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	<title>flavio-soriga &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/flavio-soriga/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "flavio-soriga"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 02:50:54 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[La spiaggia di Santa Maria di Uta e altri luoghi ameni dell'Isola di Sardegna]]></title>
<link>http://sardarch.wordpress.com/?p=9</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 12:08:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>sardarch</dc:creator>
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<description><![CDATA[Può sembrare fuori luogo inserire questo post come primo post sul Festarch 2008 che si è appena co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Può sembrare fuori luogo inserire questo post come primo post sul Festarch 2008 che si è appena concluso alla Manifattura Tabacchi di Cagliari. Non parla dell'intervento di nessun grande architetto, nè di nessuna grande personalità politica che parli del futuro turistico (e non) della Sardegna. Ma è una riflessione tagliente del grande scrittore creativo utese romano <a href="http://www.nuraio.it/">Flavio Soriga</a>, che non da nessuna risposta o soluzione, ma apre domande e spunti di riflessione sul turismo e l'architettura. E per di più è un intervento divertentissimo.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra i tanti spunti mi colpisce (e sottoscrivo) la riflessione sulla crescita delle nostre aree metropolitane e i criteri che guidano questa febbre del mattone, sulle speculazioni lungo la costa che attanagliano spazi naturali incredibili, e sul senso del turismo, delle immagini da cartolina e delle vacanze oggi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://www.festarch.it/video/main.php?currentflvfile=30-s5-1500">Guarda l'intervento di Flavio Soriga al Festarch 2008</a></strong><a href="http://www.festarch.it/video/main.php?currentflvfile=30-s5-1500"></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La cinquantunesima puntata]]></title>
<link>http://onrepeat.wordpress.com/?p=406</link>
<pubDate>Sat, 24 May 2008 22:46:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>onrepeat</dc:creator>
<guid>http://onrepeat.wordpress.com/?p=406</guid>
<description><![CDATA[
Puntata in cui si è parlato di: finire nella top ten dei libri più venduti, di Nick Cave, di inte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a title="Flavio Soriga ospite di On Repeat di onrepeatallaradio, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/8010367@N06/2531008217/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3004/2531008217_16ba9e4b8a.jpg" alt="Flavio Soriga ospite di On Repeat" width="500" height="344" /></a><span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;">Puntata in cui si è parlato di: finire nella top ten dei libri più venduti, di Nick Cave, di interrompere una canzone di Nick Cave, di libri troppo lunghi, di Sardinia Blues, di Bellas Mariposas di Sergio Atzeni, di Bassotuba non c’è e di Gianni Vattimo, di Paolo Nori, di influenze letterarie e di come ci si influenza leggendosi, di Bukowski, di vivere di scrittura, di poeti che non sono sfigati, di Baustelle e del Tenente Colombo, di successo e di quanto può essere disastroso il successo, di Nirvana, di musicisti morti male, di Seneghe capitale del Senegal e di scuola elementare di scrittura emiliana all’estero cioè in Sardegna, di John Lennon, di “voi scrittori giovani”, di Afterhours e di Afterhours dentro Sardinia Blues, di grandi amori con ballerine, di musica che salva la vita, di scorribande tra Torre del Pozzo e Sassari, di libri che poi devono diventare per forza film, di Apocalypse Show (“il più grande flop di Rai Uno da quando esiste l’auditel”), di Diego Cugia, di Funari, di romanzi che raccontano la televisione, di televisione, di Panta, di Pulp Fiction ambientato a Olbia, di Kill Bill, di scrittori su MySpace, di marketing letterario, di Nuraghi colorati, di Talassemia, di “ammore”, di Vinicio Capossela, di Grazia Deledda “matrona malefica”, di scherzare su Grazia Deledda senza essere accusati di lesa sardità, di attaccamento a ciò che è assodato da secoli, di Settembre dei Poeti, di Seneghe, di Unghie nere di Cireddu, dei Golfclvb, di rapporto tra scrittura e musica, di Seneghe vs On Repeat, di Dr Martens, di cosa vuol dire identità, di “favorire l’immigrazione”, di <a href="http://nocturama.wordpress.com/2008/05/02/giovanni-maria-bellu-luomo-che-volle-essere-peron/">“L’uomo che volle essere Peron” di Bellu</a>. C’era ospite <a href="http://nocturama.wordpress.com/2008/01/05/intervista-a-flavio-soriga/">Flavio Soriga</a>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;">Nick</span><span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;"> Cave</span><span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;"> &#38; the Bad Seeds, We Call Upon the Author<br />
<span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;">Baustelle, Colombo<br />
<span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;">Nirvana, Polly<br />
<span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;">Afterhours, Ballata per la mia piccola iena<br />
<span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;">Nancy Sinatra, My Baby Shot Me Down<br />
<span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;">Vinicio Capossela, Brucia troia<br />
<span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;">Golfclvb, Secret Place<br />
<span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;">Isobel Campbell &#38; Mark Lanegan, The Raven<br />
<span style="font-size:8.5pt;font-family:Verdana;">LCD Soundsystem, Big Ideas</span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Se ti trovi Niffoi in libreria. Riflessioni marginali e contaminate.]]></title>
<link>http://animalcafe.wordpress.com/?p=29</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 00:20:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>animalcafe</dc:creator>
<guid>http://animalcafe.wordpress.com/?p=29</guid>
<description><![CDATA[
Arrivo con qualche minuto di ritardo. In realtà, quando mi sono preparato per uscire pensavo di fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img src="http://www.bol.it/bol/se-new/libri/dossier/dos_002291/012001002784/niffoi.jpg" alt="" width="216" height="270" /></p>
<p style="text-align:justify;">Arrivo con qualche minuto di ritardo. In realtà, quando mi sono preparato per uscire pensavo di farlo per andare ad ascoltare <strong>Vinicio Capossella</strong>. Questo perché leggo i messaggi troppo in fretta (a volte nemmeno li leggo) e dunque ho confuso l’appuntamento delle 18.30 con quello delle 21.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi fa dunque un certo effetto appena arrivo trovare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Niffoi" target="_blank"><strong>Salvatore Niffoi</strong> </a>che presenta il suo nuovo romanzo <strong>Collodoro</strong>. La sala che ospiterà la logorrea dell’ormai arcinoto scrittore di voga sardo è abbastanza gremita. Tanto gremita e calda, che di lì a poco una signora in prima fila viene giù per un malore.<br />
<em></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>“Vedi l’effetto che fa Niffoi”</em> mi sussura all’orecchio un mio amico maligno.<br />
Mi sarebbe piaciuto davvero che fosse solo una battuta.<br />
Invece è vero che Niffoi fa davvero un effetto da capogiro.<br />
Ma non nel senso di un innamoramento.
</p>
<p style="text-align:justify;">Nel giro di pochi istanti, mentre le signora di una certa età giaceva ancora al suolo, il nostro <strong>scrittore di voga</strong> sardissimo (anzi <strong>barbaricinissimo</strong>) inanella una serie di quelle che il mio amico più caustico non esiterebbe a definire <em>“bordate contro la crocerossa”.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em></em>Ne dice tante, grosse, tutte di fila, e io - abbiate pazienza - me le ricordo così un pò confusa-mente, alla rinfusa, rintro-nato.<br />
Che la Costa Smeralda è un posto fatto per le <em>“Veline che non sanno dove finire di fare le puttane”.</em><br />
Che l’Unione Sarda va avanti <em>“a massoneria e cemento armato”.</em><br />
Che chi è stato a Forte Village non è stato in Sardegna.<br />
Che i barbaricini sono abituati da millenni a riciclare tutto, a non sprecare nulla.<br />
Che la Sardegna è stata dominata per Cinquecento anni dagli “Spagnoli”.<br />
Che la Sardegna ai <em>“Piemontesi non gliela diamo più”.</em>
</p>
<p style="text-align:justify;">Peggio del previsto, sentenziava il mio amico vicino a me con un sorriso a forma di <strong>leppa</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Peggio, perchè la sua logorrea non perde nemmeno un soffio della leziosità della sua scrittura, nemmeno un grammo in meno di tutta quella sua enfasi immaginifica. E nemmeno le sue metafore più ridanciane riescono a celare la sua terribile incapacità di non prendersi sul serio.</p>
<p style="text-align:justify;">Anzi, è quasi mistica la sua convinzione di dovere improrogabilmente assolvere alla funzione di <strong>vate </strong>della sardità, di coltivatore diretto delle radici, di difensore civico-civile delle moralità dominanti (in Sardegna).</p>
<p style="text-align:justify;">E’ quasi dannunziana la sua foga retorica e, tra le sue mani, la Sardegna sembra divenire una novella <strong>Fiume</strong>, la quale, com’è noto, non chiese mai a D’Annunzio di essere salvata.</p>
<p style="text-align:justify;">Se la prende con tutto e tutti, anche con l’Italiano (<em>“io non do il culo all’Italiano”</em>) che è troppo contaminato, troppo zeppo di parole estranee, straniere (lui stesso però usa una paio di volte il termine “<em>imprinting</em>“)</p>
<p style="text-align:justify;">Io una volta per il mio dottorato, ho seguito un bellissimo seminario di <a href="http://www.festivaletteratura.it/2003/schedaautore2003.php?autid=886" target="_blank"><strong>Filippo La Porta</strong></a>, il quale ci parlava in un caldo pomeriggio di questa Roma delle meraviglie e dei furori.<br />
Parlando del <strong>Verano</strong>, lo definì un luogo di congedi: un’immagine bellissima per raccontare un tratto sfuggente di questa città nel quale si intrecciano, quasi timidamente, una stazione ferroviaria e un cimitero.
</p>
<p style="text-align:justify;">Parlando della lingua, disse del valore del suo essere sporca, frammischiata, bastarda, negletta, bistrattata, bassifondata: quella è una lingua viva, una lingua che raccoglie il contributo di tutti, anche degli ultimi, dei periferici, dei dimenticati alla civiltà di e dei popoli, civiltà di cui la lingua è il monumento aereo più identificante e duraturo.</p>
<p style="text-align:justify;">Davanti a questo insegnamento - che mi porto dietro sempre - i discorsi di Niffoi che affiancano le categorie di “giusto” e “sbagliato” alla lingua mi sono sembrate di una rozzezza intellettuale molto rara, e di un meccanicismo ideologico tipico dei regimi autoritari e paternalistici.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma Niffoi è un carro-armato lanciato contro tutto e tutti. La sua provocazione va avanti e non risparmia nessuno.</p>
<p style="text-align:justify;">La punta polemica diventa se possibile più acuminata quando si rivolge contro la <em>nouvelle vogue</em> sarda.<br />
Niffoi, c’era da aspettarselo, dice di esserne stato il “cattivo maestro”: non basta - dice - mettersi un orecchino e davanti al computer per potersi dire scrittori, per potere parlare della Sardegna.
</p>
<p style="text-align:justify;">Ogni riferimento a <strong><a href="http://www.nuraio.it/" target="_blank">Flavio Soriga</a></strong> non è assolutamente casuale.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure, signori lettori e dolcissime signorine, io la Sardegna di Flavio Soriga (quella raccontata nel suo Sardinia Blues - che titolo infelice, però) la conosco. La conosco perchè l’ho vissuta, è mia. Mi sento un pezzo pulsante e calciante di quella Sardegna contaminata, sporca, che mette il velluto e però suona canzoni di rock’n'roll.<br />
Mi sento parte di quella Sardegna dei Campidani e delle città che è Sardegna almeno quanto la tanto decantata Barbagia da Niffoi.<br />
Chi non è sardo non può capire (fino in fondo) quello che voglio dire.</p>
<p style="text-align:justify;">E cioè che Niffoi è un pacco gigantesco.<br />
Perchè la Sardegna che lui racconta non esiste. E’ un mito, come la Padania, come la Vittoria Mutilata che ha dato aria alle bocche del fascimo in Italia.
</p>
<p style="text-align:justify;">La sua retorica sull’<strong>identità </strong>è una roba talmente vecchia da sembrare nuova. E dietro l’esaltazione identitaria e nazionalista di Niffoi, dietro il suo rifiuto della Sardegna raccontata da Soriga, c’è il rifiuto e la negazione dell’altra Sardegna, di quella Sardegna nata e fatta di un sapere <strong>contadino </strong>che si è armonizzato o distinto al/dal “moderno” secondo dinamiche differenti e complementari a quelle barbaricine.</p>
<p style="text-align:justify;">Quella Sardegna che è anche mondo <strong>urbano</strong>, vivo, aperto, corrotto, umano, sporco, che si manifesta nelle splendide archittetture volanti di Cagliari, o dentro il liquido svenimento che regala la fiera antichità di Oristano.</p>
<p style="text-align:justify;">Dietro il rifuto di questa Sardegna, che conta tanto ma con meno arroganza e boriosità di certa barbaricina, si nasconde l’antico e stupido pregiudizio che una parte dei sardi ha coltivato verso la stragrande maggioranza degli altri: contro tutti coloro che non vivono in Barbagia.<br />
Un pregiudizio che, come tutti, nasce dalla debolezza, dal non confronto, dall’adesione acritica a dei miti ideologici costruiti ad arte.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando Niffoi va alle <em>Invasioni barbariche</em> e dice che la vera Sardegna è la Barbagia, ripete sostanzialmente quel “gli altri sardi non contano” che scrisse ne <em>“Il giorno del giudizio”</em> <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Satta" target="_blank">Salvatore Satta.</a></strong><br />
Ma questo non diminuisce il tasso di infamia di quella affermazione. Nemmeno di un pò.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi rimane un cruccio: che non ho fatto le domande che avrei voluto allo scrittore in super-voga sardissimo.<br />
Ma come diavolo facevo a dire tutte queste cose? E sarei stato comunque male a non potergliele dire tutte.
</p>
<p style="text-align:justify;">******</p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#999999;">scritto ascoltando “burden in my hand” di Soundgarden (pezzo notoriamente identitario).</span></em></p>
<p style="text-align:justify;">******</p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[Libri] Se ti trovi Niffoi in libreria. Riflessioni marginali e contaminate.]]></title>
<link>http://subarralliccu.wordpress.com/?p=475</link>
<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 15:10:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>JeMp</dc:creator>
<guid>http://subarralliccu.wordpress.com/?p=475</guid>
<description><![CDATA[22 aprile 2008 Libreria Feltrinelli Piazza Colonna Roma.


Arrivo con qualche minuto di ritardo. In ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><em>22 aprile 2008 Libreria Feltrinelli Piazza Colonna Roma.</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><a href="http://subarralliccu.files.wordpress.com/2008/04/roma-123.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-476" src="http://subarralliccu.wordpress.com/files/2008/04/roma-123.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Arrivo con qualche minuto di ritardo. In realtà, quando mi sono preparato per uscire pensavo di farlo per andare ad ascoltare <strong>Vinicio Capossella</strong>. Questo perché leggo i messaggi troppo in fretta (a volte nemmeno li leggo) e dunque ho confuso l'appuntamento delle 18.30 con quello delle 21.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi fa dunque un certo effetto appena arrivo trovare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Niffoi" target="_blank"><strong>Salvatore Niffoi</strong> </a>che presenta il suo nuovo romanzo <strong>Collodoro</strong>. La sala che ospiterà la logorrea dell'ormai arcinoto scrittore di voga sardo è abbastanza gremita. Tanto gremita e calda, che di lì a poco una signora in prima fila viene giù per un malore.<br />
<em></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>"Vedi l'effetto che fa Niffoi"</em> mi sussura all'orecchio un mio amico maligno.<br />
Mi sarebbe piaciuto davvero che fosse solo una battuta.<br />
Invece è vero che Niffoi fa davvero un effetto da capogiro.<br />
Ma non nel senso di un innamoramento.
</p>
<p style="text-align:justify;">Nel giro di pochi istanti, mentre le signora di una certa età giaceva ancora al suolo, il nostro <strong>scrittore di voga</strong> sardissimo (anzi <strong>barbaricinissimo</strong>) inanella una serie di quelle che il mio amico più caustico non esiterebbe a definire <em>"bordate contro la crocerossa".</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em></em>Ne dice tante, grosse, tutte di fila, e io - abbiate pazienza - me le ricordo così un pò confusa-mente, alla rinfusa, rintro-nato.<br />
Che la Costa Smeralda è un posto fatto per le <em>"Veline che non sanno dove finire di fare le puttane".</em><br />
Che l'Unione Sarda va avanti <em>"a massoneria e cemento armato".</em><br />
Che chi è stato a Forte Village non è stato in Sardegna.<br />
Che i barbaricini sono abituati da millenni a riciclare tutto, a non sprecare nulla.<br />
Che la Sardegna è stata dominata per Cinquecento anni dagli "Spagnoli".<br />
Che la Sardegna ai <em>"Piemontesi non gliela diamo più".</em>
</p>
<p style="text-align:justify;">Peggio del previsto, sentenziava il mio amico vicino a me con un sorriso a forma di <strong>leppa</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Peggio, perchè la sua logorrea non perde nemmeno un soffio della leziosità della sua scrittura, nemmeno un grammo in meno di tutta quella sua enfasi immaginifica. E nemmeno le sue metafore più ridanciane riescono a celare la  sua terribile incapacità di non prendersi sul serio.</p>
<p style="text-align:justify;">Anzi, è quasi mistica la sua convinzione di dovere improrogabilmente assolvere alla funzione di <strong>vate </strong>della sardità, di coltivatore diretto delle radici, di difensore civico-civile delle moralità dominanti (in Sardegna).</p>
<p style="text-align:justify;">E' quasi dannunziana la sua foga retorica e, tra le sue mani, la Sardegna sembra divenire una novella <strong>Fiume</strong>, la quale, com'è noto, non chiese mai a D'Annunzio di essere salvata.</p>
<p style="text-align:justify;">Se la prende con tutto e tutti, anche con l'Italiano (<em>"io non do il culo all'Italiano"</em>) che è troppo contaminato, troppo zeppo di parole estranee, straniere (lui stesso però usa una paio di volte il termine "<em>imprinting</em>")</p>
<p style="text-align:justify;">Io una volta per il mio dottorato, ho seguito un bellissimo seminario di <a href="http://www.festivaletteratura.it/2003/schedaautore2003.php?autid=886" target="_blank"><strong>Filippo La Porta</strong></a>, il quale ci parlava in un caldo pomeriggio di questa Roma delle meraviglie e dei furori.<br />
Parlando del <strong>Verano</strong>, lo definì un luogo di congedi: un'immagine bellissima per raccontare un tratto sfuggente di questa città nel quale si intrecciano, quasi timidamente, una stazione ferroviaria e un cimitero.
</p>
<p style="text-align:justify;">Parlando della lingua, disse del valore del suo essere sporca, frammischiata, bastarda, negletta, bistrattata, bassifondata: quella è una lingua viva, una lingua che raccoglie il contributo di tutti, anche degli ultimi, dei periferici, dei dimenticati alla civiltà di e dei popoli, civiltà di cui la lingua è il monumento aereo più identificante e duraturo.</p>
<p style="text-align:justify;">Davanti a questo insegnamento - che mi porto dietro sempre - i discorsi di Niffoi che affiancano le categorie di "giusto" e "sbagliato" alla lingua mi sono sembrate di una rozzezza intellettuale molto rara, e di un meccanicismo ideologico tipico dei regimi autoritari e paternalistici.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma Niffoi è un carro-armato lanciato contro tutto e tutti. La sua provocazione va avanti e non risparmia nessuno.</p>
<p style="text-align:justify;">La punta polemica diventa se possibile più acuminata quando si rivolge contro la <em>nouvelle vogue</em> sarda.<br />
Niffoi, c'era da aspettarselo, dice di esserne stato il "cattivo maestro": non basta - dice - mettersi un orecchino e davanti al computer per potersi dire scrittori, per potere parlare della Sardegna.
</p>
<p style="text-align:justify;">Ogni riferimento a <strong><a href="http://www.nuraio.it/" target="_blank">Flavio Soriga</a></strong> non è assolutamente casuale.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure, signori lettori e dolcissime signorine, io la Sardegna di Flavio Soriga (quella raccontata nel suo Sardinia Blues - che titolo infelice, però) la conosco. La conosco perchè l'ho vissuta, è mia. Mi sento un pezzo pulsante e calciante di quella Sardegna contaminata, sporca, che mette il velluto e però suona canzoni di rock'n'roll.<br />
Mi sento parte di quella Sardegna dei Campidani e delle città che è Sardegna almeno quanto la tanto decantata Barbagia da Niffoi.<br />
Chi non è sardo non può capire (fino in fondo) quello che voglio dire.</p>
<p style="text-align:justify;">E cioè che Niffoi è un pacco gigantesco.<br />
Perchè la Sardegna che lui racconta non esiste. E' un mito, come la Padania, come la Vittoria Mutilata che ha dato aria alle bocche del fascimo in Italia.
</p>
<p style="text-align:justify;">La sua retorica sull'<strong>identità </strong>è una roba talmente vecchia da sembrare nuova. E dietro l'esaltazione identitaria e nazionalista di Niffoi, dietro il suo rifiuto della Sardegna raccontata da Soriga, c'è il rifiuto e la negazione dell'altra Sardegna, di quella Sardegna nata e fatta di un sapere <strong>contadino </strong>che si è armonizzato o distinto al/dal "moderno" secondo dinamiche differenti e complementari a quelle barbaricine.</p>
<p style="text-align:justify;">Quella Sardegna che è anche mondo <strong>urbano</strong>, vivo, aperto, corrotto, umano, sporco, che si manifesta nelle splendide archittetture volanti di Cagliari, o dentro il liquido svenimento che regala la fiera antichità di Oristano.</p>
<p style="text-align:justify;">Dietro il rifuto di questa Sardegna, che conta tanto ma con meno arroganza e boriosità di certa barbaricina, si nasconde l'antico e stupido pregiudizio che una parte dei sardi ha coltivato verso la stragrande maggioranza degli altri: contro tutti coloro che non vivono in Barbagia.<br />
Un pregiudizio che, come tutti, nasce dalla debolezza, dal non confronto, dall'adesione acritica a dei miti ideologici costruiti ad arte.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando Niffoi va alle <em>Invasioni barbariche</em> e dice che la vera Sardegna è la Barbagia, ripete sostanzialmente quel "gli altri sardi non contano" che scrisse ne <em>"Il giorno del giudizio"</em> <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Satta" target="_blank">Salvatore Satta.</a></strong><br />
Ma questo non diminuisce il tasso di infamia di quella affermazione. Nemmeno di un pò.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi rimane un cruccio: che non ho fatto le domande che avrei voluto allo scrittore in super-voga sardissimo.<br />
Ma come diavolo facevo a dire tutte queste cose? E sarei stato comunque male a non potergliele dire tutte.
</p>
<p style="text-align:justify;">******</p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#999999;">scritto ascoltando "burden in my hand" di Soundgarden (pezzo notoriamente identitario).</span></em></p>
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</item>
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<title><![CDATA[Sardinia Blues]]></title>
<link>http://maviserra.wordpress.com/?p=356</link>
<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 09:00:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mavi</dc:creator>
<guid>http://maviserra.wordpress.com/?p=356</guid>
<description><![CDATA[Bugie di carta: è così che Flavio Soriga definisce le pagine di Sardinia Blues.

I tre protagonist]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maviserra.files.wordpress.com/2008/04/sb.jpg"></a><em>Bugie di carta</em>: è così che Flavio Soriga definisce le pagine di Sardinia Blues.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-357" src="http://maviserra.wordpress.com/files/2008/04/sb.jpg" alt="" width="274" height="390" /></p>
<p><!--more-->I tre protagonisti "tre laureati senza macchia e senza paura e senza amore e senza fede" non esistono: non trova corrispondenza nella realtà <em>Licheri</em>, ex tossicodipendente intellettuale e nemmeno <em>Corda,</em> il secondo dei pirati col passato di hairstylist londinese. Naturalmente non esiste neanche Pani, la voce narrante e protagonista del libro, non ci son mai state le loro scorribande in quel Messico che è la Sardegna e nemmeno i loro discorsi esistenziali, la casa sul mare.</p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p>Ma chi in Sardegna c'è stato, rifuggendo anche solo per un attimo dall'atmosfera ovattata "dell'Isola dei Vip, dove i reali di Spagna e le popstar britanniche e gli oligarchi russi vengono a bagnare i più milionari dei loro sederi", ne ritroverà nelle pagine di Sardinia Blues i colori, gli odori, i suoni.</p>
<p>C'è tanto di vero nella storia di questi tre eterni ragazzi: l'istantanea di una generazione ancorata alla propria terra ma percorsa anche da un forte istinto alla fuga; c'è la malinconia di febbraio che penetra nell'animo e lo riempie di vuoto; c'è l'odore dei ginepri ai bordi delle strade e il rumore del vento che batte senza tregua quest'isola e ne piega gli alberi.</p>
<p>In questa lettura on the road della Sardegna, di vero c'è anche l'amarezza che lascia la fine di ogni amore, con tutti i rimpianti, gli interrogativi, il disincanto e la consapevolezza che nulla sarà più come prima; c'è la ricerca individuale della propria identità. </p>
<p>A farne un testo scorrevole uno stile personalissimo, scorrevole e dinamico, sonorizzato da citazioni musicali che rendono il romanzo davvero intenso: le immagini si impromono nella mente ed è davvero difficile non immaginare già una possibile riscrittura cinematografica dell'opera di Flavio Soriga.</p>
<p><a href="http://www.nuraio.it/libreria.php" target="_blank">Sardinia Blues</a>, di Flavio Soriga è pubblicato da Bompiani nel 2008.</p>
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</item>
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<title><![CDATA[L'anti-Niffoi, il buon senso della Zanicchi e il mio ritorno in piscina.]]></title>
<link>http://animalcafe.wordpress.com/2008/04/05/lanti-niffoi-il-buon-senso-della-zanicchi-e-il-mio-ritorno-in-piscina/</link>
<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 11:56:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>animalcafe</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Ieri alle invasioni barbariche c&#8217;era ospiste pure il Flavio Soriga di Sardegna Blues, libro-r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify;"><a href="http://www.nuraio.it/sardiniablues.php"><img src="http://www.nuraio.it/immagini/nura5.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Ieri alle <span style="font-weight:bold;">invasioni barbariche</span> c'era ospiste pure il <span style="font-weight:bold;">Flavio Soriga</span> di Sardegna Blues, libro-romanzo-sberleffo-gioco che ho letto in meno di 36 ore. Tutto d'un fiato, come quando ho fame, oppure fretta, oppure sono eccessivamente curioso. La <span style="font-weight:bold;">sintonia </span>è la parola chiave del mio momentaneo rapporto con quel libro. Mi ci sono rivisto: i free drink in riva al mare, i viaggi per mezza europa con biglietti a basso costo, la sofferenza arrabbiata e furibonda che ti monta dopo la fine di una storia, l'ironia bruciante, salvifica, dissacrante, il colore pastello della provincia che mi ha costruito, cocciuto determinato, pauroso e marino.<br />
Eppoi, lo sguardo divertito verso certi sardi che scendono dai monti, convinti di essere portatori di una cultura superiore, e invece sono solo dei comici involontari, imbottiti come li vedi in un'idea dell'identità intesa come fatto estetico, e non come valore aggiunto per vivere positivamente la sfida del mondo, mordendolo.<br />
In tutto questo <span style="font-weight:bold;">Soriga </span>è karmico, nel senso che un pò è bravo, un pò si è trovato a vivere-scrivere-pubblicare in un momento storico in cui la Sardegna, e ciò che in Sardegna si scrive e si suona, fa notizia, incuriosisce, riempie le pagine dei giornali e dei rotocalchi nazionali.<br />
Il talento è anche esserci. Indubbiamente. Ma non basta.<br />
E infatti c'è il libro che è fresco, ironico, ferocemente ironico. Che io non ne potevo più del pathos di Niffoi, delle sue sparate naziste, tipo che la Sardegna vera è la Barbagia.<br />
I giornali o le case editrici, parlando di Soriga l'hanno definito l'<span style="font-weight:bold;">anti-Niffoi. </span><br />
Un pò è vero. Un pò anche io mi dimetto da sardo, se esserlo significa doversi sorbire certe elucrubazioni sull'identità che farebbero impallidire i formalismi burocratici della Sardegna barocca.</p>
<p>In tutto questo, comunque, c'entra e non centra, una parte considerevole di Italiani ri-voterà Berlusconi, settantuno anni, porca puttana.<br />
Io non sono mai stato anti-berlusconiano di quelli con gli occhi rossi, che gli venivano le convulsioni quando passavano davanti alla Standa.<br />
Lasciamo anche stare che cosa accidenti ha fatto in cinque anni (nulla o quasi).<br />
Conta cosa diceva la <span style="font-weight:bold;">Zanicchi </span>nel 2001: "votiamolo, vediamo cosa fa, e se fa male, non lo votiamo più".<br />
Quella dichiarazione valse più di 200 spot televisivi.<br />
Anche la <span style="font-weight:bold;">casalinga di Voghera</span> decise di incatenarsi davanti agli studi Mediaset per protestare contro una Zanicchi che col suo ragionare piccolo-borghese-casalinguico, rischiava di mettere in difficoltà la sua reputazione e il suo ruolo ormai decennale.</p>
<p>Per non soccombere di tristezza, vado in piscina a fare nuoto libero.<br />
E scopro che il sabato ci sono due francesi un pò ciccioni  e molte ragazze carine, che non sanno nuotare tanto bene.<br />
Dunque, dopo mesi e mesi di gare con signore over-50, il sabato mi spacco a fare slalom tra galinelle giovanissime, che son sicuro si emozionano e rimangono colpite dal mio rumoroso sopraggiungere sulle ali del mio delifino imprendibile, che viene fuori dall'acqua con una potenza identitaria, che mi rende prezioso almenoquanto la nouvelle vougue(ra) sarda.</p>
</div>
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<title><![CDATA[Sardinia Blues]]></title>
<link>http://jeth.wordpress.com/?p=16</link>
<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 22:29:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>jeth</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Puntuale come un treno (si fa per dire), eccomi finalmente arrivato &#8220;Sardinia Blues&#8220;, l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://jeth.wordpress.com/files/2008/04/soriga_sardiniablues.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-23" src="http://jeth.wordpress.com/files/2008/04/soriga_sardiniablues.jpg" alt="Flavio Soriga - Sardinia Blues" width="150" height="208" /></a></p>
<p>Puntuale come un treno (si fa per dire), eccomi finalmente arrivato "<strong><a title="Sardinia Blues" href="http://www.nuraio.it/sardiniablues.php" target="_blank">Sardinia Blues</a></strong>", l'ultimo libro di <a title="Flavio Soriga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flavio_Soriga" target="_blank">Flavio Soriga</a>. A me è stato felicemente raccomandato, e per tutta una serie di circostanze so già che lo divorerò d'un fiato. E voi? </p>
<p>P.S.: L'autore sarà in tv, ospite di Daria Bignardi alle <a title="Invasioni Barbariche" href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=invasioni" target="_blank"><em>Invasioni Barbariche</em></a>, venerdì prossimo. </p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[salotto post litteram [segni in forme diverse]]]></title>
<link>http://musicaos.wordpress.com/2008/01/20/salotto-post-litteram-segni-in-forme-diverse/</link>
<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 21:04:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>musicaos</dc:creator>
<guid>http://musicaos.wordpress.com/2008/01/20/salotto-post-litteram-segni-in-forme-diverse/</guid>
<description><![CDATA[salotto post litteram [segni in forme diverse]
rassegna letteraria di Arterìa e Centro Studi Opìfi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><b>salotto post litteram</b> [<i>segni in forme diverse</i>]<br />
rassegna letteraria di Arterìa e Centro Studi Opìfice<br />
<b>Bologna, 27 Gennaio - 25 Maggio 2008</b></p>
<p><img src="http://www.musicaos.it/2008/immagini/2008salottopostlitteram.jpg" /></p>
<p><b>salotto post litteram</b> è la rassegna letteraria che accompagnerà la città di Bologna fino all'estate. Le date in rassegna saranno venti e vedranno alternarsi le migliori energie del panorama letterario italiano, rappresentate da sedici case editrici. Ci saranno incursioni musicali, reading, videoproiezioni, installazioni, fumetti e vignette.</p>
<p><b>h. 19.30 - Arterìa, Bologna<br />
</b><br />
<b>Domenica 27 Gennaio 2008</b><br />
Gianmichele Lisai (chitarra)  presenta e accompagna nelle letture Ivano Bariani con "Il precursore" (Sironi editore) e Giorgio Fontana con "Buoni propositi per l'anno nuovo" (Mondadori)</p>
<p><b>Sabato 2 Febbraio 2008</b><br />
Kai Zen. Presentazione del libro La strategia dell'ariete e dei progetti di Romanzo totale.<br />
presenti Jadel Andreetto e Bruno Fiorini</p>
<p><b>Sabato 9 febbraio 2008</b><br />
Sentieri di (r)esistenza. Reading di Anonima Scrittori</p>
<p><b>Domenica 10 febbraio 2008</b><br />
Emidio Clementi, Paolo Fresu e Paolo Nori raccontano Sardinia blues, il nuovo romanzo di Flavio Soriga (Bompiani)<br />
<b></b></p>
<p><b>Domenica 17 Febbraio 2008</b><br />
Davide Bregola, Alessandro Sanna e Gianluca Morozzi presentano il fumetto "Quel diavolo di Nuvolari" (Bloom editore)</p>
<p><b>Domenica 24 Febbraio 2008<br />
</b>XoMeGap presenta Mutazioni (LAB)</p>
<p><b>Sabato 1 Marzo 2008<br />
</b>Reading per voce sola. Cristiano Armati in "Rospi acidi e baci criminali"</p>
<p><b>Domenica 2 Marzo 2008</b><br />
Fabio Stassi in La esperanza perdida<br />
reading per immagini di repertorio e musica dal romanzo È finito il nostro carnevale (Minimum Fax)</p>
<p><b>Sabato 8 Marzo 2008</b><br />
Davide Caforio e Ausonia presentano il fumetto P-HPC (bloom editore)</p>
<p><b>Domenica 9 Marzo 2008<br />
</b>Gianluca Morozzi e Alberto Sebastiani presentano "Mangiacuore" di Francesca Bonafini (Fernandel)</p>
<p><b>Domenica 16 marzo 2008</b><br />
Eduardo Zarelli presenta "Andai, dentro la notte illuminata" di Giancarlo Liviano D'Arcangelo (Pequod edizioni)</p>
<p><b>Domenica 30 marzo 2008</b><br />
BIRRA. Bagarre Internazionale Riviste Alternative</p>
<p><b>Domenica 13 Aprile 2008</b><br />
Talking, Reading &#38; Music dal libro "Orfani di padre" di Michele Gabbanelli (PeQuod edizioni).<br />
Cristiano Ballarini (music), Davide Bugari (reading), Michele Gabbanelli (talking)</p>
<p><b>Domenica 20 Aprile 2008</b><br />
Gianluca Morozzi e Silvia Pingitore presentano "Via Ripetta 218" (Giulio Perrone editore)</p>
<p><b>Domenica 27 aprile 2008<br />
</b>Zandegu editore presenta il fight-reading di Giampelmo Schiaragola e Loris Righetto : La guida per aspiranti supereroi contro quella delle parole che vale la pena di usare almeno una volta nella vita</p>
<p><b>Domenica 4 Maggio 2008<br />
</b>Gian Paolo Serino presenta Satisfiction</p>
<p><b>Domenica 18 maggio 2008</b><br />
Simone Olla presenta "Italian Fiction" di Michele Vaccari (isbn edizioni)</p>
<p><b>Sabato 24 maggio 2008<br />
</b>Gianluca Morozzi presenta "Il Buio addosso" di Marco Missiroli (Guanda)</p>
<p><b>Domenica 25 maggio 2008</b><br />
Ettore Menguzzo (chitarra), Ferro Guerra (basso) e Lapo Calosi (percussioni)  presentano e accompagnano nelle letture Giuseppe Braga in "Ma tu lo conosci Joyce?" (Sironi editore)</p>
<p>Contatti:<br />
Simone Olla - Ufficio stampa Arterìa<br />
Tel: 051341094<br />
Sito internet: <a href="http://www.opifice.it/" title="opifice.it" target="_blank">www.opifice.it</a> - <a href="http://www.arteria.bo.it/" title="arterìa" target="_blank">www.arteria.bo.it</a><br />
e-mail: <a href="mailto:simoneolla@gmail.com" target="_blank">simoneolla@gmail.com</a> - <a href="mailto:ufficiostampa@arteria.bo.it" target="_blank">ufficiostampa@arteria.bo.it</a></p>
<p align="justify"><b>Centro Studi  Opìfice - </b><a href="http://www.opifice.it/" target="_blank"><b><u>www.opifice.it</u></b></a><b> </b></p>
<p align="justify">Il Centro Studi  Opìfice (Cagliari) nasce nel 2002 con l'obiettivo di coniugare pensiero  e azione nella pratica metapolitica. L'attività dei 6 <i>opificisti</i>  (Simone Olla, Simone Belfiori, Giovanni Curreli, Carlo Corsale, Fabrizio  Bolognesi, Joaquime) attraversa la filosofia e l'arte in ogni sua  forma: si passa quindi dallo studio su testi alla organizzazione di  convegni, dalla produzione di scritti alla presentazione di libri, avendo  uno sguardo molto attento nei confronti dei mezzi di comunicazione di  massa.</p>
<p align="justify">Il portale <a href="http://www.opifice.it/" target="_blank"><u>www.opifice.it</u></a>  vede la luce nel Novembre del 2004 e si divide fra letteratura e musica,  filosofia e cinema. Nel 2006 inizia l'avventura radiofonica con Filtro  Letterario, programma scritto e musicato da Opìfice per Radio Alzo  Zero. La nuova scommessa targata 2008 si chiama ALBUM Europa, progetto  di scrittura collettiva che vanta collaborazioni eccellenti.</p>
<p align="justify"><b>Arterìa </b> - <a href="http://www.arteria.bo.it/" target="_blank"><u>www.arteria.bo.it</u></a></p>
<p align="justify"><b>Arterìa </b>è un  progetto che si propone di aprire degli spazi di partecipazione, interazione  sociale e promozione culturale e artistica.<br />
Il locale in Vicolo  Broglio, angolo Via San Vitale a Bologna, ha le caratteristiche architettoniche  ideali per sviluppare un progetto multiculturale trasversale rispetto  alle diverse espressioni artistiche, avvalendosi di tutti gli strumenti  della comunicazione.<br />
Le pietre antiche  di un palazzo millenario entrano a far parte della scenografia globale  di uno spazio che fa dell'interazione di natura e tecnologia la sua  caratteristica principale.<br />
<b>Arteria </b>diventa  così palcoscenico di concerti dal vivo, dj set, spettacoli teatrali  e di danza, mostre e installazioni, proiezioni e rassegne cinematografiche,  eventi letterari, culturali e sociali. Si candida quale punto di riferimento  per gli artisti e per chiunque sia interessato all'arte nelle sue  molteplici forme o a un intrattenimento con contenuti culturali.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Da Salvatore Niffoi a Flavio Soriga: morte e rinascita degli stereotipi]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2008/01/20/da-salvatore-niffoi-a-flavio-soriga-morte-e-rinascita-degli-stereotipi/</link>
<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 14:08:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fu così che dopo Diavoli di Nuraiò (Il Maestrale) e Neropioggia (Garzanti), e dopo i dichiarati 5 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Fu così che dopo <i><a href="http://www.filologiasarda.eu/catalogo/autori/opera.php?codice=o16074">Diavoli di Nuraiò</a></i> (Il Maestrale) e <i><a href="http://ilmioviaggio.splinder.com/post/7126751/Flavio+Soriga">Neropioggia</a></i> (Garzanti), e dopo i dichiarati 5 anni di attesa, <a href="http://www.nuraio.it/">Flavio Soriga</a>, nato ad <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uta_%28Cagliari%29">Uta</a> nella dimenticata provincia di Cagliari, nel 1975, <a href="http://nocturama.wordpress.com/2008/01/05/intervista-a-flavio-soriga/">tornò in libreria</a> con <i>Sardinia Blues</i>. Bisognerebbe parlarne, perché, che piaccia o no, la strana sensazione nel leggere un romanzo Bompiani firmato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/S%27Archittu">S’Archittu</a>, per chi <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/5/57/S%27archittu.jpg">quelle spiagge</a> non le ha semplicemente viste una sera di tanti anni fa nella <a href="http://www.bbholidayhouse.it/aristanis/sarchittu.jpg">cartolina</a> ricevuta da lontano in una stanza di città, e certe sere di maggio le ha vissute come il Davide del romanzo, in un’isola che ha l’odore impossibile della terra bagnata e un cielo di rumori, più distante dai superhotel di un superagosto di un supermilionario russo, che piaccia o no, non è una sensazione da poco leggere un romanzo Bompiani ambientato nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montiferru">Montiferru</a>. Anche alla faccia delle recenti unioni dei comuni sulle quali tanto fanno peso e affidamento i politici locali, si direbbe; alla faccia della «<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sardegna">Sardegna</a> ancestrale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Niffoi">Salvatore Niffoi</a>» o di «quella noir di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Fois">Marcello Fois</a>», come <a href="http://subarralliccu.files.wordpress.com/2008/01/soriga_laltra-faccia-della-sardegna-il-venerdi-04-01-08.jpg">l’ha definita Lara Crinò sul Venerdì di Repubblica</a>, o di «quella spagnoleggiante e malarica di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Todde">Giorgio Todde</a>». Perché Soriga «coglierebbe lo stordimento di questa gioventù azzerando gli stereotipi. E facendo del suo romanzo l’inno a un’altra Sardegna, <a href="http://pisolandia.splinder.com/post/13553411">distante anni luce dalla Costa Smeralda</a>». Criticabile, generazionale, una storiella di poco conto: che fa ripensare agli anni ’90, a queste nostre vite di provincia da tempo un po’ ancestrali, misteriose, un po’ antiche, e adesso anche un po’ blues.</p>
]]></content:encoded>
</item>

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