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	<title>scene-di-vita-familiare &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/scene-di-vita-familiare/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "scene-di-vita-familiare"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 10:21:50 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Mi chiamo ___ e sono una peste]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=434</link>
<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 08:13:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono le 9.27 di mattina mentre scrivo &#8220;Sono&#8221;, quindi buongiorno! Sono contenta di avere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono le 9.27 di mattina mentre scrivo "Sono", quindi buongiorno! Sono contenta di avere il tempo di scrivere un po', mi mancano la routine blogghica, i miei lettori e i miei colleghi, gli amici blogger e tutto ciò che fa parte di questo mondo. Non so dire se il mio è un ritorno definitivo, di certo sto tirando un attimo di respiro dopo un ferragosto comprensibilmente carico di gente, lavoro, straordinari e privo di giorni liberi. A sentire tutti, c'è ancora questo weekend 22-24 da affrontare poi tutto si calmerà. Il bilancio di queste ultime due settimane comunque è buono: dopo tutto sto lavorare avrò un bello stipendietto, in questi giorni quando non lavoravo o dormivo ero sempre fuori coi colleghi (che tristezza quando inizieranno ad andarsene via tutti, uno dopo l'altro, <em>[in sottofondo parte "L'estate sta finendo" dei Righeira]</em> mentre anche il campeggio si svuoterà e resteranno quei quattro vecchietti tedeschi che fanno le vacanze a maggio e settembre e quei duecento stagionali che faranno a botte per rinnovare il contratto), la cassa non mi è tornata quasi mai (5/6 volte su 15 giorni, pensavo peggio) e quelle poche volte che lo faceva provavo un moto di commozione che bagnava il modulo di quadratura cassa di una lacrimuccia. E poi...</p>
<p>Beh, e poi c'è lei.</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/08/dscn1593.jpg"><img class="size-medium wp-image-435 aligncenter" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/08/dscn1593.jpg?w=276" alt="" width="276" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:left;">Sì, dopo tanto titubare e rimuginare, alla fine ci siamo decisi, e abbiamo portato a casa questa <strong>piccola peste</strong>. Ha due mesi e mezzo, e la foto sopra è stata scattata il primo giorno, quando non ha fatto altro che dormire, cercare coccole e piangere, e l'altro mio cane la guardava con un disprezzo agghiacciante. Dopo dieci giorni, è già un pochino cresciuta (non riesci più a prenderla su con una mano sola, a meno che tu non le abbia a badile come mio cugino), il vecchietto l'annusa prudentemente e la tollera, e la piccola salta come una pazza, ogni tanto le prendono i cinque minuti e si mette e saltare e correre e a rincorrere gli angeli, poi distrugge e morde tutto ciò che le capita a tiro. In più, abbiamo la sensazione che il padre fosse un cane da tartufo, perché quella non fa altro che annusare la terra, scavare buche e insozzarsi il musino. Ah, e spisciotta dappertutto.</p>
<p style="text-align:left;">Al contrario del <a href="http://parlaperlapirla.wordpress.com/2008/07/29/dinamismo-di-un-cane-al-guinzaglio/" target="_blank"><strong>"fratellastro"</strong></a>, è una diva che non disdegna l'obiettivo e si mette volentieri in posa per foto e video. Quindi ve la faccio vedere bene e, <a href="http://parlaperlapirla.wordpress.com/2008/06/21/giorni-canini/" target="_blank">come s'era pensato già due mesi fa</a>, ditemi un po' come la chiamereste voi sta bestiola. Fermo restando che ovviamente dopo dieci giorni un nome ormai ce l'ha, a cui peraltro già risponde e che secondo me le calza a pennello come lo strano cappello a Memole. <em><strong>Ptuuuà!</strong></em></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/08/dscn1635.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-437" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/08/dscn1635.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/08/dscn1592.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-436" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/08/dscn1592.jpg?w=300" alt="" width="300" height="280" /></a></p>
<p style="text-align:left;">Lo so, lo so, sarebbe stato simpatico e anche più sensato sottoporvi questo sondaggio subito, ma chi ce l'aveva il tempo dieci giorni fa? Senza contare che c'abbiamo messo tutto un pomeriggio noi tre per metterci d'accordo, figuriamoci se avessi avuto pure altre proposte!, quella adesso sarebbe ancora senza nome... E poi mi diverte vedere se qualcuno ha la mia stessa idea (perché alla fine il nome definitivo è farina del mio sacco, approvata poi dalla famiglia intera). Fosse stato un maschio, l'avrei chiamato <strong>Gino</strong>, avevo già deciso.</p>
<p style="text-align:left;">E invece.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scene di vita familiare. Il corredo]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=426</link>
<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 11:57:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come molti avranno capito o sapranno e molti altri no, io vivo in campagna. Il che presuppone che io]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Come molti avranno capito o sapranno e molti altri no, io vivo in campagna. Il che presuppone che io spesso debba fare i conti con vecchie tradizioni ed usi campagnoli, come pranzare e cenare prestissimo, non poter passare cose dalla finestra a mia nonna (dovendomi fare tutto il giro della casa, entrare e <em>uff</em>), mettere il pane a rovescio sulla tavola, rovesciare il sale, versare l'acqua tenendo la bottiglia al contrario perché tutto ciò porta sfortuna. O anche come avere un <em><strong>corredo</strong></em>, che mia madre e mia nonna mi preparano da quando ero piccola. Quante volte mia nonna è arrivata con una tovaglia decorata da lei stessa, me l'ha fatta vedere, m'ha chiesto se mi piaceva e m'ha detto: "La metto nel tuo <em><strong>baule</strong></em>!". E mettila nel baule. Ormai sto baule farà il ruttino, da quant'è pieno, son vent'anni che ogni tanto ci mettono qualcosa dentro.</p>
<p>L'ultima puntata del "Prepariamole il corredo" è stata stamattina. Mia madre mi ha fatto vedere degli asciugamani, molto semplici e grezzi, e mi ha detto che ci farà dei bordi ricamati per poi mettermeli nel famigerato baule.</p>
<p>- Ma perché devi stare a farci i ricami scusa?</p>
<p>- Perché poi li metto nel baule!</p>
<p>- Ok, riformulo: perché, <strong>visto che</strong> vanno nel baule, <strong>devi </strong>farci<strong> </strong>i ricami?</p>
<p>- Perché così avranno più valore!</p>
<p>- Scusa mamma, ma devo informarti che non siamo più nell'Ottocento, e che se e quando un qualche poveretto deciderà di sposarmi, lo farà indipendentemente dal valore della mia dote. <strong>Spero</strong>. Del valore quindi m'importa poco, mica li devo vendere, li devo <strong>usare</strong>!</p>
<p>- Vabe', intendo che avranno più valore affettivo. Pensa a quando avrai una figlia, o una nipote, e le dirai: "<em>Guarda questi begli asciugamani, me li ha ricamati mia madre, o mia nonna...</em>"</p>
<p>- "<em>... Guardali bene, perché tu così non li avrai mai, stellina mia, non c'è dubbio che tua madre si metta a farteli!</em>"</p>
<p>- Noooo ma scusa! Intendo che un domani potrai pensare con affetto a quando tua mamma o tua nonna si son messe lì amorevolmente a ricamarti gli asciugamani!</p>
<p>- Ah beh, allora ricamali, che ti devo dire...</p>
<p>- Ma infatti io mica te l'ho chiesto, l'avrei fatto comunque.</p>
<p>Ahmbe', meno male che sono <strong>io</strong> che dovrò usarli, da sposata!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una prima visione TV]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=371</link>
<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 08:40:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
<guid>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=371</guid>
<description><![CDATA[Seh, ti piacerebbe!
Torno a casa ieri sera dal lavoro, mio padre non c&#8217;è, è ad una riunione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Seh, ti piacerebbe!</p>
<p>Torno a casa ieri sera dal lavoro, mio padre non c'è, è ad una riunione di lavoro. Mia madre sta guardando la tv, dando un'occhiata allo schermo vedo i piedi di lei con le superghine bianche che pestano i piedi di lui con le scarpe nere. E capisco subito:</p>
<p>"Mamma, ma che guardi per la settecentoquarantaseiesima volta?!"</p>
<p>"Hai visto? C'è <strong>Dirty Dancing</strong>!"</p>
<p>"Eh, ho visto sì... <strong>ancora</strong>!"</p>
<p>Mi faccio la doccia, mi mangio il mio budino al cioccolato per bisognose d'affetto, e mi metto sul divano con lei. Leggo, ma ogni tanto sbircio il film. Certo, devo ammettere che, per quante volte l'abbia visto, l'età conta. Cioè, l'ultima volta che l'ho guardato avrò avuto 12-13 anni, e devo dire che a 26 noti delle cose a cui non avevi fatto mai molto caso prima. Per esempio, fino a ieri sera non avevo mai capito quanto il povero Johnny fosse un reietto in mezzo alla società di ricconi, quanto fosse rassegnato a non lottare più perché doveva pur mangiare, e quanto Baby-Francis gli abbia invece insegnato. Ok.</p>
<p>Ma soprattutto, alla fine, mi sono chiesta una cosa, mi sono fatta una domanda che non m'ero mai posta prima: bene, lei alla fine fa sto banadetto salto</p>
<p><a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/07/dirtydancing.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-372" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/07/dirtydancing.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>ma, dopo aver ballato, <strong>sti due barbagianni si mettono insieme o no?</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scene di vita familiare. Last minute]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=350</link>
<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 11:59:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[A casa mia, la sera, si mangia alle 19.30. Mi sono molto battuta con la mia famiglia per cenare cos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A casa mia, la sera, si mangia alle 19.30. Mi sono molto battuta con la mia famiglia per cenare così "tardi", altrimenti si mangerebbe alle 18.30 d'inverno e alle 19 in punto d'estate. Sono tradizioni di campagna, orari immutati da 50 anni fa, e tutto il paese bene o male li rispetta. Solo quando andiamo a cena fuori trasgrediamo un po' (sempre per idea mia) ed andiamo per le 20.</p>
<p>Venerdì abbiamo deciso che sabato o domenica sera saremmo andati fuori a cena per festeggiare tardivamente il compleanno di mia madre. Sabato torno un po' tardi dal lavoro, quando esco chiamo a casa per avvisare (anche se, con due ore di ritardo, penso se ne fossero ormai accorti) e chiedo a mia madre: "Allora stasera si esce a cena?", lei risponde che boh, non se n'è più parlato, vedremo. Ok.</p>
<p>A casa, alle sei e un quarto decido di andare a farmi un giro in bicicletta. Richiedo: allora si va? Ricevo di nuovo risposte evasive. Vabe', ho capito, non si va. Faccio un bel giretto lungo, mi fermo anche a far visita a quella brontolona di mia nonna. Faccio un po' tardi, ma penso che fa lo stesso, tanto la cena mica scappa dal tavolo. Sono le 19.30 quando mi arriva un sms di mio padre che mi dice che andiamo fuori a cena.</p>
<p>Aloraaaaa son quattro ore che ve lo chiedo e niente, e me lo dite all'ultimo minuto? Lo chiamo e gli dico che devo avere il tempo di tornare a casa, farmi la doccia, lavarmi i capelli, prepararmi.</p>
<p><strong>-"E alora ciapa sò e ven a cà!"</strong></p>
<p>Agli ordini capo!</p>
<p>(Siamo usciti di casa alle 20.10. Sono bravissima!)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi sei? Uno che prende il bus]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=346</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 15:33:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ma si può che, al momento della registrazione di un ospite nel campeggio, chiedo un documento d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ma si può che, al momento della registrazione di un ospite nel campeggio, chiedo un documento d'identità e questo mi dà <strong>la tessera di abbonamento dell'autobus</strong>? Ma che, mi pigli per il culo?</p>
<p>"Eh, la carta d'identità non ce l'ho..."</p>
<p>Oh. Mi fa quasi tenerezza. Perché penso che non ha avuto una madre come la mia, che nella vita mi ha insegnato due cose fondamentali per il corretto funzionamento della vita in società:</p>
<ol>
<li>portati sempre dietro la carta d'identità e il numero di casa, così se ti capita qualcosa ci avvisano subito</li>
<li>non uscire mai con le mutande rotte, che se ti succede qualcosa hai presente che brutta scena in ospedale quando ti spogliano e vedono un buco nello slip?</li>
</ol>
<p><em><strong>Oh ma', tièèèè!!!! </strong></em> <a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/07/faccin43.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-347" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/07/faccin43.gif?w=19" alt="" width="19" height="19" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chemmenefrega]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=343</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 16:56:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Torno a casa dal lavoro e mi fermo a chiacchierare con mia madre. Sono passati i tempi in cui tornav]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Torno a casa dal lavoro e mi fermo a chiacchierare con mia madre. Sono passati i tempi in cui tornavo da scuola, lei mi chiedeva "Che hai fatto oggi?" e io rispondevo, come il bambino nella pubblicità della Kinder Brioss: "Niente". Sono lì che le racconto un paio di episodi della giornata quando le guizza in mente il pensiero e mi fa: "Ah, è arrivato un pacco per te oggi".</p>
<p><em><strong>IIIIiiiiihhhhh!!! Maddimmeloprimanoooo!!</strong><strong>!</strong></em></p>
<p>Mi sono scaraventata su per le scale e lì, sul mio copriletto bianco ho trovato la busta cicciotta marroncinagialla: il mio nomecognomeindirizzo scritto a pennarellone nero, e a chiudere la busta un'etichetta. Quand'ero piccola sognavo di ricevere lettere d'amore chiuse con un'etichetta a forma di cuore. A 26 anni mi esalto a ricevere magliette con un'etichetta con su scritto in verde <a href="http://www.chissenefrega.com/" target="_blank"><strong><span style="color:#00ff00;">www.chissenefrega.com</span></strong></a>!</p>
<p><a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/07/dscn1440.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-344" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/07/dscn1440.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E' lei, è perfetta, magggica, bella, la indosso subito (ma poi la tolgo che fa caldo e preferisco la canottiera) e... dddddio guarda che <em>pendant</em>: il <span style="color:#00ff00;"><strong>verde</strong></span> della maglia coi miei occhi, il <span style="color:#ff00ff;"><strong>fucsia </strong></span>della stella con gli occhiali! Come sono fashion! Certo, non sono ai livelli di <em><span style="color:#ff00ff;"><strong>Chissene-FucksiaLady</strong></span></em>, ma via, mi faccio rispettare...</p>
<p>Lo so, siete <strong>rrrrrrroooosi</strong> dall'invidia! :mrgreen:</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Devo sposare un commercialista]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=334</link>
<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 15:55:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Cosa devo fare con il cud&#8221; e &#8220;per quanti anni bisogna conservare i cud&#8221; mi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Cosa devo fare con il cud" e "per quanti anni bisogna conservare i cud" mi hanno chiesto i soliti malcapitati arrivati nel mio blog <em>per isbaglio</em>.</p>
<p>Senti, non me ne parla' che siamo a fine giugno e ancora devo decifrare la mia <strong>busta paga</strong> di maggio, figuriamoci se so anche solo cos'è un <strong>CUD</strong>! Ho convocato un <em>brainstorming</em> fra me e i miei genitori giusto ieri sera: tutti e tre attorno al tavolo della cucina a studiare sto foglio, fare conti, mani nei capelli e smorfie perplesso-contrariate.</p>
<p>Finché mio padre se ne salta su e dice: "Mah, mai capita una mia busta paga in 40 anni di lavoro!", e mia madre: "Gnanch'io!".</p>
<p>E alora ditemelo prima che la prossima volta vado direttamente dal mio cane e forse me la spiega meglio!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scene di vita familiare. Sincronismo]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=327</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 19:02:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Settipiace la fruttaaa mangiatela tuttaaaa!!!&#8220;, dice(va?) la canzoncina dello spot del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"<em><strong>Settipiace la fruttaaa mangiatela tuttaaaa!!!</strong></em>", dice(va?) la canzoncina dello spot del <strong>Fruttolo</strong>. E io gli rispondevo: "<em><strong>Ammè la frutta non piaciii </strong></em>(licenza poetica da straniera)<em><strong>, magnala tu e taciiiii!!!</strong></em>".</p>
<p>Insomma, a parte il Fruttolo alla fragola, a me la frutta non piace. Nessun frutto, mangiato in nessun modo, incontra il mio gusto. Ci hanno provato per anni, a provare di farmi mangiare tipi diversi, ma non c'è niente da fare. Se riesco a mangiare un po' di pesca, qualche pezzetto di fragola, qualche spicchietto di mela, lo faccio ad una lentezza e con delle facce disgustate talmente esasperanti che è mia madre stessa a togliermele dal piatto e rinunciarci.</p>
<p>Stasera mio padre a cena diceva che devono darsi una mossa a mangiare le pesche che abbiamo in casa perché rischiano di "passare di là" (pace all'anima loro).</p>
<p>Io: "Pensate che nel frigorino della reception c'è l'invasione di pesche. Non so chi le abbia portate, ma sono dappertutto, come nelle pubblicità del Kinder Pinguì, no? Dove c'è il frigo pieno solo di quelli (il mio sogno... <a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/06/cuoriori.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-328" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/06/cuoriori.gif?w=22" alt="" width="22" height="22" /></a>)."</p>
<p>Mamma: "Ma nessuno se le mangia?"</p>
<p>Io: "Mah, sì, qualcuno, ma non finiscono mai..."</p>
<p>Mamma e papà: "<strong>Magn'tli teeee!!</strong>" (Trad: "Mangiatele tu", ndr)</p>
<p>La seconda parte della frase, implicita, è: "... ch'it fa sol bon" (che ti fanno solo bene). Niente, non si sono ancora arresi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scene di vita familiare. Ti conosco... mascherina]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=295</link>
<pubDate>Sat, 31 May 2008 09:45:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
<guid>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=295</guid>
<description><![CDATA[Dopo il mercoledì-parrucchiere, il venerdì-estetista. Solo che è stata estetista fai-da-te.
Depil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il <em><strong>mercoledì-parrucchiere</strong></em>, il <em><strong>venerdì-estetista</strong></em>. Solo che è stata estetista fai-da-te.</p>
<p>Depilazione, sistemazione delle sopracciglia, e infine...</p>
<p><a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/05/product-245547.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-296" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/05/product-245547.jpg?w=90" alt="" width="90" height="181" /></a></p>
<p>"Mammaaaaa"</p>
<p>"Eeeh!"</p>
<p>"Ce l'abbiamo in casa una maschera?"</p>
<p>"Sì. Toh, c'è questa."</p>
<p>"Mh, esfoliante... Con estratti d'<strong>arancia</strong>?! Blèèè!!"</p>
<p>Mia madre, che sa molto bene quanto tutto ciò che sa di arancia (e ancor di più mandarino) mi disgusti, mi dà uno spintone e mi dice: "Mo valàààà non fare la <em>siocca</em>, chissà cosa sentirai! Dammi qua." Legge: "Puoi riutilizzare la maschera almeno 3 volte se la richiudi col tappino... capito?"</p>
<p>"Sì. Dammi va', che la provo."</p>
<p>Oh che beeeella, è di quelle <strong>a strappo</strong>, quelle che ti fanno una pellicolona in faccia che ti immobilizza così che in due minuti non puoi più sorridere né modificare in alcun modo l'espressione del tuo viso! Quando uso quelle maschere, mi ricordo di quando da bambina mi spalmavo <strong>il Vinavil sulle mani</strong> formando una pellicola che poi mi piaceva un sacco staccare: era bellissimo, sembrava ti venisse via la pelle!</p>
<p>Mezz'ora dopo: "Monia ma qua ce n'è rimasta per solo un'altra volta scarsa! C'era scritto che bastava almeno per tre! Quanta ne hai usata?"</p>
<p>"Eh... si vede che quelle su cui l'hanno testata c'hanno la faccia piccola!"</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scene di vita familiare. L'indifferenza ostentata]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=291</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 07:42:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
<guid>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=291</guid>
<description><![CDATA[A cena, ieri sera: svizzera di vitello con contorno di spinaci.
Premettendo che ho recuperato tutto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A cena, ieri sera: svizzera di vitello con contorno di spinaci.</p>
<p>Premettendo che ho recuperato tutto il mio senso del gusto e ora sento anche i sapori salati (<strong>evviva!</strong> :mrgreen: ), alla prima forchettata mi rendo conto che gli spinaci sono salatissimi. Reprimo una smorfia e sto zitta, sennò poi mia madre attacca il disco "non-ti-va-mai-bene-niente-che-soddisfazione-cucinare"! Mangio e penso: "Tutta salute! Farà bene alla mia pressione sempre bassa!".</p>
<p>Mamma: "Sono buoni sti spinaci vero?"</p>
<p>Gulp! E mo'?</p>
<p>"Ehm... senti... io son stata zitta, ma se me lo chiedi... Sono un pochettino troppo salati! ... No?"</p>
<p>"Eh sì, speravo non te ne fossi accorta!"</p>
<p>Ahmbe', cos'è, il gioco a chi ha la più grande faccia di bronzo?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Colpita!]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=258</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 20:30:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
<guid>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=258</guid>
<description><![CDATA[Mi faccio un frappè al cioccolato, oggi pomeriggio, ed è delizioso.

Lo bevo e bum, in un secondo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mi faccio un <strong>frappè al cioccolato</strong>, oggi pomeriggio, ed è delizioso.</p>
<p><a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/05/bic-topped.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-259" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/05/bic-topped.jpg?w=240" alt="" width="240" height="300" /></a></p>
<p>Lo bevo e <em>bum</em>, in un secondo ho 10 anni, sono al mare a Lido di Savio con mia nonna e mio cugino nell'appartamento della cugina di mia madre, come ogni estate. Quell'appartamento piccolo, pieno di letti, che profumava di sabbia, di mare e del pulito di mia nonna, da cui se stavi sul balcone avevi il mare proprio davanti a te, stupendo nel suo scorcio fra altri palazzoni come il nostro. Azzurro scintillante d'oro il mattino presto, pallido e mosso nel pomeriggio, aranciato-rosa e poi blu la sera.</p>
<p>La sera a volte andavamo in gelateria, ed è lì che ho scoperto i frappè al cioccolato e non ho mai smesso di cercare quello perfetto, quello non troppo denso né troppo liquido, quello con la schiumetta che quando hai finito di berlo è bella da raccogliere dalle pareti del bicchiere con la cannuccia.</p>
<p>"<em>Frappé</em>" (con l'accento così, sarebbe corretto) in francese significa colpito, battuto, picchiato. <strong>Sto frappè m'ha frappé!</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Piove, Governo ladro...]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=251</link>
<pubDate>Sun, 18 May 2008 21:06:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8230; e lo rivendico con orgoglio!
Oggi altro che acquaplaning o come diavolo si chiama quel fenom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>...<span style="text-decoration:underline;"><strong> <a href="http://maviserra.wordpress.com/2008/05/10/intervista-doppia-prestigiacomo-santanche-e-cortellesi/" target="_blank">e lo rivendico con orgoglio!</a></strong></span></p>
<p>Oggi altro che <em>acquaplaning</em> o come diavolo si chiama quel fenomeno che t'insegnano a scuola guida delle ruote che slittano sulla strada bagnata! Più che guidare sembrava d'andare sull'<a href="http://www.mirabilandia.it/#/famiglie/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>AcquaSplash</strong> di <strong>Mirabilandia</strong></span></a>... Son piovuti gatti e cani, <span style="text-decoration:underline;"><strong><a href="http://www.sinet.it/inglese/idiomsframe.htm" target="_blank">come dicono gli inglesi</a></strong></span>. I miei genitori invece hanno questo modo più divertente di salutare la pioggia, specie quando arriva all'improvviso, e scende pesante, in goccioloni, forte e bella convinta, è di rito questo scambio di battute:</p>
<p>Mamma/papà (indifferentemente): "Acquaaaaaaaaaa!!"</p>
<p>L'altro: "C'am bruuuuus!!" [trad.: "Che mi brucio!"]</p>
<p>Comunque ho capito il perché di tutta st'acqua: mio padre mi ha lavato la macchina, qualche giorno fa. Se mi fossi azzardata pure a pulirla dentro, avremmo dovuto chiamare Noè.</p>
<p>Ma ora lo sappiamo: quando nei prossimi mesi, a luglio o agosto, Studio Aperto comincerà a gridare allarmi-siccità, altro che risparmio d'acqua, ricicli, danze propiziatorie, riti voodoo e macumbe! Basterà un lavaggio di auto collettivo, e pioggia sarà. Prendiamo nota.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Io &amp; Giudy]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=245</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 16:21:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giudy mi ha lasciato martedì pomeriggio. E&#8217; stato fatto a pezzi da un chirurgo senza scrupoli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giudy</strong> mi ha lasciato martedì pomeriggio. E' stato fatto a pezzi da un chirurgo senza scrupoli dalla mano pesante: quando alla fine l'ho guardato, ricoperto di sangue, tutto rotto e impossibile da ricostruire, non ho potuto non provare sollievo. Era finita.</p>
<p>Col cavolo! Era appena cominciata! Da quando <strong>Giudy</strong> s'è levato dalle scatole, ho una ferita in bocca ricucita da un filo nero (ma color carne no eh?), parlo il meno possibile e con la bocca un po' storta, pronuncio la esse in modo strano, maledico chi mi fa ridere, m'incazzo quando starnutisco, mangio solo cose liquide o molto morbide masticandole come un bambino sdentato, mi sciacquo la bocca con un collutorio che fa schifo, sento i sapori strani o non li sento proprio, sorrido sbilenca e quando lo faccio mi si forma sulla guancia una di quelle fossette carine da sorriso, che così accentuata non l'ho mai avuta.</p>
<p>Il giorno dopo la dipartita di <strong>Giudy</strong>, nel pomeriggio non sapevo che fare. Ero in casa, avevo appena mangiato del Philadelphia.</p>
<p>-"Mamma, c'è il sole fuori?"</p>
<p>-"Mica vorrai andare a metterti sotto il sole!! Vuoi un'emorragiaaaaa??" <a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/05/furiosi46.gif"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-246" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/05/furiosi46.gif?w=32" alt="" width="32" height="32" /></a></p>
<p>-"Ahem, no no mamma, no!" <a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/05/tfr71.gif"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-247" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/05/tfr71.gif?w=80" alt="" width="80" height="32" /></a></p>
<p>Capisco fosse un'idea poco saggia, ma ora più che mai sono <strong>senza giudizio</strong>!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scene di vita familiare. Acquisti]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=217</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 20:20:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Di seguito una conversazione-tipo fra me e mia madre. Risposta più che esauriente alla domanda: ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito una conversazione-tipo fra me e mia madre. Risposta più che esauriente alla domanda: "<em>Perché mia madre mi compra raramente qualcosa in mia assenza</em>?".</p>
<p>"Pronto?"</p>
<p>"Monia, qui al mercato ci son delle magliette... <strong>Tanto cariiiiine</strong>, te ne prendo una?"</p>
<p>"Uhm. Come sono?"</p>
<p>"A righe, con le maniche a palloncino. Son tanto belle!"</p>
<p>"Righe di che colore?"</p>
<p>"Ci sono di tre tipi: rosse e bianche, blu e bianche o viola e bianche."</p>
<p>"Ma righe orizzontali o verticali? No perché se sono verticali sembra un grembiulino della scuola" (memore di quando da piccola dovevo portare quell'odiato grembiulino a righine azzurre e bianche. Ma si usa ancora a scuola?)</p>
<p>"No, no, orizzontali dai!"</p>
<p>"Maniche a palloncino eh?"</p>
<p>"Sì, un pochino arricciate..."</p>
<p>"Ma lo scollo com'è?"</p>
<p>"Tondo, ma basso."</p>
<p>"Capito. Va bene, prendila. Rossa e bianca dai. O se non c'è, blu e bianca."</p>
<p>"Ok! Ciao!"</p>
<p>"Ciao"</p>
<p>...</p>
<p>"Pronto!"</p>
<p>"Mammaaa!!"</p>
<p>"Eeeehh!!"</p>
<p>"Ma le righe sono sottili o grosse? Perché se son grosse poi sembro un gondoliere!"</p>
<p>"Mannò, sono sottili!"</p>
<p>"Ah bon, ok. Puoi prenderla!"</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scene di vita familiare. Cosa ti credi?]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=219</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 08:42:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo svantaggio di fare una vita sedentaria e un lavoro di ufficio, cioè, uno dei tanti svantaggi, è]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Lo svantaggio di fare una vita sedentaria e un lavoro di ufficio, cioè, uno dei tanti svantaggi, è che hai sempre quelle scarpe ai piedi per molte ore. Compatibilmente alla mia nuova divisa che mi vuole casual e sportiva, vado al lavoro in tennis. E chiudere i miei piedoni in tennis antitraspiranti per ore ha avuto la conseguenza di crearmi, fra le dita, fastidiose screpolature che nei casi peggiori sono diventati veri e propri (dolorosi) taglietti. Me ne sono accorta un giorno in cui portare le infradito mi era impossibile.</p>
<p>Udendo i miei lamenti, mia madre mi ha consigliato l'uso di una pomatina da applicare fra le dita per curare le screpolature (pare sia una cosa di cui ormai soffriamo in tre, in famiglia, quindi siamo esperti). Ho applicato la pomatina quel giorno, e qualche volta nei giorni successivi.</p>
<p>Un paio di giorni dopo, si svolge il dialogo seguente fra me e mia madre:</p>
<p>"Monia, come vanno le screpolature nei piedi?"</p>
<p>"Mh, inzomma... D'altronde c'ho dato la crema un paio di volte soltanto..."</p>
<p>"Ah beh, <strong>ma cosa ti credi</strong>? Dopo due giorni, di esser già guarita?"</p>
<p>Cosa le dovevo rispondere, secondo voi? Visto che <em>IO</em> <strong>non mi credevo niente </strong>e aveva fatto tutto lei, sono stata zitta, e ho sorriso.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scene di vita familiare. Gli strascichi degli elecscion deis]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=214</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 08:02:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Venerdì sera. Sono già a letto, ho già spento la luce, mi sono già girata sul fianco destro-po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/04/55_1081.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-216" src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/04/55_1081.jpg?w=200" alt="" width="200" height="300" /></a><a href="http://parlaperlapirla.files.wordpress.com/2008/04/55_108.jpg"><br />
</a></p>
<p>Venerdì sera. Sono già a letto, ho già spento la luce, mi sono già girata sul fianco destro-posizione-propizia-sonno, quando sulla porta della mia camera si staglia una sagoma circondata dall'alone di luce proveniente dal corridoio. E' mia madre.</p>
<p>"Monia...", bisbiglia.</p>
<p>"Mh"</p>
<p>"Ah, sei sveglia. Senti io domattina accompagno i nonni alla visita a Lugo."</p>
<p>"Ok"</p>
<p>"Scolta ma... il sabato è considerato giorno lavorativo? Sai quando nei parcheggi si paga e c'è quel simbolo, lì..." e incrocia i due indici per farmi capire "Il martello e... <em><strong>e</strong> <strong>la falce</strong></em>!"</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cuore di mamma]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=213</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 21:23:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi al lavoro ho fatto il mio primo turno. Quello del pomeriggio. 15-21.
C&#8217;è da dire che la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi al lavoro ho fatto il mio primo turno. Quello del pomeriggio. 15-21.</p>
<p>C'è da dire che la strada che percorro è isolata, buia, dissestata, piena di bestie e priva di umani (va che atmosfera da Twin Peaks che ho creato... O "Twin Pix", come scrive mio padre), e che percorrerla di sera non è proprio uno spasso, soprattutto se sei stanca.</p>
<p>Per questo oggi a pranzo mia madre s'è tanto raccomandata. <em>Monia, mi raccomando, stai attenta! Vai pianino</em> (conosce il mio piede pesante), <em>accendi gli abbaglianti, non ti distrarre. E soprattutto, se qualcosa ti attraversa la strada, che sia una nutria o un fagiano o un riccio, tu vai dritta per la tua strada, non fare scarti, sterzate o frenate brusche. Piuttosto spiaccicali!</em></p>
<p>:&#124;</p>
<p>... Cos'è, un gioco a punti? Una nutria fanno 500, ok?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Si può fare (di più)]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=210</link>
<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 08:03:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eccoci. Gli elecscion deis sono passati. Dei risultati non parlo neanche, preferisco proprio di no.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci. Gli <em><strong>elecscion deis</strong></em> sono passati. Dei risultati non parlo neanche, preferisco proprio di no.</p>
<p>Parlo piuttosto di quest'illuminante esperienza dei seggi. Sì, un paio d'anni fa, nella mia disperazione da disoccupata m'iscrissi alle liste per gli scrutatori, così, pensando "quel che non ammazza ingrassa", o più alla romagnola "<em>bota sò</em>", prendiamo su tutto. Devo dire che dopo aver accettato l'incarico la mia convinzione è andata scemando ogni giorno di più, arrivando ventimila leghe sotto i mari sabato pomeriggio. Non avevo pensato, nella mia beata ingenuità, che si sarebbe trattato di 22 ore complessive (di cui, la domenica, 14 consecutive) seduta su una sedia, dentro una stanza non riscaldata, con la porta aperta (perché con la rampa per portatori di handicap non si chiude), levatacce la mattina presto, e soprattutto neanche 450 elettori (non sto a spiegare perché così pochi su circa 2000 abitanti, sarebbe troppo complicato e non ci credereste) di cui la metà over 70. <span style="text-decoration:underline;"><strong>Largo ai giovani!</strong></span></p>
<p>Beh, mi sono ricreduta, ve! Prima cosa, avevo dei colleghi scrutatori che definire simpatici è riduttivo. Per dirla come va detta, mi sono <strong><em>spataccata dalle risate</em></strong> per tutto il tempo. Il freddo l'ho effettivamente sentito (oggi sto starnutendo un po' troppo), ma le sgranchitine di ossa non sono mancate, così come non sapevo dell'ora di pausa-pranzo (pensavo mezz'oretta al massimo io). Non immaginate poi quant'è divertente scoprire età ma soprattutto nomi veri della gente! Lo giuro, un terzo degli abitanti del mio paese è conosciuta con un nome che non è il suo di battesimo, e un altro terzo ha un nome talmente strano che nessuno se lo dimentica e glielo cambia! Esempi? Un signor Osvaldo che tutti chiamano Danilo. Ci ha raccontato perché: i suoi genitori volevano il nome Danilo, ma sulla strada verso l'anagrafe suo nonno si dimenticò il nome, e lo registrò col primo che gli venne in mente, Osvaldo. Un signor Paligio che in realtà si chiama Elidio. Un'amica di famiglia che ho sempre chiamato Angela e invece si chiama Angiolina. Una mia vicina che ho sempre chiamato Maria e invece si chiama Aurora. Un'altra che ho sempre conosciuto come Maria (evidentemente è il nome che appioppano ad una con un nome un po' strano) e invece si chiama Venera. Esempi del secondo caso: Afron, Efrem, Efisetto, Davida, Mentana, Navis. Inoltre, va detto che vivo nel cuore della Romagna rossa, che nonostante molti delusi bastian contrari, più della metà degli elettori hanno votato PD o comunque a sinistra, e che il clima elettorale da noi è molto particolare. Gli anziani vengono ai seggi col vestito della festa, mangiano i cappelletti la domenica a pranzo, e vi giuro che è commovente vedere in che condizioni certe persone quasi centenarie (l'elettrice più anziana aveva 100 anni giusti ma non si sentiva bene in questi giorni quindi non è venuta, il votante più anziano ne ha 97) si trascinano ai seggi pur di votare, perché non ci rinuncerebbero mai, perché per loro è importante combattere per le idee in cui hanno sempre creduto o, di contro, per esprimere la loro delusione, il loro dissenso, dando un voto che magari trent'anni fa hanno giurato che non avrebbero mai dato, o annullando la scheda con frasi di disgusto. E' una specie di oasi felice in mezzo a uno sconfinato deserto, qui. Un paese in cui l'affluenza ha superato il 90%, e i risultati hanno visto una vittoria schiacciante del PD. Ma alle 18.15 di ieri sera, finito lo spoglio, smontato il seggio, salutati i colleghi scrutatori con la promessa di risentirci presto per parlare di tutto tranne che di politica (si sono tutti convinti che "<strong>la creatura</strong>", come mi hanno chiamato dal primo giorno perché ero la più giovane, sia una gran birichina e ne combini di tutti i colori al camping, e sono tutti curiosi di scoprire gli <em>altarini</em>. Han fatto tutto loro, eh), sapevo già che l'entusiasmo andava frenato, che questo paese non rappresenta in nulla l'Italia cui appartiene, e ciò mi è stato confermato accendendo la tv a cena. Poi ci credo che mi stendo sul divano guardando "<strong>Sciarada</strong>" con mia madre che mi massaggia i piedi invece di ascoltare i tre canali su sei che facevano gli speciali sulle elezioni. Non ne volevo sapere, volevo conservare almeno per una sera la sensazione di appartenenza e di condivisione con il mio paesino, che non sento praticamente mai.</p>
<p>Devo rivedermi l'ultima mezz'oretta di film, l'ho... come dire... persa ieri sera! Dura alzarsi alle 6! E' stata carina la scena di domenica sera, quando io sono tornata alle 22.30, mi sono fatta la doccia e messa il pigiama. Ero ancora in bagno quando mio padre è entrato (era in cucina a guardare la tv) vestito "da domenica" e si è messo la tuta.</p>
<p>-"La tuta? Ma sono le undici, non è ora di andare a letto, papà?"</p>
<p>-"Oh ma io mica ho sonno!"</p>
<p>Dopo sette anni, sono andata a letto prima dei miei genitori come ai tempi della scuola... Che robe!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scene di vita familiare. Alberi genealogici]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=209</link>
<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 21:20:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
<guid>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=209</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; universalmente noto che, nei paesi piccoli, ci si conosce tutti. Fino alla quinta generazio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>E' universalmente noto che, nei paesi piccoli, ci si conosce tutti. Fino alla quinta generazione precedente. E' così che la comare di turno risale alla tua identità quando alla Conad ti chiede chi sei, e tu le dici che sei la figlia di, nipote di, cugina di, pronipote di, lavori a, il tuo capo è, figlio di, nipote di, eccetera. Dopo un cinque-sei minuti e aver snocciolato tutto l'albero genealogico, la vedi che s'illumina e fa: "Aaaaaahhh ma sei la Moniaaaa!!". Eh, ma va? Te l'ho detto sette minuti fa io! La frase che segue sempre è: "L'ultima volta che t'ho vista eri grande così!", che ora io capirei anche se io avessi 10 anni. Ma si dà il caso che io ne abbia quasi 26. Mi spieghi dunque, signora mia, dove cacchio sei stata negli ultimi 20 anni per avermi vista l'ultima volta che ero piccola così? Vabe', ma questa è un'altra storia.</p>
<p>Restiamo sulla conoscenza degli <strong>alberi genealogici</strong> altrui come fonte primaria di sopravvivenza in un piccolo paese di provincia. Se non sei plurilaureato in materia, puoi scordarti di entrare nelle conversazioni. Quante volte m'è capitato, a cena, di sentire i miei genitori parlare di uno/a, chiedere chi fosse, vedere mia madre esitare un attimo e poi rispondermi "Eh... non lo conosci!". Checcavolo. Siamo in duemila, ogni anno ne muoiono almeno una trentina e io ancora non li conosco tutti?!</p>
<p>Insomma, stasera si è verificata la seguente scena: siamo a cena, e i miei genitori stanno parlando di un uomo. Io, come al solito, chiedo chi è, e vedo l'espressione tentennante di mia madre che conosco bene, e la anticipo dicendo: "Non lo conosco".</p>
<p>-"No, forse invece lo conosci!". <em>Eh, che robe!</em> "E' il papà di Vanni."</p>
<p>-"Vanni chi, il marito della Maria?"</p>
<p>-"No."</p>
<p>-"Ahhh, il figlio della <em>figiòna</em>!"</p>
<p>-"Noooo!"</p>
<p>-"Non conosco altri Vanni!"</p>
<p>-"Il marito della Roberta."</p>
<p>-"..."</p>
<p>-"I vicini di Massimo!"</p>
<p>-"..."</p>
<p>-"Il papà di Manuel!!"</p>
<p>-"Manuel chi?"</p>
<p>-"Moniaaaaa!!"</p>
<p>(Alla fine ho capito chi è, ma vi rendete conto della fatica?)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scene di vita familiare. Incomprensioni]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=189</link>
<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 15:52:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
<guid>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=189</guid>
<description><![CDATA[Episodio n.1:
Sul muro della cucina, abbiamo un piccolo pannello di sughero a cui puntiamo foglietti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><u><b>Episodio n.1:</b></u></p>
<p>Sul muro della cucina, abbiamo un piccolo pannello di sughero a cui puntiamo foglietti, post-it e quant'altro di promemoria. L'altro giorno ne ho trovato uno con la calligrafia di mio padre che recitava: "<b>REM AXELEREIT</b>". Normalmente, le cose che scrive lui sono programmi strani che scova nelle reti private e locali che zappinga tutte le sere (programmi che non si ricorderà mai di riguardare, però intanto se li scrive), quindi ho pensato che anche questo fosse il caso, e sono passata oltre. Fino a ieri, quando mi ha detto: "Hai visto quel biglietto lì? E' il nuovo disco dei R.E.M.! [<i>Sa che mi piacciono, ndr</i>]". "Aaaahh, <i><b>Accelerate</b></i>!! Beh complimenti, la pronuncia, almeno, l'hai scritta giusta!"</p>
<p><u><b>Episodio n.2:</b></u></p>
<p>-"Monia, domani m'imbuchi sta busta?"</p>
<p>-"Ok, cos'è?"</p>
<p>-"Una dichiarazione."</p>
<p>-"Di (sottinteso: cosa, <i>ndr</i>)?"</p>
<p>-"...chiarazione!"</p>
<p>-"Sì, ciao!"</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In attesa di tornare alle conchiglie.]]></title>
<link>http://astridnausicaa.wordpress.com/?p=76</link>
<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 09:08:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Astrid Nausicaa</dc:creator>
<guid>http://astridnausicaa.wordpress.com/?p=76</guid>
<description><![CDATA[
Lo so, è poco fair scivolare nel letto, sotto al piumino fino a tarda mattinata. Ma Roma è da ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/astridnausicaa/2286711824/"><img src="http://astridnausicaa.wordpress.com/files/2008/03/fiorellino.jpg" alt="fiorellino.jpg" /></a><br />
Lo so, è poco fair scivolare nel letto, sotto al piumino fino a tarda mattinata. Ma Roma è da giorni la città della pioggia. E noi invece abbiamo già la Primavera in tasca.<br />
[audio http://www.francesconardi.it/astridnausicaa/liquefy.mp3] Liquefy - The Servant</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il self-service secondo mia nonna]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=172</link>
<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 10:19:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
<guid>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=172</guid>
<description><![CDATA[Mia madre si nasconde spesso dietro la scusa del &#8220;non-lo-so-fare&#8221; quando non le piace fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mia madre si nasconde spesso dietro la scusa del "<b>non-lo-so-fare</b>" quando non le piace fare una cosa, così la rifila a me: ciò di solito comprende schiacciare le bottiglie di plastica prima di buttarle via, pulire gli specchi del bagno e fare benzina al self-service.</p>
<p>Sono dunque la <i><b>benzinatrice self-service</b></i> ufficiale della famiglia. E' per questo che ieri mia nonna mi ha messo in mano le chiavi della sua auto, 50 euro e mi ha detto:</p>
<p>"Monia, vai tu per favore a farmi benzina al <i><b>servi-servi</b></i>?"</p>
<p>[N.B.: Farle benzina al <i>servi-servi</i> mi ha fatto guadagnare 10 euro di resto-mancia su quei 50!]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scene di vita familiare. La fatica di spostare la sveglia]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=145</link>
<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 23:34:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
<guid>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=145</guid>
<description><![CDATA[Partiamo da una premessa: mio padre, decisamente, non è una persona pigra. Tutto suo padre, è di q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo da una premessa: mio padre, decisamente, non è una persona pigra. Tutto suo padre, è di quelle persone incapaci di stare ferme, un fascio di muscoli e nervi costantemente tesi al dinamismo, mai di corsa ma mai inattivi. Uno di quegli uomini che è una benedizione sposare, perché fa tutto. E di più. Perché sa fare mille cose anche che non gli competono, e non si tira indietro quando vanno fatte. Di quelli che la domenica non vanno a spasso che una volta ogni due mesi, per occuparsi di lavoretti casalinghi. Di quelli che vanno al lavoro anche quando stanno male.</p>
<p>Accantoniamo un attimo questa premessa, ma tenetela a mente.</p>
<p>Ha il raffreddore. Apriti cielo. <b><i>Terremotoettragggedia</i></b>. Si lamenta continuamente, fa alzare me per prendergli il termometro (osti, non sapevo che il raffreddore prendesse anche alle gambe!), e quando mia madre gli dice "Stanotte dormi sul divano eh? Che io mica voglio beccarmelo il raffreddore!", risponde: "Ma a te non prenderebbe come a me. Forte come il mio, non se lo prende nessuno!"... <i>Sssseeee alèèè!!!</i></p>
<p>Come ogni raffreddato che si rispetti, ha il naso tutto rosso e spelacchiato. Sono quindi un paio di giorni che si <i>shpalma</i> non solo il naso ma tutta la faccia di <a href="http://www.colellachiara.com/ingrosso/images/Leocrema%20pellemorbida%20150%20ml.jpg" target="_blank"><b>Leocrema</b>, quella nel barattolino blu</a>. Tale barattolino è ubicato in bagno, sulla mensoletta delle spazzole, sotto lo specchio, e sopra vi è appoggiata una <b>sveglia</b>. Che serve a me, quando mi preparo per uscire, per farmi fretta. Infatti, è avanti di 5 minuti. E pur sapendolo io molto bene, avendola sistemata io stessa, agisce sul mio subconscio e mi fa affrettare. Giuro che funziona. Almeno, con me. Ma non divaghiamo. Sono dunque un paio di giorni che <b>papino</b> usa la Leocrema. Dopo, mi ritrovo sempre la sveglia sul lavandino o, se va bene, sulla mensoletta, ma fuori posto. Oggi invece ha proprio adottato estremi rimedi: ha spostato la Leocrema nella <b>mia </b>vetrinetta (ognuno di noi tre ha una vetrinetta <b>sua</b> in bagno: la Leocrema sta in territorio neutrale, insieme alla <a href="http://www.pharmacy2u.co.uk/images/catalogue/medium/NeutrogenaNFHndCrm50.jpg" target="_blank"><b>Neutrogena</b></a>, perché le usiamo tutti e tre). Puntualmente, ho sempre rimesso tutto al suo posto. Stasera s'è lamentato: "Ma è così grave mettere la Leocrema o la sveglia fuori posto? Per sti giorni che son raffreddato, non si può fare un'eccezione?". (A questo punto, ritirate fuori dal cilindro la mia premessa. Perché, mi domando, una persona nient'affatto pigra è così totalmente incapace di fare lo sforzo di rimettere le cose al loro posto?) "Ah scusa, dimenticavo che quando hai il raffreddore tu si scatena l'allerta nazionale! E tu, fai tanta fatica a rimettere le cose com'erano, a riporre la sveglia sopra il barattolino? E già che ci siamo, pure a chiudere i cassetti completamente?", avrei voluto rispondere. Ma visto che sono tanto buona e cara, e che lui, <i>porastella</i>, ha il raffreddore, gli ho fatto un candido sorriso e risposto: "Maccerto papi, basta saperlo!". Compromessi.</p>
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<title><![CDATA[My funny Valentine]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/2008/02/15/142/</link>
<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 09:08:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[E così pure San Valentain è passé. Ho fatto il post sul Natale, sul Capodanno, sull&#8217;Epifani]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>E così pure <b><i>San Valentain </i></b>è passé. Ho fatto il post sul <b>Natale</b>, sul <b>Capodanno</b>, sull'<b>Epifania</b>, ho parlato di dolci di <b>Carnevale</b>, ho parlato della <b>Santa Patrona</b>... posso esimermi dal parlare della festa dell'<i>ammmmmore</i>? Certochennò.</p>
<p>Diciamolo subito, a me sta festa ha sempre dato un pochetto sui nervi. Questo <b><i>love is in the ai</i><i>r </i></b>globale e forzato mi fa alzare gli occhi al cielo e procedere oltre. Ovvio, qualcuno dice "Parli così perché sei single ed invidiosa degli innamorati": ceeeeerto. Solo che pure quand'ero immorosata e innamorata persa non l'ho mai festeggiato: lì cos'ero, invidiosa dei singles? Chiaro. Quando hai qualcosa da dire contro qualcuno o qualcosa, è <u>sempre</u> perché sei invidioso.</p>
<p>Ma io non ho mai festeggiato San Valentino per lo stesso motivo per cui non vado al cimitero il <b>2 di novembre</b>. E' una questione di principio. Non sopporto che mi si dica quando ricordarmi di una certa cosa. Non sopporto che il 2 novembre tu vada al cimitero e sia circondato da bancarelle floreali, gente col vestito buono che s'incontra e chiacchiera, e magari spettegola se uno va a visitare i suoi morti in tuta perché oh, è festa, cavolo! Fin da piccola l'ho vista come una cosa irrispettosa e irritante: cos'è, il mercato? E appena ho potuto sottrarmi da questa cosa, ho smesso di andarci in date comandate. Non ho nessun bisogno dell'approvazione dei miei compaesani quando vado a visitare mio nonno, non la voglio un'ola perché sono una nipote affezionata. Allo stesso modo, non mi serve una data di febbraio per far sentire a qualcuno che lo amo.</p>
<p>Per questo, San Valentino a casa mia si festeggia in modo del tutto personale. Con <b>piccoli gesti d'amore</b> che un po' sabotano tutto il business imperante e un po' lo prendono pure in giro.</p>
<ul>
<li>Mio padre ha regalato a mia madre un <b>melo</b> [dalla regia mi suggeriscono: non sarà un messaggio subliminale? Me-la dai? (Mamma, papà, perdonatemi, non lo dico più!)], e a me un <b>bacino</b>.</li>
</ul>
<ul>
<li>Mia madre ha regalato a noi due le <b>tagliatelle ai porcini</b>. (Sbavo)</li>
</ul>
<ul>
<li>Io ho regalato a loro un <b>budino al cioccolato</b> con uno spruzzo di <b>panna montata</b> sopra (ri-sbavo), due bacetti e un sorriso.</li>
</ul>
<p>E poi ditemi che sono acida!</p>
<p>Vi lascio con una vignetta dei miei amati <b>Peanuts</b>. Avete presente che <b>Charlie Brown </b>sospira per l'irraggiungibile ragazzina dei capelli rossi? Ovviamente a San Valentino spera di ricevere gli auguri e un bacio da lei. Beh, in un certo senso, qui è stato accontentato!</p>
<p><!--more--></p>
<p><a href="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/02/charlie-brown-valentine.jpg" title="charlie-brown-valentine.jpg"><img src="http://parlaperlapirla.wordpress.com/files/2008/02/charlie-brown-valentine.jpg" alt="charlie-brown-valentine.jpg" /></a></p>
<p>(Ah, by the way: qualcuno sa che fine ha fatto Taglia? Non commenta più da un po' e il suo blog risulta deleted!)</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Scene di vita familiare. Is zis inglisc?]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/?p=140</link>
<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 07:53:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mia madre sta consultando il suo estratto conto sul sito della banca. Io resto nei paraggi, come sem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mia madre sta consultando il suo estratto conto sul sito della banca. Io resto nei paraggi, come sempre quando lei o mio padre stanno al pc, perché so che nel momento in cui mi accomoderò altrove, sentirò il caratteristico "Moooooniaaaaaa!!!!". Mi sto arrovellando sulla definizione 3 orizzontale "<i>Poco propenso ad arrendersi alle prime difficoltà</i>" di un cruciverba senza schema, quando la sento dire:</p>
<p>- "Saldi in dei...de...deit futùr... <b>deit fiutiur</b>!".</p>
<p>EH? Incuriosita mi avvicino e leggo che c'è scritto "Saldi in <b>date future</b>".</p>
<p>- "Mamma, come hai letto? C'è scritto date future..."</p>
<p>- "Guarda che ho letto deit fiutiur!", ribatte quasi offesa. "L'ho pronunciato male?"</p>
<p>- "Beh, direi di sì, visto che è scritto in italiano come tutto il sito!"</p>
]]></content:encoded>
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