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	<title>riflessioni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/riflessioni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "riflessioni"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 04:13:11 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Ma io...]]></title>
<link>http://osolemia.wordpress.com/?p=313</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 16:16:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>osolemia</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Ma io non mi son chiesta mai perché e nemmeno mai l&#8217;ho chiesto a Dio. Che colpa ne ha ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Ma io non mi son chiesta mai perché e nemmeno mai l'ho chiesto a Dio. Che colpa ne ha se le mie cellule sono impazzite d'improvviso e lentamente divorano un corpo, il mio, beh, non ancora stanco di esistere?</p>
<p>Ma io non piango, né mi dispero. Io vi aiuto, dottori, e vi rispetto per le cure, per lo studio, per la pazienza che mi dedicate. Forse ora non sarei qui senza di voi. Vedo i vostri volti farsi scuri nel propormi l'asprezza della terapia, l'ultima speranza. Ma io non mi dispero, né piango. Di cosa dovrei piangere? Ah, la mia vita è stata bella, a volte difficile, e intensa. Bocconi amari ne ho mangiati, ma poi sono arrivate sempre in premio dolcissime caramelle. Ho amato e amato molto. Ne ho amati tanti, ma uno solo è stato il grande amore. Ed è stato così grande che mi ha riempito tutta l'esistenza. <strong>In due la mia vita ha cominciato a non esser più solo mia e non sapete quale gran peso mi son tolta di avere una vita intera, tutta, solo per me. In due non avevo più una sola vita, ho cominciato con l'averne due e poi ne son venute altre e altre e altre e le ho vissute tutte!</strong></p>
<p>Ah, dottori miei, domani andrò al mare e poi verrò in ospedale... ma non voglio trovare musi lunghi... no... non voglio sentire &#60;purtroppo&#62; o &#60;mi dispiace&#62;, perché a me la malattia non ha tolto niente. Mi toglierà alcuni anni, forse non vedrò i miei nipoti laurearsi o sposarsi, ma io ho già vissuto le loro giovani vite e so che continueranno ad essere meravigliose.<br />
Ma io penso, ed è un umile pensiero, che la qualità della vita non si misuri in anni, che la bellezza di una vita si misura in campi seminati e qualità di raccolto. E quanti filari di vite ci sono nei miei anni... <strong>e se l'uva è matura, è pur sempre una festa vendemmiare."</strong></p>
<p><em>Roma, luglio 2008</em></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:left;"><em> Parole (parzialmente adattate) di una paziente, un cuore di donna, una splendida nonna, un'arguta laureata in filosofia, classe 1936.<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trasferimento blog]]></title>
<link>http://adunata.wordpress.com/?p=377</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 13:52:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Walter P.</dc:creator>
<guid>http://adunata.wordpress.com/?p=377</guid>
<description><![CDATA[Salve, vi avviso che ho trasferito il blog al seguente indirizzo:
http://1000.netsons.org/
Per poter]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Salve, vi avviso che ho trasferito il blog al seguente indirizzo:</p>
<p style="text-align:center;"><strong>http://1000.netsons.org/</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Per poter gestire meglio il blog su una piattaforma indipendente da wordpress. Seguite pure le discussioni lì, sappiate che ho mantenuto commenti, post e imamgini, le uniche modifiche le vedrete sui post più letti di questo dominio, dove comparirà la scritta "Articolo completo". Si tratta di un escamotage per redirezionare i lettori sul nuovo blog (decisamente meno favorito di quest'ultimo in quanto a piazzamento sui motori di ricerca) e, togliendo da adunata.wordpress il corpo dell'articolo ripara in parte alle penalità che affida google ai siti in cui vede contenuti doppi.</p>
<p style="text-align:justify;">Quindi ci bechciamo lì :)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Se ci sei, fammi un fischio]]></title>
<link>http://ciclofrenia.wordpress.com/?p=771</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 13:23:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mr.Tambourine</dc:creator>
<guid>http://ciclofrenia.wordpress.com/?p=771</guid>
<description><![CDATA[Non ho mai inquadrato la musica in una prospettiva anatomica.
Voglio dire, ho sempre pensato che per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai inquadrato la musica in una prospettiva anatomica.<br />
Voglio dire, ho sempre pensato che per ascoltare e fare musica ci volesse sentimento, predisposizione a mettersi in discussione, un'antica ed irrimediabile <a href="http://ciclofrenia.wordpress.com/category/tagliami-le-vene/" target="_blank">tristezza di fondo</a>, la disperata ricerca di qualcosa in cui valga la pena credere.<br />
Non ho mai pensato servisse <em>un orecchio</em>.<br />
Magari ho pensato che ci volesse <em>orecchio</em>, questo sì.<br />
Ma <em>un orecchio</em>, inteso proprio come padiglione oculare, condotto uditivo, timpano, martelloincudinestaffa, Tromba di Eustachio, fottuto inutile cerume, questo no.<br />
Men che mai, che ne servissero <em>due</em>, diomenevoglia.</p>
<p><a href="http://ciclofrenia.files.wordpress.com/2008/08/orecchio-clex.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-779" src="http://ciclofrenia.wordpress.com/files/2008/08/orecchio-clex.jpg?w=300" alt="" width="231" height="168" /></a>"Lei ha il timpano perforato".<br />
<em>Le donne insegnano: un orifizio in più non guasta mai</em>.<br />
"Torni tra tre settimane, se il buco non si sarà rimarginato da solo la dovremo operare".<br />
<em>Fantastico, eccezionale, rotondo</em>.<br />
"Nel frattempo, un'iniezione di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rocefin" target="_blank">Rocefin</a> al giorno per una settimana; una compressa di <a href="http://www.farmaciaonline.it/farmacodetail.asp?minsan=025464052" target="_blank">Flantadin</a> al dì per sette giorni poimezzapertregiorni, faccia l'aerosol con il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fluimucil" target="_blank">Fluimucil</a>, si masturbi a testa in giù prima e dopo i pasti e, se possibile, cerchi di azzerare il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Economia_italiana#Il_debito_pubblico_italiano" target="_blank">debito pubblico Italiano</a>".<br />
<em>Se le serve, ho anche una cugina bellissima</em>.</p>
<p>Così, da dieci giorni a questa parte nell'orecchio destro ho un fischio incessante che sembra l'inizio di <a href="http://it.youtube.com/watch?v=Nyhf4wovH0s" target="_blank"><em>Live in Pankow</em></a> dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cccp_fedeli_alla_linea" target="_blank">CCCP</a>, e benchevada ne avrò per altrettanti.<br />
Mentre vado al lavoro ascolto <a href="http://it.youtube.com/watch?v=CbZZ1jEcvVg" target="_blank"><em>L'ultima risposta</em></a> dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Subsonica" target="_blank">Subsonica</a>.<br />
E mi stupisco e rammarico al contempo della polifonia, della ricchezza di suoni che mi perdo nell'avere un timpano funzionante al 70% circa.<br />
I bassi non vibrano più nello sterno come al solito, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Synth" target="_blank">synth</a> sembra gracchiare come una puttanella sedicenne boybandizzata, mi sembra di rincontrare dopo tanto tempo una ragazza con cui sono stato a lungo, e ritrovarla completamente diversa, più inquieta, più povera.</p>
<p>Però, tuttosommato, non ci sono solo aspetti negativi.<br />
Oggi, per esempio, ho una fottuta voglia di stare da solo.<br />
E normalmente il mio maggior problema, quando decido di stare da solo, è proprio il fatto stesso di <em>stare da solo</em>.<br />
Ma oggi, oggi no.</p>
<p>Vivete pure voi, al di là del vetro, in un mondo più che mai ovattato e distante.<br />
Io, ho il mio carovecchio fischio che mi tiene compagnia.</p>
<p><a href="http://oknotizie.alice.it/info/29711a8953cd878c/un_fischio_costante_nell_orecchio_rende_difficile_ascoltare_musica_ecco_cosa_succede.html" target="_blank">VOTA QUESTO ARTICOLO SU OKNOTIZIE</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[libertà...]]></title>
<link>http://unmondopiccolo.wordpress.com/?p=41</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 12:52:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>nisilius</dc:creator>
<guid>http://unmondopiccolo.wordpress.com/?p=41</guid>
<description><![CDATA[Libertà??
un utopia&#8230;
siamo schiavi di ciò che decidiamo di essere, nel bene o nel male.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Libertà??</p>
<p>un utopia...</p>
<p>siamo schiavi di ciò che decidiamo di essere, nel bene o nel male.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Storie che mettono tristezza]]></title>
<link>http://dopolapioggia.wordpress.com/?p=218</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 12:43:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>sarasx</dc:creator>
<guid>http://dopolapioggia.wordpress.com/?p=218</guid>
<description><![CDATA[Leggo oggi due diversi articoli che mi suggeriscono tristezza.
Il primo: Sedicenne tolto alla madre ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo oggi due diversi articoli che mi suggeriscono tristezza.</p>
<p>Il primo: <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/affidamento-rifondazione/affidamento-rifondazione/affidamento-rifondazione.html"><em>Sedicenne tolto alla madre perché milita in Rifondazione</em></a></p>
<p>Il secondo:<em> <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_20/focus_giovani_italiani_aa9034b2-6e68-11dd-bf8a-00144f02aabc.shtml">L'Europa sui ragazzi italiani: «Bamboccioni ma impegnati»</a></em></p>
<p>Sul primo ci sguazza sicuramente adesso il giornalista e non solo lui. A me suggerisce dolore, perchè bene o male di un compagno sempre si tratta e in più di un ragazzo che vede chiamati in causa tanto i suoi principi quanto la sua persona fisica. Dove sta il confine, il limite, oltre il quale si brucia il rispetto?</p>
<p>Sul secondo la malinconia diventa necessaria. Si descrivono infatti i giovani italiani come dei pigri pessimisti rispetto ai coetanei europei... Che affare per il futuro... Non è certo il pessimismo che produce le idee più sane per il nostro futuro. Chi lo alimenta quotidianamente dovrebbe rifletterci ogni tanto e avere un po' di pietà per il consumo ingiustificato d'energie in produzione di tristezza.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benigni - La poesia]]></title>
<link>http://laurabonicoli.wordpress.com/?p=41</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 11:06:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>laurab09</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Ciò che mi piace di Benigmi è il suo modo di trattare argomenti profondi con una semplicità estr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Phk_o91gzEU'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Phk_o91gzEU&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Ciò che mi piace di Benigmi è il suo modo di trattare argomenti profondi con una semplicità estrema. Riesce a far comprendere a chiunque ciò che c'è di più nascosto nell'amino umano. La spontaneità è la sua forza, la semplicità la sua arma, la passione in ciò che fa lo rende unico.</p>
<p>Riesce sempre a sorprendereci.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I figli di Hùrin]]></title>
<link>http://comemai.wordpress.com/?p=92</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 09:09:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteobatisti</dc:creator>
<guid>http://comemai.wordpress.com/?p=92</guid>
<description><![CDATA[Parlare di un libro di J.R.R. Tolkien non è mai facile, seppur si tratti di un&#8217;opera postuma ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare di un libro di J.R.R. Tolkien non è mai facile, seppur si tratti di un'opera postuma che vedo l'intervento del figlio dell'autore.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un raggio di luce]]></title>
<link>http://nymphofrock.wordpress.com/?p=26</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 08:58:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>nymphofrock</dc:creator>
<guid>http://nymphofrock.wordpress.com/?p=26</guid>
<description><![CDATA[
 
è incredibile come il discutere con certe persone per un giorno possa farti star bene. Non devi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://viadellebelledonne.files.wordpress.com/2007/10/chiara-mente.jpg"><img class="aligncenter" src="http://viadellebelledonne.files.wordpress.com/2007/10/chiara-mente.jpg" alt="" width="1590" height="1051" /></a></p>
<p> </p>
<p><span style="color:#993366;">è incredibile come il discutere con certe persone per un giorno possa farti star bene. Non devi essere assalita dal dubbio di chissà quale cosa, però fa stare bene. 4 risate, qualche progetto realizzabile, un soffio di aria.</span></p>
<p><span style="color:#993366;">Si, quel soffio di aria che comincia a mandar via quella cappa di afa che si è formata sulla tua testa. ed è per questo che ti dico grazie.<br />
Detto questo stamattina, perse le speranze, arriva un messaggio. Dio, come fucilerei sul posto certe persone! Sono in grado, tentando di ingentilire la situazione, di farti incazzare come una iena!<br />
Invece mi son fatta una settimana a pane e eagles.. quindi lascio una canzone, che sto ascoltando a noia! (spero di riuscirmi a prendere la maglietta, prima o poi!)</span></p>
<p><span style="color:#ff6600;"><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong><span class="titolo_canzone">Tequila Sunrise</span><span class="storycontent"><br />
<span class="testo_orig"><br />
It's another tequila sunrise<br />
Starin' slowly 'cross the sky, said goodbye<br />
He was just a hired hand<br />
Workin' on the dreams he planned to try<br />
The days go by</p>
<p> </p>
<p>Ev'ry night when the sun goes down<br />
Just another lonely boy in town<br />
And she's out runnin' 'round</p>
<p> </p>
<p>She wasn't just another woman<br />
And I couldn't keep from comin' on<br />
It's been so long<br />
Oh, and it's a hollow feelin' when<br />
It comes down to dealin' friends<br />
It never ends</p>
<p> </p>
<p>Take another shot of courage<br />
Wonder why the right words never come<br />
You just get numb<br />
It's another tequila sunrise,this old world<br />
still looks the same,<br />
Another frame, mm...<br />
  </span></span><span class="storycontent"><span class="testo_orig"><br />
è un'altro Tequila Sunrise<br />
che si mescola lentamente nel cielo, dicendo addio<br />
lui era solo una mano assunta<br />
che lavorava sui sogni che aveva pianificato di provare<br />
I giorni passano<br />
ogni notte quando il sole scende<br />
solo un altro ragazzo solo in città,<br />
e lei è fuori che corre in giro<br />
lei non era solo un’altra donna<br />
ma amico, non sono riuscito ad impedirlo<br />
è passato così tanto tempo<br />
whoa, è un sentimento vuoto<br />
quando si arriva agli amici per compromesso<br />
non finisce mai.<br />
fatti un altro bicchierino di coraggio<br />
mi chiedo come mai le parole giuste non vengono mai,<br />
Diventi solo più silenzioso<br />
è un altro Tequila Sunrise<br />
e questo vecchio mondo ha sempre lo stesso aspetto,<br />
(ha solo) un’altra cornice.<br />
 </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span class="storycontent"><font class="testo_orig"> </p>
<p></font></p>
<div><span class="testo_trad"><strong></strong></span></div>
<p></span></span></span><span class="storycontent"></p>
<div><span class="testo_trad"><strong></strong></span></div>
<p></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Limiti]]></title>
<link>http://nelsoncocker.wordpress.com/?p=697</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 08:32:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>nelsoncocker</dc:creator>
<guid>http://nelsoncocker.wordpress.com/?p=697</guid>
<description><![CDATA[
K: più ti conosco e più penso che a te manchino delle regole&#8230;mancano dei limiti invalicabil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-698" src="http://nelsoncocker.wordpress.com/files/2008/08/101.gif" alt="" width="454" height="383" /></p>
<p>K: più ti conosco e più penso che a te manchino delle regole...mancano dei limiti invalicabili</p>
<p>A: non esistono limiti invalicabili</p>
<p>K: eccome se esistono... gli adulti se li mettono da soli, i bambini li imparano dagli adulti... tu sei una selvaggia invece...</p>
<p>...certo... così si spiegherebbero un sacco di cose...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CRONACHE DA GOTHAM di Gianluca Freda]]></title>
<link>http://isilenti.wordpress.com/?p=798</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 08:07:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
<guid>http://isilenti.wordpress.com/?p=798</guid>
<description><![CDATA[
Riporto questo articolo di Gianluca Freda che ho letto stamattina sul suo blog. Davvero splendido. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://isilenti.files.wordpress.com/2008/08/dark_knight_18.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-799" src="http://isilenti.wordpress.com/files/2008/08/dark_knight_18.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><em>Riporto questo articolo di Gianluca Freda che ho letto stamattina sul suo blog. Davvero splendido. Mi ha fatto riconsiderare il mio primo giudizio sul nuovo film di Batman, che non mi aveva convinto molto. Buona lettura.</em></p>
<p>Il Cavaliere Oscuro ritorna è il fumetto che tutti, prima o dopo, hanno letto. Anche chi non ama i fumetti (di solito perché non li legge). Anche chi detesta Batman. La prima volta che lessi questo immenso capolavoro (scritto e disegnato da Frank Miller e inchiostrato da Klaus Janson) fu nel gennaio del 1989, sulla rivista Corto Maltese della Rizzoli. La traduzione dall’inglese (piuttosto imprecisa, a dire il vero) era affidata ad un certo Enzo G. Baldoni, collaboratore della Rizzoli e futuro fotografo freelance nelle zone più calde e pericolose del pianeta. Baldoni, all’epoca, conosceva bene l’inglese, ma lo slang non era il suo forte, così che alcune pagine della storia, in cui la malavita di Gotham si esprime nel gergo dei bassifondi, risultavano incomprensibili nella traduzione italiana.</p>
<p>Avevo ventiquattro anni a quell’epoca e l’opera di Miller mi sembrò soltanto la più straordinaria storia a fumetti che avessi mai letto. Non sapevo, non potevo immaginare di avere per le mani una terribile e veridica profezia sul destino dell’occidente; una di quelle profezie maledette che solo la letteratura di alto livello può pronunciare con tanta freddezza e disinvoltura. Probabilmente non lo sapeva nemmeno Frank Miller. L’arte, quando è davvero tale, è un’entità viva e spaventosa che parla da una dimensione oscura ad una sibilla in stato di trance. E’ una Dama non cercata, come la chiama il poeta Giovanni Giudici nel suo saggio omonimo: una tetra signora che viene a trovarti all’improvviso mentre stai pensando ad altro e sa essere tanto più chiara nel vaticinio quanto più sei capace di non offrirle resistenza, di lasciarle parlare la sua lingua senza interloquire, di dissolverti per lasciarti sostituire dalla sua voce.</p>
<p>Nel gennaio 1989 vivevamo in un mondo diverso. L’Unione Sovietica era un gigante di cui nessuno avrebbe potuto prevedere il crollo di lì a pochi mesi. Internet e i telefonini cellulari erano ancora fantascienza. Il lavoro salariato, la scuola, le istituzioni dello Stato esistevano ancora, o almeno così ci sembrava. La guerra era ancora guerra, una bestialità senza aggettivi (“giusta”, “umanitaria”, “di liberazione”, ecc.) su cui nessun politico avrebbe osato compiere esperimenti grammaticali. Frank Miller era ancora uno scrittore di fumetti, un po’ fascista ma geniale. Non il pietoso fanatico che oggi ciancia di patriottismo a stelle e strisce, applaude lo sterminio in Iraq e maledice Osama e Al Qaeda come se fossero realtà tangibili anziché comparse di un ignobile fumetto scritto dalle agenzie di intelligence. E sì che, in materia di personaggi da fumetto, Miller dovrebbe essere un’autorità assoluta.<br />
<!--more--><br />
E’ difficile credere che un’opera così poderosa e densa di significato come Il Cavaliere Oscuro ritorna sia stata scritta da un autore così miope. A meno di supporre, appunto, che l’arte sia una entità che si scrive da sé, quanto più l’autore è disposto a lasciarsi possedere da essa, ad annullarsi – o a rendersi mero utensile amanuense - per lasciarle il posto. Un demone che invade con le proprie visioni chi ha il coraggio di guardarlo negli occhi. Cosa che il Miller di oggi non sembra più in grado di fare.</p>
<p>Nel 1989 l’occidente si apprestava a celebrare il suo trionfo sul comunismo, ad assumere le vesti sacerdotali della Verità Unica governata dal Pensiero Unico; ma il Cavaliere Oscuro – e la Dama Oscura a cui si era votato - arrivavano a guastargli la festa. “Guardate ciò che siete, ciò che diventerete”, sibilavano le muse inquietanti da quelle anatomie sofferenti e contorte, da quelle vignette piene di buio o di luce accecante. Eravamo Gotham City e non lo sapevamo ancora. Una città senza più confini e senza una forma definita, corrotta fino alle fondamenta, governata da politici evanescenti e vigliacchi. Un impero incancrenito in cui domina la notte e il giorno non porta sollievo, ma solo afa insopportabile e apocalittici nubifragi. Una Babilonia devastata dalla boria edilizia, con le torri di cristallo che si elevano sulla miseria degli slum sottostanti. Le Torri Gemelle di Gotham, il bersaglio “due volte più grande” che Due-Facce progetta di far crollare nel primo capitolo, riempiendole di esplosivo. Viene da chiedersi se Miller sia stato più profeta o più ispiratore per i suoi patriottici uomini di governo. Una terra soggiogata dall’idiozia della televisione, che per tutto l’arco del racconto, ossessivamente, interrompe e sostituisce la realtà con la vanvera inconcludente degli anchorman, con le menzogne, con il piagnucoloso politically correct e la frivolezza criminale. Come la giornalista che alla fine, di fronte al fallout di un’esplosione atomica, riesce solo a commentare: “con questo tempo non si sa più cosa mettersi”. Una città che ha visto i suoi eroi vendersi al potere (Superman) o ha annegato nel gossip dei telegiornali quelli che hanno rifiutato di vendersi (Batman). Un reame che, perduti i suoi nemici, ha perso ogni identità. Il comunismo è sul punto di dissolversi e il venir meno della morale ha reso indistinguibili le ragioni dei criminali (i mutanti, il Joker, Due-Facce) da quelle di chi si oppone ai loro crimini. Un impero sull’orlo del conflitto nucleare, assediato dalla guerra e dalla devastazione culturale indotta dai media, su cui sta per calare l’oscurità definitiva, quella del fallout radioattivo. La devastazione culturale dei media reclamerà, di lì a qualche anno, anche le facoltà critiche dell’autore dell’opera, ridotto oggi ad apologeta della dottrina neocon, prosciugato della capacità di giudizio da quello stesso apparato catodico di cui aveva vaticinato gli orrori. L’oscurità della guerra reclamerà, nell’agosto 2004, la vita del primo traduttore italiano del Cavaliere Oscuro, Enzo G. Baldoni, sgozzato in Iraq da una fantomatica cellula fondamentalista islamica di cui nessuno ha più sentito parlare. Si trattò probabilmente un’operazione condotta da corpi di qualche servizio segreto, più o meno deviati, mirante a liberarsi di un giornalista indipendente e intraprendente e ad accreditare l’esistenza dei cattivi da fumetto contro cui oggi Miller lancia i suoi strali. Ma non ci sono più i cattivi e neanche i buoni. Rimane solo il buio di Gotham in cui nulla si distingue, dove l’aria è fredda, la notte muta ed ogni profilo si stempera nell’oscurità.</p>
<p>Un’oscurità che in meno di due decenni è diventata il nostro emblema, l’immagine che vediamo quando pensiamo a noi stessi. Ho letto ieri questa recensione al nuovo film di Batman (Il Cavaliere Oscuro, appunto), in proiezione in questi giorni nelle sale.</p>
<p>L’autore definisce il film “odioso”, scrive che “l'assenza [nel film] di qualsiasi possibile concetto di redenzione per lo spirito umano è impressionante”, inorridisce quando la gente di Gotham “bandisce letteralmente dalla città ogni possibilità di eroismo alla fine della pellicola, dimostrando che merita qualsiasi cosa gli accada, o, aggiungo io, ‘ci accada’". Ha ragione da vendere. Ma gli stessi motivi che lo spingono a detestare la pellicola, inducono me a pensare che si tratti di uno dei film più importanti che mi sia capitato di vedere negli ultimi anni. A differenza dell’opera a fumetti, il film di Christopher Nolan non ha nulla di profetico. Il cinema, a differenza della letteratura, non è mai stato un buon canale di comunicazione per la Dama non cercata. E’ semplicemente uno specchio in cui vediamo riflessa la nostra immagine, ciò che pensiamo di essere (e dunque: che siamo). L’inferno folle di Gotham che si vede nel film è ciò che pensiamo di noi stessi, del cosiddetto “occidente”, dopo che l’oscurità annunciata vent’anni fa da Miller ha invaso ogni vicolo. Vediamo un mondo in cui la distinzione tra le istituzioni e il mondo criminale si è fatta inesistente, ed è questa immagine che il film di Nolan (la cui sceneggiatura è superlativa) ci restituisce, impietosa. Vediamo le complicità tra i malfattori e coloro che dovrebbero perseguirli, ed è questo che ritroviamo nel nostro specchio di celluloide. Sentiamo sulla pelle l’irrazionalità e malvagità del sistema da cui, tanto tempo fa, ci illudevamo di ottenere protezione, e abbiamo generato, da ciò, un riverbero cinematografico in cui malvagità e  follia vengono riprodotte con un’intensità e uno stile prodigiosi. Sentiamo il bisogno – irrazionale e mistico – di un nuovo “nemico”, qualcuno che acconsenta ad assumere su di sé l’orrore che proviamo per noi stessi, a trasformare il male che sentiamo parte di noi in entità esterna. Un tempo avremmo detto: qualcuno che prenda su di sé i nostri peccati. Ed è questo che Batman fa alla fine del film, assumendo su di sé la responsabilità di tutti i crimini compiuti perché Gotham possa vivere.</p>
<p>Non è colpa di Nolan, né di Miller, né di Batman se abbiamo finito per pensare a noi stessi in questi termini. Quando un impero è prossimo alla fine, c’è sempre una Dama letteraria che viene ad annunciarne la caduta. E c’è sempre un “cavaliere oscuro” che ne rispecchia la putrefazione in atto. Penso al Don Chisciotte di Cervantes, immenso e triste cavaliere del tramonto che incarnava la decadenza di un Impero su cui nessuno avrebbe creduto di vedere il sole tramontare. Oppure al Guillaume d’Orange del Couronnement de Louis, emblema della dissoluzione del sistema feudale, legato da solenne giuramento di fedeltà ad un re ingiusto, incapace e venduto alle ambizioni dei grandi feudatari e del clero secolare.</p>
<p>Il Cavaliere Oscuro è un film “maledetto” non tanto per i decessi, gli arresti e gli incidenti che hanno funestato il suo cast, ma perché è il compimento di una maledizione lanciata vent’anni fa contro l’occidente dall’omonima opera a fumetti. Una maledizione tanto più terribile perché lanciata alla vigilia del giorno del trionfo, appena prima della capitolazione sovietica. “Questo è ciò che sarete, questo è ciò che siete sempre stati”. Ma avevamo un nemico, a quell’epoca, e l’importanza del nemico era nel dono benedetto della cecità.</p>
<p>Due considerazioni, per finire. Primo: non ricordo opere letterarie della seconda metà del XX secolo che possano eguagliare Il Cavaliere Oscuro ritorna per chiaroveggenza politica. Ma ricordo molte opere a fumetti che potrebbero stargli alla pari. Quando rileggo l’Alan Moore di Watchmen, di V for Vendetta, di From Hell, di Swamp Thing, credo di capire perché la letteratura tradizionale abbia prodotto nell’ultimo mezzo secolo così pochi testi memorabili. La Dama, l’oscura signora, non ama le masse. Snobba quasi sempre il grande pubblico, schiva l’egocentrismo degli autori di cassetta che non la lascerebbero parlare, soffocandola con la propria imperturbabile visione del mondo.  Parla ai piccoli e oscuri poeti, ai folli, ai Rimbaud, ai Campana, ai Leopardi, ai Giudici. Parla alle arti “minori” e bistrattate, come la poesia e - naturalmente - i fumetti. C’è un’altra storia di Batman -  molti la ricorderanno – che non sfigura affatto accanto a quella di Miller per profondità e preveggenza. E’ The killing joke, scritta da Alan Moore pochi anni dopo. Il Joker, come sempre, evade da Arkham, in una Gotham crivellata da una pioggia senza fine, e si dà alle peggiori nefandezze. Spara a bruciapelo a Barbara, figlia del commissario Gordon, lasciandola paralizzata per tutta la vita. Poi la denuda e la fotografa nelle posizioni più oscene. Rapisce anche il commissario, lo rinchiude nudo in una gabbia all’interno di uno spaventoso e folle luna-park, lo tortura, gli mostra le foto sconce della figlia agonizzante. Il Joker ha qualcosa da dimostrare. Vuole provare che non è solo nella sua follia. Che l’intero sistema della società occidentale, sotto una sottile patina di razionalità e legalità, è - proprio come lui - assurdo, marcio, completamente folle, pronto a collassare e mostrare il suo vero volto di fronte alla minima avversità. Alla fine ci riesce benissimo. In una delle molte sequenze memorabili, Batman libera il commissario Gordon, trovandolo sconvolto e singhiozzante; poi si dirige verso l’orribile carousel in cui il criminale si è asserragliato. “Devi prenderlo secondo la legge!”, urla Gordon, nudo come un verme, mentre Batman gli volta le spalle, “Dobbiamo fargli vedere che il nostro sistema funziona!”. E su queste parole si richiude pesantemente, dietro Batman, la porta del carousel su cui è dipinta la faccia sghignazzante del Joker. La civiltà occidentale è una burla, una barzelletta che uccide, come dice il titolo. Alla fine del racconto, Batman e il Joker sconfitto, la giustizia e il crimine, si ritrovano a ridere come folli, abbracciati l’uno all’altro, mentre la pioggia continua a cadere.</p>
<p>Secondo: anni fa andai a intervistare Giovanni Giudici per la mia tesi di laurea. Giudici è un vecchietto umile, timido e schivo, poco abituato alla pubblicità e alle interviste, perfino a quelle rilasciate per cortesia a un ignoto laureando in letteratura. Parlammo della situazione politica, del declino della classe operaia e naturalmente della sua poesia. Mi disse che aveva smesso di scrivere poesie. “Non vengono più”, furono le sue esatte parole. Disse proprio così: “Non vengono più”. Forse voleva dire “non mi vengono” e aveva solo eliminato un riflessivo nella parlata colloquiale. Ma non credo. Aveva una certa tristezza negli occhi, come di chi abbia passato tutta la vita con un’amica antica e misteriosa, che veniva a trovarlo tutte le sere e che da qualche tempo, inspiegabilmente, non si fa più sentire.</p>
<p>Davvero finisce così, Oscura Signora? Davvero abbiamo detto tutto ciò che c’era da dire?</p>
<p>FONTE: <a href="http://blogghete.blog.dada.net/" target="_blank">Gianluca Freda Blogghete</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[I limiti del microcredito dal punto di vista sociale ed economico]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/?p=2546</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 01:05:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>karalis</dc:creator>
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<description><![CDATA[Muhammad Yunus
Ospitiamo un interessantissimo articolo di James Surowiecki. La lettura è d&#8217;ob]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[caption id="attachment_7916" align="alignright" width="159" caption="Muhammad Yunus"]<img class="size-medium wp-image-7916" src="http://gestcredit.wordpress.com/files/2008/08/yunus.jpg?w=200" alt="Muhammad Yunus il banchiere dei poveri" width="159" height="239" />[/caption]
<p>Ospitiamo un interessantissimo articolo di James Surowiecki. La lettura è d'obbligo.</p>
<p>Concedere prestiti e combattere la povertà sono di solito due delle attività meno glamour che esistano. Ma messe insieme sono una novità che è diventata popolare e perfino chic. Quest'innovazione è il microcredito e consiste nel concedere piccoli prestiti a imprenditori poveri, di solito nei paesi in via di sviluppo.</p>
<p>L'idea è nata negli anni settanta, ma ultimamente sta catturando la fantasia di economisti, attivisti e banchieri. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2005 " anno internazionale del microcredito", il pioniere della microfinanza Muhammad Yunus ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2006, e personaggi famosi come Natalie Portman e industriali come Benetton sono diventati grandi sostenitori di questa iniziativa.</p>
<p>Anche le persone comuni possono partecipare al gioco: su siti come kiva.org chiunque può fare un microprestito.</p>
<p style="text-align:center;"><!--more--></p>
<p>Questa nuova moda si è tradotta in un fiume di denaro: tra il 2004 e il 2006 gli investimenti istituzionali e personali nella microfinanza sono più che raddoppiati raggiungendo i 4,4 miliardi di dollari e, secondo la Deutsche Bank, il volume totale dei prestiti è salito a 25 miliardi di dollari. Purtroppo questo slancio si è rivelato in parte un'illusione.</p>
<p>Non c'è dubbio che la microfinanza faccia un mondo di bene, ma ha anche dei limiti concreti. I microprestiti danno un po' di sollievo agli individui in difficoltà, ma spesso non bastano per rendere più ricco un paese povero.</p>
<p>E il loro limite è proprio nel modo in cui funzionano. La visione idealizzata del microcredito è che tanti piccoli imprenditori possono usarlo per avviare o far crescere un'attività commerciale.</p>
<p>La realtà è più complicata.</p>
<p>I microprestiti vengono spesso usati per " mantenere il livello di consumo", aiutando chi ha ricevuto il prestito a tirare avanti nei momenti di crisi. Spesso sono anche utilizzati per coprire delle spese che non hanno niente a che fare con l'attività commerciale, come l'istruzione di un figlio. E spesso non sono usati per espandere un'attività o per assumere personale. In parte perché di solito i prestiti sono irrisori e il tasso di interesse può arrivare al 30 o al 40 per cento. Ma anche perché la maggior parte delle microimprese non prevede l'assunzione di personale. Hanno quasi tutte un unico dipendente: il loro proprietario. E questo è importante perché le imprese in grado di creare dei posti di lavoro sono l'unica speranza per un paese che cerca di lottare contro la povertà. Per far crescere l'economia servono grandi investimenti – per esempio, per costruire una fabbrica – e la capacità di sfruttare le economie di scala che rendono i lavoratori più produttivi e, quindi, più ricchi.</p>
<p>Gli evangelisti della microfinanza lasciano intendere che, in un mondo ideale, tutti dovrebbero avere una loro attività commerciale. "Siamo tutti imprenditori", dice Muhammad Yunus. Ma nelle economie di successo non tutti lo sono: la maggior parte delle persone si guadagna da vivere lavorando per qualcun altro. Solo il 14 per cento degli americani, per esempio, gestisce (o cerca di gestire) un'impresa. Questa percentuale è molto più alta nei paesi in via di sviluppo: in Perù è quasi del 40 per cento. Non perché i peruviani abbiano più spirito imprenditoriale, ma perché non hanno altra scelta. La cosa di cui hanno più bisogno i paesi poveri, dunque, non è un maggior numero di microimprese. Hanno bisogno di più imprese medio-piccole, vale a dire più grandi di una bancarella che vende frutta, ma più piccole di una delle società che rientrano nella classifica di Fortune.</p>
<p>Nei paesi ricchi, le imprese di medie dimensioni creano più del 60 per cento dei posti di lavoro, ma nei paesi in via di sviluppo sono relativamente rare, a causa della mancanza di istituzioni in grado di fornire loro il capitale necessario. Per le grandi aziende dei paesi poveri è facile ottenere finanziamenti dal mercato e oggi, grazie al microcredito, anche le piccolissime imprese ci riescono. Per quelle che sono una via di mezzo, invece, è molto più difficile. Il problema è la mancanza di persone o istituzioni disposte non solo a concedere prestiti ma anche a investire in un'impresa rilevandone una quota. La microfinanza ha focalizzato l'attenzione sull'importanza dei prestiti, ma per una piccola azienda costretta a consumare profitti che potrebbero essere reinvestiti è difficile crescere solo con i prestiti bancari.</p>
<p>Per formare questa fascia intermedia di imprenditori sarà necessario che qualcuno abbia voglia di investire nelle imprese invece di limitarsi a prestare dei soldi. Sia dal punto di vista sociale sia da quello economico, i microprestiti fanno un mondo di bene, sono una micromagia. Ma sopravvalutare le loro potenzialità ci ha fatto trascurare le imprese che potrebbero compiere una macromagia.</p>
<p>Il mito dell'imprenditore che si è fatto da sé e che il boom del microcredito ha contribuito a rafforzare è affascinante. Pensare però che tutti siano imprenditori ci porta a sottovalutare i vantaggi delle imprese più grandi e del reddito garantito da un posto di lavoro fisso.</p>
<p>Senza dubbio, il modo migliore per uscire dalla povertà a volte è un prestito bancario. Ma spesso è qualcosa di molto più semplice: uno stipendio regolare.</p>
<p>di James Surowiecki</p>
<p>da di <a title="i limiti del microcredito" href="http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=711" target="_blank">Finanza in chiaro</a></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[You are my Sister.]]></title>
<link>http://jodiefoster.wordpress.com/?p=704</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 00:10:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>jodiefoster</dc:creator>
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<description><![CDATA[You are my sister, we were born
So innocent, so full of need
There were times we were friends but ti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>You are my sister, we were born<br />
So innocent, so full of need<br />
There were times we were friends but times I was so cruel<br />
Each night I'd ask for you to watch me as I sleep<br />
I was so afraid of the night<br />
You seemed to move through the places that I feared<br />
You lived inside my world so softly<br />
Protected only by the kindness of your nature<br />
You are my sister<br />
And I love you<br />
May all of your dreams come true<br />
You are my sister<br />
And I love you<br />
May all of your all of your dreams  come true<br />
We felt so differently then<br />
So similar over the years<br />
The way we laugh the way we experience pain<br />
So many memories<br />
But there's nothing left to gain from remembering<br />
Faces and worlds that no one else will ever know<br />
You are my sister<br />
And I love you<br />
May all of your dreams come true<br />
You are my sister<br />
And I love you<br />
You are my sister<br />
And I love you<br />
May all of your all of your dreams come true<br />
I want this for you<br />
They're gonna come true (gonna come true)</p>
<p><em>non so bene neanche io a chi è dedicata questa canzone, c'è qualche immagine che aleggia nella mente, ma non è niente di necessariamente definito, un attimo vedo qualcuna e un attimo dopo vedo qualcun'altra, non incolpo nessuna di questa versatilità intellettiva, va bene così, nonostante sia portata all'assoluto, nonostante vorrei poter delineare la figura che può essere per me, ma questa canzone dice  <strong>sorella</strong> non compagna, quindi è tutto più complicato e ancora meno definibile. Non sono giunta a nessuna conclusione ok, lascio spazio alle immagini, forse drammatiche ma che possono dire molto più di parole battute. Notte</em></p>
<p><a href="http://jodiefoster.files.wordpress.com/2008/08/1_1725_awscas0cjz.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-705" src="http://jodiefoster.wordpress.com/files/2008/08/1_1725_awscas0cjz.jpg" alt="" width="314" height="400" /></a></p>
<p><a href="http://jodiefoster.files.wordpress.com/2008/08/cahun.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-706" src="http://jodiefoster.wordpress.com/files/2008/08/cahun.jpg" alt="" width="329" height="450" /></a></p>
<p><a href="http://jodiefoster.files.wordpress.com/2008/08/claude-cahun.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-707" src="http://jodiefoster.wordpress.com/files/2008/08/claude-cahun.jpg" alt="" width="284" height="400" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Scusa...potresti ripetere?]]></title>
<link>http://pallmall1974.wordpress.com/?p=44</link>
<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 23:18:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>pallmall1974</dc:creator>
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<description><![CDATA[Riporto un piccolo pezzo di un articolo, più ampio, apparso sul Corriere della Sera del 18 Luglio 2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto un piccolo pezzo di un articolo, più ampio, apparso sul <span style="text-decoration:underline;">Corriere della Sera del 18 Luglio 2008</span> a firma dei giornalisti Daniela Polizzi e Carlo Turchetti i quali non se ne vorranno se la sorte ha voluto che, in un caldo pomeriggio, tra tutti gli articoli pubblicati sul giornale, la mia attenzione sia caduta proprio sul loro pezzo. L'articolo titola "<em>Barilla rossocrociata. Agli svizzeri (già nel capitale dell'azienda) il 15% della società</em>". Riporto esattamente un piccolo pezzo: "<em>Barilla, ultimo atto. Con un' operazione da 1,8 miliardi, tra passaggi di quote e trasferimenti cash, verrà completato entro venerdì 25 luglio il riassetto della legal structure varata a Parma proprio un anno fa. Quando i fratelli Guido, Paolo e Luca Barilla si riunirono nel board dell' accomandita di famiglia per ridisegnare scatole societarie, subholding e provvista finanziaria alla vigilia dell' accordo transattivo con Bipielle Efibanca (Banco popolare) sul riacquisto di Kamps e Harry' s. Perno dell' ultima sistemazione è la Finba iniziative, subholding che governa tutte le attività industriali, tanto da replicare nel board la squadra della controllante Barilla holding, con Guido presidente, Paolo e Luca vice, Robert Singer ceo. La Finba iniziative (vedi organigramma) si appresta ad aprire il capitale allo storico alleato Gratian Anda, uno dei quarantenni più ricchi della Svizzera, maggiore erede della famiglia Anda Buehrle che un tempo possedeva la Oerlikon (ora Unaxis). La Gafina degli amici elvetici avrà il 15% Finba contro conferimento al valore di 475 milioni del 31,12% Relou bv, che a sua volta possiede il 49% dell' operativa Barilla G e R f.lli. In pratica gli Anda Buehrle spostano al piano superiore il 15% che già possedevano in via indiretta nell' azienda di Mulino bianco, Pavesi, Barilla e Voiello. Con una differenza: ora la compartecipazione è estesa anche a Kamps e Harry' s detenute per il 100% ai piani sottostanti.</em>" (Il <span style="text-decoration:underline;">testo integrale</span> dell'articolo si trova all'indirizzo <span style="text-decoration:underline;">http://archiviostorico.corriere.it/2008/luglio/18/Barilla_rossocrociata_mo_0_080718019.shtml</span>)</p>
<p>Non è che mi interessi di finanza, in particolare. Diciamo che mi ronza intorno, spesso, come una mosca fastidiosa che non puoi mandare via. Ogni tanto, poche volte, a dire il vero, certe notizie di finanza mi incuriosiscono e mi fermo a leggere con attenzione. O, almeno, ci provo. E che Barilla sia "rossocrociata" per dirla con le parole degli autori dell'articolo sopracitato, mi ha incuriosito.</p>
<p>Ma, come ogni volta, sistematicamente, provo a leggere l'articolo e l'impressione è sempre la stessa: ma l'uso di certi termini è fatto di proposito per rendere la notizia comprensibile solo a pochi intimi?</p>
<p>Insomma, provate voi,  a tradurre il significato dell'articolo.</p>
<p>Io voglio solo sapere se il Piccolo Mugnaio Bianco ha ancora qualche speranza con Clementina o se invece dovrà cedere il passo ad un ricco banchiere svizzero che la passerà a prendere con una ferrari appena immatricolata.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Io non ci credo]]></title>
<link>http://babilonia.wordpress.com/2008/08/19/io-non-ci-credo/</link>
<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 21:49:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>enrico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho letto della dieta di quel motoscafo umano chiamato Michael Phelps. A parte che è davvero un feno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Ho letto della <a href="http://it.eurosport.yahoo.com/14082008/45/pechino-2008-dieta-phelps-12000-calorie-d-oro.html"><font color="#0080c0"><strong>dieta</strong></font></a> di quel motoscafo umano chiamato <a href="http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/people/p/michael_phelps/index.html?inline=nyt-per"><font color="#0080c0"><strong>Michael Phelps</strong></font></a>. A parte che è davvero un fenomeno, visto che vincere 8 medaglie d’oro alle Olimpiadi è una impresa a dir poco memorabile, ma soprattutto perchè con tutto quel che mangia, a partire dalla colazione, non si becca mai una congestione. Incredibile.</p>
<div class="wlWriterSmartContent" id="scid:0767317B-992E-4b12-91E0-4F059A8CECA8:39109627-2c1f-4725-908d-a48a4dc384c7" style="display:inline;float:none;margin:0;padding:0;">Technorati tags: <a href="http://technorati.com/tags/sport" rel="tag">sport</a>, <a href="http://technorati.com/tags/nuoto" rel="tag">nuoto</a>, <a href="http://technorati.com/tags/olimpiadi" rel="tag">olimpiadi</a>, <a href="http://technorati.com/tags/rekord" rel="tag">rekord</a>, <a href="http://technorati.com/tags/medaglia+d'oro" rel="tag">medaglia d'oro</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Michael+Phelps" rel="tag">Michael Phelps</a>, <a href="http://technorati.com/tags/dieta" rel="tag">dieta</a>, <a href="http://technorati.com/tags/mangiare" rel="tag">mangiare</a>, <a href="http://technorati.com/tags/allenamento" rel="tag">allenamento</a>, <a href="http://technorati.com/tags/calorie" rel="tag">calorie</a></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ragazzina]]></title>
<link>http://ilrebis.wordpress.com/?p=169</link>
<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 21:25:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annie</dc:creator>
<guid>http://ilrebis.wordpress.com/?p=169</guid>
<description><![CDATA[che tipo di ragazzina fossi
ricordo che la mia vita era più divertente da raccontare che da vivere
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>che tipo di ragazzina fossi<br />
ricordo che la mia vita era più divertente da raccontare che da vivere<br />
ora non è più così, da quando sto con G. non è più così e gliene sono grata.<br />
mi sono sempre presa tremendamente sul serio<br />
non sono mai stata simpatica<br />
né lieve e spensierata<br />
di una lucidità cinica e un po' triste<br />
senza tante risorse<br />
melodrammatica<br />
noiosa<br />
ecco. noiosa<br />
abbastanza carina<br />
egocentrica e narcisa<br />
seria<br />
rispettavo le regole<br />
mi piaceva chiaccerare<br />
ascoltare il suono della mia voce<br />
e vedere le persone che mi seguivano<br />
nei miei voli pindarici<br />
che spesso non avevano a che fare con il tema da cui ero partita<br />
parlavo per non perdermi<br />
per c0ntenermi<br />
per darmi un tono<br />
per rassicurarmi<br />
per trovare me stessa<br />
eccessiva nell'espressione<br />
ridevo forte e urlavo spesso<br />
mi innamoravo brevemente<br />
e soffrivo a lungo<br />
avevo fretta di arrivare<br />
non prevedevo il percorso<br />
quello era un peccato<br />
ma capire mi sembrava molto simile all'afferrare<br />
al divorare e contenere<br />
la conoscenza mi dava una specie di euforia<br />
un eccitamento soddisfacente<br />
mi piaceva imparare<br />
e seguire i filo dei pensieri<br />
e leggere<br />
e guardare film<br />
un po' come adesso...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[Emozioni] Donare ]]></title>
<link>http://innolandpuntoit.wordpress.com/?p=1503</link>
<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 18:43:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>innovatel</dc:creator>
<guid>http://innolandpuntoit.wordpress.com/?p=1503</guid>
<description><![CDATA[Caro diario,
domani mattina vado a donare il sangue. Son felice ed è anche una vita che non lo dono]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Caro diario,</p>
<blockquote><p>domani mattina vado a donare il sangue. Son felice ed è anche una vita che non lo dono più. Ho solo un dilemma: <strong>questa volta mi faranno donare o mi rimandano a casa come l'altra volta con valide motivazioni?</strong></p>
<p>Le motivazioni valide sono state le seguenti:</p>
<ul>
<li>Hai il valore XYZ basso</li>
<li>Hai il valore ABC al limite</li>
<li>Avendo questi due valori giù non capisco come fai a vivere la tua giornata. Sarai una persona sempre stanco che non riesce a fare nulla senza stancarsi e fare sport non ti deve passare nemmeno per la testa</li>
</ul>
<p>A quel punto ridendo lo guardo e rispondo: <em>Davvero? Peccato che ho in mente di fare triathlon e mi stò allenando regolarmente sia in bici da corsa che a nuoto che nella corsa a piedi e se proprio devo dirla tutta mi sento benissimo e rilassato anche nella vita extra-sportiva!</em></p>
<p>Che ci devo fare? Bha ... povero l'ho smontato ma non ho resistito :P</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Raccontare con le immagini]]></title>
<link>http://maipersempre.wordpress.com/?p=852</link>
<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 00:01:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>maipersempre</dc:creator>
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<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://pixdaus.com/pics/1212348186jqihgJ9.jpg" border="0" alt=" loyalty" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E’ VERAMENTE IL TEMPO IL PROBLEMA???]]></title>
<link>http://scegligesu.wordpress.com/?p=1065</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 23:43:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>scegligesu</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Efesini 5:16
Recuperando il tempo
perché i giorni sono malvagi.
La bibbia ci esorta dalla genesi a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://scegligesu.files.wordpress.com/2008/08/thinkcorn.jpg"><img class="alignnone" src="http://scegligesu.files.wordpress.com/2008/08/thinkcorn.jpg" alt="" width="279" height="46" /></a></p>
<p><strong>Efesini 5:16<br />
<span style="color:#008000;"><span style="text-decoration:underline;">Recuperando</span> il tempo<br />
perché i giorni sono malvagi.</span></strong></p>
<p style="text-align:left;">La bibbia ci esorta dalla genesi all’apocalisse a spendere più tempo possibile per Dio e <strong>CON</strong> Dio, perché questo farà la differenza nella nostra vita e nella nostra nazione. Infatti tutti gli uomini che Dio ha straordinariamente usato nella storia, sono tutte persone che in se non hanno avuto nulla di straordinario, la cosa principale che li ha differenziati dagli altri è sempre stata questa: <strong><span style="color:#003366;">METTEVANO LO STARE ALLA PRESENZA DI DIO AL PRIMO POSTO NELLA LORO GIORNATA.</span></strong></p>
<p><img class="size-medium wp-image-1090 aligncenter" src="http://scegligesu.wordpress.com/files/2008/08/orologio.jpg?w=300" alt="" width="205" height="117" /></p>
<p>Noi dal nostro canto (soprattutto quelli che abitano nelle città) ci lamentiamo di non avere mai tempo e che quindi il tempo che <strong>“possiamo”</strong> passare alla presenza di Dio si ritrova ad essere mooooooooolto ridimensionato se non ridotto a nulla, a causa delle circostanze di oggi.</p>
<p>A parte <strong>l’ASSOLUTA DISCUTIBILITA’ DEL CONCETTO DEL NON AVERE TEMPO</strong>, ci sarebbe da notare che quando andiamo in vacanza possiamo quasi sempre scegliere cosa fare tutta la giornata, e la VERITA’ è che quando il tempo (come nel caso di queste vacanze) c’è l’abbiamo, lo spendiamo quasi tutto a mare, montagne, piscine e uscite varie!!!!</p>
<p><span style="color:#993300;"><span style="color:#808000;"><strong>ALLORA IL PROBLEMA QUAL’É?<br />
IL TEMPO, O LA NOSTRA EFFETTIVA VOLONTA’ DI STARE ALLA PRESENZA DI DIO ?!?!?!?!?!?!?!?</strong></span> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il futuro dei giovani italiani: bamboccioni per forza - la radio ne parla]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/?p=8157</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 22:05:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>karalis</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si chiama Massimo, ha 32 anni e vive a Rimini, lavora felicemente come operaio in una fabbrica. Dice]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2738 alignleft" style="float:left;" src="http://gestcredit.wordpress.com/files/2008/07/la-radio-ne-parla.gif?w=175" border="0" alt="" hspace="8" vspace="8" width="175" height="151" />Si chiama Massimo, ha 32 anni e vive a Rimini, lavora felicemente come operaio in una fabbrica. Dice "felicemente" perché si rende conto che non tutti i suoi coetanei possono vantare un lavoro, come il suo, considerato ""sicuro". Vive con i genitori, in una casa grande, ma non può fare le scelte che vorrebbe: non ha libertà. Ed è da un po' di tempo che si sento dire, da tutte le parti, che i giovani della sua generazione sono "legati alla gonna della mamma", che non hanno gli attributi, il coraggio di abbandonare il tetto dei genitori, la voglia di mettersi in gioco... Ha allora pensato di fare qualche conto per vedere se è vero, e ha provato a calcolare: quanto guadagnano in media i ragazzi della sua età; quanto costa, in media, una casa nella sua zona; quanto, si spende in media per mangiare, vestirsi, bollette, macchina, assicurazioni e svago.... Poi ha abbandonato l'analisi statistica, "perché in fondo una media è un numero", e allora è partito dalla sua situazione, dal "suo orticello". Si è recato allora in diverse banche, e ha chiesto informazioni per un mutuo casa, sentendosi chiedere una cifra pari a circa il 70% del suo stipendio, per un mutuo di 30 anni!!! Poi gli hanno chiesto la firma dei genitori, quindi deve rimanere comunque legato alla gonna di sua mamma. (Giusto per puntualizzare: la casa presa in considerazione era un bilocale, ancora da arredare).</p>
<p><!--more--></p>
<p>Si chiede: "Come faccio con il restante 30% a pagare assicurazioni, bollo, bollette e spese varie? Inoltre devo fare affidamento sul fatto che la mia amata automobile non mi abbandoni fino almeno al 2038". La conclusione: non può andarsene di casa.</p>
<p>Non vuole "essere tragico, distruttivo o pessimista", desidera "solo far capire che è veramente difficile da soli, che sono, anzi siamo, praticamente obbligati da questa situazione a chiedere aiuto alla famiglia (quando, come nel mio caso, fortunatamente è disposta a farlo), ma ritengo questa cosa non giusta!!!" Quasi tutti i suoi amici, conoscenti e colleghi vive in un appartamento dei genitori, o comprato grazie ai genitori, o vive ancora con i genitori...</p>
<p>Ha pensato anche di lanciare una iniziativa: invita chi concorda con lui a mettere - questo week-end - un nastrino giallo allo specchietto dell'auto. Potrebbe essere un primo segno di condivisione silenziosa, ma decisa. Sta inoltre organizzando un incontro per la sera del 21 febbraio con i giovani della sua provincia, per avere un confronto su problematiche quali il costo della vita, del lavoro, della casa. A breve anche la messa on-line di un forum dove sia possibile confrontare idee ed esperienze.</p>
<p><a href="http://www.radio.rai.it/radio1/laradioneparla/archivio_2008/audio/laradioneparla2008_02_21.ram" target="_self"><img class="aligncenter size-full wp-image-7931" src="http://gestcredit.wordpress.com/files/2008/08/radio.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="8" width="303" height="81" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[IO NON SONO RASSEGNATA]]></title>
<link>http://bellisharon.wordpress.com/?p=87</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 21:56:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>bellisharon</dc:creator>
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<description><![CDATA[guardando oltre... Foto di Andrea Beretta
E&#8217; tardi.
Riflessioni e considerazioni personali acc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[caption id="attachment_90" align="alignleft" width="300" caption="guardando oltre... Foto di Andrea Beretta"]<a href="http://bellisharon.files.wordpress.com/2008/08/art-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-90  " src="http://bellisharon.wordpress.com/files/2008/08/art-2.jpg?w=300" alt="guardando oltre..." width="300" height="225" /></a>[/caption]
<p>E' tardi.</p>
<p>Riflessioni e considerazioni personali accompagnano la mia ultima sigaretta prima di andare a letto.</p>
<p>La mia mente vacilla un istante ai discorsi fatti negli ultimi due giorni.</p>
<p>Guardo questa città deserta, un pò abbandonata a se stessa e penso.</p>
<p>Quante cose mi stanno accadendo intorno? Che momento storico sto vivendo? Come lo chiameranno i libri di storia?</p>
<p> </p>
<p>La Russia non ritira le truppe dalla Georgia. La Nato minaccia la Russia.</p>
<p>A me si stampa in faccia un sorriso ebete, quasi isterico. Come se non fosse palese al mondo intero che tutto ciò che accade è frutto di accordi, di strategie diplomatiche. Forse un'idea singolare, ma anche Galileo Galilei fu ritenuto tale ai suoi tempi. Dalla follia nasce la più pura verità.</p>
<p>Il guerrafondaio, l'alieno sulla terra: Bush colpisce ancora.</p>
<p>Che ne sarà di questo pianeta? Cosa ne sarà degli ideali?</p>
<p>(Intanto tragedia anche a Madrid.)</p>
<p>Divento sempre più triste, forse sono faziosa. Ma credere è un reato?</p>
<p>Mi è stato detto che devo allargare la mente. Lo faccio di continuo. Ma ho paura che allargare la mente sia per molti rassegnazione.</p>
<p>Giammai.</p>
<p>Passo per " zecca" quando parlo di giustizia, di legalità, di rispetto della vita umana. Se dico che la guerra e il nucleare sono schifezze che divertono dei burattinai assetati di potere. Perchè di potere si tratta.</p>
<p>Neanche più di risorse, visto che stanno distruggendo un pianeta.</p>
<p>"Zecca!"...e quante volte me l'hanno detto...ormai lo considero un vero complimento, ho smesso anche di ricordare che la zecca è un insetto che si nutre di sangue.</p>
<p>Io mi nutro d'amore e di ideali.</p>
<p>Per questo non sono ancora rassegnata.</p>
<p>Per questo non guardo la televisione da due anni, perchè non lascio che la mia intelligenza venga sputtanata, usata.</p>
<p>Mi vogliono ignorante, lo so... io continua leggere e non mi rassegno.</p>
<p>Mi dicono spesso " comunista", non sono comunista, odio i regimi, credo nella democrazia.</p>
<p>Ci credo ancora anche se di fronte alla sua completa denigrazione, la mia gente, la mia generazione risponde "Tanto le cose non cambieranno mai".</p>
<p>E io continuo a credere nel cervello e nella sua potenza, continuo ad essere faziosa, partigiana, passionale, usando i documenti e non le chiacchiere parlamentari.Leggendo la storia, pensando a quanti prima di noi hanno sacrificato la propria vita. Penso a Socrate.</p>
<p>Penso e non mi rassegno.</p>
<p>Penso che ognuno di noi, anche con una sola parola, può rendere migliore una giornata.</p>
<p>Penso a Tanino Ferri a cui dedico quest'articolo, ad un padre e marito formidabile che mi chiede di non cambiare le mie idee e di coltivarle.</p>
<p>Lo faccio con orgoglio.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lettera aperta del mio culo chiuso]]></title>
<link>http://sophieboop.wordpress.com/?p=364</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 20:09:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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<description><![CDATA[Scrivo per dar voce al mio culo, che da qualche giorno si è chiuso in un silenzio ostinato e asceti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Scrivo per dar voce al mio culo, che da qualche giorno si è chiuso in un silenzio ostinato e ascetico nei confronti del mondo, stretto in se stesso per riuscire a sopportare un dolore che lo scuote nel profondo.<br />
Mi sono presa la responsabilità di essere sua portavoce perché lo conosco meglio di chiunque altro al mondo: la sua sensibilità, la sua dolcezza e la sua incredibile forza nel sopportare le avversità della vita sono virtù note a chiunque abbia avuto la fortuna (permettetemi un discutibile motto di spirito: il culo) di fare la sua conoscenza. </em><br />
<em>Pur essendo più inseparabili di coulotte e giarrettiera da ormai molti anni, non ricordo di averlo mai sentito più frustrato, sofferente e determinato di ora. È quindi con profonda compassione, dedizione e pena, che mi appresto a comunicare ciò che il mio culo stesso ha chiesto di divulgare agli intimi (e non, evidentemente), attraverso questa lettera aperta. </em></p>
<p>Sono stanco di tenermi tutto dentro.<br />
Emeriti stronzi, avete finito di divertivi sulla mia pelle per svuotarvi le palle o la coscienza. Avete finito di fottermi. Entro in sciopero. Mi ritiro in un eremo. Orifizio chiuso per ferie. A tempo indeterminato. E non chiedetemi, “Ma come? Perché?” perché lo sapete fin troppo bene dentro di voi, esattamente come io lo so dentro di me. Mi sento lacerato, mi avete lacerato. Squarciato, dilaniato. Le viscere, il mio cuore, la mia anima. Anche se sono un duro, evidentemente anche più del vostro cazzo, questo non vuol dire che io non possa rompermi, che io non possa varcare il limite dell’umana sopportazione.<br />
Perché mi avete fottuto troppe volte, prendendo tutto, sapendo che tanto io mi adatto, che basta un po’ di pazienza e di vasella e poi sopporto tutto. Anche la più colossale delle inculate, e non mi lamento, perché trovo una giustificazione a tutto, perché amo anche quando fa male. Certo, non la singola botta in sé, ma dopo un po’ che non fai altro che prendere bastonate nel culo, sempre più dentro, sempre più forti, arrivi a un punto in cui non vuoi più sentire niente. Arrivi ad un punto in cui non ce la fai più a trattenerti, e la merda che hai dentro, quella che hai gelosamente custodito e accumulato per an(n)i come i  più preziosi segreti del tuo cuore, vuole solo uscire e straripare addosso al mondo che l’ha generata e alimentata per tanto, tanto tempo.<br />
Beh, adesso la situazione è cambiata, perché mi sono stancato di essere sfondato da chiunque voglia abusare della mia disponibilità e della mia speranza che l’amore esista, che l’amore nasca o cresca, o che semplicemente non avvizzisca come un cazzo moscio dopo una sveltina degna di Bip-bip. Mi sono rotto di essere il vostro Willy Coyote con cui giocare alla sodomia. Mi sono rotto di essere la culla dei vostri piselli e dei vostri cuori in attesa di qualcosa di meno difficile, di una bella passera facile. Sono stufo di imprese sentimentali che equivalgono a scalare una montagna innevata per raccogliere un granello di sabbia che poi si confonde nel ghiaccio e alla fine torna a valle, dov’è sempre stato, nella vostra coscienza arida come il deserto. Troppe volte mi sono messo a nudo davanti a voi, troppe volte mi sono preso il rischio e vi ho dato la possibilità di ferirmi, esponendomi ai vostri colpi usa e getta, sperando di essere accarezzato con una rosa o con un bacio.<br />
Certo, forse sarà anche un po’ colpa mia, se sono così sfondato, se ora non ho più neanche la forza di aprirmi con un ramoscello di prezzemolo, che si sa, quello si infila sempre da tutte le parti. Quel puttanone del prezzemolo. Io vi ho trattati tutti come il prezzemolo, come puttane che pagavo con il dolore per una nuvola di calore, amore, facendovi entrare nei miei segreti, aprendo la mia anima al più piccolo sfioramento, ad ogni piccolo accenno, ad ogni falsa attenzione o vana speranza.<br />
Bene, adesso <strong>potete andarvene vaffanculo da un’altra parte</strong>, perché qui non c’è più niente da toccare, potete solo guardarmi mentre mi allontano senza voltarmi, senza voler rivedere la vostra cazzo di faccia, che magari sono anche riuscita ad amare, perché <strong>di stronzi in vita mia ne ho già incontrati abbastanza</strong>.</p>
<p><em>Perdonategli il linguaggio scurrile, d’altra parte è sempre un culo.</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ferrovie Svizzere]]></title>
<link>http://emydvx.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 19:44:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>emydvx</dc:creator>
<guid>http://emydvx.wordpress.com/?p=3</guid>
<description><![CDATA[mercoledì, 20 agosto 2008
FFS verseranno 32 milioni di indennità
Accordo con i dipendenti per lavo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="dateheader">mercoledì, 20 agosto 2008<a name="18124420"></a></div>
<h3><span style="font-size:small;"><img style="float:right;margin:0 0 10px 10px;" src="http://files.splinder.com/653d125988375b5b4f3ea4f909d6292b.jpeg" alt="SBB-CFF-FFS_logo" /></span><span style="font-size:small;">FFS verseranno 32 milioni di indennità</span></h3>
<h3><span style="font-size:small;">Accordo con i dipendenti per lavoro notturno, domenicale e in vacanza</span></h3>
<p class="first"><span style="font-size:small;"><span class="date">20.08.2008, 12:46</span> &#124; Le FFS verseranno 32 milioni di franchi a circa 15 000 dipendenti quali arretrati di indennità per lavoro notturno e domenicale nei periodi di vacanza per gli anni 2002- 2006.</span><span style="font-size:small;"> È il risultato delle trattative tra l'ex regia federale e i sindacati dopo la sentenza del Tribunale federale (TF) del 2005 che riconosce ai lavoratori il diritto di vedersi versate le compensazioni per il lavoro a turni anche nelle ferie.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">La sentenza dei giudici di Losanna si riferiva a 19 dipendenti dell'operatore di telefonia Orange. Le FFS ed i partner sociali avevano concretizzato la decisione del TF nel nuovo contratto collettivo di lavoro (CCL) ad inizio 2007. Restava però aperta la questione concernente il pagamento delle indennità negli anni precedenti. L'accordo raggiunto tra FFS da un lato e Sindacato del personale dei trasporti (SEV), Sindacato cristiano dei servizi pubblici e del settore terziario della Svizzera (Transfair), Sindacato svizzero dei macchinisti e aspiranti (VSLF) e Associazione dei quadri dei trasporti pubblici (AQTP) dall'altro, prevede versamenti di arretrati per il periodo marzo 2002 - fine 2006.</span></p>
<p align="center"><span style="font-size:small;"><img src="http://files.splinder.com/1b40f67ecb3ef88373642d7a3f90d479.jpeg" border="3" alt="cff91" hspace="3" vspace="3" /></span></p>
<p><span style="font-size:small;">Approfitteranno dell'intesa circa 15 000 impiegati ed ex dipendenti che hanno svolto per almeno nove mesi all'anno servizio notturno e festivo. Se gli organi sindacali e aziendali competenti approveranno l'accordo, il pagamento avverrà in ottobre. Come contropartita le associazioni del personale rinunciano ad adire le vie legali. Sia l'azienda che i sindacati si sono detti soddisfatti. Con l'intesa odierna, tutte le ex regie federali hanno trovato degli accordi per il pagamento delle indennità arretrate.</span></p>
<p>&#60;fonte: rtsi.ch&#62;</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
