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	<title>mondi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/mondi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "mondi"</description>
	<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 21:02:44 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[La pluralita' dei mondi]]></title>
<link>http://arcimausa.wordpress.com/?p=25</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 16:47:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>arcimausa</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
   articolo di Hugh Nibley
Ricordate, abbiamo parlato del letteralismo, cosmismo, preesistenza,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2> </h2>
<p> <a href="http://arcimausa.files.wordpress.com/2008/07/images1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-27" src="http://arcimausa.wordpress.com/files/2008/07/images1.jpg?w=106" alt="" width="106" height="119" /></a>  articolo di Hugh Nibley</p>
<p>Ricordate, abbiamo parlato del letteralismo, cosmismo, preesistenza, e il concilio in Cielo.</p>
<p>Tutto ciò richiede l'esistenza di altri mondi. Di tutte le frasi dette parlando di dei, cosmo etc. Questa è stata la più ovvia e la più interessante. È stata anche la più contestata, specie nel 17esimo secolo.</p>
<p>Niente è enunciato più chiaramente di questo nella Perla di Gran Prezzo.</p>
<p>Chi è a favore e chi è contro la pluralità dei mondi? Nel mondo antico, sin dai tempi più remoti nei vecchi documenti come quelli egiziani la regola assoluta dell'uno è l'idea.</p>
<p>Hai un re, un dio sul suo trono. Non ci possono essere due spade in un fodero o due soli nel cielo.<!--more--></p>
<p> </p>
<p>Ci può essere solo un governatore, un re ideale che siede sul trono. Ma ciò che gli dà gloria sono gli eserciti che lo circondano. Lui è in mezzo a una grande varietà e un grande numero di eserciti acclamanti.</p>
<p>E gli altri mondi che sono intorno?I due vanno insieme. Appena richiedi che Dio sia sul trono e abbia gloria lui deve avere qualcuno su cui regnare. Questo era una preoccupazione ben definita. Come può Dio avere gloria se nessuno lo acclama?</p>
<p>Molti pensarono che è per questo che lui ha creato il mondo  per aver qualcuno ad applaudirlo e a fargli sentire che aveva fatto qualcosa di meraviglioso. </p>
<p> Etienne Gilson, un teologo francese morto di recente, scrisse un libro intitolato "Dio" e disse "Dio è il pensatore che pensa a se stesso, che pensa solo pensiero".</p>
<p>Pensa solo a se stesso perché niente è degno del suo pensiero tranne se stesso, naturalmente. Lui non può abbassarsi. Bene, quella è la sua definizione ultima di Dio. Ma lui deve avere più gloria di quello, così qui avete già due lati, i due ideali. <!--more--></p>
<p>Persino nei testi delle Piramidi uno diventa tre.</p>
<p>Senofane,un filosofo del 600 A.C. della scuola di Mileto diceva " È del tutto ragionevole supporre che ci siano innumerevoli soli e lune e tutti della stessa sostanza della terra".</p>
<p>Lui faceva parte della scuola della filosofia che insegnava il mondo fisico, e insieme a questo c'era il sentimento del fotos. "fotos" è l'anelito all'al di là, il sentimento che ci sia di più,  e il desiderio di arrivarci.</p>
<p>È strano, ma quando i russi smisero l'idea del cielo, divennero ossessionati coll'idea di "fotos", uscire nello spazio esterno, la speranza di realtà al di là delle nostre.</p>
<p>È naturale ed inevitabile sognare di altri mondi, su questo soggetto ci sono articoli e libri.</p>
<p>Aristotele è contro la pluralità dei mondi qual era il suo argomento? Il professor Jaeger nella sua opera su Aristotele dice " È molto importante per Aristotele  provare che è possibile solo un mondo. Solo come la mente può focalizzarsi su un soggetto alla volta, un unico soggetto è degno  della nostra totale contemplazione, ed è Dio". </p>
<p> Non potete essere distratti da nient'altro, ce ne può solo essere uno e ciò si applica a ogni cosa. Muniz dice "La teoria di Aristotele dell'unicità del mondo, che si rifà alla sua esperienza familiare" (In fondo noi possiamo solo vederne uno, e potete vedere che la terra è al centro di tutto, ogni cosa è attirata dalla terra, ogni cosa cade per terra, le cose pesanti vanno giù).</p>
<p> Non ci può essere nient'altro. Questo è il centro, l'uomo è il centro. Coi vostri sensi potete vedere le stelle e i pianeti che girano attorno alla terra. Questa è l'osservazione dei sensi. Gli altri mondi non sono necessari"."Ne abbiamo abbastanza qui. Non abbiamo bisogno di altri mondi. Non sono necessari. Questo è il centro.</p>
<p>Non c'è bisogno di continuare a discutere su questo"."Contro di questo avete il genio di Democrito" dice Muniz.Democrito è a favore (nel V secolo) etc " .</p>
<p>Contro il genio intuitivo di Democrito non c'era alcuna evidenza osservativa che ci potesse essere più di un mondo. Platone credeva all'esistenza di più mondi e non ci credeva allo stesso tempo. Fu la sua idea di perfezione che più tardi condusse il coinvolgimento ebraico e cristiano attraverso una possibile infinità di mondi.</p>
<p>Se Dio ha fatto il meglio, ha fatto il meglio dei lavori possibili. Perché si sarebbe fermato a uno? Ce ne devono essere di più. Così queste sono due tradizioni ben definite,  se ne parla anche nei Riconoscimenti di Clemente.</p>
<p>Pietro sta discutendo con Simon mago che dice di essere molto scientifico. Pietro sta dalla parte della realtà e Simon Mago contro di essa. Simone dice che il cielo può essere visto solo con la mente e perciò non può essere corporeo. Non puoi avere altri mondi.  </p>
<p>Pietro risponde che anche lui vede solo con la mente un'isola a cui pensa  e che non ha ancora visitato. Ma, dice, l'isola è reale. È proprio lo stesso. "Avevo un'idea di cosa fosse Cesarea persino prima di venirci, sebbene la vera Cesarea fosse un po' diversa".</p>
<p>Allora Simone lo sfida "Cosa pensi che ci sia la di là dei cieli?" e Pietro " Penso che ci sia una grande fonte di luce che è reale e non solo una fantasia o il prodotto di asserzioni sofistiche, ma è testimoniato dalla legge e dalla natura".</p>
<p>Così è Pietro lo scientifico, e dimostra buon senso e realismo. Lui dice "Naturalmente ci sono altri mondi, e sono reali,  al di là del sole ".  </p>
<p>Simon Mago dice "No, dev'essere tutto spirituale". E il punto di vista di Simone fu quello vincente e venne adottato dalla chiesa. </p>
<p>Anche per gli ebrei è lo stesso. Abbiamo lo Zohar. "Dio crea mondi e distrugge mondi, e anche voi potrete creare mondi e distruggere mondi".</p>
<p>Dottrina comune ai giudei e ai mandeani. Non solo Dio crea e distrugge mondi, ma anche noi possiamo imparare a farlo se seguiamo una certa linea.</p>
<p>È una teoria interessante "Altri mondi sono spariti - dice lo Zohar - perché Dio non dimorava in mezzo a loro regolarmente e costantemente, o perché Dio non è sceso giù fra loro".  </p>
<p>C'erano mondi senza valore che sono passati. È interessante perché parlano di razze indegne, e razze pre-umane che non poterono affermarsi. Naturalmente sappiamo che le civiltà passano, perché non dovrebbe succedere anche ai mondi, se Dio non li ha visitati o se essi lo hanno rigettato? Questo pensavano gli ebrei. </p>
<p>C'è un'opera famosa dei fratelli Ahwan di Basra edita da Dieterici.</p>
<p>Nel nono secolo a Basra c'era una società di fratelli santi. Erano avanzati scientificamente sapevano tutto sui microbi e molecole e ogni altra cosa. Avevano un'enciclopedia meravigliosa e in essa dicevano "compito degli angeli è coordinare le operazioni fra i mondi, farli funzionare secondo lo stesso piano. Ci sono molti mondi.</p>
<p>Sono tutti coordinati, e tutti lavorano insieme in un grande schema". Questo è un concetto molto ardito che troviamo naturalmente nella Perla di Gran Prezzo.</p>
<p> Così mettiamo qui i fratelli di Bassra. Era una grande scuola, un centro molto importante a quel tempo. Prima cristiano, poi mussulmano.   </p>
<p>Questa era la dottrina dei nazareni, leggiamo nella collezione Migne, qui " Come la scuola che propugna un unico mondo si raggruppa attorno ad Aristotele, così la pluralità dei mondi sviluppata con logica e immaginazione impressionante dagli scrittori cristiani che pretendevano di insegnare il vecchio vangelo cristiano degli gnostici".</p>
<p>Naturalmente gli gnostici lo presero perché era molto popolare, ma non vi sentivano portati. Essi non credevano a niente di fisico, non risurrezione, non creazione fisica.</p>
<p>Dio non era degno di quello. Così alcune sette lo tennero. Giustino Martire, il primo martire cristiano, e il primo filosofo ci insiste. Dice "Se mi seguite, vi posso promettere mondi illimitati. I mondi sono senza fine". </p>
<p>Come ho detto fu il primo martire cristiano dopo Stefano.Dopo di lui solo gli eretici si attaccarono a questa vecchia dottrina. Filastrio è uno che colleziona argomenti pro e contro di essa. Lo abbiamo nel 12° vol. della Patrologia, è del 4 secolo. I filosofi del IV sec. la rigettavano, non gli piacevano le cose fisiche.</p>
<p>Lui dice "Ci sono eretici ancora attaccati a questa vecchia credenza che i mondi sono infiniti e innumerevoli secondo le sciocche opinioni di alcuni filosofi", a questo oppone Genesi 1:1 "All'inizio Dio creò il cielo e la terra". Questa era abitualmente la risposta.</p>
<p>Dice "Questo dice che il mondo è uno e da una sola fonte. Ce ne può essere solo uno". Anche Metodio pensa lo stesso.</p>
<p>Riferendosi alla cosmologia dei Caldei e degli Egiziani argomenta che se il sole, la luna e altre stelle sono divine e più grandi che gli uomini, allora è necessario che contengano anche una vita più grande.</p>
<p>Ci devono essere mondi più grandi dei nostri. Dice "Avrebbero una pace più grande, una giustizia più grande, una virtù più grande. È ragionevole?". </p>
<p> Bene, perché no? Ma loro lo trovavano offensivo. Lui resta un po' in disparte, un sacco di gente lo fa. È interessante nel primo periodo.</p>
<p>Quelli che hanno a cuore la gloria di Dio generalmente credevano in essa, ciò lo pone alla testa dello show più grande possibile. Volevano che Dio avesse il più grande universo... Origene è nel mezzo e non si sa decidere.</p>
<p>Sapeva bene quello che insegnava la vecchia chiesa, ed era il migliore teologo, ma era cresciuto sul campus dell'università di Alessandria. Doveva accettare entrambe le teorie.</p>
<p>Ci dice alcune cose interessanti " Tuttavia ci possono essere altri mondi, ma non so quanti e di quale natura. Se qualcuno me lo dicesse mi piacerebbe saperlo".  </p>
<p>Questa era la posizione della chiesa all'inizio del 3 secolo. Lui era nato nel 185. Dice "Non so". Notate, non c'è autorità, la tradizione è perduta, sostituita dall'apostasia. Non hanno nulla. E naturalmente San Gerolamo.</p>
<p>Lui dice che Origene credeva che il numero dei mondi fosse infinito, ma essendo un seguace di Epicuro evitava di credere che fossero tutti insieme, bensì uno dopo l'altro. Bene questo spiega parecchio. Ricordate, la Perla di Gran Prezzo dice "Come un mondo passa e un altro viene all'esistenza". Filastrio nota che ai giorni suoi  c'era gran disaccordo nella chiesa sul soggetto, metà insegnanti erano a favore della pluralità dei mondi, altra metà contro</p>
<p> </p>
<p>"Mentre i gusti di alcuni cristiani li spingevano a deridere Aristotele che limitava il controllo di Dio a una sfera di luce nel circolo della luna, preferendo lo scopo più vasto delle scuole in Babilonia, India ed Egitto, che insegnavano che c'erano altri mondi e i cui insegnamenti era difficile confutare,...".</p>
<p>È uno  scritto interessante di un Palestinese nella Patrologia orientale del 4 secolo. Il concetto aristotelico assunto dai dottori della Chiesa Cristiani ed Ebrei è simile alla dottrina di monarchia universale. Tutto al di fuori della monarchia è nelle tenebre. Ci può essere solo un regno. </p>
<p>Come Origene anche Agostino sta da parte. Alla fine decide contro.</p>
<p>Nella Città di Dio aveva scritto "Non c'è tempo senza mobilità". Qualcosa deve muoversi per misurare il tempo. "Non c'è mobilità senza creature. Non c'era nessun tempo dopo che Dio cominciò a creare la terra".</p>
<p>Poi aggiunge "Si deve capire che non esisteva nulla del tutto prima che egli creasse questo mondo; perciò non ci possono essere altri mondi. Poiché non c'era tempo, da ciò possiamo concludere che prima che fosse creato questo mondo non esisteva niente". </p>
<p>Aggiunge anche "Il mondo non fu creato nel tempo ma col tempo. Il tempo e il mondo furono creati insieme".<br />
La Perla di Gran Prezzo dice che Adamo entrò in un nuovo sistema temporale quando lasciò il giardino. Prima di allora era in un altro sistema di tempo, ma ancora sistema di tempo. Ma loro credevano che con la creazione dal nulla era stato creato il tempo.  </p>
<p>Anche Giovanni Crisostomo rigetta la teoria di più mondi. E siamo in pieno antropocentrismo.</p>
<p>Nel medioevo Tommaso d'Aquino ritiene impossibile, seguendo Platone, che ci siano più mondi. "Mondi duplicati sarebbero inutili e sciocchi, perché farne più di uno?" così è contro Platone che dice " Anche se la loro totalità potrebbe essere perfetta, ci sarebbero ancora mondi imperfetti".</p>
<p>Anche nel Rinascimento e nella Riforma si discusse e si lottò su questo. Il rinascimento era un periodo in espansione, si scoprirono questo mondo e altri mondi. Giordano Bruno fu bruciato al rogo, a Roma, per aver predicato questa dottrina. Era un gran genio, a modo suo. Era il 1600. </p>
<p>Ne l diciassettesimo secolo sono più scientifici: Pascal e Descartes ne parlano, Bruno stava insegnando "un universo popoloso, infinito  e decentralizzato ".</p>
<p>Gli costò la vita, dovunque andasse non lo accettavano. Lo scacciarono da Ginevra, da Parigi, da Londra. Era uno dei più grandi geni del suo tempo. Nicola Cusano, tedesco ci credeva (era divenuto cardinale) lui segue Socrate che dice che l'uomo saggio sa di non sapere.</p>
<p>Parlando di un universo il cui centro è dapperttutto dice "Quello non è Dio, è l'universo che stiamo descrivendo". Disse anche che gli abitanti di questo mondo sono inferiori agli abitanti di altre stelle. "Essi restano totalmente sconosciuti a noi". </p>
<p>Nel diciassettesimo secolo Burrell pubblicò un libro che provava la pluralità dei mondi in cui attirava l'attenzione sulle montagne e sui fiumi della luna e ricordava che Pitagora chiamava la luna una terra. Abbiamo anche Campanella che scrive<br />
la Città del Sole e dice che il sole è un pianeta popolato. A causa di questo morì nel 1639 dopo esser stato in prigione per 27 anni.</p>
<p>Descartes era contro questa teoria, scrive "La questione di molti mondi è sciocca e irrilevante poiché questo mondo è infinito e non dobbiamo disputare mai sull'infinito. Non c'è niente che possiate dire".</p>
<p> Descartes aggiunge "Se anche ci fossero tanti mondi, essendo la materia unica è come se fosse un mondo solo". </p>
<p>Pascal viene dopo di lui, un grande genio matematico. Ma non poteva accettarla neppure lui a causa del suo attaccamento alla tradizione cristiana  ed ebraica.</p>
<p>Leibnitz non l'accetta perchè "Questo è il migliore dei mondi possibili", si contraddice ma rigetta l'idea.</p>
<p>Newton è a favore e siamo nel 1727. Era molto religioso, ma interpretava la Bibbia letteralmente e non seguiva la teologia del suo tempo.</p>
<p>Lui dice " Perché nella casa di Dio che è l'universo ci sono molte dimore ed egli le governa tramite agenti che passano nei cieli da una dimora all'altra, tutti i luoghi a cui abbiamo accesso son pieni di creature viventi, perché questi immensi spazi dei cieli, al di sopra delle nuvole, dovrebbero essere vuote di abitanti?".</p>
<p>"Perché sprecare tanto spazio? Perché non organizzarlo?".</p>
<p>Kant (il padre della filosofia tedesca predicava sulle isole di galassie e la formazione di sistemi solari da una nebulosa spirale e studiava le stelle.</p>
<p>Oggi siamo a malapena al passo con lui. Kant ha anticipato non solo a intuito ma con la ragione così tante delle cose che si insegnano oggi.</p>
<p>Incidentalmente, proprio prima di lui c'è Athanasius Kircher, un gesuita, amico del papa. Studioso del copto e dell'egiziano. Si mise nei guai con la sua dichiarazione che praticamente lo distrusse "Sarebbe nel potere di Dio creare mondi simili a varie distanze dalla terra". La sua idea di un iter ex statico o di viaggi ai vari pianeti produsse fra i fratelli scienziati un silenzio di disagio</p>
<p> </p>
<p>Richard Bentley e il Dr Arnold a Oxford usarono questo tema per dissertare ed esso fu causa di una faida  durata per anni. Lui diceva " È assurdo, a che servirebbero infiniti mondi? A cosa servirebbero innumerevoli stelle che non sono neanche viste da noi?".</p>
<p>Se non puoi nemmeno vederle a cosa ti serve? (come se Dio avesse creato tutto quanto solo per il nostro beneficio).La dottrina degli altri mondi  sembrava troppo materialistica; fra gli scienziati c'era l'assunto che la scoperta della vita su altri mondi avrebbe posto fine alla credenza in Dio".</p>
<p>Per la generazione presente può essere difficile pensare che fino a questo tempo erano gli scienziati che rigettavano con sprezzo l'idea della pluralità dei mondi abitabili.</p>
<p>La chiesa cattolica esita ancora. Il problema era localizzarlo. Ci doveva essere un posto, se non c'era il luogo allora non doveva esserci il problema.</p>
<p>Ma la localizzazione è un fattore fisico. Allora dimentica questo, dimentica lo spazio, e tutto il resto. Porta tutto sul piano spirituale e puoi scordarti dell'affare di altri mondi. Ecco la posizione che hanno al momento. </p>
<p>Whitehead, famoso filosofo e matematico inglese sul letto di morte disse:"<br />
La Bibbia eccelle nei suoi suggerimenti di infinito. Noi siamo qui con i nostri esseri finiti, e i nostri sensi fisici alla presenza di un universo le cui possibilità sono infinite" scosse la testa e aggiunse</p>
<p>"E anche se non possiamo impararle, quelle possibilità infinite sono attualità. Non rigettate nulla. Gli interpreti della Bibbia sfortunatamente hanno rimpicciolito il senso dell'infinito nel finito e nei concetti limitati". Questo è ciò che fecero interpretando<br />
la Bibbia, ma noi dobbiamo lasciare le possibilità aperte. </p>
<p>Nel 1955 un astronomo registra un altro punto di vista su come si creò la terra. C'è una teoria che una stella venne abbastanza vicina al sole da attrarre abbastanza sostanza. Nel 1930 era l'unica teoria accettata.</p>
<p>Adesso ce n'è un'altra. Ma ora avete 15 coordinate chiavi che devono essere intonate assieme. La possibilità che si crei un cosmo da questo, è infinitesimamente piccola. Così questo dev'essere l'unico mondo, non ce ne può sere un altro come questo.</p>
<p>Fu molto dibattuta, il prof. Larkin scaraventava fuori dal suo ufficio chiunque gliene accennasse. Se un folle fantascienziato suggeriva che c'era più di un mondo non poteva essere tollerato per più di un momento. E questi erano gli scienziati. </p>
<p>Un'altra teoria era quella della collisione-l'origine del sistema planetario  per caso, giusta temperatura, giusta distanza, giusto il luogo e tutto questo era di estrema rarità e non si poteva produrre per nulla.</p>
<p>Nel 1960 gli astronomi provarono con soddisfazione che i sistemi solari sono molto comuni nell'universo. Il dr. Sullivan parlando nel 1964 fece un progetto per ricevere o mandare messaggi ad altri mondi.</p>
<p>Disse " È un soggetto su cui non avrei osato discutere apertamente fino a due anni fa".</p>
<p>Arthur Clarke lo scopritore del radar scrisse 2001 Odissea nello spazio.</p>
<p>Lui dice "L'uomo non ‘conquisterà mai lo spazio' non sarà mai possibile conversare con un altro pianeta (a causa della differenza del tempo).</p>
<p>L'intero concetto di amministrazione interstellare o cultura è visto come un'assurdità. Ogni forma di controllo o amministrazione su altre zone dello spazio è dichiaratamente impossibile e cuti i paralleli della nostra storia cessano di avere significato". </p>
<p>Ieri sera stavo leggendo Nathan Ha Babli un ebreo del medioevo viaggiatore. Il Gran Kan stava amministrando un impero  dove non si potevano raggiungere delle città prima di tre, 4 o 5 mesi. Tuttavia l'organizzazione funzionava. Può darsi che un modo ci fosse.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[ascoltando manu chao]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=744</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 08:52:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[E non sarà vero quello che da alcuni anni (decenni) si va dicendo da più parti, che tutta la civil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>E non sarà vero quello che da alcuni anni (decenni) si va dicendo da più parti, che tutta la civiltà occidentale, quella europea, per intenderci meglio, e le sue varie filiazioni più o meno riuscite, sia un enorme corpo in disfacimento che tenta di resistere costruendo barriere, mura, fortezze bastiani, fili spinati? e non sarà vero che non riusciamo neanche più a fare figli e quelli che abbiamo li sprechiamo come carne da macello? e non sappiamo ballare più come una volta e non occupiamo le piazze e non sappiamo più parlare gli uni con le altre e picchiamo le nostre donne e i nostri figli perchè ci sentiamo impotenti e non ridiamo perchè niente ci sembra che ci sia da ridere? e ci piacciono quelli che dicono attenzione, quelli che ci dicono c'è l'uomo nero, quelli che ci dicono che chiudi la finestra e spranga la porta e attenta quando cammini per la strada di sera? e che abbiamo bisogno dell'uomo in doppiopetto o di napoleone o dell'uomo dei servizi segreti o di quello con le scarpe rosse di prada e a loro non siamo più capaci neanche di pensare di opporre una grassa risata e li lasciamo fare e dire e comandare le nostre vite? e non ci piacciono più le donne con il petto grosso e le vogliamo magre come insetti stecco e i nostri figli li vestiamo come ballerini di s. maria de filippi?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sweco wins contract at Mondi's Syktyvkar pulp and paper mill]]></title>
<link>http://pulpinc.wordpress.com/?p=199</link>
<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 19:14:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chris Lang</dc:creator>
<guid>http://pulpinc.wordpress.com/?p=199</guid>
<description><![CDATA[Sweco has won a contract for the architecture, structural engineering and construction management fo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sweco has won a contract for the <a href="">architecture, structural engineering and construction management</a> for the rebuild and modernisation of Mondi's Syktyvkar pulp and paper mill. The contract is worth about €5.4 million. The project, which is supposed to reduce emissions from the mill and expand capacity is due to be completed in 2008.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[desideri]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=741</link>
<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 14:44:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
<guid>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=741</guid>
<description><![CDATA[La scena è questa: una piazza sul paese che si sporge sui tre mari (S.Maria di Leuca? ci sta, ci st]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La scena è questa: una piazza sul paese che si sporge sui tre mari (S.Maria di Leuca? ci sta, ci sta), un bar, seggioline di ferro, un tavolino, tanto sole. Gambe allungate, una bella bibita davanti, di quelle che durano tanto e non si sfreddano mai, un bicchierone insomma, non so, consigliatemi voi. Occhiali da sole, braccia abbandonate stancamente sui braccioli delle suddette seggioline, maglietta a mezze maniche e pantaloni di lino belli larghi. Zitta.</p>
<p>Ascoltare i passi di quelli, pochi, che passano, girare lentamente la testa se necessario, sospirare ogni tanto, se necessario. Con la cannuccia tirare su il liquido chiaro dentro il bicchiere, facendo il minimo sforzo. Lasciare che il corpo e la mente si prendano finalmente tutto il loro tempo. Dormicchiare, anche, per qualche minuto, chiudendo gli occhi dietro le lenti.</p>
<p>Il libro e il golfino per la sera stanno nella borsa appoggiata sulla sedia accanto. Il cellulare è spento.  Stare lì, semplicemente, senza pensare a niente, nella completa evaporazione delle cellule cerebrali (con il sole è facile che accada). Aspettare che venga sera, che la calura si plachi, cominciare a sentire sulla pelle il fresco che viene dal mare. Non avere niente da fare.</p>
<p>Ma mi ci faranno stare tutto questo tempo al tavolino?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[col mal di testa]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=738</link>
<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 14:54:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eppure, a volte, penso che il dovere della vita di ognuno di noi è solo quello di essere felice e c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#c0c0c0;">Eppure, a volte, penso che il dovere della vita di ognuno di noi è solo quello di essere felice e che tutto questo non serva alla felicità, ma siano altre le cose da cercare, abbandonando il resto come zavorra.</span></p>
<p>Oggi,mattina di pasqua,</p>
<p>una improvvisa bufera di neve è passata sull'isola.</p>
<p>Tra le siepi già verdi c'era la neve. Mio figlio</p>
<p>mi portò verso un magro albicocco lungo il muro di casa,</p>
<p>via da una strofe dove a dito indicavo chi erano</p>
<p>a prepararla, una guerra che</p>
<p>il continente, quest'isola, il mio popolo, i miei e me stesso</p>
<p>poteva sterminare. Senza parole</p>
<p>abbiamo messa una tela di sacco</p>
<p>sull'albero che raggelava.</p>
<p>(B. Brecht, <a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880618749&#38;ed=87" target="_blank">Poesie</a> e canzoni, a cura di F.Fortini e R. Leiser, Torino, Einaudi, 1962)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[sarinagara]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=701</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 15:15:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
<guid>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=701</guid>
<description><![CDATA[
In giapponese, sarinagara significa qualcosa come :
eppure
Queste cinque sillabe sono le ultime del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pessimesempio.files.wordpress.com/2008/05/giardino-zen.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-702" src="http://pessimesempio.wordpress.com/files/2008/05/giardino-zen.jpg" alt="" width="435" height="327" /></a></p>
<p>In giapponese, <em>sarinagara </em>significa qualcosa come :</p>
<p>eppure</p>
<p>Queste cinque sillabe sono le ultime della poesia più famosa</p>
<p>di Kobayashi Issa e suonano così:</p>
<p><em> tsuyu no yo wa- tsuyu no yo nagara- sarinagara</em></p>
<p>Letteralmente, le diciassette sillabe della poesia dicono:</p>
<p>è di rugiada- è un mondo di rugiada- eppure eppure</p>
<p>Ma una traduzione meno artificiosamente fedele scriverebbe</p>
<p>più semplicemente:</p>
<p>sapevo il mondo- una rugiada effimera- eppure eppure</p>
<p>Tutto il romanzo che segue, tutto ciò che dice della vita, per me</p>
<p>è racchiuso nella semplice ripetizione di quest'ultima parola:</p>
<p>eppure</p>
<p>(<a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/12/11/due-interviste-a-philippe-forest/" target="_blank">Philippe Forest</a>, <a href="http://www.aletedizioni.it/catalogo/dettagli.asp?ISBN=978-88-7520-045-9" target="_blank"><em>Sarinagara Tre volte un'unica storia</em></a>, tradotto da Gabriella Bosco, Alet,2008 )</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Business e marketing nei mondi virtuali e in Second Life: il punto di vista di McKinsey e la videogame generation.]]></title>
<link>http://communicationvillageblog.wordpress.com/?p=13</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 12:03:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Communication Village</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una valutazione sul valore e sulla profittabilità del marketing e di un business nei mondi virtuali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Una valutazione sul valore e sulla profittabilità del marketing e di un business nei mondi virtuali e in Second Life è stata recentamente espressa da un consulente senior – che ha preferito rimanere anonimo – di McKinsey &#38; Company, una delle agenzie di consulenza di management più influenti del mondo.</p>
<p>Nella sua analisi riportata da Times On Line, l’agenzia parte dall’osservazione che i suoi clienti «non sono in grado di raggiungere la “videogame generation” nel modo in cui hanno fatto con le audience dei giornali». Altrettanto difficile è per le aziende riuscire a distinguersi nell’universo digitale in un modo ben marcato e individuabile.</p>
<p>La cosiddetta “videogame generation”, ossia quella fascia di popolazione con un’età inferiore ai 30 anni, ha vissuto infatti il proprio rapporto con i media con un’immersione costante nell’interattività. Per i giovani la fruizione di un contenuto proveniente da un dispositivo tecnologico significa immediatamente e univocamente la possibilità di interagire con esso – atteggiamento che si accentua progressivamente man mano che si considerano fasce di popolazione con età via via più ridotte.</p>
<p>Se chi ha più di 35 anni ha dovuto imparare a conquistare la propria capacità di esprimersi attivamente attraverso i media, apprendendo spesso a fatica come compiere delle scelte attive e immettere progressivamente una quantità sempre più ampia di contributi personali nel flusso di contenuti preordinato veicolato dai media, i giovani e i giovanissimi hanno invece da subito sperimentato l’opportunità di disporre del diritto e della capacità di operare scelte e di decidere in piena autonomia cosa fruire e cosa no. In più, per loro la fruizione dei media coincide sempre più con la partecipazione alla creazione dei contenuti in modo diretto – come accade nei videogame, appunto, per cui il divertimento consiste essenzialmente nella capacità di agire, prendere decisioni, compiere delle scelte capaci di condizionare l’intero andamento del flusso dei contenuti – piuttosto che con l’assorbimento passivo di una corrente di informazioni con cui non si può dialogare.<br />
Questa fascia di pubblico è sempre più indifferente – se non addirittura riluttante – a subire gli effetti di una comunicazione a senso unico, tipica dei media tradizionali. Carta stampata e televisioni – meno la radio che conserva ancora degli spazi di interazione più forti e che comunque può essere fruita in modo più indiretto mentre si svolgono altre attività, come in auto o in aree pubbliche – risultano dei media troppo freddi e privi di capacità di coinvolgere, per cui i più giovani stanno progressivamente allontanandosene o comunque limitando sempre più l’ascendenza che questi canali hanno esplicato fino ad ora.</p>
<p>A detta di McKinsey, pertanto, quelle aziende orientate al business to consumer (B2C) che vogliono conquistare l’attenzione di chi ha meno di 30 anni devono assolutamente tentare la sperimentazione nei mondi virtuali. Opinione espressa in un report di 150 pagine in cui si definiscono alcuni modelli di business fruttuosi mediante i quali le aziende possono realizzare un ritorno dell’investimento dopo avere svolto azioni di marketing e comunicazione che fanno uso dei mondi virtuali – Second Life in testa.</p>
<p>In realtà le critiche che qualche mese fa sono state mosse contro Second Life – ossia che presenta delle barriere all’ingresso di tipo tecnologico, che sia piuttosto complesso da usare e che abbia arrecato pochi benefici a chi abbia utilizzato questo mondo virtuale per tentare delle azioni di marketing – appartengono a un momento di riflusso arginato alla prima ora.</p>
<p>I modelli di marketing che non funzionano sono oggi molto più chiari, mentre lo studio più avveduto delle dinamiche dei mondi virtuali ha condotto a definire dei modelli che sono in grado di garantire dei ritorni precisi e misurabili, di valore comparabile a tutti gli altri modelli – spesso più semplici e meno elastici – applicabili al Web.</p>
<p>Quello che è chiaro agli analisti è che si sta entrando nella seconda fase dello sviluppo di Second Life, che non è più solo intesa come una replica arricchita del Web, ma un universo molto più ampio e sfaccettato che un’azienda può sfruttare per ottenere una molteplicità di benefici. Tra questi la creazione di meeting virtuali, la realizzazione di corsi di formazione al personale molto più intensi e completi rispetto a quelli effettuabili tramite una piattaforma di formazione a distanza basata sul Web, l’esplicazione di azioni di marketing esperienziale e di community.</p>
<p>Per esempio un’azienda americana di autotrasporti sta utilizzando Second Life per insegnare ai conducenti come parcheggiare i camion correttamente in condizioni di traffico cittadino, mentre la catena alberghiera Hilton sta addestrando i receptionist a comportarsi correttamente con i clienti proprio impiegando delle riproduzioni virtuali di una sala d’ingresso. Altre aziende stanno usando il mondo virtuale come ambiente di simulazione per insegnare ai dipendenti ad affrontare le più svariate situazioni impreviste senza bisogno di ricorrere a lunghe e costose esercitazioni in situazioni reali.</p>
<p>Il grosso problema è che la maggior parte delle agenzie che finora hanno supportato le aziende a fare il migliore uso di vecchi e nuovi media si trovano del tutto impreparate ad affrontare la comunicazione nei mondi virtuali. Come osserva il consulente di McKinsey, «laddove i bisogni del Web bidimensionale erano ben soddisfatti dai designer grafici, il mondo 3D necessita di una concezione cinematografica. Si ha bisogno di sceneggiatori, di attori e di registi che sappiano coinvolgere i frequentatori della piattaforma in scenari e situazioni basate su stimoli attivi tipici dei film e dei videogame».</p>
<p>Proprio queste agenzie – che fino a pochi anni fa rappresentavano proprio la frontiera avanzata della comunicazione più rivoluzionaria e avanguardistica – stanno assumendo dei comportamenti conservativi e reazionari, finalizzati a rallentare l’ingresso dei nuovi media e a mantenere la propria posizione di dominio basato su competenze non facilmente aggiornabili e sicuramente non più sufficienti a fronteggiare le opportunità offerte dai nuovi strumenti mediatici.</p>
<p>Toccherà alle aziende iniziare a capire che, per sopravvivere in un universo di comunicazione in costante cambiamento, dovranno diffidare sempre di chi non si mostri aperto a tutte le nuove opportunità. O, come dicono in McKinsey, ignorarle sapendo però di farlo «a proprio rischio e pericolo».</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[discesa]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=668</link>
<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 07:09:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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&#8230;&#8230;..una cima raggiunta non basta. Bisogna discenderla con la stanchezza al culmine, lo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pessimesempio.files.wordpress.com/2008/04/richter_himalaya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-669" src="http://pessimesempio.wordpress.com/files/2008/04/richter_himalaya.jpg" alt="Gerard Richter, Himalaya" width="510" height="645" /></a></p>
<p>........una cima raggiunta non basta. Bisogna discenderla con la stanchezza al culmine, lo svuotamento che ti dà l'arrivo sulla cima. Scendere è disfare la salita, scucire i punti dove hai messo i passi. La discesa è una cancellazione. Ripassi su quelle linee precipitose per toglierti di lì.</p>
<p>( Da Erri De Luca, Sulla traccia di Nives, Oscar Mondadori, 2006)</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[a bocce ferme]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=641</link>
<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 15:48:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Passato il grande sconcerto del primo momento, alcune considerazioni a bocce ferme, come si dice qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pessimesempio.files.wordpress.com/2008/04/megafono_apertura_a.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-643" src="http://pessimesempio.wordpress.com/files/2008/04/megafono_apertura_a.jpg" alt="" width="225" height="150" /></a></p>
<p>Passato il grande sconcerto del primo momento, alcune considerazioni a bocce ferme, come si dice qui. Devo dire che tra le emozioni prevalgono la rabbia per tutto quello che apparentemente è stato buttato via e la paura che non sia più possibile riproporre certe esperienze comuni.</p>
<p>Non sto parlando di partiti, ovviamente, ma di quel sentire comune che è stato presente in questo paese nei tanti movimenti che l'hanno percorso in questi anni e che solo raramente sono stati ascoltati o portati all'onore delle cronache. Ma non solo dei movimenti, parlo: anche di un modo di interpretare la realtà che accomuna tanti di noi, pur con le personali sfumature. Un modo di leggere le cose e la realtà di oggi che improvvisamente non ha più spazio in Italia, appare come cancellato, non esiste più, se non nelle menti di ciascuno di quelli e quelle che lo hanno sostenuto fino a ieri.</p>
<p>In Italia non esiste più un partito che si chiami comunista e non esiste più un partito che si dichiari socialista. Non è una consolazione il fatto che La destra di Storace e Santachè non ci siano neanche loro, visto che suppongo che sia stato eletto il signor Ciarrapico, fascista dichiarato, e chissà quanti altri con lui.</p>
<p>Così, di primo acchito, pare che non esistano più nè socialisti nè comunisti perchè è venuta meno la loro ragion d'essere. E allora mi pare che sia necessario, per coloro che a queste idee, per quanto stemperate dal passare degli anni e dal mutare delle situazioni si rifacevano, pensare davvero a cosa significhi oggi essere comunista o socialista, esserlo stati fino ad oggi e come si possa ripartire e da dove, mantenendo alcuni punti fermi, non mediabili, quei punti che hanno segnato la differenza con il PD.</p>
<p>Che la devono segnare, dal momento che- per me- esiste una sostanziale differenza tra il mio modo di essere e di volere e quello che propone Walter Veltroni.</p>
<p>Il che non significa che io sono antagonista, che sono sempre all'opposizione: significa però, solo per fare un esempio, che io sono contro la guerra in Iraq, così come sono stata contro la guerra in Jugolaslavia, che penso che la democrazia non si possa esportare, che sono convinta che le democrazie occidentali siano democrazie "malate" e fasulle e dominate dal mercato globale, che questo mercato determini la povertà della maggior parte delle nazioni e delle popolazioni, e così via, solo per restare su temi più generali.</p>
<p>Se poi scendo nel sociale la differenza consiste nel fatto che sono per le famiglie di fatto, che sono per la ricerca sulle cellule staminali, che sono per la difesa della legge sull'aborto, che sono contro i centri di detenzione.</p>
<p>Significa che credo nella possibilità di scelte energetiche ed economiche diverse e migliori.</p>
<p>E così via.</p>
<p>Nessuno più difenderà questi principi in parlamento: non ci sarà più Ferrero, ad esempio, degnissima persona. E questo dobbiamo mettercelo bene in testa, perchè non avremo più neanche quel flebile filo di voce che abbiamo avuto in questi mesi.</p>
<p>Dobbiamo <strong>parlare</strong> noi. <strong>Dobbiamo ritrovare la voce.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pöyry wins contract for Mondi's Syktyvkar pulp mill]]></title>
<link>http://pulpinc.wordpress.com/?p=175</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 13:14:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chris Lang</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pöyry has won a €10 million contract to provide engineering services for the rebuild of Mondi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Pöyry has won a <a href="http://www.risiinfo.com/technology/pulpandpaper/news/Poyry-provides-engineering-for-Mondi-pulp-mill-rebuild-in-Russia.html">€10 million contract</a> to provide engineering services for the rebuild of Mondi's Syktyvkar pulp mill in Russia. Mondi is expanding the Syktyvkar pulp and paper mill to produce 940,000 tonnes of paper and board. Completion is due in 2010.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[parlami]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/?p=528</link>
<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 17:49:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
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<description><![CDATA[
jake baddeley
parlami dello spazio
delle sue geometrie
parlami dell’esistenza
di mondi lontanissi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.artipico.com/afbeeldingen/jake_baddeley/jake_baddeley_origineel_conception_70x90.jpg" alt="" width="400" height="525" /></p>
<p><em>jake baddeley</em></p>
<p>parlami dello spazio</p>
<p>delle sue geometrie</p>
<p>parlami dell’esistenza</p>
<p>di mondi lontanissimi</p>
<p>di civiltà sepolte</p>
<p>di continenti alla deriva</p>
<p>parlami</p>
<p>parlami dell’amore</p>
<p>che si fa tra gli uomini</p>
<p>viaggiatori anomali e temporanei</p>
<p>nei territori mistici della scrittura celeste<br />
…<br />
noi seguiamo per istinto la scia delle comete</p>
<p>noi siamo la lingua</p>
<p>un altro sistema solare</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IBM in Second Life: case history, obiettivi, caratteristiche e descrizione dell’area, prospettive.]]></title>
<link>http://communicationvillageblog.wordpress.com/?p=7</link>
<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 13:57:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Communication Village</dc:creator>
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<description><![CDATA[IBM in Second Life ha realizzato un’installazione molto ampia e interessante. Attualmente l’inse]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>IBM in Second Life ha realizzato un’installazione molto ampia e interessante. Attualmente l’insediamento di IBM è distribuito su ben 34 sim (isole), praticamente una città digitale, che evidenzia in modo chiaro l’interesse crescente che la compagnia rivolge ai mondi virtuali.</p>
<p>IBM è stata una delle prime grandi aziende IT a prendere sul serio Second Life. Lo spazio colonizzato ospita la rappresentanza di tutte le singole aziende che fanno parte del gruppo e ciascuna propone una sua specifica serie di attività in Second Life e dei propri punti di incontro per gli utenti.</p>
<p>La logica che impera in tutta la regione è quella di permettere agli utenti che la visitano di fare qualcosa, di essere attivi e interattivi. Il primo problema che Second Life deve affrontare è infatti la noia, ossia il girare a vuoto senza nulla da fare, causa prima dell’abbandono della piattaforma da parte dei nuovi utenti. IBM punta invece a intrattenere gli avatar dando loro qualcosa da scoprire e delle attività interessanti da svolgere.</p>
<p>Ci sono aree dedicate allo sport, come quella che riprende Wimbledon (di cui IBM è uno degli sponsor ufficiali), e altre in cui gli utenti possono cimentarsi in quiz che concernono argomenti informatici attinenti alle produzioni di Big Blue.<br />
Interessante il commento che Garth Goode, uno dei più noti blogger americani dediti a raccontare le sue esperienze di viaggio in Second Life, fa sul carattere della modellizzazione dell’area IBM: «Gli edifici sono costruiti da tecnici di IBM, cosa che li rende particolarmente affascinanti. In quest’area non c’è un’azienda orientata al marketing che ha costruito stand finalizzati a mostrare oggetti e produzioni. Tutto ha l’apparenza di qualcosa costruita da nerd per nerd. È come se IBM provasse a lanciare degli oggetti contro un muro per vedere se ci rimangono attaccati. Girare per la regione anche solo per guardare tutti gli edifici bizzarri e splendidi è un intrattenimento di per sé».</p>
<p>Goode però precisa anche una delle peculiarità dell’isola, che potrebbe essere in effetti una scelta volontaria: «IBM non ha creato quasi nulla con l’intento di stimolare una visita o di indurre a tornare, se si esclude l’interesse che può suscitare la visita stessa. È come guardare i rottami di un treno o una bacinella per esperimenti da laboratorio».</p>
<p>Una scelta legittima se si pensa che Big Blue non intende sfruttare Second Life per finalità di marketing, ma essenzialmente per sperimentare la possibilità di realizzare una piattaforma collaborativa a larga scala che permetta di produrre nuove idee di business.</p>
<p>In altri termini l’idea è quella di sfruttare Second Life per comprendere al meglio come realizzare un ambiente 3D che riproduca l’interattività del mondo virtuale e il pieno senso di immersione esperienziale che viene dato agli utenti. IBM intende costruire scenari entro i quali, per esempio, diverse squadre di ricercatori nel campo della medicina possono effettuare meeting in una stanza virtuale per analizzare le condizioni della diffusione di una nuova malattia.</p>
<p>C’è poi un secondo fine che anima la presenza di IBM in Second Life, che consiste nello sviluppo di standard aperti per avatar che permetterebbe loro di passare da un mondo virtuale all’altro. In pratica basterà creare un unico avatar con un solo account per avere libero accesso in tutti i mondi virtuali legati a questa sorta di nuovo network tecnologico. Un progetto ambizioso che richiederà parecchio tempo, ma in cui IBM crede in modo particolare.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lo slittamento della lingua]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=579</link>
<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 09:09:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per due sere di fila ho visto in televisione Bertinotti e Colaninno, il vecchio e il giovane che ava]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per due sere di fila ho visto in televisione Bertinotti e Colaninno, il vecchio e il giovane che avanza. La prima sera all'Infedele di Lerner, la seconda giovedì sera da Santoro. Non ho seguito tutta la trasmissione in entrambi i casi, solo la prima ora o giù di lì. A differenza del pessimo spettacolo di martedì sera, offertoci da Calearo, figura assolutamente opaca per non dire di peggio, al limite del grezzo (purtroppo per noi se ce lo ritroveremo ministro; non si sa mai ci tocchi sperare di perdere in questo caso) devo dire che ho trovato ben impostata la discussione ed interessanti le argomentazioni che mi pare fossero articolate tutte e due prevalentemente intorno a temi di economia e dintorni.</p>
<p>Bertinotti ha sostanzialmente detto che, con la globalizzazione, non è stato cancellato il conflitto di classe, ma al contrario lo si è esteso su scala planetaria.</p>
<p>Colanninno ha difeso la proposta del PD, quella, in un certo senso, di un'industria compartecipata. Se l'Italia vuole inserirsi a pieno titolo nella globalizzazione, l'industria deve riprendere quello slancio che ha perduto (?) e può farlo solo se al suo interno viene eliminato il conflitto, che è un freno allo sviluppo, e lo si sostituisce con un'intesa tra operai e imprenditori finalizzata allo sviluppo e alla competitività della fabbrica nel mondo.</p>
<p>Il che, mi pare, non elimina certo la presenza dei due attori protagonisti del mondo del lavoro, vale a dire del nucleo del sistema capitalistico: da una parte l'imprenditore (bello lo scivolamento linguistico da <em>padrone</em> ad <em>imprenditore</em>, quasi che il primo termine sia ormai semanticamente portatore di una marca conflittuale) e dall'altra l'operaio ( e qui? niente slittamento?), di chi mette il capitale finanziario e di chi mette il capitale forza-lavoro e ultimamente e sempre più spesso il capitale-vita.</p>
<p>Come se il tentativo di ridurre fino alla sua scomparsa il conflitto mettesse poi alla fine sullo stesso piano, sia in termini economici che di immagine o di potere in senso lato- le due figure.</p>
<p>Bertinotti ha detto che per diversi anni ci hanno raccontato che l'operaio era una figura in via di estinzione, e noi ci abbiamo creduto.</p>
<p>E' vero, ma mi pare di poter dire che non esiste più la classe operaia come classe sociale, appunto, e come gruppo politico, alemno come eravamo (stati) abituati a immaginarla: tute blu, sirena a mezzogiorno-panino-gavetta-cappello di carta, case popolari, seicento, milleccento, valigia di cartone sul portabagagli, PCI, Togliatti, nebbia, nord, Rocco e i suoi tanti fratelli.</p>
<p>Sul perchè non esista più e su cosa esista al suo posto non mi addentro: c'è già chi ha tentato <span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000606">un'analisi </a></span>con strumenti ben più adeguati dei miei, come a suo tempo ci ha detto<span style="color:#ff0000;"><a href="http://caracaterina.wordpress.com/"> Caracaterina</a></span> (solo che non ritrovo il post, mannaggia).</p>
<p>Quello che voglio dire, però, è che se non esiste più come classe sociale, se in questo immaginario piatto dei nostri tempi non la ritroviamo più, esiste però sempre come figura del lavoro, quella dell'operaio, e di un lavoro che si svolge all'interno di un sistema capitalista globalizzato in mutamento.</p>
<p>Mutamento verso dove? e guidato da chi?</p>
<p>Verso dove, a stare a quanto ci dicono gli esperti dell'ambiente, è verso l'esaurimento delle risorse di questo pianeta, se continuerà questo tipo di industrializzazione, con questi ritmi e questo tipo e quantità di consumi.</p>
<p>Da chi, mi pare chiaro: dai grandi padroni, dalle multinazionali, da chi guida, più o meno alla luce del sole, l'economia mondializzata. E' evidente che se gli imprenditori italiani sognano, se non di stare al passo, almeno di camminare sulle impronte dei grandi, è necessario che si pongano anch'essi come guida e che propongano/impongano la loro via all'industrializzazione dell'Italia.</p>
<p>Non sto qui a fare un bieco (?) discorso di moneta, non sto a dire che sarà sempre la parte di chi fornisce capitale- denaro a farlo aumentare in maniera esponenziale e maggiore rispetto a chi fornisce capitale- lavoro-vita (forse per lui aumenteranno appunto lavgoro e vita, se gli va bene e gli estintori funzionano e la chimica non fa strane reazioni). Lascio da parte questa parte del ragionamento, perchè quello che mi interessa è arrivare a dire che chi "guida" è il padrone e  se il suo interesse è di raggiungere chi sta davanti o almeno di non rimanere troppo indietro e continuare a mangiarne la polvere, cosa può improitargli se ci sono operai che non hanno posti a sedere?  cosa può importargli se gli operai stanno in tre su uno strapuntino o devono spostarsi di sedile? o non ci sono caschi per tutti in cantiere? o si lavora per 12 ore o per 14 perchè sennò i soldi sono pochi? che gliene improta dei costi dello sviluppo se il fine è quello di guagnare di più, di svilupparsi all'infinito? o se si lavora senza garanzie sindacali?</p>
<p>Voglio dire che è difficile pensare che un imprenditore pensi con la testa del suo operaio: padrone sei e padrone rimani, hai voglia a slittare con la lingua.</p>
<p>Veltroni invece pare proporci un sogno, quello del giovane imprenditore di sinistra che prtende per mano il suo operaio e lo porta sulla collina per fargli vedere al tramenoto la fabbrica e per dirgli figliolo tutto questo un po' è anche tuo. Ci propone il sogno di un operaio che ha a cuore il luogo in cui lavoro e ci starebbe anche a dormire perchè un po' lo sente anche suo. Uno che lavoro duro perchè sa che così guadagna di più e compra di più e perchè così tutto il paese, con la forza delle sue braccia, va avanti.</p>
<p>Basta crederci, se si ha voglia.</p>
<p>A me è venuto in mente, tanto per dirne una, la figura del padre della Signorina Effe di Wilma Labate, dell'operaio Fiat che si mette d'accordo con il dirigente e va a picchiare di notte gli operai in sciopero, perchè lui ai suoi tempi in Fiat ci stava bene e la Fiat era come la sua famiglia.</p>
<p>Basta crederci, se ci si ha voglia, a questo tipo di mondo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Kyoto, zen e finte monache]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/?p=432</link>
<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 21:40:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>donneconlavaligia</dc:creator>
<guid>http://donneconlavaligia.wordpress.com/?p=432</guid>
<description><![CDATA[Dal glamour alla spiritualità. Dal &#8220;geisha style&#8221; alla meditazione zen. Da Gion al mont]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style:italic;">Dal glamour alla spiritualità. Dal "<a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/02/29/nuove-tendenze-il-gheisha-style/"><span style="font-weight:bold;">geisha style</span></a>" alla meditazione zen. Da Gion al monte Hiei: anche qui però l’apparenza, a volte, inganna. Viaggio a <span style="font-weight:bold;">Kyoto</span>, in <span style="font-weight:bold;">Giappone</span>. Ecco un altro pezzo del lungo reportage di cui vi ho parlato <span style="font-style:normal;"><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/02/28/il-giappone-di-una-geisha-di-oggi/"><span style="font-weight:bold;">qui</span>.</a></span></span></p>
<p style="text-align:center;"> <img src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/02/rock-garden-cc-gravestmor.jpg" alt="rock-garden-cc-gravestmor.jpg" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#666666;font-family:Arial;font-size:11px;line-height:normal;">Ryoanji's rock garden. <em>Photo <a rel="nofollow" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/"><img style="text-decoration:none;border-color:#cccccc;border-style:solid;border-width:1px;" src="http://www.sacred-destinations.com/images/icons/creative_commons.gif" alt="Creative Commons License" /></a> <a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/people/gravestmor/">Marcus Trimble</a></em></span></p>
<ul>
<li>Nel Paese del <span style="font-weight:bold;">Sol Levante</span> la setta buddista Tendai possiede più di 4000 templi: in un terzo di questi non ci sono più monaci. Di monache, poi, se ne contano sempre meno. Migrano in città, diventano insegnanti, dirigono gli asili. Così la setta per la prima volta nella sua storia, è ricorsa agli annunci sui giornali per trovare aspiranti monaci. La vita monastica è molto severa: otto anni di prove durissime. Le cinque giovani monache che ho incontrato, sono le sole praticanti sul <span style="font-weight:bold;">monte Hiei</span>, a nord-est di <span style="font-weight:bold;">Kyoto</span>. Arrivano tutte insieme, chiamate dal suono di un gong: la loro “guida spirituale” le ha convocate per una speciale cerimonia del tè, in onore della visitatrice occidentale. Noto subito che hanno delle piaghe arrossate ai polsi e alle caviglie. Sono qui da meno di un anno, mi dicono. Sono arrivate tutte insieme. La maggiore ha 25 anni, la più giovane 17. Pallide, la testa rasata, profonde occhiaie violacee, spiegano di aver appena terminato la settimana del digiuno. Adesso si stanno preparando per il mese della preghiera in ginocchio: si alzeranno alle 2 del mattino per dirigersi ai 125 templi del complesso, pregando a ogni tempio che incontrano. «Sarà molto dura», si lascia sfuggire la più giovane. Subito ripresa con un’occhiataccia dal capo, che tiene a sottolineare quanto le pratiche, qui, siano uguali per uomini e donne. Insomma, nessuna discriminazione per le adepte e nessuno sconto.</li>
</ul>
<div style="text-align:center;"><a title="rock-garden-snow-cc-datigz.jpg" href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/02/rock-garden-snow-cc-datigz.jpg"><img src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/02/rock-garden-snow-cc-datigz.jpg" alt="rock-garden-snow-cc-datigz.jpg" /></a></div>
<div style="text-align:center;"><span style="color:#666666;font-family:Arial;font-size:11px;line-height:normal;">Ryoanji's Zen garden in snow. <em>Photo <a rel="nofollow" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/"><img style="text-decoration:none;border-color:#cccccc;border-style:solid;border-width:1px;" src="http://www.sacred-destinations.com/images/icons/creative_commons.gif" alt="Creative Commons License" /></a> <a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/people/datigz/">Liz</a></em></span> </div>
<ul>
<li>Eppure, trovare una monaca nei numerosissimi e spettacolari templi di <span style="font-weight:bold;">Kyoto</span>, è stato come cercare un ago in un pagliaio. Giorni e giorni di ricerche. Poi, finalmente vengo a sapere che in un piccolo <span style="font-weight:bold;">tempio di Higashiyama</span> vive una delle ultime, grandi monache buddiste, insieme a una giovane assistente. Tutte le mattine lavora al piccolo giardino rigoglioso che circonda il tempio. Tutti i pomeriggi prepara una minuziosa e lentissima cerimonia del tè. Accetta di incontrarmi. Il pomeriggio assisto a quella che probabilmente è una delle ultime, autentiche cerimonie che si potranno mai più vedere in <span style="font-weight:bold;">Giappone</span>. Lo intuisco dall'animazione e dall'entusiasmo che si lascia sfuggire l'interprete di solito, com'è costume da queste parti, molto composta. «Sì, non ci sono quasi più novizie – ammette l'anziana monaca dopo due ore di assoluto silenzio passate a preparare e servire il tè -, neanche la mia assistente vuole diventare monaca. Ama troppo i vestiti, i divertimenti della città. E’ orfana e da 15 anni vive con me, mi vuole bene, eppure ha deciso che presto se ne andrà».</li>
</ul>
<div style="text-align:center;"><a title="moss-garden-sept-cc-jmsmytaste.jpg" href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/02/moss-garden-sept-cc-jmsmytaste.jpg"><img src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/02/moss-garden-sept-cc-jmsmytaste.jpg" alt="moss-garden-sept-cc-jmsmytaste.jpg" /></a></div>
<div style="text-align:center;"><span style="color:#666666;font-family:Arial;font-size:11px;line-height:normal;">The moss garden. <em>Photo <a rel="nofollow" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/"><img style="text-decoration:none;border-color:#cccccc;border-style:solid;border-width:1px;" src="http://www.sacred-destinations.com/images/icons/creative_commons.gif" alt="Creative Commons License" /></a> <a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/people/jmsmytaste/">jmsmytaste</a></em></span> </div>
<ul>
<li>Al <span style="font-weight:bold;">tempio Domyonji</span> di <span style="font-weight:bold;">Osaka</span>, qualche settimana prima, due giovani monache si erano lasciate fotografare. «Non siamo vere monache, però – mi avevano spiegato divertite – facciamo le “guardiane” del tempio. Siamo state normalmente assunte. Ci vestiamo così per lavorare. A fine turno torniamo a casa. Veniamo in metropolitana». E la religione? anzi, il percorso spirituale, il viaggio <span style="font-style:italic;"><span style="font-weight:bold;">zen</span></span>, l'universo del <span style="font-weight:bold;"><span style="font-style:italic;">wabi-sabi</span></span>?, avevo chiesto stupita, mentre mi appariva così appropriata la citazione zen che avevo appena letto: "<span style="text-decoration:underline;">Non avere una mèta, nemmeno quella dell'Illuminazione, è il miglior punto di partenza</span>"...  «Noi giapponesi siamo buddisti quando meditiamo e restiamo soli, scintoisti quando mettiamo su casa e preghiamo gli antenati, cristiani quando ci sposiamo: perché ci piace tanto l’abito bianco». Non capisco, allora siete scintoisti, buddisti o cristiani? «Perché una sola religione?», è la loro risposta stupita. </li>
</ul>
<div style="text-align:center;"><a title="tenryujigarden.jpg" href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/03/tenryujigarden.jpg"><img src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/03/tenryujigarden.jpg" alt="tenryujigarden.jpg" /></a></div>
<div style="text-align:center;"> </div>
<ul>
<li>Consulto le stime ufficiali. Dicono che la metà dei giapponesi è scintoista, il 30 per cento buddista, pochi sono cristiani. Secondo i giornali, invece, tre quarti dei giapponesi non pratica alcuna religione. Ma, ironia, ogni anno si calcola che nascano cento nuove sette, sostenute dagli sgravi fiscali concessi dallo Stato. Un’impresa, quella spirituale, davvero fiorente. Ancora una citazione zen in mente: <span style="text-decoration:underline;">accettare l'inevitabile</span>. Monachesimo e business, quindi. Sembrerebbe proprio di sì, considerando i monaci che ho visto sfrecciare in Mercedes, look glamour e magliette Lacoste. Mi chiedo chi siano davvero quei monaci incontrati a <span style="font-weight:bold;">Kyoto</span>, nella zona dei templi zen <span style="font-weight:bold;">Myoshin-ji</span>. E nessuno si scandalizza quando nomino <span style="font-weight:bold;"><span style="font-style:italic;">Setouchi Jakuchô</span></span>, una vera celebrità da queste parti: monaca buddista e scrittrice, vive con una segretaria personale in una splendida villa circondata dal verde nel lussuoso ed esclusivo quartiere di <span style="font-weight:bold;">S</span><span style="font-weight:bold;">agano</span>. Sul cancello della villa trovo un cartello in cui si dice che "le visite sono sospese: troppi impegni televisivi e professionali". Forse, a questo punto, a noi “tatamizzati” occidentali (come amano definirci i giapponesi da quando <span style="font-style:italic;">tatami </span>e <span style="font-style:italic;">futon</span> hanno iniziato a sostituire i nostri letti), non resta che immaginare i segni della spiritualità zen che permea una città-simbolo come <span style="font-weight:bold;">Kyoto</span>, assieme ai monaci e samurai-attori che sono sul set di un film che stanno girando vicino al <span style="font-weight:bold;">tempio Taoizo-in</span>. Non resta che chiederci se la finzione, qui, non sia più vera della realtà. </li>
</ul>
<p style="text-align:center;"><em>(Testo: Marina Misiti)</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuove tendenze? Il geisha style]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/?p=406</link>
<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 10:02:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>donneconlavaligia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Giappone di una geisha di oggi. Parte seconda. 
«Dopo aver terminato la scuola media, quattro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">Il <a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/02/28/il-giappone-di-una-geisha-di-oggi/"><span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Giappone</span></a> di una geisha di oggi. Parte seconda. </span></p>
<p>«Dopo aver terminato la scuola media, quattro anni fa, sono stata introdotta in questa <span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span"><span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">okiya</span></span> (la casa della geisha) da un amico dei miei genitori. È da allora che vivo e studio qui, con altre cinque ragazze. Tutti i giorni imparo qualcosa dalla mia <span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span"><span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">okami</span></span> (la responsabile della casa).
<p style="text-align:center;"><img src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/02/g3.jpg" alt="g3.jpg" /> </p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Non solo l’arte, la danza classica, gli stili delle acconciature, il trucco o lo <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">shamisen</span>, (una specie di chitarra a tre corde, ndr). Sto studiando l’inglese, per esempio. Anche la politica, lo sport e i giochi di società, m’interessa di tutto. Certo, passo intere giornate a fare pratica: versare il sakè, assistere alle cerimonie del tè. Accompagno spesso la <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">okami</span> agli appuntamenti con i clienti. Ci vogliono ore e ore per memorizzare tutti i movimenti». Per <span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span">Yumiko</span> niente è lasciato al caso: ci sono regole che insegnano come camminare, sedersi, alzarsi, ma anche come ridere o come piangere. Secondo antichi codici. «Quando parlo cerco di usare il dialetto di <span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span">Kyoto</span> – mi spiega -, che è il più raffinato. In un certo modo mi sento un’artista. Fra un anno avrò l’esame finale. Se lo passerò, verrò iscritta al nostro Registro e farò parte integrante della Casa. I ristoranti più lussuosi e i club più esclusivi, potranno allora prenotarmi direttamente». Guadagna bene una geisha, mai meno di 25.000 yen per due ore, assicura <span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span">Yumiko</span>. Ma per adesso tutti i suoi risparmi li deve investire per il suo lungo training, e per acquistare i preziosi <span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span">kimono</span> di seta che faranno parte del suo esclusivo guardaroba. Non crede affatto al declino della geisha. «Ogni generazione dà interpretazioni diverse della tradizione. Il fenomeno delle finte geishe? Non è forse la prova del fascino tuttora vivo per quelle vere?».</p>
<p style="text-align:center;"> <img src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/02/geisha3.jpg" alt="geisha3.jpg" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span">Yumiko </span>tralascia di raccontarmi che il Comune di Kanazawa, alcuni anni fa, ha lanciato la proposta di finanziare con fondi pubblici una scuola per geishe. O che la stessa idea è sorta a <span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span">Tokyo</span>, nel quartiere di Asakusa, la parte vecchia della città, quando ci si è accorti che delle 1000 geishe che vi lavoravano fino a qualche tempo prima, ormai ne rimanevano soltanto 58. E non accenna nemmeno al fatto che spesso le geishe vengano confuse con le prostitute. «Lo so – mi dirà poi, alla fine della giornata -, ma in realtà siamo libere. Possiamo scegliere di avere una relazione con un uomo, oppure no. Alcune hanno dei clienti fissi per anni. Altre invece fanno dei buoni matrimoni». Anche i ricchi clienti, però, stanno scomparendo: le aziende hanno tagliato le spese d’intrattenimento riservate ai dipendenti che accompagnano gli ospiti. Le delicate riunioni d’affari, da un po’ di tempo, non si svolgono più sulle note dello <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">shamisen</span>. «Gli uomini stessi sono cambiati – sostiene <span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span">Tokuji N.</span>, gestore di un famoso night club della città –, non chiedono più musiche e danze tradizionali. Si sentono più a loro agio con le nostre giovani bar-hostess». Nella sola <span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span">Tokyo</span> oltre 500.000 donne alimentano il mercato del piacere: le <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">mama-san</span> gestiscono i bar e giovanissime bar-hostess, spesso in kimono, si ritrovano in tutti i locali notturni. Nuove vestali della moderna società nipponica votata al dio yen. Dove anche il mito della geisha si può comprare. Dove i sogni possono avere prezzi accettabili: da 50 a 300 dollari. </p>
<p style="text-align:center;"> <img src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/02/geisha5.jpg" alt="geisha5.jpg" /></p>
<p style="text-align:justify;">E dove può accadere che l’ultima moda di adolescenti, giovani donne e mamme, diventi così andare a <span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span">Kyoto</span> e sottoporsi a un... “travestimento”. Sono almeno 50 infatti i saloni di “trasformazione” che hanno aperto negli ultimi anni. Affittano sogni a prezzi abbordabili: kimono e sandali di legno, acconciature e trucchi. E le “travestite” girano felici per la città. Posano per le foto con i turisti e si fanno riprendere con le telecamere digitali. Scampoli di eleganza per un immaginario che cambia più lentamente delle abitudini. (<span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">c</span><span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">ontinua - 2</span>)</p>
<ul>
<li>(testo: Marina Misiti)</li>
</ul>
<div><br class="webkit-block-placeholder" /></div>
<ul></ul>
<div><br class="webkit-block-placeholder" /></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Giappone di una geisha di oggi]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/?p=404</link>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 22:30:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>donneconlavaligia</dc:creator>
<guid>http://donneconlavaligia.wordpress.com/?p=404</guid>
<description><![CDATA[L’impero dei segni finisce a Gion. Nel distretto più antico e famoso di Kyoto, lungo la Hanamikoj]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">L’impero dei segni</span> finisce a <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;"><span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">Gion</span></span>. Nel distretto più antico e famoso di <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Kyoto</span>, lungo la Hanamikoji street. Si scioglie insieme al trucco di porcellana un po’ sbiadito di una donna in attesa di clienti. Tra le pieghe del suo kimono, comprato sulle bancarelle del mercato dell’usato al tempio shinto di Temmangu....</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/02/geisha.jpg" alt="geisha.jpg" width="299" height="299" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p>Iniziava così un mio reportage dal <a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/02/29/nuove-tendenze-il-gheisha-style/"><span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Giappone</span></a> pubblicato su "<span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">Grazia</span>". Dopo aver letto il libro di Arthur Golden, "<a href="http://www.tealibri.it/scheda.asp?idlibro=1701"><span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;"><span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">Memoirs of a Geisha</span></span></a>", ero decisa a  partire per <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Kyoto</span>, ancora una volta per capire, vedere, conoscere da vicino questo mondo ricco di fascino, così ben descritto anche nell'omonimo film diretto da Rob Marshall (ma ricostruito in parte a Ventura, in <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">California</span>), uscito qualche stagione fa, e l'interesse del mio giornale per un'inchiesta, mi fece andare ancora più a fondo. Ne è nato un lungo e famoso reportage, un viaggio illustrato con splendide foto dell'agenzia <span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">Magnum</span> che ha mostrato anche i lati in ombra di questa suggestiva tradizione. Eccone alcuni stralci.</p>
<ul>
<li>«È vero, sono una finta geisha. In fondo sono solo più moderna: ballo e canto anch’io, ma lo faccio con il karaoke. Ho seguito un corso di tre mesi per prepararmi e adesso guadagno bene». <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Nobuko M</span>., 24 anni, è soltanto una delle decine di “copie” che nel tardo pomeriggio si aggirano nelle strade strette di <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Gion</span>, tra le basse casette di legno con le tendine in bambù. Quelle come lei vengono chiamate geisha girl o garu in giapponese, per differenziarle dalle autentiche. Per i tradizionalisti: brutte copie, facilmente smascherabili. Per i locali: una via di mezzo tra un’attricetta e un’<span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">entraineuse</span>. Per le “professioniste”delle <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Case da Tè </span>di <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Kyoto</span>: impostore, imitatrici senza scrupoli.</li>
</ul>
<div><br class="webkit-block-placeholder" /></div>
<div style="text-align:center;"><a title="geisha2.jpg" href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/02/geisha2.jpg"><img src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/02/geisha2.jpg" alt="geisha2.jpg" /></a><br class="webkit-block-placeholder" /></div>
<div style="text-align:center;"><br class="webkit-block-placeholder" /></div>
<ul>
<li>Per cercare di arginare il fenomeno delle finte geishe (il plurale lo abbiamo inventato noi, nella lingua giapponese non credo che esista) è nato un comitato, una vera e propria <span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">lobby</span>. Per la prima volta, le abitanti dei cinque “<span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">quartieri dei fiori</span>”, hanno deciso di protestare all’ufficio locale del turismo. Chiedono all’amministrazione di mettere al bando un business che sta rischiando di intaccare la loro immagine: quel glamour indefinibile, quella raffinatezza senza tempo, quel miscuglio di grazia e devozione che caratterizza le 198 geishe e le cinquanta maiko (apprendiste) che ancora oggi “praticano” in città.</li>
</ul>
<div><br class="webkit-block-placeholder" /></div>
<ul>
<li>Per vendere sogni esclusivi, ci vuole un certificato doc. Eppure il timore è che, uno dopo l’altro, stiano entrando in crisi i simboli stessi del <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Sol Levante</span>. Quelli legati alla bellezza, alla spiritualità, all’anima zen di questo Paese. Quelli che hanno colpito di più l’Occidente, influenzando lo stile di vita, la moda, l’arredamento delle nostre case. Pochi si rendono conto che un pezzo di <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Giappone</span> si sta già dissolvendo insieme al tè verde in polvere, abbandonato da molti per il caffè. Pochi vogliono leggere di geishe fasulle e di finte cerimonie del tè. Di rituali costosissimi per turisti in cerca del Dao. Di monaci zen reclutati con gli annunci sui giornali e di finte monache assunte part-time dai templi più famosi, ormai vuoti. E, infine, di crollo delle vendite dei <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;"><span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">kimono</span></span> (60 per cento negli ultimi dieci anni), abito-simbolo di questo pezzo di Estremo Oriente, ad esclusivo vantaggio delle griffe occidentali.</li>
</ul>
<div><br class="webkit-block-placeholder" /></div>
<ul>
<li> Ma c’è chi resiste. Chi insegue ancora un sogno, un ideale di semplicità buddista non dettato dal marketing. O chi di sete dai colori sgargianti e di laboriose acconciature, ne ha fatto uno stile di vita. Passettini compresi. E' un viaggio tra donne che vale la pena di essere compiuto... (<span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">continua - 1</span>)</li>
</ul>
<div><br class="webkit-block-placeholder" /></div>
<div style="text-align:center;">(<em>testo: Marina Misiti)</em></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[relazioni]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=545</link>
<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 07:58:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Anche la recente scoperta dei neuroni specchio da parte della scienza italiana a mio avviso dimostra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Anche la recente scoperta dei neuroni specchio da parte della scienza italiana a mio avviso dimostra che la legge fondamentale della natura-physis è la relazione: " Le scoperte sul sistema specchio ci dicono in sostanza che siamo altruisti...Esiste un meccanismo di base fisiologico in cui la felicità altrui è anche la propria", ha dichiarato Giacomo Rizzolatti, il principale protagonista dell'importante scoperta neurologica. Ancora Rizzolatti: " Se guardiamo dentro il nostro cervello vediamo che prevalgono le ragioni della comunanza: sono queste a essere state premiate dall'evoluzione". L'evoluzionismo nella sua accezione classica non è in grado di nominare questa logica positiva relazionale della natura perché non la conosce, conosce solo la logica negativa....... Il piano di sviluppo della natura invece esiste e si chiama relazione, <em>web</em>, come dice Capra che ha scritto appunto <em>The Web of Life</em>, o anche <em>logos</em>, il modo classico con cui la mente umana ha da sempre visto e nominato il fenomeno che oggi chiamiamo <em>web</em>. La logica che muove la vita è la relazione ordinata.  ( <a href="http://www.raffaellocortina.it/catalogo_scheda.asp?idlibro=1121">Vito Mancuso, L'anima e il suo destino, Raffaello Cortina 2007</a>)</p>
<p>Alla fine me lo sono comprato anche io, con una certa titubanza, quasi che comprare un libro sull'anima, scritto per di più da un docente di teologia, fosse una sorta di abdicazione della coscienza laica.</p>
<p>Il libro è invece coinvolgente e induce a più di una riflessione.  Come le parole che ho trascritto, che mi rimandano proprio a quello che sto facendo in questo momento. Resto nel dubbio se questo richiamo al web sia una captatio benevolentiae, un modo per coinvolgere e accattivarsi le simpatie di chi pratica la rete oppure se sia la conferma che quello che stiamo facendo, il modo di entrare in relazione che stiamo praticando, è "un'evoluzione della specie". Lo capirò andando avanti. Che sia un modo diverso di entrare in relazione, che sia comunque un entrare in relazione d'altra parte è innegabile. E che questo relazionarsi, in questo modo qui intendo, sia qualcosa che prima non esisteva, anche questo è innegabile.</p>
<p>Mi vengono in mente riflessioni del genere leggendo anche l'ultimo commento di unts al post che precede questo, quando lei scrive   <em>Non ho sogni ricorrenti, ma da molto tempo mi succede questo: quando mi sveglio la mattina, proprio nel passaggio dal sogno alla veglia, mi trovo in uno spazio che è un miscuglio fra lo spazio fisico e quello del web. E’ uno spazio unico e complesso, dove m’immagino che il proseguire naturale di certe conversazioni provochi poi “fatti”, trasformazioni reali, non solo ulteriori parole scritte. </em></p>
<p>Anche a me capitano cose del genere, non quando mi sveglio, quando mi sto addormentando, mi capita di rivedere le persone con cui dialogo durante il giorno e di continuare con loro dialoghi, conversazioni e fatti che magari ancora non ci sono neanche stati. E' che il mondo, adesso, il mio mondo, il mondo con cui mi relaziono, è diventato più complesso e prevede anche una realtà immateriale. La cosa non mi spaventa, così come dice Unts, per niente, anzi mi attrae molto e la trovo a volte fonte di una strana e straordinaria energia.</p>
<p><span style="color:#999999;">Forse dovrei dire anche qualcosa su tutto quello che sta succedendo intorno, su quello che si è visto e sentito ieri sera in senato, sulla sorte di questo povero (?) paese. Ma oggi proprio non mi va di dire niente. Meglio stare zitti, troppa vergogna - purtroppo.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2008: l'anno dei MMORPG?]]></title>
<link>http://insidetheg4me.wordpress.com/2008/01/03/2008-lanno-dei-mmorpg/</link>
<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 18:21:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>AKirA</dc:creator>
<guid>http://insidetheg4me.wordpress.com/2008/01/03/2008-lanno-dei-mmorpg/</guid>
<description><![CDATA[
(NB IL BLOG SI E’ TRASFERITO DEFINITIVAMENTE SU WWW.INSIDETHEGAME.IT) 

Non che gli anni appena t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><a href="http://www.insidethegame.it/" title="Inside The Game"><img src="http://insidetheg4me.files.wordpress.com/2008/02/immagine-2.png" alt="Inside The Game" /></a></div>
<p><a href="http://www.insidethegame.it/" title="Inside The Game">(NB IL BLOG SI E’ TRASFERITO DEFINITIVAMENTE SU WWW.INSIDETHEGAME.IT) </a></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ScA7PhDJPJE'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/ScA7PhDJPJE&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><font color="#ffffff">N</font>on che gli anni appena trascorsi non siano stati prolifici per i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/MMORPG" target="_blank" title=") La wiki ce lo spiega">Massive Multiplayer Online Role Playing Game</a>. Quello che è appena iniziato però si annuncia davvero "una bomba" per gli appassionati dei mondi virtuali.</p>
<p>Tre i titoli di prossima uscita che segneranno come uno scalpello la scultura della storia dei videogiochi. Tre i nomi che proveranno a detronizzare il re: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/World_of_warcraft" target="_blank" title="World of Warcraft! Wow (non l'ho abbreviato, volevo dire uau!)">World Of Warcraft</a>. Sempre che questo sia possibile, non dimentichiamoci infatti che comunque questo 2008 sarà anche l'anno della seconda espansione di <b><i>WOW</i></b>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/World_of_Warcraft:_Wrath_of_the_Lich_King" target="_blank" title="Wrath of the Lich King seguirà The Burning Crusade come espansioni del MMORPG più giocato al mondo.">Wrath of The Lich King</a>. Possibile aumentare i nove milioni di account attivi che il titolo Blizzard (ops scusate, <a href="http://insidetheg4me.wordpress.com/2007/12/03/vivendi-diventa-activision-preoccupati-per-blizzard/" title="Vivendi si è fusa con Activision. Lo sapevate già tanto, ve l'ho detto io!!!">Activision Blizzard</a>) già possiede? Secondo molti analisti (nonchè <a href="http://www.gameguru.in/pc/2007/18/gamers-tired-of-world-of-warcraft-age-of-conan-developer/" target="_blank" title="Certo non è attendibile come fonte... il presidente di Funcom è un competitor di WOW">secondo il presidente di Funcom</a>), grazie ai tre titoli che vi andrò a breve ad elencare, da adesso in poi la parabola degli utenti nel gioco sovracitato sarà discendente.</p>
<p><img src="http://vladalucard.files.wordpress.com/2007/09/age-of-conan.jpg" alt="Age of Conan" align="left" border="2" height="200" hspace="4" vspace="4" width="250" />Innanzitutto c'è <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Age_of_conan" target="_blank" title="Age of Conan sulla Wiki! La grafica è maestosa. Speriamo lo sia anche il gioco.">Age of Conan: Hyborian Adventures</a>. Sviluppato da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Funcom" target="_blank" title="Funcom sulla wiki.">Funcom</a> il titolo promette di rivoluzionare il mercato grazie ad un approccio più "d'azione" e meno "di ruolo", soprattutto nei combattimenti. Speriamo di non vedere un nuovo pastrocchio alla <i><b>Fury</b></i> anche se le premesse, grafiche e non, ci sono davvero tutte. Soprattutto l'ambientazione promette spettacolo: fiumi di sangue e barbariche mosse saranno all'ordine del giorno. Chissà che questo non sia il primo titolo che mi porterà a incastrarmi in un MMORPG. Vedremo.</p>
<p>Ma tutti vogliamo vivere la nostra vita virtuale nel medioevo fantasy?  Oppure ogni tanto vorremo cercare di spaziare e finire in qualche nave pirata a conquistare i sette mari con la nostra ciurma? Il successo della trilogia di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jack_sparrow" title="Capitan Jack Sparrow! Sempre sulla wiki!" target="_blank">Johnny D</a><img src="http://www.wired.com/images/article/full/2008/01/pirates_350px.jpg" alt="Pirates of The Burning Sea" align="right" border="2" height="200" hspace="4" vspace="4" width="250" /><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jack_sparrow" title="Capitan Jack Sparrow! Sempre sulla wiki!" target="_blank">eep/Jack Sparrow</a> al cinema può essere cavalcato da un MMORPG? La risposta, secondo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Flying_Lab_Software" title="riuscirà a mantenere le promesse?" target="_blank">Flying Lab Software</a>, è si. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pirates_of_the_burning_sea" title=")" target="_blank">Pirates of the Burning Sea</a> ne è la prova. Un mondo virtuale dove, finalmente, ognuno può effettivamente vivere una storia diversa. Parliamoci chiaro, ogni personaggio di <i><b>WOW</b></i> fa essenzialmente le stesse cose: non campa certo solo di <a href="http://www.worldofwarcraft.com/burningcrusade/townhall/jewelcrafting.html" title="C'è una wow wiki lo sapevate? Sapevatelo!" target="_blank">JewelCrafting</a>, ma va in giro a killare mostri per ottenere exp (non è una nuova lingua, è gergo mmorpgiano!!! :) ). In questo nuovo  invece se volete essere il pirata più rispettato del mondo potete provarci, ma se volete intraprendere la "semplice" carriere di costruttore di navi, associando il vostro nome alla "<i><b>MMORPG</b><b>Perla Nera</b></i>" di turno, potrete farlo. La differenziazione totale delle classi all'interno di questo mondo virtuale promette di essere il punto di forza. Basterà questa "feature" unita all'amore per i Pirati a renderlo un successo? Chi vivrà vedrà.</p>
<p>Ultimo, ma non meno importante, un altro franchise tutto da sfruttare, da cui Blizzard per <img src="http://www.game-reviews.eu/wp-content/uploads/2007/09/ss_may_2006_17.jpg" alt="Warhammer Age of Reckoning" align="left" border="2" height="200" hspace="4" vspace="4" width="250" />la creazione dei suoi mondi ha attinto a piene mani. Sto parlando di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Warhammer_Fantasy_Battle" title="Per Warhammer Wiki italiana! ;)" target="_blank">Warhammer</a> e del prossimo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Warhammer_Online:_Age_of_Reckoning" title="Age of Reckoning questo il titolo completo del MMORPG" target="_blank">Age of Reckoning</a>. Sviluppato da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/EA_Mythic" title=") I soldi non sono mancati alla produzione quindi..." target="_blank">Mythic Entertainment</a> (che è <i><b>Electronic Arts</b></i>) sulla base "mitica" dei wargame di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Games_Workshop" title="Games Workshop!" target="_blank">Games Workshop</a>, il MMORPG di Warhammer non promette niente di "innovativo" ma ha dalla sua una già rodata schiera di fan che non vedono l'ora di immergersi in distese popolate da <i><b>Uomini Lucertola</b></i> o <i><b>Elfi Alti</b></i>. Le battaglie PVP però saranno su larga scala, riproponendo la formula che tanto successo portò a Dark Age of Camelot: ogni scontro sarà tra fazioni e il risultato avrà ripercussioni sull'economia e sul futuro dei buoni o cattivi di turno.</p>
<p>In un prossimo post vorrei trattare con una maggiore dose di dettagli perchè la semplice uscita di tre titoli mi ha portato a scrivere "l'anno dei <i><b>MMORPG</b></i>" nel titolo. Per ora queste anteprime vi bastino per la scorpacciata di dolci del 6 gennaio che vi attende.</p>
<p>Nel video di apertura ho postato una provocazione: un ragazzino tedesco che si è autoripreso durante una sessione ad un non meglio precisato <i><b>MMORPG</b></i>. Ragazzi, non mi finite così! E se vi succede, mandatemi un filmato che lo passiamo in TV!!!!! Tutti devono sapere che i MMORPG fanno male!!! ;)</p>
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<title><![CDATA[In una delle vostre ultime]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/2007/12/30/in-una-delle-vostre-ultime/</link>
<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 18:11:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[In una delle vostre ultime lettere, mi scrivete che il nostro è uno di quegli amori che non avranno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>In una delle vostre ultime lettere, mi scrivete che il nostro è uno di quegli amori che non avranno mai tanto spazio per essere vissuti pubblicamente e che questo secondo voi non ha importanza, perché  l'amore vive dentro di noi ed è ciò che conta. Mi ribello ad un'idea così romantica e poco realista della vita e dei sentimenti, forse perché ho un'età in cui non si può più vivere di sogni e di illusioni.  Voi invece ne avete una in cui l'essere continua a vedere davanti a sé così tanto spazio da credere che i propri sogni prima o poi arriveranno a prendere forma. Io no ed è per questo che mi trovo qui. Mi scrivete anche che devo cercare di uscire da questo stato d'animo e mentre leggo le parole che avete così generosamente tracciato sulla carta mi accorgo di quanto mi stia immedesimando in voi, di quanto con questi fogli in mano, dentro questa stanza, io in realtà sono con voi, nella vostra stanza, accanto a voi che scrivete, e respiro il vostro odore e parlo al vostro orecchio.</p>
<p><em>Nella mia testa</em></p>
<p><em>c'è sempre stata una stanza vuota per te</em></p>
<p><em>quante volte ci ho portato dei fiori</em></p>
<p><em>quante volte l'ho difesa dai mostri</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Adesso ci abito io</em></p>
<p><em>e i mostri sono entrati con me</em></p>
<p>( Michele Mari, Cento poesie d'amore a LadyHawke, Einaudi, 2007)</p>
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<title><![CDATA[gentile signorina]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/2007/12/23/gentile-signorina/</link>
<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 17:47:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gentile signorina Sherrington, scrivo questa mia dopo essere arrivato in questa isola in cui mi sono]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile signorina Sherrington, scrivo questa mia dopo essere arrivato in questa isola in cui mi sono rifugiato nel tentativo di sfuggire alla mia malattia. L'isola , come mi aspettavo, è fredda e inospitale: le strade sono deserte e scarsamente illuminate e di notte non si vede un'anima viva che le percorra, mentre non potrei dire altrettanto di quelle morte. Immagino però che dietro le finestre, mentre cammino infreddolito e stretto nel mio cappotto, ci sia sempre qualcuno che osserva questa forestiero che, giunto qui con la nave in un ventoso pomeriggio d'inverno, non si sa bene che cosa sia venuto a fare. Allontanarmi dal mondo e dai suoi abitanti per cercare qui in questo strano posto un motivo della mia esistenza è stata una scelta che ho meditato a lungo e non sapete certo quanto mi sia pesato lasciarvi senza una spiegazione. Ma non avrei potuto agire diversamente e il pensiero di voi che avrete adesso di me una ben strana considerazione turba più di una delle mie notti. Posso solo sperare che accettiate questa mia lettera e le altre che seguiranno e che saprò dirvi con esse quello che non ho potuto quando vi avevo davanti.</p>
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<title><![CDATA[nel frattempo]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/2007/12/21/nel-frattempo/</link>
<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 15:40:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel frattempo mi sono comprata un libro nuovo, di cui ho letto qui. Il libro si intitola Cultura con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel frattempo mi sono comprata un libro nuovo, di cui ho letto <a href="http://www.wumingfoundation.com/suoni/Wu_Ming_2_le_10_competenze_15112007.htm">qui</a>. Il libro si intitola <font color="#800000">Cultura convergente</font>, l'autore è Henry Jenkins, l'editore Apogeo. La prefazione è di Wu Ming, per l'appunto. L'ho comprato ieri sera, mentre alla Feltrinelli ascoltavo <a href="http://www.ascaniocelestini.it/">Ascanio Celestini</a> che raccontava del lavoro precario e dell'<a href="http://www.atesia.it/">Atesia</a>, e cantava le canzoni del suo <a href="http://www.ascaniocelestini.it/main.htm">disco</a> che è appena uscito. Non canta niente male, tra l'altro. Tra le altre cose  di cui ha parlato - poi la direttrice (?) della Feltrinelli gli ha detto, con la sua voce gracchiante e un po' nasale, che doveva smettere di parlare perchè doveva riposare un po' e poi <i>mettersi alla firma</i>, ha detto proprio così, e intendeva che doveva stare a firmare le copie del disco che quelli che erano lì presenti avrebbero comprato- insomma tra le altre cose che ha raccontato Ascanio, due mi sono rimaste in testa. Che magari, anzi sicuramente, sono cose che ognuno di noi ha sentito già un sacco un volte, o magari le ha pensate, ma risentirle non fa male, e poi magari c'è quello che non le sa e allora è bene che qualcuno le ridica ogni tanto, meglio se questo qualcuno è uno che come Ascanio, le dice con calma e senza alterarsi troppo, toccandosi magari la sua barbetta appuntita e ammiccando con quei suoi occhietti furbi da faina.</p>
<p>Ascanio ha detto che sbaglia chi chiama antipolitica quella che si fa sulle piazze quando si fischia, perchè se non è quella politica, cosa è la politica, allora? In realtà come l'ha detta lui era più articolata di così, la cosa, ma oggi mi sfugge mentre ieri sera me la ricordavo proprio bene. E poi ha raccontato di come fanno <a href="http://blogaprogetto.wordpress.com/2007/02/15/vita-in-atesia-o-in-un-call-center-italiano-qualsiasi/">i contratti all'Atesia</a> , e un esempio più o meno così: prima gli hanno detto che la conversazione con l'utente veniva pagata in base alla lunghezza della telefonata, per cui se arrivavi a 2' e 40" venivi pagato ben 90 centesimi, poi, quando tutti hanno cominciato ad arrivare a questa lunghezza di chiamata, allora hanno scritto sui contratti che se oltrepassavi questa durata anche solo di un secondo, ti toglievano 5 centesimi.</p>
<p>Magari qualcuno pensa che sto a fare pubblicità ad Ascanio Celestini, ma lui non mi paga per questo, e poi un po' di pubblicità a uno così gliela faccio anche volentieri.  Che in questi giorni, tra l'altro, è a Prato, al <a href="http://www.metastasio.net/htm/cart/schede/05appunti.htm">Metastasio </a> e mi sa che mi piacerebbe andare a vederlo, e chissà se ce la faccio. Ma se gli faccio tutta questa pubblicità, è anche perchè mi sembra bello e importante e necessario il fatto che oggi lui è uno di quelli ( ma ce ne sono altri? non mi vengono in mente) che parla dei precari in questo modo e da quel pulpito.</p>
<p>Nel frattempo ho comprato questo libro di <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2006/10/001964.html">Jenkins</a> di cui dicevo sopra, che si intitola, come ho già detto, <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/cultura-convergente-jenkins-henry-apogeo/libro/9788850326297">Cultura divergente</a>. Ieri sera ho cominciato a dargli un'occhiata. Riporto qui qualche frase dell'introduzione, tanto per far capire di cosa si tratta.</p>
<p><i>La convergenza non avviene tra le attrezzature dei media- per quanto sofisticate possano essere- ma nei cervelli dei singoli consumatori nonché nelle loro reciproche interazioni sociali. Ognuno di noi si crea una sua personale mitologia dalle unità   e dai frammenti di informazioni estratti dal flusso mediatico e trasformati in risorse da cui  trovare il senso della propria vita quotidiana.  Visto che abbiamo a disposizione, su qualsiasi  tema, più dati di quelli che ognuno di noi può immagazzinare da solo, siamo maggiormente incentivati a parlare tra noi dei media che fruiamo. ... Il consumo si trasforma in un processo collettivo........ Questo libro esplora come la costruzione collettiva del significato stia iniziando a cambiare l'agire e il significato della religione, dell'educazione, della legge, della politica, della pubblicità e delle forze armate.</i></p>
<p>E a proposito di questo, forse varrà la pena anche andarsi ad ascoltare questa storia <a href="http://www.wumingfoundation.com/suoni/Wu_Ming_2_le_10_competenze_15112007.htm">qui</a> , sempre su Wu Ming, che è poi quella da cui sono partita. Saluti natalizi.</p>
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<title><![CDATA[signorilmente]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/2007/12/19/signorilmente/</link>
<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 16:23:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono contro la caccia, non mangio cacciagione
dice,  indossando signorilmente la sua pelliccia di v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono <em>contro</em> la caccia, non <em>mangio</em> cacciagione<br />
dice,  indossando signorilmente la sua pelliccia di visone.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Maintenance...we all need to do it]]></title>
<link>http://funkthat1.wordpress.com/2007/12/12/84/</link>
<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 07:51:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Donna</dc:creator>
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<description><![CDATA[Well woman have to be the best at maintaining themselves, but I have to say sometimes people scare m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Well woman have to be the best at maintaining themselves, but I have to say sometimes people scare me when they don’t maintain themselves or their surroundings. It would be great if everyone just stopped littering and started recycling - yah dream on....</p>
<p>I had to laugh the other day when I received a certificate from Mondi recycling saying that I’ve become a mutual partner with them and thanking me for taking this step forward – when I have been trying to get in touch with these people for the last 2 months. They just don’t return calls / answer mails. I’ve wanted a recycling bin from them since September and now I am wrestling through these papers daily to get to my desk. My make shift recycling bin is pretty nifty even though no-one comes to collect any of it so the pile gets higher and higher but I’m deteremined to keep on doing it until maybe one day someone from a recycling company rocks up – maybe in my dreams in South Africa. I’ve actually emailed a few recycling companies, and to my surprise haven’t heard a word…..it’s like they really don’t want new clients they really don’t want us to be GREEN???<br />
All I want to do is recycle so can someone hook me up with a company that is wanting my recyclable goods….</p>
<p>Desperatley seeking South African Recycler….</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[invisibili]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/2007/12/07/invisibili/</link>
<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 08:07:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dice alla radio che ha sparato e ucciso, a diciannove anni, perchè voleva diventare famoso. Diciamo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dice alla radio che ha sparato e ucciso, a diciannove anni, perchè voleva diventare famoso. Diciamo piuttosto che l'ha fatto perchè non voleva più essere invisibile.</p>
]]></content:encoded>
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