<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>giulio-cesare &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/giulio-cesare/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "giulio-cesare"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 06:31:49 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[226 lettura finita (96/II anno) - Ventitrè colpi di pugnale di Luca Canali]]></title>
<link>http://letture.wordpress.com/?p=523</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 06:06:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>letture</dc:creator>
<guid>http://letture.wordpress.com/?p=523</guid>
<description><![CDATA[
Inizio lettura 8 maggio 2008 - Termine lettura 9 maggio 2008
Lettura gradevole ma che non ha mi ent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copj13.asp?f=9788838486609" alt="Ventirè colpi di pugnale di luca canali" width="200" height="320" /></p>
<p>Inizio lettura 8 maggio 2008 - Termine lettura 9 maggio 2008</p>
<p>Lettura gradevole ma che non ha mi entusiasmato molto.  Il diario di Cesare scritto da lui stesso fino alla sua ultima ora, ricostruito con fonti storiche e fantasia. Per chi conosce la storia romana e un minimo di letteratura latina, non vi scoprirà nulla di nuovo (anzi alcune precisazioni nel testo risultano scontate); per chi è digiuno del periodo (e forse il libro è rivolto ai neofiti cesariani) può essere una scoperta interessante.</p>
<p>Voto: 7/10</p>
<p><strong>Incipit</strong><br />
Sono nel mio ufficio della nuova Curia, che ho fatto costruire nel Foro in sostituzione della Curia di Pompeo Marzio.</p>
<p><strong>Trama</strong>. <em>Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.</em><br />
Mancano pochi giorni al 15 marzo del 44 a.C., le Idi di marzo. Giulio Cesare decide di affidare a un diario i suoi pensieri e i suoi ricordi di condottiero, statista e, soprattutto, di uomo. Dalla sua penna, già avvezza alla scrittura, riemergono le grandi imprese che hanno dato vita all'Impero, le conquiste in Gallia, la strategia politica, gli scontri con il Senato, le congiure di amici e nemici. Ma è anche un Cesare intimo quello che affiora, che ripercorre gli affetti della sua vita. Prima di tutto gli amici, perché gli amici, a differenza degli amori, si scelgono per elezione e affinità. Poi le sue donne, e sua figlia Giulia, scomparsa da tempo. Fino all'incontro con il destino.</p>
<p><strong>Scheda del libro</strong><br />
Autore: Canali, Luca &#60;1925- &#62;<br />
Titolo: Ventitre colpi di pugnale : diario segreto degli ultimi giorni di Giulio Cesare / Luca Canali ; appendici a cura di Maria Pellegrini<br />
Pubblicazione: Casale Monferrato : Piemme, 2008<br />
Descrizione fisica: 207 p. ; 22 cm<br />
Note Generali: In appendice: notizie storiche<br />
Numeri: ISBN - 9788838486609</p>
<p><strong>Collegamenti utili per capire meglio il libro</strong></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Canali" target="_blank">Luca Canali</a></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gaio_Giulio_Cesare" target="_blank">Giulio Cesare</a></p>
<p><a title="il nostro forum" href="http://libri.forumcommunity.net/" target="_blank">Discutiamone insieme sul forum</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La sinistra e la cultura del vacuo]]></title>
<link>http://lexatus.wordpress.com/?p=49</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 05:34:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>lexatus</dc:creator>
<guid>http://lexatus.wordpress.com/?p=49</guid>
<description><![CDATA[Ne avevamo già parlato in: &#8220;Intellettuali di sinistra: la realtà smentisce il luogo comune]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ne avevamo già parlato in: "<a href="http://lexatus.wordpress.com/2008/04/20/intellettuali-a-sinistra-la-realta-smentisce-il-luogo-comune/" target="_blank">Intellettuali di sinistra: la realtà smentisce il luogo comune</a>" ma vogliamo forse perderci il Fuksas e la sua magra figura sulla citazione di Giulio Cesare? Mmm, no, dato che credo rimarrà per anni il manifesto dell'anti-cultura della sinistra:</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ATGpIs7FUJ4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/ATGpIs7FUJ4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intellettuali di sinistra? La realtà smentisce il luogo comune]]></title>
<link>http://lexatus.wordpress.com/?p=42</link>
<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 11:11:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>lexatus</dc:creator>
<guid>http://lexatus.wordpress.com/?p=42</guid>
<description><![CDATA[
Siamo sicuri che gli intellettuali siano rossi? Ma intellettuali tipo Massimiliano Fuksas? Se quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img src="http://img.godlike.cl/images/sfera.jpg" alt="" width="200" height="200" /></p>
<p style="text-align:justify;">Siamo sicuri che gli intellettuali siano rossi? Ma intellettuali tipo Massimiliano Fuksas? Se questi sono gli intellettuali che offre la sinistra sarebbe opportuno fermarsi a riflettere.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--><br />
Ad Annozero critica aspramente Berlusconi per questa citazione:</p>
<p>"<em>Meglio primo in un villaggio che secondo a Roma</em>"</p>
<p>Ora, anche uno gnurantello che ha avuto una formazione tecnica e non classica come me sa che questa è una frase di Giulio Cesare (nella sua campagna contro i galli) e NON di Cicerone!</p>
<p style="text-align:justify;">Questo signore tuona contro Berlusconi dallo studio perché si erge ad intellettuale criticando la cultura del capitalista nano. Beh, fossi in lui chiederei asilo politico in Cambogia.<br />
Anche perché questa presunta cultura viene avvalorata, a suo modo di vedere, da affermazioni tipo:</p>
<blockquote><p>"<em>Quello che manca in Italia è la cultura. Chi di voi sa chi era Euclide e perché è stato importante? Quanti sanno che l’algebra è stata importata in Europa nel 1200? Per poter votare si dovrebbero conoscere queste cose. Chi vota Bossi e Fini è un mentecatto</em>"</p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Capito? Gli ignoranti sono quelli che votano a Bossi e Fini. Evvabbè!</p>
<p>Ma d'altronde come non ammirare la poesia che c'è in sue opere, tipo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.kitchens.it/media/9466_colombina_zoom.jpg" alt="" width="300" height="352" /></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.dezeen.com/wp-content/uploads/2007/04/sit-sat-md-fuksas_1.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">E se avete da ridire sulla meraviglia di questi prodotti dell'estro, attenzione, potreste essere attratti dalla destra...</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, LE CONVINZIONI della sinistra andrebbero un pò riviste, perché alla loro voglia di mettersi sul piedistallo corrisponde una realtà diversa:</p>
<blockquote><p>"<em>Il Pd ottiene solo il 29,4 per cento del voto operaio. Un po' a sorpresa il centrodestra vince il confronto anche fra coloro che sono in possesso di un titolo di studio superiore: Lega e Pdl hanno il 44,2 per cento contro il 34,3 per cento del Pd e il 4,7 di Di Pietro. Veltroni riesce a primeggiare solo fra studenti e impiegati. Nel primo caso ottiene il 36,4% contro il 31,9 del Pdl. Un dato molto inferiore rispetto al risultato complessivo.</em>" <span style="color:#ff6600;"><strong>[1]</strong></span></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Una convinzione che crolla? Giammai.</p>
<p>Insomma, potremmo parlare di "VIZIO ANTICO DI RITENERSI I MIGLIORI":</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">"<em><strong>STRANA OTTUSITÀ DAVANTI AL VOTO</strong><br />
</em><em>Quel vizio antico di ritenersi i migliori<br />
MARINA CORRADI</em></p>
<p><em>Dopo il vertice del Pd, l’ex ministro Gentiloni sintetizza l’analisi del voto: «Non abbiamo intercettato il consenso del Nord perché è prevalso un sentimento diffuso di risentimento soprattutto nei confronti dei provvedimenti del governo, che non sono stati capiti». Dove ciò che colpisce, e che d’altronde ricorre con qualche variante come un leit motiv nei commenti politici, è che quelli che «non hanno capito» sono sempre gli elettori. Non hanno capito Prodi, e nemmeno Veltroni; o, lamenta la Sinistra Arcobaleno, «ci hanno interpretati come un residuato». Errori di 'interpretazione', equivoci, misundertanding, per la sinistra sconfitta stanno tutti dalla parte degli elettori. Che, pare di comprendere, in certe valli e città del Nord – e anche del Sud – devono essere un po’ ottusi. O peggio. Le lettere su 'Repubblica', trasudano amarezza. «Accorgersi che l’ignoranza è il più letale dei mali, e che in Italia abbonda, e che l’Italia ha trovato qualcosa di più divertente da fare che onorare i valori della Resistenza», geme una lettrice. «Mi aspettavo più coscienza. Credo che tutti abbiano votato chi prometteva più furberie, più scappatoie», scrive un’altra. Come a dire che la maggioranza degli italiani si è rivelata, il 13 aprile, ignorante, incosciente, fascista e furbetta. La supponenza di essere – cultura e politica della sinistra – superiore, per definizione e per sempre. A fronte di ciò, il pessimo risveglio davanti alla vittoria di Berlusconi, e all’e*splosione addirittura della Lega. Incredibile. Nei giornali giusti, fra le grandi firme, non se ne era avuto sentore. Anzi: Eugenio Scalfari, grande maestro del giornalismo democratico e corretto, aveva annunciato un suo presentimento: «Con avversari di questo livello non si può perdere.<br />
Gli elettori cominciano a capirlo. Io sono pronto a scommetterci». Intanto, gli elettori andavano convincendosi esattamente del contrario.<br />
Le maggiori testate italiane da molto tempo sono ispirate da un pensiero pressoché unico. È un fatto anche generazionale: buona parte degli uomini e delle donne che oggi dirigono questi giornali o ne firmano i commenti più autorevoli, si sono formati negli anni Settanta. Magari poi da quella cultura hanno preso le distanze, ma ne mantengono un imprinting indelebile: sinistra è bello, democratico, giusto. Destra, è fascista e ignorante. Cattolico poi è, ovviamente, oscurantista – a meno che non sia cattolico 'democratico' e progressista, meglio ancora se in conflitto con le gerarchie della Chiesa.<br />
Questo spiega lo sbalordimento collettivo dopo il referendum sulla legge 40. E anche un po’ quello di oggi, quando si scopre che in certi paesi veneti o lombardi han preso il 20, 30, anche 40% quegli 'zotici' della Lega. Che sono sempre stati considerati – ammette 'l’Unità' – «commercianti in odore di evasione, valligiani spaesati, capitalisti molecolari terrorizzati dalla globalizzazione». Ma che devono essersi allargati, se han preso il 10% a Sesto San Giovanni, la ex Stalingrado d’Italia. E che, se pure a guardarli dai salotti corretti sono dei poveri selvaggi, tuttavia devono avere delle ragioni che non sono state comprese.<br />
Un’informazione allineata sulle sue certezze ideologiche non aiuta a capire la realtà. Serve piuttosto a confortare, in uno specchio autoreferenziale, la classe politica cui fa riferimento.<br />
Che a sua volta vuol credere che gli editoriali di Scalfari siano il pensiero degli italiani. Lunedì sera ci è venuta in mente la Conferenza nazionale sulla famiglia promossa dal governo Prodi, a Firenze, un anno fa. « Question time con le domande delle famiglie», fu annunciato. Ma non era che uno si alzava, e domandava al premier ciò che voleva. Gli interventi e le domande erano stati preventivamente preparati. Un garbato dibattito fra amici. Nessuno in aperto dissenso. Poi, le famiglie italiane sono andate a votare.</em>" <strong><span style="color:#ff6600;">[2]</span></strong></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Quindi, luoghi comuni ben radicati e che la sinistra continua a voler tenere radicati con atteggiamento supponente.</p>
<p style="text-align:justify;">FONTI:</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><strong>[1]</strong></span> articolo de <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-quattro/flussi-voto/flussi-voto.html">la Repubblica del 19 aprile 2008</a>, Silvio Buzzanca<br />
<span style="color:#ff6600;"><strong>[2]</strong></span> articolo de l'<a href="http://edicola.avvenire.it/ee/avvenire/default.php?pSetup=avvenire">Avvenire On Line del 17 aprile 2008</a>, Marina Corradi</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[London: The Classical Opera Company]]></title>
<link>http://cultureonthecheap.wordpress.com/?p=117</link>
<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 05:44:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>cultureonthecheap</dc:creator>
<guid>http://cultureonthecheap.wordpress.com/?p=117</guid>
<description><![CDATA[Ed Note: In the interest of full disclosure, I interned at the Classical Opera Company in January 20]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ed Note: In the interest of full disclosure, I interned at the Classical Opera Company in January 2006.  And, objectively, I loved every minute of it.</em></p>
<p>London is best known for the <a title="ROH @ CG" href="http://cultureonthecheap.wordpress.com/2007/11/15/london-the-royal-opera-house-student-standby/">Royal Opera House</a> at Covent Garden and the <a title="The one that's all in English" href="http://www.eno.org/">English National Opera</a>.  But, as the <a title="University College Opera" href="http://cultureonthecheap.wordpress.com/2008/03/07/london-university-college-opera/">University College Opera</a> has shown us, there is something (a whole lot of something, actually) to be said for the smaller companies.  Case in point: Ian Page's <a title="COCo, for short." href="http://www.classicalopera.co.uk/">Classical Opera Company</a>.  A veteran of the Glyndebourne Opera Festival (re: major street cred for conductors), Page started COCo a little over 10 years ago and has turned it into one of the best places to see both the work of Mozart and his contemporaries <em>and</em> the exciting young talent along with some names that everyone knows.  And since Mozart began as a wunderkind, what better way to honour his memory than promote the fresh new singers before they take Europe by storm?  Actually, that's a forte of Yankee company and fellow baroque trail-blazer, <a title="Yep.  Worked there, too." href="http://www.nycopera.com">New York City Opera</a>.  We smell a co-production.</p>
<p>As we mentioned, the Classical Opera Company is mostly Mozart.  They've done superb productions of his operas--both well known (Figaro, Cosi) and the rarer gems (Apollo &#38; Hyacinthus, Il Re Pastore), and under Page's baton the orchestra has done his symphonies and other instrumental pieces proud.  If a full scale opera seems all-too-much for you, Friday will be a good chance to dip your toe into the waters.  An evening of Handel, Haydn, and (naturlich) Mozart is set for 7:30 pm at the gorgeous and intimate Wigmore Hall.  Performing arias, duets, and even the odd trio from such operas as Handel's <em>Giulio Cesare</em> and <em>Semele</em>, Haydn's <em>Armida</em>, and Wolfie's <em>Abduction From the Seraglio </em>and <em>Mitridate </em>are COCo's Associate Artists Sophie Bevan, Rebecca Ryan, and Allan Clayton.  And with <a title="Book online here" href="http://www.wigmore-hall.org.uk">ticket</a> prices a fraction of what you'd pay for ENO or ROH (ranging from £12 to £26), that's a deal about as legal as white after Labor Day.</p>
<p><img src="http://www.classicalopera.co.uk/Photographs/IMAG013A.JPG" alt="" width="500" height="328" /><br />
COCo in Rehearsal.</p>
<p>The Classical Opera Company<br />
<span> 60 Queen Victoria Street, London</span><br />
+44 <span>20 78444440</span><br />
http://www.classicalopera.co.uk</p>
<p>Wigmore Hall<br />
<span>36 Wigmore St, London</span><span><br />
+44 20 79352141<br />
http://</span><span><span class="a">www.wigmore-hall.org.uk</span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La finestra sul gabinetto e altre storie]]></title>
<link>http://portodeisanti.wordpress.com/?p=89</link>
<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 15:50:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
<guid>http://portodeisanti.wordpress.com/?p=89</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://portodeisanti.files.wordpress.com/2008/04/vigentta012.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-92" src="http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/04/vigentta012.jpg" alt="vigentta012" width="537" height="718" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Omo de Rebi: "Bersallieri sensa paura"]]></title>
<link>http://rugbyrovigoblog.wordpress.com/2008/01/14/omo-de-rebi-bersallieri-sensa-paura/</link>
<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 13:03:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>rugbyrovigo.blog</dc:creator>
<guid>http://rugbyrovigoblog.wordpress.com/2008/01/14/omo-de-rebi-bersallieri-sensa-paura/</guid>
<description><![CDATA[
Immancabile il commento di Omo de Rebi alla vittoriosa battaglia del &#8220;Flaminio&#8221;. Al ram]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img503.imageshack.us/img503/8582/tommyreatosguardogo6.jpg" /></p>
<p><font color="#ff0000"><b><i>Immancabile il commento di Omo de Rebi alla vittoriosa battaglia del "Flaminio". Al rammarico per non essere potuto scendere nella città eterna si mischia la felice incredulità per la quarta posizione in classifca dei Bersaglieri, oltre ad un doveroso cenno alla convocazione in azzurro di Tommaso Reato.</i></b></font></p>
<p>Bonasera amizi.<br />
'Spetè che so' 'ncora intronà. Dove s'è ca semo in tea clasifica? Semo el numaro quatro? Zio plei of! 'Sta partia ea me conferma che 'sti Bersallieri i gà dò zebedei grandi come 'na casa, anzi, come un condominio de quatro, zinque piani. Co' chel fioeo de oro che l'è Schinca Bruneo col so compare Brizante... Mi no gò podesto movare el dedrè pa 'ndare in tea cità eterna, a ghevo dei parenti che i s'è vignù a rompare i bisi in 'sti dì. Ma i m'ha cuntà che el tempo el gà fato propio scarèze e che i tosi i gà meso un orgollio che'l me fa pianzare daea comoziòn. I m'ha anca cuntà che ea squadra rossa e blè (sabo maron daea cuora del teren) gà dimostrà a tuti chea s'è taticamente perfeta. Ostregheta, anca Pepe Scana! El mato de Basson el pare sempre un spuzoeo, ghe sbrissa via dae man a tuti i aversari. 'Bramo Imelma no'l gà paura de gninte. A gò anca savesto che pa' l'ultimo piazato ghe s'è sta Germano Bustos che gà tirà ea petarda del dodese a oto e che ea mischia del sior Giulio Cesare ea iera più pesa dea nostra. Ma gninte, i nostri fioi no i gà permèso mina tanto!<br />
Me s'è rivà anca dee robete cussì, dee curiosità, come che i nostri bravi tifosi tuti moj de piova i gà avistà Stefano Bordon in tea tribuna e ca' ghe iera anca el sior Nailon, tuto mojo anca lù. Che po' dai, 'nquò l'è sta giusto, me pare, sul Carlin (el giornae, no el toso peatin dea mischia)... A voevo anca complimentarme col biondin, Tomàso Reato, par chel discorso dea nazionae. Faghe vedare al me amigo Mallett de cossa ca te sì bon, Tomàso! Zio rebista! Insoma, done e omani, mi a penso che ea strada ea sia 'ncora longheta, ma anca piena de bee sodisfazion. E che 'na speranzina ea ghe poe anca stare...<br />
'Desso ghe teéfono a Nino Rossi e ghe domando se in tel menù i zonta 'sti "suplì al teéfono". Magari co' dei boni fasoi in potacin de contorno.<br />
Ve saeudo, Omo de rebi (omoderebi@libero.it)</p>
<p><b><i>Nella foto (Fabio Viscardini):<br />
lo sguardo di Tommaso Reato, alla quinta stagione in prima squadra dopo due scudetti con le under rossoblu; sicuramente uno dei trascinatori di questa squadra, a dispetto dei 23 anni di età.  </i></b></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cornacchione e i Brutos.]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/2007/12/09/cornacchione-e-i-brutos/</link>
<pubDate>Sun, 09 Dec 2007 07:57:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
<guid>http://redprimrose.wordpress.com/2007/12/09/cornacchione-e-i-brutos/</guid>
<description><![CDATA[ Alle 20.39, ieri sera, ero pressochè piegata in due dalle risate. Come spesso accade, se i sabato ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://redprimrose.wordpress.com/files/2007/12/bodyclown.jpg" title="bodyclown.jpg"><img border="0" align="left" width="200" src="http://redprimrose.wordpress.com/files/2007/12/bodyclown.jpg" alt="bodyclown.jpg" height="250" /></a> Alle 20.39, ieri sera, ero pressochè piegata in due dalle risate. Come spesso accade, se i sabato sera sono in casa, seguo il programma di Fabio Fazio su Rai 3, e fin qui nulla di strano. Ieri sera però Cornacchione ha avuto la geniale idea, a mio parere azzeccata, di parlare - da antico romano (da mettere in rilievo il costume di scena: un lenzuolo) - dei "Brutos" attuali. Se ricordate Giulio Cesare ricorderete anche della congiura e il nostro comico paragona la situazione di Berlusconi a quella di Cesare. Comincia quindi a nominare i Pier-brutus, i Gian-brutus, i Brut-tissimus traditori e pugnalatori alle spalle. Certo descritto così non è molto comico, ma se lo trovate in rete credo meriti di esser visto. Vi regalo, intanto, le parole che Shakespeare fece dire a Marco Antonio (il Marco Antonio interpretato da Marlon Brando fu bello, soprattutto per le sue fattezze; ma quello interpretato da Sir Lawrence Olivier fu eccezionale) su Cesare appena assassinato.</p>
<p><strong>ANTONY</strong>. Friends, Romans, countrymen, lend me your ears!<br />
I come to bury Caesar, not to praise him.<br />
The evil that men do lives after them,<br />
The good is oft interred with their bones;<br />
So let it be with Caesar. The noble Brutus<br />
Hath told you Caesar was ambitious;<br />
If it were so, it was a grievous fault,<br />
And grievously hath Caesar answer'd it.<br />
Here, under leave of Brutus and the rest-<br />
For Brutus is an honorable man;<br />
So are they all, all honorable men-<br />
Come I to speak in Caesar's funeral.<br />
He was my friend, faithful and just to me;<br />
But Brutus says he was ambitious,<br />
And Brutus is an honorable man.<br />
He hath brought many captives home to Rome,<br />
Whose ransoms did the general coffers fill.<br />
Did this in Caesar seem ambitious?<br />
When that the poor have cried, Caesar hath wept;<br />
Ambition should be made of sterner stuff:<br />
Yet Brutus says he was ambitious,<br />
And Brutus is an honorable man.<br />
You all did see that on the Lupercal<br />
I thrice presented him a kingly crown,<br />
Which he did thrice refuse. Was this ambition?<br />
Yet Brutus says he was ambitious,<br />
And sure he is an honorable man.<br />
I speak not to disprove what Brutus spoke,<br />
But here I am to speak what I do know.<br />
You all did love him once, not without cause;<br />
What cause withholds you then to mourn for him?<br />
O judgement, thou art fled to brutish beasts,<br />
And men have lost their reason. Bear with me;<br />
My heart is in the coffin there with Caesar,<br />
And I must pause till it come back to me.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Andreas Scholl, Va tacito.]]></title>
<link>http://ximo.wordpress.com/2007/10/16/andreas-scholl-va-tacito/</link>
<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 22:00:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>ximo</dc:creator>
<guid>http://ximo.wordpress.com/2007/10/16/andreas-scholl-va-tacito/</guid>
<description><![CDATA[ 
Potser, al costat de David Daniels, el meu contratenor predilecte.
La naturalitat, la bellesa del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><img border="0" align="middle" width="450" src="http://ximo.wordpress.com/files/2007/10/scholl.jpg" alt="Andreas Scholl" height="588" /> </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Potser, al costat de David Daniels, el meu contratenor predilecte.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La naturalitat, la bellesa del timbre i la perfecció tècnica s'uneixen en el cant d'aquest magnífic artista.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><a href="http://www.andreasschollsociety.org/">Andreas Scholl</a></strong> va néixer al any 1967 a Kiedrich im Rheingau, Alemanya, en un entorn absolutament musical, tota la seva família són cantants. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Va debutar al any 1993, dirigit per Renée Jacobs en la Passió Sant Joan de J.S.Bach.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></p>
<p style="margin:0;" class="MsoBodyText"><span>En el camp de l'òpera ha obtingut èxits clamorosos en les seves intervencions en el <strong>Giulio Cesare</strong>, o el Bertarido de la <strong>Rodelina</strong> (Glyndebourne 1998-1999 i 2002).</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Us el deixo en una de les àries que més m'agraden de Handel, el "<strong>Va tacito"</strong> del Giulio Cesare in Egitto, provinent de les representacions a  la Royal Danish Theatre de Copenhagen del any 2005.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">.<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/iRe16N_UziY'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/iRe16N_UziY&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il velo di Maya - Marjane Satrapi]]></title>
<link>http://associazionemirada.wordpress.com/?p=120</link>
<pubDate>Tue, 09 Sep 2003 10:55:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
<guid>http://associazionemirada.wordpress.com/?p=120</guid>
<description><![CDATA[Satrapi è prima di tutto un’autrice di fumetti. Per noi, almeno: prima di essere iraniana, france]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Satrapi è prima di tutto un’autrice di fumetti. Per noi, almeno: prima di essere iraniana, francese, cittadina del mondo, testimone scomoda di una storia scomoda. Quello che ci ha affascinato del suo lavoro è prima di tutto il suo segno. Denso, xilografico, che ricorda una certa grafica fine anni sessanta.<br />
Poi il suo lavoro autobiografico si è intersecato ad altre ricerche che in altri ambiti avevamo incrociato: ad esempio il lavoro in rete Bio.Graphic di UBQ. Sono sempre le intersezioni a dare adito a un progetto, a farci innamorare di un’idea.<br />
La forza dell’autobiografia d’altronde sta nell’essere un segnale immanente di realtà. Il raccontare il proprio vissuto costringe il lettore al “credere” alla veridicità, anche se questa è segnata dal forte punto di vista del narratore in prima persona.<br />
Giulio Cesare aveva ovviato a questa sguardo troppo soggettivo raccontandosi in terza persona: Satrapi non solo narra in prima persona, ma si disegna, nel suo modo eccessivamente autocritico, mettendo a nudo la sua fisicità e la personalissima proiezione di se stessa su carta. Il mondo, d’altro canto, è come noi ci rappresentiamo.<br />
L’effetto della lettura di questo fumetto non è solo didascalico e legato alla particolare vicenda che l’autrice narra: particolare per modo di dire, visto che l’esperienza dell’esilio o del vivere in una società sottoposta a profondi cambiamenti, non è poi così rara. D’altra parte Satrapi ha una storia urgente da raccontare: nella sua urgenza, rimane unica ed irripetibile, ma allo stesso tempo evoca altre storie e potrebbe essere la nostra storia. Il procedimento empatico è piuttosto naturale.<br />
La lettura, cosa che ho sperimentato direttamente attraverso gli occhi di mia figlia dodicenne, anche estrapolata dal contesto storico in cui le vicende si svolgono, ottiene un risultato molto forte di identificazione e fascinazione, in particolare per le bambine che si trovano in quella particolare età di transizione che alcuni chiamano pre-adolescenza. Quell’età così ambigua da non avere nome proprio, in cui non si è né carne né pesce. Ci si ritrova a guardare con particolare attenzione alla propria crescita: un’attenzione che si concentra anche sul proprio recente passato, sull’essere state bambine. “Come è stato che sono arrivata fino a qui? E dove sto andando?” ci si chiede desolate, guardando una stanza ancora piena di bambole ormai senza vita.<br />
Persepolis, oltre a aprirci varchi inaspettati sullo sguardo del femminile nel mondo forzosamente islamizzato dell’Iran contemporaneo, è un viaggio iniziatico di una bambina che diventa adulta. Come tale, ha la stessa forza dei viaggi simbolici del rito di passaggio all’età adulta sedimentati nei racconti fiabeschi.<br />
Come fumetto, esso acquisisce un notevole spessore interpretativo: la categoria del tempo prevale su quella di spazio (le tavole sono sintetiche e i particolari di ambientazione limitati). Questo potrebbe essere banale, ma ci sono moltissimi modi per snocciolare la propria vita. Marjane sceglie di partire da un punto preciso, non la nascita, ma il velo a scuola. Da questo preciso momento si dipana la narrazione che segue un movimento temporale lineare: il fenomeno da cui la storia ha inizio ha dato anche lo spunto al titolo di questa mostra. Potrà sembrare esagerato tirare in ballo assonanze filosofiche con Schopenauer (sicuramente è esagerato), ma il gioco di parole è venuto naturale. Il velo di Marjane ha lo stesso scarto gnoseologico del velo di Maya, l’immagine ripresa dalla filosofia indiana dal filosofo di Danzica: la realtà delle cose si cela dietro di esso, quello che noi percepiamo non è altro che illusione ed apparenza. Il fenomeno velo reale per le donne nasconde, dietro la sua esistenza tangibile ed indiscutibile, una percezione più complessa, non facilmente chiarificabile dalle categorie manichee di bene e male. Non solo Satrapi, con l’ironia che caratterizza tutta la sua opera, ma anche altre donne, provenienti dal mondo islamico, ci hanno messo in guardia dalle facili e comode interpretazioni dei “fenomeni”, delle apparenze e delle attribuzioni di senso a forme esteriori: una sociologa che usa l’arma dell’interpretazione ironica per leggere il suo e il nostro mondo è Fatema Mernissi che, quando si chie nell’Harem e l’Occidente, qual è il corrispettivo dell’harem nel mondo occidentale, in quale anfratto lo nascondono, risponde, lei sociologa, con una storiella da cui desume il responso:  l’harem dell’occidente è la taglia 42. Personalmente ho trovato illuminante questa semplice frase, illuminante soprattutto perché prima mi veniva fornito in modo dettagliato e sostanziale il bagaglio necessario per comprendere il valore dell’harem e che cosa sottintende l’utilizzo di questo termine per una cultura altra. In questo senso, l’occhio smaliziato altrui, mi ha permesso una maggiore comprensione di me e del mio mondo. Anche Marjane, quando racconta dalla propria angolazione la sua visione dell’Austria e degli anni vissuti in Europa, raggiunge il medesimo risultato: la sua visione del mondo europeo, diviene per il lettore europeo un disvelamento del proprio mondo, letto con occhi altrui. Si conosce tramite metafore, per assonanze, ma soprattutto per differenze.<br />
Quando si parla di Marjane Satrapi si fa sempre leva sulle differenze: donna (e già siamo nell’altra metà del cielo), iraniana (attraversiamo la nuova cortina di ferro), fumettista (gente strana, che fa cose poco serie). Se la differenza diviene uno strumento per la conoscenza, allora sono d’accordo con porre l’accento su queste definizioni. Altrimenti preferisco l’indeclinabile e universale, artista. </p>
<p><a href="http://www.stamboulis.eu">Elettra Stamboulis</a></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
