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	<title>omicidi-insoluti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/omicidi-insoluti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "omicidi-insoluti"</description>
	<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 23:27:50 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[L’omicidio massonico 2  - Il caso Pantani e il caso Fois]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2008/04/27/l%e2%80%99omicidio-massonico-2-il-caso-pantani-e-il-caso-fois/</link>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 21:54:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’omicidio         massonico 2 - Il caso         Pantani e il caso Fois
A cura del         Prof. P]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;">L’omicidio         massonico 2<span> </span>- Il caso         Pantani e il caso Fois<br />
</span><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:x-small;">A cura del         Prof. Paolo Franceschetti - 21 aprile 2008 - <a href="http://paolofranceschetti.blogspot.com/">http://paolofranceschetti.blogspot.com</a> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img505.imageshack.us/img505/5995/immaginejpg2qi8.jpg" alt="Marco Pantani" width="400" height="298" /><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Premessa </span></strong></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><br />
In questo articolo approfondiamo alcuni degli argomenti trattati nel         precedente articolo sull’omicidio massonico e chiariamo alcuni dubbi         che l’articolo aveva suscitato specialmente in merito al caso Pantani.<br />
In primo luogo l’articolo precedente terminava con una domanda. Mi         chiedevo cioè il motivo dell’immenso numero di persone         “suicidate” (come si dice in gergo) mediante impiccagione, e facendo         toccare alla maggioranza di esse le ginocchia per terra.<br />
Voglio poi rispondere alle molte domande che mi vengono spesso rivolte:         come si distingue l’omicidio massonico? <span style="color:#ff0000;"><strong><em>E perché dico che Pantani fu         sicuramente ucciso?</em></strong></span> </span></p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Impiccagioni e         avvelenamenti, overdose</span></strong></span></h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">In primo luogo un lettore mi ha inviato la sua spiegazione.<span> I</span>l "suicidio in ginocchio" rappresenta "l'omicidio         consacrato" cioè la morte per "volere divino"... cosi         come si viene investiti degli onori alla vita, cosi si viene investiti         degli onori alla morte.<br />
Mi è pervenuto inoltre uno scritto, tratto dal libro di un esoterista         che ha, appunto, trattato questo argomento che riportiamo. Il libro è         di Lino Lista e si intitola: “<em>Raimondo         di Sangro. Il principe dei veli di pietra</em>”. In forma romanzata         vengono rivelati alcuni aspetti del ritualismo massonico che hanno         quindi dato una risposta alla mia domanda sul motivo dei tanti         impiccati.<br />
La corda e l’impiccagione sono i simboli di Giuda e del tradimento di         Cristo.<br />
Ma il lavoro di Lino Lista svela anche un altro mistero. Un’altra         modalità frequente di uccisione, tanto frequente da gettare più di un         sospetto, ad esempio, è quella dell’avvelenamento da overdose, in cui         sono incappati, per fare qualche nome, il ciclista Pantani, poi di         recente un altro componente della sua squadra, il ciclista Valentino         Fois, e a Viterbo il medico Manca, ovvero il medico che pare abbia         curato il boss mafioso Bernardo Provenzano. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Muoiono poi avvelenati anche molti testimoni di processi         importanti. Morì avvelenato in carcere Sindona. E poi molti         “malori” improvvisi, talvolta nell’anticamera di un giudice, in un         tribunale, o nella buovette di Montecitorio come capitò al generale         Giorgio Manes.<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Voglio citare         integralmente il passo del libro di Lino Lista:<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">L<em>a corda...</em><span>(omissis)</span>...<em>è il segno dominante, che mai         deve mancare, di una vendetta massonica. Con riferimento alla leggenda         di Hiram, volendo spandere un maggior numero d’indizi,         convenientemente si potrebbero lasciare accanto al cadavere del         giustiziato, seppur di veleno: dell’acqua, in ricordo della fontana         alla quale il Vendicatore smorzò la sete; un osso spezzato di cane, in         onore dell’Incognito che si mutò in tal bestia; un abito nero, in         memoria del lutto per Padre Hiram. Volendo eccedere, ma mai una società         segreta dovrebbe eccedere perchè troppi indizi talvolta sono         considerati alla stregua di una prova, si potrebbe collocare sulla salma         del traditore un mattone, simbolo muratorio.</em><span> </span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Queste morti da overdose, quindi, non sono un caso. Anche         l’avvelenamento è una modalità “massonica” perché simboleggia         la morte per mano del serpente, simbolo dell’infedeltà e         dell’inganno.<br />
Ecco quindi perché Pantani morirà dopo aver ingerito diverse dosi di         coca.<br />
Perché sostengo che sia un omicidio? Perché ogni qualvolta         l’incidente, o il malore, o il suicidio, sono provocati, e sono quindi         un omicidio, immancabilmente partono, a seguito del fatto, i depistaggi         e gli occultamenti che solo un potere come quello massonico è in grado         di fornire: sparizione dei fascicoli dai tribunali, morte dei testimoni,         la pervicace volontà degli inquirenti nell’ignorare determinate prove         (per collusione, paura, o per la mancata conoscenza del problema), le         irregolarità procedurali, ecc… </span></p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il caso Pantani</span></strong></span></h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Esaminiamo il caso Pantani, così come ce lo descrive un         giornalista, Philippe Brunel, in un recente libro “<em>Gli ultimi giorni di Marco Pantani</em>” su cui ci basiamo per la         nostra ricostruzione.<br />
E’ noto che Pantani morirà all’hotel Le rose di Rimini per una         presunta overdose da cocaina.<br />
Anche qui troviamo tutti gli elementi di un omicidio massonico,         ovverosia le firme, nonché tutti le modalità procedurali investigative         che gli inquirenti seguono quando il delitto è massonico. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><em><strong>Ad         esempio troveremo:<br />
</strong></em><br />
- testimoni che cambieranno versione;<br />
- gli inquirenti che ignorano particolari fondamentali nell’indagine:         ad esempio nel cestino dei rifiuti della stanza dell’hotel verranno         rivenuti resti di una cena presa da un ristorante cinese. Ma Pantani non         mangiava cibo cinese. Allora chi c’era con lui quell’ultima notte?<br />
- Sul corpo compaiono segni di colluttazione ma nessuno accerterà mai         se, ad esempio, sotto le unghie compaiano o meno dei resti di DNA altrui         per verificare se Pantani fu forzato a ingerire cocaina (v. pag. 278).<br />
- Errori e omissioni varie nelle autopsie</span>;<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><br />
</strong><strong>- </strong>Una volante della polizia, con due agenti, interverrà sul luogo         dell’incidente, ma non redigerà mai il verbale relativo. Perché         questa irregolarità nelle procedure?<br />
</span>- <span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Le varie         perizie medico legali fanno una gran confusione sull’ora della morte         che collocano tra le 11,30 (la perizia del dottor Fortuni) e le 19 (il         medico Toni).<br />
- Il medico         legale che dopo l’autopsia si accorge di essere seguito.<br />
- La camera fu         trovata in disordine come se ci fosse stato un corpo a corpo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Poi         ci sono le domande irrisolte.</span></strong></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">- Perché         Pantani, volendosi suicidare, prende una stanza in un albergo a pochi         chilometri dalla casa dove abitava?<br />
</span>- <span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Perché         prima di suicidarsi ci resta qualche giorno? Cosa lo fa rimanere in una         stanza di albergo quando aveva la sua abitazione lì vicino?<br />
</span>- <span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Uno degli inquirenti dichiara al giornalista di avere avuto         pressioni dal Ministero dall’interno per concludere in fretta         l’indagine. Ma il ministero non dovrebbe avere fretta di concludere;         casomai dovrebbe avere la volontà di accertare la verità senza         lasciare dubbi. Curioso poi che il Ministero si disinteressi del fatto         che dopo decenni non sia mai venuta fuori la verità per stragi come         Ustica, o per il sequestro Moro, e improvvisamente abbia fretta di         concludere per un personaggio come Pantani. Difficile pensare che sotto         ci sia una voglia di arrivare velocemente alla verità, dato che         l’occultamento della verità è sistematico nella storia giudiziaria         italiana. Mai abbiamo sentito un politico affermare che nel programma         elettorale c’era la volontà di scoprire la verità sulle tante stragi         impunite per dare giustizia alle migliaia di morti e alle decine di         migliaia di famiglie delle vittime delle stragi. Mai. Anzi, in compenso         alcuni degli autori di crimini assurdi,         come l’ex terrorista D’Elia, hanno addirittura avuto incarichi         istituzionali (sottosegretario alla camera nel governo Prodi).         Personaggi che hanno avuto pesanti responsabilità in vicende come il         sequestro Moro verranno addirittura fatti presidenti della Repubblica (Cossiga).         Nessuna fretta di scoprire chi ha abbattuto l’aereo di Ustica, nessuna         fretta di arrivare alla verità sul Moby Prince, nessuna fretta di         scoprire chi c’è dietro ai delitti del Mostro di Firenze,         dietro ai Georgofili, dietro a Piazza Fontana, dietro alla strage di         Bologna. <em><strong>Ma una gran fretta di chiudere il caso Pantani. Curioso no?</strong></em> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Tutte         queste contraddizioni, depistaggi, ecc., sono sempre l’indizio sicuro         della presenza della massoneria.<br />
In alternativa può ipotizzarsi che si tratti di incuria o superficialità         nell’indagine.<br />
Ma si tratta di incuria e superficialità troppo ricorrenti per essere         casuali.<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Poi ci sono le firme. Quelle firme che chi non si è mai         occupato di massoneria non riesce a vedere. Ma immediatamente visibili         per chi vive in mezzo a queste vicende.<br />
Anzitutto Pantani muore all’hotel Le Rose, il cui nome potrebbe non         essere casuale ma essere la firma della Rosa Rossa. D’altronde anche i         suoi amici diranno che la morte di Pantani in quell’hotel non deve         essere un caso, ma forse voleva lasciare un messaggio a qualcuno perché         lui era un uomo che non faceva nulla a caso (pag. 52). Forse, aggiungo         io, non era lui che voleva lasciare un messaggio, ma chi l’ha ucciso. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">E poi viene trovato accanto al corpo un biglietto con una         frase apparentemente senza senso: <em>Colori,         uno su tutti <span>rosa</span> arancio         come contenta, le rose sono <span>rosa</span> e <span>la rosa</span> <span>rossa</span> è la più </em><span><em>contata</em>.<br />
</span></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Non sono in grado di         capire il senso di questo biglietto; ci vorrebbe un esperto e pochi in         Italia sono in grado di capire questi messaggi. Ma indubbiamente sembra         un messaggio in codice.<br />
Probabilmente c’è un significato anche         nel fatto che sia morto a San Valentino, giorno in cui tradizionalmente         si regalano rose alla fidanzata.<br />
Qualcuno ipotizza che         abbia un senso anche la data della sua morte: 14/02/2004, data la cui         somma fa 13, che nelle carte dei tarocchi non a caso è la carta della         morte.<br />
Nonostante non sia in grado di decodificare tutti i particolari è         evidente però che Pantani fu in qualche modo costretto ad andare in         quel preciso albergo affinché poi il delitto fosse firmato. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Ovviamente dire che         dietro un delitto c’è          la Rosa Rossa         significa poco. Essendo          la Rosa Rossa         un’organizzazione internazionale, e contando centinaia di affiliati in         Italia, è come dire che si tratta di un delitto di mafia o di camorra.         Cioè significa affermare una cosa talmente generica da essere pressoché         inutile a fini investigativi, e tuttavia dovrebbe essere un buon indizio         perlomeno per non archiviare la cosa come suicidio.<br />
D’altronde che gli attacchi a Pantani provenissero da ambienti         massonici risulta evidente dal fatto che qualche anno prima ebbe un         incidente anomalo nella discesa di Superga. Un auto entrò nella zona         vietata al traffico e investì Pantani e altre due persone.<br />
Un incidente casuale? Difficile, da pensarsi, perché sulla collina di         Superga sorge quella cattedrale omonima, che venne costruita nel 1717,         anno in cui venne ufficialmente fondata la massoneria. Una basilica e         una collina, insomma, che hanno un particolare significato per la         massoneria. Per chi sa anche solo poche cose sulla massoneria si tratta         di una firma manifesta, specie alla luce delle stranezze di quell’incidente         (inspiegabile ad esempio è come avesse fatto la macchina a inserirsi         nella zona vietata, tanto che Pantani fece causa alla città di Torino         per questo fatto). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">L’attacco da parte         di ambienti massonici risulta palese anche in un’altra occasione: il 9         ottobre del 2003 il suo amico Jader Del Vecchio muore in un incidente         stradale, uscendo all’improvviso di strada col suo camion. Pantani         quel giorno doveva essere con lui e solo per un miracolo, quindi, si         salvò, avendo rinunciato al viaggio all’ultimo momento. </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;">La parola ai testimoni</span><br />
</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Per chi conosce le         vicende delle stragi italiane gli incidenti stradali per rottura dei         freni o dello sterzo, non sono una novità, I testimoni di queste         stragi, i personaggi scomodi, muoiono sempre così: non solo impiccati e         avvelenati, ma anche in incidenti banali in cui l’auto (o la moto)         escono di strada all’improvviso per un malfunzionamento.<br />
Qualcuno ogni tanto si salva.<br />
Ricordo a memoria – tra gli scampati - il carabiniere Placanica         (implicato nei fatti del G8), il giudice Forleo (ma non così fu per i         genitori, che morirono in un incidente analogo senza ovviamente che gli         inquirenti volessero indagare). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Persino il famoso         Enrico Berlinguer disse di aver avuto un incidente da cui si era salvato         per miracolo, durante un suo viaggio in Bulgaria nel 1973, in cui         morirono però altre due persone; disse che l’incidente era voluto, ma         nessuno gli credette.<br />
Di recente Fabio Piselli, scampato al rogo della sua auto, più volte         nominato nei miei articoli.<br />
Ma in tanti hanno avuto “incidenti anomali” e non si sono salvati.         Ne abbiamo parlato in precedenti articoli e non voglio ripetermi.<br />
Voglio invece ricordare alcuni morti del mondo dello sport e dello         spettacolo.<br />
Ayrton Senna, cui fu montato male lo sterzo della sua Formula 1.<br />
Per non parlare del Torino Calcio; l’aereo ebbe un guasto imprecisato         e si schiantò contro – guarda tu che caso - la collina di Superga. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il cantante Rino         Gaetano che ebbe due incidenti identici, con la stessa auto; nel primo         incidente si salvò; nel secondo morì, anche perché 5 ospedali si         rifiutarono (misteriosamente) di prenderlo in cura. Il cantante morì il         2 giugno 1981 nello stesso identico modo in cui muore il protagonista di         una sua canzone, La ballata di Renzo. Statisticamente le probabilità         che un cantante descriva la morte di qualcuno perché viene rifiutato da         5 ospedali, e che poi muoia nello stesso identico modo sono…. nulle.<br />
E statisticamente, le probabilità che         qualcuno svolga veramente delle indagini sono le stesse di questi         incidenti: nulle. </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;">Mass Media e delitti</span><br />
</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Molta strana è anche la morte del         ciclista Valentino Fois, della squadra di Pantani. Anche lui muore per         cause da accertare, ma alcuni giornali parlano </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di overdose.         E già questo fa venire qualche sospetto, in quanto probabilmente muore         nello stesso modo del suo ex amico.<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Occorre a questo punto fare una         considerazione di ordine generale sui mass media in Italia.<br />
In Italia muoiono per         omicidio circa 2500 persone all'anno. E altrettante ne muoiono suicide.         Giornali e Tv si disinteressano di questi fatti, selezionando         accuratamente solo le notizie che piacciono e sono funzionali al         sistema. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Quando però su un         fatto scatta l’attenzione dei media, in genere questo è un segnale         che sotto c’è dell’altro.<br />
Quindi viene spontanea la domanda. Perché i giornali si interessano         alla morte di un ciclista poco conosciuto come Fois?<br />
E perché poi, nei pochi secondi che i TG dedicano alla notizia, occorre         precisare che </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">era         implicato in un furto di portatili?         Quand’anche si voglia dar risalto alla morte di un uomo, non c’è         alcuna necessità di informare il pubblico che costui – forse –         aveva rubato dei PC. In primo luogo perché la notizia è generica e         posta in forma dubitativa. In secondo luogo perché non si capisce quale         collegamento possa sussistere tra un furto di PC e una morte per         overdose. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il sospetto che sia         un omicidio, e che la televisione abbia volutamente voluto riportare         l’immagine di una persona drogata e dedita al furto, è molto forte.         Il messaggio che si vuole trasmettere è questo: è morto un ladro e per         giunta drogato e depresso.<br />
Ma chi invece ha capito come funziona l’informazione in Italia capisce         chiaramente un altro messaggio: probabilmente si tratta di un omicidio e         c’è sotto qualcosa.<br />
E allora il pensiero corre al fatto che qualche prima avesse rilasciato         un intervista alle <em>Jene</em> (intervista che trovate a questo indirizzo: <a href="http://it.youtube.com/watch?v=RRvhdi1gHqk">http://it.youtube.com/watch?v=RRvhdi1gHqk</a>).<br />
Aggiungiamo poi una cosa. Chi frequenta a livello professionistico il         mondo dello sport sa che il doping è un fenomeno assolutamente diffuso,         nel senso che probabilmente non è possibile partecipare a qualsiasi         tipo di sport senza doparsi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Nella mia esperienza         del passato, per anni ho praticato Body Building e ho seguito corsi per         diventare istruttore di questa disciplina. E il doping era una materia         di studio assolutamente ufficiale, nel senso che nella preparazione         atletica di uno sportivo professionista non si poteva prescindere dal         doping. Il problema era solo come eludere i controlli, stare attenti ai         tempi di eliminazione della sostanza ecc...<br />
C’è quindi il forte sospetto che Fois         sia morto in questo modo per aver “tradito”, come Pantani, e che i         due abbiano pagato con la vita la loro maggiore pulizia e onestà         intellettuale rispetto al resto dell’ambiente in cui vivevano. </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;">Considerazioni finali</span><br />
</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">C’è anche (non il         sospetto ma) la certezza, che la verità non verrà mai a galla. Anzi, a         dire queste cose, purtroppo, si rischia di passare per matti o         visionari.<br />
La cosa che mi dà tristezza, in tutta questa vicenda, non è la gravità         delle collusioni istituzionali a tutti i livelli, né la scarsa         preparazione di molti inquirenti in materia che si traduce in una         mancata tutela del cittadino. Questo ho imparato ad accettarlo, perché         viviamo in una democrazia troppo giovane perché sia veramente una         democrazia. Le mentalità e i costumi di secoli non possono cambiare in         pochi anni. L’oligarchia mascherata in cui viviamo, in fondo, un         giorno dovrà finire per dare spazio ad una nuova era.<br />
Ciò che mi dà tristezza è pensare che la maggior parte </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">delle famiglie         di queste vittime non saprà mai la verità. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La maggior parte         muore senza che i familiari sospettino un omicidio. Io stesso dopo il         primo incidente che mi capitò pensai ad un caso. E dopo il secondo         pensavo che ce l’avessero con la mia collega<span> </span>e che avessero manomesso contemporaneamente sia la mia moto che         la sua per maggior sicurezza di fare danni a lei.<span> </span>In altre parole; potevo morire senza sapere neanche perché e         pochi avrebbero sospettato qualcosa. Solo dopo qualche tempo mi         spiegarono chi ce l’aveva come me e perché. Ora, perlomeno, so che mi         potrebbe succedere qualcosa e so anche il perché. Ogni volta che prendo         l’auto sono consapevole che lo sterzo potrà non funzionare, che un         auto che viene in senso inverso all’improvviso potrà sbandare e         venire verso di me, o magari che potrò avere un malore         nell’anticamera di una procura come è successo al capo dei vigili         testimone della Tyssen Krupp. Ma all’epoca dei primi incidenti, non         avevo neanche il sospetto di essere stato “condannato a morte”.         Perché non ero consapevole di quale colpa avessi commesso e di quale         peccato mi fossi macchiato.<br />
Mi domando se Senna sapeva il destino che lo aspettava, se i familiari         avranno capito. I familiari del Torino Calcio cosa penseranno di         quell’incidente terribile? E i genitori di Fois? E la Forleo, cui         scrissi “una lettera aperta” dalle pagine di questo blog… avrà         capito esattamente cosa le è successo oppure penserà che il suo         incidente d’auto sia stato casuale?<br />
I familiari delle vittime di via dei Georgofili, di Ustica, del Moby         Prince, hanno capito. Lì sono troppo grosse le collusioni, troppo         evidenti gli omicidi e i depistaggi perché qualcuno non         capisca. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;">Ma gli altri?</span><br />
</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">I familiari dei         testimoni di processi apparentemente normali, come quelli della Tyssen         Krupp, o del Mostro di Firenze, che apparentemente sembra un normale         caso di un serial Killer? E i familiari di tutte quelle persone che         parevano condurre una vita normale, perché il delitto è maturato in un         luogo ove nessuno sospetterebbe l’ingerenza così pesante dei         cosiddetti poteri occulti, come il mondo sportivo?<br />
Ho telefonato ai genitori di Pantani prima di scrivere questo articolo.         Dal loro silenzio successivo al mio fax presumo che abbiano pensato che         io sia un folle, magari un mitomane in cerca di pubblicità.<br />
E’ normale che lo pensino, come è normale che la maggior parte delle         persone che leggeranno queste righe le prendano per un delirio. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Allora voglio         ricordare le parole dell’onorevole Falco Accame, a proposito degli         incidenti anomali (come quello capitato ai genitori del giudice Forleo)         o dei suicidi dei vari testimoni di processi importanti. Parlavamo         dell’incidente capitato al giudice Forleo, e mi disse “inizialmente,         quando mi occupai di queste cose, credevo al caso. Non volevo credere         che fosse una cosa voluta perché mi pareva fantascienza. Poi, quando mi         accorsi che i testimoni morivano tutti, sistematicamente, ho capito…         E’ una cosa che è difficile da accettare.”<br />
Questo articolo, come il precedente, è scritto per tutti i familiari di         persone suicidate, impiccate, morte in incidenti inspiegabili che hanno         sempre capito che la versione ufficiale data dagli inquirenti non         quadrava, affinché perlomeno loro sappiano la verità. Oramai sono         troppe le vittime sparse per la penisola, </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">perché         non si cominci a sospettare. E sono         troppi i sopravvissuti perché qualcosa prima o poi non venga         fuori. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Oramai parlo con         tante persone esperte e mi confronto. Molti, tanti, hanno capito. Un mio         amico medico legale, a cui ho raccontato le mie “scoperte” mi ha         lasciato di stucco quando mi ha detto “si Paolo, lo sapevo. Lo sapevo         perché da medico legale mi rendo conto quando ci prendono in giro in TV         e sui giornali. Tutti quei suicidi in carcere per soffocamento con buste         di plastica sono impossibili dal punto di vista di medico legale.         Analizzando alcuni dei più importanti casi dal punto di vista medico         legale mi sono accorto che ci prendono in giro. E poi sono un         appassionato di esoterismo, e quindi i loro simboli e messaggi io li         vedo. Vedi? L’esoterismo è un linguaggio. Se non lo conosci è come         camminare per strade di una nazione straniera; vedi la gente, vedi le         scritte, ma non ti dicono nulla; in certi casi potrebbero sembrarti         innocui disegnini. Ma se invece lo conosci allora riesci a leggere oltre         la superficie e capire i messaggi profondi che vengono lanciati e gli         innocui disegnino diventano frasi precise. Capisci tutto, ma con la         maggior parte delle persone non puoi parlare perché ti prendono per         matto. E il problema principale, quando capisci il sistema, è         continuare a fare la vita di sempre senza impazzire”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Questo, signori, è         il sistema in cui viviamo ma con un po’ di studio e di intuito si può         imparare a capirlo. Il paradosso è che non sono mai stato un         appassionato né di gialli, né di spionaggio, né di esoterismo; ma         credo che neanche la più fervida fantasia di qualsiasi scrittore abbia         mai immaginato un sistema del genere. La realtà, per chi la vuole         vedere, supera sempre di gran lunga la fantasia. Anche quella di Stephen         King, che forse non a caso ha scritto una serie di telefilm che si         intitola <em>The Red Rose</em>, e che         forse per i suoi libri non si è ispirato alla sua sola fantasia (ad es. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">nei “<em>Lupi del Calla</em>”, occorre proteggere una sola rosa rossa che sta in         una Torre nera; e se          la Rosa         venisse distrutta per qualche motivo          la Torre         cadrebbe insieme alla Rosa)<span style="color:black;">. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">PS finale. Quando         facevo il quarto ginnasio rubai tre biscotti al mio miglior amico,         Daniele. Voglio precisare, in caso di suicidio da parte mia, che i due         fatti non sono collegati, al fine di evitare che i media mi facciano lo         scherzo di Fois e che riportino la notizia e facendomi passare per un         ladro di biscotti. Peraltro confessai il mio crimine a Daniele, il quale         dopo 25 anni non manca mai di ricordarmelo. </span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><img src="http://disinformazione.it/images/thyssen2.jpg" border="0" alt="" width="418" height="255" /><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Pag. 13 de "<em>Il         Giornale</em>", martedì 15 gennaio 2008</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;"><em><strong>Tratto da: <a title="Omicidi Massonici... Putta di carogne...." href="http://disinformazione.it/omicidio_massonico2.htm" target="_blank">www.disinformazione.it</a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Elizabeth Short,la Dalia nera]]></title>
<link>http://paultemplar.wordpress.com/?p=105</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 18:10:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
<guid>http://paultemplar.wordpress.com/?p=105</guid>
<description><![CDATA[
Una mattinata qualsiasi,quella del 15 gennaio 1947.
Una donna, Betty Bersinger, passeggia tranquill]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><img src="http://files.splinder.com/7a6f279f0a93eb0fd29b32a6be32bf61.jpeg" alt="" width="308" height="230" /></p>
<p class="MsoNormal"><span>Una mattinata qualsiasi,quella del 15 gennaio 1947.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Una donna, Betty Bersinger, passeggia tranquillamente per Leimert Park,un quartiere alla periferia di Los Angeles.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ad un certo punto il suo sguardo corre al bordo del marciapiede,dove c’è un’informe massa scura;il sangue le si gela nelle vene,e inizia a correre verso il centro abitato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Raggiunge una cabina telefonica e chiama la polizia.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Che arriva poco dopo,proprio in contemporanea ai primi curiosi,che guardano con orrore il terribile spettacolo di un corpo nudo,gettato tra l’erba.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E’ diviso in due,all’altezza dei fianchi,tanto che non sembra nemmeno vero;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>il detective Harry Hansen cerca di far allontanare curiosi e fotografi,ma inutilmente;mlti di loro hanno scattato foto dei poveri resti gettati sul terreno,e quelle foto,ben presto,saranno su tutti i giornali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><img src="http://files.splinder.com/60092365a2c18986efae096f909a5ca4.jpeg" alt="" width="360" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><em><strong>La pagina del Daily news con la foto del cadavere</strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><span>Hansen non lo sa,ma quel corpo,quel caso,saranno un tormento per tutta la sua vita.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Torniamo alla scienza del ritrovamento:il detective,in attesa che arrivi l’ambulanza,osserva attentamente il corpo della donna.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E’ nudo,ha dei segni rossi alle caviglie,segno che è stata legato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Sulla pelle ci sono segni di tortura,tagli e bruciature di sigaretta,l’addome è squarciato,e sembrano anche mancare organi interni.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il particolare più agghiacciante tuttavia lo rivela il volto,che è squarciato da un orecchio all’altro,in una triste e macabra emulazione dell’Uomo che ride di Victor Hugo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il copro viene ricoperto pietosamente,ricomposto e portato all’obitorio,per l’autopsia,che rivela altri particolari agghiaccianti:il cranio della povera donna presenta numerose fratture,dal corpo sono stati escissi fegato,intestini e milza,non ci sono più gli organi genitali,le gambe sono spezzate.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E’ stata selvaggiamente torturata,in definitiva,per un lasso di tempo che copre le 24-48 ore.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Vengono rilevate le impronte digitali,e poiché la donna ha un precedente penale,viene riconosciuta:il suo nome è Elizabeth Ann Short.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Era nata il 29 luglio del 1924,quindi,al momento del decesso,non aveva ancora compiuto 23 anni.</span></p>
<p class="MsoNormal"><img src="http://files.splinder.com/b76189c60e95d1db0245cae39463ec99.jpeg" alt="" width="337" height="226" /></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Il corpo della povera Elizabeth</strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><span>Una bella ragazza bruna,alta,slanciata,con belle gambe,Elizabeth.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Una ragazza che aveva un sogno,comune a molte sue coetanee,quello di diventare un attrice.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Di fuggire ad una esistenza anonima,di sfuggire al luogo in cui era nata,Medford,nel Massachusets,e alla sua condizione di bambina abbandonata dal padre e cresciuta dalla mdre,che con molti sacrifici ha allevato altre quattro figlie.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Così a 19 anni,l’irrequieta Elizabeth và via dalla casa materna,destinazione Los Angeles,con l’intenzione di appoggiarsi,nei primi tempi dl soggiorno in città,presso la casa del padre,che è riuscita a rintracciare.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Li Elizabeth si rende conto che il padre la sopporta appena,trattandola più da cameriera che da figlia;così va via,e si trova un lavoro come segretaria presso un ufficio postale nei pressi di una base dell’aviazione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Inizia a frequentare locali equivoci,e soprattutto gente equivoca;veste generalmente con un abito nero e attillato,e fra i capelli porta una dalia.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Questo particolare la renderà famosa come Black dalia,la dalia nera.</span></p>
<p class="MsoNormal"><img src="http://files.splinder.com/2e0f48b62d215fd4c4ae048b30f14f6b.jpeg" alt="" width="200" height="363" /></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Chi ha ucciso Elizabeth?,chiede un gornale</strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><span>Negli ultimi sei mesi della sua vita, costantemente a corto di denaro,inizia a<span> </span>spostarsi tra una dozzina di alberghi, appartamenti e case private nella California meridionale. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Cercava di soggiornare gratuitamente,dove poteva,oppure<span> </span>pagando il meno possibile, dove non poteva. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Dal 13 novembre al 15 dicembre vive in un angusto appartamento con due camere da letto a Hollywood con altri otto giovani donne,ma è una soluzione temporanea,perché è senza fondi,e spesso per evitare di incontrare il proprietario dell’appartamento,fugge da un’uscita di servizio.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Arriviamo così agli ultimi giorni della usa vita,quando incontra l'ultima persona che la vedrà viva,una recente conoscenza, un uomo di 25 anni, sposato,un venditore di nome Robert Manley, soprannominato "Red" per la sua fiammeggiante chioma di capelli ramati. Secondo gli inquirenti, Manley la raccoglie a San Diego. Ha notato quella ragazza carina,sola, vagare senza apparente destinazione;l’ha tirata su e le ha chiesto se voleva fare un giro.</span></p>
<p class="MsoNormal"><img src="http://files.splinder.com/c1e081aa271384dbafeb699bb3bdb517.jpeg" alt="" /></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>L'ultima foto di Elizabeth viva</strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ne riceve un rifiuto ma non si smonta,e alla fine la vince.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Dopo aver vagabondato per un pò, la coppia si ferma in un motel (Manley dichiarerà alla polizia che non hanno avuto rapporti sessuali),e il mattino dopo salgono in auto,destinazione Los Angeles.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Alle 18,00 del 10 gennaio si fermano all’hotel </span><span>Biltmore,di Los Angeles,un posto raffinato,dai soffitti decorati a mano, lampadari di cristallo, e pavimenti in marmo:un evidente contrasto con i posti che la ragazza aveva frequentato fino ad allora.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Passeggia irrequieta per la hall dell’albergo,Elizabeth,fino alle 22,00 di sera,quando all’improvviso esce.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E da quel momento nessuno la vede più.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Cinque giorni più tardi,il suo corpo è scoperto </span><span>Betty Bersinger.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il primo ad essere sospettato dell’omicidio è Manley,che viene messo sotto torchio proprio dal detective Hansen;ma l’uomo nega completamente ogni addebito,limitandosi a fornire la sua versione dei fatti.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ha lasciato Elizabeth all’hotel e prima di andar via l’ha vista entrare in una cabina telefonica.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Poi è andato via.Non ci sono prove,e l’uomo viene liberato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Nei giorni successivi un’ondata di segnalazioni arriva alla centrale di polizia;si scatenano pazzi,mitomani,personaggi in cerca di un attimo di notorietà: c’è chi confessa l’omicidio,chi racconta di avere avuto una relazione con lei…..</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E’ un uragano di false piste,alimentato anche dal grande spazio che i giornali dedicano al caso,giorni e giorni di finti scoop,di immagini del corpo della ragazza ripreso mentre è nel prato,sul tavolo dell’obitorio;il suo volto,deturpato,appare sulle pagine dei giornali,in un triste apologo della vita infelice della donna.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>La polizia continuerà ad interrogare decine di persone,ma non riuscirà mai ad avere un vero colpevole.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>I giorni passano,e le indagini si arenano;gli stessi giornali,alla fine,allentano la presa e pian piano il caso di Elizabeth,la dalia nera passa in secondo piano e viene dimenticato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>I giornali ebbero un’importanza determinante nel caso;furono loro ad inventare il soprannome “la dalia nera”,furono sempre loro a scavare nel suo passato,alimentando leggende e voci sulla povera ragazza,creando mostri e scagionandoli subito dopo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Un abnorme cassa di risonanza,che però non produsse nulla.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Nessun giornale ebbe pietà della povera vittima,sbattendo le foto più crude,i particolari più intimi,spesso inventati,in prima pagina.La dalia nera divenne,di volta in volta,una virago mangiatrice di uomini,una ninfomane perennemente insoddisfatta,una lesbica,un’arrampicatrice sociale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Nessuno la vide com’era in effetti,semplicemente una ragazza che sognava un posto al sole,attraverso la via che seduceva tante delle ragazze americane,il cinema.</span></p>
<p><span>Proprio il cinema ha riaperto il suo caso,con un film girato da Brian de Palma su un soggetto di James Ellroy;un film che non ricostruisce la vita della ragazza,ma che crea una storia basata sulla sua triste fine,con un finale assolutamente libero e non aderente alla realtà storica.Oggi che l’FBI ha declassificato i documenti segreti sul caso,aprendo gli archivi dell’inchiesta,sappiamo che Elizabeth era probabilmente incinta;che l’orribile deturpamento dl volto era una pratica in uso presso la mafia.Forse la ragazza apprese qualcosa che non doveva,forse vide qualcosa,forse era in possesso di un segreto che non doveva essere rivelato.O forse,più semplicemente,se era realmente incinta,il padre del bambino era qualcuno di molto in vista,o forse semplicemente un uomo importante della mala.</span>Sessant'anni dopo,il caso è ancora insoluto.L'FBI lo considera un cold case.</p>
<p><img src="http://wwwimage.cbsnews.com/images/2004/11/23/image657376x.jpg" alt="" width="370" height="278" /></p>
<p><img src="http://img344.imageshack.us/img344/7110/elizabethshortbo9.jpg" alt="" width="276" height="345" /></p>
<p><strong>Il contrasto tra il volto sorridente da viva,e la maschera di morte</strong></p>
<p><img src="http://www.crimelibrary.com/graphics/photos/notorious_murders/famous/dahila/1b.jpg" alt="" width="274" height="401" /></p>
<p><strong>Il detective Hansen rileva gli indizi</strong></p>
<p><img src="http://www.crimelibrary.com/graphics/photos/notorious_murders/famous/dahila/PG-younger-Elizabeth-Short.jpg" alt="" width="275" height="206" /></p>
<p><strong>Una giovane Elizabeth</strong></p>
<p><img src="http://www.crimelibrary.com/graphics/photos/notorious_murders/famous/dahila/PG-Elizabeth-Short-mugshots.jpg" alt="" width="263" height="197" /></p>
<p><strong>La foto segnaletica di Elizabeth</strong></p>
<p><img src="http://www.crimelibrary.com/graphics/photos/notorious_murders/famous/dahila/PG-Robert-'Red'-Manly-lie%20detect.jpg" alt="" width="256" height="191" /></p>
<p><strong>Robert Manley</strong></p>
<p><img src="http://www.crimelibrary.com/graphics/photos/notorious_murders/famous/dahila/Short's-grave200.jpg" alt="" width="251" height="181" /></p>
<p><strong>La sua tomba</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>

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