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	<title>pesci &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/pesci/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "pesci"</description>
	<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 18:47:41 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Agropoli, Lo scandalo a cielo aperto!!! il Fiume Testene]]></title>
<link>http://agropoli.wordpress.com/?p=441</link>
<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 12:11:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>feliciano1979</dc:creator>
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<description><![CDATA[come ogni anno il fiume testene viene invaso da rifiuti e da gente che, con vari trucchetti, pratica]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>come ogni anno il fiume testene viene invaso da rifiuti e da gente che, con vari trucchetti, pratica la pesca in maniera illecita, usando calce, corrente elettrica e trappole che inquinano e distruggono la fauna e la flora del fiume. Il fiume viene usato come una discarica a cielo aperto a pochi passi dalle abitazioni e dalle case vacanze dove i nostri turisti passano il loro periodo di ferie.</p>
<p>le foto che vi mostriamo parlano da sole.....</p>
<p>di chi è la colpa?</p>
[gallery]
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[6]]></title>
<link>http://mcd2008.wordpress.com/?p=56</link>
<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 02:19:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariacristina2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Occhi senza cigli&#8230;
sulle pupille lustre ondeggiano lacrime
come alghe nuove.
Comunicanti sull]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://tn3-1.deviantart.com/fs17/300W/f/2007/156/a/7/Queen_Of_Hearts_by_Lady_Dementia.jpg"><img class="aligncenter" src="http://tn3-1.deviantart.com/fs17/300W/f/2007/156/a/7/Queen_Of_Hearts_by_Lady_Dementia.jpg" alt="" width="215" height="287" /></a></p>
<p style="text-align:center;">Occhi senza cigli...<br />
sulle pupille lustre ondeggiano lacrime<br />
come alghe nuove.</p>
<p style="text-align:center;">Comunicanti sulla diga azzurra<br />
mille pesciolini a specchio, cantano la medesima<br />
canzon.</p>
<p style="text-align:center;">La grafite, all'orizzonte,<br />
è una netta linea incisa segnata<br />
dal mio solo occhio asciutto e tracciante.</p>
<p style="text-align:center;">Ardisco un discorso, un appiglio;<br />
piange con me un manichino<br />
sulle guance esibiamo un taglio netto<br />
dal quale fuoriesce sangue bianco;</p>
<p style="text-align:center;">bianca linfa comune.</p>
<p style="text-align:center;">Un'alba floscia sta nascendo ovunque...<br />
con cresta d'oro chiama a sè<br />
ogni moltutudine nera.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Faccio la mia parte]]></title>
<link>http://albertoghione.wordpress.com/?p=42</link>
<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 13:10:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>albertoghione</dc:creator>
<guid>http://albertoghione.wordpress.com/?p=42</guid>
<description><![CDATA[
&#8220;Chi gode con le mani sporche di sangue?
Chi depreda i tesori della vita senza averne diritto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://media.ammado.com/6695b97d-ba0b-43c8-954c-874ad7421abe.jpeg" alt="" width="248" height="330" /></p>
<p><em>"Chi gode con le mani sporche di sangue?</em></p>
<p><em>Chi depreda i tesori della vita senza averne diritto?</em></p>
<p><em>è tutto lecito, dicono, tanto loro non soffrono</em></p>
<p><em>Non c'è ragione di sentirsi in colpa"</em></p>
<p>Blood Sports</p>
<p>Mi sono venuti in mente i versi di questa splendida canzone degli Style Council mentre leggevo <a href="http://it.blog.ammado.com/campagne/un-immagine-vale-piu-di-mille-parole/" target="_blank">questa notizia</a> sul blog di Ammado. Nelle acque del Mar Rosso un gruppo di immersione sta distruggendo la fauna marina con un tipo di caccia proibito. E lo fanno per un motivo molto semplice: lo trovano divertente.</p>
<p>Se scrivo questo blog sul no profit (e se voi lo state leggendo) è perché abbiamo a cuore anche questi temi. Ho perciò deciso di <strong>fare la mia parte</strong>. Ammado e internet me ne danno la possibilità. Sono andato sul profilo di <a href="http://www.oceanus.it/ita/home-ita.php" target="_blank">Oceanus</a>, la no profit che ha lanciato l'allarme, e ho firmato la petizione per fermare questo massacro.</p>
<p>La petizione la trovate <a href="http://www.ammado.com/Nonprofits/ViewPetition.lnk/47004/89" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Vi chiedo di firmarla anche voi.</p>
<p>E ve lo sta chiedendo anche il mondo in cui viviamo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A proposito di sogni.]]></title>
<link>http://ariuceramiche.wordpress.com/?p=434</link>
<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 12:53:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>ariuceramiche</dc:creator>
<guid>http://ariuceramiche.wordpress.com/?p=434</guid>
<description><![CDATA[
Guardate questa foto.

Si, lo so, ha troppi riflessi, è inquadrata male, è buia&#8230;
ma è fatt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ariuceramiche.wordpress.com/files/2008/08/im000729.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-439" src="http://ariuceramiche.wordpress.com/files/2008/08/im000729.jpg" alt="" width="258" height="387" /></a></p>
<p><span style="color:#993300;">Guardate questa foto.</span></p>
<div>
<p><span style="color:#993300;">Si, lo so, ha troppi riflessi, è inquadrata male, è buia...<br />
ma è fatta con una macchinetta vinta nelle patatine o quasi e se non fosse per "fotoritocco" e "ritaglia" si vedrebbero anche i miei piedi con infradito verdi... e poi io sono ceramista e non fotografa (anche se Efisio sostiene che le mie foto gli piacciono)...<br />
ma non sono qui per perdere tempo con inutili polemiche; volevo solo dire che questa foto è la prova che a volte i sogni si realizzano.<br />
Si, perché questo pannello da qualche anno  è parte dei decori, nati in questo laboratorio, che colorano un ristorante di Kobe.</span></div>
<div>
<p><span style="color:#993300;">E ciò conferma  che a volte i sogni si realizzano...<br />
... anche quelli che non avete mai fatto.</span></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oroscopo Estate 2008 - PESCI]]></title>
<link>http://clio1.wordpress.com/?p=1807</link>
<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 14:01:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>clio</dc:creator>
<guid>http://clio1.wordpress.com/?p=1807</guid>
<description><![CDATA[
Agosto, mese delle grandi vacanze, in realtà diventa il momento delle grandi verifiche sopratutto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#33cccc;"><em>Agosto, mese delle grandi vacanze, in realtà diventa il momento delle grandi verifiche sopratutto dal punto di vista sentimentale e comunque di tutto ciò che ha a che fare con i vostri rapporti importanti.</em></span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;"><em>AMORE: Quando in un rapporto sentimentale si instaurano dei meccanismi di vendetta e crudeltà, non si sa più chi è vittima chi carnefice. Certo è che le discussioni saranno il punto centrale del vostro rapporto d'amore, per le coppie già consolidate. Per i nuovi amori sono in arrivo forti coinvolgimenti emotivi, ma sempre attenzione alla troppa emotività.</em></span></strong></p>
<p><strong><em><span style="color:#0000ff;">LAVORO: Momento di sta e di riposo per le attività lavorative. La ripresa di settembre è piena di oppprotunità.</span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="color:#99cc00;">SALUTE: Siete giù di corda. E' indispensabili fare il meno possibile e riposare moltissimo.</span></em></strong></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[pedicure tra i pesci]]></title>
<link>http://titolando.wordpress.com/?p=171</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 16:15:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>titolando</dc:creator>
<guid>http://titolando.wordpress.com/?p=171</guid>
<description><![CDATA[
Una volta si diceva muto come un pesce. Per fortuna&#8230; se potessero parlare non so cosa oserebb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://estb.msn.com/i/8A/C9FA50E27914A3F92366ABCC59BADD.jpg"><img class="aligncenter" src="http://estb.msn.com/i/8A/C9FA50E27914A3F92366ABCC59BADD.jpg" alt="" width="430" height="290" /></a></p>
<p>Una volta si diceva muto come un pesce. Per fortuna... se potessero parlare non so cosa oserebbero dirci. E' arrivata negli USA la nuova pratica della pedicure con i pesci. Trattamento estetico importato dal Giappone che, in realtà, ne fa uso da diverso tempo.<br />
In cosa consiste? Semplice, si immergono i piedi in vasche contenti pesci senza denti che aspirano frammenti di pelle morte.</p>
<p>In termini tecnici si chiama Fishy Pedicure e, sembrerebbe, che la pratica trovi origine da un antico rito a sua volta importato dalla Turchia.</p>
<p>Il metodo sembrerebbe così tanto in voga che un reporter del <strong><a href="http://www.benessereblog.it/post/1109/pedicure-con-i-pesci-in-arrivo-dal-giappone-una-nuova-tecnica-per-la-bellezza-dei-piedi">Timesonline</a></strong> si è avventurato a provarla.</p>
<p>Se si vogliono dei piedi splendidi, levigati, morbidi come le guance di un neonato, questo è l'ultimo grido dei trattamenti di bellezza. Anche in un episodio della fortunata serie TV «<a href="http://www.uglybetty.it/"><strong>Ugly Betty</strong></a>» si dà spazio alla nuova tendenza.<br />
I pescetti, di una specie chiamata «<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Doctor_fish"><strong>garra rufa</strong></a>», sono richiestissimi in Europa, Stati Uniti e Giappone, dove ci sono già liste d’attesa per questi preziosi trattamenti. Vicino a Tokyo esistono vere e proprie vasche comuni, nelle spa più eleganti del Paese, dove i clienti possono sedersi ai bordi e chiacchierare (o urlare, come accade più spesso) mentre i pesci attaccano i piedi. Questa pedicure estrema si può fare al massimo una volta al mese e, chi ha avuto il coraggio di provarla, assicura che gli effetti sono davvero strabilianti. In realtà dopo l'immersione i centri estetici propongono sempre trattamenti ulteriori.</p>
<p>Dal punto di vista medico, al di là delle facili ilarità, ci sarebbero benefici per chi soffre di <strong>psoriasi</strong><a href="http://www.psoriasi.org/Default.htm"></a>. Il Dr. Tim Clayton, dermatologo all’ospedale Alder Hey per bambini di Liverpool, usa questo tipo di trattamento per pazienti che soffrono di psoriasi e afferma:  «L’idea è che i pesci mangiano la pelle morta in superficie e gli effetti, che sono immediati, durano circa 4 mesi per chi soffre di malattie della pelle».<br />
In realtà questo trattamento per la psoriasi è utilizzato già da molti anni nel Mar Morto.</p>
<p>Thomasina Larkin, una giornalista residente a Tokyo, ha provato sia la pedicure che la manicure esfoliante a cura dei pesci e racconta: «Ero completamente scioccata all’inizio. Ho immerso i piedi nella vasca e ho visto circa 500 pesci avventarcisi sopra, roba da svenire! Ho resistito per quanto potevo, circa 15 minuti, ma continuavo a tirarli fuori perché mi faceva impressione. La sensazione è un incrocio tra pinzette e suzione e non è certo rilassante. Per chi soffre di solletico è terribile perché i pesci vanno dappertutto, però i risultati sono davvero incredibili».</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Senza coloranti ne conservanti.]]></title>
<link>http://ariuceramiche.wordpress.com/?p=343</link>
<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 18:09:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>ariuceramiche</dc:creator>
<guid>http://ariuceramiche.wordpress.com/?p=343</guid>
<description><![CDATA[Avete presente quel punto di strada sulla litoranea per Villasimius subito dopo Capitana&#8230; quel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ariuceramiche.wordpress.com/files/2008/04/icordi-dallisola-giusta2.jpg"><img class="size-medium wp-image-77 alignright" src="http://ariuceramiche.wordpress.com/files/2008/04/icordi-dallisola-giusta2.jpg?w=300" alt="" width="240" height="163" /></a>Avete presente quel punto di strada sulla litoranea per Villasimius subito dopo Capitana... quel pezzetto dove cominci a pensare che se dio ci fosse qui ci farebbe proprio una belle figura...  e dove si ha la sensazione che se si respira da quelle parti vale doppio e che vorresti degli occhi più grandi per fare scorta di quel mare... senza coloranti ne conservanti... e dove pensi ecco perchè non posso mollare tutto e andarmene e ricominciare da unaltra parte?<br />
Se avete presente sapete come mi sento dopo qualche ora di quel paradiso tra fichi d'india mirto sabbia e mare azzurro ramina ( deformazione professionale )...  e sappiate che quel sogno vi aspetta;<br />
se non avete presente non potete capire di cosa io stia parlando, ma non vi preoccupate. Lo capirete la prima volta che ci passerete . E quella è soltanto la porta di una delle strade più belle del mondo...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Advertising/ I pesci virali di Bayer]]></title>
<link>http://affaritaliani.wordpress.com/2008/07/18/advertising-i-pesci-virali-di-bayer/</link>
<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:00:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>affaritaliani</dc:creator>
<guid>http://affaritaliani.wordpress.com/2008/07/18/advertising-i-pesci-virali-di-bayer/</guid>
<description><![CDATA[Lontana dagli schemi rigorosi e un po&#8217; tradizionalisti a ci ha abituati con le sue campagn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Lontana dagli schemi rigorosi e un po' tradizionalisti a ci ha abituati con le sue campagne di adv, Bayer si scopre creativa sul web. <strong>Le compresse di "Berocca", che in Italia non sono in vendita, contengono un mix di vitamina B e C</strong>. Ma ai pesci fanno uno strano e irresistibile effetto. Online dai primi di luglio, il virale è stato già visto oltre un milione di volte.</p>
<p align="center"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che si mangia oggi? Pesce...]]></title>
<link>http://sarassita.wordpress.com/?p=250</link>
<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 19:51:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sara</dc:creator>
<guid>http://sarassita.wordpress.com/?p=250</guid>
<description><![CDATA[In ufficio abbiamo avevamo due simpatici pesciolini: uno nero ed uno rosso. Lo scorso weekend (il pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#7989ae;">In ufficio <span style="text-decoration:line-through;">abbiamo</span> avevamo due simpatici pesciolini: uno nero ed uno rosso. Lo scorso weekend (il primo di vero caldo) i nostri cucciolotti sono rimasti per circa 60 ore in un luogo con tapparelle e finestre serrate, nonchè esposto a est, sud ed ovest, diversamente chiamato FORNO. </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#7989ae;">Beh, lunedì mattina il pesce nero l'abbiamo trovato stecchito e galleggiante, mentre quello rosso aveva tutta la faccia rovinata, come se si fosse ustionato. Le mie colleghe non hanno mai voluto bene a quei pesci, chissà se se ne saranno accorti. Il roSCio l'abbiamo regalato ad un amico, speriamo che si rimetta.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#7989ae;">Dopo un minuto e mezzo dal funerale, Ambra se ne esce:</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#7989ae;">"Perchè non prendiamo delle tartarughine?"</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#7989ae;">:? Oddio poveri esseri!</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#7989ae;">Ma un dubbio mi resta: sarà mica stato un suicidio di massa riuscito al 50%?</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://sarassita.files.wordpress.com/2008/06/pesce.jpg"><img class="size-full wp-image-251 aligncenter" src="http://sarassita.wordpress.com/files/2008/06/pesce.jpg" alt="" width="300" height="389" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CHE N’E’ STATO DI NOI ]]></title>
<link>http://annamariabonfiglio.wordpress.com/?p=27</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 18:41:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>nuska</dc:creator>
<guid>http://annamariabonfiglio.wordpress.com/?p=27</guid>
<description><![CDATA[ 

“ Pronto?”
“ Sì, pronto, mi riconosci?”
 “No, chi sei?”
“ Dai, pensaci su un att]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:center;" align="center"><a href="http://annamariabonfiglio.files.wordpress.com/2008/06/costa_tonnara_florio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-28" src="http://annamariabonfiglio.wordpress.com/files/2008/06/costa_tonnara_florio.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Pronto?”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Sì, pronto, mi riconosci?”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> “No, chi sei?”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Dai, pensaci su un attimo.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Cavolo! Sei Fabio! Non ci posso credere. E come potevo riconoscerti dopo tutto questo tempo. Sono passati…quanti anni? Tre, quattro?”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Appena tre anni e nove mesi.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Tre anni e nove mesi di silenzio, esattamente dal tuo matrimonio.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Per carità, non ricordarmelo.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Cosa? Il silenzio o il matrimonio?”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ L’uno è la conseguenza dell’altro.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Non mi dire! Sei già pentito?”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Non proprio, ma quasi, non è facile, sai.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La sua voce si è fatta seria. Improvvisamente lo sento svigorito e malinconico.</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Caterina mi ha isolato- dice -mi ha fatto il vuoto intorno.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Gelosa?” </span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Anche.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Qualcosa avevo saputo. Dopo tanto attendere la donna giusta Fabio aveva finito per sposarne una nevrotica, gelosa e contraria alla maternità. Lui che aveva sempre detto di voler lasciare “un seme di sé” sulla terra.</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“E tu reagisci, riallaccia i tuoi vecchi rapporti.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Sono stanco di fare guerre.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Addirittura!”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Ma quello che mi pesa di più è la sua ostinazione a non volere bambini.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Con lei scordatelo. Te l’ha messo come condizione al momento delle nozze, me l’hai detto tu, non ricordi? Pensi di poterle fare cambiare idea?”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Confesso, ogni tanto ci provo. Ma dimmi di te, piuttosto, come stai?”  Ora cerca di glissare, come al solito quando non vuole mandare avanti un certo tipo di discorso.</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Direi bene, compatibilmente con i postumi dell’intervento.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Che intervento? Non ho saputo niente.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ora è in imbarazzo. Forse si sta chiedendo cosa si dice in queste circostanze.</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">” Lasciamo perdere- dico -non parliamo di cose sgradevoli dopo tanto tempo che non ci sentiamo.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Sono stanco”, ripete. E mi pare di vederlo passarsi la mano sui capelli, ripetutamente, in quel suo gesto che è quasi un tic. E allora, come sempre quando approdiamo a problemi che sfuggono alla nostra volontà di discuterli, scivoliamo sul piano inclinato del passato.</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per alcuni anni Fabio ed io siamo stati uniti da una forte amicizia e abbiamo trascorso molto tempo assieme. Teatro, conferenze, letture di poesie, weekend al mare, a volte soli, spesso con altri amici. Ma la nostra specialità erano le innocenti scorrerie notturne per i quartieri della città vecchia. Sentivamo forte il legame con i luoghi antichi, anche i più popolari e degradati. Giravamo per le viuzze della Vucciria, di giorno affollate di banchi dove si vendeva di tutto, dal pesce alla mortella, e di notte deserte e silenziose, grevi di abbandono. Sui muri scrostati restava il retaggio arabo dell’abbanniata e nell’aria permaneva l’odore dolciastro del gelsomino che i ragazzini vendevano per strada intrecciato in delicate stecche. Sulla piazza del vecchio Senato le nudità decorosamente impudiche delle statue sbeffeggiavano l’austerità del convento di Santa Caterina, dove le suore di clausura confezionavano i cannoli e la frutta martorana. Nei vicoli fioche luci segnalavano affollati catoi, intorno fontane secche come mammelle di donna sterile. Dal castello dei Chiaramonte, dove si consumarono gli oscuri processi dell’Inquisizione, i fantasmi delle streghe arse sul rogo stridevano in invisibili catene. </span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Fabio guidava allegramente e girava attorno all’antica cinta muraria in cerchi ampi e ripetuti che ci facevano ridere senza sapere il perché. L’amore per la nostra città era inquinato dall’amarezza per ciò che d’ignobile subiva. Ma non pensavamo di andarcene. Ci aveva provato Maria Clara andando ad insegnare a Milano, ma dopo un anno era tornata.</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Hai notizie di Maria Clara?” Domanda Fabio, come se avesse in qualche modo avvertito che l’avevo evocata.</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Non molto recenti. Ha rotto con Gino. Adesso sta con un collega, divorziato, con due figli.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Ma ci pensi a quella sera? <em>I pesci non ascoltano/lo sciacquio del mare/sotto le chiglie/ né gli spari/ in quest’ultimo rantolo d’estate</em>. La vecchia Tonnara.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“E chi se la scorda?”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Alla Tonnara erano nate le nostre sfide poetiche. Dalla passerella di pietra guardavamo il mare dove la luna galleggiava come una grande moneta d’argento. Lanciavamo i sassolini in acqua sfidandoci a chi inventava il verso più armonioso. Le barche dondolavano, ormeggiate ai piloni, piccoli pesci guizzavano sotto le chiglie. </span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“<em>I pesci non ascoltano/lo sciacquio del mare/sotto le chiglie</em>…”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La <span> </span>Tonnara un tempo era stata una grossa risorsa per l’economia della nostra città ma noi l’avevamo trovata già in disfacimento, la sua torre svettava nell’oscurità come un triste cimelio di guerra. Sotto di essa, nell’ampia sala di rappresentanza, un’elegante pizzeria accoglieva i clienti su prenotazione. </span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Dalla Tonnara si passava a casa di Maria Clara dove davamo vita alle nostre performances di musica e poesia. Maria Clara si metteva al piano ed il piccolo appartamento di via del Carso si trasformava in un carillon di note. Talvolta si univa a noi Adriana, che studiava danza, e allora la musica e la poesia erano il pretesto per le sue fantasiose evoluzioni.</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Eravamo a casa di Maria Clara quando avevamo sentito il boato. Lei suonava Night and day e Adriana ballava da sola, stringendo le braccia l’una all’altra, avvinta ad un immaginario compagno di ballo. E improvvisamente un terribile fragore aveva scosso i vetri della finestra. I nostri sguardi si erano incrociati con sgomento, in silenzio ci chiedevamo cosa fosse successo questa volta. Ci aveva pensato Marco ad informarci. Pochi minuti dopo era comparso sulla porta per dire laconicamente: “Hanno ucciso il Generale.” Ed era ritornato a piazzarsi davanti al televisore. </span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Fabio si passava la mano sui capelli. “Ecco cosa hanno fatto di noi.” E aveva ripetuto la frase più volte come fosse una spiegazione dell’accaduto. “Che succederà adesso?” Non avevamo risposte, ma sapevamo che potevamo aspettarci di tutto. E veramente era avvenuto tant’altro. La morte si era scatenata nelle sue manifestazioni più tragiche, seminando angoscia in chi restava. </span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Adriana ha sposato Marco- dico - hanno una bimba. Anche Ornella si è sposata.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Ornella. Già, Ornella.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">A Selinunte Fabio l’aveva corteggiata, ma Ornella non lo prendeva sul serio. O non voleva, attaccata com’era ancora al ricordo del suo passato con Sandro.</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Ero innamorato di Ornella.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Sì, a modo tuo. Troppo indeciso, vago. Sei sempre stato come l’asino di Buridano, e quando hai scelto…meglio tacere, va’.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“E’ vero. Anche con te sono stato un asino. Lo sai che mi ero innamorato di te?”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Questa è la rivelazione del secolo!”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span> </span>O no? Sono stata forse io a non volermene accorgere?</span></span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“ Ma tu inseguivi un fantasma che non si sarebbe mai materializzato.”</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Era proprio così. </span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Sulla terrazza dell’albergo di Selinunte, mentre il tramonto barbagliava contro il vetro del bicchiere poggiato sul tavolo di vimini del Paradise Hotel, con lo sguardo perso verso l’orizzonte, immaginavo di vedere comparire Livio. Che non venne mai, come invece aveva promesso. Non mi ero mai resa conto dell’attenzione che Fabio mi rivolgeva. Forse perché, mentre lui cercava uno scoglio sul quale finalmente fermarsi, io consumavo gli ultimi ardori di una relazione che non avrebbe mai avuto futuro.</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Fabio continua a riversare parole nel mio orecchio sinistro, ma io fingo soltanto di ascoltarlo.</span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Non voglio più pensare a quello che sarebbe stato se. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[#59]]></title>
<link>http://quoteshunter.wordpress.com/?p=75</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 10:43:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sweetalexiel</dc:creator>
<guid>http://quoteshunter.wordpress.com/?p=75</guid>
<description><![CDATA[One of the 24 similarities between women and fish are they’re both attracted to shiny objects.
TRA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>One of the 24 similarities between women and fish are they’re both attracted to shiny objects.</p>
<h6>TRADUZIONE (MIA)</h6>
<p>Una delle 24 somiglianze tra le donne e i pesci è che entrambi sono attratti dagli oggetti scintillanti.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Barney Stinson in "E alla fine arriva mamma"</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[piatto di pesci?]]></title>
<link>http://ariuceramiche.wordpress.com/?p=321</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 09:48:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>ariuceramiche</dc:creator>
<guid>http://ariuceramiche.wordpress.com/?p=321</guid>
<description><![CDATA[
Lo so, voi per piatto &#8220;di&#8221; pesci intendete un&#8217;altra cosa, e in realtà questo sar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ariuceramiche.wordpress.com/files/2008/06/im000606.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-320" src="http://ariuceramiche.wordpress.com/files/2008/06/im000606.jpg?w=300" alt="" width="300" height="298" /></a></p>
<p>Lo so, voi per piatto "di" pesci intendete un'altra cosa, e in realtà questo sarebbe piatto "con" pesci, ma questo nasce in questo laboratorio, per cui mi va di chiamarlo così ( barrosa posso essere...).<br />
Nasce con terra rossa, bianca e nera; diversi strati di terre più o meno colorate, che sarebbero gli ingobbi, diversi graffi più o meno profondi, e quello che alla fine compare è un disegno più o meno bello.  A volte onde, a volte pesci, a volte quello che più o meno ci suggerisce la nostra immaginazione in quel momento... una volta son riuscita a vedere in un vaso un gruppo di coristi e musicisti di Paolo Conte; ma la cosa più scioccante è che si sentivano cantare.<br />
E non mi drogo e non bevo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Arte tra 4 vetri]]></title>
<link>http://adrianotrento.wordpress.com/?p=411</link>
<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 21:26:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Adriano Trento</dc:creator>
<guid>http://adrianotrento.wordpress.com/?p=411</guid>
<description><![CDATA[Arte tra 4 vetri
Il giornaletto multimediale di acquariofilia e dintorni&#8230;
artetra4vetri.parent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://adrianotrento.files.wordpress.com/2008/06/4vetri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-412" src="http://adrianotrento.wordpress.com/files/2008/06/4vetri.jpg" alt="" width="366" height="293" /></a>Arte tra 4 vetri</p>
<p>Il giornaletto multimediale di acquariofilia e dintorni...</p>
<p><a href="http://artetra4vetri.parentesigrafiche.it">artetra4vetri.parentesigrafiche.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Introduzione]]></title>
<link>http://iliaticozzi.wordpress.com/2008/06/14/prova/</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 11:09:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>iliaticozzi</dc:creator>
<guid>http://iliaticozzi.wordpress.com/2008/06/14/prova/</guid>
<description><![CDATA[
Dove sono i confini del mondo? Gli antichi popoli mediterranei li avevano posti alle Colonne d’Er]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:11pt;">Dove sono i confini del mondo? Gli antichi popoli mediterranei li avevano posti alle Colonne d’Ercole, gli Egizi alle fonti del Nilo. Le imprese degli esploratori e dei navigatori li fecero retrocedere fino alla scoperta di tutte le terre emerse, e allora gli uomini ritennero di aver conquistato tutto il “loro” mondo, che divisero in cinque continenti. Ci fu chi immaginò, persino chi progettò il viaggio alla conquista di altri pianeti, ma nessuno si rese conto dell’esistenza di un sesto continente immenso e sconosciuto, che giaceva, per tre quarti del globo, sotto il mare. </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong><strong><span style="font-size:11pt;">Gli uomini, questi terrestri. Dispongono di un quarto del globo per le loro attività e hanno ostinatamente cercato di dimenticarsi che l’80% del pianeta è occupato dagli oceani! </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong><strong><span style="font-size:11pt;">Praticamente sino alla metà del XX secolo l’esplorazione dei mari è stata soprattutto un’impresa che si svolgeva sopra la superficie. Eppure, attraverso un lungo percorso di secoli, mitologia e folklore ci hanno riportato le leggende di uomini scesi negli abissi per recuperare straordinari tesori.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong><strong><span style="font-size:11pt;">Palombari prima, sommozzatori poi, hanno scatenato la fantasia e fatto palpitare i cuori di diverse generazioni, che partendo dalle pagine di Jules Verne e successivamente da quelle dei mensili e dei libri illustrati sino alle sale cinematografiche, hanno cominciato a vivere le imprese dei conquistatori delle profondità marine.<span>  </span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong><strong><span style="font-size:11pt;">Sarebbe importante che tutti si abituassero a pensare al mare in modo nuovo, dinamico, così come tutti si sono abituati, in pochi anni, all’idea di volare; a questo punto <span style="font-size:11pt;">la superficie del mare non sarà più confine violato da pochi audaci, e il territorio sommerso sarà per tutti la semplice continuazione della terraferma. Ai bambini si regalerà l’autorespiratore come oggi la bicicletta, e a tutti sarà chiaro perché io chiami “sesto continente” il territorio, oggi ancora sconosciuto, che ha inizio sulla riva del mare.</span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong><strong><span style="font-size:11pt;color:#000000;">Si apre, con l’invenzione del primo scafandro, l’epopea del palombaro a scafandro elastico, destinato a dominare incontrastato per quasi un secolo e mezzo la scena del lavoro subacqueo e degli interventi sottomarini. Con l’inizio del nostro secolo si assiste ad una rapida crescita delle capacità tecnologiche e costruttive che consentono la  realizzazione di idee nuove. </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:11pt;color:#000000;">Gli anni turbinosi del secondo conflitto mondiale danno uno straordinario impulso allo sviluppo delle tecniche di immersione con autorespiratore autonomo e, con il ritorno della pace, nuove energie vengono dedicate alla ricerca scientifica ed alle attività lavorative sui fondali dei mari del globo. </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:11pt;">Nata quindi nell’immediato dopoguerra con attrezzature recuperate da residuati bellici, l’attività subacquea era guardata dai più con diffidenza e timore, uno sport per pochi audaci che tornavano in superficie con reperti archeleologici favolosi, recuperati manualmente oppure con rudimentali fucili a molla. </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong><strong><span style="font-size:11pt;">Una netta differenza con un fine settimana attuale, quando le coste adatte, sono prese d’assalto da schiere di subacquei d’ogni età, vestiti di coloratissime e calde mute, addobbati come alberi di natale, entusiasti e sorridenti. </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong><strong><span style="font-size:11pt;color:#000000;">D’altro canto, fa parte della natura umana l'impegno volto a soddisfare la sete di esplorazione e di colonizzazione del mondo sommerso. Questo processo di evoluzione tecnica, scientifica e filosofica al tempo stesso, si è tradotto in una incessante serie di faticosi progressi e di<span>  </span>conquiste<span>  </span>tra le cui righe chiaramente si legge che i limiti di oggi rappresentano le soglie del domani e che passato, presente e futuro costituiscono, nella conquista dell’idrospazio, aspetti dinamicamente concatenati di un sogno millenario. </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:11pt;color:#000000;">Secoli costellati di progetti e tentativi, alcuni fantastici, altri irrealizzabili, volti alla sospirata conquista delle profondità marine per la ricerca di mitici tesori o per i più concreti scopi di esplorazione e conoscenza dell’ambiente sottomarino.</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://iliaticozzi.files.wordpress.com/2008/06/clip-image0025.jpg"><img class="aligncenter" style="border:0;" src="http://iliaticozzi.files.wordpress.com/2008/06/clip-image0025-thumb.jpg" border="0" alt="clip_image002[5]" width="244" height="184" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il pesce più buffo del mondo ]]></title>
<link>http://mediterraneapassione.wordpress.com/?p=345</link>
<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 09:02:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediterraneapassione</dc:creator>
<guid>http://mediterraneapassione.wordpress.com/?p=345</guid>
<description><![CDATA[Oggi mi sento così


Seguo l&#8217;invito di Pilotino, ma non nomino nessuno.
Siete tutti invitati ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color:#3366ff;">Oggi mi sento così<br />
</span></strong></p>
<p><a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/06/il-pesce-piu-buffo-del-mondo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-346" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/06/il-pesce-piu-buffo-del-mondo.jpg" alt="" width="393" height="238" /></a></p>
<p>Seguo l'invito di <a href="http://pilotino.wordpress.com/" target="_blank">Pilotino</a>, ma non nomino nessuno.<br />
Siete tutti invitati a comunicare con un'immagine il vostro stato d'animo.<br />
Fatemi sapere ... :-D</p>
<p>Foto tratta dal web</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pesci Costieri]]></title>
<link>http://adrianotrento.wordpress.com/?p=398</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 18:28:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Adriano Trento</dc:creator>
<guid>http://adrianotrento.wordpress.com/?p=398</guid>
<description><![CDATA[Pesci Costieri
I pesci delle acque costiere italiane
www.pescicostieri.it
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://adrianotrento.files.wordpress.com/2008/06/pescicostieri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-399" src="http://adrianotrento.wordpress.com/files/2008/06/pescicostieri.jpg" alt="" width="345" height="287" /></a>Pesci Costieri</p>
<p>I pesci delle acque costiere italiane</p>
<p><a href="http://www.pescicostieri.it">www.pescicostieri.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2° articolo (scritto per L'Alassino)]]></title>
<link>http://alassiosuperpartes.wordpress.com/?p=36</link>
<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 09:54:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>provocatoriamenteanonima</dc:creator>
<guid>http://alassiosuperpartes.wordpress.com/?p=36</guid>
<description><![CDATA[









 
ALASSIO SUPER PARTES




www.alassiosuperpartes.wordpress.com
 




 
Se dovessi dire]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://alassiosuperpartes.files.wordpress.com/2008/06/pict0157new.jpg"></a></p>
<table class="MsoTableGrid" style="border-collapse:collapse;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="378">
<tbody>
<tr>
<td style="border-right:windowtext 1.5pt double;border-top:windowtext 1.5pt double;border-left:windowtext 1.5pt double;width:277.85pt;border-bottom:windowtext 1pt dashed;background-color:transparent;padding:0 5.4pt;" colspan="2" width="370" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;"><a href="http://alassiosuperpartes.files.wordpress.com/2008/06/pict0004.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-38" src="http://alassiosuperpartes.wordpress.com/files/2008/06/pict0004.jpg?w=300" alt="ASP mare" width="367" height="117" /></a></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="border-right:windowtext 1pt dashed;border-top:#f0f0f0;border-left:windowtext 1pt dashed;width:277.85pt;border-bottom:white 1pt solid;background-color:transparent;padding:0 5.4pt;" colspan="2" width="370" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:4pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:20pt;">ALASSIO SUPER PARTES</span></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="border-right:windowtext 1pt dashed;border-top:#f0f0f0;border-left:windowtext 1pt dashed;width:277.85pt;border-bottom:windowtext 1pt dashed;background-color:transparent;padding:0 5.4pt;" colspan="2" width="370" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:14pt;">www.alassiosuperpartes.wordpress.com</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="border-right:windowtext 1.5pt double;border-top:#f0f0f0;border-left:windowtext 1.5pt double;width:277.85pt;border-bottom:white 1pt solid;background-color:transparent;padding:0 5.4pt;" colspan="2" width="370" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:2.5pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Se dovessi dire perché amo Alassio, la risposta sarebbe semplice, diretta, scontata: “perché è il mio paese”, una risposta sicuramente affettiva, sincera, ma non altrettanto oggettiva.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">E’ po’ come chiedere a un bambino se ama i suoi genitori, risponderà sicuramente di sì, ma quando gli si domanderà il perché, dirà, semplicemente, perché sono i suoi genitori, e non per le persone che sono realmente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Penso che sia un po’ questo il tipo di sentimento che lega i veri Alassini alla propria Alassio, un affetto, quasi filiare, che c’è, c’è sempre stato, e ci sarà per sempre, nonostante tutto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Ma amare Alassio nonostante tutto, non significa accettare tutto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">L’affetto genitoriale che questo piccolo paradiso ci ha dato, gratuitamente, a tutti, senza distinzioni, espresso in accoglienza, in protezione, in senso di casa, di sicurezza, di familiarità, e di incredibili spettacoli di meraviglia, come l’energia di un’alba, la dolcezza di un tramonto, la magia di una notte stellata di luna piena, o la forza di una mareggiata, non può non essere ricambiato, almeno porgendo attenzione, e, quando necessario, intervenendo, per proteggere questo nostro genitore, ormai un po’ vecchio, forse molto stanco, o semplicemente troppo buono per reagire, e difendersi, da tutte quelle idee, di realizzazioni, di persone che, se non lo amano, comunque, non lo rispettano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Quando giro per Alassio, vedo un numero esorbitante di agenzie immobiliari, mi chiedo se vendano tutte le stesse case, perché, se così non fosse, Alassio dovrebbe essere, almeno, come un quartiere di New York. Di conseguenza ci sono sempre meno alberghi, meno lavoro per la gente di qui, un sacco di seconde case, e Alassio, che, suo malgrado (essendo parte passiva e non attiva), per buona parte, sembra essersi trasformata in un villaggio turistico, che viene aperto ad inizio stagione, e richiuso alla fine di questa, per rimanere non vissuto per il resto dell’anno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Mi chiedo: è giusto che noi dobbiamo vivere in un posto che è stato comprato per essere semplicemente sfruttato, e poi abbandonato, fino a necessità successiva? Ma, soprattutto, è giusto permettere che venga fatto questo ad Alassio?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Alassio ha anche negozi molto belli, simbolo di vera eleganza, ma altri, e sono molti di più, che degradano totalmente quell’immagine che Alassio ha avuto in passato, e che vorrebbe continuare a dare di sé.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">La rumorosa pulizia delle strade, fatta al mattino presto, anche nei giorni di pioggia, non mi toglie dagli occhi le poco discutibili immagini di vicoli, che, in altre condizioni, potrebbero essere vissuti e frequentati, nel centro di Alassio, pieni di scatoloni mal messi, sacchi di spazzatura, e pezzi di mobilio di bar, ristoranti, e negozi, che, forse, non sarebbe troppo decoroso lasciare in qualche posto, all’interno del locale stesso; allora, giustamente, si vuole rendere partecipe ogni Alassino e ogni turista della propria immondizia, e, concedetemelo, della propria mancanza di educazione e civiltà, facendo, di spazi pubblici, depositi privati, e rendendoli inutilizzabili a chi vorrebbe percorrerli, e quindi mantenerli vivi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Il nostro mare, fantastico per le caratteristiche naturali, con l’acqua che degrada verso l’orizzonte, è spesso non godibile, a causa di problemi di fognatura, forse per lavori non ben riusciti, o semplicemente mai fatti; di conseguenza, per non lasciare il mare troppo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">inutilizzato, sono stati fatti degli allevamenti di pesci, ma tranquilli: questo non contaminerà né il nostro mare, né i nostri pesci, perché quelli di allevamento sono separati…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">forse qui c’è qualcuno che pensa ancora che la nuvoletta di Fantozzi sia qualcosa di reale, e non semplicemente una trovata geniale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Ecco perché bisogna pensare in grande, e non ci si possono mettere dei paraocchi, perché quello che facciamo, e quello che permettiamo, non riguarda solo noi, ma prima o poi andrà a toccare tutti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">E’ come essere tutti in un lago, e lasciar cadere un sasso nell’acqua, si creeranno dei cerchi, che non andranno a toccare solo chi l’ha lasciato cadere, ma, prima o dopo, coinvolgeranno tutti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Ma ad Alassio abbiamo anche una spiaggia, fatta di sabbia chiara e finissima, da non farci invidiare niente né ai Caraibi né alle Maldive; tuttavia, anche per dei semplici micro pezzetti di pietre sgretolate dal mare, il ragionamento è sempre lo stesso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;"><span> </span>D’estate i bagnini sembrano darsi un gran da fare a spostare la sabbia da un parte all’altra, a collimarla per renderla ugualmente piana, per poi rastrellarla, togliendo ogni corpo estraneo, ed infine posizionarvi sopra, ad arte, sdraio, lettini, ed ombrelloni. Ma finita la stagione, basta; è come se la spiaggia non esistesse più. Perché qui è così: quando qualcosa non è sfruttabile, quando economicamente non si può ottenere qualcosa di molto accettabile, perché lavorare per il gusto di farlo, per il proprio paese, perché si ama e rispetta qualcosa che ci è stato donato gratuitamente, e che, tra l’altro, si è già più che ampiamente sfruttato?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">I pochissimi bagnini che decidono di tenere viva la spiaggia, mantenendola pulita, lasciando alcune cabine, qualche sdraio, e adibendo uno spazio con giochi per bambini, sono davvero una minoranza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Personalmente non vedo un progetto di fondo, un obiettivo su come si vorrebbe far diventare Alassio, non vedo affetto per questo paese, ma solo idee su come sfruttarla, come farla rendere al meglio economicamente, vedendola esclusivamente come un insieme di tante semplici parti, utilizzabili e trattabili singolarmente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Mi viene in mente Richard Gere, in Pretty Woman: “Io compro una società, la divido, e ne vendo ogni parte separatamente, così ottengo molto di più di quanto avrei potuto guadagnare vendendola intera”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Ma anche noi siamo solo un insieme di parti, tuttavia sfido chiunque a dire che, quando ha male ad un braccio, o ad un piede, tutto il resto funzioni alla grande: bisogna stare bene con tutto il corpo per poter dire di sentirsi veramente bene!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">E questo vale anche per Alassio. Ogni più piccolo angolo di questo paradiso è importante allo stesso modo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">E’ come un quadro puntinista: sono solo tanti puntini vicini, nessuno ha un senso, nessuno ha un vero significato, e nessuno ha un vero valore, di per sé; il senso, il significato, e il valore, lo acquista il quadro intero, di cui ogni punto fa parte, nessun punto ha più importanza nel complesso, ma senza anche uno solo di quei punti il quadro non sarebbe più lo stesso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:8.5pt;">Perché, come disse un grande scienziato o filosofo ( quando uno è grande, è semplicemente grande!): il tutto non è solo la somma delle singole parti, ma c’è un qualcosa di più, un valore aggiunto.</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="border-right:white 1pt solid;border-top:#f0f0f0;border-left:windowtext 1.5pt double;width:138.95pt;border-bottom:windowtext 1.5pt double;background-color:transparent;padding:0 5.4pt;" width="185" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;"> </span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1.5pt double;border-top:#f0f0f0;border-left:#f0f0f0;width:138.9pt;border-bottom:windowtext 1.5pt double;background-color:transparent;padding:0 5.4pt;" width="185" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:16pt;">Provocatoriamente Anonima</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align:center;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fobie]]></title>
<link>http://rurinedda.wordpress.com/?p=61</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 22:09:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>rurinedda</dc:creator>
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<description><![CDATA[
 
Fobia: (dal greco φόβος &#8220;paura&#8221;) è un&#8217;irrazionale e persistente paura e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rurinedda.files.wordpress.com/2008/06/squalo.jpg"></a></p>
<p> <img style="vertical-align:top;" src="http://www.sptimes.com/2004/10/04/photos/xprs-shark-tale-450.jpg" alt="" width="225" height="140" /></p>
<p>Fobia: (dal <a title="Lingua greca" href="http://rurinedda.wordpress.com/wiki/Lingua_greca">greco</a> <em>φόβος</em> "paura") è un'irrazionale e persistente <a title="Paura" href="http://rurinedda.wordpress.com/wiki/Paura">paura</a> e repulsione di certe situazioni, oggetti, attività o persone. Il <a title="Sintomo" href="http://rurinedda.wordpress.com/wiki/Sintomo">sintomo</a> principale di questo disturbo è l'irrefrenabile desiderio di evitare il soggetto che incute timore.</p>
<p>Grazie, mamma wikipedia....</p>
<p>Un pò tutti ne soffriamo e l'oggetto del nostro sdesiderio (vocabolario rurino) a volte è alquanto bizzarro....</p>
<p>Oggi, un pò per caso, mi sono ritrovata a parlare della mia fobia, mi sono messa a pensarci un pò su....la persona con cui ne ho parlato mi ha fatto venire voglia di rispolverare la questione...</p>
<p>Ebbene....ho una paura folle dei pesci vivi o morti che siano, ma se sono cotti finisce la fobia e me li mangio di gusto! La cosa strana è che mi piace guardarli negli acquari, nei documentari, a mare se sono su una barca....ma, appena avviene il contatto o avverto la semplice possibilità di essere toccata da un pesce: PANICO.....CARDIOPALMA.....PALPITAZIONI!!!!</p>
<p>Che limitazioni a mare.....quando nuoto....sempre accompagnata altrimenti mi metto a pensare che ci sono i pesci che mi vogliono mordere!!! E mai in presenza di scogli nelle vicinanze, altrimenti mi metto in testa che tutti i pesci del mare stanno lì, accovacciati ad aspettare me per assalirmi!!! Ma vi pare normale???</p>
<p>Se poi qualcuno si vuole veramente scompisciare dalle risate, mi dovrebbe guardare mentre cucino il pesce: guanti, burka e pinze lunghissime tipo quelle per maneggiare l'uranio!!! Però, alla fine lo cucino, eh!!</p>
<p>Pensandoci.....mi sa che l'origine di tutto sono stati i films "lo squalo" I, II, III, ....., XX!! Le scene gnam gnam mi terrorizzano peggio dell'esorcista....</p>
<p>Nononono.....devo superarla sta cosa, una volta per tutte!</p>
<p>E voi? Che fobie avete?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Più antico resto fossile di maternità - Materpiscis attenboroughi]]></title>
<link>http://paleonews.wordpress.com/?p=9</link>
<pubDate>Sat, 31 May 2008 17:22:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>dinostampnews</dc:creator>
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<description><![CDATA[Straordinaria scoperta fossile in Australia, ritrovato infatti un reperto fossile testimoniante un p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Straordinaria scoperta fossile in Australia, ritrovato infatti un reperto fossile testimoniante un parto in un esemplare di pesce placoderma attribuito al genere: Materpiscis attenboroughi</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Articolo da Agi news</span>:</p>
<p><a href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200805281436-eco-rt11084-art.html" target="_blank">SCIENZA: LA NASCITA PIU' ANTICA IN FOSSILE DI 380 MILIONI ANNI</a></p>
<p>(AGI/AFP) - Parigi, 28 mag. -  In Australia e' stata scoperta traccia della piu' antica maternita' mai documentata: un fossile di pesce di 380 milioni di anni, fa con attaccato al cordone ombelicale un minuscolo embrione. Il ritrovamento del "Materpiscis attenboroughi", come e' stato ribattezzato il fossile della "madre-pesce" in onore del naturalista David Attenborough, e' opera di John Long e Kate Trinajstic del museo di Victoria.<br />
  Oltre a portare alla luce una specie animale finora sconosciuta, il fossile e' la piu' antica testimonianza di una nascita nel regno animale. "E' uno piu' straordinari reperti fossili mai rinvenuti e ci porta a ridiscutere tutte le convinzioni fin ora raggiunte sull'evoluzione dei vertebrati", ha commentato Long.<br />
  La cosa piu' interessante per i ricercatori e' stato il fatto di poter certificare un metodo di riproduzione cosi' sofisticato in un reperto cosi' antico. <span style="color:#ff00ff;">"Questa scoperta ci dimostra che il parto e la schiusa delle uova sono due processi riproduttivi che si svilupparono forse in contemporanea e non in successione come si e' sempre pensato"</span>, ha spiegato la dottoressa Kate Trinajstic.<br />
  L'esistenza dell'embrione e di un cordone ombelicale certifica anche il piu' antico caso di fertilizzazione interna nel mondo animale, in pratica il primo esempio di sesso con penetrazione. Lunga circa 25 centimetri la "madre pesce" apparteneva a un gruppo estinto di vertebrati, i placodermi, diffusi nell'era medio paelozoica che va dai 420 ai 350 milioni di anni fa. I placodermi erano dei <span style="color:#c0c0c0;">dinosauri marini</span> che dominarono i mari, i fiumi e i laghi della terra per 70 milioni di anni. Nel fossile ritrovato si possono distinguere nitidamente le forme dell'embrione all'interno dell'utero materno e il cordone ombelicale calcificato che unisce la madre al piccolo. Solo dopo una delicatissima opera di pulitura del fossile tramite speciali acidi i due ricercatori si sono resi conto della particolarita' del reperto. Come racconta la dottoressa Trinajstic: "Una volta pulito il fossile abbiamo visto l'embrione seduto nella pancia della madre, era conservato in maniera perfetta". Dopo una successiva analisi del fossile col microscopio elettronico e una termografia computerizzata gli scienziati hanno potuto vedere anche i vasi sanguigni del cordone ombelicale. Secondo le ricostruzione degli scienziati il pesce e il suo piccolo morirono a causa di un improvviso abbassamento dei livelli di ossigeno nell'acqua.<br />
  Caduta sul fondale, la "madre pesce" sarebbe poi stata ricoperta da un fango limaccioso che ne ha consentito la conservazione nei secoli.(AGI)</p>
<p><span style="color:#ff0000;">CORREZIONI</span>:</p>
<p>Ovviamente i placodermi non erano dinosauri marini, bensì pesci.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">LINKS</span>:</p>
<p>1 - <a href="http://youtube.com/watch?v=m18sGLBdPGU" target="_blank">Video presentazione del reperto - youtube</a></p>
<p>2 - Articolo scientifico di riferimento - <a href="http://paleonews.wordpress.com/nature/journal/v453/n7195/full/nature06966.html">Live birth in the Devonian period</a> (Nature)</p>
<p>3 - <a href="http://www.nature.com/nature/journal/v453/n7195/fig_tab/nature06966_ft.html" target="_blank">Foto e illusttrazioni - Nature.com</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Polyprion Americanum]]></title>
<link>http://mediterraneapassione.wordpress.com/?p=258</link>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 19:37:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediterraneapassione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Polyprion Americanum o “cernia di fondale” appartiene alla famiglia dei serranidi. Vive in fo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/05/sub0850.jpg"></a><a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/05/sub08501.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-261" style="float:left;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/05/sub08501.jpg" alt="" width="257" height="165" /></a>Il Polyprion Americanum o “cernia di fondale” appartiene alla famiglia dei serranidi. Vive in fondali rocciosi o sabbio-fangosi che vanno dai 40 ad oltre 400 mt di profondità.<br />
Devo dire che, pur avendo effettuato immersioni molto profonde, non sono mai riuscito a fotografarla vicino al fondo o in parete.<br />
Le dimensioni variano da un ottantina di centimetri fino ai due metri di lunghezza.Solitamente vivono in modo solitario ad elevate profondità, cibandosi di crostacei, molluschi e pesci.<br />
E’ grazie alle sue abitudini giovanili che sono riuscito a fotografarla…<a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/05/sub0849.jpg"><img class="alignright alignnone size-full wp-image-260" style="float:right;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/05/sub0849.jpg" alt="" width="257" height="170" /></a><br />
Durante una traversata, rientrando dalle Eolie, incontrai un tavolone galleggiante attorno al quale si notava un movimento che indicava la presenza di pesci.<br />
Arrestata la marcia dell’imbarcazione, indossate maschera e pinne, ci tuffiamo e ci avviciniamo all’oggetto galleggiante. Banchi di pesci di specie diverse gli danzavano attorno.<br />
Guardando meglio sotto la tavola…la sorpresa! I giovani della specie amano risalire in superficie e restare riuniti all’ombra di oggetti galleggianti.<br />
Siamo riusciti a fare solo qualche scatto prima che il pesce si inabissasse nel blu profondo.</p>
<p>testo e foto © M.G.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eu acredito em Joe Pesci]]></title>
<link>http://inguinoranssa.wordpress.com/?p=5</link>
<pubDate>Sun, 11 May 2008 07:14:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>inguinoranssa</dc:creator>
<guid>http://inguinoranssa.wordpress.com/?p=5</guid>
<description><![CDATA[Para começar os trabalhos. Em vez de gastar o verbo (na verdade acho que adjetivos seria o correto)]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Para começar os trabalhos. Em vez de gastar o verbo (na verdade acho que adjetivos seria o correto), aqui está um resumo do meu pensamento sobre Deus, religião e fé. Crédito ao meu irmão Guga que me enviou o link. Com vocês, George Carlin...</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/JGwAEhkmsSU'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/JGwAEhkmsSU&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>

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