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	<title>malinconia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/malinconia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "malinconia"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 08:50:47 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[[Running] Running ventilato, runner fortunato]]></title>
<link>http://innolandpuntoit.wordpress.com/?p=1260</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 12:52:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>innovatel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questa mattina, dopo l&#8217;indecisione di ieri, ho deciso di andare a fare un pò di sano running.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, <a href="http://innolandpuntoit.wordpress.com/2008/07/05/twitter-style-36/" target="_blank">dopo l'indecisione di ieri</a>, ho deciso di andare a fare un pò di sano running. Il perchè è molto semplice. Non riesco ad andare a correre la sera dopo il lavoro visto il grande caldo che detesto e non tollero di questo periodo. Questa mattina, approfittando del bel tempo ventilato e fresco, ho deciso di estrarre le scarpe da running dall'armadio e partire.</p>
<p>Uscito di casa ho cominciato il mio solito giro tranquillamente e senza problemi. Il vento mi aiutava a non sudare. I pochi tratti che ho fatto senza vento li ho sentiti e sofferti in quanto il caldo non mancava. A metà del giro ho avuto un cambio di idea ricordandomi la domanda che mi ero posto tempo fà "<a href="http://innolandpuntoit.wordpress.com/2008/06/10/running-ed-ora-puntiamo-alla-distanza/" target="_blank">[Running] Ed ora puntiamo alla distanza</a>" e chidevo consigli in merito.</p>
<p>A questo punto, arrivato in fondo alla strada ho girato falla parte opposta rispetto al solito. Ho cominciato a dirigemi verso una nuova direzione a me nota. Comincia la nuova strada. Il ritmo è rimasto invariato e la fine dell'asfalto era sempre più vicina. Finalmente, ora si comincia a correre su sterrato.</p>
<p>Cominciare a correre sullo sterrato è molto bello. Il profumo dell'aria era molto diverso rispetto a pochi attimi prima. La brezza era fantastica ed era frontale. Sentire il rumore delle foglie sbattute dal vento nonostante gli auricolari è a dire poco magnifico. In quel momento nella mia play list è cominciata una canzone stupenda che si intonava perfettamente con le sensazioni trasmesse dalla natura. Si tratta di "Who wants to live forever" dei Queen.</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Zo52T7uKOJU'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Zo52T7uKOJU&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Mentre correvo con il canale al mio fianco e questa bellissima canzone, pensavo a diverse questioni. Tra i miei "vecchi ricordi"  mi è venuto in mente quando qualche mese fà ho fatto il mio primo allenamento di running in terra pugliese. Correre col mare vicino ed il suo vento è stato bellissimo e mi è venuto un forte senso di invidia per chi è in vacanza (o vive) al mare e può fare running lungo la spiaggia con le prime luci dell'alba. Non deve essere bellissimo?</p>
<p>Finito il tratto di sterrato mi è venuta la malinconia a tornare sull'asfalto. Una tristezza ha preso posto nel mio cuore. Tutto quello che avevo provato in quel tratto non potrò dimenticarlo con tanta facilità. Quando la natura e lo sport ti entrano nel cuore, proprio nulla potrà levartelo!</p>
<p>Tornato a casa ho guardato i dati dell'allenamento e sono davvero soddisfatto. Ho percorso 10,470 Km ad una media di 11,5Km/h. Ho perso circa 0,5Km/h sulla media classica di un giro di 6Km circa. Personalmente credo e pensoche questa perdita di velocità media sia dovuta ai seguenti fattori:</p>
<ul>
<li>Non sapevo come potevo reagire con una media alta ad una distanza doppia</li>
<li>Il vento contrario potrebbe avermi fatto perdere in modo quasi impercettibile del ritmo nei circa 4Km che lo ho avuto in faccia</li>
<li>Era un pò che non correvo seriamente ed avevo paura di avere danni al ginocchio come in precedenza alla <a href="http://innolandpuntoit.wordpress.com/2008/04/06/running-stramilano-2008-traguardo-tagliato/" target="_blank">Stramilano 2008</a>. Ad ogni modo penso che il problema al ginocchio sia dovuto ad un altro fattore non più presente nella mia vita e non alla corsa a piedi.</li>
</ul>
<p>Detto questo, voglio aggiungere solo una perla del giro dove ho fatto la mia classica figura del cavolo senza volerlo. Durante il tratto sterrato mi trovo davanti a me ed in senso opposto due mtb-biker. Il primo dei due aveva una divisa simile alla mia. Mi giro e stò per urlare "<a title="Forum Racing Team" href="http://forum-racing-team.com/portal/page.php?3" target="_blank">EFFE ERRE TIII</a>?" ...quando comincio con la "EFFE.." lui si gira e vedo che non è la mia divisa.Alzo il braccio e faccio "SCUSA..."</p>
<p>Chiudo con un ultimissima questione ... spero di non aver fatto errori o altro in questo post ... ma mentre lo scrivevo ho avuto quel "bellissimo effetto" post running.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Malinconia dei bei eventi ]]></title>
<link>http://whiteshome.wordpress.com/?p=84</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 12:02:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>whiteshome</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Appunto scoordinato:
In queste giornate poco impegnative al lavoro, rovistando nella inseparabile c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://whiteshome.wordpress.com/files/2008/07/malinconia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-87" src="http://whiteshome.wordpress.com/files/2008/07/malinconia.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">Appunto scoordinato:</span></h4>
<p style="text-align:justify;">In queste giornate poco impegnative al lavoro, rovistando nella <span style="color:#800000;">inseparabile cartella</span> che ogni giorno mi accompagna, ho ritrovato un vecchio DVD senza etichetta. Strano caso per me , uomo preciso, di non etichettare il DVD. Incuriosito dall'evento rovisto nello stesso , un bel DVD pieno di <span style="color:#800000;">foto</span>, di foto personali, di foto intime, di<span style="color:#800000;"> foto collezionate negli anni</span>. Rivedere queste foto mi ha <span style="color:#800000;">rievocato </span>quegli eventi immortalati, vacanze estive, sole, mari incontaminati, autunni, piogge, compleanni, il ridere, giocare, le compagne di altri tempi. Rievocare questi <span style="color:#800000;">eventi</span>, e rivedere di quei periodi solo il "<span style="color:#800000;">bello</span>" che traspariva, la gioia di vivere quei momenti, i particolari che mi contradistinguevano in quei periodi, la mia fisicità, gli attegiamenti. Mi soffermo a pensare quanto possono esser profonde , quanto raccontano, quanto suscitano  le foto  per chi è il partecipe delle stesse. Da lì nasce la malinconia degli eventi e della felicità che gli stessi mi ha arrecato nel corso degli anni. Oggi scatto e mi scattano molte meno foto, ma dentro di me conservo i "<span style="color:#800000;">bei</span>" eventi cercando sempre di leggerli con serenità e con il giusto spirito, ma tentando allo stesso tempo di imparar qualcosa da quelli che definisco "<span style="color:#800000;">brutti</span>".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E di colpo, ritrovarsi a casa!]]></title>
<link>http://pinkandthecity.wordpress.com/?p=543</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 20:31:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>pinkandthecity</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci sono volte che le città riescono davvero a sorprendere. Capita di vivere per anni in un luogo e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://pinkandthecity.files.wordpress.com/2008/07/golf_basilicata.jpg"><img class="size-full wp-image-544 alignleft" src="http://pinkandthecity.wordpress.com/files/2008/07/golf_basilicata.jpg" alt="" width="254" height="208" /></a>Ci sono volte che le città riescono davvero a sorprendere. Capita di vivere per anni in un luogo e scoprire solo tanto tempo dopo alcuni scorci capaci di farci sorridere, sognare e riflettere. Mi è successo oggi, quando, in preda ad una crisi pre-esame, mi sono dovuto imbattere nella zona <em>Santa Maria del Soccorso</em>, per recarmi nella Biblioteca Manzoni.</p>
<p style="text-align:justify;">Già prima di uscire di casa pensavo a quanto i miei ricordi d'infanzia abbiano tanti spunti nella biblioteca del mio paese. Ricordo ancora quando, potevo avere dieci anni, mia mamma mi ha regalato la tessera della biblioteca ed un libro di astrologia che lessi tutto di filata in una sola notte. Spesso la biblioteca era il luogo in cui mi rifugiavo con i miei amici quando non mi andava di studiare. Sempre la biblioteca mi ha intimorito per anni perchè mai una volta consegnavo i libri in tempo, dovendomi sorbire le telefonate minatorie della direttrice che un giorno si, e l'altro anche, mi chiedeva, anche troppo gentilmente, di restituire il bottino.</p>
<p style="text-align:justify;">A Roma non sono mai stato prima d'oggi in una biblioteca, proprio per quel senso di timore che mi ha sempre attanagliato. Però questo pomeriggio non potevo tirarmi indietro. Alla Mozart hanno l'unica copia romana del libro che mi interessa ed in nessun modo avrei potuto aggirare la situazione. Appena sceso dalla metropolitana, solo a due fermate dalla zona in cui ho vissuto per diversi anni, mi sono reso contro che tanto di familiare mi stavano concedendo  quei palazzi. Le stesse palazzine decadenti del mio paese ed i ragazzi che in strada giocavano con il pallone mi hanno subito creato in mente l'immagine della mia città e dei suoi tempi dilatati, quasi a sembrare vecchie cartoline antiche. Tra le strade di <em>Santa Maria del Soccordo</em> ho annusato quel fortissimo odore di pane appena sfornato e focaccia al pomodoro ed i ragazzini mi hanno subito classificato come nuovo del quartiere. Sono ritornato per un istante a casa.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando, poi, sono entrato nella fatiscente biblioteca, l'immagine era ormai completa. La simpatica signora al bancone ha cominciato a farmi firmare, sempre sorridendo, i moduli di iscrizione, ed io ammiravo lei per il modo gentile di porsi con la clientela. Gironzolando tra gli scaffali ho deciso di prendere in prestito anche due cd. <em>Romeo and Juliet </em>di Prokofiev e <em>Cafè Cairo</em>. La signora vedendo l'ultimo cd, subito mi ha chiesto se la mia fosse una passione per la musica araba o se giravo per locali. Sentendo che il mio lavoro è anche recensire le serate, la donnona, mi ha subito dato qualche dritta per un locale arabo vicino casa mia. Mi ha confessato poi di essere una frequentatrice, insieme al marito, del Muccassassina e del Gay Village. Quando tutte le pratiche erano state sbrigate mi ha promesso di portarmi il prossimo martedì il bigliettino del locale arabo e magari di vederci per caso al Village.</p>
<p style="text-align:justify;">Stordito e stupefatto dalla gentilezza della signora, dalle strade stranamente conosciute, dall'odore dei cibi amati, sono ritornato nel mio quartiere dove nessuno mi conosce e dove solo l'anonimato mi rende felice. Però non vedo l'ora di tornare il prossimo martedì in biblioteca. L'unico posto che mi ha fatto sentire protetto come a casa.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sunday Midnight, At the End of Broadcasting, "Malinconia" by Jean Sibelius was Played]]></title>
<link>http://aiueo5.wordpress.com/?p=326</link>
<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 15:18:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>aiueo5</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Every AM radio stations in Japan had stoped their programs at very late midnight on Sunday or maybe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:12pt;"><span style="color:black;"><span style="line-height:22px;"> Every AM radio stations in Japan had stoped their programs </span></span></span><span style="font-size:12pt;"><span style="color:black;"><span style="line-height:22px;">at very late midnight on Sunday or maybe I should say it very early morning on Monday</span></span></span><span style="font-size:12pt;"><span style="color:black;"><span style="line-height:22px;">. </span></span></span><span style="font-size:12pt;"><span style="color:black;"><span style="line-height:22px;">I don't know whether it's still being done or not, because I just sleep at the time of week. Even if all the radio stations stop, it would not be a problem for most of the people, now I'm included, because ordinary people sleep at the time. But if you are waking, for some reasons, it does make you so sad and even scary. Your radio turns to be silent in very late night right after announcement of name of the station and its call-sign. It makes you recognize that you're alone under the darkness of the night. If you turn the dial of your radio, you might catch weak signals from South Korea or China, but for most of you cannot understand what they are talking. You just cannot listen to someone talking in Japanese. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size:12pt;"><span style="color:black;"><span style="line-height:22px;"> Since I have been living alone for almost twenty years in cities far from my home town, it's kind like my sony radio is the only friend of mine in the night. It might be more than ten years ago, I'm not sure, that I had heard the ends of broadcastings several times. That was the AM radio station ABC in Osaka (Asahi-Housou) around 2 or 3 a.m. of Monday. At the very ending of their program, they aired a music piece "Malinconia" composed by Sibelius. It was rare and still so even now that Japan's commercial radio stations play classical music pieces. And It is also very rare that whole of the piece is played until the end. Anyway, listening to it at the end of the broadcasting is quite frightening for me.  Sounds of cello and piano of "Malinconia" really made me melancholic.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size:12pt;"><span style="color:black;"><span style="line-height:22px;"> </span></span></span><span style="font-size:12pt;"><span style="color:black;"><span style="line-height:22px;"> I have been looking for a video clip from you tube, in which "Malinconia" is played by cello and piano. Not to say hours, but it took some minutes to find out. Now I put links to them below. Of all music in this world, I think this Sibelius's great creation is one of the most well composed one for music instruments </span></span></span><span style="font-size:12pt;"><span style="color:black;"><span style="line-height:22px;">in the human history</span></span></span><span style="font-size:12pt;"><span style="color:black;"><span style="line-height:22px;">. So I think "Malinconia" should be more popular and played more frequently. I remember that Japanese pianist Mr.Kazune Shimizu praised this piece very much on NHK FM radio program about twenty years ago.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size:12pt;"><span style="color:black;"><span style="line-height:22px;"> </span></span></span> Dúo Calderon &#38; Ordoñez Plays Sibelius "Malinconia" (Part I) <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/RK1RiwNDjAE'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/RK1RiwNDjAE&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Dúo Calderon &#38; Ordoñez Plays Sibelius "Malinconia" (Part II) <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_Bx5H7h8UXY'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/_Bx5H7h8UXY&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sentirsi soli]]></title>
<link>http://appasionata.wordpress.com/?p=572</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 21:43:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>appasionata</dc:creator>
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<description><![CDATA[Capita di sentirsi soli  e senza radici, capita  di guardare una foto  e sentirsi piangere il cuo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Capita di sentirsi soli  e senza radici, capita  di guardare una foto  e sentirsi piangere il cuore. Mio padre se ne è andato 11 mesi or sono e oggi è stata una giornata di grande malinconia. Undici mesi sono quasi un anno, ma il senso di vuoto che ci ha lasciato è rimasto intatto e credo che non si affievolirà mai.</p>
<p><em>Oggi ho pensato tanto a te papà, ti mando un bacio.</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rimembranza ritentiva]]></title>
<link>http://virtualbookshelf.wordpress.com/?p=49</link>
<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 11:45:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luigi</dc:creator>
<guid>http://virtualbookshelf.wordpress.com/?p=49</guid>
<description><![CDATA[di Katia Ciarrocchi
Osservo lo show
che si dispiega
intorno a me, ove,
scorre incessante
la realtà ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">di <a href="http://katherjneroad.splinder.com/">Katia Ciarrocchi</a></p>
<p style="text-align:center;">Osservo lo show<br />
che si dispiega<br />
intorno a me, ove,<br />
scorre incessante<br />
la realtà smarrita<br />
nella fluidificazione<br />
delle secrezioni<br />
emotive.</p>
<p style="text-align:center;">Frammenti<br />
si congiungono,<br />
negli intimi<br />
cassetti della memoria,<br />
ove, ho deposto, i passi<br />
dei ricordi.</p>
<p style="text-align:center;">Spettacolo<br />
sincronico<br />
dove il tempo,<br />
si perde<br />
nello spazio,<br />
e, lo spazio<br />
è l’oblio del tempo:<br />
un fiume<br />
che si allarga<br />
nel mare<br />
delle speranze<br />
affogare.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Maglia Rossa]]></title>
<link>http://pinkandthecity.wordpress.com/?p=492</link>
<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 22:04:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>pinkandthecity</dc:creator>
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<description><![CDATA[

A è tornata finalmente a Roma e con lei tanti ricordi ed emozioni. Ogni volta che io ed A. siamo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.edilizia-on-line.com/antinfortunistica/polorossabig.jpg" alt="" width="218" height="163" /></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://pinkandthecity.wordpress.com/gli-amici-di-pink/">A</a> è tornata finalmente a Roma e con lei tanti ricordi ed emozioni. Ogni volta che io ed A. siamo insieme non si fa altro che parlare di relazioni (le sue), di sesso (il mio), di gossip (sulla Kidman e Madonna) e del suo dannatissimo (nonchè buonissimo) cibo. Praticamente due <em>Desperate Housewives</em> che vagano, inconsolabili, tra gli scompartimenti dei supermercatti alla ricerca di super sconti (solo lei, io compro in base alla bellezza delle scatole e la pochezza delle calorie).</p>
<p style="text-align:justify;">Ieri abbiamo fatto un pò di shopping ed, essendo lei nuovamente single, abbiamo cominciato a rifare un vecchio giochetto che prima eravamo soliti fare alla Stazione Termini. Ogni volta che qualcuno vede un bel ragazzo conta 1 punto. Se lo si vede insieme vale solo mezzo punto, e mezzo ne valgono anche quei ragazzi non belli, ma pieni di carica sessuale. E' finita 22 a 9 per me, ovviamente. Facendo questo gioco mi è venuto in mente un aneddoto di tanti anni fa. Circa quattro.</p>
<p style="text-align:justify;">Eravamo alla libreria di Termini e, perdendo tempo tra gli scaffali (con A. gli scaffali sono praticamente una parte integrante di tutti i bei racconti) abbiamo cominciato ad osservare tutti i boy che, solitari, si aggiravano tra i libri. Uno di questi mi ha colpito più degli altri. Una maglia rossa aderente, pantalone scuro,</p>
<p style="text-align:justify;">zaino nero in spalla. Capelli un pò mossi e corti. Occhi interessanti ed un sorriso come pochi altri mai visti. Lui ci osserva passando per andare alla cassa e sorride. Io ed A., con la bava alla bocca ricambiamo il gesto. Decido che quell'uomo deve essere la mia preda, ma troppo vergognoso per andarci di persona mando A. per mio conto.</p>
<p style="text-align:justify;">Prima lo seguiamo per tutta la stazione, poi A. con il mio numero su di un pezzetto di carta si avvicina a Maglia Rossa per dargli l'ambasciata (usare questo termine fa di me un uomo d'altri tempi). Da come i due comunicano capisco subito una cosa: Lui è etero ed A. è sul punto di venire. Lei ritorna dicendomi che forse il tipo è etero. Io le confermo la cosa ed entrambi decidiamo di placare le pulsioni sessuali con del cibo. Ma, tra un morso al Big Mac ed un sorso di Cola, il cellulare squillò.</p>
<p style="text-align:justify;">"Mi fa molto piacere che ti abbia colpito, ma mi dispiace, sono etero. Mi è capitato di fare sesso con altri uomini, ma solo perchè nella situazione c'erano altre donne. Però la tua amica mi piace!". Ecco, pressappoco il messaggio era questo. Non solo era bono, non solo era libero, ma era anche ninfomane. A. non poteva fare altro che ringraziarmi. Cedetti a lei Maglia Rossa e la spinsi ad incontrarlo quella sera stessa.</p>
<p style="text-align:justify;">I due per un periodo di un anno si sono visti rasentando quasi una relazione. Il miglior sesso di sempre con l'uomo peggiore al mondo. Quando la relazione è però, bruscamente, terminata, A. ne uscì vincitrice, scaricando il tanto sognato uomo che davvero non pensava che una donna potesse mai lasciarlo. Leggenda vuole (ma è effettivamente accaduto) che lui per settimane si sia appostato sotto casa di A. per riconquistarla, ma lei non ha demorso lasciandolo solo, nel buio della sua macchina.</p>
<p style="text-align:justify;">Spesso le dico che dovrebbe risentirlo, perchè malgrado Maglia Rossa fosse un cazzone, è uno dei pochi uomini che mi hanno lasciato, vivido, in mente, il ricordo di un meraviglioso sorriso. Quel bellissimo sorriso che mi ricorderà ogni volta tutti gli indimenticabili momenti che io ed A. viviamo insieme.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cage]]></title>
<link>http://pinkandthecity.wordpress.com/?p=489</link>
<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 15:17:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>pinkandthecity</dc:creator>
<guid>http://pinkandthecity.wordpress.com/?p=489</guid>
<description><![CDATA[Ieri c&#8217;è stato un breve momento in cui mi sono sentito in gabbia. Un senso opprimente provoca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ieri c'è stato un breve momento in cui mi sono sentito in gabbia. Un senso opprimente provocato dall'organizzazione totale dei miei due prossimi mesi. Questa settimana piena di studio e conferenze ed altre cose da sbrigare. Il 24 esame. Il 25 viene il mio amico C. (e che belloooo) e rimane a Roma fino al 1 luglio. L'8 luglio esame. 14 luglio esame. Dal 13 al 19 luglio vengono tre miei carissimi amici (che per fortuna saranno ospiti, per metà settimana, da Vago e Mr.Mig). Il 20 salgono i miei. Il 22 dentista. Il 23 luglio parto per l'America. Il 17 Agosto sarò in puglia fino al 29. E ritorno a Roma. Si può facilmente intuire come io mi sia sentito in vena di fuggire dalla mia favolosa voliera, che talvolta (spesso) amo, ma nei giorni neri disprezzo. E così che la mia mano ha deciso di regalare a Bob un nuovo scenario in tema con il mio. Oggi, però, nella gabbia ci sto da Dio.  Sarà anche che splende il sole.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://pinkandthecity.files.wordpress.com/2008/06/bob118.jpg"><img class="aligncenter" src="http://pinkandthecity.wordpress.com/files/2008/06/bob118.jpg" alt="" width="480" height="711" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://pinkandthecity.files.wordpress.com/2008/06/bob117.jpg"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mi mancherai]]></title>
<link>http://massimoleone.wordpress.com/?p=305</link>
<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 15:43:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>massimoleone</dc:creator>
<guid>http://massimoleone.wordpress.com/?p=305</guid>
<description><![CDATA[
Tante volte ti ho detto che mi manchi… ed anche oggi, più di altre volte, mi manchi in maniera ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style="color:#000000;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><a href="http://massimoleone.files.wordpress.com/2008/06/ondealtramonto.jpg"><img class="size-full wp-image-490 aligncenter" src="http://massimoleone.wordpress.com/files/2008/06/ondealtramonto.jpg" alt="" width="500" height="379" /></a></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Tante volte ti ho detto che mi manchi… ed anche oggi, più di altre volte, mi manchi in maniera spropositata e non riesco a far nulla. Sarà per il caldo, i pensieri, le inquietudini, le preoccupazioni per questo nuovo intervento. Sono irascibile, impaziente, scontroso e ribelle e lotto. Lotto con me stesso, per le mie frustrazioni, le mie paure, per la ragione e le ragioni di questo sentimento, per la verità e per il destino. Ma contro il destino non si può lottare, è lotta senza speranza senza saper <span> </span>e potere accettare l’ordine imposto. Forse ero già avvertito, ero avvisato di non aspettarmi niente, non pretendere, non protestare. Solo donare, provare a donare e donare ancora. </span></span></p>
<p><span style="color:#000000;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Tu senti la mia tristezza e non dici nulla, le parole sono quelle di circostanza, appena il tempo per un saluto. Ed io faccio lo stesso, tutto rimane strozzato a metà e non riesco ad aggiungere nulla di più anche se vorrei lasciarmi andare a quel fiume di parole che tu già conosci. La mia incomunicabilità è tale da non permettermi di  scrollarmi di dosso questa assurda malinconia e l'allegria va via con te dolce anima mia.</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Forse leggerai queste parole dopo l'intervento. In quel momento vorrei che queste parole e questa canzone così cariche di tristezza fossero il mio grido d'amore per te. Uno stringerti forte a me senza paura e senza dolore. Mi manchi anima mia ... so che non cambierà niente e dentro sento TE.</span></span></p>
<p>In sottofondo: " Mi mancherai" - Josh Groban</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/FqYxlDKnBa0'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/FqYxlDKnBa0&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Mi mancherai se te ne vai<br />
Mi mancherá la tua serenita<br />
Le tue parole come canzoni al vento<br />
E l'amore che ora porti via </span></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Mi mancherai se te ne vai<br />
Ora per sempre non so come vivrei<br />
E l'allegria, amica mia<br />
Va via con te</span></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Mi mancherai, mi mancherai<br />
Perché vai via?<br />
Perché l'amore in te si é spento<br />
Perché, perché?<br />
Non cambiera niente lo so<br />
E dentro sento te</span></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Mi mancherai, mi mancherai<br />
Perché vai via<br />
Perché l'amore in te si é spento<br />
Perché, perché?<br />
Non cambiera niente lo so<br />
E dentro sento che</span></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Mi manchera l'immensita<br />
Dei nostri giorni e notti insieme noi<br />
I tuoi sorrisi quando si fa buio<br />
La tua ingenuita da bambina, tu</span></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Mi mancherai amore mio<br />
Mi guardo e trovo un vuoto<br />
dentro me</span></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">E l'allegria, amica mia<br />
Va via con te</span></span></span></span></span></span></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Io (non) sono qui]]></title>
<link>http://demone.wordpress.com/?p=318</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 07:42:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>demone</dc:creator>
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<description><![CDATA[
(Promemoria di luoghi che esistono solo nella mia mente)
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a href="http://picasaweb.google.it/d3moph/Web/photo#5208518791586105090"><img src="http://lh6.ggpht.com/d3moph/SEhgPrpvxwI/AAAAAAAAAho/f8qkV-STNVg/s144/im.jpg" alt="Tree" /></a><br />
(Promemoria di luoghi che esistono solo nella mia mente)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GUdGet che mi rallegrano la stanzetta]]></title>
<link>http://crazynovember.wordpress.com/?p=684</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 18:58:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>elis</dc:creator>
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<description><![CDATA[ogni tanto capita, quando ti fermi a pensare, di sentirti triste..questa volta non credo sia dovuto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>ogni tanto capita, quando ti fermi a pensare, di sentirti triste..questa volta non credo sia dovuto solo alla fine del Giro D'Italia, anche se ha contribuito :)</p>
<p>pensavo a quante volte a delle domande particolari, mi rifiuto di cercare una risposta..<br />
è inutile farlo, la risposta c'è ed è li che io la voglia trovare o meno :(<br />
mi infastidisce il non capire se ne valga la pena di far finta di nulla oppure se è meglio vederci chiaro..</p>
<p>alle volte mi sento ridicola quando riesco a darmi delle risposte, eppure è quella la verità. allora che faccio?continuo a "fingere" a me stessa?forse si può creare la verità in base a quello che è giusto, modificando quello che magari dentro di noi proviamo.. :(</p>
<p>per fortuna che ovunque giro lo sguardo in questo mio piccolo angolo di mondo trovo qualcosa che mi rallegri :D<br />
oggi ho deciso di mettere parte delle cavalatuzze che ho raccattato sabato pomeriggio^^<br />
alla fine mi rifiutavo di prenderle perchè ne avevo pieni i suddetti però :D</p>
<p>allora partiamo dalla <em>borsetta con le mucche</em>!dentro cui, se mel'avessero data prima avrei ficcato le cacatuzze, ma loro no!mel hanno data come ultima cosa..così giravo con le bandierine nei pantaloni, senza tasche tra l'altro :P<br />
ne ho messa una per tipo ma in realtà sono di più ahimè O.o<br />
andando in ordine..<em>bandierina Skoda</em>, <em>bandierina Estathè</em>, <em>bandierina Valtellina</em> e <em>bandierina radio 105</em> :)<br />
poooi <em>portachiavi</em> di non so cosa e <em>portachiavi Estathè</em> con super bellissimo bicchierino che faceva da <em>trombetta</em> :)<br />
proseguendo ecco che appare il <em>martellone</em> o come cavolo si chiama della <em>Skoda</em> :D<br />
poi poi poi..<em>ruotina</em> con percorso giro e vari dati come: le maglie del giro, i numeri del giro, il re del podio, cima Coppi, i numeri della carovana e la montagna Pantani..era una specie di concorso :D e tra l'altro sono riuscita a fare, da una ben 2 ruote :P<br />
bando alle ciance proseguo..<em>manona dell'Estathè</em> che io mi sono vista bene di rifiutare ma mon frere ha deciso di prendere -.-"<br />
vari ed eventuali <em>cappellini</em> che ti mettevano in testa anche e dicevi no grazie -.- l'ultima l'ho quasi mandata a quel paese..era quello <em>del'Estathè</em> n5!quelli <em>bianchi</em> almeno rano più carini ^^ ne ho solo due :P<br />
poi..mmm <em>cartolina di Marco e del Paolino mondiale</em> con dietro il suo Palmarès, ma questo al pulman della Quick Step :) sisi, li..dove ho socializzato con un tipino che voleva che gli facevo la foto..poi quando gliela volevo fare non ha più voluto^^ era simpatico però :)<br />
ed ero sempre li quando un tipino è sceso dall'ammiraglia e mi ha dato la <em>borraccia</em> *__* mi hanno anche proposto una scambio, borraccia dell'Astana contro quella ma mi sono rifiutata ovvimente ^^ non tradisco <em>Paolino</em>!nemmeno per Alberto :P<br />
poi altra <em>borraccia</em> che sono riuscita a raccattare, <em>Tinkoff</em><br />
e poi dulcisinfundo..<em>cappellino </em>che mi ha regalato il tipino di <em>radio 105</em> <em>autografato dalla maglia ciclamino</em> *__* :)</p>
<p>dopo tutta questa pubblicità passo e chiudo :P</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://crazynovember.files.wordpress.com/2008/06/p6020048.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-683" src="http://crazynovember.wordpress.com/files/2008/06/p6020048.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a> <a href="http://crazynovember.files.wordpress.com/2008/06/p6020056.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-685" src="http://crazynovember.wordpress.com/files/2008/06/p6020056.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cos'è che vuoi sentirti dire [G8]]]></title>
<link>http://demone.wordpress.com/?p=314</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 08:50:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>demone</dc:creator>
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<description><![CDATA[[...] &#8220;Cos&#8217;è che vuoi sentirti dire?&#8221; esplose così, dopo quel breve attimo di si]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>[...] "Cos'è che vuoi sentirti dire?" esplose così, dopo quel breve attimo di silenzio mentre nella mente continuava a chiedersi perché tra mille altre occasioni avesse scelto proprio quella  per porgli una simile domanda. "Cos'è che vuoi sentirti dire?" riprese a voce più bassa ed impostata, ma inevitabilmente ormai sotto l'attenzione di tutti, "vuoi che ti dica che era la cosa più importante della mia vita? che avrei preferito mille volte morire io al suo posto? che dal quel giorno non faccio altro che rivedere quegli istanti?". "Pensavo" aggiunse mentre lei abbassava lo sguardo, "Pensavo che almeno a te non avrei dovuto dimostrare nulla del dolore che mi porto dentro, perché è lo stesso che ti lacera l'anima, perché è identico nella forma e nel colore al tuo". D'improvviso lo stridere dei treni sui binari, gli annunci metallici degli arrivi e delle partenze,  il domino del tabellone che si aggiorna, il trascinarsi  delle valigie e il vocio della gente erano scomparsi, tutta la sua attenzione era immobile su di lei, nella speranza che dicesse qualcosa, che spezzasse quel immondo silenzio che li aveva allontanati.  "O forse credi...", continuò una volta accortosi che non avrebbe ottenuto risposta, "...che la sofferenza debba per forza esprimersi con il pianto. Ma cosa sai tu delle lacrime che ho versato lontano dal tuo sguardo? di quante volte ho pensato di farla finita? del vuoto cupo ed assoluto che è rimasto in me? E sai perché sono ancora qui alla fine? perché non riesco a concepire l'idea di lasciarti da sola ad affrontare tutto questo, perché una sola cosa è sopravvissuta a quel giorno, ed è il legame che mi unisce a te". [...]</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riflessioni...]]></title>
<link>http://ostinatamente.wordpress.com/2008/06/01/riflessioni-3/</link>
<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 19:53:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>ostinatamente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eccomi qui a scrivere dopo una giornata di bricolage e giardinaggio, dopo la pioggia battente dei gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi qui a scrivere dopo una giornata di bricolage e giardinaggio, dopo la pioggia battente dei giorni scorsi oggi si è fatto vedere un pò di sole e così è tornata la voglia di stare all'aria aperta. </p>
<p>Ora sono in casa e&#160; tutto il silenzio che mi avvolge mi fa riflettere,...mia figlia è partita per l'università, mio figlio è uscito un attimo, mio marito gioca con il cagnone e io penso a quanto sarà silenziosa questa casa fra qualche mese quando rimarremo mio marito ed io e i nostri figli saranno entrambi lontani.</p>
<p>In questi giorni la famiglia era al gran completo e la casa riecheggiava delle voci e delle risate, delle chiacchiere e dei discorsi di tutti...ora ho un pò di malinconia perchè penso che, nei prossimi mesi, partirà anche mio figlio per frequentare l'università e quindi la casa sarà sempre piuttosto silenziosa.</p>
<p>Ma i cuccioli crescono e bisogna abituarsi a lasciarli andare!</p>
<p>Mio marito, lo schnauzerone ed io ci faremo buona compagnia e quando la famiglia si riunirà sarà una grande festa!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Io cammino da solo]]></title>
<link>http://wayl.wordpress.com/?p=815</link>
<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 18:38:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>wayl</dc:creator>
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<description><![CDATA[
&#8230;e quando cammino penso, penso, e se penso mi rendo conto della mia misera condizione di esse]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2140/1798632218_aeec46d591.jpg" alt="Cammino da solo" width="500" height="375" /></p>
<blockquote><p>...e quando cammino penso, penso, e se penso mi rendo conto della mia misera condizione di essere umano e mi viene da piangere.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dialogo della Natura e di un islandese: inediti e incresciosi sviluppi]]></title>
<link>http://divanomarziano.wordpress.com/?p=21</link>
<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 12:53:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>chinottorebel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pochi sanno che ciò che Giacomo Leopardi immortalò nel celeberrimo Dialogo della Natura e di un is]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi sanno che ciò che Giacomo Leopardi immortalò nel celeberrimo Dialogo della Natura e di un islandese costituisce soltanto il prologo di un secondo confronto che ha visto, in tempi a noi prossimi, la Somma Fattrice idealmente opposta al popolo islandese tutto. Allo scopo di ottenere maggiori lumi sulla dinamica della morte dell’uomo (Leopardi stesso avanzò due distinte ipotesi), una delegazione islandese salpò nel 1974 per Capo di Buona Speranza, teatro del luttuoso evento. Di fronte alla reticenza della Natura, che negava ogni coinvolgimento nell’accaduto adducendo come alibi la partecipazione ad un summit sullo sviluppo sostenibile in Antartide, gli Islandesi si sono però dileguati, individuando nella sconnessa argomentazione i sintomi di un esaurimento nervoso, probabile portato delle deprimenti condizioni del pianeta. Sono quindi tornati in patria pervasi da una soverchiante malinconia.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giorno 5: Sotto Cattivi Auspici]]></title>
<link>http://demone.wordpress.com/?p=311</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 20:13:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>demone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dove finirà questo conteggio nessuno ancora può dirlo. Facile pensare che ad un certo punto verrà]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dove finirà questo conteggio nessuno ancora può dirlo. <em>Facile pensare che ad un certo punto verrà interrotto</em>, senza un perché, senza due righe si commento, sospeso perché rivelatosi inutile come molte altre delle cose che ho scritto.</p>
<p><em>Ma se domani potrebbe anche non arrivare, ieri è già stato</em>. Sotto cattivi auspici è partita questa sequenza. Priva di ogni minimo sostegno, vuota anche di quei due o forse tre incoraggiamenti che mi sarebbe piaciuto raccogliere da chi mi circonda. E' un transito maledettamente complicato e difficile da gestire, come ogni altra cosa da molto tempo a questa parte. <em>E se è difficile pensare che sia la vita ad essere diventata più dura, non posso che essere io ad aver perso forza e volontà</em>.</p>
<p>Ma a sorprendermi è ancora di più la calma apparente, la lucida freddezza con cui affronto ogni passo. <em>Quasi fossi solo uno spettatore, quasi tutto ciò in fondo non mi riguardasse più</em>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La perfetta forma della O]]></title>
<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/?p=124</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 19:04:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stamani, mentre mi apprestavo a chiudere la porta di casa lasciandola addormentata come la tana di u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/04/dscf31901.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-83" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/04/dscf31901.jpg?w=300" alt="" width="252" height="185" /></a><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/dscf2859.jpg"></a>Stamani, mentre mi apprestavo a chiudere la porta di casa lasciandola addormentata come la tana di un orso col desiderio di restare proprio come l’orso a godersi il sogno, mi è venuta in mente una canzone  “<em>La strada nel bosco/ né lunga né larga/ e né stretta, è fatta a barchetta, barchetta per fare l’amOr ….”.</em> Il cielo, grigio di pioggia  e carico di luce per l’inoltrata alba, ha dato ai miei ricordi quel bianco e nero delle vecchie pellicole sulle quali si sono stampate  in primo piano le labbra dei miei zii e quelle di mio padre che, nel pronunciare la parola amor, le modellano nella perfezione della O.<br />
Ricordo che da piccola quella O mi immalinconiva al punto da aver voglia di piangere e  più che il suono mi colpiva la sua immagine così tonda e piena di nostalgia. Con la testa appoggiata sul tavolo cercavo di immaginare una strada a forma di barca, ma non mi veniva in mente niente, tutta l’immaginazione restava incatenata alla O, alla sua forma così perfetta. Nella confusione della festa, nella stanchezza del gioco, nel tepore di quella casa, chiudevo gli occhi e mi addormentavo.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">I ricordi fanno giri strani, si attaccano a una parola e prendono altre vie che paiono distanti anche se non lo sono, così mi è vienuto in mente quella volta che sorpresi mia cugina mentre si metteva delle pezze nel reggiseno a mo’ di imbottitura, quando le chiesi perché mi rispose  “Un giorno le metterai anche tu e capirai”, io pensai che mai e poi mai avrei fatto una cosa del genere e in effetti non lo feci mai, in compenso però qualche anno più tardi, appena fuori dalla vista di mia madre, accorciavo  la gonna di un bel po’ scoprendo le mie gambe storte. Ho sorriso pensando a come orgogliosa le scoprivo. E mi sono venute in mente tutte le canzoni che in quel periodo ascoltavo, canzoni dal tono romantico che mi illanguidivano di malinconia, canzoni che qualche anno più tardi avrei rinnegato e sostituito con  quelle di Claudio Lolli, Guccini, De Andrè e De Gregori e con esse avrei rinnegato anche la minigonna.<br />
I ricordi fanno giri strani, concentrici a volte, i cerchi si allargano e si restringono fino a ritornare al punto di partenza, fino alla casa di mio zio, quella in cui si cantava la strada nel bosco, quella casa così amata dove i passi di alcuni dei miei zii, irrigiditi nella morte,  mai più si poggeranno, e mi è venuta in mente sulle note di un’altra canzone che ho cominciato a canticchiare “<em>C'è una casa bianca che/più mai più io scorderò/mi rimane dentro il cuor /con la mia gioventù. /era tanto tempo fa /ero bimba e di dolore /io piangevo nel mio cuor/non volevo entrare là./Tutti i bimbi come te /hanno qualche cosa che/di terror li fa tremar/e non sanno che cos'è./Quella casa bianca che/non vorrebbero lasciare /è la loro gioventù/che mai più ritornerà</em>” la voce di Marisa Sannia, limpida,  delicata eppure così forte, si è infilata tra le gocce d’acqua della pioggia che ormai batte con impeto sul vetro causando l’affanno del tergicristallo, e l’assenza, così profonda, così dolorosa,  si racchiude tutta in quella O. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Muta, rotonda e perfetta s’installa nei miei occhi causando l’affanno delle ciglia.<br />
La pioggia che ormai cade a scrosci si mangia quel poco di bianco che c’era nel cielo e, mentre esco dalla macchina, crea canali d’acqua nei capelli che scorrono e mi rigano la faccia</span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">.<a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/dscf2859.jpg"></a></span></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-125 aligncenter" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/dscf2859.jpg?w=300" alt="" width="300" height="295" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dawson's Creek - 6 serie]]></title>
<link>http://fernandacorona.wordpress.com/?p=144</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 20:21:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fernanda Corona</dc:creator>
<guid>http://fernandacorona.wordpress.com/?p=144</guid>
<description><![CDATA[
Ci sono voluti mesi di dedizione e lunghe notti insonni, ma ora l&#8217;opera è completa. Stasera ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.dawsonscreek.com/web/assets/dc_dvd_cover_800.jpg" alt="" width="395" height="296" /></p>
<p>Ci sono voluti mesi di dedizione e lunghe notti insonni, ma ora l'opera è completa. Stasera si è conclusa la mia maratona di <a href="http://www.dawsonscreek.com/no_index.html?/main.html" target="_blank">Dawson's Creek</a>.</p>
<p>Ho conservato per oggi la puntata doppia di chiusura del telefilm, perchè so che mi commuove.<br />
Ricordo ancora con quanta ansia ho atteso questa puntata: era il 2003 e  io e Manu ci siamo attrezzate <em>alla comune Bonetti</em> con un paio di birre e sicuramente qualche schifezza da cinema. Fedeli al mio fianco centinaia di <a href="http://www.kleenex.com/NA/Default.aspx" target="_blank">Kleenex </a>prima di andare alla festa unversitaria.  Erano ancora tempi in cui si socializzava in facoltà e si partecipava agli eventi, periodo durato pochissimo. <a href="http://www.kleenex.com/NA/Default.aspx" target="_blank"><br />
</a></p>
<p>Ora che mi sono rivista tutte le sei serie e mi sono trascritta la <em>grande saggezza</em> degli sceneggiatori di questo telefilm sono pronta anche a lasciarlo archiviato nel mio hard disk per almeno qualche millennio.</p>
<p><a href="http://www.dawsonscreek.com/no_index.html?/main.html" target="_blank">Dawson's Creek</a> è favoloso, è adolescienziale e paranoico nei linguaggi e nei comportamenti. I protagonisti sono veri, sono persone vere e le situazioni in cui si trovano decisamente realistiche. Tutta una serie di eventi e traumi da teenager che accadono, o per lo meno che nella <em>mia </em>piccola esistenza sono successi magari non negli stessi modi o negli stessi tempi o con gli stessi risvolti.<br />
L'anima gemella con cui si sta bene e poi non ci si sta più e ci si rincorre in un infinito labirinto di liti e baci. Il trauma del primo bacio. I tradimenti d'amore e d'amicizia, di fiducia e dei sogni. La prima volta e tutte le ansie relative.  La rivalità e le amicizie vere.   Un amico che si scopre gay. Eterni triangoli amorosi da cui non si esce. Qualcuno che muore e si deve colmare il vuoto. Qualche sbronza con conseguenze idiote. I problemi con lo studio e con il lavoro. Amiche che prendono il prozac. L'alcolismo come via di fuga. Cantare su un palcoscenico  per mostrare l'altro lato di sè. Amicizie che si distruggono per una notte di sesso. <em>E il finale di strade divise, ma i legami veri non si rompono mai.</em></p>
<p>A seguire le frasi degne di nota...</p>
<p><em>Come puoi rimanere amico di una persona se ogni volta che la guardi pensi a quanto bella è e a quanto la vuoi?</em></p>
<p><em>E' un folle, ottuso e paranoico, ma è il mio folle, ottuso e paranoico. </em></p>
<p><em>Fa che le cose che ami siano il tuo rifugio.</em></p>
<p><em>Flaubert credeva che la forma di piacere più puro fosse l'aspettativa e anche la più attendibile e che mentre tutto quello che ti succede finisce immancabilmente per deluderti, invece ciò che non ti è mai successo non muore mai, non scompare rimane sempre inciso nel tuo cuore come una dolce malinconia.</em></p>
<p><em>I sogni sono imperfetti, diventano veri, perdono libertà.</em></p>
<p><em>Il dolore di capire che anche se due persone sono fatte l'una per l'altra non necessariamente significa che siano fatte l'una per l'altra adesso.</em></p>
<p><em>Il sesso è intenso, è appassionato e a volte riesce a cambiarti la vita, ma il sesso non è mai una cosa innocente.</em></p>
<p><em>Io ti ascolto, non importa quanto io urli o quanto tu stia in silenzio, io ti ascolto.</em></p>
<p><em>Mi dispiace che ti manchino i miei sguardi, ma a me non mancano perchè io non li ho mai ricevuti.</em></p>
<p><em>Mi piace che divaghi quando sei nervosa. Mi piace sapere che divaghi quando sei nervosa. Mi piace essere ancora in grado di renderti nervosa.</em></p>
<p><em>Qualche volta è giusto fare le cose sbagliate.</em></p>
<p><em>Stavo solo pensando fra me e me che quando perdi il controllo non sei per niente male piccola, diventi perfino bella.</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giorno 3: Foglietto Illustrativo]]></title>
<link>http://demone.wordpress.com/?p=308</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 10:56:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>demone</dc:creator>
<guid>http://demone.wordpress.com/?p=308</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; primavera ed io sto male. Non è una novità in effetti, tra raffreddori tardivi, inattese ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>E' primavera ed io sto male</em>. Non è una novità in effetti, tra raffreddori tardivi, inattese affezioni alle prime vie respiratorie e cronica allergia alle graminacee e già tanto che sia ancora in vita con tanti mesi di maggio alle spalle.</p>
<p>Ai <em>foglietti illustrativi</em> invece non mi sono mai abituato. Li debbo rileggere sempre daccapo, è una sorta di rituale prima di mandar già la pasticchina colorata. Colpa della pubblicità: "<em>E' un medicinale, usare con cautela. Può avere effetti indesiderati anche gravi, leggere il foglietto illustrativo</em>" . Ci vuole del coraggio però a leggere quella paginetta scritta fitta fitta quasi la carta costasse più del petrolio.</p>
<p><strong>Indicazioni:</strong> Trattamento delle affezioni delle prime vie respiratori dovuta a virus sensibili (<em>Alias, virus con una infanzia traumatica</em>).</p>
<p><strong>Controindicazioni:</strong> Troppo lunghe da riportare (<em>In pratica aggravano qualsiasi cosa non inclusa la punto precedente</em>)</p>
<p><strong>Effetti collaterali:</strong> <em>E scopri ad esempio che per curare il raffreddore rischi di spappolrati il fegato di andare in contro ad emorragia interna, o nella migliore delle ipotesi, di addormentarti alla guida</em></p>
<p><strong>Gravidanza ed allattamento:</strong> <em>Ecco, forse questo posso anche saltarlo per questa volta...</em></p>
<p><strong>Modalità di somministrazione:</strong> Deglutire la compressa con acqua, tè o altra bevanda non gasata. Attenzione il medicinale va assunto per via orale. (<em>Ci saranno stati molti casi di somministrazione per altra via??</em> ).</p>
<p><strong>[vd]</strong> 1/10<br />
<strong>&#124;*-*&#124;</strong> Alanis Morissette - 8 Easy Steps</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giorno 2: Un penny per un pensiero]]></title>
<link>http://demone.wordpress.com/?p=307</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 20:07:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>demone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Avessi un penny* per ogni pensiero che oggi ha esondato nella mia mente&#8230;
Eppure vedendola cos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0b/Offapenny.jpg/116px-Offapenny.jpg" alt="Penny" align="right" /><em>Avessi un penny* per ogni pensiero che oggi ha esondato nella mia mente...</em></p>
<p>Eppure vedendola così pensierosa e richiusa in se stessa non ho potuto che richiamare quest'unica frase: "<em>Un penny per i tuoi pensieri</em>". Ha sorriso e tanto  basta.</p>
<p>Non si può sempre comprendere qualcosa di personale e interiore, non si può. E a volte bisogna accettare di dover restare su bordo, sfiorando soltanto ciò che ci passa vicino.</p>
<p>* 1Penny inglese = 1.26 centesimi<br />
* Alla frase <em>To spend a penny</em> ho pensato solo dopo. Fortuna che eravamo all'aperto, oppure no? :S</p>
<p><strong>[vd]</strong> 1/10</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Lo stallo]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/?p=95</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 06:41:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
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<description><![CDATA[
«Eh.»
«Eh.»
Ci guardiamo, Michele ed io, davanti al solito cappuccino, al bar della Clara, lui ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2008/05/gattino-triste.jpg"><img class="size-medium wp-image-96" src="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/files/2008/05/gattino-triste.jpg?w=254" alt="gattino triste" width="254" height="300" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">«Eh.»</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">«Eh.»</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ci guardiamo, Michele ed io, davanti al solito cappuccino, al bar della Clara, lui con il bignè allo zabaione, io con la mia pastarella, parcheggiata sul piatto in attesa della sua ineluttabile fine.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ci guardiamo sempre più spesso, Michele ed io, con o senza l’accompagnamento delle pastarelle, <span> </span>e poi cadiamo in questi silenzi senza capo né coda, che finiscono in sospiri.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Sopra di noi scorrono le nuvole di questa stagione incerta, di fianco i soliti socialisti-rifondaroli-piddini che si evitano o si incrociano, a seconda delle necessità politiche contingenti. E noi stiamo lì, a fare colazione, come tutte le mattine, avvolti dal malumore per un mondo che ritroviamo ogni giorno troppo uguale a se stesso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">«Sei stanca – mi dice, preoccupato, perché da tempo immemorabile si è assunto, lui, il ruolo di sentinella della mia salute e del mio umore – Sei un po’ sciupata, dovresti riposarti, staccare un po’…»</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Lo dice, e mentre pronuncia la frase sente pure lui dentro al suo stesso consiglio qualcosa non di falso, ma di inadeguato. È quella parola, “staccare”, usata per indicare le fughe di un week end, i brevi viaggi, i ponti, i singulti di vacanza ritagliati alla fretta quotidiana che è inadatta. Si può staccare da qualcosa che è circoscritto e delimitato, si stacca da ciò che si sa individuare e descrivere. Ma non si può, non si riesce a staccare da questa cappa plumbea che ci sentiamo addosso tutti, di continuo, nel bar, fuori dal bar, nel mondo. Non si può staccare perché lei ti insegue e ti opprime in ogni angolo e in ogni cantone, la maledetta, ti scova in ogni buco.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Già visto, già detto, già sentito. Sarò io o sarà il momento, ma tutto mi appare riproporsi in una spirale di eterno ritorno, senza via di uscita: un ripresentarsi dell’uguale che ti svuota di ogni forza e ti toglie ogni velleità di reazione. In politica le stesse facce, in tv gli stessi programmi, sui giornali e nel web gli stessi articoli, al cinema gli stessi eroi filmati dagli stessi registi e recensiti dagli stessi critici. I vecchi che fanno i giovani, patetici come i giovani che fanno i vecchi, nella nostra testa le stesse idee e sulle nostre bocche le stesse polemiche.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ci strasciniamo, girando in tondo per tagliare un traguardo già passato centinaia di volte. La nostra meta è ormai la quotidiana sopravvivenza, e non sapremmo nemmeno noi dire per cosa. O forse sì: per arrivare alla noia del giorno appresso, l’unica cosa certa, oltre alla morte.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Siamo svuotati. Come i gusci d’uovo punti dagli spilli, apparentemente integri, ma in realtà privi del loro contenuto. Stiamo in piedi per abitudine, o per inerzia, o per malinteso senso del dovere. Ma basta grattare un po’ di intonaco dalla nostra facciata, e sotto la mano di bianco ci trovi solo la stanchezza e la frustrazione, quel senso di impotenza sorda che fa diventare cattivi, quell’egoismo meschino che non dà neppure la soddisfazione della tracotanza vitale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Forse sono io, forse sono le nuvole di questa stagione incerta, ma sento di vivere nell’ovatta, che però non attutisce i colpi, li trasforma solo in rimbombi sordi di cui non si percepisce la provenienza, restando disorientati. Forse sono io, o forse le nuvole di questa stagione incerta, ma per la prima volta in vita mia, sconfitta, non so incazzarmi né invidiare i vincitori, e, da vinta, non so reagire. E anche i vincitori, poi, mi sembrano così poco trionfanti, incapaci di esultare, per via di una preoccupazione che li rode da dentro. Persino la loro usuale protervia è ingrigita, un riflesso condizionato stanco<span> </span>e poco vitale, una recita portata avanti per ottemperare ad un copione troppe volte messo in scena e diventato per il pubblico un tormentone da cabaret.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Forse sono io, non so, o forse è davvero il tempo, ed <span> </span>è colpa delle nuvole di questa stagione incerta, grigia anche lei ed indecisa fra la primavera e l’autunno, ma ciò che mi fa paura, ormai, non sono più, come un tempo, le azioni e le possibili reazioni, ma l’incapacità di compiere le une e le altre, e l’incapacità di credere che le une e le altre, ormai, possano mai servire a qualcosa. Come se, caduti sul fondo del pozzo, non tentassimo neppure di risalire, aggrappandoci alle pietre con le unghie e con i denti, ma aspettassimo semplicemente la fine, nel buio, col capo reclinato fra le ginocchia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">(Grazie a  rogra per il suggerimento della colonna sonora)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://galatea.vaglio.googlepages.com/01-Domaniunaltrogiorno.mp3">01-Domaniunaltrogiorno.mp3</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[....parla la musica...]]></title>
<link>http://ilbisbetico.wordpress.com/?p=52</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 20:03:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilbisbetico</dc:creator>
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<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://ilbisbetico.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce-141/plugins/media/img/trans.gif" alt="" width="425" height="355" /></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia, ridiamo.]]></title>
<link>http://scicli.wordpress.com/?p=47</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 07:34:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>socrathe</dc:creator>
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<description><![CDATA[Di cosa ride l&#8217;Uomo? Ride forse di sè? Ride dell&#8217;altro? Ride. Ride della sua condizione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:200%;text-align:justify;margin:12pt 49.9pt 12pt 63pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:200%;font-family:Arial;">Di cosa ride l'Uomo? Ride forse di sè? Ride dell'altro? Ride. Ride della sua condizione, una condizione di mediocrità e di infelicità cronica, una condizione di costante illusione, di costante speranza. Ride. Ride del passato, ride del futuro, potrebbe essere immortale, potrebbe essere superiore alla melma, si ride anche di questo, si ride di Dio, si ride della Morte, si ride. Ride dell'impossibilità di elevarsi, ride delle sue stesse effimere illusioni, ride delle passate certezze, ride. Ridiamo dunque, perchè se non ridiamo cominciamo a pensare, e il mondo non ci vuole nè tristi nè pensanti, ci vuole belli e sorridenti, ridiamo. Ridiamo. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="border:0 none;float:left;margin:2px;" src="http://1clown.blog.kataweb.it/files/2007/08/clown.jpg" alt="" width="172" height="189" /><span style="font-size:10pt;line-height:200%;font-family:Arial;">In poche parole: la tragedia dell'uomo, animale<span> </span>superiore, pensante, intelligente. C'è in queste considerazioni la Sehnsucht del romanticismo tedesco, c'è Platone, c'è il Leopardi del Canto notturno, c'è l'uomo sospeso tra il bruco e la farfalla di Pico della Mirandola.. potrei andare avanti per ore perchè questa è la disperazione dell'uomo fin dalla notte dei tempi: il desiderio di attingere l'Assoluto e il vedersi una piccola cosa debole e inerme e la consapevolezza che il suo desiderio di felicità è<span> </span>perennemente deluso. E allora? Allora ridiamo.. non la risata grassa, superficiale, sgangherata<span> </span>di chi poco si eleva dalla bestia ma il sorriso amaro di<span> </span>chi possiede l'humanitas, l'insieme di tutte quelle qualità che rendono l'uomo degno di essere considerato 'umano'. L'uomo non è un animale superiore, lo crede soltanto. E il suo destino non differisce da quello di tutti gli altri esseri della biosfera. Ma l’uomo è solo. Soli si nasce e si muore soli. La vita passa a cercare il 'tu', come dice il poeta,<em> la rotta maglia che ci stringe</em>, per uscire fuori dalla rete che ci avvolge e ci separa. Ci illudiamo di averla trovata, di poter toccare con la mano l'altro, di condividere un tratto di vita, ma tutto si rivela una illusione e ritorniamo nella rete del nostro isolamento, della nostra desolazione. Tutto sommato.. c'è poco da ridere. Tutto è illusione, la vita è bella a tratti, ci sono degli istanti, degli attimi fuggevoli in cui ci pare di poter toccare con mano la felicità, ma è sempre un miraggio. La vita si premura subito di farci pagare il conto, a volte anche salato, di quel nulla che ci ha dato in comodato d'uso: <em>nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria...</em></span> <span style="font-size:10pt;line-height:200%;font-family:Arial;">La mia vita è un pendolo che oscilla tra la fugace speranza e la disillusione: <em>vorrei farti vedere il mondo attraverso i miei occhi, anche solo per un istante</em>.</span> <span style="font-size:10pt;line-height:200%;font-family:Arial;">Solo l'irrazionalismo, l'abbandono all'istinto e al sentimento ci può salvare.. mettiamo a tacere la ragione, nostra<span> </span>acerrima nemica ma non voglio vedere il mondo con gli occhi di nessuno. Bastano i miei occhi per guardare trattenere riversare nel cuore quel poco di bello e di dolce che la vita ci dà. </span>L<span style="font-size:10pt;line-height:200%;font-family:Arial;">a vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia. La speranza è fugace. Ridiamo.</span></p>
<p style="text-align:center;"><em>Walt Whitman - Santhippe</em></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Il riso, il pianto e la malinconia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="border:0 none;float:left;margin:2px;" src="http://img90.imageshack.us/img90/5687/bfsi7lo3re4.jpg" alt="" width="276" height="366" />Ero su un treno che mi portava a Saragozza, seduto nel posto che mi era stato assegnato. Accanto a me, dall’altro lato, si accomodarono due signori, un uomo e una donna. Quando il treno cominciò ad andare, i due iniziarono a discutere su fatti personali. Mi immersi nella lettura di un periodico per rispettare la loro intimità. Alla fine del viaggio non potei fare a meno di guardarli. Mi sembrò che la donna ridesse mentre l’uomo la incalzava con le sue parole. No. Quella donna non rideva. Quella donna piangeva. Abbassai lo sguardo per rispettare le sue lacrime. Mi venne alla mente questo momento quando lessi i commenti al riso. A volte si ride fino “alle lacrime”, amiamo dire di una situazione estremamente paradossale e comica. Ma dove sta, appunto, quella sottile linea di demarcazione tra il riso e il pianto? Tra la gioia e la malinconia? Tra la certezza e il dubbio?</p>
<p style="text-align:justify;">Nella vita di un uomo non c’è nulla che mi aiuti a trovarla. Io avevo visto con occhi miei una scena che non corrispondeva alla realtà. Eppure, ci avrei giurato, quella donna rideva. Cesare Pavese scriveva in un momento disperato del suo esistere: “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”. Dava così un’interpretazione struggente, attraverso il proprio intimo sentire, del suo amore triste e malinconico. Tentativo disperato di sprofondare, in silenzio, nell’abisso di una passione dove l’anima si perde ed il corpo si arrende, si auto sopprime. Forse il riso ci accompagnerà come un ghigno nell’ultimo momento della fine: consapevolezza della vita breve. Lo stupore, cioè, di chi guarda la bellezza, la vita, allontanarsi da lui come fu per Auschenbach al lido di Venezia, come l’uomo dal fiore in bocca nell’immortale racconto di Pirandello.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Un Uomo Libero</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Leggilo su <a href="http://sciclinews.com/news/Socrathe.-La-vita-%E8-un-pendolo-che-oscilla-tra-il-dolore-e-la-noia,-ridiamo/0000004721">ScicliNews</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Rivivere]]></title>
<link>http://sorniona.wordpress.com/?p=119</link>
<pubDate>Sat, 17 May 2008 12:26:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>soleluna</dc:creator>
<guid>http://sorniona.wordpress.com/?p=119</guid>
<description><![CDATA[
Ci sono giorni che sembrano cominciare solo per farci rivivere delle sensazioni che credevamo perdu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://sorniona.files.wordpress.com/2008/05/pensieri1.jpg"><img class="size-full wp-image-121" src="http://sorniona.wordpress.com/files/2008/05/pensieri1.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Ci sono giorni che sembrano cominciare solo per farci rivivere delle sensazioni che credevamo perdute, svanite. Ci sono dei giorni che non aggiungono niente di nuovo a ciò che siamo semplicemente perchè permettono di guardare solo verso quel passato che oscura il presente. Ci sono giorni che più ti sforzi di fare andare via certi pensieri più questi tornano prepotenti, sfidandoti in un braccio di ferro che sai già di non poter vincere. Ci sono giorni che ti sembra quasi che il tempo non sia passato, che quelli che tu hai percepito come anni fossero piuttosto degli istanti. Sono questi i giorni in cui capisci che quel passato sarà comunque il tuo presente, anche in futuro...</p>
]]></content:encoded>
</item>

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