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	<title>le-cose-che-so-di-me &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "le-cose-che-so-di-me"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 03:54:17 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[spartaco, spezza le catene.]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/?p=486</link>
<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 14:14:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
...................................................................................................]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ferrugnonudo.files.wordpress.com/2008/07/smettila.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-485" src="http://ferrugnonudo.wordpress.com/files/2008/07/smettila.jpg" alt="" width="426" height="854" /></a></p>
<pre>..........................................................................................................................................................
ieri / collage
<strong>IN&#38;OUT</strong>
...............................................................................................................................................................</pre>
<p style="text-align:justify;">so che se volessi potrei continuare ancora per molto molto tempo. tutto il tempo che ho, ovviamente, a disposizione. certe volte mi prende il panico a pensare a questo spazio e mi viene il pensiero <em>orribile</em>, che se per caso dovessi sparire . non la uso <em>quella</em> parola orribile .  dal momento che nessuno dei miei <em>car</em>i, tutti comprese le erbe secche del mio orto, sa di questo ameno luogo, questo ameno luogo  rimarrà a rinsecchirsi qui e nessuno . <em>nessuno di voi</em>.  saprà  dove sono . se sono ancora .  a rimpicciolire le foto e a guardare il mare che per me è sempre più simile a una finzione . meravigliosa, ma cartonata.  questo pensiero ce l'ho in testa  da molto tempo, ma non ho mai osato parlarne perchè ho il timore orribile che certe cose non vadano dette. tipo una scaramanzia.  io sono una persona superstiziosa. ad esempio.  quando <em>emme</em> è stata male andavo da un'estetista  molto brava che sapeva fare dei massaggi meravigliosi.  da allora, non ci sono più andata perchè ho il terrore di sovvertire l'equilibrio instabile che regge il <em>mio</em> ordine cosmico e quello di <em>emme</em>. ad esempio a volte torno indietro tre, quattro,cinque volte così per cercare di rimettere in equilibrio tutto quello che ho la sensazione si sia destabilizzato. così procedo spesso,  anche nel giochino di questo blog e <em>scrivere e cancellare</em>, ve lo confesso, spesso risponde a questa insana potente autoillusione che sia io, sotto sotto, a controllare tutto. tramite grandi ed estenuanti sforzi. ecco perchè ho il terrore dell'aereo. in aereo prende corpo e forma la sensazione di essere appesa a un filo e che, attaccata a quel filo, non siano certo i miei  prodigiosi poteri di autoipnosi o i contorsionismi a cui mi dedico quando sono in forma, a tenermi lontana dai pericoli e/o dalle guerre.</p>
<p style="text-align:justify;">no.</p>
<p style="text-align:justify;">però ho anche pensato che a furia di censurare tutto il censurabile, scrivere, non (mi) serva più a niente. figuriamoci se a allungare la vita a me o la vita di chi amo. vorrei allora spezzare . seppure piena di pensieri cupi e angosciosi . la schiavitù delle mie convinzioni primitive e tentare di sciogliere le ancestrali ossessioni che mi accompagnano da sempre depositando qui, per chi la volesse stare a sentire, questa piccola incerta confessione.</p>
<p style="text-align:justify;">però ora me ne è già passata la voglia e non so più cosa dire.</p>
<p style="text-align:justify;">tutto questo potrebbe essere altrimenti detto <em>paura del piccolo nel/del grande.</em></p>
<p style="text-align:justify;">all'incirca.</p>
<p style="text-align:justify;">oppure no. forse me ne è tornata la voglia e  allora tenta di inserire questi ulteriori segmenti  dove ti sembrano più appropriati, dove li senti più naturali.  e prova, se ci riesci, ad immaginare che questo discorso sia rivolto a te, adatto anche a te che continui a scrivere, lo fai da una vita. da una vita ti misuri con la vita e la morte che butti nelle tue cose scritte e sono certa di non averti sorpresa, di non averti detto niente di nuovo, perchè ciascuno di noi, si impegna, scrivendo, a praticare  il proprio esorcismo. e questo non l'ho detto soltanto io, ma un sacco di persone migliori di me. ti darei il mio numero di telefono. l'ho già dato a una persona veramente, ma lo darei anche ad altri come invece, ad alcuni, consegnerei la password di questo spazio  per mitigare  l'importanza che dò io a certi rituali che pratico io.  se invece di parlarne solo io, ne parlassimo in tanti, magari riusciremmo a confonderci meglio, a mischiarci  nella folla, tanto da fare perdere le tracce, tanto da diventare persino solidali, in questa comune  nostra paura. ma sono particolarmente attenta in questi giorni e credo che in molti lo stiano già facendo. scrivere e parlare coralmente. in un coro la voce di una, non esiste più. ecco perchè non si fa altro che stare a sentire le cicale. da casa mia, per ora, non si sentono.</p>
<p style="text-align:justify;">già è così. ciascuno ha il proprio sottofondo. io, quello della segheria e quello del tombino traballante. l'unica cosa che ancora mi sorprende è vedere i grandi movimenti di braccia e gambe che fanno tutti per praticare il proprio.personale.esorcismo o, se vuoi, il proprio.personale.ritovudu'. per. allontanare.i.cattivi.pensieri.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[+01]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/?p=448</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 22:11:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[se potessi scrivere ancora più piccolo
lo farei,
ma questo è il massimo minimo.
..................]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<pre><span style="color:#c0c0c0;">se potessi scrivere ancora più piccolo
lo farei,
ma questo è il massimo minimo.
..................................................................................................................................................................

OGGI
sono <em>quasi</em> certa che andrò a tagliarmi i capelli.
dico quasi perchè è da un più di un mese
che soffro i miei capelli come un'onta e non mi decido a fare niente.
quando stavamo andando in sicilia,
sul traghetto, di notte,
non ho fatto altro che pensare ad una <em>parruccheria</em>
per andare a "cesoiarmi" la testa.
ho qualche capello bianco,
sullo scuro naturale adesso si vedono bene.
vorrei averne di più,
vorrei averli tutti bianchi,
come mia madre
che, da quando ha deciso di non tingerli più,
riceve, dai suoi capelli,
una luminosità tutta particolare.
ma io non ho nè la luce, nè gli occhi di mia madre.
mia mammma ha gli occhi di un cartone animato
tagliati in modo piatto di  sotto.
poi, sono giorni che scrivo ovunque.
piccolo su fogli sfusi,
piccolo sui post-it,
piccolo in illustrator su base gialla.
ma non qui.
sono in difficoltà grosse circa lo scrivere,
circa l'incapacità di attribuire un ruolo
a codesta azione e,
grazie a questo ruolo,
legittimarne l'esistenza.
sono la vittima sacrificale
di certe letture di alcuni blog,
che sembrano non fare altro che predicare la serietà.
pare, sempre secondo tali illustri letture,
che sia fondamentale
essere molto seri e cercare di bandire la leggerezza
nel tentativo di esplorare gli angoli oscuri
della conoscenza e dell'introspezione.
non <em>amo</em> i titolari di simili blogs,
per i miei gusti semplicemente antipatici.
non mi faccio alcuna idea particolare
sulle persone che sembrano avere simili certezze,
in realtà c'è qualcosa di estremamente urticante e fastidioso
in qualsiasi tipo di espressione che sembri essere priva di dubbio.
nononstante ciò,
c'è di sicuro, in alcune scritture,
qualcosa di così rigoroso e puntuale
da  farmi domandare se in fondo
non ci sia qualcosa di terribilmente vero
nell'inutilità (presusnta) di una scrittura, come la mia,
che sbanda continuamente.
che perde il fuoco
non riuscendo a restituire all'esterno
la visione giusta e pesata delle cose reali.
è quasi impensabile convincermi che
certi discorsi e rimproveri severi,
non siano direttamente rivolti a me.
so che non è così.
eppure molto spesso
non riesco a trattenermi
dal sentirmi coinvolta e colpita,
quindi di conseguenza colpevolizzata e inibita,
da un certo tipo di dissertazioni.
indipendentemente dai contenuti,
che scegliamo più o meno deliberatamente di affrontare,
c'è una tipologia di scrittura,
forse la mia,
<em>giusta</em> e una <em>sbagliata</em>?
ci sono margini di miglioramento ipotizzabili
per <em>una</em> come me?
che tipo di persona viene fuori
da una scrittura come questa?
e perchè,
dovendo fare un paragone,
maledetti paragoni, maledetti confronti,
sottoposta al giudizio altrui,
mi sembra di essere un macellaio
tra dotti chirurghi?
............................................................................................................................................................

mi sembra di essere riuscita ad imparare,
quasi,
la tecnica dello stare dietro alla forma
piuttosto che dar voce al mio sentire.
ho messo nel baule certi vecchi mostri
ancora molto attuali e in splendida forma.
credo che si veda.
credo che si sia capito, questo,
da come cambia e sta cambiando
questo spazio,
che consente una sola, piccolissima visione
di quel che c'è dietro.
dietro ci sono io,
ma temo di bruciacchiarmi e consumarmi,
per la troppa scostumata esposizione.
ora che sono diventata, quasi,
più ragionevole.
più bionda.
insomma ho cominciato a temere
il logorio della mia vita interiore.
...................................................................................................................................................................</span></pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/?p=343</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 12:05:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Spesso ho sentito dire che i blog sono inutili chiacchiere di donnucce e uominicchi, fermi al banche]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Spesso ho sentito dire che i blog sono inutili chiacchiere di donnucce e uominicchi, fermi al banchetto del mercato o davanti alla tazza di caffè nel bar, su pruriti e calli.  O giù di lì. Spesso da quando scrivo , mi sono interrogata sulla necessità  di farlo in questi luoghi, sul senso di certi contatti che si creano, appunto, qui dentro, dei commenti, dell'apertura e della chiusura  di certi discorsi, dei titoli.  Spesso a posteriori e cioè dopo avere scritto e pubblicato, ho sentito la vergogna e l'inutilità di certi miei sussurri. Spesso sono tornata e torno per cancellare tutto. Spesso io sento non-necessarie le cose che faccio e scrivo, almeno non strettamente. Potrei evitare di fare molte cose se ci penso e mi viene da buttare giù una lista di cose non necessarie talmente corposa da domandarmi perchè in casa ci siano tante cose oltre al letto, a un tavolo con le sedie e alla cucina. Sto facendo il cambio dell'armadio. Le tante cose che butto perchè non sento necessarie, mi fanno pensare alla mia, a volte preoccupante, insensibilità. O forse dovrei dire che il non sentire granchè è un'anestesia che pratico molto spesso sul mio corpo indolenzito. In effetti il mio stile di vita, a parte alcune accidentali esondazioni,  è essenziale, ma non ancora del tutto.  Questa litania della limatura e della sottrazione è un discorso che spesso applico anche nel mio lavoro. Parto confusa, riempio il foglio di segni e linee, riempio le case a cui penso, di segni deformi, di angoli stupidi. Poi stampo, poi svuoto, poi riempio di nuovo. Mi rigiro il foglio e il lavoro per giorni sul foglio e nella testa. C'è un grande senso di insoddisfazione nel 90% dei casi, in tutto quello che faccio. E' come se la mia insoddisfazione spingesse gli spigoli, i residui, quello che, appunto, non mi è necessario. E l'ipersensensibilità per il non - necessario io non la so spiegare tecnicamente, non ho mezzi adeguatamente esperimentati da trasformare in metodo, per affrontare il disagio che provo per me stessa e certe mie ridondanze, non necessarie, appunto. Ma è quello che provo spesso a stare qui sopra, o di là, o dall'altra parte ancora.  Sento cento note stonate tutte insieme, un disordine cacofonico che mi porta a farmi molte domande sull'eticità di stare in mutande sul balcone o della mia prolungata non-necessità di occuparmi di me, come dei miei capelli o dei miei vestiti o della mia casa con il giallo fuori che si sta progressivamente staccando, ma anche di molte altre cose di cui non credo sia corretto scrivere qui. Non credo di essere alla ricerca di uno stile o di una forma ma adesso non so più continuare questo discorso. Magari poi. Si è messo a piovere e comincio a distrarmi.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[monologhi notturni]]></title>
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<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 09:04:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ferrugnonudo.files.wordpress.com/2008/06/in-marcia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-340" src="http://ferrugnonudo.wordpress.com/files/2008/06/in-marcia.jpg" alt="" width="426" height="319" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[acqua tonica e nicotina]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/?p=282</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 20:39:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nonostante la mia istintiva propensione per l&#8217;imperfezione e gli errori, mi accorgo di predili]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Nonostante la mia istintiva propensione per l'imperfezione e gli errori, mi accorgo di prediligere le presenze delicate, la leggerezza, il bianco, i fiori, i gigli. Una sindrome da candy- candy postuma che mi spinge a fare pulizia e a eliminare il superfluo con la stessa cura con cui, facendo attenzione alla testa, toglievo le zecche ai miei amati cani. Una cosa un po' sconcia da dichiarare, ma rende bene e ultimamente, sto molto attenta a quello che dico e a chi frequento.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[(problematica, così.)]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/?p=218</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 07:01:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Non sono tenuta a raccontare tutto. Non sono tenuta a farlo perchè spesso ho la sensazione che le ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#c0c0c0;">Non sono tenuta a raccontare tutto. Non sono tenuta a farlo perchè spesso ho la sensazione che le mie non siano parole scritte, ma vani tentativi di parole per giustificarmi. Di cosa, da cosa? Ieri pomeriggio, in attesa, aspettavo  e aspettando pensavo. </span><span style="color:#c0c0c0;"><strong>Pensavo a come  la paura  restringa  il mio spazio vitale.</strong></span><span style="color:#c0c0c0;"> </span><span style="color:#c0c0c0;">Quando  ho paura, la mia vita diventa  una stanza 1x1</span><span style="color:#c0c0c0;">. Molto stretta, molto concentrata. Un po' come questo spazio.</span></h3>
</blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[(4)]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/?p=170</link>
<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 22:54:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
(fuori) Sostengo da giorni, ma anche più, che il mancato coinvolgimento del corpo, il mio, causa p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://ferrugnonudo.wordpress.com/2008/03/04/4/171/" rel="attachment wp-att-171" title="sara.jpg"><img src="http://ferrugnonudo.wordpress.com/files/2008/03/sara.thumbnail.jpg" alt="sara.jpg" /></a></p>
<p>(<b>fuori</b>) Sostengo da giorni, ma anche più, che il mancato coinvolgimento del corpo, il mio, causa pericolose assenze dal mondo. La mia. Poi prima, con orrore, ho scoperto che il tubetto del bagnoschiuma si è ribaltato a terra facendo fuoriuscire tutto il suo giallognolo gel  e mi sono detta che questa  noncuranza, la mia, causa, ora e sempre, pericolosi e traumatici distacchi. Anni fa, alle prese con l'amore appena nato tra me e F, questa storia del tubetto rovesciato a terra e dell' inevitabile necessità di lavarsi con la più tradizionale saponetta, causò  una tremebonda lite che mi fece per la prima volta riflettere sulla mia natura maldestra, noncurante, distratta e cialtrona. Fu in quell'occasione che capii di essere inevitabilmete destinata alla solitaria vecchiaia.</p>
<p>(<b>dentro</b>)Così prima, con la mia saponetta verde, pensavo al mio corpo e a quanto sia difficile il nostro rapporto, quando ne abbiamo uno, io e lui. Ultimamente pare mi abbiano sparata in qualche universo parallelo in cui io e lui, il corpo-entità-astratta, viviamo galleggiando e osservandoci da lontano con un che di bavoso/rabbioso negli occhi. Allora, siccome questo è il posto in cui i miei pensieri fluiscono liberamente ma totalmente privi di consequenzialità logica , ho ripensato al sogno fatto tempo fa, quello in cui ero affetta dalla <i>verticale emotiva</i>. Al solito, i miei sogni spiegano la mia vita molto meglio di quanto riesca a fare io da sveglia. Al solito, l'interpretazione che ne dò oggi, mi sembra l'unica s-oggettivamente accettabile e verosimile.</p>
<p>(<b>limbo</b>) Credo di essermi spostata troppo a destra o a sinistra o sopra o sotto.Le coordinate non contano. Ciò che conta è che mi sembra di essere diventata di soli pensieri e spazi chiusi troppo lontani. Effettivamente è così. Mi sento lontana e ho una strana sensazione di movimento mancato nelle braccia. Come se dovessi recuperare l'aria a suon di ampie bracciate. Comunque allentare qualche vite per addolcire la rigidità che mi tiene su.</p>
<p align="center"><b><a href="http://www.artsology.com/gfx/motion_in_art/balla_dog.jpg">Conquistare respiri</a>.</b></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[oggi]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/2008/02/23/oggi/</link>
<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 18:09:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi mi sono arrivate, sferzando, varie riflessioni e diversi schiaffi in faccia. Sono sempre più a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#c0c0c0;">Oggi mi sono arrivate, sferzando, varie riflessioni e diversi schiaffi in faccia. Sono sempre più aperta ai no, non ci sono, non lo voglio fare, non ci voglio venire piuttosto che aprire la mia casa e la mia vita a possibili sì.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#c0c0c0;">Oggi c'è stato il funerale della mamma di C. Era una donnina ormai piccolissima prosciugata dai suoi 96 anni vissuti e consumati in uno stile di vita composto, sano, sereno. C. è un pittore e oggi salutandolo davanti alla chiesa, ho visto che aveva gli occhi lucidi e rossi nascosti dagli occhiali scuri. Non sono entrata in chiesa o meglio, sono entrata un attimo, mi sono sentita compressa e sono subito uscita. Ho aspettato fuori, nella piazzetta antistante la chiesa in questo paesello perduto tra i monti e abitato in inverno da una decina di persone.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#c0c0c0;">Alla fine hanno portato fuori la bara e ci siamo incamminati, in silenzio, al cimitero. Siamo saliti su una stradina stretta e sterrata, in salita. Abbiamo camminato per 10 minuti dietro la bara portata a spalla dagli uomini con le giacche a vento blu scuro. La mamma di C. si chiamava armella, ma tutti l'hanno sempre chiamata amelia. Non mi sentivo triste. Quando la morte arriva naturalmente, non mi fa paura e nemmeno tristezza. Pensavo a questo mentre in silenzio vedevo la bara allontanarsi e sparire in un loculo.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[della bruttezza]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/?p=119</link>
<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 21:14:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Faccio l&#8217;elenco delle facce che ho visto oggi. Una specie di rubrica di connotati che annoto m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Faccio l'elenco delle facce che ho visto oggi. Una specie di rubrica di connotati che annoto mentalmente senza scrivere. Faccio l'elenco dei posti, li metto tutti insieme e compongo la mia personale rubrica di cose belle che fanno bene anche all'anima.<br />
</i></p>
<p>La Spezia è un posto strano come tutti i posti di mare con un porto grande e poco turistico. A La Spezia ci vado quando ho bisogno di rinnovare il mio guardaroba. Vado da Z.  che vende abiti di dubbia qualità,  ma con il vantaggio di essere economici e io sono una di quelle persone che al momento del cambio dell'armadio, butta via tutto. Riempio sacchi neri per la spazzatura e li dò via anche se, per lo più, sono cose talmente logore da non reggere nemmeno un cambio di stagione. Oggi sono stata a La Spezia e forse, dato l'umore pessimo, mi è sembrata più brutta e triste del solito.</p>
<p>Se voglio fare una passeggiata in una città bella, non c'è verso, devo arrivare fino a Lucca oppure nel verso opposto, fino a Genova. Oggi abbiamo camminato tanto, senza parole. Con i nostri sguardi tesi che non guardavano niente e mentre non riuscivo a trovare niente da dire, pensavo che forse se fossimo state in un posto migliore di quello dove eravamo, ci saremmo sentite meglio. Il brutto deprime.</p>
<p>Le costruzioni decrepite non mi spaventano. Nemmeno i panni stesi sulle facciate dei palazzi, mi scoraggiano. Non sono così esigente. Ma il brutto generalizzato e senza sosta, è faticoso e difficile da gestire. Soprattutto quando i pensieri neri vanno in tutte le direzioni e senza controllo.</p>
<p>Allora vorrei avere un bonus da giocare. Qualche punto in più rispetto a chi è triste in un posto bello. Certo la vita è quella che è e fa poca differenza, se stai male, essere a La Spezia oppure a Roma. Eppure non mi rassegno e penso che il brutto che vedo, oltre a quello che sento, è un carico in più che non vorrei dovere gestire. Mi gioco il mio jolly. Se abitassimo a Roma ad esempio, oggi saremmo andate alla Basilica di Santa Maria Degli Angeli e avremmo passato, io e te, un po' di tempo insieme con la testa all'insù a vedere come è alto lì dentro. Oppure se fossimo state a Firenze, ti avrei portata a Santo Spirito e ci saremmo sedute sulle scale a guardare la piazza, i cani randagi e i punkabbestia, ma con quel portale alle spalle capace di inghiottire tutto, anche noi. Poteva andare bene anche il porto di Trani, volendo, che mi toglie il fiato sempre e l'avrebbe tolto anche a te, sono sicura. E poi altro, ma mi fermo.</p>
<p>Invece siamo state a La Spezia e niente di quello che ti ho fatto vedere, ti ha distratta. <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788845259654/storia-della-bruttezza.html">Il brutto</a> non aiuta. Purtroppo.</p>
<p align="center"><a href="http://ferrugnonudo.wordpress.com/2008/01/26/della-bruttezza/120/" rel="attachment wp-att-120" title="sara5.jpg"><img src="http://ferrugnonudo.wordpress.com/files/2008/01/sara5.thumbnail.jpg" alt="sara5.jpg" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[la quarta parte è quella più saccente]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/2008/01/11/la-quarta-parte-e-quella-piu-saccente/</link>
<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 15:16:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non ho mai pensato di utilizzare la scrittura per esporre le mie personali teorie. Questo in genere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai pensato di utilizzare la scrittura per esporre le <i>mie personali teorie. </i>Questo in genere succede perchè<i> </i> non ho <i>personali teorie</i>, ma semmai pensieri sfusi che ogni tanto cerco di assemblare. Non mi sono mai nemmeno azzardata a fare la recensione, di un libro, di un film, di un disco, nè ho mai osato scrivere di un fatto di cronaca, di qualche bizzarro politico di casanostra, della situazione di noi precari ( e io la sono) , di giovani, di vecchi, di bambini, di cani o gatti.</p>
<p>Invece in molti usano la scrittura per esprimere (anche) questo e, a leggerli, sembra che abbiano la testa piena di idee, pensieri brulicanti e perfettamente composti, metodo nel raccontare e catalogare, rigore e disciplina nel non perdere mai di vista il tema di cui si sta parlando, continuità e costanza nel rimanere fedeli a se stessi e al tono generale del proprio sito. Non ho pensieri negativi su chi riesce ad esprimersi in questo senso. Non ho avuto mai ,sino ad ora, nessun pensiero preciso sulla rete, sui blog, sui blogger, sulle modalità che ciascuno di noi sceglie per essere connesso. Forse a volte ho lasciato qualche commento, ho cercato di essere presente ad alcune discussioni, litigate o chiacchiere. In alcuni casi, mi sono sentita accusata, anche se nessuno  lo ha mai fatto davvero e, per questo, per questa strana sensazione di essere vista e conosciuta anche se realisticamente la cosa  è impossibile, a volte, mi sono addirittura arrabbiata. Però ad oggi, oggi che un po'di tempo è passato da quando ho cominciato a <i>scrivere in rete</i>, mi accorgo di iniziare ad avere dei pensieri (non teorie) su queste dimensioni.</p>
<p>Ad esempio a me danno fastidio le definizioni : (tu scrivi in <i>rete</i>, quindi sei una <i>blogger</i>). Mi rendo conto di perdermi dietro inutili chiacchiere, ma io questo non lo sopporto ora, come non l'ho mai sopportato in generale, anche prima. Qualche giorno fa,  camminando verso la macchina, pensavo all'aggettivo <i>mio. </i>Ci pensavo senza un motivo particolare e pensavo alle<i> mie</i> cose, alle <i>mie</i> situazioni, ai fatti <i>miei </i>e mentre rimuginavo con me stessa, mi sono resa conto che  il <i>mio</i> blog ( che sforzo) è direttamente riconducibile a me come persona, alle situazioni della mia vita, alle mie storie pregresse,a quelle future, ai miei occhi, alle mie gambe, alle mie mani  nello stesso modo in cui faccio una telefonata e sono io che parlo, scrivo una mail e sono io che scrivo, prendo un treno e sono io che viaggio. Cioè quello che voglio dire è che per me il corsivo va messo non tanto sulle parole blogger, rete, blog, ma piuttosto sulla parola<i> mio.   </i><i><br />
</i></p>
<p>Io che per natura sono una persona gelosa (non invidiosa, sia chiaro), sono gelosa anche di <i><b>ferrugnonudo </b></i>e anche di<i><b> tracotnt </b></i>che è l'altro angolo pulcioso nel quale ogni tanto mi metto a pensare e a farfugliare. Sento che questo discorso mi sta scappando dalle mani, perchè penso troppo velocemente e i pensieri miei hanno la caparbia qualità di nascondersi sempre. Comunque un'altra cosa che non riesco a capire, nè a condividere è che la rete sia un <i>luogo</i>. Lo è effettivamente, certo, come lo è la stanza nella quale sono seduta a scrivere, ora,  o l'abitacolo della macchina, o lo scompartimento del treno, o le stanze per l'attesa. Queste per me sono le stanze più luogo di tutti.</p>
<p>Qualche anno fa andavo da uno psicoterapeuta. In genere dovevo sempre aspettare ed M.P. mi faceva attendere in una stanzetta adiacente a quella dove avvenivano le sedute. Era un rituale più terapeutico quello ( suonare il campanello, salire le scale, trovarlo ad aspettarmi sulla porta, salutare, varcare la soglia, accomodarmi nella stanzetta a fianco ed aspettare) delle conversazioni che avvenivano nell'altra stanza. E' difficile definire la natura di certi luoghi, i rumori e gli oggetti che ne fanno parte, ma ci sono, per me, ricordi particolari legati a certi posti e sensazioni altrettanto speciali legate ai gradi di conoscenza di me stessa che poco alla volta, ho acquisito proprio per il <i></i><i>mio</i> essere lì. A questa particolarità io ci tengo, come ci tengo ad essere<i> io, proprio io e non una a caso. </i></p>
<p>Eppure proprio questa particolarità a volte ho come la sensazione che stando in rete, si perda. Come se all'ingresso qualcuno ci mettesse davanti un contratto da firmare per il quale decidiamo dal momento del nostro ingresso, di non esistere più e di ammettere l'eventualità di fare parte di un tutto indistinto,  melmoso e scrivente. Spesso ho  letto, <i>no guarda, non ti devi offendere il discorso era in generale, non ce l 'avevo con te, </i>come se, <i>scrivendo in rete,</i> diventassimo tutti più equilibrati e metodici nel discutere e non fosse possibile il giudizio e il sentimento di antipatia su <i>una</i> persona in particolare o <i>quella</i> persona in particolare o <i>quella</i> cosa detta che non ci si sente di condividere. Come se dietro ai commenti non ci fossero persone, ma chissà che cosa, come se fosse una qualità non prendere una posizione contro un modo di essere specifico.</p>
<p>Ecco, un po' sparsi e alla rinfusa, ma queste sono situazioni capaci di <i>mettermi le mani nel sangue.  </i>Perchè penso che a volte<i> stare in rete </i>sia illudersi di essere altro da sè, un po' come dir-si <i>qui non ti vede nessuno, hai un'altra possibilità, chissà magari diventi pure figa.</i></p>
<p>Questo lungo bla-bla per dire che non credo siano i luoghi a qualificarci, ma piuttosto noi a dare identità a un posto. Poi ammetto che ci possano essere influssi, condizionamenti, tentazioni, similitudini, posture e tanto altro che vivaddio apre i miei orizzzonti, li rischiara, li umanizza, ma conservando di me sempre tutto, sbalzi d'umore, insofferenza, intemperenza, vivacità e interessi molteplici e slegati tra loro.</p>
<p align="center"><a href="http://ferrugnonudo.wordpress.com/2008/01/11/la-quarta-parte-e-quella-piu-saccente/92/" rel="attachment wp-att-92" title="sara1.jpg"><img src="http://ferrugnonudo.wordpress.com/files/2008/01/sara1.thumbnail.jpg" alt="sara1.jpg" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><!--[endif]--></p>
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<title><![CDATA[virgole ribelli]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/2007/12/13/virgole-ribelli/</link>
<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 21:15:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho sempre dei dubbi sulle virgole. I punti no, quelli li domo con una certa padronanza, lo ammetto. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre dei dubbi sulle virgole. I punti no, quelli li domo con una certa padronanza, lo ammetto. Anche se ne sbaglio la locazione molto spesso, mi sembra di esserne più consapevole e, con totale disprezzo della punteggiatura, li metto con decisione dove credo stiano meglio. Le virgole no. Hanno a che fare con lo spazio  e per questo non riesco mai a decidermi per la loro sorte.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[le mie cose solo di ora]]></title>
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<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 12:20:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le parole sono diventate sacchi vuoti per la monnezza e questo continuo rimbalzare da una pagina all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Le parole sono diventate sacchi vuoti per la monnezza e questo continuo rimbalzare da una pagina all'altra, un' inutile discarica. Volevo cambiare il mio  nome da FN  in saccodimerda che scrivo tutto attaccato per celebrare la fine del mio amore per l'italiano,  la scrittura e l'inizio di un'avventura verso il nulla detto, scritto e pensato. Oggi abbiamo freddo io e tutte insieme, le altre odiose sedici parti. Abbiamo freddo e un'ostinata rigidità nel cuore che non va via nemmeno con la trielina.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Torno in cantina che fa la rima.</span></h3>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[le cose mie di ieri e oggi]]></title>
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<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 12:22:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[(Mi piace scrivere. Mi piace anche riscrivere. Prima qui c&#8217;era un discorso non so fatto a chi,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>(Mi piace scrivere. Mi piace anche riscrivere. Prima qui c'era un discorso non so fatto a chi, non so perchè, <i>machissenefrega</i>. Poi l'ho riletto, ho detto <i>macchissenefrega</i> e l'ho cancellato e questo spazio è rimasto vuoto per un paio di giorni o forse uno soltanto. Poi avevo fatto una sezione per le foto, solo foto, ma di quelle ritoccate. Le ho lasciate lì per un po', non è che mi piacessero, non mi facevano nemmeno schifo, poi, ieri, le ho riviste tutte e ho detto <i>masìmachissenefrega</i> e nel dirlo non ero arrabbiata e nemmeno triste era solo che non me ne fregava niente di lasciarle lì e così le ho tolte. Poi ho questa idea in testa che mi dice <i>brava tu pratica la tua conoscenza di te stessa scriviepoicancella e </i>così ho pensato che mi piacerebbe poterlo riscrivere tutto daccapo questo blog, ognivolta me ne venga la voglia. Perchè sì, perchè è giusto che sia così, perchè quando scrivo seguo un'onda e nel seguirla la assecondo, sbatacchio se devo, rimango immmobile sull'orlo della barca alla deriva, fintanto che non andrà meglio. Io vorrei essere leggera, ma vorrei anche non farmi imbalsamare troppo da questo spazio e dalle parole che scrivo che mica sono una scrittrice io e mica sono delle bozze per i libri che scriverò, le cose che stanno qui sopra. Questo è un rotolo con dei pensierini. Ci faccio quello che voglio anche niente.</p>
<p>Poi, tornando a casa stasera pensavo alla parola<i> masìchissenefrega</i> che secondo me ha qualcosa, in sè, di molto bello e anche di sottovalutato. Io non credo che sia osceno o poco civile dire <i>masìchissenefrega</i>, anzi, di questi tempi, mi sento di rivalutare la leggerezza perchè di cose pesanti in giro ce ne sono già tante e non credo che sia sempre giusto essere seri. Così è bello dire questi <i>masìchissenefrega</i> a cose di poco conto, alle poche cose che sono di poco conto a questo mondo,visto che quasi tutto è tragico e tremendo e non si può dire <i>masìchissenefrega.</i></p>
<p>Così <i>masìchissenefrega </i>e riscriviamolo di nuovo).<i><br />
</i></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[arenata]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/2007/12/06/31/</link>
<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 18:53:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
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<description><![CDATA[

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;margin:0 2.85pt;" class="MsoNormal"><a href="http://ferrugnonudo.wordpress.com/files/2007/12/100_0036b.jpg" title="100_0036b.jpg"><img src="http://ferrugnonudo.wordpress.com/files/2007/12/100_0036b.jpg" alt="100_0036b.jpg" /></a></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 2.85pt;" class="MsoNormal"><i></i></p>
]]></content:encoded>
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