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	<title>nicola-gratteri &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "nicola-gratteri"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 10:40:23 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[L'affare rifiuti e le mafie globali]]></title>
<link>http://andreasferrella.wordpress.com/?p=130</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 18:55:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Sferrella</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 

Fine degli anni &#8216;70; la criminalità organizzata dà il via al suo mutamento, cambia il le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://andreasferrella.files.wordpress.com/2008/06/affare-rifiuti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-131 aligncenter" src="http://andreasferrella.wordpress.com/files/2008/06/affare-rifiuti.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Fine degli anni '70; la criminalità organizzata dà il via al suo mutamento, cambia il legame con il territorio, cambiano le strategie; la camorra alza il tiro. Dal traffico internazionale di droga scaturiscono enormi flussi di denaro che permettono ai clan di aumentare la propria capacità gestionale, continua l'estorsione, continua lo sfruttamento della prostituzione, continuano i crimini tradizionali, ma l'attenzione dei vertici si sposta sugli affari; enormi somme di denaro vengono non solo riciclate attraverso attività lecite, ma reinvestite sul mercato in modo da generare profitti sterminati.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche la criminalità organizzata punta al mercato globale, due volte globale per la eterogeneità delle sue forme e per l'estensione della sua gestione territoriale.</p>
<p style="text-align:justify;">Con la crescita della consapevolezza ambientalista cresce anche l'interesse della malavita per l'affare rifiuti, la camorra si inserisce nel percorso raccolta-stocaggio-smaltimento e lo gestisce direttamente. L'imprenditoria ha bisogno di smaltire i rifiuti, ovviamente ha interesse a pagare il prezzo più basso possibile. La camorra gestisce l'intero ciclo a prezzi ridotti, si impadronisce di ciò che rappresenta un intralcio per la produzione industriale e lo trasforma in ricchezza. Tutto questo causa un effetto collaterale devastante, l'alterazione del mercato. L'impresa che appalta lo smaltimento ad organizzazioni legali è costretta a dover pagare prezzi più alti, trovandosi quindi in una posizione sfavorevole rispetto ai suoi diretti concorrenti, il risultato di questo circolo perverso è che tutte le imprese finiscono per appaltare, più o meno consapevolmente, lo smaltimento dei rifiuti alla camorra.</p>
<p style="text-align:justify;">Le fonti di guadagno della camorra non terminano qui, per la verità sembrano non terminare mai. Una sorta di ciclo infinito. Un ciclo formato da vari passaggi, come fossero le mani di un poker, un poker in cui la camorra vince sempre e non passa mai. Così ai rifiuti si affianca il calcestruzzo e l'edilizia. Inoltre spesso gli interessi convergono verso la stessa zona, verso lo stesso buco. Un buco sul quale la camorra guadagna tre volte; la prima con i movimenti terra, la seconda con lo sversamento dei rifiuti e la terza con l'edificazione, sugli stessi terreni, di costruzioni abusive.</p>
<p style="text-align:justify;">Il clan dei Casalesi, in particolare la famiglia Zagaria, è, secondo la direzione distrettuale antimafia di Napoli, l'impresa più forte nella gestione dei movimenti terra a livello nazionale. Tutto questo come fosse nulla, sotto lo sguardo di uno stato assente o presente a intermittenza, che prima osserva tacitamente e poi addirittura condona. Niente di più sbagliato credere che il binomio rifiuti-camorra sia una questione tutta campana, la maggior parte dei rifiuti tossici presenti nel casertano o nella zona di Pianura  arrivano dal nord, spesso dal ricco nord-est, dal triveneto, magari pure scortati da qualche insulto razzista. La verità è che le province di Napoli e Caserta sono "pattumiere nazionali", zone franche in cui riversare tutto ciò che non può stare altrove, il territorio della provincia di Caserta è quello con il maggior numero di discariche abusive in Europa.</p>
<p style="text-align:justify;">Il poker continua e la malavita vince sempre. Approfittando dei numerosi viaggi dei tir per il carico dei rifiuti, la malavita prende contatto con il territorio, organizza lo spaccio di materiali e stupefacenti. Spesso la criminalità organizzata entra in un territorio attraverso la cosiddetta "triangolazione". Questo processo consente di far circolare materiale tra due ditte che non potrebbero entrare in contatto tra loro, attraverso il passaggio intermedio per un'organizzazione "pulita", la quale attraverso la falsificazione dei documenti riesce a rendere possibile il transito delle merci. E' importante sottolineare, inoltre, che in materia di reati contro l'ambiente esistono un gran numero di norme non concatenate tra loro, la presenza di una normativa poco chiara costituisce un vantaggio importante per chi punta a delinquere. La produzione legislativa è importante così come il coordinamento tra le istituzioni, però è altrattanto importante la cultura e il livello d'informazione della società civile.</p>
<p style="text-align:justify;">E' necessario, inoltre, stabilire nuovi criteri di progettazione industriale che tengano conto dei danni procurati all'ambiente, procedendo, attraverso le valutazioni d'impatto ambientale, alla previsione delle possibili ripercussioni sull'ecosistema. Uno degli intralci sul percorso di comprensione delle dinamiche della criminalità organizzata è rappresentato dal fatto che tutti noi abbiamo sempre concepito la mafia come un fenomeno cultural-territoriale. La mafia è un fenomeno globale, ha addirittura anticipato la globalizzazione e probabilmente è riuscita a farlo anche grazie a questa incapacità di analisi della società civile.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo di fronte ad un fenomeno delittuoso in ascesa, negli ultimi dodici anni sono state accertate 321 mila infrazioni contro l'ambiente. L'affare rifiuti inizia ad avere un impatto significativo nell'89  quando i Casalesi prendono contatti con il territorio di Pianura, un territorio che, nonostante abbia ottenuto da poco l'attenzione mediatica del paese, è da molti anni il vero e proprio centro dell'affare rifiuti. Un territorio ormai distrutto, concimato dai rifiuti tossici e mai bonificato.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi si parla di "ecomafie". Il fatto stesso che sia stato creato un neologismo per descrivere il fenomeno la dice lunga sulle dimensioni dello stesso. Sul territorio nazionale sono presenti 469 mila edifici abusivi edificati. Lo scempio del territorio è stato compiuto.</p>
<p style="text-align:justify;">C'è un solo, unico motivo che spinge le mafie a tutto ciò, il più classico: il dio denaro. L'unico punto di riferimento della criminalità organizzata è il business. Traffico internazionale di armi e droga, estorsioni, usura, riciclaggio, tutto questo genera una mole di profitti sterminata. Il bilancio delle mafie sembra una finanziaria dello stato, un giro d'affari di 90 miliardi di euro, 36 miliardi solo in mano alla ‘ndrangheta. Parliamo di masse di denaro smisurate, ma parliamo soprattutto di un fatto fondamentale, la mafia si è liberata del suo status originario, oggi indossa abiti firmati, parla inglese, è in grado di operare sul mercato globale.  Le mafia è entrata negli affari leciti, è tra di noi. La mafia di oggi è meno riconoscibile ed è più pericolosa. Questo è il punto fondamentale, finché si continuerà a considerare la mafia come una piaga esclusivamente meridionale, finché si crederà che questo problema non ci riguarda direttamente, non ci saranno giudici, magistrati, non ci saranno scorte, non ci saranno leggi che riusciranno a sconfiggere questa ulcera sociale devastante.</p>
<p style="text-align:justify;">In Calabria, oggi, ci sono soltanto 1.900.000 abitanti, il che significa che 1 su 4 o è affilato o è colluso con la ‘ndrangheta. Questo significa che quel territorio è stato già spremuto, questo significa che la mafia ha già varcato i confini, è già in Europa, è già in Italia, ha già preso contatti con le nuove mafie dell'est europeo e con quelle cinesi. Oggi più che mai è necessario parlare di mafie. Oggi più che mai è necessaria una risposta decisa dello stato. Troppe volte la magistratura e le forze dell'ordine sono rimaste sole a combattere contro un nemico troppo grande per essere sfidato in solitudine. Troppe volte la politica ha abbandonato chi rischia la vita per lo stato e chi l'ha persa.</p>
<p style="text-align:justify;">E' fondamentale un intervento legislativo, bisogna arrivare ai beni finanziari, stroncare il flusso di denaro. Ma anche questo non basta, se non avviene un altro passo fondamentale, lo scollamento definitivo tra le mafie e la società civile. Tutti questi punti, necessari a far sì che si possa sconfiggere la mafia, sono solo anelli di una catena. Sono complementari ma non autosufficienti, il che significa che il buon lavoro di un singolo anello è pressoché nullo se anche gli altri anelli della catena non partecipano alla lotta. Ovviamente esistono anelli più importanti di altri, potremmo definirli anelli portanti. Uno su tutti: la politica. La politica deve guardarsi dentro, modificare le sue dinamiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Nicola Gratteri, Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, un giorno disse: "la ‘ndrangheta sta col centro-destra e col centro-sinistra, ma non sta mai all'opposizione". La politica deve privarsi del marcio, finché esisteranno i collusi e finché esisterà lo stato nello stato anche la mafia continuerà ad esistere e la sua, è un'esistenza da protagonista.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
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