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	<title>john-adair &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "john-adair"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 05:35:08 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Black Jack, County Donegal #2]]></title>
<link>http://amaidi.wordpress.com/?p=237</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 22:21:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Amaidi</dc:creator>
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<description><![CDATA[County Donegal, aprile 2008. Appunti di viaggio (e foto su Flickr).
* La tenuta di Glenveagh è stat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>County Donegal, aprile 2008. Appunti di viaggio (e foto su <a href="http://www.flickr.com/photos/amaidi/sets/72157604244839694" target="_blank">Flickr</a>).</p>
<p>* La tenuta di Glenveagh è stata creata da John George Adair, latifondista della Contea di Laois di origine scozzese, arricchitosi in America con fortunate speculazioni durante la Guerra Civile, dove sposò la figlia di un generale unionista.<br />
Di passaggio sulle montagne del Derryveagh nel Donegal occidentale, Adair rimase colpito dalla bellezza di quelle terre e decise nel 1857 di acquistarne circa 28,000 acri. L'accordo iniziale gli dava diritto di tassare i quarantasette mezzadri (i cosiddetti <em>fee-farm</em>), ma non quello di praticare la caccia (il diritto di <em>sporting</em>). La passione di Adair per quel passatempo era però irrefrenabile e nell'estate dello stesso anno si avventurò armato di fucile nella tenuta. In protesta alla violazione dei loro possedimenti, una dozzina di mezzadri iniziò a scuotere i cespugli e a fare rumore: si dice che Adair si infuriò e, dopo aver lasciato la tenuta, disse "<em>They would pay dearly</em>".</p>
<p><a title="County Donegal by Amaidi, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/amaidi/2361279939/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2178/2361279939_2fe2b74b76_m.jpg" alt="County Donegal" width="240" height="180" /></a></p>
<p><em>I giardini della tenuta di Glenveagh</em></p>
<p>Tempo dopo uno dei suoi impiegati scozzesi venne ucciso in circostanze misteriose e nessuno dei mezzadri confessò l'omicidio. L'episodio fornì un pretesto ideale a Adair, determinato a dedicare parte delle terre all'allevamento di pecore scozzesi, riservando il resto alla caccia e disfandosi delle squallide abitazioni dei suoi affittuari: quattro anni dopo, nel giorno di San Patrizio, il latifondista riuscì ad ottenere piena proprietà di terre ed edifici della tenuta e attuò il piano che è passato alla Storia con il nome di <em>Derryveagh eviction</em>.<br />
Temendo di incontrare resistenza, Adair richiese e ottenne dalla Contea il supporto di più di duecento poliziotti ordinari e, tanto per stare tranquillo, dieci <!--more-->militari della <em>Crowbar Brigade </em>dalla vicina Contea di Tyrone. Il rapporto ufficiale dell'esproprio, avvenuto tra l'8 e il 10 aprile del 1861, registrò 47 famiglie allontanate con la forza, 28 case distrutte su 46, per un totale di 240 persone - di cui 146 bambini - ridotte in estrema povertà.</p>
<p>Mentre Adair osservava soddisfatto la tenuta finalmente silenziosa e piena di selvaggina (un giornalista dell'epoca parlò di <em>deathly silence</em>), alcune famiglie trovarono riparo da mezzadri di proprietà confinanti, mentre altre furono costrette a chiedere un posto nella <em>Workhouse</em> locale (rimedio inglese alla piaga della disoccupazione e dei senza tetto).<br />
Adair - da quel momento soprannominato "Black Jack" - divenne noto in tutto l'Impero britannico ma, nonostante l'arbitrarietà dell'esproprio, nessuna autorità lo costrinse a ritornare sui suoi passi (peraltro nell'Ulster gli espropri erano piuttosto frequenti in quegli anni). Un certo Michael O'Grady, rappresentante di Sidney della London Insurance Company, rimase colpito dalla clamorosa ingiustizia e raccolse fondi per le famiglie sfrattate con l'obiettivo di acquistare appezzamenti di terra in Australia (il <em>Donegal Relief Fund</em>). Molti, soprattutto i più giovani, accettarono la proposta di O'Grady: nel gennaio del 1862 Padre James McFadden accompagnò a Dublino in treno 143 sfrattati, che si imbarcarono sulla Lady Eglinton<span style="font-family:Tahoma;font-size:small;"> </span>con altri 130 emigranti del Gweedore, alla volta della <em>"Southern Cross Land</em>" - dalla metà del XIX secolo l'Australia aveva iniziato ad accogliere ondate di contadini e braccianti irlandesi in fuga dalla Grande Carestia (e dai latifondisti).</p>
<p>Dopo lo sfratto Adair importò pecore scozzesi e fece costruire un castello vittoriano per sé e la sua moglie americana. Nei quindici anni successivi il latifondista riuscì ad acquistare grandi possedimenti terrieri negli Stati Uniti - in particolare in Texas - e divenne probabilmente il più grande proprietario terriero irlandese del suo tempo. Pare che alla sua morte, avvenuta per cause naturali nel 1885, la moglie fece scrivere sulla sua lapide "<em>Brave,      Just and Generous</em>".<br />
Successivamente Cornelia Adair riacquistò un po' di popolarità supportando i Boy Scout e finanziando la costruzione di un ospedale e di uno dei primi YMCA della regione (sì, proprio i covi gay celebrati dai Village People). La donna visse nel castello fino alla sua morte, avvenuta nel 1921. La tenuta ebbe poi diversi proprietari per brevi periodi e dal 1933 divenne la residenza estiva di Henry Plumer McIlhenny, collezionista d'arte americano definito da Andy Warhol "<em>the only person in Philadelphia with glamour</em>". McIlhenny era un uomo di mondo ed era solito invitare nel castello VIP come Greta Garbo, Marilyn Monroe e Charlie Chaplin; ultimo proprietario privato della tenuta, la cedette alla Repubblica Irlandese nel 1974, permettendo la creazione del parco naturale di Glenveagh.</p>
<p>Ho visitato la tenuta di domenica. Nei sontuosi giardini inglesi, sotto un gazebo, un trio di musicisti suonava brani celtici con strumenti tradizionali mentre davanti all'ingresso castello un falconiere intratteneva i turisti più giovani.</p>
<p><a title="The softest feathers you will ever touch by Amaidi, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/amaidi/2362113130/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2351/2362113130_9df0506f11_m.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a></p>
<p><em>Le piume più soffici dell'Ulster</em></p>
<p>L'uomo invitava i bambini ad accarezzare una civetta appollaiata sul suo braccio, ripetendo "it's <em>soooo</em> soft, <em>soooo </em>soft." L'animale, legato con un cordino al polso del padrone, si faceva molestare senza reagire, indifferente e lontano. Il bizzarro accento del falconiere era simile a quello del ragazzino dello Yorkshire che doma un falcone in "Kes", uno dei primi film di Ken Loach. L'improbabile addestramento diventava metafora di un riscatto esistenziale impossibile, banale ma a tratti commovente: il ragazzo capiva che i rapaci non si possono addomesticare e che la loro libertà è assoluta e nobile (poi il rozzo fratello maggiore, minatore semi-alcolizzato, tirava il collo al falcone e lo buttava nella spazzatura). Ho accarezzato la civetta - in effetti morbidissima - e ho superato le mura del castello.</p>
<p>Abituato agli spazi angusti della capitale, non potevo non rimanere colpito dall'opulenza sfacciata dell'architettura vittoriana e dai suoi vuoti superflui. Mi sono ritrovato a pensare all'inaccettabile efficienza energetica del castello, di sicuro più bassa anche della famigerata villa di Al Gore. Poi, come un Bolscevico davanti a una villa degli Zar, ho anche pensato a quanto fosse offensivo tutto quello spazio solo per due persone.<br />
L'allestimento degli interni riflette l'ossessione di Adair per la caccia. Sulle pareti sono appese decine di corna di cervo, di ogni forma e misura. Mentre la guida descriveva il mobilio pregiato di uno dei saloni, mi sono soffermato a toccare un enorme tavolo di mogano, molto diverso dai pannelli di truciolato di cui sono fatti i mobili del mio appartamento a Dublino. Poi ho sollevato lo sguardo: in quell'istante, per un caso prospettico, la testa di un turista francese in piedi al lato opposto del tavolo si è posizionata sotto un paio di corna alte almeno un metro, creando la gag visiva a cui spesso ricorrevano i registi italiani nell'erotico anni '70 per alludere alla condotta liberale della moglie di un personaggio - chiamato con un sottile nome parlante come "Ragioner Cornutoni". Non sono riuscito a trattenere una risata sommessa, ricambiata dal Francese con uno sguardo interrogativo.</p>
<p>Mentre tornavo alla macchina ho percepito una familiarità inaspettata con quel luogo. Chissà cosa avrei fatto io al posto di Adair, passando da quelle parti nel 1857. ♦</p>
<p><em>Note:</em></p>
<p>Robert Spiegelman, sociologo e artista multimediale, è autore della trilogia-web "Then and Now", che ripercorre tre tematiche legate ai coniugi Adair: il primo sito è dedicato alla creazione dello stato di New York (in cui era nata Cornelia), il secondo commemora l'esproprio di Derryveagh e il terzo è focalizzato sulla conquista delle terre texane dove si estende il JA (John Adair) Ranch, ancora esistente. Nella sua rievocazione di disastri umanitari causati in Irlanda e negli USA dall'aristocrazia vittoriana, il professore insinua che Adair si fosse imbarcato nella sua avventura americana per accaparrarsi il trofeo di un bufalo prima che fosse troppo tardi. - <a href="http://www.thenandnow.us/" target="_blank">Then and Now</a></p>
<p>Il John Adair irlandese non va confuso con l'omonimo motivatore aziendale britannico, autore di <em>"Effective Strategic Leadership: An Essential Path to Success Guided by the World's Great Leaders</em>". - <a href="http://www.johnadair.co.uk" target="_blank">John Adair</a></p>
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<title><![CDATA[Anatomia biznesu. Motywacja]]></title>
<link>http://dobraksiazka.wordpress.com/?p=274</link>
<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 14:37:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Yves P.</dc:creator>
<guid>http://dobraksiazka.wordpress.com/?p=274</guid>
<description><![CDATA[Anatomia biznesu. Motywacja
Autor: John Adair
Świetna książka, pełniąca znakomicie rolę poradn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Anatomia biznesu. Motywacja</strong><br />
<em>Autor: John Adair</em></p>
<p>Świetna książka, pełniąca znakomicie rolę poradnika jak opanować kardynalną umiejętność zarządzania, jaką jest motywacja. W oparciu o wnikliwe badania nad motywacją, autor przedstawia szereg strategii skutecznego motywowania zespołów i jednostek.<br />
Przykłady i ćwiczenia pomagają znakomicie uczynić praktyczny użytek z zasad motywacji. Bardzo ważnym elementem są testy załączone do każdego rozdziału. <a href="http://www.lideria.pl/sklep/opis?nr=5935&#38;idp=356" rel="nofollow">Dalej &#187;</a></p>
<p>PS. Zobacz także książkę <a href="http://dobraksiazka.wordpress.com/2008/01/24/psychologia-motywacji/">Psychologia motywacji</a>, doskonale wyważona pod względem prezentacji różnorodnych spojrzeń na naturę motywacji.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[John Adair on Leadership]]></title>
<link>http://bprao.wordpress.com/?p=596</link>
<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 04:45:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Prem Rao</dc:creator>
<guid>http://bprao.wordpress.com/?p=596</guid>
<description><![CDATA[Since yesterday&#8217;s post covered one of the consequences of ineffective team leadership, namely ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Since yesterday's post covered one of the consequences of ineffective team leadership, namely social loafing, I thought today's should cover what makes for effective team leadership.</p>
<p>Amongst the very many writers on management in the world, one who has impressed me on his ability to explain concepts simply is <a href="http://www.johnadair.co.uk/index.html" title="John Adair">John Adair. </a></p>
<p>Adair is one of the world's  most widely respected authority on leadership and leadership development. To understand what constitutes leadership, I have found his " Action Centred Leadership" to be an  excellent and easily understandable model.</p>
<p>Simply stated, according to Adair, the leader has 3 major responsibilities which are:</p>
<p>* To achieve tasks<br />
* To build teams<br />
* To develop individuals<!--more--></p>
<p>To achieve tasks, as a manager you would need to:</p>
<ul>
<li>identify aims and vision for the group, purpose, and direction - define the activity</li>
<li>identify resources, people, processes, systems and tools</li>
<li>create the plan to achieve the task - deliverables, measures, timescales, strategy and tactics</li>
<li>establish responsibilities, objectives, accountabilities and measures, by agreement and delegation</li>
<li>set standards, quality, time and reporting parameters</li>
<li>control and maintain activities against parameters</li>
<li>monitor and maintain overall performance against plan</li>
<li>report on progress towards the group's aim</li>
<li>review, re-assess, adjust plan, methods and targets as necessary</li>
</ul>
<p>To build teams, as a manager you would need to:</p>
<ul>
<li>establish, agree and communicate standards of performance and behaviour</li>
<li>establish style, culture, approach of the group - soft skill elements</li>
<li>monitor and maintain discipline, ethics, integrity and focus on objectives</li>
<li>anticipate and resolve group conflict, struggles or disagreements</li>
<li>assess and change as necessary the balance and composition of the group</li>
<li>develop team-working, cooperation, morale and team-spirit</li>
<li>develop the collective maturity and capability of the group - progressively increase group freedom and authority</li>
<li>encourage the team towards objectives and aims - motivate the group and provide a collective sense of purpose</li>
<li>identify, develop and agree team- and project-leadership roles within group</li>
<li>enable, facilitate and ensure effective internal and external group communications</li>
<li>identify and meet group training needs</li>
<li>give feedback to the group on overall progress; consult with, and seek feedback and input from the group</li>
</ul>
<p>To develop individuals, as a manager you would need to:</p>
<ul>
<li>understand the team members as individuals - personality, skills, strengths, needs, aims and fears</li>
<li>assist and support individuals - plans, problems, challenges, highs and lows</li>
<li>identify and agree appropriate individual responsibilities and objectives</li>
<li>give recognition and praise to individuals - acknowledge effort and good work</li>
<li>where appropriate reward individuals with extra responsibility, advancement and status</li>
<li>identify, develop and utilise each individual's capabilities and strengths</li>
<li>train and develop individual team members</li>
<li>develop individual freedom and authority</li>
</ul>
<p>Check your current capabilities against these points. They can give you pointers on areas where you would need to improve.</p>
<p><i>You can subscribe to the A-Step-A-Day series using RSS at<a href="http://bprao.wordpress.com/category/a-step-a-day/feed"> </a><a href="http://bprao.wordpress.com/category/a-step-a-day/feed">http://bprao.wordpress.com/category/a-step-a-day/feed</a></i></p>
<p><i>This is the 70 th of the “A Step A Day “series : To provide perspective and provoke thought to facilitate self-development across a wide spectrum of issues- big and small- crucial for executive success.</i></p>
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