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	<title>esordio &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/esordio/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "esordio"</description>
	<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 22:57:44 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[INIZIAMO?]]></title>
<link>http://progmaru.wordpress.com/?p=4</link>
<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 21:36:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>progmaru</dc:creator>
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<description><![CDATA[Inizio oggi questo ennesimo blog, dove parlerò di tutto quello che ritengo opportuno. Ci saranno po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Inizio oggi questo ennesimo blog, dove parlerò di tutto quello che ritengo opportuno. Ci saranno post di natura politica, altri sul Giappone, altri sulla musica, etc... A presto!</p>
<p>Divino Patriarca</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Gianfranco Funari]]></title>
<link>http://jekrippa.wordpress.com/?p=70</link>
<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 09:06:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>jekrippa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nella giornata di ieri è venuto a mancare Funari, nel post di oggi non potevo non ricordarlo.
Quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri è venuto a mancare Funari, nel post di oggi non potevo non ricordarlo.</p>
<p>Questo è il suo esordio in tv</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/VSHqdn4kC8A'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/VSHqdn4kC8A&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>e in questo video con in buon Travaglio</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/WbvClkS0reA'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/WbvClkS0reA&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Funari" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Funari" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Funari</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Notte Arancione]]></title>
<link>http://zorapide.wordpress.com/?p=407</link>
<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 06:31:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>zorapide</dc:creator>
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<description><![CDATA[E dunque la Cabala ha avuto la sua giornata nera.
La Rai si è confermata non avere particolare acum]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">E dunque la Cabala ha avuto la sua <a href="http://zorapide.wordpress.com/2008/06/09/corvi/">giornata nera</a>.<br />
La Rai si è confermata non avere particolare acume nello scegliere i commentatori tecnici: Salvatore Bagni è a dir poco sconcertante, non fa altro che ripetere che "<em>Noi siamo più bravi</em>", che "<em>Noi siamo tecnicamente superiori</em>", che "<em>Noi....</em>", quando pigli tre scoppole così, incassi e porti a casa, e basta (Buffon <a href="http://www.gazzetta.it/Speciali/Europei/2008/Primo_Piano/2008/06_Giugno/09/donadoni_0906.shtml">docet</a>).</p>
<p style="text-align:justify;">L'Italia dei "Campioni del Mondo" si è trovata a giocare una partita a corto di fiato, perché a voglia a dire che "<em>La Formazione era sbagliata....</em>", che "<em>Il Centrocampo era poco incisivo....</em>", che "<em>L'attacco era praticamente nullo...</em>", quando le gambe non seguono la testa, quando vedi il pallone passare e prima che tu muova un tendine è già passato un treno arancione che te lo ha portato via, in gergo si dice che uno è "alle cozze" e non ci sono giustificazioni che tengano.<br />
No, dico un tiro dopo 60 minuti è davvero poco per una squadra che è detentrice del titolo mondiale.<br />
Da domani si cambia!<br />
E staremo a vedere.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Corvi]]></title>
<link>http://zorapide.wordpress.com/?p=405</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 10:11:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>zorapide</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Menagramo di un Menagramo!
E la smetta di Toccarmi il Culo!&#8221;.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"<em>Menagramo di un <a href="http://www.gazzetta.it/Speciali/Europei/2008/Primo_Piano/2008/06_Giugno/09/rassegna.shtml">Menagramo</a>!</em><br />
E la smetta di Toccarmi il Culo!".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[reset]]></title>
<link>http://cipensodopo.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 18:28:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Potrei importare tutti i post fatti su blogspot. Quel blog a cui ho cambiato url tre volte, in cui i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Potrei importare tutti i post fatti su blogspot. Quel blog a cui ho cambiato url tre volte, in cui in quasi due anni ho preteso innumerevoli volte di poter cambiare. Non l'ho fatto.</p>
<p>Non è questo il bello della rete? Posso ricominciare da zero nel giro di qualche minuto. La testa è un'altra cosa, in fin dei conti resta quella. Magari la stravolgi nel giro di metà anno, ma non c'è un foro in cui infilare la biro e riportare tutto alle condizioni originarie. Banalità, no? Eppure è così difficile adattarcisi.</p>
<p>Veniamo a me, cambiato sono cambiato. Più contento con me stesso, perchè ho imparato ad essere in disaccordo col mio ego. Prima col mio ego, poi col mondo esterno. Contraddizioni: le stesse che sono fonte di gioia e dubbio in ogni altro campo, siano hobby, sia orientamento per il mio futuro, siano sentimenti.</p>
<p>Ho imparato a non essere egocentrico tanto per, a non essere nonsense tanto per, a non essere maniacale tanto per, a non fare l'ossessivo tanto per. Ho imparato a capire chi sono e ho capito chi sono. Ma non ho imparato perchè lo voglia scrivere. Quindi non l'ho capito.</p>
<p>In ogni istante della mia giornata c'è il pensiero fisso "e questo come lo racconto". Godo nel raccontare, nel portare alle memorie altrui pezzi della mia, frammenti di vita vissuta, banalità e grandi avvenimenti. Il tutto senza accorgermi che, magari, sto annoiando. Me ne accorgo dopo, semmai il dubbio, spinto da quella gran capacità di empatia che tento di tenere sempre nascosta, dovesse saltare fuori lo fermo. Ci penso dopo. E' da qua che parte l'infinita ricerca di mezzi, modi e stili per raccontare meglio. Righe su messenger, post su blog o forum, foto dove c'è spazio, video su youtube... cronache simil-epiche, nonsense, tragicomiche... registri gergali, tecnici, finemente umoristici o paurosamente psichedelici. Non c'è mai la certezza dell'abbastanza, mai un freno all'innovazione.</p>
<p>Niente certezze. Le certezze ci sono solo alla fine, e -scusatemi se sembrerà una frase fatta- nella vita reale il lieto fine non esiste. Non è filosofia spicciola, è solo qualche combinazione di sinapsi che una volta tanto non ha prodotto tecnicissime elucubrazioni. Al massimo il lieto fine cercatemelo alla fine della vita: non siamo qui a discorrere di morti contenti, ma durante un termine è soltanto una rinuncia. Perchè le cose non peggiorino, perchè più di così non sono potute peggiorare, perchè è ora di dire basta, perchè purtroppo non si può portare avanti un esperienza. Trovatemi qualcosa che si faccia finire per pura felicità, senza compromessi.</p>
<p>Controbatterete, qualcosa di brutto può finir bene. E vi do ragione, vi ho pur detto che era solo una divagazione di una mente che è fatta per cose razionali e definite. Visto, ho sbagliato e l'ho ammesso. Ora è il vostro turno, sempre che non vi piacciano gli spazi vuoti sotto a un post.</p>
<p>A.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Autostima, Visita Ispettiva, Cabaret. Ho ucciso la madre senza accorgermene… cazzo!]]></title>
<link>http://arcanopennazzi.wordpress.com/?p=527</link>
<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 23:15:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Arcano Pennazzi</dc:creator>
<guid>http://arcanopennazzi.wordpress.com/?p=527</guid>
<description><![CDATA[
http://www.youtube.com/watch?v=bu6dlKKwBVc
Sabato, sabato si ha tempo per vivere e cercare d’orga]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="font-family:Tahoma;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/bu6dlKKwBVc'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/bu6dlKKwBVc&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></span></h4>
<h5 style="text-align:justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=bu6dlKKwBVc">http://www.youtube.com/watch?v=bu6dlKKwBVc</a></h5>
<h5 style="text-align:justify;">Sabato, sabato si ha tempo per vivere e cercare d’organizzarsi. Stamattina ho fatto il pane con la pasta madre fatta da noi <a href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/category/famiglia-vaniglia/" target="_blank">Vaniglia</a> che ha già quattro mesi. Alcuni vecchi panificatori anno delle “madri”, paste madri, vecchie duecento anni. Poi farò un video per spiegarvi cos’è sta cosa che si tiene viva, la pasta acida, e si mangia e fa bene oltre che far risparmiare. Più arzilla di un criceto e più longeva di una testuggine. Una delle iniziative del “mio” blog sarà quella di creare una sezione in cui promuovere <a href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/category/autoproduzione/" target="_blank">l’Autoproduzione</a>, far vedere, spiegare e capire come si fa, per far circolare la cultura del saper fare con le proprie mani, con la propria esperienza e con la propria fantasia. Perché quello che manca al cittadino oltre ad uno spazio vivibile e condivisibile, è proprio l’aver perso l’attitudine e l’abitudine al fare. O meglio si fa qualsiasi cosa ma per guadagnare denaro ma non per crescere come individui, persone, anime, pezzi di ossa, muscoli, liquido e aria fatti di spirito oltre che materia. Ma vi siete mai accorti che naso e orecchie continuano a crescere? Guardate la faccia di una persona anziana, sono le uniche parti della donna e dell’uomo che non smettono mai di crescere! Forse perché son curiose. Curiose di sentire e d’annusare. Allora gli adulti devono prenderle ad esempio perché studiano, fanno sport e giocano da bambini, nell’adolescenza e fino la prima giovinezza ma poi smettono, non afferrando che smettendo cessano d’imparare e diventano vecchi. E l’allungamento del naso e delle orecchie è la manifestazione fisica della primordiale gioia di scoprire, curiosare, sentire, annusare. Non si smette mai di crescere, ricordatevelo! Io adesso me lo segno sul taccuino, così me lo ricordo anche domani!</h5>
<h5 style="text-align:justify;">Poi dal laboratorio dell’autoproduzione scriverò, scriveremo se v’andrà di collaborare, un libro, dal titolo: “Autoproduzione - Nessuno farà per te quel che nemmeno tu vuoi fare”.<span> </span>Ovvero l’uso intelligente della tecnologia e dell’antico buon senso contadino: dal pesto alla genovese, alla corrente elettrica. Dalla felicità passando per internet, alla produzione domestica di birra. Dalla coltivazione di marijuana che sconfigge le mafie, alla costruzione di mobilia e suppellettili. Dal farsi un libro, al girare un film. Dall’incidere un Lp, al portare in scena uno spettacolo teatrale. Dalla coltivazione sinergica di un orto che così diventa quasi autosufficiente alla preparazion di detergenti per l’igiene intima e la casa. Ricette, consigli e motivazioni per cui cimentarsi con le proprie mani in prima persona e non rimaner solo spettatori e acquirenti. Come modificare l’economia partendo dai propri reali consumi e dalle proprie capacità. Creando una rete di scambio che faccia circolare sapere e conoscenza al posto dei soldi. E porti all’estinzione dei ricchi, categoria sociale inferiore ed inutile che non sapendo far nulla se non impartire ordini e rubar vite in cambio di qualche soldo, si auto annientò come i Dodo de “L’era glaciale”. La riscopertà della felicità, se no anche quella ci sembra di poterla comprare.</h5>
<h5 style="text-align:justify;">Prima però devo finire <a href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/2007/10/18/prestar-le-dita/" target="_blank">un paio di raccolte di poesie</a> e <a href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/2007/12/20/romanzo-a-puntate-glauco-besozzi/" target="_blank">Glauco Besozzi</a>. Poi apro la mia libreria on line e sarete finalmente liberi di pagare la mia arte, il mio estro ed il mio impegno. Venderò i libri in tre formati… Cazzo vi sto regalando la mia idea… mi dovrete pagare salassi! Poi ci saranno sorprese fantastiche, alcune opere le comprerete recapitandomi una caro… Cazzo vi sto regalando la mia idea… non mi dovrete pagare salassi, come per il <a href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/03/19/mangiamo-a-tutto-gas/" target="_blank">GAS</a> si passerà diretti dal consumatore, lettore, al produttore, scrittore, senza intermediari, rincari, spreco di carta, lo sapete che nel prezzo di copertina di quel che leggiamo è già computata la parte di libri che verranno stampati ma non verranno venduti e andranno al macero? Filiera corta! Diretta, sarà la bontà, qualità di quello che scrivo, a tenermi vivo.</h5>
<h5 style="text-align:justify;">Ma non era sabato? Dove sono finito? Mi sono perso, troppe cose per la testa, calma e gesso.</h5>
<h5 style="text-align:justify;">Sì era sabato e poi sono andato al parco a giocare con <a href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/03/06/le-parole/" target="_blank">Papo</a>, che ha preso in prestito i giochi di tutti i bimbi che incontravamo, per la serie l’erba del vicino è sempre più buona! Poi siamo tornati a casa e da bravi ometti ci siamo fatti la pappa mentre <a href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/02/24/190208-oltre-la-pianta-i-fiori-e-la-pasta-al-forno/" target="_blank">Morbidezze</a>, si è presa un paio d’ore di permesso dal lavoro non retribuito più importante del mondo ma considerato poca cosa nella moderna società perché non fa crescere il PIL. Qual’è!!? Essere Mamma!</h5>
<h5 style="text-align:justify;">Oggi è sabato ma voglio parlarvi di martedì. Ci siete ancora? Che post lunghi che scrivo… Martedì ho passato tutta la giornata lavorativa con l’ispettore dell’Iso 9001 per la visita ispettiva annuale. Tutto bene, e voglio anche vedere mi son smazzato scartoffie per tre settimane per mettere tutto in ordine. La sera avevo l’esordio al cabaret. Lo sapevo da una settimana perché avevo preso accordi la settimana precedente. Appena finita la visita sono schizzato a casa, e alle 18.00 dopo averlo cambiato una trentina di volte nell’arco delle ultime ventiquattro ore, ho finito di scrivere il pezzo che avrei portato in scena verso le 22.00, inizio dello spettacolo <a href="http://www.myspace.com/democomica" target="_blank">Democomica</a> al <a href="http://www.ciccosimonetta.org/palcoaperto/palcoaperto.htm" target="_blank">Cicco Simonetta</a>. Il pezzo per le 22.00 io non l’avrei mai imparato, sono l’antitesi in carne ed ossa di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pico_della_Mirandola" target="_blank">Pico della Mirandola</a>, sicché mi son detto: “Tutto ciò che non uccide fortifica! Tu, caro mio stasera farai una fragorosa figura di merda e andrà bene così!” Forse voi non sapete che io ho una paura fottuta del palco, anni fa feci un rocambolesco provino per Zelig che mi ha lasciato un imprinting altro che negativo, drammatico! E così ho fatto, sono uscito di casa tranquillo, conscio e contento d’andarmi a fare azzannare dallo squalo almeno un sogno, quello primordiale, fare il comico, me lo levo dalle palle. Sono uscito coi capelli che doveveno essere quelli di un sessantenne perché portavo in scena un Maestro Siculo Aikidoka sulla sessantina, ma m’è finita la bomboletta a metà delle meches e sembravo il quinto dei Kiss vestito da Geisha. Mi sono messo un cappello e travestito da persona apparentemente normale e sono andato al locale. Ho salutato con garbo esercente, aventori, direttore artistico, comici e mi son messo quieto dietro il pianoforte a cambiarmi. Applausi! Comincia lo spettacolo, risate, sono il quarto in scaletta. S’affaccia come un moccioso in punta di piedi che non arriva alla finestra la tachicardia. La controllo. Comici, risate divertimento, applausi, frizzi, lazzi, tra poco a me, cazzo son cazzi! Rafael suona il suo pezzo, Germano fa il suo monologo, sale Veronica, l’adrenalina dà una botta al mio cuore che si comprime contro la gabbia toracica, cazzo, non ce la faccio, getto la spugna, mi butto per terra, chiameranno un’ambulanza. Respiro, è passato, stessa identica sensazione di quando in moto tiri una “chioda” e ti vedi passare ad un millimetro dalle orecchie che si son fatte piccole picole, il pneumatico del camion che t’avrebbe asfaltato. Ma perché il mio sogno primordiale ha il potere di trasformarsi in una supposta dalle proporzioni esagerate? Perché la mega supposta vuol proprio fendere le mie terga? Perché la supposta è proprio in mano alla signora Luisa che si muove decisa verso me dicendo “arrivo, presto, finisco presto e di solito non adopero vasella”?</h5>
<h5 style="text-align:justify;">Veronica è un battutista che mi spappola le reni dal ridere, comincia, il fragore delle risate mi impone di tappare forte le orecchie, la tromba di Eustacchi s’ingoia per intero la prima falange dei miei pollici. Cerco la concentrazione per ricordare almeno i tre punti cardine per cominciare il mio pezzo e non brancolare completamente nel buio. Applauso sentitissimo per Veronica che lascia il proscenio e mi passa davanti ma io ormai non ci vedo più. Sono all’angolo pesto come Balboa al quindicesimo round dopo che Apollo Creed gli ha spalmato sugli zigomi marmellata di epistassi e mulinellato sugli occhi pesci siluro. La paura mi farebbe invocare Adriana prima ancora di metter piede sul ring ma da dentro mi si palesa il vecchio Mickey che prima ancora di batter becco mi gira il collo con uno schiaffone. Fisso dritto ed intenso il vuoto, non sono più io, non sono qui, sono solo un contenitore che porta in scena uno spassosissimo Maestro Siculo Aikidoka, per altro un uomo vero in carne ed ossa, uno di quei capolavori di originalità che la quotidianità è così generosa da regalarci. Fisso il vuoto e non bado nemmeno più a non entrare nel campo visivo di qualche spettatore, non ho più paura. Che “La paura abbia bussato alla mia porta, il coraggio sia andato ad aprire, e non abbia trovato nessuno?” Il pubblico rumoreggia timidamente, comincia ridere, batte le mani, Rafael e Germano mi aiutano alzandomi battute che riesco a schiacciare il faccia al pubblico, non piangono, ridono! Entro ed esco dal personaggio perché mi sto divertendo, se mi diverto, diverto. Non ricordo niente, mi lascio andare, improvviso tutto, mi asciugo mani e faccia sul canovaccio che quelli che la sanno lunga chiamerebbero la valigia dell’attore, l’ingombrante bagaglio di minchiate che mi porto appresso da una vita e finalmente stasera posso aprire. Dopo un po’ finisce, mi preparo anche la chiusa e la dico che sembra pensata.</h5>
<h5 style="text-align:justify;">Da fuori sarò anche sembrato un carciofo, ma sono riuscito a fare quello di cui avevo bisogno, lanciarmi senza paracadute, per il resto c’è tempo, talento e tecnica, ma se stai appoggiato al palo a guardare gli altri che giocano, hai voglia a pensare che un giorno anche tu… sì quando avrò una protesi all’anca verrò a provare se ero capace… Mi fanno i complimenti, mi sembrano sinceri, sto bene, mi scorre l’idraulico liquido nell’intestino perché mi sento come se avessi digerito un incudine. Mi risiedo tranquillo, occhiolini da parte degli altri comici, “bravo, è andata bene!”. Il pezzo dopo il mio mi alzo per andare a fare pipì e passando tra il pubblico per andare in bagno mi battono pacche e mi fanno i complimenti. Saranno veri o si sono accorti che ho rischiato l’infarto?</h5>
<h5 style="text-align:justify;">Boh, quasi quasi ci ritorno...</h5>
<h5 style="text-align:justify;">Era martedì, oggi è sabato, poi c’è stato mercoledì, giovedì, venerdì, il lavoro… cosa c’è che non va nel mio lavoro? Cosa c’è che non va del lavoro, direi meglio! Il fatto che non esista il minimo principio creativo, quello che invece c’è nell’ arte non è detto che il cabaret sia arte. A Zelig c’è pochissima arte, c’è grande bravura, preparazione, matematica, risate, ma l’arte è un altra cosa. E’ quella roba informe e spontanea che fa il bimbo mentre gioca, e perdonatemi la presunzione, non vi siete persi niente a non vedermi nel mio esordio, vi siete risparmiati un carciofo in maschera che sparava cazzate e faceva versacci, ma un pizzico di quella cosa che forse non è arte, ma slancio, leggerezza, follia mi ha preso per mano e mi ha fatto proprio un bel viaggio. Non c’erano luci, mostrine e paillettes, mondo visione, c’era una luce soffusa, la gente giusta per riempire il locale che è molto piccolo e puzza di palco, di ring, di palestra dove si suda. E’ durato sette o otto minuti, non di più, un viaggio che sognavo da quando avevo sedici anni, mezza vita fa. Ci voleva tanto!!? Evidentemente sì!</h5>
<h5 style="text-align:justify;">Una per volta, con calma, perché crescendo impari ad apprezzare e gestire il tempo, faccio tutte le cose che voglio fare. Prima di tutte, avere il tempo per vivere, avere il tempo per farle. Ma oggi è sabato, Papo sta male da qualche ora, nella sua infinita saggezza di bimbo quando sta male non si turba troppo, si mette quieto e lascia fare al suo corpo quello che deve, quello che sa. Non ha masticato il tacchino, nella sua infinita minchionaggine di bimbo, e lo sta rimettendo intero, che impressione quando è uscita l’ala con piume e motoread elica…</h5>
<h5 style="text-align:justify;">Poi di punto in bianco senza dargli niente, solo qualche cucchiaino di tisana al finocchio, s’è ripreso alla grande. Ha scolato pian piano il finocchio e mangiato il brodino vegetale. Poi ha mangiato qualche pezzetto di pane, cazzo la madre! Non ho tenuto via un pezzetto, ho ucciso la madre senza accorgermene… cazzo!</h5>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un sabato da leoni]]></title>
<link>http://hattrickroma.wordpress.com/?p=116</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 12:48:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>fiat1100d</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che dire, amici sostenitori della Pro Spallanzani, la partita di sabato ci ha visto vincere facilmen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Che dire, amici sostenitori della Pro Spallanzani, la partita di sabato ci ha visto vincere facilmente contro l'ultima in classifica con un buon 7-0 casareccio, anche se la Società è delusa dalla scarsa affluenza di pubblico: ultimamente non mancano i posti vuoti al Delle Meraviglie. I tifosi sono forse insoddisfatti del nostro operato?</p>
<p>Se così fosse, male, perché anche i pulcini della Virtus Mutinensis hanno esordito fuori casa battendo per 2-3 il King Kamehameha Club, più forte sulla carta. I nostri si stavano imponendo per 0-3 ma gli avversari sono riusciti a risalire fino al risultato finale, forti della loro maggiore esperienza.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[prima di campionato]]></title>
<link>http://hattrickroma.wordpress.com/?p=95</link>
<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 23:01:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>omega1974</dc:creator>
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<description><![CDATA[appuntamente e qualunquemente,siamo passati indenni alla prima di campionato,facendo(riccamente)la n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>appuntamente e qualunquemente,siamo passati indenni alla prima di campionato,facendo(riccamente)la nostra porca figura!!signori presidenti...che dire a tutti coloro che avventatamente ritenevano la squadra g una squadra di poco conto,rispondiamo furtivamente e soavemente......cchiuppilupettutti!!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Siamo al via!]]></title>
<link>http://hattrickroma.wordpress.com/?p=91</link>
<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 16:06:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>cilio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eccoci qui a poche ore dall&#8217;inizio della nuova stagione in VII. Cosa dire, non siamo certo all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci qui a poche ore dall'inizio della nuova stagione in VII. Cosa dire, non siamo certo all'altezza della serie, è inutile negarlo, ma lavoreremo con umiltà e a testa bassa facendo tesoro di ogni probabile sconfitta rimboccandoci le maniche per migliorarci e chissà forse, con un pizzico di fortuna, riuscire a non retrocedere.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inizio delle trasmissioni]]></title>
<link>http://toptv.wordpress.com/?p=6</link>
<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 00:22:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>thecapp</dc:creator>
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<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/9LTrArDVISw'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/9LTrArDVISw&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Romanzo Boh: capitolo II]]></title>
<link>http://grappaevvinci.wordpress.com/2007/12/27/romanzo-boh-capitolo-ii/</link>
<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 12:00:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>grappaevvinci</dc:creator>
<guid>http://grappaevvinci.wordpress.com/2007/12/27/romanzo-boh-capitolo-ii/</guid>
<description><![CDATA[Quel giorno la mia classe faceva più schifo del solito. Sì, perché proprio quella mattina sarebbe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Quel giorno la mia classe faceva più schifo del solito. Sì, perché proprio quella mattina sarebbero iniziati i lavori per il re-imbiancamento delle pareti, logorate da anni di pallonate, buchi e bruciature dovute probabilmente a qualche gonzo che si era divertito a fare il falò incendiando il bianchetto.</font></span></span></p>
<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Ovviamente, io di questi lavori non sapevo niente. Credo che nei giorni precedenti l’avessero detto una miriade di volte, ma probabilmente ero troppo impegnato a fare i disegnini sul banco per accorgermene. Io amo disegnare sul banco, mi appaga. In quel periodo, poi, mi soddisfaceva ancor più: realizzavo, oltre alle consuete porno caricature dei professori, anche deliziosi quadretti raffiguranti le mie fantasie più macabre, con protagonista, solitamente, il Bianchetti, che era sempre al centro dei miei pensieri omicidi. </font></span></span></p>
<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Entrato in classe, provai un reale sdegno alla vista di tutti i miei compagni in tenuta da piccolo imbianchino, che si muovevano per la classe operosi. Sembrava che a loro importasse davvero qualcosa di ridipingere quell’aula marcia, e magari non pensavano nemmeno al fatto che tempo due anni e sarebbe ritornata come prima, o peggio, se possibile. </font></span></span></p>
<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">I miei laboriosi compagni, appena mi videro, mi rivolsero occhiate colme di disprezzo. Vedendomi sprovvisto della tenuta da piccolo imbianchino, capirono che mi ero dimenticato del grande appuntamento, per il quale loro stavano facendo il conto alla rovescia da almeno una decina di giorni. Me li immaginavo, lì a godere per un giorno di vacanze (anche se a me sembravano più lavori forzati), mentre guardavano un po’ di merda in tv liberi dal pensiero dei compiti. </font></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">A me, se non si fosse ancora capito, di quei lavori non importava proprio un accidente. Preferivo di gran lunga l’aula nello stato in cui si trovava, con quell’aria vissuta e consumata. Inoltre, avrei dovuto dire addio alle preziose scritte sui muri, che catturavano la mia attenzione durante i miei viaggetti mentali quotidiani. La decisione, però, era ormai stata presa e, volente o nolente, dovevo accettare di vedere la classe ridipinta di un orribile arancione.</font></span></span></p>
<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Colore, questo, che, da quanto avevo sentito dire, stimola il nervosismo. Proprio ciò che più mi serviva: sembrava che il mondo stesse incentivando l'inizio della mia carriera di serial killer. </font></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">La mia reazione al disdegno manifestato nei miei confronti fu di fuggire da quel posto. Mentre mi stavo incamminando verso le scale, però, venni intercettato e<span>  </span>fermato dalla professoressa che si occupava del’organizzazione, la signorina (benché ormai 55enne) Lucia Cammarata. Questa era indubbiamente la persona più squallida che si potesse incontrare nella mia scuola: insegnante di matematica da 30 anni, aveva come unico sbocco sociale le mattinate passate a tormentare dei ragazzi in quell’odioso edificio.</font></span></span></p>
<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">La Cammarata rappresentava il perfetto stereotipo della prof. di Matematica:alta poco più della cattedra, i suoi capelli erano radi e tinti di un rosso sbiadito, mentre la sua faccia aveva evidentemente<span>  </span>perso la lotta con la forza di gravità già da qualche anno. Ciononostante , passava ore a truccarsi, anche nel bel mezzo della lezione: abusava soprattutto del rossetto, che si spiaccicava a caso sulle sue labbra strette ed appena accennate. La signorina Lucia condiva il tutto con un’acidità d’animo e un’ignoranza che, prima di conoscerla, pensavo potessero difficilmente essere di questo mondo. La frustrazione per una vita passata in quel modo l’aveva resa una pessima insegnante, oltre che una sorta di strega dalla quale tutti si tenevano a debita distanza. </font></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Le sue performance in classe erano riprovevoli:oltre alla già citata passata di rossetto, la Cammarata si esibiva anche nella “fuga dei piedi dalle scarpe”, con la quale mostrava agli alunni le sue unghie dei piedi completamente distrutte, aguzze e sporche, e nella “colata del trucco”, quando il clima in aula si faceva rovente e il suo discutibile make up cominciava a grondarle da ogni zona del viso. </font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Davvero una bella donna, non c’è che dire. </font></span></span></p>
<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Da qualche anno, a scuola girava la voce che fosse vergine. Cosa che non mi avrebbe affatto stupito, in quanto avevo sempre pensato che da giovane non fosse stata molto più appetibile. Ciò che era certo è che era zitella e che l’unica compagnia maschile della quale si poteva avvalere era il malcapitato gatto che girava per casa sua. </font></span></span></p>
<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Ma torniamo a quella mattina:Mariangela (come era stata soprannominata in onore della figlia di Fantozzi, della quale era una versione over 50) mi bloccò proprio mentre stavo decidendo cosa fare della mia mattinata, vista la mia auto-sospensione dai lavori di restauro della classe. Mi propinò uno di quei discorsi che in vita mia avevo già sentito milioni di volte, di quelli del tipo “sei un indisponente, non lavori, non ti impegni, non te ne frega niente”, ossia uno di quelli che permettevano alla mia mente di ideare nuove cruente storie. Quella volta, immaginai di bruciare la Cammarata, approfittando di un suo momento di disattenzione nel bel mezzo della preparazione di un diabolico intruglio e gettandola con precisione all’interno del suo pentolone.</font></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Finito il mio macabro clip, la prof stava ancora parlando:questa era l’unica in grado di sconfiggermi, costringendomi, in un modo o nell’altro, ad ascoltarla. Le parole che riuscii a comprendere furono “e ora vai di là e lavora, sfaticato”. </font></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Così, fui costretto a rimanere a scuola tutta la mattina. Anche se, come prevedibile, dei lavori non mi interessai minimamente.  Passai dunque quasi tutte le 6 ore a duellare col bidello a sudoku, facendo solo qualche pausa di tanto in tanto per osservare i miei compagni al lavoro e studiare qualche metodo per boicottarli, magari anche in orario extrascolatisco.</font></span></span></p>
<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Terminata la giornata scolastica, andai alla fermata dell’autobus, dove, immancabile, mi attendeva il Bianchetti, carico di nuove orribili storie da propormi. Cercai di evitarlo, gettandomi nel marasma di persone che attendevano l’arrivo del mezzo, ma non ci fu verso. Senza che nemmeno me ne accorgessi, me lo ritrovai accanto che mi parlava delle sue idee per tinteggiare meglio le pareti (evidentemente era periodo di imbiancature) e dei suggerimenti che avrebbe per il capo del governo per rendere migliore il servizio di trasporti pubblici. Che idiota. </font></span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">In quel terribile tragitto, non riuscii nemmeno a dar sfogo a una delle mie avventure virtuali:ero troppo nervoso per immaginare, volevo agire. Per un attimo pensai di tirargli un pugno sul naso, con tutta la rabbia che avevo in corpo, ma mi trattenni. Per far star zitto Bianchetti, ci voleva una cannonata nello stomaco, ed io, per il momento, ero sprovvisto di un cannone. </font></span></span></p>
<p><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">In ogni caso, non sono mai stato un violento, o, perlomeno, mai nella vita reale. Fino a quel momento, avevo sfogato tutti i miei rancori nell’immaginazione, anche se stavo cominciando a sentire che non mi bastava più, che avevo bisogno di tirar fuori ciò che avevo dentro. Mi sarei potuto costruire un paio di pupazzi raffiguranti Alessio e la Cammarata, per potermici sfogare contro e magari fargli anche qualche voodoo, ogni tanto. Era un’idea.</font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"> </span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;" class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Per il momento, urlai al mio fastidioso compare di lasciarmi in pace e cambiai posto sull’autobus, andando il più lontano possibile da lui. Funzionò:mi calmai quasi subito, ed arrivai tranquillamente alla mia fermata. Sceso dall’autobus, mi avviai verso casa. </font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;" class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Un luogo che, ultimamente, non era molto meglio della scuola. </font></span></p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Romanzo Boh: capitolo I]]></title>
<link>http://grappaevvinci.wordpress.com/2007/12/25/romanzo-boh-capitolo-i/</link>
<pubDate>Tue, 25 Dec 2007 22:19:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>grappaevvinci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi svegliai presto, quella mattina. Non che solitamente mi alzassi tardi in quel periodo, visto che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Mi svegliai presto, quella mattina. Non che solitamente mi alzassi tardi in quel periodo, visto che era appena cominciato l’anno scolastico. Il mio ultimo anno scolastico.</font></span></span></p>
<p><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Già. Dopo 13 anni di elementari, medie e superiori, stavo finalmente per arrivare al traguardo. Sempre che ci fossi arrivato, a questo traguardo. Erano ormai 2 settimane che ogni mattina mi alzavo e andavo in quello squallido edificio che è la mia scuola, ma era come se fossi ancora in vacanza.<br />
</font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">La sera tiravo tardi, uscivo sempre e bevevo sempre. I miei non mi dicevano niente, e questo, se da una parte mi faceva piacere, dall’altra mi faceva davvero incazzare. Mi sentivo abbandonato a me stesso, come se, per loro, fossi una sorta di cane. Anzi, forse meno di un cane:nessuno mi portava mai fuori a fare i bisogni o a cercare una femmina scodinzolante. Per i miei ero una sorta di ospite, diciamo.</font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"></font></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"></font></span></font></span></font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"> </font></span></font></span></font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"></font></span></font></span></font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Ad ogni modo, quell’anno della scuola non me ne fregava proprio un cazzo. Eppure, mi dicevano tutti, “ormai sei a fine, fai l’ultimo sforzo e basta”. Ma io non ci sentivo, e ormai avevo deciso: quell’anno avrei sollazzato. <span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Inoltre, dentro di me sentivo qualcosa di strano, una sorta di nervosismo persistente ed irrefrenabile, che si traduceva spesso in odio per chi mi circondava. Se qualcuno, per strada, in classe, in autobus o da qualunque altra parte mi rivolgeva parola trascinandomi in conversazioni banali e ripetitive, io desideravo la sua morte, e non è un modo di dire. Immaginavo esattamente tutta la scena:la mia entrata in azione vestito come un samurai, lo sguainamento della spada e la flagellazione del nemico. Queste fantasie riuscivano a placare il mio sentimento di odio verso l’insulso interlocutore di turno, anche grazie al fatto che, mentre le costruivo, riuscivo a non captare la minima parola del suo inutile discorso. </font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Chiunque riusciva a darmi sui nervi:i miei amici, i miei genitori, le ragazze con cui uscivo, quelle con cui non uscivo, i professori, i bidelli, i baristi. Il mondo mi dava sui nervi. La vita mi dava sui nervi.</font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Comunque sia, quella mattina, una volta uscito di casa, mi diressi alla fermata dell’autobus, dove avrei presumibilmente incontrato il primo squallido esserucolo della mia fottuta giornata.</font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"> </font></span></font></span></font></span></font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Ovviamente, fu così: seduto ad aspettare il sempre gremito mezzo pubblico c’era quell’idiota di Alessio Bianchetti, con il quale condividevo la breve attesa dell’autobus da circa 5 anni. Era veramente un pessimo esemplare di essere umano, il Bianchetti: era basso, aveva capelli lunghi e perennemente sporchissimi e la sua faccia era una collezione di vulcani gialli e rossi pronti ad esplodere da un momento all’altro. </font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"></font></span></font></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"></font></span></font></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"></font></span></font></span></font></span></font></span></font></span></span></font></span></font></span></font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"></font></span></font></span></font></span></font></span></font></span></span></font></span></font></span></font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"></p>
<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Come se non bastasse, il “ragazzo” in questione aveva sempre, e sottolineo sempre, le unghie lunghe. Io ODIO i maschi con le unghie lunghe. Per me sono sinonimo di sporcizia, di assenza totale di igiene, oltre che orribili alla vista. <span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Il piccolo mostro mi salutò col solito grugnito, e fortunatamente il nostro numero 12 arrivò subito. Salimmo, ed Alessio mi si appiccicò subito dietro. Emanava un odore fastidioso, un misto fra naftalina e scurreggie. Iniziò subito a parlarmi, come da copione.</font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"> <span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Sì, perché Alessio Bianchetti era uno di quei tipi logorroici che se non li fermi subito, quando sono appena all’inizio dei loro logoranti discorsi, non te li togli più di dosso per almeno 2 ore buone. Nei suoi comizi, spaziava fra vari temi, come la politica, lo sport, la religione e la cronaca, trattandoli tutti con superficialità, presunzione e, soprattutto, un’ignoranza cressa, degna dell’uomo di Neanderthal (quale probabilmente era). </font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Ecco, questo era uno di quei momenti in cui le mie fantasie omicide prendevano il largo:quella volta non fermai subito, come facevo solitamente, il fiume di parole che il Bianchetti faceva sgorgare dalla sua lurida bocca, ma lo feci partire in quarta e poi mi lasciai abbandonare ai miei macabri pensieri. Mi immaginai con indosso un’armatura da cavaliere medievale, munito di spada e di destriero, mentre sfidavo a duello il mio insulso dirimpettaio, mutilandolo senza pietà fino a decapitarlo con una mossa d’autore. </font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Ah, mi sentivo già meglio.</font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Tornato nel mondo reale, realizzai che la mia fantasia era stata ancor più funzionale del solito, in quanto era durata per tutto il viaggio:l’autobus si era appena fermato i gli altri ragazzi che lo affollavano stavano scendendo e incamminandosi verso la scuola. Approfittai allora della confusione per scrollarmi di dosso Bianchetti, al quale assestai una gomitata nello stomaco mentre stavamo uscendo dal mezzo. Così, per rendere un po’ più reale la mia fantasia. </font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Mi diressi allora verso la scuola, che distava circa 100 metri dalla fermata. Arrivato davanti al portone, realizzai di non avere la cartella. <span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Un vero idiota.</font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"> <span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Beh, poco male, mi dissi. Tanto, anche se l’avessi avuta, non l’avrei praticamente aperta, se non per ficcarci dentro la testa di qualche scassa palle. Entrai dunque nel mio istituto, camminando leggero e libero da zavorre. Ero quasi di buon umore.</font></span></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"></font></span></font></span></font></span></span></font></span><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><font face="Calibri"></p>
<p align="justify"><span style="line-height:115%;font-family:'Times New Roman','serif';"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><font face="Calibri">Lo sarei stato ancora per poco.</font></span></span></p>
<p></font></span></font></span></font></span></span></font></span></font></span></font></span></font></span></font></span></font></span></span></p>
<p></font></span></font></span></font></span></font></span></font></span></span></font></span></font></span></font></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il mio primo post. Uhhh.]]></title>
<link>http://grappaevvinci.wordpress.com/2007/12/04/il-mio-primo-post-uhhh/</link>
<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 14:12:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>grappaevvinci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Salve, mondo. Questo è il mio blog. Lo so, lo so:è quanto di più bello ed elegante ma allo stess]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Salve, mondo. Questo è il mio <em>blog.</em> Lo so, lo so:è quanto di più bello ed elegante ma allo stesso tempo pratico e funzionale abbiate mai visto. Non c'è nemmeno bisogno che me lo diciate:so già tutto.</p>
<p align="justify">Questo blog conterrà<strong> frattaglie</strong> varie come le mie storie, i miei articoli sulla mia gloriosa squadra di calcetto, le mie riflessioni su temi svariati ed eventuali, i video che piacciono a me, le canzoni che piacciono a me, i film, i libri e i telefilm che prediligo. Tutta roba mia, insomma.</p>
<p align="justify">Già, perchè di voi non mi interessa molto:anzi, proprio<em> niente</em>. Mi interessa solo sfogarmi su questa pagina, sperando che non mi bannino. Mi interesserebbe anche <strong>tirar su qualche soldo</strong> con Adsense, ma a quanto pare su Wordpress ciò non è permesso. Che palle.</p>
<p align="justify"><em>Saluti.</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giocando con i numeri]]></title>
<link>http://newsglocal.wordpress.com/2007/11/05/giocando-con-i-numeri/</link>
<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 17:28:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>newsglocal</dc:creator>
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<description><![CDATA[Napoli - Come eravamo….

40 sono i ladroni presenti nella favola Alì Babà e i quaranta ladroni .]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal"><a href="http://newsglocal.wordpress.com/files/2007/11/circus.jpg" title="circus.jpg"><img align="left" src="http://newsglocal.wordpress.com/files/2007/11/circus.thumbnail.jpg" alt="circus.jpg" /></a><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"><strong>Napoli - </strong><em>Come eravamo….<br />
</em></span></p>
<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"><em>40 </em>sono i ladroni presenti nella favola Alì Babà e i quaranta ladroni .<br />
Nella <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Smorfia">Smorfia</a> il numero <em>40 </em>è la noia.<br />
<em>Quaranta </em>è il numero delle persone che lo scorso luglio hanno partecipato al workshop “Newsmaker di rete”, sulle nuove tecniche di giornalismo e della comunicazione.<br />
In comune, i <em>40</em> partecipanti, avevano lo status di giornalista pubblicista o professionista…una platea insolita nella quale ho visto un tesoro immenso!<br />
Hanno partecipato rappresentanti della televisione, della carta stampata, dei magazine e della radio, degli uffici stampa e del web e ognuno con la sua diversità ha apportato un pezzo fondamentale al puzzle indecifrabile e misterioso della comunicazione e del giornalismo in ambito locale.<br />
Da questa inconsueta comunione è nato il <em>“Il gruppo dei quaranta”.</em><br />
Tra mille sfumature è strano constatare come le attese, le speranze e le premesse di questo team siano racchiuse tutte nel significato del numero quaranta.<br />
Solo una combinazione o un segno premonitore?<br />
Nel mondo ebraico il numero quaranta era considerato un numero sacro, ricco di significato. Non a caso “quaresima” ovvero quaranta giorni di attesa. <em><br />
</em></span></p>
<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"><em>L’attesa. </em><br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">Il compimento di un ciclo storico, l’ attesa del passaggio da una condizione di vita ad un’altra, l’attesa non di una ripetizione di ciò che è già stato ma di un cambiamento radicale.<br />
Il diluvio universale, la permanenza del popolo ebreo nel deserto, i giorni trascorsi da Mosè sul Sinai, il lutto sono tutti eventi scanditi temporalmente dal numero <em>Quaranta</em>.<br />
<em>Quaranta</em> dunque è l’archetipo di una condizione perenne della esistenza umana: l’attesa e la trasformazione…..<br />
Successivamente, il progetto “Newsmaker di rete” si è evoluto e ha proseguito incurante nei suoi fini ultimi: creare un team di professionisti che sappiano interagire nell’era digitale e del web 2.0.<br />
Superstiti, nella buona e nella cattiva sorte del gruppo dei <em>Quaranta</em>, sono diciotto rappresentanti della folta e nutrita umanità che partecipò nel caldo soffocante dello scorso luglio al workshop.<br />
Ecco dunque il frutto della prima trasformazione: da quaranta professionisti a <em>diciotto</em>!!<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">E così si ricomincia:<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"><em>Diciotto</em> è il numero atomico dell'argon (Ar)usato nell'illuminotecnica, perché non reagisce con il filamento incandescente delle lampadine, nemmeno ad alte temperature…e che caldo quando gli animi si scaldano!!!<br />
Si usa l’ argon liquido per distruggere cellule cancerose e i sommozzatori professionisti lo usano per gonfiare le mute stagne, grazie al suo potere termoisolante.<br />
In Italia e in vari altri paesi la maggiore età si acquisisce a <em>18 </em>anni.<br />
<em>18 Melpomene </em>è il nome di un asteroide battezzato così in onore della Musa Melpomene, la musa del canto e dell'armonia musicale.<br />
Nella Smorfia il numero <em>18 </em>è il sangue, che secondo la concezione comune dei popoli dell'antichità, è sede della vita e della forza vitale e non per fortuna sinonimo di lotte intestine e senza vincitori.<br />
<em>18</em> ore durò la passione di Gesù….ma dopo la sofferenza e l’agonia questo uomo illuminato è risorto ed è diventato libero…. il <em>18</em> Brumaio nella Francia rivoluzionaria segnò il passaggio dal Direttorio al consolato.<br />
Il passaggio dal numero <em>40</em> al numero <em>18</em> arricchisce di significato questa storia… anch’esso come il suo predecessore si trasforma da semplice numero naturale in portatore di numerose e preziose informazioni…<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"><em>E adesso….<br />
</em></span></p>
<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">Eccoci…con i fari delle bici come proiettori, le dinamo delle ruote che lavorano furiose, il sipario bucherellato e i seggiolini a buon mercato, i personaggi che ridono sul palco dimenticando le battute….<br />
la voce del motore annuncia la rappresentazione e allora…..</span></p>
<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">…….Silenzio…. si sta per cominciare! </span></p>
<p><strong><em><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">Irene Fazio</span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"></span></em></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prove tecniche]]></title>
<link>http://TheFlameStation.wordpress.com/2007/10/16/prove-tecniche/</link>
<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 15:59:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Niroro</dc:creator>
<guid>http://TheFlameStation.wordpress.com/2007/10/16/prove-tecniche/</guid>
<description><![CDATA[1, 2, 3 prova&#8230; 1, 2, 3, prova&#8230; prova prova&#8230; duh duh duh da da da&#8230;
ok, ora so]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>1, 2, 3 prova... 1, 2, 3, prova... prova prova... duh duh duh da da da...</p>
<p>ok, ora sono ufficialmente anch'io su wordpress... non so per quale strano motivo ma ho avuto un sacco di problemi con la password prima di riuscire a settare le opzioni base: ogni volta che selezionavo un' operazione mi richiedeva la pw, magari non accettandola per un paio di volte per poi riuscire ad entrare al terzo tentativo... ma ripetendo l'errore subito dopo... mah... ad ogni modo mi do il ben arrivato..</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il sogno di ogni portiere!]]></title>
<link>http://paoliniportiere.wordpress.com/2007/09/30/il-sogno-di-ogni-portiere/</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2007 09:43:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Matteo Paolini</dc:creator>
<guid>http://paoliniportiere.wordpress.com/2007/09/30/il-sogno-di-ogni-portiere/</guid>
<description><![CDATA[
Qualche anno fa, precisamente il 19/11/1995, in PARMA-MILAN, esordiva per la prima volta in serie A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img src="http://paoliniportiere.wordpress.com/files/2007/09/cesena_bologna_rossini.jpg" alt="cesena_bologna_rossini.jpg" /></p>
<p>Qualche anno fa, precisamente il 19/11/1995, in PARMA-MILAN, esordiva per la prima volta in serie A all'età di 17 anni un certo <a href="http://www.solocalcio.com/gallery/players/buffon.htm">Gianluigi Buffon</a>. La partita finì 0-0 grazie soprattutto alle parate di quel ragazzino che, di fronte al pallone d'oro George Weah, non si fece intimorire più di tanto e, nel giro di un paio di partite, rubò i gradi di titolare a un certo Luca Bucci, all'epoca terzo portiere della nazionale.</p>
<p>Tutto questo bellisimo sogno mi è rivenuto in mente ieri pomeriggio quando, in seguito all'epulsione del primo portiere del Cesena Alessio Sarti, al 25' pt di <a href="http://www.cesenacalcio.it/sito/notizie/notizia.phtml?id=1191089770">Cesena-Bologna</a> è entrato in campo il giovanissimo <strong>Andrea Rossini</strong>. Immaginatevi un attimo la situazione: 17 anni, esordio nel derby più sentito dell'Emilia Romagna e, per di più, ritrovarsi a sfidare dal dischetto uno specialista dei calci da fermo come Adailton..roba da fare esplodere il cuore in gola! Ebbene, nonostante tutte queste attenuanti che avrebbero fatto venire un infarto per eccesso di adrenalina a chiunque, il nostro Andrea prima ha parato senza troppi complimenti il rigore di Adailton poi, non pago, ha tirato fuori una prestazione da 10,5 in pagella! Che dire, merita perlomeno un articolone! Sabato prossimo inoltre il nostro Andrea sarà quasi sicuramente di nuovo in campo (Sarti espulso. Berti infortunato) quindi mi sembra doveroso un enorme in bocca al lupo da parte mia e da tutti i tifosi del Cesena a questo ragazzo! FORZA ROSSINI CONTINUA COSI'!</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/-mooNf6h-XI'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/-mooNf6h-XI&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>P.S. A questo punto in panchina potrebbe andare il mio amico e portiere della primavera Mariano Renna, un in bocca al lupo anche lui!</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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