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	<title>pericolo-di-guerra &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "pericolo-di-guerra"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 00:12:13 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Guerra in Georgia? Russia Vs. Sion]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=824</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 18:38:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Guerra         in Georgia? 
Russia Vs. Sion
Marcello         Pamio – 12 agosto 2008 
La storia ini]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="center"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://img337.imageshack.us/img337/451/putinmanboobsfishingwe5.jpg" alt="" width="297" height="420" /><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;"><strong><span style="color:#0000ff;">Guerra         in Georgia? </span></strong><br />
</span><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;"><em><strong>Russia</strong></em> Vs. <em><strong>Sion</strong></em></span><br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Marcello         Pamio – 12 agosto 2008 </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La storia inizia quando l’Ossezia         del sud, una regione della Georgia, reclama la propria indipendenza.<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La Russia</span> <span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> sta a guardare ammiccando, anche perché fa molto comodo avere         all’interno di uno “Stato nemico”, comprato dalle due potenze         atomiche Usa e Israele, un satellite che crea destabilizzazione.<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La Georgia</span> <span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> (totalmente filo israelostatunitense) non ci sta e bombarda nella notte         e alle prima ore dell’alba dell’8 agosto          la Repubblica         dell’Ossezia.<a name="_ftnref1" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[1]</span></a><br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La Russia</span> <span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> a questo punto non sta più a</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> guardare, e forse era proprio quello che         aspettava: invia l’aviazione e inizia lo scontro armato.<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Si parla già di oltre 2000         morti, ma le cifre come sempre accade in questi casi, sono destinate a         salire. </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">In maniera sincronica, come         sempre accade in questi casi, parte la propaganda mediatica, e le         immagini che circolano nei telegiornali di Regime sono esclusivamente le         immagini di distruzione e morte provocate dall’aviazione russa in         Georgia. Ma non arrivano invece le immagini del fuoco georgiano che         avr</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">ebbe provocato nelle sole prime ore 1600 morti e pesanti         devastazioni.<a name="_ftnref2" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[2]</span></a> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Come mai le foto e i video si         concentrano sulle vittime della controffensiva russa a Gori o in altre         città maggiori georgiane, quando almeno tre quarti dei 40.000 profughi         censiti dalla Croce Rossa risultano essere osseti?<a name="_ftnref3" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[3]</span></a></span></p>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Chi ha il potere di controllare i media occidentali?</strong></span></span></h2>
<h1 class="MsoNormal" style="text-align:center;"><img class="alignright" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://img341.imageshack.us/img341/7905/bushunclesamtz0.jpg" alt="" width="350" height="263" /></h1>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Per quale motivo si         fa passare solo una parte della verità amplificandola ad hoc? Domande         retoriche, la cui risposta è presto detta, tanto più quando si viene a         sapere chi c’è dietro l’<em>affaire</em>… </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Fin dall’inizio, sul sito <a href="http://www.debkafile.com/"><span>www.debkafile.com</span></a> molto vicino al Mossad         israeliano, si evince che anche in questo scontro armato il piccolo         stato di Sion gioca un ruolo importante, naturalmente oltre a         l’onnipresente America.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">“</span><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">L'anno         scorso </span></em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">–         <span style="color:#ff0000;"><strong><em>scrive il Mossad</em></strong></span> -<em> il presidente georgiano ha assoldato da aziende di         sicurezza private israeliane varie centinaia di consulenti militari,         circa un migliaio, per addestrare le forze armate georgiane in tattiche         di combattimento (commando, aria, mare, mezzi armati e artiglieria).         Hanno inoltre offerto al regime centrale istruzioni sull'intelligence         militare e la sicurezza. Tbilisi ha acquistato anche armi, intelligence         e sistemi elettronici per la pianificazione dei combattimenti da         Israele. Questi consulenti sono di sicuro profondamente coinvolti nella         preparazione dell'esercito georgiano alla conquista della capitale         osseta di questo venerdì.</em></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Nulla di nuovo all’orizzonte:         il democratico stato d’Israele, possessore di centinaia di testate         atomiche, vende armi e fornisce consulenza d’intelligence e militare a         tutti paesi considerati “amici” o semplicemente “utili” per         qualche scopo… </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><!--[if gte vml 1]&#62;                       &#60;![endif]--><img class="alignright" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://disinformazione.it/images/russia12.jpg" alt="map of pipeline route" width="173" height="190" align="left" /><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">In         questo caso la “<span style="color:#ff0000;"><strong><em>Gerusalemme non         proprio Celeste</em></strong></span>” deve difendere i propri interessi petroliferi         nell’oleodotto Baku-Ceyhan, costruito per non passare nei territori         russi, dopo che Vladimir Putin ha rifiutato la collaborazione di un         progetto per portare gas ai porti israeliani di Ashkelon e Eilat dalla         Turchia.<a name="_ftnref4" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[4]</span></a> Una pipeline lunga migliaia di chilometri, che partendo da Baku sul Mar         Caspio arriva fino a Ceyhan in Turchia senza toccare          la Russia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#ff0000;"><span><em><strong>Un piccolo tratto di Mediterraneo         separa il porto di Ceyhan ad Haifa.</strong></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">In questo progetto ovviamente          la Georgia         deve rimanere indipendente dal vecchio orso russo e soprattutto non         avere secessioni che potrebbero creare problemi al proprio interno. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Ricorda molto da vicino la triste         vicenda dell’Afghanistan, quando i talebani erano finanziati,         addestrati e armati dall’intelligence militare USA per combattere         l’invasione delle truppe sovietiche al confine. Tutto ha iniziato a         incrinarsi non a seguito della false-flag dell’11 settembre, ma quando         gli “studenti del Corano” hanno iniziato a mettere i bastoni tra le         ruote alla costruzione dell’oleodotto (da 1 milione di barili di         petrolio al giorno) della statunitense Unocal che doveva passare proprio         per il loro Paese. Risultato: i talebani, assieme a decine di migliaia         di civili innocenti, sono stati massacrati e le città e i villaggi,         rasi al suolo! </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img src="http://disinformazione.it/images/russia11.jpg" alt="" hspace="12" width="207" height="190" align="left" /><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000000;">Il 10 agosto del 2008 </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;">il         quotidiano israeliano Yediot Aharonot ha pubblicato un articolo dove         spiega dettagliatamente la questione: </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#0000ff;">«<em>Il combattimento che è         iniziato nel fine settimana tra Russia e Georgia ha portato alla luce il         profondo coinvolgimento di Israele nella regione. Questo coinvolgimento         include la vendita di armi avanzate alla Georgia e l'addestramento di         forze di fanteria dell'esercito georgiano. Il ministro della difesa </em></span><span><span style="color:#0000ff;">[israeliano]</span><em><span style="color:#0000ff;"> ha tenuto un incontro speciale questa domenica per discutere delle varie         vendite di armi israeliane in Georgia, ma finora non è stato annunciato         nessun cambiamento di politica. "La questione è tenuta sotto         stretto controllo", hanno detto fonti del Ministero della Difesa.         "Non operiamo in nessun modo che possa contrastare gli interessi         israeliani. Abbiamo declinato molte richieste che implicavano vendite di         armi alla Georgia; e quelle che sono state approvate sono state         analizzate scrupolosamente. Finora non abbiamo posto limitazioni alla         vendita di misure protettive."</span><a name="_ftnref5" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[5]</span></strong></span></a></em></span></span> <em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></em></p>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Questa collaborazione, tra         Georgia e Israele, non è certo strana<br />
se vediamo chi sono gli attori         principali.</span></strong></span></h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il Ministro georgiano Temur Yakobashvili è ebreo come pure il Ministro         della Difesa David Kezerashvili, anzi quest’ultimo è un ex cittadino         israeliano.<a name="_ftnref6" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftn6"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[6]<br />
</span></a><br />
Il sito sionista Ynet.news elenca anche altri personaggi israeliani che         hanno approfittato della situazione georgiana: «l’ex ministro         (israeliano) Roni Milo e suo fratello Shlomo, direttore delle Military         Industries, il brigadiere-generale </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">(in         congedo) Gal Hirsch e il General Maggiore (anche lui in congedo) Yisrael         Ziv».<a name="_ftnref7" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftn7"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[7]</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a name="_ftnref7" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftn7"></a><br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Roni Milo per esempio ha condotto affari in Georgia per          la Elbit Systems         e le Industrie Militari, e col suo aiuto le industrie militari         israeliane hanno venduto alla Georgia droni, torrette automatiche per         veicoli blindati, sistemi antiaerei, sistemi di comunicazione, munizioni         e missili. </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://img244.imageshack.us/img244/1294/economysorosoildollarnk0.jpg" alt="" width="400" height="400" /><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Molto         probabilmente c'è anche un altro losco individuo dietro lo scontro         Georgia-Russia</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">, l'israelita (ungaro-statunitense) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;"><strong>George Soros</strong></span>:         uomo di punta dell'Impero britannico, nonché agente europeo della         famiglia Rothschild. Uno dei più potenti e soprattutto pericolosi         speculatori planetari ha certamente le mani in pasta nella rivoluzione         georgiana.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">La sua fondazione Beckley (una delle tante), usata per " <span style="color:#0000ff;"><strong><em>propagandare         la liberalizzazione della droga</em></strong></span> " [8], proprio a maggio scorso         ha pubblicato un rapporto dal titolo emblematico, "<em>Antidroga in         Georgia: i test antidroga e la riduzione del consumo</em>". Con quel         rapporto Soros in pratica lodava la politica del Presidente georgiano         Mikail Saakashvili e invece criticava l'operato del presidente Eduard         Shevardnadze.[9] </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Quest'ultimo viene attaccato perché iniziò negli anni '70 una dura         campagna di misure contro la droga e contro coloro che ne facevano uso:         cosa questa assai pericolosa per i narco-speculatori internazionali.</span></p>
<p style="text-align:justify;">Saakashvili, il beneficiario della "<span style="color:#ff00ff;"><strong><em>rivoluzione rosa</em></strong></span>",         finanziata anche da Soros, potrebbe aver promesso al suo mentore, di         arrivare in un futuro alla liberalizzazione nel suo paese! Immaginate che cosa significherebbe per la Russia, già pesantemente         compromessa dalle ondate di eroina proveniente dall’Afghanistan...[10]</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Nonostante la falsità mediatica con la quale il Regime è         abituato a riempirci la testa, anche in questo caso, ma possiamo dire,         come nella totalità degli scontri militari, di attacchi terroristici,         di false-flag, esiste sempre un interesse economico (e di controllo) dietro.<br />
Le domande che dobbiamo porci per cercare di capire gli accadimenti, a         prescindere da come ci vengono raccontati o romanzati in tivù e nei         giornali, è: <em>Cui Prodest</em>? <em>Cui         Bono</em>? A chi giova? Chi ne beneficia? </span></p>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Ecco         alcune immagini della Reuters che dimostrano la propaganda mediatica --&#62;         <a href="http://www.effedieffe.com/content/view/4142/183/" target="_blank">Immagini         false della Reuters</a></span></strong></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></h2>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Per approfondire l’argomento: </span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">“La Georgia         e l’Israel connection”,<br />
<a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&#38;file=article&#38;sid=4908"><span>www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&#38;file=article&#38;sid=4908</span></a> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">“Governo georgiano, ministri israeliani”<br />
<a href="http://www.effedieffe.com/content/view/4135/166/"><span>http://www.effedieffe.com/content/view/4135/166/</span></a> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">“Georgia: ha perso Israele”<br />
<a href="http://www.effedieffe.com/content/view/4130/166/"><span>http://www.effedieffe.com/content/view/4130/166/</span></a><span> </span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">“         Israel         backs          Georgia         in Caspian Oil pipeline battle with Russia”<br />
<a href="http://www.debka.com/article.php?aid=1358"><span>www.debka.com/article.php?aid=1358</span></a> </span></p>
<div>
<hr size="1" />
<div id="ftn1">
<p class="MsoFootnoteText"><span style="font-size:xx-small;font-family:Verdana;"><a name="_ftn1" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference">[1]</span></a> “Il Caucaso in fiamme.              La Georgia             bombarda l’Ossezia del sud”, Radio Vaticana, 8 agosto 2008<br />
<a name="_ftn2" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference">[2]</span></a> “Una guerra, due verità”, Alessandro Logroscino, Ansa, 11             agosto 2008<br />
<a name="_ftn3" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference">[3]</span></a><span> </span>Idem<br />
<a name="_ftn4" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference">[4]</span></a> “             La Georgia             e l’Israel connection”, <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&#38;file=article&#38;sid=4908"><span>www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&#38;file=article&#38;sid=4908</span></a><br />
<a name="_ftn5" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference">[5]</span></a> Idem<br />
<a name="_ftn6" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftnref6"><span class="MsoFootnoteReference">[6]</span></a> “Governo georgiano, ministri israeliani”, Maurizio Blondet,             Effedieffe<br />
<a name="_ftn7" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm#_ftnref7"><span class="MsoFootnoteReference">[7]</span></a> “             La Georgia             e l’Israel connection”, <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&#38;file=article&#38;sid=4908"><span>www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&#38;file=article&#38;sid=4908<br />
</span></a><span>[8]             "Dove c'è droga c'è Soros", <a href="http://www.movisol.org/08news174.htm">http://www.movisol.org/08news174.htm</a><br />
[9] Idem<br />
[10] Idem</span></span>
</p>
<p class="MsoFootnoteText" style="text-align:right;"><em><strong>Tratto da: <a title="Russia Vs Georgia, Russia Vs Sion" href="http://disinformazione.it/russia_contro_israele.htm" target="_blank">www.Disinformazione.it</a></strong></em></p>
</div>
</div>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[Le strane dimissioni dello sceriffo di Wall Street (che Sapeva troppo!)]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2008/03/18/763/</link>
<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 00:54:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2008/03/18/763/</guid>
<description><![CDATA[Le strane dimissioni dello sceriffo di Wall Street
17 marzo 2008 - tratto da Etleboro Italia
http://]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;"><img border="0" align="left" width="240" src="http://img296.imageshack.us/img296/6557/eliotoe3.jpg" hspace="2" alt="SPITZER SEX SCANDAL" height="295" /><font color="#ff0000">Le strane dimissioni dello sceriffo di Wall Street</font><br />
</span><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">17 marzo 2008 - tratto da Etleboro Italia</font></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;"><font size="2"><a href="http://etleboro.blogspot.com/">http://etleboro.blogspot.com/</a> </font> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;"></span>Si dimette Eliot Spitzer, Governatore di New York, dopo che uno scandalo di sesso e prostituzione ha infangato la sua illustre carriera di "<i><font color="#ff0000">sceriffo di Wall Street</font></i>". La faccenda è così strana che pochi riescono a credere che un procuratore impegnato in indagini finanziarie a grandissimi livelli, possa essere implicato in uno scandalo sessuale, mentre le Istituzioni lasciano che si dimetta senza fare i dovuti accertamenti. Lo hanno dato in pasto ai media, che hanno costruito l'<i>impeachment</i> e ne hanno chiesto le dimissioni.<br />
<font color="#ff0000"><strong><br />
Tuttavia, fonti dell'intelligence russa, affermano che il Governatore Spitzer è stato "eliminato" dalla scena politica perché costituiva una minaccia per il sistema economico e finanziario degli Stati Uniti, ma soprattutto perché aveva valide prove sul legame tra l'attentato alle Torri Gemelle e i gli interessi di potenti entità economiche statunitensi, raccolte sul filone delle indagini sulle manipolazioni della Borsa di Wall Street scoppiata nel 2003. </strong></font></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#ff0000"><strong></strong></font></span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><img border="0" align="right" width="360" src="http://img187.imageshack.us/img187/9876/berlusconibushcmpdavidcb3.jpg" hspace="2" alt="Delinquenti Spietati" height="306" />Così a smentire la propaganda statunitense, interviene la <font color="#ff0000"><b>FBS</b> <b>(Servizio di Sicurezza Federale della Federazione Russa)</b></font> che apre scenari ben più sinistri sulle forze che hanno portato alle dimissioni del Governatore Spitzer, come le nuove prove su <b><font color="#ff0000">Larry Silverstein</font></b>, proprietario del <b><font color="#ff0000">World Trade Center</font></b>, e i membri del <b><font color="#ff0000">Carlyle Group</font> </b>della <font color="#ff0000"><em><strong>Famiglia Bush</strong></em></font>. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#000000">Il fulcro delle investigazioni del Governatore Spitzer si basa sulla crisi crescente del <strong><font color="#ff0000">Carlyle Group</font></strong>, che si avvicina sempre più al crollo e all'insolvenza a causa del </font><font color="#ff0000"><strong>prelevamento da parte di Larry Silverstein di più di 14 miliardi</strong></font> dalla tesoreria del Gruppo provocando una grossa <font color="#ff0000"><strong>perdita nel Fondo Pensioni dello Stato di New York di oltre 10 miliardi.</strong></font> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il Governatore Spitzer ha per molto tempo indagato l'ex responsabile di vigilanza dei fondi pensione dello Stato di New York, <b>Alan G. Hevesi</b>, di cittadinanza israelo-americana, chiedendo approfondite indagini dalle autorità investigative della US Federal Probe sulla <font color="#ff0000"><strong>distrazione di 100 miliardi di dollari dal fondo verso destinazioni non chiare</strong></font>, e per la quale Hevesi è stato già <font color="#ff0000"><strong>condannato a pagare una multa di soli 5,000$</strong></font>. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><font color="#ff0000"><img border="0" align="left" width="360" src="http://img156.imageshack.us/img156/3360/carlylegroup2kr8.jpg" hspace="2" alt="Pasqualone 9 Bellezze" height="288" />Le recenti indagini sul Carlyle Group sembrano così riprendere la linea investigativa del 2002, quanto lo "sceriffo di Wall Street" portò alla luce la truffa sulle operazioni di titoli e collaterali falsi per miliardi di dollari da parte di società di intermediazione, di brokers e di società di Trading che operavano per conto di grandi gruppi di investimento.</font></strong> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><font color="#ff0000">Spizter denunciò un sistema finanziario fatto di operazioni d'investimento, tecniche bancarie non solo "fondamentalmente corrotte" ma anche fraudolente, tale da chiedere per Wall Street delle urgenti "riforme strutturali" e minacciando misure ben più gravi di "multe" e di revoca delle licenze.</font></strong> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><font color="#ff0000">Allora Merrill Lynch e Citigroup furono condannate per frode a pagare multe per 400 milioni di dollari, dopo aver conseguito profitti per oltre 15 miliardi di dollari.</font></strong></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Come procuratore di Stato aveva fatto del Sistema Tecnico bancario degli Stati Uniti la sua più grande vittima, vincendo decine di cause contro <font color="#ff0000"><b>Bear Stearns, Credit Suisse First Boston, Deutsche Bank, Goldman Sachs, J.P. Morgan Chase, Lehman Brothers, Merrill Lynch, Morgan Stanley, Salomon Smith Barney</b> e <b>UBS Warburg</b></font>. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#ff0000"><strong>Gli stessi giganti del sistema bancario internazionale oggi coinvolti nella crisi finanziaria dei subprimes, che ha aperto il vaso di pandora dei titoli e dei collaterali che reggono il nostro sistema economico.</strong></font> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><img border="0" align="right" width="290" src="http://img182.imageshack.us/img182/7717/bushhandholdinggm2.jpg" hspace="2" alt="China e Saudi Arabia ringraziano gli USA" height="348" />È chiaro che il sabotaggio del sistema bancario rappresenta una delle minacce più pericolose per i grandi gruppi bancari, soprattutto in questo delicato momento in cui <font color="#ff0000"><strong>si prepara la bolla di derivati di oltre 516 bilioni di dollari</strong></font>. Dati rilevati dalla <b>Bank of International Settlements (BIS)</b> , la clearinghouse mondiale delle banche centrali di Basilea, spesso definita come la "cassa" del grande casinò del mercato finanziario internazionale. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><font color="#ff0000">Gli Stati Uniti, sulla base di quanto detto dalla Bis, presenta in questo momento la più alta concentrazione di deficit finanziari, contratti in particolare nei confronti dell'Arabia Saudita e della China.</font></strong> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">A questo occorre aggiungere un sospetto traffico di collaterali e titoli emessi dalla Federal Reserve e dal Tesoro Americano denominati per milioni di dollari, in circolazione nelle piazze finanziarie svizzere tramite una rete di broker e società fiduciarie di grandi gruppi bancari. Ne è una prova i titoli che vi mostriamo, emessi dalla FED, sui quali non è stata fatta ancora chiarezza da parte delle autorità interrogate sulla loro natura e autenticità. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><img border="0" align="left" width="384" src="http://img291.imageshack.us/img291/7049/immaginekp0.png" hspace="2" alt="Federal Reserve" height="216" /></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="http://etleboro.com/documents/copy-title.pdf"><span style="color:windowtext;"><font color="#ff0000">Sulla base di tale documentazione</font></span></a></span><font color="#ff0000"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">la Federal Reserve</span> </font><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#ff0000">prende in custodia i suddetti titoli, per un valore complessivo di 1 miliardo di dollari, emettendo un "<i>custodial safekeeping receipt</i>" ( ricevuta di deposito ) , autenticato dalle firme del Governatore <b>Bernard Bernanke </b>e del Vice-Governatore <b>Roger W. Ferguson</b>.</font> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Eppure, la pubblicazione di tali titoli, come pure di molti collaterali depositati presso illustre banche hanno causato la distruzione di miliardi di dollari di capitalizzazione, come dimostrato dalle recenti svalutazioni effettuate dalla UBS Bank e dalla successiva emissione di Bonds, collocati per la maggior parte presso fondi e borse asiatiche. <strong><font color="#ff0000">Al di là della rete bancaria e finanziaria, circondata da una costellazione di società, esiste dunque un canale invisibile all'interno del quale ogni operazione portata a termine accade perché è il sistema che lo permette, in quanto le regole all'interno cui muoversi sono prestabilite.</font></strong> <strong><font color="#ff0000">Da lì hanno inizio le operazioni di finanziamento del terrorismo, delle guerre, delle privatizzazioni e delle acquisizioni selvagge da parte delle grandi multinazionali.</font></strong> È naturale, dunque, che dietro gli scandali sessuali vi è la complessa macchina che, utilizzando le sporche armi dei media e della propaganda, va a proteggere gli interessi e l'esistenza stessa di potenti centri di potere finanziario.</span></p>
<p align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">-------------</span></p>
<p align="center"><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;"><font color="#ff0000">Affare Eliot Spitzer: la vendetta di Israel Singer</font></span><br />
<font size="2">Tratto da <a href="http://www.voltairenet.org/article155931.html">http://www.voltairenet.org/article155931.html</a> </font></p>
<div align="justify" style="padding:0.6em;"><font size="2" face="Verdana"><img border="0" align="left" width="249" src="http://img296.imageshack.us/img296/5924/singerjm0.jpg" hspace="2" alt="SPITZER SEX SCANDAL" height="200" />Il governatore di New York, <b>Eliot Spitzer</b>, è stato costretto alle dimissioni a seguito della rivelazione secondo la quale avrebbe ricorso al servizio di una prostituta. <br />
Al di là del carattere erotico della vita politica statunitense che giudica la competenza di un governatore in base al suo comportamento al letto, questo affare rivela invece i confronti persistenti nell'ambito del movimento sionista. <br />
Eliot Spitzer era la speranza della Comunità ebraica US, che lo immaginava un giorno Presidente degli Stati Uniti. Splendido giurista, era stato l'assistente ad Harvard di <b><font color="#0000ff">Alan Dershowitz</font></b> (il consigliere giuridico dello Stato di Israele), ed aveva diretto ad Harvard il prestigioso Law Review. Diventato procuratore aggiunto di Manhattan, brillò smantellando il clan Gambino (una delle cinque famiglie di Cosa Nostra). <br />
</font><font size="2" face="Verdana"><br />
<strong><font color="#ff0000">Nel 2005-2007, il procuratore Eliot Spitzer dirige un'indagine sui conti segreti del Congresso ebraico mondiale.</font></strong> </font><font size="2" face="Verdana"></font><font color="#ff0000"></font><font color="#000000">In una relazione di 35 pagine, stabilisce che il segretario generale</font><b> Israel Singer </b><font color="#000000">(d'altra parte presidente dell'organizzazione ebraica mondiale di restituzione) </font><font color="#000000">si è dirottato a</font> <font color="#000000">suo profitto</font> almeno 5 milioni di dollari <font color="#000000">dell'associazione.</font> <font color="#ff0000"></font><font color="#000000"> </font></div>
<div align="justify" style="padding:0.6em;"><font color="#ff0000"></font><font color="#000000">Nella sua difesa,</font> Israel Singer <font color="#000000">rivela l'esistenza</font> di un fondo nero di 2 milioni di dollari annui, <font color="#000000">creata a</font> beneficio del presidente <b>Edgar Bronfman</b>.</div>
<div align="center" style="padding:0.6em;"><font size="2" face="Verdana"><strong><font color="#ff0000">Di fronte allo scandalo, i due uomini si dimettono uno dopo l'altro...</font></strong></font></div>
<div align="justify" style="padding:0.6em;"><font size="2" face="Verdana">Alcuni giorni fa, il Congresso ebraico mondiale ha rinunciato al procedimento, impegnandosi all'incontro con Israel Singer. Essendo quest'ultimo fuori causa, i suoi amici hanno trasmesso al procuratore <b>Johnson III </b>delle informazioni su una società di scorta, in modo che spetti al sig. Spitzer dimettersi....</font></div>
<div align="right" style="padding:0.6em;"><font size="2" face="Verdana"><strong><em>Tratto da:</em></strong> <a href="http://www.disinformazione.it/">www.disinformazione.it</a></font></div></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Generale Usa: «In Iraq è un incubo»]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/10/13/generale-usa-%c2%abin-iraq-e-un-incubo%c2%bb/</link>
<pubDate>Sat, 13 Oct 2007 12:00:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Generale Usa: «In Iraq è un incubo»
«Si tratta di un catastrofico fallimento. I leader politici ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1 align="center"><img src="http://img87.imageshack.us/img87/7951/0jpu2zba140x180mw3.jpg" alt="In Iraq è un Incubo" align="left" height="180" hspace="3" width="140" />Generale Usa: «<font color="#0000ff">In Iraq è un incubo</font>»</h1>
<h2 align="center">«Si tratta di un catastrofico fallimento. I leader politici americani sono  incompetenti, corrotti e negligenti» (<font color="#ff0000">Amici di Silvio insomma</font>)</h2>
<p align="justify"><strong> WASHINGTON </strong>- E' forse l'attacco più duro alla guerra in Iraq. E anche uno dei più autoroveoli, visto che a pronunciarlo è stato il generale di corpo d'armata Ricardo Sanchez, ex comandante delle forze Usa in Iraq e alto responsabile del Pentagono. Un «incubo senza fine» e un «catastrofico fallimento», così ha definito l'attuale strategia della Casa Bianca nella guerra di 4 anni e mezzo di in Iraq. Una strategia - ha dichiarato ai giornalisti - che non porterà alla vittoria. Il generale Sanchez ha inoltre definito gli attuali leader politici americani «incompetenti», «corrotti» e «negligenti nel compiere il loro dovere», aggiungendo che sarebbero stati portati davanti a una corte marziale se avessero agito così da militari.</p>
<p align="justify"> <strong>OTTIMISMO IRREALISTA - </strong>Ricardo Sanchez, ex comandante delle forze americane in Iraq, ha attaccato senza mezzi termini il governo statunitense. A suo parere, l'amministrazione Bush aveva preparato «un piano di guerra catastroficamente difettoso, e irrealisticamente ottimista» e la strategia d'invio di nuove truppe è una mossa «disperata». «Dopo più di quattro anni di combattimenti, l'America continua la sua disperata battaglia in Iraq senza nessuno sforzo concertato per delineare una strategia per giungere alla vittoria», ha affermato il generale, intervenuto ad Arlington (Virginia), ad un incontro con giornalisti specialisti nella difesa.</p>
<p align="justify"> <a href="http://gigionetworking.wordpress.com/files/2007/03/24433730_dae5c47bfa_m.jpg" title="Sono una persona rispettabile."><img src="http://gigionetworking.wordpress.com/files/2007/03/24433730_dae5c47bfa_m.jpg" alt="Sono una persona rispettabile." align="right" hspace="3" /></a><strong>BRAMA DI POTERE - </strong>Sanchez ha dichiarato che il giorno dopo aver assunto il comando nel giugno 2003 si convinse che lo sforzo americano in Iraq non sarebbe riuscito. «Vi è stata una evidente e infelice dimostrazione d'incompetenza strategica da parte dei leader nazionali», ha dichiarato, aggiungendo che i funzionari civili sono stati «negligenti nel loro dovere» e colpevoli «di brama di potere». Le critiche del generale, a riposo dal 2006, sono rivolte soprattutto contro l'insieme dell'amministrazione americana, che a suo parere avrebbe dovuto mobilitarsi nella sua interezza per la stabilizzazione dell'Iraq. «La leadership nazionale continua a credere che la vittoria possa essere ottenuta solo con il potere militare - ha affermato - ma le continue manipolazioni e gli aggiustamenti alla strategia militare non porteranno alla vittoria. Il massimo che possiamo fare con questo approccio difettoso è allontanare la sconfitta».</p>
<p align="justify"> <span style="font-weight:bold;">RIMOSSO DOPO ABU GRAIB  - </span>Sanchez è stato per un anno comandante delle forze americane in Iraq a partire dal giugno 2003. Il fatto che sotto il suo comando avvenne lo scandalo di Abu Ghraib, nota il New York Times, lo rende vulnerabile alla critica che con queste accuse voglia addebitare ad altri sue responsabilità. Il generale fu rimosso poco dopo lo scandalo di Abu Ghraib e non ricevette la quarta stelletta. La Casa Bianca non ha voluto commentare direttamente le parole di Sanchez. «Apprezziamo i servigi da lui resi al Paese», ha dichiarato la portavoce Kate Starr. Sia l'attuale comandante militare David Petraeus che l'ambasciatore a Baghdad Ryan Crocker, ha aggiunto la Starr, hanno dichiarato che in Iraq «vi è ancora lavoro da fare, ma vengono fatti progressi».</p>
<p align="right"><em><strong>Tratto da: <a href="http://www.corriere.it/esteri/07_ottobre_13/generale_critiche_guerra.shtml" target="_blank">www.corriere.it </a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La vera morte di un Presidente  (Un Grande uomo)]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/09/16/la-vera-morte-di-un-presidente-un-grande-uomo/</link>
<pubDate>Sun, 16 Sep 2007 06:30:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Sono         pronto a resistere con qualsiasi mezzo, anche a costo della mia vita,         così c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img src="http://img385.imageshack.us/img385/5084/salvadorallendegossens2ve3.jpg" alt="Salvador Allende" align="left" height="500" hspace="3" width="350" /><strong><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">«<em>Sono         pronto a resistere con qualsiasi mezzo, anche a costo della mia vita,         così che questo possa servire di lezione riguardo la vergognosa storia         di quelli che usano la forza e non la ragione</em>».<br />
</font></span></strong><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">Salvador         Allende, nel suo ultimo messaggio dalla radio al popolo cileno, 8.30 del         mattino dell'11 settembre 1973.                  </font></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">Martedì         11 settembre 1973, <strong>Henry Alfred Kissinger</strong> (<strong>Heinz         Alfred Kissinger</strong>, famiglia ebraica di origine tedesca), controllore         del presidente <strong>Richard Milhous         Nixon</strong>, pensò, organizzò e attuò un criminale colpo di stato in         Cile. Grazie all’esercito e ai servizi segreti statunitensi, <strong>Salvadore Allende</strong>, il presidente democraticamente eletto, venne         assassinato, per far posto all’amico-dittatore <strong>Augusto Pinochet</strong>. Da quel triste giorno e per ben diciassette lunghi         anni, Pinochet, protetto dal suo esercito della morte e da quello         americano, procurò la morte di almeno 30 mila e la tortura di 600.000         cileni, l’esilio di centinaia di migliaia di persone e la distruzione         sistematica di tutte le istituzioni democratiche del paese!                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">                   </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">Martedì         11 settembre 1973<br />
</font></span><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;">La vera         morte di un Presidente<br />
</span><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">di <strong>Gabriel Garcia Marquez</strong><span> - </span><strong>Patria Grande</strong><br />
</font></span><a href="http://www.informationguerrilla.org/11_settembre_1973.htm" title="La Vera morte di un Presidente" target="_blank"><font size="2"><span style="font-family:Verdana;">www.informationguerrilla.org/11_settembre_1973.htm</span></font></a><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">                   </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="justify"><font size="2"><span style="font-family:Verdana;">Nell'ora         della battaglia finale, con il paese alla mercé delle forze della         sovversione, Salvador Allende continuò afferrato alla legalità.<br />
</span></font><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">La         contraddizione più drammatica della sua vita fu quella di essere,         contemporaneamente, nemico della violenza ed appassionato         rivoluzionario, e credeva di averla risolta con l'ipotesi che le         condizioni del Cile consentivano una evoluzione pacifica verso il         socialismo, all'interno della legalità borghese.<br />
L'esperienza gli insegnò troppo tardi che non si può cambiare un         sistema dal governo, ma dal potere.<br />
Questa tardiva constatazione forse fu la forza che lo spinse a resistere         fino alla morte, tra le macerie fumanti di una casa che non era nemmeno         sua, una residenza costruita da un architetto italiano destinata alla         zecca dello Stato, e terminò convertita in un rifugio per un Presidente         senza potere.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="justify"><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">Resistette         per sei ore, impugnando il mitra che gli aveva regalato <strong>Fidel         Castro</strong>, fu la prima arma che Salvador Allende usò in vita sua.<br />
Il giornalista <strong>Augusto Olivares</strong>         che rimase al suo fianco sino alla fine, ricevette numerose ferite e morì         dissanguato in un ambulatorio pubblico.<br />
Verso le quattro del pomeriggio, il generale di divisione <strong>Javier         Palacio</strong>, riuscì ad occupare il secondo piano, con il suo aiutante         capitano <strong>Gallardo</strong> e un gruppo di ufficiali. Lì, tra le poltrone finto Luigi         XV, il vasellame di dragoni cinesi e i quadri di <strong>Rugenda</strong> del salone rosso, Salvador Allende stava aspettandoli. Aveva         un casco da minatore, stava in maniche di camicia, senza cravatta e con         i vestiti macchiati di sangue. Impugnava il mitra.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="justify"><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">Allende         conosceva il generale Palacio. Pochi giorni prima aveva detto ad Augusto         Olivares che quello era un uomo pericoloso, perché manteneva stretti         contatti con l'ambasciata degli Stati Uniti. Come lo vide apparire dalla         scalinata, Allende gridò: "Traditore!" e gli riuscì di         ferirlo ad una mano.<br />
Allende morì a seguito dello scambio di raffiche con questa pattuglia.         Poi, tutti gli ufficiali, quasi seguendo un rito di casta, spararono sul         suo corpo. Alla fine, un ufficiale lo sfigurò con il calcio di un         fucile. Esiste una fotografia: la scattò il fotografo <strong>Juan Enrique Lira</strong>, del giornale El Mercurio, l'unico autorizzato a         fotografare il cadavere. Era tanto sfigurato che, alla signora <strong>Hortensia</strong>,         sua moglie, mostrarono il corpo solo quando stava nella bara. E non         permisero che scoprisse il volto.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="justify"><span style="font-family:Verdana;"><font size="2">Allende         aveva compiuto 64 anni in luglio, era un Leone tipico: tenace, deciso e         imprevedibile. Quel che pensa Allende lo sa solo Allende, mi disse una         volta un suo ministro. Amava la vita, amava i fiori e i cani, era di         modi galanti come si usava in altri tempi.<br />
La sua maggiore virtù fu quella di essere conseguente, però il destino         gli riservò la rara e tragica grandezza di morire difendendo con le         armi l'anacronistico diritto borghese; difendendo una Corte Suprema che         lo aveva ripudiato e che poi legittimò i suoi assassini; difese un         miserevole Parlamento che aveva contestato la sua legittimità e che poi         finì per arrendersi agli usurpatori; difendendo i partiti         dell'opposizione che avevano già venduto la loro anima al fascismo;         difendendo tutti gli ammennicoli di un sistema tarlato che si era         impegnato ad annichilire senza sparare una sola pallottola.                  </font></span>
</p>
<p align="justify">         <span style="font-family:Verdana;"><font size="2">Il         dramma accadde in Cile, per disgrazia dei cileni, però passerà alla         storia come qualcosa che irrimediabilmente coinvolse tutti gli uomini         del tempo, destinato a rimanere per sempre nelle nostre vite.</font></span></p>
<p align="right"><strong>Fonte: <a href="http://disinformazione.it/martedi11settembre1973.htm" title="La Vera Morte di un Presidente" target="_blank">www.disinformazione.it</a> </strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Piano Solo: lo scampato "Colpo di Stato" che sembra storia attuale...]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/09/02/il-piano-solo-lo-scampato-colpo-di-stato-che-sembra-storia-attuale/</link>
<pubDate>Sun, 02 Sep 2007 23:10:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/09/02/il-piano-solo-lo-scampato-colpo-di-stato-che-sembra-storia-attuale/</guid>
<description><![CDATA[Il Piano Solo fu un progetto militare di emergenza, volto ad assegnare all&#8217;Arma dei Carabinier]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il <strong>Piano Solo</strong> fu un progetto militare di emergenza, volto ad assegnare all'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arma_dei_Carabinieri" title="Arma dei Carabinieri">Arma dei Carabinieri</a> il potere in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia" title="Italia">Italia</a>, e fu sul punto di essere attuato nell'estate del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1964" title="1964">1964</a>. Definibile anche come un tentativo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colpo_di_stato" title="Colpo di stato">colpo di stato</a> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Golpe" title="Golpe">golpe</a>). <a title="Il_piano" name="Il_piano" id="Il_piano"></a></p>
<h2> <span class="mw-headline">Il piano</span><span style="font-size:x-small;font-weight:normal;float:none;" class="editsection"></span></h2>
<p align="justify">Era, questo piano, un progetto di "enucleazione" con il quale si proponeva di assicurare all'Arma dei Carabinieri (il cui Comandante Generale era al tempo il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generale_%28esercito%29" title="Generale (esercito)">generale</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_De_Lorenzo" title="Giovanni De Lorenzo">Giovanni De Lorenzo</a>) il controllo militare dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stato" title="Stato">stato</a> per mezzo dell’occupazione dei cosiddetti “centri nevralgici” e, soprattutto, del prelevamento e del conseguente rapido allontanamento dei personaggi ritenuti politicamente "più pericolosi": questi avrebbero dovuto essere raggruppati e raccolti nella sede del Centro Addestramenti Guastatori di <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Poglina&#38;action=edit" class="new" title="Poglina">Poglina</a>, vicina a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capo_Marrargiu" title="Capo Marrargiu">Capo Marrargiu</a>, in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sardegna" title="Sardegna">Sardegna</a> (<a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Base_militare&#38;action=edit" class="new" title="Base militare">base militare</a> segreta, il cui progetto originario già prevedeva anche questo possibile utilizzo, adattata a tempo di record dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/SIFAR" title="SIFAR">SIFAR</a> - di <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Segreto&#38;action=edit" class="new" title="Segreto">segreto</a> però, almeno localmente, v’era ben poco), dove sarebbero stati "custoditi" sino alla cessazione dell'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emergenza" title="Emergenza">emergenza</a>. Nel frattempo l'Arma avrebbe assunto il controllo delle istituzioni e dei servizi pubblici principali (compresi la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Televisione" title="Televisione">televisione</a>, le ferrovie ed i telefoni).</p>
<p align="justify">In pratica, all'ordine del Comandante Generale (che in teoria avrebbe potuto impartirlo anche <em>sua sponte</em>, cioè anche sprovvisto di istruzioni superiori), i carabinieri avrebbero catturato quei personaggi politici loro indicati e li avrebbero inviati in Sardegna via <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mare" title="Mare">mare</a> (una delle varianti del piano prevedeva l'uso di sommergibili, e la circostanza che gli unici adatti fossero posseduti dalla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/United_States_Navy" title="United States Navy">marina degli Stati Uniti</a> diede origine a congetture - si propese poi per ordinarie navi militari italiane, da chiedersi in prestito alla nostra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marina_Militare_Italiana" title="Marina Militare Italiana">Marina</a>) o su aerei coi finestrini oscurati, detenendoli in uno dei siti più impervi del territorio nazionale. La lista dei soggetti da prelevare sarebbe stata ricavata ed elaborata sulla base delle risultanze dei famosi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fascicoli_SIFAR" title="Fascicoli SIFAR">fascicoli del SIFAR</a>, pretesi da De Lorenzo qualche anno prima.</p>
<p><a title="Solo_o_non_solo.3F" name="Solo_o_non_solo.3F" id="Solo_o_non_solo.3F"></a></p>
<h2> <span class="mw-headline">Solo o non solo?</span><span style="font-size:x-small;font-weight:normal;float:none;" class="editsection"></span></h2>
<p align="justify">Va detto che simili piani, o quantomeno piani preventivamente messi a punto per fronteggiare evenienze delle più varie nature, e quindi anche contro i rivolgimenti politici o le insurrezioni, erano in realtà normalmente predisposti dai governi dei paesi occidentali in periodo di Guerra Fredda.</p>
<p align="justify">Tuttavia, il contesto storico in cui tentò il suo svolgimento il Piano Solo presenta delle peculiarità legate a vicende politiche strettamente italiane. Infatti dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1962" title="1962">1962</a> si era aperta in Italia la fase del tutto nuova del centrosinistra, con promesse di riforme strutturali che solo in parte furono mantenute, ma che comunque andarono a minacciare un assetto burocratico-militare che mutuava uomini e metodi dal periodo fascista.</p>
<p align="justify">Come detto, in Italia si avevano numerosi "piani emergenziali" (o "piani di contingenza"), per giunta solo qualche anno prima riordinati da una accurata circolare del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capi_della_Polizia_Italiana" title="Capi della Polizia Italiana">Capo della Polizia</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Angelo_Vicari&#38;action=edit" class="new" title="Angelo Vicari">Angelo Vicari</a>. Uno degli aspetti nei quali però il Piano Solo differiva da quelli "ordinari" era la riserva operativa esclusiva a favore dell'Arma, mentre gli altri tuttora sono piani squisitamente interforze, coordinati a livello di prefettura; sono interforze per la ragione di voler sfruttare insieme le diverse competenze specialistiche, ma lo sono certo anche per non consegnare i poteri di emergenza ad una sola istituzione.</p>
<p align="justify">Il Piano Solo, del resto, fu chiamato così proprio perché "solo" i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carabinieri" title="Carabinieri">carabinieri</a> lo avrebbero attuato, ma effettivamente il nome deriva dall'intestazione del documento redatto dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colonnello" title="Colonnello">colonnello</a> <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Luigi_Bittoni&#38;action=edit" class="new" title="Luigi Bittoni">Luigi Bittoni</a> per le aree vitali della giurisdizione sotto la seconda divisione. Il significato di quell'intestazione è comunque che era un piano a cui avrebbero partecipato solo i carabinieri.</p>
<p align="justify">Il piano, si è ricostruito <em>ex post</em> (ma non ancora con piena nitidezza), avrebbe avuto origine e integrazione insieme con altri progetti militari segreti volti a distribuire sul territorio forze in grado di operare per la reazione ad eventuali svolte sovversive od eversive, od a manovre di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Invasione" title="Invasione">invasione</a> (al tempo effettivamente da non potersi escludere - e peraltro rese meno improbabili dall'incontro fra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palmiro_Togliatti" title="Palmiro Togliatti">Palmiro Togliatti</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Josip_Broz_Tito" title="Josip Broz Tito">Tito</a>, all'inizio del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1964" title="1964">1964</a>, dal quale emerse una quasi sorprendente concordia), attraverso una rete clandestina già seminata da organizzazioni e strutture del tipo "<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stay-behind" title="Stay-behind">stay-behind</a></em> ", coordinate dalla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NATO" title="NATO">NATO</a> attraverso gli uomini della <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=SHAPE&#38;action=edit" class="new" title="SHAPE">SHAPE</a> infiltrati nei comandi <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=FTASE&#38;action=edit" class="new" title="FTASE">FTASE</a>.</p>
<p align="justify">Così, si sono avuti accostamenti della vicenda del Piano Solo con la tuttora oscura struttura di <em>stay-behind</em> detta "<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Gladio" title="Operazione Gladio">Operazione Gladio</a>", quantunque i due progetti potessero sì marciare nella medesima direzione, ma su vie operative e con forze necessariamente del tutto diverse.</p>
<p><a title="Parate_militari_e_parate_di_scherma" name="Parate_militari_e_parate_di_scherma" id="Parate_militari_e_parate_di_scherma"></a></p>
<h2> <span class="mw-headline">Parate militari e parate di scherma</span><span style="font-size:x-small;font-weight:normal;float:none;" class="editsection"></span></h2>
<p align="justify">Nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giugno" title="Giugno">giugno</a> 1964, dopo che la tradizionale parata militare del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2_giugno" title="2 giugno">2 giugno</a> era stata eseguita da un numero di militari straordinariamente più elevato del solito, in occasione delle successive celebrazioni per il 150° anniversario della fondazione dell'Arma, rimandata al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/14_giugno" title="14 giugno">14 giugno</a> rispetto al normale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/7_giugno" title="7 giugno">7 giugno</a> per impegni precedenti del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_repubblica" title="Presidente della repubblica">presidente della repubblica</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Segni" title="Segni">Segni</a>, De Lorenzo fece sfilare l'appena rodata <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Brigata_meccanizzata&#38;action=edit" class="new" title="Brigata meccanizzata">brigata meccanizzata</a>, con la sua impressionante dotazione di armi e mezzi pesanti; dopo la sfilata, però, adducendo motivazioni di ordine logistico, il Comando Generale comunicò che le truppe affluite nella Capitale per le celebrazioni vi si sarebbero trattenute sino alla fine del mese successivo.A Roma arrivarono anche i paracadutisti dei corpi speciali e alcuni gruppi di <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sottufficiali&#38;action=edit" class="new" title="Sottufficiali">sottufficiali</a> addestrati nei mesi precedenti nell'utilizzo di apparecchiature elettroniche di trasmissione, si trasferirono a Milano e Roma in gran segreto e massima riservatezza per essere preparati in caso di attuazione del Piano cosi da poter occupare subito le sedi della Rai-Tv.Il piano prevedeva comunque di occupare anche questure,sedi di partiti e sindacati.</p>
<p align="justify">Fiutando un possibile pericolo, anche grazie a qualche "strano" eccesso di zelo dei carabinieri delle rispettive scorte, alcuni importanti esponenti di partiti della sinistra e dei sindacati preferirono rendersi irreperibili per qualche giorno ed evitarono di rincasare e di seguire le proprie personali abitudini; cripticamente, a volte usando allusioni colte che non sarebbero - speravano - state comprese dai loro "angeli custodi", riuscirono a mettersi vicendevolmente sull'allerta e l'opposizione parlamentare e sindacale fu per qualche tempo introvabile. Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/25_giugno" title="25 giugno">25 giugno</a>, rimasto pretestuosamente senza maggioranza nella votazione sul capitolo 88 del bilancio della pubblica istruzione, il primo governo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Moro" title="Aldo Moro">Moro</a> fu costretto alle dimissioni avvenute il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/26_giugno" title="26 giugno">26 giugno</a>.</p>
<p align="justify">Il dibattito politico verteva principalmente sulla nuova fase politica di centrosinistra inaugurata nel 1962 dal governo Fanfani col sostegno esterno dei socialisti e poi proseguita con l'inclusione dei socialisti nei governi Moro. Se negli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America" title="Stati Uniti d'America">Stati Uniti</a> la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_degli_Stati_Uniti_d%27America" title="Presidente degli Stati Uniti d'America">presidenza</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Kennedy" title="John Kennedy">Kennedy</a> aveva in qualche modo mitigato la netta chiusura americana nei confronti di tali nuove esperienze di governo, le strutture militari, diplomatiche e di <em>intelligence</em> non avevano però retrocesso di un solo passo e trovarono il modo di ricordare a Kennedy l'importanza del suo elettorato interno ed ai servizi segreti italiani (ed a De Lorenzo che li aveva sottoscritti) i ferrei patti stabiliti solo pochi anni prima, come il "<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_Demagnetize" title="Piano Demagnetize">Piano Demagnetize</a>".</p>
<p align="justify">Tra la fine di giugno e i primi giorni del mese di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luglio" title="Luglio">luglio</a>, coi cittadini opportunamente distratti dai campionati europei di calcio, De Lorenzo pose in preallarme le strutture interessate, convocando i comandanti delle più importanti divisioni e predisponendo l'eventuale richiamo in servizio di militari già congedati detto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_SIGMA" title="Piano SIGMA">Piano SIGMA</a>, e fece distribuire le liste con i nomi di coloro che si sarebbero dovuti "prelevare" (o "enucleare", secondo il più pacato <em>burocratese</em> di servizio)giorno 28 giugno.In quest'ultima data si svolge in tutta urgenza anche la riunione straordinaria dei tre <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Comandi_di_Divisione&#38;action=edit" class="new" title="Comandi di Divisione">Comandi di Divisione</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milano" title="Milano">Milano</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma" title="Roma">Roma</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli" title="Napoli">Napoli</a>. Durante questa riunione sorgono perplessità da parte degli alti ufficiali sugli ordini impartiti loro (da ricordare che erano in pochi a conoscere il Piano) e alcuni capiscono cosa si vuole fare. Si parla anche di un espressione forte per le orecchie di un militare in cui si dice di occupare le prefetture e sequestrare armi in mano i prefetti che opponevano resistenza(espressione uscita durante un indagine della <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Commissione_d%27inchiesta_parlamentare&#38;action=edit" class="new" title="Commissione d'inchiesta parlamentare">commissione d'inchiesta parlamentare</a>, quella condotta dal generale <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Aldo_Beolchini&#38;action=edit" class="new" title="Aldo Beolchini">Aldo Beolchini</a> però sarebbe da verificare meglio l'attendibilità della frase). Nella riunione sempre del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/28_giugno" title="28 giugno">28 giugno</a> si parla anche del trasporto degli "enuclearizzati", organizzato in precedenza con i Capi di Stato Maggiore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ammiraglio" title="Ammiraglio">ammiraglio</a> Giuriati e <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Generale_Remondino&#38;action=edit" class="new" title="Generale Remondino">generale Remondino</a>, non si conosce bene la posizione di questi due personaggi nella vicenda ma probabilmente non erano a conoscienza del Piano e De Lorenzo ha parlato con loro solo di trasmissioni e telecomunicazioni e di poter trasportare sovversivi in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sardegna" title="Sardegna">Sardegna</a>.La riunione con i due capi di stato maggiore avvenuta in tempi precedenti era stata autorizzata ufficialmente dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capo_di_Stato_Maggiore" title="Capo di Stato Maggiore">della Difesa</a> generale Rossi.Contemporaneamente agli avvenimenti di inizio luglio-fine giugno, fatto inedito ed irripetuto per un comandante militare, fu convocato ufficialmente dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_Repubblica" title="Presidente della Repubblica">Presidente della Repubblica</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Segni" title="Antonio Segni">Antonio Segni</a> il [15 luglio]], nel corso delle consultazioni per la nomina del nuovo governo (passò quasi sotto silenzio, vista la preminenza della figura di De Lorenzo, la circostanza che insieme venne consultato anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Aldo_Rossi_%28generale%29&#38;action=edit" class="new" title="Aldo Rossi (generale)">Aldo Rossi</a> il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/14_luglio" title="14 luglio">14 luglio</a>). Per informazione del lettore nella vicenda anche se sono solo supposizioni come molte altre notizie già esposte che secondo molti sono dovute solo ad una psicosi golpista del periodo storico si parla anche di un coinvolgimento della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massoneria" title="Massoneria">massoneria</a> e quindi di alcuni generali ritenuti partecipi a tale attività massonica e probabilmente informati sui fatti come il generale Aloja e il generale Miceli o addirittura il procuratore generale di Roma Spagnuolo (teoria ipotizzata da una parte degli storici).</p>
<p align="justify">La contrapposizione politica che si stabilì, a livelli quasi di scontro, fra il Capo dello Stato ed il premier uscente riguardava appunto il centrosinistra: alle proposte di Moro (cui peraltro Segni doveva buona parte delle sue fortune politiche, compreso il Quirinale), che avrebbe aperto con anche maggior fiducia alla sinistra, col sostegno di una parte della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia_Cristiana" title="Democrazia Cristiana">DC</a> ed un tiepido avvicinamento del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Comunista_Italiano" title="Partito Comunista Italiano">PCI</a>, rispose Segni proponendo o forse minacciando un governo di tecnici sostenuto dai militari. Da ricordare oltre all'aiuto di Moro per la corsa al quirinale di Segni, fondamentale era stato anche l intervento di De Lorenzo con il suo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dossieraggio" title="Dossieraggio">dossieraggio</a>, infatti durante le elezioni del nuovo presidente in un duro testa a testa tra Segni e Leone, spuntarono fuori dei <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Dossier&#38;action=edit" class="new" title="Dossier">dossier</a> riguardanti le abitudini sessuali di donna Vittoria, moglie di Leone. Moro, insieme a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Nenni" title="Pietro Nenni">Nenni</a> (che parlò pressoché apertamente di "<em>rumor di sciabole</em>"), optò per un più tranquillo e morbido ritorno alla formula governativa precedente, che avrebbe evitato rischi alquanto inquietanti, ed il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Socialista_Italiano" title="Partito Socialista Italiano">PSI</a> rilasciò prudenti comunicati di rinuncia ad alcune richieste di riforme che prima aveva avanzato come prioritarie. La crisi rientrò, nessun carabiniere dovette muoversi perché capendo cosa poteva succedere con una riunione prima del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PSI" title="PSI">PSI</a> nei giorni tra il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/17_luglio" title="17 luglio">17</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/19_luglio" title="19 luglio">19 luglio</a> e poi con una riunione della Dc si arriva alla formazione del nuovo governo Moro il 22 luglio.</p>
<p align="justify">Pochissimo tempo dopo, nel successivo agosto, Segni fu colpito da un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ictus" title="Ictus">ictus</a> cerebrale mentre teneva un'accesissima discussione con Moro e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Saragat" title="Giuseppe Saragat">Saragat</a>, e la reggenza del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_Repubblica_italiana" title="Presidente della Repubblica italiana">Quirinale</a> fu assunta dal presidente del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Senato" title="Senato">Senato</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Merzagora" title="Cesare Merzagora">Cesare Merzagora</a>, che per combinazione era anche l'uomo cui il Piano Solo prevedeva di dover far riferimento per l'affidamento delle funzioni di governo e che si era poco tempo prima fatto notare per una singolare affermazione in cui dichiarava di attendersi che i partiti politici avrebbero avuto vita breve, invocando un governo di emergenza.Infatti De Lorenzo non definendosi un buon oratore preferiva che fosse un altro ad interpretare il ruolo di salvatore della patria. Qualche mese dopo, perdurando la condizione di impedimento, Segni si dimise definitivamente (o, come si disse quando girarono alcune voci poi risultate infondate su un supposto avvelenamento, fu dimesso); al suo posto sarebbe stato eletto Saragat. De Lorenzo avrebbe lasciato l'Arma nel dicembre del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1965" title="1965">1965</a> per diventare Capo di Stato Maggiore dell'Esercito al posto del generale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Aloja" title="Giuseppe Aloja">Giuseppe Aloja</a> e successivamente diventa anche uomo politico,<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deputato" title="Deputato">Deputato</a>(approfondimento nella voce <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_De_Lorenzo" title="Giovanni De Lorenzo">Giovanni De Lorenzo</a>) durante il quale nuovo ruolo il 9 ottobre 1968 tenta con la mozione n.484 di organizzare e decidere come si debbano svolgere i lavori di inchiesta parlamentare che lo riguardano.</p>
<p><a title="La_scoperta_del_piano" name="La_scoperta_del_piano" id="La_scoperta_del_piano"></a></p>
<h2> <span class="mw-headline">La scoperta del piano</span><span style="font-size:x-small;font-weight:normal;float:none;" class="editsection"></span></h2>
<p align="justify">Il piano era stato tenuto ovviamente segreto, sebbene sin da subito alcune voci avessero preso a circolare (sempre più insistentemente, provocando nel 1965 la metamorfosi del SIFAR, evolutosi nel pressoché identico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Servizio_Informazioni_Difesa" title="Servizio Informazioni Difesa">SID</a>, formalizzata l'anno successivo) e la sua scoperta pubblica si ebbe soltanto qualche anno dopo, grazie ad alcuni articoli de "<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Europeo" title="L'Europeo">L'Europeo</a>", poi ripresi ed amplificati da "<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Espresso" title="L'Espresso">L'Espresso</a>" nel 1967 grazie a contributi indirettamente ricevuti da soggetti legati al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/KGB" title="KGB">KGB</a>, che era al corrente del piano sin dai tempi dell’acquisto dei terreni di Capo Marrargiu. <span style="background:#ffeaea none repeat scroll 0 50%;font-style:italic;color:#444444;">Si dice che gli appunti del piano furono trovati in un baule nascosto e pieno di polvere in una stanza dei carabinieri e che il primo a vederlo fu <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andreotti" title="Andreotti">Andreotti</a> che ad una prima occhiata avrebbe detto che con un simile piano era già assai se riuscivano ad occupare una scuola media, sempre se di piano di "conquista" si fosse trattato.</span><sup><span style="color:red;">[<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cita_le_fonti" title="Cita le fonti"><em>citazione necessaria</em></a>]</span></sup> <span style="background:#ffeaea none repeat scroll 0 50%;font-style:italic;color:#444444;">Si dice anche che disse che era proprio il caso di metterci su il segreto di stato, non tanto per quel che rappresentava ma per non (scusate l'espressione) sput**nare completamente l'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arma_dei_Carabinieri" title="Arma dei Carabinieri">Arma dei Carabinieri</a>.Queste sono voci che circolarono nei palazzi del potere e tra il popolo italiano durante quel periodo e che furono riportate su alcuni giornali.</span><sup><span style="color:red;">[<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cita_le_fonti" title="Cita le fonti"><em>citazione necessaria</em></a>]</span></sup></p>
<p align="justify">Immediatamente De Lorenzo fu rimosso dal suo incarico allo Stato Maggiore dell'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esercito" title="Esercito">Esercito</a> e furono avviate procedure di inchiesta da parte di diversi enti; per i Carabinieri fu il vice-comandante generale, il generale <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giorgio_Manes&#38;action=edit" class="new" title="Giorgio Manes">Giorgio Manes</a>, già precedentemente in urto col De Lorenzo (ed anche con uno dei suoi successori, Ciglieri) ed uno fra i primi ad ammettere pubblicamente l'esistenza del piano, a dirigere un'investigazione che si risolse nel famoso "rapporto Manes". Manes, in realtà, era ben partecipe (come subordinato) del piano ed anzi taluni suoi appunti privati del tempo furono in seguito esaminati in sede giudiziaria per ricostruire le fasi dell'approntamento del piano.</p>
<p align="justify">Il governo oppose sempre il <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Segreto_di_stato_%28giurisprudenza%29&#38;action=edit" class="new" title="Segreto di stato (giurisprudenza)">segreto di stato</a> (con i notissimi "<em>omissis</em>" di Moro) alle reiterate richieste di informazioni da parte delle diverse commissioni di indagine, facendo mancare perciò il necessaro materiale d'esame, ed anche la lista degli "enucleandi" andò perduta (mentre dei fascicoli SIFAR si dispose la distruzione).</p>
<p align="justify">Fu istituita una commissione parlamentare d'inchiesta che produsse una relazione di maggioranza indicante che non si era raccolto "un solo elemento di prova, un solo indizio" che dimostrasse il tentativo di golpe. Dalle opposizioni si obiettò che gli elementi di prova sarebbero stati celati dagli "omissis" e che, invece, di tentativo di svolta autoritaria si fosse trattato. De Lorenzo querelò <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Scalfari" title="Eugenio Scalfari">Eugenio Scalfari</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lino_Jannuzzi" title="Lino Jannuzzi">Lino Jannuzzi</a>, estensori degli articoli de L'Espresso sul caso. I due giornalisti furono condannati malgrado la richiesta di assoluzione fatta dal pubblico ministero <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Vittorio_Occorsio&#38;action=edit" class="new" title="Vittorio Occorsio">Vittorio Occorsio</a>, che era riuscito a leggere gli incartamenti integrali prima che il governo li rendesse inutili con gli "omissis".</p>
<p><a title="Fonti" name="Fonti" id="Fonti"></a></p>
<h2> <span class="mw-headline">Fonti</span><span style="font-size:x-small;font-weight:normal;float:none;" class="editsection"></span></h2>
<ul>
<li>dai dossier della commissione di inchiesta parlamentare</li>
<li>dagli esami di Stato anno 2006/2007 <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Liceo_Scientifico_L.Costanzo&#38;action=edit" class="new" title="Liceo Scientifico L.Costanzo">Liceo Scientifico L.Costanzo</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Decollatura" title="Decollatura">Decollatura</a> presentazione tesina "Il Piano Solo" classe 5A</li>
</ul>
<p><a title="Collegamenti_esterni" name="Collegamenti_esterni" id="Collegamenti_esterni"></a></p>
<h2> <span class="mw-headline">Collegamenti esterni</span><span style="font-size:x-small;font-weight:normal;float:none;" class="editsection"></span></h2>
<ul>
<li><a href="http://www.misteriditalia.it/pianosolo/generale/" class="external autonumber" title="http://www.misteriditalia.it/pianosolo/generale/" rel="nofollow">[1]</a></li>
<li><a href="http://www-5.radioradicale.it/servlet/VideoPublisher?cmd=viewSchedaNew&#38;livello=s1.9.1&#38;record=49" class="external text" title="http://www-5.radioradicale.it/servlet/VideoPublisher?cmd=viewSchedaNew&#38;livello=s1.9.1&#38;record=49" rel="nofollow">Prima sessione del convegno organizzato da Alleanza Nazionale sul tema: "La guerra fredda e il caso de Lorenzo</a></li>
<li><a href="http://www-5.radioradicale.it/servlet/VideoPublisher?cmd=viewSchedaNew&#38;livello=s1.9.1&#38;record=48" class="external text" title="http://www-5.radioradicale.it/servlet/VideoPublisher?cmd=viewSchedaNew&#38;livello=s1.9.1&#38;record=48" rel="nofollow">Seconda sessione del convegno organizzato da Alleanza Nazionale sul tema: "La guerra fredda e il caso de Lorenzo"</a></li>
</ul>
<p><a title="Voci_correlate" name="Voci_correlate" id="Voci_correlate"></a></p>
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</ul>
<p align="right"><strong><em>Materiale tratto da : <a href="http://it.wikipedia.org" title="L'enciclopedia libera che libera la mente." target="_blank">Wikipedia</a></em></strong></p>
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<title><![CDATA[Il Patto di Shangavia]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/08/30/il-patto-di-shangavia/</link>
<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 01:06:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/08/30/il-patto-di-shangavia/</guid>
<description><![CDATA[Il         Patto di Shangavia
Di Carlo Bertani 24 agosto 2007
La         notizia che i russi hanno r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><font face="Verdana" size="4">Il         Patto di Shangavia</font><font face="Verdana" size="2"><br />
<span>Di Carlo Bertani 24 agosto 2007</span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">La         notizia che i russi hanno ripreso i voli dei grandi bombardieri         strategici è stata commentata da Washington con sufficienza : «Se         hanno voglia di spendere quattrini per far volare qualche ferrovecchio»         è stato il commento statunitense «padroni di farlo». Il commento         americano, sotto il profilo militare, è ineccepibile.<br />
Chiariamo che per gli aspetti militari la mossa russa non ha nessuna         rilevanza: qualche decrepito TU-95 <em>Bear</em> (ad elica!), oppure le poche decine di TU-160 <em>Blackjack</em>         che sono rimasti alla Russia dopo il crollo dell’URSS, non hanno         nessun rilievo strategico. I più moderni bombardieri strategici russi         sono forse paragonabili ai B1-B americani: certamente una         “generazione” addietro rispetto ai B2-<em>Spirit</em>, che sono aerei <em>stealth</em>.<br />
Rimangono poche centinaia di TU-22/26 <em>Backfire</em>,         che sono però grandi bombardieri destinati soprattutto all’attacco         contro le navi, ma non portano armi strategiche in senso stretto e,         soprattutto, non hanno l’autonomia per reggere i lunghissimi         pattugliamenti oceanici. Gli americani, dunque, hanno perfettamente         ragione nel definire un bluff la mossa russa.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Se         i russi bluffano, anche Washington non scherza: la colossale         “puparata” messa in piedi sul sistema di difesa anti-missile, vale         quanto far decollare qualche aereo ad elica sul Mar Artico.<br />
</font></span><font face="Verdana" size="2"><span>Il         progetto di difesa anti-missile – partorito ai tempi di Reagan –         ebbe l’acronimo di MAD (Missile Air Defense): qualcuno, all’epoca,         fece notare che “</span><span>mad</span><span>”,         in inglese, significa “pazzo”. Perché? Poiché quel progetto è una         completa follia.<br />
</span></font><span><font face="Verdana" size="2">Si         parla tanto di “ombrello protettivo” contro le armi nucleari, ma         nessuno sa ancora oggi come attuarlo.                  </font></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">La         teoria del progetto era questa, suddivisa in quattro fasi:                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-indent:-18pt;line-height:normal;"><font face="Verdana" size="2"><span>1)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;">             </span></span><span>Distruzione dei         missili, dallo spazio, mentre sono ancora in fase di preparazione al         lancio nei silos, a terra.                  </span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-indent:-18pt;line-height:normal;"><font face="Verdana" size="2"><span>2)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;">             </span></span><span>Intercettazione         con missili lanciati da satelliti o navette nella fase di salita.                  </span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-indent:-18pt;line-height:normal;"><font face="Verdana" size="2"><span>3)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;">             </span></span><span>Stessa storia,         quando i missili raggiungono l’apogeo della traiettoria (qui,         sarebbero dovute intervenire armi laser d’elevata potenza).                  </span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-indent:-18pt;line-height:normal;"><font face="Verdana" size="2"><span>4)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;">             </span></span><span>Distruzione dei         missili residui, durante la picchiata dei veicoli di rientro, mediante         missili intercettori lanciati da terra (le prime stesure del progetto         prevedevano anche “armi a tiro rapido” poi, forse per decenza, i         cannoni sparirono).                  </span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Le         simulazioni del tempo, prevedevano che circa l’85% dei missili fossero         distrutti: l’assurdità è tutta contenuta in quel 15% che, in ogni         modo, colpisce l’obiettivo.<br />
C’è però una seconda incongruenza: le armi da utilizzare nello         spazio – che dovrebbero “coprire” tre dei quattro punti – sono         di là da venire. Laser di grande potenza…missili iperveloci…brusche         correzioni di traiettoria mediante piccole cariche pirotecniche         comandate dal computer di bordo…tante chiacchiere e basta.<br />
Furono effettuati tre lanci di prova di un missile intercettore da         Kwajalein (Oceano Pacifico), per colpire dei bersagli (<em>Minuteman</em>)         lanciati dalla California. I primi due furono un fiasco completo, mentre         il terzo – effettuato nel 2002, nell’occasione del primo incontro         fra Bush e Putin, a Lubiana – fu coronato da successo.<br />
Un successo effimero, perché la verità venne a galla poche settimane         dopo: sul <em>Minuteman</em>, gli         americani avevano installato una specie di radiofaro per guidare il         missile intercettore. Un pietoso inganno: nella realtà –         all’opposto – il missile attaccante diffonderebbe come contromisura         elettronica decine di falsi echi, altro che guidare l’avversario         urlando ai quattro venti “Sono qui, ehi, dove stai andando? Da questa         parte…”                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">La         casistica delle intercettazioni non depone certo a favore dei tentativi         USA: i paleolitici <em>SCUD</em> di         Saddam Hussein non furono mai intercettati dai <em>Patriot</em> americani. Il dispiegamento delle batterie, anche oggi,         avviene soltanto come misura psicologica nei confronti delle         popolazioni.<br />
Una seconda misura, fu quella di nascondere le perdite: un solo civile,         affermarono all’epoca gli israeliani, morto per infarto. 155 morti,         ammisero qualche anno dopo.<br />
Il sogno d’intercettare un oggetto che cade dalla stratosfera ad          8.000 Km         orari, che ha una sezione radar di pochi decimetri quadrati, con un         altro oggetto che sale a          2.000 Km         orari e che deve centrarlo o passargli vicinissimo, s’infrange         miseramente per l’impossibilità di definire con precisione le         traiettorie (stiamo parlando di pochissimi metri e di frazioni di         secondo!). E, riflettiamo, lo <em>SCUD</em>         è un’arma degli anni ’50.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">In         questi frangenti, si capovolge la nota teoria che, in guerra, vede         avvantaggiato chi si difende: basta un minimo incremento, nelle velocità         e nell’imprevedibilità delle traiettorie di un missile attaccante,         per mandare in fumo anni di ricerche e realizzazioni in chiave         anti-missile. Difatti, il nuovo missile russo <em>Topol-M</em> sarebbe già oggi difficilmente intercettabile, anche se il         tanto strombazzato sistema americano fosse affidabile.<br />
Si aggiunga che lo stesso fenomeno avviene per le tecnologie <em>stealth</em>:         ciò che è “invisibile” al radar, dipende dal tipo di radar e da ciò         che si cerca. Difatti, i radar russi S-300 ed S-400, “beccano” sia i         B-2 che gli F-117: una volta stabilita la forma dell’oggetto da         cercare, tutto il lavoro di anni dei progettisti aeronautici viene         vanificato cambiando semplicemente l’hardware ed il software dei         sistemi. Altra cosa sembrerebbe essere la protezione fornita da sistemi         al plasma, sviluppata per i loro aerei dai russi: la notizia è         ovviamente stata pubblicata solo per gli aspetti generali, mentre la         parte più squisitamente tecnologica è, ovviamente, “classificata”.         In ogni modo, non potendo verificare se il sistema esiste per davvero,         non lo possiamo considerare per le nostre analisi.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Altro         fatto da non sottovalutare è che gli armamenti convenzionali in uso,         oggi, sono quelli ereditati dalla guerra fredda: poche novità, perché         – cessato il rischio di un puramente teorico scontro titanico nelle         pianure europee – non c’era bisogno di spendere soldi in ferraglia         militare. Difatti, tutti “tirano avanti” con quel che hanno.<br />
F-16 ed F-15 da una parte, Mig-29 e Su-27 dall’altra…insomma, la         solita roba, alla quale ogni tanto di dà una “riverniciata”. Tutti         i programmi per nuovi velivoli, da una parte e dall’altra, viaggiano         con la velocità di una lumaca. Riflettiamo che, a 18 anni dal crollo         del Patto di Varsavia, non è entrato in servizio un solo velivolo         veramente innovativo: F-22 Raptor (sembra che sia appena iniziata la         consegna ai reparti) e JSF americani, Mig-35 e Sukoi vari sono ancora         dei prototipi.<br />
Se il quadro militare è un completo <em>non         sense</em>, perché azzuffarsi tanto?                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Gli         eventi acquistano senso soltanto se vengono privati proprio della loro         componente squisitamente militare, per osservarli invece alla luce delle         strategie di lungo respiro. Qui, dobbiamo fare un passo indietro.<br />
La disgregazione dell’URSS, coincise praticamente con i due mandati di         Clinton, all’incirca dal 1992 al 2000.<br />
Prima, però, c’era stato il vigoroso impulso alle spese militari dato         da Reagan e proseguito da Bush I il Vecchio. Gli USA giunsero ad         investire il 7% del PIL in ferraglia militare, il che condusse l’URSS         ad un parallelo incremento, che fu stimato nel 16,5% del PIL russo. Sono         cifre abbastanza indicative, ma non da valutare al centesimo: da un         lato, la possibilità di celare nelle “pieghe” dei bilanci         stanziamenti occulti, dall’altra la difficoltà di misurare, con il         metro occidentale, l’economia sovietica.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">In         ogni modo, Mikhail Gorbaciov ammise sostanzialmente il problema di         competere negli armamenti con gli USA, quando dichiarò a Demetrio         Volcic – allora inviato a Mosca della RAI – che “non era possibile         reggere quel ritmo, perché l’economia americana valeva due volte e         mezza quella sovietica”.<br />
</font></span><font face="Verdana" size="2"><span>E’         quindi dalle parti di William Clinton che dobbiamo cercare se vogliamo         capire la ragione del sostanziale immobilismo USA per quasi un decennio.         Uno dei cavalli di battaglia di New American Century – </span><em><span>think-tank</span></em><span>         </span><span>dei neocon americani –         fu proprio l’accusa nei confronti di Clinton d’essere imbelle nei         confronti dei russi, oramai in ginocchio.<br />
</span></font><span><font face="Verdana" size="2">Bill         Clinton non affondò la lama nei confronti della Russia – durante il         mandato di Eltsin sarebbe stato in grado di farlo – per numerose         ragioni, non ultima il grave pericolo della svendita a prezzi da hard         discount dell’arsenale nucleare sovietico.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Non         sottovalutiamo però altri aspetti: la teoria, definita         “multipolare” di Clinton, valutava già allora che l’euro sarebbe         stato un pericoloso competitore, e quindi non era il caso di farsi         troppi nemici in giro per il mondo.<br />
La resistenza di Clinton su questo punto fu ferrea: mentre i         conservatori americani gli montavano contro il caso Lewinsky, e non         perdevano occasione per attaccarlo al Congresso affermando che il         Presidente stava vanificando un’occasione storica, non mosse la barra         della sua politica di un solo grado.<br />
Vennero gli attentati in Kenya e Tanzania, ma Clinton rispose con il         simbolico lancio di qualche missile sulla supposta residenza afgana di         Bin Laden. Giunse, soprattutto, la guerra del Kosovo.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">L’importanza         strategica di quel conflitto è stata troppo sottovalutata, cancellata         dalla successiva “guerra al terrorismo” di Bush: eppure, a ben         vedere, i frutti del dopo nacquero dai semi lasciati in Kosovo.<br />
Anche in Kosovo – se valutassimo il solo aspetto militare – gli         eventi non avrebbero molto senso: perché fermarsi – quando il         “fronte interno” serbo stava disgregandosi – e lasciare una guerra         a metà, che ha finito per generare una situazione incancrenita e, a         lungo termine, insostenibile?<br />
Non stiamo parlando del destino dei serbi e degli albanesi – né a         Clinton e né a Bush la cosa interessava ed interessa più di tanto –         ma stupisce notare che Clinton arrestò una guerra praticamente vinta,         mentre Bush ne continua altre (Iraq ed Afghanistan) praticamente perse.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">I         piani per un ingresso in forze in Serbia dall’Ungheria e         dall’Albania erano pronti e – pur ammettendo una coriacea resistenza         serba – in poche settimane gli americani sarebbero entrati in         Belgrado. Le fasi finali di quel conflitto furono torbide, con il gen.         Clark – che stava per attaccare i paracadutisti russi giunti a         Pristina dalla Bosnia – tanto che fu fermato, da un suo sottoposto         britannico, pare con una telefonata a Blair.<br />
I russi erano pronti ad inviare altre truppe con un ponte aereo per         ottemperare agli accordi armistiziali, ma furono avvertiti, sempre in         extremis, che il corridoio aereo per i loro velivoli non era stato         completamente garantito. Immaginiamo cosa sarebbe successo se un Antonov         fosse stato abbattuto nei cieli rumeni o bulgari.<br />
Ci sono molti punti interrogativi che rimarranno tali, e conviene         arrestarsi ai soli aspetti strategici, perché quella guerra causò –         anche se gli USA non ebbero un assetto completamente unipolare come dopo         il 2000 – le prime incrinature del “dopo guerra fredda”.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">La         prima, evidente, fu il bombardamento dell’ambasciata cinese a         Belgrado, camuffata con la pietosa scusa del solito “errore”. Non         sappiamo con certezza se la ritorsione avvenne perché i cinesi         attuavano ponti radio per conto dei serbi, e sarebbe curioso conoscere         anche chi “accecò” il radar di Tuzla, nell’occasione del         bombardamento serbo del 14 aprile 1999 (peraltro, successivo al         bombardamento dell’ambasciata cinese). A meno di credere che il radar         di Tuzla fosse in completa avaria: in piena guerra?<br />
</font></span><span><font face="Verdana" size="2">Gli         altri “scontenti” furono i francesi, che mal digerirono i piani di         volo preparati dagli americani e consegnati come brogliacci di volo alle         loro unità, senza consultare i comandi. Lo digerirono tanto male che un         loro ufficiale, a Bruxelles, li “passava” direttamente ai serbi.         Furono poi smaccati dalla consegna delle miniere di Trepca a società         britanniche: su quelle miniere, ci aveva già messo gli occhi Napoleone         III.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Il         disastro peggiore, però, fu la sconfessione del piano di pace di         Chernomyrdin – uomo di Eltsin e considerato il probabile Delfino –         che, per il fallimento della sua missione, in quella guerra perse ogni         possibilità di sedersi al Cremlino.<br />
In pochi mesi, invece, venne “ripescato” un oscuro colonnello del         KGB – Vladimir Putin – che dopo un anno veniva consacrato come zar         di tutte le Russie.<br />
</font></span><span><font face="Verdana" size="2">Ora,         fermandoci un attimo a riflettere su queste vicende, verrebbe da         chiedersi se Clinton “preferì” il morbido approccio unipolare         all’arroganza di Bush. Soluzione semplice, troppo semplice.<br />
Pur ammettendo delle differenze fra le due amministrazioni USA, esse         differiscono non tanto per gli obiettivi, quanto per i metodi: anche a         Clinton – siamone certi – non sarebbe spiaciuto mettere in ginocchio         russi, cinesi e – perché no – anche gli europei più         “riottosi”.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">A         differenza di Bush, però, fece solo qualche sondaggio in quella         direzione, e gli esiti sopra indicati lo convinsero che la strada era         troppo pericolosa, anche per la sola potenza planetaria rimasta.<br />
</font></span><span><font face="Verdana" size="2">Qui,         dovremmo chiederci: ma, gli USA, erano veramente una potenza planetaria?<br />
Quando si assume quel termine per indicare il completo dominio di una         potenza, s’intende che essa domina tutto il pianeta, che nessuno può         prendere iniziative di un certo peso politico senza l’assenso della         potenza dominante.<br />
E’ il caso degli USA? Non mi sembra.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">L’Impero         Romano dominava tutto il mondo antico conosciuto (dell’impero cinese,         non si sapeva praticamente nulla) e, fin quando il potere di Roma resse,         nessuno ebbe l’ardire di metterlo in dubbio. A meno di pagarlo a caro         prezzo.<br />
L’Impero Britannico, partendo da meno dell’1% delle terre emerse (                  la Gran         Bretagna         ), giunse a dominare il 23% del pianeta: dal 1815 (congresso di Vienna)         al 1914 (un secolo!) non avvennero che conflitti regionali. Anche le         guerre d’indipendenza italiane, a ben vedere, furono orchestrate         abilmente da Londra, che vedeva di buon occhio la nascita di una nuova         media potenza mediterranea, per “tener occupati” i francesi.         Addirittura le avventure napoleoniche – seppur importanti per la         formazione dei futuri assetti europei – non colpirono molto gli         interessi britannici.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">L’analisi         dei <em>neocon</em> statunitensi –         quel loro affermare l’avvento “del nuovo secolo americano” –         erano prive di fondamento: per mezzo secolo s’erano confrontati con         Mosca, ma appena Mosca era caduta era nata Pechino.<br />
Nel volgere di quel mezzo secolo, gli USA erano passati a controllare         dal 50% al 20% del commercio mondiale: il Giappone, risorto dalle ceneri         di Hiroshima, metteva ogni giorno in dubbio il primato tecnologico di         Washington.          La Cina         iniziava a produrre beni di consumo di medio/alta tecnologia, l’India         si proponeva come “fucina” di cervelli, l’Europa minava il dominio         del dollaro con la nascita della nuova moneta.<br />
Non mi sembrano, questi, gli attributi di un pianeta dominato da una         sola potenza.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Gli         eventi successivi posero in primo piano gli aspetti petroliferi: senza         una consistente e costante richiesta di dollari, la divisa americana         correva il rischio di perdere rapidamente terreno nei confronti         dell’euro.<br />
Ma, l’aumento iperbolico del greggio – da          11 a         40 dollari in pochissimi anni, salutato con gioia dalla FED – fornì         alla Russia le risorse per uscire dalla deprimente fase post-sovietica:         già nel 2003, Putin poteva permettersi d’aumentare del 50% gli         stanziamenti per la ricerca militare.<br />
Cina ed India divennero rapidamente terreno di scontro per gli         investimenti fra le maggiori potenze: curioso notare come Bush – in un         quadro nel quale la potenza economica USA perdeva terreno – preferì         giocare tutto sull’opzione militare. Metaforicamente, Bush –         avanzando verso Baghdad – compì la conquista di Belgrado che Clinton         ritenne troppo pericolosa per i futuri assetti del pianeta (ovviamente,         in termini di vantaggio strategico per gli USA).                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Oggi,         è troppo tardi per tornare indietro; Bush ed i suoi consiglieri non         sono così stupidi da non rendersene conto: semplicemente, non hanno         altre scelte.<br />
La nuova “guerra fredda” che sta prendendo forma è quindi         sintomatica di una situazione d’impasse internazionale: Russia e Cina         giocano la carta dell’alleanza militare, i primi consci che per almeno         40 anni saranno i “padroni” del gas che alimenta l’Europa, i         secondi perché possono tranquillamente ignorare le velleità USA. La         difesa di Taiwan – fiore all’occhiello della strategia USA –         potremmo, per usare un eufemismo, affermare che è molto         “appannata”: e i miliardi di dollari del debito americano in mani         cinesi?                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Sull’altro         fronte, Mosca e Pechino sanno bene che non sarà facile né breve far         “sloggiare” gli americani dall’Afghanistan – sognato “ponte”         occidentale nei confronti dell’Asia Centrale – né dal Golfo         Persico.<br />
I segni di debolezza, in Iraq, diventano ogni giorno più evidenti: dopo         aver appoggiato per anni la fazione sciita, poche settimane or sono i         jet americani hanno bombardato Sadr City, roccaforte degli sciiti         iracheni. Dall’altra, sognare un riavvicinamento con la fazione         sunnita – dopo il tanto sangue scorso ed una poco “provvidenziale”         impiccagione di Saddam Hussein – sembra più un incubo che una         speranza.<br />
La strategia americana pare quindi più dettata da una dilagante         schizofrenia che da un lucido piano strategico: proprio per la sua         sostanziale mancanza di realismo, corre il rischio di diluirsi nel tempo         come in Vietnam. Una sorta di sconfitta annacquata negli anni, un         tentativo di conservare almeno qualche spicciolo nelle tasche         irrimediabilmente bucate e pagata con il sangue di tanti giovani         statunitensi (oltre, ovviamente, dagli iracheni): non a caso, spunta la         proposta da “ultima spiaggia”, ufficializzata dagli alti gradi del         Pentagono, di ricorrere nuovamente alla leva obbligatoria.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Personalmente,         ci credo poco: significherebbe, come per il Vietnam, “riportarsi il         morto in casa”, con tensioni sociali che oggi sono poco avvertite         proprio perché l’esercito è formato da mercenari mentre, se i         giovani americani fossero nuovamente forzati nel polverone         iracheno…beh…<br />
</font></span><span><font face="Verdana" size="2">Anche         dall’altra parte, però, più che qualche tintinnar di baionette non         si può far udire: i cinesi hanno inviato il loro primo uomo nello         spazio, ma queste cose – russi e americani – le facevano quasi mezzo         secolo fa.<br />
L’affossamento – con la caduta dell’URSS – dei piani dello         shuttle russo, ha condotto alla dolorosa rinuncia alla stazione spaziale         che avrebbe dovuto rimpiazzare          la MIR         , ed il vantaggio lasciato nello spazio agli USA sarà lungo da colmare.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">In         una simile situazione, che c’è di meglio di un po’ di guerra         fredda?<br />
</font></span><span><font face="Verdana" size="2">Da         una parte si corteggiano Polonia ed Ucraina, mentre dall’altra si         moltiplicano le violazioni dello spazio aereo georgiano da parte russa.         La marina cinese si potenzia acquistando incrociatori e         cacciatorpediniere russi, e dall’altra il Giappone esce dallo         “slum” militare dov’era stato cacciato dopo          la Seconda Guerra         Mondiale.<br />
Grandi manovre congiunte nelle pianure russe, ma a correre nella polvere         sono vecchi blindati con fiammanti, nuove bandiere: tanta voglia di         riconquistare la potenza perduta, ma la consapevolezza che, per molti         anni, più che un po’ di polverone non si potrà fare.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Se         a Mosca ci s’accontenta, a Washington non si ride: la potenza “blue         water” americana è indiscutibile, ma appena scendono a terra sono         guai e, se vuoi basare la tua economia sul binomio dollaro/petrolio, a         presidiare i pozzi qualcuno ci deve andare.<br />
Riflettiamo che, da anni, gli USA non riescono ad aver ragione di         qualche decina di migliaia di guerriglieri: perché?<br />
Poiché i grandi apparati, oggi, in guerra sono drammaticamente         vulnerabili.<br />
</font></span><span><font face="Verdana" size="2">La         sconfitta di Israele in Libano (la perdita di 1/7 delle forze         corazzate!) significa che, di questi tempi, il cannone è più forte         della corazza. Il “cannone”, si chiama lanciarazzi RPG e sta         mostrando tutta la sua letalità nei confronti di mezzi corazzati         superprotetti e super-tecnologici. E questa, ricordiamo, non è una         novità: nel 1986, sul confine libico, le misere forze del Ciad (armate,         appunto, con lanciarazzi e lanciamissili anticarro dai francesi) ebbero         la meglio sulle divisioni corazzate di Gheddafi, che subirono una         bruciante sconfitta a Quaddi-Doum. A voler osservare come andavano le         cose vent’anni fa, l’oggi è più comprensibile.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Oggi,         bastano pochi lanciarazzi RPG a puntamento laser e vecchie mine         anticarro per mandare in tilt l’elefantiaco apparato di controllo         americano; già lo scriveva Ernesto Guevara Linch: una forza         guerrigliera – determinata ed armata, che riceve rifornimenti di armi         e gode dell’appoggio della popolazione – non può essere domata da         potenti eserciti.<br />
Sappiamo che gli iracheni non sono certo grandi ammiratori degli yankee,         ma possiamo facilmente comprendere da dove giungono le armi. Tutta la         tecnologia bellica in mano ai guerriglieri iracheni ed afgani ha un solo         marchio: prodotta forse in Iran, in India, in Cina in qualche caso in         Russia o nelle repubbliche dell’Asia Centrale. La “madre” di tutta         quella tecnologia, però, è          la Russia         : non a caso, gli israeliani si lamentarono con Mosca proprio dei nuovi         lanciarazzi RPG con carica doppia, che vanificavano le corazze reattive         israeliane. Non accusarono, in quel caso, Siria ed Iran: se la presero         con Mosca e basta.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">In         definitiva, la politica neocoloniale di Bush cozza proprio contro un         altro assioma degli irriducibili liberisti: vogliamo un’economia senza         pastoie né limiti, in grado di spostare capitali e risorse laddove         s’ottengano maggiori utili.<br />
Va da sé che lo stato nazionale, in quest’ottica, perde importanza e         addirittura senso: Bush si comporta come colui che mette in salvo         qualche tanica di carburante, mentre non s’accorge che il tetto ed i         muri della casa si stanno rapidamente disgregando.<br />
Gli USA hanno investito nella guerra enormi ricchezze, giungendo a         ricavare assai poco: la produzione petrolifera irachena – a causa         della perdurante instabilità, degli attentati e del pessimo stato         dell’apparato petrolifero dovuto ad anni d’embargo – non è         risalita oltre la produzione prebellica (del 1991). Fu proprio il primo         governatore dell’Iraq – Paul Bremer – ad osservare “che ci         stiamo rimettendo”: niente paura, chi s’accorge dell’inganno viene         sostituito.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">In         un quadro di fallimento totale della politica di potenza – per non         aver capito che i destini dell’umanità si basano, oggi, più sugli         aspetti economici che sulle “cannoniere” – la miglior scelta è il         “congelamento”. Quasi un sinonimo di “guerra fredda”.<br />
</font></span><span><font face="Verdana" size="2">Nuove         alleanze? L’India che si smarca dal legame con Mosca? Può essere: però         – per approdare alla “Triplice” insieme ad USA e Giappone –         Delhi deve potersi permettere d’acquistare (non in conto finanziamenti         a fondo perduto!) armamenti americani al posto di quelli russi (con ben         altri costi).<br />
E ritorniamo da capo: una potenza “planetaria” sarebbe in grado di         fornire a Delhi quel che le serve senza chiedere troppo. Della serie:         butta via i Mig-29 ed i Su-27 e non ti consegniamo – con finanziamenti         alle calende greche – F-16, F-15 e, se sarai bravo, anche qualche         F-22.                  </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Può         ardire a tanto una nazione super indebitata, che ha ridotto al minimo         sindacale quasi tutte le retribuzioni, che gioca oramai su un piatto di         poker per salvarsi (la vicenda dei mutui…) e che dovrà affrontare,         prima o dopo, un altro Vietnam ritirandosi dall’Iraq?<br />
La situazione americana di questi anni – che il nuovo inquilino della         Casa Bianca dovrà risolvere – assomiglia molto alla condizione della         Gran Bretagna dopo                   la Prima         Guerra         Mondiale: montagne di debiti, con gli USA e con i banchieri. Non bastò         nemmeno l’oro tedesco, e fu soltanto a metà degli anni ’30 che         Londra uscì dalle “peste”, per poi ripiombarci pochi anni dopo.<br />
Le velleità di potenza – a Washington – ci sarebbero, ma manca         l’ingrediente essenziale per sorreggerla: i soldi.<br />
Come si può notare, dopo tanti strombazzamenti, non c’è stato nessun         attacco all’Iran – come avevo più volte previsto – e così non ci         sarà, nel breve e nel medio termine, nessuna Terza Guerra Mondiale.                  </font></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span><font face="Verdana" size="2">Un         lungo periodo d’assestamento; una nuova “guerra fredda”, appunto:         quello che serve quando quella “calda” non te la puoi permettere.                  </font></span></p>
<p><span><font face="Verdana" size="2">Carlo         Bertani <a href="mailto:articoli@carlobertani.it">articoli@carlobertani.it</a>         <a href="http://www.carlobertani.it/">www.carlobertani.it</a></font></span></p>
<p align="right">           <em><strong>Fonte:</strong></em> <a href="http://www.disinformazione.it/">      <font color="#268f14" face="Verdana" size="2">www.disinformazione.it</font></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Crollo delle borse: strategia dei Manovratori Occulti?]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/08/23/crollo-delle-borse-strategia-dei-manovratori-occulti/</link>
<pubDate>Thu, 23 Aug 2007 09:59:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/08/23/crollo-delle-borse-strategia-dei-manovratori-occulti/</guid>
<description><![CDATA[Crollo delle borse: strategia dei Manovratori Occulti?
Marcello Pamio - 18 agosto 2007              ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="center"><font face="Verdana" size="4">Crollo delle borse: strategia dei Manovratori Occulti?<br />
</font><font face="Verdana" size="2">Marcello Pamio - 18 agosto 2007                  </font></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Mesi         fa, tutte le previsioni meteo, concordavano sul fatto che quest’estate         sarebbe stata ricordata come la più calda degli ultimi anni:         perturbazioni africane avrebbero infatti interessato l’Europa         provocando una calura da record.<br />
Nessuno però aveva specificato che questo caldo non sarebbe venuto         nelle città, ma nelle principali borse mondiali, condizionate a dovere,         in tutti i sensi e non solo nel refrigerio.<br />
Pochi         avevano detto - tranne qualche sparuto oracolo, tra cui noi - che la         bolla non sarebbe stata di calore dal continente africano, ma         immobiliare dal continente americano!<br />
Quello che nel nostro piccolo avevamo previsto ha iniziato ad accadere,         e si tratta ahinoi, solo della punta infinitesimale dell’iceberg, la         cui parte rimane tuttora sommersa.                  </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff"><strong>Ma         andiamo per ordine.</strong></font><br />
Per comprendere il quadro generale, non serve avere una laurea in         Economica alla Bocconi, ma basta semplicemente usare il proprio cervello         (e non quello altrui) e soprattutto avere tutte le informazioni         (ovviamente non quelle dei giornali e della televisione)!                  </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><font color="#0000ff">Ecco         in estrema sintesi quello che i banchieri hanno provocato.</font></strong><br />
Per molti anni le banche centrali (Fed, Bce e compagnia brutta) hanno         tenuto artificialmente bassi i tassi di sconto, cioè il costo del         denaro. Questo artificio economico, è stato ed è possibile, perché         gli Stati e i Governi hanno totalmente perduto la sovranità monetaria e         quindi di emissione monetaria, mettendola nelle mani dei banchieri         privati.<br />
Tassi estremamente bassi hanno da una parte indotto milioni di persone         nel mondo occidentale - e in particolar modo negli States – ad         indebitarsi nei confronti delle banche per acquistare casa e         dall’altro permesso a centinaia di migliaia di aziende di investire         nella propria attività.<br />
Di punto in bianco - nel giro di pochissimi mesi - i banchieri centrali         (i veri padroni del mondo) hanno iniziato lentamente ma inesorabilmente         ad alzare i tassi di sconto, sostenendo le loro decisioni unilaterali da         motivazioni macroeconomiche contingenti (in definitiva ridicole e         assurde).                  </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><font color="#0000ff">Tutti         hanno assistito impotenti (molti ignorando il problema)</font></strong>, ai rialzi         alternati dei tassi di sconto della Fed e della Bce, in un gioco al         rialzo pericoloso e assai criminale. Sicuramente pochi stavano         comprendendo dove i banchieri volevano arrivare.<br />
La comprensione per tutti si è avuta quando la rata del mutuo è         diventata così alta da non riuscire più a sostenerla. Ecco in estrema         sintesi la crisi dei mutui (subprime) facilitati negli Stati Uniti.                  </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><font color="#0000ff">E         in Europa cosa sta accadendo?</font></strong><br />
Nonostante le belle parole degli economisti da salotto o dei giornalisti         brizzolati e prezzolati, qui da noi le cose sono anche peggio! Anzi,         visto che il goldman's Romano Prodi dichiara tranquillamente che "<em>l'Italia         non è a rischio, il peggio sembra passato</em>", oserei dire che la         situazione è veramente allarmante!<br />
I tassi di sconto hanno avuto lo stesso andamento: bassissimi fino a         poco tempo fa hanno poi subito una inversione di tendenza per salire         come non mai.<br />
Quante persone anche qui in Italia hanno acceso un mutuo a tasso         variabile e stanno vedendo, mese dopo mese, la rata salire? Quante         persone non riuscendo più a pagare la rata a causa di altre rate         (macchina, casalinghi, viaggi, ecc.) hanno dovuto (lo fa la banca per         loro) mettere la casa alle aste fallimentari?                   </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff"><strong>Ma         qual è la vera strategia che sta dietro?</strong></font><br />
Lo spiega magistralmente nel suo ultimo articolo l’avvocato Marco         Della Luna, esperto conoscitore delle problematiche del Signoraggio         monetario e dei crimini bancari.<br />
La crisi di liquidità (provocata dai mutui a basso tasso che drenano         liquidità dal mercato) creata ad hoc dai banchieri centrali avrà come         conseguenza:                  </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">-         drenare liquidità dal mercato </span><span style="font-size:10pt;font-family:Wingdings;">à</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">         <strong>         con tassi alti serve infatti più denaro per pagare le rate;<br />
- meno liquidità significa anche meno liquidità per gli investimenti         delle imprese;<br />
- meno soldi alle aziende comporta sempre più insolvenze;<br />
- più insolvenze significa abbassamento del rating </strong> (il voto che         viene dato da alcune società specializzate e soprattutto controllate: <strong>Standard         &#38; Poor's</strong>, <strong>Moody's</strong>, <strong>Fitch Ratings</strong>) <strong> e quindi ulteriori insolvenze a catena;<br />
- insolvenze aziendali provocano licenziamenti;<br />
- licenziamenti implicano meno soldi in circolazione per pagare le rate;<br />
…e via di questo passo.         </strong>                  </span>
</p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">In         pratica i banchieri centrali si vogliono impossessare a basso costo dei         collaterali e delle stesse aziende indebitate o addirittura fallite;         dall’altra costringere le aziende che lottano per la sopravvivenza, ad         indebitarsi ulteriormente e con tassi sempre più alti.                  </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff"><strong>Le         banche creando <em>de facto </em><span>questa<em>         </em></span>crisi di liquidità costringono:<br />
</strong></font><br />
</span><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">-         </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">le         persone normali - la fascia bassa - ad essere sempre più schiave del         Sistema;<br />
<span>- </span>le         aziende ad indebitarsi sempre più e con tassi sempre più alti;<br />
<span>- </span>a         cancellare la fascia media, quella che ha un minimo di soldi a         disposizione;                  </span></strong></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff"><strong>Coloro         che soccombono persone e/o aziende vengono fagocitati in toto dal         Sistema.</strong></font><br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La Grande Depressione</span>         <span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> per esempio,         iniziata nel lontano martedì nero di ottobre del ’29, non è solo un         triste ricordo, non è solo storia, ma la strategia che il Sistema mette         in atto ogni qualvolta deve sterzare gli andamenti del mondo. Le banche         hanno infatti creato una crisi di liquidità, ritirando in poco tempo         dal mercato 18.000 milioni di dollari, bloccando l’apertura del         credito e richiedendo la riscossione dei debiti….                  </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff"><strong>Quello         che è accaduto negli anni Trenta è infatti servito ai Manovratori         Occulti, per:<br />
</strong></font><br />
<strong><span>- </span>entrare         in possesso di decine di migliaia di aziende e società;<br />
<span>- </span>centinaia         di piccole e medie banche;<br />
<span>- </span>provocare                  la Depressione         economica in Europa;<br />
<span>- </span>preparare         il terreno grazie alla Depressione e grazie alle dittature nazifasciste         finanziate sempre dall’élite di Wall Street, alla Seconda Guerra         Mondiale.</strong>                      </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff"><strong>In         definitiva:</strong></font> fare un passo enorme in avanti nell’instaurazione del         Nuovo Ordine Internazionale.<br />
Non si tratta di dietrologia: lo ammettono pubblicamente gli stessi         Burattinai, dall’alto del loro potere e della loro arroganza. Nel         numero di maggio-giugno 2007 di <em><strong>Foreign         Affaire</strong></em>, la rivista ufficiale del <strong> <em>Council         on Foreign Relations</em>  </strong>(C.F.R.) - il governo ombra statunitense - è         stato pubblicato un articolo dal titolo: “<em>La         fine della moneta nazionale</em>”. Propongono spudoratamente         l’abbandono della sovranità monetaria degli Stati per giungere ad una         dittatura di una moneta unica mondiale!                   </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Anche                  la Banca         dei Regolamenti Internazionali (B.R.I.), una delle più potenti         istituzioni finanziarie del mondo, considerata non a caso, il vertice         delle politiche bancarie mondialiste, ha rilasciato un documento guida         che sollecita la fine delle monete nazionali in favore di un modello         globale.<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La B.R</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">.I. (che durante         la Seconda         Guerra         ha riciclato i soldi dei nazisti, e nel 1994 controllava flussi         finanziari che ammontavano a oltre 1.100 miliardi ogni giorno!) ha in         giugno di quest’anno reso pubblico un rapporto sullo stato         dell’economia mondiale, sottolineando come l’elemento centrale è il         debito delle famiglie e delle imprese.<br />
La sofferenza dei bilanci familiari e delle imprese, patologicamente         dipendenti rispetto l’indebitamento, porterà a creare secondo          la B.R         .I., un nuovo esercito di ‘morosi’ che possono, con le loro         insolvenze compromettere in un certo senso la stabilità del sistema. In         particolare l’insolvenza, e così l’espropriazione degli immobili         messi in vendita forzatamente, rischiano di far salire lo stock di         abitazioni offerte sul mercato, facendo calare i prezzi e innescare una         sorta di bolla immobiliare.                   </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Dall’altra         parte c’è il tristemente noto Basilea 2 (realizzato proprio dalla         B.R.I. nella sua città svizzera) che rende più macchinoso l’accesso ai finanziamenti delle         attività economiche. Nel momento in cui i casi di morosità         aumenteranno si verrà a creare una zona grigia che rischia - sempre         secondo il rapporto della B.R.I. - di compromettere il mercato         immobiliare o la solvibilità del sistema, che si basa proprio sul         continuo pagamento di debiti e la contrazione di nuovi.<br />
Proprio quello - guarda caso - che sta accadendo in questi giorni.         Nonostante tutto, la B.R         .I., in questa situazione di estrema preoccupazione, arriva a chiedere         ai governi di lasciare fallire le imprese che non riescono a competere         sul mercato: vanno lasciate fallire, altrimenti contaminano il sistema,         dicono loro!                  </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff"><strong>Avete         capito dove sta la strategia?</strong></font> Visto che sono fallite, magari, vengono         acquistate con gli sconti, dai Signori che gestiscono il giochetto, e         gli esempi in Italia (dal 1992-93 ad oggi) dall'incontro sul panfilo         Britannia in poi, non mancano.<br />
La crisi economia che si sta affacciando all’orizzonte, segnalata         dalla crisi dei mutui statunitensi, è il campanello d’allarme che         siamo in prossimità di un’altra svolta epocale. Svolta che però, da         un punto di vista più ampio, è assolutamente necessaria perché un         sistema capitalistico liberista come il nostro, centrato non nell’Uomo         ma nel dio denaro, nella competizione, nello sfruttamento è destinato         al crollo, al fallimento.                  </span></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Concludo         affermando che gli accadimenti importanti (economici, geopolitici,         strategici, ecc.), non si verificano in maniera casuale, ma seguono         determinati processi o date, sempre più spesso, occulti e/o esoterici.<br />
Qui sotto per esempio il grafico della NASA che rappresenta         l’andamento delle macchie solari dal 1995 al 2015.<br />
Si può notare (vedi cerchio rosso) come i mesi agosto, settembre e forse         anche ottobre         2007, sono caratterizzati dal picco inferiore del numero di macchie         solari!<br />
Ma sicuramente si tratta di semplice casualità, come semplice         casualità è la bolla immobiliare che si sta sgonfiando…         </span>
</p>
<p class="MsoBodyText" align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">          <!--[if gte vml 1]&#38;gt;                                                  &#38;lt;![endif]-->         <img src="http://disinformazione.it/images/crollo2.jpg" height="260" width="337" />                  </span></p>
<p class="MsoBodyText"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">“<em>Proposta         una dittatura monetaria mondialista</em>”: <a href="http://www.disinformazione.it/dittatura_monetaria.htm">www.disinformazione.it/dittatura_monetaria.htm</a><br />
“<em>Banca dei Regolamenti         internazionali</em>”: <a href="http://www.disinformazione.it/bis.htm">www.disinformazione.it/bis.htm</a><br />
“<em>Basilea: lasciar fallire         l’esercito degli insolventi</em>” <a href="http://www.etleboro.com/read.php?id=865&#38;PHPSESSID=c74532bdc3173dc6f04e319fb2216f7c">www.etleboro.com/read.php?id=865&#38;PHPSESSID=c74532bdc3173dc6f04e319fb2216f7c</a><span>          </span><br />
“<em>Sogno di una borsa di mezza         estate</em>”, avv. Marco Della Luna <a href="http://www.disinformazione.it/sogno_borsa.htm">www.disinformazione.it/sogno_borsa.htm</a><br />
“<span><em>Chiacchiere e         distintivo: Camelot è crollata</em></span>”, Eugenio Benetazzo         </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="http://www.disinformazione.it/camelot_crollata.htm">http://www.disinformazione.it/camelot_crollata.htm</a> </span>
</p>
<p align="right"><strong><em><a href="http://disinformazione.it/index.html" target="_top">Fonte : </a><a href="http://www.disinformazione.it/">         <font color="#268f14" face="Verdana" size="2">www.disinformazione.it</font></a></em></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La sera andavamo alla Goldman…]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/08/19/la-sera-andavamo-alla-goldman%e2%80%a6/</link>
<pubDate>Sun, 19 Aug 2007 18:40:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/08/19/la-sera-andavamo-alla-goldman%e2%80%a6/</guid>
<description><![CDATA[Un’inchiesta della procura di Bolzano rischia di creare qualche         problema alla corazzata e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0.0001pt 36pt;" align="justify"><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Un’inchiesta della procura di Bolzano rischia di creare qualche         problema alla corazzata e ai suoi uomini più in vista. Un vorticoso         giro di fondi neri ha già portato alle dimissioni del vertice tedesco         di Siemens per l’acquisto della nostra Italtel. Entriamo fra i segreti         di Goldman, da sempre in feeling con l’establishment ulivista. E diamo         un’occhiata ad una Cupola di nome Bilderberg…                  </span></em></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="justify"><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;">La         sera andavamo alla Goldman…<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Andrea         Cinquegrani – Tratto da “         La Voce         delle Voci” luglio 2007<br />
Sito ufficiale <a href="http://www.lavocedellacampania.it/">http://www.lavocedellacampania.it</a>         </span><span style="font-family:Verdana;">          </span>
</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">«<em>Ma Siete Proprio         sicuri che sia solo l'Unipol all'origine della guerra tra Vincenzo Visco         e le fiamme gialle di Milano?<br />
</em></span><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Potrebbe esserci         qualcos'altro. Forse delle indagini molto delicate che puntano in alto,         molto in alto</span></em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">».         E' una voce che corre fra i corridoi del palazzo di giustizia, sempre