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	<title>riuso &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/riuso/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "riuso"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 10:32:52 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[La casa del futuro]]></title>
<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 08:51:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>danielegouthier</dc:creator>
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<description><![CDATA[A Conegliano (TV) ha sede la Savno (Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale), il locale consorzio c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tuttigiuperterra.files.wordpress.com/2008/06/ecoedificio.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-61" style="border:0;float:left;margin:5px;" src="http://tuttigiuperterra.wordpress.com/files/2008/06/ecoedificio.jpg?w=250" alt="" width="250" height="180" /></a>A Conegliano (TV) ha sede la <a href="http://www.savno.it">Savno</a> (Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale), il locale consorzio che gestisce i rifiuti.</p>
<p>E la Savno, il 30 maggio, ha inaugurato la sua nuova sede: il primo edificio interamente ecologico ed eco-compatibile d'Italia.</p>
<p>Due piani, per una superficie di 600 metri quadrati, l'edificio è stato realizzato in ogni sua parte, dalle fondamenta fino al tetto, utilizzando rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, come l’acciaio, metallo riciclato e riciclabile all’infinito e soprattutto non dannoso per l’uomo, che ne compone la struttura portante.</p>
<p>Dal recupero delle bottiglie in Pet provenienti dalla differenziata dei 35 Comuni trevigiani, derivano gli speciali fogli in poliestere utilizzati per l’isolamento termo-acustico della struttura. Si tratta di fibre di plastica altamente fono e termoisolanti, “termolegati” cioè privi di resine leganti e colle, nonché autoestinguenti, vale a dire che non producono fumi tossici in caso di incendio.<!--more--></p>
<p>L’isolamento dei pavimenti è ottenuto da una particolare fibra di cellulosa realizzata utilizzando i quotidiani riciclati, un materiale naturale e con ottime caratteristiche isolanti che richiede poca energia per essere prodotto e può essere riciclato all’infinito.</p>
<p>I pannelli in legno-cemento utilizzati per il tamponamento, anch’essi riciclabili al 100% e prodotti con il consumo di pochissima energia, provengono dagli scarti delle segherie.</p>
<p>E ancora: la struttura semplice e compatta limita ogni dispersione di calore. Un sistema di climatizzazione geotermica, per il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio, si basa su fonti rinnovabili per cui il 70% dell’energia è fornito dall’accumulo della massa terrestre.</p>
<p>Un giardino pensile sul tetto dell’edificio, creato utilizzando il compost proveniente dalla raccolta differenziata, limita l’impatto termico e ambientale. È un “tetto verde” accessibile, in grado di proteggere dalle escursioni termiche, trattenere le polveri sottili dell'aria e conservare l'umidità.</p>
<p>Un impianto per la raccolta dell’acqua piovana serve per le piante e i servizi igienici.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ma che rifiuti d'Egitto!]]></title>
<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/?p=55</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 06:33:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>danielegouthier</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dice l’ingegnere olandese Roelof Schuiling del centro di ricerca nazionale sulla geochimica che le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><a href="http://tuttigiuperterra.files.wordpress.com/2008/06/pyramid1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-57" style="border:0;float:right;margin:5px;" src="http://tuttigiuperterra.wordpress.com/files/2008/06/pyramid1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a><span style="line-height:115%;">Dice l’ingegnere olandese </span>Roelof Schuiling del centro di ricerca nazionale sulla geochimica che le piramidi sono ovunque un’attrazione che piace ai turisti: dall’Egitto ai Maya. Piramidi moderne potrebbero attrarre verso le città moderne frotte di moderni turisti.</p>
<p class="MsoNormal">Dice anche che il problema dei rifiuti è IL problema. Non solo in Europa, Italia, Napoli. Ma all over the world.</p>
<p class="MsoNormal">E fa due più due, dal suo punto di vista, che è quello della geochimica.</p>
<p class="MsoNormal">Dice l’ingegner Schuiling che si potrebbero prendere i rifiuti mischiarli al cemento e farci un bel materiale solido e versatile.</p>
<p class="MsoNormal">Certo, forse non vorremmo avere le nostre case, scuole, ospedali costruite con ‘a monnezza. Ma forse potremmo accettare di erigere delle fantastiche piramide che attirino turisti nelle nostre città</p>
<p class="MsoNormal">In fondo il faraone era il motore dell’economia e della società egiziana, era croce e delizia dei suoi sudditi. Non molto diversamente dai rifiuti (pardon, consumi) che muovono la nostra economia e la nostra società. Che certamente ci deliziano e che oggi sembrano proprio metterci in croce.</p>
<p class="MsoNormal">Proposta paradossalmente credibile e realistica.</p>
<p class="MsoNormal">PS: vedo nell’idea delle piramidi anche un elemento etico. Ci sarebbe il fatto non trascurabile che i rifiuti rimarrebbero vicino a chi li produce (chi vorrebbe privarsi di cotanta attrazione turistica?) e non avremmo gli indegni e illegali girovagare che caratterizzano oggi la situazione italiana.</p>
<p class="MsoNormal">(danielegouthier)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La terza via]]></title>
<link>http://onematch.wordpress.com/?p=195</link>
<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 17:14:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>batta</dc:creator>
<guid>http://onematch.wordpress.com/?p=195</guid>
<description><![CDATA[
foto di timtak su flickr
 
Pare che qualcuno avesse già risolto il problema dei rifiuti nel 193]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><a href="http://onematch.files.wordpress.com/2008/06/bins.jpg"></a><a href="http://onematch.files.wordpress.com/2008/06/riciclo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-197" src="http://onematch.wordpress.com/files/2008/06/riciclo.jpg?w=300" alt="" width="300" height="261" /></a></span></p>
<address>foto di <a title="flickr" href="http://www.flickr.com/photos/nihonbunka/32774212/" target="_blank">timtak</a> su flickr</address>
<p> </p>
<p>Pare che qualcuno avesse già risolto il problema dei rifiuti nel 1939!</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ZSrrxBhiHnA'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/ZSrrxBhiHnA&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Scherzi a parte, tutti vorrebbero un mondo con zero rifiuti, dove si riesce a riciclare tutto, o quasi, e a utilizzare altri metodi (discariche, inceneritori) per i pochissimi residui non eliminabili.</p>
<p style="text-align:justify;">Quel mondo è possibile: in California questo già succede, con i programma <a href="http://www.zerowaste.ca.gov/" target="_blank">Zero Waste</a>. Facile direte voi, quelli sono gli Stati Uniti! Quando decidono una cosa la fanno!</p>
<p style="text-align:justify;">Invece anche noi, nel nostro piccolo, siamo capaci di grosse sorprese. In provincia di Treviso si ricicla più del 70% dei rifiuti (le cifre sono discordanti, ma è certamente una percentuale altissima), grazie allo straordinario <a href="http://www.centroriciclo.com/index.php" target="_blank">Centro Riciclo di Vedelago</a>. Un piccolo miracolo che raccoglie rifiuti da 800.000 abitanti della provincia e oltre, li separa e li riutilizza, consegnandoli ad aziende esterne che li usano per produrre di tutto: dai tessuti in pile alle sedie, dal calcestruzzo ai dissuasori di velocità! Come si ottiene tutto questo: raccolta porta a porta, un progetto serio e realistico, una mentalità aperta, un pò di coraggio e tanta lungimiranza.</p>
<p style="text-align:justify;">Per finire, segnalo che anche nella tanto denigrata Campania ci sono esempi virtuosi: ad esempio il comune di <a title="mappa" href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=padula&#38;sll=41.442726,12.392578&#38;sspn=15.501069,39.550781&#38;ie=UTF8&#38;ll=40.680638,14.886475&#38;spn=0.98102,2.471924&#38;t=h&#38;z=9" target="_blank">Padula</a> (SA), che a 7 anni dall'avvio ha raggiunto percentuali record di raccolta differenziata insieme a decine di comuni in tutta la regione. Qui si ricicla il 65% dei rifiuti: meglio di molte città del Nord! Perchè allora non si riesce ad estendere questa buona abitudine anche al resto della regione, ma non solo?</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/f8Lqe-_Cxm0'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/f8Lqe-_Cxm0&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.addthis.com/bookmark.php" target="_blank"><img src="http://s9.addthis.com/button1-share.gif" border="0" alt="Bookmark and Share" width="125" height="16" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[diario di campagna n°80]]></title>
<link>http://ortodicarta.wordpress.com/?p=75</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 16:40:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola</dc:creator>
<guid>http://ortodicarta.wordpress.com/?p=75</guid>
<description><![CDATA[CI SONO GIORNATE, come quella di oggi, in cui c’è il sole. Ma non c’è il sole. Il cielo è cop]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>CI SONO GIORNATE, come quella di oggi, in cui c’è il sole. Ma non c’è il sole. Il cielo è coperto da un sottile strato di mucillaggine nuvolosa che crea un effetto flou fastidiosissimo. Unica consolazione, nelle foto mi si vedrebbero meno le rughe…</p>
<p><a href="http://ortodicarta.files.wordpress.com/2008/05/orto.jpg">L'ORTO STA progredendo</a> allegramente nonostante la partenza ritardata e gli assalti delle lumache mutanti da marte. L’unica cosa che dovrei fare è rialzare <a href="http://ortodicarta.files.wordpress.com/2008/05/patatefirestone.jpg">le “colonne” delle patate</a> ma inizio a scarseggiare di copertoni. Sono un paio di anni che utilizzo questo sistema per le patate e non posso che affermarne la funzionalità (oddio, forse è opinabile per l’estetica).<br />
L’unica preoccupazione può essere la contaminazione del terreno da parte dei copertoni stessi ma cercando in giro non ho trovato indicazioni a riguardo, anzi alcuni utilizzano i vecchi copertoni per realizzare cisterne per la raccolta di acqua piovana.<br />
Comunque il problema è relativo. Per dire, non è che il pvc sia molto meglio e i fusti di acciaio, anche se strapuliti, rilasciano comunque metalli pesanti. In più lo scopo principale non è tanto l’aumento di produzione, che comunque c’è, quanto piuttosto il poter tornare il più velocemente possibile a sdraiarmi sul prato a giochicchiare con i fili d’erba. I copertoni infatti non vengono riempiti di terra ma di paglia, foglie, un po’ di compost e, nel caso, il tutto coperto con fogli di cartone, giusto per fargli credere di essere sotto terra. Zero pesanti vangature per preparare i letti, zero pesanti vangature per recuperare le patate.<br />
VOLETE FARVI DUE patatine fritte? Sollevate il primo copertone et voilà! Adoro questo tipo di cose!<br />
Unica precauzione, lasciare che i gatti gironzolino nell’orto… pena: i topi vi ringrazieranno per l’illuminatissimo piano di sviluppo dell’edilizia residenziale.</p>
<p>AGGIORNAMENTO SUI pulcini: ad oggi sono tre, ne è atteso un quarto tra 48 ore circa. Per gli altri si dovrà attendere ancora una quindicina di giorni. Sono vivaci ed affamati, sotto il piumaggio spolverino e la faccina da decorazione in poliestere da uovo di pasqua si intravvede già la genetica del <a href="http://downwiththeinternet.wordpress.com/2007/12/05/velociraptor-the-hidden-menace/">velociraptor</a>, <a href="http://ortodicarta.files.wordpress.com/2008/05/pulcino3inc.jpg">questo è l’ultimo nato </a>a 20 secondi dalla schiusa (sottolineo che sta benissimo, <a href="http://ortodicarta.files.wordpress.com/2008/05/pulcino3red.jpg">qui lo si vede dopo un po’ di ore</a>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lanterne in... scatola]]></title>
<link>http://trucioli.wordpress.com/?p=22</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 14:08:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
<guid>http://trucioli.wordpress.com/?p=22</guid>
<description><![CDATA[
Per i disegni, l&#8217;unico limite è la fantasia (e un po&#8217; di mano ferma ).

La parte super]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pietersmatinworks.com/v/vspfiles/photos/categories/2.jpg"><img class="alignright" style="border:2px solid black;float:right;margin-left:10px;margin-right:10px;" src="http://www.pietersmatinworks.com/v/vspfiles/photos/categories/2.jpg" alt="" width="140" height="178" /></a></p>
<p>Per i disegni, l'unico limite è la fantasia (e un po' di mano ferma <img style="width:15px;height:15px;" src="http://homestudioitalia.com/forum/images/smilies/tranzil.gif" border="0" alt="Tranzillo" />).</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">La parte superiore non deve per forza essere aperta, ma la fiamma dovrà essere alla giusta distanza per evitare problemi di bruciatura della latta e/o produzione di fumo.</p>
<p style="text-align:justify;">La foto appartiene al negozio "<a href="http://www.pietersmatinworks.com/category-s/2.htm" target="_blank">Pietersma Tinworks</a>".</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cd e Dvd da buttare... Oppure no?]]></title>
<link>http://trucioli.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Thu, 01 May 2008 22:42:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
<guid>http://trucioli.wordpress.com/?p=3</guid>
<description><![CDATA[In che modo si potrebbero riutilizzare i vecchi &#8220;supporti luccicanti&#8221;?
La via più sempl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">In che modo si potrebbero riutilizzare i vecchi "supporti luccicanti"?<!--more leggi tutto--></p>
<p style="text-align:justify;">La via più semplice è quella abituale per riciclare la plastica: raccolta differenziata, macinazione ecc. (anche aggiunti all'impasto del calcestruzzo <img src="http://homestudioitalia.com/forum/images/smilies/smoky.gif" alt="" />).<br />
Invece si potrebbero trovare altri impieghi, che sfruttino le qualità di questi oggetti: forma e dimensioni, superfice riflettente, colore ecc.</p>
<p style="text-align:justify;">Riutilizzarli in qualche modo, interi? Personalmente trovo brutti assai gli <a href="http://www.recyclingcds.com/">orologi col cd</a>.<br />
Sottobicchieri?  <img src="http://homestudioitalia.com/forum/images/smilies/pazze153.gif" alt="" width="31" height="31" /></p>
<p style="text-align:justify;">Usarli come materia prima? Tipo tagliati e curvati per rivestire qualcosa...</p>
<p style="text-align:justify;">Un impiego artistico: a pezzetti più o meno regolari tipo tessere per mosaici. Tra l'altro usando quelli argento, verdi e blu si possono avere effetti policromi interessanti... Perché non una <a href="http://www.bbc.co.uk/coventry/content/images/2006/07/10/vics_disco_ball_body_254x264.jpg">palla da discoteca</a>? <img src="http://homestudioitalia.com/forum/images/smilies/wink.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align:justify;">Come si fa a spezzarli senza che si pieghino? Tenendoli prima in freezer?<br />
Oppure usando un seghetto circolare, ma ci vuole più tempo, forse fondono, c'è più rischio di graffiarli...</p>
<p style="text-align:justify;">Con il calore invece gli si potrebbe dare una forma curva, per esempio per modellini di veicoli o aerei: verrebbe proprio una bella fusoliera...</p>
<p style="text-align:justify;">La rete che dice? <img src="http://homestudioitalia.com/forum/images/smilies/singer1.gif" alt="" width="18" height="25" /><br />
Proviamo <a href="http://www.google.it/search?client=firefox-a&#38;rls=org.mozilla%3Aen-US%3Aofficial&#38;channel=s&#38;hl=it&#38;q=cd+recycle&#38;meta=&#38;btnG=Cerca+con+Google">Google</a> (cd recycle).</p>
<p style="text-align:justify;">Questo è il primo indirizzo che ho trovato: <a href="http://www.cdrecyclingcenter.com/">Cd Recycling Center</a>.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.cdrecyclingcenter.com/img/small_office.jpg"><img style="border:2px solid black;" src="http://www.cdrecyclingcenter.com/img/small_office.jpg" alt="" width="288" height="179" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Curano la trasformazione dei vecchi supporti (anche spezzati per ragioni di sicurezza dei dati) in plastica per realizzare nuovi oggetti. <a href="http://www.cdrecyclingcenter.com/information/about_recycling">Qui</a> informazioni dettagliate sulla fabbricazione e sul riciclaggio dei supporti.<br />
<a href="http://www.reuze.co.uk/cds.shtml">Qui</a> informazioni su aziende in Gran Bretagna che riciclano i supporti.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.make-stuff.com/recycling/cd.html">Qui</a> alcune proposte per riutilizzare i supporti, interi o sagomati, per lampade o decorazioni natalizie, spaventapasseri (<img src="http://homestudioitalia.com/forum/images/smilies/tranzil.gif" alt="" width="15" height="15" />) e molto altro.<br />
Si possono disegnare cerchi di due diametri diversi! <img src="http://homestudioitalia.com/forum/images/smilies/tongue.gif" alt="" width="15" height="15" /></p>
<p style="text-align:justify;">Idee, suggerimenti?</p>
<p style="text-align:justify;">ps. per il riuso dei contenitori ("jewelbox"), notevole l'idea di una <a href="http://www.atelier-v.ch/umdenken/sites/02.html">miniserra</a>:</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="//www.atelier-v.ch/umdenken/grafics/s_02_b.jpg"><img style="border:2px solid black;" src="http://www.atelier-v.ch/umdenken/grafics/s_02_b.jpg" alt="" width="216" height="216" /></a><br />
(guardate anche le altre immagini sul <a href="http://www.atelier-v.ch/umdenken/sites/index.html">sito</a>... <img src="http://homestudioitalia.com/forum/images/smilies/happy.gif" alt="" />).<br />
Altra idea: il "<a href="http://www.instructables.com/id/Compact-Disc-Jewel-Cube-Display-Case/">Jewel Cube</a>".</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa fare poi dei <a href="http://www.recyclethis.co.uk/wp-content/uploads/2006/07/cd_spindle250.jpg">contenitori cilindrici</a>? <a href="http://www.recyclethis.co.uk/20060707/how-can-i-reuse-or-recycle-cd-spindles">Qui</a> molte proposte.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dai diamanti non nasce niente, dai metalli nascono i fior...]]></title>
<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/?p=49</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 16:53:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>mameli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Chi conosce la pericolosità dei metalli pesanti e le enormi difficoltà che si incontrano quando si]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Chi conosce la pericolosità dei metalli pesanti e le enormi difficoltà che si incontrano quando si intende procedere alla bonifica di un terreno contaminato comprende l'enorme importanza di iniziative come quella che è stata appena appena annunciata a Cagliari.</p>
<p>I metalli pesanti, come il cadmio, il piombo e il mercurio sono sostanze  	inquinanti spesso presenti nell’aria come risultato di diversi tipi di  	attività industriale. Anche quando la loro concentrazione nell’atmosfera è  	bassa, si possono accumulare nel terreno entrando nella catena alimentare  	(sia via terra che via acqua). All’esposizione ai metalli pesanti sono  	associati molteplici effetti sulla salute, con diversi gradi di gravità e  	condizioni: problemi ai reni e alle ossa, disordini neurocomportamentali e  	dello sviluppo, etc. [Fonte: <a title="Istituto superiore di sanità" href="http://www.epicentro.iss.it/temi/ambiente/metalli_aria_OmsEu2008.asp">Istituto superiore di sanità,  Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute</a>, 10 aprile 2008]</p>
<p>Lo <em>spin-off</em> dell'<strong>Università di Cagliari</strong> <strong>I.M. Innovative Materials Srl</strong> la scorsa settimana ha depositato un brevetto nazionale dal titolo: "Procedimento per l'immobilizzazione  di metalli pesanti presenti in suoli naturali, residui e scarti di lavorazione". Si tratta di un procedimento di immobilizzazione dei metalli pesanti presenti in suoli naturali basato sull'applicazione di trattamenti meccanici. Il procedimento di immobilizzazione è applicabile a residui e scarti di lavorazione contenenti metalli pesanti. Le applicazioni pratiche del brevetto depositato riguardano il possibile disinquinamento di siti minerari dismessi e l'immobilizzazione di metalli pesanti contenuti ad esempio negli scarti degli impianti di incenerimento. La società I.M. Srl, costituita nel febbraio 2007 con lo scopo di svolgere attività di ricerca, di sperimentazione, ideazione, sintesi, produzione, realizzazione, trasformazione, impiego, e commercializzazione, nel settore pubblico e in quello privato, di materiali di qualunque tipo e dimensione a carattere innovativo per settori dell'aeronautica, dell'aerospazio, dei trasporti, dell'energia e delle infrastrutture, collabora attivamente per lo sviluppo delle proprie attività con il Dipartimento di Ingegneria Chimica e Materiali dell' Università di Cagliari, il Centro Interdipartimentale di Ingegneria e Scienze Ambientali dell'Università di Cagliari, il CRS4 Programma Ambiente ed Energia, il Laboratorio di Cagliari del Consorzio Interuniversitario Nazionale "La Chimica per l'Ambiente", il Centro Lince del Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e la Tecnologia dei Materiali e l'unità di Cagliari del Dipartimento Energia e Trasporti del Consiglio Nazionale delle Ricerche. [Fonte: Ufficio Stampa <a title="unica" href="http://www.unica.it/">Università di Cagliari</a>, 17 aprile 2008]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Al Santa Maria della Pietà arriva LaSapienza]]></title>
<link>http://stefanominguzzi.wordpress.com/?p=190</link>
<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 06:39:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Minguzzi</dc:creator>
<guid>http://stefanominguzzi.wordpress.com/?p=190</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Università La Sapienza ha acquistato 8 padiglioni del Santa Maria della Pietà e vi inserir]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'Università La Sapienza ha acquistato 8 padiglioni del Santa Maria della Pietà e vi inserirà corsi di laurea riguardanti disegno industriale, laboratorio di botanica, scienze della formazione e una Summer School che sarà diretta dall'architetto Matthiaé, famoso per essere l'archeologo che ha scoperto la città di Ebla. Altri 4 padiglioni sono stati acquistati dalla Regione Lazio per realizzare 240 residenze per studenti universitari.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benvenuti]]></title>
<link>http://riuso.wordpress.com/?p=207</link>
<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 10:07:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Airel</dc:creator>
<guid>http://riuso.wordpress.com/?p=207</guid>
<description><![CDATA[Benvenuti nel sito dedicato al riuso delle soluzioni di e-government delle amministrazioni locali. Q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://riuso.wordpress.com/files/2008/03/32472087_9ecf3af568_m.jpg" alt="Foto da Flickr di ★eclaire" align="left" border="1" height="180" hspace="6" width="240" />Benvenuti nel sito dedicato al <b>riuso delle soluzioni di e-government delle amministrazioni locali</b>. Qui troverete i riferimenti di tutte le soluzioni presentate in risposta all'Avviso per il cofinanziamento  emanato dal <b><a href="http://www.cnipa.it" title="Cnipa">Cnipa</a></b>.</p>
<p>Per ciascuna soluzione è disponibile un link alla scheda presente nel <b>catalogo Cnipa</b>, realizzata dalla stessa amministrazione proponente,  ed uno (o più) alla <b>soluzione </b>così come si presenta in rete agli utenti.</p>
<p>La navigazione è possibile sia per <b>ambito d'attività</b> che per <b>parola chiave</b>. In questo modo è possibile confrontare direttamente i diversi criteri seguiti dalle amministrazioni per offrire un medesimo servizio. Oppure si può verificare dove è stata implementato un certo servizio o una determinata tecnologia.</p>
<p><b>Le amministrazioni possono contribuire</b>, integrando le descrizioni sintetiche con informazioni aggiuntive. Per farlo, è necessario utilizzare lo strumento del commento.</p>
<p><font size="0">[La foto, di  <a href="http://www.flickr.com/photos/colouredinks/" title=" ★eclaire" target="_blank">★eclaire</a>, tratta da <a href="http://www.flickr.com/" title="Flickr" target="_blank">Flickr</a>, è soggetta a <a href="http://www.flickr.com/photos/colouredinks/32472087/sizes/s/#cc_license" title="Creative Commons" target="_blank">licenza Creative Commons</a>]</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SCA (Service Component Architecture) è già nei prodotti BEA]]></title>
<link>http://caffeconbea.wordpress.com/?p=118</link>
<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 15:28:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luca Relandini</dc:creator>
<guid>http://caffeconbea.wordpress.com/?p=118</guid>
<description><![CDATA[SCA fornisce un modello di programmazione per la costruzione di applicazioni e di soluzioni basate s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>SCA fornisce un modello di programmazione per la costruzione di applicazioni e di soluzioni basate su una Service Oriented Architecture.  Il modello si basa sull’idea che le funzionalità di business possono essere composte a partire da una serie di servizi, che vengono assemblati insieme per creare soluzioni che servono un particolare requisito di business. Queste soluzioni sono definite <i>Composite Applications</i>, e sono rappresentate graficamente da <i>Assembly Models</i>. Le composite application possono contenere sia nuovi servizi creati specificamente per la applicazione che servizi esistenti offerti da sistemi e applicazioni esistenti, riusati come parti della composizione. La figura seguente mostra un esempio di assembly model per una composite application.</p>
<p><a href="http://caffeconbea.wordpress.com/files/2008/03/sca1.jpg" title="SCA assembly model"><img src="http://caffeconbea.wordpress.com/files/2008/03/sca1.thumbnail.jpg" alt="SCA assembly model" /></a></p>
<p>SCA Assembly Model (cliccare sulla figura per ingrandire)</p>
<p>Il modello di programmazione SCA è uno standard in via di formalizzazione a cura della iniziativa Open Composite Services Architecture (<a href="http://www.oasis-opencsa.org/sca">OpenCSA</a>) di OASIS. SCA standardizza le informazioni scambiate tra differenti tools, assicurando che i servizi e i componenti che costituiscono un’applicazione vengano modellati, rappresentati e descritti in modo coerente. La coerenza significa che i servizi costruiti in strumenti differenti, usando differenti paradigmi di <span> </span>programmazione possono facilmente essere riusati e portati velocemente in produzione, aiutando le organizzazioni a realizzare l’efficacia promessa da SOA.</p>
<p>BEA usa SCA come standard per facilitare lo scambio di informazioni tra i prodotti BEA, come ALSB, ALDSP, ALBPM, WLS, WLP, WLI e Tuxedo-SALT.  BEA ha intenzione di utilizzare SCA anche per facilitare scambio di informazioni con prodotti di terze parti.</p>
<p>Ciò significa che servizi fornite da piattaforme per data services, da service bus, da strumenti per business process modeling, etc. possono essere catturati e rappresentati in un formato comune, e poi <span> </span>riusati facilmente per comporre altre applicazioni di business.</p>
<p><b>Il Service Assembly Modeler</b><br />
Il Service Assembly Modeler (SAM) di BEA supporta la composizione e la visualizzazione di applicazioni composite.  La composizione avviene in un ambiente di sviluppo basato su Eclipse.  In questo ambiente il gruppo di sviluppo può assemblare rapidamente applicazioni composite riusando servizi che esistono già, o creando nuovi servizi.  SAM consente agli sviluppatori di vedere il modello di assemblaggio delle applicazioni composite, così come la definizione in linguaggio XML della composizione.</p>
<p>AquaLogic Enterprise Repository (ALER) consente alle organizzazioni di gestire le applicazioni composite e i servizi riusabili. I gruppi di sviluppo possono sottomettere le loro applicazioni composite in ALER direttamente da SAM. ALER fornisce visibilità alle applicazioni e ai servizi esistenti, tracciabilità tra le applicazioni composite e le loro dipendenze, dati analitici che misurano il riuso e facilitano la analisi di impatto.</p>
<p class="MsoNormal">Il<b> </b>Service Assembly Modeler (SAM) è un plug-in per Eclipse che fornisce strumenti per lavorare con i modelli di assemblaggio SCA per i servizi compositi. SAM viene distribuito con <span> </span>AquaLogic Enterprise Repository (ALER) e altri prodotti della famiglia BEA AquaLogic.</p>
<p>Si può usare SAM per:</p>
<ul>
<li class="MsoNormal">Rendere compatibili con SCA      le applicazioni AquaLogic esistenti e poi creare <i>service assembly model</i> basati su queste applicazioni.</li>
<li class="MsoNormal">Visualizzare composizioni      SCA e altri artefatti di tipo service assembly model. <span></span></li>
<li class="MsoNormal">Sottomettere modelli in      AquaLogic Enterprise Repository (ALER). <span></span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:18pt;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span><b>Links</b></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Introduzione a SCA:</span><br />
<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Service_component_architecture">http://en.wikipedia.org/wiki/Service_component_architecture</a><br />
<span><a href="http://weblogs.java.net/blog/meeraj/archive/2008/01/introducing_ser.html">http://weblogs.java.net/blog/meeraj/archive/2008/01/introducing_ser.html</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Prodotti BEA:<br />
<a href="http://www.bea.com/framework.jsp?CNT=pr01891.htm&#38;FP=/content/news_events/press_releases/2007">http://e-docs.bea.com/aler/docs30/pdf/SAMhelp.pdf<br />
http://www.bea.com/framework.jsp?CNT=pr01891.htm&#38;FP=/content/news_events/press_releases/2007<br />
</a><a href="http://ecommerce.bea.com/showproduct.jsp?family=WLS&#38;major=10.3SCA&#38;minor=-1">http://ecommerce.bea.com/showproduct.jsp?family=WLS&#38;major=10.3SCA&#38;minor=-1</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Specifiche:<br />
</span>L’attuale insieme delle specifiche SCA sul sito OSOA comprende:<br />
<a href="http://osoa.org/download/attachments/35/SCA_AssemblyModel_V100.pdf?version=1">SCA Assembly Model</a><br />
<a href="http://osoa.org/download/attachments/35/SCA_Policy_Framework_V100.pdf?version=1">SCA Policy Framework</a><br />
<a href="http://osoa.org/download/attachments/35/SCA_JavaComponentImplementation_V100.pdf?version=1">SCA Java Client &#38; Implementation</a><br />
<a href="http://osoa.org/download/attachments/35/SCA_ClientAndImplementationModelforBPEL_V100.pdf?version=1l">SCA BPEL Client &#38; Implementation</a><br />
<a href="http://osoa.org/download/attachments/35/SCA_SpringComponentImplementationSpecification-V100.pdf?version=1">SCA Spring Client &#38; Implementation</a><br />
<a href="http://osoa.org/download/attachments/35/SCA_ClientAndImplementationModel_Cpp-V100.pdf?version=2">SCA C++ Client &#38; Implementation</a><br />
<a href="http://osoa.org/download/attachments/35/SCA_WebServiceBinding_V100.pdf?version=2">SCA Web Services Binding</a><br />
<a href="http://osoa.org/download/attachments/35/SCA_JMSBinding_V100.pdf?version=2%22">SCA JMS Binding</a> <span></span>
</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SOA Reference Architecture: a che cosa serve]]></title>
<link>http://caffeconbea.wordpress.com/?p=107</link>
<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 11:13:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luca Relandini</dc:creator>
<guid>http://caffeconbea.wordpress.com/?p=107</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo di SOA è allineare le capacità dell&#8217;IT agli obiettivi di business: secondo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'obiettivo di SOA è allineare le capacità dell'IT agli obiettivi di business: secondo le statistiche, il principale motivo per cui molte aziende hanno adottato, o stanno adottando, questa strategia è l'agilità che essa consente al sistema informativo.</p>
<p>La metafora dei mattoncini del LEGO rende bene l'idea: diversi assemblaggi degli stessi componenti possono produrre rapidamente costruzioni diverse, soddisfacendo i requisiti di business in un tempo ridotto, ma con una qualità superiore, rispetto all'approccio IT tradizionale.</p>
<p>Oltre alle dichiarazioni di principio e alla corretta gestione delle informazioni all'interno dell'azienda, è necessario però che esista un quadro di riferimento architetturale in cui i servizi che vengono sviluppati trovino una adeguata collocazione. Oltre al modello da fornire ai progettisti, servono una infrastruttura tecnologica e un piano di investimenti per la sua realizzazione.</p>
<p>La figura seguente mostra uno schema sintetico di architettura di riferimento, in cui vengono evidenziati i Service Consumers e i Service Providers insieme a tutti i servizi condivisi che comprendono quelli applicativi e quelli infrastrutturali.</p>
<p><a href="http://caffeconbea.wordpress.com/files/2008/02/reference_arch1.jpg" title="BEA SOA Reference Architecture"><img src="http://caffeconbea.wordpress.com/files/2008/02/reference_arch1.thumbnail.jpg" alt="BEA SOA Reference Architecture" /></a></p>
<p><b>Come usare la SOA Reference Architecture</b></p>
<p>Il primo passo per l'adozione della SOA Reference Architecture di BEA è la sostituzione dei generici tipi di componente descritti dal modello con i componenti specifici del cliente: per esempio, "Portali" può essere specificato come "Portale Risorse Umane" e "Portale Customer Service". "Packaged Applications" può diventare "SAP" e "Oracle Financials". "Atomic Business Activities" può comprendere "Emissione dell'ordine" e "Pagamento".<br />
L'azienda può anche identificare come i nuovi progetti si adattano allo scenario complessivo, per esempio mettendo a disposizione un processo di business condiviso "Aggiunta Nuovo Prodotto" o fornendo un data service "Cliente".<br />
Il risultato è una istanza concreta della SOA Reference Architecture - un modello specifico per quell'azienda che diventa la definizione formale della architettura SOA. Fornisce lo schema per classificare l'infrastruttura e i servizi condivisi; definisce le relazioni tra la SOA desiderata e l'architettura esistente. Specifica la visione architetturale e determina il percorso da seguire per la sua costruzione. Infine, serve come cruciale strumento di comunicazione e di verifica della conformità.</p>
<p>Oltre a focalizzare le risorse dello sviluppo nella creazione delle soluzioni, le aziende devono gestire i progetti che ne risultano. La SOA Reference Architecture può servire da modello per un singolo progetto così come per l'intera SOA.<br />
Un architetto e il responsabile del progetto possono usarla per scomporre le funzionalità di business in un insieme di servizi, assegnare la responsabilità per ciascun blocco al gruppo di sviluppo più adatto, monitorare l'implementazione.<br />
In questo modo si possono ottenere il parallelismo nello sviluppo dei componenti, l'eliminazione delle duplicazioni, una efficace attribuzione dei costi a diverse voci di bilancio.</p>
<p><b>Il white paper<br />
</b><br />
La SOA Reference Architecture di BEA fornisce benefici di lungo termine alle aziende fornendo un modello per costruire una SOA di livello enterprise in modo scalabile.<br />
La potenza di SOA è la sua flessibilità. Ogni azienda può adattare i suoi particolari asset IT al suo business specifico.<br />
Tuttavia questa potenza è inutile senza controllo: è necessario un modello che indirizzi il lavoro e permetta di verificarne i risultati.<br />
Usando una SOA Reference Architecture, le aziende possono stabilire quali servizi dovrebbero costruire e quando farlo.<br />
Possono aumentare il parallelismo e ridurre le duplicazioni nel portafoglio dei progetti di sviluppo. Possono imporre una governance efficace basata su policy che applicano correttamente i principi generali a circostanze specifiche.<br />
La chiave per ottenere questi benefici è la conoscenza del posto che ciascun progetto e ciascun servizio occupano nello schema più ampio della SOA a livello enterprise. Usando la SOA Reference Architecture, sia le persone di business che quelle dell'IT possono indicare con precisione il ruolo di ogni servizio esistente o proposto.<br />
Le dipendenze, le mancanze e le duplicazioni appaiono evidenti. La pianificazione, la cooperazione e l'approvvigionamento diventano più semplici. Le aziende possono finalmente trasformare l'agilità in un processo gestibile. BEA ha tracciato la strada con una SOA Reference Architecture basata su anni di esperienza nel mondo reale.</p>
<p>Un white paper che espone in dettaglio il valore della costruzione di una SOA Reference Architecture può essere scaricato dal sito BEA, nella sezione <a href="http://www.bea.com/framework.jsp?CNT=index.htm&#38;FP=/content/solutions/soa&#38;WT.ac=topnav_solutions_soa" title="soluzioni SOA" target="_blank">SOA</a>.</p>
<p>La struttura di consulenza di BEA offre diversi servizi - che saranno discussi in altri post su questo blog - mirati alla definizione di un'architettura di riferimento specifica per il cliente e alla sua realizzazione.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le musicassette! ]]></title>
<link>http://zerorelativo.wordpress.com/?p=326</link>
<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 17:51:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
<guid>http://zerorelativo.wordpress.com/?p=326</guid>
<description><![CDATA[

 C&#8217;arriviamo un pò tardi,  ma dopo l&#8217;ennesima occhiata alle musicassette
senza sapere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2008/02/cass03.jpg" alt="baratto online, audio cassette, oggetti design, scambio oggetti, swapping, kindergarten" /></div>
<div align="center"></div>
<div align="center"> C'arriviamo un pò tardi,  ma dopo l'ennesima occhiata alle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Musicassetta" title="baratto online, scambio oggetti, swapping, kindergarten, annunci gratis" target="_blank"><b>musicassette</b></a></div>
<div align="center">senza sapere cosa farci, siamo andati a vedere che si dice sul web.</div>
<div align="center"> Guardate un pò come le ha utilizzate <b><a href="http://www.privatecircle.it/home.htm" title="baratto online, scambio oggetti, annunci gratis, scambio online, swapping on line, kindergarten, scambi" target="_blank">Marcella Foschi</a></b>, giovane designer italiana.</div>
<div align="center"></div>
<div align="center">Per noi, 10 e lode ;)</div>
<div align="center"> Voi che ne pensate?</div>
<div align="center"></div>
<div align="center"><a href="http://www.zerorelativo.it" title="baratta, baratto online, scambi, scambio online, annunci gratis, swapping, kindergarten"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2008/02/zerobaratta.gif" alt="baratto online,scambio oggetti,swapping online,kindergarten,annunci gratis,riduzione riuso riutilizzo oggetti" /></a></div>
<div align="center"></div>
<div align="center">(<a href="http://www.zerorelativo.it/linkaci.asp" title="baratto, scambio, scambiare, scambi, swapping, kindergarten" target="_blank">vuoi il nostro bannerino?</a>)</div>
<div align="center"><!--more--> Immagini tratte da <a href="http://www.designboom.com/shop/cassettewallet.html" title="baratto design, zero relativo, baratto on line, swapping, kindergarten, scambi online" target="_blank">designboom</a></div>
<div align="center"></div>
<div align="center"></div>
<div align="center"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2008/02/cassettewalletbig.jpg" alt="audio cassette, swapping design, baratto online, scambio oggetti, scambiare barattare, kindergarten" height="177" width="468" /></div>
<div align="center"></div>
<div align="center"><a href="http://www.zerorelativo.it" title="permuta online, baratto online, scambio oggetti, barattare, scambiare, permuta online, swapping, kindergarten" target="_blank">Lo staff di ZR </a></div>
<div align="center"></div>
<div align="center"></div>
<div align="center"></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come piegare e tenere in ordine i sacchetti della spesa]]></title>
<link>http://equazioni.wordpress.com/?p=64</link>
<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 10:45:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>equAzioni</dc:creator>
<guid>http://equazioni.wordpress.com/?p=64</guid>
<description><![CDATA[Per quanto generalmente sia mia premura andare a fare la spesa con pratiche borse di plastica rigida]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto generalmente sia mia premura andare a fare la spesa con pratiche borse di plastica rigida o di stoffa, immancabilmente mi capita di trovarmi al supermercato pensando alle mie comode, pratiche ed ecologiche borse rimaste sul mobile della cucina.<br />
E così si comprano i sacchetti (quando non è possibile sfruttare le scatole di cartone messe a disposizione gratuitamente dal negoziante),  e una volta a casa, svuotati, non si sa più dove metterli.<br />
Si fa in fretta infatti ad accumularne un bel numero ed essendo voluminosi mi occupano praticamente tutto il mobile sotto il lavello, che,  quando viene aperto ha l'effetto di un "jack in the box", quei pupazzi a molla che saltano fuori dalla scatole.</p>
<p>Quindi, memore dei buoni consigli della mia cara nonna, ho fatto un pò d'ordine.<br />
Ora vi spiegherò passo passo la sua semplice e praticissima tecnica.</p>
<p><a href="http://equazioni.wordpress.com/files/2008/02/plasticbag1.jpg" title="plasticbag1.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a href="http://equazioni.wordpress.com/files/2008/02/piegasacchetti1.jpg" title="piegasacchetti1.jpg"><img src="http://equazioni.wordpress.com/files/2008/02/piegasacchetti1.thumbnail.jpg" alt="piegasacchetti1.jpg" /></a></div>
<p><!--more-->1) Prendete una busta di plastica, schiacciatela bene per togliere tutta l'aria e piegate in dentro le parti laterali.<br />
2)Piegate il sacchetto a metà per il lungo.<br />
3)Piegatelo nuovamente a metà.<br />
4)Partendo dal fondo iniziate a piegare il sacchetto in piccoli triangoli, uno sopra all'altro.<br />
5)Una volta che siete arrivati quasi ai manici fermatevi e infilate questi ultimi nella fessura che si crea formando ogni triangolo.</p>
<p>Ogni ingombrante e voluminoso sacchetto è ora ridotto ad un piccolo triangolo.</p>
<p>Per comodità potete dividere i sacchetti in 3 diverse misure, in modo da riconoscerli senza doverli aprire(anche se lo capirete dalle dimensioni del triangolo): i sacchetti grandi del supermercato, quelli medi e quelli piccoli che generalmente danno in farmacia.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vivere semplice, vivere sano.]]></title>
<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2007/12/13/vivere-semplice-vivere-sano/</link>
<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 14:49:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>mameli</dc:creator>
<guid>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2007/12/13/vivere-semplice-vivere-sano/</guid>
<description><![CDATA[Andrea e Sabrina sono giovani genitori. Vivono in un appartamento a Roma e lavorano in campo informa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea e Sabrina sono giovani genitori. Vivono in un appartamento a Roma e lavorano in campo informatico. Fin qui nulla di speciale. Ma Andrea e Sabrina hanno scelto di adottare alcuni comportamenti che non sono affatto diffusi. E questo rende la loro famiglia davvero speciale. La loro esperienza diventa visibile grazie a un sito (<a href="http://www.vivere-semplice.org/" title="vivere semplice"><strong>Vivere Semplice</strong></a>)  che racconta la loro vita e le loro scelte. Iniziamo dai giocattoli. Per i figli (Lorenzopedro e Zeno, di 4 e 2 anni) ecco che i nostri amici iniziano a distinguersi dalla folla: li costruiscono con le loro mani, utilizzando in gran parte materiali di riciclo. In questo modo i bambini attribuiscono ai giocattoli un valore diverso. Su questo tema segnalo l'articolo <a href="http://www.vivere-semplice.org/?p=163">Perché i bambini vanno pazzi per i gormiti</a>.  Capitolo alimentazione: qui niente merendine preconfezionate e quando possibile il pane si fa in casa. Un articolo spiega: <a href="http://www.vivere-semplice.org/?p=134">Perché mangiamo biologico</a>. E la Tv? Niente ovviamente. Solo dvd scelti da vedere al computer.</p>
<p>Uno degli slogan amati dai nostri amici è Vivere semplice e spregiudicato, dove (come loro stessi spiegano nel sito) per <em>spregiudicato</em> si intende persona che tenta di operare in assenza di pregiudizi.non giudicare, non farsi influenzare dai luoghi comuni, da cosa pensano gli altri, ma anche lasciare che sia, “arrendersi” nel senso di essere flessibili, inflettersi per ogni verso senza spezzarsi, e anche accettare tutto ciò che arriva con animo ben disposto, essere liquidi, sapersi adattare al cambiamento e alle diversità, non essere rigidi, saper passare la palla, delegare, smettere di giudicare ciò che è giusto e sbagliato. E anche, in senso più esteso, non accanirsi contro.</p>
<p>Io non amo attribuire etichette alle persone, ma a volte accostare delle parole a dei comportamenti aiuta a capire. Per questo l'esperienza di vita di Andrea e Sabrina potrebbe essere ricondotta al termine <strong>downshifting. <a href="http://www.andreafannini.it/blog/2007/04/downshifting/" title="downshifting ">Andrea Fannini </a></strong>spiega che questa parola fu coniata nel 1994 dal <em>Trends Research Institute</em> "per indicare il fenomeno di quelle donne e di quegli uomini che rinunciavano parzialmente (o totalmente) alla propria carriera lavorativa, al successo, al denaro, per avere in cambio maggiore tempo a disposizione da dedicare ai propri interessi privati familiari. Per il <em>New Oxford Dictionary</em> significa <em>“scambiare una carriera economicamente soddisfacente ma stressante con uno stile di vita meno faticoso e meno retribuito ma più gratificante dal punto di vista personale”</em>. Più in generale si definisce una persona <em>downshifter</em> quella che adotta un modo di vivere poco frenetico, più rilassato, maggiormente rivolto alla sfera degli interessi personali."</p>
<p>Il sito <em>Vivere semplice</em> ha vinto il 5° premio per i contenuti digitali nella sezione<strong> </strong>e-learning dell’<strong><font color="#000000"> Electronic Content Award Italy </font>2007</strong>.</p>
<p>Andrea Mameli, foresta di Pixinamanna, Pula (Cagliari).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[OA UNITO - pomeriggio]]></title>
<link>http://unitosbd.wordpress.com/2007/12/06/oa-unito-pomeriggio/</link>
<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 14:06:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Gardois</dc:creator>
<guid>http://unitosbd.wordpress.com/2007/12/06/oa-unito-pomeriggio/</guid>
<description><![CDATA[Sono sopravvissuto, ho finito l&#8217;intervento, ora aspettiamo le domande.
Riemergo dai pensieri e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sopravvissuto, ho finito l'intervento, ora aspettiamo le domande.</p>
<p>Riemergo dai pensieri e dalle sensazioni colte dal link con la platea, rapido ed emozionante come sempre, e ascolto Viviana dire che in Italia sono state pubblicate OA negli IR solo 1400+ tesi di dottorato. Diversa la situazione in Olanda (10.000+). Si sono usate in Europa delle policies di deposito obbligatorio, ma Viviana rileva soprattutto il fatto che le normative, che da noi sono molte e intricate. Ultimamente però anche in Italia leggi e regolamenti hanno fatto considerevoli passi avanti. Ora la pubblicazione delle tesi è possibile previa modifica dei bandi di ammissione al dottorato, ma temporaneamente è possibile comunque previa liberatoria da parte del dottorando, che prende atto delle policy OA di un Ateneo. Alcuni tipi di tesi possono essere sottoposti ad embargo (brevetti, pubblicazione presso editori, dati sensibili, dovere di assolvere a diritti di terzi riguardo al materiale contenuto nella tesi).</p>
<p>Parlando poi dell'esperienza di deposito volontario delle tesi in AperTO, si rileva quanto segue: servono policy di deposito obbligatorio delle tesi; comunicazione con i dottorandi; creazione di adeguati flussi di lavoro; regolamento di deposito per formati file e schemi metadati, questi ultimi da concordare con le biblioteche nazionali; maggior integrazione con Trova@unito, per rendere linkabili con il resolver le citazioni contenute nelle tesi con i fulltext citati.<br />
Tra chiacchiere e intervista con la web TV di Ateneo, mi perdo quasi tutto del modo in cui i fisici passano la mattinata, raccontato da L. Magnea, che tra l'altro ci fa vedere come un fisico usa ArXiv e Spires. Ottima la parte sulla psicopatologia della citazione: i nuovi strumenti online fanno misurare i ricercatori con domande inquietanti, come: "chi mi ha citato ieri?". Inquietante soprattutto perché la domanda diventa quotidiana. Del resto, dai, anche con i blog ne sappiamo qualcosa, eh...</p>
<p>Nota conclusiva dell'intervento: la peer review è davvero valutata nel modo giusto? Come assegnarle un valore economico, dato che è davvero l'unica funzione di utilità sociale a cui assolvono gli editori, oggi?</p>
<p>Purtroppo (o per fortuna) i social networks non sono fatti di soli bit, e devo dire che mi sono perso gli interventi su Reti Medievali chiacchierando con colleghi e docenti -- ma ho parlato di OA, naturalmente :-)</p>
<p>Molto interessante, comunque, il rapporto tra RM e Firenze University Press: tutto il materiale pubblicato sul sito viene pubblicato da FUP, in digitale o a richiesta anche in formato cartaceo. Il punto forte di RM rispetto ad iniziative analoghe, consiste nel fatto che la risorsa non è solo un repository o una realtà di e-publishing, ma un punto di incontro per specialisti di tutto il mondo.</p>
<p>P. Provero, del dipartimento di Genetica di UNITO, parla di OA e bioinformatica. C'è una forte insoddisfazione rispetto al processo tradizionale di peer-reviewing, che deve diventare + aperto. Il gruppo di Provero pubblica la maggior parte dei lavori su riviste OA: provenendo da fisica, è abbastanza naturale. BMC garantisce una peer-review di qualità, e abbastanza rapida (1-2 mesi) - e quando il lavoro è stato letto con cura e arrivano suggerimenti utili, lo si vede subito!</p>
<p>L'insoddisfazione viene spesso dall'anonimità dei reviewers, che possono commettere abusi. BMC garantisce commenti non anonimi e l'intera storia relativa alla pubblicazione dell'articolo, comprese le osservazioni dei reviewers, sono pubblicati. Problemi: difficile trovare referee, e tendenza ad avere report + positivi del normale. Altre riviste (PlOS) garantiscono possibilità di peer review anonima, ma occorre giustificare perché. Di solito, chi vuol mantenere l'anonimato, lo fa x paura di ritorsioni (pensate a un referee giovane che critica il lavoro di un ricercatore affermato). Non è ovvio quindi che il peer review anonimo garantisca davvero la trasparenza. Nature ha invece adottato il modello del Community Peer Review, poco utile e con pochi commenti --&#62; abbandonato. Biology Direct ha invece adottato il metodo della Open and Permissive Peer Review: l'autore deve trovare 3 membri dell'editorial board disposti a fare 1 report; l'articolo può pubblicare anche se i report sono negativi; pubblica comunque sempre insieme ai report, firmati. Dove invece non si usa la peer review, i commenti sono infestati da pseudoscienza e trash (Philica).</p>
<p>Quanto all'accesso ai dati di ricerca, essi sono fondamentali in biologia e biologia molecolare. Questi dati sono accessibili tramite gli ormai tradizionali db, da swissprot a ensembl. Questi db sono la base della bioinformatica, che sarebbe impossibile se i dati non fossero pubblici. Questi db contengono moli enormi di conoscenza inesplorata - esplorarla è il compito della bioinformatica, che lo fa tramite software opensource al 99%. Questo, più che le pubblicazioni open, è ciò che ha davvero rivoluzionato la bioinformatica.</p>
<p>Non provo nemmeno, purtroppo, a bloggare l'ultimo intervento. La scuola materna mi aspetta. E la lucidità se ne va. La giornata è stata intensa. Le connessioni neuronali si sono attivate. Le reti sociali anche. Adesso proviamo a lavorarci. Come dice Wallace, lo yoyo del sole sta scendendo. Penserò camminando per le strade di Torino. Mescolando le luci arancio e le pietre dei palazzi, con le idee, come sempre, e oggi un po' di più.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Costruzioni vegetali che fioriscono]]></title>
<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2007/12/01/costruzioni-vegetali-che-fioriscono/</link>
<pubDate>Sat, 01 Dec 2007 20:50:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>mameli</dc:creator>
<guid>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2007/12/01/costruzioni-vegetali-che-fioriscono/</guid>
<description><![CDATA[Immaginiamo di dover ornare una bella rotatoria, di quelle che nascono in ogni angolo d&#8217;Italia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Immaginiamo di dover ornare una bella rotatoria, di quelle che nascono in ogni angolo d'Italia (e d'Europa) oppure una piazza o anche solo una grossa aiuola. Oppure abbiamo l'incarico di allestire un angolo di giochi per bambini in un parco cittadino. Possiamo scegliere fra migliaia di combinazioni di materiali e tra numerose soluzioni architettoniche e stilistiche. Ma solo una scelta avrà il sapore della totale riusabilità, anzi nientemeno che della nuova vita. Questa scelta, poco nota in Italia, ma discretamente diffusa in Francia e in Spagna, viene chiamata tecnica della pianta viva o (in omaggio al vegetale più usato: <i>Salix Viminalis</i>) allestimento in salice vivo. Lo ha spiegato <b>Joan Farré i Oliver </b>a Cesena, nel corso di un seminario tenutosi giovedì 29 novembre 2007 all'<b><a href="http://www.tecnologieappropriate.it/" title="tecnologie appropriate cesena">Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate</a></b>. L'artigiano catalano, ospite dei fratelli Zavalloni (ideatori e curatori dell'Ecoistituto) ha illustrato le metodiche di coltura del salice (da cui si ricavano pali alti anche 3 metri, di modellazione e di messa a dimora, mostrando le immagini di alcune strutture intrecciate che dopo pochi mesi sono fiorite abbondantemente. <b>Joan Farré i Oliver</b>, dopo 25 trascorsi a creare cestini di vimini tradizionali e innovativi, ha fondato l'impresa <a href="http://www.pontdequeros.com/"><b>Pont de Queros</b></a> con la quale realizza grandi forme vive.</p>
<p>(danielegouthier)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Baratto, scambio e aggiustaggio]]></title>
<link>http://zerorelativo.wordpress.com/2007/11/27/baratto-scambio-e-aggiustaggio/</link>
<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 10:18:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
<guid>http://zerorelativo.wordpress.com/2007/11/27/baratto-scambio-e-aggiustaggio/</guid>
<description><![CDATA[
Riflessioni ed esperienze dei nostri amici del BarAtto di Mestre.
Baratto, scambio e aggiustaggio c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/baratto-mestre.jpg" alt="baratto mestre annunci" /></p>
<p align="center"><b>Riflessioni ed esperienze dei nostri amici del <font color="#0000ff"><a href="http://baratto.org" title="baratto gratis,scambio oggetti online,barattare scambiare,permuta oggetti nuovi usati,swapping mestre,swapping online,riciclo riutilizzo rifiuti" target="_blank">BarAtto</a></font> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mestre" title="scambio oggetti gratis online,baratto gratis online,barter online,kindergarten zero relativo" target="_blank"><font color="#0000ff">Mestre</font></a>.</b></p>
<p align="center"><font color="#000000" face="Arial" size="4"><b>Baratto, scambio e aggiustaggio come forma di prevenzione dei rifiuti; come passare dalle prime esperienze ad un'organizzazione matura degli scambi: spunti di riflessione.</b></font></p>
<p align="center"><font color="#000000" face="Arial" size="4">testo e immagine di Stefano Pesce (</font><font color="#0000ff"><a href="http://baratto.org" title="riciclo riuso riutilizzo oggetti,scambio oggetti online,baratto gratis,annunci gratis" target="_blank">BarAtto</a></font> di Mestre)</p>
<p align="center"><!--more--> <b>Le fondamenta: evitare lo spreco.</b></p>
<p> Credo che il primo passo si debba realizzare partendo dal rapporto con i nostri bambini, lavorando con loro, offrendo il nostro esempio e la nostra collaborazione.<br />
Dobbiamo cercare di riprenderci le troppe deleghe concesse nell'ultimo ventennio, deleghe in bianco andate alla scuola, ai corsi pomeridiani , a baby-sitter , alla televisione. Deleghe destinate a coprire la nostra assenza “causa lavoro” in nome di un benessere, la cui caducità si sta lentamente rivelando: la nostra preziosa presenza fisica sostituita dalle parole e dagli insegnamenti astratti difficilmente digeribili dai bambini più piccoli.<br />
E' come se per anni avessimo cercato di sistemare e rattoppare il tetto della nostra casa delegando ad altri la manutenzione, e spesso la stessa costruzione delle fondamenta; all'improvviso sentiamo strani scricchiolii e non capiamo il perché.<br />
Alla radice di tutto il problema c'è lo spreco fortemente radicato nella consuetudine dell'usa e getta.<br />
“Evitare lo spreco” è stato uno dei grandi insegnamenti dei nostri genitori, ma era un insegnamento che ci arrivava dalla pratica e non dalle parole. Vedevamo la mamma alle prese coi fornelli e dopo la scuola si pranzava in famiglia imparando a non giocare con il cibo, a non sprecare. Aggiustare la bici, i giocattoli, i piccoli oggetti di casa erano sane abitudini vissute con papà mentre il nuovo acquisto era davvero un evento straordinario legato alle feste oppure dettato da necessità reali.<br />
Cosa accade invece a scuola? All'ora di pranzo tutto arriva come per incanto, già cucinato, dalle “società di catering” . In quel momento la maestra viene sostituita dalla figura della “scodellatrice” con guanti in lattice e cuffietta, che serve a tutti - spesso in piatti di plastica - la stessa porzione. Alla fine raccoglie gran parte del cibo rimasto nei piatti disponendo una raccolta in bella mostra in centro tavola, da destinare alla spazzatura.<br />
Il danno è triplo: in termini di diseducazione dei bambini, di spreco , di produzione di rifiuti. Nella scuola del futuro c'è spazio per l'inglese, per internet ma non per il lavoro manuale o per l'”aggiustaggio” ancor meno per una cucina.<br />
Si discuteva qualche giorno fa con Ezio Da Villa, assessore all'ambiente della Provincia di Venezia e con i responsabili della Vesta sulla difficoltà di convincere i cittadini a differenziare i rifiuti. Si preparano cartelli, promozioni, spot, testimonial e poi alla resa dei conti le persone, spesso i più giovani, gettano tutto dove capita senza rispetto. Chiediamoci: perché e di chi dovrebbero avere rispetto?<br />
Sono stati rispettati, “accompagnati” come direbbe l'amico Amadou Diarra , socio e coideatore del Baratto, dai genitori?<br />
Hanno qualche segnale che possa convincerli di appartenere ad una organizzazione matura ?<br />
Possono davvero credere che quel loro atto abbia importanza se mai prima è stata data loro importanza?<br />
Per poter pensare ad un'organizzazione matura, io aggiungerei, reale, degli scambi occorre un lavoro lungo e duraturo sulle fondamenta, sull'educazione alla cura e al rispetto delle cose.</p>
<p align="center"><b>Il baratto come bene economico.</b></p>
<p> Baratto, riciclo, aggiustaggio sono azioni correlate: se aggiusto, in qualche modo rispetto la cosa acquistata ed entro nell'ordine di idee di scambiare, barattare, riciclare .<br />
In futuro il passaggio sarà inevitabile, il rispetto della nostra vita ce lo imporrà, ma oggi sembra che queste azioni possano essere eluse.<br />
L'organizzazione matura degli scambi è un punto di arrivo importante e raggiungibile ma ancora lontano.<br />
Il bar, questa festa, altri esempi di baratto ed esperienze analoghe in città o in Italia, il sito zerorelativo.it che informatizzando gli scambi in rete permette di vedere, senza spostamenti fisici,  un oggetto e sapere se  lo scambio  interessa, si collocano per ora solo in un contesto di sperimentazione.<br />
Afferma Nicholas Georgescu Roegen, economista, autore del primo trattato di bio-economia cioè di un'economia compatibile con le leggi della natura: …la decrescita della produzione è inevitabile in termini fisici ma per evitare la catastrofe dettata dal crollo della produzione mondiale dovremo rivedere il nostro modo di concepire la produzione cioè dovremo dimostrare di avere le capacità per produrre “valore” pur riducendo l'utilizzo di materia/energia.<br />
Uno dei possibili percorsi è costituito dal trasferimento della domanda verso i cosiddetti “beni relazionali” ovvero beni in grado di soddisfare bisogni come la domanda di attenzione, di cura, di conoscenza, di partecipazione, di nuovi spazi di libertà, di spiritualità ….”<br />
Sulla stessa lunghezza d'onda è anche Guido Viale esperto di problemi legati ai rifiuti e autore di testi sui problemi dell'economia attuale il quale dice: ….occorre far emergere la desiderabilità di soluzioni più sobrie, più gradevoli,meno devastanti per l'ambiente e la convivenza a partire da esigenze e bisogni insoddisfatti a cui il mercato e la cultura dominante non possono dare una risposta In una parola, aggregare una domanda sociale latente di cose molto concrete e raggiungibili mobilità alternativa, produzioni locali, soluzioni orientate al riciclaggio…..<br />
In termini bio-economici dobbiamo cercare di aggregare una domanda latente di beni relazionali e uno di questi è sicuramente “il baratto”.<br />
Senza demonizzare il mercato anzi utilizzando a nostro vantaggio semplici strumenti di marketing, il baratto può essere considerato semplicemente un prodotto nella sua fase di lancio.<br />
Considerando la tipica curva a campana del ciclo di vita dei prodotti siamo nel primo tratto, nella fase “pionieristica”, con un andamento nettamente in salita; occorrono molti sforzi in termini di comunicazione - e soprattutto di prezzo - per promuoverne la vendita.<br />
Il prezzo è rappresentato dallo sforzo fatto in termini di tempo e di energia per guardare tra i depositi in casa, in magazzino o in garage, tirar fuori le cose, sistemarle, decidere di cederle portarle a destinazione. La fatica, e dunque il prezzo, è maggiore di un semplice scambio in moneta: barattare costa troppo.<br />
Contemporaneamente il ritorno che si trae, in termini di soddisfazione dei bisogni, é ridotto al minimo.<br />
Per trasformare il baratto in un atto normale, in una consuetudine, per aggregare una domanda latente, dobbiamo, molto semplicemente seguire la regola base del mercato, renderlo conveniente ovvero minimizzare i costi e massimizzare i benefici.</p>
<p align="center"><b>La nostra esperienza.</b></p>
<p> Quando abbiamo aperto il locale, verso la fine del 2005, l'idea innovativa era proprio quelle di poter immaginare un'attività commerciale che funzionasse anche col baratto, un bar diverso in grado di soddisfare bisogni come la domanda di attenzione, di cura, di conoscenza, di partecipazione, di nuovi spazi di libertà, di spiritualità: una ristorazione aperta anche ai beni relazionali.<br />
Siamo partiti dai libri e dall'arredamento in cambio di cappuccini e spritz ma l'intenzione era quella di poter allargare il sistema anche ai nostri fornitori, almeno ad alcuni, quelli del biologico e dell'economia solidale: ha funzionato solo in parte.<br />
Lo scambio del libro e dell'oggetto è diventato un sistema, trasformandosi molto spesso in dono, senza necessità di ripagare il cliente disposto a saldare la sua consumazione, al punto che spesso ormai dobbiamo rifiutare le offerte per mancanza di spazio, ma i fornitori sono rimasti fermi sul corrispettivo in denaro.<br />
In un secondo momento, durante la prima festa del baratto, nel maggio del 2006, abbiamo sperimentato direttamente per quasi un mese l'esperienza del recupero in discarica , nell'eco-centro della Vesta.<br />
Basta passare qualche ora per vedere quante cose, ancora utili, passano e vengono sistematicamente distrutte. Mobili, frigoriferi, computer, biciclette, interi arredamenti.<br />
Col legno ed altri materiali recuperati, con Nicolas, artista austriaco, e con il pubblico della festa, abbiamo costruito una piccola casa, quasi un'opera d'arte; l'idea era che potesse diventare un piccolo spazio per il recupero e l'aggiustaggio delle cose . E' durata poche settimane poi, per motivi burocratici, è arrivata l'intimazione di sgombero immediato e in poche ore abbiamo dovuto smontare e distruggere tutto.<br />
Fortunatamente l'idea è rimasta in circolo e sta tornando con le opportune varianti. Tra le proposte arrivate al BarAtto il nostro amico Ottavio, che ha tenuto da noi una lezione sul passaggio dal baratto alla moneta giovedì scorso (3 maggio 2007), ha proposto la creazione di spazi fissi, dove depositare le cose (mobili, sedie, oggetti) prima di passarli all'eco centro.<br />
L'idea è la creazione di una zona franca dove poter lasciare e prendere liberamente, una sorta di purgatorio del rifiuto; si deposita la cosa, con la data, e dopo un certo numero di giorni le rimanenze vengono prelevate dalla Vesta.</p>
<p align="center"><b>Il baratto come consuetudine corrente.</b></p>
<p> Affinché ciò accada occorrono azioni di breve e di lungo periodo.<br />
Nel breve è necessario favorire e sviluppare altre esperienze come quella del BarAtto, potenziare gli scambi e le occasioni di baratto attraverso il circuito di Altraeconomia, creare inizialmente nei parchi e/o nella sede di Altraeconomia un punto fisso di raccolta di cose collegato alla Vesta.<br />
In sintesi occorre facilitare e rendere conveniente il baratto e lavorare sullo sviluppo del mercato dei “beni relazionali” in modo da sviluppare il lavoro nel settore (recupero, aggiustaggio, lavori artistici, riuso e riciclo), a sostegno e in parziale sostituzione del volontariato, sviluppare e rivalutare i mercati locali e i piccoli negozi di quartiere.<br />
Nel lungo periodo occorre invece agire sulle fondamenta. Ben più importante e difficile è lavorare sull'educazione dei nostri figli a casa e nella scuola, riportare l'accento sul gioco manuale, sul contatto fisico e sulla necessità di fare le cose con amore, senza demonizzare tv e computer ma riequilibrandone il rapporto con le altre attività e con noi stessi.<br />
Favorire gli scambi umani è quindi il necessario fondamento per tutti gli scambi successivi.<br />
Ed è necessario anche modificare il rapporto con il cibo, elemento essenziale della nostra vita: se risulta impossibile riportare la cucina nelle scuole, bisogna fare almeno in modo che il momento del pranzo riprenda i suoi valori originari. La maestra deve essere quella che distribuisce – a seconda delle esigenze e necessità individuali che lei ben conosce – riducendo al minimo gli sprechi antieducativi ed antieconomici.</p>
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]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le mani e la mente]]></title>
<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2007/11/23/le-mani-e-la-mente/</link>
<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 12:08:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>danielegouthier</dc:creator>
<guid>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2007/11/23/le-mani-e-la-mente/</guid>
<description><![CDATA[A Città della scienza, ci sono due aree interamente dedicate ai bambini - le officine dei piccoli. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A <a href="http://www.cittadellascienza.it/" target="_blank">Città della scienza</a>, ci sono due aree interamente dedicate ai bambini - le officine dei piccoli. In una delle due, si possono ammirare i risultati di un <a href="http://www.cittadellascienza.it/science_centre/sezioni.cfm?ID_SEZIONE_MUSEO=5" target="_blank">laboratorio</a> nel quale i bambini costruiscono con materiali di recupero. Gli oggetti realizzati sono belli. Ma ancor più interessante è la filosofia di imparare facendo e di fare riusando. Dietro c'è una sorta di legge virtuosa della conservazione degli oggetti: dove si può bisogna imparare a vedere le cose sotto un'altra luce per trasformare l'inutile in altrimenti-utilizzabile.</p>
<p>(danielegouthier)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Baratta la maglietta di ZR!]]></title>
<link>http://zerorelativo.wordpress.com/2007/11/21/214/</link>
<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 17:52:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
<guid>http://zerorelativo.wordpress.com/2007/11/21/214/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp;

Vuoi la nostra T-shirt &#8220;io non ho bisogno di denaro&#8220;?
E&#8217; gratis! 
 Belliss]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center">&#160;</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/123.jpg" alt="baratto T-shirt" /></p>
<p align="center"><b>Vuoi la nostra T-shirt "<font color="#0000ff"><a href="http://www.google.it/search?q=io+non+ho+bisogno+di+denaro&#38;sourceid=navclient-ff&#38;ie=UTF-8&#38;rlz=1B3GGGL_itIT214IT217" target="_blank" title="tshirt gratis,baratto gratis online,scambio oggetti gratis,annunci gratis,barattare scambiare online,scambia tshirt gratis,">io non ho bisogno di denaro</a></font>"?</b></p>
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<p align="center">Cosa aspetti?</p>
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<p align="center">&#160;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un cimitero per gli elettrodomestici]]></title>
<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2007/11/16/un-cimitero-per-gli-elettrodomestici/</link>
<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 17:50:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>danielegouthier</dc:creator>
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<description><![CDATA[Noi siamo fortunati e tra le altre cose abbiamo una bella e vasta cantina nella quale ineluttabilmen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Noi siamo fortunati e tra le altre cose abbiamo una bella e vasta cantina nella quale ineluttabilmente - quasi fosse una legge di natura - le cose si accumulano.</p>
<p>Si accumulano in particolare i piccoli elettrodomestici rotti, i vecchi computer in disuso e tutto ciò che si spera domani possa avere un qualche riuso. Ma non è mai così, alla fine.</p>
<p>In ogni caso, se anche uno non fosse affetto dalla speranza di riusare l'inutilizzabile, qual è l'alternativa?</p>
<p>La legge,  credo (?!?), dice che quando compri un elettrodomestico il venditore deve ritirare il cadavere di quello vecchio. Ma poi scopri che ti chiedono 15 euro per il trasporto, o addirittura non lo fanno o in ogni caso è qualcosa che si applica solo per gli elettrodomestici grandi (frigo, congelatori, televisori, fornelli ecc.). Quando ne muore uno piccolino (telefono, tostapane, macchina per l'espresso), tu vai a comprarne un altro e mica ti porti dietro il vecchio da smaltire. Così finisce in cantina.</p>
<p>E quando viene la sacrosanta stagione di svuotare la cantina? Che te ne fai? Dov'è il cimitero dei piccoli elettrodomestici?</p>
<p>Mi sa che è un luogo mitico come il cimitero degli elefanti.</p>
<p>(danielegouthier)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Baratto a Roma]]></title>
<link>http://zerorelativo.wordpress.com/2007/11/15/baratto-a-roma/</link>
<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 12:08:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
<guid>http://zerorelativo.wordpress.com/2007/11/15/baratto-a-roma/</guid>
<description><![CDATA[
Gli amici di Barattopolis ci segnalano un evento per tutti i &#8220;barter&#8221; di Roma e dintorn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/scambio_5.jpg" alt="Baratto Roma ZeroRelativo" height="295" width="376" /></p>
<p align="center">Gli amici di <b><font color="#0000ff"><a href="http://it.groups.yahoo.com/group/barattopolis/" title="annunci baratto gratis,baratto online,scambio gratis online,annunci gratis,annunci online,scambi online" target="_blank">Barattopolis</a></font></b> ci segnalano un evento per tutti i "barter" di Roma e dintorni, un <b>mercatino del <font color="#0000ff"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Baratto" title="baratto gratis,scambio oggetti online,barattare scambiare,permuta oggetti nuovi usati,swapping mestre,swapping online,riciclo riutilizzo rifiuti" target="_blank">baratto</a></font></b> dove potrete scambiare e regalare i vostri oggetti. E tu! Cosa aspetti a segnalare a<b> <font color="#0000ff"><a href="http://www.ZeroRelativo.it" title="consumo critico e stili di vita sostenibili, scambio oggetti gratis,baratto gratis online,barattare scambiare gratis,permuta online, riutilizzo riciclo riuso oggetti" target="_blank">ZeroRelativo</a></font></b> l'evento della tua città?  <!--more--><i>"Ciao, vorrei segnalare questa iniziativa di un mercatino del baratto e riuso  a Roma: sabato 17 novembre dalle ore 9.30 alle 13.30 presso <b><font color="#0000ff"><a href="http://www.lacittadellutopia.it/#toc1" title="baratto gratis online,scambio oggetti,kindergarten zero relativo,scambio gratis online" target="_blank">La Città dell'Utopia</a></font></b>  - Casale Garibaldi via Valeriano 3f - angolo V.le Leonardo da Vinci (metro B  fermata <b><font color="#0000ff"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Paolo_fuori_le_mura" target="_blank">Basilica di San Paolo</a></font></b>) <font color="#000000">Si possono</font> portare i propri oggetti da regalare,  scambiare oppure venire a curiosare in cerca di qualcosa di interessante. Lo  scambio è libero fra le persone e gli oggetti sono gratuiti."</i></p>
<p align="right"><font color="#000000">Immagine tratta da <a href="http://www.bachelet.it" title="annunci gratis,baratto gratis online,scambio oggetti gratis,free stuff,swapping online,permuta oggetti,riciclo riuso riutilizzo oggetti," target="_blank"><font color="#0000ff">www.bachelet.it</font></a></font></p>
<p align="center"><a href="http://www.zerorelativo.it" title="consumo critico e stili di vita sostenibili, scambio oggetti gratis,baratto gratis online,barattare scambiare gratis,permuta online, riutilizzo riciclo riuso oggetti" target="_blank">Lo staff di ZR</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scambio telefonata!]]></title>
<link>http://zerorelativo.wordpress.com/2007/11/12/scambio-telefonata/</link>
<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 10:55:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
<guid>http://zerorelativo.wordpress.com/2007/11/12/scambio-telefonata/</guid>
<description><![CDATA[
Su ZeroRelativo è ancora più facile contattare gli altri &#8220;barter&#8220;.
Se sei già regist]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/baratto-telefono.jpg" alt="Baratto skype zerorelativo" /></p>
<p align="center">Su <a href="http://www.zerorelativo.it" title="annunci gratis,baratto gratis online,scambio oggetti gratis,free stuff,swapping online,permuta oggetti,riciclo riuso riutilizzo oggetti," target="_blank"><b><font color="#0000ff"></font></b></a><b><font color="#0000ff"><a target="_blank">ZeroRelativo</a></font></b> è ancora più facile contattare gli altri "<a href="http://www.zerorelativo.it/infobaratto.html" title="barter online,baratto gratis online,annunci gratis,annunci baratto gratis,scambiare barattare online" target="_blank">barter</a>".</p>
<p align="left"><!--more-->Se sei già registrato entra su "modifica profilo" e aggiungi il tuo <b>nome <font color="#0000ff"><a href="http://www.skype.com/intl/it/" title="skype zero relativo,baratto gratis online,scambio oggetti gratis,swapping online,kindergarten,bambini online" target="_blank">Skype</a></font></b> e <b>quando</b> vuoi essere contattato.  Se ti va potrai chiedere tutte le info che desideri sull'oggetto che ti interessa e conoscere personalmente l'amico di baratto. Anche a noi ci puoi trovare su Skype o su <font color="#0000ff"><a href="http://www.google.com/talk/intl/it/index.html#utm_campaign=it&#38;utm_source=it-ha-emea-it-google&#38;utm_medium=ha&#38;utm_term=google%20talk" target="_blank">Gtalk</a></font>. Clicca sui loghi che trovi nella homepage e contattaci.</p>
<p align="center"><b>Cos'altro ti piacerebbe trovare su <font color="#0000ff"><a href="http://www.zerorelativo.it" title="annunci gratis online,baratto gratis online,scambio oggetti gratis,barattare scambiare,permuta oggetti,scambio oggetti gratis,swapping online" target="_blank">ZeroRelativo</a></font>?</b></p>
<p align="center">Scrivici o chiamaci! Ogni <b>tuo</b> consiglio è prezioso!</p>
<p align="center"><a href="http://www.zerorelativo.it" title="riciclo riuso riutilizzo oggetti,scambio oggetti online,baratto gratis,annunci gratis" target="_blank">Lo staff di ZR</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ecomondo di Caterpillar]]></title>
<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2007/11/08/lecomondo-di-caterpillar/</link>
<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 16:58:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>danielegouthier</dc:creator>
<guid>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2007/11/08/lecomondo-di-caterpillar/</guid>
<description><![CDATA[Quelli di Caterpillar, si sa, all&#8217;ambiente ci tengono. Non per niente sono i promotori di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Quelli di Caterpillar, si sa, all'ambiente ci tengono. Non per niente sono i promotori di "<a href="http://ilmitodierdos.blogspot.com/2007/01/il-clima-in-versi.html" target="_blank">M'illumino di meno</a>". Questa volta, capita che il <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/podcast/lista.cfm?id=83" target="_blank">7 novembre</a> la loro inviata Laura Troja vada a <a href="http://fiera-rimini.abcrimini.com/ecomondo.php" target="_blank">Ecomondo</a>, la manifestazione dei rifiuti.</p>
<p>O, per dirla con parole un po' più altisonanti: la manifestazione per governare la complessità ambientale; per rendere i processi e le attività sostenibili, attraverso norme, tecnologie, procedure di controllo semplici ma efficaci; per valorizzare le risorse naturali, il riciclo dei rifiuti e il recupero di materiali ed energia.</p>
<p>Per chi vuole riciclare e riusare, Rimini è la terra promessa, almeno sino a sabato 10 novembre. E soprattutto se a volerlo fare è un comune, una provincia, una regione o un ente di qualche genere.</p>
<p>Insomma, è un approccio al problema dall'alto al basso, e che quindi va nel verso opposto di quello che cerca di dire "Tutti giù per terra", ma non è un buon motivo per ignorarlo.</p>
<p>(danielegouthier)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tornati da Trento]]></title>
<link>http://zerorelativo.wordpress.com/2007/11/06/tornati-da-trento/</link>
<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 10:21:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
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Lo stand di ZR all&#8217;interno della fiera &#8220;Fà la cosa giusta!&#8221; di Trento ha suscita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;" align="left"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/1.jpg" alt="baratto trento annunci" /></p>
<p align="center">Lo stand di <a href="http://www.zerorelativo.it" title="annunci gratis online,baratto gratis online,scambio oggetti gratis,barattare scambiare,permuta oggetti,scambio oggetti gratis,swapping online" target="_blank">ZR</a> all'interno della fiera "<a href="http://www.falacosagiusta.org" title="Fiera consumo critico e stili di vita sostenibili, scambio oggetti gratis,baratto gratis online,barattare scambiare gratis,permuta online, riutilizzo riciclo riuso oggetti" target="_blank">Fà la cosa giusta!</a>" di <a href="http://http://it.wikipedia.org/wiki/Trento" title="scambio gratis trento,scambio oggetti online,baratto annunci gratis,annunci gratis trento,scambio gratis oggetti,swapping trento,barattare gratis online" target="_blank">Trento</a> ha suscitato molta curiosità.</p>
<p><!--more--></p>
<p><a href="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/4.jpg" title="Acquisto critico baratto trento fa la costa giusta"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/4.thumbnail.jpg" alt="Acquisto critico baratto trento fa la costa giusta" align="left" /></a></p>
<p align="center">Tante persone ci hanno chiesto informazioni su <a href="http://www.zerorelativo.it" title="annunci baratto gratis,baratto online,scambio gratis online,annunci gratis,annunci online,scambi online" target="_blank">ZeroRelativo</a>, da giovanissimi a loro agio con il web a signore che volevano imparare a navigare su internet per poi barattare tutti gli oggetti inutilizzati di casa. Qualcuna ha chiesto anche se era possibile barattare il proprio marito. Che dite...facciamo una categoria?</p>
<p><a href="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/3.jpg" title="baratto trento fa la costa giusta"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/3.thumbnail.jpg" alt="baratto trento fa la costa giusta" align="left" /></a></p>
<p align="center"> Sono piaciute anche le nostre t-shirt "<a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=12465" title="denaro online,scambio oggetti nuovi usati,scambio oggetti online,scambio gratis,no money,free swapping online" target="_blank">io non ho bisogno di denaro</a>" che abbiamo barattato con altri standisti in cambio di cibo, giocattoli e link. Fra qualche giorno ne scambieremo alcune online! State attenti!</p>
<p align="center">Ringraziamo Paolo e Simona per la gentile ospitalità e tutte le persone che ci hanno sostenuto e ci hanno ringraziato. Sono veramente un ottimo "carburante"!</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/blog3.jpg" title="Acquisto critico baratto trento fa la costa giusta"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/blog3.thumbnail.jpg" alt="Acquisto critico baratto trento fa la costa giusta" /></a> <a href="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/2.jpg" title="baratto Acquisto critico baratto trento fa la costa giusta"><img src="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/2.thumbnail.jpg" alt="baratto Acquisto critico baratto trento fa la costa giusta" /></a></p>
<p> <a href="http://zerorelativo.wordpress.com/files/2007/11/2.jpg" title="baratto Acquisto critico baratto trento fa la costa giusta"></a></p>
<p align="center">Tu c'eri? Ti è piaciuta la fiera?</p>
<p align="center"> <a href="http://www.zerorelativo.it" title="annunci baratto gratis,scambio oggetti gratis,scambi online,swapping online,kindergarten,riciclo riuso riutilizzo oggetti" target="_blank">Lo staff di ZR</a></p>
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