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	<title>niffoi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/niffoi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "niffoi"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 10:51:19 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[sogni e incubi]]></title>
<link>http://animalcafe.wordpress.com/?p=31</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 23:14:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>animalcafe</dc:creator>
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<description><![CDATA[
incubo uno.
&#8220;ma guarda che casino! vivi circondato dal disordine, libri, chitarre, mutande, i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone" src="http://www.gaetano-mainenti.com/Lezioni/2006-2007/lezione7/media/Kiss%20close%20up%20web_1_1.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>incubo uno.</strong><br />
"ma guarda che casino! vivi circondato dal disordine, libri, chitarre, mutande, il posacenere pieno di cicche, appunti, cazzo ci sono appunti dappertutto".<br />
"mmmm?"<br />
"eppoi guarda qui, ci sono i conigli sotto il letto ... ma quando pulisci?"</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>sogno uno incubo due.</strong><br />
sono in ritardo. cazzo se sono in ritardo. Lucia l'ho conosciuta alla festa di Matteo. Non è bella come Simona, ma bacia benissimo. Erano secoli che non trovavo una che baciava così. Dà di qui baci là che spazzano via il tempo, che non ti accorgi dove sei o chi ti guarda.<br />
mentre provi ad infilarle le mani dappertutto.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi le ti scansa, con quel sorriso da donna-bimba - urlante, ululante, sirenaico, se si può dire.<br />
Lei ti scansa, e ti dice, con un filo di voce - un filo di voce amaranto, che ti strappa via dal fondo di barile di corpo che hai anche l'ultimo spasimo di desiderio, e lo concentra su di se.</p>
<p style="text-align:justify;">Proprio con quel filo di voce, ti dice: "devo andare".</p>
<p style="text-align:justify;">Se ne va. Guardo l'orologio. E' tardissimo. La mia vita brulla e umidiccia mi riscivola addosso.<br />
Cazzo, oggi alla prima ora c'è Lui.<br />
Sono in ritardo.<br />
In ritardissimo.<br />
Oggi alla prima ora c'ho Niffoi.<br />
Entro in classe.<br />
"Buongiorno, scusi, il tram ha fatto tardi".</p>
<p style="text-align:justify;">E' tardissimo, sono imbranato. Sbatto sul banco di Giovanni, sempre in mezzo. Giulia sghignazza di me. Sento lo sguardo al coltello del prof. che mi scava la schiena, la nuca, le cervella.<br />
Non faccio neanche a tempo a sedermi, che mi riacchiappa tirandomi per il nome.<br />
"Vieni alla lavagna" scandisce con quell'italiano ristretto da un distillato d'accento made in barbagia.</p>
<p style="text-align:justify;">"Hai studiato il capitolo sulle purezze?"<br />
Oh cazzo. No. Non l'ho studiato.<br />
E' la fine, stavolta mi bocciano. Siamo a maggio.<br />
stavolta i miei mi uccideranno davvero.<br />
Non l'ho studiato il capitolo sulle purezze.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>sogno due.</strong><br />
perché ti ostini a voler essere consapevole? perchè anche adesso - cazzo è mezzanotte e mezza! - ti rompi la testa con questa paranoia pazzesca?<br />
io ti ho conosciuta inconsapevole. eri bella quando eri inconsapevole, e io non avevo la barba e avevo tutti i capelli.</p>
<p style="text-align:justify;">è passato tanto tempo. ma poche cose sono diverse. poche cose importanti. il peso delle convenzioni, ad esempio. Il peso delle convenzioni nella tua vita. E' aumentato.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa maledetta smania, questa follia di dovere essere come i nostri genitori vorrebbero, come vorrebbe il buon senso, come vorrebbe la società.<br />
eppure sei tu che mi hai insegnato che la felicità di una persona la puoi misurare, calcolando lo scarto che c'è tra i suoi sogni e i progetti pensati per lei dagli altri.<br />
E quando mi hai detto queste cose hai anche aggiunto, quasi sospirando: "mi sembra quasi impossibile che una persona sana di mente possa desiderare davvero di diventare ciò che questo mondo ci chiede di essere".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'anti-Niffoi, il buon senso della Zanicchi e il mio ritorno in piscina.]]></title>
<link>http://animalcafe.wordpress.com/2008/04/05/lanti-niffoi-il-buon-senso-della-zanicchi-e-il-mio-ritorno-in-piscina/</link>
<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 11:56:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>animalcafe</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Ieri alle invasioni barbariche c&#8217;era ospiste pure il Flavio Soriga di Sardegna Blues, libro-r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify;"><a href="http://www.nuraio.it/sardiniablues.php"><img src="http://www.nuraio.it/immagini/nura5.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Ieri alle <span style="font-weight:bold;">invasioni barbariche</span> c'era ospiste pure il <span style="font-weight:bold;">Flavio Soriga</span> di Sardegna Blues, libro-romanzo-sberleffo-gioco che ho letto in meno di 36 ore. Tutto d'un fiato, come quando ho fame, oppure fretta, oppure sono eccessivamente curioso. La <span style="font-weight:bold;">sintonia </span>è la parola chiave del mio momentaneo rapporto con quel libro. Mi ci sono rivisto: i free drink in riva al mare, i viaggi per mezza europa con biglietti a basso costo, la sofferenza arrabbiata e furibonda che ti monta dopo la fine di una storia, l'ironia bruciante, salvifica, dissacrante, il colore pastello della provincia che mi ha costruito, cocciuto determinato, pauroso e marino.<br />
Eppoi, lo sguardo divertito verso certi sardi che scendono dai monti, convinti di essere portatori di una cultura superiore, e invece sono solo dei comici involontari, imbottiti come li vedi in un'idea dell'identità intesa come fatto estetico, e non come valore aggiunto per vivere positivamente la sfida del mondo, mordendolo.<br />
In tutto questo <span style="font-weight:bold;">Soriga </span>è karmico, nel senso che un pò è bravo, un pò si è trovato a vivere-scrivere-pubblicare in un momento storico in cui la Sardegna, e ciò che in Sardegna si scrive e si suona, fa notizia, incuriosisce, riempie le pagine dei giornali e dei rotocalchi nazionali.<br />
Il talento è anche esserci. Indubbiamente. Ma non basta.<br />
E infatti c'è il libro che è fresco, ironico, ferocemente ironico. Che io non ne potevo più del pathos di Niffoi, delle sue sparate naziste, tipo che la Sardegna vera è la Barbagia.<br />
I giornali o le case editrici, parlando di Soriga l'hanno definito l'<span style="font-weight:bold;">anti-Niffoi. </span><br />
Un pò è vero. Un pò anche io mi dimetto da sardo, se esserlo significa doversi sorbire certe elucrubazioni sull'identità che farebbero impallidire i formalismi burocratici della Sardegna barocca.</p>
<p>In tutto questo, comunque, c'entra e non centra, una parte considerevole di Italiani ri-voterà Berlusconi, settantuno anni, porca puttana.<br />
Io non sono mai stato anti-berlusconiano di quelli con gli occhi rossi, che gli venivano le convulsioni quando passavano davanti alla Standa.<br />
Lasciamo anche stare che cosa accidenti ha fatto in cinque anni (nulla o quasi).<br />
Conta cosa diceva la <span style="font-weight:bold;">Zanicchi </span>nel 2001: "votiamolo, vediamo cosa fa, e se fa male, non lo votiamo più".<br />
Quella dichiarazione valse più di 200 spot televisivi.<br />
Anche la <span style="font-weight:bold;">casalinga di Voghera</span> decise di incatenarsi davanti agli studi Mediaset per protestare contro una Zanicchi che col suo ragionare piccolo-borghese-casalinguico, rischiava di mettere in difficoltà la sua reputazione e il suo ruolo ormai decennale.</p>
<p>Per non soccombere di tristezza, vado in piscina a fare nuoto libero.<br />
E scopro che il sabato ci sono due francesi un pò ciccioni  e molte ragazze carine, che non sanno nuotare tanto bene.<br />
Dunque, dopo mesi e mesi di gare con signore over-50, il sabato mi spacco a fare slalom tra galinelle giovanissime, che son sicuro si emozionano e rimangono colpite dal mio rumoroso sopraggiungere sulle ali del mio delifino imprendibile, che viene fuori dall'acqua con una potenza identitaria, che mi rende prezioso almenoquanto la nouvelle vougue(ra) sarda.</p>
</div>
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<title><![CDATA[La concessione dell'italianità]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/03/06/la-concessione-dellitalianita/</link>
<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 00:23:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
<guid>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/03/06/la-concessione-dellitalianita/</guid>
<description><![CDATA[Sul blog Carmilla, Gianluca Bavagnoli ha raccontato di recente il Sardinia Blues di Flavio Soriga. T]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sul blog <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2008/03/002558.html">Carmilla</a>, Gianluca Bavagnoli ha raccontato di recente il Sardinia Blues di Flavio Soriga. Tra l'altro, scrive:</p>
<blockquote><p>Per concludere, Cristina Taglietti, sul “Corriere” del 21 gennaio, lo inscrive [intende Soriga] con merito nel cosiddetto rinascimento sardo – seppur così vario per tematiche, stile e uso della lingua – a fianco di Milena Agus, Salvatore Niffoi e Marcello Fois, dimenticando però scrittori come Todde, “l’immigrato” Carlotto, Angioni, Marrocu e Abate (che su “Tuttolibri” Sergio Pent non omette). Ma è giusto parlare di rinascimento sardo per scrittori così diversi? Non si rischia di fare un passo indietro, e di fare irritare Flavio Soriga? Una cosa è certa: non sarebbe male cominciare a parlare di scrittori italiani, bravi o meno, più o meno interessanti e di ampio respiro.</p></blockquote>
<p><!--more--><br />
Il lungo resoconto di Bavagnoli, chiaramente senza pretese, non lascia spazio alcuno al fenomeno (più o meno apprezzabile) dell'ultima letteratura e narrativa prodotta dagli autori isolani. Liquida tutto con un (altrezzanto) plausibile "iniziare a parlare di scrittori italiani". Non c'è traccia, insomma, di ciò che è necessario inscrivere alla base del successo attuale di autori come Soriga (appunto), Milena Agus o Salvatore Niffoi. Che si tratti di autori italiani non c'è dubbio, pertanto non si capisce bene cosa si attenda.<br />
Per chiarire la mancanza di lucidità che compare spesso in valutazioni di questo tipo, è interessante fare attenzione a ciò che ricorda Mario Cubeddu in <a href="http://www.manifestosardo.org/?p=415">Scrittori sardi. La ricetta del successo</a>.<br />
Alcuni dei punti più interessanti messi in luce:<br />
1. L'entrata nel mercato culturale deli autori attuali è più calcata rispetto al passato: l’editore guadagna migliaia di euro. Si tratta di un elemento preliminare, in quanto i seguenti punti rappresentano le cause di questo meccanismo di tipo economico, e al tempo stesso si trasformano in altrettanto rilevanti effetti.<br />
2. Il ruolo svolto dall'editore <a href="http://www.edizionimaestrale.com/">Il Maestrale</a> e da Nuoro che riesce a marcare un’identità sarda a livello nazionale senza complessi di inferiorità.<br />
3. L'attenzione da parte della critica e dei lettori italiani ed europei. Seppure tutto inizi con Sergio Atzeni, come riconosce Cubeddu, a lui non venne certamente rivolta la stessa attenzione in un recente passato. In appendice a questo punto (come elemento di novità) si inscrive anche l’intesa senza precedenti creatasi tra i narratori isolani e la politica regionale.<br />
4. Altro elemento di discontnuità rispetto al passato è chiaramente la qualità delle opere letterarie in questione, considerate, ad esempio, da un punto di vista stilistico in modo indipendente dal contesto o da altri aspetti sociali ed economici.<br />
Scrive Cubeddu:</p>
<blockquote><p>Dietro questo successo degli scrittori sardi c’è anche l’attenzione di un pubblico nuovo. Il poeta improvvisatore chiamava a sé nella piazza tutta la comunità. Si può azzardare il parallelo con le folle di giovani che accorrono alle presentazioni delle nuove uscite letterarie, così come ai vari festival che si tengono in diversi paesi e città? La Sardegna è notoriamente una terra di forti lettori. Di giornali, tanto come di libri. Qualcuno dovrà spiegare, prima o poi, come mai ha anche la scuola che respinge più alunni.</p></blockquote>
<p>Le considerazioni di Cubeddu, è vero, salvano in qualche misura dalla confusione generata dai partiti pro o contro nouvelle vague che aleggiano nei giornali come nei blog.</p>
<p>Valutazioni attendibili e credibili sul ruolo svolto dall'attuale condizione dei mezzi di comunicazione (vedi la circolazione delle idee e delle informazioni, anche librarie e libresche, per mezzo della rete) e prese di coscienza affini sono immancabilmente rimandate alla prossima puntata. Superficialità permettendo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Da Salvatore Niffoi a Flavio Soriga: morte e rinascita degli stereotipi]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/01/20/da-salvatore-niffoi-a-flavio-soriga-morte-e-rinascita-degli-stereotipi/</link>
<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 14:08:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fu così che dopo Diavoli di Nuraiò (Il Maestrale) e Neropioggia (Garzanti), e dopo i dichiarati 5 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Fu così che dopo <i><a href="http://www.filologiasarda.eu/catalogo/autori/opera.php?codice=o16074">Diavoli di Nuraiò</a></i> (Il Maestrale) e <i><a href="http://ilmioviaggio.splinder.com/post/7126751/Flavio+Soriga">Neropioggia</a></i> (Garzanti), e dopo i dichiarati 5 anni di attesa, <a href="http://www.nuraio.it/">Flavio Soriga</a>, nato ad <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uta_%28Cagliari%29">Uta</a> nella dimenticata provincia di Cagliari, nel 1975, <a href="http://nocturama.wordpress.com/2008/01/05/intervista-a-flavio-soriga/">tornò in libreria</a> con <i>Sardinia Blues</i>. Bisognerebbe parlarne, perché, che piaccia o no, la strana sensazione nel leggere un romanzo Bompiani firmato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/S%27Archittu">S’Archittu</a>, per chi <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/5/57/S%27archittu.jpg">quelle spiagge</a> non le ha semplicemente viste una sera di tanti anni fa nella <a href="http://www.bbholidayhouse.it/aristanis/sarchittu.jpg">cartolina</a> ricevuta da lontano in una stanza di città, e certe sere di maggio le ha vissute come il Davide del romanzo, in un’isola che ha l’odore impossibile della terra bagnata e un cielo di rumori, più distante dai superhotel di un superagosto di un supermilionario russo, che piaccia o no, non è una sensazione da poco leggere un romanzo Bompiani ambientato nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montiferru">Montiferru</a>. Anche alla faccia delle recenti unioni dei comuni sulle quali tanto fanno peso e affidamento i politici locali, si direbbe; alla faccia della «<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sardegna">Sardegna</a> ancestrale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Niffoi">Salvatore Niffoi</a>» o di «quella noir di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Fois">Marcello Fois</a>», come <a href="http://subarralliccu.files.wordpress.com/2008/01/soriga_laltra-faccia-della-sardegna-il-venerdi-04-01-08.jpg">l’ha definita Lara Crinò sul Venerdì di Repubblica</a>, o di «quella spagnoleggiante e malarica di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Todde">Giorgio Todde</a>». Perché Soriga «coglierebbe lo stordimento di questa gioventù azzerando gli stereotipi. E facendo del suo romanzo l’inno a un’altra Sardegna, <a href="http://pisolandia.splinder.com/post/13553411">distante anni luce dalla Costa Smeralda</a>». Criticabile, generazionale, una storiella di poco conto: che fa ripensare agli anni ’90, a queste nostre vite di provincia da tempo un po’ ancestrali, misteriose, un po’ antiche, e adesso anche un po’ blues.</p>
]]></content:encoded>
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