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	<title>enel &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/enel/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "enel"</description>
	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 11:00:06 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Agropoli, le telecamere sono spente]]></title>
<link>http://agropoli.wordpress.com/?p=663</link>
<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 19:48:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>mimillo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Agropoli. Sono state collocate lo scorso mese di aprile, di fatto ad oggi non sono state ancora atti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Agropoli. Sono state collocate lo scorso mese di aprile, di fatto ad oggi non sono state ancora attivate. L’Enel non ha provveduto a fornire l’energia elettrica. Sono le sette telecamere collocate nell’ambito del nuovo sistema di videosorveglianza, la cui attivazione è finalizzata al monitoraggio delle aree cittadine per prevenire azioni mirate alla violazione della legalitá. Le polemiche sollevate dall’ex sindaco di Agropoli, Antonio Domini. • Domini è stato vittima di un furto ai danni dell’agenzia di viaggi di sua proprietá. «L’unico modo per controllare di notte - ha evidenziato Domini - è la videosorveglianza». Lo scalo ferroviario è una delle postazioni dove è prevista la presenza di una telecamera, non ancora installata. Le altre sono state piazzate, ma non sono ancora funzionanti. A spiegare le ragioni del ritardo è il comandante della polizia municipale, Maurizio Crispino, responsabile del progetto sicurezza. «In effetti, le telecamere sono state tutte montate, il problema è determinato dal fatto che l’Enel non ha ancora provveduto ad attivare i sistemi elettrici. In più occasioni abbiamo sollecitato che fossero effettuati gli interventi necessari. L’auspicio - spiega Crispino - è che in tempi brevi l’Enel possa fornire l’energia elettrica. L’obiettivo è monitorare l’intero territorio a tutela dell’ambiente, dei pubblici arredi e della sicurezza dei cittadini in generale». La fornitura e l’installazione delle telecamere è stata effettuata dalla Telecom che si è aggiudicata l’appalto per 30.594,60 euro. • La Telecom si occuperá del servizio di manutenzione dei sistemi di sicurezza. Il progetto è stato attivato dal Comune di Agropoli ad integrazione del sistema di videosorveglianza giá attivo, che vede la presenza di una telecamera brandeggiabile (ruotante a 360 gradi) collocata in piazza Vittorio Veneto. • I siti dove sono state installate le telecamere sono: il porto dove all’inizio dell’area è stata sistemata una telecamera brandeggiabile; due sul lungomare San Marco, la prima posizionata all’inizio del lungomare la seconda alla fine; una in via Taverne in prossimitá dell’incrocio con via Aldo Moro e via della Libertá; una nella piazzetta delle Mercanzie; una videocamera con antenna wireless mobile sará invece utilizzata all’occorrenza o in alternativa collocata presso lo scalo ferroviario. L’attivazione di altre sette telecamere, collegate alla centrale del comando di polizia municipale, consentirá di tenere sotto controllo gran parte del territorio comunale, garantendo una maggiore sicurezza. Angela Sabetta</p>
<p>http://ricerca.quotidianiespresso.it/lacittadisalerno</p>
<div style="margin-top:20px;"></div>
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</item>
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<title><![CDATA[Berlusconi - Putin: matrimonio miliardario di interessi]]></title>
<link>http://titolando.wordpress.com/?p=459</link>
<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 12:02:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>titolando</dc:creator>
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<description><![CDATA[Berlusconi è amico di tutti. Da Bush, a Sarkozy, da Geddafi al Papa, da Craxi a Putin. Una delle su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Berlusconi è amico di tutti. Da Bush, a Sarkozy, da Geddafi al Papa, da Craxi a Putin. Una delle sue peculiari doti è quella della simpatia, del saperci fare con la gente, del saper piacere. Berlusconi piace. Piace talmente tanto a tutti che, forse, con Putin si può parlare di attrazione fatale. Si è prodigato per la non applicazione di sanzioni alla Russia in ambito comunitario. Sanzioni gridate a gran voce dall'Inghilterra e dalla Francia.</p>
<p>La posizione europea è difficile da spiegare in merito al conflitto. Troppi rifornimenti di gas arrivano dalla Russia e questo lo sa anche Bush. L'Europa, oggi, non può essere solo filoamericana, ma deve necessariamente essere anche amica della Russia.</p>
<p>Tuttavia il, il Cavaliere alla Russia ci tiene tanto da dichiarare alla fine dell'incontro a Bruxelles: "Noi ci consideriamo totalmente soddisfatti del risultato" e "dell'attività che abbiamo messo in campo". "Abbiamo superato quello che poteva essere un momento pericoloso per l'Unione europea, che rischiava di accogliere la volontà di alcuni paesi di imporre sanzioni contro la Russia sulla base di una versione dei fatti".</p>
<p>Al di là di una affinità elettiva che, se prescindessimo dalle logiche politiche ed economiche, potrebbe sembrare quasi omosessuale, quali interessi ha l'Italia in Russia? La risposta la trovo su un articolo de <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Quanti-affari-col-nemico-Putin/2039188&#38;ref=hpsp"><strong>l'espresso</strong></a>.</p>
<p>Finmeccanica, Enel, Eni, Fincantieri e altre 200 aziende italiane operano in Russia.</p>
<p>Così ad essere sfiorati fisicamente dagli scontri armati sono stati solo i campi di pregiate nocciole che la Ferrero ha rilevato nel 2007 in Georgia.</p>
<p>I grandi gruppi pubblici come l'<a href="http://www.enel.it/"><strong>Enel </strong></a>o l'<a href="http://www.eni.it/it_IT/home.html"><strong>Eni</strong></a> non fanno dichiarazioni e lasciano trapelare una sostanziale tranquillità. Nemmeno gli altrettanto pubblici gruppi attivi nei delicati settori della difesa, degli armamenti e dei trasporti navali e aerei, come <a href="http://www.finmeccanica.it/Holding/IT/index.sdo"><strong>Finmeccanica</strong></a> e <a href="http://www.fincantieri.it/"><strong>Fincantieri</strong></a>, manifestano ufficialmente preoccupazioni. È chiaro che se la situazione precipitasse in maniera drammatica, qualche nodo verrà al pettine.</p>
<p>L'articolo pone una bella domanda: Che direbbero per esempio a Washington se la Finmeccanica, che si accinge a conquistare la più grande impresa bellica a stelle e strisce mai finita sotto il controllo europeo, continuasse a fabbricare aerei insieme alla <a href="http://www.sukhoi.org/eng/"><strong>Sukhoi</strong></a>? E come sarebbe vista la Fincantieri, da poco proprietaria del settore navale della statunitense <a href="http://www.manitowoc.com/en/default.cfm"><strong>Manitowoc</strong></a> (che partecipa a uno dei programmi chiave della Marina Usa), ma pure alleata dei russi, con cui ha allo studio un sottomarino piccolo e cattivo, l'S1000? Trattasi, per ora, di fantapolitica.</p>
<p>"Ma anche la sera prima dei fatti di Sarajevo nessuno s'aspettava che il mondo fosse sull'orlo del baratro", riflette Massimo Nicolazzi, che per 21 anni è stato dirigente dell'Eni ed è l'artefice dei contratti per i giacimenti kazaki di Kashagan e Karaciaganak, e dal 2001 al 2004 vicepresidente e responsabile per l'espansione all'estero di <a href="http://www.lukoil-overseas.com/"><strong>Lukoil Overseas</strong></a>: "Non credo che le partite che si stanno giocando Eni ed Enel saranno influenzate dalla crisi tra Russia e Georgia: dipendono solo dalle contropartite che si possono dare ai russi, che non hanno alcun interesse a sostitruirci con altri", dice Nicolazzi.</p>
<p>Nel frattempo il primo settembre si terranno a Mosca due manifestazioni fieristiche del settore meccanico. A una si sono iscritti 48 espositori italiani, nell'altra 42. Neppure una defezione tra le 200 imprese italiane attese a un importante evento del sistema moda italiano, previsto sempre a Mosca dal 7 settembre.</p>
<p>In Georgia le aziende italiane sono una manciata e si occupano soprattutto di commercializzare beni prodotti altrove. Come fa la <a href="http://www.franke.it/"><strong>Franke</strong></a>, con lavelli ed elettrodomestici: "Abbiamo tenuto chiuso qualche giorno gli uffici di Tbilisi, ma ora tutto è ripreso come prima", fanno sapere dalla sede italiana.</p>
<p>Filippo Marrazzi, presidente del <a href="http://www.marazzigroup.com/marazzigroup/it/home.html"><strong>Marazzi Group</strong></a>, il gigante emiliano della ceramica, dichiara: "A oggi non riscontriamo alcuna implicazione del conflitto russo-georgiano sul nostro business in quei paesi e non ci arrivano segnali di allarme né dai nostri siti produttivi né dalla nostra rete di distribuzione. Le vendite sono cresciute anche in luglio e agosto, e non si arresta la corsa di tutto il settore delle costruzioni e dei beni legati alla casa". Secondo Marazzi, tutta questa calma nonostante il fresco tuonar dei cannoni è un fatto di mentalità: "La Russia è un paese abituato a gestire conflitti di media intensità, è un contesto culturale ed economico diverso, dove i consumatori e le forze produttive difficilmente risultano condizionati da simili situazioni di instabilità".</p>
<p>L'armatore Gianni Barbaro, presidente della <a href="http://www.pietrobarbaro.com"><strong>Pietro Barbaro</strong></a>, compagnia di origine siciliana, in Russia da quattro anni è arrabbiato con l'America: "I russi hanno fatto nel Caucaso quello che americani e europei hanno fatto nei Balcani, pensando di averne il pieno diritto. Prima di criticarli dovremmo farci un esame di coscienza".</p>
<p>La sua azienda fattura in Russia circa 35 milioni di dollari, i suoi 350 dipendenti sono russi, molte delle sue navi sono state costruite in Russia e battono bandiera russa solcando il Volga fino a Kerch, sul mar Nero: "Non ci saranno ripercussioni sulla nostra attività e non credo che i russi cacceranno chi si è sempre dimostrato leale. La prova dei muscoli sarà magari con gli americani: ma sarebbe un peccato, perché in Russia c'è molto da sviluppare".</p>
<p>Giuseppe Zamperla, che realizza le sue attrazioni per i parchi giochi in Bielorussia per esportarli in Russia: "Non credo che soffriremo per la vicenda georgiana, comunque sta sbagliando la Nato, si è comportata come i russi con i missili a a Cuba".</p>
<p>Mentre Maurizio Borioni, responsabile del nuovo stabilimento della <a href="http://www.antoniomerloni.it/"><strong>Antonio Merloni</strong></a> in Ucraina (a regime, un milione di lavabiancheria all'anno), più che ai venti di guerra pensa alle tasse doganali che la Russia potrebbe adottare nei confronti dell'Ucraina se Kiev entrerà davvero nella Nato: "Per noi, che contiamo di esportare circa 400 mila lavatrici in Russia, sarebbe un danno gravissimo".</p>
<p>Nino Craparotta, ex manager di <a href="http://www.ansaldoenergia.com/"><strong>Ansaldo</strong></a> ed Enel, oggi amministratore delegato di <a href="http://www.rizzanideeccher.com/"><strong>Rizzani De Eccher</strong></a>, società di costruzioni: "Il nostro sviluppo dipende dalla crescita economica della Russia, e francamente è difficile che il boom di questi anni possa essere scalfito dalla guerra con la Georgia".</p>
<p>Più prudente l'industriale farmaceutico <a href="http://www.recordati.it/rec_it/about/history/"><strong>Giovanni Recordati</strong></a>, che ha appena comprato una società per la distribuzione di medicinali: "Qualche timore sulla situazione geopolitica ce l'abbiamo da un po' di tempo e infatti pur intravvedendo enormi potenzialità di crescita, abbiamo fatto il primo passo con un'azienda distribuitrice. Anche perché la Russia è un paesi difficile sotto il profilo delle regole. I prezzi cambiano da farmacia a farmacia".</p>
<p>E qui arriviamo ad un tema caldo di questo articolo interessantissimo dell'Espresso.</p>
<p>Il tema delle regole non riguarda solo i medicinali. La cosiddetta governance, nell'ex Urss può essere interpretata in modo ancora piuttosto garibaldino, specialmente nei confronti delle minoranze azionarie, a maggior ragione se sono straniere. Ne sanno qualcosa gli uomini delle Generali, alle prese con una lunga contesa con il magnate russo Oleg Deripaska, azionista di maggioranza delle assicuraziuni Ingostrakh, nel cui capitale, attraverso il fondo Ppf, è presente anche la compagnia triestina. Deripaska contrasta in ogni modo le Generali e ha impedito l'elezione nel consiglio d'amministrazione dei rappresentanti del gruppo italiano.</p>
<p>"Le prese di posizione contrarie a una rapida adesione della Russia al Wto rassicurano i molti investitori finanziari, preoccupati per una certa tendenza all'inosservanza delle regole nella gestione societaria e nel diritto di proprietà da parte dei russi", sottolinea Claudia Segre, analista di AbaxBank. Una tendenza che potrebbe danneggiare in prospettiva anche l'attività delle banche e assicurazioni estere più esposte con investimenti in Russia, come le italiane <a href="http://www.intesasanpaolo.com/scriptIbve/retail20/RetailIntesaSanpaolo/ita/home/ita_home.jsp"><strong>Intesa</strong></a> e <a href="http://www.unicreditbanca.it/it/privati/"><strong>Unicredit</strong></a>, impegnate nei settori del leasing e del corporate finance.</p>
<p>In poche parole l'antifona è chiara... finchè abbiamo merce di scambio e difendiamo le iniziative della Russia, il mercato russo, altamente gestibile "ad personam", rappresenterà un'opportunità per i capitali italiani. Se, al contrario, si alza la cresta e si agisce in nome di una morale politica e sociale, allora le nostre imprese rischiano grosso.</p>
<p>Bisognerebbe spiegarlo alla popolazione georgiana, vittima di interessi intrecciati, capaci di uccidere più un fuoco incrociato. Berlusconi questo lo sa bene e, attaccato all'interesse economico, più che politico, bada bene a far si che i capitali crescano.</p>
<p>Il problema però rimane. Finchè l'economia o la crescita economica, o gli interessi del capitale, prevarranno sul benessere sociale, orientando le scelte della politica, questo mondo sarà sempre di più una casa d'appuntamento per prostitute della democrazia e della politica stessa. Casa d'appuntamento gestita, ovviamente, da magnaccia irriverenti delle rispettive cariche e dell'interesse comune.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[senza elettricità al sud...]]></title>
<link>http://mocassino.wordpress.com/?p=71</link>
<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 15:22:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>mocassino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi siamo rimasti senza corrente.
Montegiordano marina, provincia di cosenza, penultimo paese della]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi siamo rimasti senza corrente.<br />
Montegiordano marina, provincia di cosenza, penultimo paese della calabria prima della basilicata.<br />
Un posto deserto. Sono sulla spiaggia ora e di persone ce ne sono pochissime.<br />
Fatto sta che stamattina verso le 11 la corrente va via. La casa è in campagna e con questo caldo, le cose in  frigorifero sarebbero durate ben poco.<br />
Abbiamo preso le pagine gialle e cercato il servizio enel. Numero inesistente. Pagine gialle vecchie.<br />
Qualcuno ha chiamato un amico di qua, che è venuto a darci una mano. Appena arrivato ha provato a chiamare un amico all'enel. "perchè tanto chiamare gli uffici è inutile".<br />
In effetti, dopo aver chiamato una mezza dozzina di uffici tra enel, pronti intervento vari e uffici comunali, siamo giunti alla stessa conclusione. Senza amici all'interno non arriveremo a nulla.<br />
A questo punto arrivo io, nuova generazione, tecnologica, pieno di risorse. Prendo il cellulare e apro internet per andare sul sito enel e segnalare il guasto.<br />
Internet non funziona perche il segnale va e viene. Disperazione...<br />
Dopo circa un'oretta di tentativi riesco ad accedere alla pagina enel di segnalazione guasti e leggo che l'unico modo è telefonare al 803500.<br />
Trionfante prendo il telefono e chiamo.<br />
"Benvenuti in Enel segnalazione guasti. Premere 1 per segnalare un guasto...". Sempre piú convinto della preziosità della tecnologia e delle menti aperte delle nuove generazioni, seguo la procedura richiesta. All'inizio il disco registrato mi chiede il prefisso della zona, cosa che fortunatamente conosco poiche frequento il posto da tanti anni. DUbito dopo chiede il cap. il cap? e che ne so? bo... sconsolato provo ad andare avanti comunque, ma niente. Mi obblgano ad attaccare.<br />
Recuperato il cap richiamo, ripremo la magica combinazione di tasti e inserisco prefisso e cap. Inserito anche il cap, una voce di quelle sintetizzate al computer che mettono anche un po' d'ansia, dice: "il guasto in piazza risorgimento è stato individuato e sarà a breve risolto. SI prega di riagganciare".<br />
Ora, sono in campagna, in un comune composto da 2 frazioni, che avrà in tutto 15 strade e 4 piazze.<br />
Che indicazione è PIAZZA RISORGIMENTO?<br />
Che significa?<br />
Vuoi darmi modo di segnalare il guasto specifico?<br />
Vuoi dafmi modo di verificare che il guasto di cui parliamo sia lo stesso?<br />
Vuoi dirmi di quale piazza risorgimento stai parlando?<br />
Bah.<br />
 Si parla tanto di sud, di inefficienza, di criminalità e di malfunzionamento dell'amministrazione nelle regioni del sud, ma quel cretino che ha progettato il sistema informativo del centralino automatico di enel distribuzione dov'è? di dov'è? vorrei proprio sapere se si tratta di un pigro calabrese abbrutito o di un rampante dirigentello torinese, milanese o magari romano.<br />
L'Italia tutta è da risollevare. E dal profondo.</p>
<p>ps la luce sembra essere tornata, speriamo bene... ora mi vado a fare un bagno!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nucleare sempre più]]></title>
<link>http://liberidipensare.wordpress.com/?p=102</link>
<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 11:26:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>pyros75rc</dc:creator>
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<description><![CDATA[Riportiamo questi filmati per il solo scopo di dare un altro punto di vista oltre alla campagna medi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo questi filmati per il solo scopo di dare un altro punto di vista oltre alla campagna mediatiche,la quale tra parentesi non può dire altro nella più rosea delle ipotesi che le <strong>5 CENTRALI E DICO 5!!!! Ci daranno al massimo il 15% dell'energia tutto questo per completare un'azione  di ladrocinio effettuato alle spalle della ricerca sul rinnovabile,ed alle nostre spalle ovviamente,(che te lo dico a fà!) agiungendo una parolina piccola e bastarda alla legge per la destinazione dei fondi per il rinnovabile.</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/iQhdbn6KGKg'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/iQhdbn6KGKg&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>ora riportiamo prima,una parte di  un 'articolo di senzasoste.it argomento che comunque è molto diffuso in rete basta cercare un pò di pareri in merito.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align:justify;"><em>Pochi sanno che in Italia gli inceneritori sono finanziati dallo Stato. I moderni inceneritori, che con un maquillage mediatico vengono definiti dai loro costruttori e dai politici che danno le autorizzazioni “termovalorizzatori” (1), producono energia che dal 1992 è stata assimilata a quella delle fonti rinnovabili e quindi incentivata con finanziamenti pubblici.</em></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align:justify;"><strong>Il perverso meccanismo dell’incentivo alle fonti rinnovabili che finisce agli inceneritori</strong></p>
<p align="justify"><img style="float:left;margin:5px;" src="http://www.senzasoste.it/images/stories/cip6.jpg" alt="cip6.jpg" width="236" height="178" />Cosa c’entrino gli inceneritori di rifiuti con le fonti rinnovabili di energia non è dato saperlo, però con la circolare del Comitato interministeriale prezzi n. 6/1992 (da qui il nome di Cip 6) il governo di quel tempo parificò l’elettricità prodotta da fonti “rinnovabili” (eolica, solare, geotermica, maree e idraulica) a quella prodotta con biomasse e rifiuti, aggiungendo poi una serie di fonti “assimilate” <span style="color:black;">cioè centrali elettriche a ciclo combinato alimentate con il metano oppure con il gas ottenuto dalla gassificazione dei residui di raffineria.</span> Insomma in nome dell’incentivazione alle fonti rinnovabili, cioè dell’energia pulita, tutti i governi che si sono succeduti in questi sedici anni hanno finanziato la produzione di energia elettrica con l’incenerimento dei rifiuti urbani e industriali, oltre che con il gas (ciclo combinato), fonti non rinnovabili e inquinanti! (2)</p>
<p align="justify">Col Cip 6 il proprietario di un inceneritore può vendere al GSE, Gestore dei Servizi Elettrici la società pubblica che gestisce la fornitura di energia elettrica, la propria produzione elettrica ad un costo triplo di quello di mercato, cioè di quello praticato alle centrali convenzionali. L’importo di questo incentivo è stabilito dal GSE trimestralmente (3) e il suo costo ricade <span style="text-decoration:underline;">sulle bollette degli utenti</span> che prevedono una quota per il sostegno… alle fonti rinnovabili (4). <span style="text-decoration:underline;">Lo scandalo del Cip 6 è che il 90% dei fondi vengono rastrellati da inceneritori di rifiuti urbani o industriali e da centrali a gas</span> (5).</p>
<p align="justify">Il meccanismo escogitato nel 1992 ha permesso allo Stato di finanziare i grandi gruppi energetici che si sono tuffati nel business delle turbogas aziendali (la ENI, per esempio, ha creato la <strong>EniPower</strong> per gestire gli impianti di incenerimento dei rifiuti delle proprie raffinerie che però producono anche elettricità incentivata col Cip6) ma ha soprattutto creato il business dell’incenerimento di rifiuti con produzione di energia elettrica. Negli ultimi anni sono stati presentati decine e decine di nuovi progetti mentre un gran numero di proprietari degli impianti esistenti si sono affrettati a chiederne il raddoppio. <span style="text-decoration:underline;">Grazie al Cip 6 il guadagno per i proprietari di inceneritori è doppio</span>: in una prima fase si guadagna perché le pubbliche amministrazioni pagano per liberarsi dei rifiuti prodotti in grande quantità nelle nostre città e paesi, nella seconda fase si guadagna vendendo a prezzo maggiorato l’energia elettrica prodotta (6).</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align:justify;"><strong>L’offensiva dei comitati popolari</strong></p>
<p align="justify">Gli inceneritori sono degli altiforni che trasformano la spazzatura in gas, concentrando su un dato territorio il potenziale danno ambientale prodotto da un’area ben maggiore. Come ha ben sintetizzato <strong>Stefano Montanari,</strong> direttore del laboratorio “Nanodiagnostics” di Modena, “se noi bruciamo l’immondizia, altro non facciamo che trasformarla in particelle tanto piccole da farle scomparire alla vista e la trasformazione produce particelle ancora più minute e, quindi, tossiche”. Gli inceneritori producono, oltre a ceneri tossiche e scorie di lavorazione pari a circa il 25% della massa di rifiuti bruciata che devono essere conferite in discariche speciali, anche diossine, furani, metalli pesanti che solo in parte sono intercettati dai sofisticati e costosissimi filtri. Gli inceneritori producono anche le cosiddette “polveri sottili” PM10 e PM2,5, talmente piccole da non poter essere “acchiappate” da nessun filtro. <span style="text-decoration:underline;">Disperdendosi nell’ambiente circostante queste polveri hanno effetti devastanti sulla salute generando le cosiddette nanopatologie, causa di malformazioni fetali, tumori infantili, malattie allergiche, infiammatorie e neurologiche.</span></p>
<p align="justify">Visti questi presupposti ovunque si progetta un nuovo inceneritore la popolazione si è mobilitata creando centinaia di comitati popolari, animati da singoli cittadini che si sono trasformati in attivisti ecologisti (7) in grado di mettere in difficoltà le ex-municipalizzate e i gruppi industriali che vorrebbero far fiorire nuovi inceneritori su tutto il già provato territorio italiano.</p>
<p align="justify">Negli ultimi anni una delle parole d’ordine del movimento di opposizione alla velenosa politica governativa è stato quello lanciato dalla “Rete rifiuti zero”: basta con la truffa del Cip 6! Gli ecologisti hanno capito benissimo che togliendo i finanziamenti statali si colpirebbe a morte la scelta di costruire inceneritori. Con il sostegno di Greenpeace, l’unica grande organizzazione che ha appoggiato la campagna, è stata lanciata la mobilitazione contro lo scandalo del Cip 6. Fin dall’estate 2006 alcuni parlamentari di Verdi e Rifondazione comunista avevano assicurato il loro sostegno e il ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio si era detto convinto che finalmente gli inceneritori avrebbero smesso di avere finanziamenti statali.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align:justify;"><strong>La poltiglia parlamentare entra in azione</strong></p>
<p align="justify">Insomma molti si erano illusi che fosse fatta: già la finanziaria 2007 avrebbe dovuto contenere la modifica visto che il governo, pressato dalla Comunità europea che nel luglio 2005 aveva avviato una procedura di infrazione contro l’Italia, si era impegnato ad eliminare ogni tipo di finanziamento a fonti di energia non rinnovabile. Ma la <strong>lobby inceneritorista</strong> aveva reagito violentemente … “convincendo” il governo che non si potevano disdire i contratti operativi da anni. Rapida marcia indietro, dunque, ma rimaneva l’impegno governativo di non concedere l’incentivo ai nuovi inceneritori, quelli non ancora realizzati. Non sarebbe stata una grande vittoria ma almeno un punto di partenza. Invece, neppure quello si è riusciti ad ottenere perché nella poltiglia parlamentare il testo ufficialmente concordato venne stravolto da una ignota (!?!) “manina” che sostituì la parola “realizzati” con quella “autorizzati”. Quindi incentivi non solo agli impianti che funzionavano ma anche a quelli non operativi che però avessero ricevuto una autorizzazione, di qualsiasi tipo visto che il testo approvato non faceva alcuna specificazione in tal senso.</p>
<p align="justify">Grandi polemiche in seno alla maggioranza e figuraccia dei parlamentari verdi e rifondati, ancora una volta uccellati (si fa per dire perché nessuno pensa che gente avvezza alla fanghiglia parlamentare sia così scema da farsi fregare in modo tanto clamoroso). A fine dicembre il consiglio dei ministri decide però di riparare all’errore (si, perché qualcuno aveva avuto la faccia tosta di dire che si era trattato “solo” di un errore di battitura) promettendo di rimettere le cose al loro posto entro la fine di febbraio. Non se n’è mai fatto di nulla, né a febbraio né dopo. Non era stato un “errore di battitura”.</p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-align:justify;" align="justify"><strong>La forza della lobby petrolifera</strong></p>
<p align="justify">Intanto, lontano dai clamori della finanziaria, nel novembre 2006 l’Autorità per l’energia elettrica e il gas aveva rivisto i criteri con cui calcolare il contributo Cip 6 ridimensionando la voce relativa al  “costo evitato di combustibile”, fin’ora sovrastimato da un vecchio accordo SNAM-Confindustria. Nulla di eccezionale ma <span style="text-decoration:underline;">un risparmio per l’erario di qualche centinaio di milioni di euro</span><strong>.</strong> Meglio che niente. Le reazioni dei gruppi energetici non si fanno attendere: <strong>Edison, Erg e Moratti</strong> ricorrono al TAR che il 9 maggio 2007 annulla la delibera dell’Autorità.  <span style="text-decoration:underline;">Così a cantare vittoria non sono solo gli inceneritoristi ma anche i petrolieri</span> (8).</p>
<p class="MsoHeading9" style="margin-left:0;text-align:justify;text-indent:0;"><!--[if !supportLists]-->l<!--[endif]--><strong>Finanziaria 2008: gli inceneritori escono dalla porta ma rientrano dalla finestra!</strong></p>
<p align="justify">Con la discussione della nuova finanziaria il movimento contro gli inceneritori torna all’attacco. Scende in campo senza intermediari anche <strong>il ministro Bersani</strong>, naturalmente dalla parte dei suoi amici petrolieri e inceneritoristi. Questo personaggio era stato più volte accusato di essere la “manina” che aveva cambiato il testo concordato nel 2006 (9).</p>
<p align="justify">Il risultato del lavorio parlamentare è un testo, approvato prima dal Senato e poi rivisto dalla Camera, estremamente complesso e confuso. Da una parte si sancisce che i finanziamenti e gli incentivi detti “cip 6/92” sono concessi ai soli impianti “realizzati ed operativi” ma dall'altra si prevede che una procedura di deroga sia completata dal Ministero dello sviluppo economico (Bersani) “inderogabilmente” entro tre mesi dall’entrata in vigore della finanziaria. E non è finita qui: <span style="text-decoration:underline;">la finanziaria 2008 prevede che sia incentivata la quota di produzione di energia elettrica ricavata da energie rinnovabili anche se realizzata in impianti che impiegano fonti energetiche non rinnovabili</span><strong>.</strong> In pratica: verrà incentivata la quota di energia riferibile ai rifiuti biodegradabili e alle biomasse prodotta dagli inceneritori. Tale quota riguarderà, tutti gli inceneritori che verranno costruiti, anche quelli a tutt’oggi non “operativi e realizzati”. Le modalità di calcolo della parte biodegradabile dei rifiuti saranno definite dal Ministero dello sviluppo economico, di concerto con quello dell’ambiente, ancora una volta entro novanta giorni dall’entrata in vigore della finanziaria.</p>
<p align="justify">Insomma: alla fine del giro si scopre che alcuni inceneritori, (quelli “realizzati ed operativi”) ma anche altri che in “deroga” verranno individuati da Bersani e quindi dalla lobby degli inceneritori che tanto sta a cuore a questo personaggio,e godranno pienamente degli incentivi Cip 6 (10). Gli altri inceneritori, quelli che vedranno la luce nel futuro e che non saranno inseriti nella “deroga” redatta da Bersani, potranno comunque godere di una fetta di incentivi e finanziamenti, quella relativa alla quota di rifiuti inceneriti biodegradabile e da biomasse. Anche qui il ruolo di Bersani è centrale visto che sarà il ministro dello sviluppo a decidere il peso di tale quota, sia pure di concerto col ministro dell’ambiente (11).</p>
<p class="MsoHeading9" style="margin-left:0;text-align:justify;text-indent:0;"><!--[if !supportLists]--><!--[endif]--><strong>Fare un “salto di qualità”</strong></p>
<p align="justify">La battaglia contro lo scandalo dei CIP 6 è giusta. Averla fatta partire dalla mobilitazione popolare è stata indiscutibilmente una mossa altrettanto giusta.</p>
<p align="justify">Occorre ora fare un “salto di qualità” nella lotta ecologista. Dire chiaramente che lo Stato non fa altro che evitare sistematicamente di contrastare le nocività sanitarie quando queste siano conseguenti o collegate alla sfera produttiva, perseguendo una politica sempre favorevole agli interessi padronali. Si depotenziano i sistemi di controllo, si elevano i valori limite, si fanno provvedimenti truffa, come quello della finta “riforma” di cip 6 e certificati verdi, sempre al fine di non disturbare il sistema economico. Questa politica, che non è un’esclusiva italiana ma attraversa più o meno tutto  il “villaggio globale”, si concretizza nel sostegno ad impianti inquinanti, come gli inceneritori, i rigassificatori, le centrali a gas o a carbone ma fra qualche anno, se non sapremo invertire la rotta, anche le centrali nucleari.</p>
<p align="justify">Occorre fare un “salto di qualità”, dicevamo, per contrastare la retorica ambientalista di tanti governanti o aspiranti tali e delle organizzazioni a loro collaterali, ponendo al centro dell’attenzione il principio della difesa dell’uomo e dell’ambiente dalle nocività provocate dalle attività umane.</p>
<p><em><strong>Comitato Rifiuti Zero Livorno</strong></em></p>
<p>3 febbraio 2008</p>
<p><span style="font-size:10pt;"><em><strong>Note</strong></em></span></p>
<ol>
<li>Questi impianti, in realtà, valorizzano 	soprattutto le malattie, i cancri e l’inquinamento dell’ambiente circostante. 	Andrebbero quindi chiamati “cancrovolarizzatori” o “tossicovalorizzatori”.  <!--[endif]--></li>
<li><!--[if !supportLists]-->La storia dei Cip 6 meriterebbe un 	articolo a parte. In questa sede ci limitiamo a ricordare come la scandalosa 	delibera sia stata il frutto di una complicità fra la classe politica di quegli 	anni (governo Amato) e alcuni fra i più grandi gruppi industriali del nord 	(gruppo Montedison, gruppo Falk, l’ENI, petrolieri come Moratti e Garrone) che 	“inventarono” un modo per trasformare un costo – lo smaltimento degli scarti di 	raffineria – in un enorme utile.<!--[endif]--></li>
<li><!--[if !supportLists]-->Per esempio: il prezzo di 	assegnazione è stato fissato a 54 euro/MWh nel terzo trimestre 2007 passato a 	62,60 euro/MWh nel quarto (fonte: GSE).<!--[endif]--></li>
<li><!--[if !supportLists]-->Secondo varie stime questa tassa 	incentivante alle fonti rinnovabili pesa dal 6 al 10% degli importi pagati 	dagli italiani con le loro bollette.<!--[endif]--></li>
<li><!--[if !supportLists]--> Nel 2006 gli inceneritori hanno 	ricevuto dal GSE 1.135,9 milioni di euro contro i 223,8 del geotermico, i 202,6 	dell’idroelettrico, i 195,8 dell’eolico, e gli 0,04 del solare. La vergogna è 	completata dagli incentivi forniti alle fonti “assimilate”: 2179,8 milioni ai 	rifiuti dei cicli industriali e 2181,7 ai combustibili fossili. In totale su 	6119,8 milioni di euro versati dallo Stato come “contributo alle fonti 	rinnovabili di energia”, solo 622 milioni sono andati a solare, eolico, 	geotermico e idroelettrico. Poco più del 10%! Fonte GSE FISE Assoambiente, 	31/3/2007. E’ interessante notare che il GSE ha come unico azionista il 	ministero dell’economia che lo gestisce di concerto col ministero dello 	sviluppo economico. Secondo quanto riferito nel rapporto annuale dell’Autorità 	per energia elettrica e gas (5 luglio 2007) la quota delle fonti “assimilate” è 	in continuo aumento. I maggiori beneficiari sono stati l’ENEL, l’Edison, l’ENI, 	l’ASM di Brescia (ora A2A dopo la fusione con la AEM), l’ACEA Electrabel, l’EGL Italia, la Sorgenia e la Modula.<!--[endif]--></li>
<li><!--[if !supportLists]-->Nel 1999 con il “Decreto Bersani” il 	sistema del Cip 6 è stato sostituito da quello dei certificati verdi, ma la 	gran parte dei vecchi contratti è rimasta attiva. Il sistema dei certificati 	verdi  prevede che se un impianto produce 	energia emettendo meno CO2 di un impianto tradizionale il gestore ottiene dei 	certificati verdi che può rivendere ad industrie o attività che sono obbligate 	a produrre una quota di energia mediante fonti rinnovabili ma non lo fanno 	autonomamente. Questa novità non migliora la situazione. Infatti sia il sistema 	Cip 6 che quello dei certificati verdi di fatto hanno esteso i benefici 	economici anche alle fonti assimilate più inquinanti, finendo per indirizzare 	gran parte dei fondi verso fonti, come i rifiuti, che rinnovabili non sono. Il 	prezzo dei certificati verdi nel 2007 era di circa 137 euro al MWh. (fonte, 	GSE)<!--[endif]--></li>
<li><!--[if !supportLists]-->Meglio parlare di ecologisti poiché il 	termine “ambientalisti” è stato ormai completamente sputtanato dalle 	associazioni filoistituzionali che in nome di un “capitalismo sostenibile” si 	sono vendute ai grandi gruppi industriali che le finanziano e ai partiti del 	centro-sinistra di cui fanno parte i loro dirigenti sia di livello nazionale 	che locale. Le poche eccezioni, specie a livello locale, non fanno che 	confermare la regola.<!--[endif]--></li>
<li><!--[if !supportLists]-->Della vicenda parla Altraeconomia del maggio 2007 e la si può trovare a  http://www.altreconomia.it/modules.php?op=modload&#38;name=News&#38;file=article&#38;sid=270, assieme ad altre utili informazioni sull’argomento. Poco prima di chiudere questo articolo abbiamo letto sul “Corriere della Sera” che il governo Prodi aveva previsto di inserire nella finanziaria 2008 il provvedimento che delega l’Autorità per l’energia a determinare il valore medio dei prezzi del metano, superando il vecchio accordo del 1992. L’articolo, pubblicato il 19 gennaio, riferisce però di un blitz di due deputati PD che avrebbero cercato, per ora senza successo, di rinviare tutto di un anno facendo risparmiare alla “Edison 200-250 milioni di aiuti, a Moratti 60-75, a Garrone idem, a British gas e Endesa 40, a Brachetti 30 a Enipower 20 e così via”. <!--[endif]--></li>
<li><!--[if !supportLists]-->Lo scorso ottobre questo avvilente 	personaggio, con un atto talmente intimidatorio da far impallidire quelli 	compiuti dal governo Berlusconi, aveva chiesto provvedimenti disciplinari 	contro l’Ordine dei medici dell’Emilia Romagna che aveva “osato” sostenere che 	gli inceneritori costituiscono una fonte di rischio per la salute. <!--[endif]--></li>
<li><!--[if !supportLists]-->In che cosa consisteranno le “deroghe” 	lo si sta comprendendo benissimo in questi giorni di “emergenza rifiuti” in 	Campania: “Anche a nome del Ministro Pecoraro Scanio vi posso assicurare che il 	problema degli stanziamenti per gli inceneritori in Sicilia si sbloccherà” 	(Prodi rivolto al presidente della Regione Sicilia, Cuffaro, 9 gennaio 2008). <!--[endif]--></li>
<li><!--[if !supportLists]-->La Federambiente, 	associazione che riunisce le società che gestiscono i rifiuti, ha già fatto 	sapere che la parte biodegradabile dei rifiuti è pari al 50% del totale. Se 	dovesse passare quest’interpretazione la rimessa per i gestori di inceneritori 	rimasti fuori da ogni “deroga” sarebbe  	pari a circa il 15/20%.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'UE sul disastro ambientale ad Ischia: "Ci metteremo in contatto con le autorità italiane per verificare la corretta applicazione delle norme comunitarie"]]></title>
<link>http://dambra.wordpress.com/?p=258</link>
<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 09:43:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
<guid>http://dambra.wordpress.com/?p=258</guid>
<description><![CDATA[
Stavros Dimas - Commissario UE all&#8217;Ambiente
&#8220;La Commissione si metterà in contatto con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img style="cursor:0;" src="http://www.assises-dechets.org/FCKeditorFiles/Image/edito/stavros-dimas.jpg" alt="http://www.assises-dechets.org/FCKeditorFiles/Image/edito/stavros-dimas.jpg" width="191" height="220" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Stavros Dimas - Commissario UE all'Ambiente</em></p>
<p style="text-align:left;">"<strong><em>La Commissione si metterà in contatto con le autorità italiane per verificare se la normativa comunitaria sia stata applicata correttamente nel caso di specie</em></strong>. "</p>
<p style="text-align:left;">Così si conclude la risposta della Commissione Europea all'<a href="http://dambra.wordpress.com/2008/06/12/linquinamento-marino-dellisola-dischia-arriva-a-bruxelles-gli-europarlamentari-aita-e-guidoni-interrogano-la-commissione/" target="_blank">interrogazione "Disastro ambientale ad Ischia"</a> dello scorso 11 Giugno degli On. Europarlamentari <strong>Vincenzo Aita e Umberto Guidoni </strong>(<span class="titlemep">Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica) </span>che chiedevano l'intervento dell'esecutivo europeo in difesa di un patrimonio ambientale comunitario quale quello dell'Isola d'Ischia.</p>
<p style="text-align:left;">Ora non ci resta che attendere gli sviluppi della vicenda sperando che venga fatta piena luce su quanto accaduto la scorsa estate nel mare dell'Isola d'Ischia dove, ricordiamo, in seguito alla rottura di un cavo dell'Enel <strong>l'Agenzia Regionale per l'Ambiente Campania (Arpac) ha rilevato presenza di PCB</strong> (Policlorobifenili) sostanza tossico-cancerogena <strong>per ben 1860 volte superiore ai limiti consentiti dalla legge</strong>.</p>
<p style="text-align:left;">Gli Eurodeputati Aita e Guidoni scrivevano:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><strong>INTERROGAZIONE SCRITTA E-3253/08<br />
di Vincenzo Aita (GUE/NGL) e Umberto Guidoni (GUE/NGL)<br />
alla Commissione</strong></p>
<p><strong>Oggetto:    Disastro ambientale ad Ischia</strong></p>
<p>Il 14 giugno 2007, è avvenuta la <strong>rottura di uno dei 4 cavi elettrici sottomarini ad alta tensione</strong> che costituiscono una linea elettrica che la società Enel spa mantiene, seppure <strong>mai autorizzata</strong> dalle competenti autorità italiane, tra Cuma, sulla costa della Campania, e Lacco Ameno, sull’isola di Ischia. All’interno di ogni cavo c’è un canale riempito di olio in pressione, con una sezione di 18 millimetri.</p>
<p>La rottura del cavo Enel ha causato la dispersione di olio fluido in mare e su altre matrici biologiche, con relativo <strong>inquinamento da Policlorobifenili</strong> (PCB, il cui <strong>utilizzo peraltro è stato vietato dalle autorità italiane già nel 1984</strong>) Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) Alchil benzene–lineare (Idrocarburi Aromatici) dell’<strong>Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”</strong> <strong>e nell'ecosistema più importante del mar Mediterraneo</strong> indicato come "habitat prioritario" nell'allegato I della Direttiva Habitat (92/43/CEE),  costituito dalle <strong>Praterie di Posidonia Oceanica.</strong></p>
<p>Considerando il fatto che la zona toccata dalla dispersione di materie inquinanti è <strong>sito di interesse comunitario</strong>, non ritiene opportuno la Commissione intervenire in difesa di un patrimonio ambientale comunitario?</p></blockquote>
<p><strong>E la Commissione ha così risposto:</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><strong>E-3253/08IT<br />
Risposta di Stavros Dimas<br />
a nome della Commissione<br />
(30.7.2008)</strong></p>
<p><strong>Il sito marino Natura 2000 "Fondali marini di Ischia, Procida e Vivara" (codice IT8030010) è compreso nell'elenco dei siti di importanza comunitaria stilato in forza della direttiva Habitat </strong>[1], in particolare per la conservazione dei banchi di sabbia, delle praterie di posidonie e delle scogliere in esso presenti. Per il suo interesse ornitologico <strong>è stato inoltre classificato in Italia tra le zone di protezione speciale a norma della direttiva Uccelli </strong>[2]. <strong>L'Italia è pertanto tenuta, in conformità di queste due direttive, ad adoperarsi per garantire il mantenimento o il ripristino del valore di conservazione del sito.</strong></p>
<p><strong>Nel caso di specie potrebbe essere di applicazione anche la direttiva Responsabilità ambientale </strong>[3] : nell'eventualità in cui fosse arrecato un danno grave a specie e/o habitat naturali protetti (ad esempio in relazione al sito Natura 2000 "Fondali marini di Ischia, Procida e Vivara") e qualora fosse possibile stabilire un comportamento doloso o colposo dell'operatore, si applicherebbe infatti l'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), di tale direttiva. <strong>Se così fosse, occorrerebbe adottare azioni di riparazione in conformità della direttiva Responsabilità ambientale.</strong></p>
<p><strong>La Commissione si metterà in contatto con le autorità italiane per verificare se la normativa comunitaria sia stata applicata correttamente nel caso di specie</strong>.</p>
<p>----</p>
<p style="text-align:left;"><em>[1] Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, GU L 206 del 22.7.1992.<br />
[2] Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, GU L 103 del 25.4.1979.<br />
[3] Direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, GU L 143 del 30.4.2004.</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Decrescita: alternativa al nucleare]]></title>
<link>http://filcams.wordpress.com/?p=741</link>
<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 03:52:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>filcamstrento</dc:creator>
<guid>http://filcams.wordpress.com/?p=741</guid>
<description><![CDATA[Calo dei consumi, mutui alle stelle e salari alle stalle, bollette energetiche impazzite, benzina a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Arial','sans-serif';"><img class="alignleft size-medium wp-image-744" src="http://filcams.wordpress.com/files/2008/07/decrescita1.jpg?w=160" alt="" width="160" height="189" />Calo dei consumi, mutui alle stelle e salari alle stalle, bollette energetiche impazzite, benzina a prezzi proibitivi, inflazione al 4%, attacco ai diritti sociali e di cittadinanza, xenofobia a razzismo dilaganti sono i segnali di una situazione sempre più drammatica e l'Italia anziché rialzarsi, secondo i dettami degli spot elettorali, sta piagandosi su se stessa in una spirale che rischia di essere senza uscita. Le famiglie italiane in crescente difficoltà stanno cambiando le proprie abitudini. Ripiegano per i propri acquisti sui negozi cinesi (soprattutto per quanto concerne l’abbigliamento) e scelgono prodotti di scarsa qualità, fanno scorte alimentari seguendo le offerte promozionali dei discount e, chi può permetterselo, coltiva il pezzo di terreno per avere frutta e verdura di buona qualità a basso costo.<br />
Siamo davanti ad una congiuntura economica che sta determinando un decadimento del benessere individuale e per questo sempre più famiglie sono costrette ad acquistare merci a basso costo di qualità scadente, importate da paesi a migliaia di km di distanza e dalle dubbie qualità sia sotto l’aspetto organolettico sia dal punto di vista nutrizionale.<br />
Ormai anche parte del ceto medi è costretto ad operare delle rinunce che mettono a repentaglio il suo benessere e la qualità della sua vita, solamente al fine di ottenere un risparmio monetario che possa permettergli di sopravvivere.<br />
Le scarsità delle risorse ambientali ci dicono che questo modello basato sulla crescita infinita dei consumi è al capolinea e richiede un radicale cambiamento del modello economico che eviti l'impoverimento delle persone e punti al loro benessere sociale.<br />
La teoria che solo se si produce nuova ricchezza è possibile aumentare i salari in questo momento mostra tutte le sue contraddizioni e la sua vena ideologica che mira ad una redistribuzione delle risorse e dei poteri a favore delle multinazionali e dei paesi ricchi.<br />
Questo è dimostrato anche da quanto emerso dal G8 del mese scorso e dal fallimento degli accordi commerciali al WTO.<br />
Io credo sia giunto il momento di affrontare il <a href="http://www.decrescitafelice.it/">tema della decrescita</a>. Una scelta con cui anche il sindacato deve iniziare a confrontarsi ricercando strade e modelli sociali alternativi alla teorizzata politica produttivistica che ha caratterizzato le scelte di fondo del sindacalismo italiano ed europeo.<br />
E allora non di centrali nucleari bisogna parlare ma della valorizzazione della più importante fonte energetica pulita e a basso costo, capace di creare occupazione stabile e con elevata professionalità che si chiama RISPARMIO NERGENTICO.<br />
Dalle politiche abitative alle ristrutturazioni in funzione del loro rendimento energetico, creando in questo modo posti di lavoro e risparmi dei consumi, (altro che privatizzazione dell'ITEA) miglioramenti nelle reti di distribuzione dell’energia e dell'acqua e quindi tagliando gli attuali sprechi energetici. Politica dei prezzi sul versante alimentare nella catena distributiva va privilegiata la filiera corta ed i prodotti locali in un’ottica di ridotta movimentazione delle merci, che significa minori costi, risparmio economico e miglioramento della qualità degli stessi prodotti. (vedi prodotti a Km zero nel Veneto).<br />
Opporsi a questa globalizzazione dove persone sempre più povere sono costrette ad acquistare merci sempre più povere (il cui costo è determinato in larga parte dal loro trasporto inquinante per migliaia di km) e lottare per una società a misura d’uomo e quindi privilegiare la qualità alla quantità ed al gigantismo.<br />
Il contrario delle politiche delle grandi opera come la TAV, il Tunnel del Brennero o il ponte sullo stretto che sono opere costose, devastanti da punto di vista dell'ambiente e del territorio oltre che ENERGIVORE dal punto di vista dei costi di costruzione e di manutenzione.<br />
La decrescita non è un'utopia ma una contingente necessità se vogliamo evitare che questo modello sociale,nel momento in cui calano i consumi ha creato esclusione sociale, precarietà, nuove povertà e una insicurezza diffusa che il governo cerca di nascondere alimentando il razzismo e la xenofobia.<br />
Il sindacato, ha il coraggio di affrontare questa nuova sfida sul modello di sviluppo ?<br />
Ezio Casagranda - Filcams Cgil del Trentino<br />
Trento, 31 luglio 2008</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Berlusconi inaugura domani la centrale Enel di Civitavecchia]]></title>
<link>http://affaritaliani.wordpress.com/?p=210</link>
<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 11:05:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>affaritaliani</dc:creator>
<guid>http://affaritaliani.wordpress.com/?p=210</guid>
<description><![CDATA[







Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi inaugurerà domani, mercoledì 30 luglio, la n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<table border="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="NewsContentFoto" align="center"><a href="http://www.affaritaliani.it/economia/energia-berlusconi-inaugura290708.html"><img src="http://www.affaritaliani.it/upload/en/enel3.jpg" alt="" hspace="4" vspace="4" /></a></p>
<p><strong></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il Presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong> inaugurerà domani, mercoledì 30 luglio, la nuova Centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, a Civitavecchia. La centrale é il punto di arrivo di un progetto di riconversione avviato dall’Enel nel 2003, che ha suscitato una forte opposizione. La nuova centrale <strong>sostituisce l’impianto a olio combustibile di metà anni ‘80 con il carbone</strong>. La centrale, a pieno regime, avrà una potenza elettrica pari alla metà del fabbisogno energetico del Lazio<strong><a href="http://www.affaritaliani.it/economia/energia-berlusconi-inaugura290708.html">...CONTINUA</a></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Night Prowler la pensie]]></title>
<link>http://moshcalifar.wordpress.com/?p=1173</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 13:32:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>moshcalifar</dc:creator>
<guid>http://moshcalifar.wordpress.com/?p=1173</guid>
<description><![CDATA[ 
Dedicata Enel.
Daca esti pensionar si mai vrei sa folosesti curentul electric la un tarif care sa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://moshcalifar.files.wordpress.com/2008/07/tarif-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1174" src="http://moshcalifar.wordpress.com/files/2008/07/tarif-2.jpg?w=200" alt="" width="200" height="150" /></a>Dedicata Enel.</p>
<p>Daca esti pensionar si mai vrei sa folosesti curentul electric la un tarif care sa nu te scoata la cersit o faci intre 22-07  la 0,15 ron/kwh. Ah, vrei si dimineata ? Plateste triplu bey Rockefeller pensionar.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/IMbyeJaezIg'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/IMbyeJaezIg&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuovo Spot Enel...guai rimanere al buio!]]></title>
<link>http://casafattori.wordpress.com/?p=295</link>
<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 13:47:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Amministratore di condominio</dc:creator>
<guid>http://casafattori.wordpress.com/?p=295</guid>
<description><![CDATA[Dallo scantinato virtuale di Casa Fattori ho tirato fuori questa preziosa chicca a suo tempo scoper]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dallo <strong>scantinato virtuale di Casa Fattori</strong> ho tirato fuori questa preziosa chicca a suo tempo scoperta dal buon vecchio Cesare (vecchio in senso figurato ovviamente).</p>
<p>Cari condomini...cliccate il seguente link e aprite (o salvate) il file, <strong>scoprirete quanto è importante pagare le bollette all'ENEL</strong> per non rimanere MAI al buio!</p>
<h3 style="text-align:center;">&#62;&#62; Clicca qui: <a href="http://casafattori.files.wordpress.com/2008/07/spot_enel.ppt">Spot Enel</a> <em>(Circa 1 Mb)</em></h3>
<p style="text-align:left;">Alla prossima,<br />
<em>L'amministratore</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Otra privatización nociva para el país]]></title>
<link>http://salvapress.wordpress.com/?p=493</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 20:41:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>salvapress</dc:creator>
<guid>http://salvapress.wordpress.com/?p=493</guid>
<description><![CDATA[El Centro para la defensa del Consumidor CDC, emite la voz de alerta sobre lo que considera la inmi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">El Centro para la defensa del Consumidor CDC, emite la voz de alerta sobre lo que considera la inminente privatización de la empresa generadora de energía eléctrica LaGeo, empresa que usa el recurso geotérmico nacional para su operación. Según Armando Flores director del CDC, el contrato que le permite a la empresa italiana ENEL capitalizar acciones por inversión como socio de CEL en LaGeo, pone en peligro la soberanía y sobretodo facilita el manejo arbitrario de los costos en la energía al convertirse en un negocio privado y deja a CEL sin ingresos para mantener apoyo al subsidio en los precios de la tarifa actual, vea el resumen:  </span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/J0MYtIN_9Qg'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/J0MYtIN_9Qg&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></span></span></strong></p>
<div><strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#222222;font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"></span></span></span></span></span></span></span></span></strong></div>
<p><strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#222222;font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;font-family:Tahoma;"></p>
<div><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;font-family:Tahoma;"><span style="color:#000000;font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;font-family:Verdana;"><span style="color:#000000;font-family:Verdana;"><span style="color:#222222;font-family:Verdana;"><strong><span style="color:#800000;">R</span>EENVIA - IMPRIME - COMPARTE … HAZ PATRIA</strong></span></span></span></span></span></span></span></span></span></div>
<div><span style="color:#000000;font-family:Tahoma;"><span style="color:#000000;font-family:Tahoma;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="color:#000000;font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;font-family:Verdana;"><span style="color:#000000;font-family:Verdana;"><a href="http://www.feedburner.com/fb/a/emailverifySubmit?feedId=1737470&#38;loc=es_ES"><span style="color:#6c8c37;"><strong>IMPORTANTE CLICK AQUÍ: Suscribete a nuestro blog Salvapress, recibe cada noticia en tu correo electrónico</strong></span></a></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></div>
<p> </p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-family:Verdana;"></span></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In Slovacchia l'Enel costruisce centrali o bombe atomiche?]]></title>
<link>http://salpetti.wordpress.com/?p=183</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 13:12:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>salpetti</dc:creator>
<guid>http://salpetti.wordpress.com/?p=183</guid>
<description><![CDATA[
E&#8217; da tempo che se ne parla e non sono mancate le polemiche, ma l&#8217;Enel va avanti nel pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/rTj39XbdjJs'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/rTj39XbdjJs&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">E' da tempo che se ne parla e non sono mancate le polemiche, ma l'<strong>Enel </strong>va avanti nel progetto di produrre <strong>energia nucleare in Slovacchia</strong>, a Mochovce, un minuscolo centro sede della centrale nucleare di proprietà della <em>Slovenske Elektrarne</em>, la società di cui l’ Enel ha aquisito il 66% delle azioni nel 2005 (<a href="http://www.enel.it/azienda/chi_siamo/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a> il profilo dell'Enel).</p>
<p style="text-align:justify;">Forse non ci sarebbe nessun problema se non fosse che  i reattori presenti a <span>Mochovce e quelli che si stanno per costruire sono delle <strong>potenziali bombe atomiche</strong>, nel senso che hanno livelli di protezione bassi.</span></p>
<p style="text-align:justify;">La centrale di Mochovce fu costruita dai russi quando l'allora Cecoslovacchia faceva parte dell'<strong>Unione Sovietica</strong> e in quel periodo (negli anni '80, con la guerra fredda e prima che entrassero in vigore le moderne norme sulla sicurezza e sull'impatto ambientale di certe costruzioni) fu facile ottenere i permessi. La sua acquisizione da parte dell’Enel fu accolta da polemiche e critiche perché gli ambientalisti protestarono facendo appello ai  risultati del <strong>referendum del 1987</strong> con il  quale l’80% della popolazione italiana si era pronunciata <strong>contro l’uso dell’energia atomica</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo vari ritardi e tanti fermi, adesso l’Enel (probabilmente incoraggiata dal riaprirsi del dibattito sul nucleare in Italia) <strong>pare voglia procedere definitivamente</strong> alla costruzione di alcuni nuovi reattori in Slovacchia secondo i vecchi progetti. L'Enel si appella al fatto che il <strong>caro-petrolio</strong> costringe sempre più a ricorrere ad altre forme di energia e che a beneficiare deli <strong>vantaggi</strong> derivati dalla produzione di energia nucleare a Mochovce saranno in larga misura gli italiani.</p>
<p style="text-align:justify;">Il problema è che i reattori di Mochovce sono <strong>una vecchia progettazione sovietica</strong>, quindi, usano vecchie tecnologie e per di più <strong>non hanno nessun guscio di contenimento</strong> che possa prevenire il rilascio di radioattività nell'ambiente nel caso di incidenti rilevanti.</p>
<p style="text-align:justify;">Benché oggi i reattori nucleari di terza generazione debbano avere <strong>due gusci di contenimento</strong>, l'Enel vuole quindi continuare a costruire secondo i vecchi progetti senza predisporre alcun guscio protettivo. Pertanto, se sciaguratamente  <strong>un aereo entrasse in collisione con la struttura</strong> (l'11 settembre insegna) si potrebbe innescare <strong>una catastrofe nucleare </strong>senza precedenti nel bel mezzo d'Europa (per intenderci, <strong>a 500 Km da Venezia</strong>).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Greenpeace</strong> <a href="http://www.greenpeace.org/italy/news/intervista-nucleare-onufrio" target="_blank">critica</a> da tempo il progetto (il video in alto è un suo spot contro la costruzione di questi reattori senza guscio), la <strong>posizione del governo Slovacco è ambigua</strong> e per questo <a href="http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/comunicati/nucleare-mochovce-enel" target="_blank">è stato citato in giudizio</a> dall'associazione ambientalista e anche i paesi vicini quali l'Austria <a href="http://www.greenpeace.org/italy/news/vienna-mochovce" target="_blank">non sono contenti </a>di avere <strong>una potenziale bomba atomica </strong>a pochi kilometri di distanza.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, il problema energetico è sicuramente di enorme gravità e va affrontato, ma se qualche volta si pensasse davvero di più <strong>agli interessi collettivi</strong> (salute, ambiente, risparmio energeico, ...) piuttosto che <strong>ai soli interessi economici</strong> forse il problema sarebbe di più facile soluzione... ;-)</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Che ne pensate?</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Morti bianchi, vittima un operaio in un cantiere Enel a Civitavecchia]]></title>
<link>http://mmodation.wordpress.com/?p=13</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 10:30:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>mmodation</dc:creator>
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<description><![CDATA[A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipenden]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipendente della ditta Pichler, Ivan Ciffary, 24 anni, di nazionalità slovacca, addetto al montaggio del nastro trasporto carbone, è precipitato da un'altezza stimabile in 15-20 metri ed è deceduto sul colpo. Sono state immediatamente avvertite le autorità di Polizia, il Sindaco e i sindacati dei lavoratori e l'ad di Enel Fulvio Conti ha chiesto subito di effettuare i necessari accertamenti all'Organismo di vigilanza per la sicurezza.  I sindacati hanno deciso subito otto ore di sciopero a partire dal primo dal primo turno di lavoro in cantiere previsto per le 6 del mattino. Lo hanno annunciato i sindacati di categoria e confederali di Cgil, Cisl e Uil radunati sul luogo dell'incidente a Torrevaldaliga Nord. «Allo sciopero - proseguono i sindacati - prenderanno parte tutte le categorie sindacali: metalmeccanici, edili, servizi, elettrici, trasporti. Fuori ai cancelli del cantiere, dove si raduneranno gli operai è prevista un'assemblea sindacale».         L'Enel spiega in una nota che il direttore della divisione ingegneria e innovazione di Enel, Livio Vido, si è recato sul posto ed ha convocato il capo centrale, il capo cantiere, il responsabile della sicurezza e il titolare della ditta Pichler per raccogliere tutti gli elementi necessari ad una prima ricostruzione della dinamica dei fatti. Enel ha poi avviato un'indagine interna per accertare eventuali responsabilità. <br><br>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76569</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Morti bianchi, vittima un operaio in un cantiere Enel a Civitavecchia]]></title>
<link>http://hotmaui.wordpress.com/?p=22</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 21:51:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>hotmaui</dc:creator>
<guid>http://hotmaui.wordpress.com/?p=22</guid>
<description><![CDATA[A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipenden]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipendente della ditta Pichler, Ivan Ciffary, 24 anni, di nazionalità slovacca, addetto al montaggio del nastro trasporto carbone, è precipitato da un'altezza stimabile in 15-20 metri ed è deceduto sul colpo. Sono state immediatamente avvertite le autorità di Polizia, il Sindaco e i sindacati dei lavoratori e l'ad di Enel Fulvio Conti ha chiesto subito di effettuare i necessari accertamenti all'Organismo di vigilanza per la sicurezza.  I sindacati hanno deciso subito otto ore di sciopero a partire dal primo dal primo turno di lavoro in cantiere previsto per le 6 del mattino. Lo hanno annunciato i sindacati di categoria e confederali di Cgil, Cisl e Uil radunati sul luogo dell'incidente a Torrevaldaliga Nord. «Allo sciopero - proseguono i sindacati - prenderanno parte tutte le categorie sindacali: metalmeccanici, edili, servizi, elettrici, trasporti. Fuori ai cancelli del cantiere, dove si raduneranno gli operai è prevista un'assemblea sindacale».         L'Enel spiega in una nota che il direttore della divisione ingegneria e innovazione di Enel, Livio Vido, si è recato sul posto ed ha convocato il capo centrale, il capo cantiere, il responsabile della sicurezza e il titolare della ditta Pichler per raccogliere tutti gli elementi necessari ad una prima ricostruzione della dinamica dei fatti. Enel ha poi avviato un'indagine interna per accertare eventuali responsabilità. <br><br>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76569</p>
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<title><![CDATA[Morti bianchi, vittima un operaio in un cantiere Enel a Civitavecchia]]></title>
<link>http://tousata.wordpress.com/?p=9</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 13:51:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>tousata</dc:creator>
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<description><![CDATA[A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipenden]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipendente della ditta Pichler, Ivan Ciffary, 24 anni, di nazionalità slovacca, addetto al montaggio del nastro trasporto carbone, è precipitato da un'altezza stimabile in 15-20 metri ed è deceduto sul colpo. Sono state immediatamente avvertite le autorità di Polizia, il Sindaco e i sindacati dei lavoratori e l'ad di Enel Fulvio Conti ha chiesto subito di effettuare i necessari accertamenti all'Organismo di vigilanza per la sicurezza.  I sindacati hanno deciso subito otto ore di sciopero a partire dal primo dal primo turno di lavoro in cantiere previsto per le 6 del mattino. Lo hanno annunciato i sindacati di categoria e confederali di Cgil, Cisl e Uil radunati sul luogo dell'incidente a Torrevaldaliga Nord. «Allo sciopero - proseguono i sindacati - prenderanno parte tutte le categorie sindacali: metalmeccanici, edili, servizi, elettrici, trasporti. Fuori ai cancelli del cantiere, dove si raduneranno gli operai è prevista un'assemblea sindacale».         L'Enel spiega in una nota che il direttore della divisione ingegneria e innovazione di Enel, Livio Vido, si è recato sul posto ed ha convocato il capo centrale, il capo cantiere, il responsabile della sicurezza e il titolare della ditta Pichler per raccogliere tutti gli elementi necessari ad una prima ricostruzione della dinamica dei fatti. Enel ha poi avviato un'indagine interna per accertare eventuali responsabilità. <br><br>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76569</p>
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<title><![CDATA[Morti bianchi, vittima un operaio in un cantiere Enel a Civitavecchia]]></title>
<link>http://tousata.wordpress.com/?p=5</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 13:11:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>tousata</dc:creator>
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<description><![CDATA[A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipenden]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipendente della ditta Pichler, Ivan Ciffary, 24 anni, di nazionalità slovacca, addetto al montaggio del nastro trasporto carbone, è precipitato da un'altezza stimabile in 15-20 metri ed è deceduto sul colpo. Sono state immediatamente avvertite le autorità di Polizia, il Sindaco e i sindacati dei lavoratori e l'ad di Enel Fulvio Conti ha chiesto subito di effettuare i necessari accertamenti all'Organismo di vigilanza per la sicurezza.  I sindacati hanno deciso subito otto ore di sciopero a partire dal primo dal primo turno di lavoro in cantiere previsto per le 6 del mattino. Lo hanno annunciato i sindacati di categoria e confederali di Cgil, Cisl e Uil radunati sul luogo dell'incidente a Torrevaldaliga Nord. «Allo sciopero - proseguono i sindacati - prenderanno parte tutte le categorie sindacali: metalmeccanici, edili, servizi, elettrici, trasporti. Fuori ai cancelli del cantiere, dove si raduneranno gli operai è prevista un'assemblea sindacale».         L'Enel spiega in una nota che il direttore della divisione ingegneria e innovazione di Enel, Livio Vido, si è recato sul posto ed ha convocato il capo centrale, il capo cantiere, il responsabile della sicurezza e il titolare della ditta Pichler per raccogliere tutti gli elementi necessari ad una prima ricostruzione della dinamica dei fatti. Enel ha poi avviato un'indagine interna per accertare eventuali responsabilità. <br><br>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76569</p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[Bucureşti: Un tablou-vedetă de la Galeria Borghese din Roma]]></title>
<link>http://cimec.wordpress.com/?p=276</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 06:53:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>cimec</dc:creator>
<guid>http://cimec.wordpress.com/?p=276</guid>
<description><![CDATA[Muzeul Naţional de Artă al României şi ENEL invită publicul să admire o celebră capodoperă r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-right:9.15pt;text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Muzeul Naţional de Artă al României şi ENEL invită publicul să admire o celebră capodoperă renascentistă semnată de Antonello da Messina - <strong>"Portret de bărbat"</strong>, expusă pentru prima dată în România. Lucrarea provine de la Galeria Borghese din Roma şi va rămâne la Bucureşti până pe 27 iulie.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:9.15pt;text-align:justify;"><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:9.15pt;text-align:justify;"><a href="http://cimec.wordpress.com/files/2008/06/muzeul-national-de-arta-al-romaniei.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-267" src="http://cimec.wordpress.com/files/2008/06/muzeul-national-de-arta-al-romaniei.jpg" alt="" width="480" height="62" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:45pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;"><a href="http://cimec.wordpress.com/files/2008/06/muzeul-national-de-arta-al-romaniei.jpg"><br />
</a>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span> </span><span style="text-decoration:underline;">Expoziţia:</span><strong><em><span style="color:black;"> </span></em>O capodoperă de la Galeria Borghese din Roma:</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span> </span>Antonello da Messina - "Portret de bărbat"</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span> </span><span style="text-decoration:underline;">Vernisaj:</span><strong> joi, 26 iunie, orele 19.00</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span> </span><span style="text-decoration:underline;">Durata:</span> <strong>26 iunie - 27 iulie 2008</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span> </span><span style="text-decoration:underline;">Locul:</span> <strong>Muzeul Naţional de Artă al României, Calea Victoriei 49-53</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span> </span>Telefon: 314.81.19, 313.30.3</span></strong><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">0</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span> </span><span style="text-decoration:underline;">Program de vizitare:</span><strong> miercuri - duminică,</strong> <strong>11.00- 19.00</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span> </span><span style="text-decoration:underline;">Gratuit</span>:<strong> prima miercuri din fiecare lună</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:45pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 58.5pt;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 18pt;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Vernisajul are loc joi, 26 iunie, orele 19.00. Accesul la vernisaj se face numai pe bază de invitaţie. Presa interesată de eveniment este rugată să se acrediteze la telefon 314.81.19.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Antonello da Messina (1430-1479) este cel mai important pictor al sudului Italiei din secolul al XV-lea şi o figură marcantă a Reneşterii italiene. El a fost influenţat de lucrările pictorilor flamanzi, acordând o atenţie specială detaliilor şi jocului luminii pe suprafeţe. De la maestrul flamand Jan van Eyck Antonello a preluat tehnica picturii în ulei pe care a introdus-o la Veneţia. Cunoştinţele lui au fost transmise mai multor pictori contemporani, influenţând în mod semnificativ şcoala de pictură veneţiană.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">În general, figurile pe care Antonello le pictează sunt scăldate de o lumină puternică, evidenţiind trăsăturile lor, precum şi fiecare detaliu al veşmintelor. În portretele sale foloseşte cu precădere semi-profilul, tipic şcolii flamande de pictură, spre deosebire de majoritatea artiştilor italieni renascentişti care pictau personajele din profil.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Excepţionala lucrare <strong>"Portret de bărbat"</strong> de la Galeria Borghese, expusă la MNAR timp de o lună, este caracterizată de un puternic realism şi este ilustrativă pentru tehnică folosită de Antonello da Messina. Această operă se va afla astfel în dialog cu picturile expuse în sălile dedicate Şcolii italiene din Galeria de Artă Europeană a MNAR, datorate la rândul lor unor nume sonore precum: Domenico Veneziano, Antonello da Saliba, Bernardino Luini, Bernardino Licinio sau Tintoretto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;margin:0 9.15pt 0.0001pt 18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Evenimentul se circumscrie valorilor ENEL de responsabilitate socială şi implicare în viaţa comunităţii prin dezvoltarea de proiecte sociale, educaţionale şi culturale durabile.</span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://cimec.files.wordpress.com/2008/06/antonello-da-messina-portret-de-barbat.jpg"><img class="size-full wp-image-277 aligncenter" src="http://cimec.wordpress.com/files/2008/06/antonello-da-messina-portret-de-barbat.jpg" alt="" width="336" height="446" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[G8, Scajola: Italia nucleare L'Enel: pronti a 5 impianti]]></title>
<link>http://baslipi.wordpress.com/2008/06/13/g8-scajola-italia-nucleare-lenel-pronti-a-5-impianti/</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 16:53:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>baslipi</dc:creator>
<guid>http://baslipi.wordpress.com/2008/06/13/g8-scajola-italia-nucleare-lenel-pronti-a-5-impianti/</guid>
<description><![CDATA[G8, Scajola: Italia nucleare L&#8217;Enel: pronti a 5 impianti
Dopo che al G8 di Tokio il ministro d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a>G8, Scajola: Italia nucleare L'Enel: pronti a 5 impianti</a><br />
Dopo che al G8 di Tokio il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola annunciava ai colleghi ministri dei paesi industrializzati che l'Italia ha cambiato posizione sul nucleare, «opzione sulla quale il nuovo governo italiano ha deciso di investire nel prossimo periodo», l'Enel si dice pronta a costruire centrali in tempi brevi. In un'intervista ad Affari &#38; Finanza l'amministratore delegato di Enel Fulvio Conti ribadisce l'impegno per l'atomo e afferma che «c'è la possibilità di costruire in Italia quattro o cinque impianti da 1.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[G8, Scajola insiste: Italia nucleare. L'Enel: pronti a 5 impianti]]></title>
<link>http://xiplede.wordpress.com/2008/06/13/g8-scajola-insiste-italia-nucleare-lenel-pronti-a-5-impianti/</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 05:55:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>xiplede</dc:creator>
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<description><![CDATA[G8, Scajola insiste: Italia nucleare. L&#8217;Enel: pronti a 5 impianti
Dopo che al G8 di Tokio il m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a>G8, Scajola insiste: Italia nucleare. L'Enel: pronti a 5 impianti</a><br />
Dopo che al G8 di Tokio il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola annunciava ai colleghi ministri dei paesi industrializzati che l'Italia ha cambiato posizione sul nucleare, «opzione sulla quale il nuovo governo italiano ha deciso di investire nel prossimo periodo», l'Enel si dice pronta a costruire centrali in tempi brevi. In un'intervista ad Affari &#38; Finanza l'amministratore delegato di Enel Fulvio Conti ribadisce l'impegno per l'atomo e afferma che «c'è la possibilità di costruire in Italia quattro o cinque impianti da 1.</p>
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<title><![CDATA[G8, Scajola insiste: Italia nucleare. L'Enel: pronti a 5 impianti]]></title>
<link>http://cekabo.wordpress.com/2008/06/13/g8-scajola-insiste-italia-nucleare-lenel-pronti-a-5-impianti/</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 05:20:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>cekabo</dc:creator>
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<description><![CDATA[G8, Scajola insiste: Italia nucleare. L&#8217;Enel: pronti a 5 impianti
Dopo che al G8 di Tokio il m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a>G8, Scajola insiste: Italia nucleare. L'Enel: pronti a 5 impianti</a><br />
Dopo che al G8 di Tokio il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola annunciava ai colleghi ministri dei paesi industrializzati che l'Italia ha cambiato posizione sul nucleare, «opzione sulla quale il nuovo governo italiano ha deciso di investire nel prossimo periodo», l'Enel si dice pronta a costruire centrali in tempi brevi. In un'intervista ad Affari &#38; Finanza l'amministratore delegato di Enel Fulvio Conti ribadisce l'impegno per l'atomo e afferma che «c'è la possibilità di costruire in Italia quattro o cinque impianti da 1.</p>
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<title><![CDATA[G8, Scajola insiste: Italia nucleare. L'Enel: pronti a 5 impianti]]></title>
<link>http://razabo.wordpress.com/2008/06/13/g8-scajola-insiste-italia-nucleare-lenel-pronti-a-5-impianti/</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 04:00:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>razabo</dc:creator>
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<description><![CDATA[G8, Scajola insiste: Italia nucleare. L&#8217;Enel: pronti a 5 impianti
Dopo che al G8 di Tokio il m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a>G8, Scajola insiste: Italia nucleare. L'Enel: pronti a 5 impianti</a><br />
Dopo che al G8 di Tokio il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola annunciava ai colleghi ministri dei paesi industrializzati che l'Italia ha cambiato posizione sul nucleare, «opzione sulla quale il nuovo governo italiano ha deciso di investire nel prossimo periodo», l'Enel si dice pronta a costruire centrali in tempi brevi. In un'intervista ad Affari &#38; Finanza l'amministratore delegato di Enel Fulvio Conti ribadisce l'impegno per l'atomo e afferma che «c'è la possibilità di costruire in Italia quattro o cinque impianti da 1.</p>
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<title><![CDATA[Sorgenia e i suoi rappresentanti...]]></title>
<link>http://detomi.wordpress.com/?p=307</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 17:07:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>nick85vic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi pomeriggio sono venuti in ufficio da mio padre due rappresentanti della Sorgenia, azienda conco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi pomeriggio sono venuti in ufficio da mio padre due rappresentanti della Sorgenia, azienda concorrente di Enel nella distribuzione dell'energia.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.peacelink.it/ecologia/images/10409_a25209.jpg" alt="" /></p>
<p>Hanno detto di avere delle offerte molto vantaggiose e quindi li abbiamop ascoltati. In pratica sostenevano di farci pagare 0,07€ al kWh contro gli 0,08€ di Enel. Inoltre dicevano che molte tasse aggiunte nella bolletta Enel, con loro sarebbero sparite. Al che, mia mamma ha chiesto maggiori spiegazioni, per capire bene come potesse esserci tutta questa differenza da Enel.</p>
<p>Invece di spiegarci in modo dettagliato l'offerta, questi individui ci hanno detto di mettere un timbro e una firma sul contratto che al resto ci avrebbero pensato loro.</p>
<p>In conclusione, mia mamma li ha mandati via! <strong>Ma è normale sta roba?!?!?!</strong></p>
<p>Allora ho deciso di informarmi, e ho visto che anche altre persone hanno avuto la stessa esperienza! In <a href="http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=11963719&#38;st=15">questo forum</a> e in <a href="http://blogdeiprezzi.blogspot.com/2007/11/sorgenia-sar-assorata.html">questo blog</a>!</p>
<p><strong>Io della ditta non so niente</strong>, c'è chi dice bene e chi male, ma di sicuro i suoi rappresentanti sono dei maleducati!!!</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'inquinamento marino dell'Isola d'Ischia arriva a Bruxelles - Gli Europarlamentari Aita e Guidoni interrogano la Commissione]]></title>
<link>http://dambra.wordpress.com/?p=214</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 10:18:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
<guid>http://dambra.wordpress.com/?p=214</guid>
<description><![CDATA[ 
Gli Europarlamentari Vincenzo Aita (Rifondazione Comunista) e Umberto Guidoni (Comunisti Italiani)]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img src="http://www.europarl.europa.eu/mepphoto/36583.jpg" alt="//www.europarl.europa.eu/mepphoto/36583.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori." /> <img src="http://www.europarl.europa.eu/mepphoto/28974.jpg" alt="//www.europarl.europa.eu/mepphoto/28974.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori." /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Gli Europarlamentari Vincenzo Aita (Rifondazione Comunista) e Umberto Guidoni (Comunisti Italiani)</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><strong>INTERROGAZIONE SCRITTA E-3253/08<br />
di Vincenzo Aita (GUE/NGL) e Umberto Guidoni (GUE/NGL)<br />
alla Commissione</strong></p>
<p><strong>Oggetto:    Disastro ambientale ad Ischia</strong></p>
<p>Il 14 giugno 2007, è avvenuta la <strong>rottura di uno dei 4 cavi elettrici sottomarini ad alta tensione</strong> che costituiscono una linea elettrica che la società Enel spa mantiene, seppure <strong>mai autorizzata</strong> dalle competenti autorità italiane, tra Cuma, sulla costa della Campania, e Lacco Ameno, sull’isola di Ischia. All’interno di ogni cavo c’è un canale riempito di olio in pressione, con una sezione di 18 millimetri.</p>
<p>La rottura del cavo Enel ha causato la dispersione di olio fluido in mare e su altre matrici biologiche, con relativo <strong>inquinamento da Policlorobifenili</strong> (PCB, il cui <strong>utilizzo peraltro è stato vietato dalle autorità italiane già nel 1984</strong>) Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) Alchil benzene–lineare (Idrocarburi Aromatici) dell’<strong>Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”</strong> <strong>e nell'ecosistema più importante del mar Mediterraneo</strong> indicato come "habitat prioritario" nell'allegato I della Direttiva Habitat (92/43/CEE),  costituito dalle <strong>Praterie di Posidonia Oceanica.</strong></p>
<p>Considerando il fatto che la zona toccata dalla dispersione di materie inquinanti è <strong>sito di interesse comunitario</strong>, non ritiene opportuno la Commissione intervenire in difesa di un patrimonio ambientale comunitario?</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>

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