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	<title>novita-editoriale &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "novita-editoriale"</description>
	<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 20:15:49 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[246 lettura finita (116/II anno) Burrasca nella manica di Patrick O'Brian]]></title>
<link>http://letture.wordpress.com/?p=567</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 11:43:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>letture</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Titolo ingannevole. Quello originale prevederebbe L&#8217;ammiraglio (con le insegne) giallo. E il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788830422049"><img class="alignnone" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788830422049" alt="" width="200" height="297" /></a></p>
<p style="margin-bottom:0;">Titolo ingannevole. Quello originale prevederebbe L'ammiraglio (con le insegne) giallo. E il titolo previsto in lingua inglese descrive bene i timori del protagonista, mentre quello italiano centra poco o nulla con la storia. Per essere un libro di mare si svolge per quasi metà sulla terra ferma raccontando storie di possedimenti e battaglie giudiziarie. La lettura è gradevole, la storia debole e per i non marinai a volte faticosa a causa della terminologia utilizzata. Proverò ancora O'Brian. In fin dei conti non mi è dispiaciuto.</p>
<p>Voto: 7,5/10</p>
<p><strong>Incipit</strong><br />
Sir Joseph Blaine, un gentiluomo grassoccio e dal colorito giallastro, vestito di grigio e con panciotto di flanella, percorse St James's street, attraversò il parco fino all'Ammiragliato, vi entrò per una porta secondaria di cui possedeva la chiave e raggiunse la stanza ampia e squallida dove si svolgeva la sua vita pubblica.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Trama</strong>. <em>Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera</em><br />
Dopo aver contribuito al fallimento dello sbarco francese in Irlanda, Jack Aubrey e Stephen Maturin sono a terra, in attesa di un nuovo imbarco. Ne approfittano entrambi per occuparsi di varie questioni pratiche rimaste in sospeso. Stephen Maturin si reca in Spagna per riprendere la figlia, nonché il suo patrimonio depositato in una banca della Galizia. In Spagna sfugge per un pelo all'arresto e alla confisca dei beni da parte del governo spagnolo, informato dei suoi maneggi per favorire l'insurrezione in Perù. Jack Aubrey da parte sua ha notevoli problemi economici e deve vivere nella dimora ereditata dal padre a Woolcombe, affittando la casa di Ashgrove. Nelle terre paterne si trova anche un vasto terreno comune che il capitano Griffiths, nipote dell'ammiraglio dal quale Jack dipende, e l'ammiraglio stesso, vorrebbero recintare e privatizzare: è la spinosa questione delle encloseurs... Jack è contrario e sta dalla parte degli abitanti, guadagnandosi l'ostilità dell'ammiraglio. Per Jack le probabilità di essere fatto alla prossima promozione ammiraglio della "squadra gialla" (cioè ammiraglio solo di nome, una vera onta per un marinaio come lui) sono altissime. Anche sul piano della vita privata la situazione è difficile, visto che tra Jack e sua moglie Sophie interviene la suocera a mettere zizzania.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Scheda del libro</strong><br />
Autore: O'Brien, Patrick<br />
Titolo: Burrasca nella manica<br />
Editore: Longanesi<br />
Anno: 2008<br />
Collana: La gaja scienza, 869<br />
Descrizione fisica: 21 cm p. 313<br />
Isbn: 9788830422049</p>
<p><strong>Collegamenti utili per capire meglio il libro</strong></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patrick_O'Brian" target="_blank">Patrik O'Brian</a></p>
<p><a href="http://libri.forumcommunity.net/" target="_blank">Discutiamone insieme sul forum</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[190 lettura finita (60/II anno) - Le forbici di Solingen]]></title>
<link>http://letture.wordpress.com/2008/02/02/190-lettura-finita-60ii-anno-le-forbici-di-solingen/</link>
<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 08:32:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>letture</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Inizio lettura 30 gennaio 2008 - Termine lettura 1 febbraio 2008
Opera narrativa da leggere con paz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corboeditore.it/images/COPERTINE%20jpg/R_PAZZI_Forbici.jpg" alt="Le forbici di Solingen di Roberto Pazzi" height="250" width="155" /></p>
<p>Inizio lettura 30 gennaio 2008 - Termine lettura 1 febbraio 2008</p>
<p>Opera narrativa da leggere con pazienza. Questo romanzo non si presta ad una lettura veloce e distratta. Pretende attenzione. Musicalmente parlando è come ascoltare Bach... il contrappunto pretende che tu l'ascolti e basta. Non puoi fare altro. Così questo libro va letto in solitudine, senza tv o radio di sottofondo: disturbano in questo caso (sensazione rara per il sottoscritto). Forse si può considerare un romanzo di formazione. Romanzo di formazione, però, fuori dai canoni. Non adolescenza e gioventù, ma formazione di un bambino che diventerà poi giovane e adulto (ma questi ultime due età non ci saranno raccontate). Il racconto del bambino è filtrato dall'autore, che scrive con il senno di poi, dando alla narrazione quel tocco di malinconia e ironia delle cose perdute. Biografia? Va oltre la semplice biografia. Penso che molti coetanei dell'autore si riconoscano in ciò che Roberto Pazzi scrive. Mi pare più storia di un'epoca. Ma anch'io, che sono di una generazione diversa, ho avuto l'impressione di riconoscere le emozioni e le sensazioni descritte. Le forbici del titolo vorrebbero tagliare il cordone ombelicale che lega il protagonista alla quotidianità, alla famiglia e alla sua città di pianura. Quel mondo gli va stretto. Ma, come nel libro, nel momento in cui dovrebbero recidere (caso? volontà?), vengono dimenticate sul cassettone. Il libro è ben scritto. La narrazione scorre tranquilla, senza scossoni, sembra di vedere, tra amici, un album di vecchie fotografie in bianco e nero, al più color seppia, quel colore che il tempo stende sui nostri ricordi. Da leggere, con pazienza, ma da leggere.</p>
<p>Voto: 9/10</p>
<p><b>Incipit</b><br />
Molti anni fa, in un piccolo paese della Liguria nacque, una calda domenica d'agosto, un bambino. La creatura, con la pelle chiara e i lineamenti regolari e distesi, fu portata in giro per i "carruggi" del paese, in mostra a parenti e amici.</p>
<p><b>Trama</b>. <i>Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.</i><br />
Ferrara e La Spezia sono il doppio scenario di una formazione spiata dalla nascita, nell'immediato dopoguerra, fino alla prima conoscenza di sé nell'adolescenza, negli ultimi anni cinquanta. Fin dall'attacco il gioco dell'invenzione e della memoria offre pagine di grande godibilità in una scrittura sospesa tra ironia, fiaba e psicologia. E' la famiglia piccolo borghese l'osservatorio di un'Italia anni cinquanta protesa a risorgere dalle distruzioni della guerra. Nelle piccole vicende di casa il bambino filtra le grandi trasformazioni della storia in un dissacratorio confronto tra i grandi di casa e i Grandi della Storia. Un'autobiografia dell'infanzia di un futuro scrittore come lente di ingrandimento della città e dei suoi abitanti.</p>
<p><b>Scheda del libro</b><br />
Autore: Pazzi, Roberto<br />
Titolo: Le forbici di Solingen / Roberto Pazzi<br />
Pubblicazione: Ferrara : Corbo, [2007]<br />
Descrizione fisica: 180 p. ; 21 cm.<br />
Numeri: ISBN - 88-8269-050-4 ISBN - 9788882690502</p>
<p><b>Collegamenti utili per capèire meglio il libro</b></p>
<p><a href="http://www.festivaletteratura.it/archivio/schedaautore.php?autid=245" target="_blank">Breve scheda sull'autore</a></p>
<p><a href="http://www.corboeditore.it/" target="_blank">L'editore</a></p>
<p><a href="http://libri.forumcommunity.net" target="_blank">Discutiamone insieme sul forum</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuovi autori... (3)]]></title>
<link>http://letture.wordpress.com/2007/12/09/nuovi-autori-3/</link>
<pubDate>Sun, 09 Dec 2007 12:48:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>letture</dc:creator>
<guid>http://letture.wordpress.com/2007/12/09/nuovi-autori-3/</guid>
<description><![CDATA[Terza puntata della rubrica dedicata ai nuovi autori che spontaneamente si presentano sul nostro for]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Terza puntata della rubrica dedicata ai nuovi autori che spontaneamente si presentano sul nostro<a href="http://libri.forumcommunity.net/?t=10355871" target="_blank"> forum</a>. Sono libri che <b>non ho ancora letto</b>... ma prima o poi...</p>
<p><img src="http://www.edizioniets.com/Copertine/978-884671874-7.gif" alt="Giuseppina (Il Volo) di Giangaetano Bartolomei" height="230" width="150" /></p>
<p><b>Notizie tratte dal sito della <a href="http://www.edizioniets.com/" target="_blank">casa editrice</a></b></p>
<p>E' la storia, scabrosa e appassionata, di un amore fuori norma tra un bambino, Vittorio, e Giuseppina, la sua giovanissima ‘tata’. Un amore sconvolgente per entrambi,  presto interrotto dalla partenza forzata di Giuseppina, ma che lascerà un segno indelebile nell’anima del bambino e peserà, nel bene e nel male, su tutte le sue scelte di vita adulte. Finché, per un evento casuale, dopo più di vent’anni, Vittorio non si metterà alla sua ricerca.</p>
<p>Giangaetano Bartolomei ha insegnato per più di trent’anni Sociologia della conoscenza nell’Università di Pisa, esercitando, nello stesso tempo, l’attività di psicoanalista. Nel 2004 ha lasciato l’università per dedicarsi interamente alla scrittura.<br />
Oltre ai volumi pertinenti il suo ambito di insegnamento, ha pubblicato, nel 2000, presso Rosenberg &#38; Sellier, Come scegliersi lo psicoanalista e, nel 2006, presso la casa editrice napoletana Orientexpress, Katàba!-Ragionamento in giallo. Un suo romanzo breve, Pensione Aurora, è apparso nel n° 1 del 2007 della rivista letteraria «Passages»; un altro suo romanzo, Il giro del tempo, è stato pubblicato nei numeri successivi della medesima rivista. Altri suoi scritti (epigrammi, poesie, racconti) sono presenti nel sito <a href="http://www.orientexpress.na.it" target="_blank">www.orientexpress.na.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[165 lettura finita (35/anno) - La vita moderna di Vreeland Susan]]></title>
<link>http://letture.wordpress.com/2007/12/06/lettura-in-corso-la-vita-moderna-di-vreeland-susan/</link>
<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 07:20:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>letture</dc:creator>
<guid>http://letture.wordpress.com/2007/12/06/lettura-in-corso-la-vita-moderna-di-vreeland-susan/</guid>
<description><![CDATA[
Inizio lettura 5 dicembre 2007 - Termine òettura 10 dicembre 2007
Prima di leggere questo libro vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.neripozza.it/_files/libri/copertine/la_vita_moderna02.jpg" alt="Vita moderna di Susan Vreeland" height="247" width="160" /></p>
<p>Inizio lettura 5 dicembre 2007 - Termine òettura 10 dicembre 2007</p>
<p style="margin-bottom:0;">Prima di leggere questo libro vi consiglio di soffermarvi a lungo sul dipinto Le dèjeuner des canotiers che è riprodotto sul rivolto e sulla seconda di copertina. E li, osservando il dipinto, immergetevi, secondo la vostra fantasia, in quel colorato momento di festa. E poi ancora provate ad immaginare i loro discorsi, i profumi, i sapori che si levano da quelle tavole imbandite... Ma non pensate solo ai 14 personaggi rappresentati ma aggiungetevi anche il 15, invisibile agli occhi, ma il vero protagonista del romanzo: Renoir dietro il cavaletto con la sua tavolozza e i suoi colori. Otto settimane raccontate da Susan Vreeland che narra delle vicissitudini che hanno portato alla creazione di questo capolavoro del pittore parigino alla Maison Fournaise. Sullo sfondo le feste domenicale dei parigini che si riversano sulla senna per trascorrere la domenica in allegria, le discussioni sulla vita moderna, le polemiche sullo stato dell'arte in quella landa francese, le gare dei canottieri. Tutto scorre placido e tranquillo come le acque della Senna in quel luogo. Senza scossoni, senza grandi colpi di scena l'autrice ci immerge nel mondo colorato visto con gli occhi di Renoir che scompone la realtà in colori e la ricrea sulla tela. Un mondo dove due verdi, due rossi, due azzurri, non sono mai uguali ma ognuno ha una propria sfumatura. Libro delicato, quasi un classico dell'ottocento alla Jane Austine. Da gustare con a disposizione un buon volume sugli impressionisti per vedere le opere a cui si fa riferimento nel libro. Assolutamente da leggere.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Voto 10/10</p>
<p><strong>Incipit</strong><br />
2o luglio 1880. Filava spedito lungo la stradina in sella al goffo velocipide a vapore, osservando le cupole e le guglie di Parigi che si stagliavano a oriente. Poco dopo piegò a ovest e si gettò a capofitto per la ripida discesa che conduceva al villaggio di Bougival, in riva alla Senna.</p>
<p><strong>Trama</strong> <em>Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.</em><br />
<span class="tcorpotesto">È il 1880 a Parigi e Pierre-Auguste Renoir, i pennelli nella mano destra e l'astuccio ereditato da Claude Monet nella sinistra, è appena giunto sulla terrazza della Maison Fournaise, una locanda amata dagli artisti dove si può mangiare, dormire o affittare una barca. Alphonsine Fournaise, la figlia del padrone della locanda, l'ha condotto fin lì per mostrargli un tratto della Senna dove le due rive offrono un paesaggio incomparabile allo sguardo di un pittore. La blusa a righe e il costume da bagno aderente sulle sue curve procaci, Alphonsine allarga le braccia davanti alla meraviglia che si spalanca non appena scosta la tenda a righe grigie e rosso corallo. Le canoe affiancate lungo la riva spiccano sul verde scuro dell'acqua. Sulla riva orientale una locanda, con i muri bianchi e il tetto di tegole rosse, è illuminata dal sole pomeridiano. Più a valle, un cantiere si allunga sul fiume circondato di barche, e qua e là si vedono case di contadini accoccolate accanto ai loro orti. In che modo Renoir potrebbe ritrarre quel magnifico luogo in cui la città incontra la campagna? Dipingendo alla maniera degli impressionisti una scena da ballo su una delle rive? Oppure una gita in barca con poche, veloci pennellate? Così Susan Vreeland immagina, nelle pagine che seguono, la nascita di una delle opere fondamentali dell'impressionismo, Il pranzo dei canottieri, un quadro in cui Renoir celebra se stesso come il pittore per eccellenza della joie de vivre, del sentimento gioioso della vita</span></p>
<p><strong>Scheda del libro</strong><br />
Autore: Vreeland, Susan<br />
Titolo: La vita moderna / Susan Vreeland ; traduzione di Massimo Ortelio<br />
Pubblicazione: Vicenza : N. Pozza, [2007]<br />
Descrizione fisica: 510 p. ; 22 cm.<br />
Collezione : I narratori delle tavole<br />
Numeri: ISBN - 9788854502130</p>
<p><strong>Collegamenti utili per capire meglio il libro</strong></p>
<p><a href="http://www.neripozza.it/autori.php?lett=V&#38;id_aut=12" title="da neripozza.it" target="_blank">Biografia e bibliografia dell'autrice</a></p>
<p><a href="http://www.stradanove.net/news/testi/vips-02b/vapic1911020.html" title=" da stradenove.net" target="_blank">Un'intervista con l'autrice</a></p>
<p><a href="http://www.svreeland.com/" target="_blank">Il sito ufficiale</a></p>
<p><a href="http://libri.forumcommunity.net/" title="il nostro forum" target="_blank">Discutiamone insieme sul forum</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[164 lettura finita (34/II anno) - Nero di luna di Marco Vichi]]></title>
<link>http://letture.wordpress.com/2007/12/04/388/</link>
<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 10:23:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>letture</dc:creator>
<guid>http://letture.wordpress.com/2007/12/04/388/</guid>
<description><![CDATA[
Inizio lettura 3 dicembre 2007 - Termine lettura 4 dicembre 2007
Il tono che attraversa tutto il li]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copj13.asp?f=9788882467807" alt="Nero di luna di Marco Vichi" border="1" height="300" width="180" /></p>
<p>Inizio lettura 3 dicembre 2007 - Termine lettura 4 dicembre 2007</p>
<p>Il tono che attraversa tutto il libro mi ricorda molto quella del mastino di Baskerville di Conan Doyle. Anche in quel caso si era alla ricerca di una enorme bestia. Gli ululati, notturni, gli indizi che portano al lupo mannaro, l'ambientazione notturna... tutto mi riporta all'atmosfera del racconto del padre di Sherlock Holmes. Il lettore si fa trascinare dal paranormale del racconto. Tanto che più volte mi è sfiorata l'idea che potesse davvero essere un lupo mannaro il cattivo di turno. Il soggetto è suggestivo, ben ambientato tra i vari saliscendi della collina toscana. A volte sembra di esserci davvero e di percorrere realmente i sentieri verso cui ci guida l'autore. L'unica cosa che mi ha disturbato, ma qui è gusto personale, è quel modo di scrivere "colloquiale" tipico dei romanzi degli autori recenti che a volte risulta essere forzatamente volgare. Ma è proprio necessario usare espressioni volgari in un romanzo? Comunque sia romanzo gradevole.</p>
<p>Voto: 8/10</p>
<p><strong>Incipit</strong><br />
"Ho affittato una casa in campagna" mi disse Franco, abbozzando un sorriso. Era sdraiato in un letto di ospedale, con un tubicino infilato nel collo che gli arrivava quasi fino al cuore. Lo nutrivano così perchè da molti giorni non riusciva a mangiare più nulla.</p>
<p><strong>Trama</strong> <em>Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.</em><br />
<span class="tcorpotesto">Un giovane scrittore fiorentino, Emilio Bettazzi, va ad abitare in una grande casa di campagna che un suo caro amico, prima di morire, aveva preso in affitto. Spera di riuscire, su quelle incantevoli colline del Chianti, a scrivere un bel romanzo. Ma fin dai primi giorni gli capitano cose strane e misteriose. Sente le voci concitate di un litigio provenire da una grande villa che a detta di tutti è abbandonata da anni per via di una vecchia e terribile tragedia. Vede nella notte una sagoma umana mezza nuda che corre nei campi. E scopre che da tempo ci sono delle stragi di galline e conigli che nessuno sa spiegare, nemmeno i carabinieri. Emilio cercherà di venire a capo di quei misteri, inventandosi detective, e nel frattempo conoscerà una ragazza, Camilla, che fa il medico in quella zona. E la sua singolare indagine privata lo porterà a scoprire una verità incredibile, capace di lasciarlo sbalordito... Ma sarà anche una vicenda che lo legherà inestricabilmente a quei luoghi, tanto da indurlo a decidere di restarci a vivere per sempre.</span></p>
<p><strong>Scheda del libro</strong><br />
Autore: Vichi, Marco<br />
Titolo: Nero di luna / Marco Vichi<br />
Pubblicazione: Parma : Guanda, [2007]<br />
Descrizione fisica: 248 p. ; 22 cm.<br />
Collezione : Narratori della Fenice<br />
Numeri: ISBN - 9788882467807</p>
<p><strong>Collegamenti utili per capire meglio il libro</strong></p>
<p><a href="http://www.zam.it/home.php?id_autore=90" title="da zam.it" target="_blank">Breve biografia</a></p>
<p><a href="http://letture.wordpress.com/2007/01/30/lettura-in-corso-33/" target="_blank">Il Brigante di Vichi letto precedentemente</a></p>
<p><a href="http://libri.forumcommunity.net/" title="il nostro forum" target="_blank">Discutiamone insieme sul forum</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[162 lettura finita (32/II anno) - L'imbroglio del turbante di Serena Vitale]]></title>
<link>http://letture.wordpress.com/2007/11/28/lettura-in-corso-limbroglio-del-turbante-di-serena-vitale/</link>
<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 09:07:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>letture</dc:creator>
<guid>http://letture.wordpress.com/2007/11/28/lettura-in-corso-limbroglio-del-turbante-di-serena-vitale/</guid>
<description><![CDATA[
Inizio lettura 27 novembre 2007 - Termine 1 dicembre 2007
Originale. Ben scritto. Soprendente. Ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copj13.asp?f=9788804512196" alt="L'imbroglio del turbante di Serena Vitale" border="1" height="300" width="180" /></p>
<p>Inizio lettura 27 novembre 2007 - Termine 1 dicembre 2007</p>
<p>Originale. Ben scritto. Soprendente. Ma... Mansur chi era costui? Uno, nessuno oppure centomila? L'autrice è abilissima ad utilizzare le fonti, le dispone in maniera originale, le fa parlare e poi... la sorpresa. Particolarmente brillante la prima parte con il susseguirsi incessante delle fonti, una dietro l'altra, con pochissimi commenti e uno stile secco quasi cronachistico ma sempre con un sorriso d'ironia sulla punta della penna. Un bel saggio. Da provare.</p>
<p>Voto: 9,5/10</p>
<p><strong>Incipit</strong><br />
Quando Dio divise la terra tra i popoli, venne organizzato un grandissimo banchetto per ringraziarlo. Alcuni arrivarono in ritardo. Dio, compatendoli, regalò loro la porzione di mondo che aveva riservato per sè: il Caucaso.</p>
<p><strong>Trama</strong> <em>Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.</em><br />
<span class="tcorpotesto">Negli anni che precedono di poco la Rivoluzione francese dalle terre cecene si leva la predicazione di un misterioso "Sheykh Mansur" ("il Vittorioso"), nuovo profeta-guerriero che chiama alle armi contro i russi. Mentre schiere di "montanari" raggiungono il suo esercito da tutto il Caucaso, l'Europa segue con attenzione le vicende di Mansur, il giovane "Pastor Vittorioso" di cui le formidabili armate di Caterina II non riescono ad aver ragione. La sua guerra santa può mettere a rischio la fragile pace tra l'Impero ottomano e quello russo, sconvolgere l'intero assetto europeo. Di Sheykh Mansur - avvistato tra i monti nativi ma anche sulle rive del Mar Nero e del Mar Caspio, nella Piccola e nella Grande Tartana - scrivono diffusamente alcune gazzette italiane. Nel 1786 riferiscono una voce clamorosa: Mansur sarebbe in realtà un rinnegato di origine piemontese, Giovanni Battista Boetti, vissuto nei territori dell'attuale Iraq come missionario domenicano, poi a Costantinopoli come medico; di lui dal 1781 si è persa ogni traccia. Era lui il "Fanatico", il profeta di un nuovo Islam puro e combattivo? Con tenacia filologica e gusto della narrazione, Serena Vitale segue tra Europa e Asia le straordinarie storie incrociate dell'italiano e del ceceno trasportandoci da un villaggio caucasico alla Corte di Pietroburgo, dal Serraglio di Costantinopoli ai "paradisi sotterranei" degli archivi di due continenti.</span></p>
<p><strong>Scheda del libro</strong><br />
Autore: Vitale, Serena<br />
Titolo: L' imbroglio del turbante / Serena Vitale ; Disegni di Vladimir Novak<br />
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2006<br />
Descrizione fisica: 400 p. : ill. ; 22 cm.<br />
Collezione : Scrittori italiani e stranieri<br />
Numeri: ISBN - 88-04-51219-9</p>
<p><strong>Ex libro<br />
<em>A proposito della poligamia</em></strong><br />
Se una sola padrona di casa mena sovente lo scompiglio, e mette in croce, per così dire, il pover'uomo che v'incappò, chi potrebbe immaginarsi il soqquadro e il trambusto che molte femmine vi porterebbero tra loro a guisa di galli iracondi ognora in battaglia e in atto ancora di garrire e di brontolare? <em>Capitolo 8. L'arcifanfano.</em></p>
<p><strong>Collegamenti utili per capire meglio il libro</strong></p>
<p><a href="http://www.serenavitale.it/index.htm" target="_blank">Il sito dell'autrice</a></p>
<p><a href="http://www.serenavitale.it/recensioni-turbante.htm" target="_blank">Recensioni del libro</a></p>
<p><a href="http://libri.forumcommunity.net" target="_blank">Discutiamone insieme sul forum</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[160 lettura finita (30/II anno) - L'ultimo veliero di Marcello Venturi]]></title>
<link>http://letture.wordpress.com/2007/11/24/lettura-in-corso-lultimo-veliero-di-marcello-venturi/</link>
<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 09:41:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>letture</dc:creator>
<guid>http://letture.wordpress.com/2007/11/24/lettura-in-corso-lultimo-veliero-di-marcello-venturi/</guid>
<description><![CDATA[
Inizio lettura 24 novembre 2007 - Termine lettura 26 novembre 2007
Incantevole. Poetico. Ironico. Q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copj13.asp?f=9788838922350" alt="L'ultimo veliero di Marcello Venturi" height="260" width="200" /></p>
<p>Inizio lettura 24 novembre 2007 - Termine lettura 26 novembre 2007</p>
<p>Incantevole. Poetico. Ironico. Questo romanzo di Venturi scritto negli anni sessanta e riproposto in una nuova edizione da Sellerio è stata una felicissima lettura. Fa parte di quei libri che leggi lentamente, fermandoti ad ogni capitolo per assaporarne il gusto. Un inno alla vita ed un invito a ciascuno a seguire la propria vocazione. Come dice il capitano Bernado Maestrelli "... è una questione di nascita. C'è chi è nato per stare a terra, per mettere radici; e chi è nato per navigare". Ottima la postfazione di Giovanni Capecchi che inquadra bene l'opera nel costesto dell'opera di Venturi. Da leggere.</p>
<p>Voto: 10/10</p>
<p><strong>Incipit</strong><br />
Questa è la storia di Maestrelli Bernardo, ex comandante di velieri, in pensione; soprannominato il Capitano. Un uomo che, a bordo dell'Eliseo, del Levantino, del Santa Maria - e di cento altri barchi - aveva navigato tutti gli oceani. Il cui nome era diventato famoso.</p>
<p><strong>Trama</strong> <em>Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.</em><br />
<span class="tcorpotesto">Bernardo Maestrelli, comandante di velieri, è costretto a ormeggiare il suo "Eliseo": né lui né la sua barca hanno più l'età per andare per mare. Sceso a terra la sua casa diventa l'ospizio del paese, nato proprio per accogliere i vecchi marinai. Lì trascorre le sue giornate, sempre uguali, fra l'orto e il molo, d'estate costretto dalle suore a chiedere l'elemosina tra i villeggianti, d'inverno a scrutare il mare. Ma un giorno sulla linea dell'orizzonte appare un'ombra, la vela di un bastimento. Quella sagoma in mezzo al mare accende la curiosità e poi la speranza del Capitano Maestrelli e degli altri uomini di mare dell'ospizio. Il veliero giunge al porticciolo; ha compiuto il suo ultimo viaggio ed è destinato alla rottamazione. Ma la ciurma dell'ospizio, capitanata da Maestrelli, ogni sera di nascosto sale a bordo: l'imbarcazione viene rimessa in sesto: ripulita, verniciata, sostituite le vele strappate, riparato l'albero maestro. Sì, è vecchio quel veliero, ma può ancora prendere il mare. Radunati i suoi uomini, una notte di vento propizio il Capitano abbandona l'ospizio e mollati gli ormeggi prende il largo, verso un destino che finalmente gli appartiene.</span></p>
<p><strong>Scheda del libro</strong><br />
Autore: Venturi, Marcello &#60;1925- &#62;<br />
Titolo: L' ultimo veliero / Marcello Venturi ; nota di Andrea Camilleri ; postfazione di Giovanni Capecchi<br />
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, [2007]<br />
Descrizione fisica: 191 p. ; 17 cm.<br />
Collezione : La memoria ; 719<br />
Numeri: ISBN - 88-389-2235</p>
<p><strong>Ex Libro</strong><br />
A quell'ora la città era illuminata a giorno, con i negozi aperti e le vetrine scintillanti di bianche luci al neon. I ristoranti mandavano zaffate di pesce fritto, voci, scoppi di risa, e il rumore di forchette e di coltelli sui piatti, di bottiglie che battono contro il vetro dei bicchieri. "Due caciucchi! - si sentiva gridare da dentro. - Mezzo di vino rosso! Coda di rospo ai ferri!".  Il capitano affrettò il passo; non avrebbe voluto, proprio stasera scontrarsi con la Madre Superiora. Ma prima di lasciarsi il mare alle spalle allungò un'ultima occhiata laggiù. Il mare era un piano perfettamente immobile, e nero; rotto, a sinistra, con regolarità dal faro che sciabolava attorno, rivelando una striscia di acqua illividita, subito spenta. Al largo non c'erano luci, né di lampare o pescherecci, né delle grandi navi di linea. <em>Capitolo V.</em></p>
<p>- Vedete, -cercò di spiegarle il capitano. - A questo mondo ce n'è di tutti i tipi. Voi, per esempio. Voi siete nata per far la Suora. invece altre donne, e io ne ho conosciute tante, sono nate per far qualcos'altro nei porti. -Lo so lo so, - disse rapida Suor Pasqualina riprendendo il secchio. - Ecco, - fece il capitano - Secondo me è una questione di nascita. C'è chi è nato per stare a terra, per mettere radici; e chi è nato per navigare. Tacque. - Non vi sembra semplice?- domandò. <em>Capitolo XVI.</em></p>
<p><strong>Collegamenti utili per capire meglio il libro</strong></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Venturi" target="_blank">Breve biografia</a></p>
<p><a href="http://www.isral.it/web/web/risorsedocumenti/intervsiteonline_venturi.htm" target="_blank">Intervista con Marcello Venturi a cura di Isral</a></p>
<p><a href="http://libri.forumcommunity.net/" title="il nostro forum" target="_blank">Discutiamone insieme sul forum</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[159 lettura finita (29/II anno) - Il saio nero di Robb Candace]]></title>
<link>http://letture.wordpress.com/2007/11/21/lettura-in-corso-il-saio-nero-di-robb-candace/</link>
<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 07:13:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>letture</dc:creator>
<guid>http://letture.wordpress.com/2007/11/21/lettura-in-corso-il-saio-nero-di-robb-candace/</guid>
<description><![CDATA[
Inizio lettura 20 novembre 2007 - Termine lettura 24 novembre 2007
Sicuramente migliore rispetto al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copj13.asp?f=9788838462856" alt="Il saio nero di Robb Candace" height="300" width="180" /></p>
<p>Inizio lettura 20 novembre 2007 - Termine lettura 24 novembre 2007</p>
<p>Sicuramente migliore rispetto al <a href="http://letture.wordpress.com/2006/12/26/lettura-in-corso-22/" target="_blank">romanzo precedente.</a> I personaggi sembrano più reali (a mio modo di vedere stona ancora il personaggio di Christiana), l'intreccio storico (forse troppo "intrecciato" ma del resto tenuto conto della complessità storica degli utlimissimi anni del '200 in Scozia non poteva essere diversamente) è ben amalgamato con la finzione e tutto sommato si lascia leggere. Difetti: manca un pò il "giallo" (un pò scontato il finale), troppo lunga la parte centrale del romanzo che ne rallenta non di poco la storia e a tratti (soprattutto nella prima parte) una cattiva traduzione e cura nell'edizione (esempi: pag.95: C'erano più carne e pesce di quanta Celia avesse mai mangiato in un'intera settimana, per non dire in un'intera giornata, da quando era partita da Dunfermline. Pag.112: Ora va' da Celia e da James. Non la prenderebbe bene sapendo che te ne sei andata senza salutarlo). Attendiamo il preannunciato seguito.</p>
<p>Voto: 7,5/10</p>
<p><strong>Incipit</strong><br />
Era prossima la mezzanotte, eppure la luce del crepuscolo indugiava ancora sulle marcite che si stendevano tra il convento di Elcho e il fiume Tay. Risuonavano, sullo sfondo, i gracidii e i richiami delle creature della notte; davanti rumoreggiavano e sciabordavano le acque del Tay e del Willowgate che confluivano sotto l'isola di Friarton.</p>
<p><strong>Trama</strong> <em>Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.</em><br />
<span class="tcorpotesto">Scozia, 1297. Arroccati nel castello che domina Edimburgo, gli invasori inglesi vigilano saldamente sulla città. Gli abitanti rimasti, scampati all'assedio iniziale e alle periodiche rappresaglie, vivono nel terrore e non osano dar voce al malcontento, se non al sicuro delle loro abitazioni o tra il fumo e il frastuono della taverna di Murdoch Kerr, l'unica ancora aperta. È lì che la giovane Margaret, nipote dell'oste, tende l'orecchio per carpire notizie utili alla causa dei ribelli. Sono passati mesi da quando, ingenua e ignara del pericolo, è giunta nella capitale dal nord della Scozia per cercare il marito scomparso, e ora ha deciso di diventare una spia in nome della libertà del suo paese. Quando il vecchio Will, avventore abituale della taverna, muore dopo una delle sue proverbiali sbornie, sono in pochi a dar peso alla vicenda; dopotutto, era solo un povero ubriacone. Ma Margaret è insospettita dal colpo violento che l'uomo ha subito alla testa e dalle parole sibilline pronunciate prima di spirare, a proposito di una porta aperta in cui avrebbe cercato riparo. Forse non è un caso che, quella stessa notte, qualcuno si sia introdotto nel sotterraneo della taverna e abbia frugato tra i documenti lì nascosti. E che, a distanza di chilometri, la stessa intrusione sia avvenuta nella casa del padre di Margaret, in quella del marito, e nella cella del convento dove si è ritirata in preghiera la madre della ragazza.</span></p>
<p><strong>Scheda del libro</strong><br />
Autore: Robb, Candace<br />
Titolo: IL saio nero : thriller medievale / Candace Robb<br />
Pubblicazione: Casale Monferrato : Piemme, c2007<br />
Descrizione fisica: 390 p. : ill. ; 22 cm<br />
Note Generali: Trad. di Gianna Lonza<br />
Titolo uniforme: fire in the flint.<br />
Numeri: ISBN - 9788838462856<br />
<strong>Collegamenti utili per capire meglio il libro</strong></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Candace_Robb" target="_blank">Biografia di Candace Robb</a></p>
<p><a href="http://www.candacerobb.com/" target="_blank">Il sito dell'autrice</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[156 lettura finita (26/II anno) - I segreti del ponte di Besalù di Martì Gironell]]></title>
<link>http://letture.wordpress.com/2007/11/12/lettura-in-corso-i-segreti-del-ponte-di-besalu-di-marti-gironell/</link>
<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 07:21:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>letture</dc:creator>
<guid>http://letture.wordpress.com/2007/11/12/lettura-in-corso-i-segreti-del-ponte-di-besalu-di-marti-gironell/</guid>
<description><![CDATA[
Inizio lettura 11 novembre 2007 - Termine lettura 14 novembre 2007
Che delusione: titolo e trama fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://letture.wordpress.com/2007/11/12/lettura-in-corso-i-segreti-del-ponte-di-besalu-di-marti-gironell/i-segreti-del-ponte-di-besalu-di-mari-gironell/" rel="attachment wp-att-364" title="I segreti del ponte di Besalù di Marì Gironell"><img src="http://letture.wordpress.com/files/2007/11/segreti-del-ponte-di-besalu-di-mari-gironell.jpg" alt="I segreti del ponte di Besalù di Marì Gironell" /></a></p>
<p>Inizio lettura 11 novembre 2007 - Termine lettura 14 novembre 2007</p>
<p>Che delusione: titolo e trama facevano ben sperare ma... la storia è scontata, scritta male, i personaggi non sembrano affatto reali, gli episodi fantasy si potevano evitare, e le scene d'amore sono davvero da romanzetto rosa. Bocciato. Potete anche evitare di leggerlo.</p>
<p>Voto: 4/10</p>
<p><strong>Incipit</strong><br />
Il 30 aprile del 1316 c'era un grande nervosismo in casa del notaio. L'euforia e l'agitazione erano causati dalla famiglia Roure. Volevano confermare il patto matrimoniale tra la seconda figlia, Agnes, e Bernardo, l'erede della ricca e prestigiosa famiglia rec de Banyoles.</p>
<p><strong>Trama</strong> <em>Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.</em><br />
<span class="tcorpotesto">Nella città catalana di Besalù si erge un ponte di epoca medievale, un capolavoro dell'ingegno architettonico la cui costruzione è diventata leggenda. Si narra che al tempo della sua messa in opera fu al centro di passioni contrastanti, lotte di potere, conflitti religiosi e odi razziali. La riuscita del progetto e la salvezza del contado furono merito di un capomastro lombardo e del suo intrepido figlio... Catalogna, 1074. Il conte Bernardo di Tallaferro ordina la costruzione di un ponte fortificato che protegga la città e nel contempo ne favorisca gli scambi commerciali. Affida i lavori a due rappresentanti dei Maestri Comacini, allora attivi in tutta Europa. Dapprima riluttanti, Primo e Itram Lombardo accettano l'incarico. L'impresa si dimostra difficile fin dal primo momento: a Besalù vive una numerosa comunità di giudei, tollerata ma al tempo stesso oggetto di ostracismo, che dovrebbe costituire la principale fonte di manovalanza per i costruttori. I due italiani non hanno pregiudizi, anzi sono incuriositi dalle singolari usanze di questa gente; soprattutto Itram, irretito dagli occhi ardenti di Jezabel, la bellissima figlia del medico. Ma molti complottano perché il ponte non veda mai la luce. Foschi presagi e strani eventi si susseguono: massacri di operai, riti magici, esondazioni inspiegabili e misteriosi assassini di prostitute. Nel frattempo, l'esercito del conte di Empuries, che aspira a impadronirsi della nemica Besalù, preme ai confini del contado.</span></p>
<p><strong>Scheda del libro<br />
</strong>Autore: Gironell, Martì<br />
Titolo: I segreti del ponte di Besalù / Martì Gironell ; traduzione di Margherita D'Amico<br />
Pubblicazione: Milano : Sonzogno, stampa 2007<br />
Descrizione fisica: 304 p. ; 20 cm.<br />
Numeri: ISBN - 978-88-454-1442-</p>
<p><strong>Collegamenti utili per capire meglio il libro</strong></p>
<p><a href="http://www.besalu.cat/index/index2.asp?fons=&#38;part1=1&#38;part2=&#38;part3=1&#38;part4=&#38;subpart4=1&#38;part5=&#38;part6=" target="_blank">Besalù</a></p>
<p><a href="http://ca.wikipedia.org/wiki/Mart%C3%AD_Gironell_i_Gamero" title="da wikipedia" target="_blank">Breve biografia in catalano</a></p>
]]></content:encoded>
</item>

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