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	<title>mai-fidarsi-delle-destre-fascio-p2iste &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "mai-fidarsi-delle-destre-fascio-p2iste"</description>
	<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 22:35:28 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[L'imprenditore con i soldi degli altri, che ha truffato gli italiani!]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=805</link>
<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 17:21:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il governante dalla doppia faccia, sempre assente e impenitente!

Riporto il testo dell&#8217;interv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Il governante dalla doppia faccia, sempre assente e impenitente!</strong></span></h2>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/MiN4Ef8x1G0'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/MiN4Ef8x1G0&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"><strong>Riporto il testo dell'intervento di Di Pietro alla Camera dei Deputati al voto di fiducia sulla manovra finanziaria.</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">"Sig. <em><strong><span style="color:#ff0000;">Presidente del Consiglio che anche stavolta non c’è</span></strong></em>.<br />
Noi dell’Italia dei Valori glielo ripetiamo ancora una volta: voteremo contro questa manovra finanziaria perché essa toglie ai poveri per dare ai ricchi.<br />
Sia chiaro,  sig. Presidente del Consiglio: noi crediamo che <strong>Tremonti </strong>faccia bene a stoppare il “mercato delle vacche” tipico delle precedenti Finanziarie, tra cui voglio ricordare, a titolo di esempio, la famigerata “<strong>legge Mancia</strong>” varata proprio dal Suo precedente Governo, Presidente <strong>Berlusconi</strong>.<br />
Crediamo anche che “la politica del rigore” che Tremonti vuole portare avanti sia in linea di principio una scelta giusta perchè il disavanzo pubblico si affronti non solo con nuove entrate ma anche con tagli alle spese improduttive ed agli sprechi.<br />
E di sprechi e privilegi, per non dire di vere e proprie sacche di malaffare e ruberie, la Pubblica Amministrazione, sia centrale che locale, è purtroppo piena (a cominciare dalla spesa sanitaria).<br />
“<strong>Tagli selettivi</strong>” ci sarebbero voluti e ci vogliono, dunque, come prima sosteneva anche l’on.le <strong>Tabacci </strong>per fare in modo che ci guadagni la qualità della spesa pubblica e per ritrovare un maggiore moralità nella gestione delle relative risorse.<br />
Ma tutte queste buone intenzioni sono state da Lei vanificate, sig. Presidente del Consiglio, con <strong>le sue schizofreniche</strong> e contraddittorie decisioni.</p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Che fine ha fatto <strong>Alitalia?</strong></span></h2>
</p>
<p style="text-align:justify;">Noi avevamo trovato un compratore che salvava azienda e personale. Lei, “<strong>imprenditore con i soldi degli altri</strong>”  ha trovato una soluzione che prevede il fallimento dell’azienda ed il licenziamento di oltre 5.000 dipendenti.<br />
E sia chiaro, sig “Presidente del Consiglio che non c’è”: non è Tremonti che deve venire in Parlamento per cavarle le castagne dal fuoco, ma è Lei che deve riferire cosa sta succedendo intorno ad Alitalia perché è Lei che <strong>ha truffato gli italiani</strong> durante la campagna elettorale facendo credere che aveva i compratori in fila dietro la porta che avrebbero pagato i debiti, salvaguardato il personale e rilanciato l’azienda.</p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">E che fine ha fatto il Suo <strong>impegno per la sicurezza</strong>, sig Presidente del Consiglio che non c’è?</span></h2>
</p>
<p style="text-align:justify;">Certo ha mandato alcuni soldati a spasso per le vie del centro …così per fare qualche foto ricordo col Ministro<strong> La Russa </strong>come fossero comparse di Cinecittà da utilizzare per “effetti speciali”, ma contestualmente ha tagliato ben 3 miliardi e mezzo dal comparto sicurezza per il prossimo triennio, ponendo ancora a maggior rischio la sicurezza e la tutela dei cittadini.<br />
E quest’accusa non ve la lanciamo solo noi dell’Italia dei Valori ma tutte le organizzazioni sindacali e le rappresentanze militari del comparto sicurezza e Difesa (Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia penitenziaria, Corpo forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Forze Armate tutte e certamente anche i tanto bistrattati Vigili del Fuoco).<br />
In queste ore, come si faceva anche sotto il regime fascista, avete riempito di propaganda i telegiornali, soprattutto di regime e di proprietà, con immagini idilliache di poliziotti e soldati che passeggiano a braccetto e sorridono ai passanti.<br />
Andate piuttosto a chiedere a coloro che tutti i giorni sono davvero impegnati a combattere la criminalità se hanno autovetture e benzina sufficienti, armi in dotazione moderne e funzionanti, divise e approvvigionamenti di prima necessità garantiti!<br />
Io li ho incontrati pochi minuti fa ancora una volta, tutti insieme proprio qui in Parlamento e posso assicurarLe che sono drammaticamente preoccupati per il complessivo indebolimento degli apparati di sicurezza che il decreto legge 112 comporta.</p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">E che fine hanno fatto i <strong>lavoratori precari</strong>? </span></h2>
</p>
<p style="text-align:justify;">Cancellati. Fatti sparire. Non ci sono più. Non nel senso che sono stati finalmente stabilizzati e possono così costruirsi un progetto di vita per il futuro. Ma nel senso che vengono letteralmente proprio liquidati. Con quattro soldi di buona uscita, Lei pensa di mettersi a posto la coscienza e soprattutto mette a posto le saccocce dei datori di lavoro amici suoi che, dopo aver fatto i loro comodi con i precari quando gli servivano, ora li licenziano senza che ad essi sia nemmeno più data la possibilità di poter ricorrere al giudice per far sentire le loro ragioni.<br />
Addirittura Lei ferma le cause giudiziarie in corso, proprio per evitare che i precari possano vincerle. Pensi se facessero la stessa cosa con il suo <strong>Milan</strong>: mentre sta giocando e sta vincendo una partita per due a zero, arriva l’arbitro, ferma il gioco e assegna a tavolino la vittoria all’avversario!<br />
Ecco Lei si sta comportando con i precari proprio come il classico <strong>arbitro venduto</strong>!<br />
Per non dire poi dei precari della Rai. Invece di raccomandare a Sacca’ le sue veline perché non si prende cura dei 1600 precari che lavorano in Rai da 25-30 anni e che ora, magari dopo aver già vinto il primo e secondo grado delle cause di lavoro, devono tornarsene a casa per far posto ai suoi raccomandati.</p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">E che fine ha fatto la lotta all’<strong>evasione fiscale</strong>?</span></h2>
</p>
<p style="text-align:justify;">Lei stesso ha ammesso che le entrate fiscali derivanti dalle rimesse Iva sono diminuite del 7%.<br />
Ma si è chiesto, e soprattutto vuole farci sapere, perché?<br />
Glielo diciamo noi. Perché, con Lei al Governo, coloro che sono restii alle fatture <strong>si sentono più al sicuro</strong>. Sanno che Lei è uno di loro e quindi sanno che, all’occorrenza, possono contare su di lei: una leggina di depenalizzazione o un condono ad hoc saprà sempre trovarli per venire loro incontro. Ed un assaggio in tal senso l’ha già dato, scacciando, decapitando ed umiliando i vertici e gli addetti alle Agenzie fiscali, vale a dire proprio quegli organismi addetti ai controlli ed alla repressione delle frodi fiscali.<br />
Eh sì! A lei il controllo di legalità non va proprio giù, eh sig. Presidente del Consiglio che non c’è!<br />
Soltanto così si spiega l’annuncio da Lei dato l’altro giorno di voler limitare le intercettazioni telefoniche solo ai casi di terrorismo e di mafia!<br />
Ma lo sa che l’esistenza di una associazione criminale si scopre solo alla fine di un “percorso investigativo” e non all’inizio. Invece Lei vuole cominciare dalla fine, prevedendo che le intercettazioni si effettuino solo quando l’esistenza di un sodalizio criminale è già provato. Vale a dire quando non ce n’è più bisogno.<br />
Oh sì lei lo sa eccome queste cose! La verità è che <strong>Lei non vuole proprio scovarli i criminali</strong>, visto mai che nella rete ci caschi qualche suo conoscente.</p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">E che fine hanno fatto i suoi impegni elettorali a favore di <strong>risorse per le infrastrutture</strong>, per l’<strong>innovazione</strong> e la <strong>ricerca</strong>?</span></h2>
</p>
<p style="text-align:justify;">Non c’è traccia di un solo euro in più rispetto a quanto previsto dai Governi precedenti a favore di tali strategici settori.<br />
In compenso qualcosa di meno ha previsto: i controlli sui superguadagni dei concessionari di opere pubbliche e la mano larga nel riconoscere loro superprofitti senza alcuna adeguata e comprovata controprestazione.</p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">E che fine ha fatto la <strong>scuola pubblica</strong>, specie quella che campa sul sacrificio dei precari?</span></h2>
</p>
<p style="text-align:justify;">Avete decurtato oltre 8 miliardi di euro con una riduzione di oltre 100 mila insegnanti e 43 mila lavoratori tecnici ed amministrativi. L’intento è chiaro: volete far morire la scuola pubblica <strong>per mandare avanti solo la scuola privata</strong>, quella a pagamento, per intenderci, dove possono andare solo i figli di papà.</p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">E che fine hanno fatto, mi lasci dire, i fondi che noi del Precedente Governo avevamo destinati per la <strong>ricostruzione post-terremoto del Molise</strong>?</span></h2>
<p style="text-align:justify;">Perché avete abolito la sospensione dei tributi per i terremotati molisani? Soprattutto perché tale barbaro trattamento lo avete riservato proprio e solo ai terremotati molisani? Eppure Lei è stato eletto proprio nel Molise. Forse non se lo ricorda nessuno ma se si va a vedere nel sito internet della Camera, l’on.le Berlusconi è parlamentare molisano: L’avrà pure fatto per fare dispetto a me ma almeno adesso <strong>se ne assuma la responsabilità</strong> e pensi a qual popolo invece di martorialo.</p>
<p style="text-align:justify;">La verità, sig. <span style="color:#ff0000;"><strong>Presidente del Consiglio che non c’è</strong></span>,</p>
<p style="text-align:justify;">è molto semplice: Voi avete preso atto che vi servivano i soldi e li avete presi dove era più facile prenderli: dalle <strong>casse pubbliche</strong>, indiscriminatamente <strong>mettendo a rischio lo stato sociale</strong> e la possibilità di garantire i servizi principali ed essenziali ai cittadini.</p>
<p style="text-align:justify;">- <strong>Dovevate prenderli dagli evasori fiscali</strong>, dai truffatori, falsificatori di bilanci, corrotti e corruttori pubblici e non dai lavoratori, precari per giunta!</p>
<p>- <strong>Dovevate </strong>affrontare con coraggio la liquidazione totale degli Enti inutili.</p>
<p>- <strong>Dovevate </strong>intervenire seriamente sulla spesa sanitaria tagliando le inefficienze e le ruberie nei rimborsi sanitari, nelle procedure di spesa e nelle consulenze.</p>
<p>- <strong>Dovevate </strong>spazzare via la miriade di società pubbliche partecipate da Regioni, Province e Comuni, dove si annidano i più <strong>beceri sistemi di familismo e di politica clientelare</strong>.</p>
<p>- <strong>Dovevate</strong> intervenire sui tanti “residui passivi” di cui sono pieni i capitoli di bilancio dei Ministeri e degli enti pubblici: fondi bloccati da anni che potrebbero risollevare il volano del lavoro, dello sviluppo e delle infrastrutture.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutto questo non avete fatto e per questo l’Italia dei Valori <strong>voterà in modo convintamene contrario</strong> questo provvedimento."</p>
<p style="text-align:right;"><strong><em>da <a title="Blog Antonio Di Pietro" href="http://www.antoniodipietro.it/" target="_blank">AntonioDiPietro.it</a></em></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Di Pietro ringrazia "Il Giornale" per il prossimo Appartamento / Risarcimento!! Presto le matrici degli Assegni!]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=811</link>
<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 17:42:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=811</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; tornata la calunnia 
&#8220;C&#8217;è qualcosa di nuovo oggi nell&#8217;aria, anzi d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align:center;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/ilgiornale_1.jpg" alt="ilgiornale_1.jpg" width="460" height="250" /><span style="color:#0000ff;"><strong>E' tornata la calunnia </strong></span></h1>
<p style="text-align:justify;">"C'è qualcosa di nuovo oggi nell'aria, anzi d'antico", ricordavo solo pochi giorni addietro, avvertendo per tempo sui <strong>rischi di delegittimazione</strong> che corrono i magistrati di Pescara.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è che nei miei riguardi si sia fatto o si stia facendo di meno. Forse qualcuno l'avrà già notato: stanno montando una <strong>nuova campagna di veleni</strong> nei miei confronti e dell'Italia dei Valori di cui il primo fautore è "<strong>Il Giornale</strong>" (il quotidiano di famiglia, per intenderci) che oggi le spara davvero grosse, tanto che sarà nuovamente portato in Tribunale. La scorsa settimana, una innocente festa di compleanno, a cui ho partecipato insieme a tanti altri, è stata trasformata in una fantasiosa storia di amanti. Oggi l'affondo, inventando un'<strong>inesistente connessione</strong> tra Italia dei Valori e le mie proprietà. Anzi, non solo le mie, ma anche quelle che mia moglie si è guadagnata con il suo lavoro.</p>
<p style="text-align:justify;">E' un’attività, a più mani per la verità, di "<span style="color:#ff0000;"><strong>sporca disinformazione</strong></span>" per la quale già negli anni passati molti dei protagonisti, anche attuali, sono già stati condannati da vari Tribunali per diffamazione e/o calunnia. Così è avvenuto nel 1994 con il "<strong>dossier Gorrini</strong>" contestualmente alle mie dimissioni da PM, così è avvenuto nel 1996 con il "<strong>dossier D'Adamo</strong>" e, soprattutto, con il dossier "<strong>Fonte Achille</strong>" che hanno portato alle mie dimissioni da Ministro.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://img440.imageshack.us/img440/8629/fini20e20berlusconibt2.jpg" alt="" width="261" height="354" />Da queste attività di dossieraggio mi sono sempre difeso nelle sedi giudiziarie proprie e molti protagonisti di ieri e di oggi hanno già dovuto pagare fior di denaro per risarcimento danni. A quelli de "Il Giornale" che chiedono dove ho preso i soldi per comprare alcuni immobili, rispondo che sono stati acquistati, oltre che con i soldi miei e di mia moglie o con i mutui, anche <strong>con i soldi che "Il Giornale" ha già dovuto sborsare</strong> negli anni per le innumerevoli diffamazioni perpetrate ai miei danni.</p>
<p style="text-align:justify;">Prossimamente metterò in rete copia degli assegni che mi hanno versato, ultimi dei quali proprio nei giorni scorsi da parte di due noti giornalisti di quella testata che <strong>mi avevano ingiustamente accusato</strong>. Anche il prossimo appartamento lo comprerò con il denaro che dovranno pagare per l'ennesima diffamazione di questi giorni. Certamente, <strong>non prendo soldi dalle casse di Italia dei Valori</strong>, come può constatarsi visionando i bilanci pubblicati in rete (<a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/organizzazione/organizzazione.php" target="_blank">www.italiadeivalori.it</a> alla voce Bilanci e Finanze) peraltro in attivo, a riprova che nessuno ha portato via niente.</p>
<p style="text-align:justify;">La questione è però un'altra ed è tutta politica: perché avviene ciò? Soprattutto perché avviene di nuovo? Negli anni '90 <strong>si voleva esorcizzare il rapporto di fiducia</strong> ed il seguito personale che rappresentavo in conseguenza della mia attività di magistrato nell'inchiesta Mani Pulite. Ora, 15 anni dopo, essendo io nel frattempo riuscito a far decollare il partito Italia dei Valori, si cerca di <strong>drenarne i consensi</strong> giacchè il nostro successo politico ed elettorale fa paura.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://img156.imageshack.us/img156/6042/474326609ce6adb5c2fmnk1.jpg" alt="" width="240" height="215" />Sul piano personale non mi abbatto e difenderò di nuovo, nelle dovute sedi, le mie ragioni. Sul piano politico è necessaria una riflessione ed azione profonda sul da farsi. <strong>In particolare con quali alleati</strong>, visto che siamo invisi a quasi tutto il sistema politico nazionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Prepariamoci per la raccolta firme del referendum contro il "<strong>Lodo Alfano</strong>": <span style="color:#ff0000;"><strong>è la miglior risposta a chi vuole fermarci!</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><strong><em>da <a title="Blog Antonio Di Pietro" href="http://www.antoniodipietro.it/" target="_blank">AntonioDiPietro.it</a></em></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gladio, il principale segreto della Repubblica. Le “Stragi di Stato”]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=782</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 21:00:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=782</guid>
<description><![CDATA[Una regia unica nelle stragi di stato?
Di Solange Manfredi
E’ Gladio il segreto della Repubblica, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;" align="center"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:17.5pt;">Una regia unica nelle stragi di stato?</span></strong></span><strong><span style="font-size:17.5pt;"><br />
</span></strong><strong><em><span style="font-size:13.5pt;">Di Solange Manfredi</span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img150.imageshack.us/img150/3412/gladiotx2.jpg" alt="GLADIO" width="296" height="315" /><span style="font-size:12pt;">E’ <strong><em><span style="color:red;">Gladio il segreto della Repubblica</span></em></strong>, lo troviamo dietro tutte le stragi di Stato e i principali misteri della Repubblica. Questo articolo sarà necessariamente lungo, ma ciò si rende necessario per la particolare importanza del problema, probabilmente, la risposta ai mille perché delle stragi di stato italiane. <span style="color:black;">Nella storia della nostra Repubblica quando troviamo stragi, omicidi eccellenti e traffici di armi troviamo sempre anche Gladio… e mai dalla parte giusta. </span><strong><em><span style="color:red;">Vedremo il perché. </span></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong><span style="font-size:12pt;">Ma soprattutto oggi esiste ancora?<br />
</span></strong><strong><span style="font-size:12pt;">E se si cosa fa e come si chiama?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong></strong><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:12pt;">Forse <em><span>Falange armata</span></em>?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">1.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Nascita di Gladio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">2.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’omicidio Mattei</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">3.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Il piano Solo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">4.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’omicidio Calabresi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">5.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Strage della questura di Milano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">6.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Argo 16.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">7.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Il sequestro Sossi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">8.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Omicidio Occorsio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">9.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’omicidio Amato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">10.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Il caso Moro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">11.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’Omicidio Toni e De Palo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">12.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’omicidio Rostagno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">13.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’omicidio Li Causi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">14.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Cambia il nome?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">15.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> La Falange Armata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">16.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Conclusioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">1. Nascita Gladio.</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Era il 1952 quando, grazie ad un patto segreto stipulato tra la CIA e il capo del Servizio informazioni forze armate (Sifar), nasceva l’organizzazione “<span style="color:red;">Stay Behind</span>” (“<span style="color:red;">Gladio</span>”).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">La struttura, alle dipendenze dell’Ufficio R del Sifar, era articolata in 40 nuclei, dei quali sei informativi, dieci di sabotaggio, sei di propaganda, sei di evasione e fuga, dodici di guerriglia. Inoltre erano state costituite cinque unità di guerriglia di pronto impiego in regione di particolare interesse.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;">Una prima domanda sorge spontanea: dove e come venivano reclutati i gladiatori?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">“<strong><em><span style="color:red;">Dirà il magistrato Libero Mancuso: «Il capo della “Gladio” statunitense Mike Sednaoui, vice capo della Cia a Roma, reclutava nella P2: se non si era della P2, difficilmente si dava quella garanzia di affidabilità richiesta</span></em><span style="color:red;">.</span></strong><a name="_ftnref1"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn1"><span><strong><span style="color:blue;">[1</span></strong></span><span><span style="color:blue;">]</span></span></a>».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Infatti dell’esistenza di questa struttura, proprio perché nata da un accordo segreto (ovvero in una situazione di assoluta illegittimità costituzionale) e non, come invece avrebbe dovuto essere, da un accordo internazionale del Governo e del Parlamento, ne erano a conoscenza solo poche persone. Ovvero: alcuni politici, alcuni ufficiali dei servizi segreti e la massoneria deviata (in logge massoniche collegate con la P2, troviamo anche uomini del calibro di Stefano Boutade, Michele Greco e Pino Mandatari, commercialista di Riina) Solo loro erano a conoscenza della struttura e solo loro, probabilmente, potevano attivarla. Questo per più di 30 anni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Solo nel 1990, infatti, grazie ad un indagine del giudice Casson (che stava indagando sui depistaggi operati dai carabinieri e dai servizi segreti nell’inchiesta sulla strage di Peteano) si scoprirà dell’esistenza di Gladio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Scoppia il caso. Andreotti, chiamato a riferire in Parlamento, ammetterà l’esistenza di Gladio affermando che la struttura, formata da 622 unità, aveva lo scopo di difendere l’Italia da una possibile invasione sovietica. Non essendoci mai stata un’occupazione sovietica, la struttura non fu mai attivata e, soprattutto, non avrebbe mai interferito con la vita democratica del Paese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Il materiale documentale raccolto nel corso delle indagini dal G.I. di Venezia Casson e dai sostituti procuratori militari di Padova, Sergio Dini e Benedetto Roberti, però attesterebbe, in realtà, come fin dalla sua nascita Gladio si sia vista attribuire compiti di interesse nella vita politica interna del paese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:18pt;">Dal materiale raccolto si evince:</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">1.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> come i gladiatori venissero addestrati a tutta una serie di attività terroristiche:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- con finalità intimidatorie (lancio di bombe contro sedi di partito);</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- di provocazione, ovvero pestaggi e azioni che facessero degenerare delle manifestazioni pacifiche in scontri con la polizia (ricordate il G8?);</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- atti di terrorismo da addossare ad altri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">2.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Come la strutturata fosse organizzata su più livelli al fine di poter rendere opportunamente divulgabile alcuni settori in caso di necessità (ovvero di scoperta). Mentre, in posizione occulta e da tenere nascosta ad ogni costo, una struttura più profonda, formata da soggetti i cui nomi dovevano rimanere ignoti (e che tutt’ora in effetti lo sono). La struttura più profonda avrebbe avuto funzioni di turbativa della vita politica nazionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Purtroppo le indagini non sono state portate a compimento sia perché come si evince dalla sentenza e dalla perizie del processo Gladio:</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">“<em>Alla direzione del Sismi si è tentato di cancellare le tracce della plurima attività di “Gladio” provvedendo a distruggere o manipolare i documenti d’archivio. Il magistrato veneziano Felice Casson ha scritto: “Gli archivi dei servizi segreti sono stati debitamente epurati, se non addirittura saccheggiati</em>” <a name="_ftnref2"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn2"><span><span style="color:blue;">[2]</span></span></a>. Giuseppe De Lutiis, nella perizia effettuata sui documenti del Sismi sottoposti a sequestro, ha scritto: “..<em>È inoltre da rilevare che nei registri di protocollo si riscontrano una abnorme mole di documenti distrutti col fuoco nei giorni intercorrenti tra il 29 luglio e l’8 agosto 1990, e cioè in concomitanza con l’accesso del giudice Casson al Servizio per la consultazione di documenti (27 luglio 1990) e con le dichiarazioni del presidente del Consiglio Andreotti dinanzi al Parlamento (il 2 agosto alla Camera, e il 3 alla Commissione parlamentare sul terrorismo e le stragi)”</em> <a name="_ftnref3"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn3"><span><span style="color:blue;">[3]</span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E sia perché, ai magistrati militari Sergio Dini e Benedetto Roberti: “<em>l’inchiesta è stata loro sottratta quando hanno scoperto che l’organizzazione “<strong>Gladio” era articolata in più livelli</strong>: <strong>la parte dei 622 era “il coperchio legittimo</strong>, formato essenzialmente da gente in buona fede che ritenevano di operare solo in funzione antinvasione”, <strong>ma vi erano livelli più segreti fino al “nocciolo chiave”, “alle azioni “sporche” dei servizi</strong>”, un nocciolo attivato “al di là dei compiti istituzionali”</em> <a name="_ftnref4"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn4"><span><span style="color:blue;">[4]</span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Secondo quanto accertato nelle indagini della Procura militare di Padova, inoltre, intorno a metà degli anni ’80 la struttura Gladio sarebbe stata in un certo modo “riarticolata”, così da poter semiufficializzare parte della struttura (Gladio???), e, contemporaneamente, coprire ulteriormente il livello più occulto (Falange Armata?!).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:18pt;">Insomma, come dice il giudice Imposimato:</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">“<strong><em>Gladio è il segreto della Repubblica. E’ materiale da maneggiare con cura</em></strong>…… <em>una struttura occulta assolutamente incostituzionale avente mani libere per qualunque tipo di azione preventiva</em>”<a name="_ftnref5"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn5"><span><span style="color:blue;">[5]</span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">La domanda da porsi, dunque, è: a quali azioni, preventive e non, ha preso parte Gladio? Ufficialmente a nessuna, non è mai stata attivata. Il problema però è che Gladio compare nelle pagine più buie della storia della nostra Repubblica. Vediamo quali:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">2. Omicidio Enrico Mattei</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E’ l’8 gennaio 1962. Enrico Mattei, presidente dell’Eni è atteso in Marocco per l’inaugurazione di una raffineria.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Il pilota del suo aereo personale prima della partenza si accorge di una lievissima sfumatura sonora proveniente da uno dei reattori. Cerca la causa dell’anomalia e si accorge di un giravite fissato con del nastro adesivo ad una delle pareti interne del motore: <em>L’episodio, classificato come banale dimenticanza dei tecnici, poteva con ottima probabilità provocare la seguente dinamica: il calore del reattore avrebbe sciolto il nastro, il cacciavite sarebbe finito nel reattore stesso, che sarebbe esploso senza lasciar traccia dell’oggetto, potendo il tutto poi apparire come un normale incidente</em><a name="_ftnref6"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn6"><span><span style="color:blue;">[6]</span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Questa, più che una dimenticanza dei tecnici, sembra proprio un lavoro da esperti in sabotaggio, proprio una delle tecniche cui erano esperti i gladiatori.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Quello che è certo è che <strong>Gladio era vicinissima al Presidente Mattei</strong>. Infatti proprio <strong>il capo scorta personale di Mattei, Giulio Paver, apparteneva al nucleo laziale di “Gladio</strong>”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Dello stesso nucleo laziale di Gladio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> facevano parte anche Armando Degni (che verrà poi inquisito per il tentato golpe borghese), <strong>Lucio Grillo e Camillo Grillo</strong>. Proprio il sedicente ufficiale dei Carabinieri che di nome, guarda caso, fa <strong>proprio Grillo, si presenta, il 27 ottobre 1962, con altre due persone all’aeroporto di Catania per ispezionare l’aereo di Mattei, poco prima del decollo</strong><a name="_ftnref7"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn7"><span><span style="color:blue;">[7]</span></span></a>. Sarà l’Ultimo. Poche ore dopo il bireattore esplode in volo. Con Mattei perdono la vita Irnerio Bertuzzi, e il giornalista di “Time Life” William McHale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Pochi mesi dopo il capo scorta Giulio Paver, appartenente a Gladio, lascia il suo incarico all’Eni. Probabilmente perché il suo compito è terminato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">3. Piano Solo</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E’ il 1964. <strong>Il Generale massone De Lorenzo</strong>, capo del Sifar e, praticamente, <strong>fondatore di Gladio</strong>, ha predisposto un piano per attuare un vero e proprio <strong>colpo di Stato militare</strong> nel caso in cui il Governo di centro sinistra (presieduto da Aldo Moro) non ridimensioni le sue istanze riformiste (vedi articolo su questo blog del 06 gennaio 2008).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Il Piano Solo prevede l’occupazione di obiettivi strategici nelle principali città italiane nonché <strong>l’arresto di 731 dirigenti</strong> comunisti e socialisti, sindacalisti, intellettuali di sinistra e esponenti della sinistra Dc <strong>da deportare poi in Sardegna nella base di Capo Marrangiu, ovvero nella base di Gladio.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Sulla vicenda il governo pone il segreto di Stato..</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">4. L’omicidio del Commissario Calabresi.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il commissario Luigi Calabresi viene ucciso il 17 maggio del 1972.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Da anni il commissario Calabresi è vittima di una vergognosa campagna stampa diffamatoria che lo vuole responsabile della morte dell’anarchico Pinelli, volato giù dalla finestra della questura di Milano il 15 dicembre 1969.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E’ il 1988 quando, dopo 17 giorni passati, all’insaputa della magistratura, con un colonnello dei Carabinieri, un rapinatore, ex di Lotta continua, Leonardo Marino confessa di aver ucciso, insieme ad Ovidio Bompressi, il Commissario Calabresi per ordine di Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani.<br />
Le motivazioni del gesto sarebbero state quelle di una vendetta proprio per la morte dell’anarchico Pinelli. I processi che ne seguiranno non solo saranno indiziari ma alcuni corpi di reato risulteranno scomparsi o distrutti (?!)<span style="color:white;">-</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong><span style="font-size:24pt;">Eppure in pochi hanno sottolineato che:</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- quando il Commissario Calabresi fu ucciso stava portando avanti una delicata inchiesta su un traffico di armi di grosse dimensioni tra la svizzera e il veneto;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- dei rapporti del Commissario sulle indagini inerenti il traffico d’armi non si è trovata traccia;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- i principali indiziati del traffico d’armi erano estremisti di destra della cellula veneta (strage di Piazza Fontana);</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- una delle prime persone ad essere sospettate dell’omicidio del commissario Calabresi è stato Gianni Nardi, estremista di destra più volte arrestato per detenzione e traffico di armi;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- <strong><span style="color:red;">Gianni Nardi è presente nelle liste Gladio con la sigla 0565</span></strong>; Ma a chiudere l’indagine circa il coinvolgimento di Nardi nell’omicidio del commissario Calabresi ed il traffico d’armi interverrà la sua presunta morte in un incidente d’auto avvenuto a Palma di Majorca 10 settembre 1976 (Numerose sono le indagini che vedono coinvolte persone legate a Gladio e si concludono con la “morte” dell’indagato) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">5. Strage della questura di Milano</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">E’ il 17 maggio 1973. Gianfranco Bertoli lancia una bomba a mano</span></strong><span style="font-size:12pt;"> nel cortile della questura di via Fatebenefratelli a Milano durante l’inaugurazione di una lapide in memoria del commissario Luigi Calabresi. Sono presenti varie autorità tra cui <strong>il Ministro dell’Interno Mariano Rumor, obiettivo dell’attentato</strong>. Il Ministro Rumor rimane illeso ma la bomba causa 4 morti e 45 feriti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Immediatamente arrestato Bertoli si dichiara anarchico e afferma che, con il suo gesto, voleva punire il Ministro Rumor per la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli (ancora!!!!)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Peccato però che <strong>Bertoli risulti</strong> in contatto con Freda (strage di Piazza Fontana), <strong>stipendiato dal Sifar fin dai primi anni ‘60 e legato a Gladio con la sigla 0375.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">6. Argo 16</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E’ il 30 ottobre 1973. <strong>Due arabi</strong>, Al Tayeb Ali Fergani (alias Atif Busaysu) e Ghassan Ahmed, <strong>arrestati per atti di terrorismo ad Ostia</strong>, ottengono, su cauzione, la libertà provvisoria e <strong>vengono ospitati in un appartamento a disposizione del Sid</strong> a Roma (avete letto bene: ospitati in un appartamento del SID).<strong>Il 31 ottobre 1973 i terroristi vengono</strong> accompagnati a Ciampino e, sottratti alla giustizia italiana, imbarcati e <strong>trasportati segretamente in Libia sull’aereo militare Argo 16, in uso alla struttura segreta Gladio.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Ad accompagnare a casa i terroristi quattro ufficiali del Sid: il colonnello Giovan Battista Minerva, il capitano Antonio Labruna, il colonnello Stefano Giovannone, il tenente colonnello Enrico Dilani. Enrico Milani appartiene all’organizzazione segreta Gladio. Probabilmente né fa parte anche Giovannone.<strong><span style="color:red;">Sulla vicenda il Governo pone il segreto di Stato.</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">7. Sequestro Sossi</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il giudice Sossi viene rapito dalle Br il 18 aprile 1974 dalle brigate rosse.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Due i brigatisti che afferrano materialmente Sossi. Uno è Bonavita, l’altro è l’infiltrato nelle Br dell’Ufficio Affari Riservati, Marra detto“Rocco”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><em><span style="font-size:12pt;">“…Rocco” è un paracadutista, addestratosi in Toscana e in Sardegna all’uso delle armi e degli esplosivi (<strong><span style="color:red;">proprio come gli appartenenti a “Gladio</span></strong>”) che, prima di infiltrarsi nelle Br, si era specializzato nella pratica della “gambizzazione”, un’arte per la quale farà da istruttore ai brigatisti… A differenza di Pisetta, dopo il sequestro Sossi, “Rocco” non venne bruciato…Proseguì alacremente la sua attività nelle Br per conto dell’Ufficio affari riservati; contribuì, per esempio, a preparare l’azione del commando brigatista che il 18 febbraio 1975 riuscì a liberare Renato Curcio detenuto nel carcere di Casale Monferrato</span></em><span style="font-size:12pt;"> “<a name="_ftnref8"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn8"><span><span style="color:blue;">[8]</span></span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">8. Omicidio Vittorio Occorsio</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Il giudice Occorsio, che negli anni aveva indagato sul Golpe Borghese, sul Piano Solo, sullo scandalo Sifar, sulla strage di Piazza Fontana (insomma su tutte le vicende che hanno visto pesantentemente coinvolti i servizi segreti), aveva capito che, probabilmente, dietro a quella lunga scia di sangue vi era un unico comun denominatore e cercava di provarlo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><em><span style="font-size:12pt;">Nel 1975 Vittorio Occorsio disse al collega Ferdinando Imposimato:</span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">“<em>Molti sequestri avvengono per finanziare attentati o disegni eversivi…. Sono certo che dietro i sequestri ci siano delle organizzazioni massoniche deviate e naturalmente esponenti del mondo politico. <strong>Tutto questo rientra nella strategia della tensione: seminare il terrore tra gli italiani per spingerli a chiedere un governo forte, capace di ristabilire l’ordine, dando la colpa di tutto ai rossi…Tu devi cercare i mandanti</strong> di coloro che muovono gli autori di decine e decine di sequestri. I cui soldi servono anche a finanziare azioni eversive. I sequestratori spesso non sono che esecutori di disegni che sono invisibili ma concreti. <strong>Ricordati che loro agiscono sempre per conto di altri</strong></em>”<a name="_ftnref9"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn9"><span><span style="color:blue;">[9]</span></span></a>.“<em>Il 09 luglio 1976, Occorsio viene assassinato. L’autore materiale del suo assassinio è un neofascista, <strong>Pierluigi Concutelli</strong>, la cui scheda, con l’indicazione della <strong>tessera n. 11.070</strong>, verrà ritrovata anni dopo da Giovanni Falcone a Palermo, nella sede della <strong>Loggia massonica Camea</strong>, retta da Michele Barresi e frequentata anche da uomini di Cosa nostra</em>”<a name="_ftnref10"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn10"><span><span style="color:blue;">[10]</span></span></a>.“<em>Il 26 dicembre del <strong>1976 l’ingegner Francesco Siniscalchi</strong> (affiliato alla Massoneria dal 1951) <strong>invia un esposto-denuncia</strong> ai magistrati titolari dell’istruttoria per l’omicidio Occorsio: Siniscalchi <strong>fornisce alla magistratura notizie e documenti sulla Loggia P2 e sulla sua attività eversiva</strong>, e rivela l’oscuro ruolo di Licio Gelli e le “deviazioni” all’interno di Palazzo Giustiniani; <strong>per queste sue denunce, Siniscalchi verrà espulso dalla Massoneria</strong></em>”<a name="_ftnref11"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn11"><span><span style="color:blue;">[11]</span></span></a>. <em><strong><span style="color:#ff0000;">Gelli avrà la strada spianata.</span></strong></em> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">9. Omicidio Mario Amato</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">I fascicoli del giudice Vittorio Occorsio vengono ereditati dal collega Mario Amato. <strong>Come Occorsio anche Amato capisce che, probabilmente, dietro tutte le sigle terroristiche c’è un’unica regia.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Davanti al CSM il giudice Amato, il 13 giugno 1980, afferma: “<em>sto arrivando alla visione di una verità d’assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori materiali degli atti criminosi</em>”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><em><span style="font-size:12pt;">Dieci giorni dopo, il 23 giugno 1980, poche settimane prima della strage di Bologna, il giudice Mario Amato viene ucciso a Roma.</span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">10. Il caso Moro</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Come abbiamo visto in articoli precedenti la presenza di Gladio nel caso Moro è imponente. Ricordiamola:</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- L’azione militare di <strong>via Fani</strong> viene definita un “gioiello di perfezione” <strong>attuabile solo da uomini super addestrati;</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- Le perizie hanno appurato che in <strong>via Fani</strong> vennero <strong>usat</strong>e anche <strong>munizioni</strong> di provenienza speciale <strong>provenienti da forniture date solo a forze statali militari non convenzionali</strong>. Quando, anni dopo, verrano scoperti i depositi “Nasco” della struttura segreta “<strong>Gladio</strong>” si riscontreranno le stesse caratteristiche nelle munizioni di quei depositi;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- <strong>La mattina del 16 marzo</strong> alle ore 9 in via Stresa, a circa duecento metri da dove avviene la strage c’è il <strong>colonnello del Sismi Camillo Guglielmi</strong>, <strong>istruttore presso la base di “Gladio</strong>” di Capo Marrargiu, <strong>dove aveva insegnato ai “gladiatori” le tecniche dell’imboscata</strong>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Ad agevolare la fuga del commando un improvviso black-out interrompe le comunicazioni telefoniche della zona. Circa la vicenda della Sip si legge (Unità dell’11 luglio 1991) in uno scritto di Vladimiro Settimelli :“<strong><em><span style="color:red;">Una Gladio della Sip</span></em></strong><em><span style="color:red;"> allertata il giorno prima del sequestro Moro</span></em>”;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- <strong>La stampatrice</strong> modello Ab Dick 360 T (matricola n° 938508) <strong>utilizzata dalle Br</strong> durante il sequestro Moro per stampare comunicati e altro materiale <strong>proveniva dall’Ufficio Rus</strong> (Raggruppamento Unità Speciali), ovvero l’ufficio più compartimentato del servizio segreto militare <strong>che provvedeva all’addestramento di “Gladio”;</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- Da documento della X Divisione Stay Behind (Gladio) del <strong>02 marzo 1978</strong>, si evincerebbe come questa fosse a conoscenza del rapimento di Moro <strong><em><span style="color:red;">ben 14 giorni che questo avvenga</span></em></strong>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- <strong><em>l’argomento più spinoso che Moro affronta con i suoi carcerieri</em></strong><em> – e che non a caso verrà tenuto nascosto ancora per dodici anni dopo la sua morte – <strong>riguarda il nervo scoperto (tuttora nodo irrisolto) di Gladio</strong></em>”<a name="_ftnref12"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn12"><span><span style="color:blue;">[12]</span></span></a> <strong>Eppure le Br</strong> che avevano detto “<strong>Tutto verrà reso noto al popolo e al movimento rivoluzionario</strong>”, <strong>non riveleranno nulla </strong>degli interrogatori del Presidente della Dc e mentendo spudoratamente sosterranno che dagli stessi non era emerso nulla di importante;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- “<strong><em>Il 24 aprile 1978</em></strong><em> (quindi15 giorni prima dell’assassinio di Moro n.d.r.) <strong>Infelisi emette alcuni ordini di cattura contro Morucci, Faranda, Gallinari</strong>. Gli ordini di cattura <strong>verranno bloccati</strong>… <strong>l’ipotesi è che ci sia stato un indebito intervento del ministro Cossiga per bloccar gli ordini di cattura, tramite il procuratore generale</strong>. Dirà Infelici, quasi trent’anni dopo. “Cossiga è stato il solo sottosegretario alla difesa ammesso a conoscere Stay Behind, cioè Gladio”</em> <a name="_ftnref13"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn13"><span><span style="color:blue;">[13]</span></span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- Il 16 marzo 1978 Cossiga decide di istituire dei comitati per gestire la crisi che pullulavano di iscritti alla loggia <strong><span style="color:red;">P2</span></strong>. “<strong><em>Oggi è possibile affermare che le strutture volute da Cossiga non solo non assunsero alcuna iniziativa diretta a salvare la vita di Moro</em></strong><em>,<strong> ma ostacolarono le indagini condotte dalla procura di Roma, bruciando le numerose occasioni che si presentarono agli inquirenti per liberare il leader DC</strong> e impedendo persino che l’inchiesta giudiziaria sul sequestro del presidente democristiano venisse formalizzata, ossia arrivasse nelle mani dei giudici naturali e logici destinatari</em>”<a name="_ftnref14"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn14"><span><span style="color:blue;">[14]</span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- “<em>Con il passare degli anni e l’accertamento della verità nel processo sulle stragi e nei vari processi Moro, emerse che <strong>il Comitato crisi era un centro di potere di cui facevano parte i vertici di Gladio</strong></em>”<a name="_ftnref15"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn15"><span><span style="color:blue;">[15]</span></span></a>.- <em>Per confutare la perizia sulla mitraglietta Skorpion utilizzata per uccidere Moro, Valerio <strong>Morucci e Adriana Faranda si sono avvalsi di un perito di parte legato al servizio segreto militare: tale</strong> <strong>Marco Morin, estremista di destra, appartenente a “Gladio</strong>” </em><a name="_ftnref16"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn16"><span><em><span style="color:blue;">[16]</span></em></span></a><em>. La perizia di Morin ha sostenuto che la Skorpion trovata in possesso di Morucci e Faranda non era l’arma che aveva ucciso Moro. Ma quella “perizia di parte” è stata smentita, rimanendo semplice testimonianza di una stranissima “convergenza</em>”.<a name="_ftnref17"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn17"><span><span style="color:blue;">[17]</span></span></a> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">11. Omicidio Toni De Palo</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Il 2 settembre 1980, Graziella De Palo (giornalista di Paese Sera e de L’Astrolabio) e Italo Toni (redattore dell’Agenzia Notizie) vengono rapiti ed uccisi in Libano.<br />
<strong><span style="color:red;"><br />
I due giornalisti stavano svolgendo un’inchiesta su:<br />
</span><span style="color:white;">_</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- il traffico internazionale di armi tra l’OLP e l’Italia (vi sono varie note su società italiane e straniere);</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- 5 campi di addestramento palestinesi situati nel sud del Libano nella zona di Tiro e Sidone.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Sulla loro morte <strong>l’opera di depistaggio</strong> operata dal Generale Giuseppe Santovito, massone iscritto alla loggia P2, direttore del Sismi, e dal Colonnello Giovannone capocentro del SISMI a Beirut dal 1972 al 1981, entrambi <strong>legati a Gladio</strong>, sarà vergognosa.I due agenti del Sismi moriranno improvvisamente prima del processo a loro carico. <strong><span style="color:red;">Il governo, poi, apporrà il segreto di Stato.</span></strong> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">12. Omicidio Mauro Rostagno</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">E’ il 26 settembre del 1988 quando Mauro Rostagno viene ucciso a colpi di fucile.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Dentro la borsa teneva sempre delle registrazioni che non verranno mai più ritrovate. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Sono in molti a ritenere che sui nastri scomparsi vi siano <strong>le immagini, filmate di nascosto tra il giugno ed il settembre del 1988, di un traffico di armi che si svolgeva all’aeroporto abbandonato di Kinisia, che è a qualche decina di chilometri da Trapani proprio nelle stessa circoscritta zona in cui operava il centro Scorpione, un centro di Gladio</strong> rimasto in gran parte sconosciuto e dotato di un aereo super leggero in grado di volare al di sotto delle apparecchiature radar.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">13. Omicidio Li Causi</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Vincenzo Li Causi, uomo del Sismi (servizio segreto militare italiano), per un certo tempo attivo presso la struttura di Gladio operante a Trapani (il centro Scorpione) <strong>fu ucciso a Balad, in Somalia il 12 novembre 1993, pochi giorni prima di deporre davanti al Pm proprio sul Centro Scorpione.<br />
<span style="color:white;">_</span></strong><br />
<strong><span style="color:red;">Richieste di indagini da parte della Procura romana sono state bloccate da due ministri della Giustizia.</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Da più persone il maresciallo Li causi viene indicato come l’informatore di Ilaria Alpi la giornalista che, insieme al suo operatore Miran Hrovatin, pochi mesi DOPO (20 marzo 1994) verrà uccisa sempre in Somalia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">14. Cambia il nome?</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Dal breve excursus ora fatto si evince come appartenenti alle liste gladio compaiano a 360° nelle vicende più buie della storia italiana, vicende che influenzano grandemente la politica del paese.<br />
<strong><span style="color:red;"><br />
Li troviamo “presenti” in:</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- tentati colpi di stato;<br />
- sequestri;<br />
- stragi (sia di destra che di sinistra)<br />
- omicidi;<br />
- traffico di armi, ecc… </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Li troviamo sempre presenti, ma la loro presenza è sempre dalla parte sbagliata: tirano bombe, fanno i periti di parte di assassini, depistano, mentono, ecc..Inoltre, nelle vicende in cui troviamo coinvolti gladiatori vi sono anche sempre una serie di costanti: i testimoni muoiono, i magistrati muoiono, le inchieste vengono bloccate, atti e documenti vengono sottratti o distrutti, viene posto il segreto di stato, ecc… </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Come abbiamo sottolineato in un precedente articolo di questo blog (dell’11 gennaio 2008) con modalità che troviamo costante, quando i servizi segreti vengono travolti da scandali che neanche l’apposizione del segreto di Stato riesce più ad arginare, il Governo li riforma, ovvero cambia il nome alla struttura ma, nella sostanza, uomini, mezzi e fini restano gli stessi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Ciò che è lecito domandarsi oggi è se è possibile che per Gladio sia successa la stessa cosa. Ovvero: una volta scoperta la struttura Gladio è possibile che uomini e mezzi siano semplicemente stati “rinominati”? E se si oggi come si chiama la nuova Gladio? Forse Falange armata?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">15. La Falange Armata.</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Come già sottolineato in un articolo di questo blog (19 gennaio 2008) pochi mesi dopo la scoperta della struttura segreta Gladio sulla scena italiana compare un’altra sigla “strana”: Falange armata. La troviamo:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:18pt;">1991</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 4 gennaio</span></strong><span style="font-size:12pt;">, a Bologna nel quartiere del Pilastro, vengono uccisi tre carabinieri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage è rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><em><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:12pt;">Per compiere la strage viene usato un mitra Beretta SC 70 in dotazione soltanto a forze speciali di pronto intervento</span></span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 3 maggio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> in una armeria di Bologna vengono uccise tre persone.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage è rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:18pt;">1992</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Febbraio.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Craxi, a seguito dei tanti avvisi di garanzia, si dimette da segretario del PSI.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">La Falange armata inizia le minacce contro mani pulite.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 23 maggio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> <strong>Giovanni Falcone</strong> viene ucciso insieme alla moglie ed alla scorta a Capaci.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Sulla collina di Capaci viene trovato un biglietto con il numero di cellulare di un funzionario del Sisde.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 19 luglio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> <strong>Paolo Borsellino</strong> viene ucciso con alcuni agenti della sua scorta in via d’Amelio a Palermo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Alle spalle di Via D’Amelio, situato sul Monte Pellegrino, c’è Castel Utveggio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E’ il punto di osservazione migliore perchè si domina perfettamente la vista dell’ingresso dell’abitazione di via D’Amelio. A Castel Utveggio ha sede un ente regionale il C.E.R.I.S.D.I., dietro il quale avrebbe trovato copertura un organo del <strong><em><span style="color:red;">SISDE</span></em></strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:18pt;">1993</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Marzo.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Rogatoria di Di Pietro a Hong Kong sui conti di Craxi e contemporaneo messaggio della Falange armata: “<strong><em><span style="color:red;">A Di Pietro uccideremo il figlio</span></em></strong>“.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">14 maggio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> esplode una autobomba in <strong>via Fauro</strong> a Roma. 15 feriti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">27 maggio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> in <strong>Via Dei Georgofili</strong> a Firenze esplode una autobomba. 5 morti e 48 feriti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">02 giugno</span></strong><span style="font-size:12pt;"> a Roma, in via dei Sabini, a 100 metri da <strong>Palazzo Chigi</strong> viene scoperta una autobomba.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">L’attentato viene rivendicato dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">16 settembre</span></strong><span style="font-size:12pt;"> La Procura della Repubblica di Roma apre una inchiesta ed <strong>individua in 16 ufficiali del SISMI i telefonisti che hanno rivendicato le azioni della Falange Armata.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">21 ottobre Attentato a Padova durante la notte contro il <strong>palazzo di Giustizia</strong> che viene in parte distrutto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">L’attentato viene rivendicato dalla Falange armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:18pt;">1994</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">15 marzo</span></strong><span style="font-size:12pt;">, Di Pietro stringe per la rogatoria a Hong Kong sul bottino di Craxi: la prova che Bettino gestiva il proprio, tramite Giancarlo Troielli, qualche decina di miliardi. Riecco puntuale la Falange armata: “<strong><em><span style="color:red;">Ammazzeremo Di Pietro</span></em></strong>“.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Giugno.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Di Pietro s’imbatte nelle mazzette degli industriali alla Guardia di Finanza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong><span style="font-size:12pt;">C‘è anche la Fininvest. Nuove minacce a Di Pietro dalla Falange armata.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 17 settembre</span></strong><span style="font-size:12pt;">, nuovo messaggio della Falange armata: “<strong><em><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:red;">La vita politica e umana di Di Pietro sarà breve e verrà fermata</span></span></em></strong><em>“</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">1 ottobre</span></strong><span style="font-size:12pt;">. Ancora la Falange Armata: “<strong><em><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:red;">Di Pietro è cotto a puntino</span></span></em></strong>“.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Novembre</span></strong><strong><span style="font-size:12pt;"> </span></strong><span style="font-size:12pt;">“<strong><em><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:red;">Di Pietro ha i giorni contati</span></span></em></strong>“, annuncia la Falange armata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 27 novembre</span></strong><span style="font-size:12pt;"> la Falange armata comunica: “<strong><em><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:red;">Di Pietro è un uomo morto</span></span></em></strong>”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong><span style="font-size:12pt;">Proprio come Gladio, la sigla falange armata la troviamo, negli anni ‘90, impegnata a 360°.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Rivendica di tutto: omicidi, stragi, attentati, ecc… Pare non abbia una particolare “predilezione” né per un obiettivo, né una strategia politica. <strong><em><span style="color:red;">Compare qua e là… proprio come Gladio.</span></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Visti gli obiettivi, nonché i tempi di esecuzione delle stragi e degli attentati, pare quasi che sia preposta più che altro a condizionare (<em><span style="color:red;">sarebbe meglio dire destabilizzare</span></em>) la vita politica del paese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">_</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Ma le analogie con Gladio non finiscono qui.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Infatti, secondo quanto scritto da un ex parà della Folgore: Fabio Piselli</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;"> (<a href="http://fabiopiselli.blogspot.com/2008/05/due-parole-sulla-operazione-falange.html"><span style="color:blue;">http://fabiopiselli.blogspot.com/2008/05/due-parole-sulla-operazione-falange.html</span></a>)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;line-height:normal;"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:16pt;">La Falange armata non sarebbe una sigla terroristica, ma una:</span></strong></span><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><em><span style="font-size:12pt;">“<span style="color:blue;">..operazione modello, continuata e mai inquinata, compartimentata e soprattutto posta in sonno e mai disattivata… la falange armata era formata da ex operatori della Folgore e dei servizi, reclutati dopo il loro congedo… Omicidi, rapine, attentati, sequestri, introduzione in opere militari e politiche, trafugamento di armi istituzionali, addestramento di civili in attività militari, spionaggio politico e militare, intercettazioni illecite, violazione ed utilizzazione di un segreto d’ufficio, peculato, attentando alla democrazia ed altro ancora è ciò che l’operazione falange armata ha posto in essere fra il 1985 ed il 1994 attraverso gli operatori attivati, singolarmente o in piccole squadre…</span>”.</span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Non si sa se quanto scritto da Fabio Piselli sia vero, sarà compito della magistratura accertarlo (sempre che nel frattempo, come già successo, non vengano distrutti i documenti).<span style="color:white;">_</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:18pt;">Quello che è certo è che le analogie tra Gladio<br />
e la Falange Armata sono veramente tante…. troppe!</span></strong></span><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Ma forse qualche magistrato ha già capito e forse non è un caso che nel 1996, il procuratore capo della repubblica di Firenze Vigna, abbia affermato, <strong>con riferimento specifico alle bombe dell’estate del 1993</strong>:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">“<em>Per diversi collaboratori di giustizia, Totò Riina si sarebbe incontrato con persone più importanti di lui. <strong>C’era una strategia che doveva portare a dei colpi all’assetto politico dell’epoca</strong>. Ci ha particolarmente colpito la singolarità degli obiettivi che non sono propri di cosa nostra, come le chiese ed i musei. Questo fattore ci ha stimolato ad investigare se al di fuori di Cosa nostra ci fossero stati degli input, tenendo presente che <strong>Cosa nostra è un tassello di un più ampio mosaico criminale dove possono concorrere imprenditoria criminale, politici con la “P” maiuscola, logge massoniche deviate</strong></em><a name="_ftnref18"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn18"><span><span style="color:blue;">[18]</span></span></a>”.<strong><em><span style="color:red;"> </span></em></strong><span style="color:white;">_</span><strong><em><span style="color:red;">Chi ha orecchie per intendere…..</span></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">16. Conclusioni.</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Probabilmente è, quindi, Gladio (la Gladio militare ???) che sta dietro alla maggioranza dei fatti di sangue irrisolti della nostra Repubblica. Una struttura articolata in 40 nuclei, e strutturata a gradi, o comparti, di cui i più elevati erano sconosciuti anche alla totalità delle istituzioni, compreso – solo per fare un esempio lo stesso Capo Dello Stato. <strong><em><span style="color:red;">Struttura non alle dipendenze, quindi, delle nostre istituzioni, ma direttamente della CIA, e dei vertici della P2.</span></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Come dire:</span></strong><span style="font-size:12pt;"> <strong><em><span style="color:blue;">i vertici della P2 al di sopra dello stato, del governo e del parlamento, con una propria struttura militare.</span></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="color:#ff0000;">E’ questo che molti chiamano “l’antistato”.</span> </span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Ed è per essersi avvicinati a questa verità, consapevolmente o inconsapevolmente, che hanno perso la vita magistrati, giornalisti, uomini delle istituzioni; è grazie a questa istituzione che hanno perso le vita centinaia di comuni cittadini, vittime di un disegno sconosciuto anche alla maggioranza dei politici, mentre quei pochi che sanno la verità continuano a parlare di “<strong><span style="color:red;">terrorismo rosso</span></strong>”, “<strong>terrorismo nero</strong>”… <strong><em><span style="color:blue;">ben sapendo che la realtà è un’altra.</span></em></strong><a name="_ftn1"></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref1"><span><span style="font-size:12pt;">[1]</span></span></a><span style="font-size:12pt;"> Sergio Flamigni, Trame atlantiche, storia della loggia massonica P2, Edizioni Kaos<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref2"><span><span style="color:blue;">[2]</span></span></a> Sergio Flamini, Convergenze parallele, Edizioni Kaos: Sentenza istruttoria del 10 ottobre 1991, pag. 5.<a name="_ftn3"></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref3"><span><span style="font-size:12pt;">[3]</span></span></a><span style="font-size:12pt;"> Giuseppe De Lutiis, Perizia nei procedimenti penali del Tribunale di Bologna n° 219/A/86. Rggi e n° 1329/A/84 Rggi, consegnata il 1° luglio 1994, pag. 3.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref4"><span><span style="font-size:12pt;">[4]</span></span></a><span style="font-size:12pt;"> Sergio Flamini, Convergenze parallele, Edizioni Kaos: Cs, inchiesta sulle vicende connesse alla “o<span style="color:red;">perazione Gladio</span>”, stenografico dell’audizione di Sergio Dini e Benedetto Roberti, pagg. 14-18. Ha dichiarato Roberti:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">“<strong><em><span style="color:red;">I 622 erano elementi che all’apparenza non potevano far sorgere dubbi sia per la loro moralità sia per la loro attività e finalità. In realtà l’organizzazione, come è stato appurato, si avvaleva dell’opera anche di elementi ad altri livelli. È soprattutto molto interessante far notare che alcuni manualetti recanti i resoconti di esercitazioni realmente svolte dall’organizzazione “Gladio” rendono chiaro che tale organizzazione, avente certe finalità istituzionali, in realtà perseguiva anche altre finalità di controllo interno del Paese, come chiaramente detto in vari documenti – basta leggerli – affinché certe forze di sinistra non raggiungessero il potere, neanche in via legale, cioè tramite libere elezioni</span></em></strong>”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref5"><span><span style="font-size:12pt;">[5]</span></span></a><span style="font-size:12pt;"> Imposimato e Provvisionato, Doveva Morire, Edizioni Chiarelettere, Pg. 139<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref6"><span><span style="color:blue;">[6]</span></span></a> wikipedia<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref7"><span><span style="color:blue;">[7]</span></span></a> Sergio Flamini, op cit.<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref8"><span><span style="color:blue;">[8]</span></span></a> Sergio Flamini, Convergenze parallele, Edizioni Kaos. Interrogato solo nel 1997 Marra ha negato di aver mai fatto parte delle br,<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref9"><span><span style="color:blue;">[9]</span></span></a> Imposimato e Provvisionato, Doveva Morire, Edizioni Chiarelettere , Pg.36<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref10"><span><span style="color:blue;">[10]</span></span></a> Imposimato e Provvisionato, Doveva Morire, Edizioni Chiarelettere, Pg. 37<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref11"><span><span style="color:blue;">[11]</span></span></a> Sergio Flamigni, Trame atlantiche, storia della loggia massonica P2, Edizioni Kaos<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref12"><span><span style="color:blue;">[12]</span></span></a> Imposimato e Provvisionato, Doveva Morire, Edizioni Chiarelettere, Pg. 137<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref13"><span><span style="color:blue;">[13]</span></span></a> Imposimato e Provvisionato, Doveva Morire, Edizioni Chiarelettere, Pg. 140<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref14"><span><span style="color:blue;">[14]</span></span></a> Imposimato e Provvisionato, Doveva Morire, Edizioni Chiarelettere, Pg. 72<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref15"><span><span style="color:blue;">[15]</span></span></a> Imposimato e Provvisionato, Doveva Morire, Edizioni Chiarelettere, Pg. 140<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref16"><span><span style="color:blue;">[16]</span></span></a> Sergio Flamini, Convergenze parallele, Edizioni Kaos: <em>Morin è stato autore della perizia sull’esplosivo usato nella strage di Peteano nel 1972 (che uccise tre carabinieri), perizia tendente a dimostrare che quell’esplosivo proveniva da un deposito delle Br, poi clamorosamente smentita dal reo confesso Vincenzo Vinciguerra.</em><br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref17"><span><span style="color:blue;">[17]</span></span></a> Sergio Flamini, Convergenze parallele, Edizioni Kaos.<br />
<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftnref18"><span><span style="color:blue;">[18]</span></span></a> Giuseppe De Lutiis, I servizi segreti in Italia, Editori Riuniti, pg. 347</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;line-height:normal;" align="right"><strong><em><span style="font-size:12pt;">Tratto da : <a title="http://paolofranceschetti.blogspot.com/" href="http://paolofranceschetti.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color:blue;">http://paolofranceschetti.blogspot.com/</span></a></span></em></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gladio, il principale segreto della Repubblica. Aka "Stragi di Stato"]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=780</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 10:53:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=780</guid>
<description><![CDATA[Una regia unica nelle stragi di stato?
Di Solange Manfredi
E’ Gladio il segreto della Repubblica, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:center;"><a href="http://bp3.blogger.com/_Ksms9oHlhqo/SD58EDf7xxI/AAAAAAAAAE0/1xPuMBAhkrU/s1600-h/images.jpg"><img style="float:left;margin:0 10px 10px 0;" src="http://bp3.blogger.com/_Ksms9oHlhqo/SD58EDf7xxI/AAAAAAAAAE0/1xPuMBAhkrU/s400/images.jpg" border="0" alt="" /></a><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:130%;">Una regia unica nelle stragi di stato?<br />
</span></strong></span><em>Di Solange Manfredi</em></h3>
<div style="text-align:justify;">E’ Gladio il segreto della Repubblica, lo troviamo dietro tutte le stragi di Stato e i principali misteri della Repubblica. Questo articolo sarà necessariamente lungo, ma ciò si rende necessario per la particolare importanza del problema, probabilmente, la risposta ai mille perché delle stragi di stato italiane.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Nella storia della nostra Repubblica quando troviamo stragi, omicidi eccellenti e traffici di armi troviamo sempre anche Gladio…e mai dalla parte giusta. <span style="color:#ff0000;"><em><strong>Vedremo il perché. </strong></em></span></span></div>
<div style="text-align:center;">______________________________________</div>
<div style="text-align:center;">
<h1><strong><span style="color:#000000;"><span style="color:#800000;">Ma soprattutto oggi esiste ancora?</span> </span></strong></h1>
</div>
<div style="text-align:center;">
<h1><strong><span style="color:#000000;"><span style="color:#ff0000;">E se si cosa fa e come si chiama?</span> </span></strong></h1>
</div>
<div style="text-align:center;">
<h1><strong><span style="color:#000000;"><span style="color:#0000ff;">Forse Falange armata?</span></span></strong></h1>
</div>
<div style="text-align:center;">---------------------------------</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>1.</strong></span> Nascita di Gladio.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>2.</strong></span> L’omicidio Mattei</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>3.</strong></span> Il piano Solo.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>4.</strong></span> L’omicidio Calabresi.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>5.</strong></span> Strage della questura di Milano.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>6.</strong></span> Argo 16.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>7.</strong></span> Il sequestro Sossi.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>8.</strong></span> Omicidio Occorsio.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>9.</strong></span> L’omicidio Amato.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>10.</strong></span> Il caso Moro.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>11.</strong></span> L’Omicidio Toni e De Palo.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">12.</span></strong> L’omicidio Rostagno.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">13.</span></strong> L’omicidio Li Causi.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">14.</span></strong> Cambia il nome?</div>
<div style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">15.</span></strong> La Falange Armata.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>16.</strong></span> Conclusioni.</div>
<div style="text-align:justify;">
<h2><strong><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;">1. Nascita Gladio.</span></span></strong></h2>
<h1><strong></strong></h1>
<p><strong><span style="font-size:130%;"> </span></strong>Era il 1952 quando, grazie ad un patto segreto stipulato tra la CIA e il capo del Servizio informazioni forze armate (Sifar), nasceva l’organizzazione “Stay Behind” (“Gladio”).</p>
<p>La struttura, alle dipendenze dell’Ufficio R del Sifar, era articolata in 40 nuclei, dei quali sei informativi, dieci di sabotaggio, sei di propaganda, sei di evasione e fuga, dodici di guerriglia. Inoltre erano state costituite cinque unità di guerriglia di pronto impiego in regione di particolare interesse.</p>
<h2 style="text-align:center;">Una prima domanda sorge spontanea: <strong>dove e come venivano reclutati i gladiatori</strong>?</h2>
<p>“<span style="color:#ff0000;"><strong><em>Dirà il magistrato Libero Mancuso: «Il capo della “Gladio” statunitense Mike Sednaoui, vice capo della Cia a Roma, reclutava nella P2: se non si era della P2, difficilmente si dava quella garanzia di affidabilità richiesta</em>.</strong></span><span style="color:#0000ff;"><a name="_ftnref1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn1"><strong>[1</strong>]</a></span>».</p>
<p>Infatti dell’esistenza di questa struttura, proprio perché nata da un accordo segreto (ovvero in una situazione di assoluta illegittimità costituzionale) e non, come invece avrebbe dovuto essere, da un accordo internazionale del Governo e del Parlamento, ne erano a conoscenza solo poche persone. Ovvero: alcuni politici, alcuni ufficiali dei servizi segreti e la massoneria deviata (in logge massoniche collegate con la P2, troviamo anche uomini del calibro di Stefano Boutade, Michele Greco e Pino Mandatari, commercialista di Riina) Solo loro erano a conoscenza della struttura e solo loro, probabilmente, potevano attivarla. Questo per più di 30 anni.</p>
<p>Solo nel 1990, infatti, grazie ad un indagine del giudice Casson (che stava indagando sui depistaggi operati dai carabinieri e dai servizi segreti nell’inchiesta sulla strage di Peteano) si scoprirà dell’esistenza di Gladio.</p>
<p>Scoppia il caso. Andreotti, chiamato a riferire in Parlamento, ammetterà l’esistenza di Gladio affermando che la struttura, formata da 622 unità, aveva lo scopo di difendere l’Italia da una possibile invasione sovietica. Non essendoci mai stata un’occupazione sovietica, la struttura non fu mai attivata e, soprattutto, non avrebbe mai interferito con la vita democratica del Paese.</p>
<p>Il materiale documentale raccolto nel corso delle indagini dal G.I. di Venezia Casson e dai sostituti procuratori militari di Padova, Sergio Dini e Benedetto Roberti, però attesterebbe, in realtà, come fin dalla sua nascita Gladio si sia vista attribuire compiti di interesse nella vita politica interna del paese.</p>
<h2><span style="color:#0000ff;"><strong>Dal materiale raccolto si evince:</strong></span></h2>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>1.</strong></span> come i gladiatori venissero addestrati a tutta una serie di attività terroristiche:</p>
<p>- con finalità intimidatorie (lancio di bombe contro sedi di partito);<br />
- di provocazione, ovvero pestaggi e azioni che facessero degenerare delle manifestazioni pacifiche in scontri con la polizia (ricordate il G8?);<br />
- atti di terrorismo da addossare ad altri.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>2.</strong></span> Come la strutturata fosse organizzata su più livelli al fine di poter rendere opportunamente divulgabile alcuni settori in caso di necessità (ovvero di scoperta). Mentre, in posizione occulta e da tenere nascosta ad ogni costo, una struttura più profonda, formata da soggetti i cui nomi dovevano rimanere ignoti (e che tutt’ora in effetti lo sono). La struttura più profonda avrebbe avuto funzioni di turbativa della vita politica nazionale.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Purtroppo le indagini non sono state portate a compimento sia perché come si evince dalla sentenza e dalla perizie del processo Gladio:</strong></span></p>
<p>“<em>Alla direzione del Sismi si è tentato di cancellare le tracce della plurima attività di “Gladio” provvedendo a distruggere o manipolare i documenti d’archivio. Il magistrato veneziano Felice Casson ha scritto: “Gli archivi dei servizi segreti sono stati debitamente epurati, se non addirittura saccheggiati</em>” <a name="_ftnref2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn2">[2]</a>. Giuseppe De Lutiis, nella perizia effettuata sui documenti del Sismi sottoposti a sequestro, ha scritto: “..<em>È inoltre da rilevare che nei registri di protocollo si riscontrano una abnorme mole di documenti distrutti col fuoco nei giorni intercorrenti tra il 29 luglio e l’8 agosto 1990, e cioè in concomitanza con l’accesso del giudice Casson al Servizio per la consultazione di documenti (27 luglio 1990) e con le dichiarazioni del presidente del Consiglio Andreotti dinanzi al Parlamento (il 2 agosto alla Camera, e il 3 alla Commissione parlamentare sul terrorismo e le stragi)”</em> <a name="_ftnref3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn3">[3]</a>.</p>
<p>E sia perché, ai magistrati militari Sergio Dini e Benedetto Roberti: “<em>l’inchiesta è stata loro sottratta quando hanno scoperto che l’organizzazione “<strong>Gladio” era articolata in più livelli</strong>: <strong>la parte dei 622 era “il coperchio legittimo</strong>, formato essenzialmente da gente in buona fede che ritenevano di operare solo in funzione antinvasione”, <strong>ma vi erano livelli più segreti fino al “nocciolo chiave”, “alle azioni “sporche” dei servizi</strong>”, un nocciolo attivato “al di là dei compiti istituzionali”</em> <a name="_ftnref4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn4">[4]</a>.</p>
<p>Secondo quanto accertato nelle indagini della Procura militare di Padova, inoltre, intorno a metà degli anni ’80 la struttura Gladio sarebbe stata in un certo modo “riarticolata”, così da poter semiufficializzare parte della struttura (Gladio???), e, contemporaneamente, coprire ulteriormente il livello più occulto (Falange Armata????).<span style="color:#0000ff;"><br />
</span></p>
<h2><span style="color:#0000ff;"><strong>Insomma, come dice il giudice Imposimato:</strong></span></h2>
<p>“<strong><em>Gladio è il segreto della Repubblica. E’ materiale da maneggiare con cura</em></strong>…… <em>una struttura occulta assolutamente incostituzionale avente mani libere per qualunque tipo di azione preventiva</em>”<a name="_ftnref5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn5">[5]</a>.</p>
<p>La domanda da porsi, dunque, è: a quali azioni, preventive e non, ha preso parte Gladio? Ufficialmente a nessuna, non è mai stata attivata. Il problema però è che Gladio compare nelle pagine più buie della storia della nostra Repubblica. Vediamo quali:<span style="color:#0000ff;"><br />
</span></p>
<h2><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;"><strong>2. Omicidio Enrico Mattei</strong></span></span></h2>
<p><span style="font-size:130%;"> </span>E’ l’8 gennaio 1962. Enrico Mattei, presidente dell’Eni è atteso in Marocco per l’inaugurazione di una raffineria.</p>
<p>Il pilota del suo aereo personale prima della partenza si accorge di una lievissima sfumatura sonora proveniente da uno dei reattori. Cerca la causa dell’anomalia e si accorge di un giravite fissato con del nastro adesivo ad una delle pareti interne del motore: <em>L'episodio, classificato come banale dimenticanza dei tecnici, poteva con ottima probabilità provocare la seguente dinamica: il calore del reattore avrebbe sciolto il nastro, il cacciavite sarebbe finito nel reattore stesso, che sarebbe esploso senza lasciar traccia dell'oggetto, potendo il tutto poi apparire come un normale incidente</em><a name="_ftnref6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn6">[6]</a>.</p>
<p>Questa, più che una dimenticanza dei tecnici, sembra proprio un lavoro da esperti in sabotaggio, proprio una delle tecniche cui erano esperti i gladiatori.</p>
<p>Quello che è certo è che <strong>Gladio era vicinissima al Presidente Mattei</strong>. Infatti proprio <strong>il capo scorta personale di Mattei, Giulio Paver, apparteneva al nucleo laziale di “Gladio</strong>”.</p>
<p><strong>Dello stesso nucleo laziale di Gladio</strong> facevano parte anche Armando Degni (che verrà poi inquisito per il tentato golpe borghese), <strong>Lucio Grillo e Camillo Grillo</strong>. Proprio il sedicente ufficiale dei Carabinieri che di nome, guarda caso, fa <strong>proprio Grillo, si presenta, il 27 ottobre 1962, con altre due persone all’aeroporto di Catania per ispezionare l’aereo di Mattei, poco prima del decollo</strong><a name="_ftnref7" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn7">[7]</a>. Sarà l’Ultimo. Poche ore dopo il bireattore esplode in volo. Con Mattei perdono la vita Irnerio Bertuzzi, e il giornalista di “Time Life” William McHale.</p>
<p>Pochi mesi dopo il capo scorta Giulio Paver, appartenente a Gladio, lascia il suo incarico all’Eni. Probabilmente perché il suo compito è terminato.</p>
<h2><strong><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;">3. Piano Solo</span></span></strong></h2>
<h1><strong></strong></h1>
<p><strong><span style="font-size:130%;"> </span></strong>E’ il 1964. <strong>Il Generale massone De Lorenzo</strong>, capo del Sifar e, praticamente, <strong>fondatore di Gladio</strong>, ha predisposto un piano per attuare un vero e proprio <strong>colpo di Stato militare</strong> nel caso in cui il Governo di centro sinistra (presieduto da Aldo Moro) non ridimensioni le sue istanze riformiste (vedi articolo su questo blog del 06 gennaio 2008).</p>
<p>Il Piano Solo prevede l’occupazione di obiettivi strategici nelle principali città italiane nonché <strong>l’arresto di 731 dirigenti</strong> comunisti e socialisti, sindacalisti, intellettuali di sinistra e esponenti della sinistra Dc <strong>da deportare poi in Sardegna nella base di Capo Marrangiu, ovvero nella base di Gladio.<br />
</strong>Sulla vicenda il governo pone il segreto di Stato</p>
<h2><strong><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;">4. L’omicidio del Commissario Luigi Calabresi.</span></span></strong></h2>
<h1><strong></strong></h1>
<p><strong><span style="font-size:130%;"> </span></strong><strong><span style="color:#ff0000;">Il commissario Luigi Calabresi viene ucciso il 17 maggio del 1972.</span></strong></p>
<p>Da anni il commissario Calabresi è vittima di una vergognosa campagna stampa diffamatoria che lo vuole responsabile della morte dell’anarchico Pinelli, volato giù dalla finestra della questura di Milano il 15 dicembre 1969.</p>
</div>
<div style="text-align:justify;">E’ il 1988 quando, dopo 17 giorni passati, all’insaputa della magistratura, con un colonnello dei Carabinieri, un rapinatore, ex di Lotta continua, Leonardo Marino confessa di aver ucciso, insieme ad Ovidio Bompressi, il Commissario Calabresi per ordine di Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani.<br />
Le motivazioni del gesto sarebbero state quelle di una vendetta proprio per la morte dell’anarchico Pinelli.</div>
<div>I processi che ne seguiranno non solo saranno indiziari ma alcuni corpi di reato risulteranno scomparsi o distrutti (????)<span style="color:#ffffff;">-<br />
</span></div>
<div>
<h1 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Eppure in pochi hanno sottolineato che:</strong></span></h1>
</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">_<br />
</span></div>
<div style="text-align:justify;">- quando il Commissario Calabresi fu ucciso stava portando avanti una delicata inchiesta su un traffico di armi di grosse dimensioni tra la svizzera e il veneto;<br />
- dei rapporti del Commissario sulle indagini inerenti il traffico d’armi non si è trovata traccia;<br />
- i principali indiziati del traffico d’armi erano estremisti di destra della cellula veneta (strage di Piazza Fontana);<br />
- una delle prime persone ad essere sospettate dell’omicidio del commissario Calabresi è stato Gianni Nardi, estremista di destra più volte arrestato per detenzione e traffico di armi;<br />
- <span style="color:#ff0000;"><strong>Gianni Nardi è presente nelle liste Gladio con la sigla 0565</strong></span>; Ma a chiudere l’indagine circa il coinvolgimento di Nardi nell’omicidio del commissario Calabresi ed il traffico d’armi interverrà la sua presunta morte in un incidente d’auto avvenuto a Palma di Majorca 10 settembre 1976 (Numerose sono le indagini che vedono coinvolte persone legate a Gladio e si concludono con la “morte” dell’indagato)</p>
<h2><span style="color:#0000ff;"><strong><span style="font-size:130%;">5. Strage della questura di Milano</span></strong></span></h2>
</div>
<div><strong></strong></div>
<div><strong></strong></div>
<div><strong>E’ il 17 maggio 1973. Gianfranco Bertoli lancia una bomba a mano</strong> nel cortile della questura di via Fatebenefratelli a Milano durante l'inaugurazione di una lapide in memoria del commissario Luigi Calabresi. Sono presenti varie autorità tra cui <strong>il Ministro dell'Interno Mariano Rumor, obiettivo dell’attentato</strong>. Il Ministro Rumor rimane illeso ma la bomba causa 4 morti e 45 feriti.</div>
<div><span style="color:#ffffff;">_</span></div>
<div style="text-align:justify;">Immediatamente arrestato Bertoli si dichiara anarchico e afferma che, con il suo gesto, voleva punire il Ministro Rumor per la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli (ancora!!!!)</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">_<br />
</span></div>
<div style="text-align:justify;">Peccato però che <strong>Bertoli risulti</strong> in contatto con Freda (strage di Piazza Fontana), <strong>stipendiato dal Sifar fin dai primi anni ‘60 e legato a Gladio con la sigla 0375.<br />
</strong></p>
<h2><strong><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;">6. Argo 16</span></span></strong></h2>
<h1><strong></strong></h1>
<p><strong><span style="font-size:130%;"> </span></strong>E’ il 30 ottobre 1973. <strong>Due arabi</strong>, Al Tayeb Ali Fergani (alias Atif Busaysu) e Ghassan Ahmed, <strong>arrestati per atti di terrorismo ad Ostia</strong>, ottengono, su cauzione, la libertà provvisoria e <strong>vengono ospitati in un appartamento a disposizione del Sid</strong> a Roma (avete letto bene: ospitati in un appartamento del SID).<strong>Il 31 ottobre 1973 i terroristi vengono</strong> accompagnati a Ciampino e, sottratti alla giustizia italiana, imbarcati e <strong>trasportati segretamente in Libia sull’aereo militare Argo 16, in uso alla struttura segreta Gladio.<br />
</strong><br />
Ad accompagnare a casa i terroristi quattro ufficiali del Sid: il colonnello Giovan Battista Minerva, il capitano Antonio Labruna, il colonnello Stefano Giovannone, il tenente colonnello Enrico Dilani. Enrico Milani appartiene all’organizzazione segreta Gladio. Probabilmente né fa parte anche Giovannone.<span style="color:#ff0000;"><strong>Sulla vicenda il Governo pone il segreto di Stato.</strong></span></p>
<h2><strong><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;">7. Sequestro Sossi</span></span></strong></h2>
<h1><strong></strong></h1>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:130%;"> </span><span style="color:#ff0000;">Il giudice Sossi viene rapito dalle Br il 18 aprile 1974 dalle brigate rosse.</span></strong><br />
<span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span><br />
Due i brigatisti che afferrano materialmente Sossi. Uno è Bonavita, l’altro è l’infiltrato nelle Br dell’Ufficio Affari Riservati, Marra detto“Rocco”.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>“...Rocco” è un paracadutista, addestratosi in Toscana e in Sardegna all'uso delle armi e degli esplosivi (<span style="color:#ff0000;"><strong>proprio come gli appartenenti a “Gladio</strong></span>”) che, prima di infiltrarsi nelle Br, si era specializzato nella pratica della “gambizzazione”, un'arte per la quale farà da istruttore ai brigatisti… A differenza di Pisetta, dopo il sequestro Sossi, “Rocco” non venne bruciato…Proseguì alacremente la sua attività nelle Br per conto dell'Ufficio affari riservati; contribuì, per esempio, a preparare l’azione del commando brigatista che il 18 febbraio 1975 riuscì a liberare Renato Curcio detenuto nel carcere di Casale Monferrato</em> “<a name="_ftnref8" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn8">[8]</a></p>
<h2><span style="color:#0000ff;"><strong><span style="font-size:130%;">8. Omicidio Vittorio Occorsio</span></strong></span></h2>
<p style="text-align:justify;">Il giudice Occorsio, che negli anni aveva indagato sul Golpe Borghese, sul Piano Solo, sullo scandalo Sifar, sulla strage di Piazza Fontana (insomma su tutte le vicende che hanno visto pesantentemente coinvolti i servizi segreti), aveva capito che, probabilmente, dietro a quella lunga scia di sangue vi era un unico comun denominatore e cercava di provarlo.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><em><strong>Nel 1975 Vittorio Occorsio disse al collega Ferdinando Imposimato:</strong></em></span></p>
</div>
<div style="text-align:justify;">“<em>Molti sequestri avvengono per finanziare attentati o disegni eversivi…. Sono certo che dietro i sequestri ci siano delle organizzazioni massoniche deviate e naturalmente esponenti del mondo politico. <strong>Tutto questo rientra nella strategia della tensione: seminare il terrore tra gli italiani per spingerli a chiedere un governo forte, capace di ristabilire l’ordine, dando la colpa di tutto ai rossi…Tu devi cercare i mandanti</strong> di coloro che muovono gli autori di decine e decine di sequestri. I cui soldi servono anche a finanziare azioni eversive. I sequestratori spesso non sono che esecutori di disegni che sono invisibili ma concreti. <strong>Ricordati che loro agiscono sempre per conto di altri</strong></em>”<a name="_ftnref9" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn9">[9]</a>.“<em>Il 09 luglio 1976, Occorsio viene assassinato. L’autore materiale del suo assassinio è un neofascista, <strong>Pierluigi Concutelli</strong>, la cui scheda, con l’indicazione della <strong>tessera n. 11.070</strong>, verrà ritrovata anni dopo da Giovanni Falcone a Palermo, nella sede della <strong>Loggia massonica Camea</strong>, retta da Michele Barresi e frequentata anche da uomini di Cosa nostra</em>”<a name="_ftnref10" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn10">[10]</a>.“<em>Il 26 dicembre del <strong>1976 l’ingegner Francesco Siniscalchi</strong> (affiliato alla Massoneria dal 1951) <strong>invia un esposto-denuncia</strong> ai magistrati titolari dell’istruttoria per l’omicidio Occorsio: Siniscalchi <strong>fornisce alla magistratura notizie e documenti sulla Loggia P2 e sulla sua attività eversiva</strong>, e rivela l’oscuro ruolo di Licio Gelli e le “deviazioni” all’interno di Palazzo Giustiniani; <strong>per queste sue denunce, Siniscalchi verrà espulso dalla Massoneria</strong></em>”<a name="_ftnref11" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn11">[11]</a>. Gelli avrà la strada spianata.</p>
<h2><strong><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;">9. Omicidio Mario Amato</span></span></strong></h2>
<h1><strong></strong></h1>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:130%;"> </span></strong>I fascicoli del giudice Vittorio Occorsio vengono ereditati dal collega Mario Amato. <strong>Come Occorsio anche Amato capisce che, probabilmente, dietro tutte le sigle terroristiche c’è un’unica regia.<br />
</strong><br />
Davanti al CSM il giudice Amato, il 13 giugno 1980, afferma: “<em>sto arrivando alla visione di una verità d'assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori materiali degli atti criminosi</em>”.</p>
</div>
<div>Dieci giorni dopo, il 23 giugno 1980, poche settimane prima della strage di Bologna, il giudice Mario Amato viene ucciso a Roma.<strong></strong></div>
<div>
<h2><strong><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;">10. Il caso Moro</span></span></strong></h2>
<h1><strong></strong></h1>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:130%;"> </span></strong><span style="color:#ff0000;"><strong>Come abbiamo visto in articoli precedenti la presenza di Gladio nel caso Moro è imponente. Ricordiamola:</strong></span></p>
</div>
<div>
<p style="text-align:justify;">- L'azione militare di <strong>via Fani</strong> viene definita un “gioiello di perfezione” <strong>attuabile solo da uomini super addestrati;<br />
</strong><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">- Le perizie hanno appurato che in <strong>via Fani</strong> vennero <strong>usat</strong>e anche <strong>munizioni</strong> di provenienza speciale <strong>provenienti da forniture date solo a forze statali militari non convenzionali</strong>. Quando, anni dopo, verrano scoperti i depositi “Nasco” della struttura segreta “<strong>Gladio</strong>” si riscontreranno le stesse caratteristiche nelle munizioni di quei depositi;<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">- <strong>La mattina del 16 marzo</strong> alle ore 9 in via Stresa, a circa duecento metri da dove avviene la strage c’è il <strong>colonnello del Sismi Camillo Guglielmi</strong>, <strong>istruttore presso la base di “Gladio</strong>” di Capo Marrargiu, <strong>dove aveva insegnato ai “gladiatori” le tecniche dell’imboscata</strong>;<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">Ad agevolare la fuga del commando un improvviso black-out interrompe le comunicazioni telefoniche della zona. Circa la vicenda della Sip si legge (Unità dell’11 luglio 1991) in uno scritto di Vladimiro Settimelli :“<span style="color:#ff0000;"><em><strong>Una Gladio della Sip</strong> allertata il giorno prima del sequestro Moro</em></span>”;<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">- <strong>La stampatrice</strong> modello Ab Dick 360 T (matricola n° 938508) <strong>utilizzata dalle Br</strong> durante il sequestro Moro per stampare comunicati e altro materiale <strong>proveniva dall’Ufficio Rus</strong> (Raggruppamento Unità Speciali), ovvero l’ufficio più compartimentato del servizio segreto militare <strong>che provvedeva all’addestramento di “Gladio”;<br />
</strong><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">- Da documento della X Divisione Stay Behind (Gladio) del <strong>02 marzo 1978</strong>, si evincerebbe come questa fosse a conoscenza del rapimento di Moro <span style="color:#ff0000;"><em><strong>ben 14 giorni che questo avvenga</strong></em></span>;<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">- <em><strong>l’argomento più spinoso che Moro affronta con i suoi carcerieri</strong> – e che non a caso verrà tenuto nascosto ancora per dodici anni dopo la sua morte – <strong>riguarda il nervo scoperto (tuttora nodo irrisolto) di Gladio</strong></em>”<a name="_ftnref12" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn12">[12]</a> <strong>Eppure le Br</strong> che avevano detto “<strong>Tutto verrà reso noto al popolo e al movimento rivoluzionario</strong>”, <strong>non riveleranno nulla </strong>degli interrogatori del Presidente della Dc e mentendo spudoratamente sosterranno che dagli stessi non era emerso nulla di importante;<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">- “<em><strong>Il 24 aprile 1978</strong> (quindi15 giorni prima dell’assassinio di Moro n.d.r.) <strong>Infelisi emette alcuni ordini di cattura contro Morucci, Faranda, Gallinari</strong>. Gli ordini di cattura <strong>verranno bloccati</strong>… <strong>l’ipotesi è che ci sia stato un indebito intervento del ministro Cossiga per bloccar gli ordini di cattura, tramite il procuratore generale</strong>. Dirà Infelici, quasi trent’anni dopo. “Cossiga è stato il solo sottosegretario alla difesa ammesso a conoscere Stay Behind, cioè Gladio"</em> <a name="_ftnref13" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn13">[13]</a>;<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">- Il 16 marzo 1978 Cossiga decide di istituire dei comitati per gestire la crisi che pullulavano di iscritti alla loggia <span style="color:#ff0000;"><strong>P2</strong></span>. “<em><strong>Oggi è possibile affermare che le strutture volute da Cossiga non solo non assunsero alcuna iniziativa diretta a salvare la vita di Moro</strong>,<strong> ma ostacolarono le indagini condotte dalla procura di Roma, bruciando le numerose occasioni che si presentarono agli inquirenti per liberare il leader DC</strong> e impedendo persino che l’inchiesta giudiziaria sul sequestro del presidente democristiano venisse formalizzata, ossia arrivasse nelle mani dei giudici naturali e logici destinatari</em>”<a name="_ftnref14" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn14">[14]</a>.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></p>
</div>
<div style="text-align:justify;">- “<em>Con il passare degli anni e l’accertamento della verità nel processo sulle stragi e nei vari processi Moro, emerse che <strong>il Comitato crisi era un centro di potere di cui facevano parte i vertici di Gladio</strong></em>”<a name="_ftnref15" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn15">[15]</a>.- <em>Per confutare la perizia sulla mitraglietta Skorpion utilizzata per uccidere Moro, Valerio <strong>Morucci e Adriana Faranda si sono avvalsi di un perito di parte legato al servizio segreto militare: tale</strong> <strong>Marco Morin, estremista di destra, appartenente a “Gladio</strong>” </em><a name="_ftnref16" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn16"><em>[16]</em></a><em>. La perizia di Morin ha sostenuto che la Skorpion trovata in possesso di Morucci e Faranda non era l’arma che aveva ucciso Moro. Ma quella “perizia di parte” è stata smentita, rimanendo semplice testimonianza di una stranissima “convergenza</em>”.<a name="_ftnref17" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn17">[17]</a></p>
<h2><strong><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;">11. Omicidio Toni De Palo</span></span></strong></h2>
<h1><strong></strong></h1>
<p><strong><span style="font-size:130%;"> </span></strong>Il 2 settembre 1980, Graziella De Palo (giornalista di Paese Sera e de L'Astrolabio) e Italo Toni (redattore dell'Agenzia Notizie) vengono rapiti ed uccisi in Libano.<br />
<strong><span style="color:#ff0000;"><br />
I due giornalisti stavano svolgendo un’inchiesta su:<br />
</span></strong><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></p>
</div>
<div style="text-align:justify;">- il traffico internazionale di armi tra l’OLP e l’Italia (vi sono varie note su società italiane e straniere);</div>
<div style="text-align:justify;">- 5 campi di addestramento palestinesi situati nel sud del Libano nella zona di Tiro e Sidone.</div>
<div style="text-align:justify;">Sulla loro morte <strong>l’opera di depistaggio</strong> operata dal Generale Giuseppe Santovito, massone iscritto alla loggia P2, direttore del Sismi, e dal Colonnello Giovannone capocentro del SISMI a Beirut dal 1972 al 1981, entrambi <strong>legati a Gladio</strong>, sarà vergognosa.I due agenti del Sismi moriranno improvvisamente prima del processo a loro carico.<span style="color:#ff0000;"><strong>Il governo, poi, apporrà il segreto di Stato.</strong></span></p>
<h2><span style="color:#0000ff;"><strong><span style="font-size:130%;">12. Omicidio Mauro Rostagno</span></strong></span></h2>
</div>
<div style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span><br />
E’ il 26 settembre del 1988 quando Mauro Rostagno viene ucciso a colpi di fucile.<br />
</strong></span></div>
<div style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Dentro la borsa teneva sempre delle registrazioni che non verranno mai più ritrovate. </strong></span></div>
<div style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">_<br />
</span></div>
<div style="text-align:justify;">Sono in molti a ritenere che sui nastri scomparsi vi siano <strong>le immagini, filmate di nascosto tra il giugno ed il settembre del 1988, di un traffico di armi che si svolgeva all'aeroporto abbandonato di Kinisia, che è a qualche decina di chilometri da Trapani proprio nelle stessa circoscritta zona in cui operava il centro Scorpione, un centro di Gladio</strong> rimasto in gran parte sconosciuto e dotato di un aereo super leggero in grado di volare al di sotto delle apparecchiature radar.<strong></strong></div>
<div>
<h2><strong><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;">13. Omicidio Li Causi</span></span></strong></h2>
<h1><strong></strong></h1>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:130%;"> </span></strong>Vincenzo Li Causi, uomo del Sismi (servizio segreto militare italiano), per un certo tempo attivo presso la struttura di Gladio operante a Trapani (il centro Scorpione) <strong>fu ucciso a Balad, in Somalia il 12 novembre 1993, pochi giorni prima di deporre davanti al Pm proprio sul Centro Scorpione.<br />
</strong><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span><br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Richieste di indagini da parte della Procura romana sono state bloccate da due ministri della Giustizia.</strong></span></p>
</div>
<div>
<p style="text-align:justify;">Da più persone il maresciallo Li causi viene indicato come l’informatore di Ilaria Alpi la giornalista che, insieme al suo operatore Miran Hrovatin, pochi mesi DOPO (20 marzo 1994) verrà uccisa sempre in Somalia.</p>
<h2><strong><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;">14. Cambia il nome?</span></span></strong></h2>
<p>Dal breve excursus ora fatto si evince come appartenenti alle liste gladio compaiano a 360° nelle vicende più buie della storia italiana, vicende che influenzano grandemente la politica del paese.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></p>
</div>
<div><strong><span style="color:#ff0000;">Li troviamo “presenti” in:</span></strong></div>
<div><span style="color:#ffffff;">_</span></div>
<div style="text-align:justify;">- tentati colpi di stato;<br />
- sequestri;<br />
- stragi (sia di destra che di sinistra)<br />
- omicidi;<br />
- traffico di armi, ecc…Li troviamo sempre presenti, ma la loro presenza è sempre dalla parte sbagliata: tirano bombe, fanno i periti di parte di assassini, depistano, mentono, ecc..Inoltre, nelle vicende in cui troviamo coinvolti gladiatori vi sono anche sempre una serie di costanti: i testimoni muoiono, i magistrati muoiono, le inchieste vengono bloccate, atti e documenti vengono sottratti o distrutti, viene posto il segreto di stato, ecc…</p>
<p>Come abbiamo sottolineato in un precedente articolo di questo blog (dell’11 gennaio 2008) con modalità che troviamo costante, quando i servizi segreti vengono travolti da scandali che neanche l’apposizione del segreto di Stato riesce più ad arginare, il Governo li riforma, ovvero cambia il nome alla struttura ma, nella sostanza, uomini, mezzi e fini restano gli stessi.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò che è lecito domandarsi oggi è se è possibile che per Gladio sia successa la stessa cosa. Ovvero: una volta scoperta la struttura Gladio è possibile che uomini e mezzi siano semplicemente stati “rinominati”? E se si oggi come si chiama la nuova Gladio? Forse Falange armata?</p>
<h2><strong><span style="font-size:130%;"><span style="color:#0000ff;">15. La Falange Armata.</span></span></strong></h2>
<h1><strong></strong></h1>
<p><strong><span style="font-size:130%;"> </span></strong>Come già sottolineato in un articolo di questo blog (19 gennaio 2008) pochi mesi dopo la scoperta della struttura segreta Gladio sulla scena italiana compare un’altra sigla “strana”: Falange armata. La troviamo:</p>
</div>
<div style="text-align:justify;">
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>1991</strong></span></h1>
</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Il 4 gennaio</strong></span>, a Bologna nel quartiere del Pilastro, vengono uccisi tre carabinieri.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>La strage è rivendicata dalla Falange Armata</strong>.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><em><span style="color:#ff0000;"><strong>Per compiere la strage viene usato un mitra Beretta SC 70 in dotazione soltanto a forze speciali di pronto intervento</strong></span></em></span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Il 3 maggio</strong></span> in una armeria di Bologna vengono uccise tre persone.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>La strage è rivendicata dalla Falange Armata</strong>.</div>
<div style="text-align:justify;">
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>1992</strong></span></h1>
</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Febbraio.</strong></span> Craxi, a seguito dei tanti avvisi di garanzia, si dimette da segretario del PSI.</div>
<div style="text-align:justify;">La Falange armata inizia le minacce contro mani pulite.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Il 23 maggio</strong></span> <strong>Giovanni Falcone</strong> viene ucciso insieme alla moglie ed alla scorta a Capaci.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</strong>.</div>
<div style="text-align:justify;">Sulla collina di Capaci viene trovato un biglietto con il numero di cellulare di un funzionario del Sisde.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ffffff;">_</span></strong></span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Il 19 luglio</strong></span> <strong>Paolo Borsellino</strong> viene ucciso con alcuni agenti della sua scorta in via d'Amelio a Palermo.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</strong>.</div>
<div style="text-align:justify;">Alle spalle di Via D'Amelio, situato sul Monte Pellegrino, c'è Castel Utveggio.</div>
<div style="text-align:justify;">E' il punto di osservazione migliore perchè si domina perfettamente la vista dell'ingresso dell'abitazione di via D'Amelio. A Castel Utveggio ha sede un ente regionale il C.E.R.I.S.D.I., dietro il quale avrebbe trovato copertura un organo del <span style="color:#ff0000;"><em><strong>SISDE</strong></em></span>.</div>
<div style="text-align:justify;">
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>1993</strong></span></h1>
</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Marzo.</strong></span> Rogatoria di Di Pietro a Hong Kong sui conti di Craxi e contemporaneo messaggio della Falange armata: "<span style="color:#ff0000;"><strong><em>A Di Pietro uccideremo il figlio</em></strong></span>".</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">_</span></div>
<div style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">14 maggio</span></strong> esplode una autobomba in <strong>via Fauro</strong> a Roma. 15 feriti.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</strong>.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">_</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>27 maggio</strong></span> in <strong>Via Dei Georgofili</strong> a Firenze esplode una autobomba. 5 morti e 48 feriti.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</strong>.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">_</span></div>
<div style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">02 giugno</span></strong> a Roma, in via dei Sabini, a 100 metri da <strong>Palazzo Chigi</strong> viene scoperta una autobomba.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>L'attentato viene rivendicato dalla Falange Armata</strong>.</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">_</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>16 settembre</strong></span> La Procura della Repubblica di Roma apre una inchiesta ed <strong>individua in 16 ufficiali del SISMI i telefonisti che hanno rivendicato le azioni della Falange Armata.</strong></div>
<div style="text-align:justify;">21 ottobre Attentato a Padova durante la notte contro il <strong>palazzo di Giustizia</strong> che viene in parte distrutto.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>L'attentato viene rivendicato dalla Falange armata</strong>.</div>
<div style="text-align:justify;">
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>1994</strong></span></h1>
</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>15 marzo</strong></span>, Di Pietro stringe per la rogatoria a Hong Kong sul bottino di Craxi: la prova che Bettino gestiva 