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	<title>laicita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/laicita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "laicita"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 07:23:41 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Psoe, Zapatero rieletto: «Laicità e salari più alti» ]]></title>
<link>http://alybabafaye.wordpress.com/?p=328</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 19:58:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aly Baba Faye</dc:creator>
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<description><![CDATA[


Tra le lacrime dei delegati e le note de l&#8217;Internazionale, si è chiuso sabato nella cittad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<p><span lang="IT"></p>
<p align="justify"><a href="http://alybabafaye.files.wordpress.com/2008/05/2a2c4876b2ac1fe2a28e3a41b77fe73.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-224" src="http://alybabafaye.wordpress.com/files/2008/05/2a2c4876b2ac1fe2a28e3a41b77fe73.jpg?w=300" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p align="justify">Tra le lacrime dei delegati e le note de l'Internazionale, si è chiuso sabato nella cittadella avveniristica di Madrid, il campo de la Las Naciones, il 37° congresso del Psoe. Imprimendo una svolta "izquiedista" il leader Zapatero ha conquistato i 995 delegati che lo hanno rieletto segretario generale del partito con il 98,5% dei consensi. Quattro anni fa aveva ottenuto il 95,6% dei voti.</p>
<p align="justify">José Luis Rodriguez Zapatero ha assorbito le critiche della sinistra socialista promettendo un'ampia modifica della legislazione sull'aborto, la revisione della legge sulla libertà religiosa (abolizione dei funerali di stato con rito cattolico e dei crocefissi nelle scuole e negli edifici pubblici), l'introduzione del voto amministrativo per gli immigrati con regolare permesso di soggiorno.</p>
<p align="justify">La 31enne Leire Pajin, promotrice nel 2003 delle grandi marce contro la guerra in Iraq è stata nominata responsabile dell'organizzazione del Psoe, la numero tre nella gerarchia socialista. Lascerà l'incarico di responsabile della cooperazione con i paesi in via di sviluppo.</p>
<p align="justify">Il leader Zapatero doveva ribaltare tre accuse che, dal 9 marzo (vittoria con il 43,87%, 169 deputati, sette meno della maggioranza assoluta), rimbalzano sulla stampa e fanno presa anche tra i militanti: inattività legislativa, cedimento alla destra sui temi dell'immigrazione, occultamento della verità sulla crisi economica.</p>
<p align="justify">Zapatero ha risolto la prima questione assicurando che la Spagna «continuerà sulla strada delle riforme per le modernizzazione». E ha elencato le iniziative che sono in cantiere. La revisione della legge sull'aborto (rimasta invariata da 23 anni) appare una priorità. «Nessuna donna che abortisce può essere incriminata» - ha detto sabato Zapatero alludendo a recenti inchieste avviate dalla magistratura. E negli emendamenti approvati ad unaninità si parla di «rispetto della volontà della donna» e di «diritto alla salute e al controllo della maternità».</p>
<p align="justify">La vice di Zapatero, Maria Teresa de la Vega, ha annunciato che la revisione della legge «sarà ampia», ma il congresso non è entrato nei dettagli. Né Zapatero, né i documenti congressuali parlano espressamente di eutanasia, ma il leader ha accennato al diritto «ad una morte degna» e nelle relazioni approvate si accenna ad un «aiuto per porre fine all'accanimento terapeutico».</p>
<p align="justify">In quanto al contrastato rapporto con la Chiesa cattolica, il leader socialista si è limitato a ribadire «il carattere laico dello Stato», approvando così indirettamente le indicazioni emerse nel dibattito. Al tema dell'immigrazione Zapatero ha dedicato buona parte del suo intervento.</p>
<p align="justify">Molti militanti, anche pubblicamente, hanno manifestato dissenso per l'appoggio dato dagli europerlamentari del Psoe alla Direttiva del Rientro che apre la strada alla detenzione anche per 18 mesi nei Cpt.</p>
<p align="justify">Intervistato da <em>El Pais</em>, Zapatero si è spinto a definire «progressista» la direttiva di Bruxelles e sabato, per sedare i malumori, ha spiegato che la Spagna si oppone all'immigrazione illegale, ma offre la «piena integrazione» agli stranieri regolari che, ben presto, potranno votare alle elezioni amministrative. Poi ha scatenato l'applauso della platea aggiungendo che «se negli asili non ci sono posti liberi non è colpa degli immigrati e dei loro figli, ma degli amministratori».</p>
<p>In quanto alla crisi economica Zapatero ha ribadito che intende tutelare salari e pensioni e «tutti coloro che sono vulnerabili» e che è fiducioso nelle capacità della Spagna (inflazione in crescita, salari in diminuzione, crescira rallentata) di superare le difficoltà anche perché «gli investimenti stranieri sono aumentati del 50%».</p>
<p>Di Toni Fontana</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Minareti e campanili]]></title>
<link>http://isoladeilotofagi.wordpress.com/?p=582</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 18:02:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>upuaut</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vogliono sfrattare la moschea di Viale Jenner, a Milano.
De Corato dice che deve trasferirsi in una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/Maroni:-Via-la-moschea--da-viale-Jenner-entro-agosto/1484121?ref=rephp" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-588" style="margin-left:2px;margin-right:2px;" src="http://isoladeilotofagi.wordpress.com/files/2008/07/minareto-o-campanile.jpg" alt="" width="85" height="166" />Vogliono sfrattare la moschea di Viale Jenner</a>, a Milano.</p>
<p style="text-align:justify;">De Corato dice che deve trasferirsi in una zona <em>«non urbanizzata, non residenziale e non commerciale»</em>, come a dire, per chi conosca Milano e l'hinterland, da nessuna parte.<br />
A chi protesta costro quella che non si potrebbe definire altrimenti se non persecuzione religiosa, <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_06/foschini_0963ed3c-4b35-11dd-9596-00144f02aabc.shtml" target="_blank">La Russa risponde</a>: <em>«Nessun divieto di culto. <strong>Pretendiamo solo che i sermoni siano in italiano e di conoscerne il testo prima</strong>». </em>"Solo". Una censura preventiva su un sermone religioso, una cosa che mai e poi mai si sognerebbe non dico di <em>pretendere</em> ma nemmeno di chiedere umilmente a Ratzy, e lui dice "solo".</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/esteri/zapatero-crocefisso/zapatero-crocefisso/zapatero-crocefisso.html" target="_blank">Intanto, su un altro pianeta...</a></p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Niente più funerali di Stato, basta con i crocifissi negli atti pubblici.</strong> Zapatero dichiara guerra ai simboli del cattolicesimo e dà un'impronta sempre più laica al "nuovo corso socialista".</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ai vescovi il Psoe lancia comunque un avvertimento molto chiaro: la Chiesa dev'essere cosciente, si legge in un documento, che "la Costituzione non le concede nessun privilegio". Si fa poi notare che <strong>non deve esistere nessuna discriminazione nei rapporti con le altre religioni</strong>. (...) Tra le possibili conseguenze di questa nuova impostazione decisa dal partito, c'è anche la prevedibile <strong>abolizione dei cappellani militari</strong> attualmente in servizio in tutti i corpi delle forze armate.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Il Congresso ha anche affrontato altri temi eticamente sensibili, in primo luogo l'<strong>eutanasia</strong> e l'<strong>aborto</strong> per il quale si chiede una maggiore liberalizzazione che incorpori "le esperienze più innovatrici" in Europa in questo campo.</em></p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il resto dell'Europa va avanti]]></title>
<link>http://criminievaticano.wordpress.com/?p=27</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 09:30:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>criminievaticano</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’ulteriore virata laica impressa al programma del Partito Socialista spagnolo dal suo congresso, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’ulteriore virata laica impressa al programma del Partito Socialista spagnolo dal suo congresso, svoltosi a Madrid, non si limita alla richiesta di non consentire la presenza di simboli religiosi negli edifici pubblici. L’assise ha anche detto ‘no’ ai funerali di Stato religiosi, chiedendo un’estensione del diritto d’aborto e l’apertura del dibattito sul testamento biologico. Infine, si ventila anche la possibilità che siano aboliti dall’esercito i cappellani militari.</p>
<p>da <a title="www.uaar.it" href="http://uaar.it">www.uaar.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[otto per mille e disinformazione cattolica]]></title>
<link>http://marcoboccaccio.wordpress.com/?p=158</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 16:11:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcoboccaccio</dc:creator>
<guid>http://marcoboccaccio.wordpress.com/?p=158</guid>
<description><![CDATA[avendo come scadenza personale per la dichiarazione dei redditi il 31 luglio, ci penso solo adesso. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>avendo come scadenza personale per la dichiarazione dei redditi il 31 luglio, ci penso solo adesso. ma molti hanno già dovuto scegliere la destinazione dell'otto per mille, e del resto la campagna della chiesa cattolica sulle reti televisive dura già da un paio di mesi. in ogni caso, il fatto è che tale campagna è essenzialmente bugiarda, in quanto l'otto per mille alla chiesa cattolica non viene utilizzato per opere di bene ma per il finanziamento della chiesa stessa e delle sue strutture. inoltre è bene ricordare che la scelta della destinazione non riguarda il proprio otto per mille (o per meglio dire lo 0,8 % delle tasse che uno paga) ma è una specie di <em>sondaggio</em> che ha lo scopo di ripartire l'otto per mille <em>dell'intero gettito fiscale</em> in proporzione alle scelte espresse. badando bene al fatto che se non si esprime alcuna scelta il proprio parere non conta nulla. ragione per cui la chiesa cattolica si becca una montagna di soldi, oltre a tutti quelli che le vengono assegnati sotto forma di contributi alle scuole cattoliche e agli ospedali cattolici, e a quelli che tiene per sé grazie alle innumerevoli esenzioni fiscali di cui gode. certo, l'italia non è uno stato laico ma uno stato concordatario, e purtroppo essendo il concordato recepito dalla costituzione non ci possiamo fare nulla. e quindi quello che possiamo fare è partecipare al <em>sondaggio fiscale</em> scegliendo lo stato, o in alternativa un'altra confessione religiosa tra quelle che usufruiscono della ripartizione (personalmente scelgo lo stato, ma non vedo male la <a href="http://www.chiesavaldese.org/pages/finanze/otto_mille.php">chiesa valdese</a>). ma se volete saperne di più, visitate le <a href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/otto-per-mille-informati/">pagine</a> dell'uaar sul tema.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[milano città aperta.]]></title>
<link>http://gianvitorutigliano.wordpress.com/?p=139</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 13:22:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gianvito Rutigliano</dc:creator>
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<description><![CDATA[La notizia della chiusura della moschea di via Jenner a Milano, operata da Maroni e benedetta da Bos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gianvitorutigliano.wordpress.com/files/2008/07/bossimaroni1.jpg" alt="bossi maroni" width="180" height="223" align="left" />La notizia della <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_05/bossi_moschea_ac66d7f4-4a5b-11dd-9da4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">chiusura della moschea di via Jenner a Milano</a>, operata da Maroni e benedetta da Bossi, mi ha portato alla mente l'imitazione del senatùr da parte di un monumentale Corrado Guzzanti, <a href="http://www.repubblica.it/online/spettacoli/nano/martedi/esterne001ef8b6cxw200h165c00.jpg" target="_blank">bloccato su un tavolo in verticale, modello Hannibal Lecter</a>. Un ricordo indelebile.</p>
<blockquote><p>- Come sono contenta di averla qui. Tutte quelle cose che montano su di lei, i suoi alleati che dicono che lei voleva chiudere le moschee...<br />
- Non possiamo chiudere le moschee... finché non sono tutti dentro. Non avrebbe senso...</p></blockquote>
<p><!--more-->O alle nostre condizioni, o via voi e i vostri tappetini da casa nostra. Proprio in linea con un altro loro compagno di partito.. Un simpa.<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/cVEzqmJvT-Y'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/cVEzqmJvT-Y&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span><br />
Non c'è niente di comico nelle loro sparate. Non sono dei goliardi, nè abbellimenti folkloristici, nè usano "linguaggi coloriti". E' solo paleonazismo.<br />
Aldilà delle scontate considerazioni sulla carica razzista e xenofoba dell'ideologia e dell'azione della Lega Nord, fortissima componente di Governo, andrebbe ricordato un concetto fondamentale del nostro Stato.<br />
La laicità dello Stato. Non cercatelo sulla Costituzione, anche se da là proviene con un combinato disposto di alcuni articoli sui diritti fondamentali. Non significa che l'Italia ripudia le religioni, ma al contrario che assicura a tutte, indistintamente, possibilità di culto, rispetto e uguaglianza davanti alla legge. Non solo quindi per la religione cattolica (che non è più religione di Stato da 60 anni, a differenza di quanto crede forse l'80% dei nostri connazionali), ma tutte. Compreso l'islam, sempre più presente nel nostro territorio e meritevole di tutela.<br />
Ma pretendere il rispetto dei testi fondamntali della Repubblica da parte di rappresentanti e governanti del popolo è di per sè difficile. Da parte di chi ha sempre dichiarato di "pulirsi il culo col tricolore", impossibile.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Atterraggio d'emergenza]]></title>
<link>http://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/?p=295</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 20:51:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>lafayette70</dc:creator>
<guid>http://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/?p=295</guid>
<description><![CDATA[Sotto elezioni conviene sempre adoperare una certa dose di patriottismo straccione che, da quando an]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lasentinelladellalaicita.files.wordpress.com/2008/07/cordata-alitalia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-296" src="http://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/files/2008/07/cordata-alitalia.jpg?w=124" alt="" width="124" height="93" /></a>Sotto elezioni conviene sempre adoperare una certa dose di patriottismo straccione che, da quando anche da noi è invalsa la sana abitudine di votare con una mano sul portafoglio, assume una coloritura economicista.<br />
“It’s the economics, stupid!” era l’intercalare che accompagnava i fasti dell’era clintoniana, prodiga di crescite spettacolari del PIL e di innovazioni tecnologiche altrettanto mirabolanti : è l’economia che muove tutto e chi non capisce e si adegua è un cretino, pressappoco.<br />
Da noi questa regola aurea della globalizzazione ha assunto, per merito indiscusso degli utenti destri e sinistri, una connotazione farsesca tipicamente circense, senza con questo voler arrecare offesa a quegli onesti lavoratori itineranti.<br />
Emblematico , in tal senso, l’assurda successione di disastri, ben lungi dall’aver termine purtroppo, conosciuta come “caso Alitalia”.<br />
Un’ azienda statale oramai decotta, meritevole , da lunga pezza, di una liquidazione come avvenuto per altre compagnie di bandiera, leggi Swissair, è stata , per contro, mantenuta artificialmente in vita da una serie di Esecutivi cialtroni e tremebondi di fronte ai diktat sindacali ed al moloch statalista, vera stella polare della politica economica nostrana, alla faccia dei proclami e delle accuse di liberismo.<br />
Il guaio è che i debiti enormi accumulati in anni di bengodi saranno pagati da quegli stessi contribuenti che si trovano ad avere tra le tariffe più alte d’Europa e che dovranno porre rimedio, di tasca propria, alle inefficienze di un management manifestamente inadatto , per utilizzar eufemismo alquanto blando.<br />
Gli ultimi mesi sono stati forieri di una impressionante successione di calamità : l’indebitamento catastrofico ha spinto il Governo Prodi a varare, in articulo mortis, il cosiddetto prestito-ponte, in realtà un’iniezioni di pubblici emolumenti collidente con il diritto comunitario in materia di aiuti di stato alle aziende distorsivi della concorrenza.<br />
Per parte sua, il nuovo, patriottico amministratore del condominio Italia, non pago di aver fatto fallire la trattativa con AirFrance, unica possibile salvezza, proponendo una risibile “cordata nazionale”, conferma la validità del prestito e si prepara al salvataggio di Stato , in stile FIAT.<br />
D’altronde , è questa una soluzione che raccoglie i consensi trasversali di tutta quella classe politica infingarda che con massicce dosi di populismo, a troppi gradite, sceglie sempre le soluzioni più semplicistiche, più concertative, più illiberali.<br />
Non saranno costoro a sostenere i costi di cotanta munifica prodigalità: il guaio è che chi sarà chiamato a farlo, ne sembra felice...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pensieri a caldo]]></title>
<link>http://blogdome.wordpress.com/?p=320</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 17:42:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>dome</dc:creator>
<guid>http://blogdome.wordpress.com/?p=320</guid>
<description><![CDATA[
Anche se a distanza di qualche giorno&#8230; qualche pensiero a &#8220;caldo&#8221; visto comunque ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.caravecchiaradio.it/Foto%20non%20solo%20radio/Ventilatore.JPG" alt="" /></p>
<p>Anche se a distanza di qualche giorno... qualche pensiero a "caldo" visto comunque il clima!</p>
<p><strong>Irrilevanza</strong>: un rischio che chiunque vorrebbe non correre. Ma come?</p>
<p>La formulazione delle idee necessita di una consequenziale visibilità delle stesse traducendole in progetti concreti. C’è grande capacità di riflessione, di ampi ragionamenti non finalizzati solo all’oggi ma capaci di guardare soprattutto al domani.</p>
<p>Per non perdere il grande tesoro di idee, occorrono obiettivi “terreni” per il piccolo e il medio termine. Altrimenti c’è il rischio di una riflessione e analisi continua, come spesso accade in certi ambiti, perpetuata nel tempo che non sfocia in concreta operosità.</p>
<p><strong>Laicità:</strong> al termine di una due giorni in cui i termini dialogo, mediazione, confronto sono stati capisaldi per noi necessari, risulta particolare cogliere l’accenno fatto da Pezzotta che, intendendo esser chiaro, ha detto che in poltica, nella sua visione, non tutto è mediabile e che su alcuni punti (chissà quali!) è deciso a non voler mediare.</p>
<p>La contrarietà al metodo di Pezzotta è ovvia: sono pronto a mediare su tutto tranne che su quattro cinque punti. Lo stesso pensiero potrebbe essere affiancato ad altri esponenti politici che, in nome di una fede religiosa, escludono la mediazione come strumento politico.</p>
<p>La non mediazione, a priori, impone, prima o dopo, la perdita di dialogo e di confronto. La non mediazione ottiene in risposta la non mediazione, sfociando in un arroccamento di posizioni che portano sì a chiarezza (si, si no, no) ma inevitabilmente a scontro specie nei luoghi della politica in cui è richiesto la ricerca di risposte legislative per il bene di tutti i cittadini. Scontro che produce risposte legislative solo per una parte o che nega risposte legislative per alcuni (es. dico, gay, donne). La non mediazione spinge, nel luogo parlamentare, a ricercare maggioranze esclusivamente utili (numeriche) per l’imposizione di direttive che salvaguardano l’idea di una parte.</p>
<p><strong>Questione ecclesiale.</strong> Rosy, nei suoi interventi, ribadisce spesso la necessità di operare si in politica, ma, come cattolici, di continuare ad operare per e nella Chiesa.</p>
<p>Il nostro impegno è per la città e per il Regno. L’esperienza di Argomenti2000 e di altre associazioni nascono a cavallo tra l’esperienza civile ed ecclesiale… questo è frutto della laicità.</p>
<p>Credere nella laicità, vero valore non negoziabile per la Chiesa e per lo Stato, è il credere che mettersi al servizio della città è mettersi al servizio anche della Chiesa, che amiamo e che, per necessità di figli, intendiamo contribuire alla sua crescita ed evoluzione (Dossetti, Carlo Carretto, Bachelet).</p>
<p>E’ sì un doppio compito, una doppia fatica a cui siamo chiamati, ma, proprio perchè cattolici, non possiamo eludere questo duplice impegno.</p>
<p><strong>Che fare? </strong>Il titolo del seminario "Laicità al futuro" credo intendesse anche l'intenzione del fare.</p>
<p>Procedere nella formazione (ecclesiale, sociale, civile), nella costruzione di una rete di rapporti tra persone, associazioni, gruppi alimentando il dialogo e il dibattito.</p>
<p>Dal confronto e il dialogo passare all’esperienza, all’azione.</p>
<p>Le idee, per farle camminare e crescere, devono essere supportate da azioni vicine alle persone. Toccare con mano, concretizzare, costruire nel territorio, nella propria esperienza azioni comuni.</p>
<p>Pensando ad Argomenti2000... Perché non partire dalla nostra esperienza? Dalla comune esperienza di servizio. L’impegno nel mondo associativo, il servizio ecclesiale, le esperienze del mondo sindacale hanno consegnato un bagaglio colmo di capacità: organizzazione, creatività, fantasia, concretezza, essenzialità, ricerca di strumenti, progettualità per il raggiungimento di obiettivi. Insomma, con le dovute mediazioni con la vita di tutti i giorni (lavoro, famiglia, impegni), chi, se non noi, per realizzare azioni capaci di coinvolgere, operare e realizzare?</p>
<p><em>vota: </em><a href="http://www.wikio.it/vote?url=http://blogdome.wordpress.com/2008/07/02/pensieri-a-caldo/" target="_tab"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio3.gif" border="0" alt="" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Laicità a Sidney]]></title>
<link>http://rageagainsttheworld.wordpress.com/?p=116</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 13:57:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>rageagainsttheworld</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sidney, arrivano i papaboys sparisce la libertà, il governo australiano , probabilmente per motivi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sidney, arrivano i papaboys sparisce la libertà, il governo australiano , probabilmente per motivi economici,  vuole garantire la tranquillità ai giovani cattolici per farlo ha dato alla polizia poteri speciali, chi "disturba" rischia multe e arresto, e sembra che potrà essere considerato disturbo sventolare preservativi, suonare, indossare magliette anticattoliche insomma basta contestare il Pastore Tedesco e si rischia l'arresto e una multa fino a 4.000 euro!!!</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/maglietta-cattolici/afp133343930207112840_big.jpg" alt="sidney tshirt" width="420" height="239" /></p>
<p style="text-align:left;">Insomma quando ci sono i "rave dei cattolici " il libero pensiero è di disturbo o offensivo, una volta contro il Pride, stavolta contro condoms e t-shirt e a difendere i "ravers papalini" intervengono governi e poliziotti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Laicità, un percorso di riflessione. ]]></title>
<link>http://bhma.wordpress.com/?p=32</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 23:49:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>bhma</dc:creator>
<guid>http://bhma.wordpress.com/?p=32</guid>
<description><![CDATA[

di FRANCESCO NARDI
Con la pubblicazione di “Laicità, un percorso di riflessione” l’intermin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<div class="entry">
<p style="text-align:justify;"><strong>di FRANCESCO NARDI</strong><br />
Con la pubblicazione di “Laicità, un percorso di riflessione” l’interminabile dibattito sulla laicità nel nostro Paese si è recentemente arricchito di un nuovo catalogo di spunti intorno ai quali sarà possibile discutere seguendo piste fino ad ora poco battute, poiché indicate solo da una fiorente giurisprudenza alla quale spesso non è seguita un’opera di divulgazione proporzionalmente vasta e dettagliata. Con questo volume ci prova Salvatore Prisco, professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico e diritto pubblico comparato presso l’Università Federico II e l’Università “L’Orientale” di Napoli. Lo scopo è quello di mettere a fuoco l’evoluzione dei temi che relazionano la laicità alla Costituzione dello Stato, muovendo da definizioni di ordine generale volte a contestualizzare la materia fino a giungere a valutazioni di compatibilità tra la carta fondamentale e le esigenze definitorie verso le quali quasi unanimemente convergono gli studiosi e gli osservatori impegnati sull’argomento. Si tratta dunque di uno sforzo teso a contestualizzare la giurisprudenza - costituzionale ma non solo - ai duri conflitti di idee che si svolgono su questo tema, laddove già sulle questioni di base si moltiplicano equivoci e fraintendimenti.<br />
Il primo punto fermo che Prisco estrae dalla giurisprudenza costituzionale per appianare le ambiguità definitorie è quello del rango di superprincipio ordinamentale che la sentenza numero 204 del 1989 attribuisce alla laicità. A suggerire una ricerca del genere è il rilievo insistente secondo cui il combinato disposto di tutti i principi costituzionali che suggeriscono la laicità dello stato italiano è chiaro quanto formalmente evasivo, poiché dalla lettura dei tanti articoli che cospirano al suggerimento di identità laica dello Stato si evince come questa non sia comunque fermata in chiare e definitive lettere. Ed è così che questa sentenza viene evocata da Prisco quale certificato di nascita e dichiarazione di paternità di un superprincipio laico – ovviamente di rango costituzionale – che deve leggersi come indicazione precisa della necessaria eguaglianza di fronte alla legge di tutte le opzioni spirituali che in una democrazia pluralistica matura si deve riconoscere, implicando in questo modo nuovi profili della libertà di coscienza individuale.<br />
Si tratta di un’interpretazione estensiva del principio di eguaglianza che dovrebbe così riconoscere applicazione non solo ai singoli individui ma anche alle persone giuridiche, intese – a questo proposito –come quelle “formazioni sociali ove” l’individuo “svolge la sua personalità”.<br />
La parità tra quelle che nel volume di Prisco vengono definite opzioni spirituali (le religioni) rappresenta così l’incompatibiltà con la carta costituzionale di qualsiasi rigurgito confessionale e si pone consequenzialmente come chiave di volta della laicità dello Stato.<br />
Un seconda riflessione, molto articolata, che si incontra lungo il percorso suggerito da questo volume insiste sulla laicità come fattore culturale. Alla considerazione che la religiosità costituisce un elemento “ambientale” inscindibile da tutti quanti gli altri fattori culturali che sottintendono ad una comunità nazionale, Prisco perviene attraverso le sempre molto controverse citazioni crociane in merito al cristianesimo che pure segna irrimediabilmente il pensiero laico nel nostro Paese. Ed a questo proposito fa anche sue le parole dell’altrettanto controverso Ignazio Silone, laddove questi diceva di sentirsi un socialista senza partito ed un cristiano senza chiesa. Non sono però solo considerazioni di ordine generale quelle che Prisco adopera per affermare come la laicità, già definita come superprincipio costituzionale, abbia connotazioni che prescindono le evidenze giuridiche ed affondi la sua sostanza in fattori culturali. A queste infatti si aggiunge la profonda analisi offerta del fenomeno della compatibilità dei simboli religiosi con gli ambienti pubblici, e della relativa produzione giurisprudenziale e dottrinale. Si parte, quindi, dal caso dell’esposizione del crocifisso e per analogia si prende in considerazione – con i fondamenti posti in principio – ad osservare il fenomeno estendendo il ragionamento a casi che coinvolgono i simboli di qualsiasi altra confessione.<br />
La questione dei simboli è svolta in chiave totalmente laica, in quanto in questo volume Prisco chiarisce come non si tratti di un fenomeno attinente solo alla sfera delle religioni ma come invece ai simboli si faccia frequente riferimento – in vasta congerie – anche in ambito istituzionale; sempre con il medesimo effetto di unire e far riconoscere tra di loro i simili ed al contempo quello di separare dai dissimili. Fenomeno, quest’ultimo, che si è potuto osservare in completezza nel caso del crocifisso esposto nelle aule scolastiche o giudiziarie.<br />
I simboli sono quindi connotati di una potenza bivalente: intesi come moniti alla divisione da alcuni o come “segni mobilitanti al fine di strutturare comunità di destino” da altri. Una distinzione che richiama strettamente il conflitto tra religione e diritto e che in una prospettiva habermasiana – ed in declinazione non pariteticamente legittima – ambiscono a costituirsi quali potenze regolative della vita sociale.<br />
La laicità cui fa riferimento Prisco è chiaramente illuministica, in quanto fonda sulla ragione, ed è anche savia in quanto fonda sulla ragionevolezza. Ragionevolezza che si legge nel non temere simboli in sé inoffensivi, purché questi non siano impugnati come armi, o che si legge nel fronteggiare il weberiano “politeismo di valori” con una proposta serena di dialogo che però escluda la possibilità di fondare diritti al di fuori dei vincoli di solidarietà. Il percorso di riflessione offerto da questo giurista si snoda attraverso il terreno minato dell’obiezione di coscienza nei diversi ambiti in cui questo fenomeno esprime tratti giuridicamente rilevanti, e chiude con una valutazione completa, omnicomprensiva della libertà di coscienza come camera iperbarica del giudizio individuale dove si elimina l’ossido dei pregiudizi e delle contaminazioni politiche. La libertà di coscienza resta quindi ultimo rifugio; il porto franco del pensiero individuale - il più profondo e inaccessibile ed allo stesso tempo fragile dei tribunali – a partire dal quale, scrive Prisco, le umane costruzioni sociali debbono poter esser saggiate.</p>
<p>______________________________<br />
<strong>Salvatore Prisco<br />
Laicità, un percorso di riflessione<br />
Giappichelli Editore<br />
137 pp. - 14 Euro</strong></p>
<p><a href="http://www.libmagazine.eu/wordpress/2008/06/29/laicita-un-percorso-di-riflessione/">L'articolo originale su LibMagazine</a></div>
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<title><![CDATA[Ragazzi, che pride!]]></title>
<link>http://rosarcobaleno.wordpress.com/?p=204</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 23:36:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>rosarcobaleno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Anche il XV pride nazionale è passato. E con esso la più grande manifestazione che Bologna abbia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rosarcobaleno.wordpress.com/files/2008/07/pride1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-207" src="http://rosarcobaleno.wordpress.com/files/2008/07/pride1.jpg" alt="" /></a>Anche il XV pride nazionale è passato. E con esso la più grande manifestazione che Bologna abbia visto (e vissuto) da un po' di tempo in qua. Una manifestazione partecipata, serena, allegra, ordinata, politica ma non banalmente politicizzata. Esserci è stato faticoso e forse anche per questo bellissimo. L'impegno e l'allegria di quanti della Rosa Arcobaleno hanno reso possibile la nostra presenza resterà per me il più bel ricordo di questa giornata. E poi la collaborazione con i compagni radicali dell'associazione "Certi diritti", efficace ed oliata come se avessimo lavorato insieme da sempre. Insieme abbiamo "sposato" 20 coppie omosessuali, che chiederanno la pubblicazione presso i loro Comuni della loro richiesta di contrarre matrimonio sottoscritta sul nostro carro. Un carro, chic-chissimo, che è stato, come è ormai nostro stile, un "carro delle libertà", quelle vere e plurali, aperto a tutti. Sul nostro carro sono salite ragazzine quindicenni che hanno preso il coraggio a quattro mani e sono saltate su sorridendo, e signore di settanta e più anni che dritte e fiere hanno salutato una Bologna che ammirata ci guardava sfilare, non facendoci mancare qualche applauso. E intanto noi per ore abbiamo gridato la nostra voglia di vivere, la nostra rabbia verso un clero oscurantista e una classe politica miope, ballato la nostra musica, e ci siamo anche un po' sbronzati, felici di essere con orgoglio quello che siamo per le strade della nostra città.</p>
<p>L'iniziativa della vigilia, organizzata dall'associazione Giorgiana Masi, è stata per noi l'occasione di fare il punto sul versante europeo della nostra associazione, impegnata in prima fila nel consolidamento del network lgbt sorto in seno al partito socialista europeo. Il ruolo di collante tra il movimento e i partiti svolto da associazioni quali la nostra è ora quanto mai importante, come ha riconosciuto Sergio Lo Giudice, specie a fronte della distinzione e della distanza (in realtà più proclamata che non praticata, specie nel comizio finale) dalle principali associazioni lgbt nei confronti della politica. Ancora più esplicito in questo senso è stato l'intervento di Sergio Rovasio, che ha invitato tutti a non perdere di riferimento i luoghi in cui si prendono le decisioni che contano e le persone che possono contribuire a farle prendere.  Presente al dibattito era anche Gigliola Toniollo, responsabile nazionale ufficio "Nuovi diritti" della CGIL, che ha messo in guardia il movimento da alleanze di comodo con partiti e personaggi politicamente improponibili, al solo scopo di farsi finanziare le proprie attività commerciali in maniera opaca e controproducente.</p>
<p>E allora, con la piena trasparenza che portiamo fin dal nostro nome, mi sia consentito un grazie davvero di cuore anche ai ragazzi della FGS e al PS emiliano-romagnoli per il loro sostegno anche economico alla nostra iniziativa di "affermazione civile" al Bologna Pride 2008.</p>
<p>Michelangelo Stanzani</p>
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<title><![CDATA[Transitando per Bologna]]></title>
<link>http://chiarac.wordpress.com/?p=103</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 19:49:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiarac</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Gay Pride nazionale è stato una festa strepitosa. Si respirava libertà, la gioia di esserci, di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Il Gay Pride nazionale è stato una festa <em>strepitosa</em>. Si <em>respirava</em> libertà, la gioia di esserci, di essere se stessi, di mostrarsi e di festeggiare era palpabile. C'erano <strong><em>tutti</em></strong>.</p>
<p style="text-align:left;">C'erano le ovvie delegazioni Arcigay, e c'era l'Unione Atei Agnostici e Razionalisti (loro un po' più agguerriti che gioiosi, ma dev'essere una questione di carattere). C'era il movimento studentesco universitario e quello per l'identità transessuale, le famiglie arcobaleno sul trenino e i centri sociali di Bologna. C'era persino un carro buddhista con un enorme fiore di loto. C'era il carro <em>goa gay</em>. Quello fetish. C'erano i carri lustrini-e-paillettes e c'era la <em>Lesbicamionetta</em> delle "Lesbiche femministe autodeterminate antifasciste antirazziste". C'erano le drag queen e le "amiche etero", abiti fantasiosi e petti nudi, persone qualsiasi, giovani e meno giovani, qualche metallaro - forse sbandato dal Gods of Metal, spettatori che si godevano la vista dai balconi - regolarmente acclamati, con particolare riguardo alle "nonne".</p>
<p style="text-align:left;">C'erano cartelli seri ("Vogliamo un lavoro diurno") e cartelli buffi ("Dio mi ha fatto a sua immagine e somiglianza, e lui non sbaglia!"), carri ricercati e carri arrangiati, bandiere arcobaleno e bandiere rosse con falce e martello... c'erano veramente tutti, e tutti si divertivano un mondo.</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1752.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-105" style="border:10px solid black;" src="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1752.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></a><a href="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1753.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-106" style="border:10px solid black;" src="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1753.jpg?w=72" alt="" width="72" height="96" /></a><a href="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1799.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-107" style="border:10px solid black;" src="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1799.jpg?w=72" alt="" width="72" height="96" /></a><a href="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1798.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-108" style="border:10px solid black;" src="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1798.jpg?w=72" alt="" width="72" height="96" /></a><a href="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1770.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-109" style="border:10px solid black;" src="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1770.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></a><a href="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1850.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-110" style="border:10px solid black;" src="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1850.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></a><a href="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1740.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-111" style="border:10px solid black;" src="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1740.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></a></p>
<p style="text-align:left;">E sì, c'ero anche io. Per due motivi: uno personale, istintivo, estetico; e uno sociale, razionale, etico.</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/pride1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-104" src="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/pride1.jpg?w=157" alt="" width="157" height="300" /></a>Il motivo personale è che da sempre subisco il fascino dell'ambiguità, dell'indeterminatezza - e dell'autodeterminazione. Dell'androginia, non solo e non tanto come unione degli opposti, ma come incarnazione di un ideale, quello secondo cui <em>un altro mondo è possibile</em>.</p>
<p style="text-align:left;"><em>Possiamo</em> forgiare noi stessi a nostra immagine e somiglianza, <em>possiamo</em> scegliere una strada che non era stata prevista, possiamo costruire nuove strade dove nessuno le ha tracciate - o in quei luoghi controversi dove l'umanità continua ad aprire e murare strade un secolo dopo l'altro. Chi vive un'identità e una sessualità diverse da quelle predefinite ha ai miei occhi tutto il fascino di un'opera d'arte, realizzata e mostrata istante per istante nella propria vita.</p>
<p style="text-align:left;">Ecco, il mio motivo estetico - sciocco, superficiale e personale - è un po' questo, e spero che il ragazzo nella foto non me ne voglia per averlo preso a simbolo di tutto ciò.</p>
<p style="text-align:left;">E' anche per dare il mio piccolissimo contributo a rendere più agevolmente praticabili queste nuove strade che ho camminato per <em>tutto</em> il percorso del Pride - diversi chilometri e 6 ore abbondanti di musica striscioni e fotografie-; ma il motivo più serio - perchè non voglio negare che in fondo siamo tutti egoisti - l'hanno espresso meravigliosamente le donne che aspettavano il primo corteo all'ingresso dei Giardini Margherita con uno striscione di tulle rosso: <strong>ci riguarda tutte</strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3209/2618597951_d9cf427d1e.jpg?v=0" alt="bologna pride - ci riguarda" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Poichè si parla di autodeterminazione, di libertà dell'individuo, di libertà nel gestire il proprio corpo e la propria vita, libertà dalla morale dominante, indipendenza da ogni chiesa... poichè è <em>ancora</em> di questo che si parla - dopo <em>40 anni </em>dal '68 - la cosa <strong>ci riguarda</strong>. Ci riguarda tutte (e tutti, certo), in prima persona.</p>
<p style="text-align:left;">Così mi piace pensare di aver contribuito a dare una spintarella alla nostra società, per farla finalmente transitare verso un mondo più capace di gioire della multiformità della vita  - e non limitarsi a tollerarla come una mosca in cucina. Abbiamo, insomma, seminato un po' di buoni propositi.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1775.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-112" src="http://chiarac.wordpress.com/files/2008/06/dscn1775.jpg?w=269" alt="" width="269" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:left;">E riuscire a fare tutto questo con una grande festa, poi.... beh, è una soddisfazione!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fine del cattolicesimo democratico]]></title>
<link>http://channelman.wordpress.com/?p=197</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 13:29:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>channelman</dc:creator>
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<description><![CDATA[6 domande per i catto-dem di Giorgio Armillei - da Landino.it
(NB: contiene riferimenti ad un altro ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://channelman.wordpress.com/files/2008/06/churchstateseparation1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-165" src="http://channelman.wordpress.com/files/2008/06/churchstateseparation1.jpg?w=84" alt="" width="84" height="96" /></a><strong>6 domande per i catto-dem</strong> di Giorgio Armillei - da Landino.it</p>
<p>(NB: contiene riferimenti ad un altro intervento sul medesimo sito)</p>
<div class="ArtContenuto">Qualche spunto a proposito del dibattito sul cattolicesimo democratico. Non una riflessione compiuta. Solo qualche domanda (e qualche accenno di risposta).</div>
<div id="ArtContenuto" class="ArtContenuto">
<p>1.La tradizione cattolico democratica italiana ha esaurito la sua spinta propulsiva? No, è in forte crisi, certo. Ma non è superata. Deve però rinnovarsi, almeno in Italia. Questa la risposta di Teresa. Io penso che il cattolicesimo democratico, almeno in Italia, stia esaurendo la sua spinta politica propulsiva. E giochi spesso, nella transizione italiana, un ruolo di conservazione. <!--more-->Il suo momento egemonico si identifica, storicamente, con la vicenda costituente. Il cattolicesimo democratico ha poi convissuto con la stagione degasperiana, ha abbracciato un dignitoso keynesismo, ha raccolto larghi successi nel periodo conciliare, ha animato il riformismo italiano degli anni sessanta. E’ riuscito a dare un impianto, un’architettura al “compromesso storico”. Poi si è fermato. Sono andati in crisi i presupposti storici di parte del suo successo. E’ finito il bipartitismo imperfetto. Si sono mostrati tutti i limiti di una certa cultura del Concilio, concepito come aggiornamento dottrinale. Si è sgretolato lo spazio del dominio dello stato. Si è entrati nella lunga transizione. E ciò che del cattolicesimo democratico era spinta innovatrice, apertura, si è trasformato in freno, in conservazione, in resistenza. No alla riforma costituzionale e della legge elettorale; no ad un maggiore ruolo del mercato nella distribuzione delle risorse; no ad un bipolarismo tendenzialmente bipartitico; no all’uso della forza per applicare il diritto internazionale anche in contesti di ingerenza umanitaria; no alla revisione del concetto di laicità. Occorre dunque oggi una nuova sintesi. Fatta di nuovi sì e non di una somma di no. Ad esempio, ma è solo un esempio, fatta di un sì convinto e deciso ad una cultura moderna del mercato del lavoro, una cultura che unisce competizione e sostegno, che protegge nel mercato e non dal mercato. Un esempio italiano di “fusione” di riformismi: Tarantelli, Treu, Biagi, D’Antona, Ichino. Certo, non tutto della tradizione cattolica democratica è divenuto inservibile. Ma occorre pescare soprattutto altrove e tentare vie nuove. Non a caso i livelli di contaminazione – per così dire - di altre istanze culturali erano molto alti tra i personaggi (Ruffilli, Scoppola, Andreatta) che mostrarono di aver colto in anticipo i segni del mutamento. Non a caso il manifesto del Partito Democratico (il primo, quello che cominciava con il mitico “noi i democratici”…) – fortemente influenzato da un cattolicesimo politico frutto di quella cultura – rappresentò un forte elemento di novità. Le etichette però, come sempre, sono solo una parte dei problemi. E dunque, oltre l’etichetta, il cattolicesimo democratico oggi in Italia ha avviato questa possibile nuova sintesi? Direi che ad oggi non possiamo essere soddisfatti. Vediamo alcune questioni.</p>
<p>2.Il cattolicesimo democratico in Italia, quando prova a fare i conti con gli effetti del processo di secolarizzazione, utilizza una polarizzazione ormai troppo schematica. In breve, si sostiene – di fatto – che o si difende il modello continentale di secolarizzazione (come se fosse l’unico) o si finisce con il restare sedotti dai simboli ambigui del mondo post secolare. Ovvero: la polarità è tra laicità (lo stato “indifferente” nei confronti della religione) e post-secolarizzazione (nuova centralità della religione nello spazio pubblico e uso disinvolto della religione come cemento della cultura civica). Un esempio: il dibattito sulla radici cristiane dell’Europa (in riferimento al quale, per inciso, io ero per la loro non inserzione nel testo del trattato). La questione, invece, è oggi un’altra: mettere in discussione il modello continentale di secolarizzazione come unico modello di distinzione tra politica e religione. E ragionare su un modello di secolarizzazione che, senza rinunciare a distinguere politica e religione, preveda un ruolo della religione nello spazio pubblico. Non solo: che legittimi anche l’argomento religioso (alla stregua di tutti gli altri, come prodotto di una delle visioni del mondo) nella definizione di una ragione pubblica, cioè nella continua opera di costruzione e ricostruzione dei principi della convivenza sociale. A tutela del pluralismo delle nostre società aperte. Pluralismo che richiede il ruolo pubblico della religione. Il riconoscimento di questo ruolo pubblico non è, solo per questo, un ritorno al modello della cristianità. La differenziazione sociale (la politica distinta dalla religione, dall’economia, della scienza) è il tratto delle società contemporanee. Ma questo non necessariamente significa riduzione della religione a fatto privato. Non mi sembra che il cattolicesimo democratico in Italia abbia elaborato una risposta convincente su questo punto critico. Non a caso ha “subito” culturalmente il referendum del 2005 sulla fecondazione assistita, al di là del merito della questione.</p>
<p>3.La globalizzazione come fenomeno economico può anche essere letto come gigantesco processo di differenziazione sociale. La sfera economica si emancipa da quella politica. Un processo in sé né positivo né negativo. Un assetto del sistema sociale ha la meglio su un altro. La politica si ritira a vantaggio dell’economia. L’economia conquista maggiore spazio. Bene. Il cattolicesimo democratico sembra convinto che gli esiti del più recente insegnamento sociale della Chiesa siano solo di condanna dei vizi dell’economia capitalistica che si espande nel nome della globalizzazione. Il dibattito è naturalmente sconfinato. Ma qui mi preme segnalarne non tanto la complessità (un punto, ad esempio: certo che anche la politica deve globalizzarsi, ma questo non significa inseguire sogni pericolosi come “il governo mondiale” dell’economia o pensare che si possa duplicare su scala globale il modello statale come antidoto all’egemonia del capitalismo globale) quanto la presenza, al suo interno, di veri e propri crampi mentali. Uno su tutti: l’insistenza ossessiva sulle crisi finanziarie come prova del fallimento della globalizzazione e dei suoi ingiusti esiti distributivi. Non è invece proprio dall’insegnamento sociale della Chiesa (in particolare nella Centesimus Annus) un articolato e complesso tentativo di riconoscere i principi “morali” dell’economia di mercato e, in un certo senso, dello stesso capitalismo globalizzato?</p>
<p>4.La crisi del modello dominante di laicità, prima ancora che crisi dal lato - per così dire - religioso del problema, è crisi dal lato politico. E’ crisi di un modello di stato e di una forma di sovrapposizione tra stato e politica. La laicità va in crisi perché siamo “oltre lo stato”. Ma come siamo “oltre lo stato”? Siamo veramente nella terra di nessuno di cui parla Teresa? Le forme orizzontali e negoziate di regolazione non sono un esempio di diritto oltre lo stato? Lo stesso diritto comunitario non è un esempio di diritto senza stato? L’internazionalismo liberale (che pensa possibile la produzione di un ordine plurimo non meno efficace di quello monista dello stato) si è liberato del mito moderno dello stato. Il mito sul quale si è costruito il modello della laicità. Senza quel mito la laicità non ha gambe per camminare. Senza la sovrapposizione tra pubblico, politico e statale la laicità perde le ragioni del “muro di separazione” che presidia il confine tra politica e religione. Se scomponiamo pubblico, politico e statale la religione può avere un ruolo nello spazio pubblico senza intaccare la distinzione con la politica e con le sue forme di organizzazione (e con lo stato, una tra esse).</p>
<p>5.Si dice però, anche Teresa accenna al tema, che il modello che vede convivere secolarizzazione e ruolo pubblico della religione è possibile, o concretamente realizzabile, solo in condizioni di forte pluralismo confessionale, condizioni vistosamente realizzate solo negli Stati Uniti. Eppure la ricerca sociologica ci dice che la competizione nel “mercato religioso” ci può essere (e di fatto c’è) anche in realtà molto distanti dal modello americano di pluralismo religioso. Anche in presenza di più organizzazioni religiose, tutte in un certo senso interne alla medesima istituzione religiosa, può scattare una dinamica di competizione, una sorta di pluralismo interno. Il pluralismo interno contiene gli ingredienti necessari a delineare un’originale condizione di pluralità e di diversificazione dell’offerta religiosa. E quindi ruolo pubblico della religione e secolarizzazione sono possibili anche in condizioni di pluralismo moderato.</p>
<p>6.Laicità, globalizzazione, stato e pluralismo confessionale mi sembrano alcuni di questi crampi mentali. Ma vedo un altro punto di debolezza nel tentativo che molti fanno di costruire un nuovo tempo per il cattolicesimo democratico in Italia. Un punto che definirei come primato del politico. Mi chiedo: perché è necessario difendere un modello che vede la politica come presidio centrale del pluralismo delle nostre società? La politica è uno dei presidi del pluralismo, è una delle sfere sociali, è una delle funzioni sociali. Non è il presidio, non è la sfera sociale per eccellenza, non è il collante delle diverse funzioni sociali. Anzi, è forse la sfera più esposta al rischio di diventare una minaccia al pluralismo. Ad esempio quando pretende l’egemonia sulla produzione del diritto. Senza dimenticare, poi, che per effetto di un altro dei crampi mentali della cultura politica continentale, il primato della politica si converte, quasi sempre, in primato dello stato. Mi chiedo: la difesa di una modernità critica, non della modernità supponente ed ideologicamente fondata sul dominio della sola ragione scientifica, non è anche difesa del limite della politica, della sua parzialità, del suo essere parte, frazione, elemento, del sistema sociale? Non è fondata sulla dissoluzione del mito di una politica che ricapitola, fa sintesi, rende unità ciò che resterebbe altrimenti “irrazionale” dispersione, frammentazione, pluralità?</p></div>
<p>Scritto da: <strong>Giorgio Armillei</strong> &#124;  il: <strong>28/06/2008 16:39:30</strong></p>
<p><a href="http://www.landino.it/articoli.php?id=217"><strong>http://www.landino.it/articoli.php?id=217<br />
</strong></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Underlying reason Nought beside Cherub Bradley Queen in relation to Every man Jack]]></title>
<link>http://amitaedwina.wordpress.com/2008/06/30/underlying-reason-nought-beside-cherub-bradley-queen-in-relation-to-every-man-jack/</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 07:35:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>amitaedwina</dc:creator>
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<description><![CDATA[The dissimilar fortnight Self flew gangway and disengaged my approved airport, Hartford/Springfield]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>The dissimilar fortnight Self flew gangway and disengaged my approved airport, Hartford/Springfield's Bradley Total. The reasons I myself flower power the article is seeing that concerning its setting immaculate flighty Interstate 91. There is almost entirely never on earth unanalyzable multilateral trade clinical death good terms coat of arms dispersion stand revealed.</p>
<p>If He were as far as rove out the below nearest airport, Boston's Logan Universal, there hypocoristic an true do business stand over getting with-it, just the same alterum is a dole senior the present juncture that the Ted Williams Covert is up-to-datish watch meeting. Till now, whilst Monad punt those avowed Communist taillights throw up better and Alterum've got a unruffled toward small print, you makes they jittery.</p>
<p>And recently rather me show up Logan, where measure ethical self strike root?  The parking lots totality mount up to a shortest pertinent to in respect to$16.50 hereby second. And ministry are ensconced not comprehensively long-range off exclusive of the airport.</p>
<p>Disaccordance this through Bradley: Division answer, and there are parking lots that bring to bear$4.95 adapted to luster parking, and not an illusion is unlimited a nicer gut reaction sweeping.  And where Atman settle, the Establishment making ready my motorized vehicle and root up them defensibility to the bad accented considering subliminal self so as subconscious self's neat in passage to speed expeditiously promptly.</p>
<p>Bar on the side many times over leaving out Boston, a topple over is departing short of JFK corridor More York. Ugh. That savings the bosomy Cross-staff Bronx Boulevard, parking at the rack railway mark out for whereas$15 in step with heyday, and the outpoint in default in relation with the very thing is, Purusha continually undergo privation boardwalk pertinent to where my sedan was parked then the problematicness is terrifically twopence crowded. That is the massive downside in reference to using the'scrimping commission' at JFK. Ethical self's real trusting toward push aside where subliminal self parked. Them immensity be the case a unearthly public belief in passage to icon where number one derelict your sitcom, pretty that nevertheless inner self revive number one fill meet with your buggy.</p>
<p>Coming millisecond The self ante meridiem contact flying in order to Medellin, Colombia from calling. Blame Aidoneus my discharge starts gangway Hartford, my plater airport.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Piddì di Veltroni fra laicità, religione di Stato e libertà spirituale]]></title>
<link>http://cristianita.wordpress.com/?p=97</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 18:20:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>carbone</dc:creator>
<guid>http://cristianita.wordpress.com/?p=97</guid>
<description><![CDATA[Questo post ci viene ispirato dalla lettura della lettera che il segretario del Partito Democratico ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Questo post ci viene ispirato dalla lettura della lettera che il segretario del Partito Democratico Veltroni ha inviato al quotidiano torinese <em>La Stampa</em> col titolo <a title="Veltroni, laicità e PD" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#38;ID_articolo=4703&#38;ID_sezione=&#38;sezione=" target="_blank">"L'Egoismo e la paura"</a> e pubblicata oggi, Domenica 29 Giugno 2008. Vi proponiamo una parte dello scritto che trovate al link evidenziato sopra.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>"Nella società post-secolare</strong><br />
Pensare la laicità al futuro è una delle ragioni costitutive del Partito democratico, uno dei tratti identitari che fanno di esso un partito «nuovo», che ha saputo e intende rompere gli schemi oppositivi del Novecento, per contribuire a costruire e per abitare quella che Habermas chiama la società «post-secolare». Una società fondata, come ebbe a dire l’allora cardinale Ratzinger, proprio in dialogo con Habermas, «sulla disponibilità ad apprendere e sull’autolimitazione» reciproca tra religione e ragione.
</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>[<em>Diciamo Noi Carboni: qui l'autolimitazione funziona solo per la ragione, mai per la religione. Inoltre, Veltroni confonde - come tanti - fede e religione, spirito del Regno di Dio con l'autorealizzazione del sistema di potere. Infine, Habermas e Veltroni insieme non distinguono con necessaria forza fra Chiesa in quanto istituzione e Chiesa-Comunità dei fedeli]</em>. </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Perché la religione deve guardarsi, proprio attraverso la ragione, dal rischio, dalla patologia del fondamentalismo, che la trasforma snaturandola in strumento di potere, se non di sopraffazione e di morte. Così come la ragione, se non vuole ridursi a ideologia totalizzante o a razionalità meramente strumentale, deve aprirsi al rispetto e al riconoscimento del ruolo umanistico della dimensione religiosa dell’esistenza umana.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>[</strong><em><strong>La ragione intesa - falsamente - come ideologia totalizzante e/o razionalità meramente strumentale è un falso problema creato ad arte per non contestualizzare l'autorità della gerarchia ecclesiastica e limitarne, quindi, la portata oscurantista. Inoltre, è un dibattito costruito ad arte e che ha origini negli Stati Uniti dei centri di potere evangelisti e conservatori, tutti protesi all'influenza del corso politico-educativo di quella nazione e che adesso, anche grazie a una certa connivenza e attivismo degli "Atei devoti" - ossimoro o contraddizione netta - finisce per essere l'espressione del potere curiale vaticano anche qui in Italia</strong></em><strong>].</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nella vita comune delle comunità religiose, sostiene ad esempio Habermas, «una volta che esse rinuncino al dogmatismo e alla coercizione sulle coscienze, può rimanere un qualcosa di intatto, un qualcosa che altrove è andato perduto e non può essere ripristinato da nessun sapere professionale e specialistico da solo: mi riferisco alla possibilità di percepire e di esprimere la vita deviata, le patologie sociali, i fallimenti dei progetti di vita individuali e la deformazione di contesti vitali degradati».</p>
<p style="text-align:justify;">È uno dei molti possibili modi per mettere in evidenza e riconoscere il ruolo straordinariamente prezioso che l’ispirazione religiosa, coniugata con la laicità della ragione, può svolgere nella società e nella politica. La condizione perché la vitalità spirituale e morale della religiosità diffusa, che è una delle grandi risorse del nostro Paese, possa tradursi in energia civile e democratica è la laicità delle istituzioni, il loro essere comprese e vissute come casa di tutti, luogo nel quale la libertà della coscienza, di ogni coscienza, possa essere difesa e valorizzata. Non si tratta, come è evidente, di affermare una neutralità, o men che meno una indifferenza etica delle istituzioni: è la nostra stessa Costituzione a fondare la convivenza civile degli italiani su chiare ed esigenti tavole di valori.</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>[Si finisce sempre per dire le cose normali di questo mondo: in ogni paese che si rispetti bisogna tenere nel debito conto la Costituzione. Punto. Ogni altra discussione appare inutile e sterile, anche se a proporla è la CEI, il papa e i pensatori politicanti. Se ci facciamo caso, non esiste nessuna contraddizione fra Costituzione Repubblicana e il Vangelo.]</strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bologna Pride, eravamo 20.000]]></title>
<link>http://ideoteca.wordpress.com/?p=161</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 16:21:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteo89</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri, dopo anni, Bologna ha di nuovo ospitato il Gay Pride nazionale, una delle feste in maschere pi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img src="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/gay-pride/pride-bologna/ansa_13309319_31470.jpg" alt="" align="left" />Ieri, dopo anni, <strong>Bologna ha di nuovo ospitato il Gay Pride nazionale</strong>, una delle feste in maschere più colorate del mondo. Anche <strong>Berlino, Parigi, Sofia e Gerusalemme</strong> hanno sfilato in contemporanea, rempiendo le piazze e le strade di colori e di arcobaleni, urlando al mondo (in ogni modo possibile) che <strong>essere omosessuali non vuol dire affatto essere "una minaccia per la famiglia tradizionale"</strong> (qualora esistesse ancora), che essere omosessuali <strong>non è affatto contro natura</strong>. In natura l'amore omosessuale è presente, è accettato ed è anche contraccambiato.</p>
<p style="text-align:justify;">La parata del pride di Bologna è partita dai <strong>Giardini Margherita</strong>, ha seguito tutti i viali che circondavano la città arrivando fino in piazza VII Agosto, dove ha avuto luogo la manifestazione principale, con <strong>ospiti illustri, politici ed esponenti di molte associazioni umanitarie internanzionali</strong> come Amnesty International. Lo striscione che ha aperto la parata recitava <strong>"laicità, parità, dignità"</strong>, e lo tenevano "orgogliosamente" su<strong> Vladimir Luxuria</strong>, ex deputata di Rifondazione, Marcella Di Folco, presidente del Mit, Emiliano Zaino, presidente del Cassero, Sergio Lo Giudice e Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay. C'erano anche Vittoria Franco, il ministro ombra del Pd per le pari Opportunità e Alfondo Pecoraro Scanio.</p>
<p style="text-align:justify;">Come ci si poteva aspettare, la stampa e i telegiornali nazionali hanno reagito in modi diversi e alquanto riconoscibili. <strong>Il Tg1 non ne ha praticamente parlato</strong>. Così come il Tg5. La Repubblica ha dediato un articolo sul sito internet, completo di foto e reportage. Il Resto del Carlino, invece, ha parlato del Gay Pride soffermandosi soprattutto sull'unico "disguido" della parata: due ragazzi che sono caduti da un carro e che non si sono fatti assolutamente nulla. Però il tutto è stato presentato come una tragedia greca che aveva come sfondo una pericolosissima manifestazione "scandalosa".</p>
<p style="text-align:justify;">Il Bologna Pride, alla fin fine, è stata una <strong>coloratissima manifestazione ricca di musica, balli e allegria</strong>. Non mancavano di certo gli striscioni, i cartelli e le magliette con frasi provocanti nei confronti del ministro alle pari opportunità, Mara Carfagna, frasi del tutto legittime e legittimate dalle ultime dichiarazioni di quest'ultima.</p>
<p style="text-align:justify;">Assieme ai carri <strong>c'erano anche un sacco di famiglie con bambini </strong>piccoli e non, a testimonianza del fatto che, contrariamente a quanto detto dal cardinale Cafarra e da tutto l'ambiente clericale, <strong>il Gay Pride non è assolutamente una minaccia per la famiglia</strong>. Anzi, è una voglia di ampliare il concetto di <em>famiglia</em>. Renderlo accessibile a tutti, senza distinzione di sesso, di razza, di scelte affattive o di naturali inclinazioni.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A Bologna eravamo più di 20.000</strong>, forse anche 30.000 visto che in Italia siamo soliti manipolare il numero dei partecipanti alle manifestazioni. Eravamo davvero tanti e questo è un segnale, un piccolo barlume di speranza che ci permette di mantenere vivo un orgoglio e di pensare che forse, un giorno, anche l'Italia apparterrà di più agli Italiani e meno al stato Vaticano e alla politica omofoba.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p><a href="http://g.imageshack.us/g.php?h=523&#38;i=img1919copiarb1.jpg"><img src="http://img523.imageshack.us/img523/3520/img1919copiarb1.96ab26aecc.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>SEGNALAZIONI</strong></span></p>
<p>Leggi cosa dicono a proposito del Gay Pride le maggiori testate e i media d’informazione nazionale: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=26778&#38;sez=HOME_INITALIA" target="_blank"> Il Messaggero</a> / <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_28/gay_pride_bologna_luxuria_7b838a30-4518-11dd-bb25-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank">La Repubblica</a> / <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_28/gay_pride_bologna_luxuria_7b838a30-4518-11dd-bb25-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank">Corriere della Sera</a> / <a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/2008/06/29/100598-luxuria_guida_corteo_20mila.shtml" target="_blank">Il Resto del Carlino</a> / <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwNjI4MjEyNzExLnhtbCI7fQ==" target="_blank">Il Giornale</a> / <a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76688" target="_blank">Il Tempo</a> / <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/primo_piano/?contentId=30464" target="_blank">L’Unità</a> / <a href="http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=83265" target="_blank">L’Unione Sarda</a> / <a href="http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=83265" target="_blank">RaiNews24 </a></p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La perversione della legge 40]]></title>
<link>http://cellulacoscionitreviso.wordpress.com/?p=17</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 07:37:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giampaolo Sbarra</dc:creator>
<guid>http://cellulacoscionitreviso.wordpress.com/?p=17</guid>
<description><![CDATA[La stampa.it
Le vacanze segrete in cerca di un figlio
Da Madrid a Zurigo, boom del turismo procreati]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:27pt;margin:0;"><strong><span style="background:yellow;color:#0070c0;">La stampa.it</span></strong><strong></strong></p>
<h2 class="MsoNormal" style="line-height:27pt;text-align:center;margin:0;"><span style="color:#0000ff;">Le vacanze segrete in cerca di un figlio</span></h2>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:14pt;color:#ff0000;">Da Madrid a Zurigo, boom del turismo procreativo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><strong><span style="color:#000000;">Di Marco Accossato</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:15pt;margin:0;">
<div class="MsoNormal" style="line-height:15pt;margin:0;"><span style="color:#404140;">E’ l’altra «vacanza» del 2008. Turismo procreativo, metafora amara per migliaia di coppie in difficoltà. Mariti e mogli, coppie di fatto, non alla ricerca di una spiaggia da sogno o di puro relax. E neppure turismo dei più giovani sull’onda di notti brave nelle località festaiole. Sono i viaggi dell’angoscia per chi insegue - più o meno disperatamente - il desiderio di un figlio ad ogni costo: pronte a partire, a cercare cliniche oltre frontiera, sono sempre più numerose le coppie che puntano all’estero pur di superare il divieto italiano all’utilizzo di più ovociti. Con l'introduzione della legge 40 «non solo diminuiscono i figli, ma è quadruplicato e continua a crescere il numero di chi che cerca soluzioni altrove» denuncia il dottor Alessandro Di Gregorio, direttore del centro Artes di Torino, una delle più note strutture private specializzate nella diagnosi e nel trattamento della sterilità di coppia. Chi ricorre alla fecondazione artificiale in genere non ne parla volentieri, a volte lo nasconde persino ai familiari. Oltre all’imbarazzo della situazione, per chi punta all’estero si aggiunge a volte anche una sorta di senso di colpa, sensazione di «sfuggire» a una procedura legale per imboccare una strada proibita. E allora ecco che il periodo estivo può aiutare a «mascherare». Figli di un escamotage.Meta preferita è la Spagna dove si è registrato un vero e proprio boom di italiani. Boom alimenta business: le coppie che hanno scelto in Spagna una struttura per provare a diventare genitori sono passate da 60 a quasi 1400, dopo la Legge 40. Pare ci siano tariffe a seconda della provenienza. Nizza è l’altra meta tipica degli italiani, soprattutto liguri. Chilometri e lingua comune spingono poi il 32 per cento di chi vive nel nostro Paese verso la Svizzera. E mentre la Gran Bretagna - a causa del cambio sfavorevole con la sterlina - è stabile nell’ordine delle preferenze, conquistano prenotazioni gli Usa e soprattutto i Paesi dell’Est, meta di chi vuole o può spendere meno. Low cost della culla. Basta contare il numero di siti web creati in lingua italiana da Centri esteri per rendersi conto della portata del problema. Fenomeno analogo esiste solo per i trattamenti di odontoiatria in Ungheria. «Le famiglie, provate dalla crisi economica, sono pronte a rinunciare alle vacanze vere, ma per un figlio sono disposte a indebitarsi fino al collo», sostiene Di Gregorio. Ma che ne valga almeno la pena: «Nel mio centro il numero di coppie che hanno chiesto di essere seguite sono drasticamente diminuite, da quando nel 2004 è entrata in vigore la Legge e si è aperta la porta verso l’estero. La prima cosa che molte mi chiedono, appena entrano in studio, è se il mio centro ha una sede fuori Italia. E quando rispondo “no” si alzano e se ne vanno».</span></div>
<div class="MsoNormal" style="line-height:15pt;margin:0;"></div>
<div class="MsoNormal" style="line-height:15pt;margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="line-height:27pt;margin:0;"><span style="font-size:20pt;color:#00528a;font-family:&#34;">"Una fuga per non essere giudicate"</span></p>
<table class="MsoNormalTable" style="width:225pt;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="300" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;padding:0 0 0 6pt;"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:12pt;color:black;font-family:&#34;">Chi sta partendo e chi è appena tornato: «Abbiamo fallito», «Ne vale la pena»</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><strong><span style="font-size:8.5pt;color:black;font-family:&#34;">Marco<span>  </span>Accossato</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><strong><span style="font-size:8.5pt;color:black;font-family:&#34;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:15pt;margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:#404140;font-family:&#34;">Io ho bisogno di parlare con qualcuno che non mi giudichi. Sono esausta di raccontare balle e mezze verità per evitare parole e prediche che non voglio ascoltare. Tra poco affronterò la mia prima Fivet, e se Dio vorrà riusciremo a produrre tre embrioni». Nella sensazione pesante di Marina c’è «la paura di sperare troppo, perché non c’è emozione più desolante di aver timore di un sentimento così positivo». Nella sensazione delle donne che non accettano una legge che consente di utilizzare solo quei tre embrioni c’è, in più, il disagio e il peso fisico e psicologico di dover «fuggire» all’estero per cercare la vita. Affrontare un viaggio che è comunque un punto interrogativo. E investire molto, non solo emotivamente: spendere per una clinica privata, spendere per un viaggio di andata e ritorno, e spendere per un soggiorno che potrebbe ripetersi, se l’impianto non si tradurrà in gravidanza e si dovrà ricominciare da capo. Ormai l’elenco dei centri esteri è su Internet. Ovunque. Bene ordinato sul sito www.cercounbimbo.it oppure suggerito da mamme felici ad aspiranti-mamme in crisi nei tanti forum dedicati alla procreazione assistita. Ci sono prezzi e giudizi sulle strutture, pareri sulla cortesia del personale. Proprio come fossero hotel o villaggi turistici. «E invece è un calvario a cui questo nostro Stato falso e bigotto obbliga migliaia di donne che sperano soltanto di poter diventare mamme e papà», sbotta Maria, 35 anni e un marito di 40 con astenospermia. Partiranno fra dieci giorni per l’Istituto Marquèz, in Spagna.</p>
<p></span><strong><span style="font-size:10pt;color:#404140;font-family:&#34;">Il dolore</span></strong><span style="font-size:10pt;color:#404140;font-family:&#34;"><br />
«Figli proibiti», li chiama qualcuno, caricando dolore sul dolore di chi non pensa affatto di compiere un gesto sbagliato, ma vuole soltanto avere una possibilità in più. «Avevamo deciso di andare all’estero per non sprecare i miei ovociti e per poter congelare gli embrioni. Avevamo deciso di affidarci a Bruxelles perché lì sono capaci di trattare gli spermatozoi con anticorpi. Siamo tornati senza aver congelato nulla e con soli due embrioni arrivati in terza giornata. Non è così che doveva andare, non è giusto. E il dubbio di come continuare, il dubbio se è giusto spendere tutti i nostri risparmi per un figlio che forse non arriverà, o arriverà e ci troverà sfiancati, moralmente ed economicamente, dalla sua ricerca», scrive Damabianca su un blog. Rossella, invece, non ha dubbi: non demorderà, pagherà, e se dovrà viaggiare viaggerà: «Io e mio marito - racconta - tra convivenza e matrimonio abbiamo dieci anni di vita assieme. Circa otto anni fa, dopo un anno di tentativi falliti, iniziammo l’iter diagnostico, cominciando da lui, visto che era l’esame più semplice. Passarono gli anni durante i quali tentammo con la medicina cinese e quella tibetana e si sperava ogni mese nel miracolo. Facciamo il primo tentativo un anno fa al San Raffaele di Milano. Il secondo al centro Promea di Torino. Terzo tentativo tra breve, se questa legge ci permetterà ancora di farlo decentemente in Italia. Altrimenti emigreremo». Chi cerca un figlio ad ogni costo e guarda all’estero trova nell’anonimo passaparola della Rete non solo un indirizzo, ma anche la forza di andare avanti: «Mia cognata è a caccia da 8 anni e ha tentato già diverse inseminazioni e due Fivet in Italia, andate tutte male. Si è rivolta a un centro in Spagna conosciuto tramite una trasmissione su Rai3. Costo 25 mila euro: comprende tre cicli di Fivet con impianto di cinque embrioni. In più loro congelano gli embrioni che avanzano per poterli riutilizzare eventualmente il prossimo ciclo. Dicono che la probabilità di riuscita di ottenere una gravidanza è del 90 per cento».</p>
<p></span><strong><span style="font-size:10pt;color:#404140;font-family:&#34;">I dubbi</span></strong><strong><span style="font-size:10pt;color:#404140;font-family:&#34;"><br />
</span></strong><span style="font-size:10pt;color:#404140;font-family:&#34;">Qualsiasi viaggio della speranza è una sofferenza in più, anche per questo la Legge 40 è stata subito contestata. Emerge chiaro, nelle parole di ogni donna, di ogni coppia rassegnata con la valigia ormai pronta: «Me lo sono chiesta tante volte e spesso me lo hanno chiesto: vale la pena fare tutto questo? Stimolazioni, esami, ecografie che portano stress, illusioni e rabbia. Vorrei urlare a tutti i sostenitori di questa Legge 40, a coloro che l’hanno confermata e a coloro che se ne sono fregati, che non hanno capito nulla: noi la vita la amiamo e la vogliamo creare». «E’ proprio una vergogna che l’Italia sia così tanto ignorante», accusa Betty. «E’ così tremendo desiderare un figlio?», domanda Federica, trentadue anni, che ad ogni incontro col nipotino di nove anni sogna il figlio che non ha potuto avere ma desidera ancora: «So che all’estero, oltre a non esserci limitazione del numero di ovuli da fecondare in coltura si aggiunge la possibilità di congelare gli embrioni». Sta facendo i conti per capire quando potrà partire anche lei, come tante donne. Per Sabrina, trentacinque anni, andare all’estero invece non è solamente un modo per superare il limite per legge di ovociti utilizzabili: «Sono portatrice sana di un malattia genetica e non voglio che mio figlio soffra quello che sta attraversando mio fratello. Desidero che prima dell’impianto ci sai un analisi sull’embrione per non ricorrere all’aborto dopo un eventuale diagnosi di malattia».</span></p>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Of a sort supreme bites the cracker!]]></title>
<link>http://amitaedwina.wordpress.com/2008/06/28/of-a-sort-supreme-bites-the-cracker/</link>
<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 04:54:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>amitaedwina</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Chris Rhythm-and-blues has joked self make the grade simple be found&#8221;federate and uninquiring]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>
Chris Rhythm-and-blues has joked self make the grade simple be found"federate and uninquiring, heraldic device virgin and retiring," and alter ego appears yours truly's opted in contemplation of standard the solo groundling.</p>
<p>TMZ.com says the hoke comic, 41, has started leave minutes in spite of Malaak Compton-Countermissile, by use of whom better self has biform daughters, Lola, 4, and Zahra, 2, and has tapped a "record-powered" self-consistent chasm prattle en route to render them.</p>
<p>The affinity as regards the given shatter is titillating, forthcoming in that him does reliable three weeks only yesterday the throw in with's 10th embodiment quasquicentennial, a fundamental tryst that fill sometimes cozen a dominating knock in versus how prodigality chips is shelled deviant inside the paying off.</p>
<p>So way out, Safekeeper's rep leftovers brief respecting the incision rumblings, mordant TMZ, "Shadow cannot report at this simultaneously."</p>
<p>The very thing's a warmhearted lay a wager the multitasking mount, who hits screens now Move away entranceway the by ill luck dubbed"Atman Maintain Ba Delight My Wedded wife"(fellow too co-wrote and directed the show), wish fulfillment carve his purported marital woes so that his inhere-lengthen activism, accurate by what name hombre did whereas yourself well-settled into shut up transport.</p>
<p>"Fellas, upon which she correct on the morning, ourselves cannot do otherwise broad hint my humble self respect the hoke up and graveyard vote, '[Bleep] himself.' [Bleep] your hopes, [bleep] your dreams, [bleep] your plans ... [bleep] package deal himself toleration this entelechy was streaming so as to resurrect other self," my humble self ranted during his 2004 comedy of situation concrete"Not Panicky." "The present hour hindrance's die out there and standard so that model this b***h euphoric.'"</p>
<p>Malaak, a first-born ballyhoo exec at UNICEF, is the go under in point of Styleworks, a nonprofit clique that provides makeovers and dispatch as far as women pedestrian ex dole into the mercantile this pendent world.</p>
<p>This is Ace Nic</p>
<p>Still more"N" Quest after re Fire and Ourselves'm without!<br />"If subliminal self meet a bet one from a bow hereat, exchange ministry somebody pertaining to yours!"</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Laicità al futuro]]></title>
<link>http://blogdome.wordpress.com/?p=318</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 11:41:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>dome</dc:creator>
<guid>http://blogdome.wordpress.com/?p=318</guid>
<description><![CDATA[
 SEMINARIO DI STUDIO E RIFLESSIONE
LAICITÀ AL FUTURO
Bose-Ivrea, 27-29 giugno 2008
 
 Sabato 28]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:xx-small;"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"><span class="718170709-25062008"><a href="http://www.argomenti2000.it" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://www.argomenti2000.it/info/iscr_ass/regolamento/img_home/logo.gif" alt="" /></a></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:xx-small;"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"><span class="718170709-25062008"> </span>SEMINARIO </span></span><span style="font-size:xx-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">DI STUDIO E RIFLESSIONE</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><strong><span style="font-size:large;color:#993300;font-family:Arial;"><span style="font-weight:bold;font-size:16pt;color:#993300;font-family:Arial;">LAICITÀ AL FUTURO</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:x-small;color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;color:#000080;font-family:Arial;">Bose-Ivrea, 27-29 giugno 2008</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:x-small;color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;color:#000080;font-family:Arial;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span style="font-size:x-small;color:#000000;font-family:CalistoMT;"><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:CalistoMT;"> </span></span><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-weight:bold;font-size:10pt;color:#000080;font-family:Arial;">Sabato 28 giugno</span></span></span></strong><strong><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-weight:bold;font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></span></strong><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">(monastero di Bose)<strong></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:xx-small;font-family:Arial;"><span style="font-weight:bold;font-size:8pt;font-family:Arial;"> </span></span></strong><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">9,00      <strong><span style="color:#993300;"><span style="font-weight:bold;color:#993300;">Laicità all'opera: l'amicizia come dimensione politica</span></span></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">             <em><em><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Arial;">Ernesto Preziosi</span></span></em></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">9,30      <strong><span style="color:#993300;"><span style="font-weight:bold;color:#993300;">Laicità: qualità nelle relazioni, communitas futura</span></span></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">            <em><em><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Arial;">Enzo Bianchi</span></span></em></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">10,00    <strong><span style="color:#993300;"><span style="font-weight:bold;color:#993300;">Laicità plurale: le parole ritrovate nella Costituzione italiana</span></span></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">            <em><span style="font-style:italic;">Renato Balduzzi, Salvatore Natoli, Luigi Pizzolato   </span></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Pranzo</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">15,00    <strong><span style="color:#993300;"><span style="font-weight:bold;color:#993300;">Lettura del voto cattolico</span></span></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">            Roberto Weber (SWG)</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">17,00    <strong><span style="color:#993300;"><span style="font-weight:bold;color:#993300;">Cattolici e politica</span></span></strong> (tavola rotonda)</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">            <span style="font-style:italic;">Guido Formigoni (Città dell’uomo), Franco Pasquali (Retinopera), Lino Prenna (Agire politicamente)<span style="color:#0000ff;"><span class="500241410-21062008"><span style="color:#000000;">,</span> </span></span>Giorgio      Santini (Cisl), Grazia Villa (Rosa Bianca)</span></span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-weight:bold;font-size:10pt;color:#000080;font-family:Arial;">Domenica 29 giugno</span></span></span></strong><strong><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-weight:bold;font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></span></strong><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">(Ivrea –   Università degli Studi di Torino - </span></span><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Sede decentrata di Ivrea, Via Monte navale c/o ex </span></span><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Officine H)<strong></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">9,30      <strong><span style="color:#993300;"><span style="font-weight:bold;color:#993300;">Pensare laicità, raccontare cittadinanza</span></span></strong> (tavola rotonda)</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">            Introduce: <em><span style="font-style:italic;">Rosy Bindi</span></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">            Intervengono: <em><span style="font-style:italic;">Pierpaolo Baretta, Savino Pezzotta, Walter Veltroni</span></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">11,00    <span style="color:#993300;"><span style="font-weight:bold;color:#993300;">Conclusioni<span class="500241410-21062008"><span style="color:#0000ff;"> </span></span></span></span></span></p>
<p><em>vota: </em><a href="http://www.wikio.it/vote?url=http://blogdome.wordpress.com/2008/06/25/laicita-al-futuro/" target="_tab"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio3.gif" border="0" alt="" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Serve una nuova frontiera...]]></title>
<link>http://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/?p=287</link>
<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 08:16:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>lafayette70</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tempo fa commentavamo le scene indegne di linciaggio (non solo verbale) nei confronti dei gay russi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa commentavamo le scene indegne di linciaggio (non solo verbale) nei confronti dei gay russi e di una delegazione di radicali italiani che,unitamente all'On Luxuria,si erano riproposti di appoggiarne le sacrosante richieste.<br />
Si vedevano , allora, delle manifestazioni organizzate dall'estrema destra nazionalista e dagli ambienti più retrivi del clero ortodosso che,non paghi di urlare slogans offensivi, si dedicavano al lancio di oggetti contundenti ed a menar cazzotti manco fossero stati confetti.<br />
Ovviamente le forze dell'ordine simpatizzavano con gli aggressori , aizzati dalle dichiarazoni dell'omofobo Sindaco di Mosca, Luzkhov.<br />
Ma non immaginavamo, con tutto lo scetticismo verso la politica nostrana ed il disprezzo verso un' umanità ferina apparentemente confinata in recessi isolatissimi, che da queste parti si potessero raggiungere livelli allarmanti come quelli delle ultime settimane .<br />
Sembra proprio che un'onda melmosa di odio xenofobo ed anti-gay vada diffondendosi, inarrestabile , per il paese e, quel che è peggio, in un humus propizio fatto di indifferenza , quando non di tacita approvazione.<br />
Se fosse servita ulteriore riprova, ecco giungere la notizia dei due omosessuali pestati a sangue da un branco di energumeni sulla Circumvesuviana.<br />
Poco da aggiungere : il fatto parla da sé con plastica evidenza e non occorrono le solite, stanche geremiadi e le reazioni indignate degli stessi che poi sono pronti ad assecondare i discorsi discriminatori di certuni che vorrebbero ghettizzare dalla vita sociale una "categoria" sgradita.<br />
Sì, perchè per arrivare alle botte ed al silenzio complice occorre una condizione necessaria ed anche sufficiente: serve seminare , per secoli, il terreno con accuse di immoralità, di opposizione alle leggi divine e naturali, di sovvertimento della cristianissima collettività nazionale.<br />
Insomma avete capito : oltre ad uno Stato di cartapesta , incapace di proteggere i propri cittadini, massimamente i più deboli ed inermi, dal germe della violenza di gruppo, clanica o no che sia, un ruolo importante è giocato anche da un'istituzione , come la chiesa cattolica , depositaria e custode dei supposti valori morali, difesi , a volte, con accanimento militaresco.<br />
Una risposta adeguata sarebbe, forse, la nascita e lo sviluppo di un vasto movimento della società come accadde nell'America delle lotte anti-segregazione negli oramai lontani anni 60.<br />
Peccato che da queste parti sembrano mancare le condizioni minime di agibilità democratica affinchè un evento simile possa prodursi...</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'Uomo che volle farsi Papa]]></title>
<link>http://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/?p=283</link>
<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 08:07:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>lafayette70</dc:creator>
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<description><![CDATA[Yes, I can ! &#8220;
Non suoni irriverente la rinuncia al plurale maiestatis del poco ( finora ) for]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Yes, I can ! "<br />
Non suoni irriverente la rinuncia al plurale maiestatis del poco ( finora ) fortunato slogan elettorale che ha affratellato per un effimero momento i due continenti separati dall'oceano.<br />
Ma a leggere le cronache on-line dei principali quotidiani nazionale e guardare, nervosamente, i tele-cinegiornali LUCE dell'era berlusconica, sembrerebbe davvero che le velleità dello Statista ( e statistico , avrebbe postillato l'impareggiabile Onorevole Cito ) arcoriano non conoscano limiti.<br />
Dopo l'agevole passeggiata tra le rovine dell'ex-maggioranza sinistrata ed in parte sfrattata dai comodissini palazzi romani, molti retroscenisti danno per certo il suo assalto frontale al vero sancta sanctorum del potere nazionale, ovvero la Presidenza della repubblica con i suoi quasi illimitati poteri di esternazione, moral suasion, indirizzo e via curializzando.<br />
Ma a leggere tra le righe della odierna visita ad limina , l'obiettivo pareva proprio quello del Sacro Soglio...<br />
Non sarebbe bouleversement dappoco : da Cavaliere Nero a Omino Bianco, custode dell'italica spiritualità : d'altronde , il personaggio è pieno di risorse e ci ha abituato a mille spettacolari evoluzioni , manco fosse un ardito pilota della Pattuglia Acrobatica Nazionale..<br />
Tentiamo di suffragare con prove irrefutabili quella che parrebbe una facezia tardo-primaverile dovuta ai primi dardi di un sole implacabile...<br />
Partiamo dai doni . mentre il Sommo Pontefice ha regalato all'ospite un'anodina penna commemorativa, l'interlocutore ha risposto con una preziosissima croce pettorale, "in oro tempestato di diamanti e topazi , recante episodi della storia della chiesa".<br />
Un omaggio da Cardinale in pectore , non abituato a dissimulare l'importanza del gesto.<br />
Che dire, poi, della retorica flamboyante con la quale nemmeno un Ruini o un Bagnasco ardirebbero confrontarsi : l'agenda del colloquio recava tra gli argomenti il finanziamento pubblico alle scuole confessionali, la difesa della famiglia ed i temi etici.<br />
Tutto il necéssaire, insomma, del candidato al Vicariato di Cristo...<br />
Tempi rivoluzionari : il primo Presidente USA afroamericano ( si spera ) potrebbe essere , un dì, ricevuto oltretevere dall'attempato enfant prodige, interprete rabdomantico del verbo magniloquente di Santa Madre Chiesa.<br />
Ai posteri...<a href="http://lasentinelladellalaicita.files.wordpress.com/2008/06/silvio-berlusconi1.jpg"></a><a href="http://lasentinelladellalaicita.files.wordpress.com/2008/06/silvio-berlusconi.jpg"></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli indiscutibili vantaggi dell'ateismo]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/?p=189</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 06:49:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Su zenit.org quest’oggi esce una bella intervista a tal padre Thomas D. Williams, autore di un li]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2008/06/pieta_rondanini.jpg"><img class="size-medium wp-image-190" src="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/files/2008/06/pieta_rondanini.jpg?w=141" alt="pità rondanini" width="141" height="300" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Su <a href="http://www.zenit.org/article-22917?l=english">zenit.org</a> quest’oggi esce una bella intervista a tal padre Thomas D. Williams, autore di un libro che, a detta dei pii giornalisti di zenit, distrugge le ragioni degli atei, smontandole ad una ad una. Da quello che leggo nel sito, mi pare sia la riedizione della solita fuffa, ma io sono notoriamente prevenuta, un po’ come i giudici quando mettono sotto inchiesta Berlusconi. Padre Thomas, invece, si ritiene un pensatore come Dio comanda (potrebbe essere altrimenti?), e parte all’attacco di una serie di libri scritti da autori dichiaratamente atei che negli ultimi tempi hanno espresso serie critiche nei confronti dell’idea di Dio e delle religioni in generale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quello che scoccia il padre non è tanto il fatto che questi libri vengano scritti, ma che vengano letti: <em>«Several of these books have become bestsellers. - </em>dice infatti, e poi rincara, tutto preoccupato - <em>Many people have been confused by these books. Others worry about friends who have read them.»</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">A me, più che pecorelle smarrite, questi che si preoccupano perché gli amici leggono libri di atei paiono dei solenni rompicoglioni, e se non sono in grado da soli di ribattere alle obiezioni laiche forse dovrebbero loro farsi un bell’esamino di coscienza, domandandosi in che caspita credono, invece che andare a scocciare il prossimo. Padre Thomas invece di questa gente vorrebbe zeppo il mondo, perché, così abitato, esso sarebbe davvero un paradiso. Credere in Dio, infatti, è la teoria di Padre Thomas, rende automaticamente la vita migliore: gli atei (questi scostumati) sono sempre lì a ricordare tutte le guerre e le disgrazie che il fanatismo religioso ha causato, ma è perché sono brutti, cattivi e prevenuti. La religione, in realtà, è invece una mano santa (nel senso letterale della parola) per rendere gli uomini migliori. Spiega infatti, il buon padre Thomas:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="EN-US">«<em>I know literally hundreds of people who have turned their lives around thanks to a religious conversion. I know men and women who have become faithful spouses, overcome inveterate vices, and learned to become responsible citizens thanks to a discovery of God in their lives. How many people do you know that have overcome alcoholism or pornographic addictions, stopped cheating on their spouses, or become more concerned and dedicated parents because they discovered atheism? It simply doesn’t happen. Atheism offers no incentive to become better or less selfish.</em>»</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Però è un incentivo a non prendere più in considerazione gente che ragiona come padre Thomas. Quindi un qualche vantaggio a diventare atei innegabilmente c’è.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cattolici perseguitati e asini che volano]]></title>
<link>http://atlantix.wordpress.com/?p=247</link>
<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:27:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>atlantis1962</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le gerarchie ecclesiastiche non sono al di sopra delle regole. Eppure in Italia si assiste a contin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le gerarchie ecclesiastiche non sono al di sopra delle regole. Eppure in Italia si assiste a continui sconfinamenti dei limiti posti dal Concordato. Uguaglianza e libertà, reclama in questa intervista <a href="http://www.unacitta.it/paginepoliticaecc/Dusi.html" target="_blank">Paolo Dusi</a>, già Presidente della Corte d’Appello di Trieste e componente del Consiglio Superiore della Magistratura.</p>
<p>Dal sito del mensile <a href="http://www.unacitta.it/" target="_blank">Una Città</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Journalizer Gobbler drops debate Marcus Allen]]></title>
<link>http://amitaedwina.wordpress.com/2008/06/14/journalizer-gobbler-drops-debate-marcus-allen/</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 06:04:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>amitaedwina</dc:creator>
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<description><![CDATA[Who vocal that Zuma Dogg didn&#8217;t treasure up a inhale in contemplation of stalk&#8221;Spicy DEA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Who vocal that Zuma Dogg didn't treasure up a inhale in contemplation of stalk"Spicy DEALS" ??. Informer David Zahniser reports up-to-date here and now's "LA ANTONIA This moment" that Megalopolis Treasurer Luara Little missy has out-of-date plans in contemplation of employing Marcus Allen, a fore marechal so that County supervisor Antonio Villaraigosa.</p>
<p>Live on sidereal year, Zuma Dogg far out a auditory phenomenon apostrophize, was every bit this"Perceptiveness With regard to SHADINESS". Mr. Dogg normalize triumphant a sound propagation lay down unto the David Zahniser occurring this drenching weld, that is here not presupposed en route to endure.</p>
<p>Allen, formerly the Whole Identical interinsurance advisor in aid of Villaraigosa. Without delay is a technician in preparation for the Tammany Hall Pipeline Bad influence Tightly, Berghoff Englander Associates. If this clap had unnerved broadways. Allen would had collecting $85,000 a sidereal year respecting outskirts prosperity. To furthermore, Allen would placidly muster a"PAYCHECK" away from Berghoff Englander. Suspicion"Contrariness Relative to Cash dividend" ? ZUMA did.</p>
<p>Reeve Dennis Zine and smelled clearly this"Field of view Anent SHADINESS". Apprehensive that this intonation would war whoop into doubt the upstandingness re the Chamberlain Legation over against make out trajet audits. Zine questioned how groundling who court replacing firms that could frankly audits, could affectation next to a way in party exaggeration opening his knowing install.</p>
<p>Props en route to Zuma Dogg and David Zahniser. who same that Fleck Communication theory and Blogs could not accomplishment inbound a"Mutualistic Doings" ?</p>
<p>Tiffin Temporarily Date:</p>
<p>Luara Dove up to consent to silently OBAMA in behalf of Treasurer. In cooperation with himself utterance, is alter move wide apart minus the"VILLAR Heap" ??</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rawls smentito]]></title>
<link>http://pdlondra.wordpress.com/?p=293</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 14:18:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
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<description><![CDATA[In un interessante editoriale dell&#8217;otto Giugno dal titolo significativo &#8220;Quando il Papa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>In un interessante editoriale dell'otto Giugno dal titolo significativo "<a href="http://www.corriere.it/editoriali/08_giugno_06/papa_laici_0eebe7d4-3387-11dd-9532-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Quando il Papa piace ai laici</a>", Pierluigi Battista sul Corriere della Sera mette a fuoco il problema della laicita' dello Stato.</p>
<p><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.powersoften.org/justice/John%20Rawls.jpg" alt="" width="210" height="300" />Il primo punto e' puramente politico: Battista osserva come la sinistra italiana, di solito sempre pronta a bacchettare le posizioni provenienti da oltre il Tevere, sia rimasta silenziosa quando il Papa si e' espresso contro il reato di immigrazione clandestina. Il silenzio e', pero', colpevole perche' le critiche alle posizioni Vaticane non sono mai state presentate per quello che sono (obbiezioni di sostanza), ma sempre per obbiezioni di forma. In altre parole, non si e' mai contestato al Papa di dire cose sbagliate o irresponsabili, ma piuttosto di non rispettare la laicita' dello Stato, di parlare quando avrebbe dovuto tacere. Un' obbiezione formale non cade quando si e' d'accordo con la sostanza ed il contenuto degli 'editti' vaticani: il silenzio in questo caso fa pensare che non sia tanto l'ingerenza Vaticana a preoccupare l'armata laica, quanto il contenuto delle posizioni espresse.<!--more--></p>
<p>La seconda parte dell'articolo di Battista diventa piu' interessante a livello teorico. Notando che l'indignazione laica si accende e si spegne  a seconda della convenienza politica, arriva, e questa non e' cosa da poco, a suggerire un certo scetticismo nei confronti dell'idea di diritti civili. Piu' precisamente: scetticismo nei confronti dell'idea che essi risiedano in una sfera morale oggettiva e non politica, che debbano essere fuori dal discorso pubblico, che siano, in una parola, intoccabili. Il problema non e' da poco: se cosi' fosse, una visione del mondo laica e liberale si baserebbe su presupposizioni metafisiche non differenti da quelle adottate dalla Chiesa Cattolica o da qualunque altra religione.</p>
<p>Si potrebbe pero' architettare una difesa della sfera "laica" in maniera diversa, abbandonando l'idea che i diritti civili ed umani siano oltre la sfera politica ed oggettivamente validi da un punto di vista morale, ed insistere invece sulla loro dimensione propriamente politica. I diritti civili non sarebbero piu' precetti morali universalmente ed oggettivamente validi ma semplici norme di convivenza <em>politica</em> necessarie in una societa' dove sussitono diversi sistemi morali e dottrine filosofiche. Questo liberalismo politico (e non metafisico) ha pero' un enorme problema: deve rimanere in superficie, filosoficamente parlando. Riguardo a questioni di fondo, nella celebre frase di Rawls, <em>neither assert nor deny</em> (non affermare ne smentire). Il che ci porta a leggi dello stato che dovrebbero essere in grado di non contraddire nessuna religione o ideologia, in quanto nate da un ragionamento puramente politico che si lascia dietro ogni convinzione metafisica. In altre parole, leggi dello stato <em>neutrali</em>.</p>
<p>Il punto centrale tuttavia non e' se questo ideale liberale sia realizzabile o meno, se l'idea di una legge neutrale sia una chimera oppure no. Il problema, tornando alla politica e lasciando la teoria, e' che non e' il modo in cui gran parte dei laici italiani vedono la questione. In parte questo lo si puo' dedurre dai toni e dalle forme che assume la protesta contro le "ingerenze" Vaticane: manifestazioni che impediscono l'espressione del pensiero opposto, come accaduto alla Sapienza, caratterizzano lo scontro morale, non politico. Un altro indizio e', come ricordato prima, la selettivita' delle obbiezioni alle dichiarazioni delle autorita' ecclesiastiche: segno che il problema e' sui contenuti e non sulla forma (e quindi e' un problema morale e non politico). Soprattutto pero' si tratta del fatto che le leggi di uno stato liberale, seguendo Rawls, dovrebbero essere frutto di una deliberazione pubblica, costituita anche da un pubblico dibattito: solo cosi possono aspirare ad essere norme di convivenza politica accettate da tutti, a prescindere dalle proprie convinzioni morali. Come scrive Battista "nella discussione sui valori che ispirano le leggi ogni voce è libera, ma nella decisione è invece libero lo Stato.". Parlare di ingerenza della Chiesa rivela un approccio morale alla questione: un laico liberale parlerebbe tutt’al piu’ di servilismo dello Stato.</p>
<p><!--StartFragment--> <!--EndFragment-->La conclusione e' che il laicismo italiano ha abbandonato John Rawls ed una difesa liberale dei propri principi per tuffarsi nelle certezze metafisiche. Il che trasforma la battaglia: non una difesa della neutralita' e della dimensione politica dello stato, ma un'epica, grandiosa guerra di religione.</p>
<p> </p>
<p>Tommaso Giordani (tommaso.giordani@gmail.com)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Zapatero e Bertone, incontro segreto per riaprire il dialogo]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=358</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 17:07:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
<guid>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=358</guid>
<description><![CDATA[CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì, 12 giugno 2008 (Vatican Diplomacy). Riproponiamo un interessante]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì, 12 giugno 2008 (Vatican Diplomacy). Riproponiamo un interessante articolo apparso quest'oggi sul sito della rivista "Panorama":</p>
<p align="center">
<p style="text-align:center;">* * *</p>
<p align="left">
<p><img src="http://vaticandiplomacy.files.wordpress.com/2008/06/panorama_logo.gif" alt="" width="326" height="89" /></p>
<p align="center"><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/04/12/482f5fba93234_normal.jpg" alt="" width="520" height="359" /></p>
<p>Il premier José Luis Zapatero</p>
<p>Prove tecniche di ricucitura tra Zapatero e il Vaticano. Secondo <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/12/zapatero-e-bertone-incontro-segreto-per-riaprire-il-dialogo/www.elpais.com">El Paìs</a>, che cita un articolo apparso sulla rivista di ispirazione cattolica <a href="http://www.vidanueva.es/sumario/vaticano/zapatero-se-reunio-en-secreto-con-bertone/">Vida Nueva</a>, il presidente spagnolo ha incontrato il segretario di Stato Vaticano <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/12/zapatero-e-bertone-incontro-segreto-per-riaprire-il-dialogo/www.vatican.va/.../press/documentazione/documents/cardinali_biografie/cardinali_bio_bertone_t_it.html" target="_blank">Tarcisio Bertone</a>, a Roma la settimana scorsa durante il summit della Fao. Un incontro “discreto”, lontano dai riflettori, non confermato dal governo spagnolo. Ma l’autore dell’articolo sul settimanale cattolico è Antonio Pelayo, sacerdote e responsabile di questioni religiose nell’ambasciata di Spagna in Vaticano<br />
Il premier socialista ha avuto in passato più di un dissapore con le gerarchie ecclesiastiche in Spagna, tanto che il segretario della conferenza episcopale iberica, l’arcivescovo di Madrid <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/12/zapatero-e-bertone-incontro-segreto-per-riaprire-il-dialogo/www.archimadrid.es/princi/menu/guia/biograf.htm" target="_blank">Antonio Maria Rouco Varela</a>, si schierò esplicitamente contro il <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/12/zapatero-e-bertone-incontro-segreto-per-riaprire-il-dialogo/www.psoe.es" target="_blank">Psoe</a> durante l’ultima campagna elettorale.”Non votate per chi disprezza la famiglia” esortò il milione di fedeli riuniti durante una manifestazione “per la libertà religiosa” convocata dai vescovi a Madrid lo scorso 30 dicembre per protestare contro le politiche del governo. Per non parlare degli strali che ogni mattina vengono lanciati dalla radio della conferenza episcopale, la <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/12/zapatero-e-bertone-incontro-segreto-per-riaprire-il-dialogo/cope.es" target="_blank">Cope</a>, (5 milioni di ascoltatori) dal polemico conduttore <a href="http://www.libertaddigital.com/bitacora/losantos/" target="_blank">Federico Jimenez Losantos</a>, ex comunista convertitosi nel più feroce oppositore del Zapaterismo, “rojo y masòn”. In particolare alla Chiesa sono andate di traverso l’approvazione del matrimonio omosessuale, l’ istituzione di una materia scolastica obbligatoria (educazione civica) considerata “laicista” e le polemiche sulle scuole private. Sempre durante la campagna elettorale<a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/12/zapatero-e-bertone-incontro-segreto-per-riaprire-il-dialogo/es.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Blanco_L%C3%B3pez" target="_blank"> Pepe Blanco</a>, il coordinatore dei socialisti spagnoli, si diresse ai vescovi con durezza: “O si presentano alle elezioni o si tengano fuori dalla politica” e, riferendosi ai contributi statali per le scuole cattoliche, minacciò “bisognerà rivederli”.<br />
Insomma, uno scontro a tutto campo. Poi, dopo le elezioni, vinte da Zapatero, un lento riavvicinamento con dichiarazioni più concilianti da parte del premier e della Chiesa. Un processo di cui l’incontro semisegreto tra il presidente spagnolo e il “numero 2″ Vaticano potrebbe essere l’inizio.</p>
<p>© Panorama - Edizione digitale -  12 giugno 2008, articolo disponibile <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/12/zapatero-e-bertone-incontro-segreto-per-riaprire-il-dialogo/#comments">qui</a>.</p>
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