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	<title>lavoratori &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/lavoratori/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lavoratori"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 03:56:49 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Lavoro a Campi, una crisi dilagante ?]]></title>
<link>http://campibisenzio.wordpress.com/?p=680</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 17:58:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>campibisenzio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Colgo l’occasione, purtroppo, della notizia apparsa recentemente sui giornali, della riduzione di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Colgo l’occasione, purtroppo, della notizia apparsa recentemente sui giornali, della riduzione di personale di un’altra nota azienda campigiana, per parlare di lavoro e della crisi che sta assorbendo aziende storiche del nostro territorio. Non è una critica verso nessuno, ma semplicemente un voler dare risalto anche a questa triste e purtroppo reale, voce di Campi. Già da tempo abbiamo assistito al declinio della <strong>Tintoria del Sole</strong>, che ha già depositato la richiesta di cassa integrazione di un anno per 43 lavoratori e per la quale si è già delineata la via del fallimento; un segnale che crea un netto disagio nel paese, anche perché la Tintoria del Sole è stata un pilastro dell’industria campigiana (mi sto documentando per raccontare la sua storia); pertanto con la sua chiusura muore un periodo della storia di questo territorio.<br />
Adesso appare la notizia dello storico <strong>Lanificio Faliero Sarti &#38; Figli</strong>, che in questi giorni ha avviato la mobilità per il 42% dell’organico. Nato nel 1949 da Faliero Sarti è specializzato nella lavorazione dei filati cardati e pettinati, nella tessitura a maglia e nella tintura di filati e tessuti. Fra il 1956 ed il 1976 avviene la svolta dell’azienda che vede i propri prodotti inseriti nel campo della moda nazionale ed internazionale e la nascita di un vero e proprio stabilimento. Fra i clienti del Lanificio Sarti si annoverano stilisti di eccezione come Armani, Valentino, Ferrè, Versace, Max Mara e molti altri. Gli ultimi anni hanno messo in crisi l’intero indotto pratese dei tessuti e l’azienda, passata ai figli Roberto e Paolo dopo la scomparsa del padre avvenuta nel 1985, ha subito sicuramente un duro colpo.<br />
Il comune di Campi, nella persona dell’assessore Salvi, pare che non fosse stato al corrente di questa situazione, ma si è subito attivato per cercare di risolvere il problema e salvaguardare i lavoratori.<br />
Tali lavoratori, vanno purtroppo ad aggiungersi ai 22 dipendenti di <strong>Panorama</strong> che hanno recentemente accettato la proposta di mobilità ed i 23 dipendenti della <strong>Electrolux</strong>, residenti a Campi.<br />
A tutti loro va il mio augurio di poter risolvere favorevolmente la situazione.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Da A&amp;R a Circumvesuvianando, viaggio dalla carta al web]]></title>
<link>http://napolitrasporti.wordpress.com/?p=36</link>
<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 10:54:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>napolitrasporti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Avevamo pensato di intervistare i redattori del bel blog Circumvesuvianando ma, una volta giunto il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Avevamo pensato di intervistare i redattori del bel blog <a title="Circumvesuvianando" href="http://circumvesuvianando.splinder.com" target="_blank">Circumvesuvianando</a> ma, una volta giunto il nostro "questionario", esso è stato quasi per intero girato "per competenza" a chi, all'interno dell'azienda <a title="Vesuviana" href="http://www.vesuviana.it" target="_blank">Circumvesuviana</a>, è in grado di rispondere alle nostre domande "con la opportuna perizia". Ci aggrappiamo a quel "quasi per intero" per offrirvi un assaggio dell'intervista, che sarà pubblicata nei prossimi post. Per intanto ringraziamo <strong>gioNa</strong> per la disponibilità e la cortesia.</p>
<p><strong>Come nasce Circumvesuvianando? Quale era il suo spirito iniziale? Cosa spinge i lavoratori di Circumvesuviana nel mondo di Internet?</strong></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Posso  rispondere (...) alla prima delle vostre domande in quanto "fondatore" e  responsabile del blog.</span><span style="font-family:Verdana;"> Circumvesuvianando nasce dall'idea di sostituire in  qualche modo un giornalino rigorosamente cartaceo <strong>A&#38;R</strong> (andata e  ritorno) che è stato per diversi anni presente nella nostra azienda.</span><span style="font-family:Verdana;"> Un giornalino realizzato da dirigenti della  Circumvesuviana (Ing. Arturo Borrelli) e della cui redazione ho avuto  il piacere di far parte. Per motivi economici, le pubblicazioni di tale  periodico, al quale potevano partecipare i lavoratori <em>circum</em> attraverso  l'invio di articoli, lettere, segnalazioni e quant'altro, sono di colpo  cessate.</span><span style="font-family:Verdana;"> Da qui l'idea del blog. Un tentativo di  recuperare almeno "la voce" dei lavoratori e perché no, ogni tanto anche  quella di qualche dirigente. Il blog è prettamente un riferimento per i lavoratori ma sappiamo che molti tra funzionari e dirigenti non disdegnano  di dare una sbirciata. </span><span style="font-family:Verdana;">Lo spirito è quello di dare la possibilità ai lavoratori  di dire la propria su ogni argomento riguardante l'Azienda ma anche al di  fuori di essa, di fare proposte, di pubblicare proprie cose (poesie, racconti,  foto ecc.). Insomma un modo per farsi sentire e partecipare. Non mancano i  "dibattiti" tra i vari commentatori che lasciano in calce ai post le  proprie considerazioni. </span></p>
<p>Non resta, dunque, che inserire l'indirizzo del blog tra i preferiti, cosa che facciamo anche noi, inserendolo nella colonna a destra del nostro blog.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Piano industriale Sea]]></title>
<link>http://precariopoli.wordpress.com/?p=100</link>
<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 19:55:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Ramone</dc:creator>
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<description><![CDATA[MILIONI A PALATE,  SACRIFICI E BRICIOLE PER I LAVORATORI!
Il 10 luglio, è stato presentato ai sinda]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MILIONI A PALATE,  SACRIFICI E BRICIOLE PER I LAVORATORI!</strong><br />
Il 10 luglio, è stato presentato ai sindacati firmatari, il nuovo piano industriale di Sea per il 2009/16.</p>
<p><em>“Gli investimenti previsti sono enormi: nei due scenari immaginati, hub o grande aeroporto internazionale, gli euro messi sul piatto sono rispettivamente 1,4 miliardi o 900 milioni. Si parla un periodo di “crisi” controllata fino al 2010 e poi di sviluppo, veicolato anche da un possibile nuovo vettore di riferimento. Tra i progetti inseriti nel documento, la realizzazione del terzo terzo, la possibilità di terza pista, il restyling completo del t1 e del t2. Fare di Linate il salotto buono del trasporto italiano d'elite, implementare l’area merci e il trasporto ferroviario. Un programma che evidenzia una grande fiducia nel futuro e nella capacità di sviluppo dello scalo della brughiera, che nelle idee del management guidato da Giuseppe Bonomi potrebbe portare il sistema aeroportuale milanese alla quota di 50 milioni di passeggeri nel 2022 (tra i 38 e i 41 milioni nel 2016, oggi sono circa 28 con un calo di 4,8 milioni rispetto al 2007).”. varesenews</em></p>
<p>Come al solito le dichiarazioni di cgil-cisl-uil e flai suonano trionfalistiche. I responsabili di questi sindacati si dimenticano di dire che in questi mesi hanno siglati accordi, come quello del 13-6, che non sono stati neppure illustrati nelle assemblee dei lavoratori e tanto meno sono stati messi in votazione con referendum, per l’evidente paura che i lavoratori li bocciassero.</p>
<p>Questi accordi  prevedono:</p>
<p><strong>RISTRUTTURAZIONE CON AUMENTO DEL LAVORO</strong></p>
<p>Per le figure professionali, ADL, Rit, Cil, Gom, Cas, Autisti specialisti, Agenti Rampa, CSB, Personale in possesso di inidoneità  parziale alla mansione è stata siglata una ristrutturazione delle mansioni.</p>
<p>Scopo di questa ristrutturazione è quello di aumentare la produttività e quindi il lavoro di ciascuno.</p>
<p><strong>COSTO DEL LAVORO CON TAGLIO DELLA BUSTA PAGA</strong></p>
<p>Per tutti i lavoratori Sea le giornate di r.o.l. verranno ridotte da 9 a 6 per il personale turnista e da 7 a 4 per il personale non turnista con la possibilità di monetizzazione di dette giornate.</p>
<p><!--more--></p>
<p><strong>CASSA INTEGRAZIONE E MOBILITA’ CON MONTAGNE DI STRAORDINARI</strong></p>
<p>Dopo aver concesso la cassa per 900 lavoratori e la mobilità con il licenziamento di altri 300, assistiamo all’utilizzo dello straordinario e del mancato riposo in modo massiccio e illegittimo. L’utilizzo della cassa viene fatto senza un reale controllo, con personale che non fa mai cassa ed altri che la fanno tutta. Tutto questo senza che nessuno verifichi e imponga a Sea il corretto utilizzo delle norme contrattuali e legali.</p>
<p>Solo alcune settimane fa, con la scusa della crisi Alitalia, tutti hanno cercato di convincere i lavoratori che  dovevano fare sacrifici.</p>
<p><strong>Ora, dopo aver verificato che le cifre catastrofiche sul mercato erano ad arte “pompate”, si presentano piani industriali faraonici e si confessa che per la fatidica data del 2010 è già previsto un aumento di passeggeri e merci: l’unico obiettivo di tanto catastrofismo gonfiato era dunque quello di far rinunciare ai lavoratori le loro conquiste e parte del loro salario.</strong></p>
<p><strong>CGIL, CISL, UIL e Flai non se ne erano accorte?</strong></p>
<p><strong>CUB TRASPORTI MALPENSA LINATE</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lavoratori specializzati internazionali]]></title>
<link>http://janejacobs.wordpress.com/?p=323</link>
<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 15:14:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>janejacobs</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Secondo alcuni accademici, il 70% del capitale delle grandi imprese USA e’ costituito da capitale]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://images.jupiterimages.com/common/detail/55/47/23444755.jpg" alt="" /></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">Secondo alcuni accademici, il 70% del capitale delle grandi imprese USA e’ costituito da <a href="http://www.multiversitas.it/?p=46" target="_blank">capitale umano</a>. Saper attrarre e trattenere lavoratori qualificati e’ la principale preoccupazione di molte grandi imprese USA. Il motivo per cui si pone cosi’ tanta attenzione al talento e’ che le economie moderne hanno una componente di conoscenza molto piu grande che in passato; infatti, le tecnologie moderne richiedono lavoratori qualificati. La competizione per il talento ha fatto si’ che i lavoratori qualificati siano piu’ richiesti dei lavoratori non qualificati ed ha portato ad una competizione internazionale per accaparrarsi i migliori lavoratori qualificati.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">Quando le multinazionali Occidentali iniziarono ad assumere <a href="http://sullescoglieredimarmo.wordpress.com/2008/07/11/elites-naturali-intellettuali-e-stato/" target="_blank">lavoratori </a>in India o in altri paesi in via di sviluppo, molti ingegneri informatici e altri lavoratori altamente qualificati erano disponibili in India e chiedevano salari molto inferiori a quelli richiesti da persone di simili competenze negli Stati Uniti ed in Europa.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">Dal momento che il bisogno di lavoratori qualificati e’ elevatissimo non solo in USA e Europa, ma sempre di piu’ anche in paesi come la Cina e l’India, i salari dei lavoratori qualificati sono aumentati velocemente perche’ anche in quei paesi i lavoratori qualificati, sebbene siano molti di piu’ che in Occidente, cominciano a scarseggiare. </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">Negli ultimi anni in molti casi il salario di ingegneri informatici e di altri lavoratori specializzati in India e’ salito del 10-15% all’anno. Piu’ e’ facile sostituire un lavoro fra Occidente e Paesi in via di sviluppo, piu’ e’ facile che i salari dei lavoratori specializzati Indiani o Cinesi aumentera’. I lavoratori specializzati Indiani pero’ non sono perfetti sostituti dei lavoratori specializzati Occidentali perche’ resta piu’ semplice addestrare, controllare e comunicare con un lavoratore che lavora nello stesso edificio che con uno che siede a 10,000 chilometri di distanza. Pertanto, i salari dei lavoratori specializzati Indiani non arriveranno mai ad essere uguali a qualli dei lavoratori Occidentali. </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">Recentemente alcune societa’ di software USA hanno iniziato a chiudere i loro uffici in India perche’ il costo dei dipendenti Indiani e’ aumentato al punto tale da erodere il vantaggio competitivo di operare dall’India. </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">Un altro fenomeno importante per la competizione del talento e’ l’emigrazione di lavoratori qualificati. I lavoratori con piu’ alto livello di educazione e con maggiori conoscene tecnologiche sono in grado di spostarasi piu’ facilmente in direzione delle citta’ che offrono migliori salari e migliori condizioni di citta’ della stessa nazione e di diverse nazioni. </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">Naturalmente il movimento di persone qualificate e’ spesso ristretto dai vincoli che generalmente le nazioni piu’ ricche impongono alle nazioni povere. Tuttavia, molti paesi ricchi (Canada, Regno Unito, Australia) hanno reso piu’ facile l’immigrazione a lavoratori qualificati come dottori, professori e altri lavoratori nel mondo dell’alta tecnologia. </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">Lo spostamento internazionale di molti lavoratori di talento ha anche permesso un aumento della globalizzazione all’interno delle societa’ che li assumono. Nelle societa’ globalizzate capita sempre piu’ spesso che un Francese o un Italiano abbiano un capo Africano, Indiano o Cinese. Infine, la Televisione e Internet hanno omogeneizzato le culture di provenienza molto piu’ di quanto avveniva in passato, rendendo piu’ semplice lavorare insieme a persone provenienti da culture diverse.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">La diminuzione del costo dei voli consente a chi lavora all’estero di tornare spesso a casa a rivedere la propria terra d’origine e a visitare la famiglia e i vecchi amici. Inoltre, con l’aumento degli immigrati in una citta’, altri immigrati dello stesso paese di provenienza vorranno provare a sperimentare migliori salari e condizioni di vita e possono aspettarsi di trovare amici di simile provenienza etnica ed esperienze pronti a fornire loro consigli e talvolta aiuti.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una storiaccia di altri tempi]]></title>
<link>http://presenteduepuntozero.wordpress.com/?p=154</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 14:13:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Turone</dc:creator>
<guid>http://presenteduepuntozero.wordpress.com/?p=154</guid>
<description><![CDATA[Il mio amico Vito, di Regalbuto, sta raccontando in presa diretta sul suo blog &#8220;La terra di me]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio amico Vito, di Regalbuto, sta raccontando in presa diretta sul suo blog "La terra di mezzo"  una vicenda che tocca direttamente il suo paese, con un'impresa in ottima salute che sta adottando metodi d'altri tempi nei confronti dei dipendenti, con stipendi dimezzati senza preavviso e senza spiegazioni e licenziamenti che stanno fioccando durante uno sciopero proprio mentre il sindaco sta cercando una mediazione.</p>
<p><a href="http://regalbuto.wordpress.com/2008/07/07/regalbuto-prime-risposte-allo-sciopero-francis/" target="_blank">Regalbuto: Prime risposte allo sciopero Francis</a></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/lhMntrvWDak'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/lhMntrvWDak&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Regalbuto: Prime risposte allo sciopero Francis]]></title>
<link>http://regalbuto.wordpress.com/?p=86</link>
<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 19:53:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>charry</dc:creator>
<guid>http://regalbuto.wordpress.com/?p=86</guid>
<description><![CDATA[Ricevo e pubblico un comunicato di un operaio della Tigullio.
DOPO UNA LUNGA ATTESA FINALMENTE ARRIV]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ricevo e pubblico un comunicato di un operaio della Tigullio.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>DOPO UNA LUNGA ATTESA FINALMENTE ARRIVA PER GLI OPERAI DEL GRUPPO FRANCIS UNA RISPOSTA CONCRETA!!!!</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-89" src="http://regalbuto.wordpress.com/files/2008/07/offri-un_dito1.jpg?w=200" alt="" width="200" height="286" />Gli operai del gruppo Francis, in sciopero da quattro giorni, con presidio pacifico e democratico davanti ai cancelli in attesa di risposte da parte del gruppo per il pagamento, senza nessun preavviso, del solo 50% del salario maturato nel mese di maggio. Ricevono risposte verbali “ridicole”, da parte di dirigenti, del tipo “l’azienda non ha liquidità e quindi non può pagare”. All’Ufficio Provinciale del Lavoro, dove le parti (azienda e rappresentanti)sono convocate giorno 3 c.m., un rappresentante del gruppo dà motivazioni molto vaghe e prive di ogni fondamento.<br />
Oggi finalmente gli operai del gruppo Francis ricevono una risposta concreta e molto democratica:<br />
<strong>IL LICENZIAMENTO DI UN LORO COLLEGA DELLA “TIGULLIO”</strong>. Azienda del gruppo.</p>
<pre style="text-align:justify;"><strong>
</strong><a href="http://regalbuto.files.wordpress.com/2008/07/offri-un_dito.jpg">
</a></pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Applicare integralmente Protocollo welfare ]]></title>
<link>http://cesaredamiano.wordpress.com/?p=832</link>
<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 16:36:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cesare Damiano</dc:creator>
<guid>http://cesaredamiano.wordpress.com/?p=832</guid>
<description><![CDATA[
Le retribuzioni di produttivita&#8217; cosi&#8217; incentivate, a differenza del passato, saranno i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Le retribuzioni di produttivita' cosi' incentivate, a differenza del passato, saranno integralmente pensionabili. Tali benefici decorrono dal gennaio scorso e si congiungono al provvedimento relativo alla detassazione del premio di risultato per i lavoratori attraverso una risorsa di <strong>150 milioni di euro</strong> disponibile per il 2008. I decreti relativi a queste nuove regole sono stati firmati a suo tempo dai ministri del Lavoro e dell'Economia e finanziariamente coperti attraverso il vaglio delle compatibilita' economiche con la Ragioneria dello Stato.<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span><span>Ho<span>  </span>piu' volte sollecitato il nuovo governo a rendere operativi questi benefici e lo stesso ministro Sacconi, da me interpellato nell' audizione alla commissione Lavoro, ha affermato che la norma del 23 luglio 2007 si deve sommare ai nuovi benefici previsti dal governo per il salario di produttivita'. Si tratta di agire rapidamente per portare un risultato di competitivita' e di potere d'acquisto rispettivamente per le imprese e i lavoratori applicando integralmente i positivi benefici previsti dal protocollo del 2007.</span></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CI APPRESTIAMO A VIVERE UN LUNEDI' DI DISAGI: SI FERMANO TRENI, TRAM E METRO ]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/?p=454</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 09:18:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
<guid>http://papaboys.wordpress.com/?p=454</guid>
<description><![CDATA[
ROMA - Lunedì nero per i trasporti. Sarà una giornata di disagi sul fronte dei collegamenti ferro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.papaboys.it/news/img.asp?IDFile=2059" alt="" /></p>
<p align="justify">ROMA - Lunedì nero per i trasporti. Sarà una giornata di disagi sul fronte dei collegamenti ferroviari e dei trasporti pubblici locali per lo sciopero nazionale di 24 ore proclamato dalle sigle di settore a sostegno della vertenza per il contratto unico della mobilità. Lo stop, il secondo congiunto in due mesi dopo quello del 9 maggio, partirà alle 21 di domenica sera per i treni, mentre si fermeranno per l'intera giornata del 7 luglio autobus, tram e metropolitane. Le Ferrovie prevedono "pesanti ripercussioni" sul servizio, soprattutto per il trasporto regionale; nelle fasce di garanzia, cioè tra le 6 e le 9 e le 18 e le 21 saranno a disposizione dei viaggiatori solo i servizi minimi essenziali garantiti per legge. La paralisi del settore sarebbe stata addirittura più estesa se non fosse arrivata la decisione, solo nelle ultime ore e su invito della commissione di garanzia, di differire al 18 luglio gli scioperi nel trasporto aereo inizialmente proclamati, anche questi, per lunedì. L'astensione dal lavoro di ferrovieri e autoferrotramvieri è stata decisa dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Orsa, Faisa e Fast di fronte "all'ostilità dichiarata di Asstra e Anav, nonostante il chiaro invito del ministro" dei Trasporti ad avviare un confronto sul nuovo contratto. La protesta si svolgerà a meno di due mesi dallo sciopero del 9 maggio, quando però fu di quattro ore. Per i sindacati il nuovo contratto della mobilità rappresenta lo strumento fondamentale per unificare le tutele contrattuali del lavoro in un ampio settore produttivo di fatto, già oggi, unificato.</p>
<p>Nel dettaglio, il personale ferroviario e dei servizi annessi incrocerà le braccia dalle 21 di domenica alla stessa ora di lunedì. Durante lo stop, saranno possibili cancellazioni o limitazioni di percorso sia dei treni regionali sia di quelli a lunga percorrenza. La mobilità pendolare sarà invece garantita in base ai servizi essenziali previsti per legge nelle fasce orarie di garanzia.</p>
<p>I mezzi pubblici del trasporto locale si fermeranno lunedì con modalità diverse da città a città.</p>
<p>Ecco le fasce di interruzione del servizio nelle principali città: a Roma dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; a Milano dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio; a Napoli dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio; a Firenze dalle 9,15 alle 11,15 e dalle 15,15 a fine servizio; Venezia-Mestre dalle 9,30 alle 16,30 e dalle 19,30 a fine servizio; Genova dalle 9,30 alle 17 e dalle 21 a fine servizio; Bologna dalle 8,30 alle 16,30 e dalle 19,30 a fine servizio; Bari dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15,30 a fine servizio; Palermo dalle 8,30 alle 17,30 e dalle 21,30 a fine servizio. Infine, Cagliari dalle 9,30 alle 12,45, dalle 14,45 alle 18,30 e dalle 20,30 a fine servizio. Disagi potranno esserci anche per chi vola: Quattro ore di sciopero sono infatti state proclamate dalla Fit.-Cisl per i piloti della compagnia AirOne dalle 10 alle 14 di lunedì.
</p>
<p align="justify">Fonte: <a href="http://www.papaboys.it">www.papaboys.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Impossibile trovare un lavoro serio...]]></title>
<link>http://lavorofarlocco.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 20:35:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>mrtonics</dc:creator>
<guid>http://lavorofarlocco.wordpress.com/?p=3</guid>
<description><![CDATA[
 
Dove sono finiti quei bei lavori di una volta ?!?  Vi ricordate quando uno faceva le sue ore l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img src="http://img.freeforumzone.it/upload/732803_montagna%20di%20lavoro.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p>Dove sono finiti quei bei lavori di una volta ?!?  Vi ricordate quando uno faceva le sue ore lavorative, faticava più o meno rispetto agli altri ed a fine mese si portava a casa il suo piccolo e sempre più svalutato stipendio?</p>
<p>La parola stipendio sembra destinata ormai a scomparire dal vocabolario, nessuno vuole più pagarlo e ci si inventa una serie infinita di cazzate, parole e contratti per non uscire più un centesimo e pretendere che la gente lavori per te in cambio della sola gloria, ma quale gloria poi ?!?</p>
<p>Lavoro DINAMICO, lavoro INTRAPRENDENTE, disponibilità ed elasticità lavorativa, sono tutti preamboli per dirvi che vi stanno offrendo un "lavoro" dove è sicuro che fatichi ma è quasi certo che non prenderai una lira. Ora, finchè si parla di lavoro temporaneo, lavoro stagionale, periodi di prova prolungati più del dovuto, e periodi iniziali a stipendio ridotto, va tutto bene ma quando è troppo è troppo.</p>
<p>Una delle attività + truffaldine è quella di costituire una società di call center che offre servizi in outsourcer per conto di società telefoniche o peggio ancora per procacciare contratti telefonici. Queste società vengono pagate bene per ogni contratto o attivazione fatta alla società madre e per fare questo si servono di una massa lavoro a costro praticamente ZERO... Iniziano a mettere annunci sui giornali del tipo "NUOVA SOCIETA' CALL CENTER CERCA OPERATORI", oppure "SOCIETA' AFFILIATA WIND CERCA OPERATORI CALL CENTER, OTTIME RETRIBUZIONI"..... Chiamano praticamente tutti quelli che gli scrivono, gli fanno una finta selezione tanto poi li richiamano tutti e sapete perchè? Perchè tanto non gli devono pagare lo stipendio!!! Gli fanno 2 o 3 giorni di formazione (OVVIAMENTE GRATIS !!!) e poi li mettono a fare chiamate a suon di frusta, cominciano a rompere le balle alla gente a casa o in ufficio sapendo che su 100 telefonate un cretino che fa il contratto c'è... Anche se tutti gli operatori che hanno dentro se ne scappano dopo una settimana perchè si sono rotti di essere presi a parolacce per non beccare un soldo, loro se ne fregano tanto hanno sempre qualcuno per rimpiazzarli, a questo costo.... Nel frattempo però tutti i contratti fatti dai malcapitati che passano per quel call center vengono monetizzati dalla società madre alla società di call center e loro vanno sempre avanti. La società madre ottiene contratti, la società call center incassa sempre rubacchiando una decina di contratti al giorno fatti da operatori che fanno una settimana e scappano, così gli unici a rimetterci sono i poveri lavoratori che hanno buttato una settimana o un mese della loro vita riprendendoci forse le spese della benzina.</p>
<p>Molte società ti abbindolano con la solita scusa che loro sono una società GIOVANE ed EMERGENTE e che da loro puoi iniziare come operatore di CALL CENTER per poi fare tanta carriera, si come no...</p>
<p>Di queste società di call center o procacciatrici d'affari ne ho conosciute una miriade, a Palermo poi sembrano spuntare come i funghi. Non parliamo poi di quelli che mettono l'annuncio sul Giornale di Sicilia sotto nomi sempre diversi (NUOVO CENTRO COMMERCIALE, CENTER GROSS, NUOVO NEGOZIO, NUOVO MAGAZZINO) ma con lo stesso numero di telefono dicendo che cercano ambosessi da 18 a 45 anni per le mansioni generiche di segretaria, magazziniere, commesso e addetto commerciale. Praticamente mettono annunci a cui rispondono tutti, in modo tale da avere tante persone da potere prendere per il culo, poi vai li e scopri che c'è da girare con lo zainetto della TRE per vendere telefonini e contratti in giro per i negozi della Sicilia. Ma non cercavano segretarie e magazzinieri? Scusate ma dove è il magazzino? Dove è l'ufficio per il quale vi serviva una segretaria???? Su 1000 colloqui farsa 50 ragazzi li prendono per il culo e gli fanno fare la prima settimana senza prendere un soldo, se questi gli fanno i contratti però loro li mettono in tasca sempre... E così questa società che è la NITRO con sede in Viale Croce Rossa a Palermo va avanti da mesi in maniera del tutto impunita. Ma possibile mai che questo comportamento truffaldino che fa perdere del tempo alla gente che cerca lavoro o che magari prende permessi da un lavoro nella speranza di trovare un lavoro migliore, non viene mai sanzionato??? Bisogna per forza segnalare le cose a Striscia la Notizia prima che intervengano i Carabinieri o la magistratura per punire severamente questi truffaldini pezzi di merda?!?</p>
<p>Più avanti vi racconterò altre storie e annunci di lavoro assurdi... Nel frattempo però voi commentare e raccontate le vostre esperienze. Ho in mente di creare una BLACK LIST coi nomi e i numeri di telefono delle aziende farlocche dalle quali stare alla larga.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Robin tax: ai poveri le briciole (mentre per evasori e sfruttatori....)]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=707</link>
<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 07:09:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Governo Prodi aveva approvato una legge proposta da Sinistra Democratica che rendeva impossibile ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color:#0000ff;">Il Governo Prodi aveva approvato una legge proposta da Sinistra Democratica che rendeva impossibile la pratica delle "dimissioni in bianco" e cioè delle assunzioni in cui il dipendente è piu o meno costretto a firmare da subito le sue dimissioni. Una forma di ricatto praticata da alcuni datori di lavoro. </span></h4>
<h4><span style="color:#0000ff;">Il Governo HA ABOLITO questa norma. Gli sfruttatori ringraziano.</span></h4>
<div><strong>26 giugno 2008 </strong></div>
<div><strong><em><span style="color:#000080;">Abolita la procedura sulle dimissioni volontarie<br />
</span></em></strong></div>
<p><strong></p>
<div><em><span style="color:#000080;">Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008</span></em></div>
<div><em><span style="color:#000080;">Con il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008 - Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria - all'art. 39, comma 10, lettera l, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 - Suppl. Ordinario n.152 del 25 giugno 2008,  è abolito l’obbligo, per i lavoratori, di utilizzare la nuova procedura telematica per le dimissioni volontarie.</span></em></div>
<p></strong><em><span style="color:#000080;">A partire dal 25 giugno, quindi, per presentare le dimissioni volontarie, non sarà più necessario adempiere alla procedura informatica.</p>
<p> </p>
<p></span></em></p>
<p><em><span style="color:#000080;"><a href="http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/News/20080626_DimissioniVolontarie.htm">http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/News/20080626_DimissioniVolontarie.htm</a></span></em></p>
<h4><span style="color:#0000ff;">Il Governo precedente aveva fatto approvare una serie di norme che prevedevano la tracciabilità per le operazioni finanziare costringendo all'uso di carte di credito e bonifici, limitando quindi il contante e di conseguenza le occasioni per poter EVADERE. Naturalmente anche questa norma è stata Abolita dal Governo Berlusconi. Gli evasori ringraziano.</span></h4>
<div><span style="color:#000080;"><em><strong>Strumenti di pagamento (articolo 32)</strong>. Elevato da 5mila a 12.500 euro il tetto per i trasferimenti di contante, di libretti di deposito bancari o postali o di titoli al portatore. Gli assegni bancari e circolari al di sopra dei 12.500 euro (e non più 5mila) dovranno indicare la clausola della non trasferibilità. Il saldo dei libretti bancari o postali al portatori non può essere superiore a 12.500 euro (prima 5mila euro). Eliminata la disposizione che prevedeva che i compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni fossero riscossi, oltre un tetto, esclusivamente tramite assegni o bonifici bancari.</em><!-- / message --><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/06/abc-manovra-118-dl.shtml?uuid=5869bce4-4375-11dd-b707-be1e34ae86e4&#38;DocRulesView=Libero">http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/06/abc-manovra-118-dl.shtml?uuid=5869bce4-4375-11dd-b707-be1e34ae86e4&#38;DocRulesView=Libero</a></span></div>
<div><span style="color:#000080;"> </span></div>
<p><span style="color:#000080;"> </p>
<p></span></p>
<h4><span style="color:#0000ff;">Ed ecco che arriviamo alla "tassa bellissima" ideata da Tremonti. Si diceva che dovesse andare prevalentamente ai meno abbienti, per ora la maggioranza del gettito rimarrà all'erario</span>.</h4>
<p>Manovra: solo 300 milioni ai più poveri nel nome di Robin Hood<br />
di Luca De Stefani e Marco Peruzzi</p>
<p>27 Giugno 2008<br />
<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/06/manovra-economica-robin-tax.shtml?uuid=dd881b66-4427-11dd-aa73-095020f2855c&#38;DocRulesView=Libero" target="_blank">http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero</a></p>
<p><em><span style="text-decoration:underline;">È intitolata a Robin Hood ma parte in modo poco generoso: solo una piccola parte delle sue somme finirà infatti, da subito, al Fondo per i meno abbienti, alimentando misure quali la social card (si veda l'articolo accanto). Mentre la parte maggiore del gettito resta, per ora, all'Erario.</span></em><br />
A Robin Hood sono riferibili diverse misure fiscali per i settori petrolifero ed energetico (articolo 81 del Dl 112/08), il cui ricavato è in parte destinato, su esplicita previsione del Dl, al Fondo per i meno abbienti. Vediamo in dettaglio le misure del pacchetto Robin Tax, riepilogate nel grafico.</p>
<p>Addizionale Ires<br />
Dal 2008, un'addizionale Ires del 5,5% grava sui soggetti che nel 2007 hanno conseguito un volume di ricavi superiore a 25 milioni e che operano nei seguenti settori:<br />
a) ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi;<br />
b) raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale;<br />
c) produzione o commercializzazione di energia elettrica.</p>
<p>Rimanenze<br />
Per chi opera nei primi due settori citati, oltre che per i soggetti Ias, le rimanenze potranno essere valutate solo con metodo Fifo o con media ponderata, anche se in bilancio si applica un altro metodo. Il maggior valore delle rimanenze finali, determinato in sede di prima applicazione, non formerà reddito imponibile, ma sarà soggetto a un'imposta sostitutiva Irpef, Ires e Irap del 16 per cento. Il versamento si può effettuare in unica soluzione, al saldo delle imposte 2008, ovvero in tre rate annuali di pari importo, con interessi del 3 per cento.</p>
<p>Imposta sugli idrocarburi<br />
In caso di aumento delle quotazioni del Brent e/o del gas, il titolare delle concessioni di coltivazione per il petrolio e il gas deve versare dal 2008 un'ulteriore aliquota di prodotto dell'imposta sugli idrocarburi (articolo 19, decreto legislativo 625/96). I titolari di concessioni, inoltre, dovranno pagare una somma pari all'1% delle produzioni annue ottenute, dal 1° luglio 2008, dalle concessioni di coltivazione.</p>
<p>Gli altri contributi<br />
Quanto al Fondo per i meno abbienti, verrà alimentato (come si legge al comma 30 dell'articolo 81 del Dl):<br />
- dalle somme che gli agenti della riscossione hanno prelevato in eccesso dalle iscrizioni a ruolo;<br />
- da quelle dovute per l'acconto 2007 delle ulteriori aliquote di prodotto dell'imposta sugli idrocarburi;<br />
- dalle maggiori somme versate dalle cooperative a mutualità prevalente di cui all'articolo 2, commi 25 e 26;<br />
- dai trasferimenti dal bilancio dello Stato;<br />
- dai versamenti effettuati «a titolo spontaneo e solidale» da società ed enti operanti in specie nel comparto energetico.<br />
In complesso 294,8 milioni, dei quali, per l'anno 2008, soltanto 200 confluiranno nel fondo. Su un totale, ascrivibile alle misure «Robin Tax» superiore a 5 miliardi.</p>
<h4><span style="color:#0000ff;">Tre norme passate sotto silenzio o falsamente descritte. Io mi chiedo perche le opposizioni, soprattutto il PD, non prendano spunto da queste occasioni per denunciare la lontananza del Governo dai lavoratori e dai ceti piu poveri e deboli. Altre occasioni perse.</span></h4>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ALLARME PER LE PENSIONI. GLI ITALIANI SI TENGONO IL TFR. PER LA COVIP SERVONO PIÙ INFORMAZIONE E INCENTIVI FISCALI]]></title>
<link>http://primapaginacasertana.wordpress.com/?p=2295</link>
<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 07:02:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>avv. Antonio Gaudiano</dc:creator>
<guid>http://primapaginacasertana.wordpress.com/?p=2295</guid>
<description><![CDATA[
ROMA - La previdenza complementare non decolla. La Commissione preposta alla vigilanza sui fondi pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><span style="color:#000000;"><a href="http://primapaginacasertana.files.wordpress.com/2008/06/anziani.jpg"><img class="size-full wp-image-2296 aligncenter" src="http://primapaginacasertana.wordpress.com/files/2008/06/anziani.jpg" alt="" width="270" height="313" /></a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><span style="color:#000000;">ROMA - La <strong><a href="http://salvadanaio.economia.alice.it/racconti/r128_pensionifondi.html" target="_new"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">previdenza complementare</span></a></strong> non decolla. La <strong><a href="http://www.covip.it/" target="_new"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Commissione preposta alla vigilanza sui fondi pensione</span></a></strong> (Covip) denuncia, nella sua consueta relazione annuale, la scarsa propensione dei lavoratori a investire il proprio Tfr. Emerge, addirittura, la preoccupazione per il rischio di un fallimento dell’intera riforma.<br />
Un rischio che il paese non può permettersi, perché senza il cosiddetto terzo pilastro, le future pensioni pubbliche non saranno più in grado di assicurare un reddito adeguato al costo della vita. Non ci si deve scordare che il passaggio verso il <strong><a href="http://salvadanaio.economia.alice.it/racconti/r126_metodocontributivo.html" target="_new"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">metodo di calcolo contributivo</span></a></strong> sarà in grado di garantire una pensione pari al 60% rispetto all’ultimo stipendio.<!--more--><br />
Per il successo e lo sviluppo della previdenza integrativa è necessario, secondo la Covip,<br />
- investire di piu sull’<strong>informazione</strong>, la trasparenza e sulla formazione previdenziale dei lavoratori;<br />
- migliorare alcune parti della riforma: 1) <strong>superare l’irreversibilità </strong>della scelta verso la previdenza complementare, 2) introdurre la <strong>portabilità dei contributi aziendali</strong> al fine di aumentare la concorrenza fra diversi prodotti finanziari; 3) sviluppare nuovi strumenti finanziari come i fondi territoriali; 4) <strong>migliorare la leva fiscale</strong>, attraverso una maggiore detraibilità annuale e una fiscalità più bassa dell’attuale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;">(virgilio lavoro)</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Okkio ai Koreani!]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=164</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 15:42:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.wordpress.com/?p=164</guid>
<description><![CDATA[Hai capito i Koreani!
Dopo un bel po&#8217; di ore di scontri tra polizia e lavoratori in sciopero,
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Hai capito i Koreani!<br />
Dopo un bel po' di ore di scontri tra polizia e lavoratori in sciopero,<br />
i "tutori dell'ordine costituito" hanno alzato la bandiera bianca.<br />
"Daje compà, famose 'na dormita e poi ricominciamo!"</p>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/06/reuters132885372606103825_big.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-165" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/06/reuters132885372606103825_big.jpg" alt="" width="510" height="363" /></a></p>
<p>E così.....cordoni di protezione per chi dorme.<br />
Poi si fa a scambio di posto: chi dormiva si cordona,<br />
chi cordonava si sdraia a dormire.<br />
ECCEZIONALE! Avrei pagato per assistere a questo.<br />
PIU' INCUBI PER LE FORZE DELL'ORDINE,<br />
PIU' PENNICHELLE STRADALI....<br />
è che noi non siamo più capaci di farli faticare. <br />
GRANDISSIMI I COMPAGNI KOREANI! GRANDISSSSSIMI! </p>
<h2><span style="color:#ff0000;"><em>ABBIAMO GLI OCCHI SEMPRE APERTI, NOI!</em></span></h2>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ucciso sul lavoro!]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=159</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 08:37:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.wordpress.com/?p=159</guid>
<description><![CDATA[ALTRO MORTO ALLA CENTRALE ENEL DI CIVITAVECCHIA.
Oggi alla centrale Enel di Torre Valdaliga Nord (Ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>ALTRO MORTO ALLA CENTRALE ENEL DI CIVITAVECCHIA.</p>
<p>Oggi alla centrale Enel di Torre Valdaliga Nord (Civitavecchia), non si lavora.<br />
Si sciopera. Otto ore.<br />
Per un altro morto.<br />
Stavolta è toccato ad un operaio di 24 anni, Ivan Ciffary, slovacco, dipendente della ditta Pichler, addetto al montaggio del nastro trasporto carbone. E' precipitato da un altezza di 15-20 metri.<br />
Non si sa perchè.<br />
Pochi mesi fa a Michele Cozzolino cadde un tubo innocenti sulla testa, ammazzandolo.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_L-zynJnA-I'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/_L-zynJnA-I&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://nomortilavoro.noblogs.org">http://nomortilavoro.noblogs.org</a></p>
<p>BASTA CON QUESTI OMICIDI QUOTIDIANI.<br />
BASTA CON LA DEFINIZIONE "MORTI BIANCHE".<br />
IL SANGUE DEL PROLETARIATO NON E' BIANCO.</p>
<h2>Ma quando inizieranno a morire i padroni?<br />
<a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/06/potop.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-161" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/06/potop.jpg" alt="" width="120" height="182" /></a>  <span style="color:#ff0000;">IL LAVORO UCCIDE.<br />
LO SFRUTTAMENTO UCCIDE<br />
SOLO LA LOTTA PAGA! </span></h2>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diploma per Lavoratori]]></title>
<link>http://istruzioneonline.wordpress.com/?p=65</link>
<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 17:37:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>istruzioneonline</dc:creator>
<guid>http://istruzioneonline.wordpress.com/?p=65</guid>
<description><![CDATA[







Corso: Diploma per Lavoratori.
Zona del Corso: Tutta Italia.
Sito: Diploma per Lavoratori


]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="snap_preview">
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<ul>
<li><strong>Corso:</strong> Diploma per Lavoratori.</li>
<li><strong>Zona del Corso:</strong> Tutta Italia.</li>
<li><strong>Sito: </strong><a href="http://www.diplomainunanno.com/diploma-per-tutti/" target="_blank">Diploma per Lavoratori</a></li>
</ul>
</div>
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]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Silenzio criminale!]]></title>
<link>http://alybabafaye.wordpress.com/?p=317</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 20:48:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aly Baba Faye</dc:creator>
<guid>http://alybabafaye.wordpress.com/?p=317</guid>
<description><![CDATA[
Rumoroso è il silenzio del sindacato di fronte al barbaro assassinio dell’operaio egiziano a Var]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0 13.5pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Tahoma;"><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Tahoma;"><a href="http://alybabafaye.files.wordpress.com/2008/05/siinistar5.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-167" src="http://alybabafaye.files.wordpress.com/2008/05/siinistar5.jpg?w=135&#38;h=135" alt="" width="135" height="135" /></a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0 13.5pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Tahoma;">Rumoroso è il silenzio del sindacato di fronte al barbaro assassinio dell’operaio egiziano a Varese. L’unica reazione è stata un comunicato della CGIL 24 ore dopo il fattaccio. Che le agenzie non hanno riportato. Dunque non se n'è accorto nessuno. Eppure questo fattaccio richiama direttamente la responsabilità del sindacato. La sua capacità di rappresentanza e di tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori. Ma è silenzio. Un silenzio assordante. Niente sciopero, niente manifestazione. Solo un comunicato per dovere d'uffico. Perciò sorgono dubbi. Se fosse un lavoro italiano ci sarebbe un silenzio così assordante? Ma i centinaia di migliaia di iscritti immigrati sono difesi adeguatamente? Serve ai lavoratori immigrati un sindacato come quello di oggi? Dobbiamo allora dar credito a chi vuole creare un sindacato degli immigrati? Oppure dei sindacati etnici? Magari anche con “salari etnici”! E forme di contrattazione che assumono connotati di baratro? Mi domando ma è così profonda la crisi del sindacato italiano. Come si giustifica questa inerzia sindacale di fronte ad un omicidio sul luogo di lavoro? Basta! CGIL-CISL-UIL hanno il dovere di reagire. Se si pensa che il sindacato è stato sempre molto attento ai diritti dei lavoratori immigrati diventa difficile accettare questo silenzio. Speriamo non si tratti della caduta dell'ultimo baluardo della democrazia. Anche perché vorrebbe dire che non ci sono più argini alla deriva neofascista. Non è possibile! Mi auguro che il sindacato si dia una mossa! Non è accettabile la normalizzazione della discriminazione nei luoghi di lavoro. Non è accettabile l’idea di lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Non sto chiedendo un favore, né una gentile concessione. Sto chiedendo l'esercizio di una funzione primaria del sindacalismo. Rammento che la solidarietà su cui è nato il sindacalismo è un vincolo di interdipendenza di interessi reciproci. Senza la solidarietà è la morte del sindacato. Non servono fughe in avanti. E non sarà credibile l’appello contro la discriminazione dei Rom se il sindacato è esso stesso avvolto nel sonno della ragione e non è neanche in grado di reagire contro un fatto prettamente sindacale. Dunque CGIL-CISL-UIL reagiscano se non altro per i loro tanti iscritti immigrati. E se non sono più interessati a assolvere a questo loro dovere lo dicano chiaramente. Lancio un appello a Epifani, Angeletti e Bonanni a fare qualcosa subito. Una manifestazione, uno sciopero o semplicemente una conferenza stampa unitaria dei segretari generali per denunciare in maniera netta di un fatto così grave! Altrimenti avrebbero ragione coloro che vogliono un sindacato degli immigrati. Un sindacato che abbia a cuore gli interessi e la dignità dei lavoratori immigrati. CGIL-CISL-UIL se ci siete battete un colpo. Questione di credibilità!</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A3, andata e ritorno (in compagnia) - parte I]]></title>
<link>http://napolitrasporti.wordpress.com/?p=10</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 18:58:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>napolitrasporti</dc:creator>
<guid>http://napolitrasporti.wordpress.com/?p=10</guid>
<description><![CDATA[Puoi incontrarli al mattino presto percorrendo l&#8217;autostrada Salerno-Napoli e alla sera nel sen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Puoi incontrarli al mattino presto percorrendo l'autostrada <a title="Salerno-Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autostrada_A3" target="_blank">Salerno-Napoli</a> e alla sera nel senso di marcia opposto. Al principio sono un punto interrogativo, poi uno zaino o una borsa, poi una figura intera. Si trovano in prossimità delle uscite autostradali, in piedi oppure seduti sui guard-rail di alcune piazzole; spesso guardano in direzione opposta al senso di marcia, in attesa della sagoma familiare dell'automobile che li preleverà. Sono lavoratori che si recano a Napoli o nell'hinterland napoletano assieme a loro colleghi o amici, condividendo un pezzo di strada. Con ogni probabilità, si trovano lì per risparmiare, evitando in questo modo il pagamento del pedaggio e dando a chi si trova al volante la possibilità di dividere le spese per il carburante. <strong>Onestamente, non so se sia legale farsi trovare sull'autostrada, ma non è questo il punto</strong>. Il punto è che il sistema che hanno spontaneamente adottato potrebbe in qualche modo essere incentivato, favorito e regolarizzato. In una città complessa come Napoli, infatti,<strong> </strong>il <a title="Il car pooling" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Car_pooling" target="_blank">car-pooling</a> potrebbe rappresentare una maniera per togliere molte auto semivuote dalla strada, ottimizzando i trasporti e riducendo l'inquinamento. Non di rado, però, capiterà che i posti disponibili in auto siano tre e che ci siano tre persone da prelevare in tre comuni diversi corrispondenti a tre diversi caselli autostradali. <strong>Dunque, al costo del carburante andrà aggiunto il costo dei tre pedaggi autostradali e il "passaggio" a Napoli alla fine costerà molto di più dell'utilizzo dei mezzi pubblici: in poche parole, non sarà più conveniente. </strong>I lavori per la terza corsia della A3 mi fanno venire in mente che forse non sarebbe poi così difficile realizzare in punti specifici delle aree dedicate cui i lavoratori possano accedere gratuitamente e -in tutta sicurezza- attendere l'arrivo dei propri colleghi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Profittus meo, Mors tua]]></title>
<link>http://verymadworld.wordpress.com/?p=11</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 09:01:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>serialk</dc:creator>
<guid>http://verymadworld.wordpress.com/?p=11</guid>
<description><![CDATA[Quando leggo frasi tipo &#8220;se chiediamo le attrezzature idonee a non rimanere ammazzati al dator]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Quando leggo frasi tipo "se chiediamo le attrezzature idonee a non rimanere ammazzati al datore di lavoro si rischia il licenziamento" allora non ci vedo davvero più. Non dovrebbero essere gli operai, innanzitutto, a chiedere attrezzature a tutela della propria incolumità ma dovrebbero essergli fornite PRIMA DI OGNI ALTRA COSA altrimenti significa che il sedicente "datore di lavoro" è solo un POTENZIALE ASSASSINO e un DELINQUENTE della peggior specie!</p>
<p>Dove sono gli organi di controllo? ASSENTI!</p>
<p>Dove sono le pene per chi trasgredisce? Sono state appena "inasprite" ed è già bagarre in confindustria pur sapendo che, essendo in Italia, la loro efficacia sarà pressochè nulla. Ma dico: SCHERZIAMO? Confindustria si lamenta perchè un inasprimento di pene non incentiverà le imprese ad investire nella sicurezza ma magari a cercare di aggirare i controllo (qualcuno l'ha detto purtroppo). SCHERZIAMO? Praticamente hanno manifestato la loro sempiterna intenzione: AGGIRARE, ELUDERE, PRENDERCI TUTTI PER IL CULO!!! E che pene vuoi comminare a questa gentaglia che si fregia impunemente del titolo di "capitano di impresa"? i VERI imprenditori dovrebbero DISGUSTARSI di fronte a questi spettacoli inqualificabili!</p>
<p>Se l'operaio crepa perché non gli era stato messo a disposizione l'elmetto, la maschera, o qualsivoglia sciocchezza, allora io CONFISCHEREI l'impresa all' ASSASSINO (non può essere definito imprenditore), gli CONFISCHEREI TUTTO il capitale sociale, e anche il patrimonio PERSONALE e comunque non varrebbe NULLA di fronte alla perdita di una vita umana. Hai UCCISO per il PROFITTO? E allora la condanna deve essere LA POVERTA' PIU' MISERA E INSOSTENIBILE! Con buona pace della famiglia di questi disgraziati: le mogli non si preoccupano da dove arrivino i regali, i figli non si preoccupano che l' X-Box nuova sia stata comprata con il frutto del lavoro di gente che RISCHIA LA VITA. Non si può RISCHIARE LA VITA affinché qualcuno si compri una villa o un suv in più! E lo stato non può assolutamente rimanere impassibile: lo stato è COMPLICE di queste morti! Le morti sul lavoro causate dall'AVIDITA' altrui non sono MORTI BIANCHE! Sono OMICIDI con diversi assasini: imprenditori, omertosi, dulcis in fundo lo stato che non vede, non sente, non sa!</p>
<p>Serialk</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La strage quotidiana]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=125</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 10:39:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.wordpress.com/?p=125</guid>
<description><![CDATA[ 
 

Nella giornata di ieri ci sono stati 9 morti sul lavoro.
Questa mattina un&#8217;altra donna ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/06/maggio68.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-126" style="text-decoration:underline;" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/06/maggio68.jpg" alt="" width="354" height="400" /></a></p>
<p>Nella giornata di ieri ci sono stati 9 morti sul lavoro.<br />
Questa mattina un'altra donna s'è aggiunta al lungo elenco.<br />
Il genocidio perpetrato dai padroni non si ferma.</p>
<p>E noi si continua a morire sul posto di lavoro, a rimaner schiacciati, <br />
asfissiati, incastrati, sommersi,<br />
a volar giù dai ponteggi, a morire nelle stive, nelle cisterne, <br />
nelle acciaierie, sotto le ruspe.</p>
<p>FERMIAMO QUESTO GENOCIDIO.<br />
E lo si può fermare solo prendendo coscienza, ricominciando a lottare<br />
su tutti i posti di lavoro, ricominciando ad avere potere nelle mani, <br />
a sovvertire i rapporti di forza.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FISCO:RIPRISTINARE FONDI ISFOL]]></title>
<link>http://cesaredamiano.wordpress.com/?p=545</link>
<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 22:04:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cesare Damiano</dc:creator>
<guid>http://cesaredamiano.wordpress.com/?p=545</guid>
<description><![CDATA[
Non vogliamo che l&#8217;Isfol venga rottamato o incluso in un elenco di enti inutili data la rilev]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Non vogliamo che l'Isfol venga rottamato o incluso in un elenco di enti inutili data la rilevanza del tema della formazione che l'istituto svolge e che l'Europa ritiene fondamentale ai fini della qualita' del lavoro e della competitivita' del sistema. Per questo ci auguriamo che il governo passi <strong>dalle parole</strong> e dalle recenti promesse <strong>ai fatti</strong>.<!--more--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Non basta stabilizzare i dipendenti perche' senza il futuro e' a rischio. Noi chiediamo di definire una pianta organica di <strong>410 persone</strong>, comunque in grado di assorbire tutti i <strong>293 lavoratori</strong> a tempo determinato. Noi chiediamo al governo di riportare le risorse sottratte da Tremonti e stanziate dal governo Prodi per l'attivita' dell'Istituto e per la stabilizzazione di circa <strong>300 lavoratori</strong>. I due obiettivi vanno mantenuti e nell'interrogazione che ha svolto nei giorni scorsi in commissione Lavoro il sottosegretario Pasquale Viespoli ha correttamente parlato di ripristino del precedente stanziamento di complessivi 85 milioni di euro per il triennio 2008-2010: si tratta infatti della somma necessaria per sostenere i programmi e per avere la certezza del lavoro.</span></p>
<p><!--EndFragment--> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuovi italiani]]></title>
<link>http://bananenews.wordpress.com/?p=21</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 08:33:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>SteWalGiu</dc:creator>
<guid>http://bananenews.wordpress.com/?p=21</guid>
<description><![CDATA[
Visto e considerato il numero di figli per donna in Italia, stimato intorno al 1,34 (fonte: Eurosta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://bananenews.files.wordpress.com/2008/06/toscani7.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-22" src="http://bananenews.wordpress.com/files/2008/06/toscani7.jpg?w=221" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p>Visto e considerato il numero di figli per donna in Italia, stimato intorno al 1,34 (fonte: Eurostat), contro un media europea di 1,51 e punte di 1,98 (Francia), 1,93 (Irlanda), 1,85 (Svezia) si pone il problema del ricambio dei lavoratori per le prossime generazioni. Ci troveremo in futuro, infatti, ad avere troppi pensionati e troppi pochi lavoratori che pagano i contributi e che dovranno sostenere le loro pensioni con la quasi certezza che loro, i giovani futuri pensionati, la pensione non la vedranno mai.</p>
<p>Per dare un esempio dell'ordine di grandezza delle cifre, si riporta un estratto dello studio della Fondazione Nordest del 2007:</p>
<blockquote><p>Per continuare a "tirare", l'economia del Nordest avrà bisogno di 36 mila immigrati l'anno per il prossimo ventennio. Solo così potrà infatti mantenere inalterata la popolazione in età lavorativa a fronte del numero di nuovi pensionati [...]  da qui al 2025 stima in 720mila il numero complessivo di nuovi immigrati."Il deficit [di lavoratori in età attiva n.d.r. ], dato dal fabbisogno di nuovi pensionati, e' pari per il Nord Est a 36%.</p></blockquote>
<p>Nell'area le punte saranno del 51% a Trieste e sopra al 40% per Friuli Venezia Giulia, Belluno, Venezia, Rovigo. Per l'Italia la percentuale è comunque intorno ad 1/3.</p>
<p>Per quanto riguarda l'estero:</p>
<blockquote><p>Tra i paesi ricchi ve ne sono 4 con deficit superiori a 25% (Italia, Spagna, Germania e Giappone), altri con deficit molto ridotti, inferiori al 10% (Svezia, Francia, Regno Unito, Australia, Corea del Sud), altri in posizione intermedia.</p></blockquote>
<p>ed è da sottolineare che, oltre i dati di natalità per Svezia e Francia riportati sopra, c'è un dato riguardante numero di figli per donna basso e comparabile con quello dell'Italia in Spagna (1,36) e Germania (1,34). </p>
<p>Lo studio riporta la seguente conclusione:</p>
<blockquote><p>"C'è, quindi, da attendersi che i flussi di immigrati seguiranno i ritmi degli ultimi 10 anni: 250mila ingressi annui in Italia e 35mila nel Nordest - conclude Marini [direttore della Fondazione - ndr] -. Pertanto l'Italia e il Nord Est sono destinati a divenire sempre più società multiculturali". </p></blockquote>
<p>Fonti: Stranieriinitalia.it  - <a href="http://www.stranieriinitalia.it/statistiche-nordest_servono_36mila_immigrati_l_anno_1582.html">Link Diretto</a>     Eurostat - <a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page?_pageid=1090,30070682,1090_33076576&#38;_dad=portal&#38;_schema=PORTAL">Link al sito</a></p>
<p>Sapevatelo!®</p>
<p>/Walter</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pesci in faccia]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/?p=64</link>
<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 12:17:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.wordpress.com/?p=64</guid>
<description><![CDATA[Pescatori a Bruxelles manifestano
contro l&#8217;aumento del prezzo
del petrolio.

A volte la workin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1>Pescatori a Bruxelles manifestano<br />
contro l'aumento del prezzo<br />
del petrolio.</h1>
<p><a href="http://apienavoce.wordpress.com/files/2008/06/ansa131076900406150454_big1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-63" src="http://apienavoce.wordpress.com/files/2008/06/ansa131076900406150454_big1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="179" /></a></p>
<h4>A volte la workingclass ritorna....</h4>
<p><strong><em><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#000000;"> E l'esplosivo spacca, taglia, fruga<br />
tra gli ospiti di un ballo mascherato,<br />
io mi sono invitato<br />
a rilevar l'impronta<br />
dietro ogni maschera che salta<br />
e a non aver pietà per la mia prima volta.</span></em></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Brunetta promette di licenziare i fannulloni]]></title>
<link>http://perfortunachesilvioce.wordpress.com/?p=7</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 14:24:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcomkc</dc:creator>
<guid>http://perfortunachesilvioce.wordpress.com/?p=7</guid>
<description><![CDATA[Brunetta riuscirà a fare questa cosa di sinistra che è eliminare i &#8220;caporali&#8221; dalla vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Brunetta riuscirà a fare questa cosa di sinistra che è eliminare i "caporali" dalla vita lavorativa italiana?</p>
<p>Lo spero fortemente... e lo tengo sotto controllo come cittadino attento!</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/fLM__TzWO8E'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/fLM__TzWO8E&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I fasci dei lavoratori a Partinico]]></title>
<link>http://casarrubea.wordpress.com/?p=13</link>
<pubDate>Mon, 19 May 2008 17:36:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>casarrubea</dc:creator>
<guid>http://casarrubea.wordpress.com/?p=13</guid>
<description><![CDATA[ 
I FASCI DEI LAVORATORI A PARTINICO
 
(Tratto da: Giuseppe Casarrubea, I fasci contadini e le origi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span> </span></span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:center;" align="center"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">I FASCI DEI LAVORATORI A PARTINICO</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><em><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">(Tratto da: Giuseppe Casarrubea, I fasci contadini e le origini delle sezioni socialiste nella provincia di Palermo, pubblicato S. F. Flaccovio, 1978)</span></em></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">I fasci furono delle organizzazioni di lavoratori, di chiara matrice socialista, sviluppatisi, soprattutto in Sicilia, sul finire del 1892. Essi si mossero sul doppio fronte della lotta sindacale e politica e subirono due momenti di repressione (con Giolitti prima e con Crispi dopo). Furono segnati, in modo fatale, dal meccanismo dei tumulti alla cui insorgenza fu determinante il ruolo assolto dai municipi e dalle mafie locali. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Ai due poli opposti si erano scontrati, in realtà, agrari e gabelloti da un lato e lavoratori delle campagne dall'altro, mentre intermedia era stata la posizione della<span> </span>borghesia, eterogenea e oscillante dal «borghesato» dei sub-gabelloti e dei grossi coltivatori diretti proprietari di bestiame, attrezzi agricoli e magazzini, a quella «burgisìa» siciliana che ha tutti i connotati della precarietà e confina al limite col proletariato rurale (piccoli proprietari, mezzadri, coloni, giornalieri, mesalori, ecc.). In quest'ultima fascia di categorie sociali emersero coscienti ed avvertite contraddizioni: i fasci oscillarono sempre, nella loro breve durata, tra lotta rivendicativa fine a se stessa, e una intuitiva visione dell'alternativa politica, talvolta nel senso marxista e molto più spesso in quello più genericamente socialista.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Un incentivo di questo scontro fu il meccanismo con cui si arrivava ad espropriare le terre, a quei contadini che, dopo aver ottenuto una concessione dall'agrario o dal gabellotto, dovevano ricorrere ad indebitarsi per l'acquisto degli attrezzi di lavoro o delle sementi, e in più dovevano subire la macchina della tassazione per i generi prodotti o da consumare.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Stato e comuni parteciparono in modo diverso al dazio consumo; molto spesso l'addizionale comunale superò di gran lunga la tassa governativa; i signorotti locali si sbizzarrirono con malvagia arguzia nella ricerca dei sistemi migliori che facessero ricadere i prodotti tassabili prevalentemente sulle spalle dei lavoratori. Da aggiungere l'aggravante che derivava dalla suddivisione dei comuni in «aperti» e «chiusi».</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Il maggiore comune «chiuso» della provincia fu Partinico. Era isolato, come gli altri comuni «chiusi », da una cinta daziaria, oltrepassata la quale bisognava pagare il dazio per il genere introdotto: l'inconveniente consisteva nel fatto che sul mercato il commerciante faceva ricadere sul consumatore il dazio pagato. Di conseguenza erano sempre le classi più povere a farne le spese. Col sistema «aperto», poi, le cose non sarebbero andate molto diversamente, perchè il ricco proprietario, avrebbe potuto introdurre liberamente le merci, ma nella vendita al minuto, quando cioè il prodotto veniva tassato in loco, il rivenditore si sarebbe rivalso sul compratore, e cioè su chi, sfornito di generi di consumo, era costretto ad acquistarli al minuto nei mercati.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Con quanta pazienza si dovevano poi, di volta in volta, affrontare le vessazioni delle guardie daziarie, era sottolineato dal ‘Giornale di Sicilia’ per quanto accadeva a Misilmeri:</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span> </span></span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-family:&#34;"><span> </span>Ci sono tre posti: uno alla stazione, uno al principio della villa, e uno al principio della via Lincoln. In ognuno di questi tre posti il povero passeggero, poco garbatamente fermato dalle guardie di servizio, deve aprire le sue valigie, slegare i suoi involti, permettere alle guardie che frughino a loro bell'agio e tollerare altre insopportabili seccature<a name="_ftnref1" href="#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:&#34;">[1]</span></span><!--[endif]--></span></span></a></span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Per quanto riguardava Partinico, la situazione non doveva essere migliore, e tuttavia, i tumulti che anche qui scoppieranno, il 9 dicembre, vanno collocati al di fuori dei metodi di lotta politica portata avanti nel corso di un intero anno dal locale fascio (basti pensare che nessun dirigente del sodalizio vi prenderà parte). Questo operava in un contesto sociale, dove non sempre risultava facile la coesione del movimento organizzato e di una popolazione che aveva interessi eterogenei sui quali, era facile, per le classi dirigenti, esercitare, al momento opportuno, un ruolo di aperta provocazione e strumentalizzazione. Si veda, ad esempio, l'imponente manifestazione popolare del mese di agosto, promossa dal sindaco Gaspare Aleo, che se aveva motivo di pronunciare un discorso di condanna per l'eccidio degli emigrati italiani di Aigues-Mortes, non per nulla si trovava alla testa di un corteo di tremila persone<a name="_ftnref2" href="#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[2]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> che, con la banda musicale in testa, scandivano slogan contro Giolitti e a favore di Crispi. A differenza del prio, il secondo aveva forti ramificazioni clientelari nel paese, come del resto negli altri comuni siciliani. Pertanto sotto la temperie dei fasci in Sicilia, i gruppi dirigenti locali si vennero a trovare nella speciale situazione di essere filocrispini in politica e antigiolittiani nei fatti. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Questa circostanza, che si ripeterà in diverse altre manifestazioni (Balestrate, Cinisi, ad esempio) potrebbe anche indurre a pensare che ben determinate pressioni unite ai tumulti che scoppieranno in tutta l'iso!a dopo il 9 dicembre, servissero a Crispi, dopo il periodo degli scandali bancari, a gettare altro discredito sul superato governo giolittiano. Tornerebbe, così, del tutto pacifico il passaggio dal ministero Giolitti a quello crispino, proprio nel dicembre del 1893. Del resto è ancora strano che tra i testimoni a difesa degli insorti del 9 troviamo elementi come il marchese Bellaroto, e lo stesso Gaspare Aleo, così come è strana la presenza dell'amico del sindaco, La  Franca, tra la folla dei tumultuanti.( I tumulti partinicesi del 9 dicembre segnarono, in realtà, lo scontro tra una strategia democratica che impostava la sua azione su basi istituzionali, e una strategia d'intervento istintiva che, fomentata da una ben definita propaganda anarchica e priva di una reale dimensione politica, offriva in definitiva facile pretesto alla repressione. Sul terreno politico-sociale lo scontro fu impostato tra organizzazione e disorganizzazione, ed era del tutto naturale che in questa ultima s'innestassero anche elementi medio-borghesi interessati, dall'esterno, a una strumentale presa di contatto col movimento. C'è da aggiungere che a Partinico -che l'Inchiesta parlamentare sulle condizioni dei contadini pubblicata da Bertero nel 1910, nel volume sulle condizioni e i problemi del lavoro agrario, classificava come centro di mafia e li malaria -le amministrazioni erano state sempre facile strumento di potere della grossa borghesia locale. Dall'Unità d'Italia al 1868, come rilevava il comando militare in una nota informativa indirizzata al generale Medici, il comune aveva avuto ben sei amministrazioni. «L'abbandono delle cose comunali» era stato «totale ». Gli amministratori avevano desiderato «la carica... per servire al vantaggio proprio e non al bene comune. Polizia urbana, istruzione, beneficienze, ospedali, guardia nazionale» erano state «cose di cui appena» si era conosciuto il «nome» e che nessuno « si era curato di riordinare o di mettere in atto ». Le strade potevano essere paragonate a letamai; in inverno diventavano «gore immonde» tanto che «a detta degli stessi medici del paese» formavano una causa «occasionale» se non «la prima» delle malattie<a name="_ftnref3" href="#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[3]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Elevatissimo il numero dei cittadini febbricitanti: su 20.000 abitanti se ne contavano più di 2.000, con 18 morti al giorno. I militari aggiungevano: «Questo comune ha bisogno di un'amministrazione onesta, forte ed intelligente, per essere portato a quel grado di benessere e di cultura di cui non foss'altro la straordinaria ricchezza del suolo lo rende capace<a name="_ftnref4" href="#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[4]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Poco più di due anni prima, il 15 maggio 1866, Giuseppe Bonura, che più tardi, durante la vicenda dei fasci, troveremo impegnato come una delle prime voci «socialiste, all'interno del consiglio comunale», aveva fondato una società di mutuo soccorso che, sull'ondata degli entusiasmi, ancora pressanti, suscitati nel paese dal passaggio di Garibaldi, aveva denominato <em>Operaia Garibaldi</em>. Fu questa una delle prime società operaie di mutuo soccorso fondate in Sicilia nel periodo post-unitario, dopo quella intitolata a Francesco Bentivegna nel corleonese. Analoga iniziativa<span> </span>sarà quella di Domemco Cannizzo che, il 15 aprile 1871, contribuirà alla costituzione di una società <em>Agricola</em> con una cinquantina di soci.<a name="_ftnref5" href="#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[5]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> Al 1892 si riferiscono in ultimo alcuni tentativi di costituire una cooperativa di lavoro e di consumo, ad iniziativa dell'ingegner Vaccaro, che a tale scopo aveva tenuto nel mese di agosto una riunione con 150 operai in un'aula delle scuole elementari.<a name="_ftnref6" href="#_ftn6"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[6]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> Al di là di queste esperienze vanno registrati anche gli atteggiamenti assunti da alcuni consiglieri comunali negli anni precedenti i fasci e durante la temperie del '93.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Già nel 1888, in sede consiliare, non si era potuto fare a meno di rilevare -certo con un atteggiamento puramente umanitario -che il paese offriva spesso «lo spettacolo di centinaia di operai e contadini languenti di inedia per le pubbliche vie», in un momento in cui persino l'imposta che si pagava ai guardiani delle proprietà rurali diveniva insostenibile. Le guardie campestri, infatti, «costavano<span> </span>adesso «il doppio», «rubavano a man salva », «costituivano un pericolo permanente per la sicurezza pubblica! Quest'ultima affermazione si doveva connettere alla funzione della guardia campestre nell'ambito delle tenute padronali, e cioè al ruolo di guardia armata esercitato in funzione di difesa e di accaparramento della proprietà<a name="_ftnref7" href="#_ftn7"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[7]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Un altro riscontro di quella condizione lo troviamo nella severità con cui furono perseguiti alcuni «puntonieri », colpevoli di non avere riferito esattamente sul peso e la qualità del pane in vendita nelle botteghe e nei forni. Il presidente del consiglio comunale, aprendo la seduta del 12 maggio 1890, riferiva, infatti, che «dietro rapporto dell'assessore del ramo annona sign. Modica Vito, era stato costretto a pigliare misure di rigore per «tutti i puntonieri» sospendendoli dallo stipendio per quindici giorni. Il Modica aggiungeva che «i puntonieri avevano «riconosciuto giusto il peso, e di qualità -buona il pane di certi fornai e rivenditori, facendone analogo rapporto a lui stesso e che «immediatamente aveva fatto eseguire un servizio segreto di naccertamento e di controllo», rilevando che su 10 centesimi di pane ce n'erano 150 grammi in meno<a name="_ftnref8" href="#_ftn8"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[8]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Questo tono di severità era tuttavia il tono di una certa rispettabile borghesia che aveva i suoi legami e le sue complicità col sistema m'anarchico e con i notabilidella zona, come quel Finocchiaro Aprile (eletto deputato anche per i suffragi di Partinico), amico degli amministratori oltre che per le numerose prove d'interessamento date in passato, per quella recente istituzione de<span> </span>regio ginnasio, il cui merito era dovuto ai rapporti personali avuti dal Finocchiaro col governo del re<a name="_ftnref9" href="#_ftn9"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[9]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Simili rapporti permettevano all'Isola del Colajanni di scrivere: «il collegio di Partinico e Corleone, è destinato dai moderati a quello che si chiama un'esperienza <em>in corpore vili.</em> Infatti i moderati, qui, non avevano avuto mai il più piccolo suffragio elettorale. La figura del Finocchiaro era, in sostanza, quella di un progressista che nella campagna elettorale del '92 abbiamo trovato accanto a Figlia e Marinuzzi a sostegno della candidatura radicale di Alessandro Paternostro. Questi, nel collegio, si contrapponeva all'altra ben più complessa ed equivoca di Valentino Caminneci. A Corleone il Caminneci si era appoggiato, oltre che alla mafia locale, al partito municipale, che con la mafia doveva fare un tuttuno e che, riunito nella sala consiliare, aveva approvato illecitamente nella seduta del 7 aprile di costituirsi in comitato elettorale. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">I rapporti che intercorrevano tra la mafia e le amministrazioni comunali del collegio non riguardavano,in realtà, solo Corleone. Nel numero del 7-8 aprile <em>L'Isola</em> scriveva: </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-family:&#34;"><span> </span>...si va rapidamente attuando la "nazione armata" anche senza bisogno di una legge del Parlamento, da parte del governo dei «galantuomini.<span> </span>Si tratta di una pioggia, anzi, di un diluvio di permessi di armi che si distribuiscono quotidianamente, munendone i più noti, i pregiudicati, […] È una specie di leva in massa che l'autorità politica facendo e le bande per tal mezzo reclutate a favore del candidato ministeriale non hanno nulla da invidiare alle bande semibrigantesche che erano un tempo ai soldi quell'altro Valentino.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">A differenza di Corleone, quindi, Partinico aveva osteggiato una candidatura non ministeriale ed in quest’opera si erano distinti oltre al comitato dei 150 di cui facevano parte grosse famiglie di borghesi, come quella di Gaspare Aleo, la società Operaia, quella Agricola e il circolo dei Civili. Nel paese di Verro, naturalmente, la Nuova Età e la Francesco Bentivegna si erano schierarono col Paternostro<a name="_ftnref10" href="#_ftn10"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[10]</span></span><!--[endif]--></span></span></a></span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">A sostegno del Caminneci si erano mossi persino apparati del ministero dell'interno, per cui, ad esempio, all'amministrazione di San Giuseppe Iato che aveva deliberato la condotta delle acque della sorgente Traversa e chiedeva pertanto che fosse sollecitato il relativo decreto di dichiarazione di pubblica utilità, il prefetto rispondeva che la delibera poteva avere corso se avesse ottenuto il più largo suffragio il Caminneci. A San Giuseppe pertanto si era levato il grido: -chi non vota per Caminneci è nemico del paese! Simili pressioni erano state fatte anche dal questore<a name="_ftnref11" href="#_ftn11"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[11]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Si capisce, così, come appena un anno dopo, nel clima dell'astensionismo che aveva caratterizzato quella stagione elettorale dei socialisti palermitani, si potesse lamentare, in una riunione al fascio di Palermo, «la vergognosa commedia elettorale», «giuoco dell'oro e della mafia, o quando si scriveva: «si comincia subito col promettere, col pregare ed infine si finisce colla maffia, con quella terribile leva che è la causa di ogni morale pervertimento», oppure: «con sole cinque lire si acceca l'infelice elettore»<a name="_ftnref12" href="#_ftn12"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[12]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">In questo quadro rientrava anche l'eliminazione dalle liste elettorali degli oppositori del municipio a Corleone (circa 900), come in altri comuni, le cui amministrazioni erano quasi sempre oggetto di aspre lotte non per banali rivalità localistiche, ma perchè rappresentavano l'espressione più diretta del potere costituito, come dimostravano anche i brutali sistemi di tassazione. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">A Partinico nel 1892 i generi soggetti a dazio erano le bevande (vini, vinelli, mosti, alcool), le carni fresche e salate, le farine, la frutta, l'olio e lo zucchero, per complessivi 25 generi, su cui gravava prevalentemente il dazio governativo; e il ferro, il pesce fresco e salato, il latte, i latticini, il burro, il materiale da costruzione, il caffè, le travi e i mezzi murari, il vino al minuto considerati «dazi puramente comunali per una cinquantina di generi complessivi»<a name="_ftnref13" href="#_ftn13"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[13]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Il corpo delle guardie daziarie era formato da un sottocapo, un caposervizio, otto guardie ambulanti e quarantadue fisse, tutte nominate dalla giunta municipale<a name="_ftnref14" href="#_ftn14"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[14]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Le guardie fisse avevano il dovere di custodire la cinta daziaria per evitare «assolutamente» il contrabbando; prestavano servizio notturno e diurno; non avrebbero dovuto lasciare nemmeno «per un minuto» il loro servizio, come stabiliva l'art. 20 del loro regolamento. Ad essi si aggiungeva il controllo delle guardie campestri che tra gli altri compiti avevano quelli di «prevenire tutti gli inconvenienti» che «disturbavano la campagna»; di «impedire l'abusiva macerazione del lino e della canapa nei corsi d'acqua»; di «ricercare i reati d'ogni genere, raccogliendo prove e fornendole all'autorità giudiziaria; di arrestare gli individui colpiti da mandato di cattura o sorpresi in flagranza di reato, i renitenti e i disertori. Da aggiungere che l'annata vitivinicola del 1892 era andata, quasi completamente, perduta a causa della peronospera e che lo stato di depressione e di disagio delle categorie lavoratrici era al colmo.Un riflesso diretto di questa situazione è riscontrabile nell'intervento del consigliere Giuseppe Bonura Anca (accusato dagli stessi consiglieri di socialismo e radicalismo) nella seduta consiliare del 15 aprile 1893, quando avanzava la proposta, ovviamente respinta, di diminuire gradualmente il dazio consumo sulla farina, il pane e la pasta<a name="_ftnref15" href="#_ftn15"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[15]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>; di applicare quindi la tassa sul focatico da cento a dieci lire (gradualmente) alle classi più abbienti, e se ciò non bastava, di ricorrere a una tassa foraggi che sarebbe dovuta gravare solo sui ricchi proprietari di animali. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">La pressione tassatoria, specialmente sui generi di prima necessità, veniva, in effetti, a esercitarsi in modo insostenibile, tanto che una famiglia di contadini che consumasse in media trenta rotoli di farina per settimana doveva pagare un dazio di L. 1,20 corrispondente a 60 lire all'anno: un quinto dell'intero utile annuale di un contadino. Il Bonura rilevava quindi che non poteva essere tassabile ciò che non era ricchezza e che serviva al sostentamento e al bisogno; che il problema della questione sociale, poteva essere risolto nell'ambito delle istituzioni<a name="_ftnref16" href="#_ftn16"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[16]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">La proposta di applicare gradualmente il focatico e di tassare i foraggi, fu ritenuta dai consiglieri Giuseppe Ferro e Giuseppe La Franca (ricchi proprietari) una proposta socialista; per loro sarebbe stato irrilevante lo sgravio del dazio sulla farina, perchè trattandosi di una tassa «prevalentemente governativa, il comune si sarebbe potuto premurare di abolire l'addizionale; ma questo non avrebbe cambiato a suo giudizio il problema. In merito alla tassa sui foraggi replicarono che quasi tutti i contadini erano provvisti di animali (in realtà molti contadini facevano uso non di foraggi ma di «erbe selvatiche; non erano cioè proprietari di colture foraggere) e che la questione sociale andava risolta senza «lotta di classe», e senza «eccitare l'odio di continuo contro il capitale e contro la borghesia».</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Questi rilievi vanno fatti se non altro perchè costituiscono il terreno immediato nel quale era avvenuta la fondazione del fascio e dell'impegno che questo aveva assunto nella direzione delle cooperative di produzione e di consumo, la cui «immissione in seno al fascio era considerata uno degli obiettivi di fondo, unitamente alla lotta per l'occupazione e la libertà, l'educazione del lavoratore, l'organizzazione della «concorrenza al capitalista»<a name="_ftnref17" href="#_ftn17"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[17]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. In questo senso, e per le connessioni che il fascio di Partinico ebbe con l'intero movimento operaio e contadino isolano e in particolare con quello dei paesi in cui operavano Verro, Barbato e Bosco. Un'analisi delle origini e dello sviluppo del movimento contadino loca1e, può essere utile alla comprensione di come si sia tentato di costruire, per le classi subalterne, una strategia di lotta politica che coincise anche qui con gli indirizzi generali del Partito dei Lavoratori. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">L'affermazione del sodalizio poteva essere fatta risalire al ventenne Salvatore Gallo di San Paolo Solerino (Siracusa), uno dei primi schedati dalla regia questura di Palermo. Il suo nome figura al numero 11 di un elenco di 80 soci tra i più influenti del circondario (al primo posto troviamo Bosco, di Nicolò e Patorno Teresa, di anni 29). Nella sua colonna biografica leggiamo:</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span> </span></span><span style="font-family:&#34;">Appena si costituì il Fascio di Palermo, il Gallo, messosi in relazione col Bosco Garibaldi, si diè a tutt'uomo a far propaganda in Partinico, ed in breve ottenne il pervertimento di quella classe operaia, la quale, imbevuta dei principi dell'attuale socialismo reazionario (sic) attende il segnale del suo capo per entrare in azione contro i proprietari e contro il governo.<span> </span>Gallo, come presidente del sodalizio di Partitico, non manca di tenersi in relazione con gli altri capi del circondario e della Sicilia. Non ha mezzi di fortuna. Il padre fu guardia di ps. a cavallo. Denunziato per associazione a delinquere ai sensi dell'art. 251 C.P. in maggio 1893, il processo trovasi in corso d'istruzione <a name="_ftnref18" href="#_ftn18"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:&#34;">[18]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span> </span>Ufficialmente il fascio si era costituito il 1 gennaio 1893, ed il questore di Palermo ne aveva dato comunicazione al prefetto, in data 11 febbraio, riferendogli molto francamente che lo scopo dell'associazione era «la solidarietà e la fratellanza fra gli operai» oltre alla costituzione di cooperative di produzione e di consumo. Quest'ultima affermazione contrasta con quella contenuta nel <em>Riassunto del programma</em> nel quale uno degli obiettivi era non tanto la costituzione di cooperative, quanto la loro ammissione in seno al fascio, restando sottinteso che nel paese le cooperative fossero già preesistenti al 1893. Iniziatore del nuovo sodalizio sarebbe stato invece lo studente Gioacchino Cannizzo, che avrebbe agito su indicazioni del fascio del capoluogo<a name="_ftnref19" href="#_ftn19"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[19]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Quanto poi alle preoccupazioni che sarebbero potute derivare dalla locale organizzazione, il questore chiariva subito che non c'era nulla di allarmante; anzi, lo sparuto numero dei soci e la personalità stessa del Cannizzo facevano pensare che si trattasse di una specie di giovanile fervore, facile tuttavia a spegnersi alla prima occasione. In ogni caso, quasi per mettersi la coscienza a posto, aveva sentito il dovere di suggerire una speciale vigilanza al delegato; da parte sua si sarebbe premurato a inviare al prefetto «lo stato informativo di rito e copia del relativo statuto». Ma se il questore minimizzava sulla consistenza e la pericolosità del fascio, di ben altro avviso erano il prefetto e il ministro dell’interno. Questi con una riservata al prefetto, informava urgentemente la direzione generale della pubblica sicurezza di Roma «rac-</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">comandando la vigilanza e pregandolo di spedirgli il quadro statistico<a name="_ftnref20" href="#_ftn20"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[20]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Da che cosa erano potute derivare le preoccupazioni del prefetto e del ministro?<span> </span>Il fascio di Partinico, subito dopo la sua costituzione, aveva visto il passaggio dalla direzione del Cannizzo a quella del Gallo. Il primo, il 20 marzo, aveva già presentato le suedimissioni dalla carica di presidente provvisorio, per motivi di famiglia<a name="_ftnref21" href="#_ftn21"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[21]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. In realtà, si era verificato un processo di maturazione sulla linea Gallo-Bosco notoriamente distante da una semplice azione di rivendicazionismo, o da un semplice servizio assistenziale per le classi subalterne. Del<span> </span>resto, il questore, il 6 luglio, trasmettendo al prefetto lo<span> </span>stato informativo,<span> </span>rilevava come «il fascio fosse del tutto cambiato tanto negli elementi, che nel programma<span> </span>che all'inizio non era sembrato corrispondente a quello del Partito dei Lavoratori». Lo spostamento politico, organizzativo, era avvenuto dunque dalle posizioni del Cannizzo (erede dell'associazionismo contadino di stampo borghese) a quello che faceva capo all'ideologia palermitana, che esorbitava dall'area puramente municipalistica per diventare momento di una visione dell'alternativa più strutturata e più vasta. Un fautore di questa linea, in particolare nel secondo semestre del '93, fu Stefano Noto, un muratore di ventisei anni nel quale la polizia aveva individuato l'elemento di collegamento tra l'iniziativa del fascio e quella dei comuni della zona costiera occidentale di Palermo. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Il 17 aprile i soci iscritti al fascio erano in tutto 119; la sede si trovava in Corso dei Mille (case Bonura); in atto non vi erano fondi di cassa. Come previsto dallo statuto, ogni socio pagava, per tassa d'ingresso L. 2,50, e l0 centesimi la settimana. Potevano essere ammessi operai apprendisti di età non inferiore ai 15 anni. In merito alle assemblee lo statuto ne prevedeva una al mese in via ordinaria; altre, in via straordinaria, si sarebbero potute tenere tutte le volte che ce ne fosse stato il bisogno, fermo restando che le adunanze potevano essere chieste da un decimo dei soci con preavviso di alcuni giorni. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Una sezione era costituita da almeno dieci operai di ciascua arte. Gli obiettivi venivano individuati nei seguenti punti:</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="text-align:justify;text-indent:0;margin:0 -4.1pt 0.0001pt 0;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span>1)<span style="font-family:&#34;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">difesa dell'occupazione e del diritto al lavoro; </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="text-align:justify;text-indent:0;margin:0 -4.1pt 0.0001pt 0;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span>2)<span style="font-family:&#34;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">educazione alla difesa dei diritti del lavoratore;</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="text-align:justify;text-indent:0;margin:0 -4.1pt 0.0001pt 0;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span>3)<span style="font-family:&#34;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">lotta contro i nemici del fascio;</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="text-align:justify;text-indent:0;margin:0 -4.1pt 0.0001pt 0;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span>4)<span style="font-family:&#34;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">iniziative di «appoggio» della «concorrenza al capitalista»;</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="text-align:justify;text-indent:0;margin:0 -4.1pt 0.0001pt 0;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span>5)<span style="font-family:&#34;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">«ammissione in seno al fascio delle cooperative di produzione e di consumo».</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">La stesura dello statuto, che secondo il questore Balabio si doveva attribuire «al Barbato e soci più intelligenti<a name="_ftnref22" href="#_ftn22"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[22]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>, era stata fatta in parte sulla falsariga dello statuto del fascio di Caltanissetta, con diverse variazioni sostanziali su alcuni importanti obiettivi immediati e di prospettiva, che dovevano essere connessi naturalmente al diverso tessuto sociale ed economico locale. Così, mentre a Partinico obiettivi erano l'occupazione, l'educazione del lavoratore, le cooperative; a Caltanissetta il fascio si proponeva l'istituzione delle Camere del Lavoro, la riduzione delle ore lavorative, l'aumento dei salari. Le due aree riflettevano problematiche oggettivamente diverse, che, se a Partinico erano ancora esistenziali, nel nisseno apparivano su un piano risolutivo avanzato. Tuttavia sarà la natura stessa della composizione sociale a permettere nella prima una consistente riuscita dello sforzo organizzativo con un balzo nelle iscrizioni dalle 119 unità del mese di aprile al migliaio registrato a luglio<a name="_ftnref23" href="#_ftn23"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[23]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> e col successo elettorale del 16 luglio che aveva visto l'elezione di tre rappresentanti del popolo al consiglio comunale<a name="_ftnref24" href="#_ftn24"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[24]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Questa crescita trovava delle spiegazioni nell'atteggiamento stesso con cui le forze dell'ordine consideravano la realtà locale: un conseguente riflesso della volontà del governo di assumere pregiudiziali forme di repressione e di controllo nei confronti della realtà contadina e operaia isolana. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">A Partinico, il 10 maggio veniva vietata la celebrazione della festa del lavoro da un distaccamento di truppa<a name="_ftnref25" href="#_ftn25"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[25]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Altro pretesto repressivo veniva trovato dal questore. Quindici giorni prima Salvatore Gallo, aveva tenuto nei locali dell'organizzazione una «riunione a porte aperte» senza che ne avesse fatto regolare domanda. Il questore suggeriva così al delegato Giovanni Longo di accertarsi se per tale fatto si potessero riscontrare gli estremi della denuncia. Con queste premesse veniva proibita anche la manifestane che il fascio «diretto dai noti agitatori Gallo, Colnago, Pietro Conti, intimo costui del Barbato testè arrestato» avrebbe voluto realizzare il 18 maggio, anniversario del passaggio dal paese di Giuseppe Garibaldi (figura strumentalmente considerata come quella di un «campione del socialismo»). </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Il 14 maggio, qualche giorno dopo le .provocazioni di San Giuseppe, undici militari dell'arma dei carabinieri e due compagnie di bersaglieri che si trovavano ancora a San Giuseppe, impedivano che da Partitico fossero intraprese alcune iniziative a sostegno della lotta nei vicini comuni di Borgetto e Montelepre<a name="_ftnref26" href="#_ftn26"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[26]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Intanto il delegato aveva già preparato il verbale di «denunzia e levata» a carico di Gallo e Conti. Entrambi venivano accusati per i reati previsti dagli articoli 246 e 247, del C.P., per avere il primo in occasione della prima pubblica riunione, «incitando all'odio fra le varie classi sociali, profferito le seguenti parole: -se non basteranno le parole per potere gli operai far valere il loro diritto, sarà necessario impugnare le armi -e per avere il secondo profferito le seguenti parole: -l'ospedale che è stato ieri inaugurato dovrà servire per coloro che lo inaugurarono, dovendo essi un giorno essere feriti dalle nostre palle».<a name="_ftnref27" href="#_ftn27"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[27]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> Il verbale di denunzia, giuste le istruzioni del questore, era basato sulle rivelazioni fatte a quel delegato, al tenente dei carabinieri, e a quattro dei suoi dipendenti nonché a quattro guardie di città, componenti quella sottobrigata, tutti firmatari della denunzia, oltre che da moltissime persone «degne di fede» che, come era da prevedersi, non intendevano essere scoperte per timore di rappresaglie da parte dei contadini ritenuti capaci di ogni delitto contro chi osasse accusare i loro agitatori. Il questore che, come già sappiamo, aveva idee di largo respiro per la testa, avanzava così la proposta di scioglimento del sodalizio. Ad accreditare questa proposta era corsa voce che il portinaio del palazzo municipale avrebbe inteso dire da dieci sconosciuti individui che confabulavano fra loro innanzi il detto palazzo, che la domenica successiva si sarebbero riuniti per distruggere la villa comunale e per fare saltare in aria il Palazzo Municipale e il Teatrino. Queste voci avevano avuto come effetto immediato l'arrivo di un nuovo distaccamento di truppa nel paese. Di fatto non avevano nessun fondamento tant’è che venivano disconfermate persino dal comandante la tenenza dell'Arma, capitano Acton. Questi, per un'altra circostanza, disponeva un adeguato servizio per evitare che dalla domenica successiva, 21 maggio, non fosse regolarmente riscosso dalle guardie daziarie il dazio che i contadini pagavano per l'introduzione delle merci nel paese e che da qualche giorno non era stato regolarmente riscosso<a name="_ftnref28" href="#_ftn28"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[28]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Sotto la pressione ministeriale il questore continuava ad approfondire le indagini e per avvalorare la tesi del reato «per associazione a delinquere allo scopo di distruggere il diritto di proprietà individuale e di abbattare lo Stato» informava il prefetto che i noti agitatori Gallo, Conti, Cannizzo e Noto erano «da tempo in intime relazioni coi più pericolosi ed influenti soci dei Fasci di Corleone, Piana dei Greci e di San Giuseppe Iato» con i quali avevano avuto «continui abboccamenti allo scopo di estendere sempre più la propaganda sovversiva e di suscitare la classe operaia contro i possidenti ».</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">A maggior prova di ciò il delegato nel suo verbale faceva cenno che il Noto Stefano per incarico del Cannizzo si era presentato «a lui nelle prime ore del 12 andante mostrandosi tutto concitato di essere a conoscenza dei tumulti di San Giuseppe dove egli voleva recarsi per far causa comune con quei fratelli, i quali non reclamavano che i propri diritti, e che di conseguenza non era il caso di far intervenire la truppa per far spargere sangue». Da questa circostanza, il questore deduceva la complicità di Noto e Cannizzo nel reato previsto dall'art. 248 del C.P. e quindi la denunzia al prefetto per i provvedimenti di legge. <a name="_ftnref29" href="#_ftn29"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[29]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> In quei giorni inoltre, Gallo veniva ancora denunziato per avere ripetutamente arringato la popolazione per indurla a iscriversi al futuro fascio di Borgetto davanti all'abitazione privata del Rappa. Tra gli incriminati c’era anche lo spinto anarchico Erasmo Calcagno, maestro elementare, altrimenti definito noto socialista, sul cui conto il delegato Longo, dopo accuratissima sorveglianza, era riuscito a sapere solo che era<span> </span>l'autore o quanto meno il correttore degli articoli che si pubblicavano nella <em>Giustizia Sociale</em> con la firma di Noto Stefano<a name="_ftnref30" href="#_ftn30"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[30]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Tra la fine di ottobre e i primi di novembre il quadro dei soci influenti da incriminare o incriminati era già pronto<a name="_ftnref31" href="#_ftn31"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[31]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>; si poneva il problema, per i dirigenti della provincia, d'intervenire a ogni livello per imporre un giusto orientamento politico ed evitare quanto più possibile il precipitare della stretta repressiva. Il 5 novembre, di mattina, saranno così a Partinico Bosco, Barbato, Verro e Maniscalco (non era certo la prima volta che dirigenti di questo livello si vedevano nel paese; già il 18 luglio, di sera, tremila tra soci e<span> </span>curiosi erano stati a ricevere Bosco alla stazione e la circostanza aveva fatto rilevare ancora una volta la grande attrazione esercitata da questo dirigente sulle masse popolari): saranno presenti a riceverli alla stazione, oltre a quello locale, i fasci (costituiti o in via di costituzione) di Borgetto, Montelepre, Balestrate e Trappeto. Nonostante la questura avesse proibito l'uscita dei gonfaloni. un imponente corteo formatosi tra la stazione ed il paese inneggiava al socialismo. Da Partinico, dove Bosco teneva un discorso socialista d'occasione, la delegazione del C.C. socialista di Palermo, si recava a Montelepre per comporre «alcune scissure» e affidare la presidenza del fascio a Noto. Dopo essere stati accolti con fanfara, musica e fiori, parlavano da un balcone Bosco «sull'importanza del fascio e sulle misure poliziesche, Barbato sul programma socialista, Verro sulle forze dei Fasci e l'importanza dello sciopero agrario, Maniscalco sulla solidarietà internazionale, Noto sulla mistificazione dei borghesi»<a name="_ftnref32" href="#_ftn32"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[32]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Da Montelepre i «mestatori» che avevano fatto propaganda persino durante il pranzo offerto dal fascio locale, si recavano a Borgetto per comporre un altro dissidio, e nominavano presidente, anche qui, il Noto<a name="_ftnref33" href="#_ftn33"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[33]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span> </span>Tenuto conto di queste iniziative, che sono soltanto esemplificative di un più vasto e operante tessuto organizzativo, c'è da dire che il movimento insurrezionale che scoppierà all'improvviso al di fuori di un qualsiasi schema organizzativo (se si escludono i piani anarchici di Merlino e Malatesta che avevano trovato facile penetrazione nella Sicilia occidentale) e nella confusione, era in realtà molto lontano dalle norme statutarie dei fasci. A Partinico, il 9 dicembre e nei giorni che seguiranno, fino ai primi di gennaio<a name="_ftnref34" href="#_ftn34"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[34]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>, operai e contadini, inneggiando ai Savoia, reclamarono l'abolizione del comune «chiuso»: e il tumulto, privo per la sua stessa natura di prospettiva ricadde in definitiva nelIa trappola di Crispi. Ma alcuni mesi prima la drammaticità della situazione era stata bene avvertita dal Noto, che nelIa riunione tenutasi a Palermo, dopo il congresso di Reggio Emilia, era intervenuto per parlare dei sacrifici da lui sostenuti per costituire i fasci di Balestrate e Trappeto, e per affermare che i lavoratori di Partinico non volevano più<span> </span>sentirne di calma come delle angherie del governo provocatore e quindi per sentire da Bosco cosa si doveva fare<a name="_ftnref35" href="#_ftn35"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[35]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Lo sbandamento e l'irruenza delle iniziative popolari derivavano anche da un certo ritardo col quale le organizzazioni dei lavoratori e in primo luogo il Partito socialista siciliano si erano atteggiati nei confronti del movimento reale, permettendo che estese masse popolari marciassero per conto loro. Solo il 3 gennaio 1894, in seguito ad una riunione del C.C. socialista, veniva emesso un proclama (a firma Barbato, Bosco, De Felice, De Luca, Leone, Montalto, Petrina, Verro) col quale si domandava al governo, tra l'altro, l'abolizione del dazio sulle farine e un'inchiesta sulle pubbliche amministrazioni isolane da farsi col concorso dei fasci. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">In sostanza, uno spostamento su posizioni più immediate e meno di prospettiva, in un momento in cui la fame lasciava poco spazio alle ideologie, veniva operato solo quando il processo a catena dei tumulti era stato avviato, e si era anzi concluso. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Un riscontro della condizione di fame in cui vivevano le classi lavoratrici nel paese, ce lo dà Gustavo Nesti, che pubblicò nel 1894 una dispensa sui fasci siciliani:</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-family:&#34;"><span> </span>Era proprio l'epoca del principio dei disordini. A Partinico, come negli altri paesi, la plebe affamata era in grande agitazione. Fu mandato colà un picchetto di bersaglieri, comandato da un ufficiale, per mantenere </span><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">l'ordine</span><span style="font-family:&#34;">. Costoro, accampati a un centinaio di metri dal paese, sopra una piccola altura, ebbero la distribuzione </span><span style="font-size:9pt;font-family:&#34;">del rancio.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-family:&#34;">Mentre i poveri soldati incominciavano a vuotare le loro non molto fornite gavette, si avvicinarono una ventina di donne con trenta o quaranta figliuoletti, dall'aspetto miserevolissimo. Facevano pietà a vedere! –I nostri figli muoiono di fame!... Allora si assistette a uno spettacolo commovente. I buoni nostri soldati si presero, chi uno, chi due bambini e con loro divisero la zuppa. Poi diedero loro del pane e delle gallette. Molti uomini che ciò videro da lontano, accorsero a salutare con evviva i fratelli dell'esercito. Qualche proprietario andò tosto ad avvertire l'ufficiale che pranzava in casa del sindaco. L'ufficiale corse e trovò i soldati che fraternizzavano con quella gente. -Non abbiamo nulla contro di voi, non vi faremo mai del male, se non sarete i primi a farcene. Vogliamo solo che i nostri signori non ci lascino morire di fame. Così parlavano gli uomini e le donne. La sera stessa il distaccamento, per telegrafo, riceveva ordine di tornare a Palermo, e non è stato più mandato nei paesi vicini dove giornalmente andavano rinforzi. Quando li videro partire, i popolani, dopo avere acclamato i soldati, si volsero dalla parte di alcuni proprietari che stavano alle finestre: -Struiditi -esclamarono i popolani grattandosi il gomito -Su nuostri iddi -Testo e parole che significano: -Rodetevi, quelli sono con noi <a name="_ftnref36" href="#_ftn36"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:&#34;">[36]</span></span><!--[endif]--></span></span></a></span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Questo episodio accadde poco meno di una settimana dopo i fatti del 9 dicembre<a name="_ftnref37" href="#_ftn37"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[37]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Ma le cause di questi fatti, come di numerosi tumulti e manifestazioni del '93-'94 vanno ricercate direttamente nell'incapacità delle amministrazioni comunali di aderire alle richieste di estese masse, relegate al ruolo di asservimento fiscale, di contribuzione utile al mantenimento del bilancio e degli interessi dei padroni. Si era giunti così alla mattina del 9 dicembre in cui si tennè pure, in una giornata fredda e piovosa, il consiglio comunale, sotto la presidenza di Giuseppe Bonura Anca, nella sua qualità di consigliere anziano. Il Bonura aveva cominciato a giustificare il suo atteggiamento nei confronti delle guardie campestri, proponendo che la discussione sull'inchiesta fosse rinviata, e aveva preso atto della crisi dell'amministrazione. Parlava ancora quando rumori e grida si fecero sentire nella piazza e nella sala d'aspetto. Il cronista Andò del Giornale di Sicilia cosl telegrafava al suo giornale alle 13,45: -Mentre telegrafo immensa folla devasta il munipio e incendia le scritture. Nelle strade si grida: "abbasso le tasse". E alle ore 17: </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-family:&#34;">Eccovi i primi particolari sui gravi fatti di oggi. Stamane verso le 11 una dimostrazione di circa trecento operai si fece sotto il Municipio, gridando: "Viva Savoia, abbasso il Municipio, abbasso il comune chiuso!". </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-family:&#34;">Man mano la turba andò ingrossando fino a diventare moltitudine; allora una grande mania di distruzione serpeggiò tra la folla. Il Municipio fu invaso, gli uffici vennero assaliti, saccheggiati, le carte e i registri furono stracciati e incendiati. Il personale municipale fu costretto a fuggire dalle finestre. Anche i casotti delle guardie daziarie furono assaliti e devastati. La forza pubblica e la truppa, benchè in numero sufficiente, non intervennero per non provocare eccidio. Da Palermo sono giunti l'ispettore di P.S. Gervasi, tre delegati e un battaglione di truppa. La dimostrazione fu originata dalle proteste contro i dazi e il comune chiuso.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Era un tumulto incontrollato, scoppiato quando l'amministrazione era ancora intenta a fare questioni di lana caprina. Il sindaco e altri consiglieri facendosi sul balcone invitarono la folla alla calma dicendosi disposti ad accettare una delegazione perchè si sentisse il volere del popolo. Ma la seduta venne sciolta ugualmente perchè il tumulto ormai non permetteva che si continuasse la discussione<a name="_ftnref38" href="#_ftn38"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[38]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. La trappola aveva sortito il suo effetto, e si sarebbe potuto dare ragione a Salomone-Marino che in quegli anni aveva espresso questo incredibile giudizio su Partinico:</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span> </span></span><span style="font-size:9pt;font-family:&#34;">Il partinicoto adora un solo Dio: l'omicidio; a un solo santo si raccomanda: alla carabina. Far nato dal sangue e pel sangue; e lo sparge ,in pu.bblica piazza, in pieno mezzogiorno, senza scrupoli e senza paura. Inorridisco a dirlo!... Ma fu in Partinico che si ammazzò un tale usciere ed il mutilato cadavere inchiodossi al muro! Fu in Partinico che si ammazzò per sola sete di sangue un assai dabbene notaio e la sua sorella, in casa propria e in pieno dì; e la sanguinaria turba, trascinando in istrada il corpo di quella vergine donzelletta, ne scopria le pudende e... delitto senza nome!... le sputava e violava con lo estremo del fucile!... Ah, mi accontento dei ladri e delle puttane di Borgetto, ma non d'un partinicoto, che pur invocando la Madre santissima del Ponte, sua patrona, mi manda al cuore due palle micidiali! <a name="_ftnref39" href="#_ftn39"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:9pt;font-family:&#34;">[39]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:9pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Certo, la scena di quella turba sanguinaria che infieriva sul cadavere di una giovane, è atroce. Ma è bene chiarire che il Salomone-Marino si riferiva, qui, più che altro agli anni dell'epopea garibaldina, della quale Giuseppe Cesare Abba ci aveva fornito scene non meno selvagge e primitive (basti pensare alle ragazze che ballavano in segno di festa, attorno ai cadaveri squarciati dei soldati borbonici). Era tuttavia era questo il quadro che si preferiva, da parte di settori ben determinati della conservazione e della reazione agraria, perchè quanto prima potesse giustificarsi una risoluta azione repressiva. Ecco perchè i tumulti furono fomentati, e permessi con l'astensione, in molti casi, delle forze militari. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">A partire dal 9 dicembre non si tennero più consigli comunali fino alle elezioni del giugno dell'anno successivo, perchè essendosi dimessa la giunta, per parecchi mesi, ebbero il compito di amministrare le sorti del paese dei commissari prefettizi. Servono invece a darci un quadro più completo di quello che potè succedere quel giorno alcune delibere commissariali. Così, quella del 15 dicembre 1893, emessa dal commissario prefettizio G. Battista Saladino, consigliere di" prefettura," autorizzato con decreto prefettizio del 13 dicembre a dirigere l’amministrazione comunale, prendeva atto delle dimissioni del capo-servizio delle guardie daziarie Pasquale Di Nolfo,<span> </span>per ragioni di ordine pubblico, allontanandolo dal paese e accordandogli un compenso di L. 150 come premio dei servizi prestati. Per incarico dello stesso Saladino, l'agronomo Giovanni Patti compilava un elenco di tutti i danni arrecati al comune, con l'indicazione di tutti gli oggetti distrutti sia nei locali del municipio che lungo la cinta daziaria. I danni maggiori furono quelli arrecati lungo quest'ultima, perchè qui furono distrutti i casotti e disperso e incendiato il materiale che contenevano. Furono distrutti anche gli elenchi dei proprietari di magazzini di vino (all'interno e fuori la cinta daziaria), per cui il commesso di segreteria Vincenzo Trusiano (che fu tra gli impiegati comunali che tentarono di respingere i tulmultuanti) si prese l'incarico di compilare, fuori l'orario d'ufficio, un nuovo elenco che gli fruttò un cospicuo compenso<a name="_ftnref40" href="#_ftn40"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[40]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Accanto a lui quella mattina del 9 c'erano: il piccolissimo proprietario Ferdinando Passalacqua, il benestante Francesco Giallombardo, il nullatenente Giovanni Cossentino, (tutti impiegati comunali), l'inserviente Vito Simonetta, il “puntoniere” Ignazio Giunta e l'accalappiacani Paolo Mannino (nei conf'ronti di quest'ultimo, durante l'udienza dei testimoni a carico, l'imputato Pietro Monti dirà: <em>-chistu nun è accalappiaturi di cani,' è accalappiaturi di cristiani</em>-): tutti insieme «spiegarono la massima energia nella difesa del comune, riuscendo nell'intento di salvare dalla devastazione alcune stanze e importantissime carte»<a name="_ftnref41" href="#_ftn41"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[41]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">La decisione del fascio di distinguersi dal tumulto era apparsa fin dalle prime battute chiara e netta. Una folla che nella mattinata si era recata sotto i locali del fascio «era stata sciolta dal presidente che affacciandosi alla finestra aveva detto che non c'era ragione alcuna di dimostrare, essendo il popolo rappresentato in consiglio comunale da tre consiglieri che si stavano occupando proprio di fare gli interessi delle classi lavoratrici. Anche dopo il tumulto l'atteggiamento del fascio era risoluto: «riunitosi straordinariamente in assemblea generale «protestava contro l'operato della folla»<a name="_ftnref42" href="#_ftn42"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[42]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Intanto tutti i casotti daziari erano stati abbandonati e gruppi di contadini, girando per le strade, entravano nelle botteghe obbligando i bottegai a «diffalcare dal prezzo dei generi alimentari la tassa di consumo, perchè una gran quantità di generi era entrata nel paese senza pagamento di dazio, avendo le guardie daziarie abbandonato i loro posti da due giorni. Temendosi quindi ulteriori disordini, furono inviate alla volta di Partinico altre due compagnie di truppa. Nella mattinata dell'11 ci furono così 18 arrestati, che, però, per le pressioni dei dimostranti vennero rilasciati nella stessa giornata. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">Dopo l'eccidio di Giardinello, essendo cresciuti i fermenti, il pretore Baldassare Piazza arringava il popolo esortandolo alla calma<a name="_ftnref43" href="#_ftn43"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[43]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>. Ma verso la fine del mese la situazione non era ancora cambiata. Gli uffici daziari erano custoditi dai bersaglieri; la calma sembrava restituita solo in apparenza. Cavalleggeri e bersaglieri giravano attorno alla cinta daziaria; un pubblico manifesto era comparso per le vie cittadine, a firma del commisario straordinario Massimo Licastri<a name="_ftnref44" href="#_ftn44"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[44]</span>