socio sono di sinistra, ma non entrerebbero mai in nessuna costituente. La società, ormai, si organizza per suo conto, e non aspetta Vendola che venga a riunirla. Allora non preoccupiamoci di costruire il contenitore in cui inserire la sinistra diffusa, preoccupiamoci piuttosto di costruire di contenuti a cui questa sinistra diffusa possa fare riferimento.<br />
Per questo tifo Ferrero. Poi è chiaro che io voglio unire la sinistra. Ma allora hanno ragione quelli dell'appello <a href="http://www.comunistiuniti.it/">Comunisti Uniti</a>: uniamo la sinistra che c'è, cioè Prc e Pdci. Figurarsi se non ci starei: si tratta degli unici 2 partiti che ho votato nella mia vita. Ma in quel caso i miei lettori direbbero: "non basta". E infatti non basta, unire la sinistra non basta, bisogna ricostruirla.<br />
Da quello che si legge in questi giorni, si andrà a una soluzione di mediazione. Che porta con sé il rischio dello stallo, dell'immobilità. Meglio questo della spaccatura, chiaramente: l'ho detto fin dall'inizio, la soluzione peggiore sarebbe la divisione in due di Rifondazione e quindi del resto della sinistra, non tanto perché mi facciano paura le scissioni in sé, ma soprattutto per la dialettica perversa, come dicevo prima, che si creerebbe tra questi due soggetti. Per questo dico: lasciamo perdere i contenitori e lavoriamo, pensiamo a ricostruire una presenza di sinistra in Italia e ai simboli e alle strutture ci penseremo domani.<br />
Mentre noi cianciamo di costituenti, non solo il governo fa quello che fa, ma gli spazi di agibilità democratica per la sinistra si riducono a vista d'occhio nel silenzio generale. Mentre noi ci parliamo addosso nei congressi, la sinistra sindacale e la Fiom sono duramente messe sotto scacco da Epifani, e ai dirigenti dei partiti della sinistra viene negata la possibilità di parlare dal palco l'8 luglio, come invece hanno potuto fare Di Pietro e Parisi.<br />
Ci stanno cancellando, io preferirei muovermi a dimostrare che la sinistra in Italia serve a qualcuno che non siano i suoi dirigenti piuttosto che mettermi a unire ciò che non esiste.</p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[Angelucci, la famiglia azienda che unisce Fini e D’Alema]]></title>
<link>http://itaglia.wordpress.com/?p=7</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 09:59:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcolinux</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un gruppo da 500 milioni di euro
e l’ombra di un’inchiesta
per tangenti in Puglia
PAOLO BARONI -]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="catenaccio" style="padding-top:12px;padding-bottom:12px;"><strong>Un gruppo da 500 milioni di euro<br />
e l’ombra di un’inchiesta<br />
per tangenti in Puglia</strong></div>
<div class="sezione">PAOLO BARONI - <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200807articoli/35102girata.asp">LaStampa.it</a></div>
<div class="articologirata">ROMA<br />
Certo il capostipite, il dominus indiscusso del gruppo, è Antonino, ma a Roma tutti li chiamano al plurale: gli Angelucci. Ovvero l’onorevole Tonino, eletto la scorsa primavera in Lombardia tra le fila del Pdl, ed i suoi tre figli: Giampaolo, classe 1972, il più attivo nel gruppo, ed i gemelli Alessandro e Andrea di due anni più grandi. Loro sono i «re» della sanità romana, titolo che da anni si contendono con altri big del settore, da Ciarrapico ai Garofalo. Oggi il gruppo, che fa capo ad una società domiciliata in Lussemburgo, la Tosinvest sa, vale 500 milioni di euro di fatturato di cui 200 arrivano dal settore della sanità, dalle cliniche alle residenze per anziani.</p>
<p>La storia di questa famiglia-azienda inizia all’incirca una trentina di anni fa quando Angelucci senior dismette i panni di portantino dell’ospedale San Camillo per rilevare assieme ad altri soci una casa di cura a Velletri. Di lì in avanti è tutto un crescendo. Sul fronte degli affari come delle amicizie politiche. Che spaziano da An (il fratello di Fini, Massimo, è da oltre 20 anni ai vertici di Tosinvest Sanità) agli ex Ds, a cominciare da Massimo D’Alema. Una relazione questa che risale ai tempi dell’ingresso nel capitale dell’«Unità» in tandem con Alfio Marchini e dell’operazione che portò la Tosinvest a rilevare debiti e palazzi dell’allora Pds salvando Botteghe oscure dal crack.</p></div>
<div class="articologirata">
<!--more-->Al centro dell’impero c’è la cassaforte domiciliata nel Principato che mantiene la denominazione storica del gruppo, Tosinvest, sigla formata dalle prime due lettere (To e Si) dei nomi del fondatore Tonino e della sua prima moglie, Silvana Paolini. In Italia operano invece 5 sub-holding: una per le attività finanziarie, due società immobiliari, una nel settore editoria ed una per le attività sanitarie. Quest’ultimo, da sempre, è il core business del gruppo che in tutto conta su 25 strutture (13 nel Lazio, 11 in Puglia ed una in Abruzzo), 3000 posti letto, 2300 dipendenti (sui circa 4000 dell’intero gruppo) e 1000 medici. A guidarlo sono due manager esterni: Carlo Trivelli (presidente del Gruppo San Raffaele) e l’ad Antonio Vallone.</p>
<p>«La nostra idea - spiegava tempo addietro Gianpaolo Angelucci - è gestire le sanità come un’impresa». Cercando di crescere di dimensioni per aumentare le sinergie ed i margini di guadagno e partecipando «a tutte le gare per l’affidamento ai privati della conduzione dei centri di cura». Quella per una serie di residenze per anziani in Puglia, però, ad oggi si è rivelata un boomerang: Angelucci jr. è stato infatti accusato di aver versato una tangente da 500 mila euro («un contributo elettorale, è tutto in regola» spiegarono i legali del gruppo il giorno dell’arresto) all’allora presidente della Regione Raffaele Fitto. In più la magistratura, che ha da poco chiuso le indagini, ha disposto il sequestro di beni della Tosinvest per 55 milioni di euro, poi ridotti a sei.</p>
<p>Per crescere ed espandersi, decisivi sono stati gli investimenti finanziari. Una attività, questa, che è servita a cementare il rapporto con un banchiere del calibro di Cesare Geronzi, ma soprattutto a produrre ricche plusvalenze. Il primo passo è stato l’acquisto di Cofiri in tandem con Merloni, quindi l’ingresso nel capitale del Mediocredito centrale e poi, quando questo è stato assorbito da Capitalia, l’ingresso nel patto di sindacato della banca romana. Ed infine l’ingresso nel capitale di Unicredit in seguito alla fusione Unicredit/Capitalia. Al momento di liquidare la sua quota la Tosinvest si è così ritrovata con ben 430 milioni di euro di liquidità in più in cassa.</p>
<p>I giornali sono un’altra grande passione di famiglia. «Per quanto mi riguarda - ha dichiarato nel 2003 Giampaolo a “Prima Comunicazione” - personalmente cerco i giornali perché mi piacciono, mi interessano». Come dire: chi ci accusa di usare la stampa per entrare nelle grazie dei politici si sbaglia di grosso.</p>
<p>Dopo una prima puntata nel capitale dell’Unità, da cui sono usciti nel 2000, sotto l’ombrello della Tosinvest oggi troviamo due testate: «Libero», il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, che ogni giorno vende in media 130 mila copie, ed il più piccolo, ma non meno dinamico, «Riformista». Risale allo scorso anno il ritorno di fiamma per il quotidiano dei Ds, per il quale Tosinvest aveva messo sul piatto ben 17 milioni di euro. Sfumata questa operazione, per l’ostilità manifesta della redazione e le tante pressioni politiche, gli Angelucci hanno deciso di puntare tutte le loro carte sul «Riformista» senza escludere però l'apertura di nuovi dossier. Dopo l’estate, intanto, partirà il rilancio del giornale diretto da Antonio Polito, che aumenterà foliazione ed organici e per il quale è previsto un investimento di circa 10 milioni di euro.</p>
<p>Il gruppo in questi anni è cresciuto in maniera vorticosa e per certi versi anche un poco disordinata. Per questo dall’inizio dell’anno gli Angelucci hanno deciso di razionalizzare la struttura societaria, procedendo ad una serie di fusioni e a ridenominare alcune delle società più importanti. L’obiettivo, spiegano nel quartier generale di via Marche, è quello di snellire l’intera struttura, renderla più flessibile e ottimizzare l’apporto dei vari rami. Oggi le attività italiane sono ripartite in 5 distinte società alcune delle quali hanno perso per strada il riferimento a Tosinvest (così come dalla cassaforte lussemburghese è scomparso il cognome di famiglia): l’ex Tosinvest Italia, proprietaria di cliniche, appartamenti e terreni a Roma, Viterbo, Cassino e Sulmona) è così diventata «Ti sas» e la Tosinvest Immobiliare si è trasformata in «Sviluppo e investimenti immobiliari». A queste si aggiungono la «Tosinvest Real Estate spa», nata nel 2007 per gestire strutture sanitarie, immobili di pregio e uffici, e «Tosinvest editoria». L’obiettivo, adesso, è quello di arrivare a quotare il gruppo in Borsa. Se ne era parlato del 2008, ma poi non se ne è fatto nulla. Questo però assicurano al quartier generale di via Marche resta «nell’ordine delle cose».</p></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La sudditanza del cretino.Ovvero: ma il popolo conta mai qualcosa?]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/?p=421</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 09:44:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
<guid>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/?p=421</guid>
<description><![CDATA[
Avevo diciassette anni e il mio insegnante di religione, al Liceo, era don Renzo. Brava persona, do]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-422" src="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/files/2008/07/manette.jpg?w=289" alt="" width="289" height="300" /></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Avevo diciassette anni e il mio insegnante di religione, al Liceo, era don Renzo. Brava persona, don Renzo: era un prete da battaglia che aveva preso i voti dopo la laurea, e, tanto per gradire, aveva iniziato andando a far servizio per cinque anni al Cottolengo, e poi in una parrocchia di strada, ai margini dei quartieri operai di Milano. Perché lo avessero spostato in Veneto era un mistero: forse avevano pensato di fargli un favore, rimandandolo vicino a casa; fatto sta che nel paese dove facevamo noi il liceo, era un viceparroco visto con molto, ma molto sospetto: il precedente era una abatino saccente ed esangue, che a lezione ad ogni domanda biascicava una avemaria e tirava gli occhi al cielo di tanta sfrontatezza (ragazzi che fanno domande! Dove si andrà a finire mai, Domineddio!); lui aveva una brutta faccia da contadino battagliero, e spesso si lasciava scappare qualche bel porco, quando i concetti andavano sottolineati meglio alla platea. Lo stimavamo per questo, credo, o almeno lo stimavo io; lui mi sapeva non credente, ma non cretina, e mi stimava di rimando.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Avevo diciassette anni, dunque, il giorno che entrò in classe per una supplenza imprevista, e, giacché non avevamo niente di altro da fare, e lui non era stato avvertito in tempo per preparare altro, requisì ai bidelli una tv e ci ammannì un filmino da guardare. Non ne ricordo il titolo, e a ragione, perché non era nemmeno un film, a voler essere precisi: era una specie di raccontino filmato, probabilmente pensato ad uso e consumo degli insegnanti di religione. C'era un paese eventuale, che avrebbe potuto essere in un vago Sudamerica; un tale che faceva il clown per strada e divertiva la gente con lazzi gratuiti. Si capiva che doveva essere l'eroe della storia, perché era bello e moro, e con un parlare forbito. Poi scoppiava una rivoluzione, o forse c'era già la rivoluzione in atto e la faccenda si aggravava solo, non ricordo. Fatto sta che il clown veniva arrestato e portato in una prigione, dove le celle erano zeppe di gente parimenti carcerata, che zitta e buona, nelle celle affacciate su un corridoio, aspettava di sapere quale destino fosse previsto; c'era anche un Americano, grasso, grosso e con una camicia rigorosamente hawaiana, a chiarire che era proprio Americano americano: l'Americano era stato fermato lui pure – era un turista, evidentemente – ma strepitava a starnazzava che chiamassero la sua ambasciata, perché era Americano, <em>of</em><span style="font-style:normal;"> </span><em>course</em><span style="font-style:normal;">, e mica poteva essere arrestato così, da quattro straccioni di un paese qualsiasi. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-style:normal;">L'eroe bello e moro e aspirante clown veniva portato a colloquio con un alto ufficiale della Rivoluzione, che si capiva essere un altro ufficiale perché era brutto, con le occhiaie e dei baffi da bandolero cattivo. I due si conoscevano, si capiva subito, perché il bandolero cattivo salutava il clown con quel che di affetto che si riserva ai compagni che sbagliano, ma cui si è legati da ricordi comuni. Guarda come ti sei ridotto, era il succo del discorso, a fare il clown per strada, tu che eri una delle menti più promettenti del nostro teatro! Eri apprezzato da tutti, potevi avere successo ed onore. Torna con noi, che siamo al potere: ti promettiamo la direzione del teatro nazionale, fondi illimitati per i tuoi spettacoli, fama e gloria: i tuoi copioni serviranno ad erudire il popolo, a renderlo migliore: è quello che sognavamo quando eravamo entrambi studenti, via, è la grande occasione di una vita. L'eroe, con uno sguardo determinato da eroe che nei film riesce così bene a favore di telecamera, sorrideva con superiorità, e declinava l'offerta: non sarebbe mai stato libero, e poi gli ideali della gioventù l'amico li aveva traditi, voleva solo indottrinare gli allocchi, e lui non gli avrebbe dato una mano mai. Il bandolero non s'incazzava, perché i bandoleri, quando diventano ufficiali di regime non si incazzano più: dava un ghigno sprezzante, dicendo all'ex amico che era solo un illuso, e lo faceva ricondurre in cella. L'eroe passava per il corridoio di prima, fra le celle, e qui – miracolo!- la gente prima rassegnata, vedendo il suo coraggio, si risvegliava: iniziava a sbattere le gavette sulle sbarre, per dimostrare solidarietà e desiderio di non piegarsi all'ingiustizia: il film terminava così, con una sorta di promessa di controrivoluzione, o di morte nobile per tutti, non avrei saputo dire.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-style:normal;">Terminato il film, don Renzo aprì il dibattito, per chiederci quale fosse a nostro avviso il messaggio del film, e la mia classe si impegnò a trovarlo, 'sto senso recondito, perché nei licei di provincia gli alunni sono volenterosi e disciplinati. C'era chi diceva che l'aspirante clown era un uomo pieno di dignità, ammirevole sotto ogni punto di vista, cavaliere senza macchia e senza paura; chi invece sosteneva che avrebbe potuto essere più malleabile, accettare l'incarico al teatro, e da lì, tramite quella posizione di potere, diffondere meglio il verbo presso il popolo, fino a creare una nuova classe dirigente in grado di rovesciare il regime. Chi sosteneva che il popolo aveva la possibilità di ribellarsi, e si sarebbe ribellato, sconfiggendo le oscure forze della reazione. Tutti concordavano che l'Americano era un buzzurro cretino, come era per altro manifesto dalla sua camicia.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-style:normal;">Don Renzo si accorse che non partecipavo al dibattito, e gli parve strano perché io, di solito, da brava alunna coscienziosa di liceo di provincia, partecipavo a tutto. Allora mi chiese: “Secondo te, qual è il messaggio del film, dunque?”</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-style:normal;">Io all'epoca ero una ragazza oltremodo educata, che giuro, non diceva mai parolacce, anzi, dava l'impressione di non conoscerne nemmeno l'esistenza: ma lo guardai e risposi: “Che il popolo non conta un cazzo.” </span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-style:normal;">Don Renzo rimase tramortito per un attimo, così come i Sinistri della classe, che mi guardarono come una traditrice della causa.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">“<span style="font-style:normal;">Come?” chiese, pensando di non aver capito bene.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">“<span style="font-style:normal;">Non conta un cazzo, mai, don Renzo. Qui la Rivoluzione chi la fa? Quello che pare un ufficiale, e, da come parla e si muove, si vede che ha alle spalle buone scuole, scuole da classe dirigente. E la controrivoluzione la può fare il clown, che, pure lui, non è un clown, si capisce dal dialogo che viene fuori da una bella università, ha fatto teatro ai massimi livelli, è un intellettuale, e se gira per strada è solo per una scelta personale controcorrente... fa parte della classe dirigente pure lui, insomma; il popolo, il popolo vero, è quello che sta dietro alle sbarre, e popolano è anche, assai probabilmente, quell'americano dalla camicia orrenda, che chissà da che buco della prateria vien fuori, non ha fatto scuole, e il poco di mondo che può vedere è con un viaggio organizzato a prezzo basso. Ma quelli che possono fare? Lui strepita che uno funzionario statale venga a toglierlo dalle grane, e non ha nemmeno i mezzi culturali per capire di che grane si tratti; gli altri possono far coreografia all'eroe, sbattendo a ritmo le gavette, o facendosi ammazzare per lui, il giorno in cui deciderà di guidarli all'assalto di qualche palazzo. Poi a palazzo ci si insedierà lui e quelli come lui, non il popolo. In qualsiasi tipo di regime, destra, sinistra, centro, chi comanda, governa, prende le decisioni vere è sempre una élite: selezionata perché nobile, ricca o colta, magari aperta al nuovo e pronta ad accettare gente che scala da basso, ma pur sempre élite. Il popolo non conta un cazzo. ”</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-style:normal;">Solo il suono della campanella mi evitò, immagino, la caterva di fischi da parte dei compagni: un “fascista di merda” immagino che non me lo avrebbe tolto nessuno, neppure il Padreterno in persona, giacché il Suo rappresentante momentaneo, ovvero don Renzo, era rimasto senza parole.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Era un riflessione amara, forse ingiusta, del resto le diciassettenni non sono mai famose per le loro abilità diplomatiche e per la capacità di guardare il mondo con distacco. Dell'episodio mi ero anche quasi del tutto dimenticata. Fino a stamattina, quando ho letto questo post di <a href="http://quadernino.wordpress.com/2008/07/21/la-sudditanza-del-cretino/#more-335">Francesco Cundari</a>. Mi sono sentita tanto in sintonia, di nuovo, con quella diciassettenne. E vai a sapere perché.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[previsioni sinistre]]></title>
<link>http://lineadombra.wordpress.com/?p=499</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 00:39:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>ubik</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Per tutti quelli che frequentano il blog con ‘anema e core’ a sinistra. Settimane decisive e p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2156/1827204527_648c13ecd5.jpg?v=0" alt="" width="500" height="334" /></p>
<p><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14       MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Per tutti quelli che frequentano il blog con ‘anema e core’ a sinistra. Settimane decisive e piene di sofferenza perché assisteremo –secondo il mio modesto parere- alla fine definitiva di questa sinistra. Dei Verdi ho già detto e certo non si può dire che abbiano intrapreso la strada del rinnovamento e della presa d’atto. Macchè. Del partito di Diliberto, neanche vale sprecarci pensieri o parole. Rifondazione è arrivata al dunque e ci arriva male: spaccata e avvelenata da un dibattito non proprio all’altezza della sfida. Non è che me ne importi molto, vista la mia insofferenza. Però reputo Vendola un grande politico e capace di visioni e strategie, ma i conservatorismi sono più forti e la tendenza è quella di spaccarsi e dividersi, quindi inutile aspettarsi qualcosa. Un'occasione perduta, quindi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Tra l’altro una specie di guru (per Rifondazione) psicanalitico, tal Massimo Fagioli: bertinottiano e settant’anni suonati: un tizio –che ha un suo peso dentro Rifondazione- <span> </span>che organizza in piazza San Cosimato delle “psicoterapia di folla”: autentiche sedute di analisi collettiva, dove sembra partecipi Bertinotti (mah!) dice di Vendola (dall’intervista a il Foglio) che è “un’aporia vivente”, dato che si domanda: “Come si fa ad accettare che il segretario di Rifondazione sia un cattolico praticante? Si rischia una sindrome bipolare, dissociativa. La religione cattolica non è un fatto personale. Come scriveva l’altro giorno Ritanna Armeni su Liberazione: la realtà umana conta in politica. Vendola è cattolico e in quanto tale non può fare il segretario” (questo nodo comunque verrà preso in un altro post).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Per tornare al discorso, sembra che la sinistra una sconfitta così l’abbia completamente sbaragliata tanto più che il PD è notevolmente debole e sofferente e nella migliore tradizione togliattana (la famosa “doppia morale”) predica una cosa e ne fa un’altra, infatti sembra che il laicissimo e spigoloso d’Alema “starebbe pensando al leader dell'Udc (Casini per chi non lo ricordasse: non proprio un campione di laicità) come candidato alla presidenza del Consiglio nella prossima legislatura, con la prospettiva di un centrosinistra ristrutturato in altro modo rispetto a quello attuale”. Questa chiacchiera è arrivata fin sui giornali (Corriere e La Stampa), ma nel mio piccolo posso confermare che la cosa è piuttosto credibile.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ermete Realacci pone un problema non da poco: “i giornali" hanno 2interesse ad avere una politica debole perché così possono giocare un ruolo di supplenza” nel senso che il tiro al piccione nei confronti del PD all’indomani della sconfitta (e il PD è molto sensibile a tv e giornali) puzza un po’ e infatti da Prodi in poi sembra che i direttori vogliano giocarsi una partita nel delegittimare tutta una classe dirigente, insieme ai cosiddetti poteri forti (una tra le cause secondo me della scarsa riuscita del secondo governo Prodi).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quindi, dico la verità: la situazione mi sembra molto seria. Siamo scaduti nel populismo più sciatto e peones con Berlusconi e i suoi compari (speculatori, le foto con il panama, la guerra contro la magistratura, le tessere compassionevoli per i poveri, il decadentismo futurista di Salemi, la reazione bigotta…), mentre a sinistra inizia ad essere preoccupante questa incapacità di ripresa e di lucidità. La sinistra radicale in realtà non si riprenderà più e forse conosceremo qualcosa di nuovo e diverso, ma ci vorranno anni lunghi come decenni. Dovremmo imparare a fare altro per fare politica.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[APPELLO PER IL SOCIALISMO EUROPEO]]></title>
<link>http://tavolopermanente.wordpress.com/?p=21</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 15:11:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>andrewnat</dc:creator>
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<description><![CDATA[




A tutti coloro che si riconoscono nelle idee e nell’operato del Socialismo Europeo
&#8220;Que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tavolopermanente.files.wordpress.com/2008/07/cezannetcv.jpg"></p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-28" src="http://tavolopermanente.wordpress.com/files/2008/07/cezannetcv.jpg?w=300" alt="" width="300" height="239" /></p>
<p></a></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">A tutti coloro che si riconoscono nelle idee e nell’operato del Socialismo Europeo<br />
"Questo appello redatto da dirigenti , militanti e semplici simpatizzanti del Partito Socialista è rivolto a tutti quanti, nel Partito Democratico, nella Sinistra Democratica, nella Sinistra L’Arcobaleno, nel Partito Radicale o privi di alcuna formazione od organizzazione politica, o impegnati nelle associazioni socialiste, laiche, radicali, della sinistra liberale e repubblicana, si riconoscano nei valori, nelle idee, nell’operato del Socialismo Europeo.<br />
A fronte del risultato elettorale nazionale, e dell’ulteriore gravissimo risultato romano, è urgente e indifferibile che si avvii un tavolo di consultazione permanente tra tutti coloro, singoli od organizzazioni, che intendano lavorare affinché in Italia, unico caso in Europa, non si debba assistere al paradosso dell’estinzione, per legge elettorale e per disomogeneità di aggregazioni, di una sinistra laica e socialista.<br />
Tale tavolo di consultazione non dovrà necessariamente portare alla formazione di una nuova formazione politica o alla confluenza delle forze e dei singoli che non ne fanno parte nel Partito Socialista, quanto essere sede permanente di consultazione, vigilanza, elaborazione e proposta, della sinistra riformista italiana, affinché il nostro Paese oltre alla jattura di essere governato da una destra illiberale, corporativa e genuflessa alle nuove gerarchie ecclesiastiche anti-conciliari, non debba aggiungere quella di dover rinunciare per sempre all’idea di una moderna sinistra di governo, che tale non abbia timore di definirsi."</p>
<p style="text-align:left;"><em><br />
<strong> Umberto Morroni detto Bebo Moroni </strong></em></p>
<p style="text-align:left;"><em><strong> </strong></em><em><strong> </strong></em></p>
<p style="text-align:left;">P.S: Chi fosse d'accordo con questo appello é pregato di firmarlo e farlo firmare ( emendamenti o integrazioni sono naturalmente graditi)</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/lnNm1EdBbIQ'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/lnNm1EdBbIQ&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA]]></title>
<link>http://domenicofiniguerra.wordpress.com/?p=276</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 07:35:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>domenicofiniguerra</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Oggi ho formalmente comunicato la mia decisione di rendermi indipendente e di lasciare il movimen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://domenicofiniguerra.wordpress.com/files/2008/07/mare1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-218" src="http://domenicofiniguerra.wordpress.com/files/2008/07/mare1.jpg?w=167" alt="" width="167" height="300" /></a></p>
<p>Oggi ho formalmente comunicato la mia decisione di rendermi indipendente e di lasciare il movimento Sinistra Democratica.</p>
<p>Sono convinto che, in questa fase storica, non solo in Italia, la politica debba ricostruire se stessa a partire dalla base, dai territori, dalle problematiche e dalle contraddizioni che da globali si sostanziano a livello locale.</p>
<p>Se si vuole davvero partecipare alla ricostruzione di un rinnovato senso civico e cercare di ridare speranza e futuro al nostro pianeta, al nostro paese e alle nostre comunità, bisogna avere il coraggio di rimettere tutto in discussione e sgomberare il campo da equivoci. Comprese le proprie appartenenze partitiche. Che in questa fase sono solo di intralcio alla costruzione di un vero partito dei cittadini, per il bene comune, per la terra, per l'aria e per l'acqua, per la giustizia, per la pace tra i popoli e tra le generazioni, per i diritti civili, per la salute.</p>
<p>Chi decide di impegnarsi politicamente deve compiere una scelta:</p>
<p>A) cercare di salire su un grande transatlantico. Bello, luminoso, nuovo, che solchi rotte apparentemente sicure. Ma difficilmente questa bella nave potrà esplorare gli angoli dell'oceano dove nascono nuove specie deformi, i vortici dove si ammassano i rifiuti del pianeta, i fiordi morti dove l'acqua si imputridisce. Ma sarà impossibile per questo ingombrante natante risalire fiumi e addentrarsi in quelle terre dove gli uomini cercano di sopravvivere ad un modello di sviluppo che toglie loro il pane di bocca... e la natura stenta a riprodursi. Una bella nave, sicura per chi ci abita (anche se la punta di un iceberg nella nebbia può sempre apparire all'ultimo momento), ma devastante per chi capita sotto le sue eliche d'acciaio o per chi respira la sua fuliggine cancerogena.</p>
<p>oppure</p>
<p>B) costruirsi una zattera, leggera, che si accompagni ad altre mille zattere, umili, a remi. Che vada ad esplorare nuove terre e che si avventuri alla ricerca di un nuovo mondo. Che riscopra il desiderio della lotta per gli ultimi e per gli oppressi. Che riesca a ritrovare le virtuose correnti che portano all'isola della giustizia e della pace o alla città della gioia e della felicità, senza distizioni di sesso, censo, razza o religione. Che riesca a raggiungere tutti gli scogli pericolosi, anche per la grande nave, per costrirci sopra nuovi fari segnalatori, in grado di tracciare una nuova rotta, più sicura e più rispettosa della terra e di tutti i suoi abitanti. Una zattera fatta di materiale riciclabile, riutilizzabile, recuperabile. Una zattera certamente più pericolosa, facilmente ribaltabile dalle onde anomale provocate dal grande transatlantico, ma altrettanto facilmente in grado di ritrovare il filo d'acqua e restituire ai suoi marinai la luce del sole.</p>
<p>Io ho deciso. Comincio a costruire la mia zattera.</p>
<p>Tutti i marinai lo sanno, se si resta troppo vicini ad una grande nave, o si chiede di essere issati a bordo o si rischia di essere travolti dalla sue onde o ancora peggio dalle sue terribili eliche d'acciaio...</p>
<p style="text-align:center;">******************************************</p>
<p>E siccome credo nella trasparenza degli atti e dei comportamenti politici, pubblico la mia <a href="http://domenicofiniguerra.wordpress.com/2008/07/24/lascio-sd/">lettera indirizzata al coordinatore provinciale.</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per la difesa del lavoro]]></title>
<link>http://filcams.wordpress.com/?p=672</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 21:18:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>filcamstrento</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi è stata una grande giornata per la Cgil. L&#8217;assemblea autoconvocata dei compagni che si r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Arial','sans-serif';"><img class="alignleft size-medium wp-image-676" src="http://filcams.wordpress.com/files/2008/07/popolo_sinistra.jpg?w=110" alt="" width="152" height="172" />Oggi è stata una grande giornata per la Cgil. L'assemblea autoconvocata dei compagni che si rifanno alla sinistra sindacale ha registrato una partecipazione di delegati/e oltre ogni aspettativa degli organizzatori.<br />
Obiettivo, pienamente riuscito, era quello di avviare una discussione libera delle componenti o dal vincolo della fiducia al segretario Epifani capace di partire dai contenuti e quindi su come affrontare questa nuova fase sindacale che vede un attacco concentrico alla contrattazione collettiva da parte del governo, del padronato e con il sostegno della Cisl di cui l'accordo separato del Terziario (Commercio) e una preoccupante anticipazione.<br />
Piena solidarietà è stata espressa da tutti gli interventi alla Filcams per questo accordo che cerca di isolare la più grande organizzazione del settore e cancellare il diritto al voto dei lavoratori e delle lavoratrici.<br />
della tratta.<br />
La discussione si è concentrata, e non poteva essere diversamente, sulle condizioni di lavoro, la contrattazione e il ruolo della Cgil: l'orario di lavoro dove, surrettiziamente si applica la politica delle deroghe e quindi si è accettata la logica di contrattazione peggiorativa delle condizioni di lavoro; L'individualizzazione del rapporto di lavoro dichiarato e praticato da Governo e confindustria al quale non c'è una risposta sindacale adeguata.<br />
La discussione sulla riforma contrattuale mira a colpire la contrattazione collettiva e, accetta le compatibilità imposte dalla controparte. Infatti da una parte si versano lacrime di coccodrillo sui salari e sulla presunta spirale prezzi salari e nella trattativa si accetta un meccanismo che sancisce la riduzione del potere dei salari e poi su questo argomento.<br />
Dagli interventi è arrivata forte la denuncia che le proposte del governo e del padronato sono finalizzate a rendere strutturale la riduzione dei salari e in questo senso va letta la rottura programmata che si è consumata sul commercio abbandonando la piattaforma e impedendo ai lavoratori di poter dirimere le differenze fra le organizzazioni sindacali.<br />
La cgil deve rompere questo accerchiamento, sospendere la trattativa sulla riforma contrattuale per aprire una discussione sull'attuale fase politica e se necessario andare da sola allo sciopero generale in quanto la politica della concertazione e l'accettazione delle compatibilità non ha difeso i lavoratori e ha fortemente compromesso la nostra autonomia rivendicativa e la nostra rappresentanza.<br />
Per questo è stato detto la Cgil più che riprogettare il paese deve riprendere il contatto con il mondo del lavoro, deve aprirsi ai movimenti, ritornare sui posti di lavoro, rendere nuovamente protagonisti i lavoratori e le lavoratrici sulle scelte strategiche, praticare la contrattazione sul welfare per evitare di ridursi al semplice ruolo di collocatore all'interno di un sindacato di mercato.<br />
Importante anche il documento finale che nel riassumere la discussione fatta richiama gli obiettivi per l'autunno che ci siamo dati.<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:'Arial','sans-serif';"><a href="http://filcams.files.wordpress.com/2008/07/assemblea-23-luglio-2008.pdf">Leggi il documento conclusivo dell'assemblea<br />
</a>Ezio Casagranda<br />
Roma 23 luglio 2008 </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ossequi alle salme]]></title>
<link>http://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/?p=355</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 17:38:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>lafayette70</dc:creator>
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<description><![CDATA[Aria di tempesta dalle parti dell&#8217;ex-Sinistra Arcobaleno.
In attesa delle assise di Rifondazio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><em><a href="http://lasentinelladellalaicita.files.wordpress.com/2008/07/sinistri-in-agguato.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-356" src="http://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/files/2008/07/sinistri-in-agguato.jpg?w=124" alt="" width="124" height="117" /></a>Aria di tempesta dalle parti dell'ex-Sinistra Arcobaleno.</em></span></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In attesa delle assise di Rifondazione Comunista con l'atteso e lacerante confronto fra il nuovo leader carismatico (definizione doverosa vista la contiguità di costui con ambienti devoti piuttosto ferventi) e l'ex-Ministro del Welfare, Paolo Ferrero, si sono consumati, nelle passate settimane i congressi di altri due soggetti contraenti dello sfortunato cartello elettorale.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I Verdi hanno deciso di concludere la lunga e fallimentare gestione di Pecoraro Scanio con ....una sostanziale conferma del gruppo dirigente.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L'Elezione a Portavoce di Grazia Francescato non costituisce, difatti, una discontinuità percettibile con la fase precedente, anzi, la squallida pantomima conclusiva ha offerto l'impressione di un modestissimo intervento cosmetico.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Conosciamo le idee della Francescato su tutta una serie di issues politiche, economiche ed anche etiche sufficienti a  collocarla, a buon diritto, sul sentiero senza uscita dell'ambientalismo più assurdamente fondamentalista ed ideologizzato esistente in Europa.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Poco più di un' esecutrice testamentaria, quindi, con la speranza che dalle ceneri di questa sciagurata esperienza possa uscire qualcosa di meglio.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Magari coagulandosi attorno alle posizioni più pragmatiche di un Marco Boato, il grande sconfitto del Congresso.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Stessa musica, se non peggiore, dalle parti di Salsomaggiore con il nostalgico rito comunista  del PDCI  officiato dal riconfermato Segretario, Oliviero Diliberto.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">l'Odore acre e stantio della mummia di Lenin sembrava aleggiare nella maxi-sala all'uopo addobbata con i funebri gagliardetti del tempo che fu.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L'Impressione da Macchina del tempo era corroborata dall'esaltazione dell'agonizzante regime castrista , dal trionfo dell'altrove desueto principio del centralismo democratico e dall'allargamento del già pletorico Comitato Centrale del partito, esercito con più generali che elettori.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La Prospettiva? </span></em></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Sempre avanti sul cammino glorioso della Rivoluzione Proletaria con una bella Costituente Comunista. come dire un destino che sembrerebbe accomunare le sorti del partito ultra-marxista a quelle di alcune sette praticanti il suicidio di massa dei propri adepti.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Di più non è il caso aggiungere..</span></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L' astuzia. Obama e il Medioriente.]]></title>
<link>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=427</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 11:58:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>sparkaos</dc:creator>
<guid>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=427</guid>
<description><![CDATA[Il viaggio in Medioriente di Barack Obama, sta scatenando discussioni infinite sui media, che copron]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Il viaggio in Medioriente di Barack Obama, sta scatenando discussioni infinite sui media, che coprono l’evento come di solito si fa solo per un viaggio importante di un Presidente Americano già in carica. La conferenza stampa del senatore, dopo il viaggio in Afghanistan ed Iraq, è stata trasmessa in diretta su molte reti all – news. Al contrario l’avversario repubblicano, McCain, ha trovato ad accoglierlo all’aeroporto del New Hampshire soltanto un paio di giornalisti. Il candidato rep. Ha negli ultimi giorni, per di più, accumulato un sacco di gaffee. L’ultima proprio sull’Iraq, affermando che il confine del paese con il Pakistan non è ancora sicuro. Peccato che è il confine Afghano/Pakistano ad essere teatro di scontri giornalieri. McCain, che puntava molto da mesi sull’inesperienza in politica estera di Obama, si ritrova sui giornali sempre più frequenti allusioni alla sua veneranda età e agli effetti che potrebbe avere su una sua eventuale presidenza e<span> </span>con una credibilità ridotta proprio nel tema suo cavallo di battaglia; mentre numerose analisi dimostrano che già nel secondo tema scottante, l’economia, è in forte svantaggio. I sondaggi generali lo consolano un minimo visto che la forbice che lo separa dal senatore di Chicago non è enorme (<a href="http://www.realclearpolitics.com/epolls/2008/president/national.html">qui i sondaggi recenti</a>), ma insieme continuano a darlo per sconfitto, in un momento in cui Obama è cmq costretto a pagare qualche punto per diversa ragioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">La ragione principale di una qualche minima battuta di arresto del candidato democratico sta probabilmente nella fine della sfida infinita per la nomination. Questo a influito a più livelli. Sostenitori della Clinton delusi. sovraesposizione mediatica: che ora genera qualche riflusso, ma insieme gli ha offerto per mesi il centro della scena. Dinamiche di partito non ancora del tutto chiarite con l’annosa questione di un possibile collocamento della Clinton nel futuro governo. E non ultimo le sempre crescenti preoccupazioni per la sua sicurezza, che ora che è il candidato ufficiale, spingono alcuni americani a dichiarare insieme di essere suoi sostenitori, ma che non andranno a votarlo per salvargli la vita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">L’altro punto dolente per Obama è la politica estera che da sua arma vincente rischiava di tramutarsi nella sua sconfitta per il cambiamento di situazione e dinamiche interne alla politica americana. Obama ha risposto con questo viaggio, che ha diverse ragioni. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Probabilmente ha pesato molto sulla scelta del senatore nero la noia della politica estiva. Senza questa trovata l’attenzione sulla sua campagna non sarebbe stata altrettanto forte, così ha monopolizzato i media e si è presentato nei modi di fare e di rispondere durante la conferenza stampa come uno che le elezioni le ha già vinte, ma senza dare impressioni sgradevoli di presunzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Altra ragione forte del viaggio è cercare di conquistare il voto ebraico che in America pesa molto e tradizionalmente non è molto vicino agli afro-americani. Israele è la questione fondamentale per ottennerlo e su questo tema il senatore non appare troppo credibile, nonostante le sue sempre più pressanti dichiarazioni di amicizia alla causa israeliana. Obama all’inizio aveva volutamente evitato dichiarazioni troppo nette, nelle ultime settimane al contrario ha concesso molto di quello che velatamente gli si chiedeva. Ora la sua posizione iniziale maggiormente equilibrata è scivolata lentamente sulle classiche posizioni americane sull’alleato strategico. Cosa, a mio avviso, inutile, perché non sembra aver avuto l’effetto desiderato, e dannosa per l’immagine e la sostanza della sua futura politica estera. La situazione Palestinese non è la chiave di volta per risolvere i problemi mediorientali, ma è certamente un tassello di quella soluzione senza cui non si arriva da nessuna parte. Gli USA devono necessariamente cambiare strategia sulla questione. Obama in questo si mostra timido, ma d’altra parte è difficile essere eletti senza concedere un minimo ad una lobby così potente. Il fallimento alla fine quindi è doppio per la concessione errata e infruttuosa (ad oggi).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Il vero nocciolo della questione resta, però, il dispiegamento delle forze americane nel Medioriente. Obama, da sempre contrario alla guerra in Iraq, si è fatto notare annunciando il ritiro delle truppe. Attualmente<span> </span>una buona parte del popolo Americano è sostanzialmente convinto che il Gen. Patraeus sia riuscito a stabilizzare la situazione e che quindi ritirarsi ora sarebbe buttare all’aria il lavoro fatto e le vite dei marines caduti. La situazione in Iraq è certamente migliorata un po’, anche per la scelta di al qaeda di puntare tutto su Afghanistan e Pakistan. Fino a che punto migliorata è difficile dirlo visto che le informazioni sono scarse e quasi tutte di fonte americana. Obama quindi sembrava trovarsi in una difficile situazione, ma è riuscito a cavarsela egregiamente e tenendo la sua linea. Ha prima risposto che in caso di elezione avrebbe valutato la situazione con gli addetti ai lavori, principio minimo di buon governo, e poi dopo contatti con i vertici militari, ha ribadito la sua linea rinforzata proprio da dati provenienti dal terreno. Molti dei punti stabiliti per un possibile ritiro delle truppe sono almeno sulla carta raggiunti e così ha potuto annunciare il ritiro entro 16 mesi. E contemporaneamente ribadire che il vero fronte è sulla frontiera afghana dove lui intende rafforzare il contingente. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Questo ha provocato le ire e le accuse di tradimento di molti analisti internazionali di sinistra. Personalmente trovo assurdi gli argomenti portati. Il ritiro l’ha ribadito, poi lo farà o no questo nessuno può saperlo, e francamente credo che è pura ideologia pensare che sia materialmente fattibile e utile un ritiro molto più veloce.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Altri hanno fatto notare che infondo si tratterebbe di una mossa furba che sposta le truppe da un occupazione all’altra. Beh da persona contraria sin dal primo giorno, quando tutti si strappavano i capelli per le torri, alla guerra Afghana; mi chiedo: Quali sono le alternative realisticamente possibili?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:53.25pt;text-indent:-35.25pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:&#34;"><span>1)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;font-family:&#34;"> </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-family:&#34;">Continuare come si sta facendo ora. Cioè una farsa di governo, violenza diffusa, comandi delle truppe divisi, ipocrisia di nazioni che sono in guerra e non combatto, continua destabilizzazione del Pakistan che è il vero Grande Malato, terrorismo, nessuna minima soluzione in vista, etc.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:53.25pt;text-indent:-35.25pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:&#34;"><span>2)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;font-family:&#34;"> </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-family:&#34;">Ritirarsi e lasciare il paese ai vari signori della guerra. Che oltre le ovvie conseguenze probabilmente avrebbe l’effetto di peggiorare la situazione in Pakistan, visto che i gruppi Islamisti sarebbero infinitamente rafforzati dalla vittoria e già da tempo, in alcune frange in crescita, hanno chiamato alla guerra santa contro il governo Pakistano. Questo mentre nel grande vicino Indiano sono prossime elezioni che potrebbero riportare al potere il partito fondamentalista Indù. Una situazione da possibile guerra atomica (già più volte i due paesi ci sono andati vicino e in momenti in cui al governo c’erano da entrambi i lati persone maggiormente moderate).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:53.25pt;text-indent:-35.25pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:&#34;"><span>3)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;font-family:&#34;"> </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-family:&#34;">Aumentare le truppe e provare a vincere. Come? </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Beh su questo Obama è stato più vago. Ma viste le sue dichiarazioni sull’Iran e il Medioriente in generale potrebbe adottare una strategia di contrasto duro e mirato e trattative con una parte dei ribelli. Questo scandalizza molti da una parte e dall’altra. Per alcuni trattare è una parolaccia. Peccato che tutti gli analisti dicono che è una necessita e peccato che dimentichino che la situazione è molto più complessa . Prendiamo i Pashtun dell’area a cavallo della frontiera tra i due paesi. Sicuramente una parte di loro combatte per convinzione ideologica simile a quella dei Talebani, ma per molti altri i motivi sono ben altri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Dai tempi di Alessandro Magno questa popolazione ha sempre combattuto gli eserciti stranieri invasori e nessuno stato, neanche l’Inghilterra che ci scese a patti, è mai riuscito a controllare davvero quell’area che solo nominalmente fu divisa con una linea tra afghani sta e pakistan che non hanno mai controllato effettivamente il territorio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Il loro forte senso dell’onore e dell’ ospitalità li obbliga a proteggere gli ospiti, esattamente come si sono presentati i vertici di Al Qaeda in fuga.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Ci sono continui scontri tra i vari gruppi, che si dividono principalmente sul portare o no la guerra sul suolo pakistano. Ultimamente, però, si verificano sempre più spesso scontri anche per la ribellione dei Pashtun alla rigida morale che i fondamentalisti cercano di imporre. Storicamente al contrario i clan Pashtun sono dediti al commercio e al contrabbando e hanno uno stile di vita tutt’altro che morigerato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Sembra evidente che trattando si possa ottenere qualche risultato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Per altri Obama sta mostrando il suo vero volto da guerrafondaio americano. Beh in Iraq se la situazione restasse questa il ritiro in 16 mesi mi sembra l’opzione più realista e anche fosse fattibile e utile un ritiro in un anno, 6 mesi mi sembrano una concessione politica fattibilissima se porta voti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Per l’ Afghanistan ritengo semplicemente improponibile ad oggi un vuoto di potere in un area così strategica. La soluzione forse sarebbe una missione veramente internazionale e ONU. Ma è realistico? Boh personalmente alla missione internazionale non ci credo, quindi penso che l’unica possibilità sia un accordo con l’Iran e una soluzione in Palestina, attacchi mirati e diplomazia in Afghanista, il Pakistan è un dilemma attaccare Al Qaeda lì scatenerebbe l’universo islamista, vincere in Afghanistan senza farlo è forse impossibile. LA scappatoia è forse coinvolgere Cina, Russia e i paesi Mediorientali in un azione di stabilizzazione del Pakistan (anche se referenti affidabili sul terreno scarseggiano). Utopia? Forse ma molto più realista sia di chi pensa di poter semplicemente scordarsene sia di chi pensa di andare avanti a suon di mini-atomiche. Alla fine questa risulta l’opzione più realistica. Ovviamente Obama ha tradito e io sono di destra e guerrafondaio per molti a cui piacciono le belle parole astratte. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Ciò in cui Obama delude me è molto diverso. Palestina dove non cambia rotta con decisione e non ottiene cmq niente. E più di tutto un eccessiva focalizzazione della sua politica estera sul Medioriente, quando si impone una riconsiderazione molto più globale della politica USA soprattutto riguardo CINA, RUSSIA, INDIA ed EUROPA. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Obama dichiara come suoi principali obiettivi di politica estera: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">1)<span> </span>concludere la guerra nell'Iraq; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">2)<span> </span>vittoria contro al-Qaeda ed i Talibani; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">3)<span> </span>Stati Uniti non più dipendenti dall’estero per il petrolio; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">4) armi ed materiale nucleari non nelle mani dei terroristi o degli Stati canaglia, </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">5)<span> </span>moigliori rapporti con gli alleati degli Stati Uniti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Ciò che delude è l’impostazione di fondo che continua a parlare di Stati canaglia e la totale assenza di riferimenti alle questioni dei due giganti in crescita, dello storico avversario Russo in ripresa, e dell’Incomprensibile Europa. Il succinto ultimo punto non basta a riallacciare rapporti pesantemente deteriorati e puntare tutto sul Medioriente, anche fosse solo a parole, continua in una visione miope della realtà globale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:&#34;">Dal punto di vista della comunicazione politica, al contrario, Obama ha colpito ancora. Un astuto figlio di puttana capace di sognare. Esattamente ciò che serve all’america.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=43&#38;ID_articolo=950&#38;ID_sezione=58&#38;sezione=" target="_blank">Pantere Nere ed Obama</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><a href="http://frammentinomadi.wordpress.com/mondo/">Mondo</a></p>
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]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O rifondazione o morte]]></title>
<link>http://malingut.wordpress.com/?p=200</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 11:51:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>lussu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Domani, a Chianciano Terme inizierà il settimo, e forse ultimo congresso di Rifondazione Comunista.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Domani, a Chianciano Terme inizierà il settimo, e forse ultimo congresso di <a href="http://www.rifondazione.it/wp/05/?cat=5">Rifondazione Comunista</a>. Nessuna mozione ha <a href="http://notizie.alice.it/notizie/politica/2008/07_luglio/19/prc_mozione_vendola_siamo_maggioranza_ora_unita,15492930.html">superato il 50% </a>e quindi di fatto nessuno sembrerebbe aver vinto.  Forse ha perso la mozione 5, che  voleva impedire la frattura del partito,  senza riuscirci e raccogliendo meno del 2%.<br />
Nessuno sa come finirà il congresso, nessuno sa chi diventerà segretario. Sicuramente di buono c'è questo: Rifondazione sembra essere l'unico partito a livello nazionale con una dialettica interna, in cui i segretari devono vincere una sfida vera e non vengono eletti plebiscitariamente o addirittura <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/La-Lega-Nord-prepara-la-presa-della-Regione/2034146">per acclamazione</a>.<br />
Io non sono iscritto a nessun partito, ma se avessi votato per il congresso di Rifondazione avrei votato la mozione 2, quella di Vendola per intenderci. I diffetti erano tanti, i limiti ancora di più, i rischi infiniti. E infatti non lo avrei fatto in maniera convinta, ma mi sembrava l'unica soluzione possibile.<br />
Prendiamo la storia del tesseramento dell'ultima ora (pratica attuata anche dalla mozione 1, ma soprattutto dalla 2). Evidentemente ci sono stati alcuni eccessi, e questo non va bene. Ma devo dire che coloro che si sono iscritti per la prima volta, perchè si sentivano di sinistra e volevano votare credo che abbiano fatto bene. Rifondazione è sempra stata rappresenativa di una sinistra diffusa e in un periodo di crisi come questo lo è più che mai, nel bene e nel male. Il congresso di Rifondazione oggi, non è solo il congresso di un partito, è un luogo dove la sinistra si trova a riflettere. Trovo giusto che chiunque esprima la sua opinione dunque.<br />
Mi si dirà: quello che dici è giusto, ma gli iscritti hanno diritto di valutare le scelte del loro partito. Ciò è vero, ma sarebbe bene se rinunciassero a quel diritto. Cosa può servire rifondare un partito in una situazione politicamente e socialmente deviata come quella che esiste oggi in Italia? Rinunciando al loro diritto di tesserati, gli iscritti di Rifondazione potrebbero affrontare un problema molto più grave: la rifondazione della sinistra. Può esistere una Rifondazione senza la sinistra? Già so l'obiezione: per rifare la sinistra bisogna partire da Rifondazione. Io ho l'impressione che ripartire da Rifondazione sia solo un modo per coltivare in tranquillità il proprio giardino da 6-7%, riuscendo anche a portare a casa cose importanti, ma limitandosi a questo, in un panorama nazionale che ogni giorno si fa sempre peggiore. Credo invece che sia il momento di mettersi in gioco: rischiare di sparire, o di sbancare. Per questo avrei votato Vendola: oggi salvare un partito può sembrare giusto e importante, ma domani potrebbe rivelarsi inutile.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La sinistra secondo Repubblica]]></title>
<link>http://atlantix.wordpress.com/?p=442</link>
<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 09:36:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>atlantis1962</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il sito di Repubblica ha creato un sondaggio rivolto ai lettori sull&#8217;argomento &#8220;A sinis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il sito di Repubblica ha creato un sondaggio rivolto ai lettori sull'argomento <a href="http://www.repubblica.it/speciale/poll/2008/politica/sinistra_del_pd.html" target="_blank">"A sinistra del PD"</a> dove:</p>
<p>- su cinque risposte possibili, due dicono la stessa cosa e cioè che il PD è il partito più "a sinistra" che ci possa e ci debba essere in Italia;<br />
- nessuna tra le risposte possibili contempla lo <em>status quo</em>, ovvero che possano esistere più partiti "rossi" a sinistra del PD (attualmente ne esistono almeno tre, per dire).</p>
<p>La risposta la scegli tu ma solo tra quelle "giuste". Con buona pace di Mussi, Diliberto, Vendola e tutti gli altri.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PdCI, rieletto Diliberto, polemica interna]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=779</link>
<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 11:34:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
<guid>http://candidonews.wordpress.com/?p=779</guid>
<description><![CDATA[Salsomaggiore, concluso il V congresso del Pdci. Il professore-segretario
blinda il partito: vietate]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Salsomaggiore, concluso il V congresso del Pdci. Il professore-segretario<br />
blinda il partito: vietate le correnti. E a Rifondazione dice: "Torniamo insieme"</p>
<p><!-- fine OCCHIELLO --></p>
<h1><!-- inizio TITOLO --><strong>Pdci, Diliberto rieletto segretario<br />
La minoranza: "Manca pluralismo"</strong><!-- fine TITOLO --></h1>
<h3><!-- inizio SOMMARIO -->L'amarezza di Bellillo: "No a nuove scissioni. Ma che deriva fallimentare"<br />
Verdi, la promessa di Francescato: "Mai più il partito del no". Ancora risse e polemiche<br />
<!-- inizio FIRMA --><span class="txt12"><em>di CLAUDIA FUSANI </em></span><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO --></h3>
<p> </p>
<div class="fotosxb"><!-- foto in /2007/12/sezioni/politica/cosa-rossa/pdci-diliberto/ --><!-- inizio FOTO1 --><!-- fine FOTO1 --><strong>ROMA - </strong>Rieletto, all'unanimità. E con lui il veto di formare correnti all'interno del Pdci. Oliviero Diliberto blinda il partito dei Comunisti italiani, nega le minoranze interne - che pure ci sono, quella di Katia Bellillo, ad esempio - e ripete: "Comunisti, uniamoci". Più che un'esortazione sembra quasi un'affermazione. Ma le adesioni sembrano scarseggiare, a cominciare da Rifondazione a cui soprattutto Diliberto mira.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/speciale/poll/2008/politica/sinistra_del_pd.html"><strong><span style="color:#990000;">IL NOSTRO SONDAGGIO: A SINISTRA DEL PD</span></strong></a></p>
<p><strong>Vietato il dissenso</strong>. La tre giorni di congresso del Pdci a Salsomaggiore finisce come previsto - con la conferma di Diliberto a segretario - ma porta con sè regole molto vetero ma che sembravano superate: si chiama centralismo democratico, si legge "vietato il dissenso". Nel Pdci, infatti, sarà severamente vietato formare correnti e fare propaganda o assumere atteggiamenti contrari alle decisioni degli organismi ufficiali del partito, "pena sanzioni severe". Diliberto ha parlato per circa 50 minuti. "Una vera lezione di comunismo da parte del professor Diliberto" hanno osservato alcuni presenti. "Fino a quando sarò segretario del partito intendo - ha sottolineato - far rispettare questa regola. Non possiamo andare all'incontro con il Prc in ordine sparso, dobbiamo essere tetragoni e ricordare che la nostra cultura è quella marxista e leninista". Basta con liti interne e "con i fannulloni". Non solo: saranno espulsi dal partito tutti colori che non sono in regola con il pagamento dell'iscrizione al partito. Intanto però il Comitato centrale, quello basato sul "centralismo democratico", passa da 387 a 520 componenti.</div>
<p><!--inserto--></p>
<div class="ad-box"></div>
<p><!--/inserto--><br />
<strong>Bellillo non vota: "Centralismo autoritario"</strong>. Chiudersi e alzare muri nel momento della difficoltà, nella speranza di conservare qualcosa: a questo assomiglia la decisione di Diliberto. Una scelta molto criticata da Katia Bellillo, l'ex ministro delle Pari Opportunità che con l'associazione "Unità per la sinistra" lavora invece a una nuova intesa a sinistra che ha in Nichi Vendola il suo leader più convinto. Bellillo può contare sul 12 per cento dei voti. Ma oggi non ha votato, autoescludendosi dal Comitato centrale, per protestare contro "il centralismo democratico che in realtà è centralismo autoritario" e contro il "mancato rispetto del pluralismo".</p>
<p><strong>Una nuova scissione?</strong> La voce serpeggia tra i delegati del Comitato: Bellillo costretta ad uscire dopo il suo no? "Una nuova scissione? Ma per carità, sarebbe da neuro" spiega l'ex ministro per le pari Opportunità. "Sono molto rattristata per quanto è successo oggi. Il fatto è che Diliberto non ha capito che la sua proposta è già esaurita in partenza, nel momento in cui non riesce a tener conto delle sensibilità interne. Quello che si è chiuso oggi è un congresso che falsifica la prospettiva politica, siamo di fronte a una deriva massimalista, identitaria e fallimentare". Parole pesanti, critiche dure. Potranno avere diritto di cittadinanza nel partito del centralismo democratico? "La verità è che dovremmo essere noi Comunisti ad andare da Rifondazione per dire, torniamo con voi". Bellillo sarà presente il prossimo fine settimana a quello che è già stato ribattezzato il <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/politica/cosa-rossa/verdi/verdi.html"><span style="text-decoration:underline;">congresso della verità</span></a> per la sinistra italiana.</p>
<p><strong>Comunisti uniti sotto la falce e il martello</strong>. E' il progetto-scommessa di Diliberto:"Non ha senso nel<br />
2008 avere due partiti comunisti, dobbiamo unirli anche per essere più forti nella contrattazione con il Partito democratico". Primi interlocutori, a sentire il segretario, è proprio il partito della Rifondazione comunista. O comunque quella parte del partito più conservatrice che si riconosce nell'ex ministro Paolo Ferrero. La mozione 1 del congresso di Rifondazione. Ma è a Nichi Vendola che il professor Diliberto si rivolge, è lui la vera scommessa:"Compagno Vendola, a cosa serve farci la guerra fra noi, quando il nemico di classe governa il paese?". Applausi, un filo di commozione, dieci anni di divorzio e separazione (il Pdci nasce l'11 ottobre 1998 da una scissione all'interno di Rifondazione comunista) e ora il sogno di tornare insieme. Di sicuro "per il voto alle prossime Europee sotto la falce e il martello". Quindi ricostituire la sinistra, non c'è dubbio, ma "non in una cosa indistinta come la Costituente a sinistra" voluta da Sd, socialisti, un pezzo dei Verdi, Rifondazione e dalla minoranza Bellillo. Bensì partendo da due certezze: il comunismo e la falce e il martello. Le falci e i martelli, distribuiti in almeno quattro simboli, hanno preso alle ultime elezioni l'1 per cento. Forse.<br />
<!-- do nothing --><strong>Francescato promette, l'assemblea litiga</strong>. Oggi si è concluso anche il <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/politica/cosa-rossa/verso-voto/verso-voto.html"><span style="text-decoration:underline;">congresso dei Verdi</span></a> a Chianciano. Il nuovo presidente Grazia Francescato promette l'impossibile: "Terrò insieme tutte le anime dei Verdi e non saremo più il partito del no". Nell'esecutivo, sette uomini e sette donne, sono in effetti rappresentate tutte le anime (due membri in quota Boato; leggera prevalenza per la componente Pecoraro Scanio) e nell'ufficio politico quattro nomi che pesano: Angelo Bonelli, Paolo Cento, Paola Balducci e Monica Guerra. La combattiva nuova portavoce del partito sa di avere davanti una sfida difficile. Da una parte comincia bene, con un cordiale scambio di sms con Marco Boato, l'avversario più temuto nella corsa alla presidenza e per cui Paola Balducci dice: "Boato deve essere un punto di riferimento in un momento così delicato per il partito". Dall'altra conferma tutte le asperità della sua mission: traghettare il partito fino alle Europee dando il segno della svolta rispetto alla gestione Pecoraro Scanio. Ieri sera l'ex segretario è apparso sul palco del congresso ("Alè, abbiamo vinto un'altra volta, ne dubitavate?") mentre veniva eletta Francescato. Un'investitura ingombrante. Per Boato "una sceneggiata assurda". "Nè Ambra Angiolini nè Gianni Boncompagni" ha tagliato corto la nuova portavoce, "sono autonoma e non mi faccio telecomandare". E' la prima cosa che deve dimostrare.</p>
<p><!-- do nothing --><!-- fine TESTO --><br />
(<em><!-- inizio DATA -->20 luglio 2008 <!-- fine DATA --></em>)</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/politica/cosa-rossa/pdci-diliberto/pdci-diliberto.html">http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/politica/cosa-rossa/pdci-diliberto/pdci-diliberto.html</a></p>
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<title><![CDATA[Gioca a destra o a sinistra  &#200; l&#146;ala ideale per il 4-3-3]]></title>
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<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 06:18:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>ragafla</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#200; un destro che gioca prevalentemente a sinistra, quindi nella riga avanzata dei tre pu&#242; o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>&#200; un destro che gioca prevalentemente a sinistra, quindi nella riga avanzata dei tre pu&#242; occupare entrambe le fasce anche se partendo a sinistra e accentrandosi pu&#242; liberare pi&#249; facilmente il destro. In realt&#224; il maggior competitor di Mancini dovrebbe essere il portoghese Luis Figo, l&#146;unico specialista di fascia destra in organico all&#146;Inter ma &#232; probabile che nel 4-3-3 di Jos&#233; Mourinho sia il giovane Balotelli a giocarsi un posto sulle fasce con il brasiliano che oltre ad avere maggior esperienza, vanta un giudizio unanime che lo inserisce fra i migliori esterni del campionato italiano. <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277393</p>
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<title><![CDATA[Sinistri]]></title>
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<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 05:09:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>un cugino di Adamastor</dc:creator>
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<description><![CDATA[I Comunisti Italiani confermano Diliberto alla segreteria, quello che voleva portare la mummia di Le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img style="float:left;margin:0 8px 8px 0;" src="http://topometallo.wordpress.com/files/2008/07/book_2807.jpg" alt="" width="96" height="96" />I Comunisti Italiani confermano Diliberto alla segreteria, quello che voleva portare la mummia di Lenin in Italia. I Verdi riescono a fare anche molto peggio, facendo un bel balzo indietro e recuperando Grazia Francescato, che più che su un gommone a difendere le balene al massimo la si vedrà a prendere il tè con i Ripa di Meana.</p>
<p style="text-align:justify;">Ieri alla commemorazione di Carlo Giuliani in piazza Alimonda faceva bella mostra di sé Ferrero; anzi no, è vero, rimaneva signorilmente in disparte, concedendosi alle telecamere solo quando don Gallo, Giuliani e Andrea Rivera non parlavano, bontà sua. Poco esposto, come ai congressi di Rifondazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Cristo, che depressione. Voglio tornare a Madrid.</p>
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<title><![CDATA[Borghezio show in provincia di Bergamo]]></title>
<link>http://neclord1000.wordpress.com/?p=210</link>
<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 10:09:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Neclord</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;articolo che segue contiene toni forti e un linguaggio che potrebbe ledere la sensibilità a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin-left:2px;margin-right:2px;" src="http://img87.imageshack.us/img87/6209/borgheziodm9.jpg" alt="" width="150" height="150" />L'articolo che segue contiene toni forti e un linguaggio che potrebbe ledere la <strong>sensibilità</strong> altrui. Le frasi non sono riportare in maniera letterale per agevolarne l'inserimento, ma non sono censurate. Sono spezzoni del breve discorso che ho potuto udire dal palco di una festa enogastronomica a Torre Boldone, in provincia di Bergamo, organizzata dalla <strong>Lega</strong>. Ospite della serata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Borghezio" target="_blank">Mario Borghezio</a>, europarlamentare. Un vanto per l'immagine del nostro paese all'estero, sia per il suo passato in ambiti <strong>nazionalsocialisti</strong> e di estrema destra, sia per gli episodi di <strong>razzismo</strong> che lo vedono protagonista, come quando diede <strong>fuoco</strong> a due extracomunitari sotto un ponte a Torino. <!--more-->Riporto alcune esternazioni fra le tante confuse che ricordo, cercando di fare una semplice analisi sui contenuti. Si parte con «Roma ladrona», la frase più gettonata fra i giovani leghisti. Una frase che mi ha sempre incuriosito, soprattutto perchè alla guida dei governi degli ultimi anni possiamo ricordare<strong> Silvio Berlusconi</strong>, nato a Milano, e <strong>Romano Prodi</strong>, nato a Reggio Emilia. Se qualcuno facesse notare ai leghisti che la "<strong>Roma ladrona</strong>" è stata gestita da "<strong>padani</strong>", magari questo antico insulto alla capitale, creato per aizzare la folla, strapperebbe risate invece che applausi inconsapevoli. Non potevano mancare alcuni "buffetti affettuosi" anche all'opposizione di governo, e infatti Mario non si risparmia. Duri attacchi alla sinistra, sulla quale si sofferma sul tema delle pensioni «Se aspettavamo la sinistra per alzare le pensioni minime» e poi aggiunge «<strong>questa</strong> sinistra di merda, 500€ per una pensione, figli di<strong> puttana</strong>». Preso dalla foga continua poi parlando delle elezioni europee che si terranno il prossimo anno. «La sinistra estrema, fuori dal parlamento, come è <strong>giusto</strong> che sia, ora rompe i coglioni nel parlamento europeo dove sono rimasti in pochi». Che titolo ha Borghezio per dire che un partito è<strong> giusto</strong> che stia fuori dal parlamento mentre un altro, la Lega, partito <strong>xenofobo</strong>, secessionista e guidato da un pregiudicato, ha invece il diritto di stare nel governo? «Io personalmente, guardo questi governi di Roma, come guardavo <strong>Napoli</strong> prima di riportarla in occidente» prosegue Borghezio «e non è stato facile» (ironizzando), mentre «tutti quei giornalisti facce di merda che parlano su rai 1, al tg3 e sulle televisioni private, ci raccontano la realtà con le loro fiction». Poi l'europarlamentare aggiunge che «il popolo del nord è un popolo con un grande <strong>cuore</strong>, perchè abbiamo sempre accolto <strong>tutti</strong> e aiutato<strong> tutti</strong>, accogliendo i bravi meridionali che volevano lavorare. Chi ci accusa di razzismo non sa un cazzo della nostra storia» ma comunque «noi diciamo "no" ad una nazione <strong>multietnica</strong>, vogliamo un'Italia <strong>bianca</strong> e <strong>cristiana</strong>». E dopo aver concluso la sagra delle contraddizzioni estreme, Borghezio auspica, quasi come un elogio ai presenti, una «Bergamo capitale». La pista da ballo allestita sotto il palco riprende vita e i presenti, ragazze e ragazzi in età per la pensione, riprendono a danzare il liscio per concludere questa serata di informazione, <strong>cultura</strong> e casoncelli.</div>
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<title><![CDATA[Cartolina partenopea]]></title>
<link>http://massim.wordpress.com/?p=384</link>
<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 21:14:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>massim</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.picamatic.com/show/2008/07/20/01/646978_450x325.jpg" alt="" /></p>
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