<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>luc-dardenne &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/luc-dardenne/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "luc-dardenne"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 21:52:45 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[<strong>Il matrimonio di Lorna</strong> - <em>di Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne</em>]]></title>
<link>http://nonhosonno.wordpress.com/?p=1094</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 15:34:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>nonhosonno</dc:creator>
<guid>http://nonhosonno.wordpress.com/2008/10/09/il-matrimonio-di-lorna-di-jean-pierre-dardenne-e-luc-dardenne/</guid>
<description><![CDATA[Per ottenere la cittadinanza, l’albanese Lorna sposa un tossicomane belga in cambio di denaro. Il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Per ottenere la cittadinanza, l’albanese Lorna sposa un tossicomane belga in cambio di denaro. Il sogno di Lorna è aprire un bar. Servono soldi. Attraverso un gruppo malavitoso la ragazza combina un secondo matrimonio per “dare” a un mafioso russo la cittadinanza ormai acquisita, in cambio di altro denaro. Ma prima Lorna dovrà divorziare. Concentrarsi sugli occhi della bravissima <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=119089" target="_blank">Arta Dobroshi</a>, la Lorna dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Pierre_Dardenne" target="_blank">fratelli Dardenne</a>, è la prova empirica dell’esistenza dei neuroni-specchio, la cui funzione sembra invocata dalla teoria della simpatia di tanti moralisti scozzesi del XVIII secolo. Concentrarsi su quel primo piano verso il finale, quando i suoi occhi, dopo aver salutato con totale smarrimento il fidanzato Sokol, si riempiono lentamente di lacrime, conduce a sicura emozione. Ma forse non è solo imitazione “indotta” dall’immagine, che si rispecchia nella corteccia cerebrale. È piuttosto la maestria dei Dardenne nell’immergere lo spettatore dentro il film, nel farlo vivere assieme ai protagonisti, girovagare con loro in un concitato lavorio verso l’espressione emotiva autentica. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Forse è questo che ci fa soffrire assieme a Lorna, in quella scena dura, fredda come l’aria del Belgio che abbiamo respirato per quasi due ore. E risulta quasi sadica la bravura dei due fratelli registi nel sentire i tempi del cinema, una sensibilità così puntuale da staccare da quel primo piano proprio un momento <a href="http://nonhosonno.files.wordpress.com/2008/10/locandina5.jpg"></a>prima che Lorna davvero pianga. Così che non ci rilassiamo neppure questa volta. <a href="http://nonhosonno.files.wordpress.com/2008/10/locandina6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1096" title="locandina6" src="http://nonhosonno.wordpress.com/files/2008/10/locandina6.jpg?w=205" alt="" width="164" height="240" /></a>La via maestra non è la catarsi. Come in <em>Rosetta</em> (1999), i Dardenne non lasciano tregua. Proprio come Rosetta, Lorna non si ferma mai, la sua attività è febbrile, va avanti e indietro tra casa, lavoro, affari da sbrigare, banche, ospedali, parcheggi. È proprio per questo che, ancora una volta, il titolo italiano non coglie il senso dell’originale <em>Le silence de Lorna</em>. <em>Il Silenzio di Lorna</em>. Perché è senza dire nulla – neppure a se stessa – che Lorna tradisce le regole dello “script” che è costretta seguire. Senza dire nulla Lorna cova dentro di sé la propria emotività, in una gestazione tremenda, e non fa ciò che dovrebbe fare per realizzare il piano. Solo alla fine Lorna parla. Ma da sola. Solo alla fine Lorna abbandona la sua borsa. Una sorta di feticcio che vive con lei, per tutto il film. </span><span style="font-size:small;">Un film, <em>Il matrimonio di Lorna</em>, che inizia con l’inquadratura delle mani della protagonista, che scambiano soldi a uno sportello bancario. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Non c’è spazio per approfondire il tema dello “scambio”, su cui occorrerebbe fare molte osservazioni. Basta dire che il film inizia con una transazione monetaria e che vedremo spesso, spessissimo, dei soldi passare di mano. Vedremo Lorna chiudere ed aprire armadietti, nascondigli segreti, borse, buste, per tirare fuori denaro, fare i conti, controllare che la misura delle cose sia quella che deve essere. Solo che le cose non andranno come il piano vuole. Le regole dello script economico/monetarizzato si romperanno. Il tempo predisposto non conterrà tutto. La richiesta di libertà, di affettività spezzerà gli schemi. Non a caso, il premio di “consolazione” al festival di Cannes è stato quello per la sceneggiatura. Perché <em>Il matrimonio di Lorna</em> è fatto di stacchi improvvisi, di gesti che non stanno nella trama, di cambiamenti repentini che inizialmente<a href="http://nonhosonno.files.wordpress.com/2008/10/lorna1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1097" title="lorna1" src="http://nonhosonno.wordpress.com/files/2008/10/lorna1.jpg?w=300" alt="" width="270" height="179" /></a> confondono lo spettatore (Lorna che va incontro a Caludy, sorridente, mentre lui si allontana in motorino). E che poi avranno un esito forte, spiazzante. Come sempre non c’è gesto in più, non c’è inquadratura che non sia motivata, pensata, scelta. Più bello dell’ultimo film, Palma d’Oro 2005, <em>L’enfant.</em> Più complesso, più ricco. <em>Il matrimonio di Lorna</em> conferma la statura dei Dardenne. La densità della regia, la scelta di ogni dettaglio che ritorna alla memoria dopo la visione, la scelta di ritrarre i personaggi senza scavare nella loro interiorità ma di renderla visibile come un calco, un’impronta. Molto bello. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Il matrimonio di Lorna (Le silence de Lorna), di Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne, Belgio/GB/Francia/Italia/Germania, 2008, 105 minuti</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Cast: Jérémie Renier, Arta Dobroshi, Fabrizio Rongione, Olivier Gourmet, Morgan Marinne, Alban Ukaj. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Distribuzione: Lucky Red</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Uscita: Cannes 2008, 19 settembre 2008 (cinema)</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/JBKKsK3LARM'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/JBKKsK3LARM&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O Silêncio de Lorna]]></title>
<link>http://ofinodamostra.wordpress.com/?p=78</link>
<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 02:55:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Wilson Saiki</dc:creator>
<guid>http://ofinodamostra.com/2008/10/02/o-silencio-de-lorna/</guid>
<description><![CDATA[
O olhar próximo
Novo filme de Jean-Pierre e Luc Dardenne propõe mais reflexão e menos sentimenta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img class="alignnone" title="O Silêncio de Lorna" src="http://blogues.cyberpresse.ca/moncinema/lussier/wp-content/uploads/2008/05/silence-lorna.jpg" alt="" width="400" height="266" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:18pt;">O olhar próximo</span></span></p>
<p><strong>Novo filme de Jean-Pierre e Luc Dardenne propõe mais reflexão e menos sentimentalismo<br />
</strong></p>
<p><strong>WILSON SAIKI JR.</strong><br />
O FINO DA MOSTRA</p>
<p><strong><em>O Silêncio de Lorna</em></strong> (<em>Le Silence de Lorna, </em>vários países), último filme dos irmãos Dardenne, segue a mesma linha de suas produções anteriores: retratar um drama pessoal, seguindo de perto os personagens e seus conflitos. Com a experiência de ambos em documentários, levam a câmera sempre próxima acompanhando as ações com o olhar descritivo, montando aos poucos o mosaico que situa o espectador à trama. Assim foi em <em>A Criança</em>, vencedor da Palma de Ouro em 2005, e também neste último, vencedor do prêmio de Melhor Roteiro em Cannes.</p>
<p>Como o dinheiro e a ambição podem levar pessoas a tomar determinadas atitudes? Lorna, imigrante albanesa, paga à Claudy para que se casem e possibilite a ela conseguir a cidadania belga. Ao mesmo tempo Lorna tem um romance com Sokol, que sabe da situação de sua namorada com Claudy. Juntos, o casal pretende abrir uma lanchonete, mas para obter o dinheiro e, depois, adquirir a condição de cidadã belga, a personagem principal terá que se divorciar de seu “marido” e estabelecer, novamente, um casamento de fachada com um mafioso russo, que é intermediado por um taxista albanês que recebe uma boa parte do dinheiro envolvido no negócio.</p>
<p>Quando Lorna encara o divórcio com Claudy, em dificuldades com a abstinência das drogas, cria por ele um afeto antes inexistente, o que a faz tentar a separação de maneira conciliatória.</p>
<p>Uma boa história em seqüências interessantes que seguem Lorna antes e depois do acontecimento que virá a ser o principal do filme, sua rotina e situações de tensão interpretadas pela albanesa Arta Dobroshi, que aprendeu a língua francesa para participar da produção, ela realiza uma atuação convincente e realista em seus modos de interpretação. Outro destaque é o ator Jeremie Renier, um dos protagonistas de <em>A Criança </em>(2005), no papel do viciado Claudy.</p>
<p>A partir daí, o filme entra nas questões humanas da culpa e das conseqüências por decisões tomadas, onde os personagens se revelam. Ainda que em alguns momentos exagere nas referências aos problemas políticos e sociais – drogas, imigração, máfia, aborto (de uma gravidez que não se confirma) –, consegue evitar os julgamentos e sentimentalismos, mais presentes nas obras anteriores dos dois irmãos.</p>
<p><strong>O SILÊNCIO DE LORNA</strong><br />
(<em>Le Silence de Lorna</em>, 2008. Bélgica/França/Itália/Alemanha. 105 min)<br />
Dir.: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“ La bellezza del mondo è tutto ciò che appare nei suoi singoli elementi, come le stelle in cielo, i pesci...”.  Guglielmo di Gouches]]></title>
<link>http://cinemaecinema.wordpress.com/?p=89</link>
<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 18:38:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sandro De Luca</dc:creator>
<guid>http://cinemaecinema.wordpress.com/2008/09/24/%e2%80%9c-la-bellezza-del-mondo-e-tutto-cio-che-appare-nei-suoi-singoli-elementi-come-le-stelle-in-cielo-i-pesci%e2%80%9d-guglielmo-di-gouches/</guid>
<description><![CDATA[Il matrimonio di Lorna
(Le silence de Lorna)
Un film di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne. Con Jér]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il matrimonio di Lorna<br />
(Le silence de Lorna)</strong><br />
Un film di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne. Con Jérémie Renier, Arta Dobroshi, Fabrizio Rongione, Olivier Gourmet, Morgan Marinne, Alban Ukaj. Produzione Belgio, Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania 2008.</p>
<p>Quella dei Pesci ( Pesce australe e Pesce settentrionale ) è una costellazione autunnale e rappresenta il dodicesimo segno zodiacale; in due pesci sarebbero stati traformati Venere e suo figlio Cupido ad opera di Giove quando vennero assaliti sulle rive di un fiume dal gigante Tifone.</p>
<p>Il Pesce australe ( Piscis Austrinus ) lo ritrovate in questo periodo guardando il firmamento del Sud a 30-40 gradi sull’orizzonte.</p>
<p>Noterete un astro di non intensa magnitudo, ma molto evidente perché occupa una zona del cielo priva di altri astri.</p>
<p>E’ Fomalhaut ( bocca di pesce in arabo ) che mi ha sempre incantato.</p>
<p>Sta lì bella, orgogliosa ed in solitudine ( infatti è chiamata anche la Solitaria).</p>
<p>Ha una carisma tale che le altre stelle si tengono, rispettose, a distanza.</p>
<p>Lorna è come Fomalhalt; è capace di rendere stupenda una zona di cielo, chiedo scusa, una storia semplice, trasformandola in favola dei nostri tempi; grande è la potenza narrativa ed il coinvolgimento emotivo come solo le opere d’arte riescono a fare.</p>
<p>Lo sguardo dei fratelli, dei bravissimi gemelli Dardenne, si proietta sul grave problema dell’immigrazione, del traffico di persone che coinvolge tante vittime e tanti carnefici.</p>
<p>Ma i miei sensi erano sintonizzati tutti sulla dolcissima Fomalhalt-Lorna, che mette a giusta distanza tutti gli altri attori, che pure lavorano egregiamente.</p>
<p>Poetici tre momenti:<br />
• Quando lei si spoglia mostrando un corpo acerbo e tremante per poi..<br />
• Quando rincorre Claudy e ride come una bambina felice e…<br />
• Quando alla fine parla al suo bimbo che …</p>
<p>Andatelo a vedere: Veermer e l’arte fiamminga vi aspettano.<br />
Ma ricordatevi di ammirare prima Fomalhalt della costellazione dei Pesci.</p>
<p><strong>Voto otto su dieci</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Radiografía geográfica de Cannes 2008]]></title>
<link>http://perroferozamarillo.wordpress.com/?p=375</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 19:40:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Perro Feroz Amarillo</dc:creator>
<guid>http://perroferozamarillo.wordpress.com/2008/05/26/radiografia-geografica-de-cannes-2008/</guid>
<description><![CDATA[A toro pasado.  Con las manos en los bolsillos se vuelven a casa gente como Eastwood, Egoyan, Wender]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">A toro pasado.  Con las manos en los bolsillos se vuelven a casa gente como Eastwood, Egoyan, Wenders, Kaufman o Jia Zhang-Ke, sobre todo este último, a quien tal vez en un arrebato de simpatía se le había colgado el título de favorito en la solapa, por su documental <em>24 City</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Terminó la 61 edición del Festival de Cannes, en la que se confirma el anunciado cambio de tendencia geográfica (si es que se me permite el atrevimiento de llamarlo así), perdiendo peso el cine oriental, que solo ha metido <!--more-->a Zhang Ke y al singapurense Eric Khoo (<em>My magic</em>) en sección oficial y poco más en el resto de secciones, a favor del auge latinoamericano (dos brasiles y dos argentinas en la oficial, más México, Uruguay, Chile y otras dos argentinas en las paralelas). En definitiva mejor actriz la brasileña Sandra Corveloni por <em>Linha de passe</em>, y mejor actor, el portorriqueño (ejem) Benicio por <em>Guerrilla</em>, en España <em>Che</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Se mantiene, por no decir se refuerza triunfante, la presencia de una Europa en la que nosotros nos quedamos más descolgados que en Eurovisión, y eso que hemos puesto perricas para unas cuantas coproducciones. No ocurre así con Francia (que no mojaba desde aquel <em>Sous le soleil de Satan</em> de Maurice Pialat del 87) que se alza poderosa con Desplechin (<em>Un conte de Noël</em>), Philippe Garrel (<em>La Frontiere de L’aube</em>) o la triunfadora de Cantet (<em>Entre les murs</em>) y, soplándole en el cogote vienen Italia y sus Sorrentino (<em>Il Divo</em>) y Garrone (<em>Gomorra</em>, premio del jurado), Bélgica con los hermanos Dardenne (<em>Le Silence de Lorna</em>) que ganaron al guión, o los anglos, que trajeron la que ha sido mejor novatada a cargo de McQueen (<em>Hunger</em>) y Rumanía y su ganador corto <em>Megatron</em>, de Marian Crisan. A estos, que pagarán las copas, podemos sumarles Alemania con Wenders, Hungría con Mundruczo, o el mismo Kusturica, que pasaron de largo y silbando, y si nos estiramos un poco, podremos incluir también a Turquía y su Bilge Ceylan (<em>Three Monkeys</em>), que sí que ha pillado cacho como mejor director. Todo ello en sección oficial, y sin hablar de las paralelas, que también van cargaditas de eurocine.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="float:left;margin-top:3px;margin-bottom:3px;" src="http://perroferozamarillo.files.wordpress.com/2008/05/cannes.jpg" alt="" width="459" height="217" />Por su lado, el nuevo continente, a excepción de su parte latina ya comentada, no está este año para echar cohetes, pues no se puede decir que haya sido un buen certámen para norteamérica ya que Kaufman, Gray, Reichardt, Ferrara, Toback, o Egoyam (sí amigos, Canadá también es Norteamérica), se largaron del hotel haciendo un simpa con el minibar, eso por no hablar de Sodergerg (no contaremos aquí lo de Benicio, lo siento), o los primos de Zumosol Spielberg o Eastwood, que tampoco me los imagino llorando por los rincones, pues el primero ya está pidiendo ofertas a los bancos para guardar los ingresos de su cuarto Indy, y el septugenario e incansable Calahan, con su premio honorífico (que tampoco cuenta) en la riñonera esa que llevan los guiris, está más preocupado ahora por sus dos próximos proyectos ya empezados que por pedirle explicaciones a su amigo Penn.  Esperemos que el Revital le siga funcionando.</p>
<p style="text-align:justify;">Bueno, como véis, haciendo un repaso geografofílmico, se puede llegar a conclusiones que por otro lado no llevan a ninguna parte, pero es que hoy me aburría, y lo de ver pasar trenes está ya muy out.  Ahora a esperar que nos vayan llegando las que faltan por venir, de un festival que dirige sus ojos principalmente al cine de autor con sus buenas y necesarias dosis de riesgo, creatividad y moderada vulneración de formas en pro de una innovación, año tras año reconocidas.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Criança (Jean-Pierre &amp; Luc Dardenne, 2005)]]></title>
<link>http://multiplot.wordpress.com/?p=136</link>
<pubDate>Tue, 13 May 2008 21:43:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>garami</dc:creator>
<guid>http://multiplot.wordpress.com/2008/05/13/a-crianca-jean-pierre-luc-dardenne-2005/</guid>
<description><![CDATA[
A adoção ilegal de crianças é uma realidade que perdura em vários lugares do mundo. Seja na Fr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><img src="http://medias.lemonde.fr/mmpub/edt/ill/2005/05/18/h_3_ill_651360_18425517.jpg" alt="" width="463" height="309" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">A adoção ilegal de crianças é uma realidade que perdura em vários lugares do mundo. Seja na França, onde o filme “A Criança” se passa, seja no Brasil. Em território nacional, aliás, tal procedimento é chamado de “adoção à brasileira” e consiste na doação de crianças a pessoas com maiores condições financeiras ou, simplesmente, na venda de crianças a casais que desejem registrar uma criança em seu nome. De uma maneira ou de outra, tal prática é crime e passível de severas sanções. Mesmo desconhecendo a Legislação francesa, creio poder afirmar que tal prática também não deve ser vista com bons olhos na terra dos irmãos Dardenne. Porém, em “A Criança”, os Dardenne não estão interessados em mostrar as terríveis conseqüências legais que desabam sobre aquele que vende uma criança na França. Ao invés disso, eles preferem mostrar como um jovem à margem da sociedade comete um erro que vai se emendando a outros até formar uma grande teia, da qual ele não tem a menor chance de escapar. O filme, totalmente merecedor da Palma de Ouro, com a qual foi agraciado, é uma aula de observação, onde os diretores não pretendem perdem seu tempo apontando fatores: é um filme de ação e reação. A belíssima fotografia, a câmera quase documental e a ausência de trilha sonora instigam o espectador a querer saber o que realmente se passa pela cabeça dos personagens e mostram que, para tanto, é preciso acompanhá-los. Persigamos, portanto, os passos de Bruno, aquele que erra.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal"><strong>PARTE I – Em Busca de Bruno</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Sonia acaba de sair do hospital e tem uma criança em seu colo. Ela e seu namorado, Bruno, resolveram chamar o bebê de Jimmy, mas ainda buscam um segundo nome para a criança. É uma tarde de inverno francês. Está ventando e Sonia protege Jimmy como pode. Indo até seu apartamento, ela descobre que este foi alugado para estranhos por seu namorado. Ela vai até um orelhão e tenta ligar para o namorado, sem sucesso. A pé, carregando uma criança de oito dias, Sonia atravessa estradas onde os carros não fazem a menor menção de desacelerar para que uma jovem mãe possa chegar ao outro lado. A garota chega até a margem do rio, onde Bruno montou seu “quartel general”, porém, ele não está ali. Ela tenta, novamente, telefonar para ele, mas não consegue contato. Após pegar carona com um motoqueiro, ela enfim encontra o namorado. Bruno está na esquina de um restaurante, pedindo esmolas aos motoristas que param no semáforo. O primeiro contato de Bruno com seu filho não só mostra a total falta de habilidade dele com bebês, como também expõe o fato de que Bruno ainda não concebe a responsabilidade que recaiu sobre seus ombros. No momento, o rapaz está mais interessado em espreitar sua próxima vítima, que está no restaurante, do que demonstrar um pouco de atenção por seu filho. Após o assalto ser realizado, voltam todos para o quartel-general de Bruno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong>PARTE II – O Universo de Bruno</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong></strong><span>Bruno e seus dois pequenos comparsas dividem os resultados da pilhagem em proporções não exatamente justas: os dois garotos ficam com 10% cada um e Bruno, por ser o líder, embolsa o resto dos ganhos. O lugar onde eles estão é aquele por qual Sonia já passou anteriormente: à beira de um rio, próximo a uma grande ponte, existe uma pequena construção, onde Bruno e seus pequenos capangas se escondem. Após a divisão, a qual Sonia observou pacientemente, os garotos vão embora e Bruno volta para perto de Sonia. Ambos conversam brevemente sobre o parto e a garota pede para que seu companheiro toque sua barriga. Mesmo obedecendo, é perceptível que tudo aquilo é estranho para Bruno. Para evitar o embaraço de Sonia pedir-lhe para segurar o pequeno Jimmy mais uma vez, Bruno recomenda que eles vão para um albergue, para passar a noite. Ele mostra a Sonia sua nova jaqueta e ela o interroga sobre como ele a conseguiu. “Eu não poderia ter roubado isso”, ele responde. Antes de encaminharem-se ao albergue, Sonia derruba Bruno sobre as pedras e os dois iniciam uma brincadeira de arremessar pedras um contra o outro. Se ignorarmos o fato de que Sonia tinha um bebê em seu colo e que não é exatamente recomendável brincadeiras desse gênero quando se carrega uma criança, podemos perceber que esta é a segunda situação onde podemos ver um Bruno totalmente concentrado naquilo que faz. No universo dele, os furtos e as brincadeiras inconseqüentes encontram abrigo. Porém, Sonia e Jimmy também encontrariam? Enfim, chegando ao albergue, eles descobrem estar atrasados. Bruno argumenta com desculpas esfarrapadas sobre ônibus perdidos, mas a porta do albergue somente se abre quando Sonia declara estar carregando um bebê. O casal se despede na ala feminina (após Sonia ter que lembrar Bruno sobre o beijo de boa noite em Jimmy) e Bruno, após se recolher, recebe uma ligação: é hora de vender os últimos itens que sobraram do assalto. Saindo no meio da noite, Bruno encontra-se com uma mulher em um bar e negocia com ela o preço de uma filmadora. Após feitas as negociações, a mulher pergunta sobre Jimmy... e sobre a possibilidade de Bruno vendê-lo. Como qualquer pessoa de bem que se preze, Bruno diz não. Jimmy faz parte do universo de Bruno. Ao menos, é isso o que parece.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>No dia seguinte, a nova família vai passear! Bruno aluga um carro e compra um carrinho de bebê para Jimmy. Os três passeam, se divertem (com mais algumas brincadeiras inconseqüentes) e Bruno mostra-se novamente desconfortável com a idéia de terem de registrar Jimmy. Após o breve passeio, eles voltam ao apartamento. Após a visita da assistente social, Sonia discute com Bruno uma oferta de emprego. “Mil euros por mês!”, diz ela. “Não quero trabalhar para babacas”, diz ele. Para fugir da conversa incômoda, Bruno compra uma jaqueta igual a sua para Sonia e então vão ao cartório. Jimmy está registrado. Na seqüência, vão ao banco. A fila está muito grande. Bruno sai passear com Jimmy, para matar um tempo. E então percebe que o bebê, as despesas, a necessidade de um emprego e, principalmente, as cobranças de Sonia não fazem parte de seu universo. Em uma atitude rápida, Bruno liga para a mulher e diz que quer conversar com as pessoas que compram os bebês. Sonia ainda cabe em seu universo... Jimmy não...</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span>PARTE III - </span></strong><strong><span>Une <span>Femme Blessée</span> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Tentando ser o mais ágil possível, Bruno acerta os detalhes para a venda. Vai até um prédio, entra em um apartamento e deixa Jimmy deitado sobre sua jaqueta, em um canto do apartamento vazio. Vai até um outro cômodo e se fecha lá: faz parte do acordo que ele não veja os rostos das pessoas envolvidas na compra. Após alguns momentos, ele ouve sons e, quando estes cessam, Bruno volta à sala e encontra um envelope contendo aquilo que ele tanto almeja. Bruno é inconseqüente. Ele sai do prédio empurrando o carrinho de bebê vazio e sequer sabe o que dizer a Sonia ainda. Ao encontrar-se com ela, o rapaz joga a verdade para sua namorada: “eu vendi ele”. Ainda incrédula, Sonia continua a interrogar Bruno e este, vendo que não fora boa idéia dizer a verdade, inventa que roubaram-lhe Jimmy durante o passeio no parque. Não funcionou. Um grande erro pede uma grande desculpa esfarrapada: “vamos fazer outro”, diz Bruno. Sonia desmaia. Sem conseguir reanimá-la, Bruno a levanta e tenta carregá-la até um hospital. Aqui reside uma metáfora sutil e bem empregada pelos Dardenne: Bruno, em vários momentos, precisa parar e “ajeitar” Sonia em seu colo. Sonia é o peso de seu erro. E Bruno, em sua imensa imaturidade, jamais parou para pensar se era capaz de aguentar o peso daquele erro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Uma vez no hospital, o medo toma conta de Bruno: Sonia poderia delatá-lo após acordar! Desesperado com essa (óbvia) possibilidade, Bruno liga novamente para a mulher que o convencera a vender Jimmy e diz que quer desfazer o negócio. Jamais passara por sua mente que, talvez, Sonia preferisse a criança ao dinheiro. Jamais passara por sua mente que Sonia poderia vir a fazer as vezes da fêmea ultrajada por terem lhe roubado a cria. Perder alguns milhares de euros ainda era melhor do que ir para a cadeia. Bruno agiliza-se novamente: desta vez para desfazer seu erro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>PARTE IV – Entrando numa Fria Maior Ainda</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Desta vez, o local combinado é uma garagem abandonada. Bruno entra em uma das garagens, a fecha e aguarda instruções. Após alguns instantes, uma voz vinda da garagem ao lado ordena que o rapaz devolva o dinheiro. Bruno alcança o dinheiro para o homem, que conta nota por nota. Após a confirmação do valor, tal homem diz que Bruno pode sair da garagem após ouvir o barulho do carro saindo. Bruno obedece, mas ainda guarda em si o temor de ter sido enganado: e se não tivessem deixado Jimmy? Felizmente, não era o caso. Bruno vai até a garagem ao lado e encontra a criança. Entretanto, mal sabia ele que problemas maiores estavam por vir: caminhando para longe daquelas garagens, é abordado por um homem que informa que Bruno está em dívida com eles. “Eu devolvi o dinheiro”, alega Bruno. “Nós perdemos em dobro”, anuncia o homem. A falta de visão de Bruno ao vender Jimmy o leva até essa complicação maior, mas isso é apenas o começo. Mesmo devolvendo Jimmy, Bruno ainda tem que prestar contas à polícia sobre onde estava a criança e Bruno, vendo-se sem saída, corre justamente para aquele recurso que uma pessoa como ele detestaria usar: “O bebê estava com minha mãe”. Na seqüência, Bruno não é só abandonado por Sonia, que não o quer mais por perto (“Já pedi desculpas! Achei que poderíamos ter feito outro...”), como também nos revela que, talvez, ele não seja do jeito que é apenas por sua própria culpa. Ao nos apresentar à sua mãe, ele nos mostra o possível motivo para que viva, praticamente, na rua: aparentemente, Bruno e o “namorado novo da mamãe” se desentenderam e ele foi posto para fora de casa. Aparentemente, também, pelo tom com que Bruno fala com sua mãe, sua vida não deve ter sido fácil. E é aí que reside um dos pontos mais interessantes da obra dos Dardenne: eles, definitivamente, não querem nem saber das dificuldades pelas quais seu protagonista passou. Não existe “ah, ele vendeu a criança porque teve uma vida difícil”, mas sim “ele vendeu a criança e agora VAI TER uma vida difícil”.<span> </span>A “diversão” está apenas começando. Na sucessão dos fatos, vemos Bruno sendo espancado e “roubado” pelos criminosos para os quais ele deve, implorando perdão, mendigando centavos para poder comer e sendo rejeitado por Sonia mais uma vez. Bruno está enrascado e precisa achar uma saída.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>PARTE V – A Arte de Catalisar um Erro </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Envolvido em um grande problema, Bruno precisa de uma solução rápida para levantar o dinheiro que os criminosos querem. Para tal fim, ele vai atrás de um de seus “companheiros trombadinhas”, Steve. Munidos de uma scooter e de muita inconseqüência, os dois roubam a bolsa de uma mulher e saem em disparada, porém, são perseguidos de perto por um carro. Seria, de fato, uma ótima perseguição “cinematográfica” se os Dardenne não fizessem questão de nos mostrar o quão ridícula a situação é. Após algumas manobras arriscadas, Bruno e Steve enfim conseguem despistar o carro, mas, ao tentarem passar por trás de um conteiner a scooter enrosca em arames e não consegue passar. Deixando o veículo para trás, nossos intrépidos delinqüentes se escondem atrás de uma pilha de vigas de metal e aproveitam para esconder o dinheiro que roubaram embaixo dela. Quando planejavam, enfim, sair do esconderijo, eles percebem que a barra não está limpa: o motorista daquele carro estava os alcançando. Bruno, então, decide que a melhor forma de fugir é entrando no rio. Os dois andam por uma estreita e danificada passarela e entram no rio, escondendo-se debaixo da mesma passarela. Seria, de fato, uma ótima saída se eles não estivessem na França, onde o inverno é rigoroso, o que faz com que a água fique bastante gelada. Após alguns momentos imerso, Steve começa a sofrer os efeitos da hipotermia e quase se afoga. Bruno o tira da água e o leva para uma pequena construção abandonada, onde tenta reativar a circulação do garoto. Lembrando-se do dinheiro, Bruno pede para que Steve aguarde alguns instantes, para que ele busque o dinheiro embaixo das vigas. Contudo, esse breve instante em que Steve fica sozinho acaba resultando na sua captura. Sozinho, Bruno desenrosca a scooter e a empurra por algumas ruas, até chegar a um hospital. Lá, ele pergunta por Steve e, ao encontrá-lo junto com uma assistente social, devolve o dinheiro do roubo e se entrega, assumindo a autoria do roubo. Bruno, enfim, chegara ao fundo do poço: sua última carta na manga falhara e ele já não via mais chances de conseguir saldar sua dívida com os bandidos que o atormentavam. Um erro levara a outro e, nessa última tentativa, ele não só se prejudicara como quase levara Steve junto com ele.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>PARTE VI – O Golpe de Misericórdia </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Bruno, enfim, está preso. E a última cena dessa obra-prima dos Irmãos Dardenne é justamente durante uma visita de Sonia a Bruno. Eles trocam algumas palavras e, então, Bruno começa a chorar. Ambos se abraçam, se tocam. É essa cena silenciosa e aparentemente terna, que se concentra o ápice do filme: Bruno, enfim, admite-se como o personagem-título. Não é de Jimmy, o pobre bebê vendido pelo pai, a “criança” do título, mas sim Bruno, uma pessoa de aproximadamente 20 anos que não consegue ter atitudes condizentes com sua própria idade. Em diversos momentos do filme testemunhamos a infantilidade de Bruno, percebemos o quão imaturo ele é (ressalto, principalmente, a cena em que Bruno está aguardando a ligação das pessoas que comprarão Jimmy e, enquanto espera, brinca de pisar em poças de lama e chutar uma parede, vendo o quão alto consegue alcançar). Porém, faltava Bruno admitir sua imaturidade. Tudo o que ele fez descende da sua falta de seriedade com a vida e com o que o cerca. Provavelmente, existem alguns fatores sociais que deveriam ser analisados e que poderiam atenuar a culpa de Bruno. Mas, nenhum fator social ou de criação justificaria a falta de maturidade de Bruno, uma vez que a partir de uma determinada idade, o responsável pelo seu crescimento é ele mesmo! Em nome de uma falsa “vida divertida”, Bruno negligenciou seu amadurecimento e acabou envolvendo e influenciando muitas pessoas com suas atitudes egocentricas e infantis. Sonia e Steve podem até ser duas dessas pessoas, mas o filme não descarta a culpa que esses dois personagens também possuem. Sonia também reconhece sua própria culpa ao chorar com Bruno. A única verdadeira vítima de espectros sociais negativos é o pequeno Jimmy: fruto da inconseqüência de dois jovens, Jimmy poderia acabar trilhando exatamente o mesmo caminho que seu pai. Porém, graças a Sonia (a única personagem passível de receber atenuação por seus atos, uma vez que “acordou para a vida” após o nascimento de Jimmy), que conseguiu abrir seus olhos a tempo, ele possui uma chance. Enfim, este é o golpe de misericórdia em Bruno: ele desperta para seus erros e percebe que ninguém irá “passar a mão em sua cabeça”. O sofrimento está apenas começando. A culpa está apenas começando. E é nesse momento final, também, que desvendamos o mistério do porquê o filme não possuir música. Não se trata de Bruno ter uma vida triste e, portanto, sem música. Muito pelo contrário! O filme não tem música porque Bruno não a merece.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>4/4</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;"><span><em>Murilo Lopes de Oliveira</em></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Kunstenaars roepen op tot communautaire dialoog]]></title>
<link>http://aolmusic.wordpress.com/?p=670</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 09:01:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>aolblogt</dc:creator>
<guid>http://aolmusic.wordpress.com/2008/05/12/kunstenaars-roepen-op-tot-communautaire-dialoog/</guid>
<description><![CDATA[Tientallen Belgische muzikanten, schrijvers, dansers en cineasten lanceren zaterdag in De Morgen een]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Tientallen Belgische muzikanten, schrijvers, dansers en cineasten lanceren zaterdag in De Morgen een petitie voor culturele samenwerking over de taalgrens heen. Uit bezorgdheid om de "diepe malaise" die dit land in zijn greep heeft, zal de tweetalige vzw Kunst en Democratie de komende maanden de dialoog tussen de verschillende media en cultuurhuizen stimuleren, als behandeling voor "een diepgewortelde kwaal". Ondertekenaars zijn onder meer Luc en Jean-Pierre Dardenne, Axelle Red, Anne Teresa de Keersmaeker, Tom Lanoye en Willem Vermandere.</p>
<div class="logoMarginTop" style="text-align:right;"><em>Copyright(c) Belga 2007 - 2008</em>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cannes: 20 films in competitie, waaronder de Dardennes]]></title>
<link>http://aolfilm.wordpress.com/?p=330</link>
<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 10:02:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>aolblogt</dc:creator>
<guid>http://aolfilm.wordpress.com/2008/04/24/cannes-20-films-in-competitie-waaronder-de-dardennes/</guid>
<description><![CDATA[Op het 61ste filmfestival in Cannes van 14 tot en met 25 mei treden 20 films in competitie aan. Dat ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Op het 61ste filmfestival in Cannes van 14 tot en met 25 mei treden 20 films in competitie aan. Dat hebben de organisatoren woensdag in Parijs aangekondigd. Daarbij "Le Silence de Lorna" van de Belgische broers Luc en Jean-Pierre Dardenne.  Ook films van Clint Eastwood, Steven Soderbergh, Atom Egoyan en Wim Wenders zitten in competitie. Voorzitter van de jury dit jaar is de Amerikaanse acteur en regisseur Sean Penn. De gebroeders Dardenne zijn tweevoudig winnaar van de Gouden Palm in Cannes: in 1999 met "Rosetta" en in 2005 met "L'Enfant".</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-331" src="http://aolfilm.wordpress.com/files/2008/04/dardenne.jpg" alt="D\'ardenne" width="300" height="198" /></p>
<div class="logoMarginTop" style="text-align:right;"><em>Copyright(c) Belga 2007 - 2008</em>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["L'Enfant" en la Alianza Francesa  17-22 de abril]]></title>
<link>http://sieteesquinas.wordpress.com/?p=49</link>
<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 06:27:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>franciscomalaga</dc:creator>
<guid>http://sieteesquinas.wordpress.com/2008/04/11/lenfant-en-la-alianza/</guid>
<description><![CDATA[
L&#8217;Enfant (2005), película dirigida por Jean-Pierre Dardenne y Luc Dardenne, será proyectada]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.apple.com/moviesxml/s/sony/posters/lenfantthechild_l200603171455.jpg" alt="" width="250" height="369" /></p>
<p><a href="http://www.imdb.com/title/tt0456396/" target="_blank"><strong>L'Enfant</strong></a> (2005), película dirigida por <strong>Jean-Pierre Dardenne</strong> y <strong>Luc Dardenne</strong>, será proyectada en el Ciclo de Cine Francés: <em>Celebrando el Mes de la Francofonía</em>.</p>
<p><strong>Lugar:</strong> Alianza Francesa - Calle Santa Catalina 208</p>
<p><strong>Fecha: </strong>Del 17 a 22 de abril</p>
<p>Te dejamos con el avance de la película, si clickeas en "continuar leyendo...".</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/1nbBpVo9_pg'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/1nbBpVo9_pg&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“L’enfant” – Khi trẻ con bước vào điện ảnh]]></title>
<link>http://tinvan.wordpress.com/?p=321</link>
<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 08:46:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>phongsinh</dc:creator>
<guid>http://tinvanonline.org/2008/01/13/enfant/</guid>
<description><![CDATA[
Author: Lê Ngọc Tú
Tôi xem &#8220;L’enfant&#8221; (&#8221;Trẻ con&#8221;) hai lần. Thậ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tinvan.wordpress.com/files/2008/09/lenfant.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-323" title="lenfant" src="http://tinvan.wordpress.com/files/2008/09/lenfant.jpg" alt="" width="497" height="331" /></a></p>
<p>Author: Lê Ngọc Tú</p>
<p>Tôi xem "L’enfant" ("Trẻ con") hai lần. Thật cảm động. Một bộ phim thật đến nỗi tôi cứ có cảm giác như thấy mình trong đó, cảm giác như mình đang tận mắt chứng kiến những chuyện thật sự đang xảy ra trong cuộc sống thực.<br />
<span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">"Đứ</span><span style="font-size:x-small;">a trẻ" ở đây không chỉ là Jimmy, mà gồm cả cha mẹ của thằng bé. Những đứa trẻ mới lớn, coi việc trộm cắp kiếm sống là bình thường. Chúng không cần lo nghĩ nhiều mà chỉ sống trong hiện tại. Ngay việc bán con đẻ của mình lấy tiền cũng được Bruno xem là bình thường. "Rồi chúng ta sẽ lại có đứa khác."- cậu giải thích cho hành động của mình đơn giản vậy. Người mẹ của Bruno, khi cậu đến nhờ giúp đỡ thì bà chỉ ậm ừ cho qua chuyện, cũng không cho cậu vào nhà. Xã hội hiện đại, hình như nhiều giá trị cuộc sống không còn được coi trọng, tình mẹ con, tình cha con, tình yêu. Ngay khi bán chiếc xe nôi được 65 Euro, Bruno đã định bỏ ra 50Euro để chơi trò chơi may rủi. Cho tới khi Steve bị bắt, có lẽ Bruno cũng vẫn không hiểu những việc mình đang làm là để làm gì, và tại sao mọi thứ lại diễn ra như thế. Để cuối cùng khi Sonia đến thăm trong tù, Bruno đã bật khóc nức nở, khóc như một đứa trẻ không hiểu vì sao mình bị phạt. Sonia người lớn hơn một chút, cũng bật khóc, như thấy mình có lỗi. </span></p>
<p>Hai đạo diễn Jean Pierre và Luc Dardenne đã để cho trong con người Bruno vẫn luôn có cái bản năng thiện của con người, để nó vẫn luôn cần một tổ ấm, vẫn lần tìm về căn nhà có Sonia và Jimmy là những người thân yêu nhất, khi đói cũng như khi sợ hãi. Rồi sau cùng, đứa trẻ bên trong con người tên trộm ấy, lại quyết định đi đầu thú để cứu bạn. Thì xem ra giá trị cuộc sống cũng vẫn còn trong một con người xấu, một đứa trẻ thì nhiều khi không biết là mình đang làm việc xấu. Nó làm những việc nó thích, để rồi khi phải trả giá thì không hiểu tại sao lại thế. Xã hội dường như quá lớn đối với nó. Tuy trong con người những đứa trẻ như vậy, vẫn có những điểm sáng của lòng tốt, lòng tự trọng hay tình thương, nhưng dường như là không đủ để cứu được cuộc đời của chúng.</p>
<p>Bruno và Sonia, hai cô cậu thanh niên mới lớn. Họ sống một cách hồn nhiên như lứa tuổi, sinh hoạt, yêu, vui đùa, có con. Bruno trộm cắp để kiếm tiền thuê lại ngôi nhà bị đòi vì không đóng tiền đúng hạn. Sonia ngồi chờ Bruno chia chác với hai đứa trẻ đồng bọn bên bờ sông. Bruno bán Jimmy – con của anh ta với Sonia. Sonia choáng váng vì chuyện đó phải vào viện - bản năng người mẹ thật luôn mạnh mẽ, dù là bên trong một đứa trẻ mới lớn. Bruno lấy lại Jimmy cho Sonia. Sonia không tha thứ cho Bruno. Bruno lâm vào cảnh khốn cùng, không có tiền ăn, bị đánh đập ép phải đi ăn cắp trả nợ. Bruno đến đồn cảnh sát tự thú để cứu Steve - cậu bé đồng bọn nhỏ tuổi hơn. Sonia vào thăm và cả hai ôm nhau khóc.</p>
<p>Mọi thứ diễn ra trên màn ảnh bằng một cách chân thực nhất. Máy quay theo sát nhân vật. Nhân vật hoạt động tự do, dường như không bị gò ép bởi kịch bản hay chỉ đạo diễn xuất. Ánh sáng tự nhiên với các cảnh quay phần lớn là ngoại cảnh. Thoại ngắn, không có âm nhạc làm nền hay tạo cảm giác cho người xem. Có lẽ đạo diễn muốn để cho khán giả có những cảm nhận thực nhất, máy quay ở đây chỉ để ghi lại các sự việc đang diễn ra chứ không có một chút vai trò nghệ thuật nào. Nghệ thuật quay và dựng ở phim này dễ làm người xem liên tưởng tới trào lưu Tân hiện thực ở điện ảnh Ý những năm 1940, dùng diễn viên không chuyên và quay ở hiện trường thật. Dù vậy, bộ phim ra đời năm 2005 này đã khai thác những góc riêng của xã hội hiện đại.</p>
<p>Về mặt ý nghĩa, bộ phim nêu lên một sự bế tắc trong việc tìm đường, tìm ý nghĩa cuộc sống của giới trẻ, xa hơn là đưa ra bi kịch của xã hội, những đứa trẻ được sinh ra và sẽ lớn lên không có tương lai.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CICLO DE FESTIVALES DE CINE]]></title>
<link>http://ciclosdecine.wordpress.com/2007/11/02/ciclo-de-festivales-de-cine/</link>
<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 01:58:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>ciclosdecine</dc:creator>
<guid>http://ciclosdecine.wordpress.com/2007/11/02/ciclo-de-festivales-de-cine/</guid>
<description><![CDATA[1ra PELICULA; FESTIVAL DE SAN SEBASTIAN &#8220;CONCHA DE ORO 1997&#8243; NO VA MAS DE CLAUDE CHABROL]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="subtitulo" align="left"><span class="style7">1ra PELICULA; </span><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/San_Sebasti%C3%A1n" class="style11">FESTIVAL DE SAN SEBASTIAN</a><span class="style7"> "CONCHA DE ORO 1997" </span><em><a href="http://carteles.metropoliglobal.com/paginas/ficha.php?qsec=peli&#38;qid=2212" class="style11">NO VA MAS</a></em><span class="style7"> DE </span><a href="http://www.epdlp.com/director.php?id=736" class="style11">CLAUDE CHABROL.</a></p>
<table border="1" cellpadding="15" cellspacing="5" width="400">
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/LA.html">LORD A</a>:</strong> CALIFICACION Y CRITICA: <strong>4 ½</strong> Estrellas; Isabelle Hupper es una   de las mejores (sino la mejor) de los noventa</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/LI.html">LORD I:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: <strong>2</strong> Estrellas; Asì no, San Sebastián   me defraudo...</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/OCA.html">OCA:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: <strong>2</strong> Estrellas; No va   mas</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/OCV.html">OCV:</a> </strong>CALIFICACION Y CRITICA: <strong>1</strong> Estrella; Sin sentido, una   estupidez, una estupidez lenta.  Franceses mongolicos.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/NCT.html">NCT:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: <strong>2</strong> Estrellas; Te voy a meter dinamita   en el culo.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/RC.html">RC</a></strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/RC.html">:</a> CALIFICACION Y CRITICA: <strong>3</strong> Estrellas; Un poco lenta,   confusas.  Podía ser mas.</p>
</td>
</tr>
</table>
<p class="subtitulo style1 style7" align="left">Promedio: 2,41 Estrellas; OPINION DE LOS CICLOS DE CINE: NO TE LA RECOMENDAMOS.</p>
<p class="subtitulo style1" align="left">&#160;</p>
<p class="subtitulo style7" align="left">2da PELICULA: <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Festival_de_Cannes" class="style8">FESTIVAL DE CANNES</a> "PALMA DE ORO 2006" <em><a href="http://es.movies.yahoo.com/e/el-nino/index-11611.html" class="style8">EL NIÑO</a></em> DE <a href="http://www.cineuropa.org/ffocusinterview.aspx?lang=es&#38;treeID=1060&#38;documentID=54684" class="style8">JEAN PIERRE Y LUC DARDENNE. </a></p>
<table border="1" cellpadding="15" cellspacing="5" width="400">
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/LA.html">LORD A:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: <strong>2 ½</strong> Estrellas; Una simple historia de un malandro desesperado... Los momentos altos de la película estan marcados por la aparicion de la policia francesa y su maravillosa inoperancia.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/LI.html">LORD I</a>:</strong> CALIFICACION Y CRITICA: <strong>3</strong> Estrellas; Por que es Francesa, por su policia... En Cannes estaban drogados el dia que la eligieron mejor película...</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/OCV.html">OCV:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: <strong>1</strong> Estrella; Mala.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/NCT.html">NCT:</a> </strong>CALIFICACION Y CRITICA: <strong>2 ½</strong> Estrellas; No tuvo huevos para   vender a su hijo.  El Riquelme de los homeless.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/RC.html">RC: </a></strong>CALIFICACION Y CRITICA: <strong>2 </strong>Estrellas; Un amague Francés...</p>
</td>
</tr>
</table>
<p class="subtitulo style7" align="left"><span class="style9">Promedio: 2,2 Estrellas; OPINION DE LOS CICLOS DE CINE: NO TE LA RECOMENDAMOS. </span></p>
<p class="subtitulo style7" align="left">&#160;</p>
<p class="subtitulo style7" align="left">3ra PELICULA: <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Festival_Internacional_de_Cine_de_Mar_del_Plata" class="style8">FESTIVAL DE CINE DE MAR DEL PLATA</a> "ASTOR 2004 "<em> <a href="http://www.labutaca.net/films/28/buenavidadelivery.htm" class="style8">BUENA VIDA (DELIVERY)</a> </em>DE <a href="http://raicesdelcine.com.ar/Numero_08/notas_08/dicesare.htm" class="style8">LEONARDO DI CESARE</a>.</p>
<table border="1" cellpadding="15" cellspacing="5" width="400">
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/LA.html">LORD A:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: <strong>4 ½ </strong>Estrellas;              Crisis=oportunidad.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/LI.html">LORD I:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA:<strong> 3 ½ </strong>Estrellas; Senti mucho, me implique mucho. Que lindo es el Cine Argentino.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/OCV.html">OCV:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: <strong>3 ½</strong> Estrellas; Un pobre pibe manipulado por una vieja hija de puta.  Tres buenos villeros que resuelven un conflicto que duro mucho más de lo necesario.  Una bomba muy garca pero que mostró tetas cuando más se la odiaba.  Aparecía un culo y le daba 5.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/NCT.html">NCT:</a> </strong>CALIFICACION Y CRITICA: <strong>4</strong> Estrellas; Una puta, un imbecil y un emprendedor del churro.  Una historia que nos muestra que los únicos que ganan son los villeros con armas.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/RC.html">RC:</a> </strong>CALIFICACION Y CRITICA:<strong> 3 ½</strong> Estrellas; Esta pelicula confirma que hay fulvolley en las villas y que los reparadores de PC son gente del mal, que se escudan en sus miseros conocimientos para aprovecharse de la sociedad.</p>
</td>
</tr>
</table>
<p class="subtitulo style7" align="left"><span class="style9">Promedio: 3,8 Estrellas; OPINION DE LOS CICLOS DE CINE: SI TE LA RECOMENDAMOS: </span></p>
<p class="subtitulo style7" align="left">&#160;</p>
<p class="subtitulo style7" align="left">4ta PELICULA: <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Le%C3%B3n_de_Oro" class="style8">FESTIVAL DE CINE DE VENECIA </a> "LEON DE ORO 1980  "<em> <a href="http://www.filmaffinity.com/es/film192129.html" class="style8">ATLANTIC CITY </a> </em>DE <a href="http://www.epdlp.com/director.php?id=890" class="style8">LOUIS MALLE</a>.</p>
<table border="1" cellpadding="15" cellspacing="5" width="400">
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/LA.html">LORD A:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: 3 Estrellas; Corrupcion en Venecia</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/LI.html">LORD I:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA:<strong> 3 </strong>Estrellas; La historia de un matón que cumplió e hizo cumplir sueños...</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/OCV.html">OCV:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: 1 estrella; No merece ningun premio.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/NCT.html">NCT:</a> </strong>CALIFICACION Y CRITICA: 2 Estrellas; Voy a hacer lo que hizo Lou. Me voy a retirar vendiendo merca y matando   gente.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/RC.html">RC:</a> </strong>CALIFICACION Y CRITICA: 2 ½ Estrellas;  Ya una reunion en algun cafe centrico con la gente que entrega estos   premios.</p>
</td>
</tr>
</table>
<p class="subtitulo style7" align="left"><span class="style9">Promedio:  2,3 Estrellas; OPINION DE LOS CICLOS DE CINE: NO TE LA RECOMENDAMOS: </span></p>
<p class="subtitulo style7" align="left">&#160;</p>
<p class="subtitulo style7" align="left">5ta PELICULA: <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Le%C3%B3n_de_Oro" class="style8">FESTIVAL DE CINE DE VENECIA </a> "LEON DE ORO 1999 <a href="http://www.labutaca.net/films/2/niunomenos.htm" class="style11">"<em>NI UNO MENOS"</em></a> DE <a href="http://www.epdlp.com/director.php?id=765" class="style11">ZHANG YIMOU</a></p>
<table border="1" cellpadding="15" cellspacing="5" width="400">
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/LA.html">LORD A:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: 5 Estrellas ; La bondad en su maxima expresion.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/LI.html">LORD I:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: 4 ½ Estrellas; Una metafora de dignidad y honestidad. Brindo por el sistema   educativo chino.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><a href="http://www.ciclosdecine.info/LM.html"><strong>LORD M:</strong></a> CALIFICACION Y CRITICA: 5 Estrellas; Una niña maestra que al igual que Roman Riquelme enseña con la metafora y tizas de colores.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><a href="http://www.ciclosdecine.info/OCA.html"><strong>OCA:</strong></a> CALIFICACION Y CRITICA: 5 Estrellas: Una obra maestra. Gracias China por tanta magia. Comunismo, capitalismo.. que carajo importa!!!</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/OCV.html">OCV:</a></strong> CALIFICACION Y CRITICA: 4 estrellas; una historia muy linda.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/NCT.html">NCT:</a> </strong>CALIFICACION Y CRITICA: 3  ½; En el mundo existe la esperanza.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="style7">
<p align="left"><strong><a href="http://www.ciclosdecine.info/RC.html">RC:</a> </strong> CALIFICACION Y CRITICA: 3 ½ Estrellas; Power to the people (of China).</p>
</td>
</tr>
</table>
<p class="subtitulo style7" align="left"><span class="style9">Promedio:  4,35 Estrellas; OPINION DE LOS CICLOS DE CINE:  SI TE LA RECOMENDAMOS: </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Enfant. Dir. Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne - 2005]]></title>
<link>http://blogologoexisto.wordpress.com/2006/07/30/lenfant-dir-jean-pierre-dardenne-e-luc-dardenne-2005/</link>
<pubDate>Sun, 30 Jul 2006 19:44:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniofelipesilva</dc:creator>
<guid>http://blogologoexisto.wordpress.com/2006/07/30/lenfant-dir-jean-pierre-dardenne-e-luc-dardenne-2005/</guid>
<description><![CDATA[
Um filme sem trilha sonora. Eu ainda nunca havia visto um filme assim. Trata-se de uma denúncia, u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4190/1342/1600/lenfant-poster02.jpg"><img src="http://photos1.blogger.com/blogger/4190/1342/400/lenfant-poster02.jpg" style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" border="0" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4190/1342/1600/lenfant02.0.jpg"><img src="http://photos1.blogger.com/blogger/4190/1342/200/lenfant02.0.jpg" style="float:left;cursor:pointer;margin:0 10px 10px 0;" border="0" /></a><span style="font-family:Arial;font-size:10px;">Um filme sem trilha sonora. Eu ainda nunca havia visto</span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;"> um filme assim. Trata-se de um</span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;">a denúncia, um alerta a uma sociedade perdida e </span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;">sem sensibilidade</span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;font-size:10px;">Um casal de jovens e um filho</span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;"> para criar. Sonia (<a href="http://uk.imdb.com/name/nm1918862/">Débora</a></span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;"><a href="http://uk.imdb.com/name/nm1918862/"> François</a>) é uma jovem de 18 anos, que acabou de dar à luz a um menino. Bruno (<a href="http://uk.imdb.com/name/nm0753737/">Jérémie Renier</a>), o pai, com 20 anos de</span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;"> idade vive de pequenos roubos cometidos por ele e</span><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4190/1342/1600/lenfant04.0.jpg"><img src="http://photos1.blogger.com/blogger/4190/1342/200/lenfant04.0.jpg" style="float:right;cursor:pointer;margin:0 0 10px 10px;" border="0" /></a><span style="font-family:Arial;font-size:10px;"> seus comparsas adolescentes.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;font-size:10px;">Responsabilidade, maturidade</span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;"> e confiança são colocadas em questão. Quando estamos realmente maduros? Em que</span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;"> momento somos responsáveis pelas pessoas que nos cercam, ou até mesmo por nós próprios? </span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;">“L’Enfant”,</span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;"> surpreendente vencedor da Palma de Ouro em Cannes do ano de 2005, retrata uma juventude desinteressada e</span><span style="font-family:Arial;font-size:10px;"> insensível. Não há sonhos, projetos, laços...<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4190/1342/1600/lenfant09.0.jpg"><img src="http://photos1.blogger.com/blogger/4190/1342/200/lenfant09.0.jpg" style="float:right;cursor:pointer;margin:0 0 10px 10px;" border="0" /></a><span style="font-family:Arial;font-size:10px;">O filme trata da chegada de uma criança e a maneira tão diferente que este fato é encarado pelo casal. O significado de um filho não é o mesmo para os dois. Os atos de Bruno em relação ao filho colocarão o casal diante de sérios dilemas sobre suas existências, sobre a relação que os une e aquilo que os faz seguir a diante. A criança de fato não é o bebê, mas Bruno.</span></p>
<p>Trailer:<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ngqc2-odFnw'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/ngqc2-odFnw&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Site Oficial: <a href="http://www.sonyclassics.com/thechild">www.sonyclassics.com/thechild</a></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
