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	<title>garante-privacy &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/garante-privacy/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "garante-privacy"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 05:18:28 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Segnalazione di servizio]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/?p=55</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 20:51:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
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<description><![CDATA[Domani mattina sarò ospite, insieme a  Marco Montemagno, della trasmissione L&#8217;Italia che verr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Domani mattina sarò ospite, insieme a  <a href="http://internet.blogosfere.it/" target="_blank">Marco Montemagno</a>, della trasmissione <a href="http://www.odeontv.net/windows_news.asp?contatore=hits&#38;id_news=1839" target="_blank"><em>L'Italia che verrà</em> </a>su <a href="http://www.odeontv.net/" target="_blank">Odeon</a>, in onda alle 12.55.</p>
<p>Parleremo di sicurezza e privacy a partire dal <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/05/05/19/200805051902" target="_blank">caso</a> che ha visto coinvolta l'Agenzia delle Entrate e la pubblicazione delle <a href="http://elvlog.wordpress.com/2008/05/07/dichiarazioni-dei-redditi-online-il-garante-stop-anche-agli-utenti/" target="_blank">dichiarazioni</a> dei redditi degli italiani.</p>
<p>Per chi vuole e può, quindi, ci vediamo la :).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dichiarazioni dei redditi online, il Garante: stop anche agli utenti]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/?p=54</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 17:20:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/?p=54</guid>
<description><![CDATA[Dopo tante polemiche finalmente è arrivato il parere ufficiale del Garante per la protezione dei da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tante polemiche finalmente è arrivato il <a title="Parere garante Privacy" href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1512177" target="_blank">parere ufficiale</a> del Garante per la protezione dei dati personali in merito all'<a href="http://news.google.it/news?hl=it&#38;client=firefox-a&#38;rls=org.mozilla:it:official&#38;hs=5YQ&#38;q=redditi+2005&#38;um=1&#38;ie=UTF-8&#38;sa=X&#38;oi=news_result&#38;resnum=1&#38;ct=title" target="_blank">iniziativa</a> dell'<a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/connect/Nsi/" target="_blank">Agenzia delle entrate</a> la quale ha reso accessibili via internet, sebbene per poche ore, tutti i dati riguardanti le dichiarazioni dei redditi degli italiani per l'anno 2005 comprensive dei nominativi dei contribuenti.</p>
<p>In sintesi, le motivazioni per cui il Garante ha ritenuto illegittima l'attività posta in essere dall'Agenzia delle entrate sono:</p>
<p>a) carenza di potere: al direttore dell'Agenzia delle entrate non spetta la competenza di decidere la modalità di diffusione dei dati, che è invece riservata al Legislatore;</p>
<p>b) mancanza di proporzionalità nel trattamento dei dati: nelle parole del Garante, infatti</p>
<blockquote><p>L'uso di uno strumento come Internet rende indispensabili rigorose garanzie a tutela dei cittadini. L'immissione in rete generalizzata e non protetta dei dati di tutti i contribuenti italiani (non sono stati previsti "filtri" per la consultazione on line) da parte dell'Agenzia delle entrate ha comportato una serie di conseguenze: la centralizzazione della consultazione a livello nazionale ha consentito, in poche ore, a numerosissimi utenti, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo, di accedere a innumerevoli dati, di estrarne copia, di formare archivi, modificare ed elaborare i dati stessi, di creare liste di profilazione e immettere ulteriormente dati in circolazione, ponendo a rischio la loro stessa esattezza. Tale modalità ha, inoltre, dilatato senza limiti il periodo di conoscibilità di dati che la legge stabilisce invece in un anno.</p></blockquote>
<p>c) mancata richiesta di parere preventivo al Garante;</p>
<p>d) la mancata informativa ai contribuenti sulla modalità di diffusione dei dati, invece, viene anticipata in questo provvedimento ma sarà oggetto di una decisione <em>ad hoc</em>.</p>
<p>Il contenuto del provvedimento non giunge inaspettato, come <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/05/05/19/200805051902" target="_blank">ho scritto</a> infatti per <a title="Apogeonline" href="http://www.apogeonline.com/" target="_blank">Apogeo</a> qualche giorno fa proprio in merito alla vicenda in questione, i criteri adottati dal Garante per situazioni di questo tipo si basano sulla verifica dell'effettiva necessità del trattamento (esistenza di una norma di legge che imponga la pubblicazione dei dati su Internet) e proprozionalità del trattamento (mantenimento online dei dati per il solo tempo strettamente necessario al trattamento nonché accorgimenti tecnici per evitare indicizzazione e memorizzazione nella cache da parte dei motori di ricerca al fine di garantire il diritto all'oblio).</p>
<p>Quello che stupisce nel contenuto del provvedimento è l'ulteriore divieto posto ai soggetti che hanno scaricato i dati e ai mezzi di informazione. Si legge nel <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1512177" target="_blank">provvedimento</a>, infatti, che:</p>
<blockquote>
<p align="justify">L'Autorità ha altresì specificato che va ritenuta illecita anche l'eventuale ulteriore diffusione dei dati dei contribuenti da parte di chiunque li abbia acquisiti, anche indirettamente, dal sito Internet dell'Agenzia. Tale ulteriore diffusione può esporre a conseguenze di carattere civile e penale.</p>
<p align="justify">Resta fermo il diritto-dovere dei mezzi di informazione di rendere noti i dati delle posizioni di persone che, per il ruolo svolto, sono o possono essere di sicuro interesse pubblico, purché tali dati vengano estratti secondo le modalità attualmente previste dalla legge.</p>
</blockquote>
<p>Come <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/05/05/19/200805051902" target="_blank">è noto</a>, la modalità di accesso ai dati prescelta dai tecnici dell'Agenzia delle entrate  imponeva all'utente di scaricare un file zip sul proprio hard disk. Solo in questo modo si poteva accedere agli elenchi. E' proprio per questo motivo, per la sfortunata scelta di imporre il salvataggio dei dati per permetterne la visualizzazione, cioè, che essi sono stati salvati e, di conseguenza, potevano potenzialmente essere diffusi.</p>
<p>Una modalità tecnica di consultazione direttamente online senza il bisogno di scaricare alcunché avrebbe certo limitato il danno a cui stiamo assistendo. Senno di poi, comunque.</p>
<p>I file originali dell'Agenzia delle entrate, in ogni modo, sono dei semplici file di testo non dotati di firma elettronica nè semplice nè qualificata. In poche parole, chiunque poteva adulterarli. La domanda, quindi, è: se anche un solo nome o un solo reddito è stato adulterato, si tratta ancora di uno dei file che cade nel divieto di diffusione?</p>
<p>Sui sistemi di file sharing circolano anche molti fake (tra i classici: la dichiarazione dei redditi di Nazareth e quella dei primi 100 bloggers in classifica su Blogbabel), non tutti palesemente tali.</p>
<p>Da notare che le date di salvataggio dei file non sono indicative dell'autenticità degli stessi: lo stesso ministro Visco aveva <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/04/elenchi-contribuenti-consumatori.shtml?uuid=49e7b882-16c6-11dd-85a5-00000e25108c&#38;DocRulesView=Libero" target="_blank">dichiarato</a> che i file erano pronti da gennaio ma alcuni tra i file scaricati direttamente dal sito dell'Agenzia le date di salvataggio erano posteriori.</p>
<p>Cosa dovrebbero fare le procure, nell'ipotesi in cui volessero effettivamente bloccare la diffusione dei file nei circuiti peer to peer? Analizzare forensicamente gli <a title="Hash, wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hash" target="_blank">hash</a> dei file originali dell'Agenzia e paragonarli a quelli in circolo, e in caso di matching risalire agli ip di chi li sta condividendo. Ma ciò non basterebbe, perchè se anche il file è stato semplicemente rinominato, o modificato o cancellato un solo dato (lasciando così potenzialmente immutata l'offensività del resto del contenuti del file) l'hash cambia e tale controllo non è più possibile. E andrebbe rifatto manualmente confrontando i contenuti dei file. Non impossibile, ma un lavoraccio.</p>
<p>Posto che l'avviso del Garante ha l'ovvio e giustificato fine di limitare gli effetti deleteri di un danno ormai fatto a cui neppure un risarcimento forfetario può dare riparo (e i tempi non sono comunque maturi: gli effetti, specie individuali, potrebbero verificarsi in futuro) e consistente - soprattutto - nella diffusione di dati aggregati ordinati per comuni, rimane anche il problema dell'attività dei mezzi di informazione.</p>
<p>E' o non è coperto dal diritto di cronaca rendere noti quali file stanno ormai circolando e in che forma?</p>
<p>E se si, può il provvedimento del Garante prevalere su tale diritto?</p>
<p>In sintesi, l'illegittimità dell'attività dell'Agenzia delle entrate assume, con il mezzo telematico, una valenza duplice. Da un lato, infatti, ha propagato a macchia d'olio i file rendendo di fatto il fenomeno inarginabile. Dall'altro ha propagato a macchia d'olio l'illegittimità stessa, coinvolgendo nello stato soggettivo di esposizione a conseguenze di legge anche chi quei file li ha scaricati e che, per stare completamente al sicuro e non rispondere eventualmente per omissione di controllo, dovrebbe procedere a cancellarli. Un pò, se mi si consente la metafora e la si prende per quello che è (e cioè solo una metafora narrativa e non una equiparazione fra due diversi istituti giuridici), come i <a title="falso nummario" href="http://www.carabinieri.it/Internet/Editoria/Carabiniere/2006/06-Giugno/Militaria/024-00.htm" target="_blank">falsari</a> che distribuiscono <a title="banca dati banconote false" href="http://coordinamento.mininterno.it/servpub/ver2/Banconote/cerca_banco.htm" target="_blank">banconote false</a> e coinvolgono nel reato anche le persone che si trovano loro malgrado e incolpevolmente a maneggiare il denaro falso. Catene <a href="http://lanazione.quotidiano.net/firenze/2008/02/27/67853-reato_possedere_vecchie_lire_false.shtml" target="_blank">inconsapevoli</a> di una circolazione illegale e soggetti responsabili dal momento in cui sono coscienti della falsità della banconota e la mantengono in circolo.</p>
<p>Di certo quello che è successo è un memento importante che dovrà essere oggetto di studio tecnologico e giuridico e ben ponderato per evitare in futuro che l'utilizzo delle nuove tecnologie da parte dello Stato porti a situazioni imbarazzanti come quella che è accaduta.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Redditi on line, stop definitivo. Il Garante: "Diffusione illegittima"]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/?p=457</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 16:48:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
<guid>http://wildgretapolitics.wordpress.com/?p=457</guid>
<description><![CDATA[redazione Martedì 6 Maggio 2008 alle 16:20
Illegittima, perché in contrasto con la normativa in ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>redazione Martedì 6 Maggio 2008 alle 16:20</p>
<p>Illegittima, perché in contrasto con la normativa in materia. Così ha stabilito il Garante per la privacy in merito alla diffusione online delle dichiarazioni dei contribuenti relative al 2005 da parte dell'Agenzia delle Entrate.<!--more--> Il giudizio del Garante arriva alla fine dell'istruttoria avviata subito dopo che il sito web dell'Agenzia era stato preso letteralmente preso d'assalto da navigatori in cerca dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi degli italiani. Lunedì 5 maggio l'Agenzia aveva fornito al Garante i chiarimenti sulla pubblicazione online degli elenchi dei contribuenti, sottolineando che alla base della decisione c'era "l'applicazione della normativa sulla predisposizione e pubblicazione degli elenchi dei contribuenti e di quella del codice dell'amministrazione digitale varato nel 2005 che impone alla PA di utilizzare come strumento ordinario di fruibilità delle informazioni la modalità digitale. Un insieme di disposizioni che disegnano un quadro di trasparenza fiscale al quale l'Agenzia ha inteso attenersi".<br />
Chiarimenti che l'Autorità per la privacy non ha ritenuto sufficienti: "Il Collegio (composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato), nel ribadire quanto già sostenuto nel provvedimento con il quale aveva immediatamente invitato a sospendere la pubblicazione online", continua il Garante "ha stabilito che la modalità utilizzata dall'Agenzia è illegittima. L'Agenzia delle entrate dovrà quindi far cessare definitivamente l'indiscriminata consultabilità, tramite il sito, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi per l'anno 2005″.<br />
La decisione dell'Agenzia secondo il Garante contrasta con la normativa in materia dei dati personali. "In primo luogo - spiega l'Autorità - perché il Dpr n.600/1973 stabilisce che al direttore dell'Agenzia delle entrate spetta solo il compito di fissare annualmente le modalità di formazione degli elenchi delle dichiarazioni dei redditi, non le modalità della loro pubblicazione, che rimangono prerogativa del legislatore. Attualmente - sottolinea il Garante -, per le dichiarazioni ai fini dell'imposta sui redditi, la legge prevede unicamente la distribuzione degli elenchi ai soli uffici territoriali dell'Agenzia e la loro trasmissione ai soli comuni interessati e sempre con riferimento ai contribuenti residenti nei singoli ambiti territoriali".<br />
L'inserimento dei dati in Internet, inoltre, appare al Garante non proporzionato rispetto alla finalità della conoscibilità di questi dati: "L'uso di uno strumento come Internet rende indispensabili rigorose garanzie a tutela dei cittadini. L'immissione in rete generalizzata e non protetta dei dati di tutti i contribuenti italiani (non sono stati previsti "filtri" per la consultazione on line) da parte dell'Agenzia delle entrate ha comportato una serie di conseguenze: la centralizzazione della consultazione a livello nazionale ha consentito, in poche ore, a numerosissimi utenti, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo, di accedere a innumerevoli dati, di estrarne copia, di formare archivi, modificare ed elaborare i dati stessi, di creare liste di profilazione e immettere ulteriormente dati in circolazione, ponendo a rischio la loro stessa esattezza. Tale modalità ha, inoltre, dilatato senza limiti il periodo di conoscibilità di dati che la legge stabilisce invece in un anno".<br />
L'ulteriore diffusione online delle dichiarazioni dei redditi "può esporre a conseguenze di carattere civile e penale", avvisa infine il Garante della privacy, sottolineando che dovrà essere bloccata la diffusione dei dati su tutta la rete Internet. Secondo l'Autorità, "va ritenuta illecita anche l'eventuale ulteriore diffusione dei dati dei contribuenti da parte di chiunque li abbia acquisiti, anche indirettamente, dal sito Web dell'Agenzia".<br />
Tra le altre cose l'Autorità stabilisce che i mezzi d'informazione potranno rendere noti i dati dei contribuenti che, per il ruolo svolto, sono di sicuro interesse pubblico, a patto che le informazioni vengano reperite secondo la legge, cioè presso i Comuni.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Garante Privacy: illegittima la diffusione dei redditi on line]]></title>
<link>http://pcsicuro.wordpress.com/?p=37</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 15:46:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>pcsicuro</dc:creator>
<guid>http://pcsicuro.wordpress.com/?p=37</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Autorità Garante per la privacy ha concluso l&#8217;istruttoria avviata sulla diffusione, t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'<strong>Autorità Garante per la privacy</strong> ha concluso l'istruttoria avviata sulla diffusione, tramite il sito web dell'Agenzia delle entrate, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani. Il Collegio (composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato), nel ribadire quanto già sostenuto nel provvedimento con il quale aveva immediatamente invitato a sospendere la pubblicazione on line, <strong>ha stabilito che la modalità utilizzata dall'Agenzia è illegittima</strong>.</p>
<p>L'<strong>Agenzia delle entrate</strong> dovrà quindi far <strong>cessare definitivamente l'indiscriminata consultabilità</strong>, tramite il sito, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi per l'anno 2005.</p>
<p>La decisione dell'Agenzia contrasta con la normativa in materia. In primo luogo, perché il Dpr n.600/1973 stabilisce che al direttore dell'Agenzia delle entrate spetta solo il compito di fissare annualmente le modalità di formazione degli elenchi delle dichiarazioni dei redditi, non le modalità della loro pubblicazione, che rimangono prerogativa del legislatore. Attualmente, per le dichiarazioni ai fini dell'imposta sui redditi, la legge prevede unicamente la distribuzione degli elenchi ai soli uffici territoriali dell'Agenzia e la loro trasmissione ai soli comuni interessati e sempre con riferimento ai contribuenti residenti nei singoli ambiti territoriali.</p>
<p><strong>L'inserimento dei dati in Internet, inoltre, appare di per sé non proporzionato rispetto alla finalità della conoscibilità di questi dati</strong>.</p>
<p>L'uso di uno strumento come Internet rende indispensabili rigorose garanzie a tutela dei cittadini. L'immissione in rete generalizzata e non protetta dei dati di tutti i contribuenti italiani (non sono stati previsti "filtri" per la consultazione on line) da parte dell'Agenzia delle entrate ha comportato una serie di conseguenze: la centralizzazione della consultazione a livello nazionale ha consentito, in poche ore, a numerosissimi utenti, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo, di accedere a innumerevoli dati, di estrarne copia, di formare archivi, modificare ed elaborare i dati stessi, di creare liste di profilazione e immettere ulteriormente dati in circolazione, ponendo a rischio la loro stessa esattezza. Tale modalità ha, inoltre, dilatato senza limiti il periodo di conoscibilità di dati che la legge stabilisce invece in un anno.</p>
<p>L'Autorità ha poi rilevato che non è stato chiesto al Garante il parere preventivo prescritto per legge.</p>
<p>L'Autorità ha altresì specificato che va ritenuta illecita anche l'eventuale<strong> ulteriore diffusione dei dati dei contribuenti da parte di chiunque li abbia acquisit</strong>i, anche indirettamente, dal sito Internet dell'Agenzia. Tale ulteriore diffusione <strong>può esporre a conseguenze di carattere civile e penale</strong>.</p>
<p>Resta fermo il diritto-dovere dei mezzi di informazione di rendere noti i dati delle posizioni di persone che, per il ruolo svolto, sono o possono essere di sicuro interesse pubblico, purché tali dati vengano estratti secondo le modalità attualmente previste dalla legge.</p>
<p>L'Autorità sottolinea, sin d'ora, che, qualora il Parlamento e il Governo intendessero porre mano ad una revisione della normativa alla luce del mutato scenario tecnologico, si porrà l'esigenza di individuare, sentita l'Autorità, soluzioni che consentano un giusto equilibrio tra forme proporzionate di conoscenza dei dati dei contribuenti e la tutela dei diritti degli interessati.</p>
<p>Il Garante ha stabilito, infine, di contestare all'Agenzia, con separato provvedimento, l'assenza di un'idonea informativa ai contribuenti riguardo alla forma adottata per la diffusione dei loro dati, anche al fine di determinare la relativa sanzione amministrativa.</p>
<p>Per dare la massima conoscibilità al provvedimento e anche per consentire a tutti di avere maggiore consapevolezza che la ulteriore messa in circolazione dei dati è un fatto illecito che può avere anche rilevanza penale, l'Autorità ha disposto la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lo spot del Codacons]]></title>
<link>http://antoniovergara.wordpress.com/?p=2232</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 19:48:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Vergara</dc:creator>
<guid>http://antoniovergara.wordpress.com/?p=2232</guid>
<description><![CDATA[
Credo proprio che il Codacons sia a caccia di facile pubblicità. La più famosa tra le associazion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/normal_codacons01.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2233" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/normal_codacons01.jpg?w=209" alt="" width="209" height="300" /></a></p>
<p><span>Credo proprio che il Codacons sia a <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/codacons/codacons.html" target="_blank">caccia di facile pubblicità</a>. La più famosa tra le associazioni in difesa dei diritti dei consumatori ha impugnato il provvedimento dell’agenzia delle entrate di pubblicare tutte le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti, <a href="http://www.codacons.it/index.html" target="_blank">chiedendo un maxi risarcimento</a> pari a 20 miliardi di euro. Per la precisione: 52 euro cadauno, ossia la cifra minima stabilità dall’autorità garante per la privacy contro i maltorti sui dati sensibili. Il problema è che non è stato ancora accertato che tale pubblicazione sia effettivamente contro legge. L’autorità per la privacy, infatti, ha semplicemente bloccato la diffusione in attesa di indagini. E la procura di Roma ancora non è arrivata ad un giudizio. La richiesta preventiva di un risarcimento, poi, non tiene conto della volontà del contribuente. Come dimostrato dai sondaggi più svariati, il 50% degli italiani giudica positivamente la pubblicazione dei redditi e quindi la cifra risarcitoria dovrebbe essere decurtata di 10 miliardi di euro. </span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dichiarazione dei redditi degli italiani]]></title>
<link>http://tuttopes.wordpress.com/?p=54</link>
<pubDate>Sat, 03 May 2008 09:26:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>rickisl</dc:creator>
<guid>http://tuttopes.wordpress.com/?p=54</guid>
<description><![CDATA[Per tradurre questa pagina in inglese
Sito Inter FC
www.squidoo.com/europei2008
Berlusconi Silvio 28]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&#38;sl=it&#38;u=http://tuttopes.wordpress.com/&#38;prev=/search%3Fq%3Dreditti%2Bdei%2Bcittadini%2B2007%26hl%3Den%26sa%3DG">Per tradurre questa pagina in inglese</a></p>
<p><a href="http://www.squidoo.com/tuttosport">Sito Inter FC</a></p>
<p><a href="http://www.squidoo.com/tuttosport">www.squidoo.com/europei2008</a></p>
<p class="snap_preview"><strong>Berlusconi Silvio</strong> 28.033.122, la figlia <strong>Marina </strong>6.265.497, la comica <strong>Littizzetto Luciana</strong> 1.824.084, il Presidente dell’Internazionale F.C(INTER) <strong>Moratti Massimo</strong> 19.973.080, il Presidente del Torino F.C.  <strong>Cairo Urbano</strong> 1.009.654, la conduttrice RAI <strong>Clerici Antonella</strong> 1.205.604, la <strong>JUVENTUS F.C. S.P.A.</strong> -36.480.230, il pilota di Formula 1 <strong>Fisichella Giancarlo</strong> 3.553.98, il capitano della ROMA <strong>Totti Francesco</strong> 10.085.43, l'attore <strong>Verdone Carlo</strong> 790.818, l'attore <strong>Amendola Claudio</strong> 1.862.286, <strong>l'uomo più ricco di Roma</strong> Giglio Giancarlo 13.556.047, il concorrente dell'ultima edizione del Grande Fratello <strong>Mercandalli Roberto</strong> 2.369, gli ex-tronisti <strong>Vitagliano Costantino</strong> 463.785 e <strong>Interrante Daniele</strong> 67.332, il capitano del MILAN <strong>Maldini Paolo</strong> 9.287.536, mentre l'ex giocatore del MILAN <strong>Shevchenko Andriy</strong> 11.433.968.</p>
<p class="snap_preview">Se volete spiare tutti i redditi dei cittadini delle maggiori città italiane: Roma, Milano, Napoli, Bologna, Pisa, Catania, Palermo, Firenze, Como, ecc e di molti altri paesini: Albano Laziale, Formello, Lodi, Imola, Aci Sant'Antonio, Acireale,Ancona, ecc. basta cliccare su questo link:   <a href="http://www.squidoo.com/tuttosport">www.squidoo.com/thepes6games</a>.</p>
<p> <br />
Vi proponiamo una lista con i politici che guadagnano di più:<br />
<span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><a href="http://www.squidoo.com/tuttosport">La lista</a></span></p>
<p class="snap_preview">Silvio Berlusconi 28.033.122<br />
Francesco Nucara 289.255<br />
Pier Ferdinando Casini 214.787<br />
Gianfranco Fini 200.677<br />
Roberto Maroni 195.701<br />
Lorenzo Cesa 192.453<br />
Antonio Di Pietro 187.716<br />
Fausto Bertinotti 187.650<br />
Massimo D'Alema 174.078<br />
Alfonso Pecoraro Scanio 168.780<br />
Oliviero Diliberto 138.437<br />
Piero Fassino 135.104<br />
Enrico Boselli 134.040<br />
Francesco Rutelli 132.500<br />
Franco Giordano 129.569<br />
Romano Prodi 89.514</p>
<p class="snap_preview">LISTA DI ALTRI VIP </p>
<p style="text-align:justify;">Fortunatamente, il provvedimento stalinista di Vincenzo Visco è stato stoppato. Pizzetti, il Garante della Privacy, ha bloccato la divulgazione di dati sensibili - le dichiarazioni dei redditi dei cittadini comuni, come voi e me -, messi ieri online dall’Agenzia delle Entrate. Meno male! Italia Oggi (l’unico giornale che faccia inchieste in Italia, perché è diretto da Franco Bechis), tuttavia, ieri ha pubblicato i 740 dei Vip: di quelli che contano, insomma. E che sono “personaggi pubblici”. Non perfetti sconosciuti come il sottoscritto. Una sbirciatina, dunque, a questi dati (del 2005): moralmente è lecita (anche perché liberamente disponibili in Internet, sul sito che pubblica la Rassegna Stampa della Camera dei Deputati).</p>
<p>A me interessano i guadagni di alcuni, in particolare:</p>
<p>Natalia Aspesi: 375.862</p>
<p>Antonio Bassolino: 144.757</p>
<p>Roberto Benigni: 3.580.995</p>
<p>Daria Bignardi: 572.760</p>
<p>Claudio Bisio: 2.299.611</p>
<p>Fabio Volo: 577.011</p>
<p>Francesco Saverio Borrelli: 153.353</p>
<p>Azzurra Caltagirone: 320.274</p>
<p>Francesco Gaetano Caltagirone: 1.566.682</p>
<p>Andrea Camilleri: 1.492.453</p>
<p>Gherardo Colombo: 146.756</p>
<p>Maurizio Costanzo: 4.290.152</p>
<p>Umberto Eco: 2.128.419</p>
<p>John Elkann (vice presidente della Fiat, e nipote di Giovanni Agnelli): 1.993.538 (cioè ci sono comunisti che guadagnano più di lui!).</p>
<p>Sabrina Ferilli: 423.829</p>
<p>Giuseppe Grillo (detto Beppe): 4.272.591 (cioè guadagna più del Capo della Fiat!).</p>
<p>Luciana Littizzetto: 1.824.084</p>
<p>Renato Mannheimer: 180.588</p>
<p>Emma Marcegaglia: 238.198 (sic)</p>
<p>Giovanni Moretti (detto Nanni: il regista e attore, artefice dei Girotondini): 71.843 (evidentemente i suoi film e i suoi lavori, riscuoto modesto consenso).</p>
<p>Gabriele Muccino (il fratello maggiore di Silvio): 28.389 (sic)</p>
<p>Silvio Muccino: 269.290</p>
<p>Antonio Padellaro (direttore de l’Unità): 211.793</p>
<p>Michele Santoro: 118.752 (mah! Avrei qualche dubbio).</p>
<p>Eugenio Scalfari: 418.585</p>
<p>Marco Travaglio: 282.280</p>
<p>Vincenzo Visco: 130.394 (così poco? Non è possibile: gatta ci cova!).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il testamento politico (fiscale) di Visco]]></title>
<link>http://socialeanimale.wordpress.com/?p=104</link>
<pubDate>Thu, 01 May 2008 12:56:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>umanesimo</dc:creator>
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<description><![CDATA[La decisione del viceministro Visco di pubblicare in rete  le dichiarazioni dei redditi per il 2005 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float:right;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f1/Vincenzo_Visco.jpg" alt="" width="170" height="175" />La decisione del viceministro Visco di pubblicare in rete  le dichiarazioni dei redditi per il 2005 di tutti gli italiani è una sorta di testamento politico di  questo governo. Di fronte all'alt del garante della<a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp" target="_blank"> privacy</a> che sottolineava come il metodo di diffusione fosse in contrasto conil quadro normativo della materia il viceministro dell'economia si è giustificato dicendo di aver applicato la legge. Sono certo che Visco sia in perfetta buona fede ma è proprio questo il problema: è da questo tipo di approccio che si capisce perché il governo Prodi passerà alla storia come uno dei più impopolari della storia italiana.  Negli <a href="http://www.corriere.it/economia/08_aprile_30/fisco_online_estero_7b0b2a3a-16e3-11dd-8b67-00144f02aabc.shtml" target="_blank">altri paesi</a> questo tipo di informazioni o non sono pubbliche come in Germania, o sono consultabili solo su liberatoria oppure sono resi noti solo i dati degli evasori: diffondere in maniera così capillare dati che dalla maggioranza delle persone vengono considerati delicati testimonia dell'incapacità di intuire che la questione ancor prima che sul piano legale va affrontata su quella del rapporto che lo Stato vuole creare con il cittadino . Ovverosia scegliere se mostrare la faccia inquisitoria e moralista del potere pubblico che vuole stanare il reietto evasore per metterlo alla pubblica gogna oppure sviluppare un clima di fiducia e collaborazione che parte dal presupposto sacrosanto che le tasse si devono pagare perchè con esse il cittadino gode dei  necessari servizi di pubblica utilità .  E a questo punto bisognerebbe domandarsi se il cittadino goda veramente di servizi in misura adeguata al carico fiscale sopportato. E ancora chiedersi perché il governo non abbia utilizzato le maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione, per ridurre come promesso le tasse a chi già le pagava  profumatamente invece di dilapidarne una parte nella redistribuzione di presunti tesoretti. E infine perché per rimettere in sesto i conti pubblici non abbia utilizzato a fianco della leva fiscale una politica di riduzione della spesa pubblica a partire dai mille sprechi e inefficienze che caratterizzano la pubblica amministrazione. Il dubbio legittimo è che  non si volesse troppo scontentare quella parte di elettorato del pubblico impiego tradizionalmente legata al centrosinistra a danno invece del popolo delle partite IVA meno prossimale politicamente. Se Visco and company invece che crogiolarsi nelle loro certezze legalistiche si fossero posti per tempo questi e altri interrogativi forse qualche voto in più lo avrebbero preso....</p>
<p><a href="http://www.wikio.it/vote?url=http://socialeanimale.wordpress.com/2008/05/01/il-testamento-politico-fiscale-di-visco/" target="_tab"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio5.gif" border="0" alt="" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Redditi on line]]></title>
<link>http://antoniovergara.wordpress.com/?p=2228</link>
<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 22:36:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Vergara</dc:creator>
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<description><![CDATA[
La pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi (anno 2005) sul sito dell’Agenzia delle Entrate ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/20080430_agenzia-entrate23.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2229" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/20080430_agenzia-entrate23.jpg?w=300" alt="" width="300" height="241" /></a></p>
<p><span>La pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi (anno 2005) sul <a href="http://www.corriere.it/economia/08_aprile_30/fisco_redditi_internet_916ff390-1694-11dd-8b67-00144f02aabc.shtml" target="_blank">sito dell’Agenzia delle Entrate</a> non mi pare una cosa particolarmente scandalosa, anche se fatico a ravvederne l’utilità. Appena si è diffusa la notizia che si potevano “spiare” i fatti degli altri, il sito è stato preso d’assalto e reso inaccessibile per eccesso di contatti. Poi poco dopo è giunta la decisione di Pizzetti, il garante per la privacy, di bloccare la pubblicazione. Come sempre il Garante mette la sua pezza ogni volta che si pubblica (o si tenta) qualcosa di discutibile. Non sarà come sostiene Visco, che medesima pratica avviene anche in altre nazioni, ma è pur vero che la legge non vieta tale pubblicazione (detto da Oscar Giannino). Le infuocate polemiche sulla vicenda sono il naturale corollario in una nazione con alto tasso di evasione fiscale. O meglio: quando si è trattato di pubblicare la lista dei correntisti in Liechtenstein tutti eran d’accordo, ma non sulla loro. Peraltro, il Garante della privacy dimentica troppe cose: la privacy andrebbe tutelata anche nel caso delle proprietà immobiliari: da poco tempo, infatti, è attivo il catasto on line che consente di sapere tutto di tutti; anche dal Pra (pubblico registro automobilistico) si può accedere facilmente ad una serie di dati strettamente personali. L’elemento veramente positivo, invece, è stata la furibonda lite tra Grillo e i suoi adepti, scontenti per il post pubblicato dal comico genovese contro la decisione di rendere pubblici anche i suoi guadagni. Grillo, come tanti altri che ho ascoltato e letto, commette un errore di ingenuità: pensare che la malavita abbia bisogno di andare su un sito web per conoscere la ricchezza di una persona equivale a credere all’asino che vola. Il pizzo, le rapine e i rapimenti esistono da cinquant'anni, prima ancora che Visco decidesse di aprire il database del fisco. Insomma, con la scusa della privacy e della malavita non potremo curiosare tra le dichiarazioni dei redditi, non potremo più vedere - come racconta chi è riuscito ad accedere al sito - che il titolare di una concessionaria dichiara la favolosa cifra di mille euro.</span></p>
<p><span><em>Post scriptum: La decisione del Garante non bloccherà la diffusione dei dati infatti <a href="http://www.alongo.it/?p=649" target="_blank">girano in rete i file scaricati. </a></em></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Morta in tv, l'ultima offesa a Meredith]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=869</link>
<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 21:40:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
<guid>http://wildgreta.wordpress.com/?p=869</guid>
<description><![CDATA[2/4/2008 (7:29) - BUFERA SULL&#8217;EMITTENTE PUGLIESE TELENORBA: IL VIDEO GIRATO DALLA POLIZIA IL G]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="corpoarticolo"><span class="boxocchiello2">2/4/2008 (7:29) </span><span class="boxocchiello2">- BUFERA SULL'EMITTENTE PUGLIESE TELENORBA: IL VIDEO GIRATO DALLA POLIZIA IL GIORNO DEL RITROVAMENTO</span></p>
<div style="font-size:36px;padding-bottom:12px;" class="titologir"></div>
<table align="right" width="300" cellPadding="0" cellSpacing="0" id="imgesterna">
<tr>
<td style="padding-left:8px;"></td>
</tr>
<tr>
<td style="padding-left:8px;" class="didascalia">La studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa il 2 novembre scorso</td>
</tr>
</table>
<table width="300" cellPadding="0" cellSpacing="0" style="padding-right:12px;" id="strumenti">
<tr>
<td height="2" colSpan="2">
<div style="width:100%;background-color:#ececec;"><img border="0" src="http://wildgreta.wordpress.com/common/images/pixel.gif" height="2" /></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td height="35"><a href="http://wildgreta.wordpress.com/wp-admin/#" title="stampa"></a><a href="http://wildgreta.wordpress.com/wp-admin/#"></a><a href="http://wildgreta.wordpress.com/_web/_servizi/piuvisti/default.asp"></a></td>
<td align="right"><!--  //OAS_RICH('SpotLight_01');  //--></td>
</tr>
</table>
<div style="padding-bottom:12px;padding-top:12px;" class="catenaccio">Indaga il garante della privacy<br />
La sorella: «Siamo sconvolti»</div>
<div class="sezione">GUIDO RUOTOLO</div>
<div class="articologirata">ROMA<br />
La telecamera inquadra i particolari, il sangue, il reggiseno strappato, il piede che sbuca dal piumone. E poi il corpo senza vita della povera Meredith. Senza risparmiare particolari raccapriccianti, il collo squarciato dalla lama, il seno e il sedere della studentessa inglese. Non è un film, è il video, a garanzia anche delle parti del processo, del sopralluogo della Scientifica del 2 novembre scorso in via della Pergola 7, Perugia. L’altra sera, Telenorba, televisione privata pugliese, l’ha mandato in onda. Il diritto-dovere di cronaca non c’entra nulla. E’ materia troppo incandescente perché, per dirla con l’indignato Garante della Privacy, in gioco è «la dignità della persona, ancorché defunta». E invece quel video, come le immagini dell’altro sopralluogo di metà dicembre, è stato mandato in onda alla vigilia della decisione della Cassazione, per dimostrare - secondo il direttore del Tg Norba, Enzo Magistà - le «leggerezze investigative».Il Garante per la Privacy indagherà, come l’Ordine dei giornalisti pugliesi, per verificare le violazioni deontologiche degli autori del programma. Il guaio però è stato fatto. Sconvolti i familiari di Meredith, avvisati dal loro avvocato: «Ho informato la sorella di Meredith, Stephanie Kercher e la stessa è rimasta sconcertata e turbata. Al momento non sono in grado di specificare circa la volontà della famiglia Kercher di contestare nelle sedi giudiziarie più opportune la spregevole iniziativa giornalistica della quale lo stesso direttore Magistà dovrà assumersi le eventuali responsabilità».</p>
<p>Alla trasmissione da dimenticare, ha partecipato anche uno dei legali di Raffaele Sollecito, Tiziano Tedeschi. La tesi del programma - come più volte sostenuto dai legali di Sollecito - è che la Polizia Scientifica ha sbagliato nel non «repertare» il lembo stracciato del reggiseno di Meedith sul quale, solo successivamente al secondo sopralluogo di dicembre, sono state trovate tracce di dna di Sollecito. Evidentemente non conoscendo gli atti (pubblici) dell’inchiesta del pm perugino, Giuliano Mignini, né tantomeno l’oggetto della valutazione della Cassazione: il ritrovamento del dna di Sollecito sul reggiseno non rappresenta la prova regina per la sua incriminazione. I giudici del Palazzaccio, infatti, si dovevano pronunciare sulle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti dei tre indagati, Amanda, Raffaele e Rudy, e confermate dal Tribunale del Riesame, ben prima del reggiseno con il dna di Sollecito.</p></div>
<div class="articologirata">La Stampa 2 aprile 2008</div>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Stop alle telefonate"]]></title>
<link>http://blogaprogetto.wordpress.com/2007/06/15/stop_alle_telefonate/</link>
<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 13:37:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
<guid>http://blogaprogetto.wordpress.com/2007/06/15/stop_alle_telefonate/</guid>
<description><![CDATA[Il Garante della privacy, con 5 provvedimenti, ha prescritto &#8220;una serie di misure affinché ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il <a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/garante-call-center/garante-call-center/garante-call-center.html" target="_blank">Garante della privacy, con 5 provvedimenti</a>, ha prescritto <em>"una serie di misure affinché vengano rispettati la riservatezza e gli altri diritti degli utenti."</em></p>
<p align="justify">Quindi non è che verranno subito fermate le telefonate anche perché, detto in questo modo <em>(credetemi)</em>, non sarebbe più possibile nemmeno offrire il cosiddetto <font color="#99cc00">servizio clienti</font> <em>(quando per esempio avete un problema col cellulare e chiamate voi)</em>. Ricordo che in Tim <em>(dove lavoravo)</em>, la prima cosa che dovevamo dire al cliente dopo il saluto iniziale era che <em>"i dati personali forniti durante la chiamata sono soggetti al DL 196/03"</em>; anche chi fa inbound, cioé chi riceve le chiamate appunto, è costretto a chiedere il nome e il numero a chi telefonava; se infatti non era il proprietario o chi parlava non conosceva l'intestatario o i dati stessi, per questione di privacy <em>(poteva essere uno sconosciuto che si spacciava per il proprietario infatti)</em>...doveva mettere giu e far chiamare il proprietario stesso.</p>
<p align="justify">Detto questo, <font color="#99cc00">gestori e call center dovranno</font>:</p>
<p align="justify"><strong>- </strong>interrompere l'uso indebito di numeri telefonici raccolti ed utilizzati a scopi commerciali senza il previsto consenso da parte degli interessati;<br />
<strong>- </strong>regolarizzare le banche dati informando gli utenti e ottenendo da essi lo specifico consenso all'utilizzo dei dati per scopi pubblicitari;<br />
<strong>- </strong>informare con la massima trasparenza gli utenti anche al momento del contatto sulla provenienza dei dati e sul loro uso;<br />
<strong>-</strong> registrare la volontà degli utenti di non essere più disturbati;<br />
<strong>-</strong> interrompere l'utilizzo illecito di dati per attivare servizi non richiesti <em>(segreterie, linee internet veloci)</em>; effettuare controlli sui responsabili dei trattamenti svolti presso i diversi call center.</p>
<p align="justify">Esatto. <font color="#99cc00">In genere</font> l'operatore richiede anche al cliente se in futuro desidera essere contattato o informato su nuove promozioni, tramite chiamata o sms; se dite sì ogni tanto vi arriverà qualche sms gratuito informativo o una chiamata promozionale. Se dite no non vi arriverà un bel niente, ma poi non lamentatevi dicendo che tim/vodafone/wind <em>"non mi regalano mai un miliardo di euro di chiamate o un milione di messaggi gratuiti"</em>. Ovvio, non possono contattarvi. Comunque sia, il consenso scade ogni 3 o 6 mesi di solito, quindi è possibile che ogni tot.vi richiami lo stesso qualcuno per richiedervelo, così come non ve lo chiederanno se vi contatteranno due volte entro 3 o 6 mesi.</p>
<p align="justify">...Vi chiedete perché vi contattano praticamente tutti i giorni? Forse dovete stare più attenti <em>(per esempio)</em> quando vi iscrivete, usando cartoline presenti nelle riviste, a qualche concorso, inserendo il vostro numero di casa o di cellulare e autorizzando il trattamento dei dati. Stessa cosa quando vi registrate via Internet ad un provider per crearvi una casella email, ecc... <font color="#99cc00">Nessuno</font> legge le informative, ci limitiamo a flaggare il tutto per fare in fretta. Nel 99% dei casi, acconsentire al trattamento dei dati, significa anche essere soggetti a ricevere offerte commerciali.</p>
<p align="justify">Questo per dirvi che <font color="#99cc00">se un giorno avete le palle girate e vi suona il telefono</font>, non prendetevela con l'operatore. C'è già in abbondanza chi si prende gioco dei lavoratori di call center.</p>
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]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Spamming giuridico]]></title>
<link>http://blogaprogetto.wordpress.com/2007/05/09/spamming-giuridico/</link>
<pubDate>Wed, 09 May 2007 10:24:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
<guid>http://blogaprogetto.wordpress.com/2007/05/09/spamming-giuridico/</guid>
<description><![CDATA[Si apre un altro caso spinoso riguardante il p2p: sono circa partite 4000 raccomandate che dovrebber]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Si apre un altro caso spinoso riguardante il p2p:<a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1979488&#38;r=PI" target="_blank"> sono circa partite 4000 raccomandate</a> che dovrebbero raggiungere <a href="http://www.emulesecurity.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1257&#38;whichpage=2" target="_blank">altrettanti utenti italiani </a>che secondo alcuni discografici avrebbero violato le norme sul diritto d'autore. <a href="http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=185269" target="_blank">In questa lettera,</a> spedita da uno studio legale realmente esistente <em>(<a href="http://www.antipirateria.it/Ital/Chi%20siamo.html" target="_blank">Mahlknecht &#38; Rottensteiner</a> che lavora per l'etichetta tedesca Peppermint),</em> viene chiesto di cancellare il file stesso, di pagare <strong>330 euro di multa</strong> per evitare incombenze penali e soprattutto...di non rifarlo mai più cattivelli... Sì perché è proprio questa la cosa strana, il modo ed il tono con cui è stata scritta questa lettera.</p>
<p>Leggendo sui vari forum, si dibatte su mille questioni e su altrettanti punti di vista, sul rivolgersi ad associazioni di consumatori, sul chiedere assistenza a legali prima di pagare e così via. Una delle cose che mi da da pensare è che chiunque a questo punto può richiedere un indirizzo ip, scavalcando la privacy di qualsiasi persona, e spedirti a casa una lettera. Forse l'obiettivo è creare un precedente, puntando sulla paura dell'utente di incorrere nel penale.</p>
<p>Vorrei far notare però come la cosa sia molto strana, da dimostrare: chi dice che ho scaricato io il file? E se a causa di un virus, malware, hacker, ecc...qualcuno scaricava dal mio pc? E se l'ho condiviso ma nessuno l'ha scaricato? E se il download era corrotto? E se avevo una canzone di cristina d'avena e l'ho rinominata col nome di uno degli artisti incriminati per fare uno scherzo? E se non ho più niente sull'hard disk o addirittura non ho più il computer da cui avrei scaricato? Ecc... Insomma, <a href="http://www.p2pforum.it/forum/showpost.php?p=1509177&#38;postcount=318" target="_blank">nella lettera non è indicato né documentato approfonditamente un bel niente</a>, quindi inviterei per ora a mantenere la calma, cosa che la Peppermint non vuole <em>(credo)</em> per incassare velocemente un po' di soldi, senza che nessuno si informi o prenda contromosse.</p>
<p>Sempre spulciando sui forum, gli artisti della casa discografica per cui hanno monitorato <em>(legalmente o illegalmente?)</em> migliaia di utenti, sarebbero questi: <strong>Carl Keaton Jr.    ; Colin Rich    ; Emma Lanford    ; James Kakande; Mousse T.; Omar; Roachford; SO PHAT!;    VD3 Beatz    ;    Warren G. </strong>Già si legge riguardo a boicottamenti o passaparola per non comprare più prodotti di quella casa discografica o degli artisti stessi (una pubblicità molto cattiva insomma).</p>
<p>Non oso poi immaginare il destino della Peppermint se perdesse tutte le cause. Per ora insomma siamo nella fase uno, <strong>il caos</strong>, forse quella a cui puntavano proprio i discografici.</p>
<p><strong>P.S.= </strong><a href="http://www.4news.it/view_article.asp?site=2Tech&#38;art_id=358" target="_blank">il senatore Cortiana ha scritto al garante della privacy</a></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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