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	<title>paure &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/paure/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "paure"</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 14:29:03 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Palle chiodate per spaccare i muri...]]></title>
<link>http://vicozzarecords.wordpress.com/?p=31</link>
<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 14:19:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>vicozzarecords</dc:creator>
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<description><![CDATA[OK OK OK OK OK OK
Vista la barista, ma l&#8217;ho salutata soltanto di sfuggita,
salutata con quell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>OK OK OK OK OK OK<br />
Vista la barista, ma l'ho salutata soltanto di sfuggita,<br />
salutata con quell'aria altezzosa e da figo che non credevo nemmeno di avere...<br />
Quindi niente nome e niente numero.</p>
<p>Richiesta #1<br />
Si accettano consigli su come abbordare le ragazze.</p>
<p>La scusa ufficiale è che ero talemente di fretta per andare chissà dove e quindi non ho avuto il tempo di fermarmi.<br />
La realtà è che mi son mancate le PALLE, forse perchè ero ubriaco e avevo paura che mi puzzasse il fiato... le mentine le avevo lasciate a casa...<br />
Poi chissà che occhi che avevo... Ma secondo voi se non ero ubriaco sarei riuscito a fermarmi comunque?</p>
<p>ASSOLUTAMENTE NO</p>
<p>Il perchè c'è... qualcosa dentro mi blocca... dei limiti... dei muri enormi...<br />
Ogni volta che mi ritrovo a fare un piccolo esame di coscienza mi ritrovo in una stanza con pareti a specchio altissime...<br />
Vedo solo me e nient'altro, non sono ancora riuscito ne a romperli ne ad arrampicarmi...</p>
<p>Richiesta #2<br />
Come si fa ad abbattere i propri limiti?</p>
<p>Mi è successo un paio di volte nella vita, ho abbattuto temporaneamente il limite di cottura...<br />
Vi è mai capitato di innamorarvi della più bella in assoluto!?!? Magari un amica o una compagna di classe,<br />
insomma qualcuno che abbiamo frequentato spesso per motivi legati alla vita quotidiana, scuola, lavoro o amici.<br />
Qualcuno con cui riesci a parlare tranquillamente di qualsiasi cosa tranne che dell'amore che provi per lei,<br />
per paura di perdere l'amicizia di una persona cara...<br />
In quei momenti la mia dichiarazione è avvenuta perchè mi sono ritrovato con le spalle al muro, per motivi che magari spiegherò più avanti...<br />
Li le PALLE cazzo si che le tiri fuori!<br />
Perchè se ci tieni ad una persona che ti piace veramente non glielo si dice subito?<br />
Quello che ho imparato dai tanti NO ricevuti è che almeno cazzo ci ho provato!!!</p>
<p>Richiesta #3<br />
Perchè non mettersi in gioco per poi avere dei rimpianti?</p>
<p>CONCLUSIONE</p>
<p>Ho tanti muri dento di me, limiti nel socializzare... nel vivere...<br />
Insomma muri per qualsiasi tematica esista su sto cazzo di pianeta.<br />
La barista è veramente carina, ma io credo che per me sia solo un simbolo,<br />
ovvero uno di questi muri... che vorrei iniziare ad abbattere.<br />
D'altronde come può piacermi veramente una persona se nemmeno la conosco?!?!<br />
Non è semplice come quando conosci una persona perchè in un modo o nell'altro fa gia parte della tua vita.<br />
Il problema è che non so creare quelle situazioni di normale dialogo per conoscere nuove persone.</p>
<p>Un saluto a tutti, più tardi racconterò tutto quello successo ieri sera.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vendola: «Sì, il Sud rischia. Ma basta con i complessi e le paure»]]></title>
<link>http://aniahaefer.wordpress.com/?p=65</link>
<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 08:23:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>aniahaefer</dc:creator>
<guid>http://aniahaefer.wordpress.com/?p=65</guid>
<description><![CDATA[«Il Sud rischia molto, ma se fugge di fronte alla sfida rischia di più». Nichi Vendola definisce ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>«Il Sud rischia molto, ma se fugge di fronte alla sfida rischia di più». Nichi Vendola definisce la bozza Calderoli sul federalismo una «premessa accettabile». Premessa, perché «rappresenta un terreno di discussione, non una minestra scodellata per una cena obbligatoria». E accettabile, perché «si è tenuto conto di alcune obiezioni sollevate nei confronti della bozza precedente, quella del governo Prodi». Al presidente della Regione Puglia non sfuggono i rischi che corre il Mezzogiorno di fronte a un federalismo fiscale come quello prospettato nel progetto del ministro per la Semplificazione. Ma dice: «Il Sud deve evitare la politica della riduzione del danno. Deve accettare la sfida e andare a vedere le carte, rilanciare. Deve essere parte dirigente di un processo di rinnovamento. E vivere l´appuntamento con il federalismo per ritematizzare la questione meridionale». Perché evoca la questione meridionale? «Perché i temi sollevati riguardano la fondazione di uno Stato, a cominciare dal rapporto tra tributi versati e servizi ricevuti, e toccano la storia della cattiva unificazione del Paese. La questione settentrionale è un´ideologia che contempla la fuga dall´unità nazionale, il contrario della questione meridionale, che è sempre stato il tema dell´unità del Paese. Da questo punto di vista si è agitato prima lo spettro della secessione e poi il tema federalista. <br><br>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78368</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Risposta a Isabel]]></title>
<link>http://gigicortesi.wordpress.com/?p=234</link>
<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 19:13:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>gigicortesi</dc:creator>
<guid>http://gigicortesi.wordpress.com/?p=234</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Quando sarà il tempo
dove noi donne non avremo paure?&#8221;
 
Isabel in un suo commento mi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:24pt;color:#ff0000;"><span style="font-family:Times New Roman;">"Quando sarà il tempo</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:24pt;color:#ff0000;">dove noi donne non avremo paure?"</span></strong><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:18pt;color:#ffcc99;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:18pt;color:#ffcc99;"><span style="font-family:Times New Roman;">Isabel in un suo commento mi chiede: "Quando sarà il tempo dove noi donne non avremo paure?". Prima che una domanda, questa di Isabel è una diagnosi: dice di uno stato di malessere profondo, condiviso da tutte le donne (e sono tantissime) che, come lei, sono abitate dalle “paure”. </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:18pt;color:#ffcc99;"><span style="font-family:Times New Roman;">La prima paura è proprio quello spaesamento del tempo, che la sintassi della frase così bene esprime e lascia emergere, con-fondendo tra loro il <em>quando</em> temporale con il <em>dove</em> spaziale. Chi scrive è sicuramente di madre lingua non italiana, ma proprio questo fa emergere in tutta la sua forza il dramma sotteso alla domanda. Chi chiede è lontano dalla terra madre o, più radicalmente ancora, è lontano dalla madre, è lontano dai suoi luoghi e dai suoi spazi, dai suoi tempi e dalle sue epoche, dal suo abbraccio che forse non c’è mai stato. Per una donna la prima grande profondissima paura è la lontananza dalla madre: se per un uomo la lontananza dalla madre è – come dicevano gli antichi greci - <em>nostalgia</em>, cioè dolore di un ritorno difficile o improbabile o impossibile (se non erro, l’anima portoghese - dai primi navigatori oceanici fino alla poesia di Pessoa e a tutto la poetica del Fado - la chiama <em>saudade</em>), per la donna la lontananza dalla madre è perdita del legame profondo con la femminilità, quindi sradicamento dalla propria identità di femmina, di donna, di madre, di bambina, di amante totale, di compagna assoluta del suo uomo. La nostalgia del maschio può sperare o disperare il ritorno, proprio perché il ritorno è comunque pensato e pensabile. Lo spaesamento femminile è abisso e basta: è sfratto dell’anima e della identità.<span>  </span>Allora la donna non sa più i tempi del proprio vivere, respirare, amare, sperare, morire; non sa né può più abbandonarsi al fluire rigoglioso della propria femminilità: il suo ciclo mestruale sfiora sempre più l’irregolarità dei ritardi e degli anticipi, degli sbocchi torrentizi e delle siccità più impoverite, talora tocca i silenzi anoressici delle amenorree, quasi sempre è abitato dalla difficoltà spastica del dolore e dalla solitudine smarrita di un femminile soffocato e depresso. Il tempo fugge, cessa di essere la culla tranquilla del femminile e il regno della donna signora del tempo, si fa ansia, agorafobia, insonnia, paura di ogni spazio e di ogni attimo, panico mortale più angosciante della morte stessa. E corri, e fai, e sempre il tempo scappa, non raggiungi nulla, non accogli né offri sguardi, non conosci né sei i pensieri e le anime. E improvvisa un giorno sopraggiunge la menopausa: e ti ritrovi bambina senza mai essere stata donna, piccola senza mai essere stata grande, abbandonata senza mai essere stata accolta, figlia di nessuno senza mai essere stata madre di qualcuno. </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:18pt;color:#ffcc99;"><span style="font-family:Times New Roman;">Questo oggi penso sia il primo vero, grande, terribile dramma del femminile; questa la sua prima paura enorme e senza nome, una paura che non sa di chi è figlia e che può essere madre soltanto di altre paure. La altre paure, quelle sì, hanno un nome e sono un calvario ripetuto e noto nelle sue tappe: si chiamano disistima, depressione, senso di inadeguatezza, incapacità di relazione con il maschio, masochismo ossessivo, vittimismo cercato fino alla dipendenza, stupro subito, urlo soffocato. Si teme tutto e talora <em>si vuole</em> temere tutto. Si sposa un uomo violento e talora <em>si vuole</em> sposare un uomo violento. Si odia il proprio corpo e talora <em>si vuole</em> odiare il proprio corpo.</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:18pt;color:#ffcc99;"><span style="font-family:Times New Roman;">Non so <em>quando</em> ci sarà un tempo <em>dove</em> tu, donna, non avrai paure. So però che prima di ogni <em>quando</em> e di ogni <em>dove</em>, ci deve essere la dignità dello stupore dato e ricevuto. Proviamo a fare come all’inizio di ogni tempo e di ogni spazio, quando l’uomo e la donna non sapevano l’uno dell’altra, quando nessuno ancora aveva avuto una madre. Allora tutto sarà nuovo, niente sarà scontato e prevedibile. Proviamo soprattutto a pensare che, per amare, vale il “tutto o niente” (vedi in questa pagina il post “Potere di seduzione”). Allora l’uomo lascerà suo padre e sua madre e sarà una carne sola con la sua donna. Senza il “tutto o niente” nessun uomo lascerà la madre e dimenticherà le nostalgie; nessuna donna lascerà le paure e cercherà davvero il sorriso. </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:18pt;color:#ffcc99;"><span style="font-family:Times New Roman;">Il maschio eschimese, quando chiede alla sua donna di sposarlo, usa dire una frase bellissima: “vuoi ridere con me tutta la vita?”. Non so come siano le donne eschimesi, ma di certo so che solo chi cerca il riso può facilmente trovarlo, magari abitato da quella continuità che lo trasforma in gioia.</span></span></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Folli fobie..]]></title>
<link>http://wamish.wordpress.com/?p=130</link>
<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 16:08:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Amish</dc:creator>
<guid>http://wamish.wordpress.com/?p=130</guid>
<description><![CDATA[
A volte nella vita capita di avere paura.
A volte nella vita capita di avere paura, paura di morire]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-131" src="http://wamish.wordpress.com/files/2008/08/urlo1.jpg" alt="" width="395" height="296" /></p>
<p>A volte nella vita capita di avere paura.</p>
<p>A volte nella vita capita di avere paura, paura di morire, paura del buio, paura dell'altezza, paura di animali, paura di avere paura, insomma cose normali, comuni (anche se io non ne ho), ma io non riesco ancora a capire come CAZZO si fa ad avere certe fobie...è più forte di me non riesco a capacitarmene.Premetto che questa non è discriminazione, è più semplicemente la mia ignoranza in materia.</p>
<p>Alcune delle fobie più strane (non sarà magari una bella cosa ma io mi sono scompisciato dalle risate) :</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Aerofobia</span>: paura del contatto con l'aria in movimento e cioè di tutti i tipi di vento.</p>
<p>Clinofobia: paura di addormentarsi e in particolare di coricarsi e di staccarsi dalla realtà.Coloro che soffrono di clinofobia sperimentano ansia, anche se comprendono che dormire non può minacciare il loro benessere. Ad ogni modo, poiché temono di avere incubi o di bagnare il letto, spesso rimangono svegli e sviluppano insonnia.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Criofobia</span> o <span style="text-decoration:underline;">Pagofobia</span>: paura estrema del ghiaccio e di tutto ciò che riguarda le basse temperature.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Dendrofobia</span>: paura estrema degli alberi e di tutto ciò che li riguarda: foglie fronde ecc..</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Dismorfofobia</span>: paura che nasce da una visione distorta che si ha del proprio aspetto esteriore, causata da un'eccessiva preoccupazione della propria esteriorità.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Ergofobia</span> o <span style="text-decoration:underline;">Ergasiofobia</span>: Indica un'anormale e persistente paura del lavoro o di compiti ed incombenze.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Hippopotomonstrosesquippedaliofobia</span>: paura delle parole troppo lunghe.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Nomofobia</span>: paura incontrollata di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Sessuofobia</span>:  paura ad affrontare qualsiasi azione o pensiero relativi alla sessualità.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Siderodromofobia</span>: paura di viaggiare in treno.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Tafofobia</span>: paura di essere sepolti vivi.</p>
<table style="font-size:95%;background:#f9f9f9;margin-bottom:0.5em;text-align:left;border:#ccc 1px solid;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td style="padding:0 0.5em;"><a class="image" title="Croce bianca e rossa.svg" href="http://wamish.wordpress.com/wiki/Immagine:Croce_bianca_e_rossa.svg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a1/Croce_bianca_e_rossa.svg/25px-Croce_bianca_e_rossa.svg.png" border="0" alt="" width="25" height="25" /></a></td>
<td width="100%">Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[«Corro anche da sola ma senza paure»]]></title>
<link>http://newsernet.wordpress.com/?p=47</link>
<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 10:15:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>newsernet</dc:creator>
<guid>http://newsernet.wordpress.com/?p=47</guid>
<description><![CDATA[È al mare, ma rimpiange il «suo» parco «che è piatto e non ha salite». Nostalgia per il Sempio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>È al mare, ma rimpiange il «suo» parco «che è piatto e non ha salite». Nostalgia per il Sempione: Susanna Messaggio conosce sapori e profumi di ogni angolo e da sei mesi ci si è messa di buona lena: da marzo ha cominciato a correre e, un po’ come Forrest Gump, non ha più smesso. Obiettivo? La prossima maratona di Milano. Correrla. Chiuderla. «L’importante è superare la prima mezz’ora. Per ora riesco a fare due ore di fila, pratico jogging tutti i giorni, soprattutto la sera, perché al mattino ho la pressione troppo bassa».Ha un feeling con il Parco Sempione...«Lo trovo molto bello. Tempo fa era mal frequentato. Oggi invece è davvero cambiato, molto più pulito».Qualche ricordo brutto?«Io sono ambientalista: anche prima di correre vi passeggiavo spesso, perché abito vicino, e mi fermavo a raccogliere le cartacce. Oggi non serve più».Il punto di forza del Parco?«È completo e vario, anche l’Arena che è un simbolo di Milano, e un “tempio” per gli sportivi».Il punto debole?«Da un po’ ci sono anche i bagni: è molto utile, ma non sempre sono pulitissimi».Si è mai sentita poco sicura a frequentarlo da sola?«No davvero, anche quando era più degradato. Ci ho sempre portato anche i bambini. Ma oggi poi mi sento molto più tranquilla, la presenza delle forze dell’ordine è evidente anche grazie ai carabinieri e agli agenti a cavallo. <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285671</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Facciamoci coraggio...]]></title>
<link>http://fioridiarancio.wordpress.com/?p=185</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 19:22:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>fioridiarancio</dc:creator>
<guid>http://fioridiarancio.wordpress.com/?p=185</guid>
<description><![CDATA[Le cose che dicono i bambini, dal primo versetto in poi, sono molto serie.
Per questo non amo postar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Le<img class="alignleft" src="http://img386.imageshack.us/img386/7016/darknightskyim0.jpg" alt="" width="232" height="147" /> cose che dicono i bambini, dal primo versetto in poi, sono molto serie.</p>
<p style="text-align:left;">Per questo non amo postare le bellissime parole e frasi pronunciate dalla mia prole (se non molto raramente) per rispettare uno spazio fragile e intimo come quello delle prime parole e dei primi discorsi.</p>
<p>Oggi però c'è stato un momento di grandissima tenerezza...</p>
<p>Prole sul lettino prima di dormire con aria didascalica e voce tremolante: "Orsetto, il buio è bello, ci sono tante cose..."</p>
<p>Arriva la mamma dall'altra stanza che prova a rassicurare: "Ci sono le stelle..."</p>
<p>Prole poco convinta ma sempre didascalica:"Ci sono ANCHE le stelle..."</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mykonos vs Capocotta]]></title>
<link>http://penelopebasta.wordpress.com/?p=470</link>
<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 23:43:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>penelopebasta</dc:creator>
<guid>http://penelopebasta.wordpress.com/?p=470</guid>
<description><![CDATA[
Soundtrack: A Fine Frenzy - Come on, come out
(mi so&#8217; fissata co&#8217; &#8217;sta tipa, anch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter size-medium wp-image-471" src="http://penelopebasta.wordpress.com/files/2008/08/elia-panorama.jpg?w=224" alt="" width="224" height="300" /><a href="http://penelopebasta.files.wordpress.com/2008/08/settimocielo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-473" src="http://penelopebasta.wordpress.com/files/2008/08/settimocielo.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a></em></p>
<p style="text-align:center;"><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/A_Fine_Frenzy" target="_blank">Soundtrack</a>: <a href="http://www.afinefrenzy.com/" target="_blank">A Fine Frenzy </a>- <a href="http://www.azlyrics.com/lyrics/afinefrenzy/comeoncomeout.html" target="_blank">Come on, come out</a></em><br />
(mi so' fissata co' 'sta tipa, anche se i testi sono un po' troppo strappafica, mi piace assai)
</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi bellissima giornata in quel del Settimo Cielo a Capocotta, in compagnia di <a href="http://www.omaha.ilcannocchiale.it/" target="_blank">Omaha</a>. Ho parlato a macchinetta dopo 4 giorni di silenzio claustrale.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo andate con lo scooterone della Omaha. A 120 all'ora sull'Aurelia.</p>
<p style="text-align:justify;">L'informazione potrebbe sembrare di interesse nullo, invece è un fatto fondamentale.</p>
<p style="text-align:justify;">Perché io non vado mai dietro a nessuno e, se in macchina non guido io, di solito piagnucolo come un cagnetto perché non si superino i limiti di velocità (ma 70 è già troppo).</p>
<p style="text-align:justify;">Invece ci sono andata. E non me ne fotteva niente. Ed era rilassante perché non ero io a dovermi preoccupare. E questo fa il paro con il mio sonno in aereo.</p>
<p style="text-align:justify;">Del che ho realizzato che, almeno una volta all'anno, bisognerebbe fare il check up delle proprie paure. Elencarle e provarle tutte per vedere se sono ancora lì per davvero o è solo una litania che ci si ripete per abitudine.</p>
<p style="text-align:justify;">Farsi un bel giro nel proprio panico, insomma. Mi pare di capire che facilmente si potrebbe scoprire che alcune non esistono più, che magari era solo un periodo, un momento, una teoria.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo terrò a mente (maffigurati).</p>
<p style="text-align:justify;">Abbiamo a lungo parlato della questione "normalizzazione/omologazione" del mondo gay.</p>
<p style="text-align:justify;">La sensazione è che, lavorando duramente per la famigerata "normalizzazione", in vista di obbiettivi nobili come accettazione, diritti, fine delle discriminazioni, apertura mentale eccetera eccetera, i gay tutti abbiano finito per sconfinare in un campo atrocemente pericoloso: l'omologazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo una settimana, a mykonos, il prof ed io eravamo disgustati da quello che vedevamo. Erano tutti uguali, tutti palestrati nello stesso modo, con lo stesso taglio (?) di capelli, con le stesse canotte, con gli stessi accessori, gli stessi costumi, la stessa aria cool. Impressionante.</p>
<p style="text-align:justify;">A volte l'effetto era anche comico. Vedevi una capuzzella (<em>=testolina, N.d.T.</em>) minuscola dai linementi sottili e delicati appoggiata su un corpaccione pompatissimo, andatura a gambe larghe (per via dei muscoli e, suppongo, per dimostrare che è necessario più spazio per contenere la belva), braccia spostate dal tronco per non far urtare deltoidi e tricipiti. Effetto fotomontaggio. Che risate.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma pare che funzioni così.</p>
<p style="text-align:justify;">E se i gay sono così ora, noi lesbiche ci arriveremo tra 5 anni (spero non con la stessa muscolatura).</p>
<p style="text-align:justify;">Personalmente me ne fotto, ne avrò 50 e avrò altri cazzi a cui pensare (tipo la menopausa?), ma sarà una tragedia. E mi addolora. Non ci sarà più spazio per quello che non corrisponde al canone. Non ci sarà più spazio per l'originalità della bruttezza, per il fuori tempo, per il personalizzato.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho parlato spesso della mia visione romantica e ideologica dell'omosessualità, so di essere vintage e out, ma per me resta una questione di minoranza e di diversità da difendere con le unghie e con i denti, perché è questo che ha un senso e che consente l'apertura della mentalità e della società (ma va che pippottino anni 80!).</p>
<p style="text-align:justify;">Minoranza e diversità non possono infilarsi nella trappola dell'omologazione. Così finisce tutto. Così si richiude la mente e non resta spazio per nulla.</p>
<p style="text-align:justify;">Cerco di spiegarmi meglio con un argomento neutro: il rap (questa è pazza).</p>
<p style="text-align:justify;">Se ci avete fatto caso e se ricordate anche solo un paio di pezzi, potete seguire il mio delirio.</p>
<p style="text-align:justify;">I neri (minoranza discriminata) l'hanno inventato. Hanno cantato di ghetti, negritudine, orrori metropolitani, discriminazione e politica sociale per molti anni. Era una musica di nicchia, la compravano solo i neri, era considerata una posizione politica anche scomoda assai per l'estabilishment. Poi è diventato fenomeno di massa (musica, moda, cultura..) e si è trasformato radicalmente. Ora si parla solo di fiche e cazzi. Nel vero senso della parola. Nei video compaiono spesso pornostar, i testi sono tutti sul sesso e sul corpo, maschilisti ed aggressivi. Niente più. E se sei nero, devi fare rap, sennò ti mandano pure affanculo (ci è passata persino Erikah Badu). Vendono anche più di prima e vendono anche ai bianchi. Hanno invaso il mercato e otturato ogni crepa da cui sarebbe potuta uscire nuova musica e nuovi suoni. 'Na palla colossale. Inascoltabile ormai.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma si sono fatti fottere - i neri - e si sono fatti togliere un modo irrefrenabile e incisivo di fare informazione, denuncia e protesta cedendo all'omologazione assoluta e trasformandosi in un fenomeno di costume che è, ormai, una gabbia. Almeno questa è la mia opinione. Espressa una chiavica, lo ammetto.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho la sensazione che stia funzionando uguale anche per gli omosessuali. E questa omologazione, di fatto, ci rende innocui e ci richiude nell'armadio. Abbiamo i nostri codici, il nostro linguaggio, la nostra moda, i nostri luoghi. Nostri, ovvero gay - si dice LGBTQ, è più politically correct -. </p>
<p style="text-align:justify;">Niente più originalità, nessuna rottura, nessuna necessità di confronto. Niente. non più una minoranza, ma un gruppo chiuso e impenetrabile per chi non ne segue i canoni con precisione e adeguatezza. Non più una manifestazione di diversità con tutto quello che ne consegue, ma clan.</p>
<p style="text-align:justify;">Il gruppo, il clan, sono come le mandrie, si muovono tutti insieme ed è per questo che è facile chiuderla (la mandria) da qualche parte, in un qualsiasi spazio ben recintato perché non ne esca e non dia fastidio in giro.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutto questo mi fa orrore.</p>
<p style="text-align:justify;">Non c'è differenza tra il silenzio assoluto e il chiasso intollerabile. In tutti e due i casi non si sente niente.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa frase non c'entra molto ma mi piace.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma si è capito cosa voglio dire? sono stanca e rincoglionita. Avrei fatto meglio a scriverlo domani.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mister(o) della fede]]></title>
<link>http://kronakus.wordpress.com/?p=74</link>
<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 19:55:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>kronakus</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi è stato il giorno del cambio della guardia. Il Capo ha iniziato le ferie, proprio il giorno in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Oggi è stato il giorno del cambio della guardia. Il Capo ha iniziato le ferie, proprio il giorno in cui la Direttrice le ha finite. E proprio il giorno in cui io e la Stagista... abbiamo continuiamo a lavorare, come sempre. Ringraziamo il breve ponte di Ferragosto, unico vero respiro che ci è stato concesso. Ma il giornalismo è questo. Non ci sono soste, né pause. C'è un continuo lavorare, magari con tempi scanditi da turni, guidato dall'innato senso di un sacro dovere. Quello di informare, di aggiornare, di comunicare, di approfondire.</p>
<p style="text-align:justify;">Di dormire. Ecco cosa vorrei. Staccare la spina per un po'. Sono stanco. Non fisicamente, non mentalmente. Moralmente. Sono in questa redazione da così poco tempo che mi stupisco di me, nel vedermi già così disilluso. Demotivato.<br />
A me il giornalismo ha sempre affascinato. Scrivere mi ha sempre appagato. Vedere la mia firma sui giornali è un'ambizione che coltivo da un po'. Esprimermi è sempre stata una ragione di vita, resa ancor più forte dalle esperienze e dalle riflessioni di questi ultimi anni. Ma quell'atteggiamento, quello spirito e quella mentalità mi fanno venir voglia di cambiare lavoro. Ammesso che capirò mai di cosa si tratta.</p>
<p style="text-align:justify;">Dubbi, tanti dubbi. Aggravati dall'aver scoperto una certa cosa pochi giorni fa. Io e la Stagista eravamo rimasti soli in redazione. Lei, per motivi logistici, si era ritrovata a lavorare nello studio del Capo. Così, poco prima di andarmene sono passato a salutarla, ma mi ha interrotto con una domanda che non mi sarei aspettato: "Tu sei di destra o di sinistra?". Io, che non vorrei espormi sulla questione, non sapevo davvero cosa rispondere. Mi è uscito un "te lo devo dire?".<br />
"Io non sono per il Mister", mi ha subito bloccato.<br />
Confortato, le ho confermo che neppure io sono di quella "sponda".<br />
"Guarda qua", mi dice prendendo un foglio bianco e girandolo sull'altra facciata. Merda! Macchè foglio bianco! Era una foto capovolta. Nessun problema, non fosse per l'immagine rabbrividente che mi sono trovato davanti. Il Capo in posa di fianco al Mister. Un primo piano, due sorrisi enormi e tremendamente finti.<br />
"Oh. Mio. Dio", mi sono ritrovato a dire. E, dopo qualche minuto pieno di commenti poco inclini all'apprezzamento, ci siamo salutati per la pausa pranzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Probabilmente il Mister è l'idolo del Capo. Il suo modello di riferimento, la sua fonte d'ispirazione. L'ideologia politica è personale e sacrosanta, ma di certo la cosa non mi rassicura.</p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sottozero]]></title>
<link>http://kronakus.wordpress.com/?p=66</link>
<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 16:50:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>kronakus</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci sono momenti in cui mi chiedo chi mi costringa a fare tutto questo. Momenti in cui mi rendo conto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ci sono momenti in cui mi chiedo chi mi costringa a fare tutto questo. Momenti in cui mi rendo conto della bassezza della redazione per cui lavoro. Momenti come questo, in cui leggo su tutti i giornali la notizia dello scandalo della sfilata, della montatura messa in atto dall'organizzazione. Persino della confessione avvenuta in serata. Cosa che avrebbe convalidato il mio articolo e che ne avrebbe legittimato la pubblicazione. Tutti ne parlano. Tutti, tranne noi e quei fetenti di YourTv. E' in questi casi che capisco cosa prevale nella mente di certi editori, se più il coraggio del giornalismo vero o se, piuttosto, il senso del business. Se il dovere di informare o se la paura di dire. E di fare. L'importante è salvarsi il culo e intascare i soldi. E' facile dare spazio alle sole sciocchezze, restandosene arroccati nella torre d'avorio della non polemica. Sono tutti bravi a tacere nelle situazioni più scomode. Ma d'altronde non mi aspettavo niente di meglio da un'emittente come YourTv, che già dal nome lascia intendere la sua più totale deresponsabilizzazione. Perché la tv non è mia. E' tua, lo dice pure il nome. Adesso sono cazzi tuoi.</p>
<p style="text-align:justify;">A far male è sapere che il Capo ha seguito il suo esempio. Una persona a cui, ogni giorno che passa, riservo sempre più una stima pari a zero. Anzi, sottozero. Anche alla luce di quello che abbiamo scoperto io e la Stagista prima di tornarcene a casa.<br />
Ma adesso non mi va di parlarne. Preferisco far sbollire la delusione trascorrendo un Ferragosto di relax. Sì, perché siamo così "seri" che domani la redazione resterà chiusa. Un po' perché siamo una piccola realtà giornalistica, un po' perché in fondo siamo solo una piccola realtà. "Giornalistica" è un aggettivo che ci va sempre più stretto.</p>
]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[L'articolo fantasma]]></title>
<link>http://kronakus.wordpress.com/?p=64</link>
<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 19:13:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>kronakus</dc:creator>
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<description><![CDATA[Più che a una pioggia di critiche siamo ormai arrivati a una bufera di neve. Di quelle incazzate, p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Più che a una pioggia di critiche siamo ormai arrivati a una bufera di neve. Di quelle incazzate, poi. Si parla della modella hard più del caldo che fa, tormentone inutile e vuoto di ogni estate giornalistica. Prima la scoperta di un blogger ficcanaso, poi il caso è scoppiato su tutte le testate.</p>
<p style="text-align:justify;">Su consenso del Capo, unico riferimento rimasto in ufficio in questo momento in cui tutti vanno in ferie a parte me e la Stagista (il Capo ci andrà lunedì...), decido di telefonare ai responsabili dell'organizzazione della sfilata per un'intervista. "Non ne sapevamo nulla", dicono in loro difesa, tirando fuori scuse più o meno credibili con le quali mi tengono alla cornetta per almeno quaranta minuti. Prendo nota di ogni parola. O quasi, è difficile stare al passo. Ma ho tutto l'essenziale e mi va bene così. Sto quasi per telefonare al manager della modella imputata quando vedo arrivare un suo comunicato. Forse mi ha letto nel pensiero, forse sono spiato. In ogni caso mi ha fatto risparmiare tempo, visto quello che ho perso parlando con gli organizzatori.. Ora posso raccogliere il suo "contraddittorio" con il minimo sforzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho già gli occhi a palla nel leggere le prime due righe. Il manager accusa il boss della società che ha organizzato la sfilata di aver creato questa messa in scena per pura vendetta. La ragazza avrebbe infatti rifiutato la proposta, più che altro un mezzo ricatto, di una prestazione sessuale.<br />
Stupore. Incredulità. Dubbi sul da farsi. Chiedo al Capo come devo procedere. Le accuse sono pesanti, le conseguenze potrebbero esserlo ancora di più. Così lui telefona al manager della modella per assicurarsi della loro fondatezza. "Abbiamo le prove, intercettazioni che dimostrano che è tutto vero", dicono. "Procediamo", mi dice. E io procedo, scrivo un signor articolo in cui ricostruisco brevemente la vicenda e riporto buona parte del testo arrivato via e-mail, facendo la massima attenzione a mettere tutto tra virgolette per deresponsabilizzarmi delle cose peggiori.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho un po' paura, perché è la prima volta che mi ritrovo a dare spazio a una questione che avrà sicuramente dei risvolti legali. Ma sono stato prudente, e siamo già d'accordo che gli organizzatori ci consegneranno domani un contro-comunicato. Il contraddittorio sarà servito, io non avrò fatto altro che il mio lavoro. Anche se fa un effetto strano rischiare la galera per qualcosa che nemmeno conosci. Il lavoro, appunto.</p>
<p style="text-align:justify;">Articolo già on-line, con tanto di foto e firma. La mia, ovviamente. Ho ancora qualche timore, ma vado fiero di quel che ho fatto. E poi ho avuto il consenso del Capo, che è responsabile, insieme alla Direttrice, di tutto quello che viene pubblicato.<br />
Proprio quello stesso Capo che dopo dieci minuti mi dice "Togli tutto, ho parlato con il direttore di Your Tv. Lui non ne parlerà, la cosa è perseguibile per calunnia".<br />
Smonto tutto quanto. Un pomeriggio in cui, a parte i soliti copia-incolla (pochi, a dir la verità, anche gli uffici stampa hanno rallentato il ritmo) non ho fatto altro che lavorare al mio articolo fantasma. Di cui mi sono fatto una copia per me. Ce l'ho qui, nella mia penna usb. Ma se pensate di leggerlo... beh, scordatevelo!</p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Narciso]]></title>
<link>http://kronakus.wordpress.com/?p=42</link>
<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 19:10:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>kronakus</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho capito che questo mestiere mi piace. Il guaio è che allo stesso tempo già mi fa schifo. Adoro s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ho capito che questo mestiere mi piace. Il guaio è che allo stesso tempo già mi fa schifo. Adoro stare nella realtà, potermi immergere in essa più e meglio di prima. Pass e accrediti sono la chiave del mondo, perlomeno di quello che conta nel giornalismo. Apprezzo il fatto di poter raccogliere le parole e le immagini, i suoni e le sensazioni, per poi tramutare tutto in parole.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure odio l'assenza di tempi prestabiliti, di orari concordati a tavolino. Da un lato significa avere più libertà, più autonomia di gestione. Dall'altro porta la mente a pensare costantemente al la... la... lavo... vabè, quella cosa lì. Come fosse una presenza amica e ostile allo stesso tempo. Che ti lascia andare ma solo se insisti.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho realizzato tutto questo durante la sfilata di moda di sabato sera. Il Capo mi ha incaricato di nuovo di fare il fotoreporter. Mai si lascerebbe sfuggire la possibilità di mettere delle "belle donnine" in homepage. E di certo non le ha chiamate "donnine".<br />
Inutile dirlo: mi sono divertito, e pure parecchio. Però era sabato sera, un sabato sera trascorso nel regno di Narciso. Fortunatamente si è trattato di un evento fuori dai canoni. Niente "alta moda", ma bellezza e spettacoli, danza e costumi innovativi. Una bella visione, delle belle vibrazioni. E' stata un'esperienza interessante.</p>
<p style="text-align:justify;">Per me. Per la mia ragazza un po' meno.</p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sono la nuova Lilli Gruber]]></title>
<link>http://kronakus.wordpress.com/?p=40</link>
<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 18:22:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>kronakus</dc:creator>
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<description><![CDATA[Prima o poi doveva succedere. No, non mi hanno ancora rispedito a casa, per ora niente calci in culo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Prima o poi doveva succedere. No, non mi hanno ancora rispedito a casa, per ora niente calci in culo. Ma un calcio in bocca, oggi, credo di essermelo preso. Mi hanno fatto fare una videointervista, io che con il video non mi sento poi così a mio agio. Mi vedo meglio dietro la telecamera, piuttosto che davanti. Infatti un altro sogno sarebbe fare il regista. Scusate un attimo, mi do un pizzicotto e torno.</p>
<p style="text-align:justify;">Dicevamo. Oggi hanno giocato al tiro alla fune con i miei nervi. Speravo di scamparla, ma allo stesso tempo sapevo di essere un illuso. Mi hanno chiamato mentre ero fuori, per dirmi che nel pomeriggio sarebbe venuto il tipo della conferenza sull'autismo per essere intervistato. Fosse stato di mattina, mentre ero in giro, c'avrebbe pensato la Stagista. Invece no. Mi hanno chiamato per avvisarmi. Stavolta sarebbe toccato a me.<br />
L'intestino si è rovesciato su stesso, con il cibo di un pranzo non ancora mangiato che mi ballava dentro come Joaquin Cortes. Esatto: sentivo fitte da tip tap. Ero agitato. Come uno scolaretto il primo giorno di scuola, ma già con la consapevolezza dell'imminente tragedia. Sigh.<br />
Poco dopo un'altra chiamata. Il Capo mi dice che il tizio è già lì, che lo sta per intervistare la Stagista, ma che gli serve uno dei volantini che hanno distribuito alla conferenza stampa. Volantino che, ovviamente, non ho pensato di lasciare in redazione. Insomma, è qui con me. Il Capo mi rimprovera senza troppa rabbia, e mi dice che si sarebbero arrangiati in qualche modo.<br />
Finalmente trovo la pace dei sensi, della mente e, soprattutto, delle interiora. Aiutato anche da un buon pranzetto, ma più leggero di quello di pochi giorni fa.<br />
Fino a che non guardo il cellulare e non scopro sei chiamate senza risposta. Del Capo, ovviamente. E ancora più ovviamente c'era anche un messaggio, lasciatomi dover aver realizzato che non avrei risposto al telefono in tempi brevi. "Dato che hai portato via la documentazione (cosa che non devi fare) non abbiamo potuto fare l'intervista. Tornerà oggi pomeriggio, e la farai tu", diceva.<br />
Non è stato bello risentire il tip tap, questa volta con lo stomaco realmente pieno.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono fatto coraggio, e l'intervista è andata a buon fine. La mia goffaggine era così spessa da tagliarsi con un'ascia bipenne. La mia inopportunità di fronte a quella telecamera era più che palese, ma in fin dei conti me la sono cavata. Anzi, ne sono uscito a testa alta, fiero di me e di essere la nuova Lilli Gruber. Con molto meno charme, molta meno padronanza del corpo, molto meno fascino. Insomma, molto meno Lilli e molto meno Gruber. Ma pazienza, il mio futuro non è nel video giornalismo. Il mio futuro è...</p>
<p style="text-align:justify;">Grazie per averci seguito. Vi lasciamo ad Affari Tuoi e poi alla settemilionesima puntata de Il Commissario Rex. Arrivederci.</p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fenomenologia del Mister]]></title>
<link>http://kronakus.wordpress.com/?p=38</link>
<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 19:13:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>kronakus</dc:creator>
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<description><![CDATA[Domenica prossima, nella mia provincialissima città, ci sarà una provincialissima manifestazione, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Domenica prossima, nella mia provincialissima città, ci sarà una provincialissima manifestazione, organizzata da una provincialissima amministrazione comunale che quei provincialissimi dei miei concittadini hanno provincialissimamente eletto. Tutti seguaci del Mister. Tutti tranne me, che forse forse sono finito proprio nella fossa dei leoni. Sono così provincialissimo, quando mi ci metto!</p>
<p style="text-align:justify;">Uno dei provincialissimi quotidiani locali parla di una polemica insorta tra alcuni commercianti e il nostro provincialissimo sindaco. Pare che quest'ultimo non voglia finanziare l'acquisto degli addobbi che gli esercenti devono appositamente comprare per acconciare le loro vetrine secondo i parametri della ricostruzione storica che si farà. Il "Palio del vecchio cavallo" genera ogni anno la tipica situazione che ti costringe ad adeguarti al rito. Altrimenti sei un perdente, un guastafeste. Un outsider. Ma certi commercianti sono più taccagni che altro, della figuraccia se ne fregano. Anzi, diventano polemici. Magari in modo sterile ma lo diventano. Ed ecco l'attrito con il primo provincialissimo cittadino. Ecco uno spunto per un articolo che non vincerà mai il Pulitzer, ma che di certo farebbe parlare di sé. Niente scoop, solo quella conflittualità che è uno dei motori del giornalismo. Così mi propongo per un pezzo sull'argomento, dico che sono intenzionato a intervistare i commercianti incazzati, a dar loro la voce. Che è una delle cose che mi piace di più di questo mestiere: far parlare chi in genere non ha i mezzi per farlo, fare da cassa di risonanza dell'opinione pubblica e degli umori collettivi.</p>
<p style="text-align:justify;">"Solo gli ignoranti fanno polemiche su una così bella festa. Piuttosto, diamo polmone alla cosa". Ottimo, solo che a me, intanto, i polmoni si sono proprio chiusi. Mi si è mozzato il fiato ad ascoltare simili affermazioni, a dover realizzare il servilismo di chi mi comanda. A dover capire così brutalmente che oltre a non essere libero di scegliere di cosa voglio o non voglio scrivere (cosa che sono comunque disposto ad accettare, perché già preventivata), non posso dare voce alla gente ma, al contrario, a chi decide per loro. Il Capo preferisce mettere in risalto la festa, piuttosto che parlare di ciò che non funziona in questa maledettissima, provincialissima città.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma in fondo non è che un'impressione. Non ho nessuna certezza del fatto che la sua scelta dipenda da una partigianeria politica, tra l'altro diversissima dalla mia. Né che si tratti di opportunismo da "business man". Ho solo sempre più la limpida sensazione di essere un pesce fuor d'acqua. O di essere finito, come minimo, nell'acquario sbagliato.</p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Godetevi le vacanze!]]></title>
<link>http://panettore.wordpress.com/?p=1181</link>
<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 14:30:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>panettore</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le dieci paure che non vale la pena commentare sotto l&#8217;ombrellone.
[Kelablu]
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le <a href="http://blog.gamberorosso.it/kelablu/node/964">dieci paure</a> che non vale la pena commentare sotto l'ombrellone.</p>
<p><em>[Kelablu]</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Da dove arrivate?!]]></title>
<link>http://fernandacorona.wordpress.com/?p=295</link>
<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 11:40:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fernanda Corona</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eccoci giunti al mitico, ormai, appuntamento con i referrers più interessanti di questo blog.
Alcun]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci giunti al mitico, ormai, appuntamento con i referrers più interessanti di questo blog.<br />
Alcune ricerche mi hanno indubbiamente ispirata e mi son dilungata anche assurdamente forse. Eccovi Luglio!</p>
<ul>
<li><em>Video su uomini nudi su palcoscenico</em>: non dispongo di video spettacolari di uomini nudi, ma magari su <a href="http://www.youporn.com" target="_blank">youporn </a>potrete trovare qualcosa, magari senza palcoscenico :P</li>
<li><em>Dolore di quando ci si lascia</em>: è un dolore strano, difficile. E' passato un po' di tempo dall'ultima volta che è successo a me.<br />
Ovviamente se hai lasciato tu è complicato: oltre al dolore della separazione in sè ci si sente addosso un peso maggiore, fatto di responsabilità per aver fatto del male a qualcuno a cui si vuole bene.<br />
Se si è stati lasciati il dolore invece diventa più psicologico, ci si chiede cosa si ha sbagliato e magari non lo si sa davvero.<br />
Ma le colpe della fine di una relazione stanno sempre da entrambi le parti, e non sono solo cose che "si dicono".<br />
La separazione, il dividersi da qualcuno è sempre traumatico, ma quando non c'è altra soluzione forse è anche inevitabile.</li>
<li><em>Donne assatanate</em>: ce ne sono un sacco in giro. Basta dare uno sguardo panoramico in certi locali la sera. Sembra che un paio di pantaloni siano l'unica attrattiva della vita. Cosa che peraltro non condivido affatto.</li>
<li><em>Bbq sesso</em>: se non vado errata bbq sta per barbecue. E a dire il vero non comprendo che tipo di associazione possa esserci tra queste due parole. Ma se qualcuno mi illumina gliene sarei eternamente grata :)</li>
<li><em>Giornata di shopping con l'amore</em>: niente di più noioso. Tirare a negozi qualcuno che non ne ha voglia è una tortura. Non lo trovo giusto, e io sto dalla parte opposta di quel che credete, io odio andare a negozi. Non comprendo come gli uomini possano o debbano sopportare una simile tortura.</li>
<li><em>Canzoni grest Feltre</em>: non mi ricordavo nemmeno esistesse il <a href="http://www.grest.it/lista.pax?iddiocesi=29" target="_blank">grest</a>. Quanto tempo... Figuriamoci se so le canzoni che fanno. :P</li>
<li><em>Rimanere single a vita: </em>certo non è una meravigliosa prospettiva, ma alla fine si può raggiungere un certo equilibrio anche in solitudine. Ma guardando il bicchiere mezzo pieno, si hanno molte meno discussioni da fare :P</li>
<li><em>Le parole dei morti in sogno</em> / <em>sognare bicchieri vuoti</em> / <em>ricevere carne in sogno</em>: E' passato decisamente troppo tempo da quando mi sono lasciata prendere la mano dalle 596 pagine de <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27interpretazione_dei_sogni" target="_blank">L'interpretazione dei Sogni</a> del mio amato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud</a> anche se ricordo ancora qualche concetto e/o teoria. I sogni sono poi alla fine proiezioni dei nostri desideri, delle nostre paure. Questo è quel che crede la scuola classica psicanalitica (sempre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Freud</a>, che ci volete fare, era un psicanalista troppo perverso per non diventare il mio prediletto :P ) e quel che credo anch'io. Alla fine analizzando un po' vagamente quel che ricordo dei miei sogni notturni ho evidenziato spesso analogie con desideri, paure e atteggiamenti che di giorno nego.<br />
Per quel che riguarda il primo item, <em>le parole dei morti in sogno</em>, è un argomento un po' inquietante per me. Sotto sotto penso che possa essere vero. Forse qualcuno dall'aldilà comunica con noi cogliendoci nel momento di perdizione del sonno quando siamo anche meno prevenuti. Ma la cosa mi mette addosso troppa angoscia e preferisco pensare che siano soltanto sogni.</li>
<li><em>Invitare una ragazza a fare l'amore</em>: Non ho grandi consigli da dare, anche perchè per le esperienze che ho avuto invitano a fare l'amore nei modi più orrendi e banali che una si possa immaginare [anche se devo ammettere che qualche eccezione c'è]. Le persone han perso un po' la poesia e la magia. Ma noi siamo cresciute a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Candy_Candy" target="_blank">Candy Candy e il suo Andrew</a>, tra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cenerentola" target="_blank">Cenerentole </a>e fantastici principi azzurri, tra i film <em>Tante Storie</em> di <a href="http://www.canale5.mediaset.it/" target="_blank">Canale 5</a>... Vogliamo ancora un po' di magia. E sicuramente un po' di originalità.</li>
<li><em>Youtube fighi di Pedavena e blog</em>: Allora non so che target d'età ci sia in questa ricerca, certo tra i bellocci pedavenesi di cui stilavamo classifiche aggiornate con molta cura della mia prima adolescenza (adesso sono nella terza adolescenza, giusto per specificare quanto mi sento giovane :P ) online non se ne trova traccia, ma guardatevi un po' <a href="http://it.youtube.com/watch?v=sAmPi2VO8JE" target="_blank">qua </a>cosa offre il paese oggigiorno :P</li>
<li><em>Bagno imbarazzo insieme</em>: e perchè mai imbarazzo? Se c'è feeling tra due persone fare il bagno insieme è una cosa  molto bella, molto intima... Quindi via gli imbarazzi! ;)</li>
<li><em>Calendario uomo nudo</em>: L'unico calendario di nudo maschile che io abbia mai avuto è stato anni fa <a href="http://digilander.libero.it/raulbova33/raul-bova-calendario.html" target="_blank">quello di Raul Bova</a> nei tempi in cui gli ormoni giovanili svolazzavano. E beh devo dire che ci stava anche bene appeso davanti alla scrivania. Ma di sti tempi non mi vien in mente nessun personaggio famoso degno di star appeso davanti ai miei occhi, diciamo che se il mio preferito <a href="http://http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Accorsi" target="_blank">Stefano Accorsi</a> ne fa uno quasi quasi...</li>
<li><em>Cosa dire all'amante del marito</em>: Tienitelo pure! <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sacha_Guitry" target="_blank">Sacha Guitry</a> diceva: <em><span style="font-size:x-small;font-family:Tahoma;">Se una ti porta via il marito, non c’è peggior vendetta che lasciarglielo.<br />
</span></em></li>
<li><em>Cazzate a Pedavena</em>: Uff se ne fanno a iosa... Intanto beccatevi <a href="http://it.youtube.com/watch?v=inpTg-t6nPE" target="_blank">questa</a>. Su <a href="http://it.youtube.com/" target="_blank">Youtube </a>ne trovate altre giusto per vedere il grande livello di divertimento locale :)</li>
<li><em>Uomini single solitudine</em>: Non credo cambi molto la sensazione di solitudine tra uomo e donna. La solitudine è una cosa che si prova spesso in una condizione di singletudine. Quindi si deve solo imparare a conviverci, magari trovando un hobby, uno sport o qualcosa che ci faccia pensare meno a quel che vuoto che si prova in certe sere addormentandosi da soli.</li>
<li><em>Cercasi donna solo per dormire</em>: o è un'idea molto romantica o molto probabilmente è una richiesta di aiuto per risolvere il punto sopra. E non è una gran soluzione.</li>
<li><em>Lezioni di castità</em>: Non so dare lezioni sull'argomento. La castità non la trovo una gran bella idea se non come azione punitiva verso partner stronzi. :D</li>
<li><em>Psicologia triangoli amorosi</em>: Potrei scrivere un libro sull'argomento, ma forse ce ne sono già tanti in commercio. Triangoli. Uff. Potrei scriverne davvero troppo. E' davvero la storia di sempre: lei che ama lui, lui che ama l'altra. Quotidianità. Lei, lui, l'altra/o. Quotidianità. Basta farsene una ragione e cambiare orizzonti.</li>
<li><em>Video di sesso estremo in uno spogliatoio</em>: rimando anche qua a <a href="http://www.youporn.com" target="_blank">youporn</a>.</li>
<li><em>Sensazioni cosa sono</em>: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale" target="_blank">Wikipedia </a>urge in aiuto: <a href="http://http://it.wikipedia.org/wiki/Sensazione" target="_blank">Sensazione = </a></li>
<li><em>Barbara e Lianca Pedavena</em>: sono le mie pasticcine adorate! Che farei senza di loro?! Ma sarei curiosa di sapere chi le cerca e perchè ;)</li>
<li><em>Visioni insetti dormire</em>: oddio tipo incubo a occhi aperti! Terrore!</li>
<li><em>Batteria auto vino</em>: ?! che associazione di parole è mai?</li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La patata tira (e morde)]]></title>
<link>http://razorsisters.wordpress.com/?p=186</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 17:31:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chiara</dc:creator>
<guid>http://razorsisters.wordpress.com/?p=186</guid>
<description><![CDATA[
Gli uomini hanno paura delle donne. Da sempre, giusto? Ultimamente, poi, se la vedono maluccio. Ad ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="///Users/today/Desktop/teeth_movie_poster2-1.jpg" alt="" /><a href="http://razorsisters.files.wordpress.com/2008/07/teeth_movie_poster2-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-195" src="http://razorsisters.wordpress.com/files/2008/07/teeth_movie_poster2-1.jpg" alt="" width="500" height="741" /></a></p>
<p>Gli uomini hanno paura delle donne. Da sempre, giusto? Ultimamente, poi, se la vedono maluccio. Ad incarnare tutto questo smarrimento, chiamiamolo così, <strong><span style="color:#ff00ff;">arriva sul grande schermo la storia riveduta e corretta della <em>vagina dentata</em></span></strong>, una delle paure maschili più grandi che percorre nei secoli alcune mitologie. Si, ho visto in anteprima <span style="color:#ff00ff;"><strong><em>Denti</em></strong></span> e l'ho trovato... un vero spasso! Probabilmente gli uomini non lo troveranno così divertente visto che ci sono almeno tre peni mozzati che spruzzano sangue ma i miei colleghi maschili sembravano comunque divertirsi durante la proiezione. La protagonista è una teenager che scopre, non senza trauma e sangue, di avere una vagina mutante dotata di denti anti-maschi sopraffattori. E' così che vivrà la nascita della sua fin troppo prorompente femminilità. Si dice nella mitologia che la vagina dentata debba essere "conquistata" da un eroe. Ma qui non ci sono eroi, solo maschi più o meno scorretti che si beccano la punizione peggiore. La cosa bella del film di Mitchell Lichtenstein (figlio del pittore Roy), è proprio il trasformare la protagonista mutante da mostro (come poteva essere <em>Carrie</em>) ad eroina. Non credo che il film possa essere collegato al femminismo, almeno come noi lo conosciamo.  E' un horror con tante sfaccettature che da voce a quell'energia femminile che noi tutte abbiamo sentito repressa per troppo tempo. Non fraintendetemi: io che me lo sono goduto non desidero neanche lontanamente evirare uomini. Siamo decisamente nel campo del simbolico. Però in un mondo in cui le violenze e le pressioni maschili sulle donne sono ancora molto attuali la faccenda della vagina dentata da una certa infantile e sgangherata soddisfazione. Vi tocca aspettare il 22 agosto per saperne di più...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amico]]></title>
<link>http://atmatica.wordpress.com/?p=28</link>
<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 11:52:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>atmatica</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questa pagina è dedicata a te. Sai di essere tu perchè ti ho mandato una mail specificandoti che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Questa pagina è dedicata a te. Sai di essere tu perchè ti ho mandato una mail specificandoti che è per te e solo per te. Dovrai quindi credermi sulla parola che non ho spedito la stessa mail ad altri. Ma so che mi credi. E da qui nasce <strong>il tutto</strong>.</p>
<p>Questo scritto veloce e spontaneo, che non rileggerò per evitare che si impoverisca a vantaggio della perfezione, che non può essere una lode perchè non è sicuramente sufficiente per chiamarsi tale, in quanto non riesce a rappresentare nemmeno lontanamente l'importanza della tua persona nel mio micro-mondo, questo scritto, dicevo, tenta di essere uno sguardo profondo tra me e te. Laddove non siamo mai arrivati a guardarci. Laddove non riusciamo a raccoglierci e a volerci bene se non tra noi due.</p>
<p>Amico, devo ringraziarti per aver dedicato una parte della tua vita a <em>parlare </em>con me. Per aver permesso a te di comprendere le nostre fragili paure attraverso le mie. E a me le nostre attraverso le tue.</p>
<p>Nonostante la mancanza di Tempo, nonostante i nostri momenti liberi siano sempre scanditi dalla contrattualistica aziendale per me e dalla domanda/offerta per te, siamo riusciti a <strong>sentirci</strong> <em>Tanto</em>.<br />
Spesso un Poco che è <strong>sempre </strong>stato <em>Moltissimo</em>.</p>
<p>Non v'è stato mai un momento che il vederci abbia significato il nulla.<br />
Non ho mai sofferto di vuoti di fronte a te, tantomeno di paure.<br />
Non ho mai ricevuto tanto rispetto quanto me ne abbia dato tu.<br />
Mai come con te mi sono sentita di meritare qualcosa di più che una semplice vita.<br />
Mai come verso di te mi sono sentita capace di donare.<br />
Non ho mai ricevuto tanto quanto ho ricevuto da te.</p>
<p>La nostra Amicizia, da tempo commistione di affetti e interessi ha permesso un profondo consolidamento di adesione alla <em>naturale rettitudine,</em> naturale appunto, non la decantata , agli essenziali disequilibri della gioia di vivere.</p>
<p>Mai, come parlando con te, ne sono uscita così perfettamente <em>pulita</em> e saldata alle mie <em>radici</em>, ai miei <em>valori</em>, alla mia <em>etica</em>.</p>
<p>Parto oggi, rendendo omaggio al momento sacro dell'ozio, con un <strong>Cuore consapevole</strong>, grazie a te.</p>
<p>Parto non più condannata alla difficoltà di accettazione del <em>comune luogo di vedere</em>, ma godendo della <strong>libertà dalla inaccettabile realtà sociale</strong>. Staccandomi da un tòpos di falsa garanzia, per accogliere, finalmente, dentro di me, l'importanza della <strong>condivisione del Vero</strong>.</p>
<p>E così sia.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Piccola...]]></title>
<link>http://jerrycarreras.wordpress.com/?p=50</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 12:00:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jerry Carreras</dc:creator>
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<description><![CDATA[Piccola, così tenera e insicura
hai bussato alla porta della vita
e magicamente ti ha aperto
senza ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Piccola, così tenera e insicura<br />
hai bussato alla porta della vita<br />
e magicamente ti ha aperto<br />
senza opporre resistenza...</p>
<p>E così hai trovato<br />
il vento che scombinava i tuoi pensieri,<br />
i tuoi sogni e le tue promesse,<br />
trasformandoli in un attimo</p>
<p>in paure e rimorsi,<br />
in schiaffi e dolori;<br />
senza avvertirti che tutte queste prove<br />
sarebbero state solo l'inizio!</p>
<p>L'inizio, però, di quel mondo<br />
che da sempre ti circonda<br />
e che da sempre ti ha accompagnato<br />
in un tortuoso percorso che si chiama "vita"!</p>
<p>"Vivere" non è solo soffrire!<br />
E "Vivere" non è solo gioire...<br />
"Vivere" è... vivere!<br />
E' sentire ogni attimo che passa sulle proprie spalle!</p>
<p>Oggi c'è qualcuno che ti ha sconvolto<br />
e domani ci sarà qualcuno che ti cullerà;<br />
ieri c'era qualcuno che ti ha sorretto<br />
e per sempre ci sarò io</p>
<p>che ti dirò sempre e comunque<br />
tutto quello che ho da dirti,<br />
scavando nei tuoi occhi,<br />
accarezzando il tuo corpo,</p>
<p>soffiando nella tua aria<br />
e cingendo il tuo petto...<br />
In qualsiasi modo ci sarò<br />
per dirti solo la cruda verità...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le mie Ombre]]></title>
<link>http://shad2001.wordpress.com/?p=4</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 20:38:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>shad2001</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ombre del silenzio, le nostre paure.
Ombre del passato, rinascon come vita
e annegano consumate.
Non]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ombre del silenzio, le nostre paure.<br />
Ombre del passato, rinascon come vita<br />
e annegano consumate.<br />
Non voglio giudicare, non voglio odiare.</p>
<p>Sono fuori, lontano, lasciatemi stare,<br />
lasciatemi tra le mie ombre,<br />
brindo con esse.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La terrazza - incipit -]]></title>
<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/?p=137</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 21:13:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
<guid>http://luciamarchitto.wordpress.com/?p=137</guid>
<description><![CDATA[La rosa gialla ergendosi con le sue spine taglia la terrazza a metà. Le mattonelle di un ocra caldo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf1045.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-138" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/06/dscf1045.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a>La rosa gialla ergendosi con le sue spine taglia la terrazza a metà. Le mattonelle di un ocra caldo riflettono la luce pomeridiana incendiandosi.  Come schizzi di inchiostro le persone siedono ai tavoli e il cielo sopra e sotto di loro li rende simili a zattere naviganti.  La luce, questa luce pomeridiana che ogni giorno mi attira e mi fa uscire dal chiuso della  stanza potrebbe inghiottirmi se non ci fosse la rosa gialla con le sue spine.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">L’ha comprata Marcella un giorno tornando dal mercato, ho sentito il suo respiro affannoso trascinarsi dal fondo della scala, entrando non si è fermata, ha aperto la porta-finestra e l’ha messa proprio qui che se anche sei in fondo alla stanza la vedi e ti incanta.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">I gradini delle scale sono tiepidi sotto la pianta del piede, la gonna ampia mi solletica col suo fluttuare,  in fondo alla scala la testa bionda di Marcella sembra confondersi col riverbero del sole. Mi fermo perché non vorrei spaventarla, ha paura delle ombre Marcella.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Scende l’ultimo gradino e si avvia verso i tavoli della terrazza diventando schizzo d’inchiostro come gli altri. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Solo quando è seduta inizio a scendere veloce, mi piace camminare scalza e veloce per le scale, mi dà un senso di euforia e la brezza entra con più vigore tra le pieghe delle gonna, dentro i capelli. Io non ho paura delle ombre come Marcella. Perché le ombre ti passano addosso e oscurano un poco la visuale ma non ti fanno alcun male, come le parole per dire, Angela ha paura delle parole, dice che alcune sono oscure e feriscono e non si riesce a scacciarle via neanche quando il loro suono è scomparso da tempo, ma non è proprio delle parole che ha paura perché quando siamo sedute vicine e parliamo tutte e quattro lei non ha paura, forse ha paura di alcune, non so ancora di quali.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Angela è seduta da un pezzo al tavolo di fronte alla ringhiera, lei ama guardare in basso alla terrazza, dal balcone no perché sente il vuoto troppo dritto e profondo, la terrazza invece si allunga piano verso il mare e non ha nessun vuoto perché è ben piantata nella terra, si solleva appena come la prua di una nave infilandosi sopra l’acqua e lei ama l’acqua anche se non sa nuotare.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Piante di limone bucano l’ocra del pavimento, un ramo nasconde alla vista la testa di Mara che seduta in parte ad Angela muove i piedi nei sandali con gli anelli dai colori vivaci. Mara vorrebbe sempre tutto in movimento, quando le tende, nell’arsura del mezzogiorno, restano impalate e dritte e tese sull’asse di ferro delle finestre ci punta contro il ventilatore perché non è del caldo che ha paura Mara ma dell’immobilità. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Marcella le ha raggiunte, sposta la sedia e si siede.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Anch’io sono quasi arrivata, mi fermo un attimo a guardare questa luce pomeridiana che infiamma le mattonelle e fa brillare i limoni. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">E non ho incollato sopra il naso gli occhiali scuri da cui non mi separo mai perché solo questa luce pomeridiana riesco a guardare. Perché solo di questa luce non ho paura.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ci sono posti]]></title>
<link>http://frammentando.wordpress.com/2008/04/21/ci-sono-posti/</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 01:54:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>barbaragozzi</dc:creator>
<guid>http://frammentando.wordpress.com/2008/04/21/ci-sono-posti/</guid>
<description><![CDATA[Si ritrova lungo la strada senza rendersene conto; non c&#8217;è un percorso, qualcosa che le indic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Si ritrova lungo la strada senza rendersene conto; non c'è un percorso, qualcosa che le indichi con precisione dove girare o come arrivarci.<br />
E neanche se ne accorge, non subito almeno, che l'ha trovata.</p>
<p>Cammina continuando a guardarsi in giro poi un raggio di sole, due cartelli storti e nell'aria un odore familiare. Si è <em>lei</em>, pensa, mentre rallenta l'andatura. D'improvviso ricorda il verde scuro che la colpì scendendo dalla Volvo dei suoi, ricorda l'odore di muffa e la nebbia mattutina che ne sfumava i contorni. Poi quel senso di pericolo che le ha fatto gelare il sangue, voci lontane, distorte e un agente che l'ha presa per un braccio, la tratteneva ma lei non capiva, voleva andare, proseguire e sapere cos'era successo, perché dicevano che suo fratello era lì. <em>Ma lì dove?</em></p>
<p>Certi posti trattengono frammenti indelebili, che li collegano alle persone; tracce invisibili che sono vecchi amici mai dimenticati. E quando si riuniscono riaffiorano colori precisi, un vago aroma che trasforma la percezione in memoria e recupera schegge sepolte, di vite che sono rimaste impresse.</p>
<p>Proprio lì, in quella strada stretta dimenticata dall'urbanizzazione è successo.<br />
Dieci anni fa, però.<br />
E il solo pensarci, <em>ricordare che</em>, sembra complicato, uno di quei film in bianco e nero con la pellicola rovinata dal tempo e le mani. Sembra anche diverso però, adesso che si guarda in giro associando spazi a pezzi di vita sepolti dallo scorrere del tempo; sembra perfino insensato mentre ci cammina con gli occhi di quei vent'anni rubati ai banchi, con la voglia di fare tutto, ridere, non pensare e uscire solo per il gusto di non fermarsi mai.</p>
<p>Le campagne emiliane sono indolenti, è difficile descriverle perché il loro sapore dipende dall'umidità, dai canali quanto dalle distese di terriccio secco e incolto. E' difficile perfino immaginarle, bisogna posarci i piedi in certi angoli nascosti, tra piante enormi e strade che sono scie di buche e ciuffi d'erba selvatica.<br />
Lei <em>sa però</em>, si è fissata tutto nella testa - polaroid automatica - prima di andarsene. E adesso è tornata. Solo che non pensava di averne ancora paura.</p>
<p>Era il millenovecentonovantasette.<br />
Quando suo fratello si sentì male.<br />
Dopo una nottata passata con la solita compagnia, 'quelli grandi' li chiamava lui perché erano tutti ultra venticinquenni mentre lui ne aveva appena compiuti diciotto. Ogni minuto libero lo passava con loro. Beveva e di certo faceva anche altro ma non le interessava granché all'epoca. Dopo invece si, è diventata un'ossessione scoprire <em>cosa, come, dove</em> ma soprattutto <em>perché</em>. Ossessione subdola, ridicola nel suo cercare qualcosa che ormai non esisteva più eppure per molto tempo non è riuscita a fermarsi, ha continuato a inseguirlo, cercarlo. Come oggi.</p>
<p>Era il diciotto febbraio, faceva freddo, umido come sempre in questi posti pieni di vegetazione rada e case diroccate.<br />
Una macchina - si dice scura - ha scaricato un corpo lungo una stradina di periferia, in piena campagna. Un vecchio se n'è accorto solo perché urinava in santa pace dietro una pianta, oltre un paio di siepi c'era casa sua ma la necessità era tale da impedirgli di raggiungerla in tempo per. (Non si è mai chiarito cosa facesse a quell'ora il distinto contadino in pensione tra stradine buie e piante selvatiche).<br />
Comunque li ha visti arrivare a tutta velocità - ha detto alla polizia che la macchina era stipata di gente - poi un'inchiodata da film americano e il tonfo.</p>
<p>Era mezzanotte passata da poco quando suo fratello è stato lasciato lungo quella stradina fangosa.<br />
Nel suo stomaco c'era una miscela letale di alcool e chimica ma nessuno poteva saperlo. <em>Ancora.</em></p>
<p>Raggiunto l'incrocio con la provinciale si volta, il sole illumina il paesaggio al punto che deve mettersi la mano davanti agli occhi per non vedere tutto bianco.<br />
Allora è così, pensa mentre la paura evapora e lo scopre meno doloroso quel posto, non c'è niente lì che racconti di quella maledetta notte più nera delle altre. Le scappa una smorfia, un sorriso strozzato.<em> Cosa pensava di trovarci? </em>Anche adesso non riesce a rispondersi. E' tornata ma non sa, non capisce se davvero, se lui o magari loro, se si poteva.</p>
<p>Ci sono posti che non si possono spiegare, in realtà non esistono finché non li si attraversa con gli occhi sbarrati e le orecchie in ascolto. Poi forse, <em>anche dopo</em> finiscono dimenticati.<span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<div style="text-align:left;">
<div style="text-align:center;"><span style="font-size:small;"><img src="http://deco-01.slide.com/r/1/181/dl/oIrka8CMsj9O4JbPiLp40nsE3eze4Z5j/item" alt="" hspace="10" vspace="10" width="450" height="338" /></span></div>
<p><span style="font-size:small;">--------------<br />
</span><em><strong>Foto BG.</strong></em><span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
</div>
<p>--------------------------------------------</p>
<p>Alcune note dall' '<span style="font-weight:bold;font-style:italic;">officina' creativa</span>.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Fotografia</span>: è stata 'rubata' in senso letterale mentre aspettavo in macchina lungo una strada provinciale delle campagne modenesi, in pratica mi sono fermata in attesa che la macchina davanti a me svoltasse a sinistra e voltando la testa alla mia destra ho visto che ero ferma davanti al collegamento con un piccolo viottolo non asfaltato. C'era questo sole mattutino, brillante e in salita ma i colori risentivano ancora della nebbiolina leggera della notte. Così ho scattato.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Racconto:</span> come dico in parte nella narrazione, ci sono posti che hanno qualcosa da dirci pur rimanendo in silenzio. Ci aspettano per sussurrarci quei segreti che custodiscono, di gente passata, avvenimenti accaduti... l'idea che in questa stradina di campagna possa essere successo qualcosa di 'brutto' mi è arrivata da subito, già mentre scattavo. Di certo ha contribuito l'atmosfera. Il fatto di trovarmi ferma proprio lì davanti di mattina presto (non erano ancora le otto), in quella finestra temporale dove le campagne si allontanano dalla brina, la notte e il grigio e cercano di avvicinarsi al chiarore di mezzogiorno, quella limpidezza che nelle belle giornate illumina tutto. E' un transito anche questo per me, l'ho sentito sulla pelle, come una finestra in un certo senso anche temporale. Allora lì, tra la ghiaia e la vegetazione selvatica ci ho visto una donna che camminava, un pò smarrita, un pò confusa. Il resto è venuto da sè.</p>
<p>----------------------------------------------</p>
<p>Racconto contaminato pubblicato <a href="http://declinatoalfemminile.menstyle.it/archive.php?eid=50">sul blog Declinato al Femminile su menstyle</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Black]]></title>
<link>http://marcofiore.wordpress.com/?p=191</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 21:05:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcofiore</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Un bel buio&#8230; buio totale&#8230; il nero si sta impossessando di me, strepito e mi ribello e p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-192" src="http://marcofiore.wordpress.com/files/2008/05/nero.jpg" alt="" width="450" height="337" /></p>
<p>Un bel buio... buio totale... il nero si sta impossessando di me, strepito e mi ribello e più strattono e più mi fagocita lentamente e lentamente mi trascina giù... nel nero... cerco di reagire... vorrei essere più forte... domani è sempre un altro giorno con la sua luce... sai, io ho sempre pensato "il casino"... "ma si passerà!"... passerà il periodo... ed infatti passava... per lasciar posto però ad altri casini, altri problemi... nella vita sembra che non finiscano mai, ne risolvi uno, ne superi uno e zac, pronto un altro ad aspettarti... allora inizi a dire, ma si dopo questo... ma si dopo quello... ed intanto il tempo passa... e più passa e più ti accorgi che i problemi ed i casini non finiscono... son sempre li... e ti accorgi di una cosa... VIVERE è affrontare i problemi.</p>
<p>Quindi io ho imparato che non posso lanciare troppo al di là del tempo quel che voglio, perchè avrò sempre dei problemi da risolvere, la Vita è risolvere problemi... quindi mischio ciò che vivo a ciò che voglio... e non sempre mi riesce bene... la macchia nera si espande.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Letture Piccanti - Adults Only]]></title>
<link>http://syymza.wordpress.com/?p=88</link>
<pubDate>Thu, 15 May 2008 01:45:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>syymza</dc:creator>
<guid>http://syymza.wordpress.com/?p=88</guid>
<description><![CDATA[
Per un sabato sera un po&#8217; diverso dal solito&#8230; Link segnalatomi da Pier, sempre attento ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://syymza.files.wordpress.com/2008/05/biblioteca-gorgonzola.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-87" src="http://syymza.wordpress.com/files/2008/05/biblioteca-gorgonzola.jpg" alt="" width="428" height="566" /></a></p>
<p>Per un sabato sera un po' diverso dal solito... Link segnalatomi da Pier, sempre attento agli eventi altamente CULturali. Dal <a href="http://www.bibliomilanoest.it/bibliogorgonzola/default.html" target="_blank">sito ufficiale</a> si legge anche:</p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;                     &#38;lt;![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--><em><strong><span style="font-size:10pt;">ADULTS ONLY - Letture piccanti</span></strong><span style="font-size:10pt;"> </span></em></p>
<div class="MsoNormal" style="text-align:center;"><em><span style="font-size:10pt;"></p>
<hr size="2" /></span></em></div>
<p><em><strong><span style="font-size:10pt;">Sabato 17 Maggio 2008 ore 21:00<br />
Auditorium di Via Montenero (c/o Biblioteca Comunale) - Gorgonzola</span></strong><span style="font-size:10pt;"> </span></em></p>
<p style="margin-bottom:12pt;"><em><span style="font-size:10pt;">Ed eccoci al terzo appuntamento con le letture dei Fuoritempo.</span></em></p>
<p><em>"Adults only" è finora la produzione più coraggiosa del gruppo, perchè raccontare ad un pubblico storie che parlano di sesso, di desideri, di paure, di aspettative nella relazione con l’altro/l’altra vuol dire rischiare di trovarsi tra pochi intimi.<br />
Ma allora perché rischiare?<br />
Perchè ogni volta è una sfida. Ogni volta che si prepara un lavoro, lettura o messa in scena teatrale, è occasione per gli attori di confrontarsi con la tematica trattata, di mettere in risalto le proprie contraddizioni e pregiudizi per poterli tradurre in comunicazione e dialogo con il pubblico.<br />
Trattare pubblicamente un argomento di cui a fatica e con grande riserbo si parla con pochi ci è sembrata una bella sfida, e un modo anche per sdrammatizzare le fobie, i tabù e le pruderie che accompagnano spesso i nostri pensieri sul sesso<br />
L’idea è quella di riderci un pò su e di parlare di questo importante aspetto della vita degli individui senza falsi pudori.. come in una serata tra amiche, o nello spogliatoio dopo una partita a calcetto..<br />
Senza nessuna pretesa, ma se uomini e donne imparassero ad ascoltarsi e a conoscere cosa l’altro pensa, desidera, si aspetta o teme, sarebbe di grande aiuto per vivere con più allegria le relazioni. "Adults only" è dedicato a chi non si spaventa, a chi resta fino alla fine senza alzarsi sdegnato dalla sedia, a chi, pur con il rossore sulle guance, si lascia coinvolgere. </em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;">Racconti e brani tratti da:</span></em></p>
<ul style="margin-top:0;" type="disc">
<li class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;">Berarda Del Vecchio -      "Sdraiami" – Alberto Castelvecchi Editore</span></em></li>
<li class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;">Autori vari -      "Ragazze che dovresti conoscere - THE SEX ANTHOLOGY" – ed.      Einaudi "La più piccola cosa" di Simona Vinci</span></em></li>
<li class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;">Carolina Cutolo –      “Pornoromantica” – Fazi editore</span></em></li>
<li class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;">Iris Bahr – “Stupida      puttana” – Einaudi stile libero</span></em></li>
<li class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;">Luciana Litizzetto –      “Rivergination” – Ed. Mondatori</span></em></li>
<li class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;">Stefano Benni – “Il      bar sotto il<span> </span>mare” – Universale      Economica Feltrinelli</span></em></li>
<li class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;">Pulsatilla – “La      ballata delle prugne secche” -</span></em></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Io sono incuriosito. E se trovo un pò di accompagnatori sarò ben lieto di provare ad andarci! E poi... lì a due passi c'è il bowling/biliardo!</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
