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	<title>odifreddi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/odifreddi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "odifreddi"</description>
	<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 15:17:35 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Dialogo "virtuale" Ratzinger - Odifreddi]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=874</link>
<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 16:39:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
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<description><![CDATA[Conoscete Piergiorgio Odifreddi? E&#8217; un matematico ed anche uno scrittore. Ospite fisso a Crozz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align:justify;">Conoscete Piergiorgio Odifreddi? E' un matematico ed anche uno scrittore. Ospite fisso a Crozza Italia e spesso presente nel salotto di Serena Dandini nella trasmissione "Parla con me". La sua fama "mediatica" è frutto soprattutto del suo viscerale anticlericalismo sintetizzato nel libro "<a title="Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)" href="http://candidonews.wordpress.com/wiki/Perch%C3%A9_non_possiamo_essere_cristiani_%28e_meno_che_mai_cattolici%29">Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)</a>".</h4>
<h4 style="text-align:justify;">Ora immaginatevi un dialogo telefonico tra l'anticlericale per eccellenza e Papa Ratzinger! Impossibile direte voi, possibile rispondo io...grazie a Google Video, dove è stato pubblicato un filmato satirico in cui i due personaggi vengono a contatto. Si tratta di imitazioni naturalmente, esilaranti.</h4>
<p> </p>
<p style="text-align:center;">[googlevideo=http://video.google.it/videoplay?docid=-1943044168703324859&#38;q=ratzinger+odifreddi&#38;ei=G5eQSObpBZ2a2AKs9Oj6BQ]</p>
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<title><![CDATA[Scienza e coscienza]]></title>
<link>http://puntoggi.wordpress.com/?p=364</link>
<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 11:59:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>G.</dc:creator>
<guid>http://puntoggi.wordpress.com/?p=364</guid>
<description><![CDATA[
l&#8217;ultimo fine settimana, sul treno verso lei e ritorno, ho attaccato la lettura di un altro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puntoggi.files.wordpress.com/2008/07/schrodinger.png"><img class="alignleft size-full wp-image-365" src="http://puntoggi.wordpress.com/files/2008/07/schrodinger.png" alt="" width="316" height="262" /></a></p>
<p>l'ultimo fine settimana, sul treno verso <em>lei</em> e ritorno, ho attaccato la lettura di un altro libro dell'ottimo piergiorgio odifreddi. questo libro si intitola<em> il vangelo secondo la scienza</em>. e questo titolo può essere quantomeno fuorviante. cioè, uno si potrebbe aspettare una contestazione scientifica del perché non è possibile resuscitare i morti o trasformare l'acqua in vino e farla franca coi nas. e invece no. il buon matematico impenitente passa al setaccio tutte le religioni affrontando in maniera scientifica temi del tipo la nascita dell'universo, il nulla, il tutto, l'eternità, l'anima, la coscienza e cose del genere. io ci capisco poco. perché so un cazzo di matematica e fisica (a parte qualche ridicola nozione) e so ancora meno di filosofia, e visto che viene ripercorso tutto lo scibile di questi concetti a partire dalle religioni orientali fino ai filosofi greci e financo quelli non greci, tipo tedeschi o francesi o altri posti tipo di dov'era, ad esempio, kierkegaard, insomma, devo rileggere ogni pagina almeno quattro volte. comunque, odifreddi ci prova a farmelo capire facile e, anche se con scarsi risultati, qualcosa arriva. una delle cose che mi ha colpito è che quando si tratta di dimensioni molto grandi (cosmologia) o molto piccole (meccanica quantistica) la scienza diventa letteralmente mistica e le premesse che utilizzano gli scienziati per condurre esperimenti e misurazioni fanno man bassa di concetti prettamente filosofici. che sperano siano giusti. se qualcosa va storto si vanno a rivedere le premesse e decidono se quel tal filosofo ha detto una cazzata o meno. e con questa semplificazione, mi aspetto una lettera di insulti da odifreddi e una di diffida dai suoi avvocati. comunque, vabbeh.<br />
un passo che mi ha lasciato brasato per circa 45 minuti, da milano a voghera, tipo, parla di un signore che si chiama <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erwin_Schr%C3%B6dinger" target="_blank">schrodinger</a>, uno dei papà della fisica quantistica, premio nobel anche, per dire. qui si fa riferimento alle sue considerazioni sul concetto di coscienza, dal suo saggio <em>mente e materia</em>, dove dice che la sopravvivenza degli esseri viventi, non solo umani, è legata all'apprendimento per ripetizione e che tutti i processi diventano gradatamente inconsci man mano che si consolida la pratica, vedi il leggere e lo scrivere o il guidare la macchina. io ci aggiungerei anche i kata di shiatsu. qui cito testuale: <em>"la presenza, sia ontogenetica (nell'individuo), sia filogenetica (nella specie), della coscienza si può allora interpretare come un sintomo del fatto che l'apprendistato è ancora in corso e che non si è ancora raggiunto il perfetto controllo automatico della conoscenza necessaria alla sopravvivenza. in particolare, la tensione tra le pulsioni personali (io voglio) e i doveri sociali (tu devi) dimostrerebbe che l'uomo si trova in mezzo ad un guado evolutivo: egli sta ancora trasformandosi da un primitivo essere individualista a un superiore essere sociale, e solo a trasformazione completata diverrà parte di un organismo che potrà dirigerlo senza più richiedere la sua partecipazione cosciente (come già succede, ad esempio, per le api e le formiche). in altre parole, la coscienza può essere considerata il marchio d'infamia di un'evoluzione ancora imperfetta e in divenire, più che la medaglia al valore di un'evoluzione superiore e completata"</em> . e vattela a spendere! cioè, io sono anche affezionato, come tutti credo, alla mia coscienza e al mio supposto libero arbitrio e ai miei libri e al mio cane e cose individualiste così. però questa cosa che società laboriose e collettive come formiche e api siano in realtà ad uno stadio evolutivo più elevato del nostro, mi ha suscitato più di un pensiero.<br />
il primo è un'applicazione pratica di questa teoria, che isaac asimov descrive nel formidabile racconto <em>l'ultima domanda</em> e che, se trovo da qualche parte, pubblicherò per intero perché è una genialata senza senso. un altro pensiero è di tipo politico. e cioè che una società basata sull'individualismo è definita primitiva e, per contro, una società basata su cooperazione e lavoro per il bene della collettività è definita come ad uno stadio evolutivo superiore. la fisica quantistica è rivoluzionaria e comunista. bella lì.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Altro che Odifreddi....]]></title>
<link>http://channelman.wordpress.com/?p=146</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 17:23:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>channelman</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questa sì che è matematica.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://channelman.files.wordpress.com/2008/06/dscf0011_281799a.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-147" src="http://channelman.wordpress.com/files/2008/06/dscf0011_281799a.jpg?w=198" alt="" width="198" height="300" /></a><strong>Questa sì che è matematica.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Perchè NON possiamo NON essere cristiani: La filologia «impertinente» di Piergiorgio Odifreddi]]></title>
<link>http://bigmico.wordpress.com/?p=110</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:50:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>bigmico</dc:creator>
<guid>http://bigmico.wordpress.com/?p=110</guid>
<description><![CDATA[Spinto dal parere di alcuni lettori che mi invitavano ad approfondire l&#8217;opera di Odifreddi vi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Spinto dal parere di alcuni lettori che mi invitavano ad approfondire l'opera di Odifreddi vi propongo una <a href="http://it.geocities.com/matteoveronesi/Odifreddi.html" target="_blank">attenta analisi</a> prodotta da uno studioso come <a href="http://it.geocities.com/matteoveronesi/" target="_blank">Matteo Veronesi</a></p>
<blockquote>
<h2>La filologia «impertinente» di Piergiorgio Odifreddi</h2>
<p>A parere di Piergiorgio Odifreddi, il noto «matematico impertinente», che ha affidato questi suoi pensieri al libro, programmaticamente ed astutamente sconcertante, Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), edito da Longanesi, oltre che a diversi articoli (mi riferisco, in particolare, ad E venne un mito chiamato Gesù, «L'Ateo», n. 1/2003, e Ma io credo alla scienza non alla Chiesa, «La Stampa», 8 marzo 2007), le Sacre Scritture altro non sarebbero che un coacervo di assurdità logiche, perversioni etiche e brutture letterarie, e i fondamenti del cristianesimo (la Creazione divina, la Trinità, la verginità di Maria, la Resurrezione di Cristo), e più in particolare del cattolicesimo (l'Immacolata Concezione, la Transustanziazione) risulterebbero del tutto privi di qualsiasi fondamento storico.</p>
<p>Sennonché, l'ateismo deve, non meno della fede, fare i conti con la filologia; anzi, a maggior ragione non potrà prescindere da un attento confronto con la storia e con i testi un pensiero radicalmente laico, che pretende di fondarsi sulle certezze indubitabili e gli inoppugnabili riscontri forniti dall'esperienza.</p>
<p>Odifreddi, basandosi su di un'interpretazione quantomeno semplicistica dell'inizio della Genesi, insinua che da questa prima espressione della visione ebraico-cristiana della nascita del mondo e della vita siano aliene non solo l'idea della creazione ex nihilo (Elohim apparirebbe come nulla più che una sorta di platonico demiurgo che plasma una materia preesistente), ma addirittura quella di un Dio unico.<!--more--></p>
<p>Vero è che, grammaticalmente, Elohim (Dio) è plurale; ma si tratta, secondo un uso comune in ebraico, ed ampiamente attestato, con riferimento proprio al Nome Divino, nella Genesi (5, 22; 6, 9-11; 17, 18 ), di un «plurale di eccellenza» o di un «plurale astratto», che esprimono in sommo grado il concetto di divinità e, insieme, l'infinita molteplicità degli attributi che essa assomma in sé, contenendoli nella loro espressione assoluta, più elevata e pura. Non per nulla, il verbo (bārā‘) è al singolare, e significa, inequivocabilmente, «creare una cosa meravigliosa, nuova, sorprendente». In Genesi, 2-3 e in altri passi, l'identità di Elohim è fusa esplicitamente con quella di Jahweh. Insomma, senza alcun dubbio la Genesi dice, se mai ci fosse bisogno di ricordarlo, che «In principio (bereshit) Dio (Elohim) creò (bārā‘) il cielo» (anzi, per l'esattezza, secondo la cosmologia ebraica dell'epoca, «i cieli», shamaim) «e la terra».</p>
<p>Il problema del significato che può assumere, nel racconto della creazione, l'immagine della terra tohu e bohu, «deserta» ed «informe» (aóratos, cioè «invisibile», ed akataskéuastos, «disordinata», si legge nel greco della Bibbia dei Settanta), era già stato posto ed affrontato da secoli di esegesi e di riflessione teologica, a partire da Giustino Martire per arrivare ad Agostino e Tommaso d'Aquino. Dallo spirito del testo sembra emergere non tanto un demiurgo che (come nel Timeo platonico) plasmi una materia preesistente, quanto la traccia di un disegno creativo ed evolutivo presente da sempre nella mente della Divinità - insito ed inscritto, precisamente, in quello stesso Logos, in quello stesso principio e progetto che si sarebbe poi fatto carne, inverandosi e rivelandosi pienamente, nella persona del Cristo.</p>
<p>Il Fiat lux della Genesi (che non per nulla, a testimonianza di come la cultura ebraico-cristiana non sia affatto inconciliabile con la tradizione classica, lo Pseudo-Longino citava, primo fra i Greci, come esempio di «sublime», di sintesi assoluta e potente fra pensiero creatore ed espressione immortale) era già stato ineffabilmente, inaudibilmente proferito, fin dall'eternità, dal Verbo divino. Come dice Agostino, «Pater loquitur, quia Patre loquente dicitur Verbum, quod Filius est, aeterno more (...), loquente Deo Verbum coaeternum» (De Genesi, I, 5, 11): «È il Padre che parla, poiché nelle parole del Padre è pronunciato il Verbo che è il Figlio, nello spazio dell'eternità, dal momento che il Padre parla il Verbo coeterno con lui».</p>
<p>Che, poi, il disegno e il processo della creazione si articolassero e si sviluppassero, sul piano immanente, lungo un arco temporale di secoli e di millenni, era già intuito da Tommaso d'Aquino: il passaggio dall'informe alla forma fu contemplato, voluto e ordinato fin dall'inizio dalla sapienza di Dio, «perché fosse salvaguardato un ordine nella condizione degli esseri, fin tanto che non fossero condotti dall'imperfezione alla compiutezza» (Summa Theologica, q. LXVI, a. 1, ad. 1).</p>
<p>Come avrebbe ripetuto, secoli dopo, Galileo, la Scrittura, senza per questo alterare o mutare il suo messaggio profondo ed essenziale, doveva adattarsi alle conoscenze, alle aspettative, alle visioni del mondo (oggi diremmo ai «paradigmi») proprie dell'epoca e del popolo a cui era originariamente rivolta. Essa non poteva parlare agli uomini del tempo «nisi sub similitudine rerum eis notarum», se non per mezzo di analogie familiari e riconoscibili ai loro occhi. Di conseguenza, chiunque pretenda oggi di leggere la Sacra Scrittura con gli strumenti della moderna logica proposizionale, del neoempirismo logico o della filosofia analitica non potrà che trovarla colma di «assurdità», «paradossi» o addirittura «perversioni».</p>
<p>Wittgenstein, in un pensiero del ‘37, giudicava «importante» che la testimonianza della Rivelazione avesse solo «una comunissima probabilità storica, (...) al fine che la lettera non abbia più credito di quanto le spetti e lo spirito conservi il suo diritto». L'accento dovrà, specie nelle scritture veterotestamentarie, essere posto più sul senso allegorico, spirituale, anagogico, che su quello «litteralis sive historicus». La lettera uccide, lo spirito vivifica.</p>
<p>In linea generale, le tante, ed innegabili, incongruenza logiche, i numerosi e a volte sconcertanti paradossi che, come si accennava, indiscutibilmente affiorano di tanto in tanto dalle Scritture derivano dallo stridore e dalle deformazioni di un pensiero divino, sovrumano, sublime, che si cala nella storia, che si immerge nel tempo, entrando in contatto con i limiti, le sfumature, le ambivalenze del linguaggio umano, con la molteplicità dei generi letterari di cui esso si serve (e che la «critica delle forme» ha riconosciuto ed evidenziato da più di un secolo), infine con gli inevitabili condizionamenti dettati dalle circostanze storiche e ideologiche, le quali spiegano come possano a tratti affiorare, nell'Antico Testamento, e perfino in un testo sublime come la Sapienza, tutto pervaso dall'idea ellenistica del logos stoico, dell'universale e divina armonia dell'universo, forme di militarismo teocratico, abbastanza plausibili, del resto, in un popolo che aveva subito l'oppressione egiziana, quella babilonese, quella antiochena e che infine, proprio nel contesto ellenistico in cui veniva con tutta probabilità concepita quell'opera, stava patendo l'ostilità dei Tolomei.</p>
<p>Ancor più evidenti paiono le semplificazioni e gli arbitrî che Odifreddi si concede nel negare non solo la risurrezione, ma la stessa reale esistenza di Cristo.</p>
<p>Che, nel corso dei primi due secoli dalla sua morte, le testimonianze extracristiane ed extrabibliche della sua esistenza scarseggino, è cosa ben nota, e che non sorprende più di tanto, se si considerano la lentezza con cui all'epoca le notizie si propagavano, lo scarso interesse che i non cristiani provarono dapprima per il nuovo culto e, infine, la stessa condizione di segretezza in cui i primi cristiani furono forzatamente relegati sotto alcuni imperatori.</p>
<p>«Conquirendi non sunt» (Epistulae, X, 97), dice l'imperatore Traiano in un celebre scambio epistolare con Plinio il Giovane, governatore della Bitinia, risalente al 112-113, e che costituisce (sebbene Odifreddi ne metta in discussione, senza valide argomentazioni, l'ormai acclarata autenticità) una preziosissima testimonianza, di parte pagana, sul cristianesimo delle origini. «Non bisogna andarli a cercare», non bisogna inseguirli e stanarli, finché se ne restano nascosti nella segretezza delle loro domus Ecclesiae, senza turbare pubblicamente il formalismo dei culti pagani, in primis quello della persona stessa dell'imperatore. La lettera di Plinio, che chiedeva indicazioni sul modo di comportarsi con i Cristiani, conferma che la divinità di Cristo, già proclamata a chiare lettere in vari passi dei Vangeli canonici (valga per tutti il riscontro incrociato offerto dalla discordia concors dei sinottici: Mt 26, 63, Mc 14, 61, Lc 22, 66-70), era vivamente avvertita dalle prime comunità di fedeli, che inneggiavano a Cristo-Dio («carmenque Christo quasi deo dicere secum invicem», Epistulae, X, 96, 7). Che il carattere divino e messianico della persona del Cristo non sia asserito con particolare frequenza dai Vangeli dipenderà anche dalla natura iniziatica, misterica, quasi esoterica che investiva certi aspetti dell'originario messaggio cristiano: Gesù proibisce severamente ai discepoli di rivelare che egli è il Cristo (cfr. Mc 27-30)</p>
<p>Inoltre, non è vero che Cristo, «se veramente è esistito», sia stato «irrilevante (sic) per i suoi contemporanei, al di fuori di una ristretta cerchia di parenti, amici e seguaci (sic)»: Plinio stesso riferisce, nella lettera citata, che le città, i villaggi e le campagne della Bitinia sono «invase» («pervagata») dalla «prava superstitio», dalla «balorda superstizione» che il cristianesimo rappresentava agli occhi dei suoi persecurori (così come, dichiaratamente, a quelli di Odifreddi). Del resto anche Tacito, che scrive dopo il 96, afferma che quella «exitiabilis superstitio», quella «dannosa superstizione», dopo essere stata «temporaneamente (in praesens) sopita» (il che, si noti, conferma come essa fosse già diffusa da decenni), tuttavia di nuovo «dilagava» (erumpebat), non solo in Giudea, ma anche a Roma (Annales, XV, 44).</p>
<p>Come la filologia ha appurato da più di un secolo, la pagina tacitiana riposava quasi certamente su fonti anteriori: forse, come sostenne l'Harnack, quella, celebre, di Flavio Giuseppe (Antichità giudaiche, XVIII, 3, 3), la cui autenticità risulterebbe così indirettamente confermata; forse un passo delle perdute Historiae di Plinio il Vecchio, come pensava il Battifol.</p>
<p>Il «Chrestus» di cui parla Svetonio (Vita Neronis, XVI, da confrontare con Atti 18, 3) è sicuramente Gesù: l'errore nella grafia poté derivare dal fatto che, in greco, chrestos (buono) e christos (Cristo), si pronunciavano allo stesso modo, come comprovano diverse testimonianze epigrafiche; non a caso, i Cristiani furono talora chiamati chrestiani fino a tutto il secondo secolo. L'intraducibile bisticcio paretimologico christianòi-chrestòi è attestato anche da Giustino (Apologie, I, 4, 2 e 5). Chrestianos è lezione del Manoscritto Mediceo di Tacito (Ann. XV, 44).</p>
<p>Credo, poi, poco plausibile (oltre che contrario all'opinione della totalità degli studiosi, che oggi propendono, indipendentemente dalla confessione religiosa, per l'autenticità almeno parziale) liquidare come una falsificazione cristiana il passo di Flavio Giuseppe prima richiamato, noto come Testimonium Flavianum, che costituisce la più antica testimonianza extrabiblica della storicità Cristo. A parere di Odifreddi, sarebbe prova sufficiente per rigettare l'autenticità di questa fondamentale testimonianza il fatto che Origene, tanto in Contra Celsum (I, 47) quanto nel commento al Vangelo di Matteo (X, 17), affermi che Giuseppe non riconosceva Gesù come il Messia, mentre il Testimonium (tra l'altro presente, senza distinzione, in tutti i manoscritti delle Antichità giudaiche a noi giunti) dice laconicamente «questi era il Cristo» (ho Christos outos en), per poi registrare semplicemente il fatto oggettivo che egli «riapparve» (ephane palin) tre giorni dopo la morte, e fu identificato con il Messia vaticinato dai Profeti.</p>
<p>A mio avviso, il passo di Origene dovrà indurre non ad ipotizzare un'interpolazione, ma ad accogliere la variante indirettamente attestata tanto da Girolamo (De viris illustribus, 13), quanto dalle Cronache di Michele Siriaco, quanto dalla Storia universale del vescovo arabo Agapio: nei manoscritti consultati da questi autori, e verosimilmente in quello letto da Origene, Giuseppe affermava che Gesù «era creduto il Messia» («credebatur esse Christus», dice Girolamo).</p>
<p>Ma le testimonianze extrabibliche non finiscono qui. Alla figura di Cristo e ai suoi stessi miracoli alludono, dal Talmud al Midrash alla letteratura rabbinica, fonti ebraiche (indagate un secolo fa da R. Travers Herford) indipendenti dai Vangeli, ma a volte ad essi parallele (basti confrontare, per la crocifissione, Mc 15, 23 con Talmud, Sanh., b, 43). Ed è interessante notare che anche le fonti ostili, di matrice sia ebraica (cfr. Giustino, Dialogo con Trifone, cc. 17 e 108) che greco-romana (cfr. Origene, Contra Celsum, I, 28 e 38), non negavano la realtà del miracoli di Gesù, ma li ascrivevano alla stregoneria (anche Flavio Giuseppe, che pur non identificando Gesù con il Messia ne doveva riconoscere la natura sovrumana, chiama i suoi miracoli erga paradoxa, gesta od opere «eccezionali», «straordinarie» o forse «bizzarre», «assurde», «sconcertanti»).</p>
<p>Ben più tarde (databili intorno al Mille), e palesemente diffamatorie ed oltraggiose nei confronti del cristianesimo, le Toledot Yeshua, a cui Odifreddi (così scettico nei confronti dei Vangeli) dà sorprendentemente (e piuttosto faziosamente) credito.</p>
<p>Ancora in àmbito ebraico, al sacrificio di Cristo (accostato, quasi nell'ottica di un nesso tragico di colpa e castigo, di hybris ed ate) allude la ben più credibile, splendida Lettera di Mara figlio di Serapione, con tutta probabilità non posteriore alla seconda metà del primo secolo.</p>
<p>Ma, come hanno dimostrato recenti ricerche (dovute in particolare a Marta Sordi e ai suoi allievi, fra cui Ilaria Ramelli), diversi altri scrittori latini, oltre a quelli già citati, pur non nominando direttamente Gesù, alludono molto per tempo alla sua figura: da Petronio, che nel Satyricon parodiò atrocemente la figura di Cristo e la sua Resurrezione rifacendosi testualmente al Vangelo di Marco, e forse a quello di Matteo (cfr. ad esempio Mc, 14, 3 e 9 con Satyricon LXXVII, 7 e LXXVIII, 3-4, nonché Satyricon CXII-CXIII con Mt XXVIII, 13-15), a Seneca, che, forse impegnato nel dialogo fra il Cristianesimo e lo Stoicismo antineroniano, alluse a Cristo nell'Hercules Oetaeus (e, aggiungerei io, con tutta probabilità evocò velatamente la crocifissione e il sepolcro vuoto in due passi delle Consolationes), a Silio Italico, che nei Punica nobilitò, proiettandolo su Attilio Regolo, il supplizio della croce.</p>
<p>Ad ogni modo, come sappiamo da Tertulliano (il quale invitava il Senato, se mai avesse qualche dubbio, a consultare al riguardo gli Annales), la commissione d'inchiesta inviata da Tiberio in Galilea riscontrò la fondatezza storica del nuovo culto, «veritatem istius divinitatis» (Apologeticum, V, 1), come conferma, indirettamente, anche il Chronicon Paschale.</p>
<p>Poco dopo, con tutta probabilità sotto il regno di Claudio, fu promulgato il cosiddetto «editto di Nazaret», noto attraverso un'iscrizione in greco segnalata dal grande Rostovtzeff e studiata per la prima volta, nel 1930, da M. Franz Cumont.</p>
<p>Si trattava di un rescritto imperiale che, in modo insolitamente duro, prevedeva la pena capitale per chi avesse non solo violato un sepolcro, ma anche semplicemente spostato (metakinesai) un corpo in esso deposto (cfr. Mt 28, 11-15 per la relativa diceria sparsasi sul conto degli apostoli). Com'è evidente, una misura del genere non si spiega se non all'interno di un contesto nel quale la notizia della risurrezione - ben lungi, dunque, dall'essere un mito tardivo e artificiosamente costruito - si fosse prontamente diffusa.</p>
<p>Con eccessiva disinvoltura, poi, Odifreddi liquida in poche righe la «questione sinottica», tanto complessa che qui è possibile appena sfiorarla.</p>
<p>In particolare, argomenta Odifreddi, la notizia della Resurrezione di Cristo non si trova nella fonte Q (l'enigmatica e mai rinvenuta Quelle inseguita dalla filologia tedesca, e dalla quale sarebbero derivati i vangeli sinottici), né nei «protoevangeli», l'unico dei quali ad esserci giunto è il cosiddetto Protoevangelo di Giacomo, un vangelo gnostico che alcuni annoverarono tra le fonti dei canonici.</p>
<p>Ora, il Protoevangelo non avrebbe motivo di dare notizia della Risurrezione, dal momento che narra la Natività di Maria. Non vi è, comunque, alcuna prova che quel Vangelo terso e delicato esistesse prima del quinto secolo, quando lo troviamo citato nel Commentario all'Hexameron di Eustachio di Antiochia. Semmai, la lettura del Protoevangelo mostra come la Verginità di Maria e l'Immacolata Concezione, ben lungi dall'essere arbitrarie ed astruse costruzioni dogmatiche, fossero profondamente radicate nella spiritualità del primo cristianesimo. C'è da temere che, in materia di filologia, il moderno scienziato Odifreddi sia rimasto al 1552, quando Guillaume Postel dava, a Basilea, l'editiio princeps del Protoevangelium, considerandolo, in buona fede, il più antico fra gli scritti neotestamentari.</p>
<p>E, prevedendo una possibile obiezione di Odifreddi, si può osservare che il copto Vangelo di Tommaso, il cosiddetto «quinto Vangelo» (questo sì probabilmente coevo ai sinottici), pur non contenendo un'esplicita menzione della Resurrezione di Cristo (né dovendo darne conto, trattandosi non di una narrazione, ma di una raccolta di loghia, di «detti» di Gesù, ispirata dallo gnosticismo), certamente la presuppone, e indirettamente la attesta e la conferma: fin dai primi versetti, Gesù è «il Vivente» (in copto entais, nella versione greca ho zoon: cfr. Apocalisse 1, 17), Colui che, dunque, è vano «cercare fra i morti»; e «chi penetrerà il segreto senso (ecermeneia, cfr. gr. hermeneuo)» dei suoi detti «non sentirà il sapore della morte (Mrmou)». E il vivo senso della Verginità di Maria e dell'Immacolata Concezione è già attestato, pur se attraverso il velo opaco di una sublimazione fra neoplatonica e gnostica, e in un passo drammaticamente mutilo, anche nel «quinto Vangelo»: «[non una madre impura], ma la vera Madre mi ha dato alla vita» (108).</p>
<p>Qualche precisazione esige anche la questione della «Finale Canonica» del Vangelo di Marco, oggi generalmente considerato il più antico (sebbene la tradizione patristica, da Papia ad Ireneo, da Clemente Alessandrino ad Eusebio, sembri indicare la priorità di Matteo).</p>
<p>Per Odifreddi, il fatto che Mc 16, 9-20 (il passo che contiene la narrazione delle apparizioni di Cristo dopo la risurrezione) sia verosimilmente un'aggiunta tardiva confermerebbe il carattere mitico, e non storico, della Risurrezione. Quest'ultima, tuttavia, è già nitidamente annunciata in 16, 6: «È risorto, non è qui». Improbabile è, in ogni caso, che il Vangelo di Marco si concludesse, bruscamente, con il versetto 16, 8 (ephobounto gar, «infatti avevano paura»), per ragioni sia logico-sintattiche che codicologiche (i manoscritti più antichi ed autorevoli presentano una lacuna finale proprio in quel punto).</p>
<p>La «finale canonica» si impone sia per l'autorità della tradizione manoscritta, che per la testimonianza di Ireneo (Adversus Haereses, III 10, 5-6), il quale, nel secondo secolo, afferma che il Vangelo terminava con 16, 19, cioè con l'Assunzione in cielo. Anche Eusebio (Ad Marin. 1,1) e Girolamo (Ep. 120, 3 ad Hedybiam), nel momento stesso in cui sollevano dubbi sull'autenticità della finale canonica, attestano che essa comunque circolava, benché «in raris euangeliis». D'altro canto, le successive vicende neotestamentarie non faranno che confermare, e, per così dire, chiosare con i fatti e le opere, i versetti 16, 14-18.</p>
<p>Ad ogni modo, qualunque teoria si accolga in merito all'origine dei Vangeli (non credo vadano ignorate né quella, sostenuta con forza dal Boismard, dei «documenti multipli», né quella del «documento arcaico», dal quale sarebbero derivate quattro fonti intermedie che avrebbero poi alimentato i sinottici: teorie, queste, che paiono, anzi, maggiormente conformi ai dati della tradizione patristica), non si vede la ragione di dubitare che la notizia della Resurrezione, presente in tutti e quattro i vangeli canonici, fosse presente nella tradizione apostolica che in essi confluì. La «questione sinottica», forse destinata a restare insoluta, certo non può essere semplicisticamente liquidata.</p>
<p>In fondo, il metodo della moderna filologia, inaugurato da Karl Lachmann, nel suo muovere dall'immanenza dei dati, dei testimoni, dei manoscritti, per giungere, attraverso un lavoro assiduo di comparazione, selezione, induzione, a formulare, pur se in forma solo ipotetica, se non addirittura «divinatoria», un primigenio, inattingibile «archetipo» da cui tutte le copie, tutti gli esemplari concretamente esistenti sarebbero poi scaturiti e discesi, sembra pervaso e animato da un sforzo e da uno slancio trascendentali non troppo diversi da quelli della mente che supera la contingenza della storia e dell'esperienza per raggiungere la superiore luce della fede nell'essere.</p>
<p>Le discrepanze fra i sinottici potranno, poi, essere eventualmente ricondotte alla soggettività letteraria dei singoli autori. Le Scritture sono anche testi letterari, fatto salvo il metastorico ed essenziale nucleo di verità che contengono, e che mai smentiscono. Anche l'Iliade, osserva Odifreddi, liquidando drasticamente la questione della storicità dei Vangeli, contiene elementi di verità storica. Ma si potrà controbattere che la «storicità relativa» di cui si è parlato a proposito dei poemi omerici investe solo lo sfondo e l'ambientazione delle vicende, mentre la ben più solida ed evidente «storicità assoluta» o «storicità trascendentale» della Scrittura ne avvolge e ne esalta le figure e gli eventi principali ed essenziali, e, con essi, il vitale messaggio che attestano e veicolano.</p>
<p>La Resurrezione si trova, in termini identici a quelli in cui è narrata da Giovanni, nel Vangelo di Marcione, che forse attingeva ad una comune fonte anteriore, così come nei vangeli giudeo-cristiani, per noi perduti, ma che Girolamo poteva ancora leggere e tradurre dall'ebraico (si veda ad esempio De viris illustribus XVI, 2-4, perentorio nella testimonianza oculare: «ego vero et post resurrectionem in carne eum vidi et credo quia sit»).</p>
<p>Ancora il Vangelo degli Ebrei tradotto da Girolamo mostrava, in un passaggio folgorante, quanto il concetto della Trinità e quello dell'Immacolata Concezione e della nascita divina fossero, fin dalle origini, ben vivi, e anzi strettamente interconnessi: lo Spirito Santo è Madre del Cristo-Dio, mentre l'anima è «sponsa sermonis dei», sposa della parola divina (In Michaeam II, 7).</p>
<p>Ma non è necessario ricorrere a testimonianze extracanoniche; basterebbe quella, immune da qualsiasi ombra e da qualsiasi incertezza, di Pietro: «Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni» (Ap 2, 32).</p>
<p>È certo plausibile che, come Odifreddi argomenta, la notizia della risurrezione mancasse sia nella Quelle, sia nella Semeia Quelle, due raccolte, rispettivamente, di lóghia («detti») e semêia («fatti») di Gesù. Tuttavia, non era compito né intento di quelle raccolte contenere tale notizia. Esse si rivolgevano ad un pubblico che dava già per scontato, ed accoglieva come verità indiscutibile, il messaggio essenziale, il limpido kérygma, il potente annuncio del Cristo che aveva vinto la morte.</p>
<p>Ad ogni modo, la Semeia Quelle giungeva, con tutta probabilità, almeno fino a Gv 20, 30 («Molti altri segni fece Gesù in presenza dei discepoli...»). Dunque, essa doveva già contenere non solo la notizia della risurrezione (20, 1-10), ma anche la narrazione delle apparizioni a Maria (20, 11 sgg.) e ai discepoli (20, 19 sgg.).</p>
<p>L'esistenza stessa della fonte SQ, che il discorso di Odifreddi a quanto pare presuppone, induce poi non solo a ritenere che il racconto della risurrezione fosse già contenuto nella tradizione apostolica trasmessa oralmente, e poi confluita nei sinottici, ma anche ad ammettere che il Vangelo di Giovanni, risalendo, appunto tramite quella fonte, alla medesima tradizione, non fosse solo una tardiva ed artificiosa mistificazione teologizzante, ma rispecchiasse fedelmente, pur se da un'ottica particolare, intellettualmente e teologicamente più profonda e più letterariamente elaborata, lo stesso messaggio essenziale, lo stesso kérygma originario e puro.</p>
<p>Tornando alla Trinità, essa è, per definizione, un Mistero inaccessibile, nella sua essenza, alla ragione umana, benché non necessariamente contrario ad essa, come dimostrano secoli di riflessione teologica.</p>
<p>Ma non sembra che, come vorrebbe Odifreddi, tale Mistero sia privo di basi scritturali: chi, per non fare che un esempio, affianchi Mt 11, 25-27 e Lc 10, 21-22 a Mc 13, 11 e Lc 12, 12 vedrà il preciso movimento dialettico con cui il Padre ama il Figlio di quell'amore infinito che è lo Spirito Santo: un movimento che, come osserverà Tommaso d'Aquino, non è affatto avulso dalla dinamica interna con cui la mente, per mezzo dell'intelletto e della volontà, concepisce il pensiero e lo esprime attraverso quella mentis imago che è il Verbum, la parola umana, benché infinitamente imperfetta e inadeguata rispetto all'assoluto, indicibile Logos divino.</p>
<p>Che, poi, il termine "Sostanza" abbia, se riferito tanto alle Persone della Trinità, quanto alla Transustanziazione dell'Eucaristia, quanto alla natura stessa della fede (la quale è «sostanza di cose sperate / ed argomento delle non parventi», come dice Dante sulla scia di Paolo di Tarso così come delle Quaestiones disputatae de veritate di Tommaso), un valore e un significato di estrazione concettuale, filosofica, speculativa, dunque ben diversi da quelli che esso assume nelle scienze naturali, è cosa evidente, ma che, nella sua serrata critica, Odifreddi sembra dimenticare. Il matematico dovrebbe semplicemente riconoscere che il linguaggio poetico e teologico - «casa dell'Essere» - può, più che quello della scienza, consentire di intravedere o di sfiorare il Mistero ineffabile di una parola indibile, di un silenzioso dire che assommano e fondono in sé la mente «concepita nell'intelletto» e quella «amata nella volontà» (Summa contra gentiles, l. 4, c. 20). Di fronte a verità e rivelazioni soprannaturali, per quanto immerse nel fluire della storia, la conoscenza teologica e quella poetica hanno un valore e una forza superiori a quelli di una ragione scientifica rigida ed inflessibile.</p>
<p>Il concetto, dice Hegel (che di tutto, credo, potrà essere accusato meno che di irrazionalismo), «è la verità della Sostanza, e poiché il modo determinato di relazione della Sostanza è la necessità, la libertà si mostra come la verità della necessità e come il modo di relazione del concetto» (Scienza della logica, ed. Glockner, II, p.7). Libertà nella necessità, autonoma scelta all'interno di un cammino di possibile salvezza, di sperata redenzione, apertura dello sguardo del credente al lumen infusum della grazia: queste, mi pare, le forme che può assumere, modernamente ripensata, l'idea cristiana di Sostanza. E aveva ragione Giovanni Paolo II a sottolineare, a conclusione della Fides et ratio, che «l'intellectus fidei richiede l'apporto di una filosofia dell'essere» che possa aiutare la risoluzione di un «problema ermeneutico» concernente le formulazioni dogmatiche non meno che le stesse Scritture.</p>
<p>Proprio riguardo al rapporto tra fede e ragione, tra Mistero e comprensione, non credo si possa concordare con Odifreddi quando, sulla base di un gioco etimologico anacronistico e di dubbio gusto, e adducendo addirittura l'autorità delle stesse Scritture, le quali presenterebbero l'euanghelion come una credenza destinata a spiriti semplici e creduloni, definisce il cristianesimo una religione «per letterali cretini». Al contrario, il cristianesimo è, dice Paolo, precisamente una loghikè latrêia, un credo «spirituale» e insieme «ragionevole» proprio in quanto «conforme al Logos», fedele al Verbo, rispondente al disegno divino che si è fatto carne nella persona del Redentore (Rm 12, 1). Certo è che l'amore divino, senza negare la ragione o essere contrario ad essa, la oltrepassa e la trascende (Ef 4, 19). L'uomo può esperire il báthos, i «profunda Dei», l'«abisso» dei divini misteri conoscendo se stesso, raccogliendosi nella quiete di quello che Paolo (e Agostino dopo di lui) chiamano l'«uomo interiore», esplorando le profondità del cuore e dell'anima.</p>
<p>In questa sua sfera «soggettiva» (che Odifreddi, giustamente stavolta, sottolinea), non già nel senso di infondata ed arbitraria, ma in quello di intima, radicata nell'individuo, profondamente sentita, autenticamente vissuta, e dunque non coercitiva, non autoritaria, non artificiosamente imposta dall'esterno, il cristianesimo non è, in fondo, inconciliabile con il ghnóthi seautón, con la limpida e severa autocoscienza del platonismo e dello stoicismo. L'uomo conosce se stesso riconoscendo ciò che di divino vi è in lui, il suo essere in certo modo immagine della Divinità, e scorge che proprio in questa scintilla sacra e segreta risiede la sua dignità. A ben vedere, il concetto stesso di dignità dell'uomo affonda le proprie radici nella Patristica e nella teologia monastica, prima ancora che nello spirito laico e mondano dell'umanesimo. «O imago Dei, agnosce dignitatem tuam».</p>
<p>Come affermava Kant proprio all'interno della sua teoria di una religione ridotta «entro i limiti della sola ragione», Cristo è il «prototipo» di un'umanità ideale, lo specchio limpido e perfetto in cui cercare di riflettere, per sublimarla e nobilitarla, la miseria terrena: un modello ideale o archetipo, dice Kant, «disceso fino a noi dal Paradiso». Difficilmente Kant (che tra l'altro annoverava proprio l'esistenza di Dio, della sua giustizia eterna ed infallibile, fra i postulati della ragion pratica, tra i fondamenti e i punti di riferimento del giudizio morale), potrà essere annoverato, come oggi qualcuno tenta di fare, fra i modelli e i maestri di un'etica laica, se non atea.</p>
<p>Il fatto che, come Paolo scrive citando Isaia, i Misteri divini trascendano e confondano ogni sophía ed ogni sýnesis umane e terrene, e abbaglino la «sapienza dei sapienti» e l'«intelligenza degli intelligenti», non significa che il cristianesimo ponga e presenti se stesso come una religione da stupidi, come un credo destinato a menti deboli. Al contrario, è una suprema astuzia della ragione quella di riconoscere i propri limiti per aprire la strada ad una conoscenza intuitiva (del resto non del tutto aliena, mi pare, dallo stesso procedimento scientifico) che supera e precede la ragione stessa, e che in qualche modo prepara il terreno al suo successivo sopraggiungere nella forma della riflessione ermeneutica, filosofica, teologica, a partire però dal dato essenziale della rivelazione, della speranza, della grazia.</p>
<p>Quanto, poi, alla distinzione tra Vangeli canonici ed apocrifi, essa non fu affatto arbitrariamente imposta dalle autorità ecclesiastiche; e i vangeli apocrifi non sono, come voleva Voltaire, quelli «rotolati giù dal tavolo al Concilio di Nicea».</p>
<p>Il «Vangelo quadriforme», la «sacra quadriga degli Evangeli», il Diatessaron (vale a dire la quadruplice ed unitaria armonia spirituale che, come si legge nel Canone Muratoriano, guida e scandisce le parole della Rivelazione) sono metafore e concetti che prendono forma fin dai primi secoli del cristianesimo, da Ireneo a Clemente Alessandrino, da Origene ad Eusebio, e di cui la canonizzazione ufficiale dei concili non farà che riconoscere la fondatezza e la bontà. Come osservava Glenn W. Barker in The New Testament speaks, il fatto che, dall'Oriente all'Occidente, Chiese appartenenti a contesti culturali tanto diversi potessero, l'una indipendentemente dall'altra, giungere spontaneamente alla concorde fissazione di un Canone destinato poi a resistere alle spaccature e agli scismi che avrebbero travagliato la stessa cristianità, sembrerebbe di per sé confermare la presenza e l'azione di un'armonia e di un disegno sovrumani.</p>
<p>Odifreddi, che ama definirsi «impertinente» nel senso di spregiudicato, ribelle, antidogmatico, e nel contempo non legato a gruppi, parrocchie o conventicole, forse lo è anche nel senso in cui Marziano Capella usava, offrendone una delle rarissime attestazioni classiche, l'aggettivo «impertinens». Alle nozze di Mercurio e Filologia furono invitati tutti gli dei, «absque impertinentibus», cioè tranne «Discordia ac Seditio», che «Philologiae semper fuerunt inimicae» (De nuptiis Mercurii et Philologiae, I). Sedizione e Discordia (cioè la faziosità, il partito preso, il pregiudizio ideologico, la proterva crociata in nome di un rigido scientismo, di un razionalismo inflessibile e feroce) furono sempre nemiche della Filologia.</p>
<p>E, tornando al discorso dei cristiani-cretini, è interessante ricordare che Carducci preferiva «imbecille», poiché «cretino» aveva tutto il sapore di un «neologismo pedantesco di volgarizzamento scientifico». Come abbiamo visto, infatti, certa divulgazione scientifica (o meglio scientistica) non va molto d'accordo con la filologia.</p>
<p>Una filologia che deve, diceva Benjamin, «evolvere in filosofia». Ora, l'unico credo che l'ateo Odifreddi arriva ad ammettere è una forma di moderno deismo, la credenza, di stampo voltairiano, in un Dio impersonale, coincidente con l'ordine e l'armonia dell'Universo. Per inciso, anche se Odifreddi si proclama antisionista, non antisemita, andrà forse ricordato che l'autore del Dictionnaire philosophique (segnando così uno dei più sconvolgenti paradossi, e una delle più atroci sconfitte, del razionalismo occidentale) approdava all'antisemitismo proprio partendo da una tolleranza religiosa che lo portava a condannare tutte le religioni storiche e rivelate, e dunque a giudicare «barbaro» il «popolo di Dio», per antonomasia devoto e ligio alle tradizioni sacre.</p>
<p>Ad ogni modo, è lecito dubitare che, a sostegno di questo astratto, astorico, disincarnato deismo, si possano citare Pitagora e Newton. Prima del Newton di Voltaire, c'era stato il Newton del sommo filologo (sarà un caso?) Richard Bentley, che proprio a Newton si rifaceva, nelle Boyle Lectures del 1692, per confutare (con il pieno consenso dello scienziato) l'ateismo, e per affermare la fede ebraico-cristiana nel Dio creatore, che - scrive Newton nello Scholium generale - «omnia regit non ut anima mundi, sed ut universorum dominus», non come anima del mondo, ma come sovrano di tutti gli esseri; un Dio che «non est aeternitas et infinitas, sed aeternus et infinitus», non è, in astratto, eternità ed infinità, ma è, in modo individuale e personale, infinito ed eterno.</p>
<p>E, ironia della sorte, Newton citava - a sostegno di questa visione di un Dio onnipresente e insieme trascendente, secondo un altro di quei paradossi che sfuggono ad una stretta e rigida ratio ratiocinans - proprio Pitagora, e per l'esattezza un frammento riportato da Cicerone nel primo libro del De natura deorum, in cui la Divinità appare come un'Anima in sé sussistente ma, nel contempo, «sollecita e mobile (intentum et commeantem) per l'intera natura», e dalla quale scaturivano le anime individuali.</p>
<p>Newton avvicinava proprio il frammento di Pitagora a passi scritturali (At 17 27-28 e Gv 14, 2 sgg., quest'ultimo - unitamente a Gv 8, 14-19 - ulteriore conferma della chiara e precisa consapevolezza che il Cristo aveva della propria natura divina, oltre che della relazionalità trinitaria: «Io sono nel Padre e il Padre è in me»). Ma, nel contempo, con vigile senso storico, Newton stesso indicava quale transizione e quale progresso si fossero compiuti con il passaggio dalla religione naturale degli «idololatrae» a quella rivelata. A ben vedere, comunque, il Dio di Newton è, storicamente, quello del cristianesimo, prima e più che quello di Voltaire.</p>
<p>E proprio al Dio di Pitagora, oltre che all'universale Logos degli Stoici, sembra rinviare il Tertulliano dell'Apologeticon, in pagine che, tra l'altro, insieme a quelle dell'Adversus Praxeam, si può dire inaugurino la riflessione teologica intorno al Mistero trinitario: il «Principio spirituale», il Logos degli stoici, è semplicemente «pronunciato da Dio» (ex Deo prolato) nella persona del Cristo, e «generato da Dio nell'atto stesso del pronunciarlo» (prolatione generatum), onde è detto anche «figlio di Dio e Dio, a causa dell'unità della Sostanza, poiché anche Dio è spirito» (XXI, 10 sgg.).</p>
<p>Né lo stesso Inno a Zeus di Cleante (citato da Paolo, unitamente ai Fenomeni di Arato di Soli, al cospetto dell'Areopago) è del tutto avulso dall'idea di una pluralità nell'unità, di una molteplicità nell'assolutezza: Zeus-Logos è physeos archegos, «principio della natura», e nello stesso tempo l'uomo è, testualmente, «sua immagine» (theou mimema), mentre uno stesso kratos, una medesima «forza» o un medesimo «potere», uniscono l'uomo a Zeus, estendendosi all'intero universo: una forza a sua volta, forse non a caso, tripartita, la quale è ad un tempo hypoergòn, koinòs logos e daimon, cioè artefice, principio universale e Spirito interiore.</p>
<p>Queste analogie, forse non casuali (e sottolineate, nel testo di Cleante, anche da precise corrispondenze metriche), erano già suggerite nel libro di Simone Weil La Grecia e le intuizioni precristiane, con cui Odifreddi dovrebbe forse rimpiazzare, nella sua biblioteca, il farraginoso e mal documentato Kersey Graves (a suo dire un «classico»), che pretendeva di negare l'originalità del cristianesimo sulla base delle sue affinità (a volte oggettivamente innegabili) con culti preesistenti. Si tratta, invero, di analogie, consonanze, rispondenze simboliche ed archetipali talora affascinanti, e che, ben lungi dall'indebolire o dall'invalidare il cristianesimo, ne accrescono semmai la profondità, la fondatezza e la portata storiche, conoscitive, ontologiche.</p>
<p>Ma in ogni caso, al termine di tutto questo ragionare, è certo che, davanti al sepolcro vuoto, la filologia e la storia non possono che cedere il passo al «lumen infusum» della Grazia, e al Cristo della storia deve sostituirsi il Cristo della fede.</p>
<p>Forse ha ragione il cardinale Martini quando dice che bisogna di tanto in tanto prestare ascolto alla «cattedra del non credente», confrontarsi con il dubbio e l'incertezza, per tornare alla propria credenza con un accresciuto grado di autocoscienza e di consapevolezza culturale. Ma temo che Odifreddi, chiuso ad ogni dialogo, fermamente convinto che la ragione stia da una parte sola (ben lontano, dunque, dal «fratello ateo / nobilmente pensoso» a cui David Maria Turoldo rivolgeva versi di una bellezza assoluta e dissolvente), non sarebbe d'accordo nemmeno con quest'ultima considerazione.</p>
<p>Matteo Veronesi</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perchè non possiamo NON essere cristiani - Analisi Finale]]></title>
<link>http://bigmico.wordpress.com/?p=108</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 21:21:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>bigmico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come promesso nell’ultimo intervento che riguardava il libro di Odifreddi, ho ultimato di leggere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.tisposo.ch/penna.jpg" alt="" width="154" height="124" /><span lang="IT">Come promesso nell’ultimo intervento che riguardava il libro di Odifreddi, ho ultimato di leggere l’opera del matematico piemontese e quindi, approfittando di qualche minuto libero, posso adoprarmi nello stilare un’analisi critica di quanto carpito dal libello.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="IT">Nello scorrere le (ruvide) pagine del libro ero sempre munito di una penna che mi ha aiutato nell’appuntare pagina per pagina (per non dire paragrafo per paragrafo) le inesattezze millantate dall’autore. Come affermato nel precedente articolo mi è impossibile riportarle tutte per motivi di tempo, visto che non sono pagato per fare lo scrittore… Tuttavia resto a disposizione di ogni lettore che voglia disquisire su una qualsivoglia asserzione del matematico cunese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="IT">Procediamo adesso sviscerando punto per punto le pecche che connotano l’approccio utilizzato da Odifreddi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="IT">Sinceramente mi aspettavo che l’autore utilizzasse un approccio “logico” dettato dalla matematica formale, vista l’estrazione dei suoi studi… Invece si è lanciato nella produzione di un “bignami della laicità” dove utilizza ciclicamente uno schema ben definito:</span></p>
<ul style="margin-top:0;" type="disc">
<li class="MsoNormal"><span lang="IT">Parlare di un tema biblico o etico      proponendo supposizioni come verità senza motivarle opportunamente</span></li>
<li class="MsoNormal"><span lang="IT">Riportare critiche alla Chiesa      Cattolica, spesso infondate ma che comunque proverebbero al massimo      l’umanità dei cristiani e non l’inesistenza di Dio. Ora, qualsiasi      cristiano ( e quindi anche qualsiasi cattolico) sa benissimo che la Chiesa      è fatta di uomini che possono anche sbagliare. Ciò non intacca però il ruolo che Cristo le ha attribuito, il messaggio che annuncia e men che meno fornisce una motivazione valida ai cristiani per non essere più credenti... </span></li>
<li class="MsoNormal"><span lang="IT">Riportare temi che hanno a che fare      con la verità ma che non supportano assolutamente le tesi, al sol fine di      propinare una struttura di verità a chi è poco avveduto… Ci tengo a      sottolieare che molto spesso questa tipologia di argomentazioni nulla ha      che vedere con il tema trattato in origine e, sicuramente, tale approccio      “dimostrativo” non è degno di un uomo di scienza…</span><!--more--></li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="IT">Tirando le somme si evince che Odifreddi preferisce l’approccio investigativo dove tre prove fanno un indizio al rigore della logica! Quindi si può affermare che l’autore sia un novello ispettore Poirot, piuttosto che l’erede di illustre menti come Gauss o Pitagora…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="IT">Comunque in un paio di frangenti l’autore si è ricordato di essere un uomo di scienza e ha lasciato degli “sprazzi scientifici” (pochissime parole) sulla ruvida carta del suo libro che ci accingiamo ad analizzare. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="IT">Si può iniziare l’analisi sentenziando che il metodo d’indagine è veramente inesistente in quest’opera, infatti a pagina 185 l’autore parla del fenomeno del “<strong>Sole Rotante</strong>” comparso più volte in luoghi di spiritualità. Spiego di cosa si tratta… Il sole diventa improvvisamente guardabile ad occhio nudo, e cambia colore ruotando su se stesso e/o spostandosi nel cielo. Ovviamente è possibile fissare la nostra stella senza uscire da quest’esperienza ciechi o ipovedenti! Lo posso affermare con certezza perché sono stato più volte testimone (insieme ad altre migliaia di persone) di questo miracolo in diversi luoghi di preghiera mariani e a San Giovanni Rotondo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="IT">Odifreddi afferma che il fenomeno sia da ricondursi a dei <strong>fulmini globulari</strong>... Peccato che in <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/01_Gennaio/25/fulmini.shtml" target="_blank">quest’articolo</a> viene stabilito a riguardo di tale tipologia di fulmine che:</span></p>
<ul style="margin-top:0;" type="disc">
<li class="MsoNormal"><span lang="IT">“La vita media di questi fenomeni che      varia da 2 a 8 secondi” e i fenomeni a cui ho assistito si sono protratti      per delle ore</span></li>
<li class="MsoNormal"><span lang="IT">“Hanno dimensioni variabili da una      palla da tennis a un pallone di calcio” e posso garantire personalmente      che la dimensione era quella propria del sole</span></li>
<li class="MsoNormal"><span lang="IT">“Danzano minacciosamente, sospese      pochi metri sul terreno” mentre il Sole Rotante non si avvicina alla      terra.</span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="IT">Inoltre, se l’ipotesi del professore fosse corretta, trovandosi in pieno giorno il sole comunque non sarebbe scomparso dalla vista dei testimoni oculari… Mentre posso testimoniare che non ci fossero altri corpi celesti visibili nel momento in cui il sole si è messo a roteare ne fenomeni elettrochimici che potessero giustificare la spiegazione dei fulmini globulari!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="IT">Odifreddi si sarebbe dunque potuto documentare, visto che la scienza è il suo pane, prima di associare i fulmini globulari ad avvenimenti distanti anni luce da essi! </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="IT">Mi sarebbe piaciuto trovare altri temi del genere da affrontare ma purtroppo il matematico non offre questa possibilità al lettore, infarcendo il suo libello di congetture facilmente impugnabili e oggettivamente criticabili. Quindi chiudendo questa analisi lascio spazio ai lettori che eventualmente vogliono dibattere sulle verità propinate<span> </span>da Odifreddi che non forniscono minimamente motivazioni per non essere cristiani…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.tisposo.ch/penna.jpg" alt="" width="300" height="240" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il matematico impenitente]]></title>
<link>http://topometallo.wordpress.com/?p=546</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 05:39:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>un cugino di Adamastor</dc:creator>
<guid>http://topometallo.wordpress.com/?p=546</guid>
<description><![CDATA[
Il matematico impenitente
Piergiorgio Odifreddi

D&#8217;accordo, non è un testo fondamentale, o u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a title="Il matematico impenitente" href="http://www.anobii.com/books/01591057450e794bb8/" target="_blank"><img style="float:left;margin:0 10px 10px 0;" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&#38;item_id=01591057450e794bb8&#38;time=1207839788" alt="Il matematico impenitente" /></a></p>
<p style="text-align:right;"><strong>Il matematico impenitente</strong><br />
<em>Piergiorgio Odifreddi</em>
</p>
<p style="text-align:justify;">D'accordo, non è un testo fondamentale, o un libro irrinunciabile. In fondo è pur sempre una raccolta di articoli, anzi direi di <em>pamphlet </em>spesso già letti. Con un tono che qua e là può anche urtare per la veemenza quasi arrogante.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma ce ne fossero, in questo momento stercoreo di papi benedetti e atei devoti, proni e con le afte sulla lingua. Per la lettura di questi testi, e per l'effetto balsamico provocato sui miei neuroni irritati dalle cronache recenti, posso anche perdonare Odifreddi per aver partecipato (seppure allontanandosene in seguito per giustificata ripugnanza anti-<em>teodem</em>, e comunque PRIMA della catastrofe elettorale) alla costituente del partito democratico.</p>
<p style="text-align:justify;">Per cui, <em>anche </em>per bieca partigianeria matematica e atea, asssegno il massimo dei voti al libro.</p>
<p style="text-align:justify;">E chi non è d'accordo con me, <em>péste lo cólga!</em> (citazione: mi raccomando le vocali chiuse alla Amedeo Nazzari)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il solito k.]]></title>
<link>http://sarcastycon.wordpress.com/?p=498</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 12:06:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>sarcastycon</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bagnasco visita una scuola ,
odifreddi vuole i danni                  
 
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color:#0000ff;"><a href="http://sarcastycon.files.wordpress.com/2008/04/impenitente1.jpg"></a>Bagnasco visita una scuola ,</span></h2>
<h2><span style="color:#0000ff;">odifreddi vuole i danni</span>                  </h2>
<p> <img class="aligncenter size-full wp-image-499" src="http://sarcastycon.wordpress.com/files/2008/04/impenitente1.jpg" alt="" width="199" height="317" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Verità è un ospite maleducato]]></title>
<link>http://inquietologo.wordpress.com/?p=313</link>
<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 21:27:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>inquietologo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Estratto della conferenza tenutasi in occasione de &#8220;La Millanesiana&#8221; con protagonisti Vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Estratto della conferenza tenutasi in occasione de "La Millanesiana" con protagonisti Vittorio Sgarbi, Piergiorgio Odifreddi, Garry Kasparov e Diego Marani sul tema dei rapporti fra Chiesa e Politica, del 1 luglio 2007.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/kQqQkSfeWP4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/kQqQkSfeWP4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Interessante notare il feroce livore suscitato in una parte del pubblico dall'intervento di Marani, le cui parole rompono per un attimo le regole del politicamente  corretto imposte dall'accademismo, rinunciando ad una forma aulica ed alla modalità di esposizione di stato, e quindi ipocrita, in favore di una brusca e triviale - dal punto di vista borghese, ovviamente - schiettezza per far precipitare l'intera storia delle religioni nel ridicolo che esse meritano; parole che, ree di contenere un vocabolo di estrazione "volgare", vengono osteggiate così violentemante da arrivare alla minaccia esplicita ("ti taglio la gola") in uno spaccato culturale che non può che rivelare tutta la pochezza del pensiero magico/religioso, intriso di ipocrisia, sessuofobia, perbenismo, arroganza, superstizione, intolleranza e disonestà intellettuale.<br />
Troppo spesso il <em>semplice</em> viene scambiato, chiaramente in malafede, per <em>semplicistico</em> e quindi tacciato in quanto tale. Ma, ammesso che il semplicistico possa esistere davvero e non sia solo una delle tante invenzioni per veicolare e vincolare il pensiero popolare, il semplice se ne distanzia decisamente: esso infatti rappresenta la sintesi del complesso, come una formula matematica può sintetizzare i fenomeni più complessi dell'universo da noi conosciuto.<br />
Ovviamente, al Potere il semplice non può andare a genio, poichè la massa, per risultare "governabile", deve necessariamente delegare al potente la soluzione dei problemi che la affliggono, che quindi devono essere percepiti come complessi, una matassa non districabile autonomamente.<br />
Allo stesso modo, del resto, questo mio ragionamento, come tanti altri, sarà sicuramente percepito da qualcuno come riduttivo, semplicistico, vuoto, persino banale. Ma la logica non ha bisogno di essere originale o riccamente articolata; essa basta a sè stessa.<br />
Parlando invece della "parolaccia", sin da bambino, mi sono sempre interrogato sul senso della condanna unanime di alcune combinazioni di lettere dell'alfabeto, del tutto illogica in un mondo che si basasse sull'onestà, sulla verità e la ragione e nel quale trionfasse la Sostanza sulla Forma, un mondo giusto quanto utopistico, insomma.<br />
Oggi mi rendo conto che, a prescindere dagli sviluppi socio/culturali del linguaggio in una data area geografica, il tabù della parolaccia, rimane un macroscopico retaggio del pensiero superstizioso, oltre che la chiara manifestazione di altri tabù di carattere sessuale, ovviamente, e sono atterrito dal fatto che esistano alcune formule verbali per la cui pronuncia ci si debba scusare o si possa venire espulsi, sanzionati, rimproverati in vari contesti del sociale, come se esse rappresentassero il demonio ed il proferirle lo rendesse più potente. Sì, tutto questo mi sa di medioevo, di pesante oscurantismo, di irrazionalità e arretratezza culturale.<br />
Peggio della censura, c'è solo l'autocensura. Con la consapevolezza da me acquisita ad oggi, la frase tanto risuonata nelle orecchie infantili di ognuno di noi:"non si dicono le parolacce", mi suona spaventosa, così come l'atto di inginocchiarsi sotto un cadavere di legno appeso al muro.<br />
E' assurdo e grottesco che si parli di cultura, di libertà, di sviluppo e progresso quando sussiste la sottomissione, anche laica, alle ridicole leggi del linguaggio, che dovrebbe essere un mezzo e non il fine. Se esiste una parola, anche una sola, che non si possa pronunciare significa che ogni pretesa di acculturamento e sviluppo, di libertà di pensiero ed espressione non è che una goffa velleità.<br />
Per rispondere anche all'osservazione finale di Marani nel filmato, noi della democrazia non ce ne facciamo nulla perchè la democrazia non serve a nulla; non è che il perfezionamento della dittatura farcito di demagogia, è la versione aggiornata del regime totalitario adeguata ai progressi tecnologici, non culturali, della popolazione.<br />
Quello che penso, volendo sintetizzare, è che bisogna smetterla di contrastare la cultura dominante attraverso gli strumenti e le modalità che la cultura dominante ci impone, o passi in avanti non se ne fanno.<br />
Non bisogna quindi più dirsi "atei", ma "antiteisti" o "pensanti", o "normali"; non più "incivili" ma "anticivili", non "asociali" ma "antisociali"; non "ribelli" e "trasgressivi" ma "antiautoritari"; non più "maleducazione" ma "antieducazione", via le cravatte e i compromessi, vaffanculo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Polvere intellettuale.]]></title>
<link>http://sarcastycon.wordpress.com/?p=475</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 07:26:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>sarcastycon</dc:creator>
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<description><![CDATA[               Finalmente i lavoratori italiani hanno capito che la sinistra non li ra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:justify;">               Finalmente i lavoratori italiani hanno capito che la sinistra non li rappresenta, non li ha mai rappresentati, ma solo presi per i fondelli.<br />
               I miliardari alla de benedetti ed alla illy, hanno voglia di dirsi comunisti non convincono più il popolo.<br />
               I radicalPOCOscic  dei  così detti salotti buoni, mordono oggi la polvere insieme  agli pseudo scienziati alla odifreddi e alla hack , agli pseudo filosofi alla vattimo e all’ umberto eco, agli pseudo giornalisti alla scalfari e alla mieli.<br />
               Mi ero sempre chiesto come fosse possibile che il popolo credesse a personaggi, che girano con la pipa da 700 euro in bocca, tutti griffati e con il manifesto sotto il braccio, solo perché dicevano di essere comunisti. Bene questi pseudo compagni, che conducono una vita borghese, e nel senso più deteriore della parola, sono stati smascherati.<br />
               Lo stesso franco giordano segretario dei rifondaroli ammette il distacco del partito dalla classe operaia, per troppo intellettualismo ideologico.  Lui parla di intellettualismo ideologico io più realisticamente parlerei di aneuricità  ideologica.<br />
              Tutti questi sinistri personaggi che a forza di autocelebrarsi, si erano convinti di essere intellettualmente superiori, sono stati sconfitti da quello che, spregiativamente, chiamano il nano di Arcole.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">             Giudicato  uomo incapace, incompetente, politicamente anomalo e senza seguito nel paese.<br />
              Beh direi che questo dimostra la loro inferiorità intellettuale, la loro  incapacità politica di capire l’umore ed i bisogni del popolo:</h3>
<h2 style="text-align:justify;"> <span style="color:#0000ff;">di questa gentaglia l’Italia non ne ha bisogno.</span></h2>
<div><span style="color:#0000ff;">(visto che il blog è mio l'uso delle maiuscole è a mio insindacabile giudizio)</span></div>
<div><span style="color:#0000ff;"> </span></div>
<div><span style="color:#0000ff;"> </span></div>
<div><span style="color:#0000ff;"> </span></div>
<div><span style="color:#0000ff;"> </span></div>
<div><span style="color:#0000ff;"> </span></div>
<p><span style="color:#0000ff;"> </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perchè non possiamo NON essere cristiani - Capitolo 1: Il Padre]]></title>
<link>http://bigmico.wordpress.com/?p=61</link>
<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 21:39:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>bigmico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il primo capitolo riguarda il Padre e leggendolo per intero si può carpire quali sono gli elementi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.tisposo.ch/penna.jpg" alt="" width="158" height="126" /><span>Il primo capitolo riguarda il Padre e leggendolo per intero si può carpire quali sono gli elementi cardine dell’intero libro: la congettura, la superficialità nella trattazione e l’inconsistenza delle tesi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Si potrebbe criticare ogni singolo rigo del libello ma purtroppo a differenza di Odifreddi non ho la possibilità di essere pagato per scrivere libri e quindi devo guadagnarmi da vivere facendo altro e dedicare i ritagli di tempo a questa attività da poco intrapresa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Tornando al capitolo, l’autore <span> </span>sostiene infondatamente e <strong>senza addurre alcuna tesi VALIDE a supporto</strong> che l’utilizzo dei termini Elohim, El e Jahvé siano la prova concreta che alla base della religione ebraico-cristiana ci siano più dei. Con questa affermazione non supportata l’autore pretenderebbe di infondere alla religione analizzata una <strong>matrice politeistica</strong>… </span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><!--more--><span>L’altra pretesa dell’autore è quella di <strong>ridimensionare Dio ad una ruolo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Demiurgo" target="_blank">Demiurgo</a></strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Demiurgo" target="_blank">. </a>Per farlo si avvale della Bibbia Ebraica: la<span> </span>Bershit Rabah.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Riporta i versetti della creazione:</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>''In principio della creazione di Dio del cielo e della terra,<br />
quando la terra era informe e deserta, le tenebre<br />
ricoprivano l'abisso, e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque,<br />
Dio disse: Sia la luce, e la luce fu.”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E la raffronta con l’edizione ufficiale della CEI che traduce invece:<br />
''La terra era informe e deserta e le tenebre coprivano<br />
l'abisso e lo spirito di dio aleggiava sulle acque. Dio disse:<br />
“sia la luce”, e la luce fu”<br />
<!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br />
<!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Giocando non si sa su quali artifici linguistici spinge (forzatamente) sulla creazione da parte degli dei e sulla successiva "lavorazione" degli elementi da parte di Dio… Leggendo però il primo testo riportato ad avvallo di tale congettura è impossibile carpire su quali fondamenta poggi tale sentenza. Infatti, anche volendo calarsi nel ragionamento odifreddiano, è impossibile negare il potere creatore di Dio, visto che il dio da lui definito Demiurgo, dice “<strong><em>Sia </em></strong><em>la luce”</em>, ovvero, “<strong><em>Esista </em></strong><em>la luce</em>”. E solo un creatore può dare esistenza ad una qualsivoglia creatura. Quindi ancora una volta il matematico si è dimostrato precipitoso e tutt’altro che coerente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Successivamente il matematico si barcamena in affermazioni assurde congetture <strong>sull’androginia di Adamo ed Eva</strong> e in seguito da vita a congetture non dimostrate sul <strong>peccato originale, </strong>affermando che la colpa risiede nella scoperta del sesso…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Il capitolo è anche pervaso di uno sciocco modo di leggere la Bibbia (so di non essere offensivo, il professore non prenderà in considerazioni le parole di un cretino). Infatti, Odifreddi va a leggere letteralmente i messaggi scritti chiaramente in un linguaggio simbolico. Questo mi ha spinto a riorganizzare l’analisi del libro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Visto l’enorme quantità di fanfaluche spiattellate tra le varie pagine del libro preferisco terminare di leggere tutto il testo e di organizzare le principali contraddizioni in maniera globale, portando a supporto delle mie affermazioni le principali affermazioni contestate/bili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><img src="http://www.tisposo.ch/penna.jpg" alt="" width="300" height="240" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[dopo i ricchi, anche i comunisti piangono]]></title>
<link>http://lineadombra.wordpress.com/?p=207</link>
<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 10:04:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>ubik</dc:creator>
<guid>http://lineadombra.wordpress.com/?p=207</guid>
<description><![CDATA[

Vi ricordate il famoso manifesto della sinistra antagonista riguardo le tasse da far pagare? Sono ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img style="vertical-align:top;" src="http://www.manifestosardo.org/wp-content/uploads/2007/12/destra-sinistra1.jpg" alt="" width="452" height="249" /></p>
<p style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Vi ricordate il famoso manifesto della sinistra antagonista riguardo le tasse da far pagare? Sono stati ripagati, non c'è che dire e ora preparatevi ad un lungo post elezioni di personale commento.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Dopo la maratona televisiva di lunedì e la lettura dei giornali ieri, dopo aver ascoltato le analisi alla radio e in televisione…insomma dopo la sbornia che mi prendo nei giorni successivi alle elezioni, inizio a depurare i pensieri. Complice una bella passeggiata questa mattina all’alba per andarmene al lavoro. Cosa c’è di meglio di una buona passeggiata con l’aria fresca che ti sveglia? Quindi la botta è stata incassata. E per questa volta non proporrò analisi e commenti di autorevoli e no. Ma solo farina del mio sacco, che però si è macinata con il tempo e anche attraverso opinioni, commenti e analisi. Andrò a ruota libera e <!--more-->senza pretesa di voler sapere interpretare, ma offrire solo quello che sento. Sono di sinistra, non sono comunista. Dico questo per non creare equivoci.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il risultato è brutto, ma non sono troppo dispiaciuto. Autolesionismo? Affatto. Perché da questa sonora sconfitta dovevamo passare, per “ripiegare sul solco”, guardare cioè la realtà, le persone. Dare meno retta ai salotti televisivi, ai “si dice” della stampa e della finanza. Stare un poco di più in strada. Fare un bel gesto d’umiltà e rimboccarsi le maniche. Per la verità tutte queste cose Veltroni ha iniziato a farle. Ha iniziato appunto. E questo genere di cose richiede tempo e radicamento, che non abbiamo avuto (parlo del PD). Dentro al disastro bisognerebbe vedere anche la riduzione dei partiti, finalmente. E –per me- la scomparsa dell’estrema sinistra (ma su questo tornerò più avanti). Le noti dolenti sono ovviamente la vittoria della destra, ma è il gioco delle parti. Avevo sperato nel pareggio al Senato e speravo che avremmo vinto, anche se dicevo che avremmo perso di 3 punti. I due anni del governo Prodi sono stati un autentico disastro, una catastrofe e non capire questo significa non spiegarsi una sconfitta così ampia. Un governo che non ha governato: ha litigato. Su tutto e che col senno di poi avrebbe fatto bene a fare una grande coalizione, coinvolgendo l’altra parte sconfitta di solo 27000 voti. Questa presunzione l’abbiamo pagata: appesi a pochissimi senatori, chiudendo alla cooptazione che oggi ci avrebbe ripagato perché gli altri avrebbero condiviso un governo difficile.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Sto con Veltroni, ma non capisco la richiesta di una presidenza. Berlusconi, mi dispiace, ha detto bene: con i 27000 voti di margine ci siamo nominate tutte le cariche e loro con 9 punti di distacco perché ci dovrebbero assegnare almeno una camera? Ma forse è ancora l’onda elettorale. Spero solo che il governo ombra sia una cosa molto, molto seria. Vi ricordate che ad un certo punto lo fece pure Occhetto? Da ridere.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Molti dicono che il paese è fondamentalmente di destra. Certo i cicli storici (ventennio con Mussolini, cinquantennio democristiano e dal ’94 alle prese con Berlusconi) smentiscono questa mia convinzione, però mi dico ma perché non potrebbe essere di sinistra? Fa una certa impressione rivedere le intenzioni di voto di due anni fa una settimana prima: il centrosinistra era al 58% nei sondaggi contro il 42% della destra, praticamente dilapidate per la chiacchiera del circo Barnum della sinistra antagonista e a giugno 2007 le posizioni si erano ribaltate con un 59% alla destra e un 41% al centrosinistra, tanto per ricordare che l’elettore punisce chi governa male.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Parlare della sconfitta di queste proporzioni significa pure considerare la FU sinistra antagonista (per carità non chiamiamola radicale, che ha ben altre valenze onorevoli) e la Lega e quindi noi. L’antico vizio massimalista è quello di individuare nei “rinnegati” i colpevoli delle proprie disfatte. Quindi noi del PD li avremmo cannibalizzati e oggi le analisi parlano di appena 150.000 voti presi dal PD alla Sin Arc, hai capito che cannibalizzazione: perdono quasi 3 milioni di voti e non trovano di meglio che accusare il PD (forse rosicano che stavolta gli abbiamo chiuso la porta in faccia: l’unica grande vittoria di Veltroni). La verità dura da mandare giù è che quei voti, tutti popolari sono andati alla Lega e verso l’astensionismo: è dura compagni pensare che la gloriosa e incorruttibile classe operaia voti per razzisti e piccoli commercianti; uno si fa un’idea fatta di tante “belle bandiere” magari rosse e poi prende uno schiaffone che gli fa perdere quel poco di razionalità che ancora vi tiene in piedi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Scusate, ma sono avvelenato con questa risma proprio per il velleitarismo, la rozzezza e la superficialità ideologica dei loro ragionamenti. Insomma ho sempre bazzicato l’area verde, molti anni fa ho simpatizzato per Rifondazione, il mio primo voto è andato a DP e vedere dilapidata una tradizione (parlo solo di quella ecologista e pacifista) importante per colpa di Pecorari dei miei …mmmh, beh –affettivamente mi incazzo un poco. Bonelli (dei Verdi): uno che a Ostia il mazzo se lo faceva ha sufficiente lucidità per dire apriamo un confronto con il Pd, vivaddio per questa piccola minoranza. Entrate nel partito, non vi rimane altro. Rifognazione l’ho sempre chiamata così e gli altri felce e mirtillo manco li considero. Sono un siloniano, quindi profondamente anticomunista sai che me ne importa che decidano di ripartire dalla felce e mirtillo (Diliberto e quel testone di Ferrero), mentre Vendola (uno di cui fidarsi) è più propenso a lasciar perdere i vecchi simboli e confrontarsi con la realtà dura delle periferie e del disagio e lui lo sa fare come ha dimostrato in Puglia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Alcuni miei amici sentiti o scritti occasionalmente si dicono preoccupati che la Sin Arc non abbia rappresentanza politica nelle istituzioni. Rispondo: è la democrazia bellezza. Se ti votano vai, altrimenti stai a casa e francamente non capisco (anzi la capisco benissimo) questa preoccupazione per la possibilità di una deriva violenta di movimenti e realtà antagoniste che<span> </span>venivano depotenziate nella rappresentanza parlamentare (tipo il cretino per eccellenza: Caruso). Beh! Allora dico che è vero quanto sostengono gli avversari, che queste frange mancano di cultura democratica, sennò perché preoccuparsi? E mi conferma che la nonviolenza bertinottiana sia tutta una facciata mai approfondita in realtà, ma si sa che da quelle parti tutto fa brodo: Che Guevara, Francesco d’Assisi, il Monte Athos, i Tupac Amaru. <em>Famose n’artro giochetto</em>. Da oggi sarà un loro problema, e lasciatemi dire che un po’ questi ambienti e queste culture le conosco profondamente tant’è che <a href="http://lineadombra.wordpress.com/2008/04/11/appunti-delezione-5/" target="_blank">qui</a> avevo pronosticato un 5%, comunque la loro disfatta. E poi se lo dicono tra di loro senza farlo trapelare, ecco quello che è stato raccolto all’Hard Rock Cafè di via Veneto (capito dove ha allestito la SA il suo punto elettorale?): «ricominciamo a irrigare il prato sociale della sinistra. Che a concimarlo con palate di merda ci abbiamo già pensato».</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Per tornare alla sinistra nel suo complesso in queste elezioni io la butto lì e vediamo cosa ne pensate: è stata una sconfitta culturale e poi politica. Ci sto ragionando da 48 ore, ma forse ho capito (in realtà lo sapevo: basta scorrere i <a href="http://lineadombra.wordpress.com/category/una-citta/" target="_blank">sommari</a> e vedere tutto il lavoro fatto su Una Città per saperlo) che a oggi di “quelli lì”, di quelli di destra non sappiamo niente. Mi sono anche abbastanza stancato di questa superiorità presunta di noi elettori di sinistra. Siamo così superiori da non capire le esigenze delle persone, dei poveri e do ciò che vive ai margini. La Lega invece lo sa fare bene (<a href="http://www.gadlerner.net/" target="_blank">qu</a>i un ottimo articolo di Gad Lerner su questo) e con la militanza tipica di chi fa politica con passione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.lastampa.it/Torino/cmssezioni/primopiano/200804images/chiamparino02g.jpg" alt="" />Noi (sinistra arcobaleno compresa e a volte in primis) che facciamo? I salotti radical-chic con tanta bella gente, possibilmente colta, un po’ schifata e con la puzza sotto il naso perché c’è gente che vota Berlusconi. Che guarda Amici e Maria De Filippi. Siamo diventati snob abbandonandoli. Ecco, di questo sono veramente stufo stanco. La realtà va vista in faccia e va vissuta nello sporco per poter fare qualcosa. Uno che lo sa fare bene e non da ora è Virzì: con tutto il cuore vi dico andate a vedervi Tutta la vita davanti e rivedetevi Caterina va in città. Si capiscono molte cose. Ad esempio l’antico vizio “frontista” dei concertini, delle marcette tutte autoreferenziali (della serie: “come ci piacciamo, come siamo belli, solo noi capiamo”). Tipo la Dandini quando è tutta divertita a fare la stupita e scandalizzata per certe assurdità, e sì famose un’altra risata. O Moretti con quella indignazione che oltre Monteverde non va. E visto che ci sono: ma non è che il difetto del PD è da sempre una accentuata romanità? Insomma a Torino il PD prende il 40% e qui in Toscana siamo sopra il 50% eppure non ci sono leader e classe dirigente nazionale che proviene da queste parti. L’intervista di Chiamparino su La Stampa di oggi è lapalissiana, eccovi due passaggi:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><strong><span style="font-family:Batang;">perché un operaio di Mirafiori si può sentire più tutelato dalla Lega che non dalla sinistra?</span></strong><br />
<span class="articologirata">«Da molto tempo, il voto non è determinato da appartenenze ideologiche. Se si vede che lo stipendio è basso, i prezzi aumentano, si rischia il posto di lavoro e, magari, che un immigrato ti ha superato in graduatoria per mettere il bambino all’asilo, non c’è fedeltà partitica che tenga. Nella nostra società, la paura di perdere è molto più forte della speranza di acquistare».</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><strong><span style="font-family:Batang;">Che cosa deve fare il centrosinistra, allora? Rincorrere il populismo?</span></strong><strong><br />
</strong><span class="articologirata">«No. Ma andare meno ai convegni per pontificare su dove va il mondo e girare più nei negozi e nei mercati. Basta con i salotti radical-chic, dove gli immigrati, certo, non sono anche un problema, dove la sicurezza è garantita da guardie del corpo, dove si può ricorrere agli asili privati e alla sanità privata. Basta con la sinistra che dice sempre no, quella che alla difficile gestione della realtà, quella che esiste davvero non quella immaginaria, preferisce una sterile rivendicazione continua. E, poi, certo, bisogna studiare le alleanze».</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><strong><span style="font-family:Batang;">Non crede che ci voglia anche un profondo mutamento culturale, che la sinistra sembri vecchia, conservatrice, burocratica, oppressiva. Insomma, che appaia contro la modernizzazione dell’ Italia?</span></strong><br />
<span class="articologirata">«Sì, ma la rivoluzione culturale non la si fa con i libri o con i giornali, ma andando a parlare con i cittadini, sentendo le loro esigenze, comprendendo le loro paure. Faccio un esempio: bisogna ricordare a quell’operaio che, se l’immigrato è in regola e lavora, è giusto che il figlio possa frequentare l’asilo, ma è doveroso che possa farlo anche il suo».</span></span> <em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">O basterebbe il giudizio di Michele Serra (che pure con Cuore non ha scherzato a fare lo schizzinoso):</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:maroon;">Bisognerebbe smetterla di offenderci, l´Italia è questa. Possiamo scegliere di viverci male, sprezzanti e amareggiati. Presuntuosi e acidi. O provare a tenere duro, sentirci cittadini, lavorare, discutere, parlare agli altri, non mollare. Chi di noi ha figli, conosce bene l´impulso di avere speranza per loro, anche quando non se ne ha più troppa per sé. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Bene io provo gli stessi sentimenti: basta con la presunzione. Insomma il 47 per cento di persone che vota a destra non si può pensare un unico blocco di fascisti, razzisti, mafiosi e ladri. Forse le persone che si svegliano alle 4 e poi stanno ore sulla Venezia Mestre bloccati nel traffico se la prendono con i Verdi che dicono no al raddoppio delle corsie e le battute sugli eroi mafiosi per quanto incivili possono scandalizzare me che sono già di sinistra, ad un altro forse non gli basta. Insomma questi sono i miei stati d’animo rispetto alle elezioni: non troppo abbattuto, molto incazzato con i nostri ritardi, molto ruvido e deciso a lavorare bene per cambiare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ultima cosa sulla questione cattolica. Vista l’ormai ininfluenza dei partiti cattolici (tipo l’UDC) e dei temi eticamente sensibili a sinistra non solo faremmo meglio a non occuparci in modo ossessivo della Binetti, ma anche degli Odifreddi e dei Vattimo per favore: visto che anche i laicisti non sono pervenuti in queste elezioni (bella fine Boselli e i socialisti) e per favore basta imporre questi temi: le coppie di fatto, l’ingerenza del Vaticano, i gay (bravo pure Grillini, ma che fine ha fatto?). Una cultura favorevole a diritti così particolari si costruiscono con battaglie culturali e dopo politiche. Quindi grazie, abbiamo già dato. Temi ininfluenti e che non spostano voti. Ultimo appuntino per quelle isteriche dei Radicali. Visto che tutti e 9 siete entrati in Parlamento, c’avete rotto con tutta quella muina dello sciopero della fame, le rotture logorroiche di Pannella e Bonino e alla fine nonostante il nostro difficile risultato siete pure eletti in Parlamento: almeno grazie.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Passo e chiudo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perchè non possiamo NON essere cristiani - Introduzione: Cristiani e Cretini]]></title>
<link>http://bigmico.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 20:53:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>bigmico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il libro, come approfondirò in seguito, pretende di descrivere ciò che è trascendente attraverso ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.tisposo.ch/penna.jpg" alt="" width="142" height="114" />Il libro, come approfondirò in seguito, pretende di descrivere ciò che è trascendente attraverso ragionamenti prettamente immanenti. Per questo ricalcando (solo in questa fase) l’approccio dell’autore, mi accingo all’analisi dei contenuti, descrivendo materialmente il libro… La carta è veramente scadente: riciclata e ruvida mentre <a href="http://www.vialattea.net/odifreddi/nonposs.jpg" target="_blank">la copertina</a> è blasfema e illustra chiaramente quale sentiero vuole intraprendere il libro.</p>
<p style="text-align:justify;">L’impatto fornito dalla grafica viene confermato dal titolo del capitolo introduttivo: “A CRISTIANI E CRETINI”. Nelle quattro pagine che lo compongono Odifreddi cerca di istituire preliminarmente come assioma l’equivalenza cristiano = cretino e ateo = intelligente; un postulato che nel libro non viene affatto dimostrato (infatti la fede non è questione di intelligenza, quanto di fiducia in verità trascendenti).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Le motivazioni che apporta per avallare la sua tesi sono tutt’altro che solide, infatti <span> </span>citando le parole proferite da Gesù ne “Il discorso della Montagna”<span> </span>«Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il Regno dei Cieli », afferma che i “poveri in spirito” sono i cretini.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Questa conclusione è totalmente infondata, soprattutto se si valuta l'accentuazione fatta da Matteo, che definisce “poveri” coloro che la smettono di contare solo sulle proprie forze. Questi, pur essendo pienamente consapevoli dei loro mezzi, non si deprimono, ma pongono in Dio ogni loro speranza.</span><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Se poi si analizza a fondo il termine a monte della traduzione in poveri: "p t o c h ò i" è possibile analizzare le ricche sfaccettature che si scorgono dalla grandezza di questo verso:</span></p>
<ul style="margin-top:0;" type="disc">
<li class="MsoNormal"><span>"Beati quelli che sono poveri di      fronte a Dio" </span></li>
<li class="MsoNormal"><span>"Beati quelli che scelgono di      essere poveri per Dio"</span></li>
<li class="MsoNormal"><span>"Beati i poveri di cuore"</span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>L’autore ama citare versi della Bibbia per fuorviare il lettore (sprovveduto) proprio come faceva<span> </span>satana per tentare Gesù (Mt 4,1-11), quindi si rivela è opportuno avvalorare <em>correttamente</em> questa traduzione, illustrando come il termine “povero” viene utilizzato nei vari passi della scrittura:</span></p>
<ul style="margin-top:0;" type="disc">
<li class="MsoNormal"><span>"Io sono povero e infelice, ma      di me ha cura il Signore" (Sl. 40,18).</span></li>
<li class="MsoNormal"><span>"Io sono povero e infelice.      Vieni presto mio Dio. Tu sei mio aiuto e mio Salvatore" (Sl. 70,6).</span></li>
<li class="MsoNormal"><span>"I poveri mangeranno e saranno      saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano" (Sl. 22,27).</span></li>
<li class="MsoNormal"><span>"Volgiti a me e abbi      misericordia perché sono solo e povero" (Sl.24, 14-16).</span><span> </span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>La povertà, nel grido dei salmi, si rivela così come una "lucidità" riguardo a se stessi: un cogliere la propria esistenziale indigenza che diventa "sete" di "altro" che solo Dio può dare. Tutt’altro che demenzialità! Infatti, come ben saprà Odifreddi, l’idiozia porta alla sopravalutazione delle proprie capacità e alla duale sottovalutazione della condizione di indigenza che si affronta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Il matematico ha quindi scelto la strada peggiore per aprire la propria opera: la presunzione che porta all’offesa dei cristiani a suo modo di vedere cretini e la superficialità nella trattazione. Che dire? L’atteggiamento che si addice ad un cattedratico che dovrebbe essere portatore sano di cultura ed esperto di metodologie con cui affrontare temi così delicati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span> C’è da dire però che Odifreddi in una<span> </span>conferenza ha ammesso che è stato di cattivo gusto definire i cristiani dei cretini ignoranti, senza però fare ammenda, e ha affermato di voler scrivere “Perché non possiamo dirci Islamici”, come per discolparsi dell’attacco al Cristianesimo. Anche se è legittimo dubitare che l’autore si voglia scontrare con qualche pericoloso fondamentalista…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><img src="http://www.tisposo.ch/penna.jpg" alt="" width="300" height="240" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perchè non possiamo NON essere cristiani]]></title>
<link>http://bigmico.wordpress.com/?p=59</link>
<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 19:16:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>bigmico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cari utenti eccomi di ritorno sul mio blog dopo una lunga pausa. Chi mi conosce personalmente sa che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.tisposo.ch/penna.jpg" alt="" width="119" height="95" />Cari utenti eccomi di ritorno sul mio blog dopo una lunga pausa. Chi mi conosce personalmente sa che lavoro in un contesto molto impegnativo dove il tempo che avanza da dedicare alle passioni purtroppo scarseggia… Comunque rieccomi alla vostra presenza!<br />
Con questo articolo voglio dar via ad una nuova minirubrica che coinvolge una passione che mi accompagna fin dai primi anni della mia vita: la lettura.<br />
Solitamente i lettori accostano tale passione a testi che intersecano i loro interessi o che suscitano in qualche modo compiacimento intellettuale. I lettori più critici invece scelgono testi che attraversano il loro campo con l’ascia di guerra in mano, cercando di mietere vittime inconsapevoli tra coloro che tale terreno si limitano a guardarlo da lontano… Da tempo mi impegno molto per entrare in quest’ultima categoria di abitanti del mondo dei libri, cercando di leggere con spirito critico volumi che possono rivelarsi ostici ai miei occhi e ancor di più ai miei neuroni.<!--more--><br />
Negli ultimi giorni stavo vagliando vari testi da acquistare, quando passando davanti la vetrina di una libreria ho visto l’ultima opera di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piergiorgio_Odifreddi" target="_blank">Piergiorgio Odifreddi</a>.<br />
La sua immagine spiccava sul fondo nero della copertina e mi ha provocato un immediato flashback, permettendomi di collegare l’immagine del professore di matematica che associava (erratamente) il fenomeno dei fulmini globulari alla visione di un pontefice.  Sulla copertina campava anche una scritta arancione che richiamava una sua famosa opera: “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Perch%C3%A9_non_possiamo_essere_cristiani_%28e_meno_che_mai_cattolici%29" target="_blank">Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)</a>”. Guidato da tale sottotitolo mi sono precipitato ad acquistare il volume ed ho divorato i primi due capitoli.<br />
Premetto che non sono un teologo e tanto meno un filosofo ma le mie letture extra curriculari mi permettono di analizzare e controbattere le inesattezze millantate dal noto professore. Se poi un docente di matematica può citare (e criticare) la Bibba, perché non può farlo un giovane ingegnere?  Spero che il tempo tiranno mi conceda di dar vita a questo intento, scrivendo un articolo per ogni capitolo del libro e soprattutto nel minor tempo possibile.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tisposo.ch/penna.jpg" alt="" width="190" height="151" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non perdete tempo sul mio blog]]></title>
<link>http://diversamentequilibrata.wordpress.com/?p=610</link>
<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 10:21:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>diversamentequilibrata</dc:creator>
<guid>http://diversamentequilibrata.wordpress.com/?p=610</guid>
<description><![CDATA[Andate a leggere
 QUI
Il Puntoggì parla dei finanziamenti statali alla Chiesa Cattolica.
Non si po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Andate a leggere</p>
<h1 align="right"> <a href="http://puntoggi.wordpress.com/2008/04/04/date-a-dio-quel-che-e-di-cesare/#comment-1049">QUI</a></h1>
<p align="left">Il Puntoggì parla dei finanziamenti statali alla Chiesa Cattolica.<br />
Non si possono immaginare.<br />
E' tutto documentato, leggi, riferimenti. Un bel lavoro.<br />
Leggete, e diffondete il più possibile!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Date a Dio quel che è di Cesare]]></title>
<link>http://puntoggi.wordpress.com/?p=322</link>
<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 00:10:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>G.</dc:creator>
<guid>http://puntoggi.wordpress.com/?p=322</guid>
<description><![CDATA[
sto leggendo un libro. di un matematico che mi sta molto simpatico, piergiorgio odifreddi. in quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://puntoggi.wordpress.com/files/2008/04/san-matteo.jpg" alt="caravaggio “la chiamata di san matteo”" /></p>
<p>sto leggendo un libro. di un matematico che mi sta molto simpatico, piergiorgio odifreddi. in questo libro si mette in pesante discussione l'intera bibbia e il cristianesimo in particolare. in modo molto scientifico, toccando argomenti che mettono in aperto contrasto ragione e fede e che, perciò, non intendo neppure lontanamente toccare in questo post.<br />
alcuni di questi ragionamenti servono da spunto per interessanti divagazioni di tipo secolare. qui chiedo a chi capita da queste parti di mettersi comodo e di avere la pazienza di leggere tutto. sono dati che mi hanno scombussolato. e, quel che è bello, tutti scrupolosamente documentati con fonti che riporterò fedelmente. siccome odifreddi scrive meglio di me, il brano che segue verrà copiato in buona parte, che scriverò in <font color="#ffff00">colore diverso</font>. spero che il <em>matematico impertinente</em> non mi citi per violazione dei diritti d'autore.</p>
<p>nel <a target="_blank" href="http://puntoggi.wordpress.com/2008/04/02/giuramento-di-ippocrita/" title="suore e aborti clandestini">post precedente</a> mi chiedevo quale interesse economico potessero avere le suore della clinica coinvolta negli aborti clandestini. alla luce di quanto segue direi prossimo allo zero, viste le cifre di cui parliamo. ma a genova si nota che "tutto fa, come disse quello che pisciava in mare". bon, allacciate le cinture. e pronti col maalox.</p>
<p>nel 1929 i patti lateranensi, di fascista compilazione, stabilivano, tra le altre cose, che i preti non potessero far politica, che fossero esentati dal servizio militare e, inoltre, che ricevessero una prebenda statale chiamata "congrua". nel 1947, detti patti, invece di essere abrogati, <font color="#ffff00">furono annessi alla costituzione repubblicana tramite il famigerato articolo 7, grazie al tradimento di palmiro togliatti. [...] </font>la corte costituzionale ha stabilito nel 1971 che i patti lateranensi <font color="#ffff00">sono fonti atipiche dell'ordinamento italiano, nel senso che hanno meno forza delle disposizioni costituzionali, ma più forza delle leggi ordinarie: sono infatti modificabili col mutuo consenso di stato e chiesa, ma non sono sottoponibili al sindacato di costituzionalità e non sono abrogabili per volontà popolare, né in maniera referendaria, né attraverso una proposta di legge. </font></p>
<p><font color="#ffff00"><font color="#999999">mica male, come blindatura, eh?</font> </font></p>
<p><font color="#ffff00"><font color="#999999">dopo vari tentativi, il concordato del 1929</font> è stato finalmente riveduto nel 1984 dal governo craxi. [...] il cattolicesimo ha cessato di essere religione di stato, ma ciò nonostante l'articolo 9 stabilisce: <em>"la repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa [...] continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado". </em></font></p>
<p>occhio che qui arriva la prima botta.</p>
<p><font color="#ffff00">agli insegnanti di religione delle proprie scuole lo stato richiede un certificato di idoneità da parte dell'organo diocesano, ma non una laurea: basta anche un diploma di magistero in scienze religiose rilasciato da un istituto approvato dalla santa sede <font color="#ffff99">(1)</font>. ciò nonostante, il governo berlusconi ha creato nel 2003 un organico di 15.507 posti che li immette in massa in ruolo, e permette loro un successivo passaggio ad altre cattedre <font color="#ffff99">(2)</font>; 9.222 sono stati assunti nel 2005 e 3.077 nel 2006, mentre gli altri precari (regolarmente laureati) della scuola attendono da anni l'assunzione a tempo indeterminato.</font></p>
<p>questo già da solo sarebbe gravissimo. ma uno si chiede: almeno se li pagheranno loro i prof di religione? sì, bravi, ah, ah, ah! vedrete! ma ora facciamo un po' di conti. e preparatevi a guastarvi l'umore.</p>
<p><font color="#ffff00">la revisione del concordato sostituisce la congrua di sostentamento col finanziamento "volontario" dell'8 per mille sul gettito totale dell'IRPEF. l'ammontare della cifra intascata annualmente dal vaticano è di circa <strong><em>un miliardo di euro</em></strong>: una somma che non è affatto destinata ad opere di carità, come la pubblicità clericale cerca di far credere ad ogni primavera, nel periodo della dichiarazione dei redditi. piuttosto, come ammettono le cifre ufficiali della CEI relative al triennio 2002-2004, in media i fondi vengono destinati ad interventi caritativi soltanto per il 20%, mentre al sostentamento del clero va il 34% e alle "esigenze di culto" il 46%.</font></p>
<p>tra l'altro se qualcuno mi spiega cosa sono le "esigenze di culto"... ma attenzione a questa:</p>
<p><font color="#ffff00">il meccanismo del finanziamento è furbescamente truffaldino. solo un terzo degli italiani sceglie infatti a chi devolvere l'8 per mille del proprio reddito: se allo stato, alla chiesa cattolica o ad altre confessioni religiose (non sono contemplate organizzazioni umanitarie o scientifiche). ma l'articolo 37 della legge di attuazione <font color="#ffff99">(3)</font> recita: "in caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse". e poiché, nella minoranza che sceglie, la maggioranza opta a favore della chiesa cattolica, questa ottiene la maggioranza  (circa l'85%) dell'intero gettito.</font></p>
<p>proseguono i fuochi d'artificio:</p>
<p><font color="#ffff00">al miliardo di euro dell'8 per mille dei contribuenti, va aggiunta ogni anno una cifra dello stesso ordine di grandezza sborsata dal solo stato (senza contare regioni, province e comuni) nei modi più disparati: nel 2004 <font color="#ffff99">(4)</font>, ad esempio, sono stati elargiti 478 milioni di euro per gli stipendi degli insegnanti di religione, 258 milioni per i finanziamenti alle scuole cattoliche, 44 milioni per le cinque università cattoliche, 25 milioni per i servizi idrici alla città del vaticano <font color="#999999">(???)</font>, 20 milioni per l'università campus biomedico dell'opus dei, 19 milioni per l'assunzione in ruolo degli insegnanti di religione, 18 milioni per i buoni scuola degli studenti delle scuole cattoliche, 9 milioni per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari, 9 milioni per la ristrutturazione di edifici religiosi, 8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari, 7 milioni per il fondo di previdenza del clero, 5 milioni per l'ospedale di padre pio a san giovanni rotondo, 2,5 milioni per il finanziamento degli oratori, 2 milioni per la costruzione di edifici di culto, e così via.<br />
aggiungendo a tutto ciò una buona fetta del miliardo e mezzo di finanziamenti pubblici alla sanità, molta della quale è gestita da istituzioni cattoliche, si arriva facilmente ad una cifra complessiva annua di almeno<strong> <em>tre miliardi di euro, cioè seimila miliardi delle vecchie lire.</em></strong></font></p>
<p>pausa. maalox. finita? ma manco per niente:</p>
<p><font color="#ffff00">a queste riuscite uscite vanno naturalmente aggiunte le mancate entrate per lo stato dovute a esenzioni fiscali di ogni genere alla chiesa, valutate intorno ad altri <strong><em>sei miliardi di euro, cioè 12.000 miliardi delle vecchie lire</em></strong> <font color="#ffff99">(5)</font>.<br />
gli enti ecclesiastici sono infatti circa 59.000 e posseggono circa 90.000 immobili, adibiti agli scopi più vari: parrocchie, oratori, conventi, seminari, case generalizie, missioni, scuole, collegi, istituti, case di cura, ospedali, ospizi e così sia. il loro valore ammonta ad almeno 30 miliardi di euro, ma essi sono esenti dalle imposte sui fabbricati, sui terreni, sul reddito delle persone giuridiche, sulle compravendite e sul valore aggiunte (IVA).<br />
per capire l'entità di questa enorme cifra complessiva di <strong><em>nove miliardi di euro, cioè 18.000 miliardi delle vecchie lire</em></strong>, basta notare che è il 45% della manovra economica per la finanziaria del 2006, che è stata di 20 miliardi: ovvero senza la chiesa, o almeno senza i suoi privilegi economici, lo stato potrebbe praticamente dimezzare le tasse a tutti i suoi cittadini!</font></p>
<p>ecco, quest'ultima frase la prenderei con le pinze: credo che se gli ospedali cattolici dovessero essere gestiti dallo stato costerebbero tanto uguale. ma si tratterebbe di un decimo circa della cifra totale che resta, comunque, un'enormità.<br />
ma non è ancora finita. coraggio! se siete arrivati fin qui, siete bravissimi. dai, portate ancora un po' di pazienza...</p>
<p><font color="#ffff00">alle esenzioni fiscali statali si aggiungono anche quelle comunali: ad esempio l'ICI, in quanto gli enti ecclesiastici si autocertificano come "non commerciali". una sentenza della corte di cassazione, depositata l'8 marzo del 2004, ha però stabilito che un centro di assistenza per bambini e anziani gestito dalle suore del sacro cuore dell'aquila non poteva essere esentato dall'imposta, avendo fatto pagare rette regolari ai suoi ospiti: le suore dovevano pagare dunque al comune 70.000 euro di imposte arretrate. poiché il precedente esponeva la chiesa a simili rischi ovunque, i governi berlusconi e prodi sono corsi ai ripari: il primo allegando un temporaneo provvedimento alla finanziaria del 2006, e il secondo approvando un definitivo provvedimento <font color="#ffff99">(6)</font> che garantisce furbescamente l'esenzione dall'ICI agli enti "non esclusivamente commerciali". ovvero a tutte le imprese commerciali che siano dotate di una cappella nella quale pregare dio [...]<br />
in tal modo i comuni italiani perdono un gettito valutato intorno ai <strong><em>2 miliardi e 250 milioni annui</em></strong>.</font></p>
<p>uh, così tanto? beh, sì perché...</p>
<p><font color="#ffff00">la santa sede possiede infatti un enorme patrimonio immobiliare anche fuori dalla città del vaticano [...]: dal palazzo del sant'uffizio a piazza san pietro a quello di propaganda fide a piazza di spagna, dall'università gregoriana al collegio lombardo, dalla basilica di san francesco ad assisi a quella di sant'antonio a padova, da villa barberini a castel gandolfo, all'area di santa maria di galeria che ospita la radio vaticana e che da sola è più estesa del territorio dell'intero stato (44 ettari).<br />
ma questi sono solo i gioielli della corona di una multinazionale che, secondo una stima recente <font color="#ffff99">(7)</font>, nel 2003 disponeva nella sola italia di 504 seminari e 8779 scuole, suddivise in 6228 materne, 1280 elementari, 1136 secondarie e 135 universitarie o parauniversitarie. oltre a 6105 centri di assistenza, suddivisi in 1853 case di cura, 1669 centri di "difesa della vita e della famiglia", 729 orfanotrofi, 534 consultori familiari, 399 nidi d'infanzia, 136 ambulatori e dispensari e 111 ospedali, più 674 di altro genere. [...] tale tesoro si può globalmente valutare intorno ad <strong><em>alcune centinaia di miliardi di euro</em></strong> [...]</font></p>
<p>su cui non viene pagato un euro di tasse, oltre che venire sostanziosamente foraggiato dallo stato.<br />
ecco. io e odifreddi avremmo finito. e questo spero possa servire per schiarirvi le idee quando al CAF vi chiederanno: a chi vuole destinare l'otto per mille? alla faccia di "beati i poveri" e "date a cesare quel che è di cesare".</p>
<p><font color="#ffff99">note:</font></p>
<p><font color="#ffff99">tratto da: <em>perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)</em>, piergiorgio odifreddi, longanesi, 2007, pp.162-167</font></p>
<p><font color="#ffff99">1)  intesa tra il ministro della pubblica istruzione e il presidente della CEI, resa esecutiva con decreto del presidente della repubblica n.751 del 1985</font></p>
<p><font color="#ffff99">2) legge n.186 del 2003</font></p>
<p><font color="#ffff99">3) legge n.222 del 1985</font></p>
<p><font color="#ffff99">4) <em>secondo rapporto sulla laicità</em>, in <em>critica liberale</em>, vol. XIII, nn. 123-124, gennaio-febbraio 2006, pp. 31-33</font></p>
<p><font color="#ffff99">5) <em>enti ecclesiastici: le cifre dell'evasione fiscale</em>, ares (agenzia di ricerca economica e sociale), rapporto del 7 settembre 2007</font></p>
<p><font color="#ffff99">6) legge n.248 del 2006</font></p>
<p><font color="#ffff99">7) <em>secondo rapporto sulla laicità</em>, in <em>critica liberale</em>, vol. XIII, nn. 123-124, gennaio-febbraio 2006, pp. 52-57</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prete chiede la censura di Odifreddi in tv]]></title>
<link>http://razionalismo.wordpress.com/?p=34</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 15:08:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>razionalismo</dc:creator>
<guid>http://razionalismo.wordpress.com/?p=34</guid>
<description><![CDATA[Le lettere inviate al quotidiano Avvenire continuano a mostrare l&#8217;enorme quantità di amore, t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://razionalismo.wordpress.com/files/2008/03/odifreddi_1301.jpg" title="Direct link to file"><img src="http://razionalismo.wordpress.com/files/2008/03/odifreddi_1301.thumbnail.jpg" alt="Odifreddi" align="left" height="128" width="128" /></a>Le lettere inviate al quotidiano Avvenire continuano a mostrare l'enorme quantità di amore, tolleranza e rispetto di cui sono portatori gli esponenti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.</p>
<p>Questa volta un prete siculo si scaglia contro la presenza di Piergiorgio Odifreddi alla trasmissione Porta A Porta dedicata a Padre Pio. Il matematico è reo di aver "inquinato" l'atmosfera solenne, in buona sostanza i non credenti dovrebbero starsene a casa...</p>
<p><i><font><b>PER UN’INFORMAZIONE «DEODIFREDDIZZATA»</b></font><font><br />
Caro Direttore, ormai è  emergenza odi­freddiana.<br />
</font><font> Non c’è argo­mento televisivo che  non debba obbligatoriamente registrare l’Odifreddi-pen­siero (si fa per dire).  Mercoledì scor­so è toccato a Bruno Vespa che, con un sorriso appena appena  com­prensivo, ha sussurrato al tuttologo che forse considerare atea Madre Teresa  di Calcutta era un po’ esage­rato! Non c’è verità filosofica o teo­logica che  non debba passare attra­verso il riverito parere di Odifreddi. Mi sembra si sia  passato il limite. Si rende necessaria un’informazione 'deodifreddizzata'!  Oppure, sicco­me sono un prete con un onorevo­le curriculum di pregressi debiti  for­mativi in matematica, pretendo di essere invitato a dire la mia al pros­simo  convegno di matematici!</font><font> <b><br />
don Achille  Passalacqua</b></font><font><br />
Rocca di Capri Leone  (Me)</font></i><font><i>  </i><b><br />
</b></font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Festival Della Matematica]]></title>
<link>http://vagoesolitario.wordpress.com/?p=63</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 22:08:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vago</dc:creator>
<guid>http://vagoesolitario.wordpress.com/?p=63</guid>
<description><![CDATA[GIOCARE CON LA MATEMATICA
Dialogo fra i Premi Nobel per l’Economia
Robert Aumann e John Nash
Coord]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.auditorium.com/images/images/4916090/logo_matematica.jpg" align="left" height="192" width="222" /><b>GIOCARE CON LA MATEMATICA</b><br />
Dialogo fra i Premi Nobel per l’Economia<br />
Robert Aumann e John Nash<br />
Coordina Piergiorgio Odifreddi</p>
<p>"<b><i>Se l'Economia è la scienza triste, la Matematica è la scienza triste al quadrato, ma la Teoria dei Giochi è pura Pop Art</i></b>".<br />
Queste sono le testuali parole di Aumann che oggi, insieme a John Nash e Piergiorgio Odifreddi ha tenuto una conversazione sulla Matematica presso l'Auditorium di Roma. In un'ora e trenta minuti molte sono state le cose dette, tanti gli spunti di riflessione, ma infinite le cose che non ho capito :(<br />
Sulla Teoria dei Giochi ero, e lo sono tutt'ora, completamente a digiuno, ma devo ammettere che è davvero interessante. Auman, Odifreddi e Nash oggi hanno conversato di questa affascinante Teoria così come noi comuni mortali parliamo di moda e cinema con gli amici al bar.<br />
I due matematici, premi Nobel per l'economia, hanno toccato temi importanti come il concetto di <b>Punizione</b> e di <b>Informazione</b>, punti cardine della Teoria dei giochi.</p>
<p>Secondo Aumann, proprio sul timore della Punizione si basano le scelte di ogni individuo.<br />
Oggi è lo Stato che con le sue leggi e le sue sanzioni cerca di garantire la convivenza tra gli uomini, di arginare i crimini e di limitare gli imbrogli che ognuno di noi trama a scapito dei propri simili. La Teoria dei Giochi si basa proprio sul seguente concetto: in una società civile si può avere il massimo beneficio solo se si collabara. Ma a che pro dovremmo collaborare tra noi? Siamo davvero così altruisti da preoccuparci non sono delle nostre, ma anche delle sorti altrui? Decisamente no, ecco perchè l'unico modo per cooperare sta nel introdurre in un gioco complesso come la vita una serie di regole che puniscano chi agisce per il solo personale tornaconto.</p>
<p>Propio ieri riflettevo a proposito della religione. L'antica civiltà romana ha iniziato la propria decadenza nel momento in cui "<i>Graecia capta ferum victorem cepit</i>". Con la scoperta del mondo ellenico, gli antichi romani sono entrati in contatto con una culutura impregnata di ateismo e di indifferenza nei confronti della vita spirituale. Da questo momento in poi il popolo ha smesso di credere e di temere i propri dei abbandonando così tutte quelle regole morali che facevano del rigore e della disciplina le carte vincenti della sua società. Venuto meno il rigore morale è iniziata a venir meno una vita fatta di frugalità e di obbedienza agli dei e il disordine è dilagato. Lo Stato certo ha cercato di sostituirsi alla fede, ma è più facile ribellarsi ad esso che ad un Dio.<br />
Venuto meno il timore di una Punizione (quell divina) l'uomo è tornato libero e la libertà ha determinato il collasso dell'Impero Romano.</p>
<p>Aumann ha anche parlato del gioco dell ultimatum: a quattro ragazzi si chiede, indipendentemente l'uno dall'altro, di accettare o meno una certa somma in denaro. Si è dimostrato che una somma di denaro troppo bassa viene spesso rifiutata. Perchè? Perchè i sottoposti non trovano giusto il dover accettare troppo poco denaro quando in realtà potrebbero ottenere di più. Quello che ci si chiede è: ma per quale motivo tra 1000 euro, 200 euro e 0 euro qualcuno debba scegliere o 1000 o niente?<br />
Aumann l'ha spiegata così: nella società di oggi l'uomo sa ottimizzare le <b>regole</b> ma non sa ottimizzare le <b>situazioni</b> della vita.<br />
In questo caso la regola della vita sarebbe il non farsi mettere i piedi in testa, il non scendere a compromessi, il non accettare 200 euro quando se ne possono avere 1000; ma analizzando la particolare situazione è meglio tornarsene a casa con 200 euro in tasca piuttosto che andar via a mani vuote!<br />
Di qui la mia seconda riflessione: se mai dovessi partecipare al gioco dei pacchi su Raiuno accetterò qualsiasi offerta in denaro mi verrà fatta dal conduttore tv :)</p>
<p>E poi dicono che la Matematica non aiuta nella vita di tutti i giorni!</p>
<p><b>Prezzo biglietto: 0 €</b></p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[Perfezione e non]]></title>
<link>http://uffaprof.wordpress.com/?p=48</link>
<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 20:17:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>uffaprof</dc:creator>
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<description><![CDATA[C’è un libro che mi è stato regalato a Natale che sfoglio e leggiucchio in questi giorni tra un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">C’è un libro che mi è stato regalato a Natale che sfoglio e leggiucchio in questi giorni tra un consiglio di classe e un corso di recupero. Si intitola <b>Incontri con menti straordinarie</b> e l’autore è <b>Piergiorgio Odifreddi</b>. Il libro raccoglie una serie di interviste a una cinquantina di premi Nobel e studiosi di fama mondiale. </font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Sono decisamente interessanti gli spunti di riflessione che si traggono quasi da ogni pagina di questo bel libro. </font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Tra questi mi hanno colpito in particolare alcune osservazioni fatte dalla nostra Rita Levi Montalcini a proposito dell’imperfezione del cervello umano. </font></span></p>
<p><span style="font-size:13pt;"></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Il fatto più interessante che si deduce dall’intervista al premio Nobel è che proprio l’imperfezione ha determinato la sua evoluzione, mentre altri animali come ad esempio gli insetti, non hanno subito particolari modificazioni genetiche in questi ultimi cento milioni di anni in virtù della loro già presente perfezione fisiologica.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"> </font></span></p>
<p><span style="font-size:13pt;"></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Sempre nella stessa intervista si sottolinea la dualità del cervello umano: esso sarebbe costituito da due parti, una parte cognitiva neocorticale che ci distingue dagli altri animali ed una parte<span>  </span>arcaica, paleocorticale, assolutamente identica a quella degli altri primati. </font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Quest’ultima parte del cervello sarebbe responsabile delle nostre emozioni, o reazioni impulsive, e non sarebbe diversa da quella dell’uomo scimmia di qualche milione di anni fa.</font></span></p>
<p><span style="font-size:13pt;"></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Solo la prima parte del cervello, quella cognitiva, avrebbe subito un’evoluzione, mentre l’altra sarebbe rimasta tale quale lungo tutta la storia evolutiva dell’uomo.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"> </font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Il motivo per cui questa parte del cervello non è cambiata è dovuto semplicemente alla sua primordiale perfezione. Squadra che vince non si cambia, si dice in gergo calcistico. E infatti così è stato per quella parte del cervello, responsabile delle nostre emozioni, ma anche della nostra aggressività, che sostanzialmente ha sempre fatto il suo dovere per difenderci e proteggerci da chi nel corso di milioni di anni ci ha minacciato, importunato, dato fastidio o rotto i maroni.</font></span></p>
<p><span style="font-size:13pt;"></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Dunque solo ciò che è imperfetto può essere perfezionato e la faccenda non riguarda solo i sistemi biologici, bensì anche i prodotti artificiali creati dall’uomo. La bicicletta e l’automobile ad esempio sono nate insieme ma mentre la prima è rimasta la stessa di cento anni fa, l’auto è ancora in continua trasformazione. E questo perché la bicicletta praticamente era già allora perfetta e ben poco si è potuto fare per migliorarla. Le macchine invece facevano schifo (e continuano a farlo anche oggi nonostante le accattivanti pubblicità) e dunque sono cambiate eccome e cambieranno ancora…magari inquinando di meno. </font></span></p>
<p><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Per finire (mi rivolgo alle donne per galanteria), se oggi non vi sentite al meglio, o al cento per cento, in altre parole se questa mattina guardandovi allo specchio non vi siete sentite proprio perfette, dovete essere solo contente: è solo perché state migliorando!!!</font></span></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><span></span></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Cronaca di un Paese impazzito: caso Ratzinger e caso Mastella.]]></title>
<link>http://sullarottadellamiavita.wordpress.com/2008/01/17/cronaca-di-un-paese-impazzito-caso-ratzinger-e-caso-mastella/</link>
<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 23:40:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>sullarottadellamiavita</dc:creator>
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<description><![CDATA[in questi giorni non riesco a lavorare.
sono attaccato ai siti di notizie tutto il tempo.
e&#8217; t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>in questi giorni non riesco a lavorare.<br />
sono attaccato ai siti di notizie tutto il tempo.<br />
e' tutto assurdo.</p>
<p>e voi che ci siete dentro forse non ve ne accorgete.<br />
andiamo con ordine.</p>
<p>Il Papa Ratzinger non va alla Sapienza. Ma manda il suo discorso.<br />
Premessa, sono cattolico e abbastanza praticante.<br />
E totalmente d'accordo con gli studenti e i professori che hanno contestato questa decisione.<br />
Il Papa ha spazio sui nostri telegiornali e giornali + di chiunque.<br />
Non e' un cittadino italiano, non vota, ma influenza il voto di un po' degli italiani, e soprattutto influenza i politici a caccia di questo voto. E' una corsa per stare al centro. Il segretario del Partito Democratico va spesso a colloquio con Ruini, specialmente prima dei referendum su questioni spinose...si fa dettare cosa dire, poi va e lo dice.</p>
<p>Soppesiamo un po' le cose: la Chiesa (non il Vaticano) ma la Chiesa, intesa come la comunita' dei credenti, fa molto, e molto bene,<i> urbi et orbi</i>. Anzi spesso fa molto di quello che non fa lo Stato Italiano per i meno abbienti, per le situazioni difficili.<br />
Il Papa come si sa, pontifica. Percio' esprime pareri sulla fede. ma non solo. Esprime anche sue volonta' per le leggi dello stato. Un esempio: l'aborto, su cui si e' espresso di recente.<br />
Giuliano Ferrara - proprio lui, si, l'orco, l'ex comunista mangiabambini... a occhio e croce almeno una decina - ha subito sposato la causa.<br />
L'aborto, il divorzio, sono tutte leggi decise dai cittadini, dalla maggioranza degli italiani, con voto democratico tramite il referendum, il livello + alto di democrazia.<br />
Che qualcuno chieda di cambiarlo, e che i papaboys che abbiamo in parlamento, quelli con una moglie e una o + amante, divorziati, separati, risposati con rito di Santa Romana Chiesa - vero Casini, Fini, Berlusconi, Bossi - si sono subito attivati.<br />
questo e' ripugnante. Il voto dei cattolici rappresentato da sta gente qua? ma per piacere.<br />
Sta il fatto che il Papa ci dice cosa fare e cosa non fare, a noi cattolici, e questo a me va bene.<br />
Ma mi duole vedere come si cerca di imporlo a tutti. perche' di questo si tratta.<br />
Ho visto porta a porta. ripugnante. Monsignor Fisichella che dice allo scheletro di Pannella "noi non abbiamo bisogno di fare lo sciopero della fame per andare in televisione". L'arroganza del Vaticano. Non della Chiesa, benintesi.<br />
La democrazia e' la tutela della minoranza, e in una universita' laica e pubblica e' giusto contestare la lectio del Papa, se e' questo Papa. Questo che "cerca la rissa" come ha detto scusandosi Odifreddi, che vuole la messa in latino. Un Papa teocratico, da vero filosofo qual'e'.<br />
E' triste vedere come Fisichella si affretti a dire che il Papa vuole il dialogo. Ma hanno mai invitato uno scienziato in sala Nervi? Il Papa veniva per un confronto dialettico o per leggere un discorso, senza nessun confronto?<br />
Il Papa non e' andato perche' non ama le contestazioni. Qui in Belgio e Olanda e' stato contestato. Ma nessuno ha fatto il pianto della classe politica al completo.<br />
LA DEMOCRAZIA e' la TUTELA DEL DISSENSO.</p>
<p>Di pianto in pianto. Lo stesso pianto cui oggi ho assistito per il caso Mastella. Un ministro di Grazia e Giustizia che sfrutta la sua posizione per schivare le inchieste che lo coinvolgono (vedi caso Why Not), che oggi si dimette per amore di sua moglie. Ma figuriamoci, nessuno in Italia si dimette da anni!!!<br />
Lui presenta le dimissioni, e minaccia Prodi di far cadere il governo. D'altronde una settimana fa, leggetevi le notizie a riguardo, aveva dichiarato:"il mio passaggio al centrodestra? nulla e' impossibile".<br />
Percio' va cosi: annunci e notizie varie sugli arresti della sua compagna, mastella dice a prodi di dimettersi ma lo minaccia di non accettarle per non far cadere il governo, va in parlamento con un discorsetto gia' bell'e'pronto da tempo (moglie agli arresti domiciliare alle 8 del mattino, lui si presenta in mattinata in parlamento), si dimette con la scena di un marito innamorato (disgustoso il TG1 stasera, hanno fatto di due delinquenti una coppia di benefattori ed eroi del paese di ceppaloni) ma nel contempo attacca la magistratura come neanche Craxi e Berlusconi avevano mai fatto, Prodi respinge le dimissioni, e lui si ritira sull'Aventino della sua coscienza a riflettere. Nel frattempo tutti da sinistra (dove non vogliono far cadere il governo) e da destra (dove vogliono dimostrare che sono tutti uguali a loro e che da sempre attaccano i magistrati) si prodigano per dare solidarieta', pompati da TG che mostrano solo il lato buono di Mastella e famiglia.<br />
La verita' e' che Mastella si e' dimesso perche' hanno arrestato tutto il suo partito tranne lui. E badate bene, a Berlusconi diedero un avviso di garanzia, ovvero la notificazioni di indagini a suo carico, mentre un arresto e' un arresto, ovvero la presunzione di una pericolosita' legata a fatti GIA' accertati su cui si e' GIA' sviluppata una inchiesta.</p>
<p>Mi hanno insegnato al Liceo Classico, che esistono 3 poteri in una democrazia: legislativo (il parlamento), esecutivo (il governo), giudiziario (la magistratura). I tre vigiliano gli uni gli altri. Ma nel momento in cui due si coalizzano (due eccezioni, Di Pietro e Comunisti Italiani, ma ormai diffido pure di chi si stacca dal coro), si uniscono per affossare il terzo, allora la democrazia e' in pericolo.</p>
<p>La cosa che mi sconvolge e' che tutti ormai avocano a se la maggioranza degli italiani.<br />
Il Vaticano, Comunione e Liberazione, Mastella, la CDL, l'Unione.<br />
tutti dichiarano di avere dalla loro parte la maggioranza degli italiani.<br />
mi sento violentato. nella mia religiosita' cattolica, nel mio voto democratico (?), nella mia intelligenza di ricercatore universitario.<br />
vio-len-ta-to.<br />
tirato per la giacchetta. da chi ti considera uno di loro.<br />
La verita' e' che non so se la maggioranza degli italiani ne ha le palle piene di sta gente, ma sicuramente che stanno cercando di soffocare il pensiero e l'azioni di quanti non ci stanno ad accettare un paese vecchio e in declino.<br />
che costringe i suoi giovani a cercare fortuna all'estero, che soffoca quanti dovrebbero costruire il nuovo futuro, tramite la costruzione di famiglie (uh... quanto spesso si sente questa parola vero?) con contratti capestro, da fame, mentre loro giocano con le costruzione per vedere se il governo sta in piedi o no.<br />
e nel frattempo perdiamo tempo.<br />
Ho vissuto in Spagna, ora vivo in Belgio. Due paesi cattolici. Due paesi con forti divisioni. Due paesi dove la gente sta sveglia, e' attiva, lotta, soffre e porta avanti le sue idee. Questo creera' forti tensioni sociali, ma fa anche in modo che la maggior parte delle cose che ti servono ogni giorno - buon trasporto urbano, un buon lavoro, sicurezza per le strade - funzionino.<br />
Mentre ormai l'Italia per me rappresenta solo la mia famiglia, i miei amici, e un Paese che mi fa star male per come e' deturpato dei suoi sorrisi e dalla possibilita' di essere un Paese felice.<br />
Un Paese anestetizzato dalla sua televisione di regime (praticamente televisone unica) che mantiene buona la popolaziona anziana, infondendo paure come forma di controllo.<br />
Un Paese impaurito.<br />
E anche stanotte ho la nausea.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Papa va alla Sapienza? Allora io voglio parlare alla CEI!]]></title>
<link>http://queerzone.wordpress.com/2008/01/15/il-papa-va-alla-sapienza-allora-io-voglio-parlare-alla-cei/</link>
<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 14:47:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>QueerZone</dc:creator>
<guid>http://queerzone.wordpress.com/2008/01/15/il-papa-va-alla-sapienza-allora-io-voglio-parlare-alla-cei/</guid>
<description><![CDATA[Rilancio un commento sul blog di BeppeGrillo:
Facciamo uno scambio alla pari.. il papa andrà pure a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Rilancio un commento sul blog di BeppeGrillo:</p>
<p><i>Facciamo uno scambio alla pari.. il papa andrà pure a parlare all'ateneo de La Sapienza.. in cambio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piergiorgio_Odifreddi" target="_blank">Piergiorgio Odifreddi</a> parlerà alla prossima conferenza episcopale italiana.. io so gia' chi rifiutera'!!!</i></p>
<p>Pubblicità per il Progresso neurologico dell'Italia:</p>
<p><img src="http://queerzone.wordpress.com/files/2008/01/figura0001.jpg" alt="Odifreddi" /></p>
<p>in tutte le librerie</p>
]]></content:encoded>
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