<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>marchio &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/marchio/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "marchio"</description>
	<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 21:30:39 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Per le vie della città...]]></title>
<link>http://teramani.wordpress.com/?p=254</link>
<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 12:02:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>teramani</dc:creator>
<guid>http://teramani.wordpress.com/?p=254</guid>
<description><![CDATA[
&#8230; mi sono imbattuto su questo glorioso simbolo marchiato con decisione  su un muro di una pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://teramani.files.wordpress.com/2008/08/photo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-255" src="http://teramani.wordpress.com/files/2008/08/photo.jpg?w=225" alt="" width="152" height="203" /></a></p>
<p>... mi sono imbattuto su questo glorioso simbolo marchiato con decisione  su un muro di una palazzina.</p>
<p>che dire???</p>
<p>FORZA TERAMO!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sei un albergatore? Allora scopri come creare il tuo marchio e avere più clienti ]]></title>
<link>http://primohotel.wordpress.com/?p=168</link>
<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 07:39:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
<guid>http://primohotel.wordpress.com/?p=168</guid>
<description><![CDATA[Sviluppa la Tua personalità e guarda i profitti crescere!
Da una raccolta di libri di marketing, ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sviluppa la Tua personalità e guarda i profitti crescere!</p>
<p>Da una raccolta di libri di marketing, che contenevano manuali e nastri registrati di un seminario ho scoperto un continuo insistere e bombardamento sul 'Branding' o sul  'Brand Marketing'. Tuttavia, per la maggioranza delle piccole imprese (non Coca-Cola o Nike) il branding è il sistema più veloce per buttare al vento il denaro.</p>
<p><a href="http://primohotel.files.wordpress.com/2008/08/im-love-it.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-170" src="http://primohotel.wordpress.com/files/2008/08/im-love-it.jpg?w=300" alt="" width="300" height="290" /></a></p>
<p>Non mi credi? Uno dei più grandi inserzionisti che si differenzia dagli altri è McDonald. Questa azienda spende  1.8 miliardi di dollari  all’anno per promuovere e fare pubblicità, solo per fare in modo che il nome del loro marchio entri nella nostra testa.</p>
<p>E funziona?</p>
<p>Sicuramente e lo fa bene?</p>
<p>OK, quale è lo slogan pubblicitario di Marketing?</p>
<p>Troppo facile!  Mi piace, lo amo!</p>
<p>Ha fatto centro finora ... ma qual’era il loro slogan precedente che è stato sostituito? Tu sai qual’era? Devi sapere, che Mc Donald ha speso miliardi di dollari in promozione sul vecchio slogan. Non c’è l’hai sulla punta della lingua? Non puoi assolutamente ricordarlo? Invita le persone a ricordare il vecchio slogan e nessuna di loro sarà in grado di ricordarne uno.</p>
<p>Quindi, se gli slogan dei grandi marchi internazionali fanno fatica ad imporsi che opportunità ci sono per le piccole e medie aziende?</p>
<p>E ancora ogni agenzia pubblicitaria dà valore alla propria commissione e  prova ad allontanarti dai soldi che hai guadagnato con fatica esattamente nello stesso modo in cui fanno tutti: creando un marchio.</p>
<p><em>(branding significa marchiare qualcosa per indicarne la proprietà)</em></p>
<p><a href="http://primohotel.files.wordpress.com/2008/08/528858022_052a896944_o.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-169" src="http://primohotel.wordpress.com/files/2008/08/528858022_052a896944_o.jpg?w=199" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<p><strong>Perché?</strong></p>
<p><strong>Perché non può essere misurato.</strong></p>
<p>Se la Sua comunicazione per differenziarsi dalle altre aziende va a vuoto nel produrre  profitti è perché tu non hai  speso abbastanza tempo e denaro sulla  “Consapevolezza del marchio!” Quindi per coprire il loro fallimento le Agenzie di pubblicità ti convincono a spendere più soldi.</p>
<p><strong>Ma c'è un altro modo</strong></p>
<p>Sviluppare la propria personalità unica e prima che tu ti renda conto e che riesci a conoscerla, la notizia si diffonderà più velocemente che tu possa immaginare.</p>
<p><strong>Cosa intendo come  personalità unica?</strong></p>
<p>Beh, dai un'occhiata a tutti gli altri alberghi entro un breve raggio dal tuo. Se ti rendi conto essi offrono tutti le stesse cose, lo stesso tipo di colazioni, anche gli stessi pacchetti come tutti gli altri. Non vi è alcun motivo che una persona scelga un albergo in particolare.</p>
<p>L'unica cosa che può fare il cliente è scegliere in base al prezzo. Allora, perché questi albergatori non hanno sviluppato ognuno la loro forte personalità, perché questi alberghi sono effettivamente impegnati in maniera permanente nella guerra dei prezzi con i loro vicini.</p>
<p>Competere sul prezzo è una perdita per tutti. Questa affermazione è così importante che mi ripeterò all’infinito consumando la mia voce:</p>
<p>Competere sul prezzo è una perdita per tutti</p>
<p><strong>Perché?</strong></p>
<p>Perché le tue spese generali non cambiano. I tuoi costi di energia non diminuiscono e soprattutto non puoi chiedere al tuo personale un taglio del loro salario. Quindi l'unica cosa che rimane colpita a morte è il tuo profitto,  che diminuisce enormemente verso il basso. E in maniera dura.</p>
<p><strong>Per esempio</strong></p>
<p>Ignoriamo per un momento la realtà dei tuoi prezzi e dei tuoi listini, dato che non li conosco. Ma immaginiamo:</p>
<p>Il prezzo di una camera euro: 50 per notte<br />
Totale delle spese generali di quella camera euro: 30</p>
<p>Rimane un profitto dopo aver pagato tutto di soli euro: 20.</p>
<p>Ora immagina che il tuo concorrente tagli il prezzo della camera di solo il 10% portando il valore di vendita della camera stessa a euro 45 per notte.</p>
<p>Ora i tuoi prezzi sono come quelli del tuo concorrente.</p>
<p>Ma le tue spese generali sono ancora di euro: 30. Così il tuo profitto è ora solamente di euro: 15.</p>
<p>Il ribasso dei prezzi di un 10%  ha provocato un calo dei profitti del 25% !</p>
<p>Così in un momento di follia hai cancellato il 25% dei tuoi profitti solo per tornare al punto di partenza.</p>
<p><strong>Essere Unico</strong></p>
<p>Comunque, sviluppando la tua vera e unica personalità, i tuoi affari davvero possono aumentare e di conseguenza anche i prezzi, trovando maggiori clienti felici che attraversano la porta del tuo albergo ... senza mettersi in concorrenza con i vicini.</p>
<p><strong>Quindi cosa ha bisogno fare?</strong></p>
<p>Annotare tutte le tue attività e le azioni di forza. Ad esempio: Bill non chiude mai per gli orari del golf. Lui tiene sempre aperto il club per esigenze di qualsiasi suo cliente.</p>
<p><strong>Quindi perché non creare qualche tema?</strong></p>
<p>Raccogli tutte le informazioni possibili locali su campi da golf nella tua zona. Diventa l'esperto nel campo. Crea e distribuisci una newsletter con informazioni sempre aggiornate e rendile disponibili dal tuo sito web. Meglio ancora, permetti alle persone di registrarsi alla newsletter via e-mail.</p>
<p>Ora chiediti: in quale albergo i golfisti desidererebbero alloggiare?     Pensi che si possano lamentare del fatto che i tuoi prezzi sono  di 5 euro a notte più alti di quello del concorrente?<br />
Si lamenteranno per incrementare i profitti del 25%  in più per un po’ di lavoro extra ?</p>
<p>Di quale hotel pensi che i tuoi concorrenti parleranno quando loro sono a casa?</p>
<p>Chiaramente, se il mondo intero cominciasse a promuovere quello che ho suggerito come esempio per il golf la cosa diverrebbe presto vecchia. Pensandoci un pochino tu puoi inventarti dozzine di cose di questo genere, se non centinaia di altri tipi diversi, con le opportunità uniche di essere diverso.</p>
<p>Tutta questo comporta solamente avere un po’ di immaginazione!</p>
<p>Altri slogan pubblicitari di McDonald erano "<strong>Noi Amiamo VederLa Sorridere</strong>".</p>
<p><a href="http://primohotel.wordpress.com/2008/08/01/sei-un-albergatore-allora-scopri-come-creare-il-tuo-marchio-e-avere-piu-clienti/">Resources</a> - <a href="http://www.telalinks.com/" target="_blank">Link Exchange</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non solo logo. Tagline]]></title>
<link>http://marketingegno.wordpress.com/?p=51</link>
<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 10:51:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>pelo80</dc:creator>
<guid>http://marketingegno.wordpress.com/?p=51</guid>
<description><![CDATA[Quante volte ti è capitato di associare un marchio ad una frasetta che ti rimane dentro e te la sog]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte ti è capitato di associare un marchio ad una frasetta che ti rimane dentro e te la sogni pure di notte? A me capita di imparanoiarmi con quella casa di formaggi che "vuol dire fiducia". Ho scovato nella rete, grazie a <a title="Funny Pages" href="http://latimesblogs.latimes.com/funny_pages_20/2008/07/the-100-most-in.html" target="_blank">questo blog</a>, un elenco delle 100 tagline (perché così si chiamano, <a title="definizione da wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tagline" target="_blank">qui</a> la definizione 2.0) più influenti a partire dal 1948. Sono piuttosto giovincello, non riesco a ricordarle tutte. Comunque nella mia memoria ci sarà sempre spazio per "think different" della Mela, "just do it" del Baffo, "we try harder" di quelli dei furgoni a noleggio, "un diamante è per sempre", "I love New York", "Intel inside" per rimanere in tema di Mela, "the king of beers" etc etc... E pensare che tagline del genere sono state create decenni fa e sono tuttora utilizzate. E' davvero un ottimo strumento per rafforzare il proprio marchio e posizionarsi sul mercato. L'elenco completo: <a title="elenco completo" href="http://www.taglineguru.com/survey05.html" target="_blank">The 100 most influential taglines since 1948</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il caso Agip]]></title>
<link>http://relaxdesign.wordpress.com/?p=559</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 19:25:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
<guid>http://relaxdesign.wordpress.com/?p=559</guid>
<description><![CDATA[
Se c&#8217;é un logo che mi ha sempre affascinato fin da bambino fino ad influenzare il mio gusto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3200/2650628144_f526408f7e_o.png" alt="Agip" width="430" height="436" /></p>
<p style="text-align:justify;">Se c'é un logo che mi ha sempre affascinato fin da bambino fino ad influenzare il mio gusto personale in ambito professionale - beh - questo é proprio il <strong>marchio Agip</strong>. Tuttora esercita in me grande ammirazione e piacere: sará per via del soggetto (il famoso cane sputafuoco a sei zampe) inserito nel suo box regolare ad angoli smussati (che ho sempre adorato…basta confrontarlo col mio logo su in alto), sará per la scelta di colori azzeccatissima (nero su giallo - l'impostazione della segnaletica di pericolo) variata da quella fiammata rossa, cosí graficamente frastagliata, semplice e…semplicemente mitica. Fatto sta che questo marchio (insieme a quello della <strong>IP</strong>) hanno composto le basi della mia formazione da grafico e a loro devo molto.</p>
<p style="text-align:justify;">Per questo dedico questo post alla storia di questo marchio che ho tratto interamente dal sito ufficiale <strong>EniPower</strong>:</p>
<p style="text-align:justify;">"<strong>Chi disegnò il cane a sei zampe che significa energia in Italia e nel mondo?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La verità sul suo autore si è saputa ufficialmente trenta anni più tardi. <a title="Sito web" href="http://www.scultura-italiana.com/Galleria/Broggini%20Luigi/index.html" target="_blank"><strong>Luigi Broggini</strong></a> non ammise mai la propria paternità e la certezza dell'attribuzione del simbolo si è avuta solo dopo la sua morte (1983), per mezzo delle testimonianze del figlio riportate dal giornalista Dante Ferrari.</p>
<p style="text-align:justify;">[…] L'interpretazione ufficiale, data dall'ufficio stampa dell'Eni negli anni Cinquanta, spiega le sei zampe dell'animale fantastico come <span style="text-decoration:underline;">la somma di quattro ruote dell'auto più due gambe del suo guidatore</span>. Una sorta di centauro moderno, e anche quasi un'assicurazione che così il mezzo di locomozione diventi il più veloce possibile attraverso la simbiosi fra la macchina e l'automobilista.<br />
<strong> Un interessante parallelo possiamo individuarlo anche nella mitologia africana</strong>, in cui compaiono animali con un numero di zampe superiori al normale, proprio per significare una forza non comune: in Tanzania e in Kenia capita di vedere, tra le statuette di legno intagliato dell'arte makonde, leoni e leopardi con sei zampe. Anche in Nigeria nei bronzi del Benin, si trovano esempi di animali rappresentati con un numero di zampe superiori al normale, proprio per significare una potenza sovrannaturale.<br />
La necessità di un nuovo simbolo in grado di rendere facile e immediata la riconoscibilità della Società energetica italiana in ogni parte del mondo è stata il motivo del concorso del 1952.<!--more--></p>
<div class="mceTemp" style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="border:1px solid black;margin:0 5px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2343/2650628294_076727c882_o.jpg" alt="" width="120" height="160" /><strong> Il concorso.</strong> Il concorso, bandito per due cartelloni stradali destinati ai prodotti Supercortemaggiore e Agipgas, per due marchi e per la colorazione di una colonnina di distribuzione di benzina, era aperto a tutti gli italiani ed aveva un montepremi complessivo di 10 milioni di lire (pari a 5.164,57 €), una cifra rispettabile ai valori dell'epoca. La Giuria era composta da personaggi di grande rilievo nel mondo dell'arte e della comunicazione , a sottolineare l'importanza che l'Eni attribuiva al concorso. Il concorso ebbe un successo strepitoso. <strong>Furono presentati oltre 4mila bozzetti</strong> (!) e ci vollero quattordici riunioni della Giuria per scegliere il vincitore.<br />
All'unanimità poi, in una seduta conclusiva tenutasi nel settembre 1952 a Merano, fu scelto il <em>"Cane a Sei Zampe"</em>, ma sul suo autore incominciò una lunghissima, quasi misteriosa attribuzione.</p>
<p>Il bozzetto risultava presentato da Giuseppe Guzzi, in realtà non l'autore dell'opera, ma solo il suo rifinitore, e questo particolare importante non venne reso noto subito. Iniziarono le leggende: si favoleggiava il nome di un noto artista che però non voleva comparire. Vennero fatti molti nomi, fra questi quello del celebre Leo Longanesi, animatore della vita artistica e culturale di quegli anni. Solo molti anni dopo si seppe con certezza che l'autore del bozzetto vincitore era stato lo scultore Luigi Broggini, uno dei protagonisti nella scena delle arti figurative italiane nei decenni a cavallo della seconda guerra mondiale.</p>
<p><strong>Il marchio attuale. </strong>[…] Il famoso designer olandese <strong>Bob Noorda</strong>, che già era stato contattato nel 1972 per creare un vero e proprio marchio e sviluppare un'immagine coordinata di gruppo, viene di nuovo interpellato per ripensare la "corporate image" del moderno Gruppo Eni. La soluzione presentata è un nuovo progetto grafico basato su elementi essenziali semplici, ma di notevole forza e suggestione, in grado di aggregare i vari settori dell'immagine e di confermare il valore della unitarietà del Gruppo. […] <em>"Le cose questa volta sono andate diversamente - ricorda Noorda - è stato davvero molto più facile accorciare il cane con il computer piuttosto che utilizzare le forbici come tanti anni fa!"</em>. Questo segno sarà il nuovo marchio dell'Eni e, con l'aggiunta della parola "group" diventerà prefisso dei logotipi di tutte le Società per confermare graficamente il nuovo assetto di Corporate.</p>
<p>L'immagine pubblicitaria è spesso molto effimera: <span style="color:#800000;">niente invecchia più rapidamente dell'immagine, logorata da tutti gli sguardi che deve attirare.</span><br />
E' particolarmente difficile inventare immagini che riescano a sopravvivere alla durata della campagna promozionale che illustrano. <em>"Quando disegno un marchio - </em>spiega Noorda<em> - lo faccio avendo presente l'aspetto culturale, non solo quello commerciale, di un'azienda. E cerco di pensare ad un'immagine che possa durare nel tempo, senza apparire da subito superata, vecchia"</em>. […]"</p>
<p><strong>Fonti:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agip" target="_blank"><strong>Agip</strong> (Wikipedia);</a></li>
<li><a title="Wiki" href="http://www.agip.eni.it/agip/init.do?BV_UseBVCookie=No" target="_blank"><strong>Agip</strong> (Sito ufficiale);</a></li>
<li><a title="Sito web" href="http://www.enipower.eni.it/italiano/eni_la_compagnia/storia_marchio.html" target="_blank"><em>"La storia del marchio"</em></a> (sito EniPower);</li>
<li><a title="Intervista" href="http://www.educational.rai.it/lezionididesign/designers/NOORDAB.htm" target="_blank"><em>Intervista a Bob Noorda</em></a> (Lezioni di design su Educational Rai)</li>
</ul>
</div>
<div class="mceTemp"></div></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Starbucks Coffee rischia la crisi]]></title>
<link>http://federicomancin.wordpress.com/?p=56</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 09:03:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>federicomancin</dc:creator>
<guid>http://federicomancin.wordpress.com/?p=56</guid>
<description><![CDATA[
Sembra oramai vicina una crisi anche per un importante marchio mondiale, la catena di caffetterie S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://stevewebel.com/wp-content/uploads/2008/03/starbucks.jpg" alt="" /></p>
<p>Sembra oramai vicina una crisi anche per un importante marchio mondiale, la catena di caffetterie Starbucks. Si tratta della più importante catena di caffetterie al mondo. La società ha già annunciato l'intenzione di rinunciare a 600 punti vendita negli Stati Uniti. Una decisione avrebbe come conseguenza un taglio di circa 12.000 dipendenti.</p>
<p>Il taglio sembrebbe destinato ai punti vendita che non guadagnano "secondo le aspettative della catena".</p>
<p>E' prevista in ogni caso l'apertura di poco meno di duecento nuove caffetterie negli Stati Uniti durante il 2009, cercando anche di sistemare i dipendenti che resteranno senza lavoro negli altri punti vendita.<!-- google_ad_section_end --></p>
<p class="footnotes">Per chi ha frequentato uno Starbucks Coffe per almeno una volta, credo sia difficile capire come possa un colosso del genere ad essere in crisi a tal punto da dover rinunciare a così tanti punti vendita. Un marchio del genere dovrebbe ritenersi immune dalle frequenti crisi economiche degli ultimi tempi, e invece non è così. I prezzi che la catena può permettersi (molto alti rispetto alla concorrenza), lasciano intendere che il target di riferimento, per lo meno nelle fasce più turistiche, siano proprio i turisti, che affidano a Starbucks i propri spuntini e le proprie colazioni, comperando al prezzo del caffè anche il comfort di un marchio unico, moderno, accogliente e sempre alla moda. La diminuizione di vacanzieri che ha colpito il commercio turistico di tutto il mondo, probabilmente rischia di influenzare anche queste grosse catene, che non riescono a garantire introiti all'altezza se si rivolgono solo alle popolazioni locali..</p>
<p class="footnotes">perchè la colazione costa molto meno se fatta in casa.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[W mamma Nike]]></title>
<link>http://dnanerazzurro.wordpress.com/?p=477</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 15:07:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>dnanerazzurro</dc:creator>
<guid>http://dnanerazzurro.wordpress.com/?p=477</guid>
<description><![CDATA[RETTILINEO TRIBUNA
In attesa dei primi colpi di mercato, navigando qua e là mi sono imbattuto nella]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://rettilineotribuna.wordpress.com/2008/06/06/w-mamma-nike/">RETTILINEO TRIBUNA</a></h1>
<p>In attesa dei primi colpi di mercato, navigando qua e là mi sono imbattuto nella notizia, francamente un po’ snobbata dai media, del rinnovo per altri 10 anni del contratto che lega la Nike all’Inter. La casa col “baffo” più famosa del Mondo ci fornirà il materiale tecnico e ci “regalerà” 12-14 mln di Eur all’anno. Al di là della cifra che è sicuramente importante ma comunque non rappresenta sicuramente l’introito principale per una Società come l’Inter, il rinnovo è decisamente interessante e ricco di significati; ecco il punto principale:</p>
<p><em>è pronto un nuovo contratto record tra la Nike e l’Inter, quello precedente era in scadenza il 30 giugno del 2009, valeva circa 9 milioni di euro a stagione. Il prossimo è circa di dieci anni, <strong>condito da una cifra superiore a quella finora scritta nei precedenti accordi fra il marchio americano e qualsiasi altro club di calcio</strong> (nazionale brasiliana esclusa). Dovrebbe essere una cifra attorno ai 12-14 milioni di euro all’anno che garantirebbe il club nerazzurro circa 140 milioni, cifra che vale molto più del bruto dato economico. Con un incremento di circa il cinquanta per cento rispetto al contratto attualmente in vigore, <strong>Nike vede nella società di Moratti il marchio del futuro sul quale puntare per generare business attraverso i tifosi delle squadre di calcio.</strong></em></p>
<p>Traducendo in termini pratici, significa che il marchio di abbigliamento tecnico sportivo più famoso nel mondo considera l’Inter la squadra più famosa del mondo, ovvero quella con un potenziale giro di merchandising superiore ad esempio ai colossi Inglesi del Manchester UTD. In realtà la notizia era prevedibile perchè è noto come la famosa maglietta del centenario nerazzurro sia stata il successo commerciale dell’anno per la Nike (e quindi per l’Inter). In ogni parte del mondo si è venduta e si vende ancora oggi a ritmi notevoli tanto da spingere l’Inter probabilmente a non abbandonarla definitivamente nemmeno nella prossima stagione.</p>
<p>Se devo essere sincero, appena ho letto questa notizia ho subito pensato come l’esonero del Mancio a favore di Mourinho potesse essere stato avallato dalla casa americana, sempre alla ricerca di testimonial ad effetto. Roberto Mancini è un personaggio prettamente italiano, il cui atteggiamento scontroso e sette trofei vinti in quattro anni lo hanno reso abbastanza antipatico all’opinione pubblica non interista italiana. Mourinho invece è un personaggio con un appeal internazionale imparagonabile; inoltre si è ritagliato un’antipatia di base “positiva” rispetto a Mancini stesso nel senso che, a parità di concetto espresso, il Mancio provoca bruciori di stomaco collettivi mentre il Portoghese rispetto e sorrisi. Non è poco. Se poi pensiamo che l’Inter è la sola squadra che ha diritto di veto sulla Nike per le proposte cromatiche e stilistiche delle divise, ovvero può dirle “così mi piace, così non mi piace” a differenza delle altre che pare siano obbligate ad una sorta di “obbedir tacendo” sulle maglie da trasferta, è intuibile che queste concessioni all’Inter siano frutto di un compromesso in base al quale loro danno molto ma pretendono sicuramente in egual misura. Non è un caso che, costo dell’operazione a parte molto onerosa per il Milan, la Nike non abbia mai visto positivamente un ipotetico trasferimento della punta di diamante Ronaldinho ai cugini che vestono Adidas. Chiaro è che questo nostro matrimonio con Nike si basa sul fatto che si vince. Era impensabile cinque o sei anni fa leggere un comunicato simile, sarebbe ancor più complicato onorarlo se andassimo in rovina.</p>
<p>Detto questo, non sono un’amante di questi cambi di look selvaggi. Ho acquistato la maglietta del centenario non tanto per il fatto di essere stato sconfitto dalla logica commerciale della Nike, quanto al reale valore simbolico ed affettivo che quest’anno ha rappresentato quella maglietta. Sono legato ad una vecchia maglia nerazzurra, senza sponsor ne nomi di giocatori e mai ho pensato di cambiarla perchè, nella sua vecchiaia e arretratezza di materiali con cui è stata confezionata, ha tutto ciò che serve per ricordare di essere la nostra maglia: strisce verticali nere e blu, stella d’oro e simbolo dell’Inter.</p>
<p>Probabilmente se questo matrimonio fosse stato siglato dai cugini del Milan, non ho dubbi che la notizia sarebbe stata da loro proposta come l’evento del secolo, ma noi ce la siamo fatta scivolare addosso. Viviamo in un’epoca in cui la Federcalcio consente di scrivere sulle magliette qualsiasi cosa venga in mente ai Club, tipo mostrare la scritta ”il Club più titolato al Mondo” oppure, al prossimo scudetto vinto, permettere di esibire 3 stelle a chi non ha i titoli per poterlo fare. Quindi, follia per follia, perchè non farci stampare sotto lo sponsor la scritta “Club più famoso al Mondo”? Magari non servirà per vendere più divise, ma come presa per il culo nei confronti dei cugini non avrebbe eguali!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il marchio della bestia è già tra noi? ]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/?p=22</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 15:40:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
<guid>http://carlaefox.wordpress.com/?p=22</guid>
<description><![CDATA[Ho recuperato questo video su You Tube, dopo averlo guardato riflettete un attimo sulle immagini , o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho recuperato questo video su You Tube, dopo averlo guardato riflettete un attimo sulle immagini , o come si diceva una volta contate fino a dieci prima di rispondere. Bless</p>
<p> </p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Qx4vkI4AcDo'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Qx4vkI4AcDo&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[17 Maggio 2008 La guardia di finanza scopre 9 miliardi di Euro di evasione.]]></title>
<link>http://italianew.wordpress.com/?p=16</link>
<pubDate>Sat, 17 May 2008 19:20:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>italianew</dc:creator>
<guid>http://italianew.wordpress.com/?p=16</guid>
<description><![CDATA[I dati forniti dalla guardia di finanza fanno intendere che la finanziaria del governo Prodi ha avut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>I dati forniti dalla guardia di finanza fanno intendere che la finanziaria del governo Prodi ha avuto come unica ripercussione l'aumento dell'evasione fiscale.</p>
<p>Si parla infatti di un aumento del 33 % sulle imposte dirette,per un totale di 9 miliardi di euro.</p>
<p>Le violazioni riguardano per la maggior parte le imposte dirette,mentre il disavanzo IVA è di 1,8 miliardi di Euro.</p>
<p>L'oppressione fiscale è un'arma con la quale non si sconfigge il nero e i beni non dichiarati,ma ne aumenta l'intensità,perciò a nostro avviso è necessario attuare una politica fiscale intelligente e graduale a partire dal federalismo fiscale e dall'abolizione dell'imposta ICI sulla prima casa.Inoltre come avviene nella maggior parte dei paesi Europei,vanno prese delle convincenti posizioni a riguardo delle aliquote da versare per società e per privati,che arrivano al 43% fino al 53% delle società.</p>
<p>In un paese moderno,nessun lavoratore,regala 6 mesi del proprio lavoro allo stato,consideriamo anche le responsabilità che hanno le aziende con lavoratori dipendenti,se esse vengono bersagliate,ci sarà di conseguenza meno occupazione e dunque meno ricchezza e portafoglio e dunque meno mercato.</p>
<p>La ripresa fiscale,deve seguire la grande depressione,in questo modo,l'Italia potrà competere nel mercato europeo e i nostri imprenditori potranno avere più coraggio e forza negli investimenti e assicureranno maggiori successi al "Marchio Italia",garantendo un maggior numero di lavoratori e di benessere sociale.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aspirina cooperativa]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/?p=606</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 16:14:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
<guid>http://negroski.wordpress.com/?p=606</guid>
<description><![CDATA[A due euro.

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/farmaci-coop/farmaci-coop/farmaci-coop.html" target="_blank">A due euro</a></strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://negroski.files.wordpress.com/2008/05/aspirina-coop.jpg" alt="" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pubblicità in Second Life: il caso L’Oréal e il confronto con campagne pubblicitarie sul Web e i banner.]]></title>
<link>http://communicationvillageblog.wordpress.com/?p=12</link>
<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 14:51:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Communication Village</dc:creator>
<guid>http://communicationvillageblog.wordpress.com/?p=12</guid>
<description><![CDATA[Una campagna pubblicitaria in Second Life ha come primo problema il limitato pubblico che è in grad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Una campagna pubblicitaria in Second Life ha come primo problema il limitato pubblico che è in grado di raggiungere. Con i circa 500.000 utenti attivi che animano il mondo virtuale di Linden Lab, l’impatto può sembrare poca cosa se si compara il grado di visibilità di una campagna sviluppata su portali Web che vantano una media di altrettanti utenti unici al giorno.</p>
<p>Bisogna però fare un’analisi più attenta guardando con più profondità i numeri e i comportamenti degli utenti. Il primo problema ben noto a chi realizza un banner è la cosiddetta “banner blindness”, ossia la tendenza dell’utente a ignorarlo – letteralmente a non vederlo, girando lo sguardo in modo da evitarlo e di sfuggire alla percezione del contenuto. Inoltre, il rapporto tra il contenuto stesso e la percezione intellettuale ed emozionale è quanto mai limitata, dal momento che il banner è quasi sempre percepito innanzi tutto come un elemento di disturbo nella pagina Web, piuttosto che un oggetto che si integra e accresce di nuovi spunti la fruizione della pagina stessa.</p>
<p>Questo rapporto tra banner e utenza si risolve in una bassissima redemption, se viene misurata attraverso il click-through (il cliccare sul banner per andare sul sito dell’inserzionista). Peraltro, studi recenti condotti sull’utenza Internet americana avvertono che circa l’80% dei click sul banner vengono effettuati solamente da circa il 15% dell’effettiva popolazione di utenti che naviga sul Web.</p>
<p>Se invece si misura la redemption attraverso indagini che verificano a campione il grado di brand awareness o di product awareness creata o rinforzata dal banner, i pareri degli analisti imparziali sono tendenzialmente pessimistici. Sebbene ci sia chi sostiene che in effetti la ripetizione di un banner produce un effetto inconscio di assimilazione della marca – al punto da aumentare la positività dell’atteggiamento verso marca o prodotto presentato –, rimane che solitamente l’impatto esplicato da un banner ben progettato è estremamente basso sulla memoria del consumatore o sul grado di percezione positiva del messaggio in termini emozionali.</p>
<p>L’effetto massimo di una campagna pubblicitaria si ottiene quando il livello di esposizione del destinatario provoca un interesse attivo verso i contenuti veicolati. L’ideale è riuscire a coinvolgere il destinatario arrivando a rendere il messaggio pubblicitario una parte della sua esperienza diretta: in questo caso il prodotto si salda in qualche modo con una parte della vita del fruitore del messaggio, con il risultato di stabilire un rapporto di profonda lealtà tra la marca/prodotto e il consumatore.</p>
<p>Operazioni del genere riescono di rado, per esempio con spot televisivi che riescono a colpire l’attenzione dello spettatore diventando parte del suo immaginario o saldandosi al suo vissuto. In altri casi attraverso operazioni più complesse attuate con una concomitanza di diversi media o con l’organizzazione di eventi in cui il pubblico viene coinvolto direttamente e trasformato da fruitore di messaggi in attore: è il caso delle azioni di marketing esperienziale che puntano alla partecipazione diretta del pubblico a situazioni memorabili o all’interazioni in contesti ben strutturati in cui il prodotto o l’azienda stabiliscono un dialogo serrato con un campione ben scelto del proprio pubblico di riferimento.</p>
<p>Second Life permette di ottenere eccellenti risultati in questo tipo di comunicazione proprio grazie alla sua natura di strumento di partecipazione collettiva capace di simulare uno spazio e un’esperienza reale. Una dimostrazione proviene da una campagna di comunicazione realizzata da L’Oréal: è stata realizzata una serie di quattro oggetti riproducenti dei prodotti per il make-up che gli utenti potevano prelevare mediante il proprio avatar. Questi davano gratuitamente all’utente delle particolari skin (dei visi da applicare al proprio avatar) che riprendevano lo stile di alcuni dei più pubblicizzati maquillage proposti di recente dall’azienda di cosmetici.</p>
<p>I risultati della prima fase della campagna, messa in atto da KZero, sono stati commentati da James Wagner Au, autore di uno dei blog più autorevoli sugli utilizzi di Second Life. L’analista osserva che «in tre mesi di campagna, 34.000 residenti di Second life hanno preso almeno uno dei quattro oggetti disponibili. Confrontati con la percentuale dei circa 550.000 active user al mese, significa un click-through compreso tra 1,6 e 6,2% (questo intervallo dipende da quanti dei quattro oggetti L’Oréal sono stati prelevati da ciascun residente). Valore decisamente interessante se confrontato con i tradizionali banner per il Web, che normalmente ottiene valori intorno allo 0,5%».</p>
<p>Va notato anche che gli utilizzatori della skin hanno potuto legare la percezione del marchio L’Oréal al proprio avatar per tutto il tempo che la skin è stata utilizzata, realizzando un rapporto di rinforzo continuo della percezione del marchio che crea un rapporto molto intenso tra l’utente e il brand. In altri termini, molto più del tradizionale clock-through, il prelevamento della skin realizza un livello di partecipazione esperienziale al marchio – anche se svolto nell’ambiente virtuale di Second life – che permette di produrre una brand awareness di grandissimo impatto, capace di tradursi facilmente in un utilizzo dei prodotti della casa cosmetica anche nel mondo reale.</p>
<p>La base del successo è innanzi tutto quella di adottare delle logiche di comunicazione che esaltino la partecipazione e la convenienza dell’utilizzo, sfruttando al meglio le opportunità offerte da Second Life come strumento di simulazione della realtà. Se questo si verifica, il risultato di una campagna pubblicitaria va ben oltre il numero limitato di 550.000 utenti attivi, ma permette di generare anche dei flussi virali che diffondono in modo energico il valore del marchio e del prodotto.</p>
<p>Va precisato che non sono numerosi gli esperimenti di questo tipo finora attuati in Second Life. Mancano poi dei numeri precisi sulle pubblicità miranti a coinvolgere soprattutto gli utenti italiani, ma ci sono tutti i presupposti per ritenere che, a fronte di una campagna costruita in modo da sfruttare al meglio le caratteristiche del mezzo (e quindi non riproducendo ottusamente modelli di comunicazione validi su altri media), possano ottenersi risultati significativi da affiancare in modo proficuo a quelli conseguibili con i media tradizionali.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ I Vietnamiti battono la Nike?]]></title>
<link>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=223</link>
<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 10:45:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>sparkaos</dc:creator>
<guid>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=223</guid>
<description><![CDATA[Il Vietnam da qualche anno ha una crescita economica costante dell’8%; da quando i comunisti al po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:42pt;text-indent:17.85pt;"><span>Il Vietnam da qualche anno ha una crescita economica costante dell’8%; da quando i comunisti al potere hanno sposato la via cinese, e l’apertura al mercato in una cornice di immutato autoritarismo politico. Ma lo straordinario boom economico del paese ha anche un’altra ragione profonda. Con la costante, se pur lenta, crescita degli stipendi in Cina ed India;<em> le multinazionali iniziano a spostare le loro attività produttive da questi paesi verso altri paesi dell’area con salari più bassi.</em> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:17.85pt;"><span>La  Nike</span><span> produce o</span>gni anno in Vietnam 75 milioni di calzature. O più o meno: tutti gli effeti la NIke non produce assolutamente niente di materiale, visto che non possiede neanche uno stabilimento produttivo. <em>La multinazionale è semplicemente un marchio, non possiede niente altro</em>. Gli stabilimenti sono di terzi, negli ultimi anni spesso imprenditori Taiwanesi, con un contratto di fornitura esclusiva. <em>In questo modo la Nike non ha nessuna responsabilità su ciò che avviene nelle sue fabbriche.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:17.85pt;">L’azienda, <span> </span>già al centro di numerose campagna di protesta e di boicottaggio, è stata tra le prime multinazionali a varare un codice etico e a pubblicare un "rapporto di responsabilità sociale" insieme con il proprio bilancio. (cioè ha promesso la massima trasparenza sulle condizioni di lavoro in vigore presso i propri subfornitori). Ma questo non ha impedito l’impiego di bambini nella cucitura dei palloni in alcune fabbriche in Pakistan.    <a href="http://frammentinomadi.wordpress.com/mondo/i-vietnamiti-sconfiggono-anche-la-nike/">CONTINUA</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Creare un link emotivo con il consumatore]]></title>
<link>http://emotionalassets.wordpress.com/?p=111</link>
<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 09:39:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>emotionalassets</dc:creator>
<guid>http://emotionalassets.wordpress.com/?p=111</guid>
<description><![CDATA[Di Gianandrea Abbate.
Abbiamo visto molte campagne o progetti di comunicazione che, sebbene pluripre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Geneva;"><font face="Times New Roman"><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><span style="font-family:Arial;"><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"></a>Di Gianandrea Abbate.</span></font></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Geneva;"><font face="Times New Roman"><span style="font-family:Arial;"></span><span style="font-family:Arial;"><span>Abbiamo visto molte campagne o progetti di comunicazione che, sebbene pluripremiate, hanno affossato il loro m<span style="font-family:Geneva;"><font face="Times New Roman"><span style="font-family:Arial;"></span></font></span>a<span style="font-family:Geneva;"><font face="Times New Roman"><span style="font-family:Arial;"></span></font></span>rchio (si va da esempi clamorosi di advertising classico sino al guerrilla marketing): il consumatore rifiuta un prodotto trad<span style="font-family:Geneva;"><font face="Times New Roman"><span style="font-family:Arial;"></span></font></span>izi<span style="font-family:Geneva;"><font face="Times New Roman"><span style="font-family:Arial;"></span></font></span></span></span></font></span><a href="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" title="aalinkemotiv.jpg"><img src="http://emotionalassets.wordpress.com/files/2008/04/aalinkemotiv.jpg" alt="aalinkemotiv.jpg" align="right" /></a><span style="font-family:Geneva;"><font face="Times New Roman"><span style="font-family:Arial;"><span><span style="font-family:Geneva;"><font face="Times New Roman"><span style="font-family:Arial;"></span></font></span>onale che si veste in modo iperaggressivo. Perché oggi, più che un prodotto, compriamo un mood, un'atmosfera, uno<span style="font-family:Geneva;"><font face="Times New Roman"><span style="font-family:Arial;"></span></font></span> stato mentale. E lo stato mentale deriva da un insieme di tante <span style="font-family:Geneva;"><font face="Times New Roman"><span style="font-family:Arial;"></span></font></span>forze: di contenuti e di modalità espressive. Viviamo in una sorta di “fase alluvionale” del mercato, in cui l’offerta di prodotti è ben superiore rispetto a quanto il mercato possa assorbire.</span></span></font></span><span style="font-family:Arial;"> Per un prodotto che voglia imporsi, quindi, è indispensabile riuscire a creare un link emotivo con il consumatore. Ed è proprio questo il compito della psicolinguistica. In sintesi, una campagna non solo deve piacere al pubblico, ma deve anche essere solidale al marchio e al prodotto. L’originalità non sempre “paga”, soprattutto se è fine a se stessa.</span></p>
<p><span><span style="font-family:Arial;"><font face="Times New Roman"> </font></span></span><span style="font-family:Geneva;"></span><span style="font-family:Geneva;"></span><span style="font-family:Geneva;"></span><span style="font-family:Geneva;"></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p><a href="http://www.wikio.it/vote?url=http://emotionalassets.wordpress.com/2008/04/02/creare-un-link-emotivo-con-il-consumatore&#38;title=Creare%20un%20link%20emotivo%20con%20il%20consumatore" title="Segnalalo a wikio" target="_blank"><img src="http://img77.imageshack.us/img77/4580/wikiopc0.gif" /></a> <a href="http://oknotizie.alice.it/post.html.php?url=http://emotionalassets.wordpress.com/2008/04/02/creare-un-link-emotivo-con-il-consumatore&#38;title=Creare%20un%20link%20emotivo%20con%20il%20consumatore" title="Segnalalo a OKnotizie" target="_blank"><img src="http://img91.imageshack.us/img91/8486/oknotiziejg1.gif" /></a> <a href="http://www.technotizie.it/posta_ok?action=f2&#38;url=http://emotionalassets.wordpress.com/2008/04/02/creare-un-link-emotivo-con-il-consumatore&#38;title=Creare%20un%20link%20emotivo%20con%20il%20consumatore" title="Segnalalo a Technotizie" target="_blank"><img src="http://img235.imageshack.us/img235/9499/technotiziecp2.png" /></a> <a href="http://fai.informazione.it/submit.aspx?url=http://emotionalassets.wordpress.com/2008/04/02/creare-un-link-emotivo-con-il-consumatore&#38;title=Creare%20un%20link%20emotivo%20con%20il%20consumatore" title="Segnalalo a FaiInformazione" target="_blank"><img src="http://img77.imageshack.us/img77/4506/faiinformazionedw4.gif" /></a> <a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://emotionalassets.wordpress.com/2008/04/02/creare-un-link-emotivo-con-il-consumatore" title="Stumble Upon This Post" target="_blank"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1370/733440891_50ed247070_m.jpg" alt="Bookmarking Tools" /></a> <a href="http://www.digg.com/submit?phase=2&#38;url=http://emotionalassets.wordpress.com/2008/04/02/creare-un-link-emotivo-con-il-consumatore&#38;title=Creare%20un%20link%20emotivo%20con%20il%20consumatore" title="Submit Post to Digg" target="_blank"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1221/733437537_ebf30b1720_m.jpg" alt="Bookmarking Tools" /></a> <a href="http://del.icio.us/post?url=http://emotionalassets.wordpress.com/2008/04/02/creare-un-link-emotivo-con-il-consumatore&#38;title=Creare%20un%20link%20emotivo%20con%20il%20consumatore" title="Save to Del.icio.us" target="_blank"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1246/733437281_0e295fe3bf_m.jpg" alt="Bookmarking Tools" /></a> <a href="http://technorati.com/faves?add=http://emotionalassets.wordpress.com/2008/04/02/creare-un-link-emotivo-con-il-consumatore" title="Save to Technorati" target="_blank"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1128/733441131_4254d74789_m.jpg" alt="Bookmarking Tools" /></a> <a href="http://www.diggita.it/submit.php?url=http://emotionalassets.wordpress.com/2008/04/02/creare-un-link-emotivo-con-il-consumatore&#38;title=Creare%20un%20link%20emotivo%20con%20il%20consumatore" title="Save to diggita" target="_blank"><img src="http://img77.imageshack.us/img77/9300/diggitatq5.gif" alt="Bookmarking Tools" /></a> <a href="http://segnalo.alice.it/post.html.php?url=http://emotionalassets.wordpress.com/2008/04/02/creare-un-link-emotivo-con-il-consumatore&#38;title=Creare%20un%20link%20emotivo%20con%20il%20consumatore" title="Save to Segnalo" target="_blank"><img src="http://img239.imageshack.us/img239/5802/segnalott4.gif" alt="Bookmarking Tools" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Communi-Di-Eight!]]></title>
<link>http://communifashion.wordpress.com/?p=166</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 16:21:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>communifashion</dc:creator>
<guid>http://communifashion.wordpress.com/?p=166</guid>
<description><![CDATA[Ispirata dalle nuove tendenze europee e dalle radici della moda italiana DI-EIGHT è la nuova linea ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span><span style="font-family:Times New Roman;">Ispirata dalle nuove tendenze europee e dalle radici della moda italiana DI-EIGHT è la nuova linea d’abbigliamento che abbina lo stile street alla spontanea femminilità delle ragazze d’oggi. </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Fondato nel 2004 dalla designer Doriana Ottolini il marchio è l’espressione della nuova moda emergente</span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Di-EIGHT ha origini nella mistica isola di Bali. </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Le collezioni nascono sulle sponde del mare, a Dreamland, luogo incontaminato amato da surfisti, creativi e viaggiatori. In uno showroom a strapiombo della scogliera, con poche mura e senza confini la collezione nasce nutrendosi dell’essenziale: il mare, il sole, la frutta e il surf.</span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">La produzione ha invece sede a Denpasar, città caotica e frenetica, in una magica sartoria ricreata in una vecchia casa coloniale,</span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Di-EIGHT fonde influenze dallo sport, lifestyle e fashion. I capi che compongono le collezioni si presentano con silhouette trendy e morbide e da pallete dai colori vivaci che rendono unico e inconfondibile ogni capo.</span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Loghi e stampe oramai consumati dalle ultime mode fanno spazio a tagli a vivo, ricami non rifiniti e loghi tono su tono. </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p><span><span style="font-family:Times New Roman;">LA DESIGNER</span></span></p>
<p><span><span style="font-family:Times New Roman;">Fin dall'età di 10 anni alla fatidica domanda "che farai da grande?" la piccola Doriana tutta occhi verdi e grandi sorrisi rispondeva seria e convinta "la stilista". Ed ancora oggi la risposta è la stessa con la stesse gioia e sicurezza di una bambina che vive di speranze.</span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Concluse le scuole dell'obbligo il sogno inizia scegliendo l’Istituto professionale per figurinista di moda al M.Dudovich di Milano<span>  </span>e conseguito il diploma, decide di frequentare la N.A.B.A, Nuova Accademia di Belle Arti,<span>  </span>dove approfondisce le conoscenze nel settore moda.</span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Una posizione molto importante presso la sede milanese di Mila Schon le premette di crescere professionalmente girando il mondo ma non placa quella voglia di costruire un progetto tutto suo che si tradurrà in pochi anni dopo in DI-EIGHT</span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Ed è proprio questa vocazione verso l’internazionalità, la praticità del vivere, e la voglia di mettersi in gioco da sola che ha spinto la giovanissima stilista Doriana Ottolini<span>  </span></span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">a fondare Di-EIGHT e inseguire il suo sogno.</span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p><span><span style="font-family:Times New Roman;">PASSATO E PRESENTE</span></span></p>
<p><span><span style="font-family:Times New Roman;">Con un borsone in mano e tanta voglia di mostrare al mondo il suo lavoro, nell’estate del 2004 inizia la prima campagna vendita DI-EIGHT con molti inaspettati risultati positivi. </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Fin dall’inizio la scelta di non vendere sul pronto ma di avere una pre-vendita come ogni<span>  </span>marchio che si rispetti, ha dimostrato la serietà del marchio e la capacità di Di-EIGHT di seguire le tendenze che si presentavano stagione dopo stagione. </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">La scelta della pre-vendita è stata importante per Di-EIGHT anche nei confronti dei suoi negozi. La possibilità di presentare un campionario e non la collezione pronta e finita, ha permesso di avvicinarsi alle richieste dei propri negozi in campo di colori e stili e migliorare i propri capi con i consigli di chi vive quotidianamente a stretto contatto con il target finale.<span>  </span></span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Le campagne vendite successive sono andate in crescita, nonostante i problemi derivanti dalla situazione economica italiana, che ha portato alla chiusura di piccoli negozi e la bancarotta di marchi emergenti. </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Nel Gennaio 2006 è stato aperto “Spazio”, lo showroom Di-EIGHT sui Navigli, la zona più bella di Milano, a pochi passi del Vicolo dei Lavandai, aprendo nuove porte e nuove collaborazioni con designers, fotografi, pittori e models. </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Oltre alle campagne vendite il lavoro prosegue a Bali per seguire la produzione e lo studio del campionario per la stagione seguente. </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Tutta la produzione Di-EIGHT è fatta a mano, dal campionario alla produzione sotto le delicate attenzioni della stilista. </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p><span><span style="font-family:Times New Roman;">..IL FUTURO</span></span></p>
<p><span><span style="font-family:Times New Roman;">Insieme allo showroom ha inizio il rapporto con le riviste con il supporto di un ufficio stampa e i primi investimenti pubblicitari. </span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">A partire da Gennaio 2006 la campagna pubblicitaria Di-EIGHT ha inizio in free press come Wait, What’s Up<span>  </span>e Zero 2 e in riviste di settore come Point Break. Il tutto contornato da<span>  </span>redazionali sul prodotto e sulla designer su riviste come Rolling Stone, Kult e PointBreak.</span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">La televisione è rimasta attratta dai colori vivaci e dai tagli inaspettati dei capi Di-EIGHT che si trova indossata dalle bellissime vj di All Moda, Play IT e Call center su All Music e da piccole protagoniste sul canale Disney Channel…</span></span><span><span style="font-family:Times New Roman;">Stagione dopo stagione Di-EIGHT cresce seguendo le nuove mode e trasformandosi in una collezione sempre più completa e più adatta alle esigenze del mercato del futuro, arricchendosi di nuovi capi e con una dettagliata ricerca su nuovi tessuti.<span>  </span>Il tutto mantenendo ovviamente tutta la sua unicità.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span><span style="font-family:Times New Roman;">La campagna vendita è in continua crescita e la ricerca d’agenti è stata una necessità per continuare a far crescere il marchio, che a breve sarà disponibile in tutta Italia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span><a title="d-eightgood1.jpg" href="http://communifashion.wordpress.com/files/2008/03/d-eightgood1.jpg"><img src="http://communifashion.wordpress.com/files/2008/03/d-eightgood1.thumbnail.jpg" alt="d-eightgood1.jpg" /></a><a title="dieightgood2.jpg" href="http://communifashion.wordpress.com/files/2008/03/dieightgood2.jpg"><img src="http://communifashion.wordpress.com/files/2008/03/dieightgood2.thumbnail.jpg" alt="dieightgood2.jpg" /></a><a title="di-eight21.jpg" href="http://communifashion.wordpress.com/files/2008/03/di-eight21.jpg"></a></span></p>
<p><span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lap..dance]]></title>
<link>http://mrzip.wordpress.com/2008/03/10/lapdance/</link>
<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 18:30:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>goolook</dc:creator>
<guid>http://mrzip.wordpress.com/2008/03/10/lapdance/</guid>
<description><![CDATA[Lapo imbizzarrito in discoteca&#8230;..   Eh.. sì, i suoi marchi sono un brand che tirano molto!
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><strong><img src="http://gossipspia.myblog.it/media/01/02/68af824878fb34b699a42f7196c1882a.jpg" alt="173894de406066c23462b7396f49f10b.jpg" style="float:left;border-width:0;margin:0.2em 1.4em 0.7em 0;" />Lapo</strong> imbizzarrito in discoteca.....   Eh.. sì, i suoi marchi sono un brand che tirano molto!</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Marketing politico: il marchio Partito Democratico]]></title>
<link>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=145</link>
<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 11:11:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>sparkaos</dc:creator>
<guid>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=145</guid>
<description><![CDATA[
Nella comunicazione politica moderna ha assunto un ruolo fondamentale il marketing, nato in ambient]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Lucida Sans Unicode"; 	panose-1:2 11 6 2 3 5 4 2 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-2147476737 14699 0 0 63 0;} @font-face 	{font-family:"Palatino Linotype"; 	panose-1:2 4 5 2 5 5 5 3 3 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-536870009 1073741843 0 0 415 0;} @font-face 	{font-family:Gungsuh; 	panose-1:2 3 6 0 0 1 1 1 1 1; 	mso-font-charset:129; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1342176593 1775729915 48 0 524447 0;} @font-face 	{font-family:"\@Gungsuh"; 	panose-1:2 3 6 0 0 1 1 1 1 1; 	mso-font-charset:129; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1342176593 1775729915 48 0 524447 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --><span style="font-family:'Palatino Linotype';"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Nella comunicazione politica moderna ha assunto un ruolo fondamentale il marketing, nato in ambiente commerciale, ma oggi alla conquista di molti aspetti della comunicazione e dell’organizzazione sociale in generale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">La fase più importante di un’operazione di marketing è il <i>posizionamento</i> del prodotto, o meglio del marchio. Cioè attribuire, associare il marchio a delle caratteristiche (qualità) uniche e stabili, che lo rendano speciale e desiderabile.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il marchio è essenzialmente un simbolo di differenza e distinzione</span></i><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> per cui il cliente pagherà molto di più per un prodotto identico nella sua fisicità, ma diverso a livello emotivo - simbolico grazie ad un marchio con caratteristiche uniche, che si trasferiscono per associazione al prodotto stesso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Si crea un orizzonte simbolico entro cui quel marchio vive. (es. Marlboro si muove nel mondo fantastico dell’avventura bucolica)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il marketing ha invaso le campagne politiche in tutto il mondo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Senza pretese di scientificità o esaustività, proviamo ad analizzare con l’occhio svagato e distratto dello spettatore odierno l’inizio della campagna elettorale Italiana dal punto di vista del posizionamento del marchio “Partito Democratico”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">La prima impressione, che si riceve, è una <i>corsa spasmodica di tutte le formazioni politiche per occupare la posizione centrale dello schieramento</i>. (discorso a parte per Sinistra Arcobaleno, la Destra e altre formazioni a loro vicine)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Questa corsa vede l’UDC saldamente in testa per fattori storici. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il PDL è intento a non farsi scacciare per poter, come al solito, presentarsi come “moderati”; ma ammiccare alla destra. Strategia molto efficace, in passato, perché molti Italiani sono nel cuore molto più a destra di quanto ammettono. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il Partito Democratico, con una svolta decisa, ha puntato tutto, proprio, sul centro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Questo, però, ha significato abbandonare una posizione simbolica cmq vantaggiosa, quale era quella dei DS. I DS erano posizionati sicuramente al centro, ma con un alone di sinistra che riusciva ad attirare i voti anche di persone di sinistra “estrema”, scontente dei partiti a loro più vicini (e che oggi avrebbero potuto scegliere il cosiddetto voto utile)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Per di più, vista la polarizzazione delle appartenenze politiche, difficilmente riuscirà a scrollarsi, del tutto, quell’alone di dosso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Gli analisti, ovunque nel mondo, sostengono che si vince al centro, ma affermano, altrettanto chiaramente, che si deve possedere e comunicare una chiara identità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il Pd rischia di ritrovarsi a combattere con avversari meglio posizionati nell’area desiderata e di presentarsi con un’identità confusa. (l’incubo di ogni esperto di marketing, i manuali consigliano in una simile situazione di ripartire dall’inizio)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">La seconda cosa, che risalta, è un <i>netto cambiamento delle modalità con cui il PD e il suo leader comunicano con gli elettori</i>. (ogni aspetto di un prodotto influisce sul suo posizionamento)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Tradizionalmente la differenza tra Forza Italia e il centro-sinistra, da questo punto di vista, è stata: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il Berlusca amava ed ama i raduni oceanici e i discorsi altisonanti, fatti da palchi che in ogni dettaglio sottolineano la statura e la solitudine del leader carismatico di fronte ad un pubblico indistinto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il centro-sinistra si affidava ad un discorso più corale, fatto di diverse voci, spesso poco chiare e tendenti al burocratico. Alle folle oceaniche, in genere, preferiva la tavola rotonda nei palazzetti dello sport, per poi sfruttare la massa nei momenti focali della campagna.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Oggi il PD sceglie discorsi pacati, semplici, molto improntati sul personale del leader, che spunta ovunque anche nei programmi politici con piccole allusioni; e, soprattutto, piccoli gruppi di spettatori presenti nel luogo della manifestazione e immense masse catodiche raggiunte indirettamente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">La scelta è anche efficace, ma alla fine sfrutta un populismo di rimando che sulla lunga aumenta il distacco con il pubblico che ora non può più, neanche, essere presente fisicamente. Questo in una formazione che tradizionalmente ha basato la sua forza sulla militanza diffusa e si propone come strumento di partecipazione popolare. In pratica i modi di comunicare contraddicono in parte ciò che si dice, cioè altra confusione e altri incubi per gli esperti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Chiudiamo con un ultimo punto che ovviamente influisce tantissimo sul posizionamento simbolico dei vari partiti, ovvero i <i>valori e le issues, i temi della campagna, che caratterizzano le varie formazioni.</i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">(Mi riferirò solo ai valori e temi che più improntano e marchiano i vari partiti, quelli che l’osservatore distratto percepisce, comunque in qualche modo, facendo un collage di vari pezzettini di informazione e immagini)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">L’UDC ha difeso con i denti la sua posizione centrista, moderata e il suo essere cristiano; erede di una tradizione politica che ha dato forma all’Italia repubblicana e che resta, nell’animo profondo di molti, legata ad una stagione di sicurezza e benessere. Un marchio chiaro ed incisivo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il PDL gioca sul suo storico marchio (forte, ma un po’ appannato), di moderati, con il cuore tendente ad un anima profonda di destra bonaria. Rivalorizza il tema forte della libertà, intesa come non interferenza di uno Stato vissuto, sempre più, come nemico da tantissimi Italiani. E cerca di conservare con qualche difficoltà una connotazione di imprenditorialità, self made man, ascesa sociale, rottura con il vecchio e cambiamento. Per ora gioca un po’ meno sul classico tema di difensori dal comunismo, causa lo smarcamento del PD.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il Partito Democratico, come detto, ha un’identità ancora confusa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Si presenta come il nuovo, la forza del cambiamento. Ha, dalla sua, le scelte coraggiose fatte, che hanno rivoluzionato il sistema partitico; ma sconta l’essere stato al governo nella scorsa legislatura. In più nelle candidature ha giocato in modo ambiguo, trasmettendo la sensazione di un cambiamento, al massimo, parziale. Quindi, per quanto il tentativo è in parte riuscito, non sembra una conquista stabile.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Oltre a questo il Pd ha davvero poco. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Si presenta come riformista, ma troppi lo vedono come centrista.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Contemporaneamente il centro è conteso e molti non associano il Pd a quest’area.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Cerca di differenziarsi dal PDL come radicalmente differente, ma si ha la sensazione di programmi quasi uguali; e i linguaggi usati sono similissimi, se non nei toni e nelle idiosincrasie personali dei leader.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Rispetto all’UDC avrebbe da giocare la carta della laicità per creare una differenza reale, ma non sceglie tra laicità e cattolicesimo, producendo una confusione assoluta e respingendo così sia molti laici che molti cattolici. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Sostanzialmente il marchio Pd oggi è connotato quasi esclusivamente da un alone di cambiamento e pur contestato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:'Palatino Linotype';">In conclusione il PD non ha un posizionamento chiaro, non ha un’identità distintiva, unica e ben definita, a cui l’elettore associ precisi valori, temi e reazioni emotive.</span></i></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Ogni processo di cambiamento comporta dei rischi, ma si nota una mancanza di chiara strategia nella comunicazione politica del PD. Si ha quasi l’impressione di dilettantismo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Ogni esperto di marketing sa che per un posizionamento efficace servono pochi temi/valori forti (in grado di colpire l’attenzione e provocare reazioni emotive) chiaramente espressi. E’, per molti, addirittura più importante avere un’identità precisa, chiaramente definita, che il contenuto dell’identità stessa. (questo per me è troppo)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il marchio Pd è sostanzialmente vuoto e indistinto. Da solo il cambiamento, non basta a riempirlo.</span></i></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Ciò che serve sono uno o due temi - valori che lo caratterizzino fortemente, creando una chiara differenza con gli avversari.</span></i></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Aggiungo che il PD non mi sembra aver considerato attentamente le conseguenze delle sue scelte attuali sul futuro del marchio PD. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">A mio avviso, in un’ottica di lungo periodo, un posizionamento leggermente più a sinistra avrebbe chiaramente distinto il Partito Democratico, creando un patrimonio di differenza stabile, spendibile sul mercato elettorale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Come rimarcare una laicità moderata, avrebbe creato differenza sia da UDC e company, sia dalla sinistra che molti, per me a torto, ritengono anticlericale. (chi sa forse si poteva anche sfruttare la cosa per presentarsi come i veri moderati tra "neo-con" e "comunisti")</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">In ogni caso il cambiamento, non mi sembra, un valore stabile su cui il PD può fare affidamento per un posizionamento di lungo periodo. Primo gli Italiani normalmente tendono all’apatia e al conservatorismo diffuso. Secondo difficilmente il PD potrà sostenere a lungo di essere forza di cambiamento, visto che le promesse elettorali non preannunciano nessun gran cambiamento, ma parziale adeguamento alle altre realtà europee su un numero limitato di questioni (considerando anche le bufale che si sparano in campagna!). Terzo il Berlusca non rinuncerà facilmente a presentarsi come il nuovo di rottura, quindi non sarà una posizione conquistabile una volta per tutte. Quarto anche nella migliore delle ipotesi il marchio PD propone un cambiamento vuoto e scopiazzato in malo modo, al momento dai non chiari contenuti. (non mi si risponda che c’è il programma perché è talmente vago da poter significare tutto e cmq non sono tantissimi a leggerlo).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il marchio oggi è il capitale principale di un’organizzazione, ciò che la rende diversa, vincente. (è ovvio che il marchio da solo non può tutto, ma se si guarda alla Nike, una delle maggiori multinazionali mondiali che non possiede altro che il marchio, neanche una fabbrica, si capisce il valore del marchio nella società postmoderna)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Il marchio PD è confuso e non ben definito; e anche se è in una fase di ridefinizione interessante, non sembra che i vertici del partito abbiano capito l’importanza di un posizionamento duraturo per ambire a quel ruolo maggioritario di cui tanto si parla. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Se la campagna si dimostra efficace per vincere le elezioni, questo non significa automaticamente che sia efficace, anche sul lungo periodo, per creare un’identità forte Democratica.</span></i></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">C’è una certa miopia nel sottovalutare quest’aspetto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><i><span style="font-family:'Palatino Linotype';">Un’organizzazione segue il destino del proprio marchio e ad oggi il destino del PD è come avvolto dalle nebbie della confusione.</span></i><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> A mio avviso, questo dipende dal fatto che, per comunicare qualcosa in modo efficace, si deve avere qualcosa da dire e una chiara posizione (ciò spiega la gravità della non scelta del PD sulla laicità ad esempio, cosa che, tra l’altro, comunica incapacità di decisione mentre si corre per una carica di cui il succo è proprio compiere scelte). Non si costruisce, inoltre, un progetto duraturo se si pensa solo in termini di convenienza del momento. C’è il rischio che una rimonta costi il deperimento simbolico del marchio PD.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-family:'Palatino Linotype';">E, in definitiva, <i>non si può comunicare un’identità definita se non si ha un’identità</i>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;">&#160;</p>
<p><a href="http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/03/pd-media-elezioni/">Partito Democratico, campagna online, media e comunicazione politica</a></p>
<p>Social bookmark:<br />
<a href="http://www.wikio.it/vote?url=http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/06/marketing-politico-marchio-partito-democratico&#38;title=Marketing%20politico:%20il%20marchio%20Partito%20Democratico" title="Segnalalo a wikio" target="_blank"><img src="http://img77.imageshack.us/img77/4580/wikiopc0.gif" /></a> <a href="http://oknotizie.alice.it/post.html.php?url=http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/06/marketing-politico-marchio-partito-democratico&#38;title=Marketing%20politico:%20il%20marchio%20Partito%20Democratico" title="Segnalalo a OKnotizie" target="_blank"><img src="http://img91.imageshack.us/img91/8486/oknotiziejg1.gif" /></a> <a href="http://www.technotizie.it/posta_ok?action=f2&#38;url=http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/06/marketing-politico-marchio-partito-democratico&#38;title=Marketing%20politico:%20il%20marchio%20Partito%20Democratico" title="Segnalalo a Technotizie" target="_blank"><img src="http://img235.imageshack.us/img235/9499/technotiziecp2.png" /></a> <a href="http://fai.informazione.it/submit.aspx?url=http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/06/marketing-politico-marchio-partito-democratico&#38;title=Marketing%20politico:%20il%20marchio%20Partito%20Democratico" title="Segnalalo a FaiInformazione" target="_blank"><img src="http://img77.imageshack.us/img77/4506/faiinformazionedw4.gif" /></a> <a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/06/marketing-politico-marchio-partito-democratico" title="Stumble Upon This Post" target="_blank"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1370/733440891_50ed247070_m.jpg" alt="Bookmarking Tools" /></a> <a href="http://www.digg.com/submit?phase=2&#38;url=http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/06/marketing-politico-marchio-partito-democratico&#38;title=Marketing%20politico:%20il%20marchio%20Partito%20Democratico" title="Submit Post to Digg" target="_blank"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1221/733437537_ebf30b1720_m.jpg" alt="Bookmarking Tools" /></a> <a href="http://del.icio.us/post?url=http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/06/marketing-politico-marchio-partito-democratico&#38;title=Marketing%20politico:%20il%20marchio%20Partito%20Democratico" title="Save to Del.icio.us" target="_blank"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1246/733437281_0e295fe3bf_m.jpg" alt="Bookmarking Tools" /></a> <a href="http://technorati.com/faves?add=http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/06/marketing-politico-marchio-partito-democratico" title="Save to Technorati" target="_blank"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1128/733441131_4254d74789_m.jpg" alt="Bookmarking Tools" /></a> <a href="http://www.diggita.it/submit.php?url=http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/06/marketing-politico-marchio-partito-democratico&#38;title=Marketing%20politico:%20il%20marchio%20Partito%20Democratico" title="Save to diggita" target="_blank"><img src="http://img77.imageshack.us/img77/9300/diggitatq5.gif" alt="Bookmarking Tools" /></a> <a href="http://segnalo.alice.it/post.html.php?url=http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/03/06/marketing-politico-marchio-partito-democratico&#38;title=Marketing%20politico:%20il%20marchio%20Partito%20Democratico" title="Save to Segnalo" target="_blank"><img src="http://img239.imageshack.us/img239/5802/segnalott4.gif" alt="Bookmarking Tools" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[6 marzo 1899 - ASPIRINA™]]></title>
<link>http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/?p=244</link>
<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 22:34:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>almanaccodelgiorno</dc:creator>
<guid>http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/?p=244</guid>
<description><![CDATA[Nel 1897 Felix Hoffmann, dopo l&#8217;idea del suo superiore Arthur Eichengrün, chimici impiegati p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Nel 1897 <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Felix_Hoffmann" title="Felix Hoffmann">Felix Hoffmann</a>, dopo l'idea del suo superiore Arthur Eichengrün, chimici impiegati presso la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Bayer" title="Friedrich Bayer">Friedrich Bayer</a> &#38; Co. derivò il gruppo ossidrile (-OH) dell'acido salicilico con un gruppo acetile, formando l'acido acetil-salicilico.</p>
<p align="justify"><img border="0" width="455" src="http://drugs.uta.edu/heroin.gif " height="764" /></p>
<p align="justify">Tale composto presentava gli stessi effetti terapeutici dell'acido salicilico, ma con minori effetti collaterali. Nacque così il primo farmaco sintetico - una molecola nuova, non una copia di una molecola già esistente in natura - e la moderna industria farmaceutica. </p>
<p align="justify">il 6 marzo 1899 la BAYER registra il marchio ASPIRINA™ che diventa, prestissimo, il termine generico per indicare l'acido acetilsalicilico.</p>
<p align="justify"><img border="0" width="649" src="http://www.wackypackages.org/realproductsscans/bayer.jpg" height="448" style="width:469px;height:299px;" /></p>
<p align="justify">Il nome "aspirina" fu brevettato dalla Bayer componendo il prefisso "a-" (per il gruppo acetile) con "-spir-" (dal fiore Spiraea, da cui si ricava l'acido spireico, ovvero l'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_salicilico" title="Acido salicilico">acido salicilico</a>) e col suffisso "-ina" (generalmente usato per i farmaci all'epoca).</p>
<p align="justify"><img border="0" width="199" src="http://www.rishtonpharmacy.co.uk/shell/contents/smiles/images_smiles/aspirin_bottle_56_220x328.jpg" height="317" /></p>
<p align="justify">La Bayer perse tuttavia il diritto ad usare il proprio marchio in molte nazioni, dopo che gli Alleati occuparono e rivendettero le sue proprietà dopo la prima guerra mondiale. Il diritto ad usare il marchio "Aspirina" negli Stati Uniti fu acquistato nel 1918 dalla Sterling Drug Inc.. Già nel 1917, prima ancora che il brevetto scadesse, la Bayer non riuscì ad impedire che il nome e la formula del farmaco fossero impiegati da altri. Sul mercato apparvero quindi "Aspirine" prodotte da numerose diverse case farmaceutiche finché nel 1921 una sentenza della corte federale degli Stati Uniti fece di "aspirina" un nome generico non più soggetto a brevetto.</p>
<p align="justify"><img border="0" width="600" src="http://www.emergiblog.com/wp-content/uploads/2007/03/adult-bayer-aspirin.jpg" height="768" style="width:477px;height:621px;" /></p>
<p align="justify">ll 900 può essere considerato "il secolo dell'aspirina",  J. O. Gasset  nella rivolta delle masse  scriveva: "Oggi, per l'uomo della strada la vita è più facile, più comoda e più sicura che per i potenti di ieri. A lui importa poco di non essere più ricco del suo vicino, se il mondo intorno a lui gli dà strade, ferrovie, alberghi, un sistema telegrafico, benessere fisico e aspirina".</p>
<p align="justify"><img border="0" width="365" src="http://pzrservices.typepad.com/advertisingisgoodforyou/images/dsc_4085_1.jpg" height="464" /><br />
In questo secolo è stato il farmaco più venduto. L'influsso che il farmaco  ha avuto nel novecento lo si può desumere dal fatto che nel Trattato di Versailles, tra le condizioni imposte dai vincitori della prima guerra mondiale agli sconfitti imperi centrali, c'era la rinuncia della Bayer al brevetto sull'aspirina.<br />
In altre nazioni, tra cui l'Italia ed il Canada, il nome "Aspirina" è invece ancora un marchio registrato.</p>
<p align="justify">fonte wikipedia</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Communi-Milano]]></title>
<link>http://communifashion.wordpress.com/?p=86</link>
<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 14:45:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>communifashion</dc:creator>
<guid>http://communifashion.wordpress.com/?p=86</guid>
<description><![CDATA[ Le riviste e i quotidiani di tutto il mondo non smettono mai di citare marchi italiani del design,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Times New Roman;"> </span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;">Le riviste e i quotidiani di tutto il mondo non smettono mai di citare marchi italiani del design, della moda, del lusso come ad esempio Valentino, Gucci, Prada, Damiani, Armani e Versace, che sono forse le uniche parole italiane che anche in Giappone o Russia vengono pronunciate correttamente.</span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;">Servirà come promozione anche all’estero poiché i media stranieri non parlano delle manifestazioni fieristiche.<br />
Ma se ai russi si dovesse parlare delle singole manifestazioni fieristiche il risultato sarebbe poco rincuorante.<br />
La scarsa conoscenza del sistema moda italiano è evidente ed è dovuta per lo più alla poca visibilità conquistata sulle testate estere degli eventi moda italiani.</span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;">E’ quanto è emerso da una ricerca realizzata per il Comitato Lombardia per la Moda dall’Osservatorio Internazionale della Moda, che ha analizzato la percezione del sistema delle fiere di moda all’estero, monitorando le principali 100 testate giornalistiche internazionali, quotidiane e periodiche, nel periodo dal 1 luglio 2006 al 31 gennaio 2008.<br />
Il dato più rilevante è che in un anno e mezzo, 19 mesi, solo 22 articoli hanno parlato delle fiere italiane.<br />
E’ significativo anche il fatto che solo in 4 casi (Der Standard, China Daily, The Times of India e l’Economist) si parli di iniziative delle unità fieristiche italiane all’estero (tutte legate a Fiera Milano e ai suoi accordi per espandersi in Cina, Russia, Marocco e India).<br />
Inoltre, gli articoli che riguardano le delegazioni italiane all’estero in occasione di accordi economici e fiere del settore moda (soltanto 11 in tre anni), citano esclusivamente i personaggi di spicco delle istituzioni (da Luca Cordero di Montezemolo, Presidente di Confindustria a Romano Prodi, ex Presidente del Consiglio) o marchi universalmente riconosciuti (Fiat  e Ferrari).<br />
Sulla stampa estera, inoltre, si parla esclusivamente di alcune singole fiere (Micam, Mipel, Mido, Fiera Milano e Milano Unica) senza mai parlare del sistema fieristico italiano nella sua complessità. Uno dei motivi potrebbe dipendere anche dalla miriade di fiere, di nomi, di location diverse che indubbiamente genera confusione e tende a disperdere l’attenzione.<br />
“Per la prima volta è stato creato un marchio, MADE in Milano, che raggruppa tutte le fiere della moda che si svolgono sul territorio lombardo mettendole a sistema – afferma Giovanni Bozzetti, Presidente del Comitato Lombardia per la Moda – Le imprese della moda ancora oggi fanno fatica a sviluppare sinergie, troppi sono i particolarismi e le gelosie. Per risolvere questo empasse, abbiamo pensato a un unico marchio che potesse legare le tante manifestazioni che qualificano la Lombardia come regione della moda, dal tessile all'abbigliamento, dalle calzature agli accessori, dalle sfilate ai tanti eventi esportabili nel mondo. Per farlo abbiamo impiegato mesi di lavoro - continua Bozzetti - ma siamo riusciti a riunire intorno ad un unico tavolo tutte le manifestazioni fieristiche legate alla moda (Micam, Mifur, Modaprima, MilanoUnica, Proposte, Touch!, neoZone, cloudnine, Mido, Mipel, MilanoVendeModa, Plusize, Sposa Italia, White) e altri importanti attori del settore (Camera di Commercio, Fiera Milano, Camera Nazionale della Moda, Promos): si e' arrivati, così, a un'intesa e ora possiamo finalmente annunciare con piacere il nome del nuovo marchio: MADE in Milano”.<br />
“Siamo finalmente riusciti a metter in un unico contenitore tutte le sigle fieristiche e i soggetti che si muovono in un comparto d’eccellenza del sistema economico industriale lombardo - aggiunge Luca Ronzoni, vicepresidente del Comitato Lombardia per la Moda - l’augurio è che questo importante passo rappresenti il primo gradino di consolidamento per l’affermazione di una sinergia che possa risultare competitiva con gli altri sistemi fieristici internazionali”.<br />
MADE in Milano, è il primo marchio unico al mondo che riunisce tutte le Manifestazioni Fieristiche e le Istituzioni che qualificano la Lombardia come regione della moda. MADE valorizza uno stile di vita, quello lombardo ed italiano e con esso le sue eccellenze: la moda, il design, l’arte, gli eventi e l’enogastronomia. Per la prima volta insieme in un unico nome, quindi, Camera di Commercio di Milano, Camera Nazionale della Moda Italiana, Fiera Milano, Invest in Milan, Micam, Mido, Mifur, Miper, Modaprima, Milano Unica, MilanoVendeModa, Plusize, Proposte, Sì Sposa Italia, Touch!, neoZone, cloudnine e White.<br />
“Per questo un marchio volutamente dal tono internazionale – conclude Bozzetti – Così anche </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;">giapponesi, russi, arabi sapranno dire MADE in Milano”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;">(da Npmagazine.it)<img style="width:78px;height:80px;" src="http://www.npmagazine.it/images/stories/2008/fashion/made%20milano.jpg" border="0" alt="" width="78" height="80" align="left" /></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;"><img style="width:78px;height:80px;" src="http://www.npmagazine.it/images/stories/2008/fashion/made%20milano.jpg" border="0" alt="" width="78" height="80" align="left" /><img style="width:78px;height:80px;" src="http://www.npmagazine.it/images/stories/2008/fashion/made%20milano.jpg" border="0" alt="" width="78" height="80" align="left" /><img style="width:78px;height:80px;" src="http://www.npmagazine.it/images/stories/2008/fashion/made%20milano.jpg" border="0" alt="" width="78" height="80" align="left" /></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La mia dipendenza da Apple, Inc.]]></title>
<link>http://emanuele2.wordpress.com/?p=399</link>
<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 10:50:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emanuele Cipolla</dc:creator>
<guid>http://emanuele2.wordpress.com/?p=399</guid>
<description><![CDATA[
How Addicted to Apple Are You?
Le mele mi piacciono da impazzire. Non per questo mi piacciono propr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><img src='http://emanuele2.wordpress.com/files/2008/02/zeropercentaddicted.jpg' alt='0% Apple addicted' /></div>
<p style="text-align:center;"><a href='http://www.justsayhi.com/bb/apple_addiction' title='0% Apple addicted'>How Addicted to Apple Are You?</a></p>
<p style="text-align:justify;">Le mele mi piacciono da impazzire. Non per questo mi piacciono proprio tutte.</p>
<p style="text-align:right;">[via <a href="http://rvinside.wordpress.com/2008/02/14/quanto-siete-apple-dipendenti-scoprilo-con-un-test/">RVinside</a>]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Macchè reputation, è in atto l'addio alle grandi marche!]]></title>
<link>http://marketingagora.wordpress.com/?p=155</link>
<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 09:43:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carlo Mazzucchelli</dc:creator>
<guid>http://marketingagora.wordpress.com/?p=155</guid>
<description><![CDATA[Domenica La Republica ha pubblicato un articolo di Barbara Ardù che commentava un&#8217;indagine de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://marketingagora.wordpress.com/files/2008/01/monete.jpg" alt="Valori" align="left" />Domenica La Republica ha pubblicato un articolo di Barbara Ardù che commentava un'indagine del <a href="http://www.consumersforum.it/">Consumer's Forum</a> cordinata da Giampaolo Fabris docente al'Università S.Raffaele di Milano. La ricerca fotografa le scelte degli italiani in fatto di acquisti ed evidenzia un calo costante nella fedeltà alla marca e del fascino del marchio. Secondo questa ricerca da fedeli che eravamo, siamo diventati poligami e promiscui: 25% (erano oltre il 50 quindici anni fa) i fedeli, oltre il 50% i poligami, oltre il 20% i promiscui.</p>
<p>La fedeltà in declino o l'infedeltà dipende dalla convinzione che il prezzo non sia più sinonimo di qualità e ormai 4 italiani su dieci non riescono più a distinguere tra prodotto originale e falso di marca (d'autore?). Nessuna novità per quanti hanno letto Gomorra il bel libro di Saviano! Le preferenze vanno al low cost e toccano non solo consumatori a basso reddito ma tutte le classi sociali. Insomma viva IKEA e Ryanair!</p>
<p>Questa indagine da poco condotta dovrebbe incoraggiare quanti stanno collaborando in Marketingagorà a proseguire nella loro riflessione sulla necessità di una visione del mercato e del marketing diversa o quantomeno più in sintonia con i cambiamenti culturali e comportamentali che hanno interessato i consumatori e stanno determinando l'emergere di nuovi atteggiamenti più consapevoli, critici, liberi e nomadi.</p>
<p>Se ci guardiamo intorno credo che nessuno di noi possa ipotizzare la sparizione o la crisi delle marche, certamente però nessuna marca può oggi godere di posizioni di rendita. Da qui la necessità di nuovi approcci marketing, nuove tecniche per la creazione di conversazioni durature con il cliente/consumatore e nuove iniziative per costruire fedeltà, fidelizzazione e soddisfazione su posizioni più etiche e paritarie.</p>
<p>Rimane il dubbio che la ricerca confermi soltanto che stiamo vivendo una recessione in atto e che, passata la tempesta, tutto ritorni ad essere più o meno come prima!</p>
<p>O no?</p>
<p>carlo</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Marchio registrato e Internet: i Domain Names]]></title>
<link>http://arredam.wordpress.com/2007/12/27/marchio-registrato-e-internet-i-domain-names/</link>
<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 11:43:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>arredam</dc:creator>
<guid>http://arredam.wordpress.com/2007/12/27/marchio-registrato-e-internet-i-domain-names/</guid>
<description><![CDATA[Servizio aggiornamento gratuito a disposizione degli utenti registrati di Unione Consulenti.
La capi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Servizio <b><font color="#82280a">aggiornamento gratuito</font></b> a disposizione degli <a target="_blank" href="http://www.unioneconsulenti.it/user.php"><font color="#0000ff"><b>utenti registrati</b></font></a> di Unione Consulenti.</p>
<p>La capillare diffusione di Internet e le potenzialità offerte dalla rete a livello economico e commerciale, hanno reso particolarmente vantaggioso registrare domini Internet (cioè indirizzi di siti web) e opportuno tutelarli registrandone il corrispondente marchio.<br />
Il marchio registrato può infatti prevalere sullo stesso segno utilizzato solo come dominio internet. <br />
Detto altrimenti, la titolarità di un marchio registrato consente di ottenere una condanna per contraffazione in caso di eventuale conflitto con un nome a dominio, identico o simile, registrato successivamente.</p>
<p>A tutela del marchio è poi prevista la <font color="#82280a"><b>procedura di riassegnazione</b></font>.<br />
Quest’ultima è un mezzo alternativo di risoluzione delle controversie, introdotto in Italia il 28 luglio 2000 ed avente ad oggetto la verifica del titolo all’uso o alla disponibilità del dominio e l’indagine sulla malafede del registrante; attraverso tale procedura il titolare del marchio registrato può ottenere un unico provvedimento: il trasferimento a proprio favore del nome a dominio. </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'anoressia lascia il suo 'marchio' sul cervello]]></title>
<link>http://marcobg.wordpress.com/2007/12/03/lanoressia-lascia-il-suo-marchio-sul-cervello/</link>
<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 18:22:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco Moretti</dc:creator>
<guid>http://marcobg.wordpress.com/2007/12/03/lanoressia-lascia-il-suo-marchio-sul-cervello/</guid>
<description><![CDATA[Anche un anno dopo aver riconquistato un peso corporeo normale, le donne che hanno sofferto di anore]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Anche un anno dopo aver riconquistato un peso corporeo normale, le donne che hanno sofferto di anoressia presentano gravi anomalie di funzionalità cerebrale. Lo rivela uno studio pubblicato dall’American Journal of Psychiatry. </p>
<p>I ricercatori dell’University of Pittsburgh School of Medicine guidati da Walter H. Kaye, professore di Psichiatria, hanno preso in esame 13 donne che in passato avevano sofferto di anoressia ma avevano un peso normale e ciclo mestruale regolare da almeno un anno, e 13 donne sane. Mentre le partecipanti allo studio venivano sottoposte a una serie di test video al <a href="http://it.notizie.yahoo.com/approfondimenti/computer.html">computer</a> per misurare la funzionalità cerebrale, il loro cervello (per la precisione la regione detta dello ‘striato anteriore ventrale’, associata alle risposte emozionali immediate) veniva monitorato mediante una risonanza magnetica funzionale (fMRI). </p>
<p>“La fMRI ci permette di capire sempre <a href="http://it.notizie.yahoo.com/approfondimenti/meglio.html">meglio</a> come riescono le persone malate di anoressia nervosa a negarsi il cibo o altri piaceri, cosa che le persone sane trovano grande difficoltà a fare”, spiega Kaye. “Durante il nostro test, abbiamo riscontrato forti differenze tra il cervello delle ex malate di anoressia e quello delle donne sane. La regione delle risposte emozionali delle persone sane distingue con molta chiarezza tra strategie vincenti e perdenti, per esempio, mentre quella delle persone che in passato hanno sofferto di anoressia fa fatica a distinguerle”. </p>
<p>Fonte: Wagner A, Aizenstein H, Kaye WH et al. Altered Reward Processing in Women Recovered From Anorexia Nervosa. The American Journal of Psychiatry 2007; 164 (12). </p>
<p>&#160; </p>
<p>FONTE: yahoo notizie</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Apple Earphones]]></title>
<link>http://antoniotanzola.com/2007/10/26/apple-earphones/</link>
<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 16:13:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Tanzola</dc:creator>
<guid>http://antoniotanzola.com/2007/10/26/apple-earphones/</guid>
<description><![CDATA[Devo ammettere di essere diventato un vero fanatico della mela di Cupertino. Quando parlo dei prodot]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Devo ammettere di essere diventato un vero fanatico della mela di Cupertino. Quando parlo dei prodotti della Apple tendo sempre a mettere in prima linea la qualità, la resistenza, l'efficienza, nonché la bellezza che li contraddistingue. Tutte cose vere in fondo... ma... ma forse volevo fino ad ora negare a me stesso che il più lo fa il fascino che il marchio esercita su di me. 
<p>Si insomma soltanto un mac lover può spendere 30 euro per degli auricolari originali. Fantastici al tatto, non cascano grazie al particolare materiale che si trova sul bordo della cuffietta, leggeri, pratici, belli... ma... ma ovviamente ne trovi di ottimi che costano neanche la metà.
<p>Ottimi??? Si ma... non proprio ottimi. Belli??? Si ma... con meno stile. Simili??? Si ma... ovviamente diversi. Insomma sarò anche una vittima del marketing e del product placement ma... ma come suonano i bassi con gli auricolari della Apple, non suonano i bassi di nessuno :)
<p>Ciao
<p>P.s. Oggi è uscito Leopard. Appena lo provo vi faccio sapere ;) riciao</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Black arrow nuovo marchio per l'abbigliamento bambini Apple addict.]]></title>
<link>http://rafanto.wordpress.com/2007/10/15/black-arrow-nuovo-marchio-per-labbigliamento-bambini-apple-addict/</link>
<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 07:07:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>rafanto</dc:creator>
<guid>http://rafanto.wordpress.com/2007/10/15/black-arrow-nuovo-marchio-per-labbigliamento-bambini-apple-addict/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp;

I papà e le mamme trovano facilmente su internet qualsiasi t-shirt, ma per i bambini la sce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">&#160;</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://rafanto.wordpress.com/files/2007/10/cmd_n_front.jpg" alt="cmd_n_front.jpg" /><img src="http://rafanto.wordpress.com/files/2007/10/old_school_front.jpg" alt="old_school_front.jpg" height="141" width="211" /></p>
<p align="justify">I papà e le mamme trovano facilmente su internet qualsiasi t-shirt, ma per i bambini la scelta è sempre ristretta a orsacchiotti teneri o farfalline rosa!<br />
Per sopperire a questa mancanza "Black arrow" presenta una piccola collezione per Bimbi mac lover, o meglio per quelli che a causa dei genitori<br />
non potranno che diventare tali!</p>
<p align="justify">Le t-shirt per i più piccoli vanno dai tre ai sei mesi. Tre grafiche, una per gli amanti dei primi Apple vintage, una seconda per chi aspetta di avere l'età per avere un proprio iphone e la terza linea "keyboard shotcut" per presentare al mondo il vostro "nuovo documento"!<br />
I vostri bimbi non passeranno inosservati al parco giochi sotto casa agli occhi dei vicini di casa windows victims!<br />
Le t-shirt sono disponibili da subito in 2 colori, steel gray e giallo, con spedizione in 220 paesi nel mondo! Sono stampate sia sul fronte che sul retro per vedere i primi prototipi potete andare sul loro sito web <a href="http://www.unconfessableideas.com/home_black_arrow.html">http://www.unconfessableideas.com/home_black_arrow.html</a></p>
<p align="justify">fonte :<a href="http://www.unconfessableideas.com"> www.unconfessableideas.com </a></p>
<p align="justify">PS. Un unica cosa mi viene di chiederti .. ma se il papà è linux like !!?? Questo non l'hai valutato pero!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Moda - Nasce in Lombardia il nuovo polo del fashion]]></title>
<link>http://apietrarota.wordpress.com/2007/02/14/moda-nasce-in-lombardia-il-nuovo-polo-del-fashion/</link>
<pubDate>Wed, 14 Feb 2007 10:18:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Pietrarota</dc:creator>
<guid>http://apietrarota.wordpress.com/2007/02/14/moda-nasce-in-lombardia-il-nuovo-polo-del-fashion/</guid>
<description><![CDATA[MODA
NASCE IN LOMBARDIA IL NUOVO POLO DI ATTRAZIONE MONDIALE DEL FASHION
G&amp;B, WISE  e LIDIA SHOP]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>MODA
<div align="justify"><strong><span>NASCE IN LOMBARDIA IL NUOVO POLO DI ATTRAZIONE MONDIALE DEL FASHION</span></strong></div>
<p><strong>G&#38;B, WISE  e LIDIA SHOPPING -  i nuovi punti di riferimento dei Vip per gli acquisti griffati. Un successo costruito sull' inimitabile valore aggiunto e con la collaborazione di Mind Consulting Italia.</strong></p>
<div align="justify"><strong>Lombardia</strong> - C'è un triangolo in cui si perdono tutti quelli che volano in alto e navigano spesso nelle acque dei Caraibi: personaggi famosi,  Vip,  ricchi d'Italia e del mondo. No non è il Triangolo delle Bermuda, o meglio, non solo delle bermuda. Qui si trova tutta la moda delle Firme esclusive del panorama Grandes Maisons-Sfilate da sogno. YSL Gucci Prada D&#38;G Ventino Armani  Dior Kenzo Ferretti  Just Cavalli Bluemarine Richmond Hogan Tod's tanto per citare  qualche "Nome" senza voler far torto a nessuno. Capi selezionati oltre che per bellezza anche  per qualità dei tessuti  e praticità del vestire, scarpe e  accessori.</p>
</div>
<p><strong>Da Flero (BS), Cremona e Rodigo (MN) </strong>ci passa davvero tutto il mondo. Oltre ai volti più o meno blasonati di casa nostra, anche  russi, tedeschi, giapponesi, cinesi, britannici, americani. Ci passano perfino i  personal shoppers: gente che va in giro per i migliori negozi di tutto il mondo e  che ha individuato i punti di riferimento giusti dove compra e spende per conto dei propri clienti.</p>
<div align="justify">Stiamo parlando di tre fashion house emergenti, G&#38;B, Wise e Lidiashopping, e di due persone di grande  talento e intuizione: Gianni Peroni e Federico Scalogna. Una realtà che a dir poco  ha dell'incredibile.</div>
<p><i><strong>
<div align="justify">"E' come se qualcuno avesse messo in giro la voce che qui c'è una cosa assolutamente  fuori norma"dice Gianni Peroni con-titolare di Wise e titolare di G&#38;B, entrato nell'elenco  dei negozi "giusti" -  i  100 più belli del mondo.</div>
<p></strong></i><strong><br /></strong>
<div align="justify">Chiamarli negozi sembra riduttivo se si pensa che <strong>G&#38;B a Flero(Bs</strong>)  misura 2000 mq di superficie iperlusso distribuita su due piani. Una villa padronale del '700 ristrutturata da Renato Corsini e Leondardo de Carlo, ex pupillo di Philippe Starck e arredata con pezzi di autentico design degli anni '60, con sedute di Giò Ponti e Cassina, lampadari di Vernini e luci Stilnovo. Una chicca di domotica e marketing sensoriale dove nulla è lasciato al caso e dove la tecnologia si sposa perfettamente con l'ambiente valorizzandone i toni e ritmi naturali. Musica e profumi calibrati e costantemente rinnovati. serrande e tende che si aprono e chiudono in automatico per rendere sempre  piacevole la gradazione della luce esterna, specchi galleggianti che mutano di profondità e riflessi. Roba da mille e una notte.</p>
</div>
<div align="justify">Qualcosa di veramente <i><strong>"spettacolare"</strong></i> come l'ha definito Peppino Turani su La Repubblica in occasione dell'inaugurazione della ristrutturazione avvenuta a settembre 2006 cui erano presenti, tra le varie celebrità, anche  l'ex cancelliere tedesco Schroeder e consorte. Del fenomeno G&#38;B si sono occupati a più riprese  anche altri quotidiani e riviste: tra cui Libero di Milano e  il Giornale di Brescia che ha esaltato   Gianni Peroni quale  " Stella guru del fashion".</div>
<p>
<div align="justify">Non di meno, pur con il loro stile e la loro identità, sono gli altri due vertici del triangolo che propongono solo firme note  e jeans cult (lui e lei) insieme agli ultimi accessori. La<strong> boutique Wise</strong> 300 mq di estensione in centro a Cremona , che Peroni gestisce in società con Federico Scalogna titolare di <strong>LidiaShopping</strong> a Rodigo (MN), 2400 mq e 35 dipendenti.</div>
<p>
<div align="justify">Ci chiediamo dunque:<strong><i> come si è arrivati a diventare un punto di riferimento mondiale della moda firmata usurpando il primato a Milano dove certo non mancano negozi lussuosi d'immagine anche di proprietà delle stesse griffes? n</i></strong>egozi che ugualmente propongono trovate decorative e stilistiche di ultimo grido. Qual' è il segreto del nuovo Triangolo della Moda lombardo? perché i compratori adesso puntano  qui?</p>
</div>
<div align="justify"> "<i>Se me lo avessero detto non ci avrei creduto" risponde Peroni da sempre nella moda dove ha esordito come commesso. "Perché qui c'è il valore aggiunto" Un'insieme di " intangibili perché" che un sacco di gente pensa di trovare solo qui e in pochi altri posti. E la voce si diffonde rapidamente.</i></div>
<p>C'è i<strong>l talento</strong>  del Peroni e dello Scalogna, qualcuno che è diventato a sua volta una griffe.<br />Il marchio sono un po' loro. Rappresentano la certificazione di quello che scelgono e di quello che vendono: moda gusto innovazione ricerca.<br />E  c'è il v<strong>alore aggiunto</strong> degli addetti in grado di far vivere ai clienti un'esperienza unica.</p>
<p>"Un <strong>team affiatato</strong> che accoglie sempre con il sorriso e la gentilezza così difficili da trovare in giro e spesso dimenticati soprattutto nelle grandi città." afferma Scalogna nell'intervista rilasciata alla rivista  Marie Claire.</p>
<div align="justify"> Il cliente viene attratto qui dal passaparola più che dalla pubblicità. Si trova a perfetto agio, compra, ritorna e diventa a sua volta  il miglior veicolo promozionale del punto vendita.</div>
<div align="justify">Cos'altro si può volere in un settore dove  dire "moda" è dire tutto e  dire niente. Dove le grandes maisons fanno sfilate straordinarie  e di tendenza, ma soprattutto per le imitazioni.  Dove fatturare, emergere e fidelizzare è ben altra cosa.</div>
<p>
<div align="justify">A questi risultati Peroni e Scalogna non ci sono arrivati per caso quanto piuttosto con un duro lavoro fatto su se stessi e sulle persone dell'intero staff, affidandosi per questo alle mani di un esperto in questo campo:  Mind Consulting Italia.</div>
<div align="justify">Il primo contattatto con Mind Consulting avviene nel 2005 e più precisamente con  Antonio Costantini, Responsabile Mind dell'Area. Scalogna titolare di LidiaShopping è alle prese con una situazione di equilibri interni legati al grande numero di dipendenti divenuti oramai più di 30 persone e quindi con gestioni più complesse.</div>
<p>"Come hanno avuto il vostro riferimento?" Chiediamo a Costantini "ci hanno detto che da <strong>Max Mara </strong>corre voce che alla Mind Consulting siamo delle “bestie” nel sistemare e nel aiutare gli imprenditori a gestire le cose" risponde candidamente Costantini.</p>
<div align="justify">"<i>Dopo un corso leadership base e leaderhip avanzato lo Scalogna è diventato un'altra persona" continua Costantini nel suo resoconto "comunicativo, coinvolgente, il suo tono emozionale si è alzato alquanto ed il trasferimento di queste caratteristiche ai collaboratori, ha condotto la situazione interna del negozio a cambiare completamente".</i></div>
<p>
<div align="justify">Visti i primi risultati acquisiti da Federico Scalogna, progressivamente anche Gianni Peroni ha dato piena fiducia alla Mind Consulting che così si è occupata del "coinvolgimento delle risorse umane" di tutte e tre le fashion house. Analisi Interne, dai titolari allo staff; corsi di formazione; corsi di vendita e di efficienza personale: selezione del personale mirate all'inserimento di persone, dei campioni, che hanno fatto veramente la differenza su più livelli: dai ritorni economici alle relazioni di gruppo alle relazioni con i clienti.</div>
<p>
<div align="justify">Numerosi gli incontri e gli appuntamenti che si sono susseguiti  per arrivare ad essere oggi un polo di attrazione mondiale nella moda. Decisamente interessanti anche gli  incrementi di fatturato registrati: + 33% per Lidia Shopping che è passato così da  12milioni di Euro a 16 Mio di Euro tra settembre del 2005 e dicembre del 2006. + 50% per Wise ad ottobre, novembre e dicembre 2006 rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente. + l 50% anche per  G&#38;B dopo il lancio del restyling di settembre 2006.</div>
<p>
<div align="justify">I programmi della collaborazione "Polo della Moda lombardo" - Mind Consulting  proseguono verso il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2007 con piena soddisfazione di tutti gli operatori coinvolti divenuti nel frattempo amici Questo è forse  il primo e il più importante dei risultati che sta alla base di tutti gli altri raggiunti.</div>
<p>Francesca Cattozzo - febbraio 2007
<div class="blogger-post-footer">Questa ed altre news le trovi sul www.CorrieredelWeb.it - L'informazione fuori e dentro la Rete.<br />
Chiedi l'accredito stampa alla redazione del CorrieredelWeb.it per pubblicare le tue news.</div>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
