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	<title>lucania &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/lucania/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lucania"</description>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 16:20:13 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Nè pugliesi nè lucani...]]></title>
<link>http://carlosalbuquerque.wordpress.com/?p=10</link>
<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 10:46:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>calbuquerque</dc:creator>
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<description><![CDATA[Siamo nati in una terra di confine, noi materani, per cui emigrare diventa poi una scelta difficile.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo nati in una terra di confine, noi materani, per cui emigrare diventa poi una scelta difficile. Oppure obbligata.</p>
<p>Difficilmente sniffiamo odore di malavita nella nostra città e, con altrettanta difficoltà, riusciamo a goderci le essenze profumate di vita che i locali alla moda e i negozi delle griffes emanano, come fossero ragazze pronte per la loro prima notte in discoteca.</p>
<p>Lasciare alla memoria questo avamposto lucano vicino alle terre appule è la cosa più semplice e complicata al tempo stesso. Soffriamo della sindrome della unicità di un luogo, noi materani. Ovunque andiamo sembra come se ci mancasse qualcosa e il più delle volte non sono nè mamma nè papà nè tantomento la nostra cameretta. Sappiamo adattarci meno rispetto a un campano o a un pugliese. Non ci lasciamo camorra o Sacra Corona Unita alle spalle, noi; niente morti ammazzati nè scippi e borseggi nel centro storico. Nessun coprifuoco, nemmeno nella più buia via dei Sassi. Ma sentiamo il bisogno della vita in una grande città, l'affacciarci su mondi così lontani da noi, le scorrazzate in questo o quel centro commerciale la domenica pomeriggio. Bari è vicina eppure così lontana. Abbiamo ereditato il peggio dai nostri vicini pugliesi. L'aria fighetta di Altamura e non l'intraprendenza dei suoi commercianti. L'elogio al neomelodico napoletano del tamarro gravinese in trasferta piuttosto che le fiere della cittadina barese. L'amore per il mare di Taranto e il suo golfo piuttosto che raggiungere nuovi lidi che non siano forzatamente Salento e Sardegna. Ma qui rischio di inciampare nei più biechi luoghi comuni, come del materano che si riscopre amante di Piazza Sedile nel mese di agosto 2008. Nota per i non materani: sono secoli che quella piazza è lì e fino al mese scorso, tolti i soliti cani, le solite auto parcheggiate, i ragazzi del Conservatorio e i turisti che vanno sù in Piazza Duomo, la sera non è che si vedeva molta vita.</p>
<p>Il fatto è che più passo il tempo nella mia città e più mi sento di dare ragione a quei tifosi del Potenza che cantano "Nè pugliese nè lucano ma bastardo materano". Con tutte le eccezioni del caso - fossi in loro avrei omesso "bastardo" per un più simpatico "meticcio", come fossimo noi materani un unico cane abbandonato alla prima piazzola di sosta della Salerno-Reggio Calabria -, la nostra storia ci insegna che di tutte le culture e le popolazioni passate a trovarci o dominarci, abbiamo preso se non la massima espressione perlomeno le cose buone. Con alcune eccezioni del caso, tra l'altro pagate a caro prezzo da chi ha cercato di imporre ciò che aveva importato. E' chiaro che poi, ovunque ci troviamo, sembra che qualcosa, necessariamente, ci manchi. Ma anche di aver recuperato tutto quello che ci siamo persi a Matera.</p>
<p>Siamo lucani perchè qualcuno, tempo fa, decise che questa sarebbe stata la nostra regione d'appartenenza con tutti i saluti del caso alla Terra d'Otranto. Siamo lucani perchè altri decisero che non doveva più essere Matera il capoluogo di questa regione ma un'altra città più vicina alla cosidetta civiltà. Siamo lucani perchè non abbiamo la stessa intraprendenza dei pugliesi ma non siamo poi così effettivamente chiusi a chioccia nè socialmente isolati come le zone interne della nostra regione.</p>
<p>Siamo una cosa a parte, noi materani: ci piace stare di fronte a uno specchio e scorrere la storia e gli anni che abbiamo percorso. Viviamo di Sassi, di millenni dentro le caverne e di un futuro mai nero come in questo momento storico, appunto.</p>
<p>La nostra malavita non è quella che puzza di olio per armi, sangue grumito in strada, zolfo e crisantemi. La nostra malavita è il nostro silenzio, i nostri soldi - pochi per molti e molti per pochissimi -, i nostri appartamenti da quattromilacinquecento euro a metro quadro, la moto di grossa cilindrata parcheggiata in via Lucana, la maglietta firmata e il nostro lavoro da quattro soldi per uno dei padroni locali.</p>
<p>I nostri mafiosi puzzano di colonia, indossano la cravatta e sparano sul nostro futuro. E noi accettiamo tutto questo, a denti stretti e per il quieto viviere. Alla fine resistiamo, come direbbero Falcone e Borsellino.</p>
<p>I mafiosi <em>de noantri</em> sono cartucce già sparate di una programmazione che non c'è, di un esodo costante di cervelli e idee. Il prezzo da pagare per il solo fatto di essere nati alla luce del sole in un posto dove puoi lasciare l'auto aperta correndo, in minima parte, il rischio che te la freghino è quello di restare qui e vivere di sogni. O di andare via e sognare di tornare, un giorno, pieno di regali alla tua città.</p>
<p>C'è gente che si è rotta i coglioni di resistere per vedere il proprio nome sull'ennesima graduatoria dell'ennesimo corso di formazione. Nè pugliesi nè lucani. Ci sarebbe da scrivere una canzone rap con questo titolo.</p>
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<title><![CDATA[La massoneria lucana tra ottocento e novecento di V. Prinzi, A. Longo]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/?p=428</link>
<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 13:21:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
<guid>http://lucaniart.wordpress.com/?p=428</guid>
<description><![CDATA[In un incontro-dibattito, organizzato dalla Pro Loco e patrocinato dal Comune, è stato presentato a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">In un incontro-dibattito, organizzato dalla Pro Loco e patrocinato dal Comune, è stato presentato a Viggiano, il 18 luglio u.s., con gli interventi dei Professori Giampaolo D’Andrea e Antonio Lerra, docenti presso l’Università degli Studi della Basilicata, e del Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Lucania, Prof. Raffaele Giura Longo, il saggio storico <strong>“La Massoneria lucana tra Ottocento e Novecento”</strong> di <strong>Vittorio Prinzi e Tommaso Russo</strong>, davanti ad un attento e numeroso pubblico, incuriosito dall’argomento.<!--more--><br />
Il saggio, recentemente pubblicato sul <strong>“Bollettino Storico della Basilicata” (Anno XXII, n. 23, Ottobre 2007, Osanna Edizioni</strong>), edito dalla Deputazione di Storia Patria per la Lucania, a giudizio del Prof. Giura Longo, rappresenta una novità assoluta nel panorama storiografico lucano e meridionale, sia per gli snodi storici affrontati, sia per il metodo e le fonti utilizzate dagli autori, che già in passato si sono occupati di temi di grande interesse, come quello sulla stampa lucana tra Ottocento e Novecento e in particolare su <em>“Il Ribelle”</em>, periodico socialista, nato e redatto a Viggiano (1907-1919). Esso segue il filo della storia della Massoneria in Basilicata dal Settecento all’avvento del fascismo, prima descrivendo la diffusione della Libera Muratoria nel Regno di Napoli, poi affrontando il problema dei rapporti Carboneria- Massoneria, per contribuire a porre la parola fine alla lunga controversia su quale delle due sia nata per prima e con quali fini, e, inoltre, analizzando il primo propagarsi delle Logge in Basilicata durante il decennio murattiano e, successivamente, dopo l’unità d’Italia; infine, l’indagine si è concentrata sull’origine e sull’attività delle due Logge lucane più importanti e durature di Viggiano e Potenza.<br />
Le prime Logge massoniche del Mezzogiorno si costituirono a Napoli già alla fine della prima metà del Settecento, allorché “la volontà di organizzarsi da parte dei ceti emergenti e dei nuclei nobiliari più avvertiti, da intendersi come un vero e proprio fervore in sintonia con l’analogo bisogno che percorreva le contrade europee, trovò la sua risposta nella nascente massoneria”, alla quale aderirono più tardi anche gli intellettuali più sensibili, come Pagano, Filangieri, Jerocades, Munter... Gli avvertimenti autoritari, sotto forma di editto, prima di Carlo III (1751) e poi del figlio Ferdinando (1775), ai quali, preoccupati per la stabilità della monarchia, non sfuggiva la natura politica e segreta della “società nominata di Liberi Muratori o Francs maçon”, nulla poterono contro il lento fluire “carsico” dell’associazione fino alla svolta del 1799. Se fino a questa data nobili ed intellettuali lucani si affiliarono alla Muratoria napoletana, il decennio francese vide la nascita di alcune Logge in Basilicata, con queste sequenze cronologiche: nel 1808, a Moliterno, “Aurora Lucana”; nel 1812, a Senise, “Riunione Jonica” e, a Lagonegro, “Filarete Lucana”; nel 1813, a Matera, “Perseveranza”, a Tramutola, “Aretea Acerenza” e, a Potenza, “Iside Lucana”. Contemporaneamente fece la sua comparsa in Basilicata, intorno al 1806-1807, la Carboneria, con circa 10 Vendite iniziali. Grazie alla puntuale ricognizione effettuata, “le sequenze degli anni di fondazione delle due istituzioni risolvono da sole la querelle sulla primogenitura e di conseguenza aiutano a far luce anche sul fatto che significativi processi osmotici fra le due sedi non ve ne furono”. Ma il vero nodo storiografico da sciogliere, considerando la natura dirompente dei provvedimenti assunti dai Napoleonidi (es. la legge eversiva della feudalità), riguarda l’atteggiamento di adesione o reazione, di consenso oppure di opposizione ad essi, che vide la Massoneria e la Carboneria schierate su opposti fronti e divise da una questione tutta incentrata su interessi economici. Inoltre, “La Carboneria, pur mutuando dalla Massoneria un certo clima teosofico, una pratica esoterica unita ad un frasario simbolico e ad un rituale complicato e di per sé gerarchizzante, era concettualmente e politicamente altro dalla Massoneria, in quanto era nata per configgere con il potere, modalità questa estranea alla Massoneria”.<br />
A seguito della Restaurazione e del ritorno dei Borboni l’attività delle Logge venne interdetta, a tutto vantaggio della Carboneria, che si diffuse per cospirare e fare politica.<br />
Nel periodo post-unitario e fino all’avvento del fascismo si insediano in Basilicata ben 48 famiglie tra Logge e Triangoli: 17 nel potentino, 16 nel lagonegrese, 9 nel melfese e 6 nel materano.<br />
Il saggio poi, prendendo in esame l’attività delle Logge lucane più importanti, la Mario Pagano di Viggiano e quella omonima di Potenza, si sofferma sulla composizione sociale della fratellanza massonica, sull’atteggiamento dei massoni rispetto alle questioni politiche ed amministrative, sul loro rapporto conflittuale con i cattolici e i socialisti, sull’introduzione di usi e costumi dettati dal “libero pensiero”, contribuendo così ad un processo di secolarizzazione e modernizzazione. Le Logge, sorte entrambe nel 1886, ebbero una storia parallela, ma per molti aspetti diversa: imbevute di spirito risorgimentale ed anticlericale, furono espressione di una differente tipologia sociale, con fini ed interessi specchio di fattori ambientali diversi. Infatti, in quella di Viggiano, tra gli iscritti furono maggiormente presenti i lavoratori autonomi, soprattutto musicanti, e i possidenti, mentre in quella di Potenza, città capoluogo, prevalsero il ceto impiegatizio e il mondo delle professioni. Come la lotta anticlericale, comune alle due Logge fu l’esperienza “bloccarda”, ossia l’unione popolare con socialisti e liberal-democratici, contro il galantomismo e i cattolici, che portò alla conquista dei Municipi a Viggiano, nelle elezioni amministrative del 1909, e a Potenza, in quelle del 1912. Questi risultati indicavano il grado di potere raggiunto dai social-massoni nelle rispettive realtà, che si evidenziò anche nelle elezioni politiche del 1913 con un evidente successo del blocco popolare, che in Basilicata riuscì a conquistare ben quattro collegi, tra cui quello di Brienza con Perrone. Ma, prima la reazione clericale, poi la guerra e, infine, il fascismo si abbatterono violentemente sulla Massoneria, cancellando ogni traccia delle Logge lucane.<br />
Il saggio di Prinzi e Russo si pone nella ricerca storiografica, in modo nuovo, come un contributo interessante e l’inizio di un percorso per scrivere una pagina di un’ancora inedita storia della Basilicata.</p>
<p style="text-align:justify;">Articolo correlato<br />
<a href="http://lucaniart.wordpress.com/2008/07/18/la-massoneria-lucana-tra-ottocento-e-novecento/">http://lucaniart.wordpress.com/2008/07/18/la-massoneria-lucana-tra-ottocento-e-novecento/</a></p>
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<title><![CDATA[Riti ed arti magico religiosi nell'antica società lucana del Pollino]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/?p=370</link>
<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 21:00:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Nella magia il sacro, il potere che sta nelle parole e l&#8217;efficacia che discende da gesti app]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em><a href="http://lucaniart.wordpress.com/files/2008/07/imagenews.jpg"></a></em></p>
<p style="text-align:center;"><em><img class="dx-top aligncenter" src="http://www.basilicata.beniculturali.it/imagenews.php?image=1184&#38;full" alt="test" width="390" height="365" /></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Nella magia il sacro, il potere che sta nelle parole e l'efficacia che discende da gesti appropriati, consente all'uomo di realizzare, in modo soprannaturale, ciò che i suoi mezzi e le sue abilità pratiche sono incapaci di compiere […] Nella religione, il sacro agisce come una forza vitale che stringe i membri di un gruppo e, con lo stabilimento dei valori morali, opera un'integrazione della mente degli individui nelle crisi della vita, morte, pubertà, matrimonio e nascita.</em> (Bronislaw Malinowskj)</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Spesso nei tempi passati la medicina era legata ed intrecciata alle arti magico - religiose. Questo perché, per una società piccola, chiusa, lontana dai grossi centri abitati, a volte era impossibile ricorrere alla scienza medica o addirittura ad un semplice medico generico. I riti e le arti magiche entravano allora nella vita quotidiana della povera gente, diventando l'unica e possibile arma di scongiuro e di difesa contro le forze "misteriose ed occulte" che minacciavano e/o invadevano il corpo. <a href="http://nuke.viadellebelledonne.it/Default.aspx?tabid=93" target="_blank">[...]</a></p>
<ul>
<li>
<div style="text-align:justify;">l'articolo continua sul Numero Uno della <a href="http://nuke.viadellebelledonne.it/" target="_blank">Rivista "Viadellebelledonne" - Quadrimestrale di letteratura, filosofia e arte </a>nella sezione "Camminamenti"</div>
</li>
</ul>
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</item>
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<title><![CDATA[Volti lucani nella fotografia di Dario Caruso]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/?p=215</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 06:23:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaniart</dc:creator>
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<description><![CDATA[


Procession de la Madonne de Sagittario - Chiaromonte (PZ)
fotografia di Dario Caruso

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://lucaniart.files.wordpress.com/2008/06/060822_052_sagittario_processione_2.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lucaniart.wordpress.com/files/2008/06/060822_052_sagittario_processione_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-214" src="http://lucaniart.wordpress.com/files/2008/06/060822_052_sagittario_processione_2.jpg" alt="" width="400" height="374" /></a></p>
<pre style="text-align:center;">
<pre style="text-align:center;"><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">Procession de la Madonne de Sagittario - Chiaromonte (PZ)</span></pre>
<pre style="text-align:center;"><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">fotografia di Dario Caruso</span></pre>
</pre>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[All we need is oil]]></title>
<link>http://franchinosway.wordpress.com/?p=133</link>
<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 23:46:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilkonte</dc:creator>
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<description><![CDATA[Capita poco spesso di leggere o vedere qualcosa riguardo l&#8217;affare-petrolio in Basilicata. A se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Capita poco spesso di leggere o vedere qualcosa riguardo l'affare-petrolio in Basilicata. A sentire i non lucani il fatto che anche noi abbiamo il nostro piccolo Texas ci fa sentire meno sfigati. E che vi lamentate? C'avete pure il petrolio?! A sentire i lucani... si sentono i lucani? Mah.. Sentono qualcosa? Mah.. E' sconfortante vedere ogni volta come non si sappia niente. La colpa? Della politica locale e nazionale e della stampa locale e nazionale. I pennivendoli lucani non hanno mai iniziato a lavorare. Sono lì a scaldare sedie che spesso e volentieri sono giunte sotto i loro sederi come dote clientelare. Fare domande? Fare le pulci? Macchè. Anzi spesso si arriva al paradosso di vedere attaccati dalla stampa stessa i pericolosi e eversivi critici e contestatori. Una stampa più realista del re, insomma. I giornali nazionali invece non trovano forse interesse a parlare di fatti che accadono in una regione periferica, poco popolata. Cosa vuoi che interessi? E cosa vuoi che gli interessi che stanno dietro ad un affare così succoso vogliano? Che si parli poco, appunto. Che si brighi, si spolpi, si traffichi.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/29052008_ombre_lucane/" target="_blank">Qui</a> una bella inchiesta di Rainews24.</p>
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<title><![CDATA[Escoriazioni nucleari (e il pensero va...)]]></title>
<link>http://franchinosway.wordpress.com/?p=127</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 13:48:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilkonte</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una promessa. Entro 5 anni la prima pietra per la costruzione di centrali nucleari di nuova generazi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Una promessa. Entro 5 anni la prima pietra per la costruzione di centrali nucleari di nuova generazione. Peccato che la nuova generazione è più <a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/ambiente/nucleare1/atomo-parla-silvestrini/atomo-parla-silvestrini.html" target="_blank">una chimera </a>che una realtà possibile. Peccato che mettere una pietra ora significherà avere una centrale non prima del 2019. Ma non è quello i discorso. Fa paura, è agghiacciante che si parli con così tanta superficialità di cose così delicate, ma a me non fa paura, a breve termine, quello. Temo altri affari, altri sprechi, altre "<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=I6NJC" target="_blank">italianate</a>". Temo che si produca un nuovo fronte tutto ideologico e che il dissenso, con la <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=I6OFT" target="_blank">nuova aria</a> di "ordine e ragion <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=I1B95" target="_blank">(e segreto) di stato</a>", diventi automaticamente ingiustificato, illegale. Che la protesta automaticamente diventi una questione di ordine pubblico, come lo sarà per le discariche campane.</p>
<p style="text-align:justify;">E poi, immediatamente, penso a <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica?query=scorie+scanzano&#38;view=archivio&#38;testata=&#38;sortby=adocdatetime" target="_blank">Scanzano Jonico</a>, al sito unico di stoccaggio di scorie nucleari mai definitivamente accantonato. Penso alle decine di <a href="http://italy.indymedia.org/uploads/2003/11/mappa_nucleare.jpg" target="_blank">siti</a> nucleari sparsi in Italia e sulla cui insicurezza non si mai è fatto granchè. A parte, forse, mandare qualche scoria all'estero, per riaverle indietro fra qualche decennio dopo essere state riprocessate. Domanda: se non sappiamo gestire nessun tipo di rifiuto, se siamo già pieni di marcio, come pensiamo di poter razionalmente sperare in qualcosa di buono? Ho paura. Ieri ho ascoltato un servizio in un tg. Alla frase di Scajola sulle centrali seguiva un caloroso applauso della platea di Confindustria. Poi ieri notte su rainews mandano in onda brani del discorso più ampi... L'applauso, dopo il passaggio nucleare, non c'era.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi ricordo la protesta popolare per "il decreto Scanzano". Le telefonate che facevo agli amici e ai parenti giù per avere notizie. La mia amata-odiata regione nei tg, in televisione, sui giornali, sui muri di Bologna, nelle radio, su internet, ovunque. Ricordo un po' di orgoglio e la rabbia. La disinformazione di regime, il generale Jean. Ricordo l'ultima telefonata con mio nonno. Lui, un anziano maestro in pensione, ex democristiano, profondamente democratico, onesto e moderato, che plaudeva alla lotta popolare, "<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/11/24/120scorie.html" target="_blank">alla marcia dei centomila</a>" in una regione che ha 600 mila abitanti. Come vorrei risentirlo... Quante telefonate mi pento di non avergli fatto, quando potevo...</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ha0Oee7Aghc'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/ha0Oee7Aghc&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/e1_8diwiKVA'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/e1_8diwiKVA&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Concorso "Con occhio di donna 2008"]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/?p=101</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 19:55:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaniart</dc:creator>
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<description><![CDATA[IV Edizione del Concorso Fotografico Nazionale
“CON OCCHIO DI DONNA 2008″
Il concorso è organiz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>IV Edizione del Concorso Fotografico Nazionale</strong><br />
<strong>“CON OCCHIO DI DONNA 2008″<br />
</strong>Il concorso è organizzato dall’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Potenza e dalla Presidenza della Provincia di Potenza.<br />
Scadenza: <em><strong>15/7/2008</strong></em></p>
<p>Sito di riferimento:<br />
<a href="http://www.provincia.potenza.it/inside.asp?id=1&#38;idNotizia=2686">http://www.provincia.potenza.it/inside.asp?id=1&#38;idNotizia=2686</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Laghi di Monticchio (PZ)]]></title>
<link>http://denno80foto.wordpress.com/?p=407</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 19:02:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>denno80</dc:creator>
<guid>http://denno80foto.wordpress.com/?p=407</guid>
<description><![CDATA[   

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000041.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-348" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000041.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a> <a href="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000012.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-345" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000012.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a> <a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000021.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-346" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000021.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a> <a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000031.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-347" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000031.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image00005.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-349" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image00005.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Genzano di Lucania (PZ)]]></title>
<link>http://denno80foto.wordpress.com/?p=406</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 18:56:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>denno80</dc:creator>
<guid>http://denno80foto.wordpress.com/?p=406</guid>
<description><![CDATA[Genzano di Lucania è situato in Basilicata, ai confini con la Puglia, nella provincia di Potenza. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><strong><span style="color:#ff6600;"><span style="color:#ff6600;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;time=&#38;date=&#38;ttype=&#38;q=Genzano+di+Lucania&#38;sll=41.162114,6.064453&#38;sspn=8.434669,20.43457&#38;ie=UTF8&#38;ll=40.901058,16.045532&#38;spn=1.058746,2.554321&#38;z=9&#38;om=1">Genzano di Lucania</a></span></span><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;time=&#38;date=&#38;ttype=&#38;q=Genzano+di+Lucania&#38;sll=41.162114,6.064453&#38;sspn=8.434669,20.43457&#38;ie=UTF8&#38;ll=40.901058,16.045532&#38;spn=1.058746,2.554321&#38;z=9&#38;om=1"></a></strong> è situato in Basilicata, ai confini con la Puglia, nella provincia di Potenza. Tra gli edifici religiosi: Chiesa Madre di Santa Maria della Platea; Chiesa di Maria Santissima delle Grazie; Chiesa del S. Cuore (1930). Da Vedere: Palazzo Marchesale De Marinis.</p>
<p><a title="dscn2101.JPG" href="http://denno80foto.wordpress.com/files/2007/10/dscn2101.JPG"></a></p>
<h4 style="text-align:center;"><span style="color:#ffff00;"><span style="text-decoration:underline;">Fontana Cavallina</span></span></h4>
<p style="text-align:left;"><a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000036.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-383" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000036.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000026.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-390 aligncenter" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000026.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000091.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-391 alignright" style="float:right;" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000091.jpg?w=300" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> </p>
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<p align="justify">Realizzata tra il 1865 e il 1893 sulla base di un progetto redatto dall’architetto Giuseppe Antonio Locuratolo, nato a Melfi nel 1796 e trasferitosi a Genzano di Lucania a seguito della repressione dei moti carbonari, cui aveva partecipato, verificatisi in Basilicata nel 1820-21. Nella fontana, nella parte superiore dell’arco, è presente la statua della Dea Cerere (di origine romana rinvenuta in una contrada adiacente al paese). La Dea Cerere è la protettrice dell’agricoltura e specialmente del grano e “considerando che l’industria dominante del paese è l’agricoltura e specialmente la semina del grano, orzo e avena, l’effigie di Cerere è la sola che potrebbe adattarsi alle circostanze del paese”.</p>
<p align="right">(Informazioni prese dal sito <a href="http://www.festamariassdellegrazie.it/"><span style="color:#ff6600;">www.festamariassdellegrazie.it</span></a>)</p>
<h4 style="text-align:center;"><span style="color:#ffff00;"><span style="text-decoration:underline;">Festa Maria SS delle Grazie</span> </span></h4>
<h4 style="text-align:center;">    </h4>
<p style="text-align:left;"><a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000062.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-384" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000062.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000071.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-392 aligncenter" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000071.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000054.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-386 alignleft" style="float:left;" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000054.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000081.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-387 aligncenter" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000081.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<h4 style="text-align:center;"><span style="color:#ffff00;"><span style="text-decoration:underline;">Il paesaggio intorno</span></span></h4>
<p align="center"><a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000045.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-388" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000045.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a> <a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000016.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-389" src="http://denno80foto.wordpress.com/files/2008/04/image000016.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://denno80foto.files.wordpress.com/2008/04/image000036.jpg"></a></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="left">C'è molto altro da sapere e da visitare a Genzano di Lucania!</p>
<p align="left">Per maggiori informazioni e dettagli su cenni storici del paese, i monumenti, le chiese e tanto altro, potete visitare il sito dal quale ho tratto alcune delle informazioni sopra riportate: <a href="http://www.festamariassdellegrazie.it/"><span style="color:#ff6600;">www.festamariassdellegrazie.it</span></a>.</p>
<p align="left">Nel caso siate interessati, esistono altri siti da visitare; basta digitare da qualsiasi motore di ricerca, Genzano di Lucania.</p>
<p align="left"><strong><em>N.B.</em></strong> Tutte le immagini che vedete, come tutte quelle che trovate all'interno del blog, sono state scattate dal sottoscritto.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo di Gaetano Cappelli]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/?p=196</link>
<pubDate>Mon, 19 May 2008 16:13:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>maria antonietta dattoli</dc:creator>
<guid>http://lucaniart.wordpress.com/?p=196</guid>
<description><![CDATA[
Gaetano Cappelli, Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo, Mar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://lucaniart.files.wordpress.com/2008/05/cappelli.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-205" src="http://lucaniart.wordpress.com/files/2008/05/cappelli.jpg?w=127" alt="" width="127" height="200" /></a><br />
Gaetano Cappelli, Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo, Marsilio 2007<br />
</strong><br />
Si legge d’un fiato l’ultimo lavoro di <em>Gaetano Cappelli</em> e trascina il lettore in un intreccio che si risolve in un complesso labirinto attraversato da volti e fatti lontani nel tempo, ma legati dal razionale, lucido disincanto di Riccardo Fusco, il protagonista.<!--more--> Costui, emblema dell’intellettuale deluso dallo straniante sistema del mondo accademico italiano, con cinismo dissacrante, smaschera i vizi privati della borghesia di provincia e i miti menzogneri di qualche secolo di storia. Riccardo non esita, infatti, a definire il fenomeno del brigantaggio come la violenta affermazione di bande di tagliagole le cui azioni sono state romanticamente reinterpretate in chiave antisavoiarda come la giusta ribellione ai soprusi del più forte. E se questa considerazione sembra dettata dal personale rancore del protagonista-narratore verso la moglie Eleonora che, delle storie romanzesche dei briganti lucani è divenuta un’ambiziosa e capace divulgatrice, non tarderà a trovare nel corso della narrazione una motivazione più fondata. Toccherà, infatti, proprio a lui scoprire che l’origine della fortuna della famiglia del suo vecchio compagno di studi, Graziantonio Dell’Arco – un volgare e intraprendente <em>parvenu</em> che a tratti incarna la maschera grottesca di un moderno Trimalcione – è legata al crudele inganno ordito ai danni di un nobile quanto inerte capitano dell’esercito savoiardo – siamo negli anni appena successivi all’Unità – sceso nel Sud d’Italia per combattere il brigantaggio. Ma Riccardo, proprio rievocando la vicenda di uno zio dello stesso Dell’Arco, non tarda a sorprendere i lettori descrivendolo come un <em>dandy</em> invaghito dell’ideologia socialista che, scoperto proprio nella madre Russia l’inganno perpetrato dalla propaganda, perde, insieme con la vita, il sogno di veder splendere “<em>il sol dell’avvenire</em>”.<br />
Come è facile notare, Cappelli rivela una singolare attitudine a intrecciare, lontane nel tempo, storie diverse destinate a dare spessore alla vicenda principale, in sé semplice e per certi aspetti banale: quella di un tentato riscatto del protagonista – un’individualità brillante degradata al ruolo di uomo di casa, tradito dalla moglie e deluso dalla vita – a cui si intreccia il tentativo di vendetta di Granziantonio Dell’Arco contro Yarno Cantini del Canto degli Angeli, nobile in miseria ma orgoglioso custode dei privilegi di un’aristocrazia in declino, elegante e raffinato <em>dandy</em> che non ha esitato a umiliare pubblicamente il Dell’Arco, colpevole di mostrare con eccessiva ostentazione la sua fortuna. E’ qui che fa la comparsa il vino Aglianico e con esso la terra che lo produce, con i suoi paesi arroccati, i paesaggi assolati e avvolti nella malinconica sospensione tra presente e passato.<br />
Né mancano di fascino le figure femminili - archetipi di tragica potenza - retaggio di un universo matriarcale che contende all’uomo il ruolo dominante. E’ il caso di Eleonora, la moglie di Riccardo, che – lungi dal farsi coinvolgere dalla “<em>disfatta</em>” cui era inesorabilmente andato incontro il marito – <em>“aveva invece realizzato ogni suo sogno, anzi più di quello che aveva mai sognato, superandolo in tutto”,</em> costringendolo a un ruolo umiliante e subalterno. Non diverso – <em>mutatis mutandis</em> – appare il ruolo di Chatryn Wally Triny, l’affascinante ricercatrice americana con cui Riccardo aveva intrecciato, anni prima, una breve quanto intensa relazione e che, giunta a trentanove anni, si accorge di essere una donna sola, <em>“nauseata dai rituali del corteggiamento”</em>, ma <em>“con un unico incoercibile desiderio: voleva un figlio”.</em> Desiderio che dopo averla riportata, a distanza di anni, tra le braccia di Riccardo, ella tenta di realizzare con determinazione inflessibile, trasformandosi in una mantide capace di divorare le forze vitali dell’amante. A lei, antropologa convertitasi, per una fortunata coincidenza, all’attività di degustatrice di vini per prestigiose riviste del settore, toccherà una parte importante nella vicenda che avrebbe determinato tanto il successo del vino Aglianico quanto l’ennesimo fallimento di Riccardo, decaduto al ruolo di maschio riproduttore. E, infine, non si può tacere di una terza figura femminile: Lia la Bavosa, la megera ripugnante, gelosa depositaria di un sapere antichissimo, quello della magia lucana, che la rende detentrice di un potere assoluto. Il suo intervento evoca immagini arcane di donne che hanno imparato a servirsi delle forze segrete della natura per controllare gli eventi e influenzare le scelte di uomini potenti. Ancora una volta Cappelli sembra volerci raccontare che – anche nei borghi di una Lucania antica, per le cui strade si incontravano meste immagini di una femminilità sottomessa – nelle mani, nei corpi, nelle menti delle donne si celano energie misteriose e violente, quelle stesse incarnate da tante eroine tragiche.<br />
Certo nessuna delle donne del romanzo appare nella veste rassicurante di una madre o di un’amica, nessuna è compagna di strada ma ognuna a suo modo si rivela nemica. Anche in questo l’autore cambia abilmente le carte in gioco, fino a svelare comodi autoinganni e denunciare, con beffarda ironia la solitudine e le incertezze del vivere.<br />
Gaetano Cappelli ama sorprendere continuamente il suo lettore, costringendolo a uscir fuori dagli schemi comodi e rassicuranti del politicamente corretto, costringendolo a rivedere stantie categorie di pensiero mentre viene trascinato in un intreccio incalzante che non lascia spazio agli indugi e che irretisce con il fascino della provocazione.<br />
Ancora in una delle ultime pagine del romanzo, in un momento di riflessione in cui l’autore smaschera il gioco della finzione con un ennesimo <em>coup de théâtre</em>, afferma con candore insospettato che il vero pregio della creazione romanzesca sta nell’offrire al lettore la possibilità di conoscere l’intero repertorio dei fatti che sono alla base degli eventi, di quella sequenza di cui conosciamo solitamente pochi pezzi, difficilmente collegabili in una successione sensata. Come fossimo divinità pettegole, noi, lettori di romanzi, guardiamo da una prospettiva privilegiata il complesso verificarsi degli eventi della vita e finalmente, per una volta, ci convinciamo di aver compreso la ragione profonda del concatenarsi dei fatti, innalzati dalla condizione di semplici coincidenze alla dimensione di significativi prodigi. Ma noi, semplici lettori, altro non siamo che i burattini abilmente manovrati da una divinità creatrice, che muove personaggi e veicola idee. E a volte questa divinità creatrice è particolarmente potente. E’ il caso di Gaetano Cappelli.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Maria Antonietta Dattoli</em></p>
<pre>Leggi un estratto del romanzo<a title="Link permanente a Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo di Gaetano Cappelli" rel="bookmark" href="../2008/04/18/storia-controversa-dellinarrestabile-fortuna-del-vino-aglianico-nel-mondo-di-gaetano-cappelli/">
Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico
nel mondo di Gaetano Cappelli</a></pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ESCURSIONI della COMUNITA' PROVVISORIA maggio/giugno]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=717</link>
<pubDate>Sat, 03 May 2008 20:35:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
<guid>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=717</guid>
<description><![CDATA[ 
 
ESCURSIONI della COMUNITA’ PROVVISORIA
 

PARCO NAZIONALE della MAIELLA    
SABATO 10 e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><strong></strong><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/files/2008/01/logo-21-cm.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-315" src="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/files/2008/01/logo-21-cm.jpg" alt="" width="595" height="104" /></a> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><strong></strong> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><strong><span style="font-size:22pt;color:#003300;">ESCURSIONI della COMUNITA’ PROVVISORIA</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:28pt;"><strong><span style="color:#008000;">PARCO NAZIONALE della MAIELLA</span></strong><span style="font-size:28pt;"> <span> </span></span> <span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span style="font-size:small;"><span><strong><span>SABATO 10 e DOMENICA 11 maggio </span></strong></span><span><span><span> </span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span><span style="font-size:small;">a cura di Antonio LaPenna <span>  </span></span></span></span><span><span style="font-size:10pt;">0827.91747<span>  </span></span></span><span><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:10pt;color:#800080;"><span><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span></span></span><a href="mailto:antonio_lapenna2@alice.it"><span style="font-family:Arial;"><span><span style="font-size:10pt;">antonio_lapenna2@alice.it</span></span></span></a><span><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:10pt;color:#800080;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span></span><span><span style="font-size:10pt;"><span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span><span style="font-size:small;">obiettivo: conoscere la montagna per una comunità paesologica dal Pollino alla Maiella</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span><span style="font-size:small;color:#ff0000;"><strong><em>adesioni via e.mail entro domani (martedì 6) ore 18</em></strong></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span><span style="font-size:small;color:#ff0000;">sabato 10 / <span> </span>punto di ritrovo Grottaminarda : ore 6.30 - partenza con pulmann 21 posti</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span><span style="font-size:small;">ore 9,30 Campo di Giove, visita guidata alla sede operativa e incontro con il responsabile del Parco Nicola Cimini /<span>  </span>Visita all’Altopiano delle 5 miglia / <span> </span>Pescocostanzo / Pacentro </span></span></span><span><span style="font-size:small;">Cena e pernottamento a Sulmona, Hotel S.Croce ****</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">domenica 11 / Passo San Leonardo / <span> </span>Caramanico Terme, visita al centro termale</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;"><em>100 euro compreso viaggio, cena del sabato e pernottamento</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">Escursione con guida agli Eremi della Maiella, Valle dell’Orfento (3 ore)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">info : </span><a href="http://www.parcomajella.it/"><span style="font-size:small;">http://www.parcomajella.it</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">a caramanico : </span><a href="http://www.lareserve.it/cms/index.php"><span style="font-size:small;">http://www.lareserve.it/cms/index.php</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">mappa :  <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=parco+nazionale+della+majella&#38;sll=42.028894,14.121552&#38;sspn=0.741599,1.2854&#38;ie=UTF8&#38;s=AARTsJpCOcpyf3CIBqAGove52iUs5gTgUw&#38;ll=42.073762,14.100952&#38;spn=0.713558,1.373291&#38;z=9&#38;output=embed">MAPPA</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><strong><span style="font-size:28pt;color:#008000;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><strong><span style="font-size:28pt;color:#008000;">IRPINIA <span> </span>D’ORIENTE</span></strong><span style="font-size:28pt;"> <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span style="font-size:small;"><strong><span>SABATO 24 maggio </span></strong><span><span> </span><strong></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span style="font-size:small;"><span>a cura di Biagio Cillo <span> </span><span> </span></span><span>338.9450408<span>  </span><a href="mailto:cillobg@tin.it">cillobg@tin.it</a> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">obiettivo: università di napoli 2 e comunità provvisoria incontrano il PAESAGGIO</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;"><!--more-->programma in via di definizione</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">ore 9.30 <span> </span>punto di ritrovo Bisaccia , piano regolatore</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">Filippica di Harmin tra vecchia e nuova Bisaccia</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">ore 11.30 Aquilonia Vecchia e discesa al lago di Monteverde</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">ore 13 colazione lucana, illustrata da Tonno Vespucci, quota €. 10</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">Biagio Cillo parla della sua idea di Parco dell’Irpinia d’Oriente</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">ore 16.30 <span> </span>vecchia e nuova Conza della Campania, visita guidata con un ragazzo e un anziano </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><strong><span style="font-size:28pt;color:#008000;">SALITA <span> </span>al TERMINIO</span></strong><span style="font-size:28pt;"> <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span style="font-size:small;"><strong><span>SABATO <span> </span>7 <span> </span>giugno </span></strong><span><span> </span><strong></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">a cura di Angelo Verderosa <span> </span></span><a href="mailto:studio@verderosa.it"><span style="font-size:small;">studio@verderosa.it</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">obiettivo: salire a piedi sulla vetta più bella dei picentini</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">programma in via di definizione</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">ore 7.30 <span> </span>appuntamento a Montella<span>  </span>in auto fino a Campolaspierto / Verteglia </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">ore 8.30 <span> </span>salita con la guida Carmelino De Blasio (3 ore – difficoltà facile) </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">colazione in vetta / orientamento</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">ore 16.30 visita alle Bocche del Dragone e al Museo etnografico, Volturara</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><strong></strong> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><strong><span style="font-size:28pt;color:#008000;">IRPINIA LUCANA / lucania irpina</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span style="font-size:small;"><strong><span>SABATO <span> </span>14 <span> </span>giugno </span></strong><span><span> </span><strong></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">a cura di Michele Fumagallo<span>  </span></span><a href="mailto:m.fumagallo@virgilio.it"><span style="font-size:small;">m.fumagallo@virgilio.it</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">obiettivo: intersecare le nostre montagne, annullare i confini regionali</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">programma in via di definizione</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">ore 8 appuntamento a Conza</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">in pulmann Ruvo del Monte, San Fele, Muro Lucano, Laviano</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">visite guidate e incontri con le comunità lucane: il parco siamo noi</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">pranzo in agriturismo </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">è utile mettere nei commenti anche un'adesione di massima in modo da capire logistica e  fattibilità delle varie escursioni</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">i 4 appuntamenti sono incentrati sul rafforzamento dell'idea del PARCO dell'IRPINIA d'ORIENTE  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 30.9pt 0 49.6pt;"><span><span style="font-size:small;">.</span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“Tunnicchje” un Pinocchio che parla in dialetto lucano - di Maria Pina Ciancio ]]></title>
<link>http://viadellebelledonne.wordpress.com/?p=3117</link>
<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 17:00:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
<guid>http://viadellebelledonne.wordpress.com/?p=3117</guid>
<description><![CDATA[
Assunta Finiguerra, TUNNICCHJE, A poddele d’a Malongne, Interpretazione lucana di Le avventura di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><img src="http://www.lietocolle.com/upload/images/cop_a.jpg" border="0" alt="" /><br />
Assunta Finiguerra, TUNNICCHJE, A poddele d’a Malongne, Interpretazione lucana di <em>Le avventura di Pinocchio</em>, Lietocolle 2007</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ng’ere na vote…<br />
-Nu Re! - Hanna dì subbete i turzille ca nu domane m’hanna legge.<br />
No guagliù, avita sebbagliate. Ng’ere na vota nu piezze de lèvene…<br />
(dall’incipit)</em></p>
<p style="text-align:justify;">Pinocchio non amava i libri, ma il libro di Pinocchio (1883) è un classico che da sempre non manca in nessuna libreria per ragazzi. Tra i libri più letti e più popolari al mondo, si contano a tutt’oggi centinaie di traduzioni in versi e in prosa, da quelle in lingua straniera, a quella in lingua latina<!--more--> (per opera del famoso latinista fiorentino Ugo Enrico Paoli) a quelle dialettali: rivisitazioni del libro in forma locale-popolare nei più svariati  idiomi italiani della penisola, dal napoletano al bolognese, dal calabrese al bresciano, etc.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi, grazie alla originale e libera interpretazione della poetessa <strong>Assunta Finiguerra</strong>, anche la Basilicata ha il suo burattino di legno, scavato da Maste Peppe in un <em>“ceppone de quire”.</em> La scrittrice sanfelese, infatti,  ha da poco terminato <a href="http://www.lietocolle.com/index.php?module=subjects&#38;func=viewpage&#38;pageid=2779" target="_blank"><strong><span style="color:#c9740a;">Tunnicchje, A poddele d’a Malonghe”</span></strong></a> la traduzione delle <em>Avventure di Pinocchio di Collodi </em>in vernacolo lucano, per i tipi della <a href="http://www.lietocolle.com/" target="_blank"><strong><span style="color:#c9740a;">LietoColle</span></strong></a>. Un formato album di 165 pagine, impreziosito da otto originali tavole a colori, illustrate dal pittore Francesco Mario Tumbiolo.</p>
<p style="text-align:justify;">Un lavoro durato due anni, racconta l’autrice, che su suggerimento di Pier Maria Tommasino, ha intrapreso questo viaggio nel mondo della fiaba di Collodi a ritroso nel tempo della memoria e dell’infanzia, scoprendo quanto la forza e la potenza della materia linguistica del dialetto, sia radicata nel suo DNA e nella sua storia di vita personale.</p>
<p style="text-align:justify;">In questo lavoro di tra-duzione/re-interpretazione Assunta Finiguerra “<em>agisce all’interno del testo, traduce e non sconvolge l’intreccio</em> -scrive Pier Mattia Tommasino nella prefazione<em> - rispetta la lettera e allo stesso tempo reinventa lo spirito della favola, attraverso la vulcanica e floreale</em> naïveté <em>della sua poesia</em>“. E vere e proprie illuminazioni poetiche, attraversano e accendono la fiaba, grazie a nuove re-invenzioni narrative,  similitudini, intercalari, proverbi e aneddoti lucani: “Quanne ha repegliate i sienze, s’è sedute nderre cu nause ca le pessciaje cume na fundana e l’uocchje falbe fascienne accuwature sotte a re zìzzele, arrevandete janghe p’a paure”;  ”U muare era cchiù lissce de nu specchje de cristalliere”.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono circa circa cinquanta i personaggi che  si muovono sulla scena del libro, alcuni nomi restano fedeli alla narrazione, altri sono fantasiosamente reinventati, ma tutti (uomini e animali) sono identificati e riconosciuti con un sostantivo proprio,  allora la volpe diventa ”Retelle”, il gatto “Janussce”, il merlo bianco “Luiselle a Ciole”, il Serpente  “Petruzze u Serpendale”. Lo stesso Pinocchio, il burattino che faceva disperare Geppetto, prende il curioso nome di Tunnicchje “-<em>Che nome le pozze mette? U vulesse chiamà Tunnicchje. Na vota canusscije na famiglia sane ca se chiamaje accusì: Tunnicchje attane, Tunnicchje a mamme e Tunnicchje i figlje, s’a passanne discretamende, stacienne desciune na vota a settemana”.</em></p>
<p style="text-align:justify;">E Tunnicchje è anche <em>A poddele d’a Malonghe</em>, cioè la farfalla della Malonga (un bosco lucano di San Fele) a simboleggiare il carattere leggero, sognatore e farfallone del burattino collodiano, che corre di qua e di là attratto dalle luci e dai colori. Ma, come scrive F. M. Tumbiolo in una nota finale: <em>“la faralla è -anche- un perfetto rimando metaforico alla storia di Pinochio (che da burattino diventerà ragazzo)”.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Un Pinocchio-Tunnicchje, dunque, che si muove in un mondo fiabesco, in cui sono ricoscibili i boschi, le campagne, i paesi, le tradizioni e le usanze popolari della Lucania. Una storia interpretata e re-inventata con la forza,  la sicurezza e la penna “maestra” di Assunta Finiguerra, da cui trasuda poesia,  passione e amore per la vivacità e l’ingenuità tra-sognata del burattino collodiano: <em>“Cume ere da rirre quanne ere nu pupuazze de lèvene! E cume só cundende ósce de esse arrevendate nu guaglione ngarne e osse e cu a chiocca a pposte! A vite è accussì: quanne a bburze a bburze, quanne a vvòle a vvòle”.</em></p>
<p style="text-align:left;">                                                                                                   <em>Maria Pina Ciancio</em></p>
<p style="text-align:justify;">Altri articoli:<br />
<a title="Link permanente a LucaniArt intervista la poetessa lucana Assunta Finiguerra" rel="bookmark" href="http://lucaniart.wordpress.com/2007/12/25/lucaniart-intervista-la-poetessa-lucana-assunta-finiguerra/"><span style="color:#c9740a;">LucaniArt intervista la poetessa lucana Assunta Finiguerra</span></a><br />
<a title="la parola come lavacro di purificazione - di Maria Pina Ciancio" rel="bookmark" href="http://viadellebelledonne.wordpress.com/2007/08/22/la-parola-come-lavacro-di-purificazione-di-maria-pina-ciancio/"><span style="color:#265e15;">Assunta Finiguerra: la parola come lavacro di purificazione - di Maria Pina Ciancio</span></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ho lasciato di Vincenzo Capodiferro]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/?p=45</link>
<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 15:31:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaniart</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Eclipse I - Stampa artistica di Alexis St. John
Ho lasciato il mio paese,
un gruzzolo di case
t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<pre> <img src="http://imagecache2.allposters.com/images/BEN/AB1997V.jpg" border="0" alt="Eclipse I Stampa artistica di Alexis St. John" width="159" height="153" />
Eclipse I - Stampa artistica di Alexis St. John</pre>
<p>Ho lasciato il mio paese,<br />
un gruzzolo di case<br />
tremanti di freddo,<br />
arse di noia tutto l’anno.<!--more--><br />
Ho lasciato pietra su pietra<br />
senza calce, embrici<br />
abbracciati sui tetti,<br />
vecchi seduti a contare<br />
i giorni al trapasso.<br />
Ho lasciato il bosco avito<br />
di faggio, turbine<br />
di verde sollevato<br />
al cielo. Ho lasciato<br />
il fiume che mangia<br />
i piedi del mio paese,<br />
incurante sulla roccia,<br />
il fiume dove fanciullo<br />
bagnavo l’infanzia mia.<br />
Non più le bionde messi<br />
e gli armenti ridenti<br />
sui poggi montuosi,<br />
non più la freccia dell’aratro<br />
solcare il suolo riarso,<br />
non più gli asini vagare<br />
nei vicoli di pietra<br />
e penombra.<br />
Ho lasciato che morisse<br />
di vecchiaia il mio paese,<br />
vegliardo inchinato<br />
al re Raparo da mille anni.<br />
Ho lasciato tutto<br />
il suo baratro di silenzio.<br />
Nella mia lontananza<br />
risuona l’eco<br />
del suo fantasma.</p>
<p><em><span style="color:#333333;">Vincenzo Capodiferro è nato a Lagonegro, in Provincia di Potenza, nel 1973, si è laureato in Filosofia presso la “La Sapienza” di Roma e attualmente vive a Varese.</span></em></p>
<pre>Intersezioni
<a href="http://lucaniart.wordpress.com/2008/01/12/la-dittatura-di-dio-liberta-e-dispotismo-in-n-antoine-boulanger/">La dittatura di Dio - una lettura di Teresa Armenti</a></pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scuse doverose sui 2 post precedenti]]></title>
<link>http://franchinosway.wordpress.com/?p=106</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 12:45:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilkonte</dc:creator>
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<description><![CDATA[A quanto pare quella di oggi è stata davvero una giornata movimentata nei palazzi della Regione Bas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">A quanto pare quella di oggi è stata davvero una giornata movimentata nei palazzi della Regione Basilicata. </p>
<blockquote>
<table class="content_table" border="0" cellspacing="0" cellpadding="2">
<tbody>
<tr>
<td class="section_data" bgcolor="#f9f9f9"><span class="tria">» </span>2008-04-17 14:21 (Ansa)</td>
</tr>
<tr>
<td class="content_title_primopiano" bgcolor="#f9f9f9">TOGHE LUCANE: SEQUESTRATO COMPLESSO TURISTICO 'MARINAGRI'</td>
</tr>
<tr>
<td class="content_text_news12">CATANZARO - I militari della guardia di finanza di Catanzaro hanno sequestrato  il complesso turistico 'Marinagri' di Policoro (Matera) al centro di una inchiesta del sostituto procuratore Luigi De Magistris, sulle cosiddette 'Toghe Lucane'. Si tratta di un'indagine su un presunto comitato d'affari che avrebbe operato in Basilicata con la complicità di uomini politici, magistrati, professionisti e imprenditori.</p>
<p>Il provvedimento di sequestro del complesso turistico è stato emesso per urgenza dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris. Il villaggio turistico Marinagri era stato già sequestrato il 3 marzo del 2007 su provvedimento del Gip del tribunale di Catanzaro, Antonio Rizzuti. Successivamente il 20 marzo 2007 i giudici del tribunale della libertà del capoluogo calabrese ne avevano disposto il dissequestro. Il sequestro preventivo del villaggio turistico fu adottato nell'inchiesta 'Toghe Lucane' nell'ambito della quale sono indagati il legale rappresentante della società Marinagri, Vincenzo Vitale; il responsabile della sicurezza della società, Pietro Gentili, ex responsabile della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Potenza, ed il procuratore della Repubblica di Matera, Giuseppe Chieco. Vitale, Gentili e Chieco sono indagati, in concorso, per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Per Chieco si aggiunge l'ipotesi di abuso d'ufficio. Il provvedimento di sequestro adottato dal gip si basava sul presupposto che "il progetto per la costruzione del complesso turistico Marinagri abbia superato con modalità anomale una serie di ostacoli di carattere tecnico ed amministrativo, derivanti dai vincoli territoriali gravanti sull'area in cui è stato realizzato il villaggio". Il 22 ottobre del 2007 la Corte di Cassazione respinse il ricorso della Procura di Catanzaro contro l'ordinanza del Tribunale del riesame, che annullò il sequestro del complesso turistico.</p>
<p>La Guardia di Finanza ha fatto perquisizioni anche nell'abitazione e negli uffici di Nicolino Lopatriello, che due giorni fa è stato eletto sindaco di Policoro (Matera). Lopatriello - che alle amministrative ha capeggiato la coalizione di centrodestra - aveva ricoperto la carica di sindaco di Policoro anche nel periodo compreso tra il 2000 e il 2006.</p>
<p>MARINAGRI, UN VILLAGGIO DA 200 MILIONI DI EURO</p>
<p> Il 'Marinagri'  è un villaggio turistico dal valore di 200 milioni di euro. La struttura comprende villette, posti barca, porticciolo, due alberghi, strutture sportive, sullo jonio lucano. L'inchiesta del sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, riguarda l'acquisizione da parte della società "Marinagri" di alcune particelle di terreno e ad un cambio di destinazione. Secondo l'accusa, le costruzioni edilizie del grande villaggio turistico erano frutto di "atti amministrativi illegittimi, comportanti gravi rischi anche sotto il profilo idrogeologico e per la salute e sicurezza pubblica". La Marinagri, secondo l'accusa, avrebbe ottenuto dal Comune di Policoro il permesso a costruire la struttura turistica prima ancora che la società ne avesse acquisito la proprietà. La Procura di Catanzaro, inoltre, ipotizza anche delle irregolarità per la concessione di finanziamenti da parte del Cipe</p>
<p>PERQUISIZIONI PER PRESIDENTE REGIONE BASILICATA</p>
<p>L'abitazione del Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, del Pd, è stata perquisita stamani dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta Toghe Lucane, condotta dalla Procura di Catanzaro. Nell'ambito dell'operazione c'é stato stamattina il sequestro del complesso turistico Marinagri di Policoro. Nei confronti del presidente della Basilicata la Procura ipotizza il reato di abuso d'ufficio e truffa. Sono in corso altre otto perquisizioni, tutte in Basilicata, che riguardano secondo quanto si è appreso anche persone ritenute vicine all'ex sottosegretario ed attualmente parlamentare del Pd Filippo Bubbico. Perquisizioni - si è appreso a Catanzaro - sono in corso a Potenza in alcuni uffici della Regione Basilicata.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</blockquote>
<p>Era veramente una giornata "particolare"... <strong>Chiedo umilmente scusa agli impiegati</strong> che non ho trovato nei loro uffici e mi rimangio tutte le facili battute e l'ironia che ho speso nei loro confronti. Spero che, in una giornata normale, tutto fili liscio. Io, intanto, vado a fare una doccia gelata di umiltà.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A servizio del cittadino 2]]></title>
<link>http://franchinosway.wordpress.com/?p=105</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 10:28:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilkonte</dc:creator>
<guid>http://franchinosway.wordpress.com/?p=105</guid>
<description><![CDATA[Alla fine qualcuno mi ha risposto dall&#8217;ufficio relazioni col pubblico del dip. att prod. Meno ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Alla fine qualcuno mi ha risposto dall'ufficio relazioni col pubblico del dip. att prod. Meno male. Mi ci è voluta un'ora e mezza ma alla fine sono riuscito a fare incetta di numeri di telefono di redattori di uffici stampa vari. Sono euforico, felice, rido di gioia al telefono mentre ringrazio l'efficiente impiegato. Chiamo uno dei numeri dell'uff stampa, è un fisso, temo il peggio. Ma alla fine risponde una bella voce femminile. Racconto tutto e chiedo come mai non risponda nessuno. -E' una giornata particolare- risponde. Mi lascio andare ad una battuta -Forse i caffè sono un po' lunghi-. Ringrazio, chiedo scusa per la facile ironia e cerco un barlume di speranza. Forse, prima o poi, ce la farò a fissare un benedetto appuntamento.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A servizio del cittadino]]></title>
<link>http://franchinosway.wordpress.com/?p=104</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 09:15:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilkonte</dc:creator>
<guid>http://franchinosway.wordpress.com/?p=104</guid>
<description><![CDATA[Ore 11. E&#8217; da circa mezz&#8217;ora che cerco di parlare con qualcuno dei seguenti uffici della]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ore 11. E' da circa mezz'ora che cerco di parlare con qualcuno dei seguenti uffici della Regione Basilicata: segreteria presidenza della giunta regionale (2 linee), ufficio comunicazione istituzionale e relazioni col pubblico (4 linee), segreteria dell'assessore alle attività produttive (3 linee), ufficio relazioni col pubblico del dip attività produttive (1 linea). Il bello è che anche chiamando di continuo lo stesso numero nessuno risponde. Ma dove sono? Cosa fanno? E' forse questo uno dei risultati della gestione dei posti nella pubblica amministrazione? O, magari, sono tutti a festeggiare la "schiacciante vittoria" del PD in regione? O, più banalmente, è colpa mia. Non ho le giuste conoscenze da contattare sul cellulare. Non "conosco a" quello che è cugino, congnato o amico  di quell'altro che ci può mettere la fatidica buona parola.</p>
<blockquote><address><strong>Mi rispondono dalla segreteria del dipartimento attività produttive</strong>: </address>
<address>-Si?- la voce assonnata, nasale</address>
<address>-Buon giorno, sono Tizio di quella tale testata. Parlo con la segreteria del dip. att. pro.?- domanda d'obbligo metti ho svegliato qualcuno a casa?</address>
<address>-Si- scoccciato, già stanco</address>
<address>-Volevo fissare un appuntamento con l'assessore sulla questione petrolio in Basilicata-</address>
<address>-Ma deve parlare col Presidente-</address>
<address>-No, mi scusi, per quale motivo? Voglio parlare con l'assessore.. Poi, magari, anche col presidente-</address>
<address>-Ma sulla questione petrolio è competente la Presidenza.. Se fa le sue domande a loro potranno risponderle meglio- con aria di sufficienza</address>
<address>-Ho capito, ma se volessi erroneamente comunque parlare con l'assessore per avere dei dati del dipartimento e un giudizio politico sulla questione proprio da lui perchè lo trovo un uomo particolarmente brillante?-</address>
<address>-Le dico che sbaglia.. Io lo dico per il suo lavoro.. Chiami la Presidenza- con voce stanca, scocciata, leggermente paterna.. </address>
<address>Quasi mi incazzo.. Ma alla fine lascio perdere.. Ho tempo e mandarlo a fare in culo sonoramente non mi aiuterebbe. Ma lo sfizio me lo voglio togliere. </address>
<address>-Va bene, la ringrazio, gentilissimo, utilissimo... Buon Lavoro e mi scusi per il disturbo.. E mi saluti tanto Rocchino del 3° piano. quel disgraziato- Inventandomi sia Rocchino che il piano</address>
<address>-Grazie, TE lo saluto... CIAO!-</address>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Qualche giorno fa provai a chiamare il Comune di Brindisi di Montagna (PZ). Anche lì ai 2 numeri di telefono presenti non ha risposto nessuno per più di 3 quarti d'ora.</p>
<p style="text-align:justify;">Continuo a chiamare, continuo a provarci. Qualcuno prima o poi passerà davanti al telefono. Spero che il trillio di quello strano aggeggio lo incuriosisca e che, fondamentalmente, non lo alzi e richiuda immediatamente per fingere la caduta della linea (cosa successami qualche giorno fa).</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ZSKa_gnSqk0'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/ZSKa_gnSqk0&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Concorso letterario "Luoghi e volti di Basilicata 2008"]]></title>
<link>http://viadellebelledonne.wordpress.com/?p=3017</link>
<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 21:03:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
<guid>http://viadellebelledonne.wordpress.com/?p=3017</guid>
<description><![CDATA[
Sezioni: Narrativa e Poesia
In occasione del secondo anno di attività, l’Associazione Culturale ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p>Sezioni: <em>Narrativa e Poesia</em></p>
<p style="text-align:justify;">In occasione del secondo anno di attività, <strong>l’Associazione Culturale LucaniArt ONLUS</strong> bandisce un Concorso Letterario per una selezione antologica dal titolo<strong> <span style="color:#ce4c3b;">“LUOGHI E VOLTI DI BASILICATA”.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ciascun autore è invitato a rappresentare, attraverso le proprie corde interiori ed emotive, l’odierna realtà territoriale lucana,<!--more--> le dinamiche sociali, le contraddizioni tra arcaicità e modernità dei luoghi, la tensione tra diversità e omologazione in chi è rimasto e la percezione della stessa in chi andando via ha prodotto una frattura con l’origine.</p>
<p style="text-align:justify;">Un esistenzialismo moderno che aiuti a capire il vissuto, i radicamenti e/o i mutamenti della nostra terra.</p>
<p style="text-align:justify;">Racconti brevi, reportage, diari, piccole prose e testi poetici, non superiori alle 3 cartelle dattiloscritte, dovranno essere inviati all’indirizzo e-mail <a href="mailto:lucaniart@libero.it"><span style="color:#c9740a;">lucaniart(at)libero.it</span></a> corredati di indirizzo e una breve nota biografica dell’autore.</p>
<p style="text-align:justify;">Ogni autore può partecipare con un massimo di due opere.</p>
<p style="text-align:justify;">Termine per la presentazione dei lavori <strong>30 giugno 2008.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Gli autori selezionati saranno avvisati personalmente e verranno inseriti nell’Antologia “Luoghi e volti di Basilicata” che sarà pubblicizzata e divulgata attraverso comunicati stampa e manifestazioni pubbliche in cui saranno invitati a partecipare gli autori stessi.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Si prega gentilmente di divulgare l’iniziativa.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Consulta il sito internet<br />
LucaniArt Magazine<br />
<a href="http://lucaniart.wordpress.com">http://lucaniart.wordpress.com</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando a parlarti è una buca]]></title>
<link>http://franchinosway.wordpress.com/?p=96</link>
<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 09:39:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilkonte</dc:creator>
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<description><![CDATA[Perchè non dare un nome alle buche storiche nelle strade della città? Sembra ieri che Rocco spunt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Perchè non dare un nome alle buche storiche nelle strade della città? Sembra ieri che Rocco spuntava più di dieci anni fa e mi costringeva a evitarlo quando giravo col motorino. Ormai fa parte del paesaggio, come una volta lo erano i vecchi con la coppola e il bastone o i contadini che passavano col tre-ruote o col ciuccio, o le signore anziane con lo scialle nero. I fossi sono eterni, resistono al tempo e alle mode come i palazzoni, il cemento e gli alberi secolari. Cambiano le auto, cambiano i motorini, ma loro restano lì e resistono. Potenza e le sue buche come Matera e i sassi, Aliano e i calanchi, Melfi e il castello.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Premio Letterario "Città dei Sassi 2008"]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/?p=100</link>
<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 16:07:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaniart</dc:creator>
<guid>http://lucaniart.wordpress.com/?p=100</guid>
<description><![CDATA[III Edizione del PREMIO LETTERARIO

&#8220;LA CITTA&#8217; DEI SASSI&#8221;
bandito da L’ASSOCIAZI]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>III Edizione del PREMIO LETTERARIO</strong><br />
<strong><br />
"LA CITTA' DEI SASSI"</strong></p>
<p align="center">bandito da L’ASSOCIAZIONE CULTURALE LIBERALIA in collaborazione con ALTRIMEDIA EDIZIONE<br />
<em>Per informazioni<br />
</em><a href="http://www.liberalia.it/"><em>http://www.liberalia.it</em></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Storia penace di Gennaro Grieco]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/?p=80</link>
<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 08:43:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Gennaro Grieco, Storia penace (pref. De Luca) Genesi Editrice 2008
L&#8217;incipit
Quando andò fu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://lucaniart.wordpress.com/files/2008/03/grieco.jpg" title="grieco.jpg"><img src="http://lucaniart.wordpress.com/files/2008/03/grieco.jpg" alt="grieco.jpg" /></a></strong><strong><br />
Gennaro Grieco, Storia penace (pref. De Luca) Genesi Editrice 2008</strong></p>
<p align="justify"><strong><em>L'incipit</em></strong><br />
Quando andò fuori di cranio non c'era ombra di testimoni, non c'era. Nemmeno uno straccio di prova che desse certezza del fatto. Niente. Uno zero virgola zero di niente.<br />
Certo, per qualche tempo circolarono delle voci. Ma non erano roba seria, non fecero presa. <!--more-->Solo sfiati, si diceva, fottutissimi pettegolezza buoni solo a dare spago ai cervelli bacati e alle lingue pendule di perdigiorno senza arte nè parte. O sussurri fessi, si diceva, come quelli delle bocche incredibili del mucchio di donne -oh quante donne, quante!- che si era portato a letto.<br />
Proprio così si diceva. Sì: proprio.</p>
<p align="justify"><strong><em>Dalla quarta di copertina</em><br />
</strong>Questo non è un racconto. E tantomeno un romanzo. Questa è una storia.<br />
Sì, certo, parole. Ma le perole sono tremendamente importanti, sono; aiutano a inquadrare un problema, a prenderne coscienza. C'è mica da scherzare, c'è!<br />
Si comincia da una parola appena: uno ci pensa su e ne vengono poi altre: prende dunque a scavare, usandone il significato che solo in apparenza a volte si nega: quandi passa piano piano a capirci qualcosa: e via, un approdo che valga alla fine si trova.<br />
E' una storia.<br />
Di uomini -anzi, di un uomo che, come tutti insieme - e di donne.<br />
Qundi pene.<br />
Quindi della vita (e della morte), quindi del mondo.<br />
E tanto basta -non occorrono nomi, nè di luoghi nè di persone: siamo tutti nella fuffa. <em>(G.G.)</em></p>
<p align="justify"><strong><em>L'autore</em></strong><br />
Gennaro Grieco (Rionero in Vulture, 1953) vive tra Torino e provincia. E' laureato in Pedagogia (indirizzo sociogico) e ha avuto esperienze di lavoro diversificate. Poeta già affermato, autore di diversi librei, ha di recente raccolto la sua trentennale esperienza con la poesia nel volume complessivo <em>Apprendimento di cose utili</em>, Genesi Editrice 2007.<br />
Se si eccettua un breve racconto uscito nel 1998 in una pubblicazione premiale colettanea, con <em>Storia penace</em> è al suo esordio come narratore.</p>
<p align="justify"><em><strong>Riferimenti sul web</strong><br />
</em><a href="http://www.gennarogrieco.it/">www.gennarogrieco.it</a><br />
<a href="http://gennarogrieco.wordpress.com/">http://gennarogrieco.wordpress.com</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pasqua 1952 di Leonardo Sinisgalli]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/?p=77</link>
<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 15:20:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaniart</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Autoritratto con ramo di geranio, inchiostro su carta,33X40
Le sere d&#8217;aprile son fredde e t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<pre><img src="http://lucaniart.wordpress.com/files/2008/03/autoritratto-02.thumbnail.jpg" alt="autoritratto-02.jpg" /> 
Autoritratto con ramo di geranio, inchiostro su carta,33X40</pre>
<p>Le sere d'aprile son fredde e tristi<br />
quaggiù nei cameroni di casa mia.<br />
Mio padre si muove appena tra il focolare<br />
e la latrina. Lo portiamo a braccia, lo svestiamo<br />
gli sciogliamo le scarpe per farlo dormire.</p>
<p><!--more--><br />
Le pendici del Serino sono ancora bianche di neve.<br />
Ci siamo tappati nelle stanze, a stento<br />
ci arrivano dalla piazza i rintocchi dell'orologio<br />
Il fumo ci arrossa gli occhi,<br />
è umida di bosco la legna mortacina.<br />
Cristo risorgerà dal sepolcro di iris.<br />
i messaggeri ce l'hanno annunziato<br />
bussando alle imposte.<br />
I piccoli pastori ci portano i primi<br />
asparagi dalle spinete, l'ortolana<br />
scalza è entrata con un cesto di fiori di rape.</p>
<p>Aspettavo da trent'anni una Pasqua<br />
tra i fossi, il muschio sopra i sassi,<br />
le viole tra le tegole. Ma i morti<br />
dormono nelle bare di castagno,<br />
sugli archi delle stalle e dei porcili,<br />
sulle crociere delle cantine e dei pollai.<br />
Fanno fatica ad abbandonare per sempre<br />
le nostre sedie, i nostri letti,<br />
dove vissero tanti anni di lenta agonia.</p>
<p>Lungo le strade gli stracci<br />
neri delle vesti sono più silenziosi.<br />
Un gruppo d'uomini brucia col ferro<br />
il grumo di veleno nella bocca dell'asino.</p>
<p>M'ero messo in viaggio verso una Pasqua<br />
in fiore, incontro al Cristo purpureo<br />
che solleva il coperchio di grano bianco<br />
cresciuto nelle grotte.</p>
<p>Tutto quello che io so non mi giova<br />
a cancellare tutto quello che ho visto.<br />
I fanciulli soffiano sul carbone<br />
perché dal piombo fiorisca<br />
il simulacro della rosa.</p>
<p>Vanno e vengono per casa le visitatrici<br />
a portarci i sarmenti per il fuoco,<br />
le ceste d'uova, le parole di cordoglio.</p>
<p>C'è sempre nelle stanze il ricordo<br />
di un lutto recente o il gemito<br />
di un vecchio malato.<br />
Mio padre ha il sangue greve.<br />
Si duole della sua immobilità.<br />
Lo caricheranno sulle spalle i miei nipoti<br />
e un giorno, un tiepido giorno di là da venire<br />
lo porteranno alla vigna. Lo porteranno<br />
a mezza costa, sulla sedia<br />
di braccia intrecciate.</p>
<p>Ci è toccata questa valle, questa valle<br />
abbiamo scelta per tornarci a morire.<br />
Dove Gesù risorgerà con molta pena<br />
noi speriamo ardentemente di sopravvivere<br />
nel cuore dei congiunti e dei compagni,<br />
nel ricordo dei vicini di casa e di campo.</p>
<p>Come fischiano le rondini<br />
intorno alla chiesa di San Domenico<br />
semibuia il giovedì delle tenebre!</p>
<p><em>(Leonardo Sinisgalli)</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[POESIA/Sinisgalli e la notte del 9 marzo]]></title>
<link>http://mariapinaciancio.wordpress.com/?p=61</link>
<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 09:57:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Abbiamo paura di sembrare deboli,
di farci sorprendere in un gesto
sconsiderato di debolezza
(Gelsom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>Abbiamo paura di sembrare deboli,<br />
di farci sorprendere in un gesto<br />
sconsiderato di debolezza<br />
(Gelsomini, Sinisgalli)</em></p>
<p align="justify">Cade il 9 marzo l’anniversario di <a target="_blank" href="http://utenti.lycos.it/BiagioRusso1/"><strong>Leonardo Sinisgalli</strong> </a>(1908-1981) il grande poeta matematico e ingegnere fondatore del periodico “Civiltà delle macchine”.<br />
Nato a Montemurro, in un piccolo paesino della Val D’Agri lucana, dove i bambini battevano contro i muri le <em>“monete rosse”,</em> ha vissuto a Roma e a Milano e fu amico tra gli altri di <a target="_blank" href="http://mariapinaciancio.wordpress.com/2008/02/22/poesiaungaretti-meditazione-sulla-poesia/">Ungaretti</a> e del pittore Scipione.<br />
<strong>“La notte del 9 marzo”</strong> è una piccola prosa autobiografica giovanile dal sapore leopardiano, legata ai ricordi della vita militare del poeta e scritta proprio nella notte di un suo anniversario di nascita, lontano dagli affetti familiari e dalla terra natia. E’ tratta da <em>“Prose di memoria e d’invenzione” (1964)</em> e ne ho trascritto solo alcuni stralci, quelli più significativi per cogliere l’atmosfera di disagio, smarrimento e solitudine provata dal poeta, mentre in un convoglio di militari si dirigeva presumibilmente da Legnano alla stazione di Napoli, per raggiungere a piedi la caserma militare di Granili.</p>
<blockquote>
<p align="justify">(...) Stavamo stretti nelle vetture, incappottati notte e giorno, fintanto che presso Fondi il convoglio non fu assalito da uno strano turbine, un fiato tiepido e soffocante. Era molto buio, era l’una di notte, e tutti gli ufficiali, la truppa, i cavalli, furono scossi da quella furiosa ventata. <u>E’ marzo, dissi io tra me e me, è marzo, e io compio gli anni tra oggi e domani.</u> I miei amici certo mi sentirono borbottare, i miei amici si erano affacciati al finestrino molli e fiacchi sotto la prima ardita brezza della lüna.<br />
(…)<br />
Mi difendevo quella notte, accucciato dentro il mio cappotto, mi difendevo dal lume della luna, dallo sgomento che la nera dea mi metteva nel cuore, la nera dea cacciata dall’inferno; e l’inferno era lì intorno, a Fondi, <u>all’una di notte, la notte del mio compleanno.</u> Mi ero tolto gli occhiali e molto mi ero allontanato: ecco pensavo con curiosa ebbrezza, che non mi conoscevo, questo viaggio potrebbe essere l’ultimo della mia vita.<br />
(…)<br />
Così quando scendemmo dal treno dopo quarantott’ore di viaggio, <u>la notte in cui cadeva l’anniversario della mia nascita</u>, quando scendemmo alla stazione dei campi Flegrei era ancora scuro il cielo, la luna era tramontata, Proserpina era scomparsa. Dovevamo raggiungere la caserma dei Granili e le guide non sapevano riconoscere le strade al buio. Eravamo stanchi, e ci restava ancora tutta la città da percorrere a piedi come un gregge. Ecco, io ero in testa alla colonna, e mi sento carezzare le gambe dolcemente nell’oscurità. Era un cane, un cane che cominciò a leccarmi le mani come avrebbe fatto col suo padrone morto e resuscitato. Io mi misi a seguire la strada che il cane ‘indicava. Un cane a quell’ora, quella notte, era certamente un’immagine cara che mi veniva in soccorso.</p></blockquote>
<p align="justify">Una prosa semplice, asciutta e moderna, questa di Sinisgalli, che torce il muso all’eloquenza <em>“non volevo scrivere come D’Annunzio e neppure come Cecchi”</em> ha confessato un giorno il poeta <em>“Il mio sforzo non stava tanto nel fabbricare una prosa quanto nel fabbricarmi un’anima”.</em></p>
<p align="justify"><strong>da "Prose e memorie d’invenzione", 1964 (una ristampa delle due raccolte di racconti "Fiori pari e fiori dispari", 1945 e "Bellimboschi",1948)</strong></p>
<p align="left">[by Maria Pina Ciancio]</p>
<p align="justify"><span style="font-size:8pt;font-family:'Trebuchet MS';">© Testi e  immagini di mia proprietà non possono essere utilizzati senza il mio consenso personale</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LIBRI/ Il Sud di Andrea di Consoli]]></title>
<link>http://mariapinaciancio.wordpress.com/?p=17</link>
<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 13:02:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
<guid>http://mariapinaciancio.wordpress.com/?p=17</guid>
<description><![CDATA[Andrea Di Consoli, Il Padre degli animali, Rizzoli, 2006
Quest&#8217;ultimo libro di Andrea Di Conso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong><u>Andrea Di Consoli, Il Padre degli animali, Rizzoli, 2006</u></strong></p>
<p align="justify">Quest'ultimo libro di Andrea Di Consoli, mi piace raccontaverlo così, porgendovi tra le mani le fiammelle che vi ho scorto tra le pagine e che tessono l'elegia di un viaggio simbolico e magico tra un padre e un figlio nel cuore della terra e del Sud.</p>
<p align="justify">L'amore per Andrea Di Consoli</p>
<p align="justify"><em>Nessuno deve storcere il muso quando c'è l'amore, quando c'è la salute, quando c'è appetito, perchè sennò i morti spengono la testa con un respiro, spingono le persone lì dove si vede l'ultimo precipizio. I morti chiedono ai vivi di vivere pienamente la maestà del giorno. I morti, certe volte, vorrebbero raddrizzare una testa che cade. I morti, poi, sono pieni di rimorsi, perchè l'amore muore, l'amore è colpa: l'amore quando muore, è un tormento infinito, eterno. (p. 47)</em></p>
<p align="justify">Dio per Andrea Di Consoli</p>
<p align="justify"><em>Il figlio sa che Dio è bianco, che accecherà gli uomini di fede, gli uomini di buona volontà, gli uomini che hanno fatto il bene, perchè il paradiso è non vedere più niente, è dare tutto a lui, è rimanere nudi e senza dolore -come rimarrà nudo il padre quando verranno a prenderlo gli anaimali della collina (p. 55)</em></p>
<p align="justify">I sogni per Andrea Di Consoli:</p>
<p align="justify"><em>Il padre sogna di perdere il corpo e salvare ogni cosa. Il figlio, invece, sogna di prendere il comando del corpo, perchè il suo sangue è chiaro, è dappertutto, pulsa negli incavi della carne, e nessuna parte del corpo è spenta (p. 69)</em></p>
<p align="justify">La verità per Andrea Di Consoli</p>
<p align="justify"><em>Questa notte il padre sente il fischio, e sa che ci sono posti che non vedrà mai; ma la verità non è mai altrove, è lì dove sei nato, è in quel punto esatto, in quella stanza, su quel letto, su quel lato del cuscino infossato e sudato dove hai deciso di diverantare uomo per sempre (p. 72)</em></p>
<p align="justify">Il destino per Andrea Di Consoli</p>
<p align="justify"><em>Il mondo non te lo dà un destino: un destino te lo dà un padre, una madre, un amore, rientrare la sera a casa senza voltarsi, senza salutare più nessuno (p.93)</em></p>
<p align="justify">Ecco, questo è Andrea Di Consoli, questi siamo un pò tutti noi. Padri e figli di questo Sud eterno, magico e senza riparo.<br />
<strong>[by Maria Pina Ciancio]</strong></p>
<p align="justify"><span style="font-size:8pt;font-family:'Trebuchet MS';">© Testi e  immagini di mia proprietà non possono essere utilizzati senza il mio consenso personale</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Deliri securitari]]></title>
<link>http://franchinosway.wordpress.com/2007/11/04/deliri-securitari/</link>
<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 12:01:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilkonte</dc:creator>
<guid>http://franchinosway.wordpress.com/2007/11/04/deliri-securitari/</guid>
<description><![CDATA[Mi sono eclissato per qualche giorno, per respirare un po&#8217;, per raccogliere le idee, per goder]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://andped.wordpress.com/" target="_blank"><img src="http://andped.files.wordpress.com/2007/11/abbastanza-fascista.jpg?w=530&#38;h=392" align="left" border="2" height="163" hspace="3" vspace="3" width="250" /></a>Mi sono eclissato per qualche giorno, per respirare un po', per raccogliere le idee, per godere di quella sana solitudine che fortifica se ti mette con le spalle al muro. Ne avevo bisogno e ora sto meglio. Le idee sono ancora confuse ma ho ricaricato bene le pile per tenere dritto il timone. Andiamo avanti..</p>
<p align="justify">In questi ultimi anni ho seguito sempre meno il calcio di serie A e sempre più le serie minori. Addirittura ho scoperto che uno dei legami più forti che ho voluto inconsciamente mantenere con la mia terra e la mia amata-odiata città è la simpatia, posso dire il tifo, per il Potenza. Una squadra che dopo anni e anni di serie D in seguito all'ennesimo fallimento ha ritrovato prima la c2 e poi, l'anno scorso, l'agognata c1. Bene, quando riesco vado a vedere anche le partite e naturalmente in curva. Si, lo ammetto, questo può fare a pugni con la mia razionalità sinistroide, può stridere con le mie poco umili aspirazioni intellettualistiche di osservare i fenomeni della massa senza prendervi troppo parte.. ma è così. C'è una parte irrazionale, istintiva, tribale in tutti noi. Io la sfogo nel calcio.</p>
<p align="justify">Dopo i fatti di Catania si è fatto un gran rumore attorno alla realtà delle curve italiane e del tifo organizzato. Il governo ha deciso la linea dura contro le curve. Il decreto Amato può vietare trasferte, presenze di tifosi ospiti, chiede l'autorizzazione di tutto il materiale esponibile nelle curve, vieta l'utilizzo di fumogeni, ecc... Una stretta magari eccessiva con l'intento forse di rendere la vita difficile alle teste calde che nelle curve, è impossibile negarlo, sguazzano. Ma è una misura eccessiva che colpisce a pioggia tutti i tifosi, tutti i gruppi, tutte le curve. E' anche vero che gli incidenti sembrano diminuiti ma, non mi sono mai piaciute queste misure facili facili che finiscono col generalizzare su problemi ben specifici e individuabili e penalizzare tutti.</p>
<p align="justify">Racconto 2 episodi che hanno riguardato proprio i tifosi del Potenza. Ad Ancona, in trasferta, i tifosi si sono visti negare dai carabinieri l'ingresso in curva di alcune bandiere e di un paio di stendardi a doppia asta. Motivo? Per le bandiere gli agenti ritenevano di poterle vietare in quanto il blu presente su di esse fosse troppo scuro (i colori del Potenza sono rosso e blu) e che l'immagine di Sponge Bob non fosse accettabile. Sulle bandiere e su tutto il materiale esponibile ci possono essere, istruivano gli agenti, solo i colori sociali e il simbolo della squadra. Sponge Bob, quindi, non può entrare. E con lui non entrano la frase sovversiva "Semm brav uagliò" (trad. siamo bravi ragazzi) e "Parco Aurora" (un rione di Potenza). Allo zelo dei carabieri per fortuna gli ultras potentini hanno risposto con buon senso, solo qualche sfottò verso gli agenti e tanta amarezza. Ma se l'atteggiamento francamente provocatorio degli agenti avesse avuto il risultato di una risposta violenta.. di cosa avremmo parlato il lunedì? Sicuramente di tifo violento, di agenti martiri e il calcio sarebbe per l'ennesima volta scomparso dai campi per la gioia dei divanisti di sky e del digitale terrestre.</p>
<p align="justify">Oggi (domenica), a Potenza, sarà ospite il Taranto. Città con una lunga tradizione di tifo organizzato. Nonostante la lunga militanza in serie minori in seguito a fallimenti e vicende societarie burrascose, come è usuale nelle squadre minori, la curva dello Iacovone (lo stadio di Taranto) ha sempre seguito la propria squadra con calore. Oggi i tarantini non potranno vedere la partita. L'osservatorio ministeriale incaricato di valutare il rischio delle partite e prendere provvedimenti ha giudicato il match a rischio 4. Trasferta vietata quindi. I motivi? Restano alquanto misteriosi. Tuttavia i giornalisti lucani si sono affrettati a inventare una storia che non esiste e che cioè tra potentini e tarantini ci siano pessimi rapporti e che il provvedimento sarebbe stato vietato in seguito a scontri avvenuti negli anni passati. Ma quando mai?! I giornalisti locali sono sempre più realisti del re. Inventano addirittura motivazioni per giustificare un provvedimento altrimenti fumoso. C'è chi dice che la trasferta sia stata vietata per evitare contatti tra tarantini e salernitani. I campani infatti oggi vanno a Martina Franca e avrebbero potuto incrociare gli ionici lungo la strada. Che casino..</p>
<p align="justify">Ultima considerazione. Dopo l'ennesima violenza su una donna il governo prende la palla al balzo e ispirato da qualche divinità celtica cara ai leghisti inizia a sgomberare slavi, rom e romeni da mezza Italia. A Roma intanto i fascisti iniziano a fare le loro ronde anti-romeni aizzati da un'opinione pubblica spinta verso l'intolleranza da stampa, politici e, cosa gravissima, sindaci e governo. Ma di violenza alle donne, qualcuno ne ha sentito parlare? I familiari della vittima che chiedono calma e affermano che lei mai avrebbe accettato una tale strumentalizzazione politica in chiave anti immigrazione (lei che con gli immigrati ci lavorava), chi li ha sentiti? Siamo al delirio, amici miei.. Aspettiamoci il peggio.. e.. ultima domanda.. La commissione su Genova? Che disgusto.. che desolazione..</p>
]]></content:encoded>
</item>

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