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	<title>signora &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/signora/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "signora"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 04:20:36 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[OGGI E' IL PUZZA-DAY]]></title>
<link>http://parcoruvit.wordpress.com/?p=385</link>
<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 11:17:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>iedidia (amm.re sito)</dc:creator>
<guid>http://parcoruvit.wordpress.com/2008/09/20/oggi-e-il-puzza-day/</guid>
<description><![CDATA[Sì, oggi è il giorno tanto atteso. Il giorno in cui si riuniranno tante persone accomunate dall]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, oggi è il giorno tanto atteso. Il giorno in cui si riuniranno tante persone accomunate dall'unico scopo di gridare alle istituzioni e al mondo intero lo stato in cui sono costretti a vivere giorno dopo giorno a causa dei fetori provenienti dalla Eurocompost.</p>
<p>Speriamo che il nostro appello arrivi fino alla c.d. "stanza dei bottoni", cioè da chi ha il potere e i mezzi per liberarci da questa indegna condizione. Per fare ciò è necessario che la stampa segnali il nostro problema. Molte testate giornalistiche ci hanno promesso la loro presenza. Confidiamo in loro sperando che non siano promesse fatte al vento.</p>
<p>Purtroppo il Ministro dell'Ambiente non ha risposto al nostro appello: il semplice ma prezioso messaggio di solidarietà non è arrivato. E' l'ennesima conferma di quel marchio di "orfani istituzionali" che ci portiamo addosso da ormai troppo tempo.</p>
<p>Sarà bello gridare all'unisono:"NO PUZZA!". Una cosa è certa: questo non è altro che l'inizio di una serie di iniziative che intraprenderemo fino a che non raggiungeremo il nostro scopo. Si rassegni il signoredellapuzza...   </p>
<p>Oggi una signora si è persino incatenata in piazza per protestare contro la puzza: è il segno di come la disperazione stia prendendo il sopravvento nei cittadini ortesi!</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Signora Isabella, l’aspettiamo a Rapallo]]></title>
<link>http://copalia.wordpress.com/?p=97</link>
<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 14:12:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>copalia</dc:creator>
<guid>http://copalia.wordpress.com/2008/09/19/signora-isabella-l%e2%80%99aspettiamo-a-rapallo/</guid>
<description><![CDATA[(&#8230;) Già. Eppure, per certi versi, questo stesso mondo moderno, quello che democraticamente vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>(...) Già. Eppure, per certi versi, questo stesso mondo moderno, quello che democraticamente viaggia, amoreggia e si sposa persino in rete, quello che naviga sulla lunghezza sentimentale del futuro, parrebbe non aver oltrepassato la barriera naturale dei Giovi.Di fatto, questa ventata sferzante di progredita contemporaneità sessuale sembra essersi bruscamente stoppata, inchiodata, arrestata alle porte secolari di Genova. Dove, almeno in certi ambienti, l'amore tra appartenenti a caste differenti resta un illusorio miraggio all'interno invece di un radicale processo di desertificazione sentimentale cittadino; dove, sulla bilancia dei rapporti, un fantomatico albero genealogico con tanto di lunga catena di parentiserpenti a volte pesa più di un affetto reale, sincero e tangibile.Nel Jurassik Park genovese dei rapporti di coppia (e non solo), avi ingombranti, blasoni importanti o cognomi altisonanti, come spalancano ancora molteplici porte, così ne lucchettano severamente altrettante: all'ombra mesta della Lanterna, un'avvocatessa di grido che flirta con un barista o un professionista affermato che ama, riamato, una commessa, possono apparire a certi occhi imbalsamati, come puerili distrazioni da correggere ora e da evitare in futuro. Come per certi aspetti politici, economici e per giunta architettonici, purtroppo, dunque, anche il versante sentimentale a Genova respira un'aria naftalinata e demodé e, come sosterrebbe la mitica Lina Sotis, provincialmente «sa di tinello»: il passato genealogico insomma conta ancora più di un futuro da immaginare, ipotizzare o anche da costruire insieme; anacronisticamente il «da dove si viene» conta molto più del «dove si vuole andare». <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291712</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[una piccola nota]]></title>
<link>http://maxifasso.wordpress.com/?p=257</link>
<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 16:51:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxifasso</dc:creator>
<guid>http://maxifasso.wordpress.com/2008/08/23/una-piccola-nota/</guid>
<description><![CDATA[Noto (essendo una nota) che una certa persona, stia cercando di prendersela con me nel commento nume]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Noto (essendo una nota) che una certa persona, stia cercando di <a href="http://maxifasso.wordpress.com/2008/08/22/presto-su-loredana-morandi/#comments">prendersela con me</a> nel commento numero 3.</p>
<p>Io non accetto certe uscite, soprattutto, quando la medesima persona mette il suo nome in pubblico nel suo sito:</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://img182.imageshack.us/my.php?image=loredanafurbaog6.png" target="_blank"><img src="http://img182.imageshack.us/img182/3605/loredanafurbaog6.th.png"></a></p>
<p>Giusto per precisare, visto che TALE persona non sa realmente cos'è il diritto di cronaca (ovvero agli altri può dire di tutto e di più, ma se tu scrivi il suo nome, non gli va bene, indipendentemente dal contesto).</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO DELLE 20:19:</strong><em>Non so per quale oscuro motivo, sono stato messo in mezzo da tale signora, che ha pubblicato una immagine del suo commento (evitando accuratamente la mia risposta) nel mio blog. Nonostante che il sottoscritto non ha MAI scritto un commento in quel luogo... Un velo pietoso invece per scusa della ENNESIMA chiusura dei commenti.</em></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://img229.imageshack.us/my.php?image=loredanzacazzata25cbm9.png" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://img229.imageshack.us/img229/5758/loredanzacazzata25cbm9.th.png" border="0" alt="" /></a></p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO DELLE 10:00 DI DOMENICA 24 AGOSTO:</strong> <em>Non voglio essere maligno, ma stranamente l'immagine che avevo postato qui è sparita da immageshack, forse sarà un problema del server, ma questa immagine adesso è stata ricaricata.  Ringrazio quelli di <a href="http://blog.sessochannel.it/2008/08/24/evaporazioni-progressive/">blog.sessochannel.it</a> per avermi linkato per ben due volte durante questi giorni di follia pura.<br />
Faccio presente alla signora che non sono un blogghino in cerca di pubblicità, anzi io non faccio nulla per pubblicizzare questo blog, se la gente lo vede, bene, se non lo vede, pazienza. Hai capito?</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ricordi ? - Lo Strano Mondo di Minù ( Cristina D' Avena )]]></title>
<link>http://alessandroiannellablog.wordpress.com/?p=207</link>
<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 11:12:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Iannella</dc:creator>
<guid>http://alessandroiannellablog.wordpress.com/2008/07/29/ricordi-lo-strano-mondo-di-minu-cristina-d-avena/</guid>
<description><![CDATA[Si&#8230; succede, anche grazie a quel piccolo oggetto, quel pensiero o quel ricordo, quella canzone]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Si... succede, anche grazie a quel piccolo oggetto, quel pensiero o quel ricordo, quella canzone o quello starnuto. Succede. Il ricordo rimane. E poi ci pensi... ci pensi e non sei triste, anzi sei surclassato da altri pensiero che quasi ti dimentichi di essere triste. E vorresti piangere, vorresti, si, ma non ci riesci. Chissà perchè, forse ti senti ancora attaccato a quel ricordo che credi di farne ancora parte. Ma ora fa lui parte di te.<br />
E tutte quelle persone, in girotondo, che cantano, ballano e suonano. Quella musica che vorresti farti uscire dalla testa ma che ti passa per la gola, quella foto, brutta, rotta, con le corna, con tante emozioni che non ti arrivano al cuore. Poi passeggi, vai in giro, arrivi in quell'edificio che tanto ti fa paura e scopri dei nomi, li scorri, fino ad arrivare al tuo, a metà della lista. E in quei secondi ti riaffiorano alla mente tutti quei ricordi, che non vorresti mai dimenticare, quella lacrima che sta per cadere non cade. Perchè trovi altri ricordi, legati a quei nomi che sono subito prima o dopo di te, sono tre, non di tre anni, no, quelli sono nella lista accanto, ma di tre persone con le quali hai trascorso già del tempo. Poi vai all'inizio del foglio e leggi una lettera, B, quella a cui sei legato da più di dieci anni, quella con cui passerai altri cinque anni della vita. Quella lettera che ti fa ricordare tutto quello che ti eri scordato, che ti fa aprire quelle buste chiuse e dimenticate nella cassaforte della tua testa. Non è una poesia, è solo che ho scoperto quanto è bello vivere. Ora la lacrima finalmente scende giù verso l'infinito, si fermerà solo quando lo vorrai, entrerà nella magliettà, percorrerà il tuo cuore e lo risanerà . Così tutto ritornerà all'inizio. In pochi attimi.</p>
<p><strong>Lo Strano Mondo di Minù - Cristina D' Avena</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/0JgzcBqyuR4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/0JgzcBqyuR4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Dolce signora Minù, dolce Minù<br />
ferma mai non sta,<br />
dolce signora Minù, dolce Minù<br />
sempre corre e va!</p>
<p>Vuole fare tutto e del da fare sempre c'è,<br />
ma ad un tratto: "Ahi! Minù Pepperpot dov'è?<br />
Dov'è? Dov'è? Dov'è?"<br />
Mamma mia, mamma mia che piccina ora è!<br />
Improvvisa è la magia e Minù non sa il perché!</p>
<p>Mamma mia, mamma mia si domanda che farà<br />
e se grande per magia lei di nuovo tornerà.<br />
Dolce signora Minù, dolce Minù<br />
tuo marito ti</p>
<p>Dolce signora Minù, dolce Minù<br />
Cerca e così...<br />
Guarda dappertutto ma piccina sei, ahimè!<br />
E ora urla: "Ma... Minù Pepperpot dov'è?<br />
Dov'è? Dov'è? Dov'è?"</p>
<p>Mamma mia, mamma mia che piccina ora è!<br />
Improvvisa è la magia e Minù non sa il perché!<br />
Mamma mia, mamma mia si domanda che farà<br />
e se grande per magia lei di nuovo tornerà.</p>
<p>Dolce signora Minù, dolce Minù<br />
ora cosa c'è?<br />
Dolce signora Minù, dolce Minù<br />
Tutto strano è!</p>
<p>Cresci tu di nuovo ma chissà chi scoprirà<br />
il motivo che ti fa crescere, chissà!<br />
Chissà! Chissà! Chissà!</p>
<p>Mamma mia, mamma mia che piccina ora è!<br />
Improvvisa è la magia e Minù non sa il perché!<br />
Mamma mia, mamma mia si domanda che farà<br />
e se grande per magia lei di nuovo tornerà,<br />
cara Minù, dolce Minù... di nuovo tornerà!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Jean Genet e il Marocco.]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/?p=366</link>
<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 14:50:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2008/07/27/jean-genet-e-il-marocco/</guid>
<description><![CDATA[Scrivere di Genet mi risulta difficile ma é un atto dovuto a questo scrittore e drammaturgo che, lo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/07/genet2.jpg"></a><a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/07/genetportrait.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-373" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/07/genetportrait.jpg?w=188" alt="" width="188" height="300" /></a>Scrivere di<strong> Genet</strong> mi risulta difficile ma é un atto dovuto a questo scrittore e drammaturgo che, lo confesso, é la mia <strong>passione </strong>da sempre, da quando <strong>ero un ragazzo</strong> e lessi per la prima volta "<strong>Nostra Signora dei Fiori</strong>" o quando vidi il superbo film di<strong> Fassbinder</strong> nel 1982, "<strong>Querelle de Brest</strong>", tratto dal omonimo libro, con strepitosi attori come <strong>Franco Nero</strong>, Jeanne Moreau e <strong>Brad Davids</strong>. Un film che per me rimane ancora <strong>inarrivabile</strong>, ambiguo, violento, pessimista e <strong>narciso </strong>all'estremo delle forze, un<strong> valzer</strong> di <strong>anime perse</strong>, alla deriva, con una scenografia unica e impagabile per quel periodo. Nacque da <strong>Gabrielle Genet</strong> e da padre sconosciuto e venne subito affidato alle cure della pubblica assistenza. La famiglia adottiva viveva nel<strong> Morvan</strong>, una regione che  era un autentica "<strong>nursery</strong>" della Francia del XX secolo, famosa per ospitare e adottare i <strong>bastardi </strong>della Terza Repubblica. La sua infanzia fu protetta e serena; scuole comunali, giochi e il bambino divenne presto <strong>chierichetto</strong>, essendo oltremodo educato, riservato e taciturno. Il suo primo furto risale all'età di dieci anni ed é da considerare come l'<strong>atto fondamentale</strong> che seguirà tutta la vita e le sue<strong> opere</strong>. Lo scrittore, fustigato per la sua cattiva azione, cerco' di trasformarla <strong>santificando</strong> quel gesto erigendolo a simulacro del suo vizio e della sua profonda antisocialità. Fù in quel periodo che risalgono i suoi primi turbamenti maschili impersonati poi da Cullafroy, l'eroe di "<strong>Nostra Signora dei Fiori</strong>", specialmente nei confronti di uomini adulti,<strong> guappi</strong> dei bassifondi, <strong>marinai</strong> e emarginati. Lascio' poi il Morvan per seguire una formazione da tipografo ma fu subito licenziato per un furto. Divenne un bambino senza fissa dimora, fu recluso nella colonia penitenziaria di Mettray dove tutte le sue fantasie e le sue inclinazioni omosessuali si <strong>cristallizzarono</strong>, cosi' come tutti i suoi feticci liturgici delle dominazioni/sottomissioni, la <strong>virilità brutale</strong> e la gerarchia<strong> machista</strong>. A 18 anni si arruolo' nella Legione Straniera, siamo nel 1928. Scopri per la prima volta <strong>l'Africa del nord</strong>, il Maghreb profondo e il vicino Oriente che lo impressionarono molto a causa delle <strong>passioni violente</strong> e intestine che imperavano, il <strong>carisma maschio</strong> e virile degli uomini arabi, e le sofferenze dei popoli <strong>oppressi </strong>dalla Francia colonizzatrice. <a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/07/genet2.jpg"><img class="size-medium wp-image-377  alignright" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/07/genet2.jpg?w=190" alt="" width="190" height="240" /></a>Ritorno' a Parigi vivendo di piccoli furti a librai, antiquari e frequento' molte prigioni. Nell'isolamento esistenziale del carcere scrisse le prime bozze di romanzi, di poesie che continuamente rivedeva e correggeva. <strong>Genet </strong>era un <strong>perfezionista</strong> assoluto, eternamente insoddisfatto, ossessionato dalla<strong> bellezza</strong> della parola. Pubblico' i primi testi a sue spese e divento' il pupillo di <strong>Jean Cocteau</strong> e di <strong>Sartre</strong>. I due scrittori in seguito lo difesero dall'accusa che gli fece rischiare il carcere a vita, firmando petizioni e aiutandolo nei momenti peggiori. Sartre scrisse anche un libro su di lui ( S.Genet, commediante e martire) fissando l'<strong>exemplum</strong> della sua filosofia <strong>esistenzialista</strong>. Libro che deprimerà profondamente Genet e gli impedirà di scrivere, a suo dire, "<em>per lunghi 10 anni in quanto la mia meccanica cerebrale era stata decorticata</em>". Quando furono pubblicati i suoi primi romanzi vennero immediatamente censurati perché <strong>pornografici </strong>e furono distribuiti sotto banco. "<strong>Il diario del ladro</strong>" racconta la sua storia, di ladro, <strong>omosessuale </strong>e emarginato, mentre vagabonda in lungo e in largo per l'<strong>Europa</strong> vivendo di espedienti. "<strong>Il miracolo</strong> <strong>della rosa</strong>" analizza i suoi anni di <strong>prigione</strong> e il suo innamoramento per un <strong>assassino</strong>, assemblandoli con la sua permanenza alla colonia penitenziaria di Mettray.  "<strong>Notre Dame des fleurs</strong>" evoca la sua<strong> infanzia</strong> e le creature ambigue che circolavano nelle notti parigine prima della II Guerra Mondiale. Con "<strong>Pompe funebri</strong>" del 1947 Jean Genet propose una <strong>visione omoerotica</strong> di Hitler con uno sguardo poetico sui rapporti che trattavano la violenza nazista e l'attrazione sessuale. Il mito<strong> omoerotico</strong> venne fissato poi <strong>indelebilmente</strong> con <strong>Querelle de Brest</strong>, pubblicato nel <strong>1947</strong>. I propositi di Genet si fecero più impegnati quando si interesso' alla <strong>politica attiva</strong>, contro la <strong>dominazione occidentale</strong> e lo stato deplorevole nel quale la Francia lasciava le sue antiche<strong> colonie</strong> sparse nel mondo.  Nel 1970 si uni' alla lotta delle <strong>Pantere Nere</strong> recandosi con enormi difficoltà negli Stati Uniti. Seguirono le battaglie con i <strong>Palestinesi </strong>dell'OLP (incontro' Yasser Arafat e Leila Shaidid nel 1982) e fu il primo occidentale ad entrare e documentare a <strong>Chatila</strong>, i massacri perpetrati dalle<strong> milizie cristiane</strong>, alleate con l'esercito israeliano di <strong>Ariel Sharon</strong>. Scrisse in seguito "Quattro ore a Chatila" che divenne un successo mondiale. <a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/07/larache.gif"><img class="size-medium wp-image-379  alignleft" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/07/larache.gif?w=190" alt="" width="217" height="115" /></a>La morte del suo compagno <strong>Abdallah</strong> ( che ispiro' il poema "<strong>I Funamboli</strong>") e la sua tossicodipendenza ai barbiturici misero in serio pericolo la sua esistenza. Jean Genet sbarco' a <strong>Tangeri nel 1968</strong> attirato forse dall'<strong>aura</strong> mitica della città, descritta da generazioni di scrittori e cineasti. "<em>Ho voluto imbarcarmi per Tangeri. I films e i romanzi hanno fatto di questa città un luogo terrible, una sorta di bisca dove i giocatori mercanteggiano i piani segreti di tutte le armate del mondo. Dalla costa spagnola, Tangeri mi appare come una città favolosa. E' stata anche il simbolo del tradimento </em>(...) scriverà nel "<strong>Diario di un ladro</strong>". Si accompagnerà a <strong>Paul Bowles</strong>, <strong>Mohammed El</strong> <strong>Katrani</strong>, suo ultimo amante e al futuro scrittore  <strong>Mohammed Choukri</strong>. Passeggerà, con il suo mal di vivere, dal <strong>Negresco</strong> al Madame Porte, passando per la mitica libreria "<strong>Les Colonnes</strong>". All'<strong>Hote</strong>l<strong> d'Orsay</strong>, nella camera <strong>103</strong> che gli ispiro' <strong>'Un captif amoreux</strong>" e dove vi soggiorno' per lungo tempo, <strong>Abdallah, addetto alla reception</strong>,si ricorda del vecchio e stanco scrittore: "<em>Tutte le mattine portavo la colazione in camera e i giornali. </em><a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/07/genet3.jpg"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-381" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/07/genet3.jpg?w=240" alt="" width="240" height="180" /></em></a><em>Lo trovavo sul letto, che scriveva, riempiva pagine e pagine. Era un uomo umano, sensibile. Il suo sguardo era potente, esprimeva delle cose restando in silenzio</em> (..). A proposito di<strong> silenzio</strong> Jean Genet amava ripetere un poema di <strong>Dom de Laveyne</strong> che <strong>l'ho fatto</strong> mio:" <em><strong>Amate il silenzio..prendetevi una grande cura nel trattenere la vostra lingua e di osservare. Che la carità e la discrezione vi aprano la bocca. Il silenzio é uno dei segni più certi della presenza di Dio in un anima</strong></em>". A <strong>Larache</strong>,  passo probabilmente i momenti <strong>più belli</strong> della sua vita. Mohammed Abid, un insegnante del luogo, non si é dimenticato di quest'uomo che vedeva passare in quelle strade polverose, da bambino:"<em>Aveva un aspetto umile e l'aria di un artista spagnolo sconosciuto. Quando é morto ho capito perché se ne parlava, solo allora ho compreso che quel uomo era un grande scrittore, amico dei Palestinesi, che aveva testimoniato il massacro di Sabra e di Chattila </em>(...) <em>portava dei sandali in pelle di capra, per evitare di farsi lucidare le scarpe</em>". <strong>Mohammed El Katrani</strong>, il vero amore della sua vita, era per Genet "<strong>il male e il rimedio</strong>" e El Katrani dirà allo scrittore  Mohammed Choukri:" <em>E' un uomo folle, ma é incredibilmente buono, seducente, non ho mai incontrato un essere umano come lui</em>". Dal 1974 vivrà a Larache nella casa che acquisto' per Mohammed.Lo incoraggio' a sposarsi. Più tardi El Katrani avrà un figlio, <strong>Azzedine</strong>, che Genet adotterà. Lo iscrisse in un importante collegio di Rabat e segui' la sua educazione sino alla morte, il 15 aprile 1986. Azzedine continuo' gli studi e si laureo'. Jean Genet mori' di cancro alla gola al Jack's Hotel di Parigi. Parti' da Larache per <strong>morire solo</strong>, lontano dagli affetti più cari, per non deluderli. <a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/07/genettomba.jpg"><img class="size-medium wp-image-384 alignleft" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/07/genettomba.jpg?w=180" alt="" width="180" height="240" /></a>Venne interrato a Larache su decisione di <strong>Jaky</strong>, un altro amico che Genet aveva adottato e aiutato nel suo percorso di vita. Alla sua morte giornalisti, professori, televisioni e altro cercarono di ottenere ogni sorta di documenti e fotografie su Genet. <strong>El Katrani</strong> dichiaro' con nervosismo:"<em>Nessuna persona <strong>avrà nulla di Jean</strong> finché saro' in vita. Ogni oggetto che mi ha lasciato <strong>mi é più prezioso</strong> di tutti i soldi del mondo"</em>. Jacky si reco' per molto tempo a rendere visita a El Katrani. Esecutore testamentario di Genet, divise i diritti dei libri dello scrittore con lui. Quando Mohammed Choukri visito' la tomba di Genet in compagnia di El Katrani, l'amico disse:"<em>Vengo sulla sua tomba tre, quattro volte alla settimana. Mi siedo qui, solo o a volte con Azzedine, quando é in vacanza, contemplo il mare e rivivo i miei ricordi con Jean, in Marocco o all'estero. <strong>Ha riempito la mia vita</strong> di tutto cio' che é bello e che amo.</em> <em>Oggi mi ha lasciato solo. Non avro' più un amico come lui. La realtà é che lui non c'é più, é sparito per sempre. Anche Jacky prova lo stesso vuoto. Non dipinge più. Ha perduto <strong>la  vitalità</strong> che gli trasmetteva Jean. Io e Jacky <strong>conoscevamo</strong> veramente poco della vita, poi é arrivato Jean che sapeva molto e <strong>ci ha insegnato</strong></em>". Racconta Mohammed Choukri che dopo la morte di Genet, El Katrani non si mosse più da Larache e divenne la sua <strong>ombra</strong>. La morte di Genet aveva <strong>distrutto </strong>il suo spirito. Si sentiva come un morto vivente. El Katrani mori' nel 1987 in un <strong>incidente </strong>di auto, <strong>un anno dopo</strong> la morte di<strong> Jean Genet</strong>.  Lo scrittore riposa nel cimitero spagnolo di Larache, sotto un cedro, <strong>un umile tomba bianca</strong>, senza croce. Una tomba bianca che si riempie di erbe. Un po' più lontana, davanti a lui, la sua ultima e vera casa, la sua<strong> camera aperta</strong> su un grande albero di caucciu'. Una scala di legno..l'anima di Jean Genet fluttua, impalpabile, <strong>inafferabile</strong>. Souad Guennoun,<strong> fratello</strong> di El Katrani ha dichiarato:"<em>Quest'uomo che a <strong>tanto sofferto</strong> amava aiutare i bisognosi,  <strong>ritrovava nella gente umile</strong> e i nei delinquenti la sua ribellione...</em>". Se passate da<strong> Larache</strong> fate una visita a <strong>paladino dei vinti</strong>, degli umili, delle prostitute e degli <strong>emarginati</strong>; portategli una <strong>rosa</strong>, una sola, rossa...<strong>Jean Genet amava le rose rosse</strong>.</p>
<p style="text-align:left;">                                                   <strong>Jean Genet</strong> (1910 - 1986)</p>
<p style="text-align:center;">"<em>Sono nato a Parigi il 19 dicembre 1010. Pupillo della assistenza pubblica, mi fu impossibile di conoscere altre cose del mio stato civile. Quando ebbi 21 anni ottenni un atto di nascita. Mia madre si chiamava Gabreille Genet. Mio padre rimane sconosciuto. Sono venuto al mondo al 22 della rue d'Assas.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Ho saputo quindi alcune cose sulle mie origini e mi recai in rue d'Assas. Il 22 era occupato dalla Maternità. Si sono rifiutati di informarmi</em>".</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/07/genet5.jpg"><img class="size-medium wp-image-387    aligncenter" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/07/genet5.jpg?w=143" alt="" width="143" height="34" /></a> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il fischio della pioggia]]></title>
<link>http://toonca.wordpress.com/?p=41</link>
<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 02:24:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>kickaway</dc:creator>
<guid>http://toonca.wordpress.com/2008/07/08/il-fischio-della-pioggia/</guid>
<description><![CDATA[Non molto da dire.
Negli ultimi giorni le rotaie dei treni stridono con un rumoredavvero insopportab]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non molto da dire.</p>
<p>Negli ultimi giorni le rotaie dei treni stridono con un rumoredavvero insopportabile. Ma sono sicuro che di questo non freghera' a nessuno ;)</p>
<p>Oggi ha piovuto, ma forte. Uscito dalla biblioteca veniva come la mandava, ho provato ad andare a mangiare qualcosa ma non c'e' stato modo, per poco ho preso la metro senza inzupparmi tutto, devo comprare un ombrello.<br />
Mentre pioveva ho notato una cosa strana, mentre da noi in molti, con una giornata cosi' avrebbero l'ombrello, ho visto parecchia gente camminare relativamente con tranquillita' mentre veniva forte, un buon 30%.<br />
Per ripararmi sono entrato in un negozio, all'uscita pioveva ancora, ho aspettato un 20 minuti fuori, esce una signora (40-45) con l'ombrello e mi chiede se vado alla metro (lei andava nella direzione opposta), mi avrebbe accompagnato e sarebbe tornata per la sua strada. La gentilezza.<br />
Sui marciapiedi bisogna fare molta attenzione, da noi ci possono essere delle pozze si, ma a confronto qui abbiamo dei bei laghi proporzionati ai marciapiedi locali, quasi annego.<br />
Alla stazione della metro cade acqua. Odio.</p>
<p>nota: ammetto questo post e' completamente inutile, potevo evitarlo.</p>
]]></content:encoded>
</item>

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