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	<title>narrazioni-moderne &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/narrazioni-moderne/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "narrazioni-moderne"</description>
	<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 19:35:59 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Memento]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/02/25/memento/</link>
<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 23:53:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
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<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/r3yy0-Wl0VQ'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/r3yy0-Wl0VQ&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Così si spensero le luci]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/02/15/cosi-si-spensero-le-luci/</link>
<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 13:51:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alle 17 dì venerdì 15 febbraio, Caterpillar su Rai Radio2: così avvenne che alle 18 si spensero ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Alle 17 dì venerdì 15 febbraio, Caterpillar su Rai Radio2: così avvenne che alle 18 si spensero tutte le luci. La quarta edizione della campagna lanciata dai microfoni di Caterpillar, «M’illumino di meno», ha portato alla <strong>Giornata del Risparmio Energetico</strong> patrocinata dal Parlamento Europeo, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Scrive <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&#38;ID_articolo=582&#38;ID_sezione=76&#38;sezione=Ambiente">La Stampa</a> il 15 febbraio:</p>
<blockquote><p>Una gara a «chi spegne di più» - nel giorno precedente l’anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto - che ha superato i confini di Radio2, contagiando il vecchio continente: un grande «silenzio energetico» che scenderà sull’Europa per ricordare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio.</p>
<p>«La radio - dice il direttore di Radio2, Sergio Valzania - non si vede, ha una vita riservata, le manca l’attitudine invadente e chiassosa della televisione. Le poche volte che decide di presentarsi dimostra uno stile deciso e un forte senso della necessità La radio si mostra in modo serio e meditato, al termine di un itinerario di lavoro, senza sguaiataggini ma con il senso del mondo. [...] Lo spegnersi delle luci nelle case, nei palazzi e attorno ai monumenti maggiori di tutto il continente diviene il fatto discreto nel quale la radio si mostra e attorno al quale convoca l’attenzione del suo pubblico, in questa occasione testimone problematico di fronte a tutta la società».</p>
<p>[...]</p>
<p>Nel nostro Paese rimarranno simbolicamente al buio tutte le più grandi città d’Italia e centinaia di piccoli comuni: si spegneranno l’Arena di Verona, la Mole Antonelliana e Piazza Castello a Torino, Piazza San Marco a Venezia, Piazzale Michelangelo a Firenze, il Maschio Angioino a Napoli, Piazza Maggiore a Bologna, il Duomo e Piazza della Scala a Milano, Piazza dei Miracoli a Pisa, Piazza del Campo a Siena, Piazza della Libertà a Bari, la Valle dei Templi ad Agrigento, la Fontana Maggiore a Perugia, il Teatro Massimo a Palermo, i castelli della Valle d’Aosta.</p>
<p>[...]</p>
<p>Ma, al di là delle adesioni ufficiali, l’invito è rivolto a tutti: per questo Massimo Cirri e Filippo Solibello, i conduttori di Caterpillar, dagli studi di Milano chiederanno agli ascoltatori di dimostrare come il risparmio sia una possibilità concreta e reale a cui attingere oggi stesso per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e tutto il pianeta. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 15 febbraio 2008 a partire dalle ore 18. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, società sportive, istituzioni, associazioni di volontariato, università, commercianti e artigiani saranno così uniti da una sorta di gara a chi risparmia di più: una gara che lo scorso anno ha prodotto -secondo i dati di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale- un minor assorbimento di potenza sulla rete elettrica nazionale pari a circa 300 megawatt, equivalente al consumo di 5 milioni di lampadine. E tutto questo solo nei primi cinque minuti della messa in onda della trasmissione.</p>
<p>Nell’avvicinamento al 15 febbraio, Caterpillar ha inoltre dato voce al racconto delle idee più interessanti e innovative per razionalizzare i consumi d’energia, dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per tagliare gli sprechi. Sul sito internet del programma <a target="_blank" href="http://www.caterueb.rai.it/" class="linkblu">www.caterueb.rai.it</a>, è possibile consultare le adesioni finora pervenute e aggiungere la propria, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata, in modo che servano da esempio e possano essere riprodotte dagli altri.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hai due mucche]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/?p=63</link>
<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 10:23:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
<guid>http://ilcalzolaio.wordpress.com/?p=63</guid>
<description><![CDATA[Gira via mail una semplice e pratica lezione di politica economica. 
SOCIALISMO:
Hai 2 mucche. Il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight:bold;">Gira via mail una semplice e pratica lezione di politica economica. </span></p>
<p><span style="font-weight:bold;">SOCIALISMO:</span><br />
Hai 2 mucche. Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.</p>
<p><!--more--></p>
<p><span style="font-weight:bold;">COMUNISMO TEORICO:</span><br />
Non puoi avere 2 mucche. Le mucche sono di tutti ed il latte si divide equamente secondo criteri condivisi.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">COMUNISMO REALE:</span><br />
Hai 2 mucche. Il governo te le prende e ti fornisce, a sua discrezione, il necessario per vivere.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">FASCISMO:</span><br />
Hai 2 mucche. Il governo te le confisca e ti vende il latte.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">NAZISMO:</span><br />
Hai 2 mucche. Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">DITTATURA:</span><br />
Hai 2 mucche. La polizia te le confisca e ti fucila.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">FEUDALESIMO:</span><br />
Hai 2 mucche. il feudatario si prende metà del latte e si tromba la tua morosa.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">DEMOCRAZIA:</span><br />
Hai 2 mucche. Si vota per decidere a chi spetta il latte.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:</span><br />
Hai 2 mucche. Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">ANARCHIA:</span><br />
Hai 2 mucche. Lasci che si organizzino in autogestione.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">CAPITALISMO:</span><br />
Hai 2 mucche. Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">CAPITALISMO SELVAGGIO:</span><br />
Hai 2 mucche. Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l'operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">BERLUSCONISMO:</span><br />
Hai 2 mucche. Ne vendi 3 alla tua società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica e nell'operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una società con sede alle isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche. Nei libri contabili di questa società figurano 8 ruminanti con l'opzione d'acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perchè sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi presidente del consiglio.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">PRODISMO:</span><br />
Hai 2 mucche. Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su:<br />
*Metri cubi della stalla<br />
*Inclinazione del tetto della stalla<br />
*ICI<br />
*Lunghezza della mangiatoia (da collaudare ogni 6 mesi)<br />
*Bollino blu sulla stalla (con cadenza mensile)<br />
*Revisione bimestrale delle mucche<br />
*Registrazione delle mucche con atto notarile<br />
*Registrazione delle mucche a pubblico registro<br />
*Obbligo di un capo mucca responsabile per la 626<br />
*Obbligo di un capo mucca responsabile per i vigili del fuoco<br />
*Bollo da calcolare in base al peso della mucca (€ 5,258/kg se la lunghezza del pelo rispetta l'EURO5)<br />
*IVA sull'acquisto di acqua e fieno per la mucca<br />
*Tassa sulla compravendita della mucca + IVA<br />
*Tassa sulla donazione della mucca + IVA<br />
*Canone RAI obbligatorio + IVA<br />
*Canone TELECOM obbligatorio + IVA<br />
*Tassa sulla morte della mucca<br />
*Tessera sindacale per il sindacato delle mucche<br />
*Fondo pensionistico da versare all'INPS, per il sindacalista delle mucche<br />
*IVA sul latte<br />
*VA sulla mucca<br />
*Marca da bollo annuale di € 24,256 per ogni zampa della mucca</p>
<p>A te rimane lo sterco! Nel frattempo è in approvazione un disegno di legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Citate le fonti". Nazione Indiana attacca, Mastrantonio risponde]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/?p=57</link>
<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 15:47:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
<guid>http://ilcalzolaio.wordpress.com/?p=57</guid>
<description><![CDATA[Per farla breve. Il riformista pubblica un articolo di Luca Mastrantonio (qui), raccontando di un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per farla breve. <a href="http://www.ilriformista.it/"><font color="#b85b5a">Il riformista</font></a> pubblica un articolo di Luca Mastrantonio (<a href="http://dagospia.excite.it/articolo_index_37606.html"><font color="#b85b5a">qui</font></a>), raccontando di un quiz che da qualche tempo girerebbe su internet: si chiede all'utente cosa abbiano in comune una serie di libri (indicati con precisi riferimenti bibliografici), apparentemente distanti e di argomenti decisamente eterogenei. Soluzione: la prefazione venne, allo stesso modo, che peraltro si risolse nell'essere un modo abbastanza curioso, scritta da <strong>Walter Veltroni</strong>. A questo punto, <strong>Gianni Biondillo</strong>, nella <a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/01/30/citare-le-fonti/">nota pubblicata su <strong>Nazione Indiana</strong></a>, se la prende.</p>
<p><!--more--></p>
<p>In riferimento al <strong>quiz originale</strong>, che venne prodotto dalla penna di <strong>Christian Raimo</strong> (<a href="http://www.ilprimoamore.com/testo_753.html"><font color="#b85b5a">qui</font></a>) e non venne citato nella sua fonte primaria, scrive Biondillo:</p>
<blockquote><p>Ma di Raimo, nell’articolo di Mastrantonio, neppure l’ombra. Solo un generico “Da giorni gira per internet, con successo di pubblico (…) un quiz bibliografico.” Bene. Questa è la stampa italiana. Questo è il paese dove vivo.</p></blockquote>
<p>Sarebbe finita lì. Invece piccata, tra i commenti del post indiano, compare una replica firmata da tale Luca Mastra[ntonio]:</p>
<blockquote><p>Gentile Biondillo, non credo di essere la stampa italiana, nè il paese dove vivi, per motivi di spazio, giacché sto io stretto dentro me stesso, figuriamoci se c’è spazio per un altro apolide. “Per la cronaca”, come si usa dire, io del pezzo di Raimo non ne sapevo nulla, perché, non me ne vorrai, non visito primo amore, che seguivo sin dall’inizio e segnalavo spesso sul giornale, da tempo. Il quiz mi è stato girato da una persona. Punto. Converrai che citare un sito e l’autore, per altro noto, sarebbe stata un’informazione in più, utile, nonché necessaria. Avrebbe, voglio dire, arricchito l’articolo. E giustamente, sempre “per la cronaca”, domani su dopo segnaleremo ai nostri lettori come e dove è nato il quiz. Voglio dire, se uno si fosse malamente attribuito il quiz, capirei anche il tono “signora mia” che brutta cosa la stampa italiana. Ma non è questo il caso. Trovo curiosa, infine, l’ipereccitazione da copyright e rintracciabilità dei testi da parte di chi opera, e bene come fate voi di NI, su internet, sapendo quanto sia baumeggiante la sua natura.<br />
Capisco il fiuto del giallista, ma questa volta non c’è alcun mistero.</p></blockquote>
<p><strong>Update h. 18.00</strong></p>
<p>Dalla <a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/01/30/citare-le-fonti/#comment-86827">seconda replica</a> di Mastrantonio:</p>
<blockquote><p>Per quanto riguarda <strong>il calzolaio</strong> quel “girerebbe su internet” la dice lunga. gira o non gira? le email fanno parte di internet o esistono solo le riserve indiane, i gruppi organizzati? esistono gli individui e la libertà di muoversi e di trovare “ma anche” di non trovare qualcosa?</p></blockquote>
<p><strong>Girerebbe</strong>, come può sostenere chi non l'ha ricevuta e che come quiz semiserio di Raimo l'ha letta e conosciuta: il girerebbe è riferito al pezzo pubblicato, Mastrantonio. Eppure, se si valutasse in appello la sincerità delle repliche, l'equivoco è avvalorato dalle libere aggiunte, come il "<strong>quiz di Mastrantonio</strong>" su <a href="http://dagospia.excite.it/index2.html">Dagospia</a>. Ma questi sono i misteri della rete.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le leggende del web, la bufala di Teresa Fidalgo e il regista portoghese]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/?p=56</link>
<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 13:41:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
<guid>http://ilcalzolaio.wordpress.com/?p=56</guid>
<description><![CDATA[A curva 
Dopo la diffusione di un misterioso documento su Youtube, se ne face un gran parlare sui f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A curva</strong> </p>
<p>Dopo la diffusione di un misterioso documento su <a href="http://it.youtube.com/watch?v=Y2zBmh-xsTo">Youtube</a>, se ne face un gran parlare sui forum di mezzo mondo. Ci si impegnò comunitariamente per tirare fuori le ipotesi più fantasiose ed azzardate. Si trattava di un video che racconta la vicenda di tre amici (Tiago, Tania e David): percorrendo in automobile l’itinerario verso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sintra">Sintra (Portogallo)</a>, in una strada buia, dopo un lungo tratto di percorso, intravedono una sagoma, visibile nel documento. Si tratta di una ragazza che chiede un passaggio. </p>
<p><!--more--></p>
<p>In seguito a una relativamente lunga attesa, il personaggio adesso sull'auto racconta la propria storia.<span style="color:black;"><br />
</span><span style="color:black;"></span><span style="color:black;">Questo è il dialogo:</span></p>
<p><span style="color:black;"></span><span style="color:black;"></span><span style="color:black;"><em><strong>David</strong>: Ciao.</em></span></p>
<p><span style="color:black;"></span><span style="color:black;"></span><span style="color:black;"></span><em><strong>Teresa</strong>: Posso avere un passaggio?</em></p>
<p><em><strong>David</strong>: Per dove?</em></p>
<p><em><strong>Teresa</strong>: Là, avanti.</em></p>
<p><em><strong>David</strong>: Ok, sali. Tiago è la tua macchina... A te sta bene?</em></p>
<p><em><strong>Tiago</strong>: Stai andando a Sintra?</em></p>
<p><em><strong>Teresa</strong>: Sto andando là, avanti.</em></p>
<p><em><strong>David</strong>: Ok. Cosa stai facendo qui così tardi?</em></p>
<p><em><strong>Tiago</strong>: La telecamera può darle noia David, spegnila.</em></p>
<p><em><strong>David</strong>: È meglio spegnerla questa…</em></p>
<p><em><strong>Tiago</strong>: Ma è successo qualcosa, come ti chiami? Noi non conosciamo il tuo nome.</em></p>
<p><em><strong>Teresa</strong>: Teresa.</em></p>
<p><em><strong>Tiago</strong>: È accaduto qualcosa laggiù? David, hai quella […] ancora accesa? Spegnila.</em></p>
<p><em><strong>Tania</strong>: Hei, David! [rivolgendosi a Teresa] Sei sicura di stare bene? Vuoi qualcosa da bere? Noi abbiamo dell'acqua... Vuoi bere qualcosa da bere?</em></p>
<p><em><strong>Teresa</strong>: Sto cercando di capire cosa è successo!</em></p>
<p><em><strong>David</strong>: Dicci cosa è accaduto.</em></p>
<p><em><strong>Teresa</strong>: Puoi vedere quel punto là?</em></p>
<p><em><strong>David</strong>: Sì.</em></p>
<p><em><strong>Teresa</strong>: Vedi quel punto là? Là è dove ho avuto un incidente... e sono morta.</em> </p>
<p>Secondo il racconto del video, queste sarebbero le ultime parole dei ragazzi. Tiago e Tania sarebbero morti nell’incidente; David, il sopravvissuto, non avrebbe mai raccontato cosa accadde realmente quella sera. La polizia, secondo i racconti ricostruibili sui vari forum del web, avrebbe poi scoperto che nel 1983, nello stesso punto indicato nel documento, perse la vita una ragazza di nome Teresa Fidalgo.</p>
<p><strong>Nota conclusiva</strong> </p>
<p>Il filmato venne realizzato dal regista portoghese <a href="http://www.acurva.net/index2.php">David Rebordão</a>: si trattava di purissima finzione. La notorietà della sua opera, grazie alla trovata della divulgazione anonima via internet, e alle dicerie che gli utenti si impegnavano a tirare fuori su ogni tipo di forum, ebbe una portata sconvolgente.</p>
<p><strong>Il video</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Y2zBmh-xsTo'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Y2zBmh-xsTo&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per i giornalisti, l'unico modo per capire il web è farne uso]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/01/23/per-i-giornalisti-lunico-modo-per-capire-il-web-e-farne-uso/</link>
<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 09:27:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
<guid>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/01/23/per-i-giornalisti-lunico-modo-per-capire-il-web-e-farne-uso/</guid>
<description><![CDATA[Scott Karp ha raccontato e spiegato, dopo alcune letture e considerazioni che l&#8217;avrebbero larg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://publishing2.com/author/scott-karp/">Scott Karp</a> ha <a href="http://publishing2.com/2008/01/21/the-only-way-for-journalists-to-understand-the-web-is-to-use-it/">raccontato</a> e spiegato, dopo alcune letture e considerazioni che l'avrebbero largamente ispirato, i motivi per cui ogni giornalista della carta stampata dovrebbe prendere confidenza con le dinamiche del web 2.0 e del blogging.<br />
<!--more--><br />
La differenza fra la carta stampata e la pubblicazione su blog, secondo Scott Karp, sarebbe prima di tutto questa: la stampa viene distribuita attraverso un processo lineare, il blogging si sviluppa attraverso un processo dinamico e non lineare. Vicende come quella di Beppe Grillo, ed evoluzioni sociali che si radicano sulla distribuzione di contenuti e informazioni sul web, mostrano come pian piano la carta stampata sia stata coinvolta in un processo nel quale rientra in modo completo ma esterno. La <a href="http://grillorama.beppegrillo.it/vday07/">casta dei giornali</a> della quale si parla, in qualche modo, continuerà a lungo ad essere una conseguenza indiretta dello sviluppo del web. Il potere esiste. Il potere sottomette e strumentalizza l'elemento più debole e, per così dire, strumentalizzabile tra i media che lo circondano. Tra il web e la carta, è semplice, è facilissimo individuare chi avrebbe vinto.</p>
<p>Più crescerà la diffusione dei contenuti sul web, più si svilupperà la loro qualità e distribuzione, più la casta correrà al riparo, più i giornali diventeranno strumento di difesa del potere, perderanno progressivamente la loro capacità critica e la loro libertà. Questo è quello che penso. A questo ho pensato mentre leggevo il post di Scott Karp, che ci dice, in merito alla dinamicità del blogging in contrasto alla staticità del processo di distribuzione della carta:</p>
<p><strong>1.</strong> Il post appare su una pagina leggibile da chiunque sul web.</p>
<p><strong>2.</strong> Il post raggiunge i lettori attraverso i feed rss.</p>
<p><strong>3.</strong> Il post ottiene link da altri blog e da altri siti web.</p>
<p><strong>4.</strong> Il post viene inserito tra i preferiti nei siti di bookmarking condivisibile.</p>
<p><strong>5.</strong> Il post viene condiviso in network di comunicazione come Facebook.</p>
<p><strong>6.</strong> Il post viene spedito via e-mail.</p>
<p><strong>7.</strong> Il post viene indicizzato nei motori di ricerca e comincia ad apparire nei risultati.</p>
<p><strong>8.</strong> I lettori commentano il post incoraggiandone la distribuzione e la condivisone, e arricchendone i contenuti.</p>
<p><em></em><br />
Traduco molto liberamente un passo tratto da <a href="http://publishing2.com/2008/01/10/evolution-of-journalism-blog-posts-complement-traditional-print-articles/">un altro interessante contributo</a> di Scott Karp:</p>
<blockquote><p>Ho sostenuto che un blog è semplicemente un sistema per la gestione dei contenuti, che può essere utilizzato per fare del giornalismo o qualunque altra cosa. Ma da un punto di vista pratico, le convenzioni del blogging - ad esempio la pubblicazione istantanea, il tono da conversazione, l'espressione delle opinioni, il sistema dei link - significano che un blog nelle mani di un giornalista non porterà, e non dovrebbe portare, alla stesura di un tradizionale articolo da carta stampata. Detto questo, non voglio indicare una scelta giornalistica tra il formato del blog e quello della carta stampata. Ritengo che, attraverso una combinazione dei due, i risultati sarebbero più potenti del primo e del secondo singolo formato.</p></blockquote>
<p>Poi un motto:</p>
<blockquote><p><em>The only way for journalists to "get" the web </em></p>
<p><em>is to use the web.</em></p></blockquote>
<p><a target="_blank" href="http://www.addthis.com/bookmark.php" title="Bookmark using any bookmark manager!"><img border="0" width="125" src="http://s3.addthis.com/button1-bm.gif" alt="AddThis Social Bookmark Button" height="16" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In Russia il candidato dell'opposizione finisce sotto inchiesta]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/01/22/in-russia-il-candidato-dellopposizione-finisce-sotto-inchiesta/</link>
<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 14:38:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
<guid>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/01/22/in-russia-il-candidato-dellopposizione-finisce-sotto-inchiesta/</guid>
<description><![CDATA[Viene fuori che Mikahil Kasyanov, candidato dell&#8217;opposizione nelle presidenziali della Federaz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Viene fuori che Mikahil Kasyanov, candidato dell'opposizione nelle presidenziali della Federazione Russa del 2 marzo prossimo, è finito sotto inchiesta. Si ipotizzano irregolarità, secondo le accuse, nella presentazione della propria candidatura. Per essere ammesso alla consultazione di marzo il filo-occidentale Kasyanov, 51 anni, come riferiscono <a href="http://www.agi.it/estero/notizie/200801220937-est-rt11017-art.html">varie agenzie</a>, ha allegato due milioni di firme: tra queste, dodicimila sarebbero false. Strada spianata per il partito del <em>democraticissimo</em> Putin.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Papa e La Sapienza]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/01/21/il-papa-e-la-sapienza/</link>
<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 15:39:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>duke811</dc:creator>
<guid>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/01/21/il-papa-e-la-sapienza/</guid>
<description><![CDATA[Pur non essendo incline a discutere di argomenti che vanno sotto la sgradevole voce di “attualità]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Garamond','serif';">Pur non essendo incline a discutere di argomenti che vanno sotto la sgradevole voce di “attualità”, quello che è successo pochi giorni fa in Italia riguardo alla (mancata) presenza del Papa alla Sapienza merita di essere commentato, perché esula dal contesto della attualità che ci viene propinata dalla solfa quotidiana dei tiggì e perché ha connotazioni di carattere storico, etico, sociale e politico. </span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify;"><!--more--><span style="font-size:12pt;font-family:'Garamond','serif';">Senza andare a rispolverare Voltaire o Gandhi, mi sembra lapalissiano dichiarare che in uno stato democratico chiunque voglia esprimere, o sia invitato a esprimere un’opinione, debba avere il diritto di poterlo fare; allo stesso modo in cui chiunque deve potere avere facoltà di dissentire da una qualsivoglia opinione. Quello che mi preoccupa è che spesso chi reca la bandiera della tolleranza e della libertà, sia in realtà intollerante e ammetta soltanto la propria verità, relegando ogni parere avverso come: ipocrita, oscurantista, reazionario, baciapile, accompagnandolo con insulti e di fatto limitando, o in questo specifico caso negando, la libertà di coloro che la pensano diversamente. </span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Garamond','serif';">C’è da dire che la presenza del Papa rivestiva dei significati che andavano al di là dell’oggetto del suo intervento, e per quanto riguarda gli studenti contrari più massimalisti bisogna ricordare anche che l’anarchia spesso è anarchica anche nei confronti di se stessa, specie quando è manifestata dagli studenti. Un’altra cosa, non è stata proprio un’idea brillante invitare il Papa in questa circostanza, se non altro per delle ragioni di convenienza, si sarebbe almeno evitato tutto questo, e tanti politici avrebbero potuto involontariamente usufruire di un’occasione per stare zitti. </span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Garamond','serif';">Piuttosto, la ragione della mia preoccupazione sono le posizioni e le armi logore dei due schieramenti “ufficiali”. Da una parte la Scienza, seguita dalla solita scia di partiti <i>liberal</i> sempre pronti ad alzare gli scudi e ad affilare le lame. Dall’altra il Vaticano, con l’immancabile processione di pseudo-difensori di famiglia, istituzioni, vita, blablabla. </span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Garamond','serif';">La posizione della Scienza presenta a parer mio molte falle, la più grande di tutte è che non si rende conto di essere reazionaria perlomeno quanto il Vaticano; nei secoli la Scienza, e soprattutto il positivismo e le sue degenerazioni, non è mai andata al di là del proprio naso. Per carità, non voglio rinnegare il valore della Scienza nello sviluppo della civiltà, quello che voglio sottolineare è il totale rifiuto della Scienza di rivedere se stessa e i propri metodi, che pure sono spesso incorsi in madornali errori. Dopo avere rinnegato i vecchi sistemi si è sempre affrettata a erigerne di nuovi, convinta che questi fossero le fondamenta di tutto, che alla fine avrebbero condotto a una risposta razionale e incontrovertibile. Ma era proprio lì l’errore, nel cercare di misurare tutto, senza chiedersi se il metro fosse esatto, e poi nell’elevare il metro a idolo, né più né meno di quello che avrebbe fatto la religione. Eppure ci sono stati Einstein, Godel, Wittgenstein, Russell, per esempio, che hanno aperto una breccia nel pensiero scientifico e razionale. </span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Garamond','serif';">Per quanto riguarda il Vaticano, invece, mi stupisce (fino a un certo punto) allo stesso modo il suo atteggiamento sempre sulla difensiva, i suoi esponenti che polemizzano in tv come se fossero dei miseri deputati, come se appartenessero a un partito. Certo il Papa saggiamente ha fatto marcia indietro e ha cortesemente declinato l’invito, ma tutto intorno a lui non si capisce dove finisca l’etica e cominci la politica, mi chiedo cosa abbia la Chiesa da difendere, perché si comporti come se davvero stesse custodendo un possesso, un territorio, un vano potere materiale. Non mi riferisco ai tanti esponenti della Chiesa che conducono un’esistenza cristiana nel vero senso del termine, ma all’autorità istituzionale che annaspa nel fango della lotta politica italiana e in un rigurgito di idolatria vuota e aliena all’esperienza quotidiana. </span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Garamond','serif';">Quando Gesù parlò dei poveri di spirito non si riferiva, come potrebbe sembrare oggi, a degli ingenui sciocchi, ma, come disse uno dei più grandi mistici cristiani, Meister Eckhart (nel suo sermone </span><a title="beati" name="beati"></a><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Garamond','serif';">Beati pauperes spiritu, quia ipsorum est regnum coelorum</span></i><span></span><span style="font-size:12pt;font-family:'Garamond','serif';">) : « è un uomo povero quello che niente vuole, niente sa, niente ha ». </span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Garamond','serif';">Nel Cristianesimo non c’è niente da difendere, niente da affermare, non c’è da contendere con nessuno. Il desiderio, la conoscenza (se fine a se stessa), il possesso, sono i primi ostacoli alla compassione e all’amore verso il prossimo, sono le radici dell’odio e del contendere. </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Disordini a Cagliari]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/01/17/disordini-a-cagliari/</link>
<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 13:56:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo una testimonianza sui disordini di Cagliari.
Mi chiamo Riccardo Caria, ho 2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo una testimonianza sui disordini di Cagliari.</em></p>
<p>Mi chiamo Riccardo Caria, ho 26 anni e vivo a Cagliari. Venerdì 11 gennaio 2008, come spesso accade, ho deciso assieme ad un amico (Mattia Sanna, 21 anni, di Cagliari anche lui) di andare al cinema. Una serata qualsiasi. Finita la proiezione, io e Mattia decidiamo di andare a mangiare qualcosa prima di tornare a casa, visto che il giorno dopo avremmo dovuto studiare. La scelta, come sempre, cade sulla pizzeria Tre Archi in viale Diaz, anche perché avevamo saputo che altri amici si trovavano in quella zona. <span></span>Tutto ciò accadeva poco dopo le 23. Arrivati nel luogo stabilito, la macchina viene parcheggiata nel parcheggio della banca CIS. La stessa sera a Cagliari era in programma una manifestazione davanti alla casa del governatore Renato Soru per i fatti legati ai rifiuti campani direzionati verso la Sardegna. Non possiamo non sentire gli schiamazzi, vedere il dispiegamento di auto della polizia, notare il fumo proveniente dalla collinetta di viale Bonaria (dove abita il governatore). Incuriositi, decidiamo di avvicinarci un poco e vedere cosa realmente stia accadendo.<br />
<!--more--><br />
Attraversiamo il parcheggio, che come ogni cagliaritano sa bene è molto grande, e arriviamo all’inizio di viale Bonaria. Qui ci sono tanto altri giovani e non, esponenti del mondo politico sardo, giornalisti, mezzi della polizia, e quant’altro. In una via laterale si notano i cassonetti rovesciati. Un lacrimogeno viene sparato, si sentono le detonazioni delle bombe carta, arriva qualche petardo; il gas inizia a riversarsi verso noi, quindi ci allontaniamo.<br />
Bisogna tenere ben presente che dal luogo in cui ci trovavamo noi (ai piedi della collinetta) non si vede la casa del governatore, quindi è ben facile immaginare quanto distanti fossimo dall’abitazione, luogo dove erano in atti scontri fra teppisti e forze dell’ordine. Attraversiamo nuovamente il parcheggio della banca CIS e ci fermiamo sul marciapiede che si trova di fronte alla “Sicurezza Notturna”, quindi in viale Diaz; di fatto siamo all’ingresso del parcheggio. Lì non è accaduto nulla, siamo molto lontani dagli scontri, non ci sono teppisti e nemmeno persone, eccezion fatta per tre giovani che poco dopo si avvicinano dalle nostre parti; sono una ragazza e due ragazzi.<br />
Restiamo li a guardare, increduli, allibiti per quanto sta accadendo, dal momento che a Cagliari una cosa simile mai l’avevamo vista. Passano circa dieci minuti, siamo tra le 23,30 e le 23,45: da viale Diaz direzione viale Poetto arriva un Land Rover corazzato della polizia, una camionetta bella capiente. Subito dopo vediamo arrivare uno schieramento di 10-15 agenti in assetto antisommossa, quindi con casco, scudo e manganello. Mattia mi dice “Guarda, arriva la polizia in tenuta. Stanno andando a prendere i teppisti. Finalmente!”. Io ricordo di aver pensato che siccome lì non era in atto alcuno scontro, probabilmente la camionetta era entrata all’ingresso del parcheggio per prelevare gli agenti e portarli verso gli scontri. Poi da quel momento tutto è successo velocemente, è difficile anche spiegarlo a parole. Gli agenti hanno accelerato il passo e sono corsi verso uno dei ragazzi che si trovavano a pochi metri da noi, lo hanno afferrato e hanno iniziato a trascinarlo verso la camionetta dandogli delle manganellate molto forti. La ragazza si dispera e grida “No, lasciatelo! E’ il mio ragazzo, non ha fatto nulla!”. Tempo due secondi e gli agenti le sono addosso, riservandole lo stesso trattamento che avevano avuto pochi secondi prima col suo ragazzo. Contemporaneamente afferrano e picchiano anche il terzo ragazzo. Ripeto, tutto ciò è successo molto velocemente, quindi non c’è nemmeno stato il tempo di pensare. E infatti io sul momento non capivo cosa stesse accadendo, mi sembrava impossibile. Istintivamente ho alzato le braccia in aria per dimostrare che ero lì con intenzioni pacifiche, non ero una minaccia e non avevo fatto nulla. Anzi, a dirla tutta ero lì per mangiare una pizza! Ma ciò non è valso a niente, visto che sono stato afferrato per il collo da un agente molto più alto e più grosso di me. Prontamente gli ho detto “Non ho fatto niente, non ho fatto niente, non c’entro nulla, ho la macchina parcheggiata qui!”. Non è servito a niente, l’uomo mi ha colpito col manganello e trascinato via, anche se non facevo resistenza per non peggiorare le cose. In compenso ho ricevuto degli insulti dall’agente, che mi intimava con delle bestemmie di camminare. Trascinandomi mi sbatteva contro un palo e continuava a spingermi per farmi andare verso la camionetta. Sul momento ho pensato che forse volevano soltanto fare dei controlli, che non ci avrebbero fatto altro male se non avessimo opposto alcuna resistenza, ma sulla soglia della camionetta ho capito che non sarebbe affatto andata così: i ragazzi prelevati prima di me iniziano ad essere presi a calci e a manganellate sempre più forti e frequenti, vola anche qualche sberla. A me succede la stessa cosa, prendo botte un po’ dappertutto e in particolar modo nella schiena. Gli insulti continuano senza sosta. Cercavo di spiegare le mie ragione, ma non vengo ascoltato da nessuno; anzi, si inferociscono ancora di più, se è possibile. Veniamo fatti sedere e cerco di restare calmo. Mattia non è più con me, non riesco a vederlo, penso che forse è riuscito ad andare via. Io mi auguro che sia andata così. Ma poco dopo viene portato anche lui sul mezzo e posso distinguere chiaramente almeno 5 agenti che si accaniscono sulla sua schiena con calci e manganellate. Salta subito all’occhio l’espressione di dolore sul suo volto. Lo afferro prontamente per un braccio e lo faccio sedere dietro di me, per metterlo un po’ al riparo.<br />
Si fa largo intanto la voce disperata della ragazza, che implora gli agenti di smetterla con la violenza. Gli agenti chiedono al poliziotto a bordo di restare a fare la guardia a noi e lui risponde affermativamente. La ragazza continua ad implorare perché cessino le botte. Il poliziotto è un ragazzo, sembra il più umano di tutti, ci dice che adesso c’è lui qui con noi e non verremo più picchiati. In effetti non ricordo di averlo visto picchiarci neppure prima. Senza pensarci mi alzo in piedi e inizio a spiegare all’agente che noi siamo brave persone, siamo lì solo per mangiare qualcosa e non c’entriamo assolutamente nulla con gli scontri, abbiamo la macchina parcheggiata li vicino e siamo lì per quello. Ricordo anche di avergli detto che io non sono un contestatore delle forze dell’ordine, che se la sono presa con le persone sbagliate. L’agente allora risponde che quando ci sono simili disordini dobbiamo fuggire via. Io allora gli ripeto nuovamente che siamo lì soltanto per mangiare, che gli scontri sono avvenuti molto lontano dal punto in cui noi ci trovavamo e lo invito a guardare tutti i locali e le pizzerie che in effetti ci sono in viale Diaz. L’ho fatto perché gli agenti avevano un accento tipicamente romanesco, quindi ipotizzavo che potessero non conoscere bene quella zona della città. A quel punto anche gli altri ragazzi iniziano a parlare con l’agente, francamente non ricordo nemmeno cosa si sono detti, ma suppongo le stesse cose che avevo già detto io, più o meno. Nel frattempo fuori dalla camionetta inizia ad arrivare della gente, probabilmente allibita da quanto stava accadendo. Un signore si avvicina al finestrino e chiede all’agente se quello che stava accadendo fosse giusto, che noi avevamo ragione, che dovevano lasciarci andare. Ma noi non avevamo ragione, non eravamo lì per avere ragione di qualcosa, eravamo lì semplicemente per mangiare. Sta di fatto che l’agente fa passare pochi minuti, dopodichè chiama i colleghi, gli dice che siamo bravi ragazzi e che è il caso di farci scendere e mandare via.<br />
Inizio allora a chiedermi “Ma come, non ci controllano neppure i documenti? Eppure essere caricati su un mezzo equivale ad un arresto! Ci hanno arrestati senza una ragione, malmenati, umiliati e neppure fanno un accertamento?!”. Lascio a voi le valutazioni circa i miei diritti violati o meno. Comunque sia, le porte della camionetta si aprono e veniamo fatti scendere. Ma non con i modi di chi ha preso un granchio, bensì con calci, ulteriori manganellate, urla, minacce, e bestemmie che devono essere arrivate fino alla vicina basilica.<br />
Siamo fuori, ci allontaniamo da li. Scambiamo due veloci chiacchiere con i nostri compagni di sventura, dopodiché fuggiamo a razzo da lì. Mattia rimugina di non aver preso il numero di targa, ma onestamente era impossibile farlo in quel clima. In ogni caso era l’unica camionetta in giro, sarebbe facile identificare i responsabili. Ci dirigiamo all’ufficio denunce di via Nuoro e li troviamo un ragazzo con la testa spaccata da una manganellata, accompagnato da un amico. Ora non voglio sbilanciarmi, ma neppure con tutta la fantasia di questo mondo quel ragazzo poteva passare per un delinquente.<br />
La serata si conclude così, con me e Mattia che ancora non riusciamo ancora a mettere a fuoco un avvenimento troppo assurdo per essere vero. Noi picchiati dalla polizia. Solo un’ora prima avrei preso per pazzo chiunque potesse dire una cosa simile.<br />
Il giorno dopo andiamo al pronto soccorso per farci visitare. Li conosciamo un uomo che è stato picchiato per aver cercato difendere la moglie, che immobile e senza motivo alcuno stava venendo manganellata selvaggiamente dagli agenti. La sera abbiamo conosciuto la moglie, ed era più bassa ed esile di me, che non sono certo un colosso. Al pronto soccorso accertano il pestaggio. La prognosi di Mattia è di 2 giorni, la mia di 3. La sera abbiamo parlato con un giornalista dell’Unione Sarda e abbiamo raccontato i fatti. Oggi, domenica 13 gennaio, sono usciti i nostri nomi in un trafiletto, ma non viene certo ben spiegata la dinamica dei fatti. Ho come l’impressione che la stampa stia facendo molta confusione su questa faccenda, selezionando quali notizie riportare e quali no. Si sostiene ad esempio che gli agenti abbiano semplicemente fatto un cordone davanti alla casa del governatore, ma la mia vicenda dimostra senza alcun dubbio che questo è falso, visto che noi siamo stati picchiati molto lontano da li.<br />
Si sostiene anche che alcuni partiti abbiano incoraggiato i disordini, ma chiunque fosse li non poteva non notare che gli attacchi erano rivolti alle forze dell’ordine. I teppisti erano degli ultrà e non avevano intenzione di assaltare casa Soru, bensì creare disordine e cercare lo scontro delle forze dell’ordine. Cosa che avviene sia se si verifica una manifestazione di questo genere, sia se l’Italia vince i mondiali. Era poi ben facile individuare i teppisti: avevano il volto coperto, colpivano e fuggivano. Mi chiedo come le forze dell’ordine possano aver colpito in maniera così indiscriminata pur essendo abituate ai tafferugli da stadio, dove i teppisti si riconoscono senza troppa fatica. Mi pare abbastanza logico che i teppisti fossero quelli a volto coperto che scappavano e non quelli a volto scoperto che restavano immobili perché innocenti e per permettere agli agenti di svolgere al meglio il loro dovere.<br />
La contestazione violenta non ha avuto assolutamente nulla di politico, io ho visto e posso assicurare che era un classico fenomeno di ultrà, al quale siamo tristemente abituati. Il questore parla di un finanziamento ai teppisti. Io non voglio fare valutazioni politiche, non è questo il senso della mia testimonianza; ma mi chiedo quale sia il nome e il cognome del fantomatico finanziatore: ho visto coi miei occhi molti esponenti del centrodestra, alcuni con le mogli e non credo le avrebbero portate se avessero saputo cosa doveva accadere. Allo stesso modo è assurdo pensare che il finanziamento provenga dal centrosinistra, non avrebbe senso. Quindi chi? Forse il presidente Cellino voleva togliere di mezzo un personaggio più popolare di lui? O più semplicemente il questore non sa come giustificare quello che hanno fatto i suoi uomini? Questa testimonianza è fatta per farvi capire cosa veramente è successo venerdì notte. Certo, qualcuno dubiterà, qualcuno penserà che se la polizia mi ha fatto quello che mi ha fatto evidentemente me la devo essere cercata in qualche modo. Ma la verità è questa, le cose sono andate così ed è questo che dovrebbero dire i giornali e non fanno. Sono pronto a querelare la polizia e a combattere in tutte le sedi e in tutti i modi, non tanto per il pestaggio squadrista che ho subito, ma perché mi sento profondamente umiliato da questo abuso di potere, trattato come un teppista e mandato via a calci, calpestando in ogni modo la mia dignità. Il presidente Soru tira in ballo la solidarietà citando la costituzione. Dovrebbe però ricordarsi che la costituzione garantisce anche i diritti fondamentali dell’uomo e questi sono stati calpestati in un modo che fa invidia ad una dittatura. Non ce l’ho con i poliziotti, come ho detto sono sempre stato dalla loro parte e sono fermamente convinto che facciano il loro dovere eseguendo gli ordini. Il problema è chi questi ordini li impartisce. In linea di massima le disposizioni hanno carattere nazionale, poi a livello regionale si decide meglio come attuarle. Quindi se volete si può vedere un concorso di colpe tra poteri tanto facili da individuare che eviterò di citarli. Questa testimonianza spero abbia la massima diffusione in modo che tutti possano conoscere i fatti di quel venerdì. Non ci sono valutazioni politiche, non è nemmeno questione se sia giusto o no portare l’immondizia altrui in casa nostra. Il punto è che chi ci dovrebbe proteggere ci ha massacrato di botte senza una ragione. Non possono però tapparci la bocca e la diffusione via internet credo sia il metodo più efficace, quindi faccio affidamento su ognuno di voi, ringraziandovi anticipatamente.</p>
<p><strong>Riccardo Caria, noto Ricky.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Google controlla la vostra vita]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2007/12/14/google-controlla-la-vostra-vita/</link>
<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 12:02:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
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<description><![CDATA[– Vogliamo parlare del giugno 1998? –Greg distolse lo sguardo dal cartello Partenze. – Scusi? ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote>– Vogliamo parlare del giugno 1998? –Greg distolse lo sguardo dal cartello Partenze. – Scusi? –</p>
<p>– Il 17 giugno 1998 ha pubblicato un messaggio su alt.burningman riguardo alla sua intenzione di partecipare a un festival. Ha chiesto: “Ma i funghetti sono proprio un’idea tanto malvagia?” –</p>
<p>L’interrogatore della sala accessoria di controllo era piuttosto anziano, e tanto macilento che pareva fosse stato intagliato nel legno. Le sue domande andarono molto più a fondo dei funghetti.</p>
<p>– Mi parli dei suoi hobby. Si interessa di modellini di razzi? –</p>
<p>– Come? –</p>
<p>– Modellini di razzi –.</p>
<p>– No, – disse Greg. Assolutamente no –. Cominciava a capire dove volevano andare a parare.</p>
<p>L’uomo prese un appunto, pigiò qualche tasto. – Vede, se gliel’ho chiesto è perché noto un forte picco sulle inserzioni di componenti di razzi in corrispondenza dei risultati delle sue ricerche e della sua casella di posta su Google –.</p></blockquote>
<p><strong>Scroogled</strong> è un racconto di  <strong>Cory Doctorow</strong>. La versione originale uscì su <a href="http://www.radaronline.com/from-the-magazine/2007/09/google_fiction_evil_dangerous_surveillance_control_1.php" title="Cory Doctorow Scroogled in Radar Online Magazine">Radar</a>; la traduzione italiana è stata curata da <a href="http://collanediruggine.noblogs.org/post/2007/11/29/scroogled" title="traduzione italiana di Scroogled di Cory Doctorow a cura di Collane di ruggine">Collane di ruggine</a> (una traduzione indipendente è invece a cura di <a href="http://stiappona.blogspot.com/" title="altra traduzione italiana di Scroogled di Cory Doctorow">Decio Biavati</a>). Come considera <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a>, è possibile accedere in rete alla <a href="http://cfeditions.com/scroogled/" title="traduzione francese di Scroogled di Cory Doctorow">traduzione francese</a> curata da Valérie Peugeot, Hervé Le Crosnier et Nicolas Taffin e a diverse traduzioni <a href="http://craphound.com/?p=1902" title="lista delle traduzioni di Scroogled, di Cory Doctorow">in altre lingue</a>.</p>
<p>Il racconto originale in lingua inglese è stato pubblicato in rete sotto licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/deed.it" title="la licenza aperta Creative Commons in italiano">Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo</a>. Le versioni integrali in lingua italiana si trovano <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/12/14/scroogled/">qui</a> e anche <a href="http://collanediruggine.noblogs.org/post/2007/11/29/scroogled">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Luttazzi, Repubblica, le veline dell'Ansa e il linkato arrabbiato]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2007/12/13/luttazzi-repubblica-le-veline-dellansa-e-il-linkato-arrabbiato/</link>
<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 17:30:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
<guid>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2007/12/13/luttazzi-repubblica-le-veline-dellansa-e-il-linkato-arrabbiato/</guid>
<description><![CDATA[In seguito alle vicende legate alla sospensione del programma satirico Decameron di Daniele Luttazzi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito alle vicende legate alla sospensione del programma satirico Decameron di <strong>Daniele Luttazzi</strong> su la7, sul blog <a href="http://www.7yearwinter.com/">7yearwinter</a> si è <a href="http://www.7yearwinter.com/2007/12/scatmuncher/">raccontato</a> della <a href="http://www.youtube.com/watch?v=oIKZrwuqW_s">ormai celebre battuta su Ferrara</a> in riferimento <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6F7Q7BkAbCk">alle parole di un comico amercano</a>, <strong>Bill Hicks</strong>. Le considerazioni pubblicate in rete <a href="http://www.7yearwinter.com/2007/12/loltazzi/">rimbalzano sulla home page di Repubblica.it e di Libero</a>, lasciando ad intendere che l’origine ultima della battuta rimanderebbe al citato comico statunitense.</p>
<p>Su Libero.it:</p>
<blockquote><p>Già sentito - la Rete smaschera Luttazzi. La citazione su Ferrara copiata a un comico Usa</p></blockquote>
<p>Su Repubblica.it: </p>
<blockquote><p>I blog smascherano Luttazzi,</p>
<p>"ha copiato da un comico USA"</p></blockquote>
<p>Nel giro di poco tempo, attraverso un reindirizzamento del link ad opera del blog stesso, gli internauti delle versioni online dei quotidiani interessati nella vicenda concludono le proprie letture in un sito pornografico (come dal racconto di<a href="http://www.7yearwinter.com/2007/12/i-blog-smascherano-repubblica-e-libero-hanno-linkato-la-merda/"> 7yearwinter che documenta il fatto</a>).</p>
<p>Alle 19:42 del 12 dicembre <strong>l'agenzia Ansa</strong> <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/spettacolo/news/2007-12-12_112173807.html">diffonde nuovamente la notizia</a>: titola</p>
<blockquote><p>Stop Decameron,</p>
<p>è dibattito su blog</p></blockquote>
<p>riprendendo ancora la vicenda della semicitazione ad opera del blog <a href="http://www.7yearwinter.com">7yearwinter</a> che immancabilmente <a href="http://www.7yearwinter.com/2007/12/sono-nella-tua-ansa-discutendo-di-cose-che-non-capisci/">ritornerà a parlare poi</a> della questione.</p>
<p>Il 12 dicembre il blogger <a href="http://www.7yearwinter.com/2007/12/luttazzi-amico-del-loal/">scrive a Daniele Luttazzi per dissociarsi </a>dalle associazioni citate da Libero e Repubblica.</p>
<p>Alle 11:26 di giovedì 13 dicembre exite.it <a href="http://web20.excite.it/news/6520/Blogger_beffa_Repubblica_Luttazzi_lo_applaude">ricostruisce la vicenda</a> titolando:</p>
<blockquote><p>Blogger beffa Repubblica,</p>
<p>Luttazzi lo applaude.</p></blockquote>
<p>Anche Exite.it riporta la lettera scritta da Luttazzi al blogger:</p>
<blockquote><p>Tranquillo, Buck! Sei bravissimo e sai di cosa parli. Quelli invece sono esperti nell’arte di intrafottere. Vediamo dove arrivano. Pensa però che figura ci fanno adesso Aldo Grasso &#38; Co., prontissimi a sostenere, dall’alto della loro saggezza, che la mia non è satira. Neanche quella di Bill Hicks o di Rabelais? Il tuo detournement digitale è poi un colpo di genio. Complimenti!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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