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	<title>evoluzione-motori-di-ricerca &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/evoluzione-motori-di-ricerca/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "evoluzione-motori-di-ricerca"</description>
	<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 15:47:58 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Il ruolo del SEO nel web semantico]]></title>
<link>http://andreasardo.wordpress.com/2008/04/21/23/</link>
<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 17:15:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreasardo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Uno spunto di riflessione sui rapporti tra SEO ed evoluzione dei motori di ricerca.
Volendo analizza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Uno spunto di riflessione sui rapporti tra SEO ed evoluzione dei motori di ricerca.<br />
Volendo analizzare in macro-tappe la storia dei motori di ricerca, nella strategia utilizzata per la costruizione gli indici, possiamo definire una prima fase basata sulle tecniche di analisi testuale ereditate dall&#8217;information retrieval; tali tecniche, rivelatesi inadeguate a offire risultati contraddistinti da una rilevanza accettabile, sono state in seguito affiancate dal paradigma basato sulla link analysis, di cui PageRank è l&#8217;esempio universalmente più conosciuto. Anche questa stategia, inizialmente impostata su un approccio quantitativo nel conteggio dei backlinks, si è rivelata debole, offrendo il fianco alle numerose tecniche di spamdexing e costringendo gli ingegneri di Google a rilasciare numerosi aggiornamenti per coprirne di volta in volta le lacune. Tali aggiornamenti hanno voluto porre un freno allo spam e nel contempo mutare l&#8217;approccio della link analysis in senso qualitativo, introducendo altresì elementi per meglio monitorare la bontà e la naturalezza dei contenuti (vedi topic distillation e <a title="latent semantic indexing, SEO cafè blog di andrea sardo" href="http://andreasardo.wordpress.com/2008/03/13/latent-semantic-indexing/" target="_self">latent semantic indexing</a>). Ora mi chiedo, dal momento che le speranze di sviluppo del web semantico e di agenti intelligenti per i motori di ricerca sono tuttora vive - ne sono la dimostrazione le ricerche nel campo attualmente in corso (come ad esempio <a title="WebFountain search engine" href="http://en.wikipedia.org/wiki/WebFountain" target="_self">WebFountain</a> dell&#8217;IBM)- il SEO ha qualche possibilità di battersi in un&#8217;opera di rivoluzione culturale, in primis presso i proprio clienti, per ottimizzare i siti degli stessi non solo in prospettiva ROI, ma anche spingendoli verso un atteggiamento costruttivo nei confronti di un&#8217;evoluzione dei motori di ricerca in tal senso,a partire da un&#8217;impegno semantico sul codice, alla cura delle etichette e all&#8217;idea che nel futuro &#8220;tutto debba farsi trovare in maniera più immediata e naturale&#8221;? Tale approccio, la cui applicabilità è naturalmente complessa nelle pratiche professionali di tutti i giorni, accelererebbe tuttavia la svolta semantica del Web, favorendo inoltre la percezione del SEO come un&#8217;attività che può dare buoni risultati a sito già fatto, ma ancora migliori se coinvolta nella progettazione e costruzione del sito. I vantaggi di un tale scenario sarebbero evidenti per tuute le parti in causa: il SEO, che amplierebbe la sua area operativa; i clienti, che di fronte a un progetto di comunicazione coerente in tutte le sue parti potrebbero integrare il discorso ROI in una strategia pianificata a priori, senza essere costretti a chiedere la luna  (o scorciatoie&#8230;) all&#8217;ultimo momento alle agenzie; infine il Web, per il quale un tale ordine rappresenterebbe la struttura portante di quel tanto atteso Web semantico, spinto dal basso dalla Forza dei Molti (Battelle) e dall&#8217;alto dalla ricerca tecnologica. Sarà solo utopia? Spero l&#8217;ardua sentenza non tocchi ai posteri, ma magari un po&#8217; prima&#8230;</p>
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