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	<title>integrazione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/integrazione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "integrazione"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 14:39:25 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Lavoro a Campi, una crisi dilagante ?]]></title>
<link>http://campibisenzio.wordpress.com/?p=680</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 17:58:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>campibisenzio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Colgo l’occasione, purtroppo, della notizia apparsa recentemente sui giornali, della riduzione di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Colgo l’occasione, purtroppo, della notizia apparsa recentemente sui giornali, della riduzione di personale di un’altra nota azienda campigiana, per parlare di lavoro e della crisi che sta assorbendo aziende storiche del nostro territorio. Non è una critica verso nessuno, ma semplicemente un voler dare risalto anche a questa triste e purtroppo reale, voce di Campi. Già da tempo abbiamo assistito al declinio della <strong>Tintoria del Sole</strong>, che ha già depositato la richiesta di cassa integrazione di un anno per 43 lavoratori e per la quale si è già delineata la via del fallimento; un segnale che crea un netto disagio nel paese, anche perché la Tintoria del Sole è stata un pilastro dell’industria campigiana (mi sto documentando per raccontare la sua storia); pertanto con la sua chiusura muore un periodo della storia di questo territorio.<br />
Adesso appare la notizia dello storico <strong>Lanificio Faliero Sarti &#38; Figli</strong>, che in questi giorni ha avviato la mobilità per il 42% dell’organico. Nato nel 1949 da Faliero Sarti è specializzato nella lavorazione dei filati cardati e pettinati, nella tessitura a maglia e nella tintura di filati e tessuti. Fra il 1956 ed il 1976 avviene la svolta dell’azienda che vede i propri prodotti inseriti nel campo della moda nazionale ed internazionale e la nascita di un vero e proprio stabilimento. Fra i clienti del Lanificio Sarti si annoverano stilisti di eccezione come Armani, Valentino, Ferrè, Versace, Max Mara e molti altri. Gli ultimi anni hanno messo in crisi l’intero indotto pratese dei tessuti e l’azienda, passata ai figli Roberto e Paolo dopo la scomparsa del padre avvenuta nel 1985, ha subito sicuramente un duro colpo.<br />
Il comune di Campi, nella persona dell’assessore Salvi, pare che non fosse stato al corrente di questa situazione, ma si è subito attivato per cercare di risolvere il problema e salvaguardare i lavoratori.<br />
Tali lavoratori, vanno purtroppo ad aggiungersi ai 22 dipendenti di <strong>Panorama</strong> che hanno recentemente accettato la proposta di mobilità ed i 23 dipendenti della <strong>Electrolux</strong>, residenti a Campi.<br />
A tutti loro va il mio augurio di poter risolvere favorevolmente la situazione.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Un nero alla Casa Bianca? Non aiuta l’integrazione]]></title>
<link>http://annumarche.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 21:01:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>annumarche</dc:creator>
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<description><![CDATA[Barack Obama? Non ha favorito le relazioni tra bianchi e neri negli Stati Uniti. Lo ha rilevato un s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Barack Obama? Non ha favorito le relazioni tra bianchi e neri negli Stati Uniti. Lo ha rilevato un sondaggio del New York Times, secondo cui rimane differente tra bianchi e neri anche la percezione dello stesso Obama e della moglie Michelle. Il senatore è decisamente più popolare tra gli afro-americani, visto che l’80 per cento ne ha una opinione favorevole, contro il 30% tra gli elettori bianchi. Tra gli elettori afro-americani Obama ha un appoggio del 90%, McCain del 2% soltanto. Tra i bianchi il senatore nero conquista il 37% delle intenzioni di voto, il suo collega dell’Arizona il 46%. Sono buoni in particolare i risultati che sta ottenendo tra gli ispanici, che potrebbero rappresentare l’ago delle bilancia: il 62% degli elettori latini è pronto a votare per Obama (il 23% per McCain).<br />
	 <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276607</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nuove presenze in antiche trame]]></title>
<link>http://waaa.wordpress.com/?p=155</link>
<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 17:43:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>paghna07</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Da qualche anno si osserva come i luoghi del territorio maceratese, siano divenuti poli di attrazio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://waaa.files.wordpress.com/2008/07/npat01.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-156" src="http://waaa.wordpress.com/files/2008/07/npat01.jpg?w=300" alt="" width="373" height="272" /></a></p>
<p>Da qualche anno si osserva come i luoghi del territorio maceratese, siano divenuti poli di attrazione di migranti e popolazione straniera: l’ultimo “Osservatorio sul fenomeno immigrazione - Rapporto 2006” presentato dalla Prefettura  riporta che sugli oltre 315mila abitanti residenti nella Provincia di Macerata circa il 7,3% è straniero con più di 120 etnie differenti (1).<!--more--><br />
La nostra Regione è una meta appetibile e facilmente accessibile, in particolare per le popolazioni provenienti, dall’area balcanica e dall’est europeo, e le città delle aree costiere e dell’entroterra, gremite di fabbriche e piccole imprese, non sono solo luoghi di passaggio ma spesso offrono condizioni lavorative stabili che permettono un insediamento duraturo nel tempo.<br />
Gli immigrati in provincia sono prevalentemente occupati nei seguenti settori: servizi alla persona (badanti) ed altri servizi (19,8%), edilizia (13,1%), alberghiero e ristorazione (12%), calzaturiero (10%), costituendo una risorsa concreta per il territorio marchigiano.<br />
Una tale pluralità che mette radici nel tessuto socio-culturale esistente, porta ad una naturale amplificazione delle differenze culturali e religiose ed alla necessità di rimodulare i rapporti di convivenza quotidiana.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-158" src="http://waaa.wordpress.com/files/2008/07/npat02.jpg" alt="" width="180" height="567" /></p>
<p><strong>IMMIGRAZIONE - CENTRO STORICO </strong>Le città sono diventate punto di destinazione di flussi migratori costanti, ma è soprattutto a livello dei centri storici che si intende sottolineare l’esigenza di un inquadramento programmatorio di tale fenomeno.<br />
“La casa rappresenta la più critica delle condizioni urbane dell’inserimento degli immigrati. Essa infatti, quale simbolo del radicamento, non è solo un luogo fisico, di protezione e riparo, ma deve essere vista anche nel suo valore simbolico di tutela degli affetti e dei legami familiari e quindi, creare le condizioni abitative per accogliere gli immigrati può significare da subito il loro inserimento. Indagare sulla sistemazione abitativa dei soggiornanti rappresenta comunque, un aspetto problematico in quanto dal momento del loro arrivo fino all’ottenimento della residenza – indice di massima integrazione abitativa – i percorsi sono estremamente articolati e vanno dalla clandestinità, al ricorso ai centri di accoglienza e alla convivenza presso altri immigrati” (2) .<br />
Il centro storico si è prestato più di altre parti della città a soddisfare questa esigenza perché la maggioranza degli alloggi sono di proprietà di persone che non li abitano e possono esser messi “a reddito” in condizioni manutentive decisamente basse: per tali motivi, proprio queste zone, spesso degradate, si sovrappopolano di immigrati proprio di fianco ad aree ri-valorizzate a tavolino dall’imprenditoria privata, generando un fenomeno analogo a quello della cosiddetta “gentrification” (3) .<br />
Da queste brevi considerazioni emerge che il tema dell’accoglienza porta in luce la questione urbanistica e al contempo richiede una visione ‘politica’ del centro storico, capace non solo di affrontare la gestione degli spazi ereditati dalla storia (la trasformazione e la riconversione di strutture urbane e architettoniche), ma anche di promuovere e prefigurare nuovi luoghi di vita associata, tali da corrispondere ai bisogni abitativi, di relazione, di lavoro e di scambio dei suoi abitanti.<br />
Quando gli immigrati, spinti dal desiderio di ricongiungimento familiare, aiutandosi tra loro, puntano sulla proprietà, grazie anche ad una loro maggiore stabilizzazione sul territorio, favoriscono un sottomercato immobiliare - composto da abitazioni meno appetibili, da case degradate o ciò che rimane invenduto nei comuni della provincia - che innesca  un più vasto processo di valorizzazione del patrimonio immobiliare, come peraltro accade per altre “fasce deboli”. Tali meccanismi fanno sì che alcune zone del centro storico vengano progressivamente rivitalizzate attraverso le attività commerciali di servizio gestite e destinate soprattutto alla popolazione straniera: la moschea, il bagno turco, la macelleria islamica, i phone-center, i kebab,…etc.<br />
Ambienti storici e luoghi pubblici vissuti in modo innovativo, spazi nuovi che si giustappongono a quelli esistenti: questi gli avvenimenti che aprono varchi sconosciuti dai quali scorgere nuovi comportamenti, spazi da condividere, da gestire e da reinterpretare in architettura: ci troviamo quindi di fronte ad un’occasione per un nuovo progetto urbano (4) e il centro storico dimostra di essere un‘entità fluida e dinamica “nonostante tutto” in cui esso può trovare origine.<br />
La Regione Marche con l’emanazione della Legge regionale del 20 gennaio 1997, n.11. “Interventi regionali per il recupero diffuso dei centri storici” propone di incentivare gli interventi di recupero edilizio nei nuclei storici - concedendo contributi ai proprietari degli immobili,  stranieri e non - ma tali linee guida, recepite in senso stretto, finiscono per risolversi quasi sempre in episodi puntuali a favore dei singoli piuttosto che entrare a far parte di una serie coordinata di azioni che favorisca l’effettivo sviluppo economico-sociale del comparto storico.</p>
<p><strong>IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE CARMINE A BRESCIA</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-160" src="http://waaa.wordpress.com/files/2008/07/brescia02.jpg?w=125" alt="" width="125" height="167" /></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-161" src="http://waaa.wordpress.com/files/2008/07/brescia03.jpg?w=124" alt="" width="124" height="168" /></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-162" src="http://waaa.wordpress.com/files/2008/07/brescia04.jpg?w=123" alt="" width="125" height="169" /><strong> </strong></p>
<p>Un’ applicazione di quanto detto è quella realizzata dal Comune di Brescia (5).<br />
La città di Brescia si è confrontata con il problema dell’immigrazione negli anni ’90; un esempio interessante tratto dalla sua esperienza è il Piano di Recupero del quartiere Carmine, situato nella zona nord-ovest del centro storico, da sempre caratterizzato dalla compresenza di realtà sociali assai differenti: da un lato la nobiltà e la borghesia locale con belle dimore residenziali in gran parte ancora ben conservate e dall'altro il popolo del quartiere costituito da bottegai, artigiani, operai dimoranti nelle caratteristiche a case popolari a schiera situate lungo gli assi viari principali del quartiere.<br />
Il quartiere Carmine viveva una evidente situazione di degrado riconducibile all'abbandono, disordine e trascuratezza e associato anche alla piccola criminalità ivi insediatasi: una porzione di città estranea agli stessi abitanti che ha cambiato volto grazie all’azione congiunta di Pubblica Amministrazione, Università degli Studi di Brescia ed Aler – Isu (6).<br />
Diversamente dai piani urbanistici consueti, il Piano di Recupero del Carmine (2001 - ampliato nel 2005, 2007), oltre alle misure strettamente urbanistiche in ordine al recupero edilizio ed urbano e all’inserimento di nuovi servizi, prevede una sommatoria di iniziative di diversa natura tutte preordinate a favorire il recupero urbano di questa parte di città andando a proporre “un progetto dinamico che deve anche sapersi modulare ed adattare alla dinamicità delle trasformazioni in atto sul territorio (7).<br />
Le iniziative poste in atto riguardano azioni di sostegno degli interventi privati (esonero dagli oneri concessori per progetti di riqualificazione di immobili con tipologie di alloggi con più locali o destinati a studenti o ad altre categorie speciali di utenti, sostegno economico a fondo perduto per l’intervento edilizio sulle parti comuni degli edifici, esonero dal pagamento della tassa di occupazione suolo pubblico per i cantieri, ecc...) e delle attività economiche (incentivi per l’apertura di nuove attività compatibili con il contesto, attraverso bandi pubblici per l’assegnazione di locali di proprietà comunale con canone di locazione, particolarmente basso, rispetto ai correnti prezzi di mercato, riduzione dal pagamento del canone per l’occupazione del suolo pubblico per tavolini e/o opere di arredo per bar, ristoranti e negozi nel Quartiere Carmine, riduzione del pagamento della tassa rifiuti per tutte le attività economiche interessate dalla presenza dei cantieri interessati da lavori di riqualificazione delle vie del Carmine, ecc..) ed ha previsto, anche, alcune nuove destinazioni pubbliche nel quartiere, sostituendo quelle di basso profilo o intervenendo su stabili inutilizzati.<br />
Sono stati potenziati i servizi sia per i residenti che per una popolazione giovane e dinamica (asilo nido, nuova sede degli Uffici Pubblici - IX Circoscrizione -, servizio Informagiovani, biblioteca universitaria ed alloggi per studenti e docenti), in modo tale da aumentare la frequentazione del quartiere e renderlo più appetibile per il mercato immobiliare.<br />
L’Ufficio Progetto Carmine ha, inoltre, sostenuto indirettamente le attività presenti nel quartiere erogando contributi economici, tramite la IX Circoscrizione ed altri enti, per sostenere eventi ed iniziative aventi valenza artistica, turistica, sociale, culturale e sportiva che sono stati promossi nel quartiere.<br />
Di grande importanza è stata anche l’ampia campagna di comunicazione che ha fatto conoscere all’esterno quanto di nuovo si stava facendo per il Carmine, veicolando un’immagine positiva alla collettività ed ha offerto un solido appoggio agli operatori commerciali ed immobiliari che per primi venivano chiamati ad agire per la riqualificazione del quartiere.<br />
La risoluzione del degrado ambientale ha favorito anche la risoluzione di gran parte del degrado sociale ed ha riaperto il mercato dell’affitto anche a giovani coppie, studenti e lavoratori e stranieri permettendo una buona integrazione abitativa e ponendo le basi per la costruzione di nuove possibili  relazioni sociali.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="alignleft size-full wp-image-163" src="http://waaa.wordpress.com/files/2008/07/npat03.jpg" alt="" width="141" height="282" /><strong>NOTA CONCLUSIVA.</strong> Contaminazioni su contaminazioni di popolazioni succedutesi e influenzatesi nel tempo, hanno sempre  dato un  contributo importante - nella cucina, nella musica, in architettura e nelle arti figurative – tanto da non riuscire ad accorgerci di come usi e costumi provenienti da altri paesi, vivano quotidianamente nelle nostre abitudini.<br />
La contaminazione si ritrova ovunque:<br />
sicuramente la più apprezzata si scopre in cucina, basti pensare alle patate che provengono dalla Cordigliera delle Ande oppure al foie gras che sembrerebbe tipico francese, in realtà ha origini egizie, o al risotto alla milanese (8)  che mescola ingredienti giapponesi, arabi e lucani.<br />
Molti altri sarebbero gli esempi: il granoturco, proveniente dall'America - in cui l’aggettivo “turco” sta per straniero, forestiero, i liquori e la distillazione della grappa che non è tipica degli alpini, ma di importazione araba.<br />
Certo è, che lo spaghetto "cu a pummarola n'coppa" è certamente un piatto napoletano!<br />
In pittura, il francese Gauguin (XIX sec.), ispirato dalla cultura figurativa e primitiva della Polinesia, con le sue opere che ritraevano donne tahitiane,  influenzò tutta l'arte pittorica del Novecento. Le idee di Ruskin, di Morris e dei preraffaeliti, erano ispirate alle arti orientali (Giappone, Cina e Persia) e a quelle del passato occidentale (particolarmente del gotico e del rococò), incluso lo stile romantico simbolista di William Blake.<br />
Sono numerose le contaminazioni musicali del passato: Johann Sebastian Bach (XVIII sec.) ed il tamburo africano, le radici del Blues sono da ricercare tra i canti delle comunità di schiavi afroamericani nelle piantagioni degli stati americani meridionali, dove poi nasce il soul, il jazz, ecc...<br />
Il paesaggio è pieno di contaminazioni, se Johann Wolfgang von Goethe (XVIII sec.) tornasse in Italia, troverebbe piante di Eucalipti australiani e Agave americane e Fichi d’India originari dell’America tropicale, eppure queste piante sembrano far parte del nostro panorama quotidiano.<br />
Nel Liber Abaci ("Il Libro dell’Abaco"), Leonardo Fibonacci (XIII sec.) espone i fondamenti di algebra e matematica usati nei paesi arabi, ovvero il sistema decimale oggi in uso in Europa e l’approssimazione al Rapporto Aureo. Fu lui, infatti, a introdurre nella nostra civiltà matematica lo "zero", che gli arabi chiamavano poeticamente "zefiro" e che all’epoca era un numero pressoché sconosciuto.<br />
Negli stili architettonici, vi è stata la forte influenza nipponica (XIX sec.) in terra occidentale, quando gli imponenti sistemi commerciali degli imperi coloniali francesi e britannici, permettevano la continua affluenza di manufatti orientali di ogni sorta: ceramiche, porcellane, paraventi, arredi (pareti mobili), abiti, tessuti e le famose stampe. Poi le contaminazioni in architettura da Vienna nel 1922, con Adolf Loos l'architettura cambia: “deve essere pratica, e quindi non può essere arte: di qui il bisogno morale di eliminare ogni decorazione inutile” (9).<br />
Tale ricognizione sommaria sulle influenze di altri popoli vuole far riflettere sul fenomeno della CROSS - FERTILIZATION, termine anglosassone - americano per dire contaminazione, che intende l‘interscambio tra le diverse culture o modi diversi di pensare che sia reciprocamente vantaggioso e produttivo; "la fertilizzazione incrociata della scienza e le arti creative".<br />
Qualcosa che sta ‘tra’ e che mette in relazione elementi differenti (10).</p>
<p style="text-align:right;">Simona Esposito, Simona Raponi</p>
<p style="text-align:left;">NOTE:</p>
<p style="text-align:left;">1 Dati tratti dal Rapporto 2006 stilato dall’Osservatorio sul fenomeno immigrazione di cui fanno parte numerosi enti tra cui la  Prefettura di Macerata  e l’Istat Ancona. www.provincia.mc.it- provincia -  www.prefmacerata.sinp.net.<br />
2  Immigrati e territorio: dove vivono gli stranieri nelle Marche di Venusia Albanesi, "Immigrati e territorio. Dove vivono gli stranieri ad Ancona" - Univ. di Modena e Reggio Emilia, Lettere e Filosofia, corso di Lingue e Culture Europee, relatrice Dott.sa Anna Maria Sala, a.a. 2003-04.<br />
3 “Gentrification” termine negativo coniato negli anni '70 a New York per evidenziare una riqualificazione del quartiere che passa attraverso la sostituzione dei vecchi abitanti poveri con i nuovi benestanti ("gentry people").<br />
4  Cristina Pallini, Federica Pocaterra, Immigrazione: un problema di architettura? Di Baio Editore “Argomenti di Architettura Architettura e Città Periferie? Paesaggi urbani in trasformazione”<br />
5 Appare utile precisare che del progetto proposto sono esemplari alcuni suoi contenuti, mentre bisogna prendere le distanze da alcune sue derive che, volutamente, tralasciamo perchè trascurabili dal punto di vista urbanistico come, ad esempio, l'utilizzo di telecamere per la video sorveglianza, il controllo del numero di utenti per abitazione, etc., cioè una serie di palliativi giustificati con la scusa nel quartiere.<br />
Tali soluzioni, non costituiscono interventi di carattere “urbanistico”, quindi non pertinenti al nostro tema d'indagine.<br />
6  (Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale di Brescia) l’Istituto per il Diritto allo Studio dell’Università di Brescia).<br />
7  Relazione del Piano di Recupero del quartiere Carmine - Variante 2007<br />
8  Interessante è stato l’incontro con Philipe Daverio sulle contaminazioni Abbadia Di Fiastra Maggio 2008  “Dal foie gras al risotto milanese”, ne riportiamo solo alcuni esempi.<br />
9  Adolf Loos, Ornamento e delitto  (1908).<br />
10 Cross Fertilization per l’Innovazione: nuovi processi a supporto della competitività nazionale nei settori del Made in Italy. Giovanni Conti e Giuliano Simonelli  http://www.sistemadesignitalia.it/sdi</p>
<p style="text-align:left;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[spunti sulla discriminazione]]></title>
<link>http://piccoloverdeelfo.wordpress.com/?p=154</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 12:42:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>atti84it</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quelli che seguono sono semplici spunti, cioè delle riflessioni, fatte senza trarre conclusioni, ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Quelli che seguono sono semplici <em>spunti</em>, cioè delle riflessioni, fatte senza trarre conclusioni, ma col semplice scopo di indagare il fenomeno della discriminazione, di tipo razziale, etnica e sessuale.</p>
<p>Può fornire da punto di partenza per un brain storming.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Dove andare a cercare la Discriminazione. Chiavi interpretative</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>D. come capro espiatorio</strong> (es. ebrei sotto il nazismo servivano per compattare le divisioni interne e sviare l'aggressività diretta verso il potere e orientarla verso i gruppi deboli. La stessa cosa accade coi Rom in queste settimane in Italia)</p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>D. dentro di noi</strong>. Avete mai abbracciato un barbone? Cosa provate nei suoi confronti? E di chi chiede l'elemosina?<br />
Va di passo contrario con l'apertura mentale.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>D. come competizione diretta</strong>. Hanno ben “ragione” muratori e camionisti ad avercela con i loro colleghi che fanno lo stesso lavoro accettando di essere pagati meno.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>D. come processo politico globale</strong>. Ad es. il trattato di Schengen e l'edificazione della fortezza europea. Stessa cosa con la “carta verde” negli USA.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>Sessismo e condizione della donna</strong>. Io sarei per separare la <strong>discriminazione contro la donna</strong> (intesa come sottomessa, privata del piacere nella sessualità, considerata inferiore, meno abile, assunta più difficilmente e comunque pagata meno) dall'altro problema, detto <strong>repressione sessuale</strong>, che agisce anche contro la sessualità maschile, ad opera di tutta la società e della morale sessuale dominante. es. l'omofobia colpisce anche i gay uomini</p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>D. etnica</strong>. Esempi storici: Musulmani oggi, Bosniaci in Serbia (anni 90), genocidio del Rwanda, le tante minoranze.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>D. inversa</strong>. (è tra i principi costituzionali italiani) serve ad aiutare categorie sociali svantaggiate (es. handicappati, donne) attraverso l'istituzione di corsie preferenziali (es. percentuale di posti di lavoro riservate a queste categorie, quote rosa, ecc..)<br />
questo tipo di D. è giusto o no? C'è ad esempio chi vi si oppone.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>D. come necessità di catalogare</strong>. Approccio cognitivista secondo cui “per approcciarci al mondo esterno abbiamo la necessità fisiologica di catalogare, inquadrare, mettere entro schemi. E' il nostro modo di capire le cose: fare differenze e distinguere”</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Problema: cosa significa integrazione? E se l'omologazione viene rigettata?</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>Che significa integrazione? </strong><span>Copiare il paese di destinazione? Togliere il velo? Usare vestiti occidentali? E a tavola, paese d'origine o di destinazione? Copiare il paese di destinazione anche nella sua idendità borghese e consumista?</span><br />
Se i nostri giovani hanno il diritto di contestare i costumi (vesiti, abitudini, valori) del proprio paese, perchè non dovrebbe averlo anche gli immigrati?</p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>Integrazione come forma velata di razzismo</strong><span>. Maiale nelle mense ospedaliere, hanno diritto i musulmani a chiedere un pasto particolare? C'è chi dice “si adattino!”</span><br />
Velo nelle scuole? “Siamo in francia! Lo stato è laico!”<br />
E la foto sulle carte d'identità?<span><br />
Ascoltato direttamente da una signora: “Vedi quella ragazza? E' africana ma si è vestita da città (jeans e maglietta), non si è messa il suo </span><em><strong>pigiama</strong></em><span>”</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">quando il rigetto viene “dal di dentro”, dagli oppressi stessi:</p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>Ricerca di radici e identità</strong>. es. negritudine (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Negritudine">v. wikipedia</a>), incidenti nelle banlieues e “le radici ca tieni” nei Sud sound system<br />
Ma è rigetto o ricerca di dignità sociale (banlieues) e culturale (negritudine, SSS)?</p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>Cos'è la Francia?</strong> Una stratificazione storica (rivoluzione 1789, ideali laici, modello occidentale) oppure è “quelli che ci abitano”?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parlando di impurità e Islam]]></title>
<link>http://paz83.wordpress.com/?p=252</link>
<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 13:02:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>paz83</dc:creator>
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<description><![CDATA[
La polizia inglese ha deciso di far indossare ai cani anti terrorismo e antidroga delle scarpe, qua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://content.screencast.com/media/9b9ce537-ca03-45c3-a87e-05fbc1a900af_93681fce-26ff-4b11-b49a-c666b145fb67_static_0_0_CANE%20ISLAM.png" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/cani-londra/1.html" target="_blank">La polizia inglese ha deciso di far indossare ai cani anti terrorismo e antidroga delle scarpe, quando essi entreranno a perquisire le moschee e le abitazioni degli Islamici. Questo perchè il cane è considerato un animale impuro. Così per non urtare la sensibilità della comunità Mussulmana è stata presa questa decisione.</a></p>
<p style="text-align:center;">E in Italia?</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://img384.imageshack.us/img384/7002/calderoli6jd8.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Anche qui ci son cose che urtano la sensibilità, almeno la mia!</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Gli vogliamo far mettere un bel cappuccio anche a lui o no prima di fargli fare qualsiasi cosa?</strong></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sincrono e Asincrono]]></title>
<link>http://mondokubu.wordpress.com/?p=22</link>
<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 12:57:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>mondokubu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quando si usa i termini sincrono o asincrono bisogna sempre specificare se si parla di comunicazione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si usa i termini sincrono o asincrono bisogna sempre specificare se si parla di comunicazione o di trasporto.</p>
<p>Si dice che le informazioni tra due sistemi sono trasferite su <strong>trasporto</strong> asincrono, quando non è necessario che i due sistemi (il mittente ed il ricevente) siano connessi al momento dell'invio dei dati.<br />
Il messaging asincrono consente di affrontare meglio le situazioni in cui alcuni componenti dell'architettura non sono disponibili: quando questo accade, i messaggi vengono conservati in modo sicuro per essere poi processati quando i sistemi tornano ad essere disponibili.<br />
Esempi di trasporto asincrono si hanno con i protocolli HTTPR, JMS, IBM MQSeries Messaging, al contrario di HTTP/S, RMI, IIOP sono protocolli sincroni.</p>
<p>Si parla invece di <strong>comunicazione</strong> asincrona, quando un programma invia una richiesta e subito dopo procede con l'elaborazione senza attendere una risposta. Al contrario, in un flusso con comunicazione sincrona, il programma che invia la richiesta si blocca in attesa della risposta prima di procedere con l'elaborazione.</p>
<p>Vediamo alcune caratteristiche dei due tipi di comunicazione:</p>
<p>Comunicazione asincrona:<br />
- scelta ottimale per modelli di trasporto "fire &#38; forget"<br />
- sistemi debolmente accoppiati<br />
- supporto per entrambi i modelli "fire &#38; forget" e "request/reply"<br />
- efficiente dal punto di vista delle risorse<br />
- se un consumatore va in crash, mentre è in attesa della risposta, al riavvio può continuare ad attendere la risposta, e quindi la risposta non va persa</p>
<p>Comunicazione sincrona:<br />
- sistemi fortemente accoppiati<br />
- supporto per il solo modello "request/reply"<br />
- maggior inefficienza nell'utilizzo delle risorse, in quanto vi è un thread bloccato lato consumatore<br />
- se un consumatore va in crash mentre è in attesa della risposta, al riavvio non ha nessun modo di riattivare l'invocazione in corso e la risposta va perduta. Il consumatore dovrà ripetere l'invocazione</p>
<p>Si parla infine di comunicazione <strong>pseudo-sincrona</strong> quando la comunicazione è di tipo sincrono ma il meccanismo di trasporto sottostante è asincrono.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DA WWW.CHIESADIMILANO.IT, il portale della comunità ambrosiana]]></title>
<link>http://itleditore.wordpress.com/?p=49</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 12:44:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazioneitl</dc:creator>
<guid>http://itleditore.wordpress.com/?p=49</guid>
<description><![CDATA[i video del portale www.chiesadimilano.it in rete
Via Padova, aiuti all&#8217;integrazione
Molti i s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[wp_caption id="" align="alignleft" width="150" caption="i video del portale www.chiesadimilano.it in rete"]<a href="http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&#38;oid=1241383"><img style="border:0 none;margin:5px;" src="http://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/imgs/varie/multimedia/ARCIVESCOVO.jpg" alt="" width="150" height="99" /></a>[/wp_caption]
<p><a href="http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&#38;oid=1280354"><strong></strong></a><strong><a href="http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&#38;oid=1280354" target="_self">Via Padova, aiuti all'integrazione</a></strong><br />
<a href="http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&#38;oid=1280354"><strong>Molti i segnali positivi da sostenere in una zona di Milano dove la presenza  di immigrati è più forte </strong></a></p>
<p>Periferia nord-est, una delle zone di Milano in cui la presenza di immigrati  è più forte. Il parroco don Cecchi: molti segnali positivi in atto che vanno  incoraggiati.  Don Colmegna: «Indispensabili interventi di prossimità con  animazione del territorio e aiuto concreto a chi vive nel disagio sociale»</p>
<p><a href="#"><img src="http://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/esy/objects/images/1236485.jpg" border="0" alt="" hspace="5" vspace="5" align="left" /></a><strong><a href="http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&#38;oid=1263306">Gmg, ambrosiani alla volta di Sydney</a></strong><br />
Ultimi giorni di preparativi per i 500 giovani in partenza<br />
per l'Australia per la <strong>Giornata mondiale della Gioventù</strong></p>
<p><a href="http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&#38;oid=1278844">Per dare ossigeno alla giustizia</a><br />
Sbloccare il settore, frenato dalla lentezza dei processi, senza violare i diritti delle persone</p>
<p><a href="http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&#38;oid=1279130">Bullismo, radici e motivazioni</a><br />
La diversità è la molla, gli atteggiamenti di vittime e colpevoli i nodi cruciali da affrontare</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Milano. Sbagliato prendere provvedimenti senza sentire il parere di tutte le parti interessate. Intervista al presidente di Associna, dr. Jianyi ]]></title>
<link>http://angelaallegria.wordpress.com/?p=81</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 09:14:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>angelaallegria</dc:creator>
<guid>http://angelaallegria.wordpress.com/?p=81</guid>
<description><![CDATA[
Sono passati alcuni giorni dai fatti di via Sarpi a Milano. Cosa è cambiato? Cosa è avvenuto davv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><span style="font-size:x-small;">Sono passati alcuni giorni dai fatti di via Sarpi a Milano. Cosa è cambiato? Cosa è avvenuto davvero? Interrogativi che possono trovare una risposta se ne parliamo con il Dott. Lin Jianyi, presidente di Associna.<span style="font-family:Verdana;">  </span></span><span style="font-family:Verdana;"><strong><a href="http://www.associna.com/"><span style="color:#000080;">AssoCina</span></a></strong> è nata spontaneamente dall’incontro di un gruppo di ragazzi di seconde generazioni su internet. E' un'associazione diversa da quelli già esistenti nella comunità cinese perchè rappresenta la realtà delle seconde generazioni, <strong>ovvero le persone che sono nate o cresciute in Italia.</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"><strong>Dott. Jianyi, qual è la situazione della comunità cinese a Milano?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">L’immigrazione cinese a Milano è nata negli anni 20 con un lento arrivo di immigrati cinesi dalla Francia. I milanesi ricorderanno i venditori di cravatte a buon mercato. Era un arrivo col contagocce. Il flusso proveniente dalla Cina si era, invece, fermato con la II guerra mondiale e successivamente con l’ascesa del partito comunista fino alle politiche di apertura di Deng Xiaoping all’inizio degli anni 80. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Da lì, a partire dalla metà degli anni 80, in concomitanza con gli interventi di sanatoria del Governo italiano, abbiamo assistito all'immigrazione di massa dei cinesi, in particolare a Milano, Roma e Prato. Il numero di residenti cinesi a Milano raddoppiava ogni 4 anni. Le principali attività svolte dalla popolazione cinese erano ristorazione etnica, pelletteria e confezioni di abbigliamento (sparsi in tutta la città), e successivamente dalla metà degli anni 90 ha iniziato a fiorire nella zona Paolo Sarpi una serie di servizi legati al soddisfacimento dei bisogni degli immigrati cinesi stessi: alimentari (questi in realtà già prima in numero ridotto), parrucchieri, gioiellerie, immobiliari, etc. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Tutte queste attività non hanno creato veri problemi fino ai giorni d’oggi. Contro queste venivano infatti lamentate, da parte dell’associazione di quartiere ViviSarpi, la poca igiene in particolare per le strade, il traffico e il cattivo decoro di vetrine e negozi (questione di estetica praticamente). Insomma problemi di cui non erano esenti altre zone di Milano. <br />
Non vi sono stati attriti seri e la presenza di una Chinatown è, tuttora, uno slogan più utile ai politici che la reale descrizione della zona. Lo dimostrano infatti i dati: la bassa percentuale - 10% - dei residenti cinesi rispetto al totale nel quartiere Paolo Sarpi. Sono dati facilmente reperibili. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Siamo quindi ben lontani dalle c.d. Chinatown che si trovano in altri paesi, USA in primis. È semmai vero che la maggior parte dei negozi sulla via Paolo Sarpi e le sue traverse sono diventati negozi cinesi.</span><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"> <br />
</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"><strong>I fatti accaduti in via Sarpi costituiscono la punta di un iceberg. Cosa c’è davvero sotto tali accadimenti?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Da quasi 10 anni a questa parte invece alcune vie trasversali di Paolo Sarpi sono diventate mete preferite per gli investitori in attività di ingrosso, si parla di Via Bramante e via Niccolini. <br />
Se prima i negozi erogavano servizi e prodotti molto variegati, le due vie stavano diventando un "polo" commerciale di ingrossi: attrattiva per clienti che cercavano prodotti cinesi, e di conseguenza anche per gli imprenditori cinesi stessi. Le merci distribuite vanno dall'abbigliamento e calzature fino a oggettistica e prodotti per la casa, il tutto con caratteristiche di <br />
vendita all'ingrosso. Chiaramente il luogo non è adatto per questo tipo di commercio. Le macchine non possono parcheggiare nei pressi per scaricare merci. Si fa quindi necessario l'uso di carrelli a mano per trasportare le merci dall’ingrosso alla macchina parcheggiata. <br />
E da qui nasce la "guerra dei carrelli". Il comune da ormai 2 mesi (sotto le pressioni dell'associazione ViviSarpi che ha un dialogo molto più facile col comune) ha infatti iniziato improvvisamente a prendere provvedimenti drastici per il controllo stradale del quartiere, multando i carrelli perché ritenuti ingombranti (alcune strade sono strette) e sanzionando sistematicamente i comportamenti legati alle attività d’ingrosso: parcheggi non consentiti in prossimità dell'ingrosso, uso di veicoli familiari per il trasporto di merci. Sembrerà comico, ma una pattuglia di vigili urbani ha multato anche una bicicletta che trasportava merce. Insomma siamo ben lontani dal vigile dello spot Cinghiale che consigliava: “Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello”. <br />
Inoltre è contemporaneamente entrato in vigore l'orario per carico e scarico di merci (fascia diurna 10.00-14.00), bloccando notevolmente le attività d'ingrosso. Una stretta di controlli anomala - pensano i cinesi - visto che lo stesso tipo di traffico si trova in altri punti della città, per esempio Buenos Aires. I cinesi hanno sentito questa pressione come un gesto discriminatorio da parte delle autorità, avvallato dalla percezione comune che lo stesso trattamento non viene riservato ai cittadini italiani in quelle vie. Per esempio la Scuola di giornalismo della Cattolica ha mostrato con un servizio questa condizione. In pratica il carrello trasportato dal giornalista italiano non veniva multato nemmeno passando davanti a varie pattuglie, mentre un italiano intervistato sul posto diceva di non avere alcun tipo di problema col carrello, fino a quando un vigile ferma il giornalista e spiega che deve fargli la multa, ma che avrebbe potuto chiudere un occhio in altri periodi con una situazione non tesa. Insomma le domande più ricorrenti tra i grossisti diventavano "Perché ci hanno dato le licenze per l'ingrosso e ora ci viene impedito di lavorare?" (le licenze sono state liberalizzate dagli anni 90), "Perché solo a noi le multe?", "Perché proprio qui una morsa così severa e in altre zone di Milano no?". È chiaro quindi che l'episodio della signora Bu Ruowei è stata solo una scintilla che ha fatto scoppiare un'atmosfera ormai tesa da lungo tempo. Naturalmente molti giornali, ignorando completamente la situazione pregressa, hanno intitolato rivolta scoppiata per una semplice multa, che - può immaginarsi – è invece assurdo.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Infine motivo scatenante per la rivolta è stata la notizia che la signora Bu è stata maltrattata dalle vigilesse (dalle ricostruzioni della polizia e quelle della sig.ra Bu, risulta concorde che la signora e il bimbo sono stati portati alla stazione di polizia). Ma sull'episodio in sè non mi soffermerei molto. Le versioni dei fatti sono abbastanza contrastanti, sia sui giornali italiani che quelli cinesi. Tocca alla magistratura fare luce sulla vicenda. Non fosse stato per questo episodio, sarebbe stato quello successivo. Non mi impunterei sulla loro diatriba in sè.</span><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"> <br />
</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"><strong>Quali interessi economici sono alla base dello spiazzamento dei negozi cinesi di via Sarpi?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Come già sottolineato fino agli anni 90 le attività erano abbastanza variegate. Solo da una decina di anni si è creato un polo commerciale di ingrossi, in una locazione che non è per niente adatta. <br />
Qui va sottolineata la mancanza di un piano regolatore per dislocare questi ingrossi. Il comune ha permesso la proliferazione di così tanti grossisti in quella zona, attratti da un semplice interesse commerciale: sapendo che i clienti si riforniscono in quella zona, quale vantaggio ci sarebbe a piazzare la propria attività dall'altra parte di Milano? Sembra banale ma è un discorso puramente di economico. Ma d'altronde è il principio in piccolo che sta alla base dei poli commerciali e industriali. Interventi dal comune sono invece stati presi in altre zone dove vi erano interessi commerciali. L'esempio più rappresentativo è l'istituzione del Macrolotto alle porte di Prato, dove già da tempo si sono stanziate le attività di pronto moda. Va infine ricordato che la questione di Paolo Sarpi è da circoscrivere alle attività d'ingrosso. Seppur la partecipazione dei cinesi agli eventi sia stata massiccia, negozi al dettaglio e centri di servizi, ristoranti e altre attività variegate non rientrano nei motivi di scontro. Ancora più sbagliato sarebbe allargare il problema all'intera comunità cinese di Paolo Sarpi o di Milano.</span><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"> <br />
</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"><strong>Lei crede nell'emersione di un c.d. caso cinese?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">È evidente che c'è un problema di ingrossi in Paolo Sarpi. Sono i media che ne allargano a dismisura il contesto facendo leva spesso su dicerie ormai confutate da studi seri, per esempio sui cinesi che non muoiono mai, o della triade mafiosa cinese. Per questi studi può far riferimento al prof. Daniele Cologna, uno dei massimi esperti sull'immigrazione cinese in Italia. In poche parole la leggenda dei defunti cinesi assolutamente introvabili è importata dalla Francia, e motivata da dati anagrafici; mentre la criminalità cinese - spesso microcriminalità - non è presente in forma organizzata o reticolare, ma si manifesta separatamente. Diciamo con convinzione che i cinesi, la stragrande maggioranza presi col proprio lavoro, non creano grossi problemi, né tantomeno alla popolazione locale. Basta vedere la presenza cinese nelle carceri italiane: gli stranieri rappresentano il 35% della popolazione carceraria, e di questi l'1,4% è cinese. <br />
Va poi ricordato che contrariamente alla percezione comune, soprattutto in questi giorni, i cinesi rappresentano il 4° gruppo etnico immigrato. Naturalmente sono sensazioni indotte dal facile riconoscimento di una persona asiatica per i suoi tratti distintivi.</span><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"> <br />
</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"><strong>Sono stati presi provvedimenti da parte delle istituzione al fine di porre rimedio alla situazione creatasi?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Fondamentalmente sono mancati i dialoghi tra amministrazione e commercianti della zona, principalmente per la barriera linguistica che è un ostacolo enorme. Il fatto che si sia dovuto scomodare il console cinese - qui negli interessi economici milanesi le relazioni diplomatiche c'entrano poco - può dare l'idea di quanto la comunicazione tra le parti sia mancata. <br />
Quello che è stato annunciato sono incontri di dialogo tra le varie parti: comune, associazioni dei commercianti, associazioni di quartiere, etc. Ma un provvedimento non è stato deciso e nemmeno pianificato, al limite sono stati ipotizzati interventi come la delocalizzazione in altre aree. Il problema più grande ritengo sia la mancanza di comunicazione, di dialogo. L'amministrazione sbaglia a prendere provvedimenti senza sentire il parere di tutte le parti interessate. Intanto il progetto della Zona a traffico limitato in Paolo Sarpi va avanti, e a luglio si passerà alla fase di zona pedonale.</span><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"> </span><br />
<strong>Angela Allegria</strong><br />
29 aprile 2007</p>
<p align="justify">In <a href="http://www.7magazine.it">www.7magazine.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando gli italiani si dimenticano della Costituzione ]]></title>
<link>http://angelaallegria.wordpress.com/?p=79</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 09:11:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>angelaallegria</dc:creator>
<guid>http://angelaallegria.wordpress.com/?p=79</guid>
<description><![CDATA[La vicenda accaduta in via Paolo Sarpi a Milano fa riemergere la questione soffusa della integrazion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">La vicenda accaduta in via Paolo Sarpi a Milano fa riemergere la questione soffusa della integrazione fra cittadini italiani e non. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">La presenza di immigrati nei c.d. paesi del benessere comporta senza dubbio il confronto fra culture, mentalità, lingue diverse. Il contatto fra uomini e donne, vecchi e bambini, di paesi diversi non può far prescindere dai risvolti che esso stesso provoca.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Se sia possibile un’integrazione pacifica, se essa sia solo motivo di scontri o semplicemente di indifferenza sono i fatti a dimostrarlo.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Il caso di via Sarpi deve far riflettere, sia in quanto cittadini di un paese civile ed aperto alle nuove culture, sia per un senso di uguaglianza dei diritti sostanziali sanciti e garantiti dall’art. 3 della nostra Carta Costituzionale, diritti che vengono assicurati non solo ai cittadini italiani, ma a tutti gli uomini e le donne presenti sul territorio italiano.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Forse il benessere economico ha già fatto dimenticare agli italiani di essere stati anche loro costretti ad emigrare in paesi stranieri alla ricerca di una situazione migliore, ha permesso di porre a tacere la memoria delle difficoltà di inserimento, delle lotte, della miseria, ma anche dell’approccio con realtà nuove, differenti dalla propria matrice culturale, e della situazione di disagio e di disadattamento iniziale che tutto ciò conduce con sé.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Le comunità cinesi che si sono insediate in tutta Europa presentano caratteri di grande laboriosità, protesi nella ricerca di vantaggi per il futuro, anche rinunciando a benefici del presente. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Esse tendono ad insediarsi in quartieri che diventano propri, ad esempio la zona di via Sarpi a Milano, il quartiere di Belleville a Parigi, ma in quelle zone si percepisce un’ onta rispetto per le regole in generale ed in particolare per le comuni regole della civile convivenza.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Abbiamo chiesto a Fang Wang, un ragazzo cinese che vive in Italia da undici anni, e che studia nel nostro paese, precisamente a Milano, di raccontarci la sua esperienza.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Egli, definitosi “cittadino cinese di nascita e italiano per naturalizzazione”, è al primo anno di un <br />
corso di laurea di economia aziendale e management della Bocconi di Milano.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">“L’ambiente universitario – spiega – é molto internazionale e dinamico. La maggioranza degli studenti ha dei grandi ambizioni. Allo stesso tempo il tessuto studentesco è molto vario, ci sono le rappresentanze di tutte le classe sociali. Personalmente riesco a rapportarmi più o meno con tutti, dagli italiani, inglesi, ai cinesi di cui alcuni provengono direttamente dalla Cina e altri come me che sono cresciuti qui. I professori, di altissima qualità professionale ed estremamente disponibili per gli eventuali chiarimenti, ritengono che la Cina sia un’opportunità da cogliere, in quanto i benefici sono largamente superiori ai costi da sopportare e reputano che noi, giovani immigrati di seconda generazione, potremmo diventare dei mediatori culturali per i rapporti tra l’Italia e la Cina. Tutto ciò è possibile solo in quanto portatori di due culture profondamente diverse, ma allo <br />
stesso tempo con numerosi denominatori comuni.”</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">“Gli dispiacevoli scontri tra la comunità cinese da una parte e l’attuale amministrazione comunale – continua Fang Wang – e i pochi residenti italiani della zona Sarpi scaturiscono da mesi di tensioni per un’ordinanza comunale, ma sono anche frutti di incomprensione tra le parti. <br />
Come in tutti gli scontri violenti la ragione non appartiene mai a un singolo lato. Molti componenti della comunità cinese non hanno saputo moderare le loro attitudini di vita e di lavoro al fine di adeguarli ai cannoni italiani. L’amministrazione comunale, dal canto suo, non ha assolutamente dato un grande esempio di mediazione. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Come miscuglio di culture ritengo che le differenze tra le due culture ci siano sicuramente, ma non costituiscono assolutamente un muro insuperabile per una convivenza pacifica e armoniosa che andrà ad arricchire tutti, perchè sia l'Italia che la Cina hanno tanto da offrire a vicenda  <br />
essendo tutte due dotate di due storie straordinarie.”</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Una speranza quella di Fang Wang di poter giungere al più presto ad una soluzione senza umiliare nessuna delle due parti.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Speranza che è già una certezza in paesi come la Francia e l’Olanda, ad esempio, nei quali l’integrazione è difficile come da noi, ma non impossibile.</span></p>
<p align="justify"> <strong>Angela Allegria</strong></p>
<p align="justify">17 aprile 2007</p>
<p align="justify">In <a href="http://www.7magazine.it">www.7magazine.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Corso di Operatore Socio Assistenziale Multicuturale]]></title>
<link>http://istruzioneonline.wordpress.com/?p=71</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 08:59:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>istruzioneonline</dc:creator>
<guid>http://istruzioneonline.wordpress.com/?p=71</guid>
<description><![CDATA[



Corso: Operatore Multiculturale (Corsi di Operatore Socio Assistenziale).
Zona dei Corso: Tutta ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="snap_preview">
<div class="snap_preview">
<div class="snap_preview">
<ul>
<li><strong>Corso:</strong> Operatore Multiculturale (Corsi di Operatore Socio Assistenziale).</li>
<li><strong>Zona dei Corso:</strong> Tutta Italia.</li>
<li><strong>Sito: </strong><a href="http://www.formazionecorsi.com/operatore-multiculturale/" target="_blank">Corso di Operatore Multiculturale</a></li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[4.000 persone a ricordare che il Veneto non è solo Lega Nord e sceriffi]]></title>
<link>http://freedhome.wordpress.com/?p=43</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 02:11:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
<guid>http://freedhome.wordpress.com/?p=43</guid>
<description><![CDATA[Questa sera ho partecipato a uno spettacolo – manifestazione che mi ha toccato: Razze, al Palaverd]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">Questa sera ho partecipato a uno spettacolo – manifestazione che mi ha toccato: <em><span style="letter-spacing:1pt;">Razze</span></em>, al Palaverde di Villorba (TV). Intanto, per sapere di cosa si tratta, potete leggere <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Dieci-attori-e-comici-contro-l-intolleranza/2031323/6"><span style="color:#800080;">qui</span></a>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">Per spiegare quanto mi ha toccato per ora posso dire che un monologo di Paolini, recitato sul sottofondo dell’<em><span style="letter-spacing:1pt;">Halleluja</span></em> di Leonard Cohen suonato da Lorenzo Monguzzi de <em><span style="letter-spacing:1pt;">I mercanti di Liquori</span></em>, è riuscito a farmi piangere. Di dolore per una terra culturalmente devastata; e di gioia per la speranza che l’arte rappresenta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">Quando ascolto Paolini, sono orgogliosa di essere veneta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">L’intero spettacolo forniva così tanti spunti che a un certo punto, sprovvista di bloc notes, mi sono messa ad annotarli sulle cartine delle sigarette per essere sicura di non dimenticarli. Spero di avere il tempo di rifletterci, e scriverci, nei prossimi giorni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">La serata, dopo quattro ore di opinioni idee parole musica danze, si è conclusa con <em><span style="letter-spacing:1pt;">We shall overcome</span></em> cantata da tutti gli artisti in un unico coro. E il pubblico, quello che ha resistito fino alla fine, si è avvicinato per applaudirli. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">Noi e loro, di fronte, tutti insieme. Contro il razzismo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;"><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">D.W. <span> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="color:black;font-family:Garamond;"><span style="font-size:small;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/RkNsEH1GD7Q'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/RkNsEH1GD7Q&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span> </span></span><span style="color:black;"></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Introduzione al Middleware]]></title>
<link>http://mondokubu.wordpress.com/?p=14</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 10:10:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>mondokubu</dc:creator>
<guid>http://mondokubu.wordpress.com/?p=14</guid>
<description><![CDATA[Le applicazioni aziendali su scala industriale (enterprise), oltre ad essere distribuite su sistemi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le applicazioni aziendali su scala industriale (enterprise), oltre ad essere distribuite su sistemi software eterogenei, richiedono requisiti di prestazioni, scalabilità, fault tolerance, estensibilità.<br />
La progettazione, la configurazione e la manutenzione delle applicazioni enterprise è di per sé un compito complesso; d'altro canto è sempre più crescente la necessità di applicazioni e processi aziendali flessibili, elastici e reattivi.</p>
<p>Il middleware svolge un ruolo cruciale per le applicazioni enterprise, permettendo di integrare i componenti dell'infrastruttura in modo affidabile, e semplificando sviluppo e gestione.<br />
Può essere definito come lo strato software che risiede "in mezzo" alle applicazioni, uno strato intermedio che consente l'interoperabilità tra le piattaforme, i processi e le tecnologie più disparate.<br />
All'interno dell'infrastruttura aziendale, il middleware fornisce un livello di astrazione tra i componenti e le applicazioni che vi accedono per fornire o richiedere servizi. Divenedo il cuore dell'infrastruttura, consente agli sviluppatori di concentrarsi sulla logica di business piuttosto che sulla complessità dell'accesso ai servizi e la comunicazione tra i componenti.<br />
La sua collocazione è al di sopra delle reti ed al di sotto delle applicazioni software.</p>
<p><a href="http://mondokubu.wordpress.com/files/2008/06/test.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-15" src="http://mondokubu.wordpress.com/files/2008/06/test.jpg?w=300" alt="" width="300" height="120" /></a></p>
<p>Le caratteristiche fondamentali del middleware sono:</p>
<ol>
<li><strong>Accesso</strong>: permettere di accedere a risorse locali e remote con le stesse modalità</li>
<li><strong>Locazione</strong>: permettere di accedere alle risorse senza conoscerne la locazione</li>
<li><strong>Concorrenza</strong>: permettere ad un insieme di processi di operare concorrentemente su risorse condivise senza interferire tra loro</li>
<li><strong>Guasti</strong>: permettere il mascheramento dei guasti in modo che gli utenti possano completare le operazioni richieste anche se occorrono guasti hw e/o sw</li>
<li><strong>Mobilità</strong>: permettere di spostare risorse senza inﬂuenzare le operazioni utente</li>
<li><strong>Prestazioni</strong>: permettere di riconﬁgurare il sistema al variare del carico</li>
<li><strong>Scalabilità</strong>: permettere alle applicazioni di espandersi in modo scalabile senza modiﬁcare la struttura del sistema e degli algoritmi applicativi</li>
</ol>
<p>Esistono diverse tipologie di middleware:</p>
<ul>
<li> Transaction Processing Middleware: sempliﬁca la progettazione di applicazioni che richiedono esecuzione di transazioni distribuite (TP monitors: IBM CICS, BEA TUXEDO, Transarc Encina, . . . )</li>
</ul>
<ul>
<li> Message Oriented Middleware: supporta lo scambio di messaggi tra applicazioni distribuite attraverso le code in modalità asincrona. Esegue routing/trasformazione di messaggi e coordinamento dei processi di business (IBM WebSphere MQ, Sun ToolTalk . . . )</li>
</ul>
<ul>
<li>Object-Oriented Middleware: è basato sull'Object Request Broker (ORB), un software che gestisce la comunicazione tra oggetti. Permette di sviluppare applicazioni ad oggetti distribuiti (Java RMI/JINI,  CORBA . . . )</li>
</ul>
<ul>
<li>Remote Procedure Calls (RPC): permette di invocare facilmente una procedura residente su di una macchina remota</li>
</ul>
<ul>
<li>Portal: permette l'interazione tra l'utente desktop e sistemi di back-end e servizi (IBM WebSphere Portal Server, Tibco Enterprise Portal . . . )</li>
</ul>
<ul>
<li>Database: permette l'accesso diretto alle strutture dati e prevede l'interazione diretta i database. Dispone di una grande varietà di opzioni di connettività (IBM DataJoiner, Sybase Direct Connect . . . )</li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il manager "diverso"]]></title>
<link>http://w2d0.wordpress.com/?p=30</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 11:43:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>w2d0</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il manager &#8220;diverso&#8221;


Enzo Riboni su: Danny l’eletto, di Chaim Potok.
 La comunità e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3 class="entry-header">Il manager "diverso"</h3>
<div class="entry-content">
<div class="entry-body">
<p>Enzo Riboni su: <em>Danny l’eletto, di </em>Chaim Potok.</p>
<p><span style="font-size:1.2em;"><a href="http://nova100.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2008/06/20/8811685222.gif"></a><a href="http://nova100.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2008/06/20/8811685222.jpg"><img style="float:left;margin:0 5px 5px 0;" src="http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/images/2008/06/20/8811685222.jpg" border="0" alt="8811685222" width="100" height="154" /></a><span style="font-size:large;"> La comunità ebraica di Brooklyn negli anni della seconda guerra mondiale sembra un luogo piuttosto insolito per andare a cercare lumi sulle dinamiche di impresa. Temi come il diversity management o come la vision dei leader aziendali sembrano infatti solo frutti recenti delle teorie gestionali. Eppure proprio lì, tra ortodossi ed integrati che giocano a baseball, si possono trovare insegnamenti, leggendo il libro scritto da Chaim Potok nel 1967: <em>Danny l’eletto.</em></span></span></div>
<p><a id="more"></a></p>
<div class="entry-more">
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Due adolescenti, Danny Saunders e Reuven Malter, si stanno affrontando duramente in una partita di baseball. Il primo è uno chassid, un ultraortodosso, di quelli con il ricciolino e la palandrana nera. Reuven, invece, è “solo” un ebreo ortodosso (un eretico per Danny) e, verso la fine della partita, viene colpito a un occhio da una palla lanciata da Danny. Dall’odio tra i due nasce però una profonda amicizia che dà senso a tutto il romanzo. La diversità dei mondi da cui provengono i due adolescenti diventa così la condizione dell’arricchimento reciproco, del salto di qualità, di un’hegeliana sintesi superiore.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Danny e Reuven separati, infatti, sono due intelligenti ragazzi chiusi nel loro ambiente e a rischio di involuzione per mancanza di stimoli. I due insieme, invece, acquistano quel valore aggiunto che viene dalla frequentazione del “diverso”, dalla conoscenza di esperienze non vissute che allargano la propria visione del mondo. E la nascita di una nuova tolleranza non è l’accettazione passiva di qualcosa di estraneo che decidiamo di sopportare, ma l’integrazione creativa di due unicità. “Ognuno – ha affermato Potok – cresce all’interno di un piccolo mondo immutabile … Allo stesso tempo, però, dall’esterno arriva una quantità di idee”. E il segreto per crescere è di non contrastarle, ma di vagliarle criticamente, di discuterle e, se è il caso, di farle proprie. Proprio come avviene tra Danny e Reuven nella crescita della loro conoscenza e comunicazione.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Oggi in molte aziende va di moda il “diversity management”, il buon proposito della valorizzazione delle diversità: di genere, di razza, di religione, di preferenze sessuali. Spesso è una moda perché non si discosta da un “politically correct” di pura immagine, da vendere all’esterno attraverso gli uffici di comunicazione. In qualche caso, tuttavia, soprattutto in alcune grandi multinazionali che sono conglomerate di razze e culture diverse, il diversity management diventa un vero e proprio programma di sviluppo delle specificità individuali. Il problema è però la formazione delle persone, a partire dai vertici, perché davvero si accetti di confrontarsi con le particolarità dell’altro per trarre il meglio da ognuno. E l’avvicinamento progressivo di Reuven e Danny a partire dalla loro lontananza e incomprensione iniziali, è certamente una lettura illuminante per chi assume il ruolo nascente di diversity manager non accontentandosi dei corsi tecnici.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Ma <em>Danny l’eletto</em> non ci dà solo una lezione di integrabilità di ciò che appare impenetrabile. Ci suggerisce che comunicazione non significa omologazione e che avere delle idee, possedere, come si dice oggi in azienda, una “vision”, vuol dire avere una bussola ben orientata. Che è poi l’unico modo per essere in grado, al momento opportuno, di cambiare coscientemente direzione, di riconoscere e di scegliere la via dell’innovazione. Innovativa è stata infatti per Danny la lettura dei libri profani (aborriti dal padre) e, ancor più, di quelli “satanici” scritti da Freud. Che è invece proprio il pensatore verso il quale Danny si sente più attratto. Non tanto per il fascino del proibito (la trasgressione è innovazione?) quanto perché vede in lui un modo alternativo di dare risposte, pur cogliendo la “pericolosità” del nuovo. Un nuovo che va contro il padre perché trova un modo per gestire e curare il dolore umano alternativo al pensiero religioso ebraico. Freud diventa così la metafora di quell’umanesimo laico che focalizza l’attenzione sulla comprensione razionale dei meccanismi più profondi dell’animo. Quell’attenzione alle dinamiche individuali che in azienda dovrebbero essere appannaggio di chi gestisce le risorse umane ma che, spesso, scivolano in secondo piano di fronte alle necessità dei budget e alle riequilibrature dei costi.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Del resto Potok non ci consegna una storia atemporale, perché qualunque innovazione può trarre senso solo dalla sua epoca, rispetto alla quale il nuovo può essere concepito, emergere e realizzarsi come diversità dall’esistente. Al punto che il nuovo riesce a travolgere persino il conservatorismo del padre di Danny, che infine si arrende alla decisione del figlio di studiare psicologia all’università e di non proseguire nella tradizione di famiglia che lo vorrebbe consacrare rabbino. Con un magnifico finale di ribaltamento dei ruoli. Perché sarà Reuven, l’appassionato di logica matematica, a scegliere di diventare rabbino, ma senza rinunciare alla sua razionalità e sete di conoscenza. Un’inversione di destini che, in un certo senso, ci conferma l’inarrestabilità del nuovo e la sua indifferenza all’identità di chi lo realizza. Una metafora che, per un’impresa, annuncia l’ineluttabilità dell’innovazione: chi non la persegue è tagliato fuori, perché ci sarà comunque qualcun altro a tuffarsi nel flusso del cambiamento.</span></p>
<p class="western" style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>(Per saperne di più leggere: <em>Il grande libro della LETTERATURA per manager</em>, Etas, marzo 2008).</span></p>
<p class="western" style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Fonte: http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/il-manager-dive.html</span></p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CONTRO UN GENOCIDIO CULTURALE: NOVE AZIONI PER PROMUOVERE L’INTEGRAZIONE ROM IN ITALIA]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/?p=417</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 14:37:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[Di Paola Severini
ROMA - La vittoria del centrodestra alle ultime elezioni non è stata giocata sul ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Paola Severini</strong></p>
<p>ROMA - La vittoria del centrodestra alle ultime elezioni non è stata giocata sul filo di lana come nelle precedenti: Berlusconi e il centro-destra hanno vinto in modo inequivocabile e buona parte di questa vittoria è stata provocata dalla richiesta di sicurezza e dalla condizione di precarietà (economica, lavorativa, riguardo la fruizione dei servizi essenziali) che questo nostro stanco e vecchio Paese vive quotidianamente con sempre più ansia e paura. L’ansia per l’oggi e la paura per il domani sembrano essere gli stati d’animo più comuni tra la gente, e la televisione, compagna fedele e ossessiva delle nostre giornate, non fa che ripeterci quanti e quali siano i disastri che anni di incuria e di lasciar correre hanno creato nelle nostre città gli extracomunitari, gli zingari, i romeni...... (continua)</p>
<p>LEGGI TUTTO IL SERVIZIO SU:</p>
<p><a href="http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1420">http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1420</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mille voci contro il razzismo]]></title>
<link>http://chiccodisenape.wordpress.com/?p=126</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 16:00:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>dome</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Oltre 20 organizzazioni della società civile e del no profit si sono ritrovate questa mattina nell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span class="12_nero"><a href="http://www.gadlerner.it/wp-content/uploads/2008/06/mille-voci.gif" target="_blank"><img src="http://www.gadlerner.it/wp-content/uploads/2008/06/millevoci.gif" alt="" width="300" height="351" /></a></span></p>
<p>Oltre 20 organizzazioni della società civile e del no profit si sono ritrovate questa mattina nell'Aula Magna dell'Università La Sapienza di Roma per confrontarsi sugli episodi di intolleranza degli ultimi tempi che hanno avuto per protagonisti immigrati e soprattutto rom.</p>
<p><span class="12_nero">Un appuntamento dal titolo "Mille voci contro il razzismo - Il razzismo ci rende insicuri" che di fatto da' il via ad una sorta di mobilitazione contro una cultura ed una politica che si sta affermando nel nostro paese che non riconosce nel diverso, nello straniero, un soggetto di pieno diritto umano. </span></p>
<p><span class="12_nero">Dal dibattito e' emersa una netta contrarieta' al decreto sicurezza varato dal governo e sul quale si chiede un ripensamento al Parlamento. Contro la criminalita', ribadiscono la strategia della prevenzione e della integrazione; principi affermati dalla Costituzione italiana e dal diritto internazionale.</span></p>
<p><span class="12_nero">Nutrito il gruppo di organizzazioni che hanno promosso l'iniziativa: Acli, Amnesty International, Antigone, Arci, Asgi, Cantieri Sociali, Cgil, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Federazione Rom e Sinti Insieme, Fuoriluogo, Giuristi Democratici, Libera, Link, Lunaria, Magistratura Democratica, Medici Contro la Tortura, Mensile Confronti, Progetto Diritti. </span></p>
<p><span class="12_nero">Presenti, fra i tanti, l'Unhcr, la Caritas Italiana, la Fondazione Migrantes, la Comunità di Sant'Egidio, il presidente della Regione Puglia Nicki Vendola, l'ex ministro Paolo Ferrero, Pietro Ingrao, Tullia Zevi, Gad Lerner. </span></p>
<p><span class="12_nero">Intanto a Milano nasce l'osservatorio sul rispetto dei diritti fondamentali. L'iniziativa è del Coordinamento rom, del quale fanno parte Caritas Ambrosiana, Acli, Arci, Camera del Lavoro e Casa della Carità. Pagani (<a href="www.operanomadimilano.org" target="_blank">Opera Nomadi</a>): "Oltre che sbagliati da un punto di vista sociale, i provvedimenti del pacchetto sicurezza sono iniqui, discriminatori e in alcuni passaggi ricordano una sorta di pulizia etnica”. Domani sera, convegno alla Camera del Lavoro con avvocati e giuristi. </span></p>
<p><span class="12_nero">Riportiamo il <a href="http://chiccodisenape.files.wordpress.com/2008/06/comunicato_stampa_opera_nomadi.pdf" target="_blank">comunicato stampa</a> (.pdf) di Opera Nomadi di Milano inerente gli avvenimenti di questi giorni invitando gli amici di Chicco di Senape ad inviare un messaggio di solidarietà.</span></p>
<p><span class="12_nero"><span class="12_nero">Infine, ricordiamo che è possibile sottoscrivere fino al 30 giugno il comunicato promosso da Chicco di Senape <a href="http://chiccodisenape.wordpress.com/2008/05/22/il-volto-di-ogni-uomo-e-immagine-di-dio/" target="_blank">"Il volto di ogni uomo è immagine di Dio"</a>.</span></span></p>
<p><em>vota: </em><a href="http://www.wikio.it/vote?url=http://chiccodisenape.wordpress.com/2008/06/17/mille-voci-contro-il-razzismo/" target="_tab"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio3.gif" border="0" alt="" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pensare la città - una lezione da Terni]]></title>
<link>http://channelman.wordpress.com/?p=176</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 12:21:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>channelman</dc:creator>
<guid>http://channelman.wordpress.com/?p=176</guid>
<description><![CDATA[Questo documento, redatto a Terni e su Terni, mi ha fatto impressione pensando a quello che invece ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://channelman.files.wordpress.com/2008/06/bononia1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-180" src="http://channelman.wordpress.com/files/2008/06/bononia1.jpg?w=142" alt="" width="142" height="300" /></a>Questo documento, redatto a Terni e su Terni, mi ha fatto impressione pensando a quello che invece si è incapaci di fare su Bologna, alla sensazione di isolamento e di paura che ogni componente della città riversa sul complessivo, alla incapacità di sintesi e di prospettiva, alle difficoltà del PD bolognese ad uscire dagli schemi vecchi dei DS nostrani. E poi per il richiamo nella noterella all'Azione Cattolica. (Il testo integrale è reperibile su <a href="http://www.landino.it">www.landino.it</a>). Premetto: le sottolineature e le potature sono mie; alcune note informali dell'autore, Luca Diotallevi:</p>
<p>...3) La relazione non è alla diocesi ma ad un incontro di tutte le istituzioni ed associazioni cittadine convocato dalla diocesi. ...<br />
5) Quel testo e le sue premesse teologiche, e un convegno come quello che c'è stato - ed il suo processo -, ci sono stati perché a Terni c'è l'azione cattolica.</p>
<h3>Riprendere un cammino, condividere una agenda, ricostituire una città</h3>
<p>1. Un invito alla franchezza</p>
<p>Signore, signori,<br />
ancora poco fa abbiamo sentito ripetere l'invito rivolto dalla Chiesa diocesana e dal Vescovo a tutta la città. È l'invito a parlare con chiarezza sul presente e sul futuro della nostra comunità locale.<br />
Nella lingua del Nuovo Testamento saremmo stati invitati a parlare "en parresia" (Col 2, 15), con franchezza, del futuro e del presente della nostra comunità locale.<br />
Il contenuto di questa franchezza non può essere solo una analisi, bensì l'indicazione di una positiva interpretazione delle sfide e delle opportunità del nostro presente.<br />
Queste pagine hanno attinto facilmente - per opera di molti autori e molte autrici - alla elaborazione ecclesiale di questi ultimi anni, ed in particolare agli interventi pubblici del Vescovo, alla riflessione sul tema "Eucaristia e città" avviata dal Consiglio Pastorale Diocesano sin dal 2002, ed accompagnata in particolare dal lavoro del Congresso Diocesano dei Laici, e dall'impegno profuso nella stessa direzione dall'Azione Cattolica e dalla Caritas diocesane.</p>
<p>2. La franchezza del realismo, innanzitutto<!--more--></p>
<p>Proprio questa sala è un buon argomento contro il timore di una situazione senza via d'uscita per la nostra comunità locale. Questo, da solo, non è un argomento risolutivo, ma di certo è un argomento non trascurabile. L'invito della Chiesa diocesana è stato accolto, a dimostrazione che la città reagisce, è capace di interrogarsi, possiede energie ed anticorpi.<br />
Ma c'è dell'altro, se guardiamo ancora un poco più a fondo. La comunità locale ha risposto in tutto il suo articolarsi plurale. Ciò rivela che questa nostra comunità ha ancora la forma di una "città", con una pluralità di soggetti e di istituzioni.<br />
Ora meno che mai, dunque, ci sono buone ragioni per non guardare anche al lato negativo della realtà, né per farsene dominare.</p>
<p><em>(segue analisi sulla storia recente della città di Terni - declino economico e demografico, crisi della città ignorata/negata dai suoi abitanti, giovani che guardano all'emigrazione come unico sbocco)</em></p>
<p>3. Ma una città c'è<br />
... ma a rispondere è stata una comunità in forma di città!<br />
E, nella misura in cui l'invito è stato accolto in questa forma plurale, con consensi, dubbi, cautele e schiette critiche, <span style="text-decoration:underline;">si è fatta più seria la crisi di una vecchia idea e di una vecchia pratica della politica, intesa come competenza esclusiva di pochi sul tutto. Con una risposta del genere è entrato in crisi uno dei fattori che frenano lo sviluppo: l'idea che l'ultima se non l'unica parola sulla città sia dei politici.<br />
</span>La città aperta e plurale ha certamente bisogno di una politica efficace, in grado di assumersi le proprie responsabilità. Ma la città soffre di una politica che si percepisce come il punto nel quale si tirano le fila, si ricapitola, si sintetizza, si tiene insieme.<br />
Ciascuna istituzione, a modo proprio, tira le fila, ricapitola, sintetizza, tiene insieme. Questo è il punto. Nella città plurale non c'è posto per il primato di nessuna istituzione sociale. Ciascuna istituzione sociale ha titolo per parlare alla città e della città, tutta intera, dal proprio punto di vista. Può essere, e deve essere parziale il punto di vista: non è parziale, ma globale, l'oggetto e la responsabilità.<br />
Chi ha risposto all'invito della Chiesa e del Vescovo ritiene che quell'invito può trasformarsi in una positiva discontinuità. E questa possibilità sfida ormai pubblicamente la nostra responsabilità: una responsabilità comune per il futuro della città.</p>
<p>Rinnovamento per competizione<br />
<span style="text-decoration:underline;">La discontinuità che cerchiamo non può avvenire per consenso ma per competizione</span>. Ciò non significa voler lacerare la comunità, perché la competizione per l'innovazione può unirci molto di più ed in modo più civile di quanto ci unisce il consenso ad ogni costo. E poi, è solo questa competizione per il rinnovamento che garantisce il ricambio dei gruppi dirigenti, in ogni ambito e non solo in quello politico, ed una più generale mobilità sociale.<br />
Non ci sono alternative: nuovi gruppi dirigenti si formano a mezzo di altri gruppi dirigenti. <span style="text-decoration:underline;">Solo dalla competizione e dalla sfida giunge quel rinnovamento che ha il grado di discontinuità necessario.<br />
</span>Non ci sono alternative: solo preferendo il merito alla posizione, ovunque, si promuovono il rischio e la sperimentazione. Il merito suppone la competizione, la competizione è l'antidoto all'accomodamento. (....)</p>
<p>Tornare a crescere<br />
Ora <span style="text-decoration:underline;">non si tratta di discutere di modelli ideali.</span> Non ne abbiamo il tempo e non è utile. Il combinarsi dell'accelerazione dello sviluppo globale e del significativo rallentamento del nostro cammino, ci impongono di cominciare da una questione più cruda.<br />
Certamente lo sviluppo ha tanti modelli, ed è comunque qualcosa di diverso e di più ampio della mera crescita economica, ma con chiarezza dobbiamo chiederci se in questo momento la nostra comunità locale può negare il primato alla questione della crescita.<br />
A nostro giudizio la risposta è "no". <span style="text-decoration:underline;">Senza una ripresa della crescita parlare di sviluppo è un alibi.<br />
</span>Solo avendo chiarito questo punto possiamo aggiungere che porre con chiarezza la priorità della crescita significa pensare a prospettive in cui elementi materiali ed immateriali, strutturali ed ambientali, organizzativi ed umani, si combinano.</p>
<p>Discontinuità d'identità<br />
Ciò detto, non possiamo far finta di non capire che mettere oggi ai primi posti della nostra riflessione i temi della crescita e del ricambio dei gruppi dirigenti, significa esigere e forse già avviare un cambiamento nell'identità della città.<br />
La maturazione di una nuova immagine della città, e persino l'identificazione di nuovi simboli, sono una dimensione fondamentale di un processo capace di discontinuità che ci serve per non farci sfuggire il futuro.<br />
Una nuova identità è fatta di processi, di soggetti, di luoghi: di cose e di nomi.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Abbiamo urgenza di cose nuove, e di nomi nuovi per cose nuove.</span></p>
<p>5. Valori, obiettivi ... o soggetti?<br />
Porsi oggi la questione di questa doppia discontinuità non è porsi una questione sui "valori".<br />
E' questo un altro punto fondamentale.<br />
Chiedersi come tornare a crescere vuol dire chiedersi se ci sono in questa comunità locale soggetti che hanno la possibilità di divenire fattori di crescita collettiva. La domanda cruciale, allora, suona più o meno così: ci sono nel tessuto locale soggetti capaci di e interessati a quella discontinuità necessaria alla ripresa della crescita?<br />
<span style="text-decoration:underline;">La discontinuità che ci serve non la producono valori, se non incarnati in soggetti, mentre è illusorio elencare obiettivi senza indicare soggetti capaci di conseguirli.<br />
</span>La ricerca di questo tipo di soggetti è la strada per comporre l'agenda che vogliamo condividere.<br />
Perciò, l'aspetto di questa agenda sarà quello di una lista di "nomi e cognomi".</p>
<p>Una domanda non indolore per la Chiesa<br />
<span style="text-decoration:underline;">Siamo consapevoli che un approccio alla crescita basato sui soggetti e non sui valori mette in crisi prassi e cultura ecclesiali.<br />
</span>La Chiesa diocesana, e le organizzazioni di cui è fatta, sovente non hanno saputo cogliere in profondità, i segni delle difficoltà, le richieste di aiuto, l'urgenza di un pensiero nuovo.<br />
Lo dicono gran parte delle ricerche svolte in questi ultimi anni aulla realtà della nostra diocesi. <span style="text-decoration:underline;">Generosità, dedizione alla carità ed all'impegno contro l'esclusione sociale, ma poca attenzione ai processi economici, derive cultualistiche, poca confidenza con l'idea che la competizione è uno strumento per produrre bene comune.</span></p>
<p>Una domanda non indolore per tutti i gruppi dirigenti<br />
Più in generale, un approccio basato sui soggetti mette in difficoltà i comportamenti prevalenti tra tutti i gruppi dirigenti.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Il comportamento innovatore, per definizione comportamento deviante, soffre del troppo consenso.</span> Il consenso da cui spesso siamo ossessionati è una risorsa costruttiva solo se è il frutto di una competizione. La coesione diviene con facilità mero controllo se non è innervata da quella fiducia reciproca che si esprime nel confronto e nella competizione tenace e leale.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Non c'è vera ‘coesione sociale' se non c'è fiducia. Non c'è coesione sociale dove c'è scarsa cooperazione non interessata, scarsa disponibilità al dono, scarsa densità associativa.</span> Ad esempio - come da sondaggio -, anche a Terni la fiducia dei cittadini per i partiti politici in una scala da 1 a 10 supera a stento la il valore 4. <span style="text-decoration:underline;">La fiducia è un perno del cosiddetto ‘capitale sociale'</span> (....)<br />
Se questa comunità fosse blindata e soddisfatta non saremmo oggi qui. L'invito della Chiesa diocesana ha solo catalizzato processi, già avviati, magari con timidezza.<br />
Ma, evidentemente, ancora non basta.</p>
<p>(....)</p>
<p>7. Priorità per una agenda<br />
(....)<br />
Dobbiamo essere realisti ed evitare un rischio molto forte: fare di questa agenda di priorità <span style="text-decoration:underline;">un fragile serbatoio di idee per una prospettiva volontaristica. </span>Sappiamo che lo sviluppo locale non dipende solo da fattori locali. Nelle nostre mani è però certamente una parte del nostro futuro. <span style="text-decoration:underline;">Dobbiamo conoscere quali sono le carte che abbiamo in mano e decidere come giocarle.<br />
</span>Allo stesso tempo, dobbiamo saper distinguere l'agenda dai programmi. Una agenda non è un programma. Ma se condividiamo una agenda possiamo discutere meglio di programmi alternativi. Se una comunità condivide una agenda gli attori pubblici sono incentivati, quasi obbligati, a produrre programmi. Se c'è una agenda condivisa, i cittadini - gli unici titolati a farlo - scelgono meglio, volta per volta come consumatori o come lettori, come fedeli o come elettori.</p>
<p>Un'agenda che scompagina<br />
È già solo per questo motivo che la definizione di una agenda pubblica di priorità produce una crisi negli equilibri consolidati, nei gruppi dirigenti locali e tra i gruppi dirigenti locali.<br />
Una agenda condivisa è una condizione per attivare dinamiche di competizione e di ricambio dentro e tra i gruppi dirigenti di ogni genere, politici ed economici, giornalistici ed universitari, perfino ecclesiali.<br />
Una agenda condivisa può servire anche ad attivare un indispensabile ricambio, non necessariamente anagrafico ma certamente generazionale. <span style="text-decoration:underline;">Le sfide sono nuove. Occorrono nuove generazioni.<br />
</span>Solo se competono, i gruppi dirigenti locali divengono più autonomi, nei confronti degli altri gruppi dirigenti locali e nei confronti dell'esterno.<br />
In politica, ad esempio, il ricambio dei gruppi dirigenti locali è spesso frenato dalla ancora debole personalizzazione istituzionale delle posizioni di governo locali. Essa è una risorsa per l'innovazione. La personalizzazione e <span style="text-decoration:underline;">l'apertura nella competizione per la leadership nei partiti politici sono fondamentali fattori di ricambio.</span> (.....)</p>
<p>Che scompagina anche il movimento cattolico<br />
Non saremmo però onesti se tacessimo che lo stesso movimento cattolico e le stesse esperienze di cattolicesimo politico locale non sempre sono state all'altezza di queste esigenze.<br />
Chi ha "fatto politica" non è stato sempre attento all'efficacia collettiva della sua azione.<br />
Chi "ha fatto" e chi "non ha fatto politica" è stato spesso tiepido verso il valore della competizione. Spesso è mancato un adeguato impegno educativo ad essere esigenti verso chi assume pubbliche responsabilità. <span style="text-decoration:underline;">Sovente si è finiti in un depistante appello ai valori. Nella vita pubblica, i valori non sono presenti attraverso il suono dei loro nomi, ma attraverso l'impatto che hanno sulle decisioni.</span><br />
Alla fine della esperienza della Democrazia Cristiana, legata ad un tempo politico per cui non c'è ragione di avere nostalgia, non sono seguiti significativi e generali miglioramenti nella efficacia dell'agire politico dei cattolici nel nostro territorio.<br />
Nel movimento cattolico locale non sono mancate né mancano significative esperienze di analisi e di iniziativa sociale e politica, ma in generale <span style="text-decoration:underline;">non possiamo neppure dire che la "società civile cattolica" sia stata di molto migliore dei "politici cattolici".</span><br />
L'invito di questo convegno è così anche invito all'inizio di un'opera di rinnovamento del movimento cattolico e dell'impegno dei cattolici in ogni settore sociale. Ed è anche invito a superare la latitanza del "laicato cattolico" dalle responsabilità pubbliche.<br />
Non è il clero a dover rappresentare la Chiesa ed i cattolici in politica, ma semmai il "laicato" a doverne interpretare le ragioni. Né per i cattolici e per la Chiesa il contenuto politico primario è costituito dagli interessi ecclesiastici, ma dal bene possibile per la città. Neppure per il movimento cattolico locale, dunque, è un compito indolore prender parte ad una responsabilità comune per il futuro della città.</p>
<p>Prendere e lasciare: tre domande<br />
(....)</p>
<p>Una agenda per la crescita deve saper rispondere ad almeno tre domande.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Ci sono soggetti capaci di far crescere la produzione e l'offerta di beni e di servizi?<br />
C'è modo di fronteggiare il declino demografico della città e dell'area?<br />
Possiamo disattivare le regole consensualistiche che rendono sterili molti "tavoli" locali?</span></p>
<p>Rispondendo a questi interrogativi abbiamo individuato cinque "cose" da prendere e cinque "cose" da lasciare. (.......)</p>
<p>Lasciare / 1: la irresponsabilità educativa<br />
Il nostro territorio ha una grande tradizione, forse un poco appannata, nel campo dell'istruzione e della scuola. Le scuole del nostro territorio godono di un grande capitale di fiducia da parte della città. (....) Eppure abbiamo la sensazione come di un grande processo di rimozione.<br />
Il riflesso locale di processi sociali più ampi si somma alla attenzione non sistematica e convinta delle altre istituzioni sociali del nostro territorio nei confronti della scuola. Sono le famiglie stesse ad essere prese in una spirale perversa che le rende poco esigenti nei confronti della offerta di istruzione.<br />
Occorre uno sforzo corale. Ciascuno deve fare la sua parte. Gli attori locali hanno uno spazio di manovra considerevole, al di là dello strapotere ministeriale o della negativa eredità del "sessantotto" ancora viva in settori del corpo docente.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Le scuole debbono usare sino in fondo la loro autonomia.<br />
</span>La città deve usare sino in fondo tutte le risorse finanziarie di cui dispone o, come abbiamo appena visto, di cui potrebbe disporre per sostenere questa autonomia, per rendere la competizione generata dall'autonomia una competizione virtuosa e non una deteriore forma di dumping scolastico. A ciò può servire anche l'aumento del numero e del tipo degli attori della offerta scolastica e formativa, a patto che sia di qualità.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Scuole di qualità rendono la città attrattiva, influenzano le scelte residenziali delle famiglie, costruiscono capitale sociale, alimentano un tessuto istituzionale favorevole alla promozione della creatività, producono integrazioni e contrasto all'esclusione sociale.<br />
</span>(....) Una diffusa non adeguata attenzione pubblica nei confronti della istruzione scolastica è al contrario una prima "cosa" di cui liberarci al più presto. La scuola è sempre un servizio pubblico, anche quando non è gestita dallo stato.</p>
<p>Prendere / 4: una diffusa capacità di integrare<br />
(....) Terni è da un secolo città di immigrati: ha accolto ma ha anche saputo integrare. Oggi la sfida è nuova, gli immigrati vengono da più lontano, ma per un certo verso è una sfida fatta degli stessi ingredienti di sempre.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Vivere le differenze non come minaccia non significa rinunciare a produrre processi di integrazione e, per quello che risulta indispensabile, anche di assimilazione.</span> (.....)<br />
Tutta la rete delle relazioni sociali che produce integrazione, questo capitale sociale che "lega", che unisce, va coltivata e rafforzata.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Ma gli studi ci dicono che c'è un gruppo di formidabili politiche per l'integrazione: le politiche della offerta formativa rivolta all'infanzia</span>, elemento che ci collega anche alla priorità precedente. La scuola è veicolo di integrazione e moltiplicatore di opportunità. (.....) A Terni le scuole per l'infanzia e quella primaria manifestano forti segnali di segregazione scolastica che riflette la segregazione residenziale e produce ghettizzazione. Nelle scuole per l'infanzia di Terni, ad esempio, la presenza di bambini di cittadinanza non italiana varia, nei diversi circoli, da un minimo del 2% ad un massimo del 28%.<br />
Con dati come questi occorre fare i conti.<br />
La nostra tradizionale capacità di benevolenza e di accoglienza deve essere rafforzata da servizi e strumenti idonei, soprattutto ai bambini/e e ragazzi/e. Un'istruzione elevata e di buona qualità, offerta oggi migliora la popolazione di domani, aumenta la sua consapevolezza, riduce i comportamenti devianti e irresponsabili, ne migliora lo stato di salute, riduce le spese assistenziali, migliora la capacità di accedere ai servizi.<br />
... ma intanto dobbiamo dire grazie alla stragrande maggioranza di queste nuove amiche e di questi nuovi amici che, come le generazioni di ternani che ci hanno preceduto, vengono da lontano e ci portano un po' di futuro.</p>
<p>9. Fronteggiare la questione demografica<br />
Lasciare / 2: la disattenzione ai processi demografici<br />
Il bilancio demografico aggregato dei comuni della diocesi di Terni Narni Amelia negli anni 2002-05 mostra un costante saldo naturale negativo. Un saldo compensato da un più ampio saldo migratorio positivo, tale da determinare un aumento della popolazione. (....) Al momento, ferma il declino demografico ma <span style="text-decoration:underline;">non riequilibra la struttura demografica per età della popolazione.<br />
</span>(....) <span style="text-decoration:underline;">Dobbiamo liberarci dalla disattenzione pubblica per i processi demografici:</span> anche in questo l'opinione pubblica ternana sembra più lucida dei gruppi dirigenti.<br />
Oltre al sostegno di politiche e comportamenti di integrazione della immigrazione straniera, (...) occorre <span style="text-decoration:underline;">sbarazzarsi della coltre di silenzio pubblico sulle difficoltà delle famiglie locali evidenziate da livelli di natalità assai bassi</span>, certamente non imputabili a una spiccata presenza femminile nel mercato del lavoro (...)</p>
<p>10. Disattivare le prassi consensualistiche<br />
Lasciare / 3: vecchi "stili di regia"<br />
Tra le cose che non dovremmo portare con noi ci sono i modelli di comportamento consensualistico che strutturano alcune importanti sedi del tessuto cittadino. (....) in queste sedi <span style="text-decoration:underline;">prevale la ricerca della mediazione ad ogni costo, verso l'interno e verso l'esterno. Per questa via diminuisce o si spegne l'apporto strategico alla comunità locale.<br />
</span>(....) Prima che a chi dirige la istituzione, è ai soggetti presenti al suo interno che va chiesto di più, più strategia e più agonismo.<br />
(....)</p>
<p>Prendere / 5: una comunità più grande (che già c'è)<br />
(....)<br />
L'incremento della massa critica della città è un potente fattore di sviluppo.<br />
Pensiamo ad un'unica grande area nella quale sperimentare l'efficacia della <span style="text-decoration:underline;">cooperazione tra tutte le istituzioni sociali, a partire da quelle che fanno capo ai governi locali, utilizzando con creatività gli strumenti giuridici esistenti.</span> Come dire: a legislazione invariata.<br />
E' una proposta nuova, contrattuale, dal basso, in alternativa alle forme dirigiste della pianificazione gerarchica, a qualsiasi livello si manifestino.<br />
(.......)</p>
<p>12. Conclusioni<br />
La nostra comunità locale ha ancora modi e risorse per lavorare al proprio futuro. Per fornire più opportunità alle persone, per aumentare i beni collettivi, per attrarre talenti.<br />
Si tratta, lo sappiamo tutti, di un lavoro che ha un costo alto, richiede l'impegno di molte persone, un impegno civico che ha un evidente aspetto di diseconomia: produce beni di cui si avvale anche chi non si è impegnato per produrli.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Le ideologie, le illusioni di «magnifiche sorti e progressive», hanno a lungo truccato i conti della partecipazione civica. Ora siamo tornati a poter guardare con lucidità alla diseconomia individuale dell'impegno civico.</span><br />
Quanto vale, quanto merita «l'onesto e retto conversar cittadino, e giustizia e pietade»?<br />
A questa domanda, propriamente etica, sono ammesse solo risposte personali. Essa sì non può essere materia di responsabilità comune. Non possiamo conoscere mai la risposta altrui, e meno che mai obbligare ad una risposta positiva.<br />
Possiamo però riconoscerla, la risposta positiva, quando avviene, magari inattesa ed imprevedibile (cfr. Mt 25).<br />
Chi crede in un Altro, riconosce allora di condividere con chi non crede che il trovarsi di fronte ad un altro/a è la sfida decisiva per la vita.<br />
Chi crede in un Domani, condivide con chi non ci crede il carattere decisivo dell'oggi.<br />
Questo condividere è anche condividere un inter-esse che prende la forma pubblica di città.<br />
La cura di un «onesto e retto conversar cittadino» non è un obbligo e non è neppure tutto, ma se siamo appassionati di umanità intanto può bastare.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Formazione anti Romania]]></title>
<link>http://amicigommosi.wordpress.com/?p=132</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 05:15:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>quara</dc:creator>
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<description><![CDATA[Circolano già le prime voci sulla formazione italiana che scenderà in campo domani pomeriggio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Circolano già le prime voci sulla formazione italiana che scenderà in campo domani pomeriggio...<br />
<a href="http://amicigommosi.files.wordpress.com/2008/06/bd1186-formazione-anti-romania.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-133" src="http://amicigommosi.wordpress.com/files/2008/06/bd1186-formazione-anti-romania.jpg" alt="" width="500" height="449" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LOTTA ALL'ABUSIVISMO : ARRESTATO, PROCESSATO ED ESPULSO CITTADINO SEGALESE.  ]]></title>
<link>http://laetitiatassinari.wordpress.com/?p=1402</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 12:25:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>laetitiatassinari</dc:creator>
<guid>http://laetitiatassinari.wordpress.com/?p=1402</guid>
<description><![CDATA[La lotta all&#8217;abusivismo prosegue senza sosta. Anche a Forte dei Marmi. Nel corso dei servizi d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La lotta all'abusivismo prosegue senza sosta. Anche a Forte dei Marmi. Nel corso dei servizi di controllo del territorio i militari della stazione carabinieri di Forte dei Marmi, diretti dal luogotenente Giuseppe Alaimo, durante un controllo su un  cittadino senegalese hanno arrestato  B.N., di 25 anni,  trovato in possesso di 30 borse contraffatte, che sono state sottoposte a sequestro. Lo stesso, dai controlli effettuati, è risultato colpito da provvedimento di espulsione dal territorio nazionale,  è stato processato per direttissima sabato mattina al Tribunale di Viareggio dove  il giudice Nidia Genovese lo ha condannato alla pena di un anno  di reclusione e nuovamente espulso.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Letizia Tassinari <a href="http://laetitiatassinari.wordpress.com/files/2008/06/corriere-della-versilia-corriere-di-lucca4.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1399" src="http://laetitiatassinari.wordpress.com/files/2008/06/corriere-della-versilia-corriere-di-lucca4.jpg?w=128" alt="" width="128" height="45" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mi casa su casa!]]></title>
<link>http://madaffacca.wordpress.com/?p=39</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 11:24:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>TaCo</dc:creator>
<guid>http://madaffacca.wordpress.com/?p=39</guid>
<description><![CDATA[Per quanto Giugno sia il mese più stupendamente bellissimo che c&#8217;è - insieme a Settembre, e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Per quanto Giugno sia il mese <span style="color:#800000;">più stupendamente bellissimo che c'è </span>- <em>insieme a Settembre, e su questo non accetto repliche, fidatevi perchè è così</em> -  purtroppo è macchiato da una ricorrenza che per me è ineluttabile. Lo è di fatto da quando abito qui. Sto parlando della <span style="color:#800000;">Festa del mio Quartiere</span>.</p>
<p style="text-align:justify;">La festa del mio quartiere è una di quelle <em>feste dei quartieri</em> che servono a far capire al resto della cittadinanza che tutto sommato le cose stanno <span style="color:#800000;"><em>getting better</em></span>, perchè ci si può permettere di organizzare una bella festa senza che nessuno venga rapinato-sparato-violentato. <span style="color:#3366ff;"><em>Capite cosa voglio dire?</em> </span>Tuttavia io qui ci vivo da circa 4 anni e tranne poche sciocchezze non è mai successo nulla di grave. Certo, è frequentato da gente eccentrica e di cui forse vi parlerò più avanti, ma tutto sommato è tranquillo. Però lo sapete meglio di me: <span style="color:#800000;">rifarsi una reputazione è un processo moooolto lento</span>, e dunque credo che il nostro quartiere necessiterà ancora di parecchie feste prima di poter essere considerato un quartiere normale, cioè che non ha bisogno di feste. <span style="color:#999999;">[Scusate le ripetizioni, volevo essere </span><span style="color:#800000;">incisivo</span><span style="color:#999999;">.]</span></p>
<p style="text-align:justify;">C'è da dire che l'evento è anche ben organizzato e infatti ha parecchio successo: pensate che l'anno scorso è stata inaugurata addirittura la versione invernale, il giorno della Vigilia di Natale. <span style="color:#800000;">Che giuoia</span>.</p>
<p style="text-align:justify;">Vi chiederete da dove vengano l'astio e il sarcasmo da parte mia verso questa pacifica manifestazione... Ve lo spiego subito.</p>
<ol>
<li>
<div style="text-align:justify;">è sempre di domenica, e inizia molto presto, tipo alle 8</div>
</li>
<li>
<div style="text-align:justify;">io abito al primo piano, fatevi due conti <span style="color:#800000;"><em>acusticamente parlando</em></span></div>
</li>
<li>
<div style="text-align:justify;">fate gli stessi conti del punto 2 aggiungendo però che dalle ore 14 c'è <span style="color:#800000;">l'appuntamento con il karaoke</span> gentilmente offerto dal panettiere che ho proprio sotto la mia camera da letto</div>
</li>
<li>
<div style="text-align:justify;">il suddetto panettiere per l'occasione <span style="color:#800000;">frigge anche i panzerotti</span>, e lo fa per tutto il santo giorno. Per questo casa mia ha l'odore di un panzerotto fritto dalle 10 di mattina fino al giorno dopo</div>
</li>
<li>
<div style="text-align:justify;">a Dicembre dell'anno scorso mi hanno portato via la macchina con il carro attrezzi perchè non mi sono ricordato che c'era, appunto, la festa in versione invernale. Al mio risveglio <span style="color:#800000;">invece dell'auto c'era la bancarella del pollo allo spiedo e patatine</span>.</div>
</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;">Adesso però, che ho elencato questi problemi uno per uno, non vorrei aver esagerato con il tono del mio sfogo dando quell'idea di colui che sputa sul piatto dove mangia. In realtà ci sono anche cose molto belle nel mio quartiere, e farò un elenco anche di queste.</p>
<ol>
<li>
<div style="text-align:justify;">ci sono la <span style="color:#800000;">miglior pasticceria napoletana </span>e il <span style="color:#800000;">miglior panificio pugliese </span>dell'hinterland di Milano</div>
</li>
<li>quando torno da lavoro la sera mi piace tantissimo vedere gli ispanici con i loro furgoni SDA o BARTOLINI parcheggiati male e da cui esce musica latinoamericana a tutto volume: si concedono, esausti, la loro <span style="color:#800000;">sacrosanta Heiniken da 66 cc </span>insieme a fidanzate, mogli e parentame vario: altro che happy hour!</li>
<li>da poco hanno aperto una macelleria araba al posto di una cartoleria; dopo l'iniziale diffidenza e un <span style="color:#800000;">muro di CocaCole </span>in vetrina per sciogliere la tensione, ora direi che si sono perfettamente integrati. L'ho capito quando ho notato che le signore vanno a comprare i loro pezzi di manzo sempre più <span style="color:#800000;">ingioiellate e truccate</span>, e questa cosa mi fa morire dalle risate, non aggiungo altro</li>
<li>nel mio palazzo ci sono <span style="color:#800000;">bambini di tutte le razze </span>- <a href="http://madaffacca.wordpress.com/2008/06/03/le-notizie-secche-in-un-contenitore-e-quelle-umide-nellaltro-grazie/" target="_blank"><em>mi collego al post scritto qualche giorno fa</em> </a>- ed è bellissimo la mattina vederli andare a scuola mentre parlano tra loro con <span style="color:#800000;">l'accento più milanese del mio</span>!</li>
</ol>
<p>Ecco, direi che così siamo pari. Ho reso giustizia al posto dove abito. Ora vado a cercare di vedere la Moto GP, sperando che qua sotto non facciano troppo casino!</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Doposcuola in diocesi, un aiuto all’integrazione]]></title>
<link>http://itleditore.wordpress.com/?p=25</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 15:23:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>giancarlo1962</dc:creator>
<guid>http://itleditore.wordpress.com/?p=25</guid>
<description><![CDATA[



Sempre più ragazzi stranieri frequentano gli oltre 160 centri aperti nelle sette zone pastorali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="1" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td class="sommario_pv" align="left" valign="top">Sempre più ragazzi stranieri frequentano gli oltre 160 centri aperti nelle sette zone pastorali e legati alla Caritas ambrosiana</td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
</tr>
<tr>
<td class="testogrigio"><em>27/05/2008 - </em>di <strong>Luisa BOVE </strong><img class="alignleft" style="float:left;border:black 1px solid;margin:3px;" src="http://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/esy/objects/images/1148884.jpg" alt="" width="350" height="269" /> Ultimi giorni di scuola per gli alunni di ogni ordine e grado, solo chi dovrà affrontare gli esami continuerà a studiare ancora per qualche settimana. <strong>A giugno si chiude anche l’esperienza degli oltre 160 doposcuola sparsi su tutto il territorio diocesano (una sessantina solo a Milano) legati alla Caritas Ambrosiana.</strong> Il panorama è molto vario: si va da realtà molto piccole avviate in parrocchia con 5 ragazzi e 2 volontari o doposcuola con 50 studenti e 30 operatori. <strong>In alcuni casi l’iniziativa, nata dalla sensibilità di pochi, si è poi trasformata in un servizio ampio e articolato attuato da un’associazione o cooperativa sociale, con tanto di figure professionali ad affiancare i volontari. </strong>«Esistono doposcuola in periferia, ma anche in centro», dice <strong>Giovanni Romano, </strong>responsabile del progetto Caritas. È sbagliato pensare che nel cuore di Milano «non ci siano problemi, perché quando si apre un servizio a favore di minori più fragili la frequenza è sempre alta».<strong>Come sono organizzati i doposcuola?</strong><br />
C’è chi offre il servizio tutti i giorni e chi una o più volte alla settimana, ma l’intervento è più efficace quando è costante. La maggior parte dei doposcuola accoglie ragazzi delle medie e gli operatori lavorano anche in termini preventivi contro la dispersione scolastica. Ma i problemi più gravi emergono soprattutto nei primi due anni delle superiori, per questo sta aumentando l’offerta per sostenere anche i più grandi. Tutto dipende dalle risorse di tempo e di persone che le parrocchie o le associazioni riescono ad avere. Ora le realtà di volontariato iniziano ad acquisire competenze che derivano dal mondo professionale e a volte richiedono anche educatori e consulenti.<strong>Ma i ragazzi non sono seguiti solo per i compiti...</strong><br />
Infatti. Il doposcuola è anche un’opportunità educativa e l’obiettivo specifico è aiutare i ragazzi nei percorsi di apprendimento. Come questo viene realizzato dipende dalle forze messe in campo. Tutti però partono dal sostegno nei compiti, anche se a volte è difficile incidere efficacemente sul recupero di tutte le lacune. Per questo si punta molto sulla relazione educativa come strumento per influire anche su altri fattori che riguardano l’apprendimento, la capacità di relazione, il confronto con gli altri, qualità che possono essere trasferite nella vita scolastica. Quindi oltre all’aiuto nei compiti, molti doposcuola propongono anche laboratori, giochi e diverse attività.</p>
<p><strong>Questo lavoro permette di ridurre la dispersione scolastica e il disagio?</strong><br />
Certo, questo è anche lo scopo, ma da soli i doposcuola sono una goccia nel mare. Occorre mettersi in rete con altri soggetti che lavorano con i ragazzi in diversi luoghi, innanzitutto la scuola, ma anche i centri di aggregazione, le società sportive e gli oratori. Se c’è una progettazione condivisa e l’intervento non è frammentato ma integrato, la prevenzione è più efficace.</p>
<p><strong>Qual è la presenza di immigrati?</strong><br />
Il numero sta aumentando in modo esponenziale, con un dato curioso che rispecchia ciò che sta avvenendo anche altrove. A volte nei doposcuola ci sono solo ragazzi immigrati e questo non perché scompare il bisogno degli italiani. Ci sono comunque esperienze interessanti in cui il doposcuola diventa luogo di integrazione. Tuttavia la diversità culturale richiede a volte ai volontari un ulteriore sforzo, sia in termini di capacità relazionali, sia di competenze. Per questo c’è chi si sta attrezzando e frequenta corsi di intercultura o di insegnamento dell’italiano come seconda lingua.</p>
<p><strong>A volte i ragazzi vivono situazioni familiari difficili che impediscono un buon rendimento scolastico...</strong><br />
Il dato comune a tutti i doposcuola è la difficoltà a coinvolgere le famiglie, che pure devono condividere la scelta di mandare il figlio al doposcuola. Questo avviene durante l’iscrizione attraverso uno strumento del quale tutti si stanno dotando, cioè la firma di un Patto educativo (o almeno l’accettazione verbale, ndr). La capacità di coinvolgere la famiglia dipende anche dall’approccio che il volontario riesce ad avere. In fondo il doposcuola offre la possibilità di relazionarsi con i genitori in modo diverso rispetto alla scuola. Non è l’ennesimo soggetto che giudica l’incapacità di un ragazzo come conseguenza di un’inadeguatezza dei genitori, piuttosto il doposcuola considera la famiglia una risorsa.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="box_grigio_pv" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" align="left" bgcolor="#e8e8e8">
<tbody>
<tr>
<td height="25" align="center" valign="top">
<p class="titolini_pv" style="text-align:left;"><strong>ESPERIENZE SUL TERRITORIO: </strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="tit_ROSSO_link" valign="top"><a href="http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&#38;oid=1148862">Milano</a> - <a href="http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&#38;oid=1148900">Varese</a> - <a href="http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&#38;oid=1148938">Sesto San Giovanni</a></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Integrazione scolastica: promemoria alle famiglie.]]></title>
<link>http://afpdpa.wordpress.com/?p=28</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 20:00:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
<guid>http://afpdpa.wordpress.com/?p=28</guid>
<description><![CDATA[Pubblichiamo volentieri il promemoria  di aggiornamento  sugli adempimenti per una corretta programm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo volentieri il promemoria  di aggiornamento  sugli adempimenti per una corretta programmazione dell'<strong>integrazione scolastica</strong> con consigli utili ed indispensabili <strong>per i genitori</strong>.</p>
<blockquote>
<h2><strong>Promemoria alle famiglie.</strong></h2>
<h1><strong> Per una corretta </strong>programmazione dell’integrazione scolastica</h1>
<p><em>Diritto allo studio (N) - Insegnanti di sostegno - Formazione e Aggiornamento - Consigli ai genitori - Attrezzature e sussidi - Assistenti scolastici (AEC, Assistenza Specialistica) - Numero alunni per classe</em><!--more--></p>
<p><em></em>È opportuno ricordare a tutti che entro metà giugno, in quasi tutti gli Uffici scolastici regionali, scadono i termini entro i quali i Dirigenti scolastici debbono trasmettere ai Uffici Scolastici Provinciali (ex provveditorati agli studi) i progetti didattici personalizzati redatti da tutti i docenti dei singoli Consigli di classe ai sensi dell’art. 41 del decreto ministeriale n. 331/98, per chiedere alle o<strong>re aggiuntive di sostegno </strong>per il prossimo anno scolastico.<br />
Il Ministero con la Circolare n. 36 dell’8 Marzo 05 ha precisato all’art. 9 che debbono prima essere inviati dalle singole scuole i dati relativi agli organici di diritto, che per gli insegnanti per il sostegno corrispondono a poco più della metà dei posti necessari, e poi all’art 11 comma 6 le richieste per le deroghe in organico di fatto.<br />
I singoli dirigenti debbono inviare, all’incirca entro la data di metà giugno, le richieste ai USP, perché esprimano il loro parere e quindi trasmettano le richieste di autorizzazione alle deroghe entro il 10 luglio ai Direttori scolastici regionali che hanno tempo sino al 30 luglio per decidere positivamente o negativamente.</p>
<p>Sarà bene precisare che entro le stesse date debbono essere inoltrate le richieste per gli eventuali <strong>sdoppiamenti delle prime classi</strong>, che, in forza del decreto ministeriale n. 141/99 non possono superare i 25 alunni, se è presente un alunno certificato con disabilità e i 20 alunni se sono presenti due alunni con disabilità.</p>
<p>I due decreti sopra citati sono espressamente richiamati dalla circolare ministeriale, mentre le scadenze precise di ciascun USP sono contenute nelle circolari di ciascuna di essi.</p>
<p>Essere attenti a tali scadenze è importante, sia perché la stessa circolare ministeriale n. 36/05 vieta gli sdoppiamenti di classe dopo il 31 agosto, sia perché le richieste tardive di posti aggiuntivi di sostegno debbono seguire le lunghe trafile delle graduatorie e dei probabili ricorsi contro di esse, ritardando le nomine aggiuntive talora sino a febbraio e marzo dell’anno successivo.</p>
<p>È bene tener presente che, in presenza di una chiara documentazione dei bisogni educativi dei singoli alunni contenuti nella diagnosi funzionale e della puntuale richiesta di risorse contenuta nel PEI e quindi nei singoli progetti didattici personalizzati, il Dirigente scolastico non può rifiutare di inviare la richiesta ed il Dire<strong>ttore scolastico regionale non può rifiutare o la conferma delle ore assegnate l’anno precedente o l’assegnazione di nuove ore</strong>. La semplice motivazione che gli organici di diritto assegnati non sono sufficienti e quindi non vi sono fondi aggiuntivi per nuove nomine, è stata ormai costantemente smentita da più anni da numerosissime sentenze dei tribunali che hanno condannato l’amministrazione scolastica ad assegnare tutte le ore necessarie per rispondere ai bisogni educativi documentati a livello sociosanitario ed educativo.</p>
<p>In mancanza di un serio impegno del Ministero dell’Istruzione a garantire una seria presa in carico professionale dei progetti di integrazione da parte di tutti i docenti del consiglio di classe, i magistrati fanno assegnamento solo sulla risorsa “sostegno” e quindi i genitori debbono collaborare coi Dirigenti scolastici a fornire tutti gli elementi per corredare al meglio la documentazione necessaria.<br />
La magistratura, nei casi documentati, sta pure sempre più assegnando con sentenza assistenti per l’autonomia e la comunicazione in forza dell’art 13 comma 3 L. n. 104/92 e pure collaboratori e collaboratrici scolastiche per l’assistenza igienica nei casi richiesti, in forza dell’art 47, allegato “A” del <em><a href="http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/ccnl_0609.pdf">Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il quadriennio 2006-2009</a> firmato il 7 ottobre 2007</em>.<br />
Ove taluno pretendesse la certificazione di alunno “con handicap particolarmente grave”, contenuta nell’art 35 comma 7 L. n. 289/02, per concedere ore aggiuntive di sostegno o le altre risorse, i genitori, con molta semplicità e cortesia, ma con fermezza, facciano presente l'esistenza del <a href="http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dpcm185_06.htm">DPCM n. 185/06</a> (vedi <a href="http://www.aipd.it/sportello_informativo/scuola/scuola_view.php?id=71">scheda n°  217</a>) come parzialmente modificato dall'<a href="http://www.statoregioni.it/Documenti/DOC_018344_39%20cu.pdf">Intesa della Conferenza Stato Regioni del 20 marzo 2008.</a></p>
<p>Sarà pure opportuno che i genitori chiedano, sempre cortesemente ma con fermezza, che i Dirigenti scolastici vogliano predisporre per l’inizio dell’anno scolastico e prima dell’inizio delle lezioni delle <strong>attività di “programmazione obbligatoria” </strong>dei singoli progetti didattici personalizzati da parte di tutti i docenti dei consigli di classe, come previsto dalla nota ministeriale prot. n. 4088/02, dalla C.M. n. 78/03 e dalla Nota prot. n° 4798 del 2005 (vedi <a href="http://www.aipd.it/sportello_informativo/scuola/scuola_view.php?id=98">scheda n° 191</a>).</p>
<p>Ovviamente sarà necessario che venga pure predisposto <strong>l’acquisto di ausili e sussidi didattici </strong>in tempo utile per l’inizio dell’anno scolastico.</p>
<p>Ove esistono <strong>accordi di programma </strong>puntuali (vedi <a href="http://www.aipd.it/sportello_informativo/scuola/scuola_view.php?id=332">scheda n° 258</a>) ai sensi dell’art 13 comma 1 L. n. 104/92 e degli artt. 14 e 19 della L. n. 328/00 questo promemoria è del tutto superfluo, perché la programmazione didattica e organizzativo-amministrativa è già in essi seriamente prevista.<br />
In mancanza sarà bene che le associazioni e le loro federazioni si adoperino perché si arrivi presto alla stipula degli accordi.</p>
<p class="MsoNormal">Roma, 19-05-2008</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Avvocato Salvatore Nocera</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Flock 1.2.1]]></title>
<link>http://cissiboy.wordpress.com/?p=955</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 06:04:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>cissiboy</dc:creator>
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<description><![CDATA[



Flock 1.2.1 Release Notes and Known Issues
Flock 1.2 delivers a more personal experience of the ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="container">
<div id="release_notes_back">
<div class="_hideme">
<h1 style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.flock.com/homepage/img/features/feature_main_win.jpg" alt="" width="440" height="239" /></h1>
<h1>Flock 1.2.1 Release Notes and Known Issues</h1>
<p>Flock 1.2 delivers a more personal experience of the web, where its users are in control and more connected to what's important to them. By automatically managing updates and media from popular social services such as Facebook, Digg, Flickr, AOL Webmail, Yahoo! Mail, Gmail, YouTube, Pownce and Twitter, Flock makes sharing with friends and services drag-and-drop easy.</p>
<p>These Release Notes contain information about what's new in this release as well as known issues that we'd like you to be aware of.</p>
<h3>What's New</h3>
<h4>New Features in 1.2</h4>
<ul>
<li>Digg has been integrated as a people service.</li>
<li>AOL Webmail has been added as webmail service.</li>
<li>Pownce has been added as a people service.</li>
<li>Several performance and stability enhancements have been implemented and several memory leaks have been fixed.</li>
</ul>
<h3>Known Issues</h3>
<h4>General Issues</h4>
<ul>
<li>Several Firefox extensions are known to be incompatible with Flock's toolbar causing icons to be misplaced or missing.</li>
<li>Several plugins such as Macromedia's Shockwave are not installed in a place where Flock can find them.</li>
<li> If Flock is uninstalled from a Vista machine, IE is not correctly set as the new default browser.</li>
</ul>
<h4>Import and Migration Issues</h4>
<ul>
<li> Importing after the initial installation will cause the people sidebar and the media to not show the correct content until after the Flock is restarted.</li>
<li>The January 2008 Vista upgrade can cause the import wizard to fail to launch during install. To import Preferences, Bookmars, History, Passwords and other data, please select "Import..." from the File menu.</li>
<li>Users that import bookmarks from FireFox may see extra seperators in the Favorites Manager.</li>
<li>Photos dragged to the uploader but not yet uploaded will not migrate when updating Flock.</li>
<li> The Yahoo! toolbar will not be imported from FireFox on the Mac Platform.</li>
</ul>
<h4>People Issues</h4>
<ul>
<li> Non-ASCII characters are not displayed correctly in Pownce.</li>
<li> The Digg Man flyout may appear in the wrong place.</li>
<li> Digg friends' last dugg status will be cleared if the dugg article is older than 7 days.</li>
<li> If a story has only one Digg, the number (1) is not displayed in the Digg friend card.</li>
<li> Digging a page with multiple iframes may confuse the Diggman.</li>
<li> When a user logs into Digg or Pownce from the Accounts &#38; Services sidebar, the green status light is missing.</li>
<li>Flock has been tested for Facebook users with up to two thousand friends. Beyond a thousand friends, unforeseen challenges may exist. Closing the People sidebar may return your surfing speed to normal. If you are incredibly popular with more than 2000 friends, we would love to hear about how the People sidebar is working for you. Please send your feedback to popularitycontest at flock.com.</li>
<li>Facebook friends will occasionally not show up in the people sidebar. To fix this problem, open the Accounts and Services sidebar (click on the key symbol) and find your Facebook account in the topmost field. Click on "Forget Account." Then log back into Facebook, and your friends should appear in the people sidebar.</li>
<li>Facebook friends' avatars sometimes show a black icon.</li>
<li>Clearing your Twitter status causes an alert to show up indicating "An Error Updating Your Status". Twitter does not allow an empty status message.</li>
<li> Logging out of Twitter from Twitter's web site doesn't log Flock out from Twitter. The only way to really log out of Twitter is to forget the Twitter account from the Accounts &#38; Services sidebar.</li>
</ul>
<h4>Webmail Issues</h4>
<ul>
<li> If AOL Webmail auto signoff is activated and after AOL has signed off from the website, checking for email via Flock will result in an AOL error message.</li>
<li> In AOL Webmail the Flock sharing breadcrumb will be below the users signatrue if it exists.</li>
<li>Two breadcrumbs may appear in the gmail compose window if you drag-n-drop an image onto the window before compose email's breadcumb renders.</li>
<li>Yahoo! Mail may not work correctly with all sbcglobal.net accounts.</li>
<li>Yahoo! Mail Classic does not interpret unicode characters correctly. Users of Yahoo! Mail Classic will see "???????" in the webmail flyout.</li>
</ul>
<h4>Media, Mediabar and Uploader Issues</h4>
<ul>
<li> When tagging Facebook photos in the Photo Uploader, all  tags are removed after deleting one of them.</li>
<li> When adding tags to Facebook photos in the Photo Uploader, double clicking on the picture will duplicate the the entries in the tag list.</li>
<li> When creating a Picasa account using Flock, the initial Mediabar message indicates an error. This error will go away after clicking on Picasa's terms &#38; services and then reloading the Mediabar.</li>
<li> Uploading a small, rotated photo to Facebook can cause Flock to display an error.</li>
<li>If the Photo Uploader is interrupted during the upload process, a "There was an invalid response from server" error is displayed.</li>
<li>Drag'n Dropping a non supported file onto the Photo Uploader on Mac 10.5 causes and error dialog that cannot be dismissed to appear.</li>
<li>The Media Magic bar does not show up when mousing over a Picasa video.</li>
<li>Drag'n Dropping a Picasa picture from the Mediabar or My World to the "Post Link" button in the people sidebar when showing Facebook people causes a Facebook error: "You are using a browser that is not fully supported."</li>
<li>Some valid Flickr accounts are not discoverable through the media search bar.</li>
<li>Picasa private photos are still viewable even after a user has logged out.</li>
<li> Due to a Picasa limitation, photos larger than 20MB or 16,000 pixels cannot be uploaded.</li>
<li>While logged into Picasa, search based streams will not show owner's private photos.</li>
<li>Scrolling too fast through Picasa photos in the media bar can cause the error: "There was an error in the servie to prevent your request."</li>
<li>Uploading photos with two capital cyrillic characters to Picasa causes Flock to throw an error and stops the upload from proceeding.</li>
<li> When rearranging thumbnails in the Photo Uploader they can not be placed at the end of the stream.</li>
<li> Whene deleting all photos from an account My World will continue continue to show photos from that account.</li>
<li> Non english characters entered in the Photo Uploader are not displayed correctly in Picasa.</li>
<li> When uploading to any media service, immediately afterwards, the user account's name will not be visible at the top of the Media Stream dropdown.</li>
<li>When uploading to Facebook, if no album is specified, the photo will be uploaded to a default album for the application, which will be created if necessary. Regular albums have a size limit of 60 photos. Default application albums have a size limit of 1000 photos.</li>
<li> When uploading photos to Piczo, photos uploaded to the "New Pictures" album will not appear in the media bar. They will, however, be visible from Piczo's website.</li>
<li>Flock is unable to upload files with the “.jpeg” extension to Piczo.</li>
<li>We have seen occurances where Flock cannot upload to Piczo because subalbums cannot be retrieved.</li>
<li> Drag and dropping a photo from your desktop to the blog editor will not work if the photo is being uploaded to Piczo.</li>
<li>Accessing own private Photobucket photos when not logged in to Photobucket does not bring you to the Photobucket login page.</li>
<li> Some Truveo search terms cause Flock to return the error: "You appear to have lost your internet connection".</li>
</ul>
<h4>Favoriting Issues</h4>
<ul>
<li>Adding a favorite to a folder will also add the favorite at the top level.</li>
<li>Flock will not auto discover your account when logging into Ma.gnolia using your Facebook account ID.</li>
<li> If your computer's clock is too slow or fast, you may experience errors when publishing your favorites to Del.icio.us or Ma.gnolia.</li>
<li> Drag'n Dropping online favorites to local favorites does not sync the online favorite locally.</li>
<li>After restoring default chrome settings the Favorites icon does not work until after the browser is restarted.</li>
<li> Dragging a feed to the Favorite's toolbar will result in a broken feed.</li>
</ul>
<h4>Blogging Issues</h4>
<ul>
<li>Depending on your blog service, Drag and drop video may not work as expected. Services that do work are Blogger and Xanga. Wordpress will show a link. Services that don't work include Typepad and Live Journal.</li>
<li>If you are a Xanga blogger, please log in from the the Accounts &#38; Services sidebar. There is currently an issue when logging in from the blog editor, you won't be able to publish your post.</li>
<li>Replacing a Blogsome blog entry does 