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	<title>io-e-larte &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "io-e-larte"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 15:31:54 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/?p=365</link>
<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 20:08:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci sono milioni di cose che avrei dovuto fotografare e che invece mi sono fatta scappare. Tra queste]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono milioni di cose che avrei dovuto fotografare e che invece mi sono fatta scappare. Tra queste, la pasta ottomana di Istanbul, il tramonto dalla terrazza del Goldsmiths.</p>
<p>Penso che se avessi scattato quest'ultima foto ora riuscirei a scrivere. Invece no. Ho questo tarlo in testa, che mi impedisce di lasciarmi andare e ricordare, per paura di non riuscire a farlo.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/?p=358</link>
<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 11:49:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri notte ho sognato Matthew Barney che, conciato esattamente così

dormiva tranquillamente nel fo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:georgia;">Ieri notte ho sognato Matthew Barney che, conciato esattamente così<br />
<img src="http://i28.photobucket.com/albums/c231/ghanu/matthew_barney.jpg" alt="" /><br />
dormiva tranquillamente nel foyer di un non meglio identificato teatro...</p>
<p><font face="georgia">...insomma, non mangiate zuppa di farro il sabato sera...</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[It's only words...]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/?p=352</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 21:42:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[and words are all I have&#8230;
Nonostante il grande scoramento provocato dal lavoro, l&#8217;emozio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">and words are all I have...</p>
<p>Nonostante il grande scoramento provocato dal lavoro, l'emozione della letteratura sta tornando in maniera preponderante dento me, segno, probabilmente, della stabilizzazione delle cose.</p>
<p>Sono riuscita, di nuovo, dopo tanto tempo, a liberarmi e scrivere una cosa con la mente aperta, lasciando andare i freni, senza l'ansia delle gabbie dentro cui stare nel circo del giornalismo d'arte, scoprendo che non importa quanto il soggetto del tuo scrivere sia bravo, conta come lo fai uscire nelle tue parole, ed il risultato è <a href="http://www.lobodilattice.com/0.1/node/3575">qui</a>; ma anche una cosa più "controllata", ma sempre molto me, <a href="http://www.teknemedia.net/magazine/dettail.html?mId=4651">questa</a>.<br />
Ho trovato una grossa possibilità, un concorso per giovani critici, indetto da una mega rivista inglese, che oltre ad avere in palio un bel po' di soldini, offre anche la commissione di un articolo da pubblicare in autunno. E la voglia di impegnarcisi è immensa.</p>
<p>Ho ricominciato a leggere, dopo mesi di buio, grazie agli splendidi regali si compleanno dei miei amicici. Ho riscoperto la voglia di far conoscere agli altri le meraviglie che vivono dentro i libri - certe volte penso che se fossimo nel migliore dei mondi possibili, mi piacerebbe fare l'insegnante, ma purtroppo siamo molto lontani da ciò.<br />
Mi sono commossa sapendo che Alessandro Baricco ha regalato un suo riadattamento di Novecento per farla diventare un numero speciale di Topolino, in uscita domani. Se avessi un figlio, quello sarebbe la più bella cosa che potrei regalargli.</p>
<p>E se penso che Boris Vian il suo capolavoro l'ha scritto a 27 anni, tiro un respiro...<br />
Ho ancora un anno per il mio masterpiece.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/?p=349</link>
<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 09:21:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se è vero che Al Qaeda ha invocato la maledizione di Allah su Berlusconi, beh, io la invoco su colu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Se è vero che Al Qaeda ha invocato la maledizione di Allah su Berlusconi, beh, io la invoco su colui che ha inventato il salone del mobile e il fuorisalone, trasformando per una settimana Milano in un buco di traffico e persone il cui unico interesse è mangiare gratis e rompere i maroni a chi dovrebbe lavorare.</p>
<p>Fondazione Prada, venerdì 18 aprile, inugurazione Nathalie Djurberg. Pioggia. Casino. Dentro, milioni di persone, mostra inavvicinabile. Suona un telefono (non mio): "pronto...sì, siamo da Prada...boh, una cosa una mostra... non lo so, Na-ta-li-bus-de-ng, rul-gem-b, boh, chissenefrega, ma tu vieni!"<br />
Ecco, se anche voi vosti stati lì, come me, per lavoro, vi assicuro che la voglia di traformare l'ombrellino piegevole di h&#38;m da 1,95€ in un'arma inconvenzionale sarebbe stata molto forte.</p>
<p>Anyway, Natalie Djurberg ne sa a pacchi, anche se dopo decenni che fa le stesse cose ha un po' stufato. E la Fondazione Prada dovrebbe investire qualche euro in impianti di aerazione.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Viva l'Italia paese dell'arte, viva i suoi artisti tenuti in disparte...]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/?p=340</link>
<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 12:48:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[(..sì, sono in redazione, e scrivo sul blog&#8230; sì, cambio idea a tempo di record. Ho anche un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">(..sì, sono in redazione, e scrivo sul blog... sì, cambio idea a tempo di record. Ho anche un portapenne e due stampers su tavolo, e allora??)</font></p>
<p><font face="georgia">Era una pausa pranzo tranquilla, quando scorgo un articolo tra le pagine d'arte del NYTimes. Volete sapere cosa dicono di noi all'estero? Subito accontentati!</font></p>
<p><font face="georgia">"Italy has become the basket case of Western Europe. So everybody says. This winter the government, chronically geriatric, fell for the umpteenth time. Decades of festering indecision caused rotting garbage to pile up in the streets of Naples.<br />
But then there’s the contemporary art scene.<br />
A museum is under construction in Rome, nicknamed Maxxi, designed by Zaha Hadid. A museum opened in Bologna called Mambo. The Prada Foundation bought an exhibition space in the south of Milan; Rem Koolhaas will be that architect. And in the north of Milan there’s Hangar Bicocca, devoted to gigantic installations; Anselm Kiefer’s, an awesome series of towers, has become a pilgrimage site.<br />
In Naples, Madre, a contemporary museum, has a new place. So does the Maramotti family’s art collection.<br />
More is happening in Turin. And Venice has recently turned its customs house over to the French billionaire François Pinault, to show off his collection.<br />
“Foreigners feel free to make fun of Italy and complain that it’s creaky and corrupt,” said Lorcan O’Neill, a dealer who runs one of the best high-end galleries in town [Roma, Ndr]. “For whatever reason, they think it’s charming to insult Italians, never mind that then they go off and buy Prada, eat Italian food and covet Ferraris.” But, he adds, the state still thinks of culture in terms of antiquities, so that’s where the money goes.<br />
“It’s medieval,” the veteran curator Germano Celant said. “All these different villages, city against city, museum against museum — every institution is a one-person project; otherwise nothing happens. There’s no structure, no official culture of expertise.”<br />
Talk about accumulating a modern art collection out of the Venice Biennale — a ready-made source that could have produced a first-class museum — typically came to nothing.<br />
So private collectors have been left to pick up the slack, for which they’re not really suited. The Italian tax system further burdens them.<br />
Lia Rumma opened a gallery in Naples in 1971, then a second one in Milan 18 years later. She showed Minimalism and Conceptualism when they were nearly unknown here. She nurtured a coterie of young collectors.<br />
“But the market can’t substitute for what really sustains artists, meaning museums, public support and recognition,” she said.<br />
In Turin, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, oversees a foundation that has staged a variety of world-class shows. “When I started to collect and visited Germany and London,” she said, “I was shocked to see contemporary Italian artists who were nowhere to be found in Italy. The focus here on antiquity is a way not to be involved more in this moment. But I think things are changing.”<br />
They clearly have changed in Turin. The Castello di Rivoli Museum of Contemporary Art now totals maybe 300 works, mostly large installations. Lothar Baumgarten has painted the walls of one room an electric blue and added bird feathers. Sol LeWitt did murals in another room. About 100,000 people visit each year.<br />
“It’s only recently that people in Italy have begun to recognize contemporary art as a cultural value, which other countries use, for economic purposes,” Marcel Beccaria, the curator, said. “Italians have been slow to see there’s a whole economic world out there that rotates around it.”<br />
But Turin is one case, Rome another. Pepi Marchetti Franchi, who manages Larry Gagosian’s new gallery here, said of Mr. Gagosian: “When he first saw Rome long ago, he fell in love with the city, and now he can afford to be extravagant, and he thinks artists he’s interested in will feel the same way about exhibiting here. It’s not for the market. There hardly is any market.”<br />
Where Rome ends up will depend partly on Maxxi, the state’s modern art museum. A building is under construction. Anna Mattirolo, who has worked in the government arts administration for years, directs it. She said it had been tricky, over the years, getting Culture Ministry bureaucrats to approve contemporary acquisitions. But it has gotten better, she said.<br />
“It’s our culture,” Ms. Mattirolo said. “There’s no point in fighting it. It’s impossible to say what will happen. All I know is that if we call great international artists and ask them to do exhibitions, they will come.”<br />
She added, “This is Italy,” and shrugged."</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/12/14/299/</link>
<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 15:37:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qualche settimana fa, nel mezzo del delirio per la mia nonna, avevo vinto un nuovo web magazine. Ora]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Qualche settimana fa, nel mezzo del delirio per la mia nonna, avevo vinto un nuovo web magazine. Ora, è on line la mia prima recensione. E' più ispirata di quelle per exibart - non so perchè la gabbia di layout di questi ultimi mi toglie anche la libertà di scrittura. <a href="http://www.teknemedia.net/magazine/dettail.html?mId=3614">La potete leggere qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/11/29/290/</link>
<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 21:06:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Difendo quello che faccio sempre e comunque davanti a tutti, ma questa volta ho vacillato. Probabilm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Difendo quello che faccio sempre e comunque davanti a tutti, ma questa volta ho vacillato. Probabilmente non era proprio il periodo adatto per ricevere delle critiche, con tutto quello che sta succedendo. Ma come disse il vecchio saggio Giovanni Bonelli (e approfittate delle sue perle di filosofia finché ce n'è, che da marzo Vivere chiude per sempre) "Da un grande male un grande bene". E allora ci ho pensato, e ancora una volta mi sono data ragione. L'oggetto del contendere, ancora una volta, i maledetti Subsonica e la loro mostra, più precisamente l'articolo che ho scritto per Exibart, <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/21647/IDCategoria/1">"Lontani dall'ombra"</a>. Un po' me lo aspettavo, ma la grossa crisi di stamattina, acuita anche dal silenzio del Curatore, mi ha fatto riflettere sulla strada che sto percorrendo.</font></p>
<p><font face="georgia">Beh, io la serata organizzata dai Subsonica mi sento di difenderla in tutto e per tutto. Quell'articolo lo riscriverei mille volte. Il motivo è uno, ed è molto semplice: se cinque torinesi con il cappellino in testa riescono a portare trecento sedicenni in una galleria d'arte, loro per me sono i più grandi creatori di cultura di questo mondo. La mostra una marchetta? Può essere, così come lo è stata quella "Curve pericolose" organizzata da Triumph per la nuova linea di costumi da bagno. Ma se queste marchette mi permettono di portare a vedere arte contemporanea persone che altrimenti mai avrebbero varcato la soglia di un museo o una galleria, io allora vorrei che ne organizzassero una al giorno. Cosa c'è di sbagliato? Nè il signor Triumph, nè uno dei Subsonica ha avuto la presunzione di assurgere al ruolo di artista e esibire opere da lui prodotte; le mostre esponevano artisti che fanno gli artisti nella vita, non che vedono l'arte come sfizio della domenica, e che sfruttano il loro nome per avere fama.</font></p>
<p><font face="georgia">E vi assicuro, che lo stacco di coscia non è necessariamente inversamente proporzionale all'attività cerebrale. Never judge a book by its cover, dicono. Così, se io mi incavolo per chi mi giudica solo dalle scarpe, perchè dovrei fare lo stesso?</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Eclisse]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/11/19/eclisse/</link>
<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 20:59:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se dieci anni fa mi avessero detto che avrei potuto passare una serata come questa, avrei probabilme]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Se dieci anni fa mi avessero detto che avrei potuto passare una serata come questa, avrei probabilmente pianto per l'emozione.</p>
<p>E invece no, ora sorrido, felice di avere un lavoro non pagato ma che mi appaga completamente.</p>
<p>Stasera, alla Neon&#62;FDV  c'è stata la presentazione del nuovo album dei Subsonica, Eclisse, per il cui lancio hanno organizzato una mostra in galleria, 5 giovani artisti che reinterpretano il tema del titolo del disco. Serata blindatissima, e io c'ero, con le mie scarpe rosse che non hanno neanche fatto male, a gironzolare tra le opere, chiacchierando con i ragazzi della band, per scoprire che Samuel ama Burri e l'arte, e va sempre ad Artissima, e forse ne capisce più di me; che Boosta è simpaticissimo e veramente easy, che la moglie - ovvero Fernanda Lessa, assente però stasera - è una grande esperta e collezionista di arte contemporanea; che Max Casacci, che ho sempre reputato il più intelligente dei cinque, ha in realtà le scimmie urlatrici nel cervello, e senza neanche essere simpatico. Ho parlato con Manuel Agnelli, arrivato verso la fine della serata, e ancora una volta ho capito che lui sarà sempre il mio preferito, per l'intelligenza e la forza di svelare le carte senza paura, anche quando svelano cose scomode. Come ad una qualsiasi festa, scambiavo due parole con persone che fino a un paio di anni fa idolatravo da sotto un palco, e che per me erano gradini più in alto rispetto al genere umano.</p>
<p>Io ero lì, e fuori una coda infinita di ragazzine che sperava di entrare, che urlava, in cerca di un autografo o di una foto. Dieci - ma anche cinque, o tre - anni fa sarei stata una di loro, ora sono una di quelle che tanto invidiavo in queste situazioni.</p>
<p>Cara "generazione 1000 euro", da una di voi, ve lo posso assicurare: non è lo stipendio a rendere la propria vita inimitabile.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/11/15/272/</link>
<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 21:00:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Amo le giornate tranquille.
Quindi, stamattina ho scritto la nuova recensione per Lobo, stavolta è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Amo le giornate tranquille.</font></p>
<p><font face="georgia">Quindi, stamattina ho scritto la nuova recensione per Lobo, stavolta è toccato a <a href="http://www.lobodilattice.com/0.1/node/2904">David Lachapelle</a>. Dopodichè, alle 13.30 sono partita con le mie Fornarina rosse per il colloqui da Care of (sì, quelli molto poco professionali della volta scorsa), probabilmente convinta che come interlocutore avrei avuto Stefano Accorsi. Invece no, davanti a me c'era Chiara Agnello, e neanche una sedia libera in tutta la galleria - abbiamo parlato appoggiate all'installazione di Zimmerfrei -&#62; MOSTRA STUPENDA! Tutta incentrata su Milano e le sue storie, con tanto di colonna sonora degli Afterhours. Il tutto è durato circa mezz'ora, quindi, alle 15.45 ero già a zonzo per Milano, dato che l'inaugurazione di Chewing Gum Man era solo alle 18. Ho camminato in stile top model fino a 10 Corso Como, preso la metro, e portato i miei piedini di rosso calzati fino alla Rinascente. Qui il delirio, alberi e palline ovunque, persino Chris Martin che cantava Have yourself a merry little Christmas sulle scale mobili, fatto sta che improvvisamente le mie estremità hanno cominciato a ribellarsi, lanciando staffilate di dolore tra le cinture di Gucci e i portafogli di Vuitton. Neanche cospargermi di Mitsouko è servito ad anestetizzare il male terribile. In compenso, è perfettamente riuscito nel trasformarmi in mia nonna. Comunque, da vera stoica, ho continuato a camminare, trascinando le mie terga doloranti per tutta via Montenapoleone, non ho neanche capito cosa ci fosse nelle vetrine, l'unica cosa che mi ricordo di questa via crucis erano le scarpe esposte da Prada, di vernice azzurra, decine di paia abbinate ad altrettante scatole, il cui pantone tendeva a un tono leggermente diverso da quello del pellame tale da produrre in me un fastidio ulteriore. Ormai giunta davanti ad Armani, non ho resistito, e mi sono lanciata a peso morto su una panchina. Ma la meta era ancora lontana, in via dei fiori chiari. Mi sono rialzata, e per tutta via Borgonuovo a ogni passo mi sono ripetuta "non fa male, non fa male". Stringendo i denti, sono arrivata fino alle seggiole davanti all'aula 44  dell'Accademia. Erano ormai le 18, vale a dire 4 ore e mezza da quando ero uscita di casa, 4 lunghissime ore di deambulazione su tacco 10. Ma ormai ero lì, al traguardo, ce l'avevo fatta, un ultimo minimo sforzo, per raggiungere la Galleria L'Immagine. Ed eccomi lì! Applausi! C'era Jacopo da Chiuduno, Kate da Londra, e alla fine persino il Curatore! Naturalmente, per passare il livello c'era anche lì la difficoltà: la malefica scala stretta, trafficata e senza corrimano. E neanche una cassetta della frutta abbandonata per sedersi. Ma ce la posso fare, resisto. Ore 19.15, tempo di spostarmi di nuovo, fino a il Torchio. Ciò significa rifare tutta la strada fino alla metro, e poi arrivare dalla fermata di Porta Romana fino alla galleria. Più facile a dirsi che a farsi. Segno il nuovo record di quasi 20 minuti per fare via Borgonuovo, pensando seriamente almeno tre volte di togliermi le scarpe e proseguire senza. Scendo le scale non so come, trovo anche la forza di dare delle indicazioni a una signora che deve raggiungere piazza Duomo. Arrivo sulla banchina, e, provvidenzialmente, incontro Alice e la sua amica Geo. Quest'ultima mi dice che soffrire per un paio di scarpe così vale sicuramente la pena: era esattamente quello che volevo sentire. Riparto di slancio, tanto mentre aspetto la metro e durante il viaggio riesco a stare seduta. Al momento di scendere non mi sembra vero: il dolore è diminuito, riesco ad arrivare al Torchio senza sembrare uno di quei finti invalidi tipo Striscia la notizia. Quando a casa riesco a togliere le scarpette rosse sono ormai le 20.45. Significa 7 ore e un quarto consecutive e quasi tutte in piedi. Senza neanche una vescica, alla facciazza di Frida Giannini.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/11/11/267/</link>
<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 18:20:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri, prima trasferta Torinese, per Artissima, con La Ve, Pippo, e HH.
Viaggio in macchina sempre tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Ieri, prima trasferta Torinese, per Artissima, con La Ve, Pippo, e HH.</p>
<p>Viaggio in macchina sempre troppo lungo, città con una viabilità peggio di quella de Il Cairo, vento gelido di montagna e quaranta gradi dentro il Lingotto, ingresso rigorosamente a pagamento (grazie al Curatore per la gentilezza), un milione di persone in fiera, solito piattume e nomi noti nella proposta artistica, se non altro ho incontrato Marco Rainò dopo un sacco di tempo.</p>
<p>Dopo Artissima, altro delirio nel traffico dello struscio sabaudo del sabato pomeriggio, verso l'inaugurazione della Fratelli Calgaro alla galleria Dieffe, casino, macchine ovunque, non un posto per parcheggiare tanto HH e Pippo ci hanno aspettate in macchina mentre io e La Ve abbiamo dato un'occhiata alla mostra, deserta.</p>
<p>La vera serata è arrivata solo per cena, al McDonald's di viale Giulio Cesare, grazie ai buoni sconto della Ve, che hanno fatto esibire Pippo in due BigMac e 4 Chicken McNuggets.</p>
<p>Il ritorno a casa è stato come al solito un viaggio della speranza sull'Agila...</p>
<p>...e il pensiero di dover tornare a Torino domattina non mi rende certo felice...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/11/09/266/</link>
<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 09:10:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Di ignoranza ci piace, e allora ieri sera tutti in massa all&#8217;inaugurazione da JZ Art Trading (]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Di ignoranza ci piace, e allora ieri sera tutti in massa all'inaugurazione da JZ Art Trading (per chi avesse perso le puntate precedenti, la galleria di Jonathan Zebina, calciatore juventino). Questa volta è toccato a Rotella, curato da machevvelodicoaffare? Gruppone al gran completo: HH, Mamma Korette, Alice, La Ve, Jacopo da Chiuduno e persino Valsecchi! Guest stars stavolta, oltre agli immancabili Corradi+Santarelli, Ana Laura Ribas, Antonio Cassano, e Dacour (di cui non so il nome di battesimo).</font></p>
<p><font face="georgia">Il migliore di tutti è stato come sempre Jacopo, che ha voluto fare una foto con il suo nuovo amico Antonio da Bari Vecchia.</font></p>
<p><font face="georgia">Finisco ringraziando sentitamente Frida Giannini per le piaghe da francescano che mi hanno regalato gli stivali della sua maison, neanche quelli di Scarpe&#38;scarpe erano riusciti in tanto devasto.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/11/07/264/</link>
<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 20:32:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sì, il lavoro fa decisamente male, soprattutto il mio a me. Che lavoro faccio? Dopo la giornata odi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Sì, il lavoro fa decisamente male, soprattutto il mio a me. Che lavoro faccio? Dopo la giornata odierna direi la peripatetica. Cammino, aspetto, cammino, guardo, cammino, aspetto, cammino.</font></p>
<p><font face="georgia">Nell'ordine, oggi, ho preso il tram, camminato fino allo spazio Forma, litigato con l'addetta all'ufficio stampa, guardato la mostra di Lorenzo Cicconi Massi [bella, strana, molto artistica, sui generis per essere stata creata da un fotoreporter], guardato di straforo anche quella di Mimmo Jodice [eccezionale, non c'è una sola foto che non avrei voluto scattare io], preso il tram, camminato fino in Accademia, guardato le date delle tesi dei miei compagni, camminato fino alle macchinette, bevuto la cioccolata, camminato fino alla Galleria Scognamiglio, guardato la mostra di Max Naumann [particolare, molto silenziosa, al limite del concettuale], camminato fino in Corso Como, provato a telefonare, ricaricato il telefono, riprovato a telefonare, preso l'autobus fino alla Neon&#60;Fdv, guardato la mostra di Marta Pierobon, spettegolato con Pòl e Saverio, camminato fino in via Luigi Nono, visto la mostra di Camilla Micheli "Itaku" [stupende, foto di cosplayers italiane ritratte in costume ma in casa loro, con uno stridore incredibile, esattamente le immagini di Italian Fiction di Vaccari], scoperto che da Care of non ritelefonavano perchè la galleria era chiusa, ripreso nell'ordine: autobus, metro, tram, pullman per tornare a casa, mandato email per alcuni problemi al Leader Maximo, richiesto l'accredito per la mostra di domani.</font></p>
<p><font face="georgia">Il tutto in 5 ore e mezza. Perchè sono uscita alle 14 aspettando che la galleria in cui avrei dovuto sostenere il colloquio per lo stage richiamasse, dato che l'appuntamento prefissato era stato spostato a "ora da destinarsi". Naturalmente, vana attesa. E poi quella non seria ero io per gli shorts troppo corti...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/10/26/</link>
<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 17:07:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mes sieurs dames, state leggendo il blog della nuova redattrice d&#8217;arte di exibart!
Ebbene sì,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Mes sieurs dames, state leggendo il blog della nuova redattrice d'arte di exibart!</p>
<p>Ebbene sì, sono state 24 ore di passione e di attesa, ma il responso è stato positivo. Il debutto il 15 novembre.</p>
<p>Oggi, intanto, giornata passata con il Curatore e Valeria in Triennale, per la conferenza stampa della mostra Anni Settanta. Ho stretto la mano a Vittorio Sgarbi - ebbene sì, il nemico - e sono tornata a casa come al solito con cinquecento lavori impossibili, tra cui oggi anche un libro. In realtà ne potrei scrivere uno raccontando tutte le proposte lavorative che ho ricevuto in questi 18 mesi di frequentazione del Curatore, ormai la prendo a ridere...</p>
<p>Stasera il bis, con la festa anni settanta sempre in Triennale, e un'altra inaugurazione a Bollate - forse...</p>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/10/17/241/</link>
<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 13:01:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nuovi libri in Books from boxes!!
&#8230;e anche una nuova recensione su Lobo: Lo smacchiatore unive]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Nuovi libri in Books from boxes!!</p>
<p>...e anche una nuova recensione su Lobo:<a href="http://www.lobodilattice.com/0.1/node/2756"> Lo smacchiatore universale</a></p>
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<title><![CDATA[Attendendo impaziente l'uscita di Ratatouille]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/10/09/attendendo-impaziente-luscita-di-ratatouille/</link>
<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 08:10:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Finalmente riesco ad aggiornare il blog, i giorni scorsi sono stati un puro delirio.
Iniziando da ie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Finalmente riesco ad aggiornare il blog, i giorni scorsi sono stati un puro delirio.</font></p>
<p><font face="georgia">Iniziando da ieri, che di mattina mi ha offerto la presentazione della mostra di David Lynch alla Triennale. Il maestro è veramente un persona incredibile, un pazzo visionario guru della meditazione trascendentale. Le opere sono molto belle, come l'allestimento, anche questo disegnato da lui. Una visita merita proprio.<br />
La sera, invece, cenona autogestita da Matthew, con i soliti noti. Non ce la possiamo veramente fare, chissà Chris, il cugino australiano del padrone di casa, cosa avrà pensato sulle nostre disquisizioni sull'insalata...</font></p>
<p><font face="georgia">Sabato, invece, insieme alla Ve e Pippo, abbiamo aspettato dalle 17 alle 18.30 la presentazione inesistente del premio Italian Factory allo Spazio8, per poi fiondarci alla Galleria Seno per l'inaugurazione di Tino Stefanoni. Alla fine, tutti al bar Brera per l'aperitivo con tanto di partita dell'Inter proprio sui due gol di Cruz.</font></p>
<p><font face="georgia">Venerdì, festone di compleanno sempre della Ve, a base di Punk Hardcore.</font></p>
<p><font face="georgia">Ora sono talmente stanca, che mi sollazzo con il fantastico film di Ambra "Favola" risalente al 1995. Con sei cartelle stampa che mi guardano con occhi pietosi perchè io scriva di loro...</p>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/09/28/229/</link>
<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 08:11:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Soddisfazione è alzarsi la mattina con l&#8217;ispirazione giusta per scrivere QUELLA recensione, e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Soddisfazione è alzarsi la mattina con l'ispirazione giusta per scrivere QUELLA recensione, e scoprire che la mostra è finita da quattro giorni...</font></p>
<p><font face="georgia">...welcome to my life...</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/09/27/228/</link>
<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 12:48:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[(Si vede che oggi sono a casa a non fare niente&#8230;)
Comunque, alla preview di David Lachapelle u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">(Si vede che oggi sono a casa a non fare niente...)</font></p>
<p><font face="georgia">Comunque, alla preview di David Lachapelle un fotografo mi ha chiesto se poteva farmi qualche scatto...naturalmente sono uscita sul Corriere della Sera, che emozione. Fortunatamente, non mi riconoscerebbe neanche mia madre - io sono la persona meno fotogenica del pianeta. Per completezza filologica, vi regalo l'immagine.</font></p>
<p><font face="georgia"></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.corriere.it/vivimilano/Corriere%20della%20Sera/Fotogallery/Tagliate/2007/09_Settembre/24/CHAP/18.JPG" /></p>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/09/25/224/</link>
<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 20:08:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[I veri pomeriggi incredibili sono quelli come oggi. Prima a Brera con Alice, Jacopo di Chiuduno che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">I veri pomeriggi incredibili sono quelli come oggi. Prima a Brera con Alice, Jacopo di Chiuduno che si è iscritto al Cobaslid (pazzzzzzooooooo!!!! ...e poi aspetto ancora la palma!), Fra e il Curatore; le mostre di libri antichi di astronomia alla braidense, e tornare indietro a metà della strada per Antonio Colombo, perchè piove e sono appena andata dal parrucchiere; poi, io e Alice da lei sul divano, a guardare La vita in diretta e Studio Aperto, fare i commenti sul delitto di Garlasco pensando al Lombroso, sulla sparizione della piccola Maddie e su Miss Italia...e poi le inaugurazioni stra-fashion del Curatore al Fitzcarraldo, con David Lachapelle e tutta la sua banda, compresa Amanda Lepore, pornostar sua musa; il buffet megagalattico e Alice che fa finta di non conoscermi quando mangio wurstel e patatine... Mancava solo HH perchè la giornata fosse perfetta...</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.plasticized.com/images/twinsunleashed.jpg" /></p>
<p>così potete vedere a chi mi accompagno...</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/09/24/223/</link>
<pubDate>Mon, 24 Sep 2007 19:55:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il weekend ha visto il mio rientro nel mondo dell&#8217;arte contemporanea, e la mattinata di oggi t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Il weekend ha visto il mio rientro nel mondo dell'arte contemporanea, e la mattinata di oggi tragicamente nel mondo del lavoro. Ma procediamo per ordine.</font></p>
<p><font face="georgia">Non sono mai stata una fan di START, soprattutto da quando nell'universo delle inaugurazioni è stato dichiarato fuori moda il buffet. Tuttavia, questa volta era proprio l'inizio della stagione, erano mesi che Milano giaceva in letargo, e quindi, mi è toccato. O meglio, ci è toccato, perchè Happy Hippo, ovviamente, mi ha seguito in tutte le peggio cose.</font></p>
<p><font face="georgia">L'inizio è stato procacciato da Zanchetti nella persona fisica della Ponga, la quale ha proposto l'incontro con Fabio Mauri alla Galleria Milano,ore 17. Le premesse non sono delle migliori, dato che la strada della galleria è stata bloccata tutto il giorno a causa di un allarme bomba per un pacco abbandonato. Fatto brillare il finto ordigno e ristabilita la situazione di calma, eccoci qui, seduti ad ascoltare il simpaticissimo Fabio Mauri, simpatico come tutti i concettuali, che piuttosto di dirti una buona parola si farebbero prendere a sprangate sui denti, convinto di essere il solo al mondo ad aver capito il vero significato dell'arte. Parte dalle sue installazioni del 1957. Alle 18.50 e al 1977, dopo che già Zanchetti aveva abbandonato la sala, anche noi lasciamo sconfitti, sapendo di non poter sopportare altri 30 anni di opere.<br />
Iniziamo il giro lanciato di gallerie: Ashley Reid alla Nowhere Gallery; pareti bianche da Suzy Shammah (che lei stava abilmente vendendo a un signore in camicia Burberry's (la stessa che HH aveva provato il giorno prima al Salvagente)); Photology, con una mostra molto interessante di Claudio Abate; Marco Cingolani da Antonio Colombo (che schifo la mostra, ma che figo il figlio indie di Antonio Colombo!); e infine Marzia Migliora da Lia Rumma. Sono ormai le 19,30 e non abbiamo cenato, e neanche ceneremo, visto che dobbiamo arrivare alla Fiera a Rho, per il concerto per i Beatles con Jarvis Cocker. In tangenziale c'è un casino incredibile, voglia del concerto zero, ma soprattutto FAME! Comunque partiamo... Arrivati all'altezza di Rozzano, un donut rosa mette fine a tutti i nostri buoni propositi intellettuali. Ed eccoci al Medusa, a mangiare Falafel e Hummus con in tasca i biglietti per il film di Simpsons. Che a dire la verità avrebbe potuto essere meglio, gli episodi, forse anche per la durata minore, regalano spunti migliori. Ma Spider Pork vale da solo i 7,5€ del biglietto. Da notare il fatto che io ridessi a battute che nessuno capiva (naturalmente) e che i momenti di maggior divertimento per gli altri non mi tangessero minimamente.</font></p>
<p><font face="georgia">Così, finisce il venerdì. Il sabato è tranquillo, praticamente abbiamo solo dormito e fatto la spesa. MA... alle 21 (dopo la pizza con le cipolle di Jack) arriva un messaggio della Ve, lei e Pippo stanno andando alla festa di Start (di cui anche noi avevamo gli inviti ma che avevamo tranquillamente cancellato dall'agenda). Quindi, direzione Triennale Bovisa. La festa è strana, c'è un po' di gente, ma nessuno di noto. Beviamo qualcosa, ma a mezzanotte e mezza abbandoniamo. Non prima di esserci messi d'accordo per il giorno dopo, per prendere il trenino dell'ammòre, ovvero le navette di start, che portano gli amanti dell'arte in tre itinerari guidati tra le gallerie dell'associazione.</font></p>
<p><font face="georgia">Ebbene sì, proviamo anche queste. Io e HH tranquilli, scegliamo quella delle 17, quindi ci concediamo comodamente Verissimo sul divano quando... La Ve, che stoicamente aveva deciso di prendere tutti e tre i mezzi, ci avvisa che quasi non c'è più posto (sono le 15) e che prende lei i biglietti anche per noi, per l'itinerario a Lambrate. Alle 17 siamo puntuali in piazza Oberdan, pronti per il giro. 17.15, la navetta non si vede, ma una voce mi chiama. E' la ragazza al gazebo dei biglietti, che mi conosce (perchè io non ho idea ancora adesso di chi sia -&#62; non ce la posso fare!) perchè siamo andate in gita insieme in Svizzera l'ultimo anno di università. Mi racconta del lavoro da schiavi per Start, di come il comune faccia di tutto per ostacolare queste iniziative non concedendo i patrocini e le sponsorizzazioni, e per questo le cose si possono fare solo in piccolo, e infatti la gente si picchiava per salire sui pullmini. Arrivano le 17.30, ma la navetta ancora non c'è. Finalmente, dopo altri 10 minuti, arriva. Naturalmente noi siamo il turno sfigato, e dobbiamo tagliare metà del percorso per ritornare in tempo. Vediamo comunque tutte le gallerie di via ventura, finalmente, che non eravamo mai riusciti a visitare: De Carlo (che ha in mostra un artista cinese, che fa molto trendy; Zero, prossima al trasloco, che ha approfittato dello spostamento per demolire completamente la galleria; Minini, come sempre in punta di piedi, con le sue artiste pulite e educate, e Klerkx.  Sono anche oggi ormai le 19, e scappiamo a casa (nonostante da Zonca&#38;Zonca ci dicono sia allestito un buffet strepitoso), perchè alla tartare di Luha non si comanda.</font></p>
<p><font face="georgia">E si arriva a stamattina, alla vernice stampa della mostra di Vivienne Westwood a Palazzo Reale, per la quale avevo ricevuto un invito via email, al cui ufficio stampa avevo confermato l'accredito. Si sa che le signorine degli uffici stampa non sono propriamente simpatiche, che probabilmente non hanno molte frequentazioni maschili, e che spesso pensano di controllare l'universo mondo. Ma oggi hanno esagerato. Ok, io non scrivo per il prestigiosissimo Flash Art, o per il benemerito Corriere della Sera, ma il mio lavoro lo faccio, e bene, e molto più seriamente di molte persone che invece siedono nelle alte sfere.<br />
Quindi, mi avvicino al tavolo degli accrediti stampa, e porgo il mio biglietto da visita, su cui campeggia a tutto campo il logo della mia testata, l'indirizzo del sito, il mio nome e tutti i miei recapiti. A prova di imbecille. A scanso di equivoci dico alla signorina che dovrei essere sulla lista accrediti. La giovane porge il mio biglietto alla sua capa, dicendole della lista, e la grande faccia di culo risponde "non è vero, ma va bene". Io mi stavo già allontanando, ma sentendo quelle parole mi sono rifiondata al tavolo, e con aria assai stizzita, ho replicato alla signora "mi avete mandato l'invito elettronico, e io ho confermato la presenza". Lì, la tipa trasale, e chiedendo il nome della testata - perchè leggerla evidentemente era troppo difficile, dice "ah, sì, è vero...". già, è vero. Perchè mai dovrei mentire su una cosa così? Comunque, sono superiore, e invece si accalcarmi al tavolo della colazione, mi siedo nella sala stampa. Accanto a me, un paio di signore veterane del giornalismo di moda, che mi chiedono del mio giornale e della mia carriera, e con cui chiacchieriamo di Viv e ddell'assessore. Alle 9 puntuali, Vivienne Westwood arriva, splendida come sempre. Si siede, ma bisogna aspettare Sgarbi per iniziare. Il quale si presenta alle 9.45, dicendo che voleva dormire, pensando che non si sarebbe presentato nessuno, dato che la mostra era stata presentata venerdì in occasione dell'inizio della settimana della moda. Sempre rispettoso del lavoro degli altri, l'assessore.  Comincia il suo discorso, facendo squallide battute sulla sessualità di Formigoni e della Santanchè, poi della Moratti, citando come sempre Arte e Omosessualità, e finendo con il consueto panegirico sulla sua personale genialità e il grande contributo che ha dato in prima persona alla mostra. Vivienne, che capisce perfettamente l'italiano, avendo il quartier generale proprio qui a Milano, lo guarda schifata. Finalmente finisce la conferenza, cominciano a distribuire i cataloghi. Provo a chiederne uno - cosa che faccio sempre. Faccia di culo mi guarda come se le stessi rubando qualcosa, e mi risponde "Assolutamente no, è solo per i quotidiani". Che poi, voglio dire, un sito specializzato ha un determinato target di lettori, che sicuramente non mette le pagine d'arte del quotidiano sul fondo della lettiera del gatto, come il 90% dei lettori. Vabbè, niente catalogo, inizia il giro guidato alla mostra con Queen Viv che spiega. Ma non può fare un passo che i fotografi e i cameraman non le stiano a 4 centimetri. Ha 66 anni, e la voce è quella che è, tra microfoni e operatori non si riesce ad avvicinarsi e non si sente assolutamente nulla. Anzi, appena si trova uno spiraglio, uno degli educatissimo fotografi ti insulta perchè impalli l'inquadratura, come se noi fossimo lì a giocare, e non a lavorare come loro. Ok. Dopo stamattina non ho più bisogno di andare in Giappone per diventare zen. Finisce grazie a Dio anche il giro, è il momento delle interviste one-on-one. Ovviamente, di poterle fare qualche domanda non se ne parla, qui l'accesso è ristretto addirittura alle televisioni nazionali. Rimango comunque, per ascoltare le cose che dice agli altri, ma non si riesce, bisogna stare alla larga. Non demordo. Rimango, e mi siedo sconsolata nella sala stampa per guardare da lontano. Mi giro, e seduta accanto a me c'è Silvia Toffanin, lì per Nonsolomoda. Un'altra ragazza lì sconsolata comincia a parlarle, e iniziamo a conversare. E' molto gentile, veramente easy, parla tranquillamente senza tirarsela, ci dice anche come fare per mandare un curriculum a Verissimo, ci spiega della ricerca della fotografia molto curata nei servizi di Nonsolomoda e ci confida che se il simpaticissimo entourage della Westwood non le fa fare l'intervista dove hanno scelto, riciclano senza problemi un'intervista vecchia fatta a Londra. E' una grande. Ormai sono le 11.30, le situazione non si sblocca. Me ne vado.<br />
Scendo nel cortile per uscire, quando noto del movimento all'ingresso della mostra di David Lachapelle. La data di apertura è domani. Vuoi vedere che... E infatti, a mezzogiorno, press conference della mostra!  Perche se errare è umano ma perseverare diabolico, io ora ho coda e cornini! Risalgo nella maledetta sala delle otto colonne infami: c'è ancora la Westwood che sta finendo un'intervista. Aspetto, come sempre, e appena conclude, mi avvicino, le chiedo di autografarmi la locandina, e la saluto, alla faccia di Fasadichiulo. Nel frattempo, il tavolo degli accrediti è stato smantellato, e gli inservienti hanno portate le brioches avanzate dalla colazione! Grande festa, quelle al cioccolato sono stupende. Mentre mastico, arrivano Pol e Davide, e si ricomincia da capo con il caro David Lachapelle. Della serie, l'abito non fa il monaco. Io, ok, sembro molto più giovane della mia età. E Pol ha i dreadlocks e un piercing al labbro inferiore. La scena è la stessa di prima, sembra sempre che stiamo rubando qualcosa. Questa volta i cataloghi sono solo per le testate nazionali. Che poi, voglio dire, un sito internet è accessibile da tutto il mondo...<br />
Sgarbi, non ci possiamo credere, dice esattamente le stesse cose di prima, non curandosi del fatto che le persone presenti sono le stesse, e da gran signore tiene a sottolineare che lo slittamento della mostra di sei mesi non è colpa dell'assessorato ma dell'artista che ha voluto più tempo. Lachapelle arriva in ritardo, perchè la sera prima aveva organizzato un megafestone. Anche lui è disponibilissimo, a riprova che tutte le dicerie sugli artisti sono artefatte alla perfezione dagli uffici stampa. La Conferenza dura poco, e scendiamo per vedere la mostra. Ma a metà dello scalone mi accorgo di aver dimenticato il maglione in sala. Torno su di corsa, non c'è quasi più nessuno, e ne approfitto per farmi autografare anche la cartella stampa da David, che mi ringrazia per avergli chiesto di farlo.</font></p>
<p><font face="georgia">C'è da dire che entrambe le mostre sono assolutamente da vedere, al di là di tutte le polemiche. Interessanti, con un congruo numero di opere e bene allestite, ma soprattutto interessanti, cosa rara di questi tempi a Milano.</font></p>
<p><font face="georgia">E domani si ricomincia...</p>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/09/20/222/</link>
<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 20:05:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho cambiato alcune pagine di questo blog. Evidentemente, la musica e l&#8217;arte fanno talmente par]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Ho cambiato alcune pagine di questo blog. Evidentemente, la musica e l'arte fanno talmente parte della mia vita che è impossibile dividerle dai racconti del mio quotidiano. Con i libri, invece, il mio rapporto è diverso. E' talmente profondo, che meritano uno spazio esclusivo. Così, ho pensato all'amore per la letteratura di uno dei miei gruppi preferiti, e alla mia canzone preferita del loro ultimo album. Ed è nata "Books from Boxes", la mia pagina di letteratura...</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/09/20/220/</link>
<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 08:38:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri sera io e Happy Hippo ci siamo spinti fino a Bergamo, per l&#8217;inaugurazione di &#8220;il fu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Ieri sera io e Happy Hippo ci siamo spinti fino a Bergamo, per l'inaugurazione di "il futuro del futurismo". Un viaggio estenuante, durato due ore per colpa del traffico maledetto delle tangenziali di Milano e del centro della città ospite, un litigio furibondo per il parcheggio - perchè i local non sono molto friendly. Ma ne è valsa sicuramente la pena. E' una mostra molto interessante, strutturata bene, con opere importanti, non buttate lì a caso, ma con un allestimento che te ne fa godere appieno.</font></p>
<p><font face="georgia">Oggi inizia la mia vita nuova, da donna libera. Inizia da una videocassetta registrata male nel lontano 1998. Inizia con tutto ciò che ho perso a causa degli impegni che mi hanno incastrato fino ad adesso, e con la stupenda consapevolezza di poter fare quello che preferisco in assoluto: scrivere.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/09/07/213/</link>
<pubDate>Fri, 07 Sep 2007 08:12:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Venezia, dunque&#8230; Giornata estenuante, accompagnata da un cannolo di poster di Felix Gonzales T]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Venezia, dunque... Giornata estenuante, accompagnata da un cannolo di poster di Felix Gonzales Torres di circa 9 kg...</font></p>
<p><font face="georgia">Ma partiamo dall'inizio: DAMIEN HIRST - NEW RELIGION. Delusione massima. A parte la grande scortesia della tipa in galleria, che sostiene di poter dare i cataloghi solo agli amici della gallerista, e non a chi, come me, ne fa giustamente richiesta all'ufficio stampa a fronte di un accredito da giornalista. La mostra era piccola e inutile. Ma DH è un genio totale, se solo al posto di manifestoni stampati avesse realizzato le opere veramente la mostra sarebbe stata un capolavoro. Peccato, tanto genio un po' sprecato.<br />
Dopo la mostra, vaporetto al volo (vorrei far notare che in quel locus amenus che è Venezia un corsa in vaporetto costa solo 6€) e via sparata ai Giardini, per la 52° Biennale di Venezia, la prima per me. Inizio dall'ex Padiglione Italia, ora padiglione di tutto un po'. La mostra è umpf, avrebbe dovuto essere la biennale dell'impegno civile, quella di art @ war, ma da qui, veramente, non si direbbe. C'è qualche spunto qua è là, ma soprattutto c'è la galleria degli americani "grande nome piccolo contenuto". Vabbè. Panino, e inizia la sfilata ai padiglioni nazionali.<br />
Grande delusione dal padiglione Israeliano, paese che di solito sforna dell'arte contemporanea eccezionale; interessante quello degli Stati Uniti, con Felix Gonzales Torres e i suoi poster a replica illimitata, e quello inglese con Tracey Emin; politically incorrect al punto giusto quello danese, che installa subito fuori dall'entrata 3 wc chimici, rosso, bianco e blu, ognuno con un'insegna "liberté" "egalité" "fraternité"; eccezionale il padiglione francese di Louis Calle (già autrice di un'istallazione stupenda al padiglione italia). Tutti gli altri hanno oscillato tra inutile, medio, e carino. Mi ha un po' deluso Aernout Mik, che di solito invece regala delle perle non indifferenti. Forse ciò è dovuto anche al cilicio che mi portavo dietro, che continuava a srotolarsi, e che mi ha visto protagonista di tentativi di riarrotolamento davanti alla prima videoproiezione di Sophie Calle, e su un tavolo davanti al padiglione di Tracey Emin. Me lo sono trascinato in braccio dai giardini all'arsenale, a piedi, con la tentazione di abbandonarlo di fianco a ogni cestino dell'immondizia, ma senza mai avere la forza di farlo. L'ho sostenuto con amore al padiglione del Premio Giovane Arte, con esposta "Revenge" di Nico Vascellari. Ma davanti all'ingresso dell'Arsenale, guardando sulla mini guida la vastità di "Pensa con i sensi, senti con la mente"" non ce l'ho fatta. Ho lasciato il mo compagno fidato tra un bidone e una grondaia, e sono entrata.<br />
L'esposizione all'Arsenale è molto più interessante di quella ai Giardini, finalmente si nota il filo conduttore che dovrebbe fare di questa edizione "la biennale sociale". Naturalmente, über alles le foto di Beirut di Gabriele Basilico, viste anche loro per la prima volta. La mostra è molto godibile, passa in fretta, anche perchè sto facendo tutto in modalità "giro lanciato", dato che prima di prendere il treno vorrei vedere la mostra a Palazzo Grassi. Interessante, dopo il miscuglio, il padiglione Turco (l'arte contemporanea turca si sta dimostrando veramente di qualità); esco dalle Corderie e corro al vero Padiglione Italia, alle Tese. Anzi, no, non corro, i miei piedi non ce la fanno veramente più, arranco sul ghiaino, sto per cedere. Ma ce la faccio, entro di slancio, e mi accascio sul muro mentre guardo "Democrazy" di Vezzoli. Commento: "Beh, tutto qui?" cioè, la cosa potrebbe essere molto arguta, se durasse più di trenta secondi! Ma cos'è, un provino? Non c'erano abbastanza soldi per pagare la Stone per un girato più lungo? No, così decisamente non va! Non parlerò di Penone, perchè non mi è mai piaciuto, e, come insegna il Curatore, è inutile accanirsi. Ho finito anche l'Arsenale (Made in China, passo), raggiungo faticosamente l'uscita, e, SORPRESA!! Il mio rotolone è ancora esattamente dove l'ho lasciato, nessun cane l'ha eletto a gabinetto personale, nessuno l'ha portato via. Mi guarda come un bimbo abbandonato, cosa devo fare? Lo carico di nuovo in spalla, e insieme, prendiamo il vaporetto per Palazzo Grassi.<br />
Ora, non sarà così difficile raggiungere Palazzo Grassi no? Mi ricordo anche il nome della fermata, letta su un cartellino pubblicitario: S. Samuele. E in effetti, basta scendere a San Marco e poi prendere l'82. Bene. Io e il mio fido compare cartaceo saliamo sul vapur, e, sorpresa!, incontro la stessa ragazza americana che all'andata mi aveva chiesto dove avessi preso le mie scarpe. Cominciamo a chiacchierare, parliamo della Biennale che anche lei ha visitato, e dell'Italia, dell'arte contemporanea....e come per magia, mi ritrovo a Ca' Rezzonico, ovvero esattamente dirimpetto a San Samuele. Solo il Canal Grande mi separa dalla mia meta. Ma, a Venezia, attraversare la strada non è come dirla. In giro non ci sono ponti, il più "vicino" è quello dell'Accademia, e naturalmente, ca' rezzonico è l'unica fermata che l'82 salta di tutto il canal grande. Uff, oltre a tutto sono ormai le 16.30, non ho nemmeno tantissimo tempo prima di riprendere il treno... L'unica soluzione è aspettare di nuovo l'1, in qualsiasi direzione, fare una fermata e prendere l'82. Tempo effettivo dell'0perazione: 30 minuti. Mezz'ora per attraversare una strada, anzi un maledettissimo canale. Poi non chiedetemi perchè non amo Venezia.<br />
La mostra a Palazzo Grassi fortunatamente è piccolina, e molto autocelebrativa. Sono entrata come giornalista, fortunatamente, perchè non valeva certo i 6€ del biglietto. Giro lanciatissimo, ritiro del cannone al guardaroba, e mi dirigo verso la stazione. Altri 20 minuti di navigazione, è estenuante la lentezza dei trasporti su acqua.<br />
Gelato davanti alla stazione, e salgo sul treno. Nel nord-est produttivo, i treni spaccano il secondo, è impressionante.</font></p>
<p><font face="georgia">Conclusioni: Venezia è la città più scomoda della terra, cosa che crea malessere. Malessere che peggiora per chi, come me, detesta i turisti. C'è un sacco di fuffa in giro nel mondo dell'arte contemporanea, ma questo lo sapevamo già...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Buon capodanno!]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/09/01/buon-capodanno/</link>
<pubDate>Sat, 01 Sep 2007 08:37:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ebbene sì signori&#8230; l&#8217;ho sentito ieri su Radio Deejay mentre tornavo a casa, ma devo dir]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Ebbene sì signori... l'ho sentito ieri su Radio Deejay mentre tornavo a casa, ma devo dire che avevano proprio ragione. Il vero capodanno non è quello del 31 dicembre, ma il 31 agosto. Fine delle vacanze, inizio della nuova stagione, buoni propositi lavorativi.</font></p>
<p><font face="georgia">Infatti eccomi qua, dotata di un photopass per la prima giornata dell'Idroscalo Rock, trasformata in fotoreporter grazie a Carlo di <a href="http://www.italyrocklive.it/">Italyrocklive</a>, pronta per Tom Smith e Beth Ditto,</font></p>
<p><font face="georgia">Nel frattempo, sto pianificando un tour de force bestiale per giovedì a Venezia, che prevede mostra di Damien Hirst e Biennale d'arte; e sto alquanto maledicendo il signor Charles Saatchi che ha deciso di traslocare chiudendo la collezione fino al 2008, infischiandosene bellamente della mia tesi che non può andare avanti senza che io veda quelle dannatissime opere. Evidentemente, questo viaggio a Londra non s'ha da fare...</p>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/08/21/208/</link>
<pubDate>Tue, 21 Aug 2007 14:29:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stranamente la mia immobilità si è rivelata produttiva: TBVS: Il sacro e il profano
Lobodilattice ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Stranamente la mia immobilità si è rivelata produttiva: <a href="http://www.lobodilattice.com/0.1/node/2552">TBVS: Il sacro e il profano</a></font></p>
<p><font face="georgia">Lobodilattice è momentaneamente in hard maintenance, ma la recensione si dovrebbe leggere...</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://gcmorvern.wordpress.com/2007/07/30/199/</link>
<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 18:10:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>gcmorvern</dc:creator>
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<description><![CDATA[Così, anche quest&#8217;anno, è arrivata l&#8217;estate.
L&#8217;estate fatta dall&#8217;home page]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="georgia">Così, anche quest'anno, è arrivata l'estate.</font></p>
<p><font face="georgia">L'estate fatta dall'home page di Exibart caricata random dalle migliori della stagione (e l'anno scorso, ne girava una con un mio articolo in Primopiano), l'estate in cui non arriva più la newletter di Pressrelease. Insomma, se non si capisse, l'arte contemporanea è chiusa per ferie, e io mi annoio. A Palazzo Reale mi manca solo la mostra di Botero, ma non so se posso farcela. O forse sì, per puro divertissement del non c'è mai fine al peggio.</font></p>
<p><font face="georgia">Ma le notizie d'arte mi mancano tanto. Appuntamento a settembre.</p>
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