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	<title>paratesti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/paratesti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "paratesti"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 12:46:54 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Abbiamo pesce a pranzo.]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=148</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 23:35:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Raggruppamenti o serie casuali sembrano assurdi, almeno per la nostra comprensione attuale]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border:1px solid black;margin:10px;" src="http://www.crystalinks.com/jung.jpg" alt="" width="75" height="102" />"Raggruppamenti o serie casuali sembrano assurdi, almeno per la nostra comprensione attuale... Vi sono tuttavia casi la cui casualità potrebbe dare origine a dubbi... Ho annotato il caso seguente in data 1° aprile 1949. Oggi è venerdì. Abbiamo pesce a pranzo. Tutti ricordano en passant l'uso del "pesce d'aprile". Nel corso della mattinata avevo annotato un'iscrizione: "Est homo totus medius piscis ab imo". <!--more-->Al pomeriggio una ex paziente che non vedevo da mesi mi mostra alcuni quadri singolarmente suggestivi di pesci, che ha dipinto nel frattempo. Alla sera mi mostrano un ricamo che rappresenta mostri marini in forma di pesce.</p>
<p>Il 2 aprile, al mattino presto, una ex paziente che non vedevo da parecchi anni mi racconta un sogno nel quale, trovandosi sulla sponda di un lago, scorge un grosso pesce che nuota decisamente alla sua volta e "approda", per così dire, ai suoi piedi. In questo periodo sono occupato da una ricerca che ha per tema il simbolo storico del pesce. Solo una delle persone sopra citate lo sa.</p>
<p>E' ovvio il sospetto che in questo caso possa trattarsi di una coincidenza significativa."</p>
<p><strong>(C. G. Jung, "La sincronicità", 1952)</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il reato di clandestinità (da "Storie Migranti")]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2008/05/21/una-stagione-allinferno-da-storie-migranti/</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 15:08:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2008/05/21/una-stagione-allinferno-da-storie-migranti/</guid>
<description><![CDATA[La clandestinità è un reato&#8230; Dipende da che punto di vista lo si dica.
   from 193.204.255.2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La clandestinità è <a href="http://www.storiemigranti.org">un reato</a>...</strong> Dipende da che punto di vista lo si dica.</p>
<p><span style="display:block;width:425px;margin:0 auto;"> [vodpod id=ExternalVideo.561991&#38;w=425&#38;h=350&#38;fv=%26rel%3D0%26border%3D0%26]  <span style="float:left;"><a href="http://193.204.255.27/~migranti/spip.php?article271">from 193.204.255.27</a></span> <span style="font-size:10px;float:right;"> <a href="http://vodpod.com/wordpress">posted with vodpod</a> </span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[da Turismo Consigliabile (estratto)]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=117</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 09:01:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
Si accovaccia dietro Ginevra, noncurante del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;line-height:130%;" align="justify"><img class="alignleft" style="border:1px solid black;float:left;margin:10px;" src="http://www.rai.tv/MediaPortale/pub/static/2007/11/Giungla_384.jpg" alt="" width="148" height="135" /><em><strong>Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?</strong></em></p>
<p>Si accovaccia dietro Ginevra, noncurante della proiezione, le prende i seni nelle mani come tastando due grossi meloni maturi, per dare a quei due, morbidi e rotondi, la preferenza tra un mucchio, dal fruttivendolo. Inizia a baciarle il collo, a solleticarglielo con la lingua, cerca mosse interessanti, inedite. Variazioni. Mosse che è difficile eseguire stando inginocchiati dietro di lei. Lei piega la testa ad ogni bacio, soffrendo il solletico.<!--more--></p>
<p>I suoi occhi sono magnetizzati dallo schermo all'apparire del Serpente dagli occhi seducenti, che la eccita forse più delle mosse di lui o comunque coadiuvate da esso. Lei si gira e si stende, levandosi il reggiseno, come persuasa dal serpente, robotizzata dalla lingua del serpente sullo schermo sommata alla lingua di Mowgli dietro la nuca. Manda avanti e indietro col telecomando, freneticamente.</p>
<p>La sua testa continua a seguire Mowgli e Baloo che zompano qua e là nella giungla, tra le liane, per i laghetti, in bilico sui tronchi, la sua faccia diviene sempre più scarlatta perché il sangue le confluisce alla testa. Manda avanti ed indietro, con la manopola rotonda del telecomando, distesa, mentre lui le sta sfilando le mutande lentamente con su i disegni di Roy Lichtenstein. Lui si infila tra le sue gambe. Lei produce un Oh! rauco maschile dalle interiora come ferita in una trincea della Prima guerra, senza aspettarselo.</p>
<p>"La feli...ci...tà..." mugugna sommessa. Lui continua a spianarsi il campo con la sua lingua, arando a fondo.<br />
"Ti serve solo il minino...." mugugna ancora lei, "...poi trovarlo è facile".<br />
"Che?" domanda lui, poi comprende che deve sforzarsi di più per scovare il punto esatto. Quel punto esatto che milioni di esseri umani di sesso maschile hanno cercato infaticabili, come un esploratore cerca oasi amene con cascate rigeneranti per farle fruttare, spesso sbagliandosi di grosso. Lei vibra come un aereo di una compagnia a basso costo sulla pista di decollo.<br />
"M-mi p-piace!" Col pollice Ginevra alza il volume. Lui solleva un po' la faccia da dentro le sue gambe, con espressione vittoriosa, intuendo che ha trovato la cloche.<br />
"Attento ai fichi d'India perché han tante spine ma invece se..." borbotta lei. "Tu trovi un fico che è normal te lo prendi e non ti farai del mal."</p>
<p>"Che... dici?" mormora lui, non comprendendo l'allusione, annaspando con la testa stretta dalle gambe di lei con forza, fino a fargli male. Il volume del televisore cresce in potenza sulla canzone di Mowgli e Baloo, che lei sta canticchiando con volume più alto in relazione al climax di volume della televisione, controllato in un orgasmo acustico. Per fermarla si immerge ancora di più nel suo sesso aperto, furioso, confondendo quale bocca sia quella che deve essere tappata.</p>
<p>"Poche briciole, lo stretto indispensabile... E i tuoi malanni puoi dimenticarrrrrr!" strepita Ginevra dopo aver seguito una certa modulazione, un canterellare deviato. Il cucciolo d'uomo e l'orso bonario smettono di cantare. Lei si arcua in un sospiro profondo, lui avverte una sostanza viscosa bagnargli il mento, il veleno immobilizzante di un'animale preistorico [...]</p>
<p><strong>[Turismo Consigliabile</strong> è una raccolta di racconti di Alessandro Raveggi. Alcuni di essi sono apparsi su <em>Terra Nullius</em>, <em>Nazione Indiana</em>, le antologie "Il Sapore del Fumo" (Effequ, 2005, Orbetello GR) e "Sotto la lente. Antologia di scrittori fiorentini" (Perrone editore, 2008, Roma).]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La colomba, la rondine e il corvo.]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=114</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 08:37:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Si fermò il mare, il vento cattivo cessò e il diluvio si fermò.
Io osservo il giorno, vi r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border:1px solid black;float:left;margin:10px;" src="http://images2.wikia.nocookie.net/marveldatabase/images/thumb/a/a1/Gilgamesh_001.jpg/200px-Gilgamesh_001.jpg" alt="" width="112" height="150" />"Si fermò il mare, il vento cattivo cessò e il diluvio si fermò.</p>
<p>Io osservo il giorno, vi regna il silenzio.<br />
Ma l'intera umanità è ridiventata argilla.<br />
Come un tetto è pareggiato il paese.</p>
<p>Aprii allora lo sportello e la luce baciò la mia faccia.<!--more--></p>
<p>Mi abbassai, mi inginocchiai e piansi.<br />
Sulle mie guance scorrevano due fiumi di lacrime.<br />
Scrutai la distesa delle acque alla ricerca di una riva:<br />
finchè ad una distanza di dodici leghe non scorsi un'isola.</p>
<p>La nave si incagliò sul monte Nisir.<br />
Il monte Nisir prese la nave e non la fece più muovere;<br />
un giorno, due giorni, il monte Nisir prese la nave<br />
e non la fece più muovere;<br />
tre giorni, quattro giorni, il monte Nisir prese la nave<br />
e non la fece più muovere;<br />
cinque giorni, sei giorni, il monte Nisir prese la nave<br />
e non la fece più muovere.</p>
<p>Quando giunse il settimo giorno,<br />
feci uscire una colomba, la liberai.<br />
La colomba andò e ritornò,<br />
un luogo dove stare non era visibile per lei, tornò indietro.</p>
<p>Feci uscire una rondine, la liberai;<br />
andò la rondine e ritornò,<br />
un luogo dove stare non era visibile per lei, tornò indietro.</p>
<p>Feci uscire un corvo, lo liberai.<br />
Andò il corvo e questo vide che l'acqua ormai rifluiva,<br />
egli mangiò, starnazzò, sollevò la coda e non tornò..."</p>
<p><strong>(<em>Epopea di Gilgamesh</em>, Tavola XI, 130-154)</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Spiegazioni.../2]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=106</link>
<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 15:39:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Italo Calvino come Stan Lee: 
&#8220;Il nome Palomar mi piaceva per il simbolo e anche per il suono]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border:1px solid black;float:left;margin:10px;" src="http://moviesmedia.ign.com/movies/image/article/807/807986/sdcc-07-golden-age-superhero-movie-adaptations-20070725063454366-000.jpg" alt="" width="151" height="191" /><strong>Italo Calvino come Stan Lee: </strong></p>
<p>"Il nome Palomar mi piaceva per il simbolo e anche per il suono... Significa colombaia, e questo con il libro non c'entra. A me, la prima associazione di parole che fa venire in mente è <strong>il palombaro</strong>: <strong>il personaggio è come un palombaro che s'immerge nella superficie</strong>" (Italo Calvino, Intervista a Lietta Tornabuoni su &#60;&#60;La Stampa&#62;&#62;, del 25 novembre 1983, ora in <em>Romanzi e racconti</em>, II, pp. 1405-1406.)</p>
<p>Fare una storia negli abissi, ma in superficie. Ancora una volta: <strong><a href="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/about/">Nella Vasca</a>.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Spiegazioni...]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=103</link>
<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 18:12:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che cosa sia Nella Vasca, lo descrive bene una nota di Stan Lee a &#8220;Tales to Astonish&#8221; n.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nellavascadeiterribilipiranha.files.wordpress.com/2008/04/marvel_mystery_comics_41.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-105" style="border:1px solid black;float:left;margin:10px;" src="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/files/2008/04/marvel_mystery_comics_41.gif?w=210" alt="" width="104" height="148" /></a><strong>Che cosa sia <em>Nella Vasca</em></strong>, lo descrive bene una nota di Stan Lee a "Tales to Astonish" n. 88, Febbraio 1967, episodio dal titolo "A Stranger Strikes from Space!":</p>
<p><strong>"Just for kicks, we thought we'd try something different...</strong><!--more--></p>
<p><strong>an action-oriented subbie tale with little or no psychological hang-ups or subliminal social significance! In other words, just a plain, fast-moving mistery yarn... like we used to do in the so-called "Golden Age of Comics"! It won't win any Nobel Prizes, but we're hopin' that it grabs you!"</strong></p>
<p>Buona lettura...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Guanto del Dottor White]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=95</link>
<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 17:02:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=95</guid>
<description><![CDATA[Il teatro, la poesia, il loro pubblico. Alcune tesi
&#8230;Nel 1965, l’astronauta della Gemini 4 E]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border:1px solid black;float:left;margin:10px;" src="http://www.daviddarling.info/images/Gemini_4.jpg" alt="" width="126" height="114" /><span class="pn-normal"><strong><span style="font-family:Verdana;">Il teatro, la poesia, il loro pubblico. Alcune tesi</span></strong></span><span class="pn-normal"></p>
<p align="justify"><span class="pn-normal"><span style="font-family:Verdana;">...Nel 1965, l’astronauta della Gemini 4 Edward White, perse un guanto nella sua camminata stellare. Per un mese il suo innocuo guanto divenne, mantenendosi in orbita ad una velocità di circa 28000 km/h, il più pericoloso innocuo guanto della storia! Il teatro, la poesia: <strong>(continua a leggere su <a href="http://www.lietocolle.it/index.php?module=subjects&#38;func=viewpage&#38;pageid=2967">L'Ulisse</a>)</strong><br />
</span></span></p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Segnalazione senza commento...]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2008/03/26/segnalazione-senza-commento/</link>
<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 21:44:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2008/03/26/segnalazione-senza-commento/</guid>
<description><![CDATA[Qui. 
Grazie a V.F., querida.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/bulgari-circo-schiavi/bulgari-circo-schiavi/bulgari-circo-schiavi.html">Qui. </a></p>
<p>Grazie a <a href="http://farill.blogspot.com/">V.F.</a>, querida.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Colapesce.]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 12:25:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=60</guid>
<description><![CDATA[Una volta a Messina c&#8217;era una madre che aveva un figlio a nome Cola, che se ne stava a bagno n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.comune.messina.it/vasco/itinerari/immagini/guttuso.jpg" align="left" border="1" height="92" hspace="10" vspace="10" width="92" /><b>Una volta a Messina c'era una madre che aveva un figlio a nome Cola</b>, che se ne stava a bagno nel mare mattina e sera. La madre a chiamarlo dalla riva:<br />
- Cola! Cola! Vieni a terra, che fai? Non sei mica un pesce?<!--more--></p>
<p>E lui, a nuotare sempre più lontano. Alla povera madre veniva il torcibudella, a furia di gridare. Un giorno, la fece gridare tanto che la poveretta, quando non ne poté più di gridare, gli mandò una maledizione:<br />
- Cola! Che tu possa diventare un pesce!</p>
<p>Si vede che quel giorno le porte del Cielo erano aperte, e la maledizione della madre andò a segno: in un momento, Cola diventò mezzo uomo mezzo pesce, con le dita palmate come un'anatra e la gola da rana. In terra Cola non ci tornò più e la madre se ne disperò tanto che dopo poco tempo morì.</p>
<p>La voce che nel mare di Messina c'era uno mezzo uomo e mezzo pesce arrivò fino al Re; e il Re ordinò a tutti i marinai che chi vedeva Cola Pesce gli dicesse che il Re gli voleva parlare. Un giorno, un marinaio, andando in barca al largo, se lo vide passare vicino nuotando.</p>
<p>- Cola! - gli disse. - C'è il Re di Messina che ti vuole parlare!</p>
<p>E Cola Pesce subito nuotò verso il palazzo del Re. Il Re, al vederlo, gli fece buon viso.</p>
<p>- Cola Pesce, - gli disse, - tu che sei così bravo nuotatore, dovresti fare un giro tutt'intorno alla Sicilia, e sapermi dire dov'è il mare più fondo e cosa ci si vede!</p>
<p>Cola Pesce ubbidì e si mise a nuotare tutt'intorno alla Sicilia. Dopo un poco di tempo fu di ritorno. Raccontò che in fondo al mare aveva visto montagne, valli, caverne e pesci di tutte le specie, ma aveva avuto paura solo passando dal Faro, perché lì non era riuscito a trovare il fondo.</p>
<p>- E allora Messina su cos'è fabbricata? - chiese il Re. - Devi scendere giù a vedere dove poggia.</p>
<p>Cola si tuffò e stette sott'acqua un giorno intero. Poi ritornò   a galla e disse al Re:<br />
- Messina è fabbricata su uno scoglio, e questo scoglio poggia su tre colonne: una sana, una scheggiata e una rotta.</p>
<p><i>O Messina, Messina,<br />
Un dì sarai meschina!</i></p>
<p>Il Re restò assai stupito, e volle portarsi Cola Pesce a Napoli per vedere il fondo dei vulcani. Cola scese giù e poi raccontò che aveva trovato prima l'acqua fredda, poi l'acqua calda e in certi punti c'erano anche sorgenti d'acqua dolce. Il Re non ci voleva credere e allora Cola si fece dare due bottiglie e gliene andò a riempire una d'acqua calda e una d'acqua dolce. Ma il Re aveva quel pensiero che non gli dava pace, che al Capo del Faro il mare era senza fondo. Riportò Cola Pesce a Messina e gli disse:<br />
- Cola, devi dirmi quant'è profondo il mare qui al Faro, più o meno.</p>
<p>Cola calò giù e ci stette due giorni, e quando tornò sù disse che il fondo non l'aveva visto, perché c'era una colonna di fumo che usciva da sotto uno scoglio e intorbidava l'acqua. Il Re, che non ne poteva più dalla curiosità, disse:<br />
- Gettati dalla cima della Torre del Faro</p>
<p>La Torre era proprio sulla punta del capo e nei tempi andati ci stava uno di guardia, e quando c'era la corrente che tirava suonava una tromba e issava una bandiera per avvisare i bastimenti che passassero al largo. Cola Pesce si tuffò da lassù in cima. Il Re ne aspettò due, ne aspettò tre, ma Cola non si rivedeva. Finalmente venne fuori, ma era pallido.</p>
<p>- Che c'è, Cola? - chiese il Re.</p>
<p>- C'è che sono morto di spavento, - disse Cola. - Ho visto un pesce, che solo nella bocca poteva entrarci intero un bastimento! Per non farmi inghiottire m son dovuto nascondere dietro una delle tre colonne che reggono Messina!</p>
<p>Il Re stette a sentire a bocca aperta; ma quella maledetta curiosità di sapere quant'era profondo il Faro non gli era passata.</p>
<p>E Cola:<br />
- No, Maestà, non mi tuffo più, ho paura.</p>
<p>Visto che non riusciva a convincerlo, il re si levò la corona dal capo, tutta piena di pietre preziose, che abbagliavano lo sguardo, e la buttò in mare.</p>
<p>- Va' a prenderla, Cola!</p>
<p>- Cos'avete fatto, Maestà? La corona del Regno!</p>
<p>- Una corona che non ce n'è altra al mondo, - disse il Re. - Cola, devi andarla a prendere!</p>
<p>- Se voi così volete, Maestà, - disse Cola - scenderò. Ma il cuore mi dice che non tornerò più su. Datemi una manciata di lenticchie. Se scampo, tornerò su io; ma se vedete venire a galla le lenticchie, è segno che io non torno più.</p>
<p>Gli diedero le lenticchie, e Cola scese in mare.</p>
<p>Aspetta, aspetta; dopo tanto aspettare, vennero a galla le lenticchie. <b>Cola Pesce s'aspetta che ancora torni.</b></p>
<p>(Italo Calvino)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intermezzo]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=59</link>
<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 11:22:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
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<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/OCWNog8kVaQ'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/OCWNog8kVaQ&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nella Vasca anche su Splinder]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2008/02/26/nella-vasca-anche-su-splinder/</link>
<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 16:48:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2008/02/26/nella-vasca-anche-su-splinder/</guid>
<description><![CDATA[Nella Vasca è anche Nella Vasca.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><b>Nella Vasca </b>è anche <a href="http://nellavasca.splinder.com"><b>Nella Vasca</b></a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[U!R!Faust! pt. 1]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2008/01/12/urfaust/</link>
<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 14:43:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2008/01/12/urfaust/</guid>
<description><![CDATA[
URFAUST (crash-tester)
MEFAUSTOFELES I, II, III, studenti (dummies)
MARGRETE (la valigetta ventiqua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.fhwa.dot.gov/ncdiv/images/vinlar6.jpg" align="left" border="1" height="177" hspace="10" vspace="10" width="133" /></p>
<p>URFAUST (crash-tester)<br />
MEFAUSTOFELES I, II, III, studenti (dummies)<br />
MARGRETE (la valigetta ventiquattrore di Urfaust, contenente le foto del suo passato)</p>
<p><i>Pareti ammaccate, crepate, graffiate, contuse, grigie. Alcuni cerchi rossi su di esse, che individuano meticolosamente i colpi, le fitte, nere, alcune quasi profonde, altre superficiali. Due sedie, o meglio grossi sedili d'auto, da monovolume, girati di spalle, collegati alle pareti da delle guide a terra. Catapulte. Entra Urfaust, crash-tester, sessantenne un po' imbolsito, occhiali scuri, baffo brizzolato, stempiato, ma curato. Si siede su di uno sgabello posto a metà tra le due sedie.</i></p>
<p><!--more--><br />
<b>I. </b></p>
<p><b>URFAUST: </b><br />
Divinità è: comprendere che: ogni volta<br />
La stessa storia da provare, visto il rivisto,<br />
che: nulla possiamo conoscere se non<br />
testare: testare di nuovo, scrivere questi<br />
segni su ostacolo, poi su carta. Su ostacolo,<br />
poi su carta. Avvisaglie del prossimo giorno,<br />
prima d'altro ostacolo: Interpretare è la sola<br />
vera beffa, ragazzi. Con stupefazione,<br />
continuate a gustare l'urto. Sta arrivando.</p>
<p>(Urfaust spalanca le braccia,<br />
le fa nascondere dietro i sedili,<br />
tira fuori due teste di dummies,<br />
suoi studenti. Due teste che penzolano,<br />
meccanicamente penzolano.<br />
Si rivolge a loro.)</p>
<p>Nulla si può sapere, se non scontrarsi,<br />
col pasto freddo delle circostanze,<br />
col nudo take-away infagottato,<br />
ab ovo fritto, già di prima colazione<br />
uovo schiantato, apparente<br />
mente senza pretese, che bello...<br />
Contro queste tre pareti contuse,<br />
tre bianche polaroid amare del mio cervello...</p>
<p><b>MEFAUSTOFELE I: </b><br />
Solo pareti, del cervello.<br />
Conftuse. Conftuse. Conftuse.<br />
Lei riesce, percepisce, il martello,<br />
la minimal-techno-lalia dei suoi figli provetti?<br />
Un tam-tam-burellare delle dita,<br />
su banco da laboratorio, moltiplicato.<br />
Tavolo da scienziato tocco, b-cult indaffarato.<br />
Sacrifica ognuno la gomma, all'urto,<br />
la gomma torna linfa, la linfa fa fango,<br />
il fango goes to Go-Gol'em:<br />
enorme grassa risata,<br />
che disincanterà ogni ostacolo,<br />
li seppellirà tutti. Go-Gol' ‘Em:<br />
Il suo, d'ostacolo. Le sue, di tre pareti,<br />
i suoi bei bifidi segni celesti.</p>
<p><b>URFAUST:</b><br />
Che gran dramma istrionico-politico,<br />
eccellenti battute di spirito,<br />
ben messe in bocca, ai miei pupazzi<br />
da qualche Baba indiano:<br />
stai scherzando, lo si sa,<br />
l'ironia affascina i giovinastri, quando si<br />
mira, si spara, si chiappa la preda,<br />
finché non ci si sloga, una spalla,<br />
ci si spezza la spina dorsale,<br />
al rinculo del fuciletto, a salve.<br />
Ma ci siete voi,<br />
gomma fresca, resistente,<br />
occhi fermi come<br />
il destino demente,<br />
pronti allo scatto,<br />
che mi spingete al perno della giostra,<br />
e rilanciate la posta.</p>
<p>Perché chissà quante volte, azzardato:<br />
tirati i remi in barca, smocciato,<br />
congedata la banchina,<br />
tremato all'instabile crociera<br />
tragitto sicuro all-inclusive:<br />
quasi come non visto, più affatto,<br />
o visto troppo piatto, troppo,<br />
melancolizzato.</p>
<p>Resistete, my fairy babes, miei studenti,<br />
il prossimo schianto sarà migliore o peggiore,<br />
per chi? Mi chiedete... che importa!<br />
Bisogna far progredire la linea del<br />
grafico, aggiustando ascisse, coordinate,<br />
far camminare la Scienza,<br />
virare l'oggetto, del desiderio:<br />
volete oggi Audi? Domani Subaru?<br />
Il Sol Levante atterrisce già all'alba?<br />
Testiamo l'ultimo modello di hamburger,<br />
la sua ultima combinatoria,<br />
Testiamo l'ultimo modello di letto,<br />
la sua ultima combinatoria,<br />
Testiamo l'ultimo modello di amante,<br />
la sua ultima combinatoria,<br />
Testiamo l'ultimo modello di Iddio,<br />
la sua ultima combinatoria,<br />
Testiamo lo schianto di Armani nel buongiorno<br />
dei saldi. Lo schianto sulla vetrina di un bel<br />
cardigan. O l'impatto, che lascerà<br />
Prince col suo prossimo album,<br />
l'impatto sulle hit list, del vecchio soul<br />
osé sculacciante.</p>
<p>Anche se solo soletto non so,<br />
oltre questi tre schermi,<br />
oltre queste tracce divine, prevedo<br />
altro ostacolo. Qui, qui soltanto uno spettacolo.<br />
Ancora. Da interpretare. Per il pubblico.<br />
Da imboccare. Per il critico. Da ragguagliare.<br />
Per il politico. Da ammanicare. Niente<br />
Fotturo per loro. Da prevedere.<br />
Tutto a voi, col solo limite di pazientare.<br />
Già gestire un'incognita è un bel incognitare,<br />
che, dunque, fan due. Cognitare o incognitare,<br />
questo è il dileg... Il dilubbio. Dilubbio universale,<br />
su voi: Incognitariato, sogno irrealizzato...<br />
lavorare, non lavorare, smaterializzare.</p>
<p><b>II. </b></p>
<p><b>MEFAUSTOFELE II: </b><br />
Dice incarognito? Deprezzato?<br />
Ancora sogna? Il suo sogno ci sveglia.<br />
Di sonno. Sempre su, oh! Basta sogno.<br />
Sonnecchiare, sonnecchi pure: è degli Anticchi.<br />
Che tiravano su edifizi retti da cacchi,<br />
sognando che un dio se li prendesse<br />
a vacanza, per rilassarsi, conservarsi:<br />
sognare a sua volta, enne volta.<br />
Ma il sonno sogna altr'astri: dei disastri.<br />
Il sonno assegna capri ai rostri:<br />
c'è un lungo sonno che accontenta<br />
mancini e destri, nani su spalle,<br />
pederasti, e assomma, uno dei mostri maestri:<br />
Guadagno, Gain, &#38; again, &#38; again...</p>
<p>E lei ci vede del guadagno? Del progresso,<br />
in questa scatola nera cinese?<br />
Nient'entrate, né uscite. Chiuso il sistema,<br />
destinato ad una lenta estinzione,<br />
insolente solerte e insostenibile.<br />
Tre pareti, tracciate, facce gommate.<br />
Go-Gol'em, al suo interno,<br />
riprodotto a nostra immagine,<br />
violentemente, urto dopo urto,<br />
che li seppellirà tutti, coi loro segnacci<br />
ambigui. Qui già tutto vive dei suoi studenti.</p>
<p><b>URFAUST: </b><br />
Il progresso, dici, delle Scienze:<br />
è fatto di shock. Nel tedesco, ad exemplum, la buffa<br />
corrispondenza di Sogno e Trauma:<br />
Sogno sia Shock, anzi suo figlio,<br />
e cagna gravida e nera, che è meglio,<br />
che la calci di notte, per le strade,<br />
per passatempo, ed è tutto simbolico,<br />
perché Sogno, conviene che sia così,<br />
abominevole e abbondante, di simbolo.</p>
<p>È un'ipoteca sul Fotturo,<br />
una cagna pregna, rintronata.<br />
Sia così il tuo spirito,<br />
libero nel vuoto di una notte,<br />
tuo apprendista modello, studentello,<br />
apprendistato a vita, mio Fotturo.</p>
<p><b>MEFAUSTOFELE III: </b><br />
Niente Fotturo!</p>
<p><b>URFAUST: </b><br />
A negare sono buoni tutti ormai.</p>
<p><b>MEFAUSTOFELE II:</b><br />
A basculare forse meno.<br />
Avanti e indietro,<br />
al primo basculamento, vergini<br />
d'urto, e sempre sanguinanti,<br />
come fosse effettivamente la prima volta, o l'ultima,<br />
in macchina, nei pressi di un precipizio.<br />
- Qual è il tuo nome, carina?<br />
- Margherita, tesoro. Già detto.<br />
- Oh Margherita, fai m'ama, non m'ama:<br />
alla svelta, il tempo basculerà in avanti<br />
per almeno qualche giorno, potremmo<br />
perderci, nell'indecisione.<br />
Frasi fatte, perché si è sempre lì,<br />
precipiti sul precipizio,<br />
ma nell'indecisione, vetri appannati.</p>
<p><b>III. </b></p>
<p><b>URFAUST: </b><br />
Chiami in causa Margrete, lo solletichi.<br />
E Margrete arriva. Lo sapete<br />
che, quando melancolizzo,<br />
bilioso in viso o rubizzo di voluttà<br />
mitraglio sul serio<br />
su ogni diavolo d'oggetto del desiderio.</p>
<p>Margheritina, apriti, scrigno prezioso,<br />
rispondi alla combinatoria,<br />
la tua fresca carne di germoglio,<br />
le tue anche bombate da divina,<br />
ma che gelida maniglia...</p>
<p><b>MEFAUSTOFELE I: </b><br />
Margherituccia, farei, fossi in te,<br />
m'ama e non m'ama: la combinazione<br />
azzera, il tempo basculerà, lo shock ci farà<br />
perdere la memoria: non male,<br />
che spesso accada.</p>
<p><b>URFAUST: </b><br />
Ora che si apre,<br />
l'astuccio Margherituccio,<br />
bagaglio di dolcezze,<br />
mi mostra le immagini autentiche,<br />
bocconi dei tempi maturi,<br />
per l'azzeramento<br />
d'ogni combinazione, di ogni eccesso<br />
si faceva incetta, la rivoluzione era<br />
il vanto del momento.<br />
L'amore andava<br />
alla stragrande, forte come<br />
cuoio capelluto lungo, mal<br />
lavato: L'amore, il suo<br />
balsamo vischioso alla pro-vitamina.</p>
<p>Qui, Roma, nello scatto, il serio mangiabambini,<br />
in panne per la Cina, oggi nell'annovero.</p>
<p>Lì, Parigi, nella pellicola, la pruriginosa femmina,<br />
gonna e pugno su, oggi nell'annovero.</p>
<p>Là, Bologna, nel reportage, novello Davide, avvezzo<br />
al sampietrino, oggi nell'annovero.</p>
<p>Su, Milano, nell'impressione, la lesbica vampira,<br />
folto vello pubblico, oggi nell'annovero.</p>
<p>È tutto documentato,<br />
senza sospetto,<br />
l'annoverosa schiera,<br />
i piedi stretti, di una generazione<br />
che avanza, si fa dello spazio,<br />
la frusta della folla che genera<br />
una nuova idea: la Nuova Idea,<br />
da testare. Non c'è migliore idea,<br />
in questo iperuranio svilente,<br />
in questo materiale platonismo,<br />
che crearne un'altra.</p>
<p>Con quale pena un posto, abbandonare,<br />
eppure non si può restare, in un posto:<br />
le idee devono circolare e mutare,<br />
per cambiare un po' d'aria, bisogna<br />
farci spazio, ricavarci dello spazio, e poi<br />
cambiare, incasellare qualcun altro e<br />
cambiare, modificare i connotati,<br />
falciare i denotati, testare, l'idea<br />
fino a sfinirla:<br />
generazione su generazione,<br />
cane sciolto senza padrone fisso,<br />
su cane sciolto senza fisso padrone.</p>
<p><b>MEFAUSTOFELES II: </b><br />
Tu hai solo la faccia di ciò che comprendi.<br />
Chi vuole almanaccare il vivente<br />
deve prima accalappiare la vita,<br />
poi ha le varie parti in mano,<br />
o sulla sua griglia ardente di concetti,<br />
senza la loro vivida gomma flessibile.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dave Eggers and his Moleskine]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2007/12/30/dave-eggers-and-his-moleskine/</link>
<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 04:19:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2007/12/30/dave-eggers-and-his-moleskine/</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/imjavoxBrt8'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/imjavoxBrt8&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Foie-Gras (parte XIII)]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2007/12/27/foie-gras-parte-xiii/</link>
<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 15:49:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2007/12/27/foie-gras-parte-xiii/</guid>
<description><![CDATA[XIII. I parchi pubblici delle grandi città VI. 
A., N., al buio, tra le piante. L’inverno primo. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/files/2007/12/5.jpg" title="5.jpg"><img src="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/files/2007/12/5.thumbnail.jpg" alt="5.jpg" align="left" border="1" hspace="20" vspace="20" /></a><b>XIII. I parchi pubblici delle grandi città VI. </b></p>
<p><i>A., N., al buio, tra le piante. L’inverno primo. </i></p>
<p>A. – Riceve una grande quantità di lettere. Dai suoi a...</p>
<p>N. – Ah! Non dire <i>amanti</i>! Non dire <i>ammiratori</i>! Amante, vorrai dire.</p>
<p>A. – Okay. Dal suo <i>amante</i>.</p>
<p>N. – Indubbiamente parlerà delle sue navi nere. <i>Di lui, o di lei</i>. Ma delle sue navi nere.</p>
<p>A. – Nah. Lui parla di come sta. Non scrive mica trattati di ingegneria navale per la sua amante!<!--more--></p>
<p>N. – Amata.</p>
<p>A. – <i>Amata</i>, okay.</p>
<p>N. – E come sta?</p>
<p>A. – Lui si sente come a casa. Fanno di tutto perchè lui si senta come a casa. Amicizie, caffé buonissimo, soddisfazioni, premi per l’orgoglio.</p>
<p>N. – Lui ci crede.</p>
<p>A. – La sua organizzazione ci crede, nel dettaglio. Sono andati là perchè vogliono sentirsi, ovunque, come-a-casa.</p>
<p>N. – E ci riescono brillantemente. Come in un parco divertimenti che non si interrompe mai.</p>
<p>A. – In un parco divertimenti non ci si sente affatto come-a-casa.</p>
<p>N. – Sì, ma sì. Ovvio. Perchè tutto ha un termine. Perchè tutto è finto, ed ha un termine. Ed un prezzo modico per il piacere. Un pesco in fiore plastificato.</p>
<p>A. – Ci sarà della violenza?</p>
<p>N. – <i>Della</i> violenza. Una violenza, sì, che ha un termine. Perchè tutto è finto, ed ha un termine. Un gorilla imbalsamato. Un trofeo di caccia con un leone dalla bocca spalancata.</p>
<p>A. – I trofei di caccia sono terribilmente noiosi. E, per così dire, hemingwaiani.</p>
<p>N. – La vita è, in effetti, un po’, così, noiosa ed hemingwaiana.</p>
<p>A. – Ovunque, certo. Questo significa sentirsi come-a-casa.</p>
<p>N. – Ma mi assicuri che non ci sarà della violenza di quella incontrollata?</p>
<p>A. – No. Lui se ne fa garante, nelle sue lettere. Di sicuro. Niente peschi in fiore che marciscono vilmente. Non ti preoccupare. Come-a-casa. Una violenza contenuta. Prese elettriche un po’ pericolose. Qualche coltello affilato sulla credenza. Giornaletti porno ambigui nascosti chissà dove. <i>Per metafora</i>, intendi. Come-a-casa.</p>
<p>N. – Meno male.</p>
<p>A. – Meno male cosa?</p>
<p>N. – Voglio dire: meno <i>male</i>, più <i>bene</i>. Come in un parco divertimenti.</p>
<p><i>Pausa. </i></p>
<p>A. – Adesso però, dicono, hanno dei... <i>problemucci</i>. Per metafora, hanno dei problemi alle montagne russe, agli ingranaggi. Più <i>male</i>, meno <i>bene</i>, tutto sommato.</p>
<p>N. – <i>Tutto sommato</i>, è ovvio. Messo tutto assieme, è certo. Che vada più male che bene. Non si può ottenere il bene, <i>tutto sommato</i>.</p>
<p><i>Pausa. </i></p>
<p>N. – Dunque ci sarà della violenza incontrollata?</p>
<p>A. – Un po’, in effetti, a voler essere obiettivi. Della violenza incontrollata, e da ogni direzione.</p>
<p><span>N. – Nord? Est? Sud? Ovest? </span>Dovunque si guardi?</p>
<p>A. – Dovunque si guardi lui. Dovunque ci si senta come-a-casa. Della violenza incontrollata. Degli errori di valutazione. Degli errori di comparazione. Dei prezzi troppo alti per le attrazioni...</p>
<p>N. – E lui non si diverte più.</p>
<p>A. – Non molto. Ma non che si annoi...</p>
<p>N. -  Questo è certo.</p>
<p>A. – É solo che il suo concetto di come-a-casa si sta facendo piccino piccino, minuscolo... <i>minuscolissimo</i>, solo non risultasse sgraziato. Per questo, forse, così tanti messaggi confusi inviati a lei...</p>
<p>N. – Non può esserci qualcosa di sgraziato, vero?</p>
<p>A. – A lui, là, non interessa se ci sia della grazia. O meglio, a lui interessa che della grazia ci sia nel suo divertimento. Ma il suo divertimento si sta facendo, per così dire, sgraziato, interminabile e... piccino.</p>
<p>N. – Courtney Love.</p>
<p>A. – Un po’, sì, in effetti. Il suo divertimento ricorda adesso Courtney Love. Una Courteny Love mignon.</p>
<p><i>Pausa.</i></p>
<p>N. – Stupri di gruppo? Scusa... ma mi ricordano Courtney Love.</p>
<p>A. – Stupri... <i>giustificati</i>. Di gruppo.</p>
<p>N. – Stanno perdendo il controllo, cazzo. Li stanno massacrando, cazzo. Stanno estirpando le loro anime, cazzo. Stanno bruciando i loro alberi genealogici, cazzo. Stanno contribuendo a far sì che qualche spostato se ne sorgerà da sottoterra mezzo monco e infangato, tornando a dirci che questo non si doveva fare! Che vuole delle cose in cambio! Non materialmente degli “aiuti”, ma dei riconoscimenti, degli avanzatissimi e multimediali musei della memoria! O i loro puzzolenti e grassi piatti tipici ovunque, per le strade! Disponibili fino all’alba, stracazzo, in barba alla ricerca eugenetica decennale dei dietisti più avveduti!</p>
<p>A. – Magari degli sconti.</p>
<p>N. – Cazzo! Magari degli sconti del cazzo per un bermuda largo del cazzo per la sua cazzo di gamba mozza, o, se va bene, di legno, del cazzo! Magari degli sconti del cazzo per un berretto da baseball del cazzo per la sua cazzo di testa deturpata dalle cicatrici come una cazzo di patata in germoglio! Magari degli sconti del cazzo per un abitacolo confortevole del cazzo in una bella auto economica tailandese del cazzo per il suo cazzo di handicap del cazzo! E dei parcheggi gialli del cazzo col cazzo di simbolo di handicap del cazzo! / Cazzo! Cazzo! Cazzo!</p>
<p>A. – Vorrà distinguersi.</p>
<p>N. – Come hai detto?</p>
<p>A. – Ho detto che vorrà distinguersi.</p>
<p>N. – No. No. Vorrà integrarsi.</p>
<p>A. – Dobbiamo fermarli. Adesso. Assolutamente. È una questione <i>cosiddetta </i>morale.</p>
<p>N. – Chi?</p>
<p>A. – Quelli come lui, e le sue navi nere di cui non parla mai, che non si divertono più.</p>
<p>N. – Hanno il diritto di sentirsi come-a-casa. Un po’ mogi, ma come-a-casa. Così, come un pesco in fiore plastificato, ma un po’ mogio. La violenza improvvisa è una conseguenza del fatto che hanno alzato i prezzi del divertimento. E lui non si diverte più. E vuole / tornarsene a casa.</p>
<p>A. – Un pesco in fiore plastificato / un po’ mogio?</p>
<p>N. – Lui, insomma, vuole tornarsene a casa. Ma non sa che non troverà più la sua casa. Il suo stare-a-casa. Il suo divertimento adesso non ha più termine.</p>
<p>A. – Poverino.</p>
<p>N. – In effetti, poverino.</p>
<p>A. – Ma ci sarà sempre lei ad aspettarlo. Lei sarà disposta ancora ad...</p>
<p>N. – Sì. Indubbiamente. Lei sarà disposta ad aspettarlo. <i>Conoscendo con esattezza la rassomiglianza e </i>/<i> la differenza delle cose.</i></p>
<p>A. – E la sua, diciamo, disposizione la divertirà?</p>
<p>N. – La sua disposizione, a nord-nord-est, la riempirà come un uovo, è certo.</p>
<p>A. – Che brutta immagine...</p>
<p>N. – Ma efficace.</p>
<p><b>(tratto da <i>Foie-Gras</i> in "QUAD", La Camera Verde, Roma, a cura di G. Graziani e G. Marzaioli, di prossima uscita - maggiori info: <a href="http://www.teatrodellesausto.org">Teatro dell'Esausto</a>) </b></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pietre di Paragone (prime versioni)]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2007/12/27/pietre-di-paragone-prime-versioni/</link>
<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 15:23:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2007/12/27/pietre-di-paragone-prime-versioni/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp;
ALTRE PIETRE DI PARAGONE
Toronto - Mexico D.F.
 
 
Può dire il vero,
ma il suo invecchia com]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;">&#160;</p>
<address><img src="http://www.rpcom.com/dernieres-creations/img-dernieres-creations/renne-lutin-3.jpg" align="left" border="1" height="151" hspace="22" vspace="22" width="164" /><b><i>ALTRE PIETRE DI PARAGONE</i></b></address>
<address><i>Toronto - Mexico D.F.</i></address>
<address> </address>
<address> </address>
<address><i>Può dire il vero,</i></address>
<address><i>ma il suo invecchia come</i></address>
<address><i>falso storico,</i></address>
<address><i>dillo col cuore!</i></address>
<address><i>Soffia nei ventricoli</i></address>
<address><i>come fossero zufoli</i></address>
<address><i>da Arcadia!</i></address>
<address><i>L’hanno già detto i cantautori</i></address>
<address><i>e ora hanno una macchina per</i></address>
<address><i>il ghiaccio e una donna</i></address>
<address><i>intercambiabile</i><!--more--></address>
<address><i>che copra le spalle ad</i></address>
<address><i>altre mille squinze letterarie</i></address>
<address><i>prese con un autografo.</i></address>
<address><i>facci una firma pure tu,</i></address>
<address><i>assicurati il futuro,</i></address>
<address><i>la villettina amabile.</i></address>
<address><i>*</i></address>
<address><i>Preparato per la battaglia,</i></address>
<address><i>faticato molto, addestramento</i></address>
<address><i>da spartano, pane acqua e botte,</i></address>
<address><i>ma non può</i></address>
<address><i>identificare bene il nemico,</i></address>
<address><i>sceverare ciò che è là dietro,</i></address>
<address><i>il suo stomaco è desiderio</i></address>
<address><i>di vendetta,</i></address>
<address><i>non si fa beccare in viso il nemico,</i></address>
<address><i>vuole rimanere fresco.</i></address>
<address><i>*</i></address>
<address><i>Preparato al peggio,</i></address>
<address><i>non sa che farsene</i></address>
<address><i>del bene, del male,</i></address>
<address><i>la causa, l’effetto per lui</i></address>
<address><i>sono gingilli elettronici</i></address>
<address><i>in cui rimane ingrippato</i></address>
<address><i>per mandare un messaggio</i></address>
<address><i>al mondo.</i></address>
<address><i>*</i></address>
<address><i>Gli viene quasi la voglia</i></address>
<address><i>di prestare fede ad</i></address>
<address><i>un insostenibile creazionismo,</i></address>
<address><i>puzzolente di creature</i></address>
<address><i>e testicoli in subbuglio.</i></address>
<address><i>*</i></address>
<address><i>Si muove fuori posto, immobile.</i></address>
<address><i>Lo si direbbe santo o mistico.</i></address>
<address><i>Ne ha le stimmate,</i></address>
<address><i>possono vederle solo i creduli.</i></address>
<address><i>La sua non è condanna,</i></address>
<address><i>è vanto della condanna,</i></address>
<address><i>onestà di portarsi quel bagaglio</i></address>
<address><i>di conoscenze, tante da non saperne</i></address>
<address><i>cosa fare e dove.</i></address>
<p style="margin-bottom:0;">&#160;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Manifestazione esteriori di un supposto stato interiore]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2007/10/27/manifestazione-esteriori-di-un-supposto-stato-interiore/</link>
<pubDate>Sat, 27 Oct 2007 12:52:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2007/10/27/manifestazione-esteriori-di-un-supposto-stato-interiore/</guid>
<description><![CDATA[People don&#8217;t seem to understand that it&#8217;s a damn war out there.
 
(Jimmy Connors)

Il fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><span style="font-size:x-small;"><span><em>People don't seem to understand that it's a damn war out there.</em></span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span> </span></span></p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="right"><span style="font-size:x-small;"></span><span style="font-size:x-small;">(Jimmy Connors)</span></p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">
<a title="unsecolodisport19.jpg" href="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/files/2007/12/unsecolodisport19.jpg"><img src="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/files/2007/12/unsecolodisport19.jpg" border="1" alt="unsecolodisport19.jpg" hspace="10" vspace="10" width="90" height="128" align="left" /></a><strong>Il fatto che Jimmy Connors sia ancora in giro</strong> fa di Mozzarella uno gnostico in agonismo, uno che senza indugio suppone di aver compreso il senso da dare ad una certa cedevolezza della materia umana. Uno gnostico in agonismo che sta in ballo tutta la santa settimana col suo entrare nel livello agonistico, l'élite d’invasati militareschi della sezione Agonistica del suo prestigioso club di tennis bolognese. Pervaso d’agonismo, e di tasse troppe alte, che i suoi adesso non possono più permettersi, a fronte dei tour internazionali di sua madre. <!--more-->Ha talmente mitizzato Jimbo e i suoi grugniti, il notorio rovescio a due mani, le sue bordate violente, caparbie, che ci dialoga nella penombra ogni sera, come con un santo, davanti alla foto di Wimbledon '78, inginocchiato su di una confezione gialla di noccioline M&#38;M's cosparse in un angolo della sua cameretta. Al mattino si ritrova dei pacchiani lividi variopinti, disseminati sulla flaccida carne attorno alle rotule. Capisce che sentirsi ridicolo è solo una tappa conclusiva della sua promozione all'Agonistica, da superare con grinta. In quell'immagine sacra, Jimbo pare essersi lanciato di corsa dalla sua suite distante chilometri, indossati di fretta i vestitini bianchi spartani nell'abitacolo di un taxi, per piombare all'improvviso tutto trafelato fino al campo di tennis in erba e mettersi a spingere la palla di là dalla rete con furia sempre maggiore. Un accorrere casuale. Anche se Jimbo non lascerebbe mai niente al caso.
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<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Non puoi abbracciare il caso”, direbbe, “perché se abbracci il tuo maledetto rivale, non sarà più il tuo rivale. Le ho prese sode da Bjon Borg, idem da John McEnroe. Più volte. Pensi che li abbia mai abbracciati o sfiorati in qualche cacchio di modo amichevole, a fine partita?”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">Non puoi abbracciare il caso, nemmeno a fine partita, pensa Mozzarella.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Oggi non ho sentito alcun miglioramento”, confessa Mozzarella davanti al suo santuario improvvisato.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Niente più di ieri. Stesso flaccidume.”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">(Jimbo sta arrivando sulla palla.)</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Da menzionare che il coach mi ha mandato a fare una doccia...”, dice abbassando la testa.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">(Jimbo sta valutando dove deciderà di muoversi la coscia destra dell'avversario.)</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Sì, mi ha sbattuto fuori dal campo perché ho sculettato davanti al padre di Ricky.”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Sono cose che non si fanno, ha detto, in un allenamento.”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Con il padre di un tuo compagno.”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">(Jimbo sta stringendo la sua racchetta Wilson argentata con maggior saldezza.)</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Era un modo ironico per esultare. Mica provocatorio”, dice serioso.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Il padre di Ricky mi ha preso poi da parte, al bar.”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">(Jimbo sta seguendo la palla che spazza via invisibile la riga bianca del fondo.)</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“La devi smettere, Mozzarella, colle tue maniere americanoidi!”, riporta per intero Mozzarella, imitando il tono stizzito.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">Una nocciolina M&#38;M's blu si spezza sotto il suo peso.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">Crede che quel padre di Ricky stia firmando la condanna al non-agonismo di Ricky, con quella ricerca esasperata e tipicamente inglese di fair-play a bordo e dentro il campo...</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“I newyorchesi amano vederti sputare il fegato, sai?”, questo il responso di Jimbo, il ragazzaccio vincente in foto. “Sputa il tuo fegato a Wimbledon, e quelli interrompono la partita e lo raccattano dal suolo, ripulendo tutto”.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">Non congiunge le mani come a pregare, sta a braccia conserte, imbronciato, il grasso delle braccia gli s’ingrossa tra le pieghe. Sua madre, la Clarabrona, è appena tornata dalla Svezia. Due settimane fa era in Danimarca. O forse Finlandia. Attualmente sembra avere una certa propensione per i paesi del Nord. Nei paesi del Nord le palle schizzano più veloci, i campi sono in maggioranza sintetici, il gioco più convulso e a rete, i giovani tennisti si suicidano per un tie-break andato storto o per un'indigestione di gelatine zuccherate. Nei paesi del Sud è invece tutto un pallonetto, una colombella, un gioco effettato, la palla non schizza via sicura ma gira su stessa infinite volte: un indulgere ipnotico per un pubblico tediato dal ritmo.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">Suo padre entra in camera e lo invita con un cenno secco a scendere, per salutare mamma, di ritorno dal suo tour. Le sta prendendo un po' da tutti. È visibilmente debilitata dai suoi incontri. Ma continua ad andare avanti. Chissà a che punto sarà della classifica. La madre di Mozza' è una donna tarchiata, due occhialoni scuri sul naso, i capelli finissimi che le scendono come spaghetti scotti da una riga nel mezzo marcata, guance rigonfie, implose verso il centro, una risata maschile, non disgustosa, dovuta alle Nazionali. Per questo il nomignolo di Clarabrona. Adora grattare la schiena al figlio, su fino al collo, con vigore, come volesse raddrizzarla. È immobilizzata sul divano. La stanchezza di tutti quegli spostamenti.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Com’è andata stavolta?” dice Mozzarella, mettendosi al suo fianco, in attesa di una grattata. Lei guarda fissa davanti a sé, come se dialogasse con le tende semitrasparenti del salotto.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Bene. Dicono che dei sintomi non ce ne possiamo fare un granché”, risponde lei, sarcastica. Stringe in mano uno di quei barattoli di salsa dolciastra e rosata, con piccoli cadaveri d’aringa salata che spuntano trai denti all'improvviso, tipici delle interminabili colazioni svedesi. Porta sempre, al suo ritorno, un souvenir. E spesso i souvenir che la Clarabrona ha con sé all'arrivo, accasciata sul divano, sono simboli in dettaglio di come si è sentita nel posto appena visitato.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Aggiungono, poi, che sono ancora troppo giovane”, continua lei. “<em>Per fortuna</em>”, aggiunge ridacchiando.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Pensa che io ho scoperto che sono il più giovane tennista del club che accederà all'Agonistica”.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“E quando, Mozza'?!”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Tra poco, ci accederò, tra poco, mamma. E sarò ancora, fra un po', il più giovane tennista. Un prodigio.”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Il coach che dice?”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Il coach non ci capisce niente. Dice che sono volgare, un esasperato, e allo stesso tempo un rammollito. Che si muove senza direzione sul campo.”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“E tu cosa pensi?”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Penso che sto migliorando a vista d'occhio. Penso che la mia forza stia migliorando a vista d'occhio. Mi sto pure rassodando.”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">La dieta serale di Mozza' è la tipica dieta <em>truccata </em>del tennista. Infarcisce e arzigogola piatti di per sé nutrienti e sani con barocchismi di sostanze compromettenti come mostarda, ketchup, burro, tartara, polverine, zuccheri a velo. Accompagnando la digestione di questi abbellimenti con bevande energizzanti, integratori di sali minerali, alcune note ai più, altre sconosciute, come fosse sponsorizzato. La Clarabrona ne ha abbastanza di raschiare a fondo quei piatti e quei bicchieri unti come di colla, poggiata sul lavabo. Le sue mani non reggono più bene. Questa sera un piatto si è rotto, quello di Mozzarella. Il padre di Mozza' è balzato sulla sedia. Poi, senza scomporsi, ha abbassato la testa mesto, continuando a sbucciarsi meticolosamente una pera come seguendo il filo di un ragionamento perverso. Il suo bambino non è obeso. Tutto quello spreco d’energia, uno spreco a tratti interiore, a tratti esteriore – che si rende ora visibile a fine cena per una macchia verde radioattiva di liquido energizzante che brilla ai lati della bocca – pare preservarlo dall'obesità, ma anche da una certa tonicità. Una <em>Mozzarella</em>, bianchiccia e atona, come lo chiama il coach. Che sguazza nel suo latte rancido.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">Ma è di certo un sognatore ingolfato dalle sostanze. Stasera sogna: la sua dieta serale <em>ideale</em> del tennista. A cena arriva Jimbo, con un leggero e perdonabile ritardo, la sua zazzera tagliata male da periferia. Ha portato con sé un tacchino enorme, quelli con i calzini alle zampette, roba tipicamente americana. Lo porta in spalla come un porta-racchette. Accorrono a cena tutti i giocatori dell'Agonistica del club di Mozza', una ventina, uno per uno in fila come un plotone, composti e algidi come manichini incellofanati nel sudore. Jimbo abbellisce la pelle arrostita del tacchino con volute di senape, grugnisce infarcendone le cavità con più roba possibile, presa a casaccio dagli scaffali con leste volèe. Si pulisce la fronte bisunta sul polsino di spugna. Afferra l'animale bruciacchiato per le cosce e ruggisce. Finisce il suo stupro, alza le mani al cielo ringraziando tutti, e commentando, col suo motto: “La vita: prendila o perdila.” Pezzi d’interiora misti a zucchero a velo gli cadono dagli zigomi.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">Suo padre fa le foto a Jimbo, a Mozza' e agli altri assiepati nella cucina. Gli scatti sono istantanee feroci, le espressioni sature di spasmo, si enfatizzano le tensioni dei muscoli facciali durante il masticamento della carne tigliosa. Sua mamma a fine cena è felice di lavare tutti i piatti, è agile, non ne rompe nemmeno uno. Quelli dell'Agonistica sono felici di aver conquistato un piccolo francobollo ciascuno di tacchino, quest'ostia benedetta nelle mani di Jimbo. All'improvviso un giocatore dell'Agonistica pare soffocare per il pezzetto andato di traverso, poi un altro, poi un altro ancora. Tutti quelli dell'Agonistica, nessuno escluso, stramazzano al suolo. Jimbo si rivolge verso Mozza', appoggiandogli una mano sulla spalla.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“L'esperienza è un grande vantaggio”, dice.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Il problema è che quando c'è l'hai a disposizione sei fottutamente vecchio per usarla.”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">Mozzarella è stato ammonito sul 6-4 5-2 per il suo rivale a Castelmaggiore perché si è issato sul seggiolone dell'arbitro come un pirata all'arrembaggio, a denti digrignati. L'hanno dovuto trascinare fuori di peso a Granarolo sul 6-0 5-1, dopo aver vomitato tutto il suo energizzante ai frutti tropicali sulla faccia del suo rivale, ad un punto dalla sconfitta. Si è dovuto barricare con suo padre negli spogliatoi di fronte ad una masnada inferocita di nonni e zii che lo voleva impallinare ad Imola: l'unico rovescio a due mani ben assestato nella partita ha incontrato la fronte dell'avversario. Al Junior Tennis di Rastignano si ricorderanno in eterno del suo fondo schiena floscio sporco di terrarossa.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Odio perdere più di quanto non ami vincere. Non sopporto la faccia felice di chi mi ha battuto”, avrebbe commentato Jimbo.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">La Clarabrona assisteva a tutto questo sogghignando dalla sua lucente sedia a rotelle, a bordo campo, con uno dei suoi souvenir dalla Norvegia ancora in mano, un alce di peluche smidollata che s’illumina negli occhi se le strizzi la pancia. L’alce gli ha procurato la sedia a rotelle, in una delle sue visite mediche non particolarmente riuscite. Sta sicuramente scendendo in classifica. Il suo avversario principale ha ora il nome di un dottore osteopata di Bergen di inizio novecento.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Sei entrato finalmente?” chiede lei, aggrappata al divano, visibilmente dimagrita. La sua ultima tappa del tour le ha mutato i connotati, da quelli di un calabrone a quelli di un mastino rinsecchito. Non ha alcun souvenir tra le mani. Forse, pensa Mozza', stavolta è incappata nella Groenlandia. In Groenlandia non ci sono souvenir da portare a casa.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Credo d’essere troppo giovane, per entrare”. Sta inzuppando per colazione una barretta energetica Booster gusto banana in un ricco caffellatte con uno spesso doppiofondo di miele e cioccolato.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Tutte scuse. Pensa al tuo Jimbo. Aggrappato a due mani fin da pargolo a quel gracile rovescio, come fosse aggrappato alle palle dei suoi avversari. Non li ha mollati un minuto.”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“E io ho tutti contro: maestro, arbitri, avversari, linee del campo, pressione delle palline, condizioni atmosferiche... ho uno stile troppo <em>americano </em>per vincere, in Italia. Mi ci vorrebbero altri campi, e soprattutto, altre folle...” fa Mozza' biascicando la barretta trai denti.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Diavolo,” gli ha confessato ieri notte Jimbo, interpellato nell'oscurità, “il pubblico del tennis dovrebbe essere sostituito da... Vorrei avere lo stesso pubblico dell'hockey, del baseball, del football. Non me ne frega una mazza che sappiano le regole del tennis, tutti quei codici da femminelle, le loro buone maniere. Devono venire a fine match e dirmi: cazzo, non avrei mai pensato che uno di voi borghesucci col calzino bianco avrebbe potuto spaccarsi la schiena e sanguinare per il mio puro piacere!”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">Sibilano come proiettili in trincea le palline del campo numero 5, il campo dove l'Agonistica macina carboidrati ogni giorno, consumando suole e confermando muscolature. Mozzarella è appoggiato alla recinzione. Sente che sta quasi per raggiungerla, ancora un passo ed è fatta. Ancora un po' di grinta. Ancora qualche pugno chiuso, qualche ruggito. Nessuna concessione al caso. Dall'altro lato del campo, Jimbo lo osserva come un angelo custode non enfatico. Con uno stecchino si toglie i pezzetti di tacchino rimasti dalla scorpacciata.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">Sua madre ha concluso adesso il tour internazionale. Come Jimmy Connors contro Michael Chang, l'odioso tennista cino-americano, nel Roland Garros del 1991, si è avvicinata all'arbitro, il francese Bruno Rebeau, confidandogli in modo scorbutico di averne abbastanza.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Ne sei certa?” risponde, garbato e francese, Rebeau.</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">“Se ti dico che non ne posso più, credici.”</p>
<p style="text-indent:0.4cm;margin-bottom:0;line-height:0.6cm;" align="justify">Il pubblico si alza in delirio e dà l'ultimo saluto alla combattente, che s’inoltra nel tunnel scuro d'uscita, ignorando l'avversario vincente, mentre ripone la racchetta freddamente.</p>
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