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	<title>gente-di-strada &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "gente-di-strada"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 05:43:53 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[road trip - a very very long post]]></title>
<link>http://scriptabanane.wordpress.com/?p=176</link>
<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 11:46:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>scriptabanane</dc:creator>
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<description><![CDATA[
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<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.britishbulldog.it/immagini/stallone2.jpg" /></p>
<p>c'è chi dice che cani e padroni si assomigliano. ecco, credo anch'io. e questo assomiglia al mio compagno di  viaggio dell'altro giorno. Eccone una cronaca...</p>
<p>Il cliente, che chiameremo Graziano per proteggere la sua immagine, mi  aspetta alle 6.00 a Conselve -vi tralascio il trauma del risveglio alle 5, la vestizione per l'udienza, la strada con gli occhi a saracinesca abbassata- immobile nel suo gippone. Dobbiamo andare a Terni, dove, ricorderete, ero già andato proprio per lui.  Graziano nella vita fa l'autotrasportatore. Beh, non è esatto: "<i>mi guido i camio</i>" e l'ampio spazio nell'arcata dentale inferiore mi accoglie all'ingresso in macchina, pronto a mettersi sulla strada. Diciamo che ero un po' preoccupato per come fosse vestito, ma appena l'ho guardato ho capito che aveva capito l'importanza dell'avvenimento ed aveva indossato una elegantissima camicia di flanella su un pantalone beige chiaro (che ben divide in due parti le rotondità addominale) e l'immancabile orologio d'oro delle grandi occasioni sui capelli ricci impomatati.</p>
<p>Ovviamente primi chilometri di studio reciproco, considerazioni sulla sveglia, niente di che. Sono bastati due minuti e Graziano, che mi aveva visto solo una volta prima d'allora,  ormai è a suo agio. dalle ore 6.02 alle 8.30, prima sosta colazione, ho sentito un numero imprecisato di bestemmie. Mica era incazzato, è che la frase tipo di Graziano, ad es. "<i><b>Voeva cambiare a machina ma no se scarica più gnente anca se a xe imatricoà autocaro</b> </i>" viene punteggiata nella sua vocina stridula a metà tra alvin superstar e paperino (ma in più G. parla piano, che la maggior parte delle volte proprio non si sente qul che dice) da locuzioni tipo "<i><font color="#ff6600">ghetto capìo</font></i>" (o la forma veloce "'<i>eto capìo</i>")  e "<font color="#ff0000"><i>dyucan</i></font>" di cui ora vi mostro l'utilizzo. "<i>Voeva</i><i> <font color="#ff6600">ghetto capìo</font></i><i> cambiare a machina </i><i><font color="#ff6600">ghetto capìo </font></i><font color="#ff0000"><i>dyucan </i></font><i>ma no se scarica più gnente </i><font color="#ff0000"><i>dyucan</i></font><i><font color="#ff6600"> </font></i><i>anca se a xe imatricoà autocaro </i><font color="#ff0000"><i>dyucan</i></font><i><font color="#ff6600"> ghetto capìo </font></i><font color="#ff0000"><i></i></font>"<font color="#00ff00">1</font>.   Come avrete capito la poetica di G. è qualche cosa che va oltre i tradizionali stilemi linguistici: non solo al posto della virgola viene usato dyucan ma ci sono innovazioni e invenzioni che vanno oltre la nostra comprensione.</p>
<p>Comunque, la discussione è stata appassionante sin dall'inizio. Non solo ho potuto rinfrescargli per 5 volte il perchè dell'udienza a Terni "<i>ma mì so de Padova</i>" <font color="#00ff00">2</font><font color="#00ff00"></font> ma ho anche potuto <font color="#00ff00">3</font> avere notizie sulle più recenti innovazioni della rete stradale da noi percorsa "<i>el xe novo sto 'utogril ghetto capìo</i>"  e  <font color="#00ff00"><font color="#000000">mentre penso</font> 4</font> che cazzo è sto odore...verrà da fuori, è la quarta volta che lo sento, non è possibile che venga da fuori, realizzo che G. ha un rilascio orario di gas metano da far invidia a un metanodotto e, soprattutto, sta scoreggiando senza emettere rumore da quando sono in macchina.</p>
<p>Il viaggio scorre (<font color="#00ff00">5-7</font>). Sono più o meno le 10.00 quando G. mi sta raccontando alcuni suoi personali ricordi di viaggio in romania "<i>i se inbriaga </i><font color="#00ff00">8</font><i> 'eto capìo, e i se da dyucan, ma sangue dal naso anca ... ma setto che bòna a bira che i gà?</i> " e mi racconta di una grigliata; e in particolare di una pluri-divorziata rumena "<i>e a xe anca inteijente</i>" che sembrava essere attratta da lui per qualche motivo a me oscuro e lui con un coraggio da vero cuordileone la allontana e le impedisce di sedersi vicino a lui a tavola per via di un paio  tra ex e attuali spasimanti rumeni presenti anch'essi alla <i>griliata</i> e verosimilmente pronti alla fase di cui sopra, si sente un boato e la macchina comincia a ondeggiare a destra e sinistra. Ci fermiamo e G. estrae fiero 'a <i>querta</i> che tiene in bagagliaio per queste occasioni. Si scopre che <i>a xe saltada 'na vida dyugà ma tutte a mi e me capita</i> , vite che collega la trasmissione alla ruota posteriore destra e si inizia la ricerca di un meccanico.</p>
<p>Trovata, dopo poco, un'officina G. espone il suo caso (e di certo non usando l'italiano) e chiede di potersi riparare la macchina da solo. Ovviamente non sarà così, ci si metteranno addirittura in due  (G. stigmatizzerà a lungo poi questo fatto, anche nel corso del lavoro "<i>ara che lavori! in du'! in du', pa na vida!</i>")  e alla fine, dopo una mezz'oretta di lavoro, il meccanico gli chiede venti euro (con la faccia di uno che dice mah, dammi ste due lire proprio per dire di non aver lavorato gratis...): G. gliele allunga come se gli stesse dando le 20 euro della sua prima comunione.  Nell'ora successiva il refrain della conversazione: "<i>Se g'era a casa, me a cambiava mì a vida ghetto capio!</i>"</p>
<p>395 km dalla partenza e quasi 6 ore dopo, siamo finalmente a Terni a mezzogiorno. Dopo aver fatto in tribunale, all'una ripartiamo e G. ha giustamente fame. Cerchiamo "<i>una zona industriae dove che ghe sia na tratoria</i>" e dopo aver insinuato che in Umbria non si mangia, troviamo un posto fuori dalla superstrada, a Sangemini. Menù fisso, 15 €. Ordiniamo, uscendo in realtà dal menù fisso, e si mangia. "<i>Parchè mi me piaxe i primi ghetto capio. e no la roba alla piastra.</i>" - fa Graziano. e mentre si bulla di aver detto in faccia a un ristoratore di Limena "<i>dyugan, </i><i>tientea  la roba aea piastra !"</i> , arriva la cameriera e G. ne approfitta per chiedere dei secondi: "<i>ma la carne come xea?</i>".</p>
<p>Purtroppo,  come immaginerete, la triste notizia è che in dotazione c'è solo la piastra. "<i>Ah Madona ..."</i>- esclama a alta voce  G. come flagellato da una terribile punizione divina, e mentre penso non lo farà davvero, lo fa, anche se smorzando la voce.</p>
<p>Qualche minuto dopo aver ripreso la superstrada, G.  <font color="#00ff00">10</font> è visibilmente affaticato dal litro di vino bianco che abbiamo bevuto (beh, forse più io che lui) e inizia a fare dei gesti in loop, come se fosse una nuova danza. Grattatina braccio dx, rimette mano sul volante; mano dx che stropiccia gli occhi e mano sul volante; mano sx che accarezza mento e poi mano dx che tocca il naso, e ciò <i>ad libitum</i>. Mi fa : "<i>A prima area de servissio se butemo du' ore</i>". Credo scherzi, ma realizzo che non è così quando mette la freccia e si ferma, ribalta il sedile e al motto di "<i>ah, mì, caro, no vago mia a mettarme in pericoeo</i>" chiude gli occhi e in tre secondi attacca la segheria.</p>
<p>Ovviamente, io non ho dormito nei 45 minuti successivi in cui G. ha avuto modo di girarsi <font color="#00ff00">11-12</font> russare e rigirarsi più volte, sebbene in qualche modo il pasto, il vino e l'aria pesa della macchina me lo facessero desiderare. Ripartiamo, e - incomprensibilmente - la conversazione langue. A un certo punto, azzardo un "Bella l'Umbria, eh?". Risposta: "<i>Eh.</i> - seguono 20/25 secondi di silenzio -<i>Tante coline</i>".</p>
<p>Scorre nel frattempo <font color="#00ff00">13-15</font> la Romagna, poi l'Emilia, sotto i nostri silenzi, riempiti dall'autoradio, con Graziano che tiene il tempo con la mano che tiene sul cambio, e si lancia addirittura in scossettine sulle note di Prince " U don’t have 2 be rich<br />
2 be my girl... ".</p>
<p>Sono le 19.30, e da Ferrara in poi, è stata un'agonia... anche se ormai siamo quasi arrivati, non ne posso davvero più. All'altezza di Anguillara Veneta, finalmente, arriva in zona cesarini il gol della bandiera: <font color="#00ff00">G. 16</font>-<font color="#008000"><b>Scriptabanane 1! <font color="#999999">La partita si chiuderà un quarto d'ora dopo, con il punteggio fissato sul 16-3.</font> </b></font></p>
<p>Ah. quasi dimenticavo. L'udienza? Non c'è stata, mancava il giudice. :)</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[due cose insieme]]></title>
<link>http://scriptabanane.wordpress.com/2008/01/03/due-cose-insieme/</link>
<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 16:47:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>scriptabanane</dc:creator>
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<description><![CDATA[intanto, apriamo con quella più importante. il nostro idolo, spitty cash, incurante delle oltre 170]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>intanto, apriamo con quella più importante. il nostro idolo, spitty cash, incurante delle oltre 170.000 visualizzazioni del suo video su youtube è risalito in sella per cavalcare il successo e ha rilasciato un nuovo video, che fa il pari dell'altro quanto a genialità e trovate (si chiama "l'angolo e la vita" ed è <a href="http://it.youtube.com/watch?v=qeRr1HFVX6I">qui</a>). purtroppo, la vita di un artista non è tutte rose e fiori, come testimonia quest'altro video che mostra impietosamente l'ultima disavventura del nostro eroe, vilmente disarcionato dal mezzo meccanico sul quale stava cercando di ripercorrere i fasti di fast and the furious.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/5ghyKKxsHzc'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/5ghyKKxsHzc&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>ebbene sì. spitty è caduto. nel frattempo non si ferma quel vile fenomeno di imitazione! ma non provateci nemmeno! nessuno è come spitty. tutti siamo capaci ad andare fuori tempo col sync, ma come lo fa lui...non lo fa nessuno, ok? lui è vero ghensta che stà coi frà di quà... mica come voi che non riuscite nemmeno a fare le rime - e.  lui ha un talento multiforme e sotto il nome d'arte di gianni barba sta per girare pure un film. qui sotto beccatevi il trailer!</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Z8n49Aqo7qQ'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Z8n49Aqo7qQ&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[on the road]]></title>
<link>http://scriptabanane.wordpress.com/2007/12/14/on-the-road/</link>
<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 16:03:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>scriptabanane</dc:creator>
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<description><![CDATA[che poi è anche il titolo del giornale delle persone sfd (senza fissa dimora, per chi non è abitua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>che poi è anche il titolo del giornale delle persone sfd (senza fissa dimora, per chi non è abituato al gergo dei tribunali). e di queste volevo parlarvi: perchè mentre <strike>io schiaccio  giornate intere al lavoro giocando</strike> ogni tanto gioco a <a href="http://hobowars.com"><strong>hobowars</strong></a>,  gioco che si ispira proprio a quel mondo (tra l'altro con notevoli risultati, vista la noia del lavoro), questi sulla strada ci stanno davvero. e mettono le loro storie su internet, in questo asfalto, <a href="http://www.viadelporto.splinder.com/">blog delle persone senza dimora di bologna</a>.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[pareti spoglie, filtri d'emergenza]]></title>
<link>http://lasiepe.wordpress.com/2007/10/16/pareti-spoglie-filtri-demergenza/</link>
<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 20:00:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>scissorhands</dc:creator>
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<description><![CDATA[non c&#8217;è tempo, tutto scorre molto veloce, si fanno 3 cose per volta e io non sono dotata del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>non c'è tempo, tutto scorre molto veloce, si fanno 3 cose per volta e io non sono dotata del multitasking. ricevo email in francese, rispondo in inglese, parlo italiano al telefono e studio tedesco. spedisco pacchetti, mi perdo nelle tariffe delle poste tedesche, dhl e ups, peso pacchetti, penso alla tournée degli stateless da organizzare, cerco soluzioni per il prossimo progetto estivo, penso a cosa fare durante il weekend con la mia mamma al di là dello shopping, consiglio l'ostello all'amico e prenoto i biglietti per gli Animal Collective (domani, yuhu!), rispondo a aude, erika, titti, leif, giulia, ale, marta, mum, dad.  cerco di trattenere tutto, di "stantuffarlo" dentro ad un contenitore, perchè tutto deve essere sotto controllo. e qualcosa a volte scappa, ma c'è sempre "un giorno dopo", mi dico.</p>
<p>e poi mi perdo a fissare persone in metropolitana, e ritrovarmi, come quando avevo 12 anni, a costruire storie sulle persone che vedo, quella signora di ieri, per esempio, seduta di fronte a me, sotto quella luce artificiale che illumina il buio di un tunnel, sembrava ancora più pallida di quanto già non lo fosse. era bianca, troppo bianca, un bianco scarlatto irreale, irreale tanto quanto i suoi capelli color ocra gialla/arancio, che accentuavano il pallore della pelle, livido. il suo sguardo corrucciato, gli occhi lucidi e spaventati, i suoi 60 anni di poche soddisfazioni, il "pippio" - come dice ale - che le colora le labbra di un dolore recente. e la tristezza, che esce dallo sfregamento delle mani compulsivo, l'una contro l'altra, nervose. tutto questo mentre il marito, seduto a fianco, le sorride e le parla del tempo, che fuori è buio e c'è un tunnel. che strane composizioni riesce a dipingere la vita. chissà, pazzia, dolore di una perdita, necessità di rivincita, depressione, voglia di fermarsi alla prossima stazione e abbandonarsi alla vita.</p>
<p>i due (insieme ma divisi) sono scesi alla mia stessa fermata - gesundbrunnen - e se dapprima ho esultato del "to be continued", un minuto dopo li ho visti scomparire, non sulle scale mobili, non sul prossimo treno, non sulla banchina. eppure erano appena dietro di me. eppure ora non sono da nessuna parte. ma lo sguardo perso e frustrato di lei, e quei colori del suo volto e delle luci artificiali, quelli mi restano fra le mani, palpabili.</p>
<p>lascio le pareti della mia stanza spoglie, perchè sono l'unico spazio vuoto sul quale ancora posso disegnare fantasie. il resto è accumulo di informazioni, stimoli, input (visivi e acustici) che accolgo con impazienza e insaziabile curiosità. ho bisogno di un filtro, però.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[mattone su mattone]]></title>
<link>http://lasiepe.wordpress.com/2007/10/11/mattone-su-mattone/</link>
<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 00:39:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>scissorhands</dc:creator>
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<description><![CDATA[questa va raccontata, perchè non capita tutti i giorni di ritrovarsi in taxi con la propria capa te]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>questa va raccontata, perchè non capita tutti i giorni di ritrovarsi in taxi con la propria capa tedesca a fianco sbronza, il collega-tirocinante che arriva fashionly-late californiano di fianco a lei e il booking agent inglese nel sedile davanti insieme al tassista turco. bene, nonostante il buon risultato ottenuto nel toefl, il mio inglese è pessimo, aargh, e soprattutto passare da un accento inglese britannico strettissimo ad uno californiano slangato è ancora peggio. per non parlare di tutti i jokes che si fanno fra loro, modi di dire, espressioni proprie, slang da hip hoppers che perfino loro fanno fatica a capire. poi se li spiegano e io hardly arrivo alla definizione. è tutto un gran casino. si passa dalle conversazioni più standard e serene durante il lavoro, dove il linguaggio rimane ampio e comprensibile, a scambi di battute del tutto fuori dalla mia portata quando la lingua si fa specifica, sottile, mezzo per esprimere sé e di sè e non semplicemente atta a comunicare un messaggio. è una lingua differente quella della sera, quella dei bday party della capa che celebra 27 anni (sì, non scherzo, 27 anni, product manager !K7), 4 lingue parlate correntemente, sguardo dolcissimo e adattabilità stupefacente. ma lei è gwen.  a fianco a lei c'è katja, tedesca, lineamenti più rigidi, magrezza esagerata, la sua "W" rimane pronunciata "V" anche in inglese. con lei torno a casa in taxi, con lei mi fumo le ultime due sigarette, con lei trascorro l'ultima ora della festa, a parlare di genitori over 30 ex clubber artistoidi che ora hanno scelto di sperimentare il ruolo di "genitori bio" e lo fanno ostentando la "genitorità" e vivendo in funzione del ruolo; parliamo di Jonathan richman dei modern lovers, parliamo di will oldham e di chan marshall, dei pixies, del suo moroso australiano che per dire che una cosa è fighissima dice che è tipo una "vagina malata", del suo ex lavoro nei dot.com e dell'ultima convivenza catastrofe. chi l'avrebbe mai detto. e pensare che vedevo katja con i lineamenti ruvidi. tutt'altro. mi ha salutato con un bacio e mi ha detto "have a safe trip home, bis morgen". ecco, tutte queste lingue incrociate. l'inglese, l'americano, l'amica francese che parla metà e metà e tutto con il suo accento, il tedesco e la mia cara maria, coinquilina, che non demorde nell'insegnarmelo.  chi l'avrebbe mai detto che a berlino, in un ambiente di lavoro che vivo da appena 10 giorni, mi sarei sentita così a casa. e la casa dov'è? diceva il buon lorenzo. penso adesso che in fondo una città è pur sempre una città, un luogo fatto di mattoni e di palazzi, di un kebab e di una pizzeria, un bar all'angolo e una farmacia. questa è una città. che sia un paese, un quartiere, un district o una metropoli. sempre di mattoni si tratta, come una casa.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[non ho paura di svegliare le mosche]]></title>
<link>http://lasiepe.wordpress.com/2007/10/07/di-notte/</link>
<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 03:43:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>scissorhands</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Cammino sulle punte per non farmi sentire, mentre torno a casa alle 5, sola, fra la stazione della ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lasiepe.wordpress.com/2007/10/07/di-notte/112/" rel="attachment wp-att-112" title="p1010194.jpg"><img src="http://lasiepe.wordpress.com/files/2007/10/p1010194.jpg" alt="p1010194.jpg" height="441" width="584" /></a></p>
<p>Cammino sulle punte per non farmi sentire, mentre torno a casa alle 5, sola, fra la stazione della sbahn e il portone di casa. Il tacco di 2 cm della scarpa è di cuoio, e il rumore rimbomba nel silenzio di pietra del quaritiere. È quel rumore che mi ha sempre messo a disagio, un rumore che mi ricorda i tanti brutti film in cui le donne camminano sole per le strade di notte e succede qualcosa. In America di solito. Qui il forno è aperto, il negozio di bevande sotto casa pure, all’angolo della strada stanno prendendo una pausa dal lavoro ininterrotto per aprire un negozio, di alimentari anch’esso direi. Sono 5-6 persone che bevono una birra fra il montaggio di uno scaffale ed un altro. Ieri non c’era neppure il pavimento. Domani forse aprono. Ma ora, alle 5 di mattina, sono lì belli freschi a prendersi una breve pausa. Perché berlino non dorme mai, le metropolitane e i bus girano tutta la notte, sotto il kebabbaro si nasconde una discoteca trance gigantesca aperta fino a mattina inoltrata, in stazione ci sono anche i piccoli chioschi di caffè e paste aperti, nonché i vari pizza/pasta e hot dog man. Ieri ho visto una signora, e poi anche un signore, che nella vita fanno i venditori ambulanti di hot dog in sedia a rotelle. Funziona che loro restano seduti, hanno un ombrellone da spiaggia giallo attaccato alla sedia a rotelle che li identifica quali venditori ambulanti, di fronte a loro il kit dell’hot dog, un tavolino removibile che contiene l’angolo per la griglia, l’angolo per le salse, i panini, i soldi e via dicendo. Stentavo a crederci. Ma poi sono entrata da Saturn (che è come il nostro Comet) solo per bere un caffè gratis offertomi dalla dimostrazione promozionale di una nuova macchina per il caffè prodotta da nestlé mi pare. Mi sono beccata la spiegazione, ho fatto perdere 5 minuti al tipo, e mi sono goduta il caffè, che non era neppure male, osservando i venditori ambulanti di hot dog, i clienti della gelateria Jenny, i venditori russi di souvenir “ddr” (cappelli, cinture e stemmi vari) e i punk con le creste e gli anfibi al ginocchio che vivono in alexander platz. Perché starei 24 ore su 24 in giro per la città. E girare da soli non è per nulla pericoloso se la città ti offre sempre un angolo in cui rifugiarti.</p>
]]></content:encoded>
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