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	<title>notte &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/notte/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "notte"</description>
	<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 14:12:26 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[W Barcellona!]]></title>
<link>http://spain2008.wordpress.com/?p=55</link>
<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 10:16:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteogracis</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eravamo usciti per mangiare qualcosa e farci un giro veloce per i pub del Porto Olimpico&#8230; siam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Eravamo usciti per mangiare qualcosa e farci un giro veloce per i pub del Porto Olimpico... siamo tornati in hotel alle 6 di mattina! Olé!<br />
Cena al Txapela, un ristorante a due passi da Placa de Catalunya (verso nord), in Passeig de Gràcia 8-10. In menu 50 tipi diversi di tapas, i tradizionali "cicchetti" spagnoli, uno più buono dell'altro. Le tapas sono nate in Andalucia nell'800 per accompagnare lo sherry, il dolce e celebre liquore. Il nome nasce dall'abitudine di coprire il bicchiere con una tapa (tappo o piattino) per tenere lontane le mosche. Il piattino vuoto è stato poi riempito con squisitezze a base di carne, pesce o verdure. Al Txapela ci sono tapas eccezzionali! Ne abbiamo mangiate una trentina + birra e sangria: 85 euro<br />
Poi giro veloce sulla sempre bellissima Rambla e a piedi fino al Porto Olimpico (3-4 km) dove abbiamo optato per il pub turco (ci sono circa 25 pub uno di fianco all'altro, ognuno con musica e ambienti diversi, tutti pieni di gente in festa). Narguilè, thè alla menta e joint, seduti sulla terrazza esterna del bar. Situazione surreale per noi, normalissima per gli spagnoli. Ritorno in hotel in taxi (non facile da trovare): 9.90 euro.<br />
E' mezzogiorno! Dobbiamo lasciare la stanza. A poi. W Barcellona!</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[QUESTA NOTTE FACCIO FAGOTTO- fernanda ferraresso]]></title>
<link>http://viadellebelledonne.wordpress.com/?p=4985</link>
<pubDate>Sat, 16 Aug 2008 06:44:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://viadellebelledonne.wordpress.com/?p=4985</guid>
<description><![CDATA[P.P. Pasolini- Profezia  
m’imbarco sulla catalana
una barca un’ isola un’arca una balena
pien]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>P.P. Pasolini- Profezia  <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/NdFBzmuzckM'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/NdFBzmuzckM&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>m’imbarco sulla catalana<br />
una barca un’ isola un’arca una balena<br />
piena di lividi e tagli<br />
un vecchio legno tarlato<!--more--><br />
un foro di pensieri che scarico fuori bordo ogni ora<br />
per sfasciarmi anche io lì<br />
dentro un (r)acconto di dolore<br />
pescato dal nero dentro la pancia del mare<br />
di questa notte che ci ingoia.<br />
Sì, questa notte faccio fagotto<br />
la faccio finita con la cattività in lingotto<br />
scappo dalla riserva<br />
che mi riversa dentro la taglia di un animale di piccola misura<br />
infilzato dal canino puntatomi addosso da altri<br />
animali da fiera<br />
buoni come schiavi tanto quanto noi lo siamo da ventenni.<br />
No questa notte rischio la cancrena<br />
raschio la rena della mia vita di catene<br />
mi faccio strada dentro il continente che mi ha pre/dato<br />
padre madre e fratelli tagliandomi in pezzi che già non riconosco.<br />
Mi farà da guida il niente che ho messo<br />
dentro il mio sacco: un dente di serpente e il veleno<br />
nell’istinto le mani il silenzio e quest’oscuro dentro la fronte<br />
la mia lingua dentro il cavo dell’osso<br />
una pelle vecchia come lo era il mio paese<br />
sopra vento fino a queste cos(t)e<br />
arrotolate dentro la storia che ora è mia.<br />
Nella barca non vedo: tutti sono lo stesso nessuno. Abbiamo tutti lo stesso fragore<br />
dentro le onde di un pensiero che ci uguaglia<br />
e sento che è viva<br />
questa barca<br />
fatta di un unico legno cui ci siamo aggrappati.<br />
Le vele gonfie hanno dentro il nostro fiato<br />
forzano la manovra di abbandono<br />
stridono le sartie degli affetti e gli antichi alberi<br />
delle memorie lasciate a riva, l’altra<br />
cui non faremo ritorno.<br />
E/vita di chiamarla sorte: questa vi(t)a cresciuta per forza<br />
dentro un obbligo che ci ha cerchiato la fronte e la bocca<br />
navigata dentro la rovina che crediamo<br />
sfami la nostra attesa di pane e famiglia.</p>
<p>Noi siamo battesimi dentro la sorte<br />
l’acqua santa di un nuovo mar rosso<br />
siamo l’antico fattosi sangue<br />
dentro le storie tratte dai venti<br />
di viaggi e di burrasche che l’affondano<br />
un anno alla volta</p>
<p>sotto la volta disarmata di questo cielo che ci crepita dentro:<br />
vite di una vita incuneata<br />
presa e p(r)estata milioni di uomini fa.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Guido nella notte]]></title>
<link>http://filosoffessa.wordpress.com/?p=395</link>
<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 08:09:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>filosoffessa</dc:creator>
<guid>http://filosoffessa.wordpress.com/?p=395</guid>
<description><![CDATA[Guido nella notte calda d’agosto col finestrino aperto dopo una giornata di lavoro. Un’altra, do]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Guido nella notte calda d’agosto col finestrino aperto dopo una giornata di lavoro. Un’altra, domani, tra poche ore.</p>
<p>I lampi guizzano tra le nuvole. Nella radio suona, sommessa, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tZGRtUeYTU8">una musica del passato</a>.</p>
<p>Sono stanca.</p>
<p>Guardo la striscia bianca scorrere davanti ai fari, lungo la strada deserta.</p>
<p>Sono stanca di questa giornata e di quella che deve ancora venire.</p>
<p>Il tempo è una ruota che gira, che gira, che gira.</p>
<p>[Per commentare questo articolo collegati a: <a href="http://filosoffessa.tumblr.com/post/45916294/guido-nella-notte">http://filosoffessa.tumblr.com/post/45916294/guido-nella-notte</a>]</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il racconto del lupo mannaro di Tommaso Landolfi]]></title>
<link>http://viadellebelledonne.wordpress.com/?p=5227</link>
<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 22:01:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>baci</dc:creator>
<guid>http://viadellebelledonne.wordpress.com/?p=5227</guid>
<description><![CDATA[ 
L’amico ed io non possiamo patire la luna: al suo lume escono i morti sfigurati dalle tombe, par]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://tn3-1.deviantart.com/fs11/300W/i/2006/226/2/e/Moon_by_OzZcr.jpg"><img class="alignnone" src="http://tn3-1.deviantart.com/fs11/300W/i/2006/226/2/e/Moon_by_OzZcr.jpg" alt="" width="299" height="367" /> </a></p>
<p style="text-align:justify;">L’amico ed io non possiamo patire la luna: al suo lume escono i morti sfigurati dalle tombe, particolarmente donne avvolte in bianchi sudari, l’aria si colma d’ombre verdognole e talvolta s’affumica d’un giallo sinistro, tutto c’è da temere, ogni erbetta ogni fronda ogni animale, una notte di luna. E quel che è peggio, essa ci costringe a rotolarci mugolando e latrando nei posti umidi, nei braghi dietro ai pagliai; <!--more-->guai allora se un nostro simile ci si parasse davanti! Con cieca furia lo sbraneremmo, ammenoché egli non ci pungesse, più ratto di noi, con uno spillo. E, anche in questo caso, rimaniamo tutta la notte, e poi tutto il giorno, storditi e torpidi, come uscissimo da un incubo infamante. Insomma l’amico ed io non possiamo patire la luna. Ora avvenne che una notte di luna io sedessi in cucina, ch’è la stanza più riparata della casa, presso il focolare; porte e finestre avevo chiuso, battenti e sportelli, perché non penetrasse filo dei raggi che, fuori, empivano e facevano sospesa l’aria. E tuttavia sinistri movimenti si producevano entro di me, quando l’amico entrò all’improvviso recando in mano un grosso oggetto rotondo simile a una vescica di strutto, ma un po' più brillante. Osservandola si vedeva che pulsava alquanto, come fanno certe lampade elettriche, e appariva percorsa da deboli correnti sottopelle, le quali suscitavano lievi riflessi madreperlacei simili a quelli di cui svariano le meduse. - Che è questo? – gridai, attratto mio malgrado da alcunché di magnetico e, dirò, nel comportamento della vescica. - Non vedi? Sono riuscito ad acchiapparla… - rispose l’amico guardandomi con un sorriso incerto. - La luna! – esclamai allora. L’amico annuì tacendo. Lo schifo ci soverchiava: la luna fra l'altro sudava un liquido giallino che gocciava di tra le dita dell'amico. Questi però non si decideva a deporla. - Oh mettila in quell’angolo – urlai, - troveremo il modo di ammazzarla! - No, - disse l’amico con improvvisa risoluzione, e prese a parlare in gran fretta, - ascoltami, io so che, abbandonata a se stessa, questa cosa schifosa farà di tutto per tornarsene in mezzo al cielo (a tormento nostro e di tanti altri); essa non può fare a meno, è come i palloncini dei fanciulli. E non cercherà davvero le uscite più facili, no, su sempre dritta, ciecamente e stupidamente: essa, la maligna che ci governa, c’è una forza irresistibile che regge anche lei. Dunque hai capito la mia idea: lasciamola andare qui sotto la cappa, e, se non ci libereremo di lei, ci libereremo del suo funesto splendore, giacché la fuliggine la farà nera quanto uno spazzacamino. In qualunque altro modo è inutile, non riusciremo ad ammazzarla, sarebbe come voler schiacciare una lacrima d’argento vivo. Così lasciammo andare la luna sotto la cappa; ed essa subito s’elevò colla rapidità d’un razzo e sparì nella gola del camino. - Oh, - disse l’amico – che sollievo! Quanto faticavo a tenerla giù, così viscida e grassa com’è! E ora speriamo bene; - e si guardava con disgusto le mani impiastricciate. Udimmo per un momento lassù un rovellio, dei flati sordi al pari di trulli, come quando si punge una vescica, persino dei sospiri: forse la luna, giunta alla strozzatura della gola, non poteva passare che a fatica, e ci sarebbe detto che sbuffasse. Forse comprimeva e sformava, per passare, il suo corpo molliccio; gocce di liquido sozzo cadevano friggendo nel fuoco, la cucina s’empiva di fumo, giacché la luna ostruiva il passaggio. Poi più nulla e la cappa prese a risucchiare il fumo. Ci precipitammo fuori. Un gelido vento spazzava il cielo terso, tute le stelle brillavano vivamente; e della luna non si scorgeva traccia. Evviva urràh, gridammo come invasati, è fatta! E ci abbracciavamo. Io poi fui preso da un dubbio: non poteva darsi che la luna fosse rimasta appiattata nella gola del mio camino? Ma l’amico mi rassicurò, non poteva essere, assolutamente no, e del resto m’accorsi che né lui né io avremmo avuto il coraggio d’andare a vedere; così ci abbandonammo, fuori, alla nostra gioia. Io, quando rimasi solo, bruciai sul fuoco, con grande circospezione, sostanze velenose, e quei suffumigi mi tranquillizzarono del tutto. Quella notte medesima, per gioia, andammo a rotolarci un po’ in un posto umido nel mio giardino, ma così, innocentemente e quasi per sfregio, non perché vi fossimo costretti. Per parecchi mesi la luna non ricomparve in cielo e noi eravamo liberi e leggeri. Liberi no, contenti e liberi dalle triste rabbie, ma non liberi. Giacché non è che non ci fosse nel cielo, lo sentivamo bene invece che c’era e ci guardava; solo era buia, nera, troppo fuligginosa per potersi vedere e poterci tormentare. Era come il sole nero e notturno che nei tempi antichi attraversava il cielo a ritroso, fra il tramonto e l’alba. Infatti, anche quella nostra misera gioia cessò presto; una notte la luna ricomparve. Era slabbrata e fumosa, cupa da non si dire, e si vedeva appena, forse solo l’amico ed io potevamo vederla, perché sapevamo che c’era; e ci guardava rabbuiata di lassù con aria di vendetta. Vedemmo allora quanto l’avesse danneggiata il suo passaggio forzato per la gola del camino; ma il vento degli spazi e la sua corsa stessa l’andavano gradatamente mondando della fuliggine, e il suo continuo volteggiare ne riplasmava il molle corpo. Per molto tempo apparve come quando esce da un eclisse, pure ogni giorno un po’ più chiara; finché ridivenne così, come ognuno può vederla, e noi abbiamo ripreso a rotolarci nei braghi. Ma non s’è vendicata, come sembrava volesse, in fondo è più buona di quanto non si crede, meno maligna più stupida, che so! Io per me propendo a credere che non ci abbia colpa in definitiva, che non sia colpa sua, che lei ci è obbligata tale e quale come noi, davvero propendo a crederlo. L’amico no, secondo lui non ci sono scuse che tengano. Ed ecco ad ogni modo perché io vi dico: contro la luna non c’è niente da fare.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Note biografiche-</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nato a Pico, in provincia di Frosinone nel 1908, Landolfi si laurea a Firenze in letteratura russa. Esordisce nel ‘37 con la raccolta di racconti Dialogo dei massimi sistemi, a cui seguono nel ’39 La pietra lunare, nel ’42 La spada e nel ’47 Racconto d’autunno, il suo primo romanzo. Traducer Cechov, Turgenev, Gogol, Tolstoj, Puskin.<br />
Dai suoi diari (Rien va, 1963, e Des mois, 1967) pare quasi che Landolfi scriva con immenso sforzo. Eppure, la sua produzione è costante, e passa attraverso i romanzi Cancroregina del ’50, Ottavio di Saint Vincent del ’58, e Un amore del nostro tempo del ’65, fino alle raccolte di racconti Le labrene del ’74 e A caso del ’75, che ottiene il premio Strega. Nella sua lunga attività di scrittore, ha vinto altri numerosi premi, fra i quali il Viareggio nel ’58 e il Bagutta nel ’64. E’ morto nel 1979.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sagra del gelato a Massa Martana]]></title>
<link>http://canneorifamily.wordpress.com/?p=536</link>
<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 23:01:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tiziano</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Stasera (martedì 12 agosto) siamo andati alla &#8220;famosa&#8221; sagra del gelato di Massa Marta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" src="http://www.prolocomassamartana.com/2008/pulsante_sagragelato2008.jpg" alt="" width="200" height="150" /></p>
<p style="text-align:justify;">Stasera (martedì 12 agosto) siamo andati alla "famosa" sagra del gelato di <a href="http://maps.google.it/maps?q=massa+martana&#38;ie=UTF8&#38;oe=utf-8&#38;client=firefox-a&#38;ll=42.781291,12.524414&#38;spn=0.242911,0.430527&#38;z=11" target="_blank">Massa Martana</a>, organizzata dall'omonima <a href="http://www.prolocomassamartana.com/" target="_blank">pro loco</a>.Ci tengo a dire che la sagra in sè non è proprio niente di speciale. Il gelato è buonissimo e il servizio molto celere ma non è una sagra vera e propria (almeno per il concetto che ho io delle sagre) in quanto il gelato non è un prodotto nato o diffuso solo a Massa. Si tratta, in realtà, di una festa dove vengono collocati un centinaio di tavolini all'aperto e dove si può gustare un buon gelato, ma come in tanti bar o chioschi sparsi da Belluno a Palermo.</p>
<p style="text-align:justify;">La cosa per cui vale davvero la pena andare alla suddetta festa è proprio per visitare il paese di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massa_Martana" target="_blank">Massa Martana</a>. Un vero gioiello, un piccolo borgo interamente restaurato dopo il terribile terremoto del 1997. Addentrarsi tra i suoi vicoli è davvero una esperienza affascinante, soprattutto di sera quando vengono illuminati in maniera suggestiva; ci sono degli angoli nascosti e delle piccole corti che vale davvero la pena scoprire. Non a caso il paese di Massa Martana è stato inserito nella lista dei borghi più belli d'Italia (clicca <a href="http://www.borghitalia.it/html/borgo_it.php?codice_borgo=250&#38;codice=elenco&#38;page=1" target="_blank">qui</a> per vedere la relativa pagina).</p>
<p style="text-align:justify;">Se vi trovate in zona o siete in procinto di venire da queste parti, sappiate che per il 14 agosto è prevista una "notte bianca" che vedrà coinvolto l'intero paese con zone dedicate al ballo, alla lettura e alla degustazione di piatti tipici (clicca <a href="http://www.prolocomassamartana.com/2008/programma_nottebianca2008.jpg" target="_blank">qui</a> per visualizzare l'immagine dell'intero programma)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[buona notte]]></title>
<link>http://melania07.wordpress.com/?p=501</link>
<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 00:22:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>melania</dc:creator>
<guid>http://melania07.wordpress.com/?p=501</guid>
<description><![CDATA[
notte.
adesso ci serve solo un pizzico di fortuna&#8230; per volare.

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://melania07.wordpress.com/files/2008/08/sweetdominojk4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-502" src="http://melania07.wordpress.com/files/2008/08/sweetdominojk4.jpg?w=211" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p>notte.</p>
<p>adesso ci serve solo un pizzico di fortuna... per volare.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/wUNiDuEvenk'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/wUNiDuEvenk&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[perdersi]]></title>
<link>http://danielanapoli.wordpress.com/?p=405</link>
<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 08:09:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>dani</dc:creator>
<guid>http://danielanapoli.wordpress.com/?p=405</guid>
<description><![CDATA[Qualcuno aveva dei dubbi, e invece ce l&#8217;abbiamo fatta:
ci siamo persi! 
Nel bosco, di sera, di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cristianonattero.com/blog/2008/08/09/devo-comprare-una-carta-dei-sentieri/" target="_blank"><span style="color:#008080;">Qualcuno</span></a><span style="color:#008080;"> </span>aveva dei dubbi, e invece ce l'abbiamo fatta:<br />
<strong>ci siamo persi!</strong> :D<br />
Nel bosco, di sera, di ritorno da un giro in <a href="http://www.valdaveto.net" target="_blank"><span style="color:#008080;">Val d'Aveto</span></a>, lungo l'<a href="http://www.altaviadeimontiliguri.it/sez7/AV7.html" target="_Blank"><span style="color:#008080;">Alta via dei Monti Liguri</span></a><span style="color:#008080;"> </span>partendo dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Giacopiane" target="_blank"><span style="color:#008080;">Lago di Giacopiane</span></a>, al Monte Aiona, e ritorno, con deviazione passando per il <a href="http://www.rivieradilevante.net/pubb_miste/rifugio_monteaiona/nuova_pagina_1.htm" target="_blank"><span style="color:#008080;">Rifugio Monte Aiona</span></a>.<br />
Però è stato divertente, per me un pò al limite della perdita della calma (leggi: un pò di ansia ce l'avevo!), soprattutto quando abbiamo sbagliato sentiero un paio di volte, e il lago continuava a vedersi lontanissimo, COSI':<br />
<a href="http://www.ipernity.com/doc/58179/2643647" target="_blank"><img src="http://u1.ipernity.com/7/36/47/2643647.19ea9cee.240.jpg" alt="Lago di Giacopiane" width="240" height="180" /></a></p>
<p>Lo spettacolo però meritava: le luci del tramonto sul mare, le stelle cadenti nel buio del bosco, i grilli che ci tenevano compagnia, le luci tra gli alberi di notte, il gusto di un panino seduti per terra nel buio, e perchè no, anche un pò la paura e l'ansia di non ritrovare la strada, il battito del cuore un pò accelerato..<br />
<a href="http://www.ipernity.com/doc/58179/2643648" target="_blank"><img src="http://u1.ipernity.com/7/36/48/2643648.3b4ec026.240.jpg" alt="di notte nel bosco" width="240" height="180" /></a></p>
<p>Alla fine, al lago ci siamo arrivati col buio pù totale, il battito del cuore più tranquillo, il passo più leggero.. e tutto sommato anche un pò di soddisfazione per non aver perso la calma e.. ritrovato la strada!<br />
<b>La cosa più bella? </b><br />
<b>Camminare INSIEME nel buio senza sapere dove andavamo...<br />
e RIDERE!</b></p>
<p><a href="http://www.ipernity.com/doc/58179/2643649" target="_blank"><img src="http://u1.ipernity.com/7/36/49/2643649.0e387897.240.jpg" alt="Ritorno al Lago di Giacopiane" width="240" height="180" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per la notte di San Lorenzo brindisi, processioni e curiosità]]></title>
<link>http://softwarer.wordpress.com/?p=22</link>
<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 00:40:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>softwarer</dc:creator>
<guid>http://softwarer.wordpress.com/?p=22</guid>
<description><![CDATA[È arrivata la notte di San Lorenzo. Tra miti e leggende, tra poesia e tradizione, ecco cosa propone]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>È arrivata la notte di San Lorenzo. Tra miti e leggende, tra poesia e tradizione, ecco cosa propone la città eterna per celebrare una ricorrenza tra le più sentite dai romani. La capitale, inoltre, è ricca di luoghi dove l’astronomia è da sempre una scienza molto frequentata: si va dall’ormai popolare osservatorio di Villa Mellini, sulle pendici di Monte Mario alle antiche specole vaticane, tra cui quella costruita sopra il tetto di Sant’Ignazio. Nelle chiese dedicate a San Lorenzo, è che ancora custodiscono reliquie a lui collegate, questa sera verranno svolte funzioni religiose e una processione. Al Bioparco, invece, l’astronomia si coniuga con l’enologia, grazie alla fortunata kermesse «Calici di stelle 2008». A PAGINA 45<br />
	 <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282349</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Notte]]></title>
<link>http://maxgimelli.wordpress.com/?p=61</link>
<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 22:32:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Max</dc:creator>
<guid>http://maxgimelli.wordpress.com/?p=61</guid>
<description><![CDATA[

Accompagnami Notte, non lasciarmi solo anche tu.
Senza te, chi sarà la mia compagna di bevute?
Se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="message">
<div id="BID9487006">
<p><em>Accompagnami Notte, non lasciarmi solo anche tu.</em></p>
<p><em>Senza te, chi sarà la mia compagna di bevute?</em></p>
<p><em>Se mi abbandoni, come riuscirò a reggere la presenza della mia ombra?</em></p>
<p><em>Accompagnami Notte, attraverso tutto il mio tempo.</em><img class="alignright size-medium wp-image-62" src="http://maxgimelli.wordpress.com/files/2008/08/notte_nera.jpg?w=240" alt="" width="240" height="300" /></p>
<p><em>Che ne sarà di me? Senza te non potrò più sentirmi protetto e nascosto,<br />
libero dai miei difetti ed inconsapevole di tutto.</em></p>
<p><em>Nascondimi Notte. Tienimi con te e portami a festeggiare tua sorella Luna,<br />
che libera ed imprevedibile ci tiene compagnia.</em></p>
<p><em>Nascondimi Notte, che il giorno s’appresta, ed il mio cuore tarda a ritornare,<br />
l’ho lasciato andare ad inseguire ciò che ho perduto.</em></p>
<p><em>Proteggimi Notte, sono ferito, ed attendi con me il Sole,<br />
che toglierà ogni dubbio, che mi ridarà me stesso,<br />
ma senza più il mio amore.</em></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Un saluto. Max.</span></div>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Auguri Clarisse]]></title>
<link>http://canneorifamily.wordpress.com/?p=524</link>
<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 20:08:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tiziano</dc:creator>
<guid>http://canneorifamily.wordpress.com/?p=524</guid>
<description><![CDATA[
Auguri Clarisse. Anche se siamo sempre, troppo lontani, non smettiamo mai di pensare a te e alla ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" style="border:5px solid black;" src="http://farm4.static.flickr.com/3055/2743903578_c2206d480b_m.jpg" alt="" width="180" height="240" /></p>
<p style="text-align:justify;">Auguri Clarisse. Anche se siamo sempre, troppo lontani, non smettiamo mai di pensare a te e alla "Finetti Family".</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi è S. Lorenzo, la notte delle stelle cadenti e staremo tutti con il naso all'insù... chissà se magari vedendo una stella ed esprimendo un desiderio riusciremo finalmente a rivederci...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giù le stelle, su i calici La notte di San Lorenzo fra sogni, gola e gusto]]></title>
<link>http://softwbergo.wordpress.com/?p=16</link>
<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 20:31:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>softwbergo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giù le stelle. Su i calici. Le stelle cadenti sono pronte a cadere con il loro sciame di desideri d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Giù le stelle. Su i calici. Le stelle cadenti sono pronte a cadere con il loro sciame di desideri da raccogliere e, se possibile, da consegnare a chi di dovere affinché provveda a farli avverare. Tradizione vuole che si debba tenere «acqua in bocca» sul contenuto del desiderio. Ma nulla vieta di accompagnare sospiri e speranze con un buon calice di nettare degli Dei: torna, fra due giorni, grazie alla regia del Movimento del turismo del vino (movimentoturismovino.it), l’iniziativa calici di stelle che in Lombardia fa tappa in molti borghi dell’Oltrepò. A Cicognola, in piazza Castello, dalle 21 alle 24 di domenica, sarà tempo di degustare vini e manicaretti alla presenza di esperti sommelier, il tutto con sapiente mescitura di musica dal vivo ( Info 0385 284 152). A Montalto Pavese l’attesa per le stelle cadenti parte già domani: per due sere, dalle 21, tutti naso all’insù, bicchiere e forchetta alla mano, per la degustazione di vini, schiacciatine, frittate e dolci (Info 0383 870 121). Fuori Rivanazzano, a villa san Pietro di Nazzano, sul colle che domina l’imbocco della valle Staffora, colonna sonora della caduta libera degli astri sarà il concerto dei Virtuosi accademici di Milano, composto da docenti del Conservatorio Verdi di Milano. Al termine tutti a tavola con il ristorante Selvatico a dispensare la sua arte nel buffet «Peccati di gola dei Grandi compositori» ( info 0383 945 11).Fuori dall’ Oltrepò la festa in attesa delle «star» continua a Provaglio d’Iseo (info 030 929 1206): a Palazzo Francesconi alle 21 di domenica sarà tempo di tarantella e pizzica. <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=281922</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una volta l'amore. ]]></title>
<link>http://fernandacorona.wordpress.com/?p=347</link>
<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 14:05:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fernanda Corona</dc:creator>
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<description><![CDATA[È tutto un turbinio di amicizie amorose, amanti rubati: ma gli amici passano, gli amanti spariscono]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;text-align:left;"><em>È tutto un turbinio di amicizie amorose, amanti rubati: ma gli amici passano, gli amanti spariscono. Non sono sentimenti, sono momenti, sono erotismi. Un tempo l’amore superava le montagne e non conosceva ostacoli, guerre, continenti che potessero separare lei da lui, lui da lei. Ora sparisci per una settimana e lei va con un altro. Cambi lavoro, e lei va con un altro. Le donne chiedono manutenzione, odiano star ferme, amano i viaggi e viaggiare, spesso convivono con un pacifista e la notte amano un fascista. Perché vogliono tutto.</em></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:right;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Facci" target="_blank">Filippo Facci</a></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:left;">
<p style="margin-bottom:0;text-align:left;">Ma per quel po' che ne so io... Anche gli uomini possono essere così.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Addormentarsi la notte]]></title>
<link>http://maxgimelli.wordpress.com/?p=38</link>
<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 23:40:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Max</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Notte. Specchio infinito delle più buie convinzioni.
Notte di frammenti di stelle
perse in un ciel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><em><img class="alignright" src="http://www.piazzaregione.it/molise/rubriche/vita%20regionale/artisti%20molisani/immagini/specchio.jpg" alt="" width="349" height="354" /></em></div>
<p><em>Notte. Specchio infinito delle più buie convinzioni.<br />
Notte di frammenti di stelle<br />
perse in un cielo d'olio nero.</p>
<p> </p>
<p></em></p>
<p> <em>Cerco la mia via tra mille soli<br />
e viaggio veloce<br />
attraverso universi di superstizione<br />
superati di slancio<br />
nell'attimo inconfutabile<br />
della commiserazione.</em></p>
<p><em>Vincoli duraturi<br />
mi afferrano al collo.<br />
Mani d'inchiostro mi legano al foglio<br />
e graffi d'anima<br />
mi costringono al lavoro.</em></p>
<p><em>Schiacciato dal peso delle mie idee<br />
mi libero del peso delle mie convinzioni<br />
e leggero e vuoto e perso<br />
mi lascio andare<br />
nel declinante firmamento<br />
dell'altrui morale.</em></p>
<p><em>Mi lascio salire verso<br />
inutili vette di buon senso.<br />
Mi lascio andare<br />
in unti angoli di condivisione coatta.</em></p>
<p><em>Sconfitto dal mondo notturno,<br />
accendo la TV, e mi addormento.</em></p>
<p> </p>
<p><span style="color:#ff0000;">Un saluto. Max.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Luna]]></title>
<link>http://maxgimelli.wordpress.com/?p=28</link>
<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 16:45:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Max</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Mi lascio andare nel ventre del mondo. Mi lascio scivolare nel caldo abbraccio di una silenziosa no]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="BID9448803">
<p><img class="alignright" src="http://img379.imageshack.us/img379/5523/secondmoonkv2.jpg" alt="" width="408" height="314" /><em>Mi lascio andare nel ventre del mondo. Mi lascio scivolare nel caldo abbraccio di una silenziosa notte senza stelle.</em></p>
<p><em>Lascio alla Luna il compito di guidare i miei passi. </em></p>
<p><em>Lascio andare la mente, la libero un momento dal tempo presente e la faccio riposare nel luminoso ricordo di un tempo passato.</em></p>
<p><em>Mi riposo al fresco riparo di una voce amica ormai perduta, ne gusto ogni melodia, e torno da dove sono venuto.</em></p>
<p><em>Torno alla mia Luna, torno ai miei passi, torno ad ascoltare la mia notte senza stelle.</em></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Un saluto. Max</span></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SaSSaRi bY nighT......la conSiglio]]></title>
<link>http://i3vetrinainelfece.wordpress.com/?p=399</link>
<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 13:16:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>erikini</dc:creator>
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<description><![CDATA[
 
 
 
 

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://i3vetrinainelfece.files.wordpress.com/2008/08/dscn0539.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-400" src="http://i3vetrinainelfece.wordpress.com/files/2008/08/dscn0539.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://i3vetrinainelfece.files.wordpress.com/2008/08/dscn0526.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-401" src="http://i3vetrinainelfece.wordpress.com/files/2008/08/dscn0526.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NON SOLO POLITICA ]]></title>
<link>http://fioste.wordpress.com/?p=127</link>
<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 11:17:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>fioste</dc:creator>
<guid>http://fioste.wordpress.com/?p=127</guid>
<description><![CDATA[ 
NOTTE D&#8217;ENOCRATICA
 

 
PD  Gualdo Tadino 
 
30 Agosto - dalle ore 21,00

 



Il PD ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align:center;"> </h1>
<h1 style="text-align:center;"><span style="color:#800080;"><span style="color:#570057;"><span style="color:#008000;">NOTTE </span>D'E<span style="color:#ff0000;">N</span><span style="color:#ff0000;">OCRATICA</span></span></span></h1>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#800080;"><span style="color:#570057;"> </span></span></p>
<h1 style="text-align:center;"><span style="color:#800080;"><span style="color:#570057;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-131" src="http://fioste.wordpress.com/files/2008/08/notte-11.jpg?w=300" alt="" width="300" height="151" /></span></span></h1>
<p style="text-align:center;"> </p>
<h1 style="text-align:center;"><span style="color:#800080;">PD  Gualdo Tadino </span></h1>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:18pt;color:#800000;font-family:'Verdana','sans-serif';"><strong>30 Agosto - dalle ore 21,00</strong></span></p>
<div class="Section1">
<p class="Section1"> </p>
</div>
<div></div>
<p><span style="font-size:18pt;font-family:'Verdana','sans-serif';"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Verdana;">Il PD di Gualdo Tadino all’interno del suo Festival Democratico, organizza la “<strong>NOTTE D’ENOCRATICA</strong>”, una serata di degustazione di vini e prodotti tipici (carni chianine, salumi, formaggi, specialità locali) accompagnata dalla musica coinvolgente del quintetto </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;color:#800000;font-family:Verdana;">“Occasional Brass Ensemble”.</span></strong></p>
<p> </p>
<p></span></p>
<h3>La serata si svolgerà  nello splendido scenario del belvedere di Piazza Soprammuro (centro storico).</h3>
<p style="text-align:center;"> </p>
<div style="text-align:center;"><span style="font-size:18pt;font-family:'Verdana','sans-serif';"><span style="font-size:18pt;font-family:'Verdana','sans-serif';"><a href="http://fioste.files.wordpress.com/2008/08/notte.jpg"><img class="size-medium wp-image-128           aligncenter" src="http://fioste.wordpress.com/files/2008/08/notte.jpg?w=228" alt="" width="174" height="135" /></a></span></span><span style="font-size:18pt;font-family:'Verdana','sans-serif';"></span></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli Gnaoua, musicisti spirituali.]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/?p=537</link>
<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 09:09:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/?p=537</guid>
<description><![CDATA[Spentisi i riflettori sull&#8217;11° Festival Gnaoua e Musiche dal Mondo ad Essaouira, con evidenti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/08/gnaouabella.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-540" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/08/gnaouabella.jpg?w=193" alt="" width="193" height="240" /></a>Spentisi i riflettori sull'<strong>11° Festival Gnaoua </strong>e Musiche dal Mondo ad <strong>Essaouira</strong>, con evidenti numeri da capogiro, resta il fatto che alla più parte delle persone non é dato comprendere il <strong>reale significato</strong> di questa manifestazione e di questa particolare <strong>musica</strong> che, di anno in anno, recluta nuovi appassionati e adepti. L'immagine che il Festival di Essaouira rimanda al mondo intero é quella di una "<strong>Woodstock</strong>" musulmana. <strong>Pace</strong>, danze e <strong>canti condivisi</strong>, gioia di vivere e convivialità <strong>contagiosa</strong> (con un tocco spirituale in più) sono oramai i marchi di fabbrica di questo, che gli iniziati chiamano semplicemente, "<strong>Festival</strong>". Vero é che in questi tempi di <strong>terrorismo </strong>e di confronto ideologico mondializzato é bene ricordarsi che l'<strong>Islam</strong>, nella sua versione più pop, non promette niente altro che la pace e la fraternità. Ed é bello pensare che tutto questo arriva dal Marocco, da Essaouira e da nessuna altra parte. Gli <strong>Gnaoua</strong> furono deportati dall'impero della <strong>Guinea</strong> (attualmente il Senegal, Guinea e Mali) nel<strong> XVI</strong> <strong>secolo</strong> e sono gli schiavi che in seguito si unirono alle tribù berbere e ai cittadini di Marrakech o Fés. Anche se vissero sotto lo stesso sole marocchino ci vollero secoli prima che vennero accettati dalla popolazione locale. La ragione? In primis la loro <strong>musica</strong>. Strana e enigmatica, ambigua e provocante, é alla volte<strong> l'espressione</strong> di una volontà di <strong>libertà </strong>ma anche volontà di esorcizzare i loro <strong>dolori ancestrali</strong> nati dalla schiavitù. <a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/08/gnaoua4.jpg"></a>Secondo: i loro <strong>riti</strong>, che molti considerano come <strong>pagani</strong>. Ma chi sono veramente gli Gnaoua? Loro si considerano gli intermediari tra i <strong>Mlouk</strong> (chi possiede) e i <strong>Mamloukines</strong> (i posseduti). Durante una<strong> Lila</strong> (notte rituale) gli Gnaoua invocano <strong>Dio</strong>, il suo profeta <strong>Maometto</strong>, i grandi santi dell'Islam (in particolare Muolay Abdelkader Jilali e Moulay Brahim). Il loro scopo? Riuscire a stabilire<strong> un dialogo</strong> tra una persona posseduta e lo spirito di chi la possiede. <a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/08/gnaoua1.jpg"><img class="size-medium wp-image-543 alignright" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/08/gnaoua1.jpg?w=180" alt="" width="180" height="240" /></a>Con l'incessante suono del<em><strong> guembri</strong></em> suonato da un maalem, la persona in questione entra in uno stato di <strong>trance</strong> e non puo' più fermarsi. Ho assistito personalmente ad una Lila. Totalmente affascinato e a tratti <strong>intimorito</strong>, ho passato una serata e una nottata a cercare di capire, con <strong>ragionevoli dubbi</strong> e buoni propositi, ma questo rituale tocca le frontiere dell'<strong>irreale</strong> quindi é <strong>inutile</strong> porsi delle domande basta cercare di viverlo, senza barriere e analisi sociali, al meglio. Il rito Gnaoua si identifica, per certi aspetti, ad altri movimenti creati dagli schiavi africani deportati verso altri continenti. E' il caso per esempio del rito <strong>Woodo </strong>ad Haiti o al <strong>Candoblé</strong> in Brasile. In effetti i cugini degli Gnaoua sono riusciti a salvaguardare una parte del loro patrimonio africano attraverso certi riti particolari. Sull'isola di Haiti, il woodo é un movimento piuttosto violento, che comporta dei rituali invocanti la morte sul fondo di percussioni pesanti. I canti Woodo (come quelli Gnaoua) sono pregni di una grande emozione e di un soffio di rivolta mai sopito. Questi canti furono al centro della rivolta di Haiti nel <strong>1791 </strong>che pose fine alo stato di schiavitù dei suoi abitanti qualche anno più tardi. Ma la musica Gnaoua ( o tagnaouite) é anche un percorso musicale che accomuna per esempio, il<strong> blues</strong>. Se si ascolta e si paragona i due ritmi si possono incontrare<strong> molte</strong> similitudini. In effetti i loro autori principali sono di origini africane e tutti discendono dagli schiavi deportati a suo tempo. Anche se gli Gnaoua non hanno lasciato il loro Paese e il continente africano, la loro musica é pregna della situazione di schiavi, come i bluesmen. Sola differenza: gli strumenti utilizzati. Se i bluesmen hanno accettato, a partire da un certo periodo, di suonare diversi strumenti come le chitarre o il pianoforte, gli Gnaoua sono stati costretti a costruirsi i loro partendo da materiali rudimentali. E' il caso del Guembri, costruito in un solo pezzo con legno intagliato.<a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/08/gnaoua2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-544" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/08/gnaoua2.jpg?w=240" alt="" width="240" height="124" /></a> Dopo il debutto, il Festival Gnaoua ha favorito l'incontro, naturale, tra gli Gnaoua e i musicisti blues per il grande piacere della platea in ascolto ad Essaouira.  Inconvertibile il fatto che la nuova scena<strong> musicale</strong> marocchina é largamente influenzata dalla musica Gnaoua. Tutti i gruppi attuali di<strong> Fusion</strong> rivolgono con attenzione i loro sguardi a questi musicisti di eccezione. Darga, <strong>Hoba Hoba</strong> <strong>Spirit </strong>o ancora i <strong>Ganga Fusion</strong> integrano dei tocchi più o meno importanti di musica Gnaoua nei loro pezzi. Sono sopratutto i <em><strong>krakebs</strong></em> ad essere più presenti nei gruppi alternativi attuali, in totale armonia con<strong> chitarre elettriche</strong>, batterie e strumenti moderni. Basta fare un salto a <strong>Casablanca</strong> durante il Festival<strong> L'Boulevard</strong> per vedere che la maggioranza dei gruppi in competizione nella categoria Fusion si rifanno, sovente, al patrimonio musicale marocchino e alla tagnaouite. Prova provata che attualmente la musica Gnaoua é <strong>molto popolare</strong> tra i giovani marocchini. Ci sono voluti secoli ma alla fine gli Gnaoua sono riusciti a far accettare la loro musica all'unanimità ma, quello che é sicuro, e che oggi gli Gnaoua sono considerati come i veri portabandiera della musica tradizionale marocchina.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aperti di notte, ma domenica riposo biblico]]></title>
<link>http://adidpost.wordpress.com/?p=64</link>
<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 02:13:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>adidpost</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il tentativo di tirar tardi lo lancia la Chiesa: è il museo Diocesano, in Sant’Eustorgio, ad aver]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il tentativo di tirar tardi lo lancia la Chiesa: è il museo Diocesano, in Sant’Eustorgio, ad avere inaugurato le «serate al museo», in compagnia di Sant’Ambrogio ma anche di molte esposizioni temporanee.  Gli organizzatori hanno sovvertito i canoni: in estate si chiude di giorno e si apre la sera dalle 19 alle 24. Nei chiostri la «regola» prevede  happy hour fino alle 21, con il bar a fare concorrenza alla  night life del Ticinese che impazza tutto intorno. Però oltre alla chiusura diurna e del lunedì, si sta chiusi anche   la domenica. Il settimo giorno ci si riposa. Biblico.<br />
	 <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280685</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Twitter-Style #55]]></title>
<link>http://innolandpuntoit.wordpress.com/?p=1434</link>
<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 22:26:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>innovatel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Notte a casa. Domani si ricominciano allenamenti e lavoro: Pensieri, novità ed altro.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Notte a casa. Domani si ricominciano allenamenti e lavoro: Pensieri, novità ed altro.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Comune  manda a letto  la «Movida» all’una di notte]]></title>
<link>http://advehild.wordpress.com/?p=30</link>
<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 14:17:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>advehild</dc:creator>
<guid>http://advehild.wordpress.com/?p=30</guid>
<description><![CDATA[L’una di notte: è questo il nuovo termine posto dal Comune di Genova alla movida. «Cerchiamo di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’una di notte: è questo il nuovo termine posto dal Comune di Genova alla movida. «Cerchiamo di rispettare le esigenze di tutte le generazioni di genovesi», ha detto l’assessore Gianfranco Tiezzi presentando la regolamentazione che è stata imposta agli esercizi commerciali: la chiusura alle due riguarda i pubblici esercizi, compresi circoli, phone center, alimentari da asporto. Nel centro storico, in particolare, il termine di chiusura dei locali è fissato all’una, fatta eccezione per le sere di venerdì e sabato. Il divieto di vendita di bevande in contenitori di vetro e metallo dalle ore 22 alle 6 del mattino è stato inoltre esteso a tutta la città.  L’ordinanza vivrà un primo periodo di sperimentazione e diventerà pienamente operativa a partire dal primo ottobre: dopo cinque sanzioni nell’arco di 12 mesi è prevista la revoca della licenza.<br />
	 <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280488</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[insonnia]]></title>
<link>http://lapetitesaugerouille.wordpress.com/?p=51</link>
<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 08:44:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>sauge</dc:creator>
<guid>http://lapetitesaugerouille.wordpress.com/?p=51</guid>
<description><![CDATA[°o.
ho accarezzato il mio gatto mentre sognava
ho colorato i muri giallo pastello
ho disegnato bott]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">°o.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">ho accarezzato il mio gatto mentre sognava</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">ho colorato i muri giallo pastello</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">ho disegnato bottoni lungo i mieie piedi</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">ho scritto versi immaginati su petali veri</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">ho dormito sul tetto guardando la luna che si spegneva</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">...e la notte finiva</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">in un pianto di stelle.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">°o.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SEMPRE NUOVA é L'ALBA]]></title>
<link>http://essereassessore.wordpress.com/?p=261</link>
<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 17:25:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabio losito</dc:creator>
<guid>http://essereassessore.wordpress.com/?p=261</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://essereassessore.files.wordpress.com/2008/08/semprenuovaelalba_loc.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-262" src="http://essereassessore.wordpress.com/files/2008/08/semprenuovaelalba_loc.jpg" alt="" width="510" height="807" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vernice fresca]]></title>
<link>http://storiemaiscritte.wordpress.com/2008/08/01/vernice-fresca/</link>
<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 11:01:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>dous</dc:creator>
<guid>http://storiemaiscritte.wordpress.com/2008/08/01/vernice-fresca/</guid>
<description><![CDATA[
Vernice fresca
Un racconto di Dous.
Foto di Dous^_^
1. Acqua
L’odore di vernice fresca giungeva d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/cosemaiscritte/2667732823/"><img style="border:solid 2px #000000;" src="http://farm4.static.flickr.com/3181/2667732823_d81ea6059f_m.jpg" alt="" /></a></p>
<p><span style="font-size:0.9em;margin-top:0;"><a href="http://www.flickr.com/photos/cosemaiscritte/2667732823/">Vernice fresca</a></span><br />
Un racconto di Dous.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/people/cosemaiscritte/">Dous^_^</a></p>
<p><strong>1. Acqua</strong></p>
<p>L’odore di <em>vernice fresca</em> giungeva dal cantiere vicino sino al molo, dove alcuni pescatori stavano issando delle cassette di pesce, già ricoperte di ghiaccio, dalle loro barche da poco approdate, dopo una notte di lavoro lungo la costa.<br />
Da dietro le prime case del borgo antico si udivano i rintocchi delle campane della cattedrale romanica, risuonare tra i muri pigri ed assonnati che rilucevano di quei raggi di sole già troppo caldi malgrado fossero solo le sette del mattino.<br />
Una fila di turisti era assiepata dinnanzi al botteghino della compagnia di navigazione ed attendeva l’apertura dell’ufficio, mentre l’impiegata era assorta di fronte al suo cappuccino, seduta al tavolino del bar di fronte, pensando a quel che le restava di lucido dopo una notte calda di afa.<br />
Qualche bambino, figlio di un turista oppure no, giocava sulla strada nel parcheggio vicino con un pallone spellato e un po’ sgonfio simulando la partita tra la squadra del cuore e gli ospiti.<br />
Arrivavano intanto alcuni pullman di turisti che percorrevano lentamente la strada che scendendo in porto costeggia la Guardia di Finanza e poi si immette in quella piazza estesa, prima di restringersi timidamente e protendersi come una lingua di fianco ai pescherecci e continuando sino alla banchina degli attracchi delle navi più grandi.<br />
Ronzavano mosche attorno a qualche pesce rimasto sul molo mentre un paio di gabbiani se ne contendevano i resti becchettando il loro buon umore per il pasto mattutino.<br />
Intanto, stava entrando lentamente in porto l’aliscafo proveniente dalle isole vicine e facendo manovra si accingeva ad ormeggiare rumoreggiando con le eliche che smuovevano i fanghi grigi che emergendo coloravano le acque rintristendone il colore.</p>
<p>Guardando il tutto di quella mattina calda ne registro i movimenti come separandoli in sequenze ordinate che svolgono diligentemente il loro compito avvicendandosi come attori di un palcoscenico neanche tanto immaginario.</p>
<p>Non ho dormito affatto questa notte.<br />
Perché sentivo che le ore s’erano appiccicate per il caldo alle lancette di un orologio che non vedevo per evitare di accendere la luce ed attirare altre zanzare nella stanza.<br />
Il rintocco del campanile mi ha ricordato che il tempo è trascorso nel porto e che quindi la notte è già passata, anche se non mi sono affatto accorto della differenza.<br />
Non ho dormito la notte prima di quella perché sei sparita senza dirmi niente.<br />
E non si sente la tua voce ora che non ci sei più, anche se questo non m’importa niente oppure no.<br />
Anche se le cose che faccio tutte le mattine son sempre le stesse non mi va di ripeterle, ma non per colpa tua ma perché sento che il tempo non va come dovrebbe andare.<br />
Il buco del tempo che si crea tra le onde del mio pensiero non corrisponde a quello vero.<br />
<em>E perché dovrei sentire quelle strilla, perché mai?</em><br />
Ripensare a quel litigio, l’ultimo di una lunga serie che s’e lasciato dietro pezzi di cuore infranto e un naso rotto, il mio, nel colpire il muro senza senso, per svegliare qualcosa che c’è dentro e che non vuol uscire, per restare da qualche parte pronto a colpirmi di nuovo.</p>
<p>Sento l’odore dell’acqua che risale sulle mie narici fino a giungere a quel centro nevralgico delle mie idee dove un laboratorio minuscolo ne associa le molecole per farne piccolissimi istanti di felicità.<br />
Cosa porti di nuovo a questi pensieri, o istante colorato di vita, cosa sai di nuovo per riattivare i neuroni congelati sottozero mentre il caldo fuori mi appare incredibilmente inospitale?<br />
Acqua.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong>2. Sono le due</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Pochi momenti di felicità sulla barra di un’operazione aritmetica che sommati danno come risultato poco e niente ma che li apprezzo mentre sorseggio un caffè, cercando di non finirlo troppo presto e tenendo fermo il cucchiaino col naso per poter bere da quella tazzina di plastica, a quel bar della stazione dove sono giunto poco dopo le otto, per attendere il treno dell’ora successiva e prepararmi all’evento del tuo arrivo, che non sarebbe avvenuto, e lo sapevo.<br />
Speravo di rivederti ancora come per magia di quel giorno inesistente ma così non valeva.<br />
Non poteva funzionare come per i giochi che ripartono di nuovo con una moneta inserita nello slot oppure col pigiare di un tasto sul menu a tendina.<br />
Non era possibile affatto che dopo quel pomeriggio in cui tutto era finito ed in cui nulla era più per sempre, ritornassi ad essere con me.<br />
E lo sapevo.<br />
Ma lo speravo ancora e mi sbagliavo, ed anche questo lo sapevo.<br />
Sbagliarsi di continuo senza apprendere quel poco che solo può salvarti dal ripetersi karmico di eventi dissonanti nella musica che l’orchestra del tuo essere compone tuo malgrado, o forse no.<br />
Arriva un treno merci e fa tanto chiasso, come fosse il personaggio di una commedia dialettale, fischiando coraggioso tra i binari addormentati da cui scappano uccelli scuri ch’erano come appollaiati in attesa di un qualche regalo del mattino, che intanto scorreva a tratti nella mia mente indugiando tra i ricordi che incontrava.<br />
La carta stropicciata del giornale vecchio di ieri sul tavolino metallico, sporco delle tazze dei clienti precedenti e mai pulito prima, mi guarda e cerca di dirmi qualcosa che non mi riguarda più, o forse sì.<br />
Guardo quella notizia di due giorni prima e poi spengo la tv che continuo a guardare per inerzia immaginaria di quell’abitudine che non può ricrearsi, ma ci prova.<br />
Dove sono ora? E che sto aspettando ancora qua, deluso dal mancato ripetersi del tempo che ho dato per scontato?<br />
Guardo il colore grigio delle notizie confermato dalle brutte facce di quella cronaca di provincia e poi trasale il mio stupore nell’accorgermi di conoscere qualcosa.<br />
Ma sarà la circostanza inevitabile del mio stato d’animo o l’effettiva realtà di quel che leggo a riportarmi in vita?<br />
Qua dicono che un pirata della strada l’ha travolta spegnendone la vita a quella poveretta.<br />
E poi che ci faceva lei a quell’ora in strada sola ?<br />
Ed io dov’ero se non a bere al bar per scollarmi di dosso quei ricordi e buttarli per sempre nel secchio del passato?<br />
Leggo il suo nome che corrisponde con quello che ho in testa e che fa male.<br />
Sei scappata via dopo un litigio ch’era l’ultimo, anche per te.<br />
Poi hai trovato qualcuno che ti ha portato via, per sempre.<br />
Ed io dov’ero allora?<br />
Ora ricordo quando tutto finì ed io mi misi al tavolo, a bere e dissi quella frase.<br />
Sono le due.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong> <br />
3. Lo scoppio</strong>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Tutto poi si ferma per poi ricominciare come una moviola che davanti al video guarda spettatori affascinati che cercano una causa od una scusa per poter capire un fallo od un rigore.<br />
Riprendo a respirare e mi accorgo che s’è rinfrescata l’aria grazie al vento che ora cambia direzione e benedice l’affollata sala d’attesa, là in stazione.<br />
Arriva il tuo treno e non è più quello giusto.<br />
Scorre il tempo, ora.<br />
Tutto fila liscio come prima di quella notizia.<br />
Ma a me scoppia la testa intanto perché non ho più cercato il pianto da tanti anni che non ricordo più.<br />
Non posso far uscir le lacrime perché non ricordo più il dolore necessario a chiamarne una.<br />
E invece scoppia quel dolore dentro di un qualcosa che non può più aspettare.<br />
Scoppia, fa male, come aguzzi spilli infilati dentro il cervello fresco sul tavolo del macellaio che ha già scuoiato viva la tua pelle e l’ha stesa là davanti ad asciugare, mentre tu contempli quell’opera tremenda e senti che non c’è più nulla da reclamare a Dio per una vita che non ti restituirà più.<br />
Per una possibilità che non potrai più avere, di redimere le colpe che hai commesso dinnanzi a colei che ancora ami, e che sapevi di amare quando l’hai cacciata da te come una nemica del tuo cuore.<br />
Scoppia la testa. In caduta libera un cocomero che si infrange su una scogliera irta mentre il mare ne bagna i pezzi con la schiuma bianca dei ricordi. Ora lo sento.<br />
Lo scoppio.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> <br />
<strong>4. L’anima</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><br />
</strong>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Cos’è l’anima per poterla ricordare?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">E cosa è possibile dirle per farla ritornare?<br />
Cosa si può accendere in suo ricordo? Forse un lumicino od una candela dentro quella chiesa in cui ti trovi ora?<br />
Forse funziona.<br />
Mentre mi accosto alla luminaria sento l’odore di quella cera che restava incollata da bambino tra le mie mani, mentre continuavo a giocare trascurando l’omelia ed i sermoni e mia madre dolcemente mi guardava, seduta al mio fianco ed a quello del marito.<br />
Tocco la fiamma della candela e sento a stento il dolore che mi arriva e spero che in qualche modo serva ad espiare quel che non riesco più a dimenticare.<br />
Cos’è l’anima che tutti dicono albergare dentro il corpo, salvo poi nascondersi tra veli incolori e macchiarsi dei peccati d’ogni sorta di quell’uomo che la priva dell’ascolto e ne ignora l’esistenza?<br />
Dov’è la mia anima se è vero che ne ho una per potergli parlare e chiedere dov’era, quando ho commesso quell’errore, l’ultimo fatale di una serie lunga e inestinguibile che mi porta qui dentro a questa chiesa per trovare un luogo vero, oppure no.<br />
Mi sente e tace per poter esistere, che s’esistesse dovrei ucciderla di nuovo, lei, colpevole di quello che ho compiuto. Lei che poteva fermare la mia mano e tacere la mia bocca, chiuderla a quello che volevo bere per dimenticare.<br />
Dov’era quando un’ora dopo su quell’auto, ubriaco e senza senso alcuno, pigiavo su quell’acceleratore fino ad investire l’unica ragione della mia stupida vita assicurandole per sempre il rimorso eterno? Dov’era?<br />
L’Anima.<br />
 <br />
<strong>5. Pena</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong></strong><br />
Dove mi trovo ora e perché ci son finito?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Corro verso la porta ed esco dalla chiesa, la strada è piena di sconosciuti che non contano più, né mai avrebbero potuto riconoscermi.<br />
O forse avrei potuto riconoscerne uno, almeno uno e salutarlo, prima di tornare alla stazione e buttarmi sotto quel treno delle ore dieci e trenta, trovando le rotaie ad attendermi, calde e lucide sotto il sole fiammeggiante di una giornata di agosto.<br />
Pena di quel reato che ho scontato in quelle ore.<br />
Pena che non ho trovato perché il treno s’è bloccato davanti ai miei occhi terrorizzati e lucidi com’era lucido il ricordo di lei che mi guardava sorridendomi ancora.<br />
Pena che ho cercato invano per poi accorgermi ch’era troppo facile per me.<br />
Mi raccolsero, salvo per miracolo sorridendomi felici per la festa che quel giorno sarebbe cominciata al paese di cui so bene il nome.<br />
Sorridevano al matto che aveva scelto di uccidersi nel giorno del patrono e trovarono la scusa per tornare a credere a quel Dio che non conosco e che forse mai prima d’ora avevo visto.<br />
Mi salvi o sono io lo stupido che ho scelto il momento sbagliato per regolare i conti con me stesso?<br />
Mi cerchi e mi trovi cambiato dentro il cuore sconsolato di un pentito della vita che s’accorge che è cresciuto?<br />
La pena l’ho trovata.<br />
Ed è questa che davanti al giudice che legge la sentenza e mi condanna del reato che c’è stato e di certo l’ho commesso, in pena a quell’orgoglio che l’alcol mi ha instillato, illudendomi per sempre che avrei dimenticato.<br />
E penso che quel che ho confessato sia stata l’unica cosa vera di tutta la mia vita.<br />
Pena.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Missione Milano, militari in pattuglia di notte]]></title>
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<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 15:53:28 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[I primi soldati arriveranno già in fine settimana e da lunedì le prime pattuglie, rigorosamente a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>I primi soldati arriveranno già in fine settimana e da lunedì le prime pattuglie, rigorosamente a piedi saranno già in strada. Poi la settimana prossima il contingente raggiungerà la quota prevista di 424 unità e dall’11 agosto l’intera «operazione» sarà a regime, arrivando a presidiare 20 obiettivi sensibili, tra zone a rischio criminalità e possibili bersaglio del terrorismo.Ieri mattina al termine dell’incontro in prefettura, servito per mettere a punto l’operazione, Gian Valerio Lombardi, Riccardo De Corato, vicesindaco, e il colonnello Vincenzo Stella hanno tracciato i dettagli dell’operazione. A cominciare dai militari. Prima di tutto i 224 del Reggimento Artiglieria a Cavallo Voloire, alloggiato alla caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti. Tra domani e dopodomani, arriveranno 100 carristi della 132ª Brigata corazzata Ariete di stanza a Cordenons in Friuli, seguiti la settimana prossima da altri 100 militari del 10° Reggimento Genio Guastatori, acquartierati a Cremona. Tutti ospitati alla Perrucchetti.«Il metodo d’impiego è già stato annunciato da tempo - ha esordito De Corato - ci saranno due soldati, armati solo della pistola d’ordinanza niente mitra o fucili. Le cosiddette “armi lunghe” infatti saranno impiegate esclusivamente nei servizi di guardia a obiettivi fissi. Affiancheranno un poliziotto o carabinieri e si appoggeranno a una Land Rover Defender e una volante. <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280010</p>
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<title><![CDATA[Militari di pattuglia al Duomo e di notte]]></title>
<link>http://httearch.wordpress.com/?p=18</link>
<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 15:02:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>httearch</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quartieri difficili da pattugliare a piedi e di notte e obiettivi a rischio terrorismo. Ecco la dest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Quartieri difficili da pattugliare a piedi e di notte e obiettivi a rischio terrorismo. Ecco la destinazione dei 424 soldati, dispiegati già da lunedì sulle strade milanesi. I primi arriveranno infatti tra domani e dopodomani mentre la settimana prossima verranno raggiunti dagli ultimi contingenti in modo di completare il dispiegamento sul territorio entro l’11 agosto. Lo hanno comunicato ieri il prefetto Gian Valerio Lombardi e il vicesindaco Riccardo De Corato. Ottanta militari saranno assegnati al presidio del Cpt di via Corelli, 170 al pattugliamento delle zone più a rischio della città, come Baggio, Centrale e via Padova, e i restanti 174 vigileranno su sinagoghe, consolati e chiese, prima tra tutti il Duomo. Le pattuglie a piedi saranno miste, due militari e un poliziotto o carabiniere, mentre i posti di vigilanza fissi, saranno presidiati solo dai soldati.<br />
	 <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279923</p>
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