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	<title>sconfitte &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/sconfitte/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "sconfitte"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 22:32:42 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Perdere contro un BOT]]></title>
<link>http://hattrickclub.wordpress.com/?p=367</link>
<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 12:25:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>upupax</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Non mi era mai capitato e non pensavo certo mi sarebbe capitato in VII.
Premessa: controllo i valor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://hattrickclub.wordpress.com/files/2008/07/terminator-4-12.jpg"><img class="size-medium wp-image-368 aligncenter" src="http://hattrickclub.wordpress.com/files/2008/07/terminator-4-12.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Non mi era mai capitato e non pensavo certo mi sarebbe capitato in VII.</p>
<p>Premessa: controllo i valori del mio avversario e vedo che nelle ultime partite a CC fa sempre scarso/debole. Durante la settimana, poi, mi accorgo che il nome del proprietario è sparito: è diventato/sta diventando un bot. "Perfetto! Picco!" (penso io) e invece la piccata me la piglio io.</p>
<p>Fine primo tempo 2-1 per lui, con possesso di palla suo al 51%: come cavolo è possibile?????</p>
<p>Confronto i nomi con la partita precedente: <span>Plebani, Palma, Chiti, Becksten... </span><span>Becksten? Chi è? Non c'era nelle scorse partite!</span></p>
<p><span>Becksten era infortunato. </span><span>Becksten gioca a 4.5 stelle.</span></p>
<p>Mentre accade tutto questo il mio attacco da eccellente (basso) non combina nulla contro la difesa insufficente alto del mio avversario (per chi nutrisse ancora dubbi sull'apporto di cross alla capacità di segnare dell'attacco...).</p>
<p>Risultato finale 4-2: decisamente una sportellata sui denti alle ambizioni del Tory.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Si torna...]]></title>
<link>http://hattrickroma.wordpress.com/?p=210</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 08:37:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alex_XXI</dc:creator>
<guid>http://hattrickroma.wordpress.com/?p=210</guid>
<description><![CDATA[Si torna a vincere&#8230;
Si torna a far punti, dopo alcune partite strane&#8230;
Si torna a sperare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border:0 none;margin:1px 2px;" src="http://www.afriendinrome.it/pictures/welcome_1.jpg" alt="Indietro nel tempo" width="250" height="190" />Si torna a vincere...</p>
<p>Si torna a far punti, dopo alcune partite strane...</p>
<p>Si torna a sperare in una classifica migliore, nonostante sia sceso di un posto in classifica per uno strano gioco di risultati e ordine alfabetico (almeno credo)...</p>
<p>Si torna, e questa è una vera notizia, a non prendere reti...</p>
<p>Si torna al <a href="http://hattrickroma.wordpress.com/2008/06/24/la-lega-giovanile-di-hattrick-roma-si-allarga/">campionato delle giovanili</a> dopo la sosta con una squadra decisamente rinvigorita, fermata in un pareggio fuori casa solo dalla migliore dote del Ciliopolis infusa anche nella propria squadra giovanile (vediamo se indovinate quale possa essere commentando qui sotto :) )</p>
<p>Si torna, forse, alla quotidianità di tutti i giorni...</p>
<p>Si torna a respirare un po' dopo la spietata calura delle ultime settimane...</p>
<p>... Beh ora si torna alla chitarra...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L' Italia ha perso]]></title>
<link>http://viapoairlines.wordpress.com/?p=183</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 08:53:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>viapoairlines</dc:creator>
<guid>http://viapoairlines.wordpress.com/?p=183</guid>
<description><![CDATA[E si, sabato l&#8217; Italia ha giocato e ha perso.
Io non ho visto la partita, in realtà&#8217; no]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>E si, sabato l' Italia ha giocato e ha perso.</p>
<p>Io non ho visto la partita, in realtà' non potevo, ma a volte non la guardo anche per scaramanzia....mi sento di portar sfiga, non so perche'....</p>
<p>Comunque pare che non abbia giocato male, anzi, si e' difesa bene, nonostante abbia finito a "0".</p>
<p>In fondo giocava contro i CAMPIONI DEL MONDO, c' era da aspettarselo che perdesse, no?</p>
<p>Cosa? Siamo noi i campioni del mondo? Ma che avete capito! io parlavo di <a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/sport/rugby-italia-sudafrica/italia-sudafrica-gara/italia-sudafrica-gara.html">Italia vs Sud Africa</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Dream Team]]></title>
<link>http://acquadifonte.wordpress.com/?p=155</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 15:12:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>acquadifonte</dc:creator>
<guid>http://acquadifonte.wordpress.com/?p=155</guid>
<description><![CDATA[ 
Quella per la Formula Uno è una passione nata quando ero piccola, una passione che è cresciuta ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Quella per la Formula Uno è una passione nata quando ero piccola, una passione che è cresciuta in me e con me. E’ così che inizia l’amore per i motori, la curiosità verso un mondo che procede a suon di millesimi di secondo, che fa della precisione e del perfezionismo i suoi punti base, che ricerca affidabilità e prestazioni spingendosi a livelli estremi.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Credo che tra tutti gli sport che hanno a che fare con la cosiddetta <em>meccanica</em>, probabilmente la Formula Uno è quello che nobilita maggiormente questa arte, che la racconta di più; che la mostra e dimostra meglio; quello in cui trova il suo habitat naturale.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Quando sono nata erano già molti i piloti straordinariamente bravi: Alain Prost, Ayrton Senna; solo per citarne due. Un’epoca in cui la Formula Uno era molto diversa, molto distante da quella di oggi. C’era una folle ricerca della prestazione ad ogni costo, a scapito, molto spesso, di un’affidabilità precaria.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Poi ci fu quel Gran Premio di San Marino, anno 1994, che vide morire Roland Ratzenberger sabato 30 aprile, e Ayrton Senna, domenica 1 maggio. Da quella gara molte cose cambiarono. Si capì finalmente che la vita valeva più di una corsa, che la sicurezza doveva avere la priorità, che quello era davvero uno sport pericoloso in cui si rischiava tutto ogni volta, senza la dovuta tutela. Fu così ricostituito dopo dodici anni il <em>Grand Prix Drivers Association</em>, associazione dei piloti, nella quale poter discutere anche e soprattutto di sicurezza. Venne posto un limite di velocità per la percorrenza della corsia dei box, molti circuiti furono modificati nei punti più pericolosi, i Team cominciarono ad investire un quantitativo maggiore di capitale per migliorare sicurezza e affidabilità.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Rimane, nonostante questo, la tragica constatazione che furono le due morti di Ratzenberger e Senna a spingere chi di dovere verso la ragionevole strada della sicurezza. Come spesso accade, è la tragedia a portare coscienza. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>E mi chiedo sempre più spesso perché l’uomo sia tanto ottuso e insensibile da non riuscire mai a prevenire, specialmente lì dove curare poi risulta troppo tardi; tanto stupido da non capire prima, e tanto bravo a versare lacrime di coccodrillo poi.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>La Formula Uno, questo mondo dorato e non, cambiò. Pagando un prezzo altissimo. Cambiò. Ebbe inizio una nuova era, un’era che avrebbe visto l’affermazione e il definitivo trionfo del più grande pilota che la Formula Uno abbia mai conosciuto: Michael Schumacher. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Con lui, la Ferrari, che da anni non vinceva più nulla, ritrovò se stessa, gli stimoli giusti, una squadra affiatata e semplicemente vincente. Trovò nell’uomo Schumacher l’uomo-squadra, e così la Rossa riuscì a perfezionarsi, progredì, diventando la più affidabile, la più veloce; la più bella monoposto in circolazione. La più competitiva in assoluto. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Ma non nacque semplicemente una macchina vincente, non ci fu soltanto il miglior pilota esistente alla sua guida. Fu la squadra a vincere. Una squadra unita nel segno di un Cavallino Rampante un po’ bizzarro e imbizzarrito certo, ma simbolo di una compattezza e di un senso del gruppo senza precedenti. Simbolo, quel Cavallino, di un dominio assoluto, simbolo di un orgoglio italiano che insieme alla Ferrari rinacque, che con la Ferrari venne consacrato e legittimato. Il Dream Team era nato. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Passarono così i primi anni difficili, fatti di sacrifici e inondati di perchè. Ricerche accurate per ottenere il massimo, perfezionismo depurato da critiche che era troppo facile scagliare, dal momento che questa macchina non vinceva più da troppo tempo. Ma fu in quel periodo che cominciò a prendere forma la Ferrari vincente e affidabile che negli anni successivi avrebbe letteralmente creato il vuoto dietro di sé. Troppo veloce, decisamente inarrivabile.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Ma non fu semplice spingersi a livelli tanto alti. Questa macchina e questa squadra nacquero da giorni di riflessione, da sciami di pensieri, da rapide di parole e strapiombi di silenzio. Questa monoposto trovò vita innanzi tutto in un gruppo unito e consapevole di poter fare bene, conobbe la prima luce nella mente di ingegneri e tecnici costretti a fare scelte e a prendere decisioni che li avrebbero portati a dormire poco, alzandosi presto la mattina e andando a letto tardi la sera.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>I ragazzi del box raccontano così di Schumacher, in uno dei primi test pre-campionato svolti all’Estoril, in Portogallo, nel 1995 alla guida di una 412T:</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“Avevamo appuntamento in pista per una prova. Noi della squadra ci presentammo alle 8.15, come sempre. Lui era già lì, in tuta, seduto sui gradini del motor home. Ci guardò, sorrise e disse: Se vogliamo cominciare a vincere, bisogna iniziare prima al mattino... Questo fu l’esordio”.</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Michael Schumacher, Jean Todt, Paolo Martinelli, Ross Brawn, decine di meccanici, centinaia di ore di lavoro. Tutti attenti ed efficienti, tutti bravi in una professione che è innanzi tutto passione. Gente straordinaria se si pensa che il periodo in cui la Ferrari conobbe il suo sviluppo fu quello dei grandi figli d’arte Damon Hill e Jacques Villeneuve. Un periodo costellato da intoppi, assetti mancati, gomme sbagliate, e da errori. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Uno su tutti: Mondiale 1997, Jerez de la Frontera, Gran Premio d’Europa, ultima gara del Mondiale, gara che deciderà il titolo. Michael parte in seconda posizione, nonostante i primi tre piloti sullo schieramento abbiano fatto registrare il medesimo tempo, uguale al millesimo di secondo. La statistica parla chiaro: casi così possono verificarsi una volta su duecentoventitre milioni. Villeneuve parte in pole, è lui che ha fatto registrare il tempo per primo. Ma le cose sembrano ugualmente mettersi bene per la Ferrari, Schumacher infatti alla prima curva è già davanti, e nella classifica mondiale ha 78 punti, uno in più di Jacques. Ma a 21 giri dal termine succede qualcosa. Villeneuve si avvicina alla monoposto italiana, ormai gli è addosso; tenta il sorpasso, Michael lo chiude, i due si scontrano: Schumacher è fuori; Villeneuve arriverà secondo in gara, ma vincerà il Mondiale Piloti. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Dopo i fatti di Jerez, Schumacher finì sotto accusa. Il campione tedesco dichiarò di aver sbagliato, e che in una futura analoga situazione si sarebbe di sicuro comportato diversamente. Ci fu ad ogni modo un processo, che ebbe luogo l’11 novembre a Londra. Fu decretato l’annullamento del secondo posto nel Mondiale Piloti, ma la classifica costruttori non venne toccata. Tutto si risolse, fortunatamente per il Team Ferrari, con tanto clamore ed un’immagine ancora credibile e rispettabile.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Fu questo <em>l’Errore</em> di Schumacher. Un solo errore, in una carriera che da lì in avanti lo avrebbe visto brillare tanto per bravura quanto per correttezza. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Fu poi la volta di una sfida infinita, dalle sfumature rosso-argento: quella tra il campione tedesco e Mika Hakkinen. Il Mondiale 1998 andò al finlandese, dopo che, a Spa, Gran Premio del Belgio, Schumacher urtò violentemente la McLaren di Coulthard, che doveva essere doppiata. L’incedente fu brutto, ma fortunatamente i due ne uscirono illesi. Molte discussioni seguirono allo scontro. Lo scozzese avrebbe dovuto lasciare pista libera al tedesco, dal momento che era in testa e si trattava di un doppiaggio. Ma ciò non avvenne per diversi giri, fino al 25°, momento dell’impatto. Ancora una volta molto clamore, stavolta con uno Schumacher incolpevole e nuovamente perdente sul fronte Mondiale.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Si va comunque avanti. La squadra Ferrari non molla. Anno 1999. Si arriva a Silverstone, 11 luglio. Michael va fuori pista, urtando a poco più di 100 Km/h il muro di gomme. E’ lì, nella curva Stowe, che finiscono ancora una volta i sogni di gloria del tedesco. Frattura di tibia e perone. Schumacher verrà operato e rimarrà a lungo fuori dall’abitacolo della sua monoposto. Rientrerà a Sepang, dove dovrà fare gioco di squadra a favore del compagno di box Irvine, ora a soli due punti da Hakkinen con due sole gare ancora da disputare. Schumacher è di nuovo in pista dopo oltre tre mesi da Silverstone. Zoppica ancora ma al volante è il campione di sempre: conquista la pole position e in gara fa realmente gioco di squadra. In molti non se lo spettavano. Ma un campione non è un campione a caso: Michael è al primo posto ma si farà superare dal suo compagno di squadra, in modo da regalargli la vittoria e tenere la McLaren a debita distanza. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Il Mondiale si deciderà quindi in Giappone, con Eddie avanti di quattro punti rispetto ad Hakkinen. Prove disastrose per l’irlandese, Schumacher invece parte in pole, ma tuttavia male, tanto che Mika lo passa e diventa irraggiungibile, andando a conquistare gara e Campionato Piloti.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Ancora una volta non è un uomo in rosso a conquistare il titolo Mondiale, ma il primo passo verso l’Era Ferrari è compiuto: dopo sedici anni il Mondiale Costruttori torna a Maranello. Da qui in poi sarà sempre e solo Ferrari.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Il 2000 è l’anno della consacrazione. Sarà la F1 2000 a scendere in pista. Prima gara, Melbourne, Australia: Michael vince, Barrichello, che da quest’anno lo affianca al posto di Irvine, arriva secondo. E’ questo il segnale che tutti stavano aspettando. La Ferrari era tornata.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Un tecnico dichiarerà: </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“I briefing con Michael sono sempre produttivi, con lui non si rischia di perdere tempo. Sa l’obbiettivo che vuole raggiungere, sa come spiegartelo”. </strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Il tedesco è inarrestabile; altre due vittorie nelle due gare seguenti: in Brasile e a Imola.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Al termine del Gran Premio di San Marino Schumacher dichiarerà: </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“Ha vinto la squadra migliore”. </strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Michael usa il termine <em>squadra</em>. Ed è un messaggio ben preciso. Insieme si vince, non solo lui, ma lui insieme agli altri. Squadra.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>I primi problemi arriveranno al quarto appuntamento stagionale; Silverstone, Inghilterra. La pista si trasformerà in un fiume sotto un’incessante pioggia battente. Alla fine trionferà Coulthard, davanti ad Hakkinen e a Schumacher terzo. E male dirà alla Ferrari anche in Spagna, a Barcellona. Ma al Gran Premio d’Europa, Nürburgring, Schumacher torna sul gradino più alto. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Seguirà però il sempre difficoltoso e ricco di imprevisti Gran Premio di Montecarlo. Nonostante la pole e 55 giri in testa, un problema al braccetto della sospensione posteriore sinistra mette fuori gioco il tedesco, costretto al ritiro. Vincerà Coulthard, ora diretto inseguitore nella classifica Mondiale. Ma il vero pericolo si chiama ancora Mika Hakkinen.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>A Montreal torna a splendere il tricolore: doppietta Ferrari. Il Mondiale sembra davvero vicino, con Hakkinen a 24 punti e Coulthard a 22. Ma non è così. Nei tre Gran Premi successivi i due piloti della McLaren riuscirono a recuperare rispettivamente 22 e 20 punti. La Ferrari in quei tre lunghissimi fine-settimana rimase a quota zero. In Francia, in Austria e in Germania Schumacher è costretto al ritiro. Unica nota positiva la prima vittoria di Barrichello sul circuito tedesco. Punti preziosi, perché permettono a Michael di rimanere nonostante tutto in testa al Mondiale. Ma Budapest e Spa videro trionfare il finlandese, che concretizzava così rimonta e sorpasso ai danni del ferrarista. Mancavano ora quattro gare, e sei punti di svantaggio nella classifica piloti.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Seguirà Monza, Gran Premio triste perché vedrà morire un volontario della Cea colpito da una ruota staccatasi dalla Jordan di Frentzen. Michael vincerà quella domenica, uguagliando a quota 41 il numero di vittorie di Ayrton Senna. Michael piangerà quella domenica. Il tedesco di ghiaccio piangerà per la morte del commissario della Cea, Paolo Ghislimberti. Schumacher è un campione, ma è innanzi tutto un uomo. Il mondo intero quel giorno se ne rese conto.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Il Campionato proseguì oltreoceano, nove anni dopo l’ultimo Gran Premio, la Formula Uno tornava in terra americana. Schumacher vincerà anche qui, portandosi in testa alla classifica con otto punti di vantaggio su Hakkinen che a causa della rottura del motore fu costretto a ritirarsi. Ora mancavano due gare; e bastavano due secondi posti per diventare campione del mondo.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>E si arriva così a Suzuka, Giappone. Un circuito che storicamente non porta bene alla Ferrari: qui ha perso gli ultimi due Mondiali, i medesimi finiti nel bottino di Hakkinen. Michael conquista la pole, ma in gara è costretto ad inseguire fin dalla prima curva il finlandese, che parte meglio di lui e fa sua la prima posizione. E qui, proprio qui, fu evidente al mondo intero uno dei punti di forza della Scuderia di Maranello: la tattica delle soste ai box. Lì si sarebbe deciso il Mondiale. Schumacher lo sapeva, i suoi uomini anche. A tredici giri dalla fine Michael rientrò per il pit stop, tre giri dopo Mika. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Queste le parole di Ross Brawn in quegli attimi:</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“Vieni Michael, è un hot stop” (lo chiama letteralmente così Ross Brawn, per indicare quanto si tratti di una sosta delicata).</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“Ok Michael, lui sarà lì quando uscirai. Io cercherò di guidarti, di parlarti mentre uscirai dai box…”</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“E’ stato un pit abbastanza buono Michael”.</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“No, è stato buono Michael”.</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>“Vai, vai, è stato perfetto Michael. Position one. Position one. Ora ti basta restare in pista…”</strong></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>E Schumacher in pista ci rimase eccome. Semplicemente vinse quel Gran Premio, vinse proprio quel Gran Premio di Suzuka che così tanti problemi aveva creato negli anni precedenti. Vinse il Mondiale Piloti, riportando la Ferrari ai vertici della Formula Uno, scrivendo la Storia, facendo esplodere di gioia migliaia di tifosi in tutto il mondo, senza dubbio quei piccoli grandi uomini, all’incirca seicento, che con lui avevano lavorato, sudato, gioito e pianto. Che con lui, insieme a lui, quella Storia l’avevano riscritta. Era solo l’inizio di un dominio assoluto che avrebbe portato persino delle modifiche ai regolamenti, forse a causa di una Ferrari troppo vincente, così tanto distante da tutti gli altri da rendere le gare noiose per alcuni. Le regole furono riscritte, ma la Ferrari continuò a vincere.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Nell’inverno precedente a quella stagione, Schumacher aveva dichiarato: </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“Mi piacerebbe diventare il primo campione del mondo del nuovo secolo”. </strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Detto fatto Schumi; la F1 2000, una squadra compatta e affiatata, gente di talento e spinta dalla passione, tifosi sparsi in tutto il mondo e un Paese intero, il nostro, che forse da quel momento più che in ogni altro è diventato anche un po’ il tuo, ti hanno aiutato, sostenuto. E ora gioiscono con te. Campione. Campioni.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>La lunga serie di successi e di record che Schumacher e la Ferrari avrebbero negli anni successivi fatto segnare, erano solo all’inizio. Stagione 2001, stagione in cui era necessario confermarsi leader, stagione quindi di grandi pressioni, di grandi attese. Bisognava vincere ancora. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Il Gran Premio di esordio fu nuovamente in Australia, il 4 marzo. Ed esattamente come l’anno precedente, Michael conquisterà pole e vittoria, ma questo sarà comunque un Gran Premio triste, perché morirà un commissario a bordo pista, colpito da una ruota scattatasi durante la collisione tra Villeneuve e Ralf Schumacher.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>E ci si cominciò davvero a chiedere quali potevano essere le contromisure per salvaguardare non solo la vita dei piloti e dei meccanici, ma anche quella dei commissari e del pubblico stesso, che quel giorno a Melbourne contò nove feriti.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>La seconda gara venne disputata in Malesia, e per la Ferrari si trattò di un doppio successo: non solo Schumacher vinse, ma Barrichello arrivò secondo, regalando agli uomini in Rosso la cinquantesima doppietta della storia Ferrari.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>A San Paolo, quindici giorni dopo, la Scuderia di Maranello ebbe invece qualche problema. Michael venne superato sia da un giovane e ambizioso Montoya che proprio quell’anno faceva il suo ingresso in Formula Uno, sia dal solito David Coulthard. Schumacher arriverà secondo, ritrovandosi in testa al Mondiale con soli sei punti di vantaggio sullo scozzese dopo appena tre gare disputate.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>E a Imola non sarebbe andata meglio: Schumacher fu costretto al ritiro a causa del danneggiamento e della successiva foratura della ruota anteriore sinistra. Barrichello invece, partito dalla sesta posizione, riuscì ad arrivare terzo limitando i danni quantomeno sul fronte Costruttori. Quel giorno la gara fu vinta da Ralf, fratello di Michael. Unica nota positiva per il tedesco, che quello stesso giorno si vide raggiungere ed appaiare in classifica da Coulthard.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Il quinto Gran Premio della stagione andò in onda a Barcellona, dove un imprevisto servì su un piatto d’argento dieci importantissimi punti al numero uno della Ferrari. Infatti Mika Hakkinen, l’eterno corretto rivale di Michael, ruppe il motore all’ultimo giro. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>A fine gara Schumacher non esulterà come al suo solito. Andrà piuttosto da Mika, lo abbraccerà confessandogli il dispiacere per un vittoria ottenuta così. A Michael piace vincere in pista, e non superando una macchina ferma. E Hakkinen è stato il suo grande rivale per quattro anni, tra loro c’è stima e rispetto reciproci.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Il sesto Gran Premio sarà un Gran Premio particolare, ricco di emozioni. Quello austriaco è uno dei pochissimi circuiti su cui Schumacher non ha ancora vinto. La pole è sua, ma in gara il tedesco parte male. E’ subito costretto ad inseguire Ralf e Montoya. Il giovane Schumacher però si ritirerà al 10° giro, e Michael riuscirà a riprendere il colombiano, cercando ripetutamente di superarlo. Alla fine entrambe le macchine finiranno nella sabbia: Montoya infatti ritardò così tanto la frenata per non farsi passare, da trascinare fuori pista anche la monoposto Rossa. Schumacher riuscì comunque a ripartire dalla sesta posizione. Nel frattempo Barrichello aveva raggiunto la testa della corsa. Col passare dei giri le cose cambiarono ancora: Coulthard riuscì a passare Rubens ai box, e Michael a risalire fino in terza posizione. Ma David è l’avversario più temibile, e sta andando a vincere il Gran Premio. Così dai box arriva l’ordine di far passare Schumi, di invertire le posizioni con Barrichello, secondo in quel momento davanti al tedesco.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“Rubens, lascia passare Michael”.</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“Rubens, lascia passare Michael, fallo per il campionato”.</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“Lascialo passare, per favore…”</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Il brasiliano, chiaramente controvoglia, ubbidì agli ordini di scuderia, ma lo fece solo a pochi metri dal traguardo, tanto da far risaltare il tutto platealmente. Dopo l’accaduto, in molti pensarono ad una definitiva rottura dei rapporti fra i due piloti. Ma non fu così. La forza della Ferrari è sempre stata anche questa: tutti per uno e uno per tutti. Una grande famiglia.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>A Montecarlo Michael tornerà a vincere, mentre quindici giorni dopo, in Canada, otterrà il secondo posto dietro al fratello Ralf e davanti al rivale di sempre Mika. Ora i punti di vantaggio su Coulthard erano 18, e aumenteranno ancora, diventando 24 al Gran Premio d’Europa, durante il quale i due fratelli tedeschi si daranno battaglia, una battaglia che alla fine vedrà vincere Michael. E in Francia le cose andranno persino meglio: i punti di vantaggio diventeranno 31, Schumacher vincerà la gara, la cinquantesima della sua carriera, grazie ad una strategia vincente ai box, che gli permetterà di superare il fratello, secondo alla fine della gara. A completare l’ottimo week-end il terzo posto di Barrichello.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>A Silverstone Michael non vincerà, arriverà terzo alle spalle di Hakkinen e del giovane ed esuberante Montoya. Ma i punti di vantaggio in prospettiva Mondiale salgono ancora, ora sono 37, con Coulthard ancora una volta fuori dai giochi, protagonista di un incidente con Trulli alla prima curva. A Monza e in Germania Schumacher sarà costretto al ritiro per problemi tecnici che lo vedranno coinvolto in due pericolosi incidenti, fortunatamente senza conseguenze. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Ma la situazione era comunque rimasta invariata, anzi, si faceva ancora più favorevole: 37 punti di vantaggio e sole cinque gare al termine. E il giorno perfetto sarà quello del Gran Premio d’Ungheria: pole e vittoria per Schumi, seconda posizione per Barrichello. In un colpo solo Mondiale Piloti e Mondiale Costruttori, doppietta Ferrari, cinquantunesima vittoria per il tedesco, quarto mondiale, il secondo consecutivo con la Scuderia di Maranello. Schumacher non riesce a trattenere la gioia; piange, salta. Il suo inconfondibile salto sul podio, il suo, quello che lo ha sempre contraddistinto. E che quel giorno, con ancora quattro Gran Premi da disputare ed il titolo già in tasca, sembrò un po’ più alto del solito. L’uomo dei record, gli fecero notare tutti. Lui rispose, la squadra dei record. Disse:</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“Qui c’è un calore, un’umanità che in altri posti non ho trovato. Dopo la mia famiglia, sono loro le persone più importanti della mia vita. Li amo tutti. Ho cercato di gridarglielo via radio, dopo la gara.”</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Negli ultimi quattro Gran Premi rimanenti Schumacher vincerà ancora in Belgio e in Giappone, portando a nove il numero della gare vinte durante la stagione, e a 123 i punti in classifica. Una stagione da sogno. Un sogno diventato realtà. E il meglio doveva ancora arrivare.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>La leggenda Ferrari è solo all’inizio. Un’altra stagione, quella 2002. Possibile vincere meglio della stagione precedente? Possibile fare di più? Possibile.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>La Ferrari raggiungerà il culmine del suo dominio, un dominio assoluto. Su 17 Gran Premi ne vincerà 15, 11 soltanto Schumacher. Il tedesco diventerà, piangendo di felicità per tutto l’ultimo giro del Gran premio di Francia, campione del mondo con 6 gare d’anticipo, finendo la stagione con un bottino di 221 punti, ovvero l’esatta somma di tutti i punti degli avversari messi insieme. Michael quell’anno andò sempre sul podio, così come la Rossa, sempre sul podio dal Gran Premio della Malesia in poi, anno 1999. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Fu una stagione strepitosa, nella quale i colpi di scena non mancarono. A Zeltweg, a Barrichello venne chiesto di farsi passare da Schumacher. Il brasiliano rispettò gli ordini di scuderia, frenando quasi sulla linea d’arrivo. Con il senno di poi, visto lo strapotere Ferrari, non ce ne sarebbe stato bisogno. Michael quel giorno lasciò simbolicamente il gradino più alto del podio e il trofeo del primo classificato a Rubens, il tedesco era infatti perfettamente consapevole di essere arrivato lui in seconda posizione, nonostante l’ordine d’arrivo ufficiale.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Più tardi, ad Indianapolis, le due Ferrari arriveranno sul traguardo appaiate, Michael frenerà negli ultimi metri, lasciando vincere Rubens. Favore ricambiato, segno di gratitudine e di stima. Reciproca. Barrichello otterrà così il secondo posto nel Mondiale Piloti. E si chiuderà una stagione fantastica che vedrà la Ferrari esercitare il più lungo dominio nella Storia della Formula Uno, e Michael Schumacher affermarsi come il più grande pilota di tutti i tempi.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Il 2003 sarà un anno meno facile, ma ugualmente vincente. Fu ancora una volta il Gran Premio del Giappone lo scenario dell’ultimo atto di un’annata che avrebbe ancora una volta visto vincere gli uomini in Rosso. In pole c’era Barrichello, con il diretto rivale di Michael, Raikkonen, in ottava posizione. Schumacher invece partiva dalla quattordicesima. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Al 6° giro un incidente con Salo, l’alettone anteriore danneggiato: subito ai box e rientro in pista in ventesima posizione. Michael è nervoso, tanto che comincia a parlare senza sosta con gli uomini al box, chiedendo informazioni sulle posizioni degli altri. Ross Brawn, uomo di motori, uomo esperto, che ben conosce il campione tedesco, interviene cercando di ristabilire calma e concentrazione. Dice a Michael:</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“Michael, stai zitto e guida”</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Parole che in certi momenti possono sembrare brutali, ma che ti aiutano, ti accompagnano, ti guidano verso un trionfo che è ancora una volta di squadra. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Quello fu il Gran Premio in cui La Ferrari vinse Mondiale Piloti e Mondiale Costruttori. Barrichello vinse la gara, tenendo dietro Raikkonen e permettendo a Schumacher di vincere il suo sesto mondiale, nonostante l’ottavo posto in gara. Un punto, un piccolo preziosissimo punto che alimentò la Leggenda. Ancora Campioni.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>La professionalità di Schumacher fu ancora una volta determinante. Il suo motorista, Mattia Binotto, racconta:</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“La sua dedizione non è più una sorpresa per noi. C’è stato una anno in cui due giorni dopo aver vinto il Mondiale Piloti, lo trovammo alle 8.00 già in pista al Mugello, per alcuni test programmati da tempo. Chiunque si sarebbe fatto sostituire da un collaudatore, Michael no. Era lì in pista come se il Mondiale fosse ancora in gioco. Tutto questo serve a<span>  </span>fare squadra, a dare ancora più motivazioni a chi lavora con lui”.</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Già, la squadra. E’ una squadra che segue Schumacher, che vuole bene a Schumacher, e che il tedesco considera la sua seconda famiglia. E rimane indelebile nella memoria quel sesto giro dell’ultimo Gran Premio, in Giappone, quando Michael rientrò ai box per sostituire l’alettone anteriore danneggiato in seguito allo scontro con Salo. Massimo Trebbi, addetto a sollevare la monoposto con il cavalletto piazzandolo proprio sotto l’ala anteriore, si rese immediatamente conto che i sostegni necessari per l’operazione erano saltati nel tamponamento. E così non ci pensò su due volte: si piegò sul muso della F2003-GA e lo sollevò, lo tenne su, subito aiutato da altri quattro meccanici. Questa mossa permise alla Ferrari numero uno di essere riparata, di ripartire, di finire la gara, di vincere il Mondiale. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Questo episodio è il simbolo di quella compattezza e di quel senso del gruppo che spinsero la Scuderia di Maranello a livelli inarrivabili per chiunque altro. La forza stava tutta lì. In un gruppo di circa seicento uomini. Tutti ugualmente importanti.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Il 2004 sarà l’anno della consacrazione definitiva. Un anno in cui molti si aspettavano un calo da parte della Scuderia di Maranello. E anche da parte di un pilota ormai vincitore di sei titoli mondiali, e quindi, forse, già sufficientemente appagato. Ma si sbagliavano. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>La Ferrari vinse il suo sesto Mondiale Costruttori consecutivo, Schumacher conquistò il suo settimo titolo mondiale, il quinto consecutivo, con quattro Gran Premi ancora da disputare. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>E’ l’anno in cui non c’è competizione. La Rossa corre sostanzialmente da sola, è l’anno dei record, di nuovi record che vanno a perfezionare quelli già ottenuti nelle stagioni precedenti. Un anno in cui il trionfo sarà assoluto, con ben otto doppiette e oltre ottanta vittorie in carriera per il fuoriclasse tedesco.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Jean Todt dice di lui:</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>“Professionalmente parlando ciò che mi impressiona di più è la sua fame di vittorie; è unica. Lui è già nella leggenda da molto tempo, però non ci pensa, resta sempre concentrato sulle gare, su quello che fa”.</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Questo è Michael Schumacher. E’ questo ed è molto altro. Michael è un campione, il più grande campione di Formula Uno di tutti i tempi. Da quando ha lasciato le corse la sua mancanza si sente moltissimo. Tanto che è forte la sensazione, quelle rare volte che lo si vede ancora all’interno dell’abitacolo di una Ferrari per qualche test, che quella macchina sia ancora sua, sua soltanto. E che gli altri l’abbiano solo in prestito. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>E accanto al suo immenso talento mi piace sempre ricordare il suo lato umano e generoso, quello che tiene nascosto, quello che non mostra alle telecamere. La dolcezza e la solidarietà di un uomo, di uomo come tutti gli altri. In molti forse non sanno che Schumacher si è sempre dato molto da fare per chi è meno fortunato. Donazioni, partecipazioni, telefonate, visite. E chi lo ha sempre criticato per non aver mostrato questo suo lato, non ha capito nulla. Perché queste sono cose che non si mettono sotto ai riflettori, che non si sbandierano al mondo intero. Sono gesti che nascono nel cuore, e che lì devono rimanere gelosamente custoditi.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Non rimane che un semplice ma grande e sentito <em>grazie</em> a questa Scuderia, alla Ferrari, ai suoi uomini; escluso nessuno. Grazie per le vittorie sudate e i trionfi schiaccianti. Grazie per lo spirito di squadra, per quel senso dell'altro e del gruppo che ha dato una lezione di professionalità al mondo intero, facendoci sentire orgogliosi di essere italiani. Grazie all'uomo-simbolo di questa Squadra, a Michael Schumacher, per la dedizione e la serietà con cui ha lavorato in tutti questi anni. Grazie perchè la passione, mia personale, per questo sport, è cresciuta insieme a voi. Voi che siete e rimarrete sempre il Dream Team.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;">{Per le dichiarazioni dei diretti protagonisti (frasi virgolettate e in corsivo): <em>Formula Ferrari</em>, Boroli Editore}</span></span></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[due su due]]></title>
<link>http://molengai2.wordpress.com/?p=753</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 22:33:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>molengai2</dc:creator>
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<description><![CDATA[per due volte sono riuscito a portare in vantaggio la mia squadra di biliardo e per due volte ho bev]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>per due volte sono riuscito a portare in vantaggio la mia squadra di biliardo e per due volte ho bevuto alla pallina nera perdendo la partita :(</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Storia semiseria di una Direzione Romana]]></title>
<link>http://gabdegiorgi.wordpress.com/?p=96</link>
<pubDate>Tue, 13 May 2008 10:09:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gabriele De Giorgi</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Venerdi 9 maggio a Roma si è tenuta la direzione romana convocata da Riccardo Milana a seguito, se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gabdegiorgi.files.wordpress.com/2008/05/homepage.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-97" src="http://gabdegiorgi.wordpress.com/files/2008/05/homepage.jpg" alt="" width="510" height="168" /></a><br />
Venerdi 9 maggio a Roma si è tenuta la direzione romana convocata da Riccardo Milana a seguito, se ci fosse bisogno di ricordarlo, della sconfitta subita dal Partito Democratico in Italia ed in particolar modo a Roma con la vittoria di Gianni Alemanno. Aspettavo un temporale ed invece si è risolta in una afosa, tipica, giornata romana.</p>
<p>Ho raggiunto sulla mia cenciosa ford fiesta via dei frentani ed il suo centro congressi intorno le 14.30 concedendomi un ora d'anticipo in un impeto di puntualità e perchè non riesco più a fare uno stimato di arrivo decente quando mi muovo in automobile per Roma (il che mi fa sentire con D'alema che non conosceva il costo di un litro di latte).</p>
<p>La direzione è iniziata con un ora di ritardo, ed è stata confusa, senza mai il senso di un traguardo da raggiungere. Si sono succeduti interventi di sostanza, intervente di indirizzo, interventi di passerella.</p>
<p>Riccardo Milana ha invitato Ciarla a proseguire il suo lavoro come presidente dell'assemblea e Mario ha accettato, rilevando che infondo meglio di così non si poteva fare. Il che spezza purtroppo la mistica aura di superiorità politica che si era guadagnato, nel mio cuore, dimettendosi.</p>
<p>Morassut ha difeso strenuamente il suo operato contraddicendo i vari punti espressi dalla trasmissione, per altro molto ben fatta, della Gabbanelli. Sulla vicenda Report-Morassut non ho idee molto chiare, credo però che non sia opportuno alzare gli scudi ognivolta che un giornalista parla.</p>
<p>Difendere il partito non puo' essere difendere lo status quo.</p>
<p>Si è svuotata la sala troppo presto, ignorando le norme di buona politica e di buon costume, lasciando pochi ad ascoltare le conclusioni.</p>
<p>Direzione aggiornata a mercoledi 14.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il peggior tennista del mondo vince un match dopo tre anni di sconfitte]]></title>
<link>http://titelevi.wordpress.com/?p=17</link>
<pubDate>Thu, 01 May 2008 00:35:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>titelevi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Robert Dee ha eguagliato il primato negativo
del guatemalteco Diego Beltranena
ROMA - Una vittoria n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#000000;">Robert Dee ha eguagliato il primato negativo<br />
del guatemalteco Diego Beltranena</span></p>
<p><span style="color:#000000;">ROMA - Una </span><a href="http://www.anuncioses.com/"><span style="color:#000000;">vittoria</span></a><span style="color:#000000;"> netta, in due set. Arrivata dopo ben cinquantaquattro sconfitte consecutive. E così Robert Dee, considerato il peggior tennista professionista del mondo, ha potuto finalmente gioire dopo una lunga odissea di incontri persi iniziata nell'aprile del 2005 in Messico. È successo in un torneo a Reus, in Spagna. Dee, britannico di 21 anni, ha battuto Arzhang Derakhshani per 6-4, 6-3. <!--more--></span></p>
<p><span style="color:#000000;">LA CARRIERA - La vittoria gli ha però impedito di diventare il detentore assoluto della striscia negativa più lunga mai realizzata nel tennis professionistico, primato che Dee ora condivide con il guatemalteco Diego Beltranena, che perse 54 match di fila tra il 1997 ed il 2005, riuscendo però in questo lasso di tempo a vincere almeno un set. Chissà se nella gioia della vittoria, Dee abbia provato anche un pizzico di amarezza per il record sfumato. E comunque, la soddisfazione è durata poco visto che il tennista, nel secondo turno, è stato sconfitto per 6-3, 6-1 da Artur Romanowski. Prima di battere Derakhshani, Dee - che aveva inseguito la vittoria partecipando ai tornei peggiori del mondo vagando tra Ruanda, Iran e Colombia - aveva perso 108 set consecutivi. La sua miglior posizione nel ranking Atp è stata la numero 1.466. </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abbiamo perso, e due]]></title>
<link>http://marcosimoni.wordpress.com/?p=180</link>
<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 17:45:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcosimoni</dc:creator>
<guid>http://marcosimoni.wordpress.com/?p=180</guid>
<description><![CDATA[Avevo davvero peccato di ottimismo.
E comunque, non c&#8217;entra nulla la sicurezza. Ossia, la sicu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo davvero peccato di <a href="http://marcosimoni.wordpress.com/2008/02/09/opinioni/" target="_blank">ottimismo</a>.</p>
<p>E comunque, non c'entra nulla la sicurezza. Ossia, la sicurezza c'entra molto nel senso che è chiaramente il cavallo di battaglia della destra in tutto il pianeta in tempi di globalizzazione. Ma non è che la sinistra vince quando usa la sicurezza. Blair diceva "duri contro il crimine e duri contro le cause del crimine" perchè anche questo è un tema e bisogna dire delle cose sensate, ma non è che se Rutelli avesse iniziato a dire "cacciamo tutti i romeni e anche i musulmani gia che ci siamo" avrebbe preso più voti. Avrebbe preso più voti, come aveva fatto proprio Rutelli nel 1993, qualcuno che avendo tante cose da dire (tra cui la sicurezza ovviamente) avendo un'idea di futuro e sapendola trasmettere, fa apparire la destra che blatera di sicurezza, appunto, come qualcuno che blatera. Quando poi si esaurisce un ciclo, non si ricomincia con lo stesso candidato del principio, ma si cambia candidato. Scommetto che Nicola ZIngaretti avrebbe vinto a Roma, ma non solo lui. Ce n'erano alcuni di bravi, meno vecchi di Rutelli, stimati, e anche nelle file tradizionali dei partiti, senza invenzioni. Invece, ci becchiamo Alemanno. Anzi, si beccano i romani. Qui a Londra votiamo il primo Maggio, e mi sa che anche qui tira una brutta aria per Ken, non a caso eletto la prima volta circa dieci anni fa.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[e siamo a 5...]]></title>
<link>http://lindina.wordpress.com/?p=70</link>
<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 23:13:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>lindalopez</dc:creator>
<guid>http://lindina.wordpress.com/?p=70</guid>
<description><![CDATA[Un altro..la palla che si infila tra la rete..
un goal amaro..inutile..triste..ma pur sempre un goal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro..la palla che si infila tra la rete..<br />
un goal amaro..inutile..triste..ma pur sempre un goal...alla fine abbiamo perso..ma io ne ho messa un' altra dentro..<br />
sono arrivata a 5..2 di sinistro..uno di destro..uno di ginocchio (oggi) e uno non si sa come...<br />
da 0 a 5...</p>
<p>Sono legata ai numeri...e il 5 mi ha portato bene..oggi ero il 6..ultimo uomo e ruolo del cazzo..</p>
<p>5..</p>
<p>27/10/07  17/11/07  17/02/08  5/04/08  18/04/08<br />
2 in casa...3 fuori..2 alla capolista..i numeri vari..3 5 6 14...<br />
son sempre numeri...</p>
<p>Il più bello? forse quello del 17....il mio primo vero goal...perchè quello del 27 non lho vissuto come mio...ma il 17 a Jesi..quasi le lacrime..<br />
Il più brutto? quello di oggi..non è servito a niente...<br />
il più importante? quello del 5...vincere 1 a 0 grazie a me..beh è stato magico...</p>
<p>Chi legge  penserà che mi sto vantando..ma pensare che sono la seconda che ha segnato di + della squadra mi fa stare bene..alla fine ogni tanto servo a qualcosa..non ho molte occasioni..le poche cerco di sfruttarle...e passare da 0 a 5 è stato magico...fino all anno scorso mi chiedevo cosa si provava..ora lo so..e me lo voglio vivere..lho vissuto al massimo..urlando saltando..abbracciando..e soprattutto sorridendo..quasi fino alle lacrime...</p>
<p>"Linda..ci hai fatto un altro goal..." Non ti ho guardato in faccia..non ti ho cagato nel pulmino...un po' mi hai deluso..ma pazienza..</p>
<p>Sabato ultima di campionato per la primavera..<br />
Domani tutti a Gordige...per la finale...serie A! Un sogno..<br />
Speriamo bene..meglio di oggi...</p>
<p>Notte a tutti..</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[bah]]></title>
<link>http://lindina.wordpress.com/?p=64</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 02:30:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>lindalopez</dc:creator>
<guid>http://lindina.wordpress.com/?p=64</guid>
<description><![CDATA[non so perchè ma sono qui..devo spingere i tasti della tastiera piano, piano per non svegliare ness]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>non so perchè ma sono qui..devo spingere i tasti della tastiera piano, piano per non svegliare nessuno..<br />
sono le 4.21...in teoria le 3.21 della notte ma l'orario è cambiato...chissà...</p>
<p>oggi giornata strana..strana ma strana..<br />
compito di mate di merda...mavvafanculo vai! ecco...non ci voglio pensare..</p>
<p>poi subito cesenatico..al cimitero con vasco..e le lacrime che volevano scendere giu a fiumi...il destino lha voluto..è partita la nostra canzone...di quella estate del 2005..o del 2006...cmq quella del gruppone, del parchino, delle prime paglie scroccate, delle coccole sotto le stelle, dei teli da mare nel bauletto dello scarabeo...<br />
quell'estate del tavolino del parco grande.....</p>
<p>"non senti che tremo mentre canto? è il segno di un'estate che vorrei potesse non finire mai..."</p>
<p>poi in spiaggia a congelarci i piedi..prima di prendere freddo in panchina (giustamente visto che non mi sono allenata per la mia caviglia dolorante) e prendere 3 goal..e farne solo 1..mavvvvafff..</p>
<p>almeno mangiata e bevuta..tra lacrime sta volta non mie e partenze senza ritorno per Barcellona..si parte..imbucati a una festa..tra l'altro della Jessica..l'amica della Saru..eheh SORPRESA....a bere fumare cazzzatonare... :)</p>
<p>poi bo..quello che è successo dopo mi ha fatto venire qui..subito qui a scriverlo...non so se sono felice o triste..so solo che sono stata benissimo..come quando vuoi fermare il tempo...sono dolcissimi..le parole di Fabio...come hold u down..e poi io mi blocco e non so cosa dire...però nel salutarci alla fine è successo...devo ricordarlo? cancellarlo? non lo so..e lei?lui? noi???</p>
<p>bo bo e bo..<br />
la vita è sempre + complicata.......chissà...ormai ci rimangono solo i sogni....e io ho imparato a sognare..e non smetterò!</p>
<p>NOTTE</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dietro lo spessore delle nuvole]]></title>
<link>http://fernandacorona.wordpress.com/?p=48</link>
<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 13:25:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fernanda Corona</dc:creator>
<guid>http://fernandacorona.wordpress.com/?p=48</guid>
<description><![CDATA[Ciao,
Sono mesi che non parliamo, che non ci vediamo, che non abbiamo un contatto. Ed è da un sacco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Ciao,</font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Sono mesi che non parliamo, che non ci vediamo, che non abbiamo un contatto. Ed è da un sacco di tempo che voglio scriverti e lo so che preferisci che le persone ti parlino direttamente, ma sai che io a parlare sono un disastro e che preferisco scrivere per mettere in ordine le parole e i concetti. </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Io ti ho cercata in questi mesi. Io <i>sola </i>ti ho cercata. Da parte tua nessun cenno, mail, sms o una chiamata.<br />
Quando ti ho detto che era morto un mio amico, solo tu sapevi come mi sentivo dentro, cosa mi passava per la testa, perchè sei tu l'unica a conoscermi nel profondo. Credevo che mi saresti stata vicina, e i tuoi messaggi in effetti son stati quelli che più mi han risollevata. Ma non credevo poi saresti sparita. Tutto crollava e io avevo bisogno di un tuo abbraccio, lo sai che piango solo con te.<br />
Ti ho telefonato un paio di settimane fa, c'era l'avviso di chiamata. Ho riagganciato credendo mi avresti richiamata tu una volta terminata la tua conversazione. <i>E invece no</i>. </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Non so cosa ti ha allontanata da me. Non so se ti sei impuntata a non cercarmi per punirmi di quando la mia fiducia in te è vacillata un attimo, o se ti ho proprio fatto qualcosa che non puoi capire o perdonare.<br />
Ho cercato di archiviare la questione <i>8</i> <i>dicembre</i> un settimana dopo il fatto, nonostante tutti i dubbi idioti o meno che avessi e la ferita che aveva lasciato in me quell'evento. Io so che non mi importa niente di quel che è successo. So che a prescindere da quell'episodio, <i>tu sei la mia migliore amica</i>.  </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">So che tu sei importante per me. So che mi manchi. E tu non hai idea di quanto. So che nessuno potrà mai prendere il tuo posto nel mio cuore. </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><i>Non ci sarà mai nella mia vita un'amica oltre a te</i> in grado di sostenere una media di  telefonate e sms al giorno come era la nostra. Sempre in contatto per raccontarci pensieri, cazzate, ogni cosa divertente che si sentiva, una nuova canzone da scaricare, weekend da organizzare, dare il  buongiorno e la buonanotte o anche solo per sentire una voce amica.<br />
Ora il mio telefono non suona più come prima.<br />
Per certo non ho vinto la nostra sfida contro la <a href="http://www.wind.it/it/opzioni/scheda60.phtml?sez=Privati" target="_blank">Wind</a>: non riesco davvero a finire i 4000 sms gratis al mese. Con te ce l'avrei fatta. </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><i>Non ci sarà mai nella mia vita un'altra amica oltre a te </i>a cui poter raccontare ogni mio assurdo dubbio senza che mi creda una psicopatica. Con te potevo essere davvero me stessa, riuscivo a confidarti ogni cosa, smascheravi ogni bugia che dicevo a me stessa solo guardandomi in faccia.<br />
Parlavamo di tutto. Dalle vere tragedie famigliari, personali, sentimentali alle più idiote cazzate del pianeta. Con te non c'eran mai tabù, nè segreti. C'era una vera libertà di espressione tra noi. Tu capivi me, e io te. <i>Anche senza parlare</i>. </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><i>Non ci sarà mai nella mia vita un'altra oltre a te</i> con cui saprò, o potrò, parlare di sesso, di fantasie erotiche scandalose, di notti indecenti, di posizioni da mal di schiena, di luoghi improbabili e di dettagliati dettagli. </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><i>Non ci sarà mai  nella mia vita qualcun'altra oltre a te</i> in grado di ridere con me come facevo con te, nessuna che sappia realmente risollevarmi il morale quando tutto va storto o mi son alzata male.<br />
Non ci sarà nessuna sbronza così divertente come lo erano con te. Non ci serviva niente per far scattare una festa, eccetto noi due. Nient'altro.<br />
A volte bastava sparare lo stereo con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=M5szeAnehPU" target="_blank">Numb </a>e cantare a squarciagola, farci delle foto in versione belve di satana, andare in giro a coglionare qualcuno solo per il gusto di farlo, andare in missione cuore infranto o andare in birreria a saltare sotto il palco come le invasate con certe tribute band. </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Con nessun'altro potrà esserci la confidenza, il feeling e l'intesa che c'era tra noi.<br />
Noi complici <i>nel bene e nel male</i>, sempre. Noi che lottavamo fianco a fianco l'una per l'altra. Noi che le vittorie di una erano gioia per l'altra e noi che le sconfitte di una era dolore per l'altra. Noi leali e fedeli, noi che ci stimiamo, noi <i>inseparabili </i>in pace e in guerra, noi <i>indivisibili </i>nel bene e nel male. Noi pronte a mettere tutto in discussione per l'altra. Noi pronte a correre in caso di emergenza. </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">So che tutto questo mi manca e che ti rivoglio nella mia vita. Lo sai che sono <i>una dannata egoista</i>: ho bisogno di te,  delle tue parole, di piangere un po' con te, di avere di nuovo con me la mia migliore amica.<br />
</font></font><br />
<font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Ora io non so cosa fai, cosa ti succede, se stai meglio, se ti manco anch'io un poco, se questo silenzio finirà, se usciremo a prenderci una sbronza da qualche parte fino a mattina per riavvicinarci un po' e raccontarci questi mesi fuori dalla vita l'una dall'altra. </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Forse ora avrai gli occhi colmi di lacrime, perchè lo so che sei una sentimentalona e spero di sentirti presto perchè <i>credo che dietro lo spessore delle nuvole ci sia il sole e che prima o poi tornerà a splendere.</i> </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Mi manchi. Ti voglio bene, lo sai. </font></font></p>
<p style="margin-bottom:0;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Volevo un vestito bianco]]></title>
<link>http://elucy.wordpress.com/?p=21</link>
<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 22:43:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>elucy</dc:creator>
<guid>http://elucy.wordpress.com/?p=21</guid>
<description><![CDATA[Girai tutti i negozi della mia città alla ricerca di un abito bianco senza trovare nulla.
Andai nei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Girai tutti i negozi della mia città alla ricerca di un abito bianco senza trovare nulla.<br />
Andai nei negozi delle città vicino ma se ne trovavo uno bianco, e mi potevo accontentare anche di un modello appena appena soddisfacente, di sicuro era troppo grande per me. Della mia taglia, sì che mi stavano pure bene, mi proponevano vestiti blu, rossi, viola. Non bianco.<br />
Ripiegai così alle bancarelle, ai siti di e-commerce e perfino ai mercatini di usato.<br />
Proprio in un negozietto di usato, quando stavo perdendo ogni speranza ed ogni voglia di cercare, fui attratta improvvisamente da un pezzo di stoffa bianca che sbucava da un appendiabiti con le rotelle. Forse un po' retrò, ma mi colpì decisamente. Pizzo di sangallo, taglio perfetto e, sebbene usato, era stato conservato con cura e sapeva di fresco.<br />
Lo provai: sembrava cucito addosso. Me lo tolsi subito e lo appoggiai un attimo fuori dal camerino per non rovinarlo nel caos di quello stanzino affollato di abiti dismessi, per poi rivestirmi ed avviarmi alla cassa. Quando vidi una ragazza di piacevole presenza, con dolci occhi chiari, avvicinarsi con fare sicuro, e più determinata di quanto fossi stata io, lo tirò a sè.<br />
"Ah che bel vestito bianco. Sono anni che vesto solo di nero e ho una voglia matta di cambiare. Mi riporta all'adolescenza questo abitino, ne avevo uno come questo, sembra proprio lo stesso. Che voglia di romantici ricordi."<br />
"Ma l'avevo visto io, l'ho già provato, è l'abito per me. Sei sicura che vuoi veramente questo? Tu hai già indossato un abito bianco così, io no. Ora tocca a me." avrei voluto dirle, urlarle.<br />
Ma le mie paure, o forse il mio orgoglio, non me lo permisero.<br />
Tornai a casa senza l'abito bianco, e, dopo averne portati un paio giallo canarino, decisi che era il caso di rimanere nuda a mettere ordine nel mio guardaroba.<br />
Mi capitava però, ogni tanto, di intravedere la bella ragazza con l'abito bianco. Anche se non sembrava più tanto contenta del suo acquisto, e neanche tanto curante di tutto quel delicato bianco.<br />
Volta dopo volta, vedevo il suo sguardo meno dolce, e l'abito riempirsi di macchie nere.<br />
Forse se ne rese conto anche lei, perchè un giorno corse verso uno scaffale di un bel negozio di moda del centro, prese un elegante tubino nero e lo indossò, lasciando a terra l'abito bianco a macchie nere.<br />
La vidi appoggiarlo lì, vicino a me.<br />
Ma dico io, perchè ora dovrei volere indossare un dalmata?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Seconda partita ... seconda sconfitta]]></title>
<link>http://hattrickroma.wordpress.com/?p=108</link>
<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 16:30:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>ibbsen</dc:creator>
<guid>http://hattrickroma.wordpress.com/?p=108</guid>
<description><![CDATA[Il Nuraghe ha cominciato a giocare, bene; ha cominciato ad avere un possesso palla superiore al 50% ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nuraghe ha cominciato a giocare, bene; ha cominciato ad avere un possesso palla superiore al 50% in tutte e due le partite ... bene.  Ha venduto tre giocatori riempendo le casse di circa 600 mila Euro ... Molto bene. Gli sponsor sono felici ... Benissimo.</p>
<p>Il Nuraghe ha perso entrambe le partite, perso tre tifosi (ormai irritati) pur essendo la terza squadra più forte del girone... MOLTO MALE !!!</p>
<p>Ma il campionato è lungo ... ci rincuora ma non ci soddisfa.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Categorie della disperazione]]></title>
<link>http://hattrickclub.wordpress.com/?p=236</link>
<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 20:14:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bort</dc:creator>
<guid>http://hattrickclub.wordpress.com/?p=236</guid>
<description><![CDATA[Stavo badando alle categorie in cui classifichiamo i post del blog. Mi sono accorto che abbiamo una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo badando alle categorie in cui classifichiamo i post del blog. Mi sono accorto che abbiamo una sorta di <b>ridondanza di categorie di dolore e pianto </b>che si sono sommate post dopo post (trovate la lista delle categorie nella colonna di destra del blog).</p>
<p>Ad oggi sono state create:</p>
<ul>
<li>crisi</li>
<li>dramma</li>
<li>profonda crisi</li>
<li>tragedia</li>
</ul>
<p>e aggiungerei anche:</p>
<ul>
<li>sconfitte</li>
</ul>
<p>Mi sto interrogando su quali conclusioni si possano trarre da questo fenomeno...<br />
Visione pessimistica del mondo e di hattrick?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lo sapevamo già, eppure...]]></title>
<link>http://hattrickclub.wordpress.com/?p=235</link>
<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 14:19:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>upupax</dc:creator>
<guid>http://hattrickclub.wordpress.com/?p=235</guid>
<description><![CDATA[Eppure rimaniamo delusi comunque..
Abbiamo seguito con ansia entrambi i match, il mio è quello di A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blogs.columbiatribune.com/photo/wire_092707.jpg" alt="Delusioni" align="left" height="289" width="208" />Eppure rimaniamo delusi comunque..</p>
<p>Abbiamo seguito con ansia entrambi i match, il mio è quello di AS Braulio. Le partite sono state molto equilibrate, ma alla fine lui ha vinto lo stesso. Complimenti a lui dunque! Del sano fairplay e ci prepariamo per la nuova stagione in cui speriamo solo di migliorarci!</p>
<p>Il nostro pensiero va anche al mister di A.S.Voltagiacchetta (1693949) il quale dopo aver dominato la classifica per tutto il campionato, ha perso lo scontro diretto negli ultimi 10 minuti, dopo una partita a dir poco rocambolesca, nella quale aveva rimontato ben 4 gol, e perdendo il campionato per differenza reti.</p>
<p>Delusioni per tutti dunque, anche per il Mandorlato Lebowski che abbandona hattrick reputandolo un gioco in cui conta solo il centrocampo (ed io sinceramente non me la sento di dargli torto).</p>
<p>Stagione finita! Vacanze per tutti e 2 settimane per rinnovare e rinnovarsi! In ogni caso sempre e comunque ¡que viva Sánchez!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Traguardi e ostacoli]]></title>
<link>http://hattrickclub.wordpress.com/?p=230</link>
<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 18:15:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>upupax</dc:creator>
<guid>http://hattrickclub.wordpress.com/?p=230</guid>
<description><![CDATA[
Tutto quello che potevamo fare l&#8217;abbiamo fatto, ma a pochi metri dal traguardo siamo ancora d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://z.about.com/d/studenttravel/1/0/4/J/ujena-finish-sign.jpg" alt="Traguardi" align="top" height="358" width="500" /></p>
<p>Tutto quello che potevamo fare l'abbiamo fatto, ma a pochi metri dal traguardo siamo ancora dietro di un punto.</p>
<p>Purtroppo la speranza che AS Braulio motsasse contro di noi è stata delusa e la vittoria di oggi ha il sapore amaro della sconfitta.  Sabato prossimo dovremo sperare in una vittoria della terza classificata, che però non ha particolari interessi a vincere se non per la semplice soddisfazione personale.</p>
<p>Restano molti rimpianti. Una partita con un errore di riposizionamento, un pareggio che si poteva evitare ed una sconfitta per una piccata che non ha giovato a nessuno: ecco il materiale su cui il mister Sànchez dovrà riflettere.</p>
<p>La vittoria 5-0 è già alle spalle, si guarda ai giovani, l'anno prossimo l'obiettivo sarà solo uno: superare l'ostacolo VIII.</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
