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	<title>egitto &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/egitto/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "egitto"</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 07:24:23 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[VACANZE PERICOLOSE: I PAESI DEL MONDO IN CUI ESSERE GAY PUO` COSTARE LA VITA]]></title>
<link>http://lgbtpuglia.wordpress.com/?p=83</link>
<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 12:43:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>lgbtpuglia</dc:creator>
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<description><![CDATA[I turisti omosessuali non sono bene accetti in ogni parte del mondo. Dall&#8217;Egitto all&#8217;Ira]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.gay.tv/d@y/upl/d@y/userfiles/dangerpic1.jpg" alt="" width="400" height="300" />I turisti omosessuali non sono bene accetti in ogni parte del mondo. Dall'Egitto all'Iran, i dieci posti più pericolosi del mondo dove l'omosessualità è un reato punibile anche con la pena di morte.<br />
In queste giornate di mezza estate capita spesso, a chi rimane in ufficio, <strong>di viaggiare con la mente verso verso mete esotiche</strong>. Chi volesse partire davvero, però, <strong>deve porre molta attenzione alla scelta del posto</strong>, perchè spesso i paradisi nascondono delle sgradite sorprese <strong>ai viaggiatori gay</strong>. Esistono infatti <strong>numerose località turistiche </strong>dove la cultura del posto <strong>è apertamente ostile nei confronti degli omosessuali</strong>.</p>
<p>Secondo <a href="http://queerty.com/" target="_blank"><strong>queerty.com</strong></a> e ‘<a href="http://www.southernvoice.com/" target="_blank"><strong>the Southern Voice</strong></a>’, ecco <strong>i dieci posti al mondo più pericolosi per i gay</strong>:</p>
<p>1. <strong>Uganda</strong> (Anche <span style="text-decoration:underline;"><strong>il sesso consensuale</strong></span> è punibile con l'ergastolo)<br />
2. <strong>Iran </strong>(Pena di morte)<br />
3. <strong>Egitto </strong>(E' possibile essere arrestati e torturati, <span style="text-decoration:underline;"><strong>specialmente se sieropositivi</strong></span>)<br />
4. <strong>Arabia Saudita </strong>(Si può essere bastonati e anche <span style="text-decoration:underline;"><strong>uccisi</strong></span>)<br />
5. <strong>Nigeria </strong>(Pene fino a 14 anni)<br />
6. <strong>Emirati Arabi</strong> (Arresto)<br />
7. <strong>Camerun </strong>(Arresto)<br />
8. <strong>Polonia </strong>(Il Presidente polacco ha impedito la creazione di gruppi a difesa dei diritti gay)<br />
9. <strong>Nepal </strong>(L'omosessualità non è illegale, ma è forte l'<span style="text-decoration:underline;"><strong>omofobia</strong></span>, che spesso sfocia in violenza)<br />
10. <strong>India </strong>(Pene fino a dieci anni)</p>
<p>Se la lista presenta Paesi di aree già note a molti per la chiusura culturale, sembra preoccupare particolarmente <strong>la presenza all'ottavo posto della Polonia</strong>, paese al centro dell'Unione Europea, dove però recentemente la Chiesa Cattolica ha aperto una clinica per la "cura" dell'omosessualità (<a href="http://www.gay.tv/ita/magazine/we_like/dettaglio.asp?i=5986" target="_blank"><strong>LEGGI QUI &#62;</strong></a>)</p>
<p>Anche l'<strong>Egitto </strong>è presente nella lista, perchè, nonostante una cultura gay "sotterranea"  articolarmente ricca, anche i turisti possono imbattersi in <strong>una legislazione particolaremnte severa e omofobica</strong>.</p>
<p>I paesi della Top Ten non <strong>sono gli unici dove è possibile per i gay avere problemi</strong>, anche se non sempre il pericolo è alto. In <strong>Brasile</strong>, ad esempio, <strong>la posizione nei confronti degli omosessuali cambia a seconda del posto</strong>, mentre in Russia, a Mosca, il gay Pride ha visto una violenta repressione governativa (<a href="http://gay.tv/ita/magazine/we_like/dettaglio.asp?i=6012" target="_blank"><strong>LEGGI QUI &#62;</strong></a>)</p>
<p>Una situazione delicata si registra anche in <strong>Giamaica</strong>, lo riporta su "<a href="http://www.advocate.com/" target="_blank"><strong>The Advocate</strong></a>" il giornalista free lance <strong>David Kirby</strong>. Come riferisce Kirby, in Giamaica <strong>ci sono stati numerosi casi di violenza omofoba</strong>, e numerosi alberghi <strong>si rifiutano di concedere camere matrimoniali a due persone dello stesso sesso</strong>. Non a caso proprio in Giamaica si è svolto recentemente l'"<strong>Etero Pride</strong>". Secondo Kirby non bisogna dimenticare che, mentre in paesi come gli Stati Uniti d'America la polizia, anche negli Stati più conservatori, <strong>ha il dovere di proteggere chiunque si trovi in difficoltà</strong>, in altre nazioni, anche in assenza di una legislazione punitiva, <strong>le forze dell'ordine potrebbero assumere un atteggiamento di totale disinteresse </strong>o, peggio, di connivenza, con chi attenta alla sicurezza dei turisti gay. Importante, quindi, <strong>tenere sempre gli occhi aperti</strong>, ed evitare atteggiamenti di sfida che potrebbero innescare una reazione a catena.</p>
<p>Per non rovinarsi le vacanze, altrimenti, <strong>meglio rivolgere la propria attenzone verso posti come la Francia</strong>, la <strong>Germania</strong>, la <strong>Gran Bretagna </strong>o anche <strong>Provincetown, in Massachusetts</strong>. Luoghi che, assieme ad altre mete tipiche del turismo omosessuale, rivolgono al target gay sempre maggiore attenzione.</p>
<p>In ogni caso, quale che sia la vostra meta, il nostro consiglio <strong>è di aprire la mente, e lasciare che il viaggio sia un momento di crescita personale</strong>, per portare a casa molto più di qualche fotografia.</p>
<p>Per saperne di più su ogni singolo stato, potete consultare <strong>la mappa </strong>presente sul sito dell'associazione <strong>ILGA Europe</strong>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il sogno di Tischendorf realizzato (ma solo in rete)]]></title>
<link>http://butindaro.wordpress.com/?p=3283</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 07:30:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>illuminato</dc:creator>
<guid>http://butindaro.wordpress.com/?p=3283</guid>
<description><![CDATA[Un progetto internazionale per riunire le diverse parti del codice Sinaitico
di Silvia Guidi
Codex S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3>Un progetto internazionale per riunire le diverse parti del codice Sinaitico</h3>
<p><em>di Silvia Guidi</em></p>
[caption id="attachment_3300" align="alignleft" width="281" caption="Codex Sinaiticus On Line"]<a href="http://butindaro.wordpress.com/files/2008/07/codex_sinaiticus1.jpg"><img class="size-full wp-image-3300" style="margin:5px;" src="http://butindaro.wordpress.com/files/2008/07/codex_sinaiticus1.jpg" alt="" width="281" height="144" /></a>[/caption]
<p>Uno dei libri più preziosi al mondo sarà consultabile in rete; digitando <a href="http://www.e-manuscripts.org">www.e-manuscripts.org</a> chiunque potrà rivivere l'emozione di Constantin von Tischendorf, il cacciatore di manoscritti biblici che nel 1844 ha scoperto il codice Sinaitico - uno dei testimoni su cui si fonda la nostra conoscenza della Bibbia greca (nella versione detta dei Settanta) - e leggere la splendida scrittura maiuscola che copre i quasi quattrocenti fogli di pergamena che compongono il testo (degi oltre settecento originari).<br />
Abbiamo chiesto a Francesco D'Aiuto, che insegna Filologia e Storia bizantina all'università di Roma Tor Vergata e si è occupato spesso di manoscritti greci antichi e medievali della Bibbia, di illustrarci la storia affascinante e avventurosa di questo testo. Nel 2003, lavorando in mezzo ai manoscritti della Biblioteca Vaticana, D'Aiuto scoprì dei frammenti palinsesti di un manoscritto greco del iv secolo dell'era cristiana contenente una commedia di Menandro sino ad allora sconosciuta. Tre anni prima aveva collaborato all'allestimento per il Giubileo della grande esposizione di manoscritti biblici "I Vangeli dei Popoli".</p>
<p><em>Il progetto del Sinaitico virtuale è molto ambizioso, ma in realtà per il momento solo una parte del codice è stata digitalizzata e messa a disposizione in rete...</em></p>
<p>Sì, in effetti questi sono soltanto i primi risultati di un progetto internazionale, che coinvolge la British Library, il Monastero di Santa Caterina sul Sinai, la Biblioteca Nazionale di San Pietroburgo e quella universitaria di Lipsia. Il progetto, secondo le previsioni, dovrebbe concludersi nel 2010, con il completamento della digitalizzazione del codice e con la messa a disposizione di tutti gli utenti della rete, credo gratuitamente, di immagini ad alta risoluzione dell'intero manoscritto:  almeno per quel che ne è giunto sino a noi, e che ora si conserva diviso proprio fra le quattro biblioteche impegnate nel progetto. Perché in effetti il manoscritto, oltre ad aver subito nei secoli perdite che lo hanno mutilato gravemente, ha avuto anche vicende travagliate sin dal suo ritrovamento nel Monastero del Sinai alla metà dell'Ottocento:  ed è per questo che i suoi fogli si trovano ora dispersi. Un motivo in più per attendere con impazienza il momento in cui le varie parti saranno ricomposte virtualmente. Dai nostri computer potremo finalmente sfogliare la copia elettronica del manoscritto come fosse ancora un insieme unico.</p>
<p><em>Sarà interessante anche per i non addetti ai lavori poter scorrere le immagini di questo manoscritto, ingrandire le annotazioni scritte a margine, vedere da vicino le correzioni interlineari... </em></p>
<p>Certo, è una grande emozione per chiunque. Neanche per gli specialisti è facile accedere a questi documenti. Manoscritti così antichi e importanti, e spesso in uno stato di conservazione tanto precario, sono trattati come cimeli dalle biblioteche che li possiedono. E allora per preservarli meglio per il futuro si finisce in genere per sottrarli alla consultazione diretta:  ne viene negata la visione persino agli studiosi, a meno che non documentino di volerli esaminare per necessità di ricerca più che serie. E allora è chiaro che una digitalizzazione integrale può avere una funzione chiave per il rilancio degli studi su un simile manoscritto. Intendiamoci, non che il suo testo non sia stato finora trascritto, studiato e utilizzato in tutti i modi per stabilire il testo greco della Bibbia. Ma il fatto è che tutte le trascrizioni del Sinaitico finora compiute, tutti i facsimili litografici o fotografici che sono stati pubblicati a partire dalla sua scoperta ottocentesca, saranno chiaramente superati, quanto a fedeltà e utilità, dalle riproduzioni che saranno messe in rete. Immagini che potranno essere viste, riviste, controllate, e inoltre ingrandite per "entrarci" dentro, fin nel dettaglio più minuto. E agli specialisti, se non la visione diretta dell'originale, almeno una buona immagine del manoscritto ad alta definizione, può rivelare elementi che qualunque trascrizione del testo, o qualunque descrizione a parole del suo aspetto, non saprebbe restituire in alcun modo.</p>
<p><em>C'è da dire però che il lettore comune, anche se conosce il greco antico, troverà grosse difficoltà nel leggere il testo di questo manoscritto a partire dalle immagini che si vedono in rete.</em></p>
<p>Sì, è vero. La difficoltà non sta tanto nella scrittura, che è una bella maiuscola tutto sommato ben leggibile, in cui le singole lettere sono molto simili alle lettere greche maiuscole che oggi si usano per la stampa dei libri. Insomma, forme alfabetiche che sono familiari anche a chi abbia fatto semplici studi liceali di greco. L'ostacolo maggiore, invece, sta nel fatto che, secondo l'uso proprio dell'antichità e dell'alto medioevo, il testo è scritto come se fosse un'unica sequenza continuativa di lettere:  non ci sono spazi bianchi a dividere l'una dall'altra le singole parole. D'altra parte, la lettura stessa, che in epoca antica avveniva di solito ad alta voce e non in maniera silenziosa e interiorizzata come oggi, doveva essere un grande aiuto per la comprensione del testo:  che invece riesce difficile per noi, anche per altri motivi. Come se non bastasse, infatti, in questi manoscritti anche la punteggiatura è molto scarsa, e non conforme agli usi attuali, che si sono generalizzati solo dopo l'invenzione della stampa.<br />
Un'aggravante ulteriore, poi, riguarda il greco:  in manoscritti così antichi mancano quasi completamente gli accenti delle parole, così come sono assenti gli spiriti e tutti gli altri segni che a noi sono molto utili per distinguere parole greche che si somigliano, e dunque per comprendere meglio il testo. Lei capisce che, in queste condizioni, leggere e capire il testo greco di un manoscritto del genere può risultare molto difficile al lettore comune che non abbia fatto studi di filologia greca, e anche di paleografia.</p>
<p><em>Può spiegarci perché il Sinaitico è così importante? </em></p>
<p>In due parole, è uno di quei pochi manoscritti antichissimi che stanno alla base di tutte le nostre edizioni della Bibbia greca. Copiato su quattro colonne (su due per i libri poetici) contiene anche due testi patristici, la Lettera di Barnaba e il Pastore di Erma. Risale alla prima metà del iv secolo dell'era cristiana, insieme al codice b della Biblioteca Vaticana, il cosiddetto Codice Vaticano, altro pilastro della tradizione manoscritta della Bibbia Greca. Questi due codici - insieme all'Alessandrino della British Library che è più tardo, del v secolo, e a qualche altro manoscritto antico - ci permettono di avvicinarci quanto più è possibile alla data della composizione in greco degli scritti del Nuovo Testamento, e, più indietro, alla data della traduzione dall'ebraico in greco di quelli dell'Antico. La testimonianza offerta da questi manoscritti di pergamena, arrivati fino a noi più o meno integri attraverso i secoli per via di conservazione bibliotecaria, viene affiancata poi dai papiri biblici estratti nell'ultimo secolo e mezzo dalle sabbie del deserto egiziano:  papiri anch'essi di grande valore, sebbene spesso frammentari e mal ridotti, e in parte più antichi di quei grandi manoscritti pergamenacei.<br />
È dal confronto critico fra tutti questi testimoni, su pergamena o su papiro, che nasce il nostro testo greco a stampa della Sacra Scrittura:  un testo che grazie a questo serrato confronto (parola per parola, lettera per lettera), si cerca di emendare dai guasti e dalle modificazioni che ha subìto nei secoli.<br />
Perché, si sa, copiando a mano si modifica sempre, consapevolmente o no, ciò che si trascrive. E gli errori e i mutamenti si moltiplicano quanto più ci si allontana, con le copie delle copie, dall'originale. Fra tutti gli altri manoscritti, allora, il Sinaitico e il Vaticano codice B della Vaticana hanno un'importanza fondamentale e godono di un'autorevolezza indiscussa, sia per la loro antichità sia per il comune ambito storico-culturale in cui probabilmente sono stati realizzati.</p>
<p><em>Quindi si deve pensare a una probabile origine comune dei due manoscritti? </em></p>
<p>Si tratta, in realtà, di una vecchia ipotesi, che è stata di recente ribadita, in un articolo del 1999 nel "Journal of Theological Studies", da un noto papirologo e biblista scomparso nel 2003, Theodore Cressy Skeat. L'ipotesi è che il Vaticano e il Sinaitico siano le due uniche superstiti fra le cinquanta Bibbie che, come sappiamo, l'imperatore Costantino (306-337), il primo imperatore romano ad abbracciare il cristianesimo, commissionò a Eusebio vescovo di Cesarea di Palestina, per farne dono alle chiese di Costantinopoli:  ovvero, di quella nuova capitale imperiale che era stata da lui fondata sul Corno d'Oro, sul sito dell'antica colonia greca di Byzantion. Insomma, la città che conosciamo anche come Bisanzio, cioè la capitale di quell'impero bizantino che, in fondo, non rappresenta altro che l'ininterrotta continuità politica e istituzionale della pars Orientis dell'impero romano, per altri mille anni dopo la cosiddetta fine dell'impero romano d'occidente.. Ora, l'ipotesi che i due venerandi manoscritti biblici di cui abbiamo parlato - e che effettivamente per la loro scrittura si possono attribuire al iv secolo - siano parte della committenza libraria di Costantino, e che dunque abbiano visto la luce a Cesarea di Palestina, sotto la direzione di Eusebio, trova sostegno in una serie di indizi di varia natura, e in nuove osservazioni sui manoscritti.</p>
<p><em>Quali sono gli elementi a favore dell'ipotesi "costantiniana"? </em></p>
<p>Tralascio tutta una serie di elementi di natura testuale, difficili da riassumere qui:  spunti suggestivi, ma non dirimenti. Forse l'indizio più interessante sta in un dato materiale dei due manoscritti:  perché Theodore Cressy Skeat riconosce, in alcune sezioni di ambedue i manoscritti, uno stesso calligrafo. In effetti, questa identificazione della mano del copista sembra piuttosto plausibile (nonostante la difficoltà di confronto fra i due codici, perché il manoscritto Vaticano fu completamente ripassato secoli più tardi per ravvivarne l'inchiostro, ormai sbiadito). E anche la notevole somiglianza di disegno fra gli elementi decorativi che incorniciano i titoli dei singoli libri biblici, in entrambi i manoscritti, pare confermarlo.<br />
Allora, saremmo di fronte a una prova del fatto che, se non altro, ambedue i manoscritti, due libri di gran lusso, sono prodotto di uno stesso raffinato atelier di calligrafia del iv secolo:  un atelier in cui si trascrisse più volte lo stesso testo biblico in una sorta di edizione di prestigio. A questo punto, ci si deve chiedere dove, e per chi. E il passo che porta alle Bibbie di Costantino diventa breve.</p>
<p><em>Una storia affascinante. Come pure affascinanti, quasi da romanzo poliziesco, sono le vicende più recenti, che portarono il Sinaitico dal Monastero di Santa Caterina sul Sinai all'attuale dispersione dei suoi fogli fra Lipsia, San Pietroburgo e Londra. </em></p>
<p>Sono vicende intricate, in effetti. Si tratta, fra l'altro, di una storia ancora controversa, che tocca diverse suscettibilità a livello nazionale e istituzionale. Provo a riassumerla in breve, partendo dal momento della scoperta del codice. Fu il biblista tedesco Constantin von Tischendorf (1815-1874), che, nel corso di un viaggio in Egitto intrapreso nel 1844, scoprì nel monastero di Santa Caterina sul Sinai una prima parte del manoscritto:  già allora doveva essere smembrato e non conservato nel migliore dei modi. Avendone subito capito l'importanza, ottenne dai monaci il permesso di portarne 43 fogli a Lipsia, dove curò la riproduzione in litografia e la pubblicazione di quella parte.<br />
Tischendorf tornò più tardi, nel 1859, sul Sinai:  vi ritrovò, insieme ad altri fogli che aveva già visto nel 1846, anche il grosso del codice, almeno per quanto ancor oggi ne sopravvive. Grazie all'appoggio dell'ambasciatore russo a Costantinopoli, il principe Lobanov-Rostovskij, ottenne in prestito anche il resto del manoscritto, che stavolta portò a San Pietroburgo, dove nel 1862 ne pubblicò un facsimile litografico in quattro volumi.<br />
Sponsor di Tischendorf era diventato, a questo punto, lo zar Alessandro ii. E nel 1869, infine, dopo complesse trattative non ancora del tutto chiarite, lo zar ottenne definitivamente in dono il codice dal monastero di Santa Caterina sul Sinai, che contestualmente ricevette una donazione di ben novemila rubli. Non che non si fossero alzate voci di protesta, e chiacchiere sulla presunta illiceità del trasferimento del codice a San Pietroburgo; ancor oggi ufficialmente le autorità sinaitiche considerano il manoscritto come sottratto da Tischendorf illegalmente.<br />
Ma ultimamente nuove ricerche negli archivi russi, i cui primi risultati sono stati resi noti solo nel 2006 da una giovane studiosa, Anna Zakharova, confermano che questa sorta di transazione avvenne, alla fine, con il consenso dei monaci. Quando l'insieme della documentazione russa sarà pubblicato, forse capiremo se e quali pressioni ci siano state sulle autorità del monastero perché giungessero alla decisione di donare il manoscritto, del cui valore i monaci erano ormai ben consapevoli.</p>
<p><em>Dunque, prima Lipsia, poi San Pietroburgo. </em></p>
<p>Ma soprattutto Londra. Perché la storia delle peregrinazioni del codice non è finita qui. Dopo la rivoluzione russa, motivi certamente ideologici, oltre che finanziari, indussero Stalin a disfarsi di questa preziosissima Bibbia. Così, passando per un antiquario londinese, nel 1933 il grosso del codice, ovvero la parte fino ad allora conservata a San Pietroburgo, raggiunse il British Museum, venduto per centomila sterline. A San Pietroburgo, come una specie di campione per usi di studio, restarono solo cinque fogli del manoscritto... Ma ancora non basta:  il monastero del Sinai, una trentina di anni fa, ha avuto dalla storia come una sorta di risarcimento simbolico. Nel 1975, nel corso di alcuni lavori di ristrutturazione sotto la cappella di San Giorgio, venne alla luce un vano murato che era rimasto sigillato più di un secolo:  conteneva centinaia di vecchi manoscritti e frammenti di codici. Evidentemente quella stanza, prima di essere murata, era divenuta, per un certo periodo, una sorta di "cimitero" di libri rotti, o di fogli strappati di cui non si sapeva più la provenienza. Testi che, chissà, magari non erano stati definitivamente distrutti per rispetto, perché forse contenenti il nome o la Parola di Dio:  in fondo, quella dei "cimiteri librari", o genizah, è un'usanza ben nota.<br />
Insomma, con tante altre scoperte molto interessanti che in gran parte aspettano ancora di essere pubblicate, da quella stanza murata vennero fuori anche dodici fogli, con altri frammenti più piccoli, del nostro Sinaitico. Ecco perché, nonostante tutto, il monastero del Sinai può oggi vantare il possesso almeno di una piccola parte del manoscritto. E c'è soprattutto da rallegrarsi del fatto che alla fine, messe da parte le dispute sul possesso e superando le gelosie istituzionali sui diritti di copyright per le immagini dei manoscritti, le quattro biblioteche che conservano fogli del codice abbiano deciso di collaborare per questo progetto comune. Che non ha solo un valore scientifico, ma, per forza di cose, finisce per avere una coloritura ecumenica, riunendo intorno a questa veneranda Bibbia studiosi e bibliotecari di diverse confessioni:  un bel segno di intesa fra cristiani.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/interviste/159q04a1.html">L'Osservatore Romano 9 luglio 2008</a></p>
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<title><![CDATA[ASTRONOMIA STORICA:   L'ENIGMA DI NABTA]]></title>
<link>http://peppecaridi2.wordpress.com/?p=1054</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 23:38:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
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<description><![CDATA[ di Adriano Gaspani
Molto prima che gli antichi Egizi costruissero le piramidi, un&#8217;antica quan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color:#0000ff;"> di Adriano Gaspani</span></strong></p>
<p><img class="alignright" style="border:5px solid black;margin:5px;" src="http://stardate.org/images/egypt/nabta03.jpg" alt="http://stardate.org/images/egypt/nabta03.jpg" width="281" height="188" />Molto prima che gli antichi Egizi costruissero le piramidi, un'antica quanto poco nota popolazione costrui', in Egitto elaborate strutturemegalitiche astronomicamente significative ed allineate verso i punti di<br />
sorgere del Sole e di alcune stelle. Linee di megaliti ed anelli di pietre furono eretti circa 6000 anni fa nella parte meridionale del deserto del Sahara; essi risultano i piu antichi allineamenti finora scoperti. Il ben piu' noto megalitismo europeo risulta essere di circa 1 millennio<br />
piu' recente rispetto alle strutture nordafricane.<br />
Durante la fase piu' recente del Pleistocene, il deserto del Sahara, ad ovest del fiume Nilo, nell'Egitto meridionale fu caratterizato da una eccezionale aridita' e quindi fu tanto inospitale da non permettere la sopravvivenza di qualsiasi tipo di insediamento umano.<br />
Nel 9000 a.C. circa, le pioggie monsoniche estive tipiche dell'Africa centrale, iniziarono a spostarsi e a cadere anche sull'area egiziana rendendo fertile e verde il territorio; a seguito di questa abbondanza d'acqua si formarono numerosi laghi circondati da spiaggie. La regione di Nabta e' una depressione a forma di mezzaluna che risulta essere quella di maggiori dimensioni nell'Egitto meridionale; le suedimensioni sono circa 10 x 7 Km.<br />
<img class="alignleft" style="border:5px solid black;margin:5px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/55/Nabta-Egypt_NL.jpg/200px-Nabta-Egypt_NL.jpg" alt="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/55/Nabta-Egypt_NL.jpg/200px-Nabta-Egypt_NL.jpg" width="200" height="213" />Nel 1998, in quella regione, durante una spedizione congiunta americana-<br />
-polacca-egiziana formata dagli americani J. McKim Malville, astrofisico, F. Wendorf, antropologo, dal geologo egiziano A. Al Mazar e dall'archeologo polacco R. Schild, vennero scoperte alcune consistenti strutture megalitiche formate da monoliti di dimensioni medie e medio-piccole, dell'ordine del metro, risalenti al Neolitico medio e a quello recente tipico di quell'area,  le quali suggeriscono l'esistenza, in quella zona, tra il V e il IV millennio a.C. di alcune comunita' strutturate e ben organizzate dal punto di vista sociale e politico dotate quindi di una societa' complessa, dedite prevalentemente alla pastorizia e all'allevamento del bestiame, in cui sembra essere stata presente una consistente componente religiosa.<br />
La datazione, di svariati reperti di origine organica, reperiti nelle immediate vicinanze delle strutture megalitiche, ed eseguita mediante il<br />
metodo del radiocarbonio (C14) ha permesso di stabilire che, mediamente, le strutture risalgono al 4000 a.C.<br />
Va ricordato che intorno al 2800 a.C. le pioggie monsoniche si spostarono di nuovo verso latitudini piu' meridionali, durante l'ultima fase del Neolitico africano, rendendo la zona di Nabta di nuovo estremamente arida ed inabitabile.<br />
Dal punto di vista paleoclimatico, e' noto dall'analisi dei sedimenti presenti nella depressione di Nabta, ma piu' in generale in tutto il Sahara orientale, che durante l'Olocene si verificarono tre importanti periodi<br />
umidi, testimoniati dalla presenza di spessi depositi stagionali di melma ricca di materiale organico che e' stato possibile datare con il metodo del C14, ottenendo oltre 100 valutazione della collocazione cronologica dei sedimenti.<br />
<img class="alignright" style="border:5px solid black;margin:5px;" src="http://www.phy.olemiss.edu/%7Eluca/astr/Topics-Introduction/Images/siteBigHornMedWheel_244x160.jpg" alt="http://www.phy.olemiss.edu/~luca/astr/Topics-Introduction/Images/siteBigHornMedWheel_244x160.jpg" width="244" height="160" /> I tre episodi umidi si verificarono nel Neolitico antico, medio e recente, rispettivamente, e furono separati da due periodi di grande aridita', tra il 5300 e il 5100 a.C. e tra il 4700 e il 4500 a.C. quando il livello medio raggiunto dall'acqua nel sottosuolo era comparabile con quello attuale.<br />
I depositi molmosi solidificati furono erosi dal vento e gli interstizi che si formarono furono successivamente riempiti dalla dune di sabbia.<br />
Le strutture megalitiche presenti nella depressione di Nabta furono<br />
costruite nei sedimenti che si depositarono tra il 5000 a.C e il 4700 a.C., cioe' verso la fine del Neolitico medio di questa zona.<br />
Lo sviluppo delle culture neolitiche in quella zona fu quindi possibile solamente entro una ristretta finestra temporale ampia tuttalpiu' poco piu' di un millennio.<br />
Alcuni piccoli gruppi familiari di pastori, avrebbero comunque potuto aver gia' popolato la depressione di Nabta durante le piovose estati degli anni appartenenti al IX millennio a.C.<br />
Gli insediamenti neolitici mostrano tracce di occupazione ripetuta lungo svariati millenni durante l'estate piovosa, quando l'acqua diventava sufficiente per garantire la sopravvivenza agli uomini e agli animali.<br />
Tra il 6100 e il 6000 a.C. durante il Neolitico antico, venne prodotta una rilevante quantita' di rifiuti antropici, essi, dopo opportuna datazione hanno permesso di confermare la presenza, in quell'area, di consistenti gruppi umani che edificarono un insediamento formato da 18 abitazioni organizzate in due o tre file disposte in linea retta, di cui rimangono i resti archeologici.<br />
L'insediamento conteneva anche alcuni pozzi di rilevanti dimensioni larghi 4 metri e profondi 3 metri che richiesero, per essere scavati, un lavoro ben organizzato e ben diretto.<br />
La presenza dei pozzi risulta importante in quanto essi potrebbero aver consentito alle comunita' locali di vivere in quel luogo per l'intero anno e non solo durante la piovosa estate, estraendo l'acqua dal sottosuolo.<br />
<img class="alignleft" style="border:7px solid black;cursor:0;margin:7px;" src="http://astro.wsu.edu/worthey/astro/html/im-lab/nabta-megalith.jpg" alt="http://astro.wsu.edu/worthey/astro/html/im-lab/nabta-megalith.jpg" width="250" height="355" />La costruzione organizzata dei pozzi indica quasi certamente l'emergere in quel periodo di una comunita' ben strutturata socialmente, la quale avrebbe poi reso possibile la progettazione e la costruzione delle strutture megalitiche durante il successivo Neolitico recente.<br />
I reperti archeologici raccolti, sono costituiti prevalentemente da<br />
frammenti di manufatti ceramici, ossa di gazzella, di sciacallo, di lepre e di altri piccoli mammiferi.<br />
I siti archeologici mostrano la presenza di alcuni tumuli di pietre che ricoprono sepolture di capi di bestiame.<br />
La sepoltura cerimoniale di bestiame da carne e da latte risulta unica nel suo genere e potrebbe testimoniare che i bovini fossero ritenuti sacri proprio per il fatto che potevano garantire la sopravvivenza degli esseri umani, in un luogo cosi' inospitale, fornendo carne e latte ed essere utilizzati anche come mezzo di trasporto.<br />
A Nabta esistono due tipi di tumuli all'interno dei quali, gli scavi<br />
archeologici, hanno permesso di reperire ossa disarticolate di bovini.<br />
Il tipo piu' comune e' composto da un cumulo di blocchi di arenaria non<br />
lavorata i quali semplicemente ricoprono un deposito di ossa disarticolate che corrispondono ad uno o al massimo due bovini.<br />
Il materiale organico contenuto di uno di questo tumuli e' stato datato, mediante il metodo del C14, ottenendo una collocazione cronologica pari al 3500 a.C. con un incertezza di 160 anni in piu' o in meno.<br />
Il secondo tipo di tumulo e' piu' raro, ma anche piu' interessante in quanto, con rilevante probabilita', corrisponde alla sepoltura di un bovino avvenuta dopo che lo stesso e' stato macellato secondo una procedura rituale di rilevante significato ideologico per la comunita'.<br />
In questo caso lo scheletro dell'animale, che generalmente e' risultato essere un vitello, e' completo e non disarticolato e la sepoltura e' avvenuta disponendo il cadavere entro una piccola camera funeraria<br />
pavimentata, composta da lastre di pietra e coperta da blocchi di arenaria locale.<br />
Alcuni frammenti di legno rinvenuti nella pavimentazione di uno di essi, datati con il C14, hanno permesso di stabilire che il tumulo fu edificato nel 4470 a.C. con un'incertezza di 270 anni in piu' o in meno.<br />
Nella depressione di Nabta sono presenti numerose strutture di tipo megalitico formate da lastre di pietra, infisse verticalmente nella sabbia, che si addensano secondo alcune configurazioni di forma ovale.<br />
Inizialmente si penso' che tali strutture megalitiche potessero essere, analogamente a quanto accade in Europa, indicatori di sepolture in cui fossero stati posti i resti di qualche personaggio di alto rango all'interno della comunita' locale.<br />
Questo poteva essere vero, anche se gli scavi archeologici eseguiti su 5 stutture di questo tipo non hanno, pero' restituito alcun resto umano.<br />
Esiste pero' la concreta possibilita' che il materiale sepolto possa essere andato distrutto in seguito ai movimenti dell'argilla durante le varie inondazioni periodiche che si verificarono durante le estati piovose tipiche dei periodi umidi e quindi siano sopravvissute solamente le pietre di<br />
maggiori dimensioni che erano piu' difficili da erodere.<br />
Un'altra interessante ipotesi e' che le strutture ovali possano essere effettivamente state tombe predisposte per accogliere i resti mortali di personaggi di rilievo che pero' sarebbero deceduti anzitempo in altri luoghi,<br />
ad esempio lungo le lunghe piste nel deserto, prima di arrivare nell'area di Nabta; in questo caso le strutture avrebbero solamente rivestito la funzione di cenotaffio.<br />
La datazione con il C14 ha permesso di collocare cronologicamente una di queste strutture al 2800 a.C. con un'incertezza media di 80 anni in piu' o in meno.<br />
Le strutture megalitiche presenti nell'area di Nabta costituirono con grande probabilita' un centro cerimoniale Neolitico, il cui elemento piu' importante sembra essere rappresentato da un circolo di formato da 29 monoliti di cui 4 coppie sembrano aver rivestito una particolare funzione.<br />
Tutte le strutture presenti sono risultate astronomicamente orientate.<br />
Queste strutture devono essere considerate di grande importanza dal punto di vista ideologico e testimoniano l'interesse che la culture neolitiche di Nabta ebbero per l'Astronomia e suggeriscono l'esistenza di culti e riti incui i corpi celesti avrebbero giocato un ruolo molto importante.<br />
Oltre al circolo litico di rilevano 5 allineamenti formati da grosse<br />
pietre che si irradiano da una struttura megalitica secondo 5 direzioni i<br />
cui azimut astronomici sono pari a 24.3 gradi (struttura I), 25.0 gradi,<br />
(struttura II), 28.0 gradi, (struttura III), 90.02 gradi (struttura IV),<br />
126.0 gradi (struttura V).<br />
Nel punto di convergenza delle 5 direzioni esiste una grossa pietra<br />
modellata dall'uomo in modo da rappresentare, seppure rozzamente, la forma<br />
di una mucca.<br />
La sua posizione geografica, rilevata mediante tecniche satellitari GPS e'<br />
22.50825 gradi di latitudine nord e 30.72533 di longitudine est.<br />
Il monolito si immerge nella sabbia per 2 metri circa ed e' tenuto eretto da<br />
una coppia di pietre piu' piccole che ne assicurano la stabilita'.<br />
L'asse della grande pietra risulta essere orientato secondo una direzione che<br />
devia di pochissimo dalla linea meridiana, qualche grado appena, verso<br />
ovest.<br />
Nel sottosuolo, a 4 metri di profondita' il monolito a forma di mucca poggia<br />
su una tavola di pietra lavorata dall'uomo, la quale mostra un<br />
corrispondente analogo orientamento quasi meridiano.<br />
Gli scavi hanno anche messo in evidenza che tali pietre non sono locali, ma<br />
sono state trasportate da circa 500 metri di distanza recuperandole dal<br />
deposito naturale di arenaria posto in quel luogo e poi deliberatamente<br />
interrate nel terreno sedimentario durante la fase piu' recente del<br />
Neolitico dopo aver subito il rozzo processo di lavorazione.<br />
Dal punto di vista archeoastronomico dall'analisi dei dati eseguita da<br />
A. Gaspani utilizzando le misure originali ottenute da McKim Malville e<br />
Wendorf risulta le cinque strutture megalitiche sono tutte astronomicamente<br />
orientate, per un'epoca Neolitica risalente mediamente al 4000 a.C., epoca<br />
utilizzata per l'esecuzione di calcoli astronomici.<br />
In particolare se ci si pone presso il monolito a forma di mucca, dove si<br />
incontrano tutte le direzioni di orientazione dei megaliti (struttura A)<br />
e' molto facile accorgersi che tale struttura doveva fungere, con grande<br />
probabilita' da punto di stazione da cui le 5 strutture megalitiche poste<br />
circa da 500 a 1500 metri piu' distanti potevano essere viste proiettarsi<br />
lungo l'orizzonte naturale locale rivestendo il ruolo di punti di<br />
collimazione utili a definire in maniera univoca la direzione di levata di<br />
alcune stelle luminose ben visibili nelle notti terse e serene del deserto<br />
egiziano.<br />
Prendiamo in esame l'allineamento definito dal megalito A e dalla sequenza di<br />
megaliti che vanno sotto il nome di struttura I.<br />
Come abbiamo gia' visto, l'azimut astronomico di orientazione, rispetto alla<br />
direzione nord del meridiano astronomico locale, vale 24.3 gradi e<br />
corrisponde bene al punto di levata della stella Alphecca, di magnitudine<br />
visuale apparente pari a 2.31, nota anche con il nome latino di Gemma, nella<br />
Corona Boreale.<br />
Lo stesso accade, entro i limiti di incertezza delle misure, anche per la<br />
direzione di collimazione tra la struttura A e il gruppo di megaliti II, in<br />
quanto, in questo caso, l'azimut di orientazione arriva a 25.0 gradi.<br />
Nel caso della struttura III, (Az=28.0 gradi) la collimazione avviene verso<br />
il punto di levata della stella Arcturus (mv=0.24), nel Boote.<br />
Prendiamo ora in esame la struttura IV, in questo caso la collimazione<br />
eseguita dal monolito A avviene secondo un azimut astronomico pari a 90.02<br />
gradi e conduce ad una coincidenza molto accurata con il punto di levata<br />
della stella Antares (mv=1.22), nella costellazione dello Scorpione.<br />
La linea di megaliti che va sotto il nome di "struttura V", essendo<br />
caratterizzata da un azimut astronomico pari a 126.0 gradi, collima molto<br />
bene con il punto di levata delle stelle della Croce del Sud, all'orizzante<br />
naturale locale.<br />
Anche le direzioni opposte, quelle cioe' ottenibili invertendo la sequenza<br />
(punto di stazione)-(punto di collimazione) e quindi utilizzando il monolito<br />
a morfologia bovina A come "mirino", risultano astronomicamente<br />
significative.<br />
Ad essere marcati, questa volta, sono pero' i tramonti delle stelle; infatti<br />
entro i limiti stabiliti dagli errori di misura, le linee definite dalle<br />
strutture megalitiche I, II, e III, collimano molto bene il punto di<br />
tramonto della stella di prima grandezza Canopus (mv=-0.86) posta nella<br />
costellazione della Carena.<br />
La struttura megalitica IV collima invece il grande monolito A lungo una<br />
direzione molto ben correlata con il punto di tramonto della stella Antares,<br />
giu' citata in precedenza come bersaglio dello stesso allineamento, ma nella<br />
direzione opposta.<br />
Questo avveniva in quanto nel 4000 a.C. Antares era un stella pressoche'<br />
equatoriale quindi il suo sorgere ed il suo tramonto dovevano avvenire in<br />
prossimita' delle intersezioni della linea equinoziale, la direzione<br />
Est-Ovest astronomica, con il cerchio apparente dell'orizzonte astronomico<br />
locale, che nel deserto, a Nabta praticamente coincide con l'orizzonte<br />
naturale locale.<br />
La strutture megalitica V collima il monolito A verso il punto di tramonto<br />
di Ras Ahlague, la stella piu luminosa (mv=2.09) della costellazione<br />
dell'Ophiucus.<br />
Ad un'analisi piu' approfondita risulta esistere anche un sesto allineamento<br />
(che chiameremo "linea VI") uscente dalla roccia A e che, collimando due<br />
strutture megalitiche allineate, risulta essere orientato verso il punto di<br />
levata della stella Canopo, gia' entrata in campo in precedenza nel caso<br />
della linea relativa alle strutture I, II, III.<br />
Nella direzione opposta, il target e' di nuovo connesso con una vecchia<br />
conoscenza, e cioe' la stella Gemma (o Alphecca) che tramonta dietro la<br />
roccia a forma di bovino.<br />
Per ultimo va rilevato che la linea che congiunge questa roccia con un<br />
megalito posto poco piu' di 1.2 Km verso nord, e circa 350 metri ad ovest<br />
del circolo di pietre E92-9, devia dal meridiano astronomico di meno di 2<br />
gradi verso est, costituendo un buon indicatore della linea meridiana locale.</p>
<p>A questo punto, prima di passare all'esame del circolo di pietre E92-9,<br />
anche esso astronomicamente orientato, vanno fatte alcune considerazioni.<br />
Prima di tutto dal monolito a forma di bovino si dipartono 7 linee che<br />
risultano essere tutte astronomicamente significative; 6 secondo "target"<br />
legati alle stelle e una quasi parallela alla linea meridiana locale.<br />
In secondo luogo e' del tutto naturale rilevare che esistono tre "targets"<br />
stellari di cui e' marcato sia il punto di levata che quello di tramonto; si<br />
tratta di Antares, Alphecca e Canopus.<br />
Ragionando dal punto di vista statistico e' possibile ammettere un livello<br />
di medio di incertezza di circa 1 grado nella valutazione degli azimut<br />
astronomici degli allineamenti misurati da McKim Malville e Wendorf, il quale<br />
conduce a stimare che l'ampiezza dell'intervallo di confidenza, in cui e'<br />
contenuto l'azimut vero di orientazione, centrato su quello misurato, per un<br />
livello di probabilita' pari al 95%, possa essere dell'ordine di quasi 4<br />
gradi mediamente su ciascuna linea.<br />
La probabilita' che un particolare azimut di orientazione (pertinente ad un<br />
determinato target astronomico, ma questo e' per ora irrilevante), possa<br />
capitare casualmente entro l'ampiezza di quell'intervallo di confidenza, per<br />
1 allineamento, in una direzione oppure in quella opposta, vale poco piu'<br />
del 2%.<br />
La probabilita' che si verifichino casualmente e contemporaneamente 7 linee<br />
astronomicamente orientate vale 1 su oltre 3700 miliardi.<br />
A questo va aggiunto il fatto molto importante, anche se non facilmente<br />
quantizzabile dal punto di vista probabilistico, che di 3 stelle e' marcato<br />
sia il punto di levata che quello di tramonto, la probabilita' che i<br />
megaliti di Nabta siano distribuiti a caso diminuisce ancora in favore di<br />
una deliberata e ben precisa disposizione spaziale pensata dall'uomo che in<br />
quei luoghi visse circa 6000 anni fa.<br />
Occupiamoci ora di un altro elemento importante presente a Nabta: il circolo di<br />
pietre denominato E92-9.<br />
La struttura e' caratterizzata da un diametro pari a poco meno di 4 metri ed<br />
e' composta da 29 ortostati eretti in posizione verticale o poco inclinata.<br />
Al centro del circolo di pietre esistono 6 monoliti organizzati secondo una<br />
rudimentale struttura a ferro di cavallo, che ricorda l'immagine di uno<br />
"stonehenge" in miniatura.<br />
Otto dei monoliti, organizzati in 4 coppie distribuite a due, a due, su<br />
segmenti opposti di arco di cerchio, sono posti in modo da realizzare due<br />
semplici, ma efficaci, sistemi di mira capaci di determinare univocamente 4<br />
particolari punti dell'orizzonte naturale locale.<br />
Ciascun sistema di mira e' composto da due ortostati affiancati, su un<br />
segmento del circolo e da altri due posti sul segmento opposto ed in questo<br />
modo si vengono a realizzare 4 "porte" di ingresso al circolo di pietre,<br />
determinando due direzioni.<br />
Chiameremo P1, P2, P3, P4 le quattro porte seguendo la convenzione che P1<br />
sia la porta settentrionale, P2 quella orientale, P3 quella meridionale ed<br />
infine P4 quella occidentale.<br />
La prima delle due direzioni, quella materializzata dalla congiungente i<br />
punti di mezzaria delle "porte" P3 e P1, e' allineata, a meno di 2 gradi<br />
verso ovest (azimut astronomico pari a 358 gradi), lungo una direzione molto<br />
ptossima al meridiano astronomico locale, mentre l'altra direzione, quella<br />
materializzata dalla congiungente i punti di mezzaria delle porte P4 e P2,<br />
e' allineata secondo un azimut pari a 62 gradi in direzione est e 242 gradi<br />
nella direzione opposta, ad ovest.<br />
La collocazione cronologica della struttura risale, come le altre, al 4000<br />
a.C.<br />
Prendiamo in esame, per prima, la direzione di azimut pari a 62 gradi, essa<br />
risulta essere correlata con il punto di levata del Sole al solstizio<br />
d'estate in un'epoca a cavallo tra il V e il IV millennio a.C.<br />
In particolare la data di solstizio a capitava il 25 Luglio, secondo il<br />
calendario giuliano, ed il sole era posto tra la costellazione del Leone e<br />
quella della Vergine; l'azimut teorico di levata del Sole solstiziale<br />
estivo, alla latitudine di Nabta era pari a 63.2 gradi.<br />
La differenza di 1.2 gradi tra il punto teorico di levata del Sole e<br />
l'allineamento rilevato sul terreno non e' sostanziale in quanto il livello<br />
di incertezza relativo alla direzione rilevata e' di circa 3.5 gradi.<br />
Entro tali limiti di incertezza e' possibile dimostrare anche l'esistenza di<br />
una correlazione tra la stessa linea, ma nella direzione opposta, quella di<br />
azimut astronomico pari a 242 gradi, con il punto di tramonto del Sole nel<br />
giorno del solstizio d'inverno, che avveniva il 19 Gennaio del calendario<br />
giuliano, con l'astro posto tra le costellazioni dei Pesci e quella<br />
dell'Acquario.<br />
A questo punto e' necessario chiedersi perche' la levata solare solstiziale<br />
estiva fu cosi' importante per la cultura neolitica di Nabta, e la risposta<br />
e' concettualmente abbastanza semplice.<br />
prima di tutto va ricordato che la latitudine geografica di Nabta e' pari a<br />
22.5 gradi e che nel 4000 a.C. l'Obliquita' dell'Eclittica era pari a 24.144<br />
gradi; questo significa che, a quell'epoca, il Tropico del Cancro era posto<br />
ad una latitudine pari appunto a 24.144 gradi.<br />
La massima altezza raggiunta dal Sole al mezzogiorno vero e locale nel<br />
giorno del solstizio d'estate era 91.64 gradi rispetto all'orizzonte<br />
astronomico locale; questo implica che l'astro transitasse allo zenit locale<br />
due volte durante l'anno e cioe' circa 3 settimane prima del solstizio<br />
d'estate e di nuovo tre settimane dopo.<br />
In quei due giorni gli oggetti non proiettavano alcuna ombra sul terreno e<br />
questo poteva essere il segnale che di li a poco sarebbero iniziate le<br />
piogge che, allagando la zona, avrebbero permesso di rendere temporaneamente<br />
il terreno fertile e verde consentendo la sopravvivenza delle comunita'.<br />
La direzione occidentale, entro i limiti di incertezza, e' correlata non<br />
solo con il tramonto del Sole solstiziale invernale, ma anche con i punti di<br />
tramonto di alcune stelle, in particolare quello della stella, di prima<br />
grandezza, Sirio (mv=-1.6) e quello delle stelle della Cintura di Orione.<br />
Per quanto riguarda invece la direzione polare/meridiana, quella di azimut<br />
astronomico pari a 358 gradi, si rileva in primo luogo che la direzione del<br />
Polo Nord Celeste era importante per le culture Neolitiche di Nabta.<br />
Questo e' dimostrato anche dalla presenza, nel sito di Nabta, della linea di<br />
monoliti allineata lungo la linea meridiana.<br />
La domanda interessante a questo punto e' quale fosse stato il criterio di<br />
determinazione della direzione polare/meridiana utilizzato da chi stabili'<br />
quelle direzioni.<br />
Nel 4000 a.C. nessuna stella luminosa era posta vicino al polo nord celeste<br />
quindi la determinazine della linea meridiana era tuttaltre che facile da<br />
eseguire con la tecnologia a disposizione delle anctiche culture neolitiche<br />
che si erano sviluppate a Nabta.<br />
L'analisi archeoastronomica e le simulazioni del cielo antico hanno permesso<br />
di mettere in evidenza che la metodologia piu' probabilmente adottata per<br />
stabilire gli allineamenti polari fu il punto di tramonto delle stelle del<br />
corpo dell'Orsa Maggiore, durante la stagione estiva, dopo il transito del<br />
Sole allo Zenith locale e quindi anche della levata lungo la linea stabilita<br />
dalle "porte" del circolo di pietre E92-9.<br />
Alla latitudine di Nabta, nel 4000 a.C., l'Orsa Maggiore non era una<br />
costellazione circumpolare, ma tramontava e scendeva parzialmente al di<br />
sotto dell'orizzonte astronomico locale, rimanendo sotto di esso solamente<br />
per poco tempo.<br />
Il fenomeno era visibile nottetempo solamente durante il periodo estivo,<br />
invece durante l'inverno il tramontare e il sorgere della costellazione<br />
avveniva di giorno, quindi del tutto invisibile.<br />
Questo riferimento era comunque molto efficace e risulta in perfetto accordo<br />
con il livello di incertezza media, intorno ai 4 gradi circa, che poteva<br />
essere raggiunta utilizzando la collimazione ad occhio nudo attraverso le<br />
due "porte" megalitiche poste, da bande oposte, sul circolo litico.<br />
La probabilita' che la direzione polare/meridiana sia rilevabile solo a<br />
causa di una combinazione di fattori casuali, puo' essere valutata tenendo<br />
conto della massima possibile ampiezza di collimazione attraverso le due<br />
"porte" che determinano la direzione polare/meridiana.<br />
Il calcolo conduce a poco meno del 7% di probabilita' che le due "porte"<br />
si trovino in quella posizione a causa di fattori casuali, quindi con un<br />
livello pari al 97%, i quattro ortostati furono posti deliberatamente in<br />
quella precisa posizione.<br />
Lo stesso ragionamento, ed anche un calcolo analogo, puo' essere eseguito<br />
nel caso della direzione correlata con il punti di levata del Sole al<br />
solstizio d'estate, secondo l'azimut pari a 62 gradi; in questo casi la<br />
probabilita' di disposizione casuale degli ortostati che definiscono le due<br />
"porte", vale 5.5%, quindi al 94.5% di probabilita' anche l'allineamento<br />
sosltiziale fu deliberatamente posto in opera dall'uomo.<br />
Rimane ora da fare una ragionamento che e' del tutto naturale e cioe'<br />
chiedersi se le 4 "porte" fossero correlate solamente a 2 a 2 opposte,<br />
oppure se potessero essere stati posti in opera altri allineamenti basati<br />
su collimazioni sghembe attraverso coppie qualsiasi delle "porte" che di<br />
rilevano sul circolo litico di Nabta.<br />
DAl punto di vista teorico l'esistenza di 4 "porte" permette di stabilire 6<br />
possibili linee di collimazione con due versi ciascuna, per un totale di 12<br />
allineamenti possibili.<br />
L'analisi delle direzioni ha rivelato alcune interessanti sorprese, infatti<br />
la linea che va dalla "porta" P1 alla "porta" P2 risulta quasi parallela a<br />
quella che va dalla "porta" P3 alla "porta" P4 e collima molto bene sia la<br />
posizione del tramonto del Sole al solstizio d'estate, ad ovest, mentre ad<br />
est e' coerente con il punto di levata del Sole al solstizio d'inverno,<br />
all'orizzonte naturale locale, entro gli inevitabili limiti di<br />
approssimazioni consentiti dallo statto di conservazione della struttura<br />
litica.<br />
A queste si aggiunge la linea definita dalle "porte" P4 e P2 gia' trattata<br />
in precedenza e connessa con la levata del Sole solstiziale estivo.<br />
La probabilita' che 3 linee su 12 possibili siano correlate casualmente con<br />
una direzione solare significativa, qualora la probabilita' di rilevarne<br />
casualmente 1 sia mediamente il 6%, e' calcolabile utilizzando una funzione<br />
di distribuzione di tipo binomiale (Bernoulliana) ed il risultato mostra che<br />
al 97.2% di probabilita' le tre direzioni sono non casuali e quindi furono<br />
deliberatamente predisposte sul terreno mediante il posizionamento degli<br />
ortostato in maniera opportuna.<br />
Le linee solari non sono pero' le unice direzioni astronomicamente<br />
significative definite dalla combinazione delle "porte", ma dal punto di<br />
vista stellare e' possibile rilevare che nel 4000 a.C. lungo la direzione<br />
stabilita dalle coppie di "porte" P1-P2 e P3-P4, era possibile osservare il<br />
tramonto delle stelle Regolo, nel Leone, Spica, nella Vergine, Capella,<br />
nell'Auriga e Castore, nei Gemelli, in corrispondenza di differenti periodi<br />
lungo l'anno solare tropico.<br />
Le linee definite dalle "porte" P1-P2 e P4-P3, cioe' nella direzione opposta<br />
rispetto a quella appena citata, risultano connesse con il punto di sorgere<br />
delle stelle delle stelle della Cintura di Orione.<br />
Le linee stabilite dalle "porte" P2-P3 e P1-P4 risultano essere meno<br />
significative, dal punto di vista astronomico, in quanto e' possibile<br />
rilevare una connessione con il punto di levata della stella Vega nella<br />
Lyra, ad est e con il punto di tramonto della stella Fomalhaut nel Pesce<br />
Australe, ad ovest, ma in questo caso il grado dio correlazione e' meno<br />
marcato e i punti rilevanti sull'orizzonte naturale locale, non sono cosi'<br />
ben definiti come lo sono gli allinementi descritti in precedenza.<br />
La spiegazione di questo fatto esiste e' logica e molto semplice: le 4<br />
"porte" sono state disposte in modo da realizzare soprattutto i tre<br />
allineamenti solari ed anche alcuni allineamenti stellari lungo la direzione<br />
di azimut pari a 62 gradi e quella di azimut pari a 294 e a 114 gradi, ma<br />
non era possibile contemporaneamente stabilire la linea grosso modo<br />
perpendicolare a quest'ultima con lo stesso grado di accuratezza senza<br />
rinunciare all'accuratezza degli allineamenti solari, che nel caso del<br />
circolo di pietre, sembrano essere stati decisamente privilegiati.<br />
Dal punto di vista probabilistico e' evidente che la casualita' della<br />
configurazione rilevata e' praticamente nulla.<br />
A questo punto non resta che tirare le somme ed eseguire alcune valutazioni<br />
complessive.<br />
In primo luogo Nabta e' un sito molto importante, in cui alcune direzioni<br />
astronomiche furono codificate mediante lunghe linee di megaliti.<br />
Il piccolo cercolo litico E92-9 mostra di essere un sito molto rilevante dal<br />
punto di vista archeoastronomico e probabilmente fu un luogo di culto, come<br />
lo stesso potrebbe essere avvenuto nel caso della roccia modellata a forma<br />
di bovino, la quale sembra proprio costituire una specie di centro sacro, un<br />
"omphalos" detta in linguaggio tecnico.<br />
La collocazione cronologica, al 4000 a.C., molto ben determinata, risulta<br />
essere molto importante in quanto le strutture megalitiche di Nabta sono<br />
piu' antiche rispetto alle importanti strutture megalitiche,<br />
astronomicamente orientate poste sul suolo europeo.<br />
Le strutture megalitiche di Nabtya sono molto importanti anche perche'<br />
sembrano propeio suggerire, in questo luogo, la presenza di elementi di<br />
geometria sacra e simbolica probabilmente connessi con il Sole, l'idea della<br />
morte e il simbolismo dell'acqua e la fertilita' della terra, concetti che<br />
per le culture neolitiche locali dovettero essere strettamente legati tra<br />
loro, anche come conseguenza del clima e dell'avvicendarsi delle stagioni.<br />
Anche dirante il Neolitico, il Sahara era probabilmente percorso da carovane<br />
e la capacita' di orientarsi nel deserto era strettamente legata alla<br />
conoscenza del cielo e degli astri che potevano essere osservati ad occhio<br />
nudo.<br />
In particolare la capacita' di stabilire con sufficente accuratezza la<br />
direzione del Nord astronomico poteva essere utile ai fini del corretto<br />
orientamento durante le traversate del deserto da parte della popolazioni<br />
nomadi.<br />
Lo studio del sito megalitico di Nabta sembra suggerire che uno dei criteri<br />
utili a stabilire correttamente la direzione del Nord astronomico durante le<br />
lunghe traversate sahariane fosse proprio osservare il parziale tramonto<br />
della costellazione dell'Orsa Maggiore all'orizzonte naturale locale e la<br />
successiva levata.<br />
I megaliti eretti in posizione verticale potevano rivelarsi utili ai fini<br />
del riconoscimento dei giorni in cui il Sole passava allo zenith locale; in<br />
quei giorni, al mezzogiorno vero e locale, le ombre sparivano.<br />
Era in quei giorni che, nel 4000 a.C., iniziavano le tanto attese pioggie le<br />
quali dopo poco tempo allagavano completamente la zona di Nabta in modo tale<br />
che dal terreno allagato emergessero solamente i magaliti i quali avrebbero<br />
potuto rappresentare marcatori rituali entro il paesaggio, divenuto<br />
temporaneamente lacustre.<br />
La ricchezza simbolica del sito di Nabta e delle strutture in esso presenti<br />
potrebbe errere derivata dal tentatico di adattamento delle popolazioni<br />
nomadi del Neolitico sahariano, alle difficolta' della difficile vita nel<br />
deserto.<br />
La collocazione cronologica del sito di Nabta e' importante perche' precede<br />
lo sviluppo della civilta' egiziana predinastica la quale potrebbe essere<br />
connessa alle culture nolitiche stanziate nell'alto Egitto ed in particolare<br />
in questa area.<br />
L'esodo avvenuto nel 3000 a.C. dal deserto Nubiano, verso nord, potrebbe<br />
aver stimolato la differenziazione sociale e la complessita' culturale<br />
rilevata nella societa' predinastica dell'Alto Egitto e aver avuto influenza<br />
sul resto della successiva storia Egiziana.<br />
Circa 500 anni dopo l'esodo da Nabta, fu costruita la piramide a gradoni di<br />
Saqqara e questo indica che doveva esistere una base culturale preesistente<br />
che potrebbe essersi originata proprio nel deserto dell'alto Egitto e piu'<br />
in particolare nella zona di Nabta.<br />
In particolare la tradizione astronomica egizia potrebbe evere radici piu'<br />
remote le quali potrebbero anche risalire al neolitico e discendere dal<br />
patrimonio di semplici nozioni di Astronomia diffuse tra le popolazioni<br />
che si svilupparono durante il Neolitico nord-africano e che giunsero nella<br />
valle del Nilo portando con se un bagaglio culturale di cui faceva parte<br />
anche una piu' complessa visione cosmologica del mondo.<br />
Il metodo stellare, basato sull'Orsa Maggiore, probabilmente utilizzato per<br />
determinare la direzione del Nord astronomico, potrebbe essere evoluto nei<br />
piu' sofisticati metodi stellari che si pensa siano stati impiegati, in<br />
epoca non molto successiva, per l'accurata orientazione delle grandi<br />
Piramidi della piana di Gizeh, secondo le direzioni cardinali astronomiche.</p>
<p>Bibliografia</p>
<p>Wendorf, F. et al. in Egypt During the Last Interglacial (eds, Wendorf, F.,<br />
Close, A. E. &#38; Schild, R.) 552-573, Plenum, New York, (1993).</p>
<p>Wendorf, F., Close, A. E. &#38; Schild, R. "Megaliths in the Egyptian Sahara".<br />
Sahara 5, 7-16 (1992-1993).</p>
<p>Wendorf, F. &#38; Schild, R. "Prehistory of the Eastern Sahara", Academic Press,<br />
New York, (1990).</p>
<p>Close, A. E.(ed.) "Prehistory of Arid North Africa", Southern Methodist<br />
Univ. Press, Dallas, (1987).</p>
<p>Gautier, A. in "Prehistory of Arid North Africa" (ed. Close, A. E.) 163-187,<br />
Southern Methodist Univ. Press, Dallas, (1987).</p>
<p>Close, A. E. &#38; Wendorf, F. in "Transitions to Agriculture in Prehistory"<br />
(eds Gebauer, A. B. &#38; Price, T. D.) 63-72, Prehistory, Madison, (1992).</p>
<p>Wendorf, F., Schild, R. &#38; Close, A. "Cattle Keepers of the Eastern Sahara",<br />
Publications in Anthropology, Southern Methodist Univ., Dallas, (1984).</p>
<p>Wendorf, F. &#38; Schild, R. "Nabta Playa during the Early and Middle Holocene".<br />
ANKH 4/5, 33-45 (1995-1996).</p>
<p>Banks, K. M. in "Prehistory of the Eastern Sahara" (eds Wendorf, F. &#38;<br />
Schild, R.) 300-315, Academic Press, New York, (1990).</p>
<p>Aveni, A. F. "Tropical archaeoastronomy". Science 243, 161-171 (1981).</p>
<p>Burl, A. "From Carnac to Callanish: The Prehistoric Stone Rows and Avenues<br />
of Britain, Ireland, and Brittany", Yale Univ. Press, New Haven, (1993).</p>
<p>Ventsel E.S. "Teoria delle Probabilita'", ed. MIR, Mosca, 1983.</p>
<p>Zagar F., "Astronomia Sferica e Teorica", Ed. Zanichelli, Bologna, 1988.</p>
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<item>
<title><![CDATA[Rafah: palestinesi assaltano valico]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1513</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 14:28:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le immagini del tentativo di sfondare la frontiera mostrate da Al Jazeera
Alcuni agenti feriti. La g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em><strong>Le immagini del tentativo di sfondare la frontiera mostrate da Al Jazeera</strong></em></p>
<p align="justify"><em><strong>Alcuni agenti feriti. La gente di Gaza galvanizzata dall'attentato di Gerusalemme</strong></em></p>
<p><strong>Rafah, palestinesi assaltano valico. Scontri con la polizia egiziana</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/ansa_13329847_23420.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/ansa_13329847_23420.jpg" alt="" width="230" height="153" class="aligncenter size-full wp-image-1514" /></a></p>
<p align="justify">RAFAH, 2 Luglio 2008 - Migliaia di palestinesi hanno assaltato oggi il valico di Rafah, tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. I poliziotti egiziani, colpiti da un fitto lancio di sassi, hanno usato gli idranti per respingere la folla. Tra gli agenti ci sarebbero sei feriti, secondo quanto riferito da fonti interne alla polizia. </p>
<p align="justify">Le sequenze dell'assalto sono state trasmesse dalla tv satellitare araba Al Jazeera. Nelle immagini si vede la folla che lancia i sassi in direzione dei soldati egiziani. La situazione "sta diventando tesa - ha riferito l'inviato dell'emittente - al punto che le autorità del Cairo hanno minacciato la chiusura definitiva del valico". </p>
<p align="justify">Il giornalista ha fatto notare come <strong>i palestinesi che erano al valico, in attesa di entrare, siano stati "galvanizzati dalle notizie che arrivavano da Gerusalemme dell'<a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/medio-oriente-41/trattore-bus/trattore-bus.html">attacco del bulldozer</a></strong>: e a quel punto si sono lanciati verso la porta egiziana". </p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/medio-oriente-41/rafah-disordini/rafah-disordini.html">Repubblica.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aegyptiaca: dal Nilo allo Stretto, da Mantova a Reggio Calabria dal 29 giugno al 28 settembre, una selezione della collezione egizia Acerbi ]]></title>
<link>http://massimocalabro.wordpress.com/?p=187</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 20:26:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>mascal</dc:creator>
<guid>http://massimocalabro.wordpress.com/?p=187</guid>
<description><![CDATA[ 
 
E’ davvero suggestiva la mostra &#8221;Aegyptiaca: dal Nilo allo Stretto&#8221; inaugurata que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://imageshack.us"><img src="http://img341.imageshack.us/img341/8376/mostraegittoho2.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" /></a> <a href="http://imageshack.us"><img src="http://img391.imageshack.us/img391/674/conferenzastampafinalmc6.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" /></a><br />
<a href="http://imageshack.us"><img src="http://img169.imageshack.us/img169/1664/collezione2finalzu2.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" /></a> <a href="http://imageshack.us"><img src="http://img169.imageshack.us/img169/6858/collezionefinalqt6.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">E’ davvero suggestiva la mostra <strong>''Aegyptiaca: dal Nilo allo Stretto''</strong> inaugurata questa sera che, sino al 28 settembre, arricchira' le sale del terzo piano del <strong>Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria</strong>, le stesse che sino a poco tempo fa ospitavano alcune opere che adesso di trovano all'interno della pinacoteca comunale. Si tratta di una selezione accurata, proveniente dalla collezione <strong>egizia Acerbi del Museo Civico di Palazzo Te di Mantova</strong>. La decisione di ospitare a Reggio la pregiata raccolta infatti, e' frutto dell'accordo tra le due Amministrazioni comunali, <strong>Reggio e Mantova,</strong> di un percorso costruito nell'ambito di scambi culturali che, all'insegna della capacita' di dialogo, hanno portato a Mantova alcuni preziosi reperti provenienti dal Museo di Reggio per l'esposizione ''La forza del bello' e, appunto, nella nostra citta' parte della collezione Acerbi. Alla cerimonia di inaugurazione della mostra, oltre al Sindaco di Reggio Calabria <strong>Giuseppe Scopelliti,</strong> all’assessore ai grandi eventi <strong>Antonella Freno</strong>, ed al consigliere comunale <strong>Nino Zimbalatti</strong>, c’erano la Soprintendente per i Beni Archeologici della Calabria, <strong>Caterina Greco</strong> il vicesindaco di Mantova <strong>Paolo Gianolio</strong> ed il Presidente del Centro Palazzo Te, sempre di Mantova, <strong>Enrico Voceri</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>Chi era Acerbi e la sua collezione</em></strong>: <em>Giuseppe Acerbi nacque a Castelgoffredo, poco lontano da Mantova, il 3 maggio del 1773. Laureato in legge, amante della geografia, della storia naturale e dei viaggi, si spinse a soli venticinque anni fino alla Lapponia e al Capo Nord, redigendo una completa relazione dell'impresa. Di mentalita' progressista, venne apprezzato dallo stesso Napoleone che gli affido' la carica di Addetto alla Legazione della Repubblica Italiana. Fu costretto tuttavia ad allontanarsi presto dalla Francia, a causa di alcune lamentele del governo svedese, indignato per certi suoi taglienti giudizi, contenuti nella famosa relazione. Si trasferi' quindi a Vienna, dove venne nominato nel 1815 Console Generale d'Austria a Lisbona. Non avendo mai di fatto esercitato questo incarico, si stabili' a Milano dove fondo' la nota rivista Biblioteca Italiana; i suoi scritti vennero presto tacciati di conformismo da parte dei redattori del Conciliatore, che, opponendosi all'ispirazione neoclassica del foglio da lui diretto, accusarono il diplomatico di guardare con troppo favore all'Austria. Al contrario, oggi si puo' affermare che egli mantenne sempre uno spirito libero: il nipote Giovanni, futuro generale garibaldino, venne da lui educato secondo questi principi.<br />
La sua attivita' di egittologo inizia nel 1826, quando, dopo aver ottenuto la carica di Console Generale d'Austria in Egitto, si trasferisce ad Alessandria. L'Acerbi subisce immediatamente il fascino dell'antichissima civilta' dei faraoni e percorre il paese a piu' riprese, completando meticolosi taccuini di viaggio e raccogliendo numerosi manufatti di un certo valore. Questa opera di ricerca continua fino al 1834, quando una malattia agli occhi lo costringe a ritornare in Italia, dove muore nel 1846. La collezione mantovana e' solo una delle numerose raccolte che il letterato esploratore dono' a vari musei e istituzioni della penisola. Mantova possedeva gia', alla fine del Settecento, due statue egizie: Acerbi aggiunse a questo piccolo patrimonio ben quattrocento pezzi, regalati alla citta' nel 1840.<br />
<strong>Questi, in breve, gli esemplari piu' notevoli della collezione.</strong> Nella statuaria occorre ricordare almeno la sfinge acefala, il gatto bronzeo forgiato ai tempi della XXVI dinastia, la testa regale appartenente al medesimo periodo e, soprattutto, la magnifica immagine di una dea (riprodotta nella fotografia). Quest'ultima, forse opera di un artefice della XX dinastia, rivela un perfetto equilibrio tra il blocco della testa, mosso dalla capigliatura incisa con finezza, e il busto aggraziato che sembra leggermente torcersi su se stesso. Proseguendo, incontriamo diverse statuette in bronzo che raffigurano varie divinita', in special modo Osiride; nel gruppo, rintracciamo anche un curioso esemplare in gesso di epoca romana con le fattezze del dio Bes, una specie di satiro di origine fenicia. Gli oggetti di un corredo funebre possono poi suscitare la curiosita' del turista e dello studioso: accanto al dio Anubi, sotto forma di cane del deserto, si radunano molti piccoli falchi, animali legati al culto sovrano del dio Sole. Sempre nella prospettiva del rito funerario, la collezione annovera numerose statuette shuebte, posate nella tomba per servire e aiutare il morto nelle incombenze quotidiane. I vasi canopici con testa di animale o di uomo contenevano invece le viscere tolte al cadavere, secondo un preciso schema di ripartizione sacra. Infine, notiamo la presenza di alcuni vasi in terracotta, in alabastro e in bronzo. Numerosissimi gli amuleti e i sigilli, e interessanti alcuni esempi d'arte ellenistica: una testa femminile, una stele recante invocazioni magiche, un cinghialino in terracotta azzurra e nera.<br />
Da: <a href="http://www.giovannipasetti.it/scrigno/dea.htm">http://www.giovannipasetti.it/scrigno/dea.htm</a> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Antonio, fa caldo!]]></title>
<link>http://desireclery.wordpress.com/?p=101</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 06:53:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>desireclery</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quando fa caldo le bestie rallentano i loro ritmi e in qualche caso impazziscono. Per gli uomini è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Quando fa caldo le bestie rallentano i loro ritmi e in qualche caso impazziscono. Per gli uomini è lo stesso.</p>
<p style="text-align:justify;">Se gli ebrei liberati da Mosè e scappati dall'Egitto hanno vagato nel deserto per quarant'anni ( e qui lo so che è una metafora temporale-cabalistica, però se fosse vero mi sa che avrebbero girato parecchio in tondo per impiegarci 40 anni...o che il disorientamento sia stato causato da un colpo di calore collettivo?), incazzandosi - a ragion veduta - perchè le scorte di acqua scarseggiavano, gli uomini di Napoleone durante la Campagna d'Egitto, stremati dal caldo e dalla sete, preferivano spararsi fra loro per risparmiarsi le sofferenze di una marcia infinita e per la quale erano anche male equipaggiati, in quanto forniti dalla Francia di sole divise invernali.</p>
<p style="text-align:justify;">Se Rommel, la Volpe del Deserto, conosceva talmente la geografia e gli usi dei paesi con climi caldi da starci bene come un orso polare sul pak, gli italiani relativamente alla faccenda del posto al sole son rimasti con un palmo di naso trovandosi a conquistare e amministrare un pezzo di terra sabbiosa e desertica. E si spiegarono il motivo per cui veniva chiamato "posto al sole", non per il prestigio internazionale, ma perchè non c'era neanche un filo d'ombra!</p>
<p style="text-align:justify;">Così, memore del rapporto storicamente difficile che hanno avuto gli uomini col caldo, guardo riluttante fuori dalla finestra e cerco di trovar il coraggio per uscire e affrontare una giornata che so già essere pesante: fino a stasera in giro avanti e indietro per lavoro in quella città che d'estate è sempre più calda delle altre, e d'inverno è sempre la più fredda, a causa della sua ubicazione geografica.</p>
<p style="text-align:justify;">Equipaggiamento: occhiali da sole, un litro e mezzo di acqua, ventaglio, maglietta di cotone a maniche corte ma non strettissima. Speriamo di sopravvivere!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[libertà religiosa in Egitto su Tg2 Dossier]]></title>
<link>http://lafedebahaiinitalia.wordpress.com/?p=180</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 08:58:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
<guid>http://lafedebahaiinitalia.wordpress.com/?p=180</guid>
<description><![CDATA[
 
Su TG2 Dossier Storie, sabato 21 giugno, alle 23 e 30, è stato trasmesso un servizio sulla libe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://None"><img class="alignleft size-full wp-image-181" src="http://lafedebahaiinitalia.wordpress.com/files/2008/06/tg2raiit.jpg" alt="Tg2 Dossier di Rai" width="450" height="98" /></a></p>
<p> </p>
<p>Su TG2 Dossier Storie, sabato 21 giugno, alle 23 e 30, è stato trasmesso un servizio sulla libertà religiosa in Egitto.</p>
<p>Dopo aver inquadrato la situazione, hanno mandato in onda:</p>
<ul>
<li> la ripresa di una riunione di preghiera della comunità Bahá'í del Cairo,</li>
<li>un'intervista ad una signora Bahá'í e ad un esponente del clero islamico a proposito della posizione dei Bahá'í rispetto alla legge.</li>
</ul>
<p>Il tutto è durato diversi minuti, le informazioni corrette, nessuna storpiatura, le riprese suggerivano un clima di dignità e rispetto.</p>
<p> Cosa è Dossier?</p>
<p>Dossier è lo storico settimanale di approfondimento della testata; rappresenta la migliore tradizione Rai per reportage ed inchieste. E' la trasmissione che vanta la più lunga durata dalla riforma della <a href="http://www.tg2.rai.it/rubriche.asp?id_r_cerca=4">Rai</a>. La sua forza, il suo prestigio ed il suo alto gradimento</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tregua di Hamas solo per chi ci crede]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1452</link>
<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 10:10:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1452</guid>
<description><![CDATA[Edizione 124 del 19-06-2008
La “hudna” di Gaza non è pace, ma serve ai terroristi per riorganiz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Edizione 124 del 19-06-2008</em></p>
<p><em><strong>La “hudna” di Gaza non è pace, ma serve ai terroristi per riorganizzarsi</strong></em></p>
<p><strong>Tregua di Hamas solo per chi ci crede</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/rally20gaza2012004.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/rally20gaza2012004.jpg" alt="" width="410" height="305" class="aligncenter size-full wp-image-1453" /></a></p>
<p>di <em><strong>Dimitri Buffa</strong></em></p>
<p align="justify">Bisogna conoscere il significato coranico della parola araba “hudna”, tregua, prima di iniziare a fare salti di gioia per questo flebile accordo tra Hamas e le forze armate israeliane, raggiunto ieri dopo le solite trattative sotterranee (che hanno coinvolto l’interessatissimo Egitto) a cui Ehud Olmert sta abituando i suoi concittadini. <strong>Ebbene la “hudna” è proprio quell’armistizio inventato da Maometto, su di Lui sia la pace, per tenere buoni i propri avversari coreishiti quando i rapporti di forza consigliavano una prudente ritirata. Ma quando i rapporti di forza diventarono di nuovo favorevoli a Maometto e ai suoi seguaci dell’epoca, la “hudna” non contò più niente e gli accordi poterono essere violati dall’oggi al domani senza alcun preavviso.</strong> E’ questo quanto conviene oggi allo Stato di Israele? La risposta a una simile retorica domanda è più che scontata: no e poi no. </p>
<p align="justify">La “hudna” di Hamas serve solo ad evitare ai terroristi, latitanti in Siria e in Libano, nuove uccisioni mirate dei loro capi e a tirarla per le lunghe con il povero caporale Shalit, ormai da due anni nelle mani di quegli assassini. E magari serve un po’ anche a Olmert per fare dimenticare gli scandali che lo riguardano e che presto ne determineranno la caduta. <strong>Ma, malgrado l’annuncio formale della tregua tra Israele e Hamas, che entrerà in vigore dalle sei di stamattina, ieri sono continuati gli attacchi dalla Striscia di Gaza.</strong> Due razzi Qassam sono stati lanciati contro il Negev occidentale e guerriglieri palestinesi hanno aperto il fuoco contro operai della compagnia di telecomunicazioni Bezeq che stavano lavorando presso la barriera difensiva, vicino al valico di Karni. Non ci sono stati feriti e i danni alle proprietà sono stati lievi. Ma questo non è di certo dipeso dalla buona volontà dei terroristi. E, con buona pace del ministro Frattini, che ieri diceva che questa “hudna” è una buona base per la ripartenza del dialogo tra israeliani e palestinesi, la “vera verità” è che i servizi di sicurezza delle Forze di Difesa israeliane si aspettano anche un “botto finale” prima della cessazione ufficiale delle ostilità. Insomma proprio una bella prospettiva in cui a gioire sono i soliti “cheer leaders” europei che non provano disagio a finanziare né Hamas, né i guerriglieri di mezzo mondo. </p>
<p align="justify">Il tutto in nome delle loro trite ideologie terzomondiste farcite di pseudo lotte di liberazione. <strong>Se veramente gli uomini di Hamas volessero smentire le tesi dell’assunto fin qui riportato non avrebbero che da compiere un semplice gesto di clemenza umanitaria: rilasciare il povero caporale Gilad Shalit, che oltretutto sta anche molto male. Così come lui stesso ha scritto la scorsa settimana in una toccante lettera indirizzata ai propri genitori e fatta poi filtrare alla stampa da questi ultimi. Ma, come già ai tempi di Maometto, Hamas si ferma quando il nemico ha il fiato sul collo. Poi quando la situazione sarà di nuovo stabilizzata in modo favorevole per i terroristi, lo stillicidio di razzi su Ashkelon, il Negev e Sderot continuerà come prima. Più di prima, se possibile.</strong><br />
<a href="http://www.opinione.it:80/pages.php?dir=naz&#38;act=art&#38;edi=124&#38;id_art=5031&#38;aa=2008">Opinione.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ MEDIO ORIENTE|Tregua possibile tra Israele e Hamas]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/?p=141</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 12:12:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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<description><![CDATA[Firmato l&#8217;accordo di cessate il fuoco bilaterale, tra le due forze resta da capire se sia poss]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#000080;">Firmato l'accordo di cessate il fuoco bilaterale, tra le due forze resta da capire se sia possibile farlo rispettare</span></h3>
<p style="text-align:justify;"><img src="http://www.dazebao.org/news/images/stories/archivio1/medio-oriente.jpg" border="0" alt="" align="left" /></p>
<p style="text-align:justify;">Carri armati ritirati dai confini, varchi alle frontiere che verranno riaperti progressivamente e tante speranze che si scontrano con una dura e instabile realtà. La tregua firmata martedì scorso tra l'Esercito di Israele e il movimento fondamentalista islamico di Hamas, ed entrata in vigore ieri alle 6 del mattino (le 5 ora italiana), sembra scontrarsi già con i soliti problemi legati alle ostilità tra i due frangenti, quello di Israele da una parte e quello del movimento fondamentalista dall'altra. Questo accordo arriva dopo che Israele aveva già risolto una tregua storica con la Siria per le alture del Golan.</p>
<p style="text-align:justify;">E potrebbe anche non essere l'ultimo. Fonti vicine a Israele infatti insistono nel sostenere che la politica del Primo Ministro Ehud Olmert e del ministro della Difesa, Ehud Barak, è incentrata a una progressivo ripresa del dialogo. Secondo il quotidiano Haaretz si sarebbe già intavolata un'altra trattativa sul fronte del Libano, per trovare un accordo tra lo stesso Israele e Hezbollah, i cui carri armati da un mese hanno abbandonato la capitale Beirut.</p>
<p>Nella sua visita a sorpresa a Beirut il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, avrebbe parlato con il governo libanese della restituzione delle fattorie di Shebaa, nel sud del paese dei cedri, occupate dai soldati israeliani nell'ultima guerra.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p>Dal canto suo Hamas si è impegnata a porre fine al lancio di razzi Qassam sui territori israeliani. La riapertura progressiva dei valichi è l'impegno preso da Israele, in modo tale da far arrivare a Gaza al più presto rifornimenti di carburante, cibo e beni di prima necessità, fino a ieri bloccati dall'embargo.</p>
<p>Tutto lascerebbe pensare a un lieto fine, anzi a un lieto inizio della fine. A smorzare gli animi di quanti sperano nella pace, una dichiarazione del premier Olmert, che a tutto fa pensare fuorché a un finale pacifico: «Sappiamo benissimo che questa tregua è fragile e potrebbe durare poco - ha dichiarato - Hamas non ha cambiato pelle».</p>
<p>A conferma dei dubbi che lasciano trasparire queste parole, gli otto razzi Qassam lanciati ieri l'altro sul Negev occidentale. Proprio alcune ore dopo le dichiarazioni di un portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, che aveva così accolto l'accordo: «Hamas è determinato a rispettare il cessate il fuoco e a garantirne il successo». Allo stesso tempo però dal lato palestinese, a Gaza City, lamentano già l'uccisione di un uomo, avvenuta a causa del fuoco israeliano. Insomma la solita storia.</p>
<p>Il negoziatore israeliano, generale Amos Gilad, ha dichiarato che «se ci saranno nuovi lanci di razzi da Gaza, chiunque ne sia l'autore, sarà una violazione degli accordi». Gilad ha posto molta fiducia nei confronti dell'Egitto nell'impedire il contrabbando di armi dal Sinai verso la Striscia. Gilad ha inoltre annunciato negoziati accelerati in vista di uno scambio di prigionieri con i palestinesi per la restituzione del caporale israeliano Gilad Shalit, rapito nel 2006 al confine con la Striscia di Gaza.</p>
<p>Infine, fonti di al-Fatah, il partito di Abu Mazen, che il sito web del Jerusalem Post riporta nell'edizione di ieri, sostengono che è in programma una visita a Gaza City del presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen. Sarebbe la prima visita da parte del Presidente dopo che Hamas ha preso il controllo della città un anno fa.</p>
<p style="text-align:right;"><strong>Simone Di Stefano </strong>- Articolo pubblicato il 20-06-2008 su <a href="http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=214:tregua-possibile-tra-israele-e-hamas&#38;catid=87:medio-oriente&#38;Itemid=277">Dazebao, l’informazione on line</a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ode al gatto]]></title>
<link>http://desireclery.wordpress.com/?p=86</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 16:31:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>desireclery</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nell&#8217;antico Egitto erano animali sacri, godevano di una dignità che non avrebbero più avuto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Nell'antico Egitto erano animali sacri, godevano di una dignità che non avrebbero più avuto nella storia, alla loro morte venivano perfino mummificati. Nel Medioevo diventavano animali demoniaci, condannati <em>en pendant</em>  con le streghe. Nel Seicendo erano simbolo di potere, "accessorio" indispensabile di sovrani e nobili. Nell'Ottocento e inizio Novecento simbolo di seduzione e fascino. Oggi simbolo per eccellenza della femminilità.</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa nasconderanno quegli occhi grandi quasi metallici di giorno e fluorescenti di notte, cosa ci sarà di più intelligente anche di noi in certi casi, in quella testolina pelosa? Sono stati condotti degli studi sui gatti che rivelano che sono anche più inteligenti dei cani, sfidati agli stessi giochi-prova. Le capacità cognitive del gatto arrivano fino all'abilità di calcolo (i gatti contano), all'associazione musicale (associano dei suoni a delle immagini) e alla logica (mettono a punto strategie differenti per perseguire lo stesso obiettivo). Un gatto, se lo ascoltiamo attentamente, ha un miagolìo diverso per ogni cosa che vuol chiederci. I gatti alleviano la malinconia combinando piccoli disastri che ci fanno ridere, oppure coccolandoci con le loro fusa fiduciose. Con i loro occhi attenti, come l'occhio di Sauron nel Signore degli anelli che comanda le creature, loro ci leggono dentro e sembrano capirci l'anima, e ruffianandosi come solo loro sanno fare ci portano a fare quello che vogliono loro.</p>
<p style="text-align:justify;">Chissà se potessero parlare come ci stupirebbero, o se invece perderebbero il magnetismo che li contraddistingue... in ogni caso, nel dubbio, a me piace pensare che loro siano depositari di qualche verità, astuzia o trucco che a noi umani è ancora inaccessibile. Chiuso ermeticamente in un paio di occhi sibillini e in un "miao" fiducioso.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Egitto, specialisti americani per individuare i tunnel sotto la Striscia di Gaza]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1439</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 10:15:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;equipe venuta dagli Stati Uniti lavorera&#8217; gomito a gomito con gli omologhi egiziani 
E]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>L'equipe venuta dagli Stati Uniti lavorera' gomito a gomito con gli omologhi egiziani </strong></em></p>
<p><strong>Egitto, specialisti americani per individuare i tunnel sotto la Striscia di Gaza</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/11848.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/11848.jpg" alt="" width="200" height="160" class="aligncenter size-full wp-image-1440" /></a></p>
<p><em><strong>Il gruppo del dipartimento della difesa insegnera' alle forze locali l'utilizzo di sofisticati strumenti elettronici</strong></em></p>
<p align="justify">Il Cairo, 17 giu.- L’ambasciata americana al Cairo ha annunciato ieri che un gruppo di 15 agenti del dipartimento americano alla difesa si è recato al confine con la Striscia di Gaza per aiutare le forze locali di sicurezza a individuare e neutralizzare i numerosi tunnel che attraversano la frontiera tra Palestina e Egitto. </p>
<p align="justify">Gallerie tramite le quali passano non solo le armi, ma anche le merci più disparate, tra cui numerose partite di droga. “E' arrivata una equipe dagli Stati Uniti il cui compito sarà di lavorare con i suoi omologhi egiziani”, ha confermato il portavoce dell’ambasciata. La squadra di specialisti americani, dotata di speciali apparecchiature per rilevare gallerie nel terreno, rimarrà sul posto un paio di settimane, e insegnerà alle forze di polizia egiziane l’utilizzo di quelle tecnologie. </p>
<p align="justify">Da parte sua lo stato di Israele ha fatto sapere che, per quanto lo riguarda, non ci potrà essere nessuna tregua nella striscia di Gaza finché il problema del contrabbando non verrà risolto. </p>
<p><a href="http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=13922&#38;titolo=Egitto,%20specialisti%20americani%20per%20individuare%20i%20tunnel%20sotto%20la%20Striscia%20di%20Gaza">La Voce d'Italia</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Servirebbe parlare più d'amore]]></title>
<link>http://comemai.wordpress.com/?p=67</link>
<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 08:33:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteobatisti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non posso che trovarmi d&#8217;accordo con quanto detto dal vescovo Copto cattolico di Giza, che si ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso che trovarmi d'accordo con quanto detto dal vescovo Copto cattolico di Giza, che si trova in un ambiente non semplice, per esperienza diretta, eppure ha il coraggio di affermare con forza il seguente messaggio:</p>
<p><a href="http://www.zenit.org/article-14674?l=italian" target="_blank">Noi cristiani dobbiamo mostrare un volto d'amore</a></p>
<p>Ebbene c'è si disponibilità, nel suo messaggio, ma anche tanta speranza che si possa cambiare il clima politico del paese. Infatti serve un radicale cambiamento culturale, che elevi il grado di alfabetizzazione e veda, nella crescita culturale, la base per un maggior dialogo che ad oggi, nella povertà e nell'ignoranza, non può essere creato.<!--more--></p>
<p>Senza dialogo, senza cultura, nella fame e nella più assoluta povertà, non sorprendono i fatti che varie volte sono stati segnalati anche in questo blog. Quando l'uomo è imbruttito perché non soddisfa i suoi bisogni primari, spesso sfoga la sua frustrazione indirizzandola verso quelli che vengono additati come i responsabili.</p>
<p>Ecco che i governi ed una religione, per poter preservare i propri privilegi, additano come responsabili i cattolici o l'occidente, reo della loro situazione. Certo l'occidente ha le sue responsabilità e non poche, ma la mancanza di politiche per la crescita e la volontà di continuare a gestire questa insoddisfazione direzionandola verso nemici specifici, non portano ad alcuna soluzione concreta, anzi spesso aggravano al situazione esistente.</p>
<p>Speriamo che la presenza viva di chi mostra un volto di amore, possa portare alla comprensione che dialogo e crescita sono strade che devono essere percorse, inevitabilmente, onde evitare il peggio.</p>
<p>M.Bat</p>
<h1></h1>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Etiopia]]></title>
<link>http://janejacobs.wordpress.com/?p=272</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 10:51:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>janejacobs</dc:creator>
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<description><![CDATA[
La fame porta alla guerra


Una qualsiasi mappa dell&#8217;Etiopia ripresa dall&#8217;alto mostrere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="western"><img style="width:476px;height:272px;" src="http://graphics8.nytimes.com/images/2007/12/15/world/15ethiopia-600.jpg" border="0" alt="" width="600" height="330" /></p>
<h6 class="western">La fame porta alla guerra</h6>
<div></div>
<p><span style="font-size:6.5pt;color:#000000;font-family:Verdana;"></p>
<p class="western" style="margin:auto 0;"><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">Una qualsiasi mappa dell'Etiopia ripresa dall'alto mostrerebbe molti campi coltivabili costellati di puntini che rappresentano abitazioni. Cio’ sembrerebbe di primo acchito un segnale di sviluppo periferico di una regione metropolitana sparso per una intera nazione di dimensioni pari a circa meta' della Francia. Ma eccetto <a href="http://blog.pupazzipensieri.it/2008/06/msf-e-lafrica.html">Addis Abeba </a>e Asmara, che comunque non hanno ha una vibrante economia, questa ampia espansione di insediamenti e' ancora piu' nettamente separata dalle economie cittadine di quanto non lo fosse il villagigo di <a href="http://janejacobs.wordpress.com/2008/07/09/il-villaggio-di-henry/">Henry</a>. E' vero, cotone, pellami e caffe' vengono esportati dall'Etiopia, ma la produzione per mercati di citta' lontane non e' niente in confronto alla quantita' di terra e di lavoro degli Etiopi, impegnati quotidianamente in una battaglia per sopravvivere. Nove decimi degli abitanti dell'Etiopia sono agricoltori che vivono di sussistenza. Nel 1973, anno in cui caddero meno piogge del previsto, piu' di 100,000 Etiopi morirono di fame, un evento di cui il mondo non seppe mai molto, e anche negli anni di migliori raccolti, gli Etiopi hanno fame.</span></p>
<p class="western" style="margin:auto 0;"><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">L'energia urbana di ogni tipo, sia che provenga dall'interno dell'Etiopia, sia che provenga dal suo esterno, non sfiora minimamente questi milioni di capanne con minuscoli appezzamenti di terreno al loro esterno. Tuttavia, rimane il fatto che questa economia e' tutt'altro che "pura". L'Etiopia non era eclusa dalle economie cittadine. Molto tempo fa era collegata alla vita urbana dell'antico Egitto. Il tempo ha cancellato la fonte dei primi contatti tra l'Egitto e l'Etiopia, ma la connessione e' certa perche' la cultura Etiope deriva dalla cultura Egiziana cosi' come la cultura dell'America deriva dalla cultura dell'Europa e la cultura del Giappone deriva da quella della Cina. Nei secoli, l'Etiopia divenne un impero ricco, potente ed influente. Ma la potenza dell'impero Etiope iniziava gia' a stagnare durante la fondazione dell'impero romano. La vita di poverta' e di arretratezza che troviamo oggi in Etiopia e' il prodotto della stagnazione dello sviluppo e della lunghissima decadenza originata millenni fa.</span></p>
<p class="western" style="margin:auto 0;"><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">La stagnazione dell'Etiopia non e' di per se' un fatto raro. L'Etiopia ha subito il destino di molti imperi del passato. Cio' che e' raro nel caso dell'Etiopia e' dopo aver perso le propire citta' ed i propri legami con le citta' essa sia rimasta esclusa dalle citta' per cosi' tanto tempo. Per renderci conto di quanto tempo sia passato dal tempo in cui tali legami si siano recisi, pensiamo se il luogo del villaggio di <a href="http://janejacobs.wordpress.com/2008/03/26/bardou/">Bardou</a> fosse stato escluso dallo sviluppo delle citta' quanto lo e' stata l'Etiopia, a cominciare da quando le miniere di ferro furono abbandonate, Bardou sarebbe stata esclusa anche oggi se la gente di quel villaggio avrebbe davanti a se' ancora mille anni di stagnazione economica. Ovviamente, la condizione di esclusione puo' continuare indefinitamente in un'economia che perde le proprie citta' e per la quale le citta' lontane non abbiano alcun collegamento.</span></p>
<p class="western" style="margin:auto 0;"><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;"> Non tutte le regioni con economie escluse dallo sviluppo delle economie cittadine hanno perso tali legami da secoli. Ad esempio, in alcune regioni dell'Africa Centrale, la gente lavorava in campi o in miniere per lontani mercati cittadini, in qualita' di sudditi della Gran Bretagna o del Belgio. Oggi I legami politici e la violenza militare e le rivolte rendono impossibilie far pervenire i raccolti alle citta' e la rottura di tali legami logistici e commerciali ha imposto l’isolamento economico per gli abitanti delle campagne che sono regrediti a vivere in economie di sussistenza. Forse questo cambiamento e' solo temporaneo, forse no. </span></p>
<p><font face="Verdana" color="#000000"></p>
<p class="western" style="margin:auto 0;"><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;"><strong><a href="http://janejacobs.wordpress.com/2008/07/18/perche-il-colosseo-ha-questo-aspetto/">Continua...</a></strong></span></p>
<p></font></span></p>
<p class="western" style="margin:auto 0;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Copti in protesta]]></title>
<link>http://comemai.wordpress.com/?p=70</link>
<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 07:01:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteobatisti</dc:creator>
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<description><![CDATA[A seguito dei continui soprusi a cui sono sottoposti, il popolo copto, sempre più disperso nel mo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito dei continui soprusi a cui sono sottoposti, il popolo copto, sempre più disperso nel mondo anche per fuggire le persecuzioni che lo colpiscono nella sua patria, si organizza per manifestare il proprio malcontento ed attirare l'attenzione del grande pubblico sulla situazione che sta vivendo.</p>
<p><a href="http://www.icn-news.com/?do=news&#38;id=4072">Persecuzione in Egitto - I Copti protestano a Roma ed a New York</a></p>
<p>La speranza è che l'attenzione cresca e con questa anche la pressione dell'opinione pubblica. Ma dato che non ci sono elementi economici di rilievo che possano interessare ai grandi paesi del mondo, la sincera realtà è che probabilmente tutto rimarrà com'è, salvo la volontà del governo egiziano di cambiare rotta al fine di migliorare la propria immagine mondiale. Per arrivare a ciò, però, sarebbe necessario che le situazioni ed i fatti che quotidianamente accadono filtrassero in modo da far conoscere sempre di più la reale situazione vissuta nel paese, così da stimolare questo cambiamento.</p>
<p>La speranza è sempre viva, per questo non smetteremo di segnalare e sollecitare la coscienza delle persone su questi fatti.</p>
<p>M.Bat</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[‘Ala Al-Aswani – Palazzo Yacoubian]]></title>
<link>http://frailibri.wordpress.com/?p=77</link>
<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 22:14:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesca g</dc:creator>
<guid>http://frailibri.wordpress.com/?p=77</guid>
<description><![CDATA[Feltrinelli *Universale Economica* (2007), 216 pagine, 7,50 euro
Dimenticate l’Egitto che vi hanno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<address class="MsoNormal">Feltrinelli *Universale Economica* (2007), 216 pagine, 7,50 euro</address>
<p><span style="font-family:'Gill Sans MT’; font-size: 12px';"><a href="http://frailibri.files.wordpress.com/2008/07/aswani_yacoubian.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-78" src="http://frailibri.wordpress.com/files/2008/07/aswani_yacoubian.jpg?w=100" alt="" width="100" height="150" /></a>Dimenticate l’Egitto che vi hanno fatto studiare a scuola, con i grandi faraoni sempre di profilo e le sfingi immobili; non pensate alle lunghe crociere sul Nilo e agli artigiani che intrecciano papiri.<br />
Nel libro di Al-Aswani troverete un Egitto racchiuso fra le finestre delle case dei ricchi, i ballatoi dove la gente si incontra e si scruta e i terrazzi abitati dai poveri che punta in alto di Palazzo Yacoubian.</p>
<p><strong>Istantanea sociologica</strong> di una terra a maggioranza musulmana che fa dell’ambiguità e delle contraddizioni il suo pane quotidiano, l’immagine che ci viene offerta, a noi, nuovi inquilini di questo palazzo costruito negli anni Trenta, e dove lo scrittore stesso aveva il suo studio dentistico, è una varietà di tipi e personaggi che ruotano tutti attorno a questo blocco di cemento.</p>
<p><strong>‘Ala Al-Aswani</strong> è nato nel 1954 al Cairo; la sua carriera primaria è la professione di dentista, ma in contemporanea scrive per quotidiani e riviste pezzi in cui esamina con lucidità e sarcasmo una <strong>società egiziana ormai senza scrupoli</strong>.<br />
Il suo punto di vista sull’Egitto contemporaneo (senza cadere nella generalizzazione, ma estrapolando un certo ambiente egiziano, seppur trasversale, dal ricco e affermato al povero e ambzioso) si ritrova perfettamente in questo romanzo d’esordio, pubblicato per la prima volta nel 2002.</p>
<p>Come in tutti i palazzi i nuovi inquilini – in questo caso noi – provano confusione ed estraneità alle dinamiche di condominio; fino a quando il condomino più aperto – in questo caso l’autore – ne svela rapporti, caratteri, relazioni.<br />
Sarà dura per noi da accettare la storia di <strong>Taha, figlio del portiere</strong>, protagonista “morale” del romanzo, snobbato per la sua posizione sociale di “inferiore”, invidiato per le sue ambizioni negli studi premiate da ottimi risultati, andato ad arruolarsi poi nelle schiere di chi ama la morte come “loro” amano la vita.<br />
Assisteremo inermi al <strong>ripudio di una donna</strong>, “colpevole” di aver fatto bruciare di passione un uomo che per la sua nuova posizione sociale non può permettersi una giovane e “inferiore” amante (“Come un uomo che rimuove con le dita i granelli di polvere che sono rimasti attaccati sulla sua giacca elegante e prosegue il cammino come se nulla fosse”).<br />
E conosceremo un musulmano che arriverà a giustificare perfino l’<strong>aborto</strong> in nome di una sua personale interpretazione della religione.</p>
<p>C’è l’Egitto della tradizione, delle regole dettate dalla religione, ma interpretate in chiave moderna e di moderna convenienza; e c’è l’Egitto moderno, la corruzione, il tradimento, la prepotenza, l’ipocrisia. Tutto giocato attraverso personaggi che mai appaiono “esagerati”, simbolici, smaccatamente connotati, ma che al contrario di come si potrebbe pensare in una rappresentazione letteraria del vizio, sono “umani”, vivi, pericolosamente tratti dalla realtà che Al-Aswani osserva e ci introduce.</p>
<p>Alla fine ci ambientiamo in quella giostra di caratteri e, come nella vita di condominio, per un attimo dimentichiamo il negativo e lasciamo che ci invitino alla loro <strong>festa</strong> in una scena finale solare e catartica che sembra per un attimo spegnere i riflettori sul marcio di questa nuova società egiziana che per molto tempo ha rifiutato perfino di leggere un libro come “Palazzo Yacoubian”.</p>
<p><em>Da leggere quanto prima, “Chicago”, ultimo romanzo di Al-Aswani</em>.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cipro - il centro della cultura mediterranea]]></title>
<link>http://worldsitetravellers.wordpress.com/?p=140</link>
<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 09:22:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>verca6</dc:creator>
<guid>http://worldsitetravellers.wordpress.com/?p=140</guid>
<description><![CDATA[Quest&#8217; isola situata tra l&#8217; Europa e l&#8217; Asia è una delle più  grandi del Med]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/07/img_4176.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-141" src="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/07/img_4176.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a>Quest' isola situata tra l' Europa e l' Asia è una delle più  grandi del Mediterraneo. E' stata divisa nel 1974 in due parti - greca e turca. La più sviluppata è la parte greca a sud dove è concentrato il turismo. Le città più visitate sono: Larnaka, Limassol, Pafos, Agia Nappa e Famagusta. Andare a Cipro significa avere voglia di scoprire la vecchia cultura mediterranea, nata 3000 anni fa.</p>
<p>Io ci sono andata a settembre un anno fa per 2 settimane volendo visitare dei monumenti antichi e godere del mare limpido. Sono riuscita a fare tutto. La vita a Cipro è abbastanza costosa, la loro moneta - la libbra ha un valore più alto della libbra inglese. Comunque a Cipro si mischiano influenze inglese e mediterranee. Per esempio si guida a sinistra :-) Quest' isola fu una colonia inglese e quindi la lingua inglese la sanno parlare quasi tutti a un buon livelo.</p>
<p><a href="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/07/img_4188.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-142" src="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/07/img_4188.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Ogni anno si organizza il festival di folklore a Larnaka per cui è tipica l' ottima organizzazione con l' accompagnamento di un moderatore che parla greco e inglese. Il Mediterraneo festival di folklore dura 3 giorni a settembre (di solito verso il 15)  e vi partecipano i gruppi dance che vengono dagli stati della costa del Mar Mediterraneo (Italia, Bulgaria, Serbia, Croazia ecc.). Non sono solo gli stati dell' Europa ma anche dell' Asia, cioè Libano, Israele, Siria e i rappresentanti africani come Tunisia, Egitto ecc.</p>
<p>E' molto interessante osservare le differenze di cultura, il modo artistico in cui i partecipanti mostrano  i loro elementi culturali - i balli e i costumi tipici. Grazie a questo festival Cipro cerca di essere un centro della cultura mediterranea e io direi che l' aspirazione di possedere questa cultura è fruttuosa.<a href="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/07/111.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-144" src="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/07/111.jpg?w=300" alt="" width="300" height="218" /></a></p>
<p>Può anche essere una possibilità per fare turismo attraverso il dialogo interculturale. Avete mai sentito parlare di un nuovo progetto Life beyond tourism? L' idea di fondo è che il turismo è in grado di creare opportunità di conoscenza fra culture. Per saperne di più date un' occhiata al sito: <a href="http://www.lifebeyondturism.com">www.lifebeyondtourism.com</a>!</p>
<p>Veronika</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Crociera sul Nilo]]></title>
<link>http://blogviaggi.wordpress.com/?p=6</link>
<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 21:40:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>napworld</dc:creator>
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<description><![CDATA[Navigazione sul nilo
La crociera sul Nilo è sicuramente il modo più entusiasmante possibile per vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[wp_caption id="attachment_7" align="aligncenter" width="300" caption="Navigazione sul nilo"]<a href="http://blogviaggi.files.wordpress.com/2008/07/300770261_3ca2449144.jpg"><img class="size-medium wp-image-7" src="http://blogviaggi.wordpress.com/files/2008/07/300770261_3ca2449144.jpg?w=300" alt="Navigazione sul nilo" width="300" height="199" /></a>[/wp_caption]
<p>La crociera sul Nilo è sicuramente il modo più entusiasmante possibile per visitare le coste e le piramidi d'egitto. Rimarrete incatanti dalla purezza della vegetazione, dai sistemi di agricoltura contadini, e dalle piccole zattere usate per la pesca. Le acque del Nilo per migliaia e migliaia hanno strettamente consentito lo sviluppo di una delle più grandi civiltà che siano mai esistite: la civiltà egizia.</p>
<p>Ogni volta che pensiamo agli egizi ci vengono in mente le gigantesche piramidi, la sfinge, i faraoni, i cammelli e tutti quei affascinanti misteri che ruotano intorno allo cultura.</p>
[wp_caption id="attachment_9" align="aligncenter" width="300" caption="Tramonto sul Nilo"]<a href="http://blogviaggi.wordpress.com/files/2008/07/2068150887_393c559e08.jpg"><img class="size-medium wp-image-9" src="http://blogviaggi.wordpress.com/files/2008/07/2068150887_393c559e08.jpg?w=300" alt="Tramonto sul Nilo" width="300" height="225" /></a>[/wp_caption]
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cinema Marocchino in Egitto]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/?p=222</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 08:11:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Festival Internazionale del Cinema di Alessandria, creato dall&#8217;Associazione degli scrittori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/07/cielo.jpg"><img class="size-medium wp-image-223  alignleft" style="float:left;" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/07/cielo.jpg?w=124" alt="" width="142" height="107" /></a>Il <strong>Festival Internazionale</strong> del Cinema di <strong>Alessandria</strong>, creato dall'Associazione degli scrittori e critici cinematografici egiziani, celebrerà dal 26 al 30 agosto 2008 il "<strong>Giubileo d'oro</strong>" del <strong>cinema marocchino</strong>. Secondo l'Associazione, questo <strong>Festival</strong>, che si terrà nella cornice delle celebrazioni del <strong>50° Anniversario</strong> del cinema marocchino, renderà omaggio a <strong>Touria</strong> <strong>Jebrane Kritif</strong>, prima attrice nel mondo arabo ad occupare la poltrona da <strong>Ministro della Cultura</strong> in <strong>Marocco</strong>. Questa cerimonia sarà festeggiata con la proiezione di due film dove il ministro/attrice Touria Jabrane é protagonista: "<strong>Argana</strong>" del regista Hassan Ghanja e "<strong>Oud</strong> <strong>Lward</strong>" di Lachen Zinoun. Questi due films saranno presenti in una sezione speciale intitolata "<strong>Panorama dei films marocchini di recente realizzazione</strong>" che comprenderà anche  "<strong>I cuori</strong> <strong>bruciat</strong>i" di Ahmed El Maanouni (vedi anche in <strong>Cat. Cinema</strong>), "Tissée de main et d'étoffe" di Omar Chraibi, "<strong>Whatever Lola Wants</strong>" di Nabil Ayouch (vedi anche in <strong>Cat. Cinema</strong>), "Real Premonition" di Hamed Ziad e "Où va tu Mosche?" di Hassan Benjelloun. Secondo gli organizzatori del Festival il <strong>Marocco</strong> parteciperà con un solo film nella cornice della competizione ufficiale che avrà come tema "Il cinema del Mediterraneo".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SYRIANA]]></title>
<link>http://commentaria.wordpress.com/?p=51</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 16:32:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>pillau</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Fig. 1 &#8220;Mappa Ottomana dei governatorati SIRIANI del 1600&#8243;

Fig. 2 Mappa della Geografi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Ottomansyria by prince_volin, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/14591607@N05/2548221520/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3017/2548221520_25eef54974.jpg" alt="Ottomansyria" width="339" height="362" /></a></p>
<h5><strong>Fig. 1 "Mappa Ottomana dei governatorati SIRIANI del 1600"</strong></h5>
<p><a title="ShamGeo by prince_volin, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/14591607@N05/2636221924/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3074/2636221924_e1b7a4c30f.jpg" alt="ShamGeo" width="363" height="435" /></a><strong></strong></p>
<h5><strong>Fig. 2 Mappa della Geografia della "Grande Siria" per i bambini del V grado (V elementare) </strong><strong>dove:</strong></h5>
<ul>
<li>
<h5><strong> zona A: Turchia Sudorientale (Cilicia ed Antiochia);</strong><strong><br />
</strong></h5>
</li>
<li>
<h5><strong>zona B: Siria propria e Libano;</strong></h5>
</li>
<li>
<h5><strong> </strong><strong>zona C: Giordania e Israele e Amministrazione Nazionale Palestinese</strong></h5>
</li>
<p><strong><br />
</strong></ul>
<p>Quando si parla della Palestina e di Israele e in genere del Medioriente, sempre più spesso si fa riferimento ad  una regione che, una volta era solo epressione geografica, poi espressione ammistrativa ottomana  e ora è uno stato ben definito(?) del vicino oriente: LA SIRIA....</p>
<p>Questo perchè? Se date un'occhiata alle mappe incluse in questo post all'inizio, si comprende  semplicemente con una sola occhiata che se si parla del vicino Oriente è IMPOSSIBILE NON PARLARE DELLA SIRIA.....</p>
<p>Un'attenta analisi geopolitica e le vicende storiche di questa nazione possono dunque  aiutare a chiarirci le idee.<br />
Questa nazione è stata protagonista nel corso della storia di tutti gli avvenimenti accaduti  in quella zona geografica, sia dal punto di  vista politico, che economico che  culturale: DAMASCO è per gli arabi un po' come Firenze e  Roma per noi italiani.... in quanto magnifica  capitale di quello che fu il Califfato più splendido e potente di tutti: quello degli OMAYYADI (fra il 660 e il 750 d.c )</p>
<p>In seguito, la sua gloria fu offuscata da BAGHDAD, la quale sotto il dominio ABASSIDE, divenne sede di uno dei personaggi più formidabili del periodo delle Crociate, IL SALADINO (1127 d.c)  Cioè colui al quale Nasser si ispirava e in nome del quale dal 1958 al 1961 la SIRIA unì all'Egitto i suoi destini... (v. cartina qui sotto)</p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a5/LocationUnitedArabRepublic.png" alt="UAR" width="332" height="190" /></p>
<h5><strong>Fig. 3  Situazione politica Egitto-Siria 1958-1961 </strong></h5>
<p>Ma così come vanagloriose erano le rivendicazioni di Mussolini di rinnovare i fasti  del'impero romano e quelle di Hitler per il REICH millenario, allo stesso modo rivendicare la ricostruzione di un Impero Ottomano che  le stesse potenze alleate (anche se niente affatto disinteressate...) avevano contribuito ad abbattere è una pretesa storica quantomeno assurda.</p>
<p>Ma come vediamo nella foto  n. 2  - tratta da un libro di scuola dei bambini siriani - il tentativo di inculcare l'idea  di rinnovare la potenza della  "Grande Siria" non è stata per niente abbandonata. Alla luce del suo passato glorioso, la Siria  si sente legittimata ad ingerire nelle vicende di qualunque stato che confini con lei, e dal momento che si trova proprio nel cuore della zona più calda  del Medio Oriente, ecco perche si sente sempre più spesso parlare in maniera diretta o indiretta della sua influenza.</p>
<p>Considerare il proprio passato come bussola per il presente e forse anche per il futuro, sarebbe da considerare anacronistico, non ostante si realizzi che è proprio questa la politica che la dirigenza siriana segue con sempre maggior forza...<br />
per saperne di più:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Califfato">Sul Califfato</a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omayyadi">Sugli Omayyadi</a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abbasidi">Sugli Abassidi</a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Siria">e ...Sulla SIRIA moderna</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il mio Karma..]]></title>
<link>http://ilsecco.wordpress.com/?p=233</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 21:09:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Il Secco</dc:creator>
<guid>http://ilsecco.wordpress.com/?p=233</guid>
<description><![CDATA[A volte ci sono quelle giornate che nascono male. Quando ti svegli stanco che fai fatica a tirarti s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A volte ci sono quelle giornate che nascono male. Quando ti svegli stanco che fai fatica a tirarti su, rovesci il latte ancora prima di colazione, ti guardi allo specchio e ti chiedi come farai a renderti presentabile..oggi è stata una di queste. Il telefono suonava già prima di raggiungere l'ufficio e non era un buon segno. E' in giornate come queste che mi chiedo se sarò premiato nella prossima vita o se sto pagando i miei peccati di una precedente! Ed ecco svelato il mistero. Perchè non andare a cercare un test serissimo sul proprio Karma e scoprire schi eravamo nella vita precedente. Ebbene, io ero un Tapiro Reale, vivevo nel basso Egitto nell'anno 818 e ho avuto amicizie inadeguate, adulatori che mi giravano attorno per interesse e per il mio cibo. E il test aggiunge anche, "<em>Poichè hai concentrato o unificato il soggetto dei tuoi pensieri, tu realizzerai ciò che pensi e l'altro sesso sarà tuo</em>". E allora mi dico io..dove siete donne!! Avanti!! Ovviamente il test è molto serio, oserei dire quansi scientifico. Provate <a href="http://it.mcgi.yahoo.com/karma">cliccando qua</a>. Sono curioso.</p>
<p>Stasera ultima fatica del girone. Vittoria 21-2, Il Secco quando conta c'è: 5 goal.</p>
<p>Listening: <em>Remy Zero - Fair</em></p>
<p><a href="http://ilsecco.files.wordpress.com/2008/06/egitto1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-234" src="http://ilsecco.wordpress.com/files/2008/06/egitto1.jpg" alt="" width="192" height="241" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Piramide di Cheope: la verità sulla costruzione]]></title>
<link>http://trovarobe.wordpress.com/?p=6</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 14:19:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>trovarobe</dc:creator>
<guid>http://trovarobe.wordpress.com/?p=6</guid>
<description><![CDATA[
Fonte: Il Sole24ore.com, 13 marzo 2008
Articolo di Aristide Malnati

Il più intricato enigma legat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-9" src="http://trovarobe.wordpress.com/files/2008/06/sole24ore.jpg?w=300" alt="" width="300" height="75" /></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2008/03/egitto-piramidi-nuove-teorie-costruzione.shtml?uuid=31196816-f10d-11dc-8d0e-00000e25108c&#38;DocRulesView=Libero&#38;fromSearch">Il Sole24ore.com</a>, 13 marzo 2008</p>
<p>Articolo di <strong>Aristide Malnati</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-8" src="http://trovarobe.wordpress.com/files/2008/06/cheope-324.jpg" alt="" width="324" height="230" /></p>
<p>Il più intricato enigma legato al complesso mondo dell'Antico Egitto potrebbe essere prossimo a una soluzione, grazie alle ricerche certosine di Diego Baratono, egittologo attivo all'Università di Torino. Baratono in anni di studi ha dato vita a teorie convincenti e puntualmente verificate sul campo, riguardanti la costruzione della grande piramide di Cheope e di quelle attigue di Chefren e Micerino, sulla piana di Gizah (periferia occidentale del Cairo). Il luminare torinese è riuscito, con appropriati rilevamenti sul terreno, a provare l'esistenza all'epoca della costruzione delle tre piramidi (IV Dinastia, attorno al 2550 a. C.) di un terrapieno, da lui denominato ‘terzo livello della piana di Gizah'; una sorta di altura ben al di sopra del piano calpestato, che costituì il livello d'appoggio delle piramidi e dunque la base di lavoro, dove gli operai trasportarono i blocchi per la futura struttura.</p>
<p>Come venne di fatto costruita la piramide? Gli enormi blocchi furono innalzati sulla sommità del terrapieno mediante l'utilizzo di slitte o di traversine in legno, capaci di far scorrere massi di elevato tonnellaggio e da lì vennero prima calati "in situ" e poi sistemati con traiettoria sempre più orizzontale. Una volta che la nuova costruzione raggiunse il livello del terrapieno gli ingegneri egizi iniziarono a dar corpo all'imponente camera mortuaria e ai condotti, quasi tutti ad essa collegati; la piramide di Cheope fu poi completata utilizzando la camera del re come base d'appoggio per la parte terminale e per il ‘pyramidion': in questa fase finale gli operai verosimilmente utilizzarono le strutture sottostanti come punto d'appoggio per innalzare il materiale utilizzato per il vertice: in questa non agevole operazione si utilizzò un sistema di carrucole, che scorreva su un fianco della parte già eretta, ultimato solo alla fine.</p>
<p>Nella fase conclusiva le teorie di Baratono riprendono e completano l'ipotesi in passato avanzata da Jean-Pierre Houdin e verificata con simulazioni in 3D al computer. La nuova tesi è anche la conferma di quanto ipotizzato da un altro celebre egittologo, Michel Valloggia, direttore dello scavo nell'area della piramide di Gedefra ad Abu Rawash (a nord di Gizah): Valloggia nel corso delle più recenti campagne di scavo ha osservato e poi verificato con prospezioni in altri siti come la scelta del terreno, su cui erigere una piramide di notevoli dimensioni, fosse determinata dalla stabilità del terreno stesso e dalla possibilità di portare i pesanti blocchi con il maggior agio possibile (magari appunto sfruttando terrapieni attigui). Le tracce della presenza di un terrapieno a Gizah sono state riscontrate da Baratono e dalla sua équipe con sofisticati sistemi di accertamento e consentono di postulare l'esistenza a tutto l'Antico Regno di una sorta di collina di ampie dimensioni, elemento nodale per il buon esito di quell'epica impresa ingegneristica. Insomma un progresso importante nel campo dell'egittologia, che ha il pregio di basarsi su elementi evidenti e di non ricorrere a strampalate supposizioni esoteriche o astronomiche.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Godere di noi...]]></title>
<link>http://jerrycarreras.wordpress.com/?p=47</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 06:41:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jerry Carreras</dc:creator>
<guid>http://jerrycarreras.wordpress.com/?p=47</guid>
<description><![CDATA[Chissà se almeno stanotte
avrai capito quanto ti ho desiderato,
quanto la voglia di te ha pervaso
i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà se almeno stanotte<br />
avrai capito quanto ti ho desiderato,<br />
quanto la voglia di te ha pervaso<br />
i miei sogni più intensi...</p>
<p>Ho affidato ad un gabbiano solitario<br />
che librava danzando alla luna<br />
la mia voglia forsennata di te<br />
e di quel tuo godermi immenso</p>
<p>che ancora una volta, senza una ragione<br />
apparente e forse certa nel tempo,<br />
ha scritto le solenni invocazioni<br />
nell'aria di un'ennesima notte di primavera.</p>
<p>Per quanto ancora troverai la forza<br />
di raccontare una bugia al tuo desiderio,<br />
alla tua intensa emozione<br />
dicendo loro che è meglio così...</p>
<p>Siano come muse Moire,<br />
del tuo intenso pensiero,<br />
o del messaggio di Hypnos se le tue membra<br />
volgi al riposo quotidiano!</p>
<p>Quanto a me è bastato incontrare<br />
le forze di Bastet felina egizia...<br />
ogni volta che cerco di annientare<br />
la voglia intensa che ho di te!</p>
<p>E oggi ancora un giorno,<br />
e ancora tanti tramonti saranno<br />
dinanzi ai nostri occhi<br />
che immersi nell'orizzonte</p>
<p>cercheranno i nostri brividi,<br />
gusteranno la nostra gioia,<br />
sapranno quanto è sublime<br />
godere di noi!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Khaled El Khamissi, un autore itinerante]]></title>
<link>http://sirente.wordpress.com/?p=148</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 15:13:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>sirente</dc:creator>
<guid>http://sirente.wordpress.com/?p=148</guid>
<description><![CDATA[di Pacynthe Sabri (da journalistescaire.blogspot.com, 10/12/2007)
Uno scrittore egiziano, al ritmo d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>di Pacynthe Sabri (da <a href="http://journalistescaire.blogspot.com/2007/12/khaled-el-khamissi-un-auteur-ambulant.html"><em>journalistescaire.blogspot.com</em></a>, 10/12/2007)</p>
<h2>Uno scrittore egiziano, al ritmo dei suoi brani originali da un taxi all’altro, immerge i suoi lettori nel cuore della società contemporanea del  Cairo.</h2>
<p>"Scrivere è come ballare, per iniziare, bisogna  prima liberarsi e essere in armonia con se stessi. "E ' con queste parole che Khaled-el-Khamissi, autore di Taxi, definisce il suo rapporto con una passione che sembra trasmessa di padre in figlio. Uno scrittore, ma anche un giornalista, produttore e regista, moltiplica le sue funzioni, pur rimanendo all’ascolto delle persone alle quali si sente più vicino: coloro che lottano per guadagnarsi il pane. Nel suo libro, ha dipinto questa classe attraverso le loro parole dette  con fiducia, o con un tono di presa in giro. E il risultato è questo: un libro toccante che per il pubblico è come tabacco. Questo padre di tre figli, non ha navigato in acque tranquille prima di raggiungere ciò che egli chiama "l'esperienza più emozionante della sua vita." Nato in una famiglia di intellettuali e scrittori, rapidamente si sentì diverso da suoi compagni, "una volta, sono stato perfino  convocato dal direttore per avere emesso un parere contrario dal mio insegnante a proposito dell'accordo di pace con Israele ", dice, sorridendo ricordandosi di questo incidente. Paradossalmente, è a causa della sua presenza alle serate letterarie organizzate dal nonno che non è riuscito a sviluppare velocemnte il coraggio di esprimersi: “che aveva di nuovo da portare rispetto alle opere dei suoi predecessori? “</p>
<p>"Gli Egiziani hanno un problema di auto-censura"</p>
<p>Ma è proprio la sua sensibilità esacerbata di fronte a tutto ciò che lo circonda e  l'angoscia che ha tutta l’aria di trovare sollievo solo  con la scrittura  che ha finito per vincere i suoi dubbi. Scrive per rompere le barriere e nel tentativo di deviare il riflesso di auto-censura, che secondo lui è proprio di ogni  egiziano. "sulla terra o su un altro pianeta, la paura che viviamo ci spinge a cambiare le parole che abbiamo avuto spontaneamente", spiega. Questo francofono amante della libertà di espressione rimane riluttante di fronte la cieca adozione delle idee occidentali, alcune delle quali sono inapplicabili all’interno della società egiziana. Preferisce rimanere in questa zona grigia tra due mondi. Uno spazio dove è sicuro di muoversi in tutta libertà.</p>
<p style="text-align:left;"><em>(traduzione di </em><a href="mailto:chiaraetoile@ho