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	<title>facolta-di-lettere-e-filosofia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/facolta-di-lettere-e-filosofia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "facolta-di-lettere-e-filosofia"</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 19:18:26 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Puede ser que la vida me guíe hasta el sol...]]></title>
<link>http://eremoletterario.wordpress.com/?p=143</link>
<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 16:00:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>EDN</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Cari lettori e amici,
è finalmente finito un lungo periodo che durava all&#8217;incirca da Natale.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://eremoletterario.wordpress.com/files/2008/03/laurea180308.jpg" style="float:left;margin-right:3px;" alt="laurea180308.jpg" />
<div style="text-align:justify;">Cari lettori e amici,</div>
<p style="text-align:justify;">è finalmente finito un lungo periodo che durava all'incirca da Natale. Un periodo in cui una buona parte delle mie attività extra universitarie hanno subito un rallentamento. Fra queste ovviamente le mie letture e, di riflesso, l'edizione di nuove recensioni per questo sito. Ad ogni modo, ho continuato a scrivere e nello specifico ho trattato di alcuni film, usciti recentemente, ispirati a romanzi <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">che non ho avuto la fortuna di leggere</span>. In questo periodo ho raggiunto nuove vette nelle statistiche di visite (che rimangono l'unico indice dell'interesse accordato agli argomenti trattati, dato che purtroppo i commenti languono), e la recensione sui generis di <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">Into the Wild</span> credo rimarrà a lungo l'articolo più letto del blog. Ho aggiunto anche alcuni accessori come i feed qui affianco, ma soprattutto il tasto PDF per poter leggere gli ultimi articoli <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">comodamente off-line</span>.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel frattempo però, come avrete capito, ho scritto la mia tesi di laurea e alla fine martedì 18 sono riuscito a laurearmi. Non voglio parlare di traguardo (nella vita credo esistano solo traguardi volanti), ma di tappa, importante certo, che sento di aver già messo alle spalle. Adesso spero di poter dedicare un pò di tempo a me stesso e quindi <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">rinnovare</span> il mio impegno in EremoLetterario (a proposito per Pasquetta è in programma una gita agli eremi abruzzesi).</p>
<p style="text-align:justify;">Aggiungo questa foto, suggestiva e <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">particolarmente allusiva</span>, che mi ritrae in Piazza Santo Stefano a Bologna all'uscita del Dipartimento di Storia. Il titolo di questo post è la strofa di una canzone di <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">El Canto del Loco</span> intitolata <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">Puede ser</span> del disco <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">A Contracorriente.</span> Oltre ad essere particolarmente indicata, mi ha accompagnato nei miei forse ultimi giorni da studente...</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[I fatti non sono opinioni]]></title>
<link>http://owblog.wordpress.com/?p=237</link>
<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 08:13:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jack</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ancora residui del polverone oscurante e oscurantista sui professori della Sapienza contro Ratzinger]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora residui del polverone oscurante e oscurantista sui professori della Sapienza contro Ratzinger. Non se ne può davvero più della coartazione della verità e dell'ordine razionale delle cose. Mi riferisco a un giornalista di gran nome e vaglia, Pierluigi Battista, che sul Corriere della Sera di lunedì 11 febbraio firma un corsivo affocato in cui si scaglia contro i «<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/febbraio/11/Pochi_prepotenti_abili_con_media_co_9_080211096.shtml" target="_blank">pochi, prepotenti ma abili con i media</a>» che minacciano, urlano, intimidiscono, boicottano, aggrediscono, veri «professionisti dell'imbavagliamento», anzi membri della «nuova internazionale del bavaglio».</p>
<p><!--more--><br />
Chi sono questi abili quattro gatti che utilizzando il rimbombo dei media da loro dominati riescono a spaurire i giganti? Sono i soliti 67 professori della Sapienza con seguito di pochi studenti antipapali e, allo stesso modo, sono quelli che hanno boicottato la Fiera del Libro di Torino perché ospitante scrittori israeliani.<br />
Ora, posto che il confronto mi pare davvero pazzesco, e su questo non vorrei dire altro, giacché sentirmi avvicinato a un anti-israelianismo sconfinante con l'antisemitismo mi mette in corpo troppa agitazione, il punto è che dobbiamo per l'ennesima volta ritornare a spiegare come sono andate veramente le cose nella faccenda Sapienza-papa, visto che la vulgata distorcente è ormai così sedimentata e metabolizzata che pure un opinionista raffinato e gentiluomo come Battista si sente in dovere di esplodere col proprio sdegno contro i pochi che soffocherebbero i molti.</p>
<p><img style="width:236px;height:136px;float:right;" src="http://www-utenti.dsc.unibo.it/%7Edore/ig/papabanner1.jpg" alt="" />Allora: la lettera dei professori era rivolta al rettore, di cui si criticava la scelta di invitare il Santo Padre a tenere la lectio magistralis di indirizzo scientifico dell'anno accademico: diritto di critica interno alla gestione dell'ateneo, che mi pare nessuno può sindacare, e soprattutto critica ferma ma praticamente impotente, infatti il rettore ha perseverato nella volontà di invitare il teologo Ratzinger, ed era nella sua facoltà farlo.<br />
Ancora: nessuno ha impedito al Papa di rispondere positivamente all'invito del rettore, non c'erano problemi di ordine pubblico né di larga ostilità, visto che i firmatari della lettera erano solo 67 e gli studenti non erano migliaia; il Vaticano e lo stormo di atei devoti e teo-con e teo-dem e teo-teo teandrici hanno a disposizione un immane megafono mediatico e lo usano costantemente, mentre i professori universitari al massimo scrivono su qualche giornale comunista; chi fa scienza non imbavaglia nessuno e soprattutto non fonda le proprie parole su Wikipedia, come sostiene Battista, ma sulla filologia e sulla comunicazione e verifica dei saperi.</p>
<p>Insomma, è assolutamente falso che a Benedetto XVI sia stato impedito di parlare alla Sapienza da parte di pochi potentissimi imbavagliatori. La realtà e un'altra, e non si può stravolgere bellamente, come si fa nel dibattito politico italiano in cui ogni cosa si converte nel suo opposto senza problemi di carattere logico, oltre che morale. Dobbiamo abituarci a rispettare la realtà dei fatti, e poi eventualmente esprimere un'opinione. La realtà dei fatti è che le alte gerarchie ecclesiastiche hanno una invadenza mediatica incredibile in questo paese, ogni domenica e quasi tutti i giorni su televisione e giornali. Tutto ciò è parte di una volontà di schiacciare la tradizione del pensiero critico. Tutto ciò è parte di un progetto globale di reintrodurre e rafforzare il principio di autorità. Obbedire a una autorità antica e potente come un'autorità religiosa risulta bello, di moda, seduttivo per quel tanto di irrazionalità e di forza che promana dall'autorità, meglio ancora se parla latino e si gira di spalle in un abisso nebuloso di astrazione davanti all'altare.<br />
Ma il punto non è soltanto l'aver liquidato il Concilio Vaticano II e il cristianesimo democratico per tornare al Sillabo. Questo sembrerebbe un problema interno alla politica ecclesiastica, che lasciamo agli addetti. Il punto è che siamo difronte a un ritorno della fascinazione del senso religioso come accecamento e "omnia munda mundis", ci sentiamo terribilmente deboli e irrisi se ci aggrappiamo alle ragioni della ragione e dell'etica laica. Dio ci deve schiacciare, visto che non riesce a farsi amare, questo sembra il messaggio che ci giunge dall'internazionale globale della nuova sacralità dei poteri.</p>
<p>In questo clima atroce ecco che la balla luciferina dei pochi professorini che fermano il papa-gigante si presenta come verità, e pure uno in gamba come Battista ci cade. I granchi voglion morder le balene, ma le balene con uno sfiato poderoso vinceranno sempre. Oggi ci dicono che le balene sono piccole e i granchi immensi come in qualche film di fantascienza giapponese degli anni Settanta. E voi ci credete?<br />
Insomma, se vogliamo far convivere società civile e religione in forme non di subalternità dell'una o dell'altra, bisognerà tornare al rispetto della verità e soprattutto all'uso equilibrato dei media. Ove la par condicio in Italia non è mai esistita, soprattutto a sfavore della Chiesa cattolica.</p>
<p><span style="font-weight:bold;"><a href="http://www.disp.let.uniroma1.it/contents/SchedaDocente.aspx?idDocente=26" target="_blank">Roberto Gigliucci</a><br />
Ricercatore di Letteratura italiana<br />
Facoltà di lettere e filosofia - Università degli studi di Roma "La Sapienza"</span></p>
]]></content:encoded>
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