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	<title>pasolini &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/pasolini/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "pasolini"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 15:03:17 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[La voce del padrone]]></title>
<link>http://isoladeilotofagi.wordpress.com/?p=549</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 21:34:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>upuaut</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo diceva gia&#8217; Pasolini nel &#8216;75, nel famoso articolo «Il vuoto del potere» (comunement]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Lo diceva gia' <strong>Pasolini</strong> nel '75, nel famoso articolo <a href="http://www.corriere.it/speciali/pasolini/potere.html" target="_blank"><strong><em>«Il vuoto del potere»</em></strong></a> (comunemente noto come <em>«La scomparsa delle lucciole»</em>) che il potere era passato di mano, che era diventato "altro", sfuggendo a chi credeva di controllarlo; e che i politici "teste di legno" ancora non avevano compreso la mutazione in atto:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>Per quanto ciò possa sembrare prossimo alla criminalità la loro inconsapevolezza su questo punto è stata assoluta; non hanno sospettato minimamente che il potere, che essi detenevano e gestivano, non stava semplicemente subendo una "normale" evoluzione, ma sta cambiando radicalmente natura.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Questa nuova natura di cui parlava Pasolini era quella del mercato, del denaro, delle multinazionali, degli interessi economici come primo - e spesso unico - metro per decidere. E concludeva cosi':</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>Di tale "potere reale" noi abbiamo immagini astratte e in fondo apocalittiche: non sappiamo raffigurarci quali "forme" esso assumerebbe sostituendosi direttamente ai servi che l'hanno preso per una semplice "modernizzazione" di tecniche. Ad ogni modo, quanto a me (se ciò ha qualche interesse per il lettore) sia chiaro: io, ancorché multinazionale, darei l'intera Montedison per una lucciola.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">In effetti la "forma" che avrebbe assunto di li' a non molto - l'imprenditore d'assalto ex palazzinaro e padrone di meta' dei media italiani che entra in politica per curare direttamente i propri interessi - credo non l'avrebbe potuta immaginare nemmeno nei suoi peggiori incubi.</p>
<p style="text-align:justify;">L'articolo mi e' tornato in mente oggi mentre ascoltavo il gr di <a href="http://www.radiopopolare.it/" target="_blank">radiopopolare</a> delle 12.30. In esso si diceva che <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/07/01/897040-fiducia_napolitano_italia_fara.shtml" target="_blank">il presidente Napolitano oggi ha partecipato a un convegno dell'Aspen Institute a Villa Madama</a>. Detta cosi' sembra una sciocchezzuola. Ma cos'e' l'<strong>Aspen Institute</strong>? E come mai puo' permettersi di indire un convegno nella <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/berlusconi_bush/luogo_vertice.html" target="_blank">sede di rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri</a>?</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>L’Aspen Institute è un’organizzazione internazionale non profit fondata nel 1950 e finalizzata a<strong> incoraggiare le leadership illuminate</strong>, le idee e i valori senza tempo e il dialogo sui problemi contemporanei,</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">dice la stringatissima <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aspen_Institute" target="_blank">voce di Wikipedia</a>. Sul <a href="http://www.aspeninstitute.it/" target="_blank">sito dell'Aspen Institute italiano</a> ("filiale" di quello internazionale) si legge:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>Aspen Institute Italia è un’associazione privata, indipendente, internazionale, apartitica e senza fini di lucro dedicata alla discussione, all’approfondimento e allo scambio di conoscenze, informazioni e valori. <strong>La sua missione è l’internazionalizzazione della leadership</strong> attraverso un metodo che privilegia l’approfondimento di temi strategici della realtà contemporanea e il confronto tra culture e posizioni diverse <strong>in condizioni di riservatezza</strong> e libertà espressiva.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">La cosa diventa piu' chiara se si va a guardare chi ne fa parte:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>Il meglio dell’<strong>industria italiana</strong>, delle <strong>banche</strong> e delle <strong>assicurazioni</strong>, non c’è settore che manchi all’appello : dalle <strong>Generali</strong> alla <strong>Fincantieri</strong>, da <strong>Confindustria</strong> alla <strong>Rai</strong> a <strong>Mediaset</strong>; da <strong>Pirelli</strong> alle <strong>Poste Italiane</strong>, dalla <strong>società Autostrade</strong> all’<strong>Enel</strong>, dalla <strong>Fiat</strong> alla <strong>IBM Italia</strong>, dalla <strong>Italtel </strong>alla <strong>Banca nazionale del lavoro</strong> (...) E questo solo per rimanere nel bel paese, perché se appena facciamo capolino fuori dai nostri confini i nomi diventano pesantissimi, da <strong>Condy Rice</strong> al “filantropo” <strong>Soros</strong>, dalla <strong>Albright </strong>a <strong>Kissinger</strong>.<br />
(...) è membro Aspen anche <strong>Romano Prodi</strong> naturalmente, e perfino <strong>il presidente della Repubblica Napolitano</strong>, vecchio comunista.</em></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Eccolo li', Napolitano, appunto.</p>
<p style="text-align:justify;">Il resto dell'<a href="http://www.canisciolti.info/articoli_dettaglio.php?id=70" target="_blank">articolo di canisciolti</a> merita una lettura approfondita, perche' illustra molto bene di che genere e' la "leadership" che Aspen si pone la missione di "internazionalizzare".</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa sia davvero l'Aspen Institute lo sintetizza efficacemente Miguel Martinez in <a href="http://www.kelebekler.com/occ/vaticano3.htm" target="_blank">questo articolo</a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>Sono un'emanazione dei miliardari che li finanziano, e a loro volta permettono ai miliardari riuniti insieme di dettare la linea alle istituzioni dello stato, ai media, al mondo militare, alla culturale, alla cosiddetta "opinione pubblica".<br />
E di farlo <strong>con qualunque governo ci sia al potere</strong>.</em></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Ovvero, proprio cio' di cui parlava Pasolini nel '75. Con la fondamentale differenza che ora non si nascondono piu', i convegni li fanno direttamente a Villa Madama e i politici non sono piu' inconsapevoli burattini, ma si sono fatti direttamente e consapevolmente cooptare all'interno del meccanismo.</p>
<p style="text-align:justify;">A margine, vale la pena di sottolineare <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwNzAxMTA1OTUzLnhtbCI7fQ==" target="_blank">una delle affermazioni di Napolitano</a> al convegno:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>"L'Italia deve liberarsi da quella che gli americani chiamano 'hyperpartisanship', ovvero da un <strong>eccesso di partigianeria politica</strong> che e' l'esatto contrario della 'bipartisanship'". (...) Il capo dello Stato sottolinea "la necessita' di non lasciarsi dividere o paralizzare da <strong>contrasti ideologici</strong>. Dobbiamo liberarci da questa sorta di 'camicia di forza' per procedere avanti".</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Dopo che le ultime elezioni hanno fatto piazza pulita della sinistra, dopo che quello che e' rimasto dell'opposizione si e' sdraiato a mo' di zerbino ai piedi del Capo, lui ancora non e' contento e parla di un "eccesso di partigianeria politica" che evidentemente sogna di veder piallato. Nessuna asperita', nessun contrasto. Lasciate fare a noi, signori. Lasciateci lavorare.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vassalli Pasticcerie - Review - Salò, Lake Garda, Italy (8.5/10)]]></title>
<link>http://worldfoodieguide.wordpress.com/?p=1452</link>
<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 23:00:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>foodieguide</dc:creator>
<guid>http://worldfoodieguide.wordpress.com/?p=1452</guid>
<description><![CDATA[
Although we drove past the beautiful lakeside town of Salò several times to and from Limone sul Ga]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a title="salo by foodieguide, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/helenyuetlingpang/2618880355/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3064/2618880355_1a8ca2e580.jpg" alt="salo" width="375" height="500" /></a></p>
<p>Although we drove past the beautiful lakeside town of <a href="http://www.rivieradeilimoni.it/" target="_blank"><strong>Salò</strong></a> several times to and from <strong><a href="http://worldfoodieguide.wordpress.com/2008/06/24/alla-noce-italian-review-limone-sul-garda-italy" target="_blank">Limone sul Garda</a>,</strong> where we were staying, we didn't actually stop there until we were on our way back to the airport. We knew little about Salò at the time (although I did keep wondering if it was connected to the film of the same name, which I've seen at work), but it turned out to be one of the unexpected highlights of our short holiday, and a lovely way to remember the western Lake Garda at its best. As we parked alongside a stunning Mercedes 220SE 'Ponton', I had a good feeling about the short visit...</p>
<p><!--more--></p>
<p><a title="Salo Mercedes by foodieguide, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/helenyuetlingpang/2593887824/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3280/2593887824_13bcec27d1.jpg" alt="Salo Mercedes" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Salò<strong> </strong>is the birthplace of <strong>Gasparo da Salò</strong>, inventor of the violin (although this is  apparently now in dispute). It lent its name to Mussolini's last Republic (he was placed in luxurious <a href="http://www.villafeltrinelli.com/home/030416.html" target="_blank">Villa Feltrinelli</a> in nearby Gargnone by the Nazis between 1943-45). And it did indeed turn out to be the location for <strong>Pasolini</strong>'s controversial last film <a href="http://www.imdb.com/title/tt0073650/" target="_blank"><strong>Salò, or The 120 Days of Sodom</strong></a>, in which the Marquis de Sade's original work is set during the Salò Republic.</p>
<p>Unlike other places around Lake Garda such as Limone and Malcesine, Salò was barely touched by tourists, and was exactly how I imagined a Lake Garda town to be like. The streets were lined with exclusive designer boutiques and shops selling expensive gastronomic delicacies. A stroll down the lakefront revealed numerous caffés and restaurants, where wealthy patrons sipped at their drinks. Of course, I had no idea about its darker historical past at the time!</p>
<p><a title="Vassalli Pasticcerie window by foodieguide, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/helenyuetlingpang/2592824503/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2134/2592824503_d1fc67af4f.jpg" alt="Vassalli Pasticcerie window" width="500" height="375" /></a></p>
<p>As always, father-in-law managed to discover one of the best things about Salò - <a href="http://www.pasticceria-vassalli.it" target="_blank"><strong>Vassalli Pasticerrie</strong></a>. Since 1930, this gem has been offering customers delectable treats including tarts, pastries, cakes (Colomba Italian Easter cake), biscuits, handmade chocolates and Cedrina (a Lake Garda liqueur made from lemons). Everything is beautifully laid out, and there's plenty of seating to enjoy an espresso or hot chocolate.</p>
<p><a title="Vassalli interior by foodieguide, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/helenyuetlingpang/2592833285/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3166/2592833285_3dcefa95a3.jpg" alt="Vassalli interior" width="500" height="375" /></a></p>
<p>We sat outside, and after feeling somewhat overwhelmed by the choice of cakes and tarts on offer, I chose a small strawberry mousse cake with fruit on top, hoping it would be slightly less calorie-laden than all the other things I'd consumed over the last few days. Slightly over-sweet, it was nevertheless delicious. I only wish we'd had more time to browse through the wonderful products, and take some souvenirs home with us.</p>
<p><a title="Vassalli cake by foodieguide, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/helenyuetlingpang/2592830391/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3003/2592830391_1d3095cef5.jpg" alt="Vassalli cake" width="500" height="375" /></a></p>
<p>So if you travel to Lake Garda, please don't drive past Saló, whatever you do! It's definitely worth a half day stopover, if not a leisurely stay...</p>
<p style="text-align:center;"><strong>10</strong> - Perfection, <strong>9.5</strong> - Sensational, <strong>9</strong> - Outstanding, <strong>8.5</strong> - Superb,<br />
<strong>8</strong> - Excellent, <strong>7.5</strong> - Very Good, <strong>7 </strong>- Good, <strong>6.5 </strong>- Above Average, <strong>6</strong> - Average</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Contact details:<br />
Vassalli Pasticcerie</strong><br />
Via San Carlo 86<br />
25087 Salo<br />
(BS) Italy<br />
Tel: +39 365 207 52<br />
info@pasticceria-vassalli.it<br />
<a href="http://www.pasticceria-vassalli.it" target="_blank">www.pasticceria-vassalli.it</a></p>
<p><strong><a href="http://worldfoodieguide.wordpress.com/about-me-new" target="_blank">Helen Yuet Ling Pang @ World Foodie Guide</a></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lo spirito della televisione]]></title>
<link>http://bhma.wordpress.com/?p=10</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 12:12:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>bhma</dc:creator>
<guid>http://bhma.wordpress.com/?p=10</guid>
<description><![CDATA[“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left:30px;"><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno oramai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè - come dicevo - i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.</span></span></p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>L’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che “omologava” gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale “omologatore” che è l’edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo. Non c’è infatti niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione. Essi sono due persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s’intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina). Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo?</span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>No. O lo realizzano materialmente solo in parte, diventandone la caricatura, o non riescono a realizzarlo che in misura così minima da diventarne vittime. Frustrazione o addirittura ansia nevrotica sono ormai stati d’animo collettivi. Per esempio, i sottoproletari, fino a pochi anni fa, rispettavano la cultura e non si vergognavano della propria ignoranza. Anzi, erano fieri del proprio modello popolare di analfabeti in possesso però del mistero della realtà. Guardavano con un certo disprezzo spavaldo i “figli di papà”, i piccoli borghesi, da cui si dissociavano, anche quando erano costretti a servirli. Adesso, al contrario, essi cominciano a vergognarsi della propria ignoranza: hanno abiurato dal proprio modello culturale (i giovanissimi non lo ricordano neanche più, l’hanno completamente perduto), e il nuovo modello che cercano di imitare non prevede l’analfabetismo e la rozzezza. I ragazzi sottoproletari - umiliati - cancellano nella loro carta d’identità il termine del loro mestiere, per sostituirlo con la qualifica di “studente”. Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza, hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi). Nel tempo stesso, il ragazzo piccolo borghese, nell’adeguarsi al modello “televisivo” - che, essendo la sua stessa classe a creare e a volere, gli è sostanzialmente naturale - diviene stranamente rozzo e infelice. Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio “uomo” che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali. La responsabilità della televisione, in tutto questo, è enorme. Non certo in quanto "mezzo tecnico", ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere. Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre”.</span></span></p>
<ul>
<li>
<ul>
<div><em><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>Pier Paolo Pasolini</span></span></em></div>
</ul>
</li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[omosessuali moderni]]></title>
<link>http://marcoboccaccio.wordpress.com/?p=143</link>
<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 10:07:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcoboccaccio</dc:creator>
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<description><![CDATA[ho appena terminato la lettura di un saggio intitolato omosessuali moderni (m. barbagli, a. colomb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>ho appena terminato la lettura di un saggio intitolato <em><a href="http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&#38;ISBNART=11861">omosessuali moderni</a></em> (m. barbagli, a. colombo; il mulino, 2001), che ho trovato nella sterminata biblioteca di R. la tesi di fondo è che l'omosessualità in senso moderno è apparsa solo in tempi recenti, dopo il modello antico (la pederastia greca), quello medievale-rinascimentale (la sodomia come peccato) e quello ottocentesco (le relazioni borghesi). e <em>in senso moderno</em> significa una relazione in cui ci sia parità tra due persone dello stesso sesso che cercano affetto e stabilità e non solo pratiche erotiche. in effetti in tutti e tre i modelli <em>non-moderni</em> tra le due parti si trova una forte asimmetria: tra eromenes ed erastos c'è come un rapporto di iniziazione tra un adulto e un adolescente, che almeno inizialmente aveva un valore magico-religioso e solo successivamente ha assunto un carattere spiccatamente erotico. nel rapporto sodomitico come ci viene descritto nei testi (per lo più atti di processi) c'è sempre una sorta di forzatura da una parte sull'altra, in cui si può ravvisare qualcosa di analogo allo stupro. nelle situazioni emerse con l'avvento della società borghese dal 700 in poi i ricchi viaggiatori si incapricciano degli adolescenti del popolo e ne comprano i favori, situazione che perdura coi mutamenti della storia fino ai personaggi che ancora negli anni 70 del novecento (si pensi, uno per tutti, a pasolini) comprano stabilmente il sesso dai giovani proletari. in tutti questi modelli si ha una forte asimmetria di ruolo (sociale e sessuale) tra le due parti, e una prevalentissima <em>esogamia</em> (intesa come ricerca del partner al di fuori dell'insieme degli altri omosessuali); oltre al concetto che l'omosessualità (almeno nei primi due modelli) non sia considerata uno stato permanente del singolo individuo ma una variabile in cui tutti possono incorrere o no (e a maggior ragione quando viene considerata un peccato dalla chiesa, e perciò una caduta da cui si deve risorgere). oggi, parallelamente ad una concezione più democratica dei rapporti tra le persone (la scomparsa della famiglia patriarcale e l'attenuazione delle differenze ideologiche -anche se non economiche- tra le classi sociali), da un lato si tende a ricercare in una relazione (omosessuale o eterosessuale che sia) la parità e la reciprocità, come prova anche la riduzione delle differenza di età tra i componenti delle coppie (anche qui, sia omo che etero); e dall'altro tende a scomparire l'esogamia, dove il maschio che aveva rapporti con altri uomini poteva continuare a sentirsi maschio eterosessuale (in quanto attivo; l'eromenes o il sodomita nei primi due modelli, il giovane che si vende nel terzo). ne accenno qui solo di sfuggita, ma si parla diffusamente anche dell'omosessualità femminile, pur nella minore quantità e accessibilità delle fonti: e se ne parla, come anche di quella maschile, anche sulla base di ricerche compiute appositamente e pubblicate nel volume medesimo, e che danno spessore e prospettiva a tutto il lavoro. in definitiva: l'omosessualità moderna è o tende a diventare sempre più una condizione stabile per quanto riguarda l'orientamento sessuale, ed una condizione accettata e non subita per quanto riguarda le modalità di realizzazione e di relazione all'interno della coppia. tutto ciò mentre da parte delle componenti sociali reazionarie (molta lega e molta chiesa cattolica, ma non solo) non si vuole nemmeno vedere la realtà, e si continua a parlare di <em>culattoni</em> e di peccato da cui risollevarsi o almeno difendersi. e purtroppo, mentre le vallette sono ridotte a ministre e tette e culi prorompono dalle tv pubbliche e private, si racconta ancora la favola che <em>i froci</em> vogliono distruggere la morale e la famiglia. e il guaio è che tanti ci credono pure.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il gioco]]></title>
<link>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/?p=794</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 16:27:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>ange</dc:creator>
<guid>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/?p=794</guid>
<description><![CDATA[Ci sono delle persone che non credono in niente fin dalla nascita. Ciò non toglie che tali persone ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color:#003366;"><em>Ci sono delle persone che non credono in niente fin dalla nascita. Ciò non toglie che tali persone agiscano, facciano qualcosa della loro vita, si occupino di qualcosa, producano qualcosa. Altre persone invece hanno il vizio di credere: i doveri si concretizzano davanti ai loro occhi in ideali da realizzare.Se un bel giorno costoro non credono più – magari piano piano, attraverso una serie successiva, logica o magari anche illogica, di disillusioni – ecco che riscoprono quel ‘nulla’ che per altri è stato sempre, invece, così naturale.</em></span></div>
<div><span style="color:#003366;"><em>La scoperta del ‘nulla’ per essi però è una novità che implica altre cose: implica cioè non solo il proseguire dell’azione, dell’intervento, dell’operosità (intesi ora non più come Doveri ma come atti gratuiti) ma anche la sensazione esilarante che tutto ciò non sia che un gioco.</em></span></div>
<div><span style="color:#003366;"><em></em></span></div>
<p><span style="color:#003366;"></p>
<div><em></em></div>
<div><span style="color:#003366;"><em></em></span></div>
<p><span style="color:#003366;"><span style="color:#003366;"></p>
<div><span style="color:#003366;"><em>E’ chiaro che non parlo di coloro che scoprono il ‘nulla’ filosofico, cosmico. Si tratterebbe in tal caso di una conversione, molto coerente con le loro precedenti illusioni e fedi, e causerebbe il blocco di tutto; il ritiro dal mondo; l’ascesi. No: io parlo di coloro che un bel giorno, tirando le somme, vengono alla conclusione di aver scoperto il ‘nulla’ sociale. Niente ritiro dal mondo, quindi: anzi, partecipazione più fitta: tanto più fitta quanto più in malafede, necessitata dalla mancanza di alternative, e intesa come parodia. Niente ascesi; ma interesse per le cose sociali nullificate, e rifondate sul pragmatismo, sul valore autonomo delle virtù: cose appunto quanto mai esilaranti.</em></span></div>
<p><span style="color:#003300;"><strong>Pier Paolo Pasolini, Petrolio</strong> (Oscar Mondadori) pgg.422</span></p>
<p><span style="color:#993300;">*Se vuoi leggere l'intero "Appunto" <a href="http://lamontagnaincantata.wordpress.com/sine-die/">qui</a></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I film su Gesù, analisi e commenti]]></title>
<link>http://vangelo.wordpress.com/?p=74</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 11:44:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>NamelssKJ</dc:creator>
<guid>http://vangelo.wordpress.com/?p=74</guid>
<description><![CDATA[Ho visto vari film su Gesù, i più meritevoli a mio dire sono essenzialmente:
(in ordine di potenza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto vari film su Gesù, i più meritevoli a mio dire sono essenzialmente:</p>
<p>(in ordine di potenza)</p>
<ul>
<li><strong>Gesù di Nazareth</strong> di <em>Zeffirelli</em> ( 1977 )</li>
<li><strong>L'ultima tentazione di Cristo </strong> di <em>Scorsese</em> ( 1988 )</li>
<li><strong>I giardini dell' Eden</strong> di <em>Alessandro D'Alatri</em> ( 1998 )</li>
<li><strong>La passionedi Cristo </strong> di <em>Gibson</em> ( 2004 )</li>
<li><strong>Il Vangelo secondo Matteo</strong> di <em>Pasolini</em> ( 1964 )</li>
</ul>
<p>Il topic corrispondente lo trovate <a href="http://vangelo.forumfree.net/?t=17927418">qua</a>.</p>
<p><strong>Gesù di Nazareth Zeffirelli ( 1977 )</strong><br />
Il migliore in assoluto!! Quello più simile ai vangeli (e non solo, pesca molto anche sui vangeli apocrifi). Ricco e perfezionista sotto l'aspetto dei dettagli storico-politici. Niente è lasciato al caso e alla superficialità, il comportamento di Giuda, dei romani e degli ebrei è realistico e non forzato nè a favore di uno e nè a favore dell'altro.<br />
Se proprio devo trovare una pecca: Gli occhi azzurri di Gesù.<br />
Oltre 4 ore di film e in origine era di 6 ore.</p>
<p><strong>L'ultima tentazione di Cristo Scorsese ( 1988 )</strong><br />
Da vedere, ma lo sconsiglio agli stupidi (sia se religiosi che atei, i primi perchè si fisserebbero sul fatto che è pura invenzione, i secondi perchè ci crederebbero). Una marea di scene degne di attenzione (tutto il finale da 40-45 minuti in primis) ed altre evitabili per la loro mediocrità. Non si basa sui vangeli ma sul racconto di un tizio che non dovrebbe conoscere più di tanto la cronologia degli eventi. Bella colonna sonora.</p>
<p><strong>La passione di Cristo Gibson ( 2004 )</strong><br />
Bella l'idea di farlo in aramaico e di fissarsi solo su una parte della storia di Gesù, ma troppo "caricato": Violenza gratuita eccessiva (nei vangeli non c'è scritto che Gesù prende tutte quelle botte prima di essere crocifisso) e troppo antisemita, al contrario i romani escono quasi immacolati, con Pilato quasi eroe...</p>
<p><strong>Il Vangelo secondo Matteo Pasolini ( 1964 )</strong><br />
A mio avviso il più brutto dei quattro elencati: stile recita scolastica con personaggi senza spessore carismatico (si limitano a recitare i versetti del vangelo di Matteo).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Jeremy Rifkin e Pier Paolo Pasolini]]></title>
<link>http://ilcomizietto.wordpress.com/2008/06/19/jeremy-rifkin-e-pier-paolo-pasolini/</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 09:17:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilcomizietto</dc:creator>
<guid>http://ilcomizietto.wordpress.com/2008/06/19/jeremy-rifkin-e-pier-paolo-pasolini/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;associazione fra i due autori vale solo per me. Mi si sono presentati in questi ultimi mesi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'associazione fra i due autori vale solo per me. Mi si sono presentati in questi ultimi mesi in diverse occasioni con citazioni e articoli , mi hanno stimolato riflessioni e associazioni di idee, tanto che prossimamente inizierò la scalata di qualcuna delle loro opere. Anzi, con <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Rifkin">Rifkin</a> ho già iniziato:<br /><a target="_blank" href="http://www.webster.it/libri-era_accesso_rivoluzione_new_economy-9788804478034.htm"><br />L' era dell'accesso. La rivoluzione della new economy</a></p>
<p>Sono a pagina 20 e potrei già scrivere diversi comizietti e mi sono venute in mente molte associazioni fra scritti e idee molto diverse fra loro.</p>
<p>Pasolini invece è sempre stato snobbato dal sottoscritto; visto che interessava a mio padre, l'ho considerato sempre noioso, cosa che fa ogni figlio che si rispetti. :-) Ora che sono padre anche io posso rompere l'incantesimo e dedicarmi a cose noiose. :-) Penso partirò da <a target="_blank" href="http://www.webster.it/libri-scritti_corsari_pasolini_paolo_garzanti-9788811666295.htm">Scritti corsari</a>.</p>
<p>Dovrete aver pazienza, ma poi vi beccherete anche le recensioni.</p>
<p>ilcomiziante<br />PS: E non ditemi come vanno a finire! :-)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LibrInRegalo: Intervista a Pasolini]]></title>
<link>http://unlibroxunsorriso.wordpress.com/?p=90</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 18:52:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>barbottina</dc:creator>
<guid>http://unlibroxunsorriso.wordpress.com/?p=90</guid>
<description><![CDATA[
&#8220;Intervista a Pasolini&#8221;, di Davide Toffolo (in questo caso è abbastanza inutile che cl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><a title="Per saperne di più su Intervista a Pasolini" href="http://www.anobii.com/books/0158e3d777b8bde23a/" target="_blank"><img style="padding:5px;" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&#38;item_id=0158e3d777b8bde23a&#38;time=0" border="0" alt="Immagine di Intervista a Pasolini" /></a></div>
<p><span style="color:#3366ff;"><strong><em>"Intervista a Pasolini"</em>, di Davide Toffolo</strong></span> (in questo caso è abbastanza inutile che clicchiate sulla copertina, perché tanto non ci son commenti su aNobii, né descrizioni)</p>
<p><strong>Quarta di copertina</strong>: «<em>Intervista a Pasolini è un viaggio nella parola del poeta friulano, una lunga intervista fantastica - in forma di fumetto, di "diario disegnato" - condotta sui luoghi della sua esistenza, per recuperare il pensiero di un intellettuale che ha messo a disposizione della poesia la sua intera esistenza. Un'occasione per riascoltare la voce e per rivedere i luoghi dell'Italia di Pasolini, oggi. Casarsa e il "casel" di Versuta, Bologna e i luoghi della sua adolescenza, Roma nel sognante parco della Caffarella o dentroo il bar dei ragazzi di "Accattone", il deserto dell'Etna dal quale si vede il "terzo mondo", ultimo orizzonte per il pensiero del poeta. Sono le tappe di questo gioco all'incontro che il disegnatore Davide Toffolo ingaggia con il sig. Pasolini, pronto a concedere nelle interviste il proprio attualissimo pensiero</em>».</p>
<p>Ti incuriosisce questo libro? Chiedimelo in regalo! (<a href="http://unlibroxunsorriso.wordpress.com/come-perche/">per saperne di più</a>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Clóvis e a Intelectualidade]]></title>
<link>http://projetoavante.wordpress.com/?p=31</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 00:16:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>editor</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vespasiano
Clovis tinha uma coleção de filmes. Beiravam os 200 em DVD. Ok, nem todos eram originai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><span style="color:#993300;"><em>Vespasiano</em></span></p>
<p style="text-align:justify;">Clovis tinha uma coleção de filmes. Beiravam os 200 em DVD. Ok, nem todos eram originais, mas qual o problema? O importante é que eram filmes. Tinha muito Kubrick, mas, para o mundo, seu cineasta favorito era Pasolini. Dos novos, só os asiáticos lhe ocupavam as prateleiras. Bom, no fundo, no fundo, ele nem sentia muito prazer em ver este cinema contemporâneo. Prazer mesmo, de ver, era com Billy Wilder. Esses asiáticos, e Kubrick e Pasolini, eram o cinema que ele gostaria de fazer. De ver, Wilder. Em segredo.<!--more--><br />
Livros, ele tinha uns 150 pelo menos, esses sim, sempre originais, ele não admitia essas xerox porcas que os universitários costumam fazer. Tinha algumas preciosidades realmente caras. Comprou uma vez num sebo uma edição de Os Miseráveis em francês datada do século XIX. Essa ele nunca leu, pra não esgarçar a costura das páginas. Leu Victor Hugo numa edição de bolso comprada por menos de quinze reais numa banca de jornal. Mas ele não se importava muito com essas frescuras. O importante era a obra. Capa dura, capa mole, papel gramatura alta, costura de linha de ouro, bobagens. O importante era a obra, e ele tinha pra lá de 150. E se orgulhava de ter lido todas. Boa parte, mais de uma vez. Mas ainda não lera nenhum Joyce. E não conseguiu terminar de ler Irmãos Karamazov até hoje. Esses pecados ele não conta.</p>
<p style="text-align:justify;">Também era um amante de boa música. E ele sempre enfatizava: música! Não havia espaço pra voz, pra letra, pra nada que não fossem notas musicais originadas de instrumentos. Por isso, só música instrumental. Tinha um fraco por Vivaldi, mas não espalhava. Preferia pagar de admirador dos russos. Tchaikovsky, Rachmanioff. No fundo, sabia que era mais pose do que gosto. Mas não conseguia admitir que ainda se emocionava com as Quatro Estações.</p>
<p style="text-align:justify;">O pior foi quando tentou alcançar no alto da estante um exemplar de Othelo, pra ler mais uma vez. Se apoiou na estante de DVDs, bem na parte da coletânea de Marilyn Monroe. Sabia que não devia ter entulhado tantos DVDs naquela estante fininha. A estante partiu e ele se desequilibrou e caiu no chão. Os DVDs cairam em cima dele. Bateu a cabeça numa cadeira que usava para empilhar alguns LPs de Bach que já não tinha mais utilidade - a vitrola já não funcionava há anos.</p>
<p style="text-align:justify;">Agora não mexe nada além das pálpebras e de um dos dedos da mão esquerda. Ironicamente, "Quanto mais quente melhor" caiu em cima do seu peito, e tudo o que ele consegue ver é Um filme de Billy Wilder no alto da caixinha. E a edição de luxo de "Ulisses" está bem na beirada da estante. Um vento e ela cai, em cima de Clóvis.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Liberta sessuale coatta 2]]></title>
<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/?p=285</link>
<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 10:22:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>giovannacosenza</dc:creator>
<guid>http://giovannacosenza.wordpress.com/?p=285</guid>
<description><![CDATA[Prosegue idealmente le riflessioni sulla libertà sessuale che Pasolini faceva nel 1975 (qui comment]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Prosegue idealmente le riflessioni sulla libertà sessuale che Pasolini faceva nel 1975 (qui commentate <a title="Libertà sessuale coatta" href="http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/06/10/liberta-sessuale-coatta/" target="_blank"><strong>qualche giorno fa</strong></a>) <a title="Zygmunt Bauman" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman" target="_blank"><strong>Zygmunt Bauman</strong></a> nel 2003:</p>
<p style="text-align:left;">«È giusto, forse anche entusiasmante e nel complesso meraviglioso, che il sesso si sia emancipato a tal punto. Il problema tuttavia sta nel come fare a trattenerlo una volta scaricata la zavorra; come preservarne la forma se non esistono più strutture disponibili. Volare leggeri è una cosa gioiosa, volare senza barra di comando è angosciante. Il cambiamento eccita, la volatilità disturba. L'insostenibile leggerezza del sesso?</p>
<p style="text-align:left;">Volkmar Sigusch è un terapeuta che ogni giorno incontra le vittime del "sesso puro". I riepiloghi delle sue scoperte sono tanto assennati quanto foschi:</p>
<p style="text-align:left;">"Tutte le forme di relazione intima attualmente in voga portano la stessa maschera di falsa felicità indossata dall'amore coniugale e in seguito dall'amore libero [...]. Quando abbiamo guardato meglio e abbiamo levato la maschera, abbiamo trovato desideri insoddisfatti, nervi scossi, amore deluso, dolore, paure, solitudine, ipocrisia, egotismo e compulsione ripetitiva [...]. Le prestazioni hanno sostituito l'estasi, le proprietà fisiche sono 'in', le proprietà metafisiche sono 'out' [...]. Astinenza, monogamia e promiscuità sono tutte parimenti lontanissime dalla libera vita della sensualità che nessuno di noi conosce" (Volkmar Sigusch, <em>The neosexual revolution</em>, in "Archives of Sexual Behaviour, 4, 1989, pp. 332-359).</p>
<p style="text-align:left;">[...]</p>
<p style="text-align:left;">Quando il sesso sta a significare un mero evento fisiologico e la parola "sensualità" evoca ben poco se non una piacevole sensazione fisica, il sesso non si è affatto emancipato da ulteriori, superflui, inutili, onerosi e attanaglianti carichi. Al contrario, viene <em>sovraccaricato</em>. Travolto da aspettative che non è in grado di soddisfare.»</p>
<p style="text-align:left;">(Zygmunt Bauman, <em>Liquid Love. On the Fraility of Human Bonds</em>, Polity Press e Blackwell Publishing Ltd, Oxford, 2003, trad. it. <em>Amore liquido</em>, Laterza, Roma-Bari, 2004, pp. 64-65).</p>
<p style="text-align:left;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il caso esiste, dio no!]]></title>
<link>http://pensatori.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 18:28:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Matteo</dc:creator>
<guid>http://pensatori.wordpress.com/?p=60</guid>
<description><![CDATA[Potrebbe sembravi eccessivo come titolo, ma non lo è. Vagando per caso su iutub ho trovato una pepi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe sembravi eccessivo come titolo, ma non lo è. Vagando per caso su iutub ho trovato una pepita, oro allo stato puro, per caso. Di conseguenza posso affermare che avendo sperimentato la realtà del caso e non avendo prova alcuna di dio, posso dire che il caso esiste e dio no.<!--more--></p>
<p>Tornando alla questione del prezioso ritovamento posso dirvi che si tratta di un film documentario in forma di appello all'UNESCO intitolato "Le mura di Sana'a", girato da Pier Paolo Pasolini nell'ottobre del '70, mentre si trovava a Sana'a per le riprese del film Il Decameron.</p>
<p>Il cortometraggio di Pasolini era una appello per la salvaguardia dell'antica città.</p>
<p>Lo scrittore era molto impegnato nella tutela delle città antiche e del loro patrimonio storico come testimonia il fatto che nel 1974 girò (con Paolo Brunatto) "Pasolini e... la forma della città", un altro breve documentario sulle città di Orte e Sabaudia. Riguardo a questo va inoltre ricordato quanto lui stesso disse: "È uno dei miei sogni occuparmi di salvare Sana'a ed altre città, i loro centri storici: per questo sogno mi batterò, farò in modo che intervenga l'Unesco”.</p>
<p>L'appello di Pasolini fu accolto e nel 1986 per le sue preziose testimonianze artistiche la città vecchia di Sana'a è stata dichiarata patrimonio dell'umanità.</p>
<p>Buona visione.</p>
<p>Matteo</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/rYKKzP5-49I'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/rYKKzP5-49I&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/KqMumN4NI-c'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/KqMumN4NI-c&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il fascismo, ora]]></title>
<link>http://tuttifuorionline.wordpress.com/?p=168</link>
<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 11:07:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>aryweb</dc:creator>
<guid>http://tuttifuorionline.wordpress.com/?p=168</guid>
<description><![CDATA[&#8220;L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-family:Arial,Helvetica;"></span></strong><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>"L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Essere laici, liberali, non significa nulla, quando manca quella forza morale che riesca a vincere la tentazione di essere partecipi a un mondo che apparentemente funziona, con le sue leggi allettanti e crudeli. Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società.</span></span> <strong><span style="font-family:Arial,Helvetica;"></span></strong><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>[...]</span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>Non esiste solo il potere che si esercita nelle decisioni, ma anche un potere meno visibile che consiste nel fatto che certe decisioni non sono neanche proposte, perché difficili da gestire o perché metterebbero in questione interessi molto stabili.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>La grande differenza tra i valori proclamati e i valori reali della società, l’omologazione, fanno pensare veramente a una società totalitaria. Quello che importerà nel futuro sarà il comportamento della più grande forza mai conosciuta: la massa omologata dei consumatori, la stragrande maggioranza degli esseri umani, non più l’ingegno delle élites culturali o l’attività dei politici. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>L'identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti "moderati", dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore; e quanto all'edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. Dunque questo nuovo Potere non ancora rappresentato da nessuno e dovuto a una «mutazione» della classe dominante, è in realtà - se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia - una forma "totale" di fascismo. Ma questo Potere ha anche "omologato" culturalmente l’Italia: si tratta dunque di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l'imposizione dell'edonismo e della joie de vivre. </span></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>Una visione apocalittica, certamente, la mia. Ma se accanto ad essa e all’angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare".</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family:Arial,Helvetica;">Pier Paolo Pasolini</span></strong><a name="filmato"></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le parole cadono [dall'alto]]]></title>
<link>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/?p=739</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 06:34:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>ange</dc:creator>
<guid>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/?p=739</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/A3ACSmZTejQ'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/A3ACSmZTejQ&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libertà sessuale coatta]]></title>
<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/?p=281</link>
<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 21:45:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>giovannacosenza</dc:creator>
<guid>http://giovannacosenza.wordpress.com/?p=281</guid>
<description><![CDATA[Scriveva Pasolini nel 1975:
«Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Scriveva Pasolini nel 1975:</p>
<p style="text-align:left;">«Oggi la <strong>libertà sessuale della maggioranza</strong> è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un'ansia sociale, una <strong>caratteristica irrinunciabile della qualità di vita del consumatore</strong>. Insomma, la <strong>falsa liberalizzazione del benessere</strong> ha creato una situazione altrettanto e forse più insana che quella dei tempi della povertà.</p>
<p style="text-align:left;">Infatti: primo risultato di una libertà sessuale "regalata" dal potere è una vera e propria generale nevrosi. La facilità ha creato l'ossessione; perché è una facilità "indotta" e imposta, derivante dal fatto che la tolleranza del potere riguarda unicamente l'esigenza sessuale espressa dal <strong>conformismo della maggioranza</strong>. Protegge unicamente la coppia (non solo, naturalmente, matrimoniale): e la coppia ha finito dunque col diventare una <strong>condizione parossistica</strong>, anziché diventare segno di libertà e felicità (com'era nelle speranze democratiche)».</p>
<p style="text-align:left;">(P.P. Pasolini, <em>Scritti corsari</em>, Garzanti, 1975-2001, p. 99).</p>
<p style="text-align:left;">Mi pare che la nevrosi che Pasolini diagnosticò nel 1975 si sia negli anni talmente aggravata che oggi, forse, si registrano i primi segnali di controtendenza. Il che non vuol dire guarigione, ma coesistenza di ossessioni contrapposte.</p>
<p style="text-align:left;">Non a caso sta per essere tradotto da Mondadori il monumentale libro di <strong>Elizabeth Abbott</strong> sulla castità<strong>, <a title="A History of Ceiibacy" href="http://www.amazon.com/History-Celibacy-Elizabeth-Abbott/dp/0306810417/ref=si3_rdr_bb_product" target="_blank"><em>A History of Celibacy </em>(Da Capo Press, 1999)</a></strong>. Non a caso personaggi celebri di tutti gli ambienti (da Lenny Kravitz al calciatore brasiliano Kakà) sbandierano la loro astinenza sessuale (temporanea o permanente) motivandola con le ragioni più disparate: perdita d'interesse, necessità sportive, convinzioni religiose.</p>
<p style="text-align:left;"><strong> E tu che ne pensi?</strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong>Come interpreti, vivi e vedi vivere le parole di Pasolini, a 33 anni di distanza?</strong></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[riesce solo a farti male]]></title>
<link>http://brigidafraioli.wordpress.com/?p=1327</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 22:17:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>brigidafraioli</dc:creator>
<guid>http://brigidafraioli.wordpress.com/?p=1327</guid>
<description><![CDATA[
1983, lido di Ostia. Pasolini è morto qui, ma sono già passati otto anni e Mario Rosati ha scolpi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1328" src="http://brigidafraioli.wordpress.com/files/2008/06/8_63.jpg" alt="" width="320" height="250" /></p>
<p>1983, lido di Ostia. Pasolini è morto qui, ma sono già passati otto anni e Mario Rosati ha scolpito un monumento proprio all’idroscalo, sul luogo del delitto.<br />
In zona una troupe cinematografica gira un film; gli attori sono presi dalla strada, così come faceva Pasolini, sono ragazzi di vita, così come sarebbe piaciuto a Pasolini.</p>
<p>Loredana - uno dei personaggi - lo dice chiaramente: “io a casa mia non ci vivo, a me mi piace sta per strada”.</p>
<p>Il film si chiamerà “Amore tossico”, un titolo che non rende giustizia alla storia disgraziata che è,<br />
realistica al punto da essere vera per la maggior parte.</p>
<p>Cesare, Ciopper, Enzo, Loredana e Michela passano la giornata a cercare di svoltare; mezza piotta, na piotta, ma pure un ventino, tanto quanto basta per farsi uno schizzo.</p>
<p>Di notte poi, quando finisce la finzione e comincia la vita, si cerca di svoltare davvero, perché si sta a rota  fuori dal set.</p>
<p>1983, sui muri ci sono le croci celtiche, la falce ed il martello e compagni e fasci si sparano a vicenda.<br />
A loro le pistole, i pezzi… ai tossici le spade.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/NXa_ZXgasF0'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/NXa_ZXgasF0&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Teatro Greco di Siracusa/XILV Ciclo di Rappresentazioni Classiche n.11 ]]></title>
<link>http://unpunto.wordpress.com/?p=184</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 16:29:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>unpuntoinmovimento</dc:creator>
<guid>http://unpunto.wordpress.com/?p=184</guid>
<description><![CDATA[LA PIRRERA. Officina per la Scuola Internazionale di Teatro  CIRCUITO DEI TEATRI DI PIETRA. 
CAN]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.indafondazione.org/allegati_multimediali/documenti/stag2008/Melilli.pdf" target="_blank">LA PIRRERA</a></strong><strong>. <a href="http://www.indafondazione.org/informa/news.php?ID=249" target="_blank">Officina per la Scuola Internazionale di Teatro</a>  </strong><strong>CIRCUITO DEI TEATRI DI PIETRA. </strong></p>
<h2><a href="http://www.indafondazione.org/informa/news.php?ID=255&#38;PB=1&#38;PageSel=1&#38;PageRec=25" target="_blank"></a><a href="http://unpunto.files.wordpress.com/2008/06/melillinews-small1.jpg"></a><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://unpunto.files.wordpress.com/2008/06/melillinews-small2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-188" src="http://unpunto.wordpress.com/files/2008/06/melillinews-small2.jpg" alt="" width="67" height="100" /></a></span><a href="http://www.indafondazione.org/informa/news.php?ID=255&#38;PB=1&#38;PageSel=1&#38;PageRec=25" target="_blank">CANTI E SUONI DALL’ORESTIADE </a></h2>
<h3>Spettacolo itinerante. Lunedì 9 giugno, ore 21.30 </h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="font-weight:normal;">I</span>l coordinamento Artistico è di<a href="http://it.wordpress.com/tag/simonetta-cartia/" target="_blank"><span style="color:#000000;text-decoration:none;"> Simonetta Cartia</span></a>, che in questo spettacolo alla Pirrera valorizza e rielabora l’esperienza maturata attraverso i viaggi sentimentali nei quartieri di Modica realizzati con la <a href="http://cartellone.wordpress.com/info/" target="_blank">Cooperativa Cartellone</a>. Le musiche dal vivo sono eseguite dal Palermo Artensemble Sestetto. </h3>
<h2><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://unpunto.files.wordpress.com/2008/06/as4_04443.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-192" src="http://unpunto.wordpress.com/files/2008/06/as4_04443.jpg" alt="" width="500" height="335" /></a> </span></h2>
<p>Foto di <a href="http://web.mac.com/as4photo/iWeb/Sito/PHOTOArchive.html" target="_blank">Enrico Contino</a></p>
<p>Simonetta Cartia in "Canto della terra che gira" , prod. Cooperativa Cartellone - Modica, regia Giovanni Spadola, coreografie Serena Cartia, coordinamento Lillo Contino</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-193" src="http://unpunto.wordpress.com/files/2008/06/expo1-037.jpg" alt="" width="500" height="335" /></p>
<p>Foto di <a href="http://web.mac.com/as4photo/iWeb/Sito/PHOTOArchive.html" target="_blank">Enrico Contino</a></p>
<p>Simonetta Cartia - Ilse, nei I Giganti della Montagna di Luigi Pirandello, prod. Cooperativa Cartellone, regia Giovanni Spadola, Coreografie Serena Cartia, Scene, Giusi Digrandi, Video Lillo Contino, Musiche Giovanni Fiderio</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-194" src="http://unpunto.wordpress.com/files/2008/06/as4_0280.jpg" alt="" width="500" height="335" /></p>
<p>I Giganti della montagna a Cava D'Ispica, foto di Enrico Contino</p>
<p> </p>
<h3>La Cooperativa <a href="http://www.cartellone.org/" target="_blank"><span style="color:#000000;text-decoration:none;">Cartellone</span></a>, <a href="http://cartellone.wordpress.com/spettacolo/giganti/" target="_blank"><span style="color:#000000;text-decoration:none;">Pirandello e i Giganti della Montagna</span></a></h3>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[largo ai giovani]]></title>
<link>http://lineadombra.wordpress.com/?p=244</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 16:07:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>ubik</dc:creator>
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<description><![CDATA[

insieme alla parola sicurezza si è parlato molto del belpaese che va svecchiato e che bisognerebb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="vertical-align:top;" src="http://dagospia.excite.it/images/c/cvlrdmt27_gianluigi-rondi.jpg" alt="" width="465" height="309" /></p>
<p style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">insieme alla parola sicurezza si è parlato molto del belpaese che va svecchiato e che bisognerebbe premiare e incentivare i giovani che meritano: gioventù e meritocrazia. Altro che noccioline. Impegni importanti e infatti Alemanno coerentemente nomina come presidente della Festa del Cinema di Roma nientedimenoche: Gianluigi Rondi. E il PD, la sinistra che fa? Ma certo: dura opposizione. Bè come chiamereste il baratto? Il posto che era di Bettini con <span> </span>la promessa che lo stesso diventerà Direttore Generale della Rai. Sennò che opposizione è? Vabbè in Italia le cose vanno così da una vita. Intanto per non dimenticare appuntatevi questi versi che Pier Paolo Pasolini dedicò al ‘ggiovane Rondi:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><strong><span style="color:#ff6600;">‘<em>A G. L. Rondi’</em></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><strong>"Sei così ipocrita che quando l’ipocrisia ti avrà ucciso, sarai all’inferno e ti crederai in paradiso"</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Από το φως στο σκοτάδι]]></title>
<link>http://vlemma.wordpress.com/?p=489</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 07:34:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>nikoxy</dc:creator>
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<description><![CDATA[Σαν τον Ταχτσή. Σαν τον Παζολίνι. Ο Νίκος Σεργιανόπουλο]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Σαν τον Ταχτσή. Σαν τον Παζολίνι. Ο Νίκος Σεργιανόπουλος μπορεί να μη διέθετε την πνευματική λάμψη του Ελληνα συγγραφέα ή το μεγαλείο του Ιταλού καθολικού διανοούμενου, ωστόσο μοιραζόταν κάποιες κοινές συμπεριφορές και δυστυχώς τον ίδιο τραγικό θάνατο: δολοφονήθηκε βίαια. Μες στο σπίτι του στο Παγκράτι, όπως ο Ταχτσής στον Κολωνό, από άτομο που πιθανότατα το γνώριζε και του είχε ανοίξει την πόρτα. Με πολλαπλά πλήγματα, όπως ο 53χρονος Παζολίνι, που βρέθηκε στην παραλία της Οστια, 2 Νοεμβρίου 1975, καταπληγωμένος και σχεδόν χαμογελαστός, παραδομένος στα χέρια του Αγγέλου του, δολοφονημένος από τα ragazzi di vita, τα παιδιά της ζωής που ύμνησε, τα βίαια παιδιά της βίαιης ζωής των βίαιων συνοικιών που τον σκότωσαν.</p>
<p>Οπως ο Ταχτσής, όπως ο Παζολίνι, ο Νίκος Σεργιανόπουλος, δραματικό πρόσωπο, καθώς αποδείχθηκε, κυνήγησε τους δαίμονές του, κυνηγήθηκε απ’ αυτούς και στο τέλος συντρίφτηκε. Αλκοόλ, ουσίες, άγνωστοι, δημόσιος διασυρμός, εξομολογήσεις στα πρωινάδικα, αυτά ακριβώς που τον αποθέωναν ως πρωταγωνιστή, όταν συνελήφθη για κατοχή και χρήση. Ο 56χρονος ηθοποιός δεν είπε ψέματα, δεν εκβίασε τον οίκτο, δεν έκρυψε αυτό που ήταν, αυτά που τον καταδίωκαν. Ηταν αφοπλιστικά ειλικρινής, γυμνός, άοπλος, ανασφαλής, σε ένα λαμπερό σκηνικό που τρέφεται με υποκρισία και σάρκες. Επαιζε στο άπλετο φως, και ζούσε στο ημίφως, στα «κόκκινα», στα όρια, σαν στοιχειωμένος ήρωας του Τενεσί Ουίλιαμς, σαν αγριορεαλιστικός χαρακτήρας σε μυθοπλασία του Παζολίνι. Ζούσε στη μεθόριο των παθών. Και πέθανε άγρια, στη μισοφωτισμένη ζώνη. Σαν για να μας θυμίζει πόσο ασαφές, πόσο απροσδόκητο είναι το πέρασμα από το φως στο σκοτάδι.</p>
<p><em>«Κι όταν, νεκρός πράγματι, παρουσιάστηκα στα μάτια του Αγγέλου με όλη τη φρίκη ενός βρωμισμένου πτώματος, η λάμψη της κόρης του ματιού απέμεινε άθικτη μέσα σ' αυτή τη ρυπαρότητα. Ο πιο μύχιος πόθος μου είχε εκπληρωθεί. Είχα αποθέσει τη ζωή μου στα χέρια τα πιο ανάξια να τη δεχτούν. Σε κανένα από τα βιβλία μου, σε καμιά από τις ταινίες μου δεν έφτασα στο ύψος των φιλοδοξιών μου. Αλλά τώρα έφευγα ήσυχος έχοντας οργανώσει με κάθε λεπτομέρεια τη νεκρική ακολουθία και υπογράψει το μόνο έργο μου που είναι βέβαιο πως θα νικήσει τη λήθη»</em>, έγραψε ο  Ντομινίκ Φερναντέζ στο βιβλίο του «Εγώ ο Πιερ Πάολο στα χέρια του αγγέλου».</p>
<p align="right"><a href="http://buzz.reality-tape.com/submit.php?url=%20http://vlemma.wordpress.com/2008/06/06/sergianopoulos/"><img src="http://buzz.reality-tape.com/images/buzzbee.png" alt="buzz it!"/></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Voix en Poésie de Pier Paolo Pasolini]]></title>
<link>http://chrislomon.wordpress.com/?p=5</link>
<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 14:23:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>chrislomon</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Voix en Poésie
un poème de Pier Paolo Pasolini dédié à Marilyn Monroe
Du monde antique et du m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://chrislomon.files.wordpress.com/2008/06/pierpaolo_pasolini_2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-53" src="http://chrislomon.wordpress.com/files/2008/06/pierpaolo_pasolini_2.jpg" alt="" /></a></h1>
<h1>Voix en Poésie</h1>
<h2>un poème de Pier Paolo Pasolini dédié à Marilyn Monroe</h2>
<p>Du monde antique et du monde futur<br />
la beauté seule était demeurée, et toi,<br />
pauvre petite soeur cadette,<br />
celle qui court derrière ses frères plus grands,<br />
et rit et pleure avec eux, pour les imiter,<br />
toi petite soeur plus jeune,<br />
cette beauté-là tu la portais humblement,<br />
et ton âme de fille de petites gens<br />
n'a jamais su qu'elle la possédait,<br />
sinon il n'y aurait pas eu de beauté.<br />
Le monde te l'a enseignée,<br />
ainsi ta beauté est devenue sienne.</p>
<p>De l'effrayant monde antique et de l'effrayant monde futur<br />
la beauté seule demeurait, et toi<br />
tu l'as traînée comme un sourire obéissant.<br />
L'obéissance demande trop de larmes englouties,<br />
de don aux autres, trop de regards joyeux<br />
qui réclament leur pitié!<br />
Ainsi, ta beauté tu l'as emportée.<br />
Elle disparut comme une poussière d'or.</p>
<p>Du stupide monde antique et du cruel monde futur<br />
demeurait une beauté qui n'avait pas honte<br />
de faire allusion aux petits seins de soeur cadette,<br />
au petit ventre si facilement nu.<br />
A cause de cela il y avait de la beauté,<br />
la même que celle des douces filles de ton monde...<br />
les filles de commerçants qui remportent les concours de Miami ou de Londres.<br />
Elle disparut comme une colombe d'or.<br />
Le monde te l'a enseignée,<br />
ainsi ta beauté ne fut plus de la beauté.</p>
<p>Mais tu était toujours une enfant,<br />
sotte comme l'antiquité, cruelle comme le futur,<br />
et entre toi et ta beauté possédée par le Pouvoir<br />
prit place toute la stupidité et la cruauté du présent.<br />
Tu la portais toujours comme un sourire entre les larmes,<br />
impudique par passivité, indécente par obéissance.<br />
Elle disparut comme une blanche colombe d'or.<br />
Ta beauté qui a survécu au monde antique,<br />
réclamée par le monde futur, possédée par le monde présent, devint un mal mortel.</p>
<p>Maintenant les frères aînés, enfin, se retournent,<br />
suspendent pour un moment leurs jeux maudits,<br />
se détournent de leur inexorable distraction,<br />
et se demandent: "Est-ce possible que Marilyn, la petite Marilyn, nous ait montré la route?"<br />
Maintenant c'est toi,<br />
celle qui ne compte pas, la pauvre, avec son sourire,<br />
c'est toi la première au-delà des portes du monde<br />
abandonné à son destin de mort.</p>
<p>1963, traduction de Stefano Bevacqua et Annick Bouleau, publiée dans le hors-série Pasolini cinéaste, Cahiers du cinéma, 1981.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MARCO TRAVAGLIO - PASSAPAROLA 3 - 02/06/2008]]></title>
<link>http://cogitoraptor.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 17:07:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>cogitoraptor</dc:creator>
<guid>http://cogitoraptor.wordpress.com/?p=60</guid>
<description><![CDATA[UNICI COLPEVOLI : I CITTADINI

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>UNICI COLPEVOLI : I CITTADINI</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/KKD6JeG_zW4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/KKD6JeG_zW4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pasolini: Niente di più feroce della banalissima Televisione]]></title>
<link>http://ilpresepediplastica.wordpress.com/?p=99</link>
<pubDate>Sat, 31 May 2008 07:48:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilpresepediplastica</dc:creator>
<guid>http://ilpresepediplastica.wordpress.com/?p=99</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/xUn10yA09vI'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/xUn10yA09vI&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Disintossicarsi dal consumismo, anche l’arte è figlia della decrescita!]]></title>
<link>http://arcanopennazzi.wordpress.com/?p=694</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 12:13:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Arcano Pennazzi</dc:creator>
<guid>http://arcanopennazzi.wordpress.com/?p=694</guid>
<description><![CDATA[
Intervista con Maurizio Pallante di Davide Pelanda
Tratta da Megachip
«Siamo tossicodipendenti del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/bzbAB-blYkk'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/bzbAB-blYkk&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">Intervista con Maurizio Pallante di Davide Pelanda<br />
Tratta da Megachip</h3>
<h3 style="text-align:justify;">«Siamo tossicodipendenti della crescita e del consumo, siamo stati colonizzati nel nostro immaginario, abbiamo subito l’economicizzazione del nostro spirito: e i nuovi profeti ci colpevolizzano se non siamo sufficientemente calcolatori. Ma i drogati, si sa, sono vittime con la tendenza a continuare ad assumere la droga e non a curarsi. Sono le multinazionali come la Nestlé o la Total che finanziano i modi per impedire che noi, drogati del consumo, possiamo curarci». E’ l’“eretico”, il francese Serge Latouche, padre della decrescita che parla. E c’è chi condivide anche in Italia.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">«Penso che Latouche abbia completamente ragione, dice Maurizio Pallante, presidente del Movimento per la Decrescita Felice in Italia (<a href="http://www.decrescitafelice.it/">www.decrescitafelice.it</a>) e che attualmente svolge un’attività di ricerca e divulgazione scientifica sui rapporti tra ecologia, tecnologia e economia. Anzi molte delle cose che lui ha detto sono di una importanza fondamentale. In particolare l’esigenza di porre la decrescita a fine dell’attività economica e produttiva è un concetto che rompe con uno dei fondamenti delle società industriali avanzate. E’ un concetto che non viene accettato perchè non viene fondamentalmente compreso.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Ho letto una critica che fa Piero Bianucci all’ultimo libro di Latouche in cui dice, in un esempio iniziale, che i bambini crescono e gli alberi crescono. Però non ha l’onestà intellettuale di dire che gli adulti non crescono più e che gli alberi, da un certo punto in avanti, non crescono più. Non è che la crescita è un fattore di qualità, lo può essere in certe condizioni. Mentre invece l’unica crescita che prosegue senza limitazioni è quella tumorale».</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Ma che senso ha allora parlare di descrescita? E’ utopia? Va contro il Progresso?<br />
«Bisogna saper distinguere che cosa significa realmente progresso e che cosa ci hanno fatto credere che esso significhi. Se come progresso si intende la capacità di accrescere in continuazione la quantità di oggetti materiali e di merci che consumiamo, allora questo è un falso progresso, come diceva già Pasolini. Se invece per progresso si intende un miglioramento delle condizioni di vita generalizzato e tendente ad allargarsi per tutta l’umanità non è possibile proseguire con questo modello: occorre saper distinguere tra i beni (cioè degli oggetti) ed i servizi che rispondono alle esigenze reali degli esseri umani e le merci che invece rispondono all’esigenza del Prodotto Interno Lordo ed all’esigenza di farlo crescere sempre più. I due valori non omogenei. Si può avere un aumento della produzione di merci e una riduzione della qualità della vita».</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Ovunque sentiamo parlare di Pil, Prodotto Interno Lordo che dobbiamo far crescere per migliorare la nostra qualità di vita. E’ vera allora l’equazione più soldi=più ricchezza= più benessere?<br />
«No, non mi risulta. Assolutamente. Perchè questo concetto non distingue tra l’idea di bene e l’idea di merce. I beni sono degli oggetti, dei servizi, che migliorano le condizioni di vita degli esseri umani, le merci sono degli oggetti e dei servizi che vengono scambiati con denaro. Il Prodotto interno lordo misura la quantità delle merci ma non verifica se le merci sono dei beni o meno. La capacità di distinguere tra i beni e le merci è fondamentale. Esistono delle merci che non sono beni ed esistono dei beni che non sono merci.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Due esempi: una casa malcostruita per essere riscaldata ha bisogno di 20 litri di gasolio al metro quadrato all’anno. Essa fa crescere il Pil più di una casa ben costruita che ne ha bisogno solo di 7 litri o addirittura meno. Tutta l’energia in più, che nel caso nel rapporto tra una casa da 20 e una casa da 7 litri è di due terzi, è una merce che fa crescere il Pil ma non è un bene perchè si disperde a causa della cattiva coibentazione dell’edificio. Abbiamo quindi una crescita del Prodotto Interno Lordo ma un peggioramento delle condizioni di vita: una casa che consuma 20 litri manda in atmosfera i due terzi di <span class="caps">CO2</span> in più rispetto allo stesso edificio ben costruito.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Esistono anche beni che non sono merci e che non fanno crescere il Pil. Pensiamo ai beni, oggetti e servizi autoprodotti donati per amore: non vengono scambiati per denaro, non fanno crescere il Pil ma soddisfano delle esigenze umane in maniera molto migliore rispetto alle merci equivalenti».</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Noi, consumatori grassi e tristi che sperperiamo ovunque; voi fedeli alla Decrescita ed al ritorno alle antiche abitudini contadine di un tempo, forse bucolica, felici e contenti. E’ così? Come si può fare affinchè anche i ricchi e sfrenati consumisti siano felici e non tristi?<br />
«Questa cosa non è affatto bucolica, a parte che non c’è niente di negativo vivere in un ambiente sano, naturale. Ma se in questa maniera si pensa di ridicolizzare una aspirazione di un ritorno ad un passato mitico, siamo veramente fuori strada. La decrescita è felice perchè la riduzione della produzione del consumo di merci che non sono beni è un fattore che porta felicità. Essa richiede però più tecnologie rispetto ad una società basata sullo spreco delle risorse. In una casa che consuma 7 litri di gasolio per metro quadro, come dicevo in precedenza, si sta meglio fisicamente in quanto, non disperdendo il calore, le pareti sono calde e il nostro corpo è molto sensibile a quel calore più ancora di quanto non sia sensibile al calore dell’aria della stanza. Ci vogliono dunque tecnologie più avanzate che ci consentano di costruire case che consumano di meno, che ci facciano stare meglio, ci facciano essere più felici e contribuiscano a ridurre l’effetto serra. Esse quindi diventano un fattore, per quanto piccolo che sia, di miglioramento del benessere collettivo».</h3>
<h3>********</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Sarebbe interessante approfondire perché il “popolo” non capisce la Decrescita. Che poi non la capisce solo perché ha davanti agli occhi il sogno di diventare ricco, perché il mondo è una grande terra di conquista e non un regalo da rispettare. Un giorno approfondiamo, e comunque di certo essere poveri è sconveniente, il ricco può scegliere, il povero obbedisce.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Intanto permettimi di dirti che “l’arte” è frutto della decrescita. E già che ci sono ti regalo anche una poesia, figlia dell’arte, spero, frutto della decrescita, appunto!</h3>
<h3 style="text-align:justify;">********</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Parte con un raccontino strampalato:</h3>
<h3 style="text-align:justify;">…per la terza volta confermovi ed ho una serie infinita di testimoni ed un vissuto alle spalle che parla per me, dicente a voce chiara, forte e ben distinta che “sì, son proprio tutto scemo!” L’approcio al teatro e alla scrittura son solo una veicolazione dell’immenso patrimonio di deficienza sviluppato dalle sinapsi encefaliche datemi in permuta. Tento di veicolare perché qua nel mondo di fuori, di quelli che fanno affari, studiano, verticalizzano e massimizzano i profitti, dicono che i talenti vanno fatti fruttare. Ma io in cuor mio e colle punte delle dite battenti su questi cubettini intrisi di corrente vi dico che vedo fruttare solo merda. Forzature. Mica arte! E messo a verticalizzare faccio una cazzo di fatica… “Contestualizza stronzo!” Così mi dico, ma ammé mica mi piace far tutta sta cazzo di fatica! Alla democrazia preferisco una dittatura che mi lasci libero di fare quel cazzo che voglio quando minchia ne ho bisogno, ma forse sarebbe stucchevole. Nel mentre scorreggio, spernacchio e sputo. Mi gratto il culo quando serve e se mi fate girare le minchie vi mando pure affanculo! L’arte sta nell’estemporaneità della scorreggia. L’arte sta nel verso inconsueto e incomprensibile per chi va solo dritto. Il resto son cataloghi da sfogliare per scegliere come comporre il pezzo. Che cazzo vengo a fare a teatro? È più divertente vivere!</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Scusate lettori telematici, non c’è contesto, e senza contesto non si capisce una mazza… ve lo spiego brevemente. Quel che avete letto poc’anzi, era una risposta ai miei compagni del teatro. Era un tentativo di uscire dal terreno protetto della finzione, teatro, dove si può dire qualsiasi cosa passi per la testa, copione. Il tentativo di portare lo spazio protetto del teatro nella vita. La semplice rivendicazione dell’arte. Quello che faccio tutti i giorni su questo spazio fatto di micro cip e fibre. Che per alcuni non è arte solo perché non remunerata, per il mio concetto e la mia ricerca di arte invece è proprio Arte perché <span class="caps">NON</span> remunerata! Perché libera di dire quello che vuole, quello che deve. Comunque non turbatevi, ancora poco e potrete pagarmi!</h3>
<p style="text-align:justify;">*********</p>
<h3 style="text-align:justify;">L’Arte</h3>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<h3 style="text-align:justify;">L’arte sta nel piacere della cazzata.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Nell’abbandono del cervello razionale all’istinto.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">E se ci metti cervello e studi,</h3>
<h3 style="text-align:justify;">poi devi tagliare e tagliare,</h3>
<h3 style="text-align:justify;">togliere e denudarti di tutto il nozionismo inutile</h3>
<h3 style="text-align:justify;">per tornare all’istinto, al primordio,</h3>
<h3 style="text-align:justify;">allo stupefacente, allo spontaneo,</h3>
<h3 style="text-align:justify;">al semplice ed immediato.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">L’arte non va capita.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">L’arte va lasciata andare.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">L’arte va lasciata stare.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">L’arte non va imparata e nemmeno incanalata,</h3>
<h3 style="text-align:justify;">quella è merce, l’arte si perde.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">L’arte, l’arte…</h3>
<h3 style="text-align:justify;">è un percorso per conoscersi o per perdersi</h3>
<h3 style="text-align:justify;">ed io, me la sono giocata a carte.</h3>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<h3 style="text-align:justify;">Arcano Pennazzi – <span style="color:#0000ff;">L’Arte – Editrice “non c’è ancora”… tra poco c’è!</span></h3>
<p style="text-align:justify;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>

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