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	<title>femminismo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/femminismo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "femminismo"</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 11:18:57 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Miti di inizio millennio 2 - Un video storico]]></title>
<link>http://gamingsoon.wordpress.com/?p=173</link>
<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 00:23:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>gamingsoon</dc:creator>
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<description><![CDATA[Rieccoci con la nostra rubrica su uno dei personaggi più mitici di questo inizio millennio. Questa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-174" src="http://gamingsoon.wordpress.com/files/2008/07/smarino1.jpg?w=213" alt="" width="128" height="180" />Rieccoci con la nostra rubrica su uno dei personaggi più mitici di questo inizio millennio. Questa volta vi presentiamo un evergreen, in questo "mittico" filmato il nostro "eroe" perde un po' le staffe e ci delizia con una retorica elegante e raffinata. Nessuno lo può fermare, anche Sgarbi e Grillo tremano. E' lui, il Maschio 100x100 l'eroe che mancava.<!--more--></h3>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/2SbtsClhHic'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/2SbtsClhHic&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
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<title><![CDATA[La follia della donna... ma anche l'uomo non scherza]]></title>
<link>http://razorsisters.wordpress.com/?p=176</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 14:34:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Homera</dc:creator>
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<description><![CDATA[
La guerra dei sessi, nel mondo occidentale di oggi, sembra ridotta a un semplice bisticcio tra aman]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://img126.imageshack.us/img126/9840/verit4nf.jpg"><img class="alignnone" src="http://img126.imageshack.us/img126/9840/verit4nf.jpg" alt="" width="313" height="257" /></a></p>
<p>La <span style="color:#ff00ff;">guerra dei sessi</span>, nel mondo occidentale di oggi, sembra ridotta a un semplice bisticcio tra amanti.   La vera ugualglianza è lontana ma quasi nessuno si sognerebbe di contestare pubblicamente, a spada tratta, la parità tra uomo e donna. <span style="color:#ff00ff;">Quasi</span>.</p>
<p>Cercavamo informazioni sui meravigliosi, splendidi <span style="color:#ff00ff;">tassisti</span> di Roma, indignati per l'obbligo di sconto del 10% alle donne sole tra le ore 21 e 01. Indignati perché, testuali parole uscite su free press, "una donna che prende il taxi da <span style="color:#ff00ff;">sola di notte</span> è sicuramente una prostituta, le <span style="color:#ff00ff;">donne normali</span> non lo fanno".</p>
<p>Non ci aspettavamo che Google ci offrisse qualcosa di infinitamente più <span style="color:#ff00ff;">succulento</span>.</p>
<p>Non ci aspettavamo il <a title="Sito Italiano Anti-Femminista" href="http://antifeminist.altervista.org/" target="_blank">Sito Italiano Anti-Femminista</a>.</p>
<p>Un gruppo (?) di uomini (?) che si ribella contro le vergongose umiliazioni che il genere maschile subisce ormai da decenni: le migliaia di <span style="color:#ff00ff;">false</span> accuse di stupro,  il carattere bugiardo e falso di ogni femmina, l'incapacità della <span style="color:#ff00ff;">femmina</span> di svolgere qualsiasi attività intellettiva, la disgustosa esistenza di un Ministero delle Pari Opportunità. Non stiamo scherzando nemmeno un po'.</p>
<p>Da non perdere la loro recensione di <a title="300" href="http://www.titoloonline.it/wp-content/uploads/300_der_film1.png" target="_blank">300</a>, giudicato un film <span style="color:#ff00ff;">misandrico</span>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Paese del Turpiloquio]]></title>
<link>http://politiche.wordpress.com/?p=80</link>
<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 10:53:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>brasseriefoucault</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si è da poco conclusa la manifestazione No Cav Day e non accennano a spegnersi le polemiche. Non qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Si è da poco conclusa la manifestazione <strong>No Cav Day</strong> e non accennano a spegnersi le polemiche. Non quelle che riguardano le leggi ad personam, si badi bene, ma quelle che ineriscono la deriva coprolalica che ha assalito alcuni protagonisti della stessa manifestazione.<br />
Lo stesso Di Pietro, dopo aver dato dello sfruttatore a Berlusconi, sbotta inorridito contro questo profluvio di turpiloqui. Le anime belle insorgono contro due comici e gli elementi più prettamente politici della manifestazione vengono espunti dal dibattito mediatico. Peccato. Soprattutto perché le parolacce sono state utilizzate da comici, non da politici. E da quando mondo è mondo, esistono comici che ricorrono alla parolaccia per suscitare ilarità. Stranamente lo stesso scandalo non viene suscitato dal celodurismo eletto a sistema di comunicazione politica. Già.</p>
<p>Siamo passati dalla  metafora del corpo politico di Menenio Agrippa a quella dei “membri politici” di <strong>Bossi</strong> che, con il suo “la Lega ce l’ha duro”, guidava i suoi novelli priapi secessionisti, sorretti da un’acqua del Po più taumaturgica del Viagra.<br />
Contemporaneamente al No Cav Day, poi, il nostro premier pavoneggiava nella terra del Sol Levante. Sotto braccio a Sarkozy, mandava baci alle bellezze locali, fra il divertimento e lo sconcerto del presidente francese che lo rimbrottava.<br />
Ma il cipiglio da tombeur de femme di Berlusconi “trascende ogni suo controllo”, come ammette il libertino delle Relazioni Pericolose di Choderlos de Laclos.<br />
<a href="http://www.imagecross.com/"><img src="http://hosting06.imagecross.com/image-hosting-02/3983berlusconi_corna.jpg" alt="" /></a><br />
<a href="http://www.imagecross.com/">Image Hosting</a></p>
<p>Ed ecco che il Nostro, alla vista della fulgida bellezza teutonica del cancelliere <strong>Merkel</strong>, si lanciava in un balletto, dopo averla omaggiato di un salame (avete letto bene!) avvolto nel tricolore. C’erano gli estremi per vilipendio di bandiera! E intanto Angela era divertita e sconcertata. Divertimento e sconcerto che assale chi, da altri Paesi, deve pesare il carattere guascone ultraitaliano del Nostro che sguazza nei più beceri stereotipi machisti.<br />
E’ l’evoluzione della specie. Il <strong>berlusconismo piacione e seduttore</strong> sta al celodurismo di Bossi, come il socialismo scientifico a quello utopistico. E’ un passo avanti, figlio – e che figlio! – di una grande tradizione italica che ha assunto la più grande sistematizzazione estetica con i film di “genere” di Pierino degli anni 70.</p>
<p>Mentre la sinistra, noiosa, senile e pure impotente se non checca, si esprimeva nei capolavori di Fellini, Antonioni, Pasolini – e che palle! – l’italiano ruspante e maschio finalmente poteva rispecchiarsi in “quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda”. Gouaches carnali, non freddo erotismo intellettuale, dove si palpeggiavano glutei, si consumavano con lo sguardo, dai buchi della serratura, turgidi seni, il tutto sonorizzato dalle musicali flatulenze di <strong>Alvaro Vitali</strong>.<br />
Già. Perché, in fin dei conti, la sinistra, oggi, viene percepita come una “setta penitenziale”. Predica austerità: monetaria e anche morale. E’ la provocazione lanciata da <strong>Raffaele Simone</strong> nel “<strong>Mostro mite</strong>”.</p>
<p>In un mondo consumistico, del “tutto e subito”, della tv spazzatura, che senso ha predicare uguaglianza, redistribuzione, “emancipazione delle donne e dei proletari”, quando le ragazze vogliono fare le veline e i proletari aspirano ad accompagnarsi alle prime?</p>
<p>Resta, però, la malafede di chi fa da cassa di risonanza alle esternazioni della <strong>Guzzanti </strong>e di <strong>Grillo</strong>. Ci si indigna per battute – sicuramente volgari e grossolane – di due comici e non per il manomortismo verbale del nostro premier o per aver incardinato una soubrette nel dicastero delle pari opportunità. Fantastico!</p>
<p>E’ la normalizzazione di una cultura machista per la quale un uomo – non importa il suo stato civile – può e deve essere sempre seduttivo, malizioso e ammicante. Poco importa che, obnubilati dal testosterone, aumenti il rischio gaffe; né il ritegno, né l’importanza dell’ufficio fanno desistere il “cuccador” dal mandare bacetti, o scherzar in modo da attirare l’attenzione femminile, come nel celebre caso della corna fatte con la mano da Berlusconi.</p>
<p>E’ l’italianità. O meglio: quell’italianità provincialotta che manda in visibilio la stampa estera e nel quale si riconosce la cultura nazionalpopolare, lo Strapaese, alieno dalla temperanza professata dagli intellettuali di sinistra, vil razza dannata; e che si identifica in un’iconografia pop ricca di belle macchine e di belle donne ridotte, quest’ultime, come gli altri beni di consumo, ad una pura funzione ornamentale. Chi ha i soldi, tromba: soprattutto belle donne. Gli altri? Sono sfigati.</p>
<p>Il celodurismo non ci scandalizza più. Perché lo Strapaese sogna le veline e chi se le rimorchia merita ammirazione.<br />
Questa è l’Italia allattata dalla tv commerciale. Ragazzotti playboy con i capelli fonati a rimorchiare bionde con il più improbabile inglese. Sono simpatici. Solo che qua non stiamo a Rimini. Stiamo in politica.<br />
Ma forse sono solo un altro moralista di sinistra.</p>
<p>(pubblicato su <a href="http://www.verdi.it">Notizie Verdi</a>)</p>
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]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dialogo surreale]]></title>
<link>http://emmyfinegold.wordpress.com/?p=248</link>
<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 17:17:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>emmyfinegold</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dialogo surreale con la signora delle pulizie che lavora nel mio istituto. M. è sarda e parla un li]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dialogo surreale con la signora delle pulizie che lavora nel mio istituto. M. è sarda e parla un linguaggio tutto suo dove l'hamburger diventa amburgo e via dicendo.</p>
<p>M. Le donne non si occupano più della casa!</p>
<p>Io Ma M. è giusto che se marito e moglie lavorano tutti e due si occupino in egual misura della casa</p>
<p>M. No è la donna che deve pulire.</p>
<p>Io M. poniamo il caso che tutti e due facciano chessò i chirurghi, stesso lavoro, stesso orario, è chiaro che tutti e due devono occuparsi della casa</p>
<p>M. No perchè il marito fa la libera professione e arriva a casa tardi e poi non sta bene che un uomo fa le cose della casa.</p>
<p>Io ?????</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Al mercato della filantropia]]></title>
<link>http://terzosettore.wordpress.com/?p=47</link>
<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 08:51:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>lavoratorinoprofit</dc:creator>
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<description><![CDATA[tratto da “Al mercato della filantropia”
di Cosma Orsi
da &#8220;Il Manifesto&#8221; del 13 sett]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>tratto da “Al mercato della filantropia”<br />
di Cosma Orsi<br />
da "Il Manifesto" del 13 settembre 2005<br />
l’articolo completo può essere letto su : <a href="http://www.ecologiasociale.org/">http://www.ecologiasociale.org/</a></p>
<p>Welfare minimo LA LOTTA ALLA POVERTÀ negli Usa è diventato un grosso affare tanto per le organizzazioni no-profit che per le grandi imprese. Le prime ricevono donazioni da fondazioni private che usano per riprodurre se stesse, le seconde regalano merci poco pregiate in cambio di sgravi fiscali. Parla la filosofa e femminista Theresa Funicello</p>
<p>Poco nota in Italia, Theresa Funicello è invece una figura di spicco nella «teoria critica» statunitense. Filosofa della politica, femminista, attivista per il diritto al welfare per i poveri, nel 1993 ha pubblicato il suo libro più importante, Tirranny of Kindness: Dismantling the Welfare System to End Poverty in America (Atlantic Monthly Press). Alla sua uscita, il Washington Post lo ha definito un libro essenziale per la comprensione del welfare americano degli ultimi 30 anni e della discussione sulla sua riforma sviluppatosi durante gli anni Novanta, mentre il Library Journal lo ha proposto come miglior libro dell'anno. […]</p>
<p>In «Tiranny of Kindness» lei fa riferimento alla carità come una logica mercantile dello sfruttamento della povertà. Può spiegarci in modo più preciso come intende?<br />
È una lunga storia. La povertà negli Stati Uniti è un grosso affare. La maggior parte del denaro che dovrebbe soddisfare le necessità primarie dei milioni di famiglie povere è speso per saziare la sete di denaro di organizzazioni (virtualmente no-profit) guidate da managers professionisti che si dipingono come i paladini dei poveri. Sfortunatamente, il loro unico scopo è quello di intercettare i fondi messi a disposizione dalle fondazioni private e dal governo. Basandosi su dati statistici spesso inesatti o creati ad arte, i manager della povertà si ritengono gli unici ad essere capaci di alleviare questa condizione sociale che coinvolge milioni di persone. La realtà è ben diversa: i poveri rimangono poveri, mentre i managers e i gruppi no-profit che essi dirigono diventano sempre più ricchi e potenti. C'è da dire, inoltre, che la collusione con le multinazionali per lo scambio di donazioni in soldi contanti ha raggiunto limiti imbarazzanti. Lo scambio di favori permette alle multinazionali di disfarsi di prodotti (nella maggior parte dei casi alimentari) avariati, e al tempo stesso di chiedere una riduzione delle tasse. Una delle più grandi catene di supermercati degli Stati uniti, suggerisce alle sue affiliate nell'America centro-orientale: Non Gettate, Donate! I gruppi no-profit che ricevono i beni alimentari pesano le donazioni, calcolano il loro valore in dollari sulla base del tonnellaggio, fornendo alle multinazionali la prova che esse donano. Le multinazionali ricevono sgravi fiscali che raggiungono il doppio del valore di mercato delle merci donate. Le agenzie no-profit raccolgono - a spese del governo, naturalmente - la merce donata, metà della quale prima di essere ripartita tra coloro che esse ci dicono voler aiutare, viene gettate in discariche. Quel poco che rimane da distribuire è igienicamente dubbio e con un valore nutrizionalmente pressoché nullo. Tutti sono contenti perché i poveri sono nutriti. Eccetto i poveri naturalmente!<br />
[…]<br />
Qual è il modello di welfare per cui si batte da più di trent'anni?<br />
Ad essere sincera, sono contraria ad ogni forma di welfare, se con questo termine ci si riferisce al sistema attualmente in vigore negli Stati uniti. Esso infatti implica che chi non ha mezzi a sufficenza per condurre un esistenza dignitosa non può contribuire al bene comune. In altre parole, il modello statunitense di sicurezza sociele deriva da una visione del mondo molto corporate, risponde cioè a logiche imprenditoriali, mercantili. Abbandonare questa prospettiva e favorire la nascita di un visione maggiormente centrata su valori umani è il compito che io e la mia organizzazione ci siamo prefissati. Per ottenere tale scopo è necessario un ripensamento del modo in cui si distribuisce il reddito. Ad esempio, bisognerebbe promuovere politiche publiche capaci di redistribuire una parte della ricchezza alle donne (e alcuni uomini) che dedicano una gran parte della loro esistenza al prestare cure ad altri (caregivers). Per non parlare degli artisti e molte altre categorie la cui attività, pur essendo intrinsecamente produttiva, non produce reddito.<br />
[…]<br />
A seguito della pubblicazione del suo libro nel 1993 alcune delle fondazioni private che lei ha duramente attacato hanno criticato duramente il suo lavoro, al punto che lei ha sostenuto che hanno boicottato il volume...<br />
All'inizio, molti dei giornali e riviste si espressero in termini più che favorevoli. Il Library Journal gli conferì il premio come miglior libro dell'anno, e successivamente Tiranny of Kindness fu persino nominato per la corsa al Premio Pulitizer di quell'anno. Ma al New York Times, che senza esagerare rappresenta una buona fetta del Partito Democratico, e a gran parte di quelle fondazioni private di lotta alla povertà il libro non piacque e hanno dato vita a una vera e propria campagna contro le tesi lì espresse. Poi, ho avuto notizia che alcune associazioni di base hanno avuto pressioni affinché boicottassero il libro: in caso contrario non avrebbe più ricevuto alcuna donazione o fondi per le loro attività. Soltanto alcuni personaggi legati all'intellighenzia della sinistra più radicale - in maggior parte pofessori - continuarono e continuano a richiedere il testo per i loro corsi universitari e alcuni, pochi in verità, conservatori ne tessono le lodi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vade retro, foemina!]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/?p=259</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 10:14:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vi propongo una dotta riflessione copiata paro paro dal sito aNordest:
La nostra geniale antropologa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Vi propongo una dotta riflessione copiata paro paro dal sito <a href="http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=6230&#38;Itemid=102" target="_blank">aNordest</a>:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><em>La nostra geniale antropologa Ida Magli l'ha scritto più volte: quando le donne entrano in una professione in modo massiccio, gli uomini scappano, e quella professione diventa un femminaio. Finisce per diventare un chiacchiericcio, un "punaro" come si dice dalle mie parti. Per l'Uomo tutto ha un senso e il fatto che a svolgere una professione ci sia un uomo o una donna acquista un senso anche se non ce l'ha. Le scuole sono nelle mani delle donne. E oggi, in Italia, abbiamo le peggio scuole mai avute. La Magistratura ha ingaggiato lotte serrate con il potere politico. Oggi schiera donne-magistrato e perde su tutti i fronti. Là dove arrivano le donne arriva la perdita di prestigio e di potere. Le professioni si femminilizzano e la femminilizzazione, per il maschio, è pur sempre un passaggio verso l'omossessualità.</em></p>
<p>Volevo avvertire i miei lettori maschi del pericolo: continuate a leggermi oggi, continuate a leggermi domani, una mattina c’è il rischio che vi svegliate gay.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">PS. Voi vi rendete conto, vero, che io in mezzo a questi ci vivo?????</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un fiore, un libro e il caso]]></title>
<link>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/?p=843</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 18:10:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>ange</dc:creator>
<guid>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/?p=843</guid>
<description><![CDATA[Ho messo a seccare un fiore di &#8220;Dona Flor&#8220;, l&#8216;orchidea, nel libro di Simone De Bea]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho messo a seccare un fiore di "<em>Dona Flor</em>", l<em>'orchidea</em>, nel libro di <strong>Simone De Beauvoir</strong>, "<strong>Il secondo sesso</strong>".<br />
Per caso, su questa pagina.</p>
<p><img src="http://lamontagnaincantata.wordpress.com/files/2008/06/sn850281.jpg" alt="Simone De Beauvoir" width="492" height="487" class="alignnone size-full wp-image-844" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Femminismi - Brava Emma, hai fatto bene!]]></title>
<link>http://rageagainsttheworld.wordpress.com/?p=93</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 15:57:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>rageagainsttheworld</dc:creator>
<guid>http://rageagainsttheworld.wordpress.com/?p=93</guid>
<description><![CDATA[Ricapitoliamo gli eventi una testata giornalistica contatta la Bonino per un&#8217;intervista su FAO]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left:20px;margin-right:20px;" src="http://www.senato.it/img/repository/composizione/consiglio_presidenza/16/emma_bonino.jpg" alt="emma bonino" width="193" height="256" />Ricapitoliamo gli eventi una testata giornalistica contatta la Bonino per un'intervista su FAO e Fame nel Mondo, manda un testo sull'argomento e la testata le invia un fotografo a casa, e le fa domande sulla sua vita privata e su come la concilia colla sua attivita politica, lei si inventa un inesistente fidanzato " straniero e non uomo politico", risultato poche righe sulla FAO e un titolo sul suo "innamoramento"</p>
<p><a href="http://www.emmabonino.it/press/about_emma_bonino/6785" target="_blank">http://www.emmabonino.it/press/about_emma_bonino/6785</a></p>
<p>il giorno dopo smentisce dicendo che era un test sulla stampa italiana troppo vincolata agli stereotipi sulle donne pensando a ragione che nessuno avrebbe mai fatto una domanda simile ad un uomo</p>
<p><a href="http://www.emmabonino.it/press/about_emma_bonino/6789" target="_blank">http://www.emmabonino.it/press/about_emma_bonino/6789</a></p>
<p><!--more--></p>
<blockquote><p>Citando la Bonino (intervistata da Repubblica)</p>
<p><strong>Secondo lei, è una notizia che il vicepresidente del Senato dichiari o comunque ammetta di essere innamorato? </strong><br />
«Mi consulterò con i miei colleghi vicepresidenti del Senato, Vannino Chiti e Domenico Nania, per sapere se, anche a loro, è capitato di essere sottoposti a domande sui propri affetti, con tanto di analoghi ragionamenti più o meno imbastiti».</p>
<p><strong>Esiste oggi una netta linea di demarcazione tra sfera pubblica e sfera privata? E se sì, chi la stabilisce? </strong><br />
«Ma io non ho posto per niente questo problema che peraltro non mi appassiona. Ho posto il problema che una donna "impegnata" in qualunque campo inesorabilmente si chiede sempre qualcosa che ha a che fare con la vita sentimentale, o familiare o privata. E come le concilia, e a cosa ha dovuto rinunciare evia stereotipando. Ma ho visto rivolgere le stesse domande a un politico maschio».</p>
<p><strong>Le viene mai il sospetto che alla lunga la conquista dell`attenzione, con le sue tecniche, finisca per scappare di mano ai personaggi pubblici? </strong><br />
«Ho già risposto sopra».</p>
<p><strong>Al netto dell`irritazione: davvero lei pensava che un rotocalco come Diva e donna volesse farle un`intervista alla vigilia del vertice Fao, lei dice, sui temi della nutrizione, dell`energia e della povertà? </strong><br />
«Scusi se insisto ma il problema non è tanto Diva e donna, quanto che un giornale come La Repubblica dedichi una mezza pagina (mezza pagina!) con tanto di ricerche di archivio e approfondimenti socio-politici ad una vicenda relativa a una persona che nel frattempo è intervenuta su Alitalia, immigrazione, sicurezza, giustizia, è andata fino in Egitto per seguire un prevertice sulla "nuova" fame nel mondo" e potrei continuare, senza che lo stesso giornale trovasse mai né "lo spazio" né l`interesse per nessuna di queste "inutili" o appunto poco sexy attività».</p></blockquote>
<p class="pageTitle" align="left">Sul corriere un'editorialista , Maria Laura Rodotà, la rimprovera scrivendo un editoriale intitolato " CARA EMMA, COSI' NON VA. CON L'AMORE NON SI SCHERZA" che inizia dicendo :</p>
<p class="pageTitle" align="left">"No, Emma, no. Va bene, fa caldo. Ed è sempre ridicolo ossessionare le donne per sapere se sono fidanzate. Ma perché maltrattare tutti? I rotocalchi che devono fare i rotocalchi, le fans contente di leggere della sua insistenza nell`aspirare al Quirinale, e pure chi si rallegrava del suo annunciato innamoramento"</p>
<p class="pageTitle" align="left"><a href="http://www.emmabonino.it/press/about_emma_bonino/6793" target="_blank">http://www.emmabonino.it/press/about_emma_bonino/6793</a></p>
<p>Bé in questa polemica io sto con Emma , nessuno farebbe domande sulla vita privata e familiare a un politico maschio, quasi ad intendere che una donna che fa politica in modo cosi attivo e visibile debba rinunciare a qualcosa , mentre per un uomo non servono rinuncie la politica è il suo habitat, mentre la donna socialmente attiva ci si chiede come faccia a seguire la sua "natura di donna"(qualunque cosa voglia dire).</p>
<p>Questo è un rigurgito maschilista, alle donne va chiesto dell'amore, agli uomini van chieste le "cose serie", la <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it" target="_blank">Lipperini</a>, autrice di "Ancora dalla parte delle bambine", si complimenta con Emma, sono d'accordo: Emma è stata bravissima!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[+ PARAPIGLIA - FAMIGLIA!]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=162</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 08:23:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Avete mai fatto caso al fatto che oggi, in Italia, c&#8217;è pieno di gente che quarant]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Avete mai fatto caso al fatto che oggi, in Italia, c'è pieno di gente che quarant'anni fa era atea e comunista adesso son diventati cattolici?<br />
Io, non lo so, se trovassi qualcuno che quarant'anni fa era cattolico,  e adesso è ateo e comunista, sarei curioso di andarci a cena insieme, con uno così, invece non esco mai di casa,<br />
praticamente." </p>
<p>_PAOLO NORI: Mi compro una gilera_</p>
<pre><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/06/cortei_parapiglia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-163" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/06/cortei_parapiglia.jpg" alt="" width="509" height="338" />
</a>
Foto di Valentina Perniciaro
Corteo di Donne per le Donne.
Roma, 24 Novembre 2007
<strong><em>PIU' PARAPIGLIA MENO FAMIGLIA</em></strong>
 </pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tre dementi]]></title>
<link>http://emmyfinegold.wordpress.com/?p=231</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 17:40:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>emmyfinegold</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho letto le testimonianze di tre donne italiane che hanno deciso di diventare mussulmane e quindi di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto le <a href="http://www.sorelleditalia.net/2008/06/14/noi-italiane-con-il-velo/">testimonianze</a> di tre donne italiane che hanno deciso di diventare mussulmane e quindi di indossare il fazzoletto in testa e di sottomettersi alle leggi dell'islam secondo le quali le donne non contano una mazza. Riporto alcune frasi da brivido:</p>
<p><strong>"L’Islam dice che alle donne spetta il dovere di educare i figli</strong> molto più che al padre. Quindi il padre non decide tutto". "Io vesto con abiti lunghi e maniche lunghe anche in pieno luglio".</p>
<p>In Europa dall'inizio del secolo con le suffragette che hanno conquistato il diritto di voto per le donne e poi con le femministe, le donne hanno ottenuto la possibilità di essere persone, scienziate e non solo contenitori per la riproduzione. Io mi chiedo che cosa hanno nel cervello queste tre donne che buttano alle ortiche la loro fortuna di essere libere per diventare delle nullità in balia di un qualsiasi ometto. Ma quello che mi stupisce e mi irrita maggiormente sono alcuni commenti al post che parlano di tolleranza e ca....te simili e mi viene in mente un episodio di South Park (cartoni che a volte sono geniali) che parla di una associazione di pedofili che protesta per la mancanza di tolleranza nei loro confronti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[QUANDO IL PRIVATO E' DIVENTATO POLITICO. Parole e pratiche femministe negli anni '70.]]></title>
<link>http://ilsistemanonesiste.wordpress.com/?p=48</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 09:40:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilSISTEMA</dc:creator>
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<description><![CDATA[I video di seguito riportati si riferiscono al secondo dei due seminari organizzati dalla Dott. Silv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>I video di seguito riportati si riferiscono al secondo dei due seminari organizzati dalla Dott. Silvia Casilio, presso la  <a href="http://www.unimc.it/comunicazione">Facoltà di Scienze della Comunicazione </a>dell’<a href="http://www.unimc.it/">Università di Macerata,</a> dal titolo “Lessico e concetti della storia politica”. Il secondo incontro previsto è stato tenuto dalla Dott.ssa Stefania Voli, autrice del libro "Movimenti extraparlamentari nell'Italia degli anni Settanta. Percorsi biografici tra storia e memoria". Tema dell'incontro, come si evince dal titolo, è stato il Movimento Femminista italiano, il contesto in cui nasce e si diffonde e le lotte che lo hanno reso protagonista ed attore principale di cambiamenti culturali e sociali nella società italiana a partire dagli anni '70 come la lotta per la legge sull'aborto e sul divorzio in anni in cui il ruolo della donna era confinato a quello di mamma e casalinga e con enormi difficoltà di inserimento nel contesto del lavoro.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/5v4NVsk5pXQ'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/5v4NVsk5pXQ&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><!--more--></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/bvIQsOSz5GY'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/bvIQsOSz5GY&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/7j7K5XLPRgE'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/7j7K5XLPRgE&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/HELgqFyKBv4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/HELgqFyKBv4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_RubvFw_-es'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/_RubvFw_-es&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/br76azliwUM'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/br76azliwUM&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Xvj-l4d64ws'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Xvj-l4d64ws&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/j6PP5eA-Fqw'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/j6PP5eA-Fqw&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/DSX1yiciZ08'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/DSX1yiciZ08&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Simply, the Truth / No comment]]></title>
<link>http://femininite.wordpress.com/?p=458</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 11:59:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Wild Blogger</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p> </p>
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<p> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://femininite.wordpress.com/files/2008/06/0071.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-459" src="http://femininite.wordpress.com/files/2008/06/0071.jpg" alt="" width="208" height="169" /></a></p>
<p> </p>
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<p> </p>
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<p style="text-align:center;"> </p>
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<title><![CDATA[Disappointed dreams of living / Desideri di vita distrutti]]></title>
<link>http://femininite.wordpress.com/?p=455</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 11:54:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Wild Blogger</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
 
 
 

 
 
 
 
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p> </p>
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<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://femininite.files.wordpress.com/2008/06/006.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-454" src="http://femininite.wordpress.com/files/2008/06/006.jpg?w=211" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"> </p>
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<title><![CDATA[Look into my eyes]]></title>
<link>http://femininite.wordpress.com/?p=447</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 11:47:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Wild Blogger</dc:creator>
<guid>http://femininite.wordpress.com/?p=447</guid>
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]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://femininite.files.wordpress.com/2008/06/005.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-452" src="http://femininite.wordpress.com/files/2008/06/005.jpg?w=246" alt="" width="246" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"> </p>
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<title><![CDATA[Barbie o Wonderwoman?]]></title>
<link>http://crisal1de.wordpress.com/?p=1162</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 00:11:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>pytta</dc:creator>
<guid>http://crisal1de.wordpress.com/?p=1162</guid>
<description><![CDATA[ 
Settimana scorsa ho letto un articolo sull&#8217; inserto del CDS inerente al cosiddetto FATTOR]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://i31.tinypic.com/2r6ceo0.jpg" alt="" width="190" height="260" /> <img class="alignleft" src="http://korebliklubvoi.blogsome.com/images/Barbie.jpg" alt="" width="181" height="182" /></p>
<p>Settimana scorsa ho letto un articolo sull' inserto del<strong> CDS</strong> inerente al cosiddetto <strong>FATTORE D</strong>, cioè la donna, ed il difficile rapporto con il mondo del lavoro, il quale sembra non lasciarle spazio, sembra non riconoscerle il giusto valore.<br />
L' apporto che potrebbe dare al mercato viene giudicato positivo, ma soppesandolo con tutti gli obblighi ai quali  potrebbe andare incontro per sua natura, viene penalizzata.<br />
Quindi, le parole d' ordine in questo caso sono due: sgomitare e rinunciare.<br />
C'è a chi può andare bene e a chi no.  A me viene semplicemente da domandarmi, se dopo il femminismo e la parità dei diritti, sia cambiato effettivamente qualcosa.<br />
Nell' antica Roma avevamo la famiglia patriarcale, oggi ci occupiamo delle quote rosa , del ministero delle pari opportunità e conteggiamo i ministri donna che ogni governo decide di nominare.<br />
.....fondamentalmente, la società ha mantenuto uno stampo prettamente maschile.</p>
<p>Ma se le femministe avessero sbagliato fin dal principio? Avrebbero dovuto si lottare per ottenere riconoscimenti, ma non chiedendo di essere poste sul medesimo piano di un uomo. Non perchè noi donne si valga di meno, ma semplicemente perchè siamo diverse.</p>
<p>E così da un giogo siamo passate ad un altro, quello della <strong>wonderwoman</strong> che, al momento utile, tira fuori la sua tutina attillata ed i suoi superpoteri e lotta per la sua sopravvivenza, a lavoro e a casa. Ma se all' improvviso attuassimo un' inversione di tendenza e ci riappropiassimo del ruolo che la natura ha reso unicamente nostro? Se smettessimo di inseguire carriere, onori e riconoscimenti? Se ci concentrassimo sul ruolo di madri, moglie e buone padrone di casa? Delle <strong>barbie</strong>, perfette ed impeccabili, sempre con le chiavi del nostro piccolo mondo attaccate alla cintura.............cosa sarebbe, autodeclassamento? Io non credo, sarebbe una semplice scelta.<br />
Un pò come quella che suggerisce di fare <strong>Isabella Santo Domingo</strong>,<span> scrittrice che sta spopolando ultimamente in Colombia grazie ai suoi libri, in particolar modo ad uno di essi che si intitola <strong>"AM/FM Impiegata di Merda o Felicemente Mantenuta ".</strong> <br />
........direi altamente espressivo.<br />
Suggerisce semplicemente di scegliere in quale ruolo giocare, se WW o BARBIE, o su quale frequenta posizionarsi, AM o FM.</span> </p>
<p> <br />
Pytta</p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un diario pensando a Carla]]></title>
<link>http://zibalblog.wordpress.com/?p=188</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 07:58:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ziba_L_bloG</dc:creator>
<guid>http://zibalblog.wordpress.com/?p=188</guid>
<description><![CDATA[Tengo un diario da quando avevo 12 anni.
Ogni tanto ho dei periodi di pausa, ma se non butto giù i ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://Nessuna"><img class="alignright size-full wp-image-185" src="http://zibalblog.wordpress.com/files/2008/06/web1223.gif" alt="" width="105" height="80" /></a><span style="color:#800080;">Tengo un diario da quando avevo 12 anni.<br />
Ogni tanto ho dei periodi di pausa, ma se non butto giù i miei pensieri per molto tempo mi sento andare alla deriva.</span></p>
<div><span style="color:#800080;">Non posso fare a meno di pensare a Carla Lonzi e al suo diario intitolato “Taci, anzi parla” che è stata una delle letture più intense ed emozionanti che mi sia capitato di fare.</span></div>
<div><span style="color:#800080;">Non sono tanto, o soltanto, le questioni teoriche che mi interessano dei suoi scritti (il pensiero della<br />
differenza, il nuovo femminismo italiano, la rottura tra il femminismo e la sinistra - non tutto mi convince di quella fase) quanto il suo vissuto personale e il modo di raccontarlo offrendolo in tutta la sua nudità e autenticità (a volte anche limitatezza, come quando ad esempio, parla dell’omosessualità con teorie psicanalitiche che oggi sono largamente superate).</span></div>
<div><span style="color:#800080;">Quando penso a Carla Lonzi mi viene sempre in mente di fondare un gruppo lesbico in cui praticare l’autocoscienza, non come autoanalisi spicciola, né come semplice “confidarsi tra donne”, una cosa più specializzata,  - e politicizzata, per esigere autenticità e relazioni autentiche, per far emergere i conflitti, quando è possibile…e quando sono risolvibili.</span></div>
<div><span style="color:#800080;">Quando penso a Carla Lonzi mi viene in mente di chiamare il mio diario “Parlo, anzi taccio” perché è proprio così che a volte vivo la mia condizione di lesbica, fuori, e dentro, la comunità.</span></div>
<div><span style="color:#800080;">Potrebbe far sorridere qualcuna questa mia frase perché non do’ affatto l’idea di una che tace, ma a ben vedere è proprio quello che succede la maggior parte<br />
delle volte, quando so che certi discorsi possono turbare, disturbare, essere scomodi.</span></div>
<div><span style="color:#800080;">Taccio per rabbia, oppure per timore, spesso per coscienza, talvolta perché ho problemi con le donne…. e proprio come  Carla potrei scrivere:<br />
<em>“Cominciando il femminismo credevo di avere dei problemi con gli uomini,<br />
invece ho scoperto di averne con le donne”.<br />
</em>…certo mi verrebbe da aggiungere: ….da quando ho incontrato sulla mia strada un certo tipo di donne…</span></div>
<div><span style="color:#800080;">Ma poi le cose mica capitano per caso, dovrei saperlo. Oppure invece sì, capitano per caso - o per statistica - ma sicuramente non è un caso che io le viva in un certo modo e che mi ci arrabbi fortemente.</span></div>
<div><span style="color:#800080;">E mentre dipano la matassa interiore, oltre che esteriore, mentre coltivo le mie relazioni e cerco di carpire segreti dalla vita di Carla, scrivo e vivo la mia di vita, con le sue peculiarità e in un tempo che è diverso, ma forse non così tanto se poi tanti pezzi del suo diario sono per me così veri; se certi altri parlano di cose tuttora molto poco praticate e se altri ancora parlano di conflitto con gli uomini ma si possono anche leggere in chiave lesbica…</span></div>
<div><span style="color:#800080;"><br />
<em><span style="color:#333399;">“…Il riconoscimento è l’unica strada che porta all’affetto e non viceversa, e è l’unica strada verso un affetto che non sia visceralità”.</span></em></span></div>
<div><span><br />
<em><span style="color:#333399;">“…Le donne osano mostrare il risultato del loro pensiero, ma non il dramma della propria vita. Neppure a se stesse. A me invece interessa in che modo, attraverso quali passaggi di esperienza, quali gesti, tono, decisioni, conflitti, si arriva a quelle conclusioni”.</span></em></span></div>
<div><span><br />
<em><span style="color:#333399;">“…Sono polemica e quasi mi strozzo dal batticuore scontrando con la sua aria di sufficienza…dopo aver letto il suo libro ero oppressa all’idea che<br />
fossero sempre le stesse ottimistiche banalità ad avere la meglio, e la ritenevo complice di questa disposizione generale. Si vede che mi pesa essere misconosciuta, e che la gente vada in estasi per qualcosa di così terribilmente deludente. Non solo perché mi manca il riconoscimento, ma perché mi manca il dialogo. In più, se dico quello che penso senza tante perifrasi vengo guardata come un’attaccabrighe, una che ha la smania di spiegare le cose, che non è mai d’accordo con nessuno [...] scoppio di cose da comunicare, gli altri lo intuiscono e mi lasciano cadere mentre sono nel bel mezzo dell’emozione di tirare fuori. Quando ho accennato alla teoria reichiana dell’orgasmo vaginale dovevo controllarmi perché mi sentivo tremare la voce e mancare il fiato: benché ne avessi scritto chiaro e tondo, ero in difficoltà a dirlo chiaro e tondo che sono una clitoridea. Passare al piano personale è entrare…”</span></em></span></div>
<div><span><br />
<em><span style="color:#333399;">“…Muoversi su un altro piano: questo è il punto su cui difficilmente arriveremo ad essere capite, ma è essenziale che non manchiamo di insistervi”. Solo ponendosi su un altro piano è possibile fare perdere alla cultura patriarcale “la certezza della sua opera”. L’altro piano è quello che va oltre la polemica diretta, la contrapposizione, e che privilegi percorsi di autenticità, “smantellando i miti e trovando dentro se stessa la propria integrità”: “ci vuole più forza a mostrarsi spogliate che a barricarsi dietro la parola consacrata; ci vuole forza ad avere il coraggio<br />
della semplicità”.</span></em></span></div>
<div><span><br />
<em><span style="color:#333399;">“…Con un uomo non è mai entusiasmante perché non ti dice “Forza, il mondo ti appartiene, segui i tuoi desideri, gli impulsi… Vuoi incontrare persone? Incontrale. Vuoi amare un uomo? Amalo. Vuoi rompere la routine? Rompila”. No l’uomo ti guarda con occhi profondi e mormora “Non so come potrei superare”. Solo una donna può dirti “Forza il mondo ti appartiene…”</span></em></span></div>
<div><span style="color:#800080;"><br />
Mi chiedo: quante donne sono in grado di dirlo veramente? A quante donne è stato detto da un’altra donna? E in che misura conta l’”ordine del materno” in tutto ciò?</span></div>
<div><span style="color:#800080;"><br />
Di questo, di come vivo e vedo l’intera faccenda, racconterò nelle prossime pagine.</span></div>
<div><span style="color:#800080;">Perché è da qui che il mio vero diario è ricominciato…<br />
</span></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le streghe - Dialoghi con Leucò]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/?p=153</link>
<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 23:03:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.wordpress.com/?p=153</guid>
<description><![CDATA[
Odisseo giunse da Circe, avvertito del pericolo e immunizzato magicamente contro gli incanti. Di qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><img class="alignnone" src="http://www.spelman.edu/~mprice2/brunsonmegan2/images/tilla-circe-L.jpg" alt="" width="271" height="210" /></p>
<p class="MsoNormal"><em>Odisseo giunse da Circe, avvertito del pericolo e immunizzato magicamente contro gli incanti. Di qui, l’inutilità di bacchetta della maga. Ma la maga -antica dea mediterranea scaduta di rango- sapeva da tempo che nel suo destino sarebbe entrato un Odiseeo. Di ciò Omero non ha tenuto quel conto che si vorrebbe.</em></p>
<p class="MsoNormal"><em> </em></p>
<p class="MsoNormal">(Parlano Circe e Leucotea)</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Credimi, Leucò, lì per lì non capii. Succede a volte di sbagliare la formula, succede un’amnesia. Eppure l’avevo toccato. La verità è che l’aspettavo da tanto tempo che non ci pensavo più. Appena capii tutto – lui aveva fatto un balzo e messo mano alla spada- mi venne da sorridere – tanta fu la contentezza e insieme la delusione. Pensai perfino di poterne fare a meno, di sfuggire alla sorte. “Dopotutto è Odisseo” pensai, “uno che vuol tornare a casa”. Pensavo già d’imbarcarlo. Cara Leucò. Lui dimenava quella spada – ridicolo e bravo come solo un uomo sa essere- e io dovevo sorridere e squadrarlo come faccio con loro, e stupirmi e scostarmi. Mi sentivo come una ragazza, come quando eravamo ragazze e ci dicevano che cosa avremmo fatto da grandi e noi giù a ridere. Tutto si svolse come un ballo. Lui mi prese per i polsi, alzò la voce, io divenni di tutti i colori – però ero pallida, Leucò- gli abbracciai le ginocchia e cominciai la mia battuta: “Chi sei tu? Da quale terra generato...”. poveretto, pensavo, lui non sa quel che gli tocca. Era grande, ricciuto, un bell’uomo, Leucò. Che stupendo maiale, che lupo, avrebbe fatto.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Ma queste cose gliele hai dette, nell’anno che ha passato con te?</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Oh ragazza, non parlare delle cose del destino con un uomo. Loro credono di aver detto tutto quando l’hanno chiamato la catena di ferro, il decreto fatale. Noi ci chiamano le signori fatli, sai.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Non sanno sorridere.</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Sì. Qualcuno di loro sa ridere davanti al destino, sa ridere dopo, ma durante bisogna che faccia sul serio o che muoia. Non sanno scherzare sulle cose divine, non sanno sentirsi recitare come noi. La loro vita è così breve che non possono accettare di far cose già fatte o sapute. Anche lui, l’Odisseo, il coraggioso, se gli dicevo una parola in questo senso, smetteva di capirmi e pensava a Penelope.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Che noia.</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Sì ma vedi, io lo capisco. Con Penelope non doveva sorridere, con lei tutto, anche il pasto quotidiano, era serio e inedito – potevano prepararsi alla morte. Tu non sai quanto la morte li attiri. Morire è sì un destino per loro, una ripetizione, una cosa saputa, ma s’illudono che cambi qualcosa.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Perchè allora non volle diventare un maiale?</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Ah Leucò, non volle nemmeno diventare un dio, e sai quanto Calipso lo pregasse, quella sciocca. Odisseo era così, ne maiale ne dio, un uomo solo, estremamente intelligente, e bravo davanti al destino.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Dimmi, cara, ti è piaciuto molto con lui?</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Penso una cosa, Leucò. Nessuna di<span> </span>noi dee ha mai voluto farsi mortale, nessuna lo ha mai desiderato. Eppure qui sarebbe il nuovo, che spezzerebbe la catena.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Tu vorresti?</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Che dici Leucò...Odisseo non capiva perchè sorridevo. Non capiva sovente nemmeno che sorridevo. Una volta credetti di avergli spiegato perchè la bestia è più vicina a noi altri immortali che non l’uomo intelligente e coraggioso. La bestia che mangia, che monta, e non ha memoria. Lui mi rispose che in patria lo attendeva un cane, un povero cane che forse era morto, e mi disse il suo nome. Capisci, Leucò,quel cane aveva un nome.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Anche a noialtre dànno un nome gli uomini.</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Molti nomi mi diede Odisseo stando sul mio letto. Ogni volta era un nome. Dapprincipio fu come il grido della bestia, di un maiale o del lupo, ma lui stesso a poco a poco si accorse ch’eran sillabe di una sola parola. Mi ha chiamata col nome di tutte le dee, delle nostre sorelle, coi nomi della madre, delle cose della vita. Era come una lotta con me, con la sorte. Voleva chiamarmi, tenermi, farmi mortale. Voleva spezzare qualcosa. Intelligenza e coraggio ci mise – ne aveva- ma non seppe sorridere mai. Non seppe mai cos’è il sorriso degli dèi – di noi che sappiamo il destino.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Nessun uomo capisce noialtre, e la bestia. Li ho veduti i tuoi uomini. Fatti lupi o maiali, ruggiscono ancora come uomini interi. È uno strazio. Nella loro intelligenza sono ben rozzi. Tu hai molto giocato con loro?</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Me li godo, Leucò. Me li godo come posso. Non mi fu dato di avere un dio nel mio letto, e di uomini soltanto Odiseeo. Tutti gli altri che tocco diventano bestia e s’infuriano, e mi cercano così, come bestie. Io li prendo, Leucò: la loro furia non è meglio nè peggio dell’amore di un dio. Ma con loro non devo sorridere; li sento coprirmi e poi scappare a rintanarsi. Non mi succede di abbassare gli occhi.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: E Odisseo...</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Non mi chiedo chi siano...Vuoi sapere chi fosse Odisseo?</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Dimmi, Circe.</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Una sera mi descrisse il suo arrivo in Eea, la paura dei compagni, le sentinelle poste alle navi. Mi disse che tutta la notte ascoltarono i ringhi e i ruggiti, distesi nei mantelli sulla spiaggia del mare. E poi che, apparso il giorno, videro di là dalla selva levarsi una spira e che gridarono di gioia, riconoscendo la patria e le case. Queste cose mi disse sorridendo – come sorridono gli uomni- seduto al mio fianco davanti al camino. Disse che voleva scordarsi chi ero e dov’era, e quella sera mi chiamò Penelope.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: O Circe, così sciocco è stato?</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Leucina, anch’io fui sciocca e gli dissi di piangere.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Figùrati.</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: No, che non pianse. Sapeva che Circe ama le bestie, che non piangono. Pianse più tardi, pianse il giorno che gli dissi il lungo viaggio che restava e la discesa nell’Averno e il buio pesto dell’Oceano. Questo pianto che pulisce lo sguardo e dà forza, lo capisco anch’io Circe. Ma quella sera mi parlò – ridendo ambiguo- della sua infanzia e del destino, e mi chiese di me. Ridendo parlava, capisci.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Non capisco.</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Ridendo. Con la bocca e con la voce. Ma gli occhi pieni di ricordi. E poi mi disse di cantare. E cantando mi misi al telaio e la mia voce rauca la feci voce della casa e dell’infanzia, la raddolcii, gli fui Penelope. Si prese il capo fra le mani.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Chi rideva alla fine?</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Nessuno, Leucò. Anch’io quella sera fui mortale. Ebbi un nome: Penelope. Quella fu l’unica volta che senza sorridere fissai in faccia la mia sorte e abbassai gli occhi.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: E quest’uomo amava un cane?</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Un cane, una donna, suo figlio, e una nave per correre il mare. E il ritorno innumerevole dei giorni non gli parve mai destino, e correva alla morte sapendo cos’era, e arricchiva la terra di parole e di fatti.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Oh Circe, non ho i tuoi occhi ma qui voglio sorridere anche io. Fosti ingenua. Gli avessi detto che il lupo e il maiale ti coprivano come una bestia, sarebbe caduto, si sarebbe imbestiato anche lui.</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Gliel’ho detto. Storse appena la bocca. Dopo un poco mi disse: “Purchè non siano i miei compagni”.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Dunque geloso.</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Non geloso. Teneva a loro. Capiva ogni cosa. Tranne il sorriso di noi dèi. Quel giorno che pianse sul mio letto non pianse per la paura, ma perchè l’ultimo viaggio gli era imposto dal fato, era una cosa già saputa. “E allora perchè farlo?”mi chiese cingendosi la spada e camminando verso il mare. Io gli portai l’agnella nera e, mentre i compagni piangevano, lui avvistò un volo di rondini sul tetto e mi disse: “Se ne vanno anche loro. Ma loro non san quel che fanno. Tu, signora, lo sai”.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Nient’altro ti ha detto?</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Nient’altro.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Circe, perchè non l’hai ucciso?</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: Ah sono davvero una stupida. Qualche volte dimentico che noialtre sappiamo. E allora mi diverto come fossi ragazza. Come se tutte queste cose avvenissero ai grandi, agli Olimpici, e avvenissero così, inesorabili e fatti di assurdo, d’improvviso. Quella che mai prevedo è appunto di aver preveduto, di sapere ogni volta quel che farò e quel che dirò – e quello che faccio e che dico diventa così sempre nuovo, sorprendente, come un gioco, come quel gioco degli scachi che Odisseo m’insegnò, tutto regole e norme ma così bello e imprevisto, coi suoi pezzi d’avorio. Lui mi diceva sempre che quel gioco è la vita. Mi diceva che è un modo di vincere il tempo.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Troppe cose ricordi di lui. Non l’hai fatto maiale nè lupo, e l’hai fatto ricordo.</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: L’uomo mortale, Leucò, non ha che questo di immortale. Il ricordo che porta è il ricordo che lascia. Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnàti.</p>
<p class="MsoNormal">LEUCOTEA: Circe, anche tu dici parole.</p>
<p class="MsoNormal">CIRCE: So il mio destino, Leucò. Non temere.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il ministro soubrette Carfagna e le donne]]></title>
<link>http://jekrippa.wordpress.com/?p=46</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 11:40:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>jekrippa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ecco un video in cui è protagonista il Ministro delle pari opportunità

Non ho ancora sentito una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un video in cui è protagonista il Ministro delle pari opportunità</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Q80uRUfbjgk'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Q80uRUfbjgk&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Non ho ancora sentito una reazione, forte e decisa da parte delle donne e da parte delle femministe nei confronti della vicenda del Ministro delle pari opportunità. Vi siete sempre battute per i vostri diritti e per riuscire ad emanciparvi, ma in questo caso solo silenzo. Non riesco a capire il motivo, mi aspettavo che vi sareste mosse almeno per chiedere al ministro di fare luce sui motivi della sua carriera lampo in politica. In un articolo apparso oggi sul sito di Repubblica, la Carfagna dice che pure la Binetti le ha manifestato solidarietà per quello che è successo, donne alzate la testa e chiedete chiarezza sui fatti. C'è in gioco la vostra dignità</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Joyce Salvadori Lussu]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/?p=144</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 20:33:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
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<description><![CDATA[Interessante l&#8217;articolo proposto da Carmilla su Joyce Lussu, una delle figure più straordinar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante l'articolo proposto da Carmilla su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joyce_Lussu"><strong>Joyce Lussu</strong></a>, una delle figure più straordinarie del 900: antifascista, partigiana Medaglia d'argento al valore militare (esperta di evasioni e documenti falsi); prima a tradurre le poesie di <strong>Nazim Hikmet</strong> e a diffonderle, in Italia, insieme a quelle di Ho Chi Min, di Castro, delle Black Panthers e di altri poeti guerriglieri; scrittrice e traduttrice<br />
di opere sul neocolonialismo; educatrice.<br />
Curiosità contenuta nell'articolo: l'evasione della moglie e del figlio<br />
di Hikmet dal carcere turco dove erano rinchiusi.</p>
<p>Questo l'articolo:<strong> <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2008/07/002698.html">NON C'ERA SOLO EMILIO</a></strong></p>
<p><img class="alignnone" src="http://visionidiblimunda.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/visionidiblimunda/Joyce%20lussu.bmp" alt="" /></p>
<h5><em>Non vivere su questa terra<br />
come un inquilino<br />
oppure in villeggiatura<br />
nella natura<br />
vivi in questo mondo<br />
come se fosse la casa di tuo padre<br />
credi al grano al mare alla terra<br />
ma soprattutto all’uomo.</em></h5>
<h5>Nazim Hikmet</h5>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rete Rosa al S.Michele]]></title>
<link>http://fortebraccio1947.wordpress.com/?p=11</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 09:02:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>fortebraccio1947</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Si è svolta il primo luglio 2008 una iniziativa, proposta dalla associazione di genere &#8220;Rete]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left;">
<p>Si è svolta il primo luglio 2008 una iniziativa, proposta dalla associazione di genere "Rete Rosa, preziosa per questa città. Non ho partecipato all'evento ma ho letto dai manifesti affissi in città che erano stati invitati il sindaco, gli amministratori, i partiti, i cittadini. Cosa sia accaduto e come sia andata è un mistero perché, e dispiace, nessuno su questo spazio (che inizia ad avere un "ascolto" significativo) ha riportato per lo meno la cronaca della giornata. Cosa chiedono le donne di Rete Rosa? Che dice il sindaco? Cosa propongono i partiti del centro sinistra? Forse, e me ne dispiace, le donne di Rete Rosa non leggono questo blog? Se così fosse significa che, ancora una volta, gli uomini tendono ad occupare tutti gli spazi, anche quelle relativi all'informazione. Vorrei essere smentito da un intervento della "rete" o da una donna che ha seguito la manifestazione.</p></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diciassettesima Cartolina. Work is for Pussies.]]></title>
<link>http://cartolinedamarte.wordpress.com/?p=50</link>
<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 12:52:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>cartolinedamarte</dc:creator>
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<description><![CDATA[Io credo nelle 35 ore lavorative, come Lionel Jospin. Da spalmare però in 365 giorni.
Credo anche c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo nelle 35 ore lavorative, come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lionel_Jospin" target="_blank">Lionel Jospin</a>. Da spalmare però in 365 giorni.</p>
<p>Credo anche che sia giusto e dovuto che le donne ricoprano ruoli dirigenziali. Ma tutti.</p>
<p>A dirla tutta le donne dovrebbero essere le uniche a lavorare per almeno un 4000 anni, per colmare lo storico lack di emancipazione che divide i due sessi.</p>
<p>Questo sì che è femminismo con le palle.</p>
<p>Marx diceva che l'uomo si distingue tra gli animali, che passano il tempo solo a nutrirsi e accoppiarsi, grazie al lavoro. La Bibbia dice che l'uomo si distingue come tale nella festa.</p>
<p>Mi dispiace Karl, un punto per Dio. Palla al centro.</p>
<p>Peraltro deve essere dura essere battuti da qualcuno che non esiste, questo spiega molto del risultato della Sinistra Arcobaleno nelle scorse elezioni.</p>
<p>Come Karl però, non capisco i piccoli borghesi o se preferite i piccoli imprenditori.</p>
<p>Lavorano 12 ore al giorno, la maggior parte in nero e pensano di appartenere al terzo mondo se non riescono a permettersi uno stile di vita equivalente a Mister Arcore.</p>
<p>"Se paghiamo le tasse non riusciamo ad andare avanti" amano dire al dipendente pubblico che le paga anche per loro direttamente in busta paga. Quando quest'ultimo obbietta, questi replicano con "ma stai zitto te che non fai un cazzo". Mica sono tutti pirla che lavorano 12 ore al giorno, risponderei io.</p>
<p>Mi ricordo quando ho fatto il magazziniere in un mobilificio.</p>
<p>Un lavoro di merda: sporco, pesante, senza gratificazioni.</p>
<p>La famigliuola che gestiva questa azienda lavorava 355 giorni all'anno per poter passare 10 giorni in un villaggio turistico.</p>
<p>Usavano "la macchina aziendale" (una Bmw o Audi station wagon con interni in pelle nera, non scherzo) per caricare la legna. Sì, non so se avevano approfittato dello sgravo sull'IVA per comprarla, perchè onestamente non sono sicuro che sia permesso prendere ogni tipo di veicolo, tant'è che ci caricavano la legna.</p>
<p>Volevo chiamare la protezione auto, per reintegrarla nel suo habitat naturale: le autostrade tedesche. Povera.</p>
<p>Per non parlare di quando mi facevano caricare camion pieni di ogni tipo di rifiuti (capito cosa intendo per "lavoro di merda"?) per andare a bruciarli illegalmente dentro delle buche scavate nel bosco.</p>
<p>Mi licenziarono. Leggevo un libro sul Punk mentre dovevo aiutare il falegname di turno a montare dei mobili. Poco male, tanto non sapevo farlo.</p>
<p>Tsk, cazzo serviva poi quel trapano, mai sentito parlare di Ikea?</p>
<p>Ah, che bello l'odio di classe.</p>
<p>Marx - Dio: 1 pari.</p>
<p>Concludo.</p>
<p>Pensateci. Come diavolo è possibile che dopo migliaia di anni di evoluzione e progresso umano siamo ancora obbligati a lavorare per vivere? Come cazzo si fa a chiamarla evoluzione, dico io. Abbiamo sbagliato tutto.</p>
<p>Siamo vittime del nostro stesso sistema, che manica di imbecilli.</p>
<p>Come fai a chiamare "realizzazione" qualcosa che sei obbligato comunque a fare, pena non mangiare.</p>
<p>Cacciatori/raccoglitori dico io.</p>
<p>W <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chuck_Palahniuk" target="_blank">Chuck Palahniuk</a>.</p>
<p>Vedrete cosa vi combinerò quando viaggiando in areo incontrerò il mio corrispettivo figo e rivoluzionario.</p>
<p>Aprirò con i ripetitori Mediaset. (chi intende, intende).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;"><strong><em>el</em></strong> <em><span style="font-size:18pt;">π</span></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La politica dell'autocoscienza]]></title>
<link>http://gfabbri.wordpress.com/?p=33</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:25:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>gfabbri</dc:creator>
<guid>http://gfabbri.wordpress.com/?p=33</guid>
<description><![CDATA[Una riflessione sulla pratica  del piccolo gruppo nel Movimento delle donne
Ricerca a cura di:
 Dal ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gfabbri.files.wordpress.com/2008/06/autocoscienza_introduzione.pdf"></a>Una riflessione sulla pratica  del piccolo gruppo nel Movimento delle donne<br />
Ricerca a cura di:<br />
<strong> Dal Pra Brunella<br />
Doughty Mary Elen<br />
Fabbri Gabriella<br />
Greghi  Vanda</strong></p>
<p>del Collettivo Femminista "Il torrione"<br />
Ferrara  1979</p>
<hr /><strong>INDICE</strong></p>
<p><em>Introduzione - </em><a href="http://gfabbri.files.wordpress.com/2008/06/autocoscienza_introduzione.pdf">autocoscienza_introduzione</a></p>
<p><strong>Capitolo I - Noi e l'autocoscienza</strong><br />
La storia del nostro gruppo<br />
Nasce il primo gruppo di autocoscienza a Ferrara<br />
Conoscersi<br />
Alcuni problemi<br />
Perchè un libro sull'autocoscienza<br />
Alcuni problemi dello scrivere</p>
<p><strong>Capitolo II - Dentro l'autocoscienza</strong><br />
Che cos'è l'autocoscienza<br />
Come si fa autocoscienza<br />
Perchè solo donne<br />
Chi fa autocoscienza<br />
Come si procede<br />
Di che cosa si parla in autocoscienza<br />
Quando e dove<br />
Il luogo<br />
Presa di coscienza<br />
Riconoscersi e Donne è bello<br />
Nascita del gruppo<br />
I ruoli<br />
Il problema del leader<br />
Differenze e specificità<br />
Il gioco delle coppie<br />
Facciamoci a pezzi<br />
Abbandono e rottura del gruppo<br />
Quando finisce l'autocoscienza<br />
Riflessioni sugli aspetti terapeutici dell'autocoscienza<br />
Autocoscienza, terapie di gruppo e pratica dell'inconscio</p>
<p><strong>Capitolo III - Per una storia della autocoscienza</strong><br />
Introduzione<br />
Gli anni '60 e la nascita del femminismo americano<br />
Gli anni '60 e la nascita del femminismo in Italia<br />
Il '68 e il movimento studentesco<br />
Autonomia e separatismo<br />
I primi gruppi femministi<br />
Dalla presa di coscienza all'autocoscienza<br />
Le prime pubblicazioni femministe<br />
Il '74 e la nascita dei collettivi<br />
Le "Politiche" e le "Separatiste"<br />
La politica dei collettivi</p>
<p><strong>Nota bibliografica</strong><br />
Il romanzo<br />
Le interviste<br />
Libri americani sull'argomento<br />
Articoli americani<br />
Libri italiani sull'argomento<br />
Articoli italiani consultati</p>
<p><ins datetime="00"></ins></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Sfinge II]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/?p=92</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 21:03:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.wordpress.com/?p=92</guid>
<description><![CDATA[
Rimango sempre di stucco davanti alla libertà delle donne. Noi le vediamo come esseri subalterni, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.amigus.org/web/archives/uploads/2004_04_04/saramago.jpg" alt="" width="380" height="368" /></p>
<p>Rimango sempre di stucco davanti alla libertà delle donne. Noi le vediamo come esseri subalterni, ci divertiamo alle loro futilità, le cambiamo quando ormai sono sciupate, e ognuna di loro è capace di coglierci alla sprovvista, stendendoci davanti vastissimi campi di libertà, come se sotto alla loro obbedienza, un'obbedienza che sembra cercare se stessa, costruissero le mura di un'indipendenza rude e illimitata. Dinanzi a queste mura noi, che credevamo di sapere tutto dell'essere inferiore che a poco a poco abbiamo addomesticato o abbiamo trovato addomesticato, ci ritroviamo disarmati, inesperti e spaventati: quel cagnolino che tanto volenterosamente si rotolava per terra, sulla schiena, mostrando il ventre, d'un balzo si mette in piedi, fremente d'ira, e all'improvviso i suoi occhi ci sono estranei, occhi profondi, sfuggenti e ironicamente indifferenti. Quando i poeti romantici dicevano (o dicono ancora) che la donna è una sfinge, avevano ragione, che Dio li benedica. <strong>La donna è la sfinge</strong>, e dev'esserlo, perché l'uomo si è impadronito di ogni conoscenza, di ogni sapere, di ogni potere.<br />
Ma tale è la fatuità dell'uomo che alla donna è bastato erigere in silenzio i muri dell'ultimo rifiuto perché lui, sdraiato all'ombra, quasi fosse sdraiato sotto una penombra di palpebre obbedienti, potesse dire, convinto: «Non c'è niente al di là di questa parete».       Tremendo errore da cui non ci siamo ancora risvegliati.<br />
La segretaria Olga ha fatto l'amore con me, ma non per obbedienza al maschio, né per abitudine alla sottomissione, né tantomeno per effetto del mio fascino. Mi ha accettato perché lo aveva già deciso, o si era preparata a deciderlo qualora l'occasione lo avesse richiesto. E se è vero che la mezz'ora intercorsa fra il suo ingresso e il gesto delle braccia incrociate con cui si è sfilata la blusa da sopra la testa, è stata colmata dai passaggi e dai trucchi di una seduzione stanca, il motivo è solo quel piccolo, reciproco cerimoniale cui le coppie non devono venir meno, o ne potrebbe essere pregiudicato il seguito.</p>
<h4>Josè Saramago<br />
Manuale di pittura e calligrafia<br />
1977</h4>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
