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	<title>indifferenza &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/indifferenza/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "indifferenza"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 15:02:29 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Vergogna]]></title>
<link>http://multifinder.wordpress.com/?p=91</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 06:01:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>mario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il sito di Le Monde titola sulla home page &#8220;La foto che fa vergognare l&#8217;Italia&#8221;. L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il sito di Le Monde titola sulla home page "La foto che fa vergognare l'Italia". <a href="http://www.lemonde.fr/europe/article/2008/07/23/l-italie-en-accusation-apres-la-publication-des-photos-de-deux-fillettes-roms-mortes-sur-une-plage-de-naples_1076321_3214.html">La notizia</a> è quella delle due bambine rom annegate e lasciate sulla spiaggia, coperte da un asciugamano, nell'indifferenza generale. Mi piacerebbe sapere se anche in Italia c'è stata questa indignazione, visto che i siti dei giornali italiani parlano soprattutto di politica e di eutanasia e che l'idea di prendere le impronte digitali ai rom sta prendendo piede come se fosse una cosa normale.</p>
<p>Piuttosto, mi lascia perplesso che, come riporta <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=28028&#38;sez=HOME_INITALIA">Il Messaggero</a>, il sindaco di Monte Procida abbia difeso i suoi concittadini, dicendo: "Mi è stato riferito, così come ho appreso da testimonianze, che tutti si sono mobilitati per salvare quelle due giovani vite. C'è stata una gara di solidarietà che è scattata tra i bagnanti e tra le forze dell'ordine con in primis Guardia Costiera e Carabinieri per soccorrere le ragazzine in difficoltà." Come sempre, i cattivi sono gli altri; i miei concittadini, i membri del mio partito, i tifosi della mia squadra, i miei parenti e amici, sono tutti santi e non hanno fatto niente di male. È sempre un complotto, un fraintendimento, un malinteso che verrà chiarito.</p>
<p>Intanto il resto del mondo ci segna a dito.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Funerali di stato]]></title>
<link>http://precariopoli.wordpress.com/?p=328</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 13:01:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Ramone</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Sono tempi veramente difficili per il nostro Paese. Due questioni fondamentali. Da una parte gli uo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.articolo21.info/images/foto/memoria/rom2.jpg" alt="" /></p>
<p><img src="http://precariopoli.files.wordpress.com/2008/07/virgolette_alte.jpg?w=26&#38;h=22" alt="" />Sono tempi veramente difficili per il nostro Paese. Due questioni fondamentali. Da una parte gli uomini dello Stato dicono “Punirne uno per educarne cento” (così si rivolge ai giudici il Ministro Rotondi”; “Toh”, dice il ministro Bossi facendo l’indice all’inno italiano; “Il Csm è una cloaca” afferma l’ex Ministro Gasparri ora a capo dei senatori del Pdl. E tuitto questo accade fra l’indifferenza di alte cariche dello Stato come i Presidenti di Camera e Senato che, al contrario, avevano fatto dichiarazioni congiunte contro Sabina Guzzanti e Beppe Grillo. E poi c’è un’altra grande indifferenza.Tragica e penosa. Quella dei bagnanti indifferenti a corpicini delle due ragazzine Rom affogate  a Torregaveta.  Violetta e Cristina, 12 e 11 anni muoiono annegate e le due piccole bare dopo e i loro corpicini prima vengono guardate con indifferenza dai bagnanti che, imperterriti, continuano a prendere il sole. Un atteggiamento che non sarebbe stato tale nemmeno se a morire fosse stato un piccolo cane randagio.<img src="http://precariopoli.files.wordpress.com/2008/07/virgolette_basse.jpg?w=26&#38;h=22" alt="" /> <a href="http://www.articolo21.info/notizia.php?id=7133" target="_blank">Giorgio Santelli</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Poi si è mosso solo il mare]]></title>
<link>http://rapida.wordpress.com/?p=1319</link>
<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 14:13:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>rapida</dc:creator>
<guid>http://rapida.wordpress.com/?p=1319</guid>
<description><![CDATA[italiani brava gente
italiani brava gente

italiani brava gente
Togliti il cappello, almeno.
Lascia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#ffffff;">italiani brava gente</span><br />
<span style="color:#ffffff;">italiani brava gente</span><br />
<a href="http://rapida.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2008/07/21/1216487298041_torre4_2.jpg"><img style="float:left;margin:0 5px 5px 0;" src="http://rapida.typepad.com/filosofia/images/2008/07/21/1216487298041_torre4_2.jpg" border="0" alt="1216487298041_torre4_2" width="480" height="302" /></a><br />
<span style="color:#ffffff;">italiani brava gente</span><br />
Togliti il cappello, almeno.<br />
Lascia che il sole ti riscaldi la testa, visto che non ti arriva al cuore.<br />
Alzatevi, arrotolate i vostri asciugamani, andatevene a casa, non c'è niente da guardare.  </p>
<p>Un gesto di solidarietà, una discreta commozione,<br />
una testa abbassata al passaggio di due bare.<br />
Nulla, ci fosse stato un bel funerale, morti ammazzati e la tv, magari ci scappava l'applauso.<br />
Invece qui c'è scappato solo il morto, anzi due. Due bambine.  </p>
<p>Che brutti italiani siamo diventati.<br />
<span style="color:#ffffff;">italiani brava gente</span><br />
<span style="color:#ffffff;">italiani brava gente</span><br />
<span style="color:#ffffff;">italiani brava gente</span><br />
Se volete dare un'occhiata <a href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/953"> qui </a>, solo per informazione. Val la pena leggerlo tutto, ma in questo caso ci si sofferma al paragrafo "Rom e migranti: discriminazione, xenofobia e provvedimenti sulla "sicurezza""</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un giorno di ordinaria indifferenza]]></title>
<link>http://arcus.wordpress.com/?p=73</link>
<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 11:00:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>arcus</dc:creator>
<guid>http://arcus.wordpress.com/?p=73</guid>
<description><![CDATA[La mattinata libera per mettere un pò d&#8217;ordine. Poi la capatina a qualche sito d&#8217;inform]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La mattinata libera per mettere un pò d'ordine. Poi la capatina a qualche sito d'informazione ed ecco che mi imbatto nella foto che ritrae i cadaveri di due ragazzine annegate ieri a Torregaveta distese sul bagnasciuga coperte da teli mare.</p>
<p>La notizia fa parte della cronaca estiva con molti (troppi) bagnanti che annegano perché non sanno nuotare o perché hanno mangiato poco prima, oppure che vengono travolti dalle moto d'acqua o motoscafi guidati da scellerati irresponsabili, eccetera.</p>
<p>Ma il sentimento di pietà per quelle due povere ragazzine che volevano solo farsi un bagno, a poco a poco si trasforma in una rabbia mista a tristezza perché, guardando bene la foto si notano sullo sfondo due bagnanti tranquillamente seduti che osservano con inquietante tranquillità la scena dei due corpicini distesi sulla sabbia, come se niente fosse, nell'indifferenza più totale. I due sembrano pensare che la giornata al mare must go on. O forse non ci pensano neppure.</p>
<p><a class="aligncenter" href="http://napoli.repubblica.it/multimedia/home/2566623" target="_blank">Questa foto </a><span class="aligncenter">riempie il cuore di tristezza. L'indifferenza dei bagnanti che continuano a prendere il sole è qualcosa di mostruoso e che non voglio pensare che questo mostro sia dentro ognuno di noi. Altrimenti mi chiedo: cosa siamo diventati? Se neanche una scena così straziante riesce a scalfire pur superficialmente un pizzico di sensibilità nella maggioranza dei bagnanti su una spiaggia flegrea un sabato mattina di luglio, ecco, mi spiego allora come mille altre tragedie, ingiustizie, guai, provvedimenti governativi scellerati ci passano addosso senza che<span style="text-decoration:underline;"> <strong>quasi</strong></span> nessuno se ne accorga, si indigni, si mobiliti. Semplicemente, si fa finta di niente.<br />
</span></p>
<p>L'unica fiammella di speranza è quel <span style="text-decoration:underline;"><strong>quasi</strong></span>.</p>
<p>Addio Violetta e Cristina.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Occhiali scuri]]></title>
<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/?p=139</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 18:50:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
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<description><![CDATA[‘E’ un incubo’ penso mentre spingo il carrello. E’ la seconda volta che me lo trovo di front]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf3258.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-140" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/06/dscf3258.jpg?w=300" alt="" width="300" height="149" /></a>‘E’ un incubo’ penso mentre spingo il carrello. E’ la seconda volta che me lo trovo di fronte. E’ piccolo, magro, capelli neririssimi, lisci, che dai lati si dipartono avvolgendo la calvizie del cranio, baffetti neri che coprono solo la parte centrale del labbro superiore, sguardo inquietante, è un sosia. Un sosia perfetto.  Mi guardo in giro, spio le facce delle persone che mi sono intorno sperando di trovare su qualcuno di loro il mio stesso sgomento, la mia stessa rabbia, la mia inquietudine, la mia paura anche. Vedo solo volti indifferenti calati verso banconi di frutta e verdura che non ha sentore di sole e di terra.  Avvolte nei  neon le facce hanno lo stesso aspetto della frutta e della verdura. Cerco di districarmi tra i carrelli allontanandomi il più possibile, quasi una fuga.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">La sua vista mi annebbia la vista. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Mi rifugio tra i libri ‘ Non è possibile!” dico fra i denti quando, in bella mostra sullo scaffale, vedo il libro di Genna, sulla copertina  una faccia, identica a quella da cui sono appena fuggita, mi guarda scura. Lo stesso taglio di baffi, la stessa pettinatura. Identici. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E lo so che il libro di Genna non è un inno alla sua persona ma io quel libro non lo comprerò, non posso pensare di ritrovare quella faccia anche in casa mia.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Quando esco fuori il sole mi acceca, apro la borsa, tiro fuori gli occhiali scuri e me li metto sul naso. Ma il gesto che si è appena compiuto mi lascia perplessa. Non portavo mai gli occhiali da sole fino a poco tempo fa. Mi dava fastidio vedere il mondo scurito, comunque diverso, falso, falsificato.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E’ una giornata questa in cui l’estate trabocca. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Da qualche parte il fico profuma l’aria, non qui dove sono io, in mezzo a questo parcheggio, tra tutti questi carrelli, dove soltanto l’odore metallico delle auto mi arriva nel naso. Il volante mi scotta le mani, fatico a fare manovra, impazienti clacson feriscono l’aria; dietro i vetri, nel caldo dell’abitacolo,  altri occhi ciechi guardano la strada avvolti nel nero degli occhiali.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E’ una giornata in cui l’asfalto esala calore. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Mi annebbia i pensieri che intorpiditi e dolenti si affacciano pigri, si ingarbugliano, non generano parole, solo immagini, la sua faccia, i nostri occhiali scuri, questo tempo fermo nella corsa all’acquisto, nell’assalto al supermercato, nei carrelli in cui la roba tracima, quella faccia che cammina tranquilla in mezzo a noi, come se fosse normale, come se nessuno più sapesse cosa voglia dire, cosa è stato, cosa ha fatto, abbiamo inforcato gli occhiali sul naso, ecco cosa abbiamo fatto! </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Da dietro i vetri scuri la luce non ferisce gli occhi cosicché possiamo guardare ogni cosa senza lacrimare, qualunque cosa si può guardare protetti da due lenti scure e spesse. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Possiamo vedere le immagini di fumo dei campi rom incendiati,  il continuo disprezzo nella parola stranieri, razze, etnie, diversi, lasciare che le bocche dei giudici vengano imbavagliate, possiamo guardare senza battere ciglio. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Possiamo vedere Hitler camminare in mezzo a noi e restare indifferenti.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alla fermata del 36]]></title>
<link>http://lindaserra.wordpress.com/?p=52</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 21:32:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>lindaserra</dc:creator>
<guid>http://lindaserra.wordpress.com/?p=52</guid>
<description><![CDATA[
Bologna,Via Irnerio ore 19.45 circa alla fermata del 36.
Ora di punta tutti tornano a casa, tra un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.worldphototour.org/images/photo/large/bologna_002.jpg" alt="Bologna via Irnerio" width="399" height="299" /></p>
<p>Bologna,<strong>Via Irnerio ore 19.45 circa alla fermata del 36.</strong></p>
<p>Ora di punta tutti tornano a casa, tra un pò l'Italia gioca la partita decisiva degli Europei 2008. Lei è alla fermata che aspetta l'autobus,ha le buste della spesa in mano. Improvvisamente si sente male. E' incinta, è straniera, Russa. Non parla bene l'Italiano, è tutta sporca di sangue dal ventre in giù.</p>
<p>Grida. Nessuno si ferma. Continua a gridare <strong>"Io no parlo bene,Io incinta!"</strong>. Sembra essere invisibile, molti la guardano, alcuni le passano accanto e non si fermano.</p>
<p>E' sola,con un aborto in corso in via Irnerio - Bologna- alla fermata del 36 alle 20 circa.</p>
<p>Bora è uscita dal lavoro anche lei,anche lei è straniera, vive in Italia da 15 anni è venuta qui dall'Albania il suo paese, per studiare e per studiare lavora, da sempre.</p>
<p>Corre anche lei alla fermata del 36  è una <strong>tifosa accanita degli azzurri </strong>e c'è a casa Gabriele il suo ragazzo che la aspetta per festeggiare il 28 che Bora ha preso all'esame  stamattina e vedere la pertita dell'Italia insieme.</p>
<p>Alla fermata del 36 la vede <strong>è sporca di sangue </strong>è disperata e grida, le buste della spese le ha lasciate  a terra. Nessuno si ferma. Nessuno l'aiuta. E' sola.</p>
<p><strong>La gente continua a non volerla vedere.</strong></p>
<p><strong>Bora le va incontro l'aiuta</strong> cerca di capire cosa è successo,ma è evidente <strong>la donna sta perdendo il bambino</strong>, da sola in mezzo al traffico e all'ora di punta.</p>
<p>"Io incinta no parlo Italiano ...!" continua ad urlare la donna e piange.</p>
<p>Bora chiama il 118 le sta vicina perde un paio di autobus,ma non importa. Aspetta l'auto ambulanza e si assicura che la ragazza sia in buone mani, poi la guarda andare via e solo allora chiama mio fratello sul cellulare.</p>
<p>"Gabri <em>facio</em> un pò tardi, ho dovuto aiutare una ragazza qui alla fermata del 36."</p>
<p>A che servono gli esrciti per strada, le ronde e polizia in ogni angolo?</p>
<p><strong>Vi preoccupa la sicurezza? E l'indifferenza? </strong></p>
<p><strong>Indifferenza e pregiudizi</strong>,rendono <strong>alcune persone inutili, altre sole.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ultima glaciazione ]]></title>
<link>http://pessy.wordpress.com/?p=85</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 16:44:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessy</dc:creator>
<guid>http://pessy.wordpress.com/?p=85</guid>
<description><![CDATA[Mi sto chiedendo per quale motivo i rapporti tra i membri della mia famiglia non riescano ad essere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Mi sto chiedendo per quale motivo i rapporti tra i membri della mia famiglia non riescano ad essere civili e corretti in nessuna occasione. Mi chiedo anche se tutto questo negli anni non abbia incrinato definitivamente ed in modo incontrovertibile la mia capacità di socializzazione, anche elementare, di base, con il prossimo, e non mi abbia reso egoista e incapace di accettare delle critiche.<br />
Sto cercando, giorno dopo giorno, di costruirmi una nuova vita, psicologicamente parlando, ricollegando i ricordi e scavando nel passato nascosto per capire profondamente il perché di tanti miei atteggiamenti e stati d'animo distruttivi, negativi.<br />
Ricordo un passato perfetto, idilliaco, felice e sereno fino all'età di dieci - undici anni; poi un declino umorale lento ma incisivo, che non ha mai smesso di avanzare, per continuare con un aumento vertiginoso della discesa negli ultimi sette anni, che ha accelerato la velocità di caduta, trasformando i miei errori in valanghe enormi e dal potere devastante sull' animo.<br />
Ho provato ad osservare la mia persona e la mia vita dall'esterno, come se una "me oggettiva" fungesse da psicologa, e un' altra "me" costituisse la paziente sottoposta alla seduta.<br />
Attualmente sono disoccupata da circa un mese, nessuna laurea, un diploma in maturità linguistica, fidanzata, pochi amici, tanti hobbies, troppe paure e troppo poco coraggio di seguire le mie aspirazioni.<br />
Situazione familiare: abito con i miei genitori, mia sorella si è sposata circa due anni fa. Il rapporto con i miei genitori è superficiale, senza emozioni, né dialogo. La mia mente focalizza un incontro surreale con mia madre e mio padre, posizionandoci a triangolo, l'uno di fronte all'altro, in una stanza priva di qualsiasi mobilio o altro, dalle pareti e il pavimento bianchi. I nostri volti sono ghiacciati, come le parole vacue e spente che ci scambiamo di solito nella realtà; lo sguardo assente e privo di emozione, le mani tese lungo i fianchi, a voler indicare la non intenzione di stabilire con gli altri elementi un approccio di tipo umano. Stiamo così per anni, decenni, invecchiando nella pelle, nel colore dei capelli, nella curvatura della schiena e delle carni: ma senza cambiare espressione, senza cambiare dentro.<br />
Già, cosa c'è dentro a quelle tre mummie di vetro gelido? Una nuvola nera, fatta di bugie, indifferenza, egoismo, imposizioni, negazioni, rifiuti.<br />
Io mi sento un rifiuto: rifiutata da loro, dal mondo del lavoro, da alcune persone, da me stessa. Tante volte non ho avuto la forza di alzarmi dal letto e ci sono rimasta per ore, cercando di trovare da qualche parte un buon motivo per continuare a vivere, a scendere da quel letto per trascinarmi in cucina, fare colazione e vegetare fino al rientro da lavoro dei miei, pranzare nel silenzio con lo stesso menu da vent'anni, facendomi uccidere ogni giorno ancora un po' da quel non vedermi, non ascoltarmi, non interessarsi a me. Per me un giorno nuovo significava dover affrontare il mio assassino, per consegnargli un pezzo della mia anima e dei miei sogni, e sentirmi così, di giorno in giorno, svuotata di qualsiasi aspettativa, emozione, ideale, concetto.<br />
Ecco perché non ho la forza di credere in me stessa e nelle mie potenzialità: e credo che questo sia il problema che dovrò affrontare e cambiare in un modo di essere opposto e positivo.<br />
Stavo per distruggere me stessa, emotivamente e fisicamente: ecco perché un percorso a ritroso si è reso indispensabile, per non morire.<br />
Rinascere per guardare alla vita e alle persone con occhi nuovi, scevri di pregiudizi, soprattutto su me stessa: il soffocante silenzio che pesava su questa casa e sulla mia coscienza rimane, ma nella forma di pace e benessere. Non considero i miei inquilini né come nemici, né come amici: sono quelli che mi hanno fatta nascere e che ora abitano insieme a me. Ma che non si permettano di abbattermi o di avvilirmi; possono continuare a ferirsi tra di loro, a nientificare il senso delle loro vite, mi hanno fatto sentire una nullità, una fallita, mi hanno fatto desiderare di cessare di esistere, deridendo per giunta questo stato d'animo e non considerandolo grave ed importante. La loro indifferenza si ritorcerà contro, io non sono più in grado di volere loro bene.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non chiedete aiuto, tanto non vi sarà dato!]]></title>
<link>http://autoemotoinrosa.wordpress.com/?p=24</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 20:04:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>autoemotoinrosa</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Vorrei raccontarvi un fatto strano, avvenuto nel campus universitario di Savona. Dopo una lunga gio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img src="http://www.teamlaw.org/images/Psalms/SunsetRoad.jpg" alt="" width="482" height="257" /></p>
<p>Vorrei raccontarvi un fatto strano, avvenuto nel <strong>campus universitario</strong> di Savona. Dopo una lunga giornata di lezioni io e altre quattro ragazze ci dirigiamo verso la macchina per tornare ai nostri lidi. Ci attendeva però un'amara sorpresa! La ragazza proprietaria dell'auto aveva dimenticato le luci di posizione accese per tutto il giorno, ragion per cui si era scaricata la batteria. All'inizio abbiamo preso la vicenda in allegria, tanto il bidello ci avrebbe aiutate dandoci i cavi per far partire l'autovettura. Purtroppo però era tardi e non c'era più! Intanto, mentre cercavamo aiuto, tutti i nostri compagni di corso si sono dileguati. Allora abbiamo iniziato a chiedere aiuto agli ultimi ragazzi  che stavano andando via dal campus, ma non abbiamo trovato nessuno che avesse nella macchina i cavi da collegare alla batteria e comunque dovevamo proprio buttarci in mezzo alla strada per farli fermare! </p>
<p>Dopo svariati tentativi e tre gruppi di ricerca che hanno scandagliato in lungo e in largo tutto il campus finalmente troviamo una ragazza che possiede questi cavi! Il problema però era che nessuna di noi cinque sapeva come usarli! Allora abbiamo continuato il nostro metodo quasi-suicida per fermare le macchine di ragazzi che andavano via ma <strong>nessuno</strong> di loro (ingegneri, periti elettronici...etc) <strong>sapeva come usarli</strong> ( e nessuno di loro è e sceso dalla macchina!). Alla fine ci siamo <strong>arrangiate da sole</strong> e abbiamo collegato i cavi alla vettura della ragazza che ce li aveva prestati e dopo qualche sbaglio e qualche paurosa e pericolosa scintilla, la macchina finalmente è partita!</p>
<p>Quel giorno ho imparato che anche nelle piccole cose devi saper fare tutto da te senza l'aiuto di nessuno, infatti non dico che qualcuno fra la trentina di ragazzi fermati poteva darci una mano per cavalleria , però poteva farlo per solidarietà umana come ha fatto la ragazza che ci ha prestato i cavetti.  L'<strong>indifferenza</strong> regna purtroppo nella nostra società ma almeno all'interno di un campus, fra studenti ci si dovrebbe aiutare. <strong>Solidarizzare sul web è bello ma è anche importante nella vita</strong> <strong>reale!</strong></p>
<p> Trovate le istruzioni per far partire le macchine con la batteria scarica <a href="http://autoemotoinrosa.wordpress.com/partenza-con-batteria-scarica/">qui!</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benevento e il Sannio hanno bisogno di un risveglio culturale]]></title>
<link>http://simoneaversano.wordpress.com/2008/05/16/benevento-e-il-sannio-hanno-bisogno-di-un-risveglio-culturale/</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 16:04:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>s.a.d.b.</dc:creator>
<guid>http://simoneaversano.wordpress.com/2008/05/16/benevento-e-il-sannio-hanno-bisogno-di-un-risveglio-culturale/</guid>
<description><![CDATA[Da tempo ormai avverto fortemente la convinzione che la mia terra, il Sannio, versi in una condizion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Da tempo ormai avverto fortemente la convinzione che la mia terra, il Sannio, versi in una condizione culturale estremamente preoccupante se rapportata al futuro prossimo e anche se si guarda un pò più lontano. Se l'Italia sta ormai da anni subendo gli effetti a tratti terribili dei tanti errori compiuti, in costante crescendo, in quella che possiamo considerare l'infanzia-adolescenza della nostra Repubblica, nel Sannio si respira un'aria che viene da ben più lontano. La questione che affligge queste terre non ha infatti un'origine recente nè in alcun modo vicina, ma ha radici profonde in tempi più lontani, quasi a voler essere proprio genetico ed "inevitabile" che le cose stiano così, quasi ad essere questa la nostra "normalità". Ebbene la questione è, come già accennato, di natura culturale. Ma quando dico culturale non voglio dire (soltanto) che i cittadini del Sannio non conoscano bene la storia o l'arte o non abbiano in generale conoscenze da primi della classe: il nostro problema culturale coinvolge inevitabilmente tutti gli ambiti della vita. Certo tutto parte, probabilmente, da una scarsa formazione per colpa di una scuola strutturalmente e programmaticamente statica e chiusa dentro l'ambito provinciale (è questo il nostro mondo...). Ma non è solo colpa della scuola, bensì della stessa conformazione del Sannio, in quanto sempre chiuso in se stesso, sempre troppo miope per guardare fuori e confrontarsi, relativamente soprattutto agli aspetti e agli esempi positivi, con ciò che è altro. Non siamo abituati a metterci in discussione, non siamo forse abituati neppure a conoscere il senso della discussione dal momento che, da secoli, stiamo adagiati sopra il "nostro" e tanto ci basta. Questo è il nostro colpevole atteggiamento. Più specificamente, siamo i figli peggiori di un'Italia che non ha imparato in alcun grado la cultura del dovere, l'Italia che non ha capito che senza l'adempimento dei doveri i connessi diritti necessariamente soccombono. Ebbene questo grave problema assume nel Sannio una connotazione degenerata, dal momento che troppo spesso neppure si avverte l'agonia dei diritti: tutto passa pericolosamente sotto il velo silenzioso dell'indifferenza. Nei casi peggiori (e ce ne sono) non si ha neppure la consapevolezza di quanto succede, di come le cose possano migliorare, del perchè possano migliorare, di come possa operarsi una rinascita, del senso e della necessità di una rinascita. Tutto questo investe terribilmente le generazioni più giovani, sempre meno partecipi delle questioni politiche, sempre meno interessate dai problemi sociali, sempre più in conflitto contro la scuola perchè sentono (e non solo per colpa loro) la scuola (ma anche la politica e la società) troppo lontana, troppo poco fruibile per loro, troppo aliena perchè possano sentire il dovere di parteciparvi. Tutto questo, purtroppo, non è altro che un circolo vizioso che ci opprime da non si sa quanto tempo.<br />
Personalmente sento che qualcosa si deve fare, bisogna iniziare a smuovere questa situazione partendo dal basso, lì dove il problema che affligge il Sannio riesce a fare più vittime: bisogna partire appunto dai giovani. Perchè se il destino delle generazioni correnti è segnato, non deve mai succedere che la colpevole inerzia che pure continua a praticarsi segni negativamente anche le generazioni che si stanno formando e quelle future. Se oggi si riuscisse a ripartire, domani vedremmo i primi bellissimi frutti di un Sannio liberato dalla schiavitù mentale che esso stesso ha prodotto. Per questo ritengo di dover affermare nuovamente e con maggior fermezza che urge formare un movimento culturale, libero e dinamico, forte della fede nei propri obiettivi e che sappia diffondere quanto di bello e di positivo ci sia nella rinascita culturale che deve attuarsi, e che sappia coinvolgere finalmente i giovani per uscire dalla retorica di una politica parodia di se stessa, per rompere le distanze abissali tra la scuola e la società da una parte e la gente comune dall'altra, per estirpare definitivamente le logiche clientelari e delle raccomandazioni antidemocratiche dalla mentalità del popolo sannita. E' un lavoro duro, lungo e difficile. Ma quando si combatte lo si fa perchè è giusto, al di là di quanto possa piacere la vittoria o dispiacere la sconfitta.</p>
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<title><![CDATA[Si fa ma non si dice - Quando la forma ammazza la sostanza]]></title>
<link>http://simoneaversano.wordpress.com/2008/05/14/si-fa-ma-non-si-dice-quando-la-forma-ammazza-la-sostanza/</link>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 13:06:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>s.a.d.b.</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ecco la distanza incolmabile fra la politica e la sua dimensione etica. Ecco la differenza fra la ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la distanza incolmabile fra la politica e la sua dimensione etica. Ecco la differenza fra la verità dei fatti e quella della convenienza e della comodità. Ecco le due opposte dimensioni della Repubblica dell'Apparenza e della Repubblica Democratica. Eccola, nel <a href="http://news.google.it/news?sourceid=navclient&#38;ie=UTF-8&#38;rlz=1T4SUNA_itIT236IT236&#38;q=travaglio+schifani">caso Schifani-Travaglio</a>, la fotografia di quanto in basso sia arrivata l'Italia in fatto di democrazia, ma prim'ancora di quanto l'onestà, valore sommamente caro ai nostri antichi avi fra cui Cicerone, sia degenerata fino a divenire null'altro che un'eventuale "generosa" concessione da parte di chi detiene il potere. Giacchè il potere in Italia è ormai disgiunto e spessissimo nemico dell'onestà.<br />
Fortunatamente esistono un certo giornalismo ed un certo centro di cultura attivi e forti che si impegnano a rivelare al cittadino, sempre più (colpevolmente) ignorante riguardo alle questioni pregnanti di una democrazia, tutto ciò che rappresenta l'anima vera della nostra nazione e che la politica e i potenti in genere vogliono a tutti i costi tenere celato. Non sempre si tratta di informazione davvero libera (laddove per "libera" io intendo l'informazione che è innanzitutto obiettiva di per sè e perciò non parteggia per nessuno eccetto che per i valori fondamentali della nostra Repubblica), tanto che a volte pare opportuno osservare attentamente se dietro certe denunce non ci siano intendi di opposizione politica o ideologica, attacchi mirati contro l'avversario. Tuttavia nella tristissima situazione attuale, in cui pochi sanno, pochi si interessano, troppi sono vittime di una politica malata, qualsiasi inchiesta disveli fatti veri è da benedire, in quanto solo tornando ad essere i veri detentori della sovranità nazionale (il che presuppone di essere informati sulla verità e non sulle sue mistificazioni) i cittadini potranno diventare protagonisti di una rinascita innanzitutto culturale che porti l'Italia fuori dalla attuale selva oscura. Pertanto un libro-inchiesta come quello di Travaglio e Gomez (<a href="http://www.chiarelettere.it/?id_blogdoc=1846182">"Se li conosci li eviti"</a>) è importante, perchè è importante conoscere i politici che si vanno a votare, è importante sapere chi dovrà impersonare le Istituzioni ed eventualmente "evitare" chi per una questione di coerenza non è affatto all'altezza di rappresentarle. Come appunto chi ha avuto rapporti con mafiosi.<br />
Ma questa vicenda evidenzia un altro e ben più grave problema: i politici, poichè sporchi, non vogliono che la verità sia di dominio pubblico. Per questo si querela chi afferma una verità (che Schifani abbia stretto in passato una società con persone in seguito condannate per questioni di mafia è una verità certa) non perchè l'ha affermata, ad esempio, in un libro che probabilmente viene letto da una "casta" di persone che vogliono salvarsi da una certa ignoranza, ma solo quando costui allarga l'area di conoscenza e di diffusione di tale verità a chi è estraneo a qualsiasi "casta" ben controllata e controllabile di elettori, bensì appartiene alla più indistinta e fondamentale massa di elettori da tenersi stretti per il futuro.<br />
Personalmente ritengo ci sia di più. Ritengo che l'onestà non è solo astensione da ciò che è "male", essa è innanzitutto azione, desiderio di diffondere l'onestà stessa che si riscontra in comportamenti attuativi dell'onestà, quali fra gli altri tutti quelli che contribuiscono a smascherare le iniquità. Dunque non ritengo onesta una persona che rifiuta la conoscenza del disonesto, perchè potrebbe da ciò trarre il vantaggio di non vedere svelate le proprie disonestà; non ritengo onesta una persona che rifiuta la ricerca del disonesto, perchè potrebbe da ciò trarre il vantaggio che le proprie disonestà non vengano mai svelate; non ritengo onesto in questo caso specifico il comportamento di Schifani e di tutti quei tanti politici che si sono nascosti dietro la protezione di una presunta calunnia, dietro il non rispetto della forma, per non affrontare la sostanza. Quella verità che scotta e che costa troppo in termini di elettorato, unico parametro di valutazione della politica disonesta che ci governa da decenni.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Una donna strana]]></title>
<link>http://fernandacorona.wordpress.com/?p=97</link>
<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 18:43:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fernanda Corona</dc:creator>
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<description><![CDATA[Su Mar, mi dicevano, tutto scivola via, è una donna strana, indifferente a tutto, aggiungevano. Lo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;text-align:left;"><em>Su Mar, mi dicevano, tutto scivola via, è una donna strana, indifferente a tutto, aggiungevano. Lo dicevano perché non era possibile classificarla, e questo non si perdona facilmente.</em></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:right;"><a href="http://www.librilesbici.it/default.asp?autrice=85" target="_blank"><strong>Montserrat Roig</strong></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vento d'Indifferenza]]></title>
<link>http://thedarksideofthemoon.wordpress.com/?p=13</link>
<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 14:44:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>backside</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stella mia, mi lasci senza riferimenti&#8230; E così il naviglio della mia Passione è solo e abban]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Stella mia, mi lasci senza riferimenti... E così il naviglio della mia Passione è solo e abbandonato nel gran Mare del Ricordo, deviato dalla giusta rotta dal vento infido dell'Indifferenza e trascinato verso la Costa rocciosa dell'Agonia dall'inesorabile corrente degli Umani Eventi.<br />
La mia ricerca continua e con lei il mio lungo naufragare... della mia stella rimane solo un miraggio... ho perso qualsiasi riferimento...<br />
Intanto il tempo divora le nostre esisenze mortali, non lasciandoci altro che l'avanzo dei ricordi.<br />
E tuttavia questo quantum ineffabile ed  inafferrabile... questo tempo che nessuno può possedere, è in verità l'unico nostro avere.<br />
Veleggio in questo Mare alla ricerca di una certezza...<br />
Il mio Desiderio di te rimane padre dell'Intenzione.. della voglia di cercarti...<br />
Il mio Amore per te è legato alla sua sorella, la tua Indifferenza...<br />
La mia Fedeltà è schiava della sua matrigna, la Sofferenza.<br />
Ma in questa tempesta... naufrago nel mare dei miei ricordi ... e rammento il calore della tua passione che tradisce la freddezza studiata della tua fuga e delle tue parole.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[&quot;La camorra protegge noi cittadini&quot; - La tragedia delle generazioni malate]]></title>
<link>http://simoneaversano.wordpress.com/2008/04/23/la-camorra-protegge-noi-cittadini-la-tragedia-delle-generazioni-malate/</link>
<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 16:50:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>s.a.d.b.</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;La camorra ci protegge, e se qualcuno vuole farci male i clan ci difendono&#8221;. &#8220;Qua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"La camorra ci protegge, e se qualcuno vuole farci male i clan ci difendono". "Quando esco vedo nel mio quartiere grandi <span class="blsp-spelling-error">mappaglie</span> di persone che spacciano, ma a noi della zona ci proteggono". "Noi cittadini siamo abituati. C'é gente che odia la camorra, io invece no, anzi a volte penso che senza la camorra non potremmo stare, perché ci protegge tutti, pure il fatto che che tutti pagano il pizzo non è giusto, ma chi paga resta protetto". "Se qualcuno di un'altra zona avesse l'intenzione di farci del male o di ricattarci loro ci difendono, ma se c'é tra loro una discussione non guardano in faccia proprio a nessuno e ci vanno di mezzo persone innocenti". "La camorra a <span class="blsp-spelling-error">Miano</span> c'é e noi la conosciamo bene perché si svolge tutto davanti a noi, come per esempio a spacciare la droga che è una cosa che noi vediamo tutti i giorni. Molti ragazzi cominciano a spacciare a 13 anni, diventano più importanti, e una volta che ci sei entrato non ne esci più e se provi a uscirne vieni ucciso". (fonte <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_48580534.html">ANSA</a>)<br />
Quelle qui sopra sono alcune delle parole più forti, più toccanti, più tristi e purtroppo più vere che i ragazzi della scuola media "Salvo D'Acquisto" di <span class="blsp-spelling-error">Miano</span> hanno scritto nei loro temi sulla camorra. Parole che non vengono dalla lettura di giornali o dal racconto di qualcuno, ma dall'esperienza di ognuno. Forse proprio questa è la cosa più tragica, che davvero dei ragazzini, proprio nell'età in cui si aprono loro le porte dell'idealismo adolescenziale, vivano a stretto contatto con la camorra e le sue criminose attività. Per loro la camorra è la vita di tutti i giorni. Vi si confrontano già così piccoli e iniziano a ragionare prima con la testa dei camorristi, che conoscono bene, che con la testa delle Istituzioni, che in queste zone sono più latitanti di chiunque altro.<br />
Bella la vita dei ragazzi che vivono lontano da queste realtà, magari nel Nord Italia, ma non necessariamente così lontano. Potrei prendere ad esempio anche i ragazzi beneventani, che raggiunta la scuola media generalmente iniziano a curare il loro look perseguendo degli status <span class="blsp-spelling-error">symbol</span> massificanti ed assassini di qualunque forma di personalità individuale, iniziano a conoscere i nomi ed i pezzi di tutti i <span class="blsp-spelling-error">DJ</span> più famosi e per loro quella è la cultura che conta! Sostituiscono l'Italiano con il linguaggio degli SMS come loro lingua ufficiale. Bella, tranquilla, inconsapevole la vita dei ragazzi che non sanno neppure dove sia <span class="blsp-spelling-error">Miano</span>.<br />
A <span class="blsp-spelling-error">Miano</span> invece, raggiunta la scuola media, ognuno deve fare una scelta fondamentale per la propria vita. Una scelta che non è un vezzo come le scelte adolescenziali di quell'Italia dichiarata ufficialmente "non-malata". Una scelta che si fa tenendo le spalle contro il muro. Una scelta che non significa andare a destra o a sinistra, <span class="blsp-spelling-error">perchè</span> nella maggior parte dei casi non ci si può affatto muovere di un passo, si deve anzi restare fermi e l'essenza della propria scelta sta chiusa solo in questi <span class="blsp-spelling-error">cuoricini</span> acerbi di tredicenni. <span class="blsp-spelling-error">Perchè</span> con quale forza un ragazzino può dire di aver scelto le pistole, la droga, il denaro, l'odio, e tutto un mondo nero come la morte? Ma di contro con quale forza un ragazzino può mai dire di aver scelto di "NO!", di aver scelto il libro, la convivenza armoniosa, il bene?<br />
Ai cuori che non vogliono sentire, alle orecchie che non vogliono ascoltare, a chi non vuole sapere e conoscere questa storia non si può nemmeno raccontare. <span class="blsp-spelling-error">Perchè</span> così fa la società civile oggi, la gente nella sua individualità, lo Stato: nessuno vede, nessuno si lascia scalfire, a nessuno riguarda da vicino. Invece non è così! Io in quelle parole, in quei ragazzini che certe cose le vedono ogni giorno e non si scandalizzano <span class="blsp-spelling-error">perchè</span> quella è la loro normalità, in questa realtà vergognosa che fa nascere una triste ed amara rabbia dentro il cuore di chi vuole sentire, io ci vedo un presente buio, circondato da mura <span class="blsp-spelling-corrected">grigie</span> e sporche; ma soprattutto un futuro tragicamente morto, soffocato <span class="blsp-spelling-error">prim</span>'ancora di vedere la luce! <span class="blsp-spelling-error">Perchè</span> <span class="blsp-spelling-error">finchè</span> lo Stato non deciderà di interrompere la sua latitanza e farsi forte alleato di chi già a tredici anni deve scegliere, <span class="blsp-spelling-error">finchè</span> la scuola non smetterà di essere forte solo della straordinaria volontà di quegli insegnanti che ci mettono la loro vita nel tentativo di illuminare l'esistenza di ragazzini disgraziati, <span class="blsp-spelling-error">finchè</span> la gente non vorrà sapere e <span class="blsp-spelling-error">finchè</span> chi sceglierà di dire "NO!" rischierà una vita di stenti, non ci sarà rinascita. <span class="blsp-spelling-error">Finchè</span> non inizierà un serio rinnovamento che parta dal basso, dall'istruzione e dalla cultura, la nostra società continuerà a "sfornare" generazioni malate, alcune di camorra, altre di indifferenza.<br />
Il rinnovamento interessa tutti. E' un'opera magnifica a cui ognuno deve contribuire nel proprio piccolo, facendo tutto quello che si può e non tirandosi indietro, rifiutando la comodità di un disinteresse non giustificato. Iniziare a guardare, a voler guardare, iniziare a sentirsi vicini a tutto ciò, iniziare a partecipare è un atto di coscienza moralmente e culturalmente dovuto in una società che voglia davvero essere libera e democratica.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E Gramsci disse...]]></title>
<link>http://andreasferrella.wordpress.com/?p=29</link>
<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 21:16:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Sferrella</dc:creator>
<guid>http://andreasferrella.wordpress.com/?p=29</guid>
<description><![CDATA[
 
   
Passano le campagne elettorali, passano i proclami, passano le contraddizioni più o meno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><a href="http://andreasferrella.files.wordpress.com/2008/04/faresinistra.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;">  <a href="http://andreasferrella.files.wordpress.com/2008/05/faresinistra.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-73" src="http://andreasferrella.wordpress.com/files/2008/05/faresinistra.jpg" alt="" width="448" height="299" /></a> </p>
<p style="text-align:justify;">Passano le campagne elettorali, passano i proclami, passano le contraddizioni più o meno evidenti, quel che resta è la certezza di una sconfitta severa, una sconfitta di tutti, una sconfitta dello stato di diritto e dei suoi cittadini che non sono riusciti ad opporsi all’affermazione di una cultura politica votata all’impunità, al sopruso, all’appiattimento culturale.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Vincono le ronde notturne, i maiali, i disinfettanti e la xenofobia della lega, vincono Fini e Berlusconi e il loro popolino di mediocri. Ha vinto sopra ogni cosa la volontà di chi ha dovuto scendere in politica per evitare di finire in galera, di chi ha temuto di finirci fino a qualche anno fa quando una serie infinita di decreti legge ha spazzato via ogni possibilità della magistratura di far valere i suoi poteri, cancellando i reati,  avvilendo gli umori della nazione intera.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Ha vinto l’Udc di Casini attestatosi come la quarta forza politica del paese ed è assurdo pensare che in una repubblica parlamentare che per sua definizione dovrebbe riprodurre in scala ridotta la sua popolazione di riferimento, toccherà proprio a una forza conservatrice fare l’opposizione aiutata dal non meno centrista partito democratico. Ha vinto l’Udc, dicevo, e ha vinto Totò Cuffaro condannato pochi mesi fa a cinque anni di reclusione per favoreggiamento a uomini di cosa nostra nonché all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, che, in piena inosservanza delle leggi e delle sentenze ma nel pieno ossequio alle contraddizioni che regolano questo paese è stato eletto e siederà al Senato della Repubblica, aspettando di poter firmare qualche bella legge antimafia.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Ha vinto l’Udc, per la terza volta, riuscendo a riconquistare la presidenza della regione Sicilia dopo il caso Cuffaro, al candidato Pdl-Udc-Mpa sono andate infatti  il 65% delle preferenze. Roba da DDR, roba da Baghdad sotto Hussein, roba da mafia.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Ne esce ridimensionato rispetto alla voglia di una tanto attesa, quanto miracolosa rimonta, il Pd di Veltroni, colpevole di essersi presentato troppo in fretta, troppo uguale, troppo al centro. Veltroni ha avuto la colpa di scatenare un terremoto politico che ha portato a conseguenze disastrose per la rappresentatività del parlamento. Veltroni è responsabile della mancata presenza in parlamento delle forze laiche,socialiste e dei partiti operai, Veltroni è responsabile in definitiva della mancata rappresentanza in parlamento delle classi subalterne.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Se il Pd e il suo leader escono decisamente ridimensionati pronti ad accettare la fine dello stato sociale, costituzionale e antifascista che conosciamo, la sinistra deve fare i conti con la più dura sconfitta della sua storia, una dèbacle totale assolutamente inattesa, quasi incredibile, come se quel simbolo fosse stato ignorato e forse una delle chiavi di lettura di questa sconfitta sta proprio nella questione del simbolo, un simbolo che significa identità, partecipazione, un simbolo che nel bene e nel male ha segnato la storia di un partito che in passato, quando ancora si chiamava PCI, prendeva il 30% dei voti, un partito che stava vicino alla gente, al popolo, al suo popolo. La sinistra deve ripartire dalla sua identità storica, senza chiudersi in se stessa, senza aver paura di aprirsi alle sfide del nuovo tempo ma rivendicando i suoi valori fondamentali, rivendicando il suo diritto ad esistere come naturale rappresentante dei lavoratori, dei precari, dei deboli e dei diversi.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Il popolo italiano ne esce ridimensionato di fronte all’opinione pubblica di tutta Europa, ridimensionate le sue capacità critiche, la sua tenuta intellettuale, la sua valenza culturale, la sua credibilità.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Il popolo italiano è responsabile davanti alle generazioni che verranno di aver costruito un sistema paese fondato sulla menzogna, sul sotterfugio, sul pregiudizio, sull’ignoranza e sulla corruzione, è responsabile di non conoscere la sua storia di non amare la sua cultura.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Il popolo italiano è responsabile di aver affidato il mandato di governo, per la terza volta in meno di vent’anni, ad un personaggio che non sarebbe eleggibile in nessuna democrazia del mondo ma è soprattutto responsabile di avergli affidato un mandato sulla base delle sue potenzialità mediatiche e sull’alone mistico del suo conto corrente, senza conoscere la storia personale di quel personaggio, le sue vicende giudiziarie, le sue frequentazioni palermitane, le reali motivazioni che lo hanno spinto verso la politica.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Il popolo italiano ha dimostrato di essere egoista preferendo l’abolizione dell’Ici sulla prima casa alla sistemazione dei propri figli, anteponendo la propria posizione previdenziale alla salute dei propri nipoti, la voglia di vacanze sul Nilo alla propria libertà . Il popolo italiano ha voluto la sua pena, ha giocato male le sue carte, ha premiato le condanne, la corruzione, il  malaffare e il malgoverno, è stato fedele alla sua tradizione di incompetenza.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Il popolo italiano vive per servire, difendere e venerare il padrone.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Il popolo italiano è l’unico responsabile del suo passato e sarà l’unico responsabile della sua fine, il popolo italiano è colpevole e indifferente e “l’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita”.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Risultati Elezioni 2008]]></title>
<link>http://longoalfonso.wordpress.com/?p=11</link>
<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 23:00:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>longoalfonso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Voglio dire a gran voce all&#8217;italia intera:siate coerenti con voi stessi,non fatevi abbindolare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio dire a gran voce all'italia intera:siate coerenti con voi stessi,non fatevi abbindolare da uno che promette,ma poi non mantiene,che giudica senza che altri abbiano la possibilità di giudicare lui stesso,che fa le leggi a proprio uso(ad-personam) per salvare qualcuno(magari anche ma...o),che usi l'Italia per i propri scopi...</p>
<p>Non è giusto...non è democrazia questa...SVEGLIATEVI!</p>
<p>Vorrei che l'<em><strong>Italia</strong></em> sia un posto dove <em><strong>non ci sia più razzismo</strong></em>,come la <em>Lega Nord</em> ed alcune <em>persone del Nord</em> hanno nei confronti del <em>SUD</em> e degl'<em>immigrati</em> anche perchè l'Italia è stato un Paese di emigranti,come insegna la storia dei potenti di tanti tanti anni fa'(vedi <em><strong>Chiesa, medici, ricchi</strong></em> etc. in quanto la storia che conosciamo dai libri di storia è stata scritta proprio da loro e quindi non è la <strong>"vera storia"</strong>),dove non ci siano più <strong><em>violenze</em></strong> tra persone per una <em>partita di pallone</em>,per un <em>assurdo litigio</em>,soprattutto non vorrei<em><strong> violenze ed abusi nei confronti dei bambini e delle donne</strong></em>.Vorrei un'Italia dove una <strong><em>persona aiuti l'altra in difficoltà</em></strong> e non ci sia <strong>indifferenza</strong>...vorrei un'Italia in cui la <em><strong>persona più fortunata</strong></em> aiuti quella che è di meno...vorrei un'Italia dove ci sia <strong><em>rispetto per ogni persona</em></strong> qualsiasi sia <strong><em>il suo pensiero</em></strong>.Vorrei un'Italia dove non ci sia più <em><strong>sfruttamento del lavoro</strong></em>(come i contratti a progetto che ha fatto la destra-Legge Biagi)...vorrei che ci sia molta  più <strong><em>meritocrazia</em></strong>...vorrei un'italia dove "LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI" e non per alcuni...Sarebbe davvero bello...spero non sia solo utopia...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riduci, Riusa, Ricicla!]]></title>
<link>http://tbtvecocommunity.wordpress.com/?p=23</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 17:47:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>tbtvecocommunity</dc:creator>
<guid>http://tbtvecocommunity.wordpress.com/?p=23</guid>
<description><![CDATA[Cammino verso casa e mi sento appiccicosa, sporca come questa città che al tramonto rivela i suoi a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Cammino verso casa e mi sento appiccicosa, sporca come questa città che al tramonto rivela i suoi angoli grigi, il ritmo affaccendato di chi rientra dal lavoro, l’arcobaleno di desideri dietro le vetrine dei negozi. A terra mozziconi di sigarette spente, pezzi di vetro, cartoni, volantini strappati, resti del nostro consumismo. Simboli d’indifferenza. Ognuno getta qualcosa sperando di liberarsene, ignaro che al passo successivo riceverà la spazzatura di qualcun altro. Serrande mai lavate, balconi sguarniti di fiori, parcheggi in doppia fila. Accanto ai cassonetti oggetti di ogni tipo: una stampante, una sedia girevole, un computer. Rifiuti che ancora oggi, nella nostra società “evoluta”, trovano posto insieme a carta, plastica e bucce di banane, quando basterebbe poco per “differenziarli” (<a href="http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article1835">http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article1835</a>). Sono stata nei paesi definiti “sottosviluppati” ed ho provato sulla mia pelle cosa significa non avere acqua corrente, luce, necessità primarie. Lungo il cammino che mi riporta a casa, alle porte di Roma, trovo però qualcosa di simile, la stessa noncuranza nel trattare l’ambiente. Stiamo accettando di convivere con la sporcizia e con la maleducazione come se fossero mali di cui non siamo responsabili. Perchè c’è chi ci pensa o chi dovrebbe farlo. Queste amministrazioni, i politici!! E’ diventato alla moda delegare, incolpare gli altri, lamentarsi. E’ tipico italiano così come la pizza margherita. Le azioni dovrebbero certamente partire dal governo, da chi amministra, ma non è pensabile essere fuori del sistema. Possiamo e dobbiamo pretendere di vivere in quartieri puliti, senza l’ansia di scivolare nella cacca di un cane ad ogni passo. Roma è stupenda, uno specchio di luce per il mondo intero eppure alcune delle sue periferie emanano il tanfo delle fogne, degli scarichi delle automobili, della cenere di sigaretta. Ognuno di noi ha la capacità di contrastare tutto questo, basta volerlo. Ridurre, riusare, riciclare. Questa piccola regola può salvarci da mangiare spazzatura altrui. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Guardate come si sono organizzati i coreani! </span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/2O72bpcvnvQ'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/2O72bpcvnvQ&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Apologia dell'indifferenza]]></title>
<link>http://lejournaldesara.wordpress.com/?p=151</link>
<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 06:27:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sara</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dal culto per le vittime dell&#8217;omofobia, domenica 6 aprile 2008, a cura del pastore Gregorio Pl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal culto per le vittime dell'omofobia, domenica 6 aprile 2008, a cura del pastore Gregorio Plescan, Venezia</em></p>
<p style="text-align:center;">Quando i nazisti sono venuti a prelevare i comunisti</p>
<p style="text-align:center;">non ho detto niente ,</p>
<p style="text-align:center;">non ero comunista.</p>
<p style="text-align:center;">Quando sono venuti a prelevare i sindacalisti,</p>
<p style="text-align:center;">non ho detto niente,</p>
<p style="text-align:center;">non ero sindacalista.</p>
<p style="text-align:center;">Quando sono venuti a prelevare gli ebrei,</p>
<p style="text-align:center;">non ho detto niente,</p>
<p style="text-align:center;">non ero ebreo.</p>
<p style="text-align:center;">Quando sono venuti a prelevare i cattolici,</p>
<p style="text-align:center;">non ho detto niente,</p>
<p style="text-align:center;">non ero cattolico.</p>
<p style="text-align:center;">Poi sono venuti a prelevare me,</p>
<p style="text-align:center;">ma non rimaneva più nessuno.</p>
<p style="text-align:center;"><em>Martin Niemoeller</em></p>
<p style="text-align:left;">
<div style="text-align:left;"><em>Martin Niemoeller (1892-1984) e' stato pastore, teologo, animatore della resistenza antinazista, deportato a Dachau nel 1937 e liberato alla fine della guerra.  E' stato presidente del Consiglio mondiale delle Chiese dal 1961 al1968 e costante animatore di iniziative di pace e per la dignita' umana.</em></div>
<p><em> </p>
<p></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FRATTAMAGGIORE (NA)- Singolare protesta di Eugenio Maiello, assistente sociale]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/?p=2160</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 17:57:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
<guid>http://altocasertano.wordpress.com/?p=2160</guid>
<description><![CDATA[Frattamaggiore (Na)-Una singolare protesta è stata inscenata al comune di Frattamaggiore (3.3.0  da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/protesta%20maiello%203.3.08%20(6).JPG"><strong><img style="width:149px;height:161px;" src="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/protesta%20maiello%203.3.08%20(6).JPG" border="0" alt="" width="600" height="678" align="left" /></strong></a><strong>Frattamaggiore</strong> (Na)-Una singolare protesta è stata inscenata al comune di Frattamaggiore (3.3.08) da un lavoratore precario della pubblica amministrazione. Si tratta di <strong>Eugenio Maiello </strong><em>(nella foto, cliccare sopra per ingrandire)</em>, 39 anni impegnato come Assistente Sociale, con contratto a termine, nell'abito 5 (L. 328/2000). Maiello si è presentato con un vistoso cartello davanti alla porta dalla responsabile dell'Ufficio di Piano, in uno degli uffici del Comune di Frattamaggiore. Il lavoratore denuncia di essere oggetto di atteggiamenti vessatori da parte dei responsabili dell'ufficio, vessazioni che sono arrivate fino alla minaccia della risoluzione del contratto di lavoro<!--more Continua a leggere -->. "In diverse occasioni - dichiara Maiello - ho manifestato alla responsabile dell'Ufficio di Piano, anche per iscritto la mia condizione, ma per tutta risposta ho ricevuto una lettera in cui mi si prospettava l'ipotesi della risoluzione del contratto di lavoro". Sul posto sono giunti numerosi amministratori e il segretario della C.g.i.l., <strong>Domenico Giuliano</strong>, di fronte ai quali l'assistente sociale precario, ha illustrato i motivi della sua denuncia promettendo di continuare a oltranza nella protesta se non si sarebbe trovato un modo per risolvere la questione. (Comunicato inviato da <strong>Sessa Rocco</strong>)<br />
Pubblicato da red. prov. "Alto Casertano-Matesino &#38; d"</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Combattere l'indifferenza]]></title>
<link>http://memoriastorica.wordpress.com/?p=111</link>
<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 08:47:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>riccardomichelucci</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Non riconosco alcun diritto al­l’indifferenza.
L’opposto del­l’amore non è l’odio, è l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>«Non riconosco alcun diritto al­l’indifferenza.<br />
L’opposto del­l’amore non è l’odio, è l’indiffe­renza.<br />
L’opposto dell’educazio­ne non è l’ignoranza, ma l’in­differenza.<br />
L’opposto dell’arte non è la bruttezza, ma l’indiffe­renza.<br />
L’opposto della giustizia non è l’ingiustizia, ma l’indiffe­renza.<br />
L’opposto della pace non è la guerra, ma l’indifferenza al­la guerra.<br />
L’opposto della vita non è la morte, ma l’indifferen­za alla vita o alla morte.<br />
Fare memoria combatte l’indifferen­za ».</p>
<p><em>Elie Wiesel</em></p>
<p>(Da "Avvenire" di ieri)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alla stazione]]></title>
<link>http://linutile.wordpress.com/?p=198</link>
<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 07:20:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>8avio</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Ottavio Sellitti

All&#8217;apertura delle porte della stazione, fra i marmi bianchi non avanzaro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><i>di Ottavio Sellitti</i></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify">All'apertura delle porte della stazione, fra i marmi bianchi non avanzarono i passi frettolosi dei viaggiatori, ma degli stivali affaticati. Erano uomini grossi, con grembiuli color turchino sporchi di sangue, guantoni spessi e mascherine bianche. Sudavano copiosamente lasciando gocce di umore umano e sangue sul pavimento immacolato. Sudavano tanto non per il clima, che era per il periodo innaturalmente freddo, erano decisamente sotto sforzo. Trascinavano, a gruppi di sei, delle carcasse scuoiate di cavalli. <img src="http://img407.imageshack.us/img407/4926/soutineoxhj6.jpg" align="left" border="0" height="245" width="181" />I viaggiatori si spostavano con ribrezzo alla vista di quella macabra operazione, interrogando alcuni con sguardi attoniti gli Addetti al Controllo Umano che presiedevano la stazione; questi lasciavano fare, anzi alcuni subito presero ad aiutare gli stanchi omoni, lerciando inevitabilmente anche le divise del color del marmo.</p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify">Le carcasse vennero disposte al centro dell'atrio, a spirale, chi si sgravava del proprio peso, immediatamente, asciugando il sudore con degli stracci cavati fuori dalla tasca del grembiule, tornava fuori per la strada, portando poi un altro carico. La spirale di corpi si allargava di minuto in minuto, continuava la catena di operai indaffarati e i viaggiatori venivano spinti sempre più contro le pareti dell'edificio, evitando la puzza di putrefazione che veniva da quell'ammasso morto.</p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><!--more-->Gli occhi di tutti erano puntati sull'indefesso lavorìo, il brusio stupito che era nato con l'ingresso dei primi uomini andava via via scemando, quando ormai il numero di cavalli aveva superato le due dozzine si udiva solo il ronzio delle mosche, si era tutti attenti ad attendere la fine di quella stranezza.</p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify">L'attesa fu spezzata dall'annuncio dell'arrivo del diretto, chi non era intralciato dall'inconsueto cumulo si diresse ai binari, sollevato in cuor suo di lasciare il teatro di quello spettacolo. Una certa inquietudine prese chi ai binari non poteva più arrivare, chi era rimasto bloccato sulla porta nei bagni, chi era dietro lo sportello della biglietteria contro cui erano state posate una decina di bestie, lasciando scendere rivoli di sangue denso sul vetro splendente, alcuni tentarono l'uscita ma le scale erano occupate ogni momento dal viavai sbuffante che continuava a trasportare equini morti. All'arrivo del treno i fortunati saltarono sulle carrozze sotto gli sguardi di terrore degli altri, ormai raggiunti negli angoli, nelle nicchie e fra i pilastri dalle membra marcescenti, che ora iniziavano ad essere disposte su più strati dai sempre più stanchi uomini in turchino che incuranti pestavano quel che era già stato deposto.</p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify">Alcuni fra loro, stremati, si stendevano, lasciandosi poi ricoprire dalla carne.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Lo straniero" di Albert Camus]]></title>
<link>http://omniablog.wordpress.com/?p=275</link>
<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 10:11:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>ImMoRt4L</dc:creator>
<guid>http://omniablog.wordpress.com/?p=275</guid>
<description><![CDATA[Con &#8220;Lo straniero&#8221; Alber Camus affronta uno dei grandi nodi problematici della coscienza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Con <i>"Lo straniero" </i>Alber Camus affronta uno dei grandi nodi problematici della coscienza contemporanea: l'assurdo, la radicale mancanza di senso dell'esistenza umana e di tutto il reale.</p>
<p><a href="http://omniablog.wordpress.com/files/2008/03/straniero.jpg" title="Lo straniero Albert Camus"><img src="http://omniablog.wordpress.com/files/2008/03/straniero.jpg" alt="Lo straniero Albert Camus" /></a></p>
<p>Il protagonista del romanzo, Meursault, un uomo comune, un impiegato che vive nella citàà di Algeri (ancora territorio francese), non partecipa ai sentimenti e alle passioni che agitano gli altri umoni: dinanzi alle persone con cui viene a contatto, ai fatti in cui è coinvolto, resta del tutto indifferente. E' come se fosse "straniero" alla realtà. Nella prima parte della vicenda questo atteggiamento di estraneità è inconsapevole. Meursault assiste al funerale della madre, morta in un ospizio per vecchi, senza dimostrare il dolore che tutti si aspetterebbero da lui; conosce una ragazza, Maria, e intreccia con lei un rapporto puramente fisico, senza implicare sentimenti; durante una giornata al mare uccide senza  alcun motivo un arabo. Nella seconda parte l'eroe diviene cosciente delle ragioni di questa estranietà: l'assurdo dell'esistenza. Processato per l'omicidio commesso, la sua indifferenza gli viene contestata come aggravante, viene dipinto dall'accusa come un mostro per non aver pianto al funerale della madre; ma proprio durante il processo Meursault arriva a misurare la sua distanza dai rituali della giustizia, dai principi che regolano la condotta dei giudici e dell'opinione pubblica che lo condanna: la "normalità" virtuosae benpensante non è che mancanza di consapevolezza dell'assurdo. Nell'ultima pagina l'eroe rifiuta anche le consolazioni della religione, ed approda ad una sorta di felicità nel sentire simile a sé il mondo, nella sua indifferenza.</p>
<p>L'estreneità del protagonista al reale dà luogo anche ad un originalissimo inpianto narrativo. La vicenda è raccontata da Meursalt stesso, ma, a differenza di quanto avviene abitualmente, nelle narrazioni in prima persona, non si ha affatto introspezioni: il personaggio non rivela le motivazioni dei suoi atti, i suoi pensieri, i suoi sentimenti profondi. Non si tratta di reticenza poichè Meursault non pensa e non sente nulla, nella sua totale indifferenza alla realtà. E' come se il personaggio, nonostante sia lui il narratore, fosse visto solo dall'esterno. Si ha quindi nel romanzo, un singolare intreccio di racconto autodiegetico e di focalizzazione esterna. L'impianto muta poi nella seconda parte dove, in coseguenza della sua assunzione di consapevolezza, Meursault arriva a motivare i suoi atti, a proporci le sue riflessioni e i suoi sentimenti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Succivo(Ce)- Agnese Ginocchio ospite alla Giornata Legalità presso l'Istituto G. Ungaretti ]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/?p=2065</link>
<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 16:56:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
<guid>http://altocasertano.wordpress.com/?p=2065</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Assessorato alla pubblica Istruzione di Succivo le conferisce una Targa simbolica
Succivo(Ce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%202%20Agnese.jpg"><font color="#000080"><img border="0" align="left" width="1000" src="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%202%20Agnese.jpg" height="420" style="width:279px;height:145px;" /></font></a><font color="#000080"><strong>L'Assessorato alla pubblica Istruzione</strong> di Succivo le conferisce una Targa simbolica</font></p>
<p><strong>Succivo</strong>(Ce)- Sul tema: "<strong>Non  rassegnamoci... ricicliamo</strong>", si é svolta la tre giorni di sensibilizzazione, promossa dalla scuola "<strong>G.Ungaretti</strong>"  e patrocinata dal Comune di Succivo,  il cui scopo é stato quello di sensibilizzare i giovani allievi della scuola media sulle urgenti tematiche del rispetto per l'ambiente, la legalità e la convivenza civile. Protagonisti proprio gli allievi della scuola che guidati dalla prof.ssa <strong>Antonietta Vitale, </strong>insieme ai docenti di educazione artistica: <strong>Patrizia D'Ambrosio, Rosa Loreto, Tiziana Pontillo</strong> hanno realizzato lo slogan appena citato, rappresentato con un originale cartellone allestito all'ingresso della scuola, che ha accompagnato l'intera tappa dei tre giorni. La lotta all'indifferenza e per la difesa ambientale é stato l'argomento principale<!--more Continua a leggere--> su cui si é <a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%206%20Agnese.jpg"><img border="0" align="right" width="795" src="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%206%20Agnese.jpg" height="469" style="width:273px;height:160px;" /></a><a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%203%20Agnese.jpg"></a>discusso attraverso la proiezione di film: "Io speriamo che me la cavo", di documentari, fra cui: "<strong>Una scomoda verità</strong>" di Al Gore, nobel per la Pace  e un originale cortometraggio sulla raccolta differenziata che i giovani hanno realizzato insieme alla docente di musica <strong>Giovanna Curcio</strong>. La manifestazione si é svolta nella nuovissima struttura del teatro parrocchiale messo gentilmente a disposizione dal giovane e dinamico sacerdote don <strong>Crescenzo Abbate, </strong>parroco della comunità di Succivo, molto vicino sia alle problematiche ambientali che a quelle giovanili. Ospite della manifestazione terminata proprio nel giornata nazionale della legalità dell'impegno e della memoria contro le mafie la cantautrice e testimonial per la Pace <a href="http.//www.agneseginocchio.it"><font color="#000080">Agnese Ginocchio</font></a>, recentemente insignita del premio nazionale Legalità Paolo Borsellino. La testimonial per la Pace ha spiegato ai giovani il suo impegno di cantautrice e di donna per la Pace nel campo sociale e civile. "Di fronte alle infinite emergenze ambientali"- ha spiegato Agnese Ginocchio- "partendo da quelle territoriali dei rifiuti a causa delle quali il nostro torritorio come l' intero pieneta si trova a subire uno stato di subbuglio totale e di violenza inaudita senza precedenti, é ora che ognuno interroghi se stesso e cominci a fare un cambio di rotta, per il ripristino dell' equilibrio sociale e planetario. Decisivo quindi ed urgente diventa l'impegno da parte di ciascuno di noi a compiere il primo passo. La lotta contro l'indifferenza si combatte attraverso l' istruzione, l'informazione e l' attenzione verso le vicende che si susseguono e poi agire di conseguenza. Se necessario fare pressione alle istituzioni e chiedergli di attuare una serie di norme e di leggi a tutela della vita, della salute e dell'ambiente. La Pace" - ha continuato a spiegare la testimonial Agnese Ginocchio- "é una condizione necessaria per vivere bene, ma senza rispetto per la vita, la tutela dell'ambiente e la difesa dei diritti umani e ambientali per tutti e quindi l'impegno per il bene comune, non la si potrà mai realizzare. Per questo che ognuno di noi é chiamato a scendere in campo e a realizzarla attraverso l'impegno costante, l'azione ed il movimento". All' intervento di Agnese Ginocchio é seguita la proiezione del <a href="http://www.agneseginocchio.it/Canzoni_agnese/Tutti%20i%20diritti%20Umani.(Agnese).htm"><font color="#000080">video-canzone sul tema dei diritti umani per tutti </font></a>realizzato dalla cantautrice per la Pace e dedicato al 60 anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani che ricorre proprio in quest'anno. Il video é stato attentamente seguito ed apprezzato dagli allievi della media Ungaretti. Al termine dell' intervento della Ginocchio alcuni studenti prendendo subito la parola hanno posto all'artista e testimonial per la Pace molte domande su: cosa fare e come impegnarsi per il cambiamento; quanto é iniziata la sua attività di cantautrice di musica impegnata; a che età ha cominciato a comporre brani musicali; come si può realizzare la Pace; come possono i giovani impegnarsi nel territorio; e altre domande in tema.. Un intervento che ha suscitato molta curiosità ed interesse, tant'é che i giovani si sono subito informati su quale fosse l'indirizzo del sito web della cantautrice, per ascoltare le sue canzoni e conoscere più da vicino questo personaggio, o meglio questa donna innanzitutto, che lo ricordiamo é una realtà simbolo della nostra terra e del nostro sud colpito dalle infinite emergenze. Agnese Ginocchio ha deciso di dire basta all'indifferenza e di emergere dalla mentalità di massa attraverso lo strumento della chitarra e della musica, che lei stessa ha deciso di usare come strumento di sensibilizzazione a servizio del bene comune. Non é un caso che il suo sito venga visitato proprio dalle istituzioni scolastiche e da tante realtà impegnate nel settore. Stiamo dunque ben lontani dalle operazioni commerciali e dalle speculazioni musicali di massa. Agnese Ginocchio, donna per la Pace é di tutt'altra pasta. Ormai é diventata l'emblema della lotta popolare e l'esempio per tante persone che hanno deciso di non rassegnarsi e di dire basta a questo sistema di potere, di omertà e di indifferenza che sta letteralmente portando l'umanità alla deriva. Un' impegno e una missione- sottolinea la testimonial per la Pace Agnese Ginocchio- molto ardua e difficile, ma che noi, aggiungiamo, di sicuro la porterà molto in alto, perché appunto il suo esempio é una fonte essenziale di cui la nostra società carente sempre più di valori e di esempi positivi, ne ha necessariamente bisogno come l'aria che si respira. In particolare é un esempio per i giovani. L'impegno di Agnese Ginocchio spiegato durante la manifestazione dedicata alla giornata della Legalità a Succivo, non é passato inosservato neanche alle istituzioni comunali presenti all'evento sin <a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%204%20Agnese.jpg"></a>dall'inizio. Il Sindaco <strong>Franco Papa</strong><strong> </strong>che portando i suoi <a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%204%20Agnese.jpg"></a>saluti ai presenti ha ricordato l'impegno intrapreso nel proprio comune con il servizio di raccolta differenziata, che a Succivo lo si realizza già da alcuni anni. Presenti inoltre  altre figure istituzionali del comune di Succivo, fra cui: l'assessore alla cultura <strong>Vincenzo Pastena </strong><em>(foto 1 a dx )</em> impegnato civilmente nel campo della Legalità che ha portato a sua volta i saluti ai presenti e l' <a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%201%20Agnese.jpg"></a>assessore alla pubblica istruzione<strong> Antonio Marsilio </strong><em>( foto 1 a sx)</em>. Proprio <a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%201%20Agnese.jpg"></a>quest'ultimo al termine <a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%201%20Agnese.jpg"></a>della manifestazione ha premiato l'impegno della testimonial per la Pace Agnese Ginocchio, facendole dono di una singolare Targa a ricordo di questa giornata, sulla quale é stata riportata la seguente rima: "<em>Il trascorrere del tempo, non sbiadirà la sensibilità di quest'incontro</em>". Questa frase é stata ideata <a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%207%20Agnese.jpg"></a>ed inventata proprio dall' Assessore Marsilio, impegnato anche lui nel campo sociale, in particolare per la difesa dei diritti umani dei diversamente abili. <a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%207%20Agnese.jpg"></a>Inoltre ancora tanti fiori per Agnese sia da parte degli alunni che degli insegnanti della scuola. <a href="http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/4foto%20news%20alto%20casertano/Succivo%207%20Agnese.jpg"></a>L'appuntamento appena terminato segna l'inizio di una serie di incontri e di percorsi che saranno sviluppati lungo l'anno scolastico, proprio perché accanto al programma didattico, diventa urgente educare e stimolare i discenti alle regole civili e ambientali, attraverso l'esempio diretto di tante realtà territoriali che dal basso spendono la propria vita per la lotta all'indifferenza. E Agnese Ginocchio é proprio una di queste realtà che va più da vicino conosciuta e seguita. Auguri di buon prosieguo alla scuola media, agli studenti e ai docenti della scuola media Ungaretti, al Sindaco Papa, all' intera amministrazione comunale e al parroco della comunità  di Succivo.   (Fonte: Comunicato stampa da redazione cultura e istruzione "Alto Casertano-Matesino &#38; d")* (<em>Autore delle foto pubblicate in questo servizio: Andrea Pioltini fotoreporter)</em><strong> </strong></p>
<p>Pubblicato da red. prov. "Alto Casertano-Matesino &#38; d"</p>
<p><strong>Attenzione</strong>: Per la diffusione e la pubblicazione degli articoli pubblicati sul nostro portale d'informazione, si prega di citare tutte le fonti, compresa quella del portale. Pena la violazione dei diritti d'autore.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Grigiopiatto]]></title>
<link>http://menteindisordine.wordpress.com/?p=43</link>
<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 05:07:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alex Supertramp</dc:creator>
<guid>http://menteindisordine.wordpress.com/?p=43</guid>
<description><![CDATA[Penso che l’indifferenza sia una malattia che va curata.
A volte con sensibilità e tolleranza, al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che l’indifferenza sia una malattia che va curata.<br />
A volte con sensibilità e tolleranza, altre con coraggio, nerbo e perseveranza, altre ancora allontanandosi in silenzio giacché meglio si comprende ciò che si è perso quando oramai più non ci appartiene.</p>
<p><i>"Diffida dell'uomo a cui piace tutto, di quello che odia tutto e, ancora di più, di colui che è indifferente a tutto."<br />
Johann Caspar Lavater</i></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[EMO-timpano(1)]]></title>
<link>http://emologazione.wordpress.com/2008/03/11/emo-timpano1/</link>
<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 17:08:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttiodianocarlo</dc:creator>
<guid>http://emologazione.wordpress.com/2008/03/11/emo-timpano1/</guid>
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<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://emologazione.wordpress.com/files/2008/03/cute-emo-12.jpg" alt="cute-emo-12.jpg" height="488" width="476" /></p>
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<title><![CDATA[Concordo]]></title>
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<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 21:37:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>mnemonich</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;La vera casta è la nostra indifferenza&#8221; Piero Ricca
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<content:encoded><![CDATA[<p>"La vera casta è la nostra indifferenza" <i>Piero Ricca</i></p>
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