<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>effetto-serra &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/effetto-serra/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "effetto-serra"</description>
	<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 21:36:00 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Effetto serra ]]></title>
<link>http://krapfen.wordpress.com/?p=465</link>
<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 22:03:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Navigatore Messaggero</dc:creator>
<guid>http://krapfen.wordpress.com/?p=465</guid>
<description><![CDATA[Riguardo le abitazioni esiste come nel colesterolo, un effetto serra positivo ed un effetto serra te]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a title="effetto serra" href="http://www.archiram.com/Fotonica06.htm" target="_blank">Riguardo le abitazioni esiste come nel colesterolo, un effetto serra positivo ed un effetto serra termidinamico dannoso, quello dannoso è relativo al potenziamento della co2 nell'atmosfera; esempio, L'atmosfera del pianeta Venere possiede una temperatura di 6000 gradi, un uomo brucerebbe immediatamente in quell'ambiente, in quel luogo la vita è impossibile. La causa è un potentissimo effetto serra che ha scatenato un rialzo della temperatura, uccidendo , (se ve ne fosse stata) ogni forma di vita , cosi come noi....la conosciamo......&#62;&#62;&#62;&#62;&#62;</a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[titolando da "le scienze" del corriere]]></title>
<link>http://titolando.wordpress.com/?p=76</link>
<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 16:45:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>titolando</dc:creator>
<guid>http://titolando.wordpress.com/?p=76</guid>
<description><![CDATA[Dalle scienze arrivano diverse informazioni utili per&#8230; non lo so ancora bene&#8230; ma utili.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle scienze arrivano diverse informazioni utili per... non lo so ancora bene... ma utili.</p>
<p>Ad esempio, da una <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Da_una_mamma_obesa,_bimbi_pi%C3%B9_obesi/1332701">mamma obesa arrivano bambini più obesi</a>. Le madri sovrappeso danno alla luce bambini sempre più pesanti, in un processo di amplificazione dell'obesità che cresce di generazione in generazione. Lo afferma un gruppo di ricercatori del Baylor College of Medicine a Houston, che in alcuni esperimenti sui topi hanno trovato modificazioni epigenetiche, ossia relative alle modalità di espressione dei geni, nella successione delle generazioni. In America si sta ssistendo ad una epidemia di obesità. <strong>E che mangiassero meno no!?! Però, dal punto di vista pratico qualcosa cambia: intanto è la conferma che le colpe dei padri ricadono sui (padri/madri cambia poco), in adolescenza le care mamme non potranno più dirti "sei tutto tuo padre", perchè almeno la panza la prendiamo da voi ,-)</strong></p>
<p><a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/H._pylori_difende_i_bambini_dall_asma/1332708">H. pylori difende i bambini dall'asma. </a>La presenza del batterio stimola una più ricca popolazione di cellule T regolatorie e rende il sistema immunitario più "tollerante". L'H. pylori, una volta pressoché universale fra le persone, nel corso dell'ultimo secolo è andato via via sparendo nei paesi sviluppati a causa dell'uso progressivamente crescente di antibiotici: secondo i dati dello studio "National Health and Nutrition Survey" (NHANES IV) condotto dal 1999 al 2000, solo il 5,4 per cento dei bambini nati negli anni novanta è positivo al batterio. "La nostra ipotesi è che se si è portatori di Helicobacter, si dispone di una più ampia popolazione di cellule T regolatorie, che sono responsabili di una più elevata soglia di sensibilizzazione" spiega Blaser. "Per esempio, se un bambino è privo di Helicobacter ed entra in contatto con due o tre scarafaggi, può diventare ipersensibile a essi. Ma se è Helicobacter a dirigere la risposta immunitaria, questo può non accadere perché il suo sistema immunitario è più tollerante." "C'è una crescente mole di dati che ci dice che l'uso di antibiotici nelle prime fasi della vita aumenta il rischio di asma" ha concluso Blaser. (gg) <strong>Il che mi consola visto che da piccolo ne prendevo a dosi giornaliere nemmeno fossero caramelle e, puta caso, da grande m'è venuta l'asma bronchiale! Il fatto che fumi come un turco è solo un dettaglio...</strong></p>
<p>Uno studio recente fornisce prove empiriche dell'esistenza di <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Differenze_culturali_nei_sintomi_della_depressione/1332680">differenze culturali nei sintomi della depressione</a>. Le differenze trans-culturali osservate possono essere fatte risalire, in parte, alla tendenza ad avere un pensiero orientato verso l’interno o verso l’esterno. Le diverse culture umane sembrano avere una decisa impronta anche per quanto concerne i disturbi psicologici: è largamente accettato il fatto che le popolazioni dell’Asia orientale enfatizzino fisicamente i sintomi della depressione, quali cefalea, scarso appetito e dolori in altre parti del corpo. <strong>Di certo è una brutta malattia che fa male sia a chi ce l'ha sia a chi sta vicino a chi ce l'ha. Direi che se i depressi li conosci li eviti!</strong></p>
<p>Grazie all'uso di tecniche innovative, ricercatori della Brown University, della Carnegie Institution, e della Case Western Reserve University hanno per la prima volta trovato <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Trovata_acqua_in_antiche_rocce_lunari/1332648">tracce di acqua in un gruppo di campioni di rocce lunari di origine vulcanica portate sulla Terra da due missioni Apollo</a>. Contrariamente a quanto ritenuto, l'acqua non si sarebbe completamente vaporizzata per poi disperdersi nello spazio nel corso dei violenti eventi che portarono alla formazione del nostro satellite. Lo studio, pubblicato sull'ultimo numero di "Nature", suggerisce che l'acqua presente nei campioni provenga dall'interno della Luna e che sia stata portata in superficie dalle eruzioni vulcaniche che hanno caratterizzato la storia della Luna circa tre miliardi di anni or sono. <strong>Per quanto la notizia mi esalti, così come mi esata l'idea di poter visitare un a ltro pianeta... mi sorge spontanea una domanda: abbiamo zone ancora inesplorate della terra... che ce famo con l'acqua lunare i miracoli?</strong></p>
<p><strong>Se invece pensavate di dimagrire sudando per l'effetto serra... beh scordatevelo! Al massimo vi ammalerete di <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Calcoli_(renali)_da_riscaldamento_globale/1332694">calcolosi renale!</a></strong><br />
Il riscaldamento globale aumenterà l'incidenza della calcolosi renale: lo afferma uno studio condotto da ricercatori del UT Southwestern Medical Center dell'Università del Texas a Dallas, che lo illustrano in un articolo pubblicato sull'ultimo numero dei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) .<br />
La disidratazione è infatti uno dei fattori di rischio per la calcolosi renale e il prevedibile aumento di questo fenomeno induce gli autori a prevedere che l'aumento delle temperature comporterà entro il 2050 dagli 1,6 ai 2,2 milioni di casi in sovrappiù nei soli Stati Uniti, con un aumento, in alcune regioni, anche del 30 per cento dell'incidenza della malattia rispetto a quella attuale. </p>
<p><strong>Ma ecco come scongiurare il problema!</strong> <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Pozzi_sottomarini_per_stoccare_la_CO2/1332697">Pozzi sottomarini per stoccare la CO2!</a><br />
Le formazioni prospicienti le coste degli Stati Uniti sarebbero in grado di assorbire un quantitativo di CO2 pari a quello prodotto dal paese in 150 anni.<br />
Alcune formazioni rocciose sottomarine di origine vulcanica potrebbero costituire un ottimo "pozzo" per l'anidride carbonica: lo sostiene un gruppo di ricercatori della Columbia University che in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) riferiscono i risultati degli esperimenti da loro condotti in collaborazione con l'Integrated Ocean Drilling Program. Secondo i ricercatori, sarebbe possibile sfruttare come pozzo del gas serra circa 78.000 chilometri quadrati di formazioni prospicienti le coste di California, Oregon, Washington e British Columbia, che sarebbero in grado di assorbire un quantitativo di CO2 pari a quello prodotto dagli Stati Uniti in 150 anni. L'interesse per le tecniche di sequestro della CO2 si sta sempre più diffondendo, ma finora non è stato intrapreso alcun progetto di attuazione su vasta scala. Alcune società petrolifere hanno condotto piccoli esperimenti di pompaggio di CO2 per stoccarla nelle porosità dei giacimenti private del loro contenuto originale, ma in merito sono stati avanzati timori per possibili improvvise e vaste fuoriuscite del gas dai pozzi che potrebbero mettere a rischio quanti si trovino nelle aree circostanti.<br />
<strong> Ma si sono mai chiesti cosa potrebbe accadere se fuoriuscisse d'un colpo come un grande peto?</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riscaldamento terrestre???]]></title>
<link>http://marcodamico.wordpress.com/?p=44</link>
<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 13:31:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodamico</dc:creator>
<guid>http://marcodamico.wordpress.com/?p=44</guid>
<description><![CDATA[Il prossimo che mi parla di riscaldamento globale lo fucile. Oggi, 14 luglio, in ghiacciaio mi sono ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo che mi parla di riscaldamento globale lo fucile. Oggi, 14 luglio, in ghiacciaio mi sono ritrovato con 15 cm di neve freschissima e una tormenta di neve. Sembrava di essere a ottobre!</p>
<p><a href="http://marcodamico.files.wordpress.com/2008/07/webcam.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-45" src="http://marcodamico.wordpress.com/files/2008/07/webcam.jpeg?w=300" alt="" width="300" height="246" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non è che voglio mettere l'ANSIA però...]]></title>
<link>http://marcocostarelli.wordpress.com/?p=136</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 23:42:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcocostarelli</dc:creator>
<guid>http://marcocostarelli.wordpress.com/?p=136</guid>
<description><![CDATA[
&#8230;non è che finiamo così vero ?
Da due giorni penso e ripenso alla notizia che entro la fine]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-140" src="http://marcocostarelli.wordpress.com/files/2008/06/terra-sciolta1.jpg" alt="" width="300" height="263" /></p>
<p><em>...non è che finiamo così vero ?</em></p>
<p>Da due giorni penso e ripenso alla notizia che entro la fine dell'estate probabilmente si scioglierà tutta la calotta Polare Artica! Ora non sono uno scienziato ma a scuola hanno a tutti insegnato quali potrebbero essere le conseguenze di uno scioglimento così drastico. Comprendendo <em>(anche se ... poi non molto)</em> le ragioni del fatto che i TG nazionali hanno messo la notizia ovviamente dopo il "gossip" politico d'estate e prima della cronaca rosa e dello sport <em>(diciamo che lo hanno fatto per non creare facili allarmismi ... che ci crediamo tutti vero?)</em>.</p>
<p>Per non saper "ne leggere ne scrivere" mi sono andato ad informare meglio. Riporto qua e la qualche notizia che ho trovato. Stavo dimenticando di dire che non sono inscritto a nessuna associazione di salvaguardia ambientale o altro. Però sinceramente ora comincio a pensare che forse sottovalutiamo in tanti il problema. Forse in troppi.</p>
<p><em>da "La Repubblica" del 26, marzo 2008</em></p>
<blockquote><p><strong></strong></p>
<p><img class="size-full wp-image-137 alignleft" src="http://marcocostarelli.wordpress.com/files/2008/06/antartide.jpg" alt="Le immagini dell'iceberg gigante staccatosi in Antartide" width="230" height="129" /></p>
<p><em><strong>Un enorme frammento di 415 chilometri quadrati della banchisa antartica si è staccato dall'area dello Wilkins Ice Shelf.</strong></em> Lo hanno reso noto negli Stati Uniti gli scienziati del National Snow and Ice Data Center di Boulder, in Colorado, precisando che il <strong><em>fenomeno</em></strong> - cominciato il 28 febbraio scorso - è stato ripreso dai satelliti ed è stato <em><strong>"straordinario" "anche perché non capita di vedere tutti i giorni collassare un pezzo di ghiaccio grande quanto sette volte Manhattan"</strong></em>. A staccarsi dal continente antartico e a finire in mare è stato il cosiddetto "Asse di Wilkins", un'area della parte occidentale dell'Antartide che gli scienziati avevano già previsto sarebbe collassata. Ritenevano però che sarebbe avvenuto tra quindici anni. <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/antartide-sit-in/iceberg-staccato/iceberg-staccato.html" target="_blank">( articolo completo &#62;&#62; )</a></p></blockquote>
<p><em>dal "secolo XIX" del 23, giugno 2008 (ma simile è il tam tam dappertutto)</em></p>
<blockquote><p><img class="size-full wp-image-138 alignleft" src="http://marcocostarelli.wordpress.com/files/2008/06/eracarta01.jpg" alt="Arctic Climate Impact Assessment (ACIA)" width="230" height="427" /></p>
<p><strong><em>Il sottilissimo strato di ghiaccio stagionale che circonda il Polo Nord geografico potrebbe sciogliersi nei prossimi mesi, tanto che per la prima volta questa estate il Polo Nord potrebbe essere libero dei ghiacci.</em></strong> È l’ipotesi prospettata alla rivista National Geographic da alcuni esperti che stanno studiando gli effetti dei cambiamenti climatici a bordo della nave rompighiaccio canadese Amundsen. <em><strong>«Quest’anno il Polo Nord potrebbe per la prima volta essere libero dai ghiacci»</strong></em>, ha detto alla rivista David Barber, dell’università di Manitoba. La previsione non contraddice i recenti modelli che prevedono lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico fra il 2013 e il 2030. Tuttavia lo scioglimento del sottile strato di ghiaccio stagionale è considerato dai ricercatori come il campanello di allarme sulla portata e la rapidità dei cambiamenti indotti dalle trasformazioni del clima. <a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2008/06/23/1101586711463-Clima--entro-l-estate-Polo-Nord-senza-ghiacci.shtml" target="_blank">(articolo completo &#62;&#62; )</a></p></blockquote>
<p>Se poi consideriamo che questo comprometterebbe sicuramente di molto anche l'andamento della Corrente del Golfo, o Corrente Nord-Atlantica, che è una potente corrente oceanica calda di vitale importanza per la mitigazione del clima nei paesi europei che si affacciano sull'Oceano Atlantico. Il "nastro trasportatore", è un'enorme corrente che trasporta l'acqua calda del Golfo del Messico attraverso l'Atlantico; quando poi, in prossimità del circolo polare artico tende a raffreddarsi, si inabissa. Dopodichè il ciclo (... di solito) ricomincia.</p>
<p>L’aumento termico sta generando uno scioglimento delle zone periferiche della calotta artica, fenomeno molto evidente negli ultimi 15 anni.</p>
<p><strong><em>Questo scioglimento fa sì che un'enorme mole d’acqua fredda e dolce si riversi nel nord Atlantico, andando a disturbare il flusso della Corrente del Golfo</em></strong>. Una modifica significativa della salinità dell’acqua e della temperatura, fermerà il meccanismo della Corrente raffreddandola molto prima che raggiunga le coste europee e costringendola a fare ritorno indietro. Di conseguenza si perderanno tutti i benefici fin qui descritti, l'effetto Albedo aumenterà esponenzialmente e il fronte polare si abbasserà notevolmente.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.meteoland.org/climatologia/corrente-del-golfo.htm" target="_blank">(fonte maggiori e più dettagliate info &#62;&#62; )</a></p>
<p>Ma senza farla troppo lunga o creare facili allarmismi. Non è ora di iniziare a spegnere le cose inutili? Ma sul serio!!! Spero sinceramente che non sia troppo tardi.</p>
<p><em><strong>E' ora che iniziamo finalmente a NON correre senza motivo! </strong></em></p>
<p>... o siamo certi e sconfortati dal fatto che prima o poi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_Day_After_Tomorrow_-_L%27alba_del_giorno_dopo" target="_blank">THE Day After</a> diventi realtà ?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Requiem]]></title>
<link>http://affinitaelettive.wordpress.com/?p=11</link>
<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 00:01:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://affinitaelettive.wordpress.com/?p=11</guid>
<description><![CDATA[Eccomi di nuovo qui!
Posso subito dire che il titolo di questo post non è molto azzeccato, dal mome]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi di nuovo qui!</p>
<p>Posso subito dire che il titolo di questo post non è molto azzeccato, dal momento che ciò che mi ha reso impossibile lo scrivere sul blog non è stato il "riposo" bensì la scuola, che poi riposo non è!<br />
Ok la scuola è finita da un po' ormai e io poi non ho più ripreso a scrivere perché la mia vena creativa si era un po' addormentata, forse il riposo se l'è preso lei! :D</p>
<p>Ora lasciamo da parte le giustificazioni e vediamo di parlare di qualcosa di interessante; ci avviciniamo alla scienza oggi.</p>
<p>Parliamo un po' del clima. Come credo tutti abbiano notato quest'anno il clima è stato un po' ballerino e, cosa ancora più evidente, è difficile distinguere le stagioni che si stanno susseguendo se non guardando sul calendario. Proviamo a vedere come mai tutto questo.</p>
<p>Secondo molti scienziati la causa di tutti questi mutamenti climatici è l'effetto serra.</p>
<blockquote><p>L'<strong>effetto serra</strong> è un fenomeno naturale che consiste nell'"intrappolamento" di una radiazione energetica ad opera di una membrana semi trasparente. Il nome deriva per similitudine con quanto avviene nelle <a title="Serra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serra">serre</a> per la <a title="Agricoltura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura">coltivazione</a>.</p>
<p><em>Fonte: <a title="Effetto serra su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_serra" target="_blank">Wikipedia</a></em></p></blockquote>
<p>Ma in poche parole che cos'è questo effetto serra?<br />
Allora immaginiamo la terra rinchiusa dentro una grossa serra come quella per le piante, i raggi del sole penetrano attraverso il vetro del tetto della serra e si riflettono sul terreno, ma quando tornano indietro, verso il tetto, questi non riescono ad oltrepassare la barriera, riscaldando di conseguenza l'aria interna alla nostra serra; questo è ciò che accade sulla terra.</p>
<p>Il nostro "tetto di vetro" si ritiene formato dalle grandi emissioni di CO2 (anidride carbonica) che si disperde nell'aria, facendo così riscaldare la temperatura causando tutto quello che vediamo oggi.</p>
<p>Un giorno discutendo con il mio professore di matematica abbiamo notato una cosa.<br />
Noi siamo abituati a vedere le 4 stagioni che si susseguono sempre nello stesso ordine, con la stessa cadenza, avendo ognuna sempre le stesse caratteristiche (l'inverno è sempre freddo e l'estate sempre calda).<br />
In un sistema come questo può però succedere che quando un qualcosa lo influenza, questo tende a diventare un sistema caotico, cioè che non vediamo più la successione delle stagioni, un giorno fa caldo e l'altro freddo, il tutto in modo imprevedibile.<br />
Quindi il nostro qualcosa può essere il CO2 onnipresente nell' atmosfera, ma una domanda mi sorge spontanea, allora come mai ci sono state delle glaciazioni nel corso della storia della terra?</p>
<blockquote><p>Le cause che portano il clima terrestre a entrare e uscire ciclicamente da una glaciazione sono ancora controverse. Vi è tuttavia un consenso generale nell'indicare tre fattori come determinanti per il verificarsi di questo processo: la composizione dell'atmosfera (in particolare la quantità di <a class="mw-redirect" title="Biossido di carbonio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biossido_di_carbonio">biossido di carbonio</a> (CO<sub>2</sub>) e <a title="Metano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metano">metano</a> (CH<sub>4</sub>)), i cambiamenti dell'orbita terrestre intorno al <a title="Sole" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sole">Sole</a> e dell'orbita del Sole intorno la <a title="Via Lattea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Lattea">Via Lattea</a>; la disposizione dei continenti sulla superficie terrestre.<br />
Il primo di questi tre fattori è probabilmente il più influente, e giocò un ruolo fondamentale soprattutto nella prima glaciazione, la più rigida di tutte [...]</p>
<p>Fonte: <a title="glaciazioni su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Glaciazioni" target="_blank">wikipedia</a></p></blockquote>
<p>come si può capire quindi la causa più plausibile di una glaciazione è la composizione dell'atmosfera, quindi continuando ad introdurre CO2 nell'atmosfera come stiamo facendo non stiamo facendo altro che accelerare un fenomeno che magari si sarebbe verificato  milioni di anni dopo a quando potrebbe verificarsi accelerandone le cause; non sto dicendo che domandi tutto si ghiaccierà, solo che se le glaciazioni sono un episodio ciclico noi con la nostra spavalderia, arroganza, stiamo accorciando i tempi.</p>
<p>Leopardi riteneva che alla natura in quanto entità non importa delle sorti dell'umanità ma l'unica cosa cui tiene è mantenere la vita sulla terra, non sto dicendo che moriremo tutti, solo che potremmo avere un po' di rispetto per la casa in cui veniamo ospitati.</p>
<p>Ogni commento ovviamente è ben accetto :-)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SALUTE DELL'UOMO E SALUTE DEL PIANETA]]></title>
<link>http://ambientecolle.wordpress.com/?p=40</link>
<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 06:32:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>ambientecolle</dc:creator>
<guid>http://ambientecolle.wordpress.com/?p=40</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;OMS (organizzazione mondiale della sanità) ha da tempo proposto un&#8217;idea di salute ass]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;">L'OMS (organizzazione mondiale della sanità) ha da tempo proposto un'idea di salute assai diversa da quella che normalmente abbiamo: non solo assenza di malattie, ma pienezza di benessere psicofisico, ciò che implica equilibrio stabile nel tempo, condizione atta a prevenire le malattie, pienezza di difese. Si potrebbe applicare questo concetto allargato di salute anche a quella del nostro globo?</span><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;">Salute del globo.<span> </span></span></strong><span style="font-size:10pt;">Quando se ne parla, si pensa subito agli inquinamenti, all'effetto serra e a tutto ciò che, ad opera dell'uomo, rischia di alterare, nel presente o nel futuro, gli equilibri naturali. Il pianeta è stato studiato dagli ecologi come <em>ecosistema, </em>un insieme di molte componenti legate tra loro da complessi rapporti (simbiosi, parassitismo...) che convergono in un equilibrio dinamico. La <em>complessità </em>di un ecosistema è una garanzia di stabilità, in quanto le numerose componenti relazionate fra loro possono porre rimedio ad eventuali inconvenienti in una parte di esse, qualunque sia il motivo (interno o esterno). Di contro semplificare un ecosistema equivale di solito a renderlo instabile, soggetto cioè ad ammalarsi. Ecco perché una monocoltura, ad es., è più instabile di un sistema complesso, come la foresta naturale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;">Salute come equilibrio.<span> </span></span></strong><span style="font-size:10pt;">E’ forse quest'idea di stabilità dinamica il contributo più significativo della scienza ecologica: un sistema vivente è sempre soggetto a modifiche e attacchi al suo equilibrio, provenienti dall'esterno o anche dal suo interno; se il sistema gode di buona salute deve normalmente essere in grado di superarli, altrimenti arriva la malattia. La malattia è il <em>sintomo </em>di una rottura di equilibrio. Si può porvi rimedio curando il sintomo, ma assai meglio è intervenire sulle <em>cause </em>che l'hanno determinato. Nel primo caso la malattia può ritornare; se invece si pone rimedio alle cause, può essere debellata definitivamente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;">L'ecosistema uomo.<span> </span></span></strong><span style="font-size:10pt;">Quanto affermato per gli ecosistemi vale anche per la salute dell'uomo. L'uomo, come ogni animale, è anche un ecosistema e la sua salute deriva dall'equilibrio dinamico delle complesse relazioni tra fattori esterni ed interni. La flora batterica che alberga nel nostro organismo, ad es., ha un'importanza spesso trascurata: è il principale fattore delle difese naturali, ed è persino in grado di supplire a parziali carenze alimentari (producendo ad es. certe vitamine mancanti nel cibo). La flora batterica è soggetta in parte a modificarsi soprattutto in relazione alle nostre abitudini alimentari. Un eccesso di carboidrati, ad es., produce una flora fermentativa; un eccesso di proteine una flora putrefattiva: entrambe (soprattutto quest’ultima) provocano nel nostro organismo elementi tossici che possono incidere negativamente sulla salute, sia a breve che a lungo termine. Questi elementi tossici infatti, attraverso la circolazione sanguigna, possono colpire qualunque organo (ad es. ossa), ben al di là del sistema digestivo. Ecco perché il fattore alimentare è importantissimo per la salute, assai più di quanto di solito non si pensi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;">Le malattie del benessere.<span> </span></span></strong><span style="font-size:10pt;">Vediamo allora quali sono le cause delle malattie principali. Oggi da noi prevalgono quelle degenerative (malattie cardio-vascolari, tumori, diabete...) e abbondanti ricerche epidemiologiche hanno messo in luce la loro correlazione con <em>un'alimentazione troppo ricca: </em>più specificamente si tratta di un eccesso di cibi ricchi (carne, grassi, zucchero, cereali raffinati...) e di una carenza di cibi poveri (verdure e frutta fresche, legumi, cereali non raffinati...). Esistono anche altri fattori ambientali, come gli inquinamenti, il fumo..., ma spesso questi sono la goccia che fa traboccare il vaso: agiscono perché trovano un organismo con scarse difese a causa di una scorretta alimentazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;">I rischi del pianeta.<span> </span></span></strong><span style="font-size:10pt;">Tornando<strong> </strong>all'ecosistema mondo, possiamo costatare una impressionante somiglianza di cause. I danni del pianeta sono dovuti soprattutto al consumismo dei ricchi, e non soltanto a quello alimentare. L'effetto serra, ad es., è dovuto al fortissimo consumo di energia fossile, usata in tutti i processi produttivi moderni: petrolio e carbone derivano dai sedimenti lasciati al tempo dei dinosauri da una lussureggiante vegetazione (piante alte anche 300 metri) che sottrassero all'atmosfera il C02 e gli altri gas-serra, rendendola gradualmente vivibile per l'uomo. Ora noi li estraiamo, li bruciamo, magari per soddisfare bisogni superflui o sostituibili, ne gettiamo i gas di combustione in atmosfera e rischiamo di tornare in pochi decenni al clima dei dinosauri. Un altro gas a forte effetto serra è il metano, la cui presenza nell'atmosfera è in buona parte dovuta a fenomeni che avvengono nello stomaco dei bovini. Questi ultimi vengono allevati in misura crescente in funzione di quel consumismo alimentare che, si è visto, è dannoso anche alla salute umana. Ma forse i maggiori danni derivano, a monte, dalla sete di denaro, dall'avere semplificato l'ecosistema mondo e lo stesso uomo, fino a renderli strumenti di profitto, dimenticandone la complessità ed i valori.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;">In conclusione,<span> </span></span></strong><span style="font-size:10pt;">l'opulenza è al contempo causa di una nostra salute insoddisfacente e dei principali rischi per la salute del pianeta. La chiave di una salute vera e stabile va cercata nella riscoperta della natura, nonché in un’austerità, anzitutto alimentare, in netto contrasto con il consumismo, verso cui siamo continuamente sollecitati.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Artico: liscio o con ghiaccio?]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/?p=676</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 15:36:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
<guid>http://negroski.wordpress.com/?p=676</guid>
<description><![CDATA[Barman acrobatici in fibrillazione, in pericolo migliaia di posti di lavoro.

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong>Barman</strong> acrobatici in fibrillazione, <strong><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-23_123226505.html" target="_blank">in pericolo</a></strong> migliaia di posti di lavoro.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://negroski.wordpress.com/files/2008/06/polo-nord-ghiacci-barman-north-pole.jpg" alt="" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Disinformazione sull'effetto serra]]></title>
<link>http://lostendino.wordpress.com/?p=179</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 09:41:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
<guid>http://lostendino.wordpress.com/?p=179</guid>
<description><![CDATA[Per vent&#8217;anni le compagnie petrolifere hanno cercato sistematicamente di nascondere la verita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per vent'anni le compagnie petrolifere hanno cercato sistematicamente di nascondere la verita' sull'effetto serra, organizzando delle vere e proprie campagne di disinformazione.<br />
Di fronte al possibile scioglimento del Polo Nord già questa estate, penso che ogni altra prova sia superflua. C'e' chi ora chiede in America che esse paghino i danni causati, in modo analogo alle industrie del tabacco.</p>
<p><!-- m --><a class="postlink" href="http://qualenergia.it/view.php?id=657&#38;contenuto=Articolo" target="_blank">http://qualenergia.it/view.php?id=657&#38;c ... o=Articolo</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli inaspettati ghiacciai del Cretaceo]]></title>
<link>http://trovarobe.wordpress.com/?p=17</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 09:27:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>trovarobe</dc:creator>
<guid>http://trovarobe.wordpress.com/?p=17</guid>
<description><![CDATA[
Fonte: Le Scienze, 11 gennaio 2008

Per 200.000 anni fra il 50 e il 60 per cento del continente rim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-18" src="http://trovarobe.wordpress.com/files/2008/06/lescienze.gif?w=250" alt="" width="250" height="36" /></p>
<p>Fonte: <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Gli_inaspettati_ghiacciai_del_Cretaceo/1321166">Le Scienze</a>, 11 gennaio 2008</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19" src="http://trovarobe.wordpress.com/files/2008/06/1321388.jpeg" alt="" width="87" height="108" /></p>
<p><strong>Per 200.000 anni fra il 50 e il 60 per cento del continente rimase coperto dai ghiacci</strong></p>
<p>Gli antenati dei coccodrilli sguazzavano nelle acque delle coste lambite dal Mare Artico, mentre ai tropici le temperature delle acque superficiali toccavano i 37° C, contro gli odierni 29°C di media. Di fronte a un quadro di questo tipo, è abbastanza naturale che gli scienziati ritenessero che durante il Cretaceo, un'era particolarmente calda e caratterizzata da un intenso effetto serra, l'intero pianeta fosse completamente libero da ghiacci. Solo alcuni studiosi avevano ipotizzato che anche allora permanessero alcuni ghiacciai, basando questa supposizione sulle caratteristiche strutture di erosione rilevate su alcune rocce antartiche.</p>
<p>Ora uno studio condotto da André Bornemanne colleghi dell'Istituto di geofisica e geologia dell'Università di Lipsia sembra confermare l'ipotesi, arrivando addirittura a stimare che 91,2 milioni di anni fa, e per un periodo durato almeno 200.000 anni, fra il 50 e il 60 per cento dell'Antartide fosse comunque coperto da ghiacci.</p>
<p>Come illustrano in un articolo pubblicato sull'ultimo numero di "Science", i ricercatori sono partiti dall'analisi di una serie di campioni di sedimenti estratti dai fondali della piattaforma di Demerara nell'Oceano Atlantico, al largo delle coste del Suriname e della Guyana francese, per identificare nei foraminiferi fossili presenti gli isotopi dell'ossigeno il cui rapporto relativo è indicativo degli effetti combinati del livello del mare e della temperatura.</p>
<p>Successivamente hanno confrontato questi dati con quelli ricavati da un altro "paleotermometro", rappresentato dal tipo di lipidi presenti nelle membrane di altro organismi marini i cui cambiamenti si sanno anch'essi variare in stretta dipendenza dalla temperatura dell'acqua e dal livello del mare. Il livello del mare è a sua volta in correlazione con le dimensioni dei ghiacciai continentali. (gg)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'illuminante Stefano Benni...]]></title>
<link>http://ciclogatto.wordpress.com/?p=111</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 13:48:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>ciclogatto</dc:creator>
<guid>http://ciclogatto.wordpress.com/?p=111</guid>
<description><![CDATA[
Solo lui sa essere così  allegramente triste&#8230;
&#8220;Chi, per vincere le elezioni, ha punta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;"><a href="http://ciclogatto.wordpress.com/files/2008/06/benni_scar.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-112 alignright" style="float:right;" src="http://ciclogatto.wordpress.com/files/2008/06/benni_scar.jpg?w=150" alt="" width="150" height="145" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';">Solo lui sa essere così  allegramente triste...</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';">"Chi, per vincere le elezioni, ha puntato tutto, sulla paura e sul senso di insicurezza, ha avuto ragione. L’aggressione climatica è in atto. Gli italiani sono stati derubati della primavera e dell’estate, la pioggia flagella il paese, i fiumi tracimano, orde di vacanzieri benzodipendenti formano code di chilometri sotto tuoni e fulmini, i traghetti beccheggiano, i pomodori marciscono, i ghiacciai fondono.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';">La responsabilità di tutto ciò ovviamente, non è dell’avidità dei boss dell’economia, del mostruoso proliferare delle auto e dei gas inquinanti, dello scempio dell’ambiente. La colpa è di alcune ben individuabili minoranze criminali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';">I ghiacci del polo si stanno sciogliendo per colpa degli eschimesi, popoli nomadi affini ai Rom che fumano, cucinano e petano senza ritegno negli igloo. I loro squallidi villaggi abusivi sparsi nel ghiaccio intossicano l’aria, le loro slitte a motore inquinano e ingialliscono il pelo degli orsi polari.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';">Al polo sud, migliaia di pinguini terroni emigrano in continuazione facendo traballare sotto il loro peso la già sovraccarica banchisa.<br />
La corrente del golfo è stata deviata dai gommoni albanesi e da pescherecci marocchini, avidi di pesca e guadagno. Le foreste amazzoniche sono state distrutte da senegalesi e pakistani per farne statuette da vendere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';">Una folta coltre di smog copre le città italiane: la colpa è evidentemente delle stufe a gas di vecchio modello dei campi nomadi. Intanto le comunità di barboni accampate sui fiumi erodono gli argini col loro peso, e i terroristi islamici hanno distrutto l’agricoltura italiana con falsa grandine lanciata da aerei siriani.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';">La mancanza di un vero federalismo fa sì che anche sui paesi del nord arrivino in continuazione nembo-cumuli dalla Romania, e scirocco magrebino. Quando avremo finalmente le riforme, sul Po pioverà solo quando vorranno i padani, non quando deciderà Roma Ladrona o i faccendieri europeisti Giove e Odino.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';">Il governo darà subito una pronta risposta. Sono pronte ronde di diversi partiti che segnaleranno l’entrata nei confini nazionali di nuvole di colore scuro o meticcio, portatrici di danni e illegalità isobarica. Il governo ombra si è detto disposto a fornire diecimila volontari di grossa stazza per coprire dal sole i pensionati più anziani. Nessuno rinuncerà all’auto, anzi file di vacanzieri continueranno a procedere a passo d’uomo nelle autostrade più intasate di Europa. Ma se beccheremo un solo lavavetri davanti al nostro parabrezza, sapremo chi rallenta il traffico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';">Il nemico si è fatto più subdolo: attacca dall’alto e dal basso con inondazioni, frane, perturbazioni e basse pressioni. Ma è sempre lui: l’invasore straniero che vuol sabotare l’azzurro e temperato clima italiano. Non ci faremo ingannare dagli ecoterroristi e dai frocetti verdi: sappiamo chi sono i veri nemici della nostra terra, i veri distruttori. Sappiamo di chi avere davvero paura.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';">E’ vero, c’è un clima nuovo in Italia. Avevamo tanti partiti ora ne abbiamo due: il centro destra e il centro-sinistra-verso-destra. Avevamo quattro stagioni e ora ne abbiamo due: afa o diluvio. Ci estingueremo pieni di sicurezza."</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;">Stefano Benni</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;">www.stefanobenni.it</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:10pt;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Estate 2008: Emergenza clima]]></title>
<link>http://omniablog.wordpress.com/?p=462</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 10:22:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>sweetarky</dc:creator>
<guid>http://omniablog.wordpress.com/?p=462</guid>
<description><![CDATA[A pochi giorni dall’inizio dell’estate l’intera penisola sembra essere colpita da temperature ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.aqaanews.it/351.jpeg" alt="" width="337" height="298" />A pochi giorni dall’inizio dell’estate l’intera penisola sembra essere colpita da temperature discordanti nelle diverse aree geografiche. Acquazzoni incessanti al nord, notevoli escursioni termiche al centro, soffocanti ondate di caldo al sud.  Gli esperti in materia attribuiscono la causa delle continue variazioni climatiche all’alterazione del cosiddetto “effetto serra”, un fenomeno naturale grazie al quale alcuni gas presenti nell’atmosfera terrestre (tra i principali ricordiamo il biossido di carbonio, CO2, il metano, il protossido di azoto, N2O, il vapor d’acqua e i fluorocarburi) trattengono le radiazioni elettromagnetiche irradiate dal sole sul nostro pianeta, trasformandole in calore necessario e vitale per tutte le forme di vita. Proprio da tale fenomeno dipenderebbe, infatti, la temperatura terrestre, senza il manifestarsi del quale la temperatura media sul nostro pianeta sarebbe di circa 19 gradi sotto lo zero, ovvero ben 33° C più bassa della temperatura media effettiva. Ma ciò che pone in allarme gli studiosi è il considerevole incremento delle temperature medie stagionali, che ha provocato, soprattutto negli ultimi anni , il mancato alternarsi delle stagioni biologiche. A risentire maggiormente di tali manifestazioni climatiche sono tutte le specie viventi facenti parte del nostro pianeta, a cominciare dagli ambienti naturali e vegetali, le cui coltivazioni sono fortemente al rischio, fino ad arrivare agli organismi animali, compreso l’uomo, considerato uno dei maggiori responsabili dell’alterazione dell’”effetto serra”. Come ogni anno, in attesa dell’estate, vengono studiate delle misure da adottare per ridurre al minimo gli effetti negativi che vanno di volta in volta ad aggravare le condizioni già critiche in cui ci troviamo. Ma, spesso, la mancata o inadeguata informazione ci porta a subire in prima persona le conseguenze, talvolta nefaste, derivanti dagli scompensi climatici.</p>
<p>Ci auguriamo che lo studio della scienza possa, quanto prima, dare una svolta all’emergenza climatica che incombe sul nostro pianeta, al fine di preservare e tutelare nel migliore dei modi quanto di più bello ci appartiene. Per quanto ci è possibile, è auspicabile cercare di mantenere costantemente aggiornate le nostre informazioni, per garantire al nostro pianeta, ma principalmente a noi stessi, una vita più sana e duratura.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riscaldamento globale: bufala o realtà?]]></title>
<link>http://nuovaitalia.wordpress.com/?p=87</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 18:45:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>andrea1a</dc:creator>
<guid>http://nuovaitalia.wordpress.com/?p=87</guid>
<description><![CDATA[
Oggi vorrei proporvi una rticolo pubblicato su &#8220;Il Foglio&#8221; di Giugliano Ferrara intitol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.pd.astro.it/othersites/venere/ESO/pict/d7/vt2004-if13-fig4.jpg" alt="Mondo" /></p>
<p>Oggi vorrei proporvi una rticolo pubblicato su "<a title="Il Foglio" href="http://www.ilfoglio.it" target="_blank">Il Foglio</a>" di Giugliano Ferrara intitolato "<a href="http://www.ilfoglio.it/blog/356"><span style="color:#000000;">Tutti a parlare di riscaldamento globale, ma erano solo i termometri rotti</span></a>" nella sezione cronachette.</p>
<p>"A Bonn si discute di clima, ma forse è tutto inutile. Duemila delegati di 162 Paesi e decine di agenzie specializzate partecipano da oggi a Bonn a una conferenza sui cambiamenti climatici, ma probabilmente il temutissimo riscaldamento planetario è una bufala. Il dubbio è lecito, dopo la pubblicazione di uno studio su <a href="http://www.nature.com/nature/journal/v453/n7195/full/nature06982.html"><span style="color:#000000;">Nature</span></a> (di cui si legge sul <a href="http://realismoenergetico.blogspot.com/2008/06/temperature-tutto-quello-che-sapete.html"><span style="color:#000000;">blog</span></a> di Carlo Stagnaro) secondo cui a cambiare nel tempo non sarebbero le temperature (verso l'alto), ma le tecnologie utilizzate nella rilevazione. Dunque, tutte le misure effettuate dopo gli anni '40 tenderebbero a essere sottostime. A Bonn, intanto, si discuterà del nuovo trattato per combattere il riscaldamento globale che si sostituisca in maniera più ambiziosa al Protocollo di Kyoto. Occorrerà mandare un fax, per avvisare dello studio su Nature."</p>
<p>Il tono scherzoso dell'articolo non ci deve distrarre dalla serietà del problema trattato. Sono oramai decenni che scienziati di tutto il mondo sviluppano teorie discordanti tra loro al riguardo del cambiamento climaticato globale. Taluni scienzati pronosticano un futuro di sciagure e mutamenti climatici tremendi, altri invece minimizzano il tutto dicendo che è solo frutto della variabilità climatica che contraddistingue il nostro pianeta.</p>
<p>Chi avrà ragione? In tutto questo gran parlare?</p>
<p>Io penso, noi pensiamo, che la verità sia nel mezzo e cioè non crediamo negli scenari apocalittici che alcuni "estremisti" ci propongono (vedi il film the days after tomorrow), ma neanche al fatto che il cambiamento climatico che si sta manifestando sia di sola origine naturale.</p>
<p>Che il clima sta variando è sotto gli occhi di tutti: piogge forti e violente sono seguite da lunghi periodì di siccità in un paese come il nostro in cui il clima temperato-mediterraneo l'ha sempre fatta da padrone. Cosa fare allora? Nel dubbio di essere direttamente responsabili di quanto sta accadendo, applicherei il cosiddetto principio di precauzione e cioè interverrei direttamente ed energeticamente per ridurre le emissioni di gas in atmosfera nel dubbio che possano essere la reale causa del cambiamento climatico.</p>
<p>Vorrei precisare che SICURAMENTE i gas serra stanno contribuendo al cambiamento climatico, ma non sappiamo ancora di preciso in che misura siano effettivamente responsabili.</p>
<p>Vorremmo chiedere a voi, gentili visitatori,  di dire cosa ne pensate al riguardo di questo dibattito. Anche se non vi interessa o pensate che non sia al mometno una delle vostre priorità, vi chiediamo di intervenire ugualmente per condividere con gli altri le vostre opinioni. Grazie</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le balle sul nucleare]]></title>
<link>http://verdiavellino.wordpress.com/?p=13</link>
<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 12:01:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>verdiavellino</dc:creator>
<guid>http://verdiavellino.wordpress.com/?p=13</guid>
<description><![CDATA[Le balle sul nucleare

Un intervento del Prof. Rubbia sulle problematiche ambientali
La lavorazione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le balle sul nucleare</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/05fKUs6ESJg'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/05fKUs6ESJg&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<blockquote><p>Un intervento del Prof. Rubbia sulle problematiche ambientali</p></blockquote>
<p><strong>La lavorazione dell'Uranio, il combustibile delle centrali atomiche, è responsabile di alte emissioni di gas serra. Altro che nucleare "carbon free". Ma Scajola non ne parla. E Kyoto?</strong><br />
 <br />
Un rinnovato dibattito sta emergendo sul potenziale dell’energia nucleare per mitigare le emissioni di gas serra, in particolare di anidride carbonica. La tesi centrale pro-nucleare è che le centrali nucleari non emettono CO2 e quindi il ricorso massiccio al nucleare ci consente di contrastare il cambiamento climatico.</p>
<p>In realtà solo le operazioni nel reattore sono “carbon free” ovvero senza emissioni di CO2. Tutte le altre operazioni della filiera del combustibile – estrazione dalle miniere, frantumazione e macinazione, fabbricazione del combustibile, arricchimento e gestione delle scorie – necessitano di parecchio combustibile fossile e quindi emettono CO2.</p>
<p>La quantità di CO2 che viene emessa nel processo di lavorazione dell’Uranio è considerevole. Sebbene queste analisi siano fondamentali per poter condurre un dibattito serio sul “ritorno al nucleare” esse non vengono mai menzionate.</p>
<p>Un altro aspetto critico nel processo di produzione di uranio è la grande quantità di acqua necessaria, anche questo sempre taciuto. Senza entrare nel merito delle operazioni di decommissioning e di trasporto e riprocessamento del combustibile esausto che necessitano di un’analisi a parte, mi focalizzo solo sull’aspetto delle emissioni di CO2 dovute alla produzione del combustibile nucleare.</p>
<p>Queste emissioni sono state quantificate ormai da molti ricercatori indipendenti dall’industria nucleare. I primi lavori sono stati pubblicati da Nigel Mortimer (1), fino a poco tempo fa capo unità delle ricerche sulle risorse presso l’università Hallam di Sheffield in Gran Bretagna. Nel 2000 uno studio molto dettagliato è stato condotto da Joe Willem Storm Van Leeuwen, (2) docente dell’Università di Groningen, in Olanda e Philip Smith, fisico nucleare in Olanda.</p>
<p>Questi studi rivelano che le emissioni di CO2 dipendono fondamentalmente dalla concentrazione di Ossido di Uranio (U3O8 – detto anche “yellowcake”) nel minerale estratto. Se consideriamo il minerale “high grade” con un minimo di 0,1% di ossido di uranio, da ogni tonnellata di minerale grezzo si ricava un kg di ossido di uranio. Se prendiamo in esame il più diffuso “low grade” ossia con concentrazioni non inferiori allo 0,01% di ossido di uranio, per ottenere un kg di Yellocake occorre trattare 10 tonnellate di minerale.</p>
<p>Se poi consideriamo che nello “yellocake” la concentrazione di Uranio fissile (235) rispetto l’Uranio naturale (238) è intorno allo 0,5% e che per alimentare i comuni reattori di potenza nel mondo occorre operare un processo di arricchimento che porti l’isotopo fissile 235 tra il 3% e il 5%, Van Leeuwen e Smith hanno calcolato che il consumo di energia fossile per questi processi di fabbricazione è così grande che le quantità di CO2 emessa è comparabile con quella emessa da un equivalente ciclo combinato alimentato a gas naturale.</p>
<p>Secondo D. T. Spreng, (3) (Net-Energy Analysis, 1988) la richiesta di energia per la vita operativa di un reattore ad acqua pressurizzata (PWR) da 1000 MWe che produce 200.000.000 MWh è di 5 Milioni di tep di energia fossile dei quali 4 Mtep sono consacrati alle fasi di estrazione del minerale, macinatura, conversione, arricchimento e produzione del combustibile. Ciò significa che ogni 1.000 kWh prodotti occorre spendere 200 kWh di idrocarburi con le relative emissioni inquinanti e climalteranti.</p>
<p>Occorre rilevare poi che le quantità conosciute di riserve di uranio con “grado” superiore allo 0,01% sono molto limitate e che la maggior parte delle risorse sono “low grade”. Con il contributo attuale alla produzione elettrica mondiale di circa il 16%, le riserve di “high grade uranium ores” possono durare pochi decenni con prezzi sempre più crescenti. Non dimentichiamo che negli ultimi anni il prezzo dello “yellowcake” è sestuplicato, passando dai 20 $ per libbra nel 2000 a 120 $ per libbra nel 2007.<br />
 <br />
Riferimenti bibliografici</p>
<p>(1) Mortimer,N 1991,‘Nuclear power and global warming ’,Energy Policy 19:76-8,Jan-Feb.</p>
<p>(2) Van Leeuwen,Jan Willem Storm and Smith,Philip 2005,Can nuclear power provide energy for the uture; should it solve the CO2-emission problem <a href="http://www.stormsmith.nl">www.stormsmith.nl</a></p>
<p>(3) <a href="http://italy2.peacelink.org/mosaico/docs/1923.rtf">http://italy2.peacelink.org/mosaico/docs/1923.rtf</a> per la contabilità del ciclo di produzione dell’uranio, vedi anche: Sustainability Aspects of Uranium Mining : Towards Accurate Accounting; Gavin M Mudd, Mark Diesendorf</p>
<p><a href="http://nzsses.auckland.ac.nz/conference/2007/papers/MUDD-Uranium-Mining.pdf">http://nzsses.auckland.ac.nz/conference/2007/papers/MUDD-Uranium-Mining.pdf</a><br />
 <br />
 <br />
 <br />
sergio zabot<br />
29 maggio 2008</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riscaldamento terrestre: l'ecosistema marino è in pericolo.]]></title>
<link>http://cityzenblog.wordpress.com/?p=196</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 09:30:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>cityzenblog</dc:creator>
<guid>http://cityzenblog.wordpress.com/?p=196</guid>
<description><![CDATA[
La rivista americana &#8220;Science” ha da poco pubblicato uno studio dal titolo “Expanding Oxy]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span><a href="http://cityzenblog.files.wordpress.com/2008/05/oceano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-197" src="http://cityzenblog.wordpress.com/files/2008/05/oceano.jpg?w=300" alt="" width="300" height="240" /></a>La rivista americana "Science” ha da poco pubblicato uno studio dal titolo “Expanding Oxygen-Minimum Zones in the Tropical Oceans” in cui vengono esposte le conseguenze del riscaldamento delle acque terrestri. Questo lavoro conferma le previsioni realizzate precedentemente attraverso una simulazione al computer: le zone marine con livelli minimi di ossigeno si stanno espandendo negli oceani tropicali e la causa principale sembra possa essere rintracciata nei cambiamenti climatici degli ultimi anni. I ricercatori hanno riscontrato che l'aumento delle zone povere d'ossigeno non permette a molti organismi marini di vivere, andando a compromettere la biodiversità della fauna e della flora marina. Un intervento tempestivo potrebbe allontanare il pericolo di cambiamenti irrversebili negli ecosistemi marini, ma l’intervento degli organismi internazionali e delle istituzioni politiche sembra essere lontano.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Energia alternativa, effetto serra, le prospettive]]></title>
<link>http://aranciarossa.wordpress.com/?p=64</link>
<pubDate>Thu, 15 May 2008 11:00:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesca Romana Lupi</dc:creator>
<guid>http://aranciarossa.wordpress.com/?p=64</guid>
<description><![CDATA[Guardo fuori dalla finestra e quello che vedo è un pioggerellina sottile sottile che scende leggera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Guardo fuori dalla finestra e quello che vedo è un pioggerellina sottile sottile che scende leggera ricoprendo di un velo di malinconica freschezza tutta la città. Vedo anche le colline verdi che preannunciano il lussureggiante spettacolo primaverile imminente che ci condurrà dolcemente all’estate. E se tutto questo un giorno svanisse? Il proverbio più scontato del mondo asserisce che “non ci sono più le mezze stagioni”, e se da un lato questo è diventato un simpatico espediente per sottolineare la banalità di certi discorsi, dall’altro è purtroppo un lugubre presagio. Che il clima stia cambiando in maniera incessante ed incalzante è una verità di cui non si fa più ormai mistero: quando durante l’inverno (parlo di quello 2006/2007) si vedono le farfalline svolazzare allegramente, gli alberi in fiore e le placide montagne della Sila senza neve, ci si rende conto che è necessario correre ai ripari. L’effetto serra ormai tristemente celebre non è più un argomento di ecologia studiato alle scuole elementari, che sembra così distante dalla realtà in cui si vive, ma è un potente guaio le cui ripercussioni si palesano, per l’appunto, ogni giorno che passa. L’incessante desiderio di produzione ha portato oltre al benessere economico di cui si è goduto negli ultimi decenni, anche al riversamento in atmosfera di quantità allarmanti di CO2.<!--more--></p>
<p>Secondo il Rapporto annuale di Energia e Ambiente realizzato dall’ENEA (www.enea.it), nel periodo 1990-2003, “le stime elaborate per l’Europa a 15 indicano, con riferimento al sistema energetico, un aumento di 121 Mt (milioni di tonnellate) di anidride carbonica, pari a un incremento del 3,8% rispetto all’anno base. Nello stesso periodo l’Italia è passata dai 403 Mt del 1990 ai 457 del 2003, con una differenza di 54 Mt,  che assorbe da sola il 44,6% dell’intero aumento europeo”. La cosa deve far riflettere, il protocollo di Kyoto passa ancora una volta tristemente inascoltato, e il fatto che l’Italia incida così pesantemente, deridendo in scioltezza leggi come la 449/98, Carbon tax, il decreto Bersani (del 1999), è realmente grave. Ma partendo per gradi, quale è il cancro che sta affiggendo l’ambiente? Lo squilibrio del ciclo del carbonio è il risultato della tendenza di noi produttori a sottovalutare una ferrea legge di natura che scaturisce dai principi della fisica. La natura modifica il sistema alla ricerca dell’equilibrio, e quando questo viene perturbato, si modifica ancora per riequilibrarsi, e questo avviene continuamente, fino al punto in cui ulteriori cambiamenti non sono più sostenibili, ed ecco il baratro. L’umanità tutta è prossima a questo punto di volta, e chi governa pare disinteressarsene. Tornando al ciclo del carbonio, la questione è di una semplicità disarmante: noi produciamo carbonio sottoforma di anidride carbonica, i vegetali la riassorbono per utilizzarla come fonte di energia. Se la quantità di CO2 emessa è enormemente superiore a quella riassorbita, l’anidride in eccesso (insieme agli altri gas serra) resta nell’atmosfera riflettendo in parte i raggi infrarossi solari filtrati attraverso l’atmosfera: ciò contribuisce all’incremento del surriscaldamento globale. L’utilizzo di fonti alternative ai combustibili fossili di energia come i biocarburanti non esula dalla produzione di anidride carbonica, perché è ancora la combustione la forma più elementare, immediata e conosciuta per produrre energia. L’energia prodotta da biomassa ha però una peculiarità che riguarda il bilancio del gas serra prodotto dalla combustione di biocombustibili con quello assorbito dalle piante oleaginose, da biomassa e da tutto ciò che viene coltivato appositamente per la loro produzione. Sembrerebbe quindi la risposta giusta ai nostri perchè, se non fosse per il non trascurabile problema che riguarda la coltivazione intensiva delle piante oleaginose (colza, girasole etc.) a scapito di deforestazioni selvagge che stanno distruggendo polmoni strategici del nostro già precario, piccolo pianeta. E allora che fare? La recente attualità ci propone soluzioni alternative, come la digestione anaerobica, grazie alla quale si può trasformare la “puzza” dei rifiuti organici, compresi i solidi urbani, in metano pronto all’uso per la produzione di energia. Quanti di noi sanno che a Kirchdorf, in Austria, è stato installato un impianto per la produzione di biogas che riceve i rifiuti di 850 tra ristoranti e case private (oltre 12 tonnellate di avanzi al giorno) con i quali si produce l’energia necessaria al fabbisogno dell’intera regione? A Napoli forse non lo sa nessuno! E chi invece sa che 20 Mt di organico da differenziata equivalgono a 5-6 Mt equivalenti di petrolio spendibili per produrre energia (lo sapete voi quanto costa un barile di petrolio?)? Forse con i rifiuti si può produrre calore, ma non bruciando i cassonetti! Ancora una volta però queste fonti di energia pulita producono anidride carbonica, nel migliore dei casi. Come evitarne la produzione? Le risposte sono tante, a partire dall’idrogeno, la cui produzione è però ancora fortemente legata al reforming catalitico di petrolio, (e allora tanto vale usare il petrolio tal quale per fare energia!), oppure da elettrolisi dell’acqua, costosissima energeticamente, o ancora, e tremo all’idea, da carbon fossile; ma non disperiamo perché pare che ad Arezzo lo inizieranno a produrre con l’energia ricavata da eolico e fotovoltaico…staremo a vedere! Già, eolico e fotovoltaico, una vera scommessa! Dicono che le pale siano brutte a vedersi,  io ne rimango incantata! E sarebbe così bello sapere dove diavolo va a finire l’energia prodotta dalle poche pale in funzione che si scorgono da Tarsia (CS)! Dicono anche che la Calabria è una delle regioni che spreca più acqua in condotta, e allora perché non destinare l’acqua sprecata in un bel salto che dalla Sila si precipiti giù a valle, magari passando per una bella turbina? Sarebbe bello, nel migliore dei mondi possibili. Concludendo, mi sembra di essermi dilungata già troppo ma l’argomento è serio, attuale e dannatamente affascinante. Solo una cosa è importante, dal petrolio ancora non si può prescindere, almeno finchè continuiamo a lasciare immutato il nostro sporco e consumista stile di vita. Aiutiamo allora il pianeta diffondendo la cultura dell’ecologia, magari insegnando a chi non ne è a conoscenza il valore del riciclo, del riutilizzo, del risparmio ed iniziando con cognizione di causa, “virtute e canoscenza” ad utilizzare davvero le nuove fonti di energia pulita ed alternativa, conoscendone però pregi, difetti e soprattutto limiti tecnico economici. Secondo me si può fare (non voglio imitare il PD, pare che lo slogan non abbia poi portato così bene!), o almeno si può iniziare, con l’esempio quotidiano. E scusatemi se è poco.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Critical mass interplanetaria]]></title>
<link>http://malaerba.wordpress.com/?p=313</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 21:26:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>malaerba</dc:creator>
<guid>http://malaerba.wordpress.com/?p=313</guid>
<description><![CDATA[ Alla fine dopo tanto rimandare ho finalmente portato la bicicletta a Roma: oggi ho cominciato a usa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://flickr.com/photos/phototpj/516393535/" target="_blank"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://farm1.static.flickr.com/234/516393535_4d59b19bda.jpg?v=0" alt="" width="375" height="500" /></a> Alla fine dopo tanto rimandare ho finalmente portato la bicicletta a Roma: oggi ho cominciato a usarla e devo dire che mi sono ritrovato contento come un bambino. La possibilità di muovermi velocemente in città non ha eguali (<a href="http://www.outdoorblog.it/post/1070/sfida-tra-bici-e-suv-in-centro-a-milano" target="_blank">qui</a> trovate un bell'esempio). La bicicletta, che ho ribattezzato ramegna, la trovai anni fa sola, abbandonata e bisognosa di tanto affetto in una fogna a cielo aperto, qualcuno l'aveva rubata e abbandonata lì. L'ho portata a casa, curata e rimessa a posto e subito mi ha dimostrato tutto il suo amore. Oltre alle prossime uscite serali c'è un appuntamento a cui io e la fida ramegna non mancheremo: <a href="http://ciemmona.org/2008/index.php?lang=it" target="_blank">la critical mass interplanetaria</a> di fine mese. L'incontro, come tutti quelli periodici che si tengono in città, serve per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto le auto influenzino, in negativo, la vita nelle nostre città e a Roma in particolare è necessaria un'azione del genere. Roma è la città in Europa col più alto numero di auto ogni mille abitanti: quasi novecento. La seconda città in Europa per questo triste dato è Barcellona con quattrocentocinquanta auto ogni mille abitanti, ossia la metà. Se le auto venissero dimezzate, obbiettivo impossibile nell'immediato, Roma resterebbe prima. Ormai si studiano soluzioni come il parcheggio a castello. La vita delle persone è pesantemente condizionata da questo numero, più di due ore di traffico al giorno in media un po' per tutti, più di due ore di vita sottratte, senza considerare lo spazio che le auto rubano per i parcheggi e che magari potrebbe essere utilizzato per il verde pubblico o ancora la quantità di smog che producono. Roma è una città meravigliosa, spesso però non è possibile vederla nascosta com'è dalle auto parcheggiate in doppia fila, o rovinata con le piazze del centro storico trasformate in parcheggi. Molti potranno obbiettare che ci sono problemi più seri, che magari sarebbe il caso di occuparsi di altro e che tutto star dietro a questa storia delle biciclette è da figli di papà e magari ha anche ragione, ma anche questo è un problema e influenza le nostre vite quasi come la precarietà: credo che una volta al mese non ci sia nulla di sbagliato nello scendere in piazza e reclamare più verde e meno smog facendo un po' di sano casino. In periodi di effetto serra non credo proprio che faccia male a nessuno. <a href="http://www.inventati.org/criticalmass/wiki/doku.php?id=manifesto" target="_blank">Qui</a> trovate il manifesto di critical mass.</p>
<p><em>Immagine di <a href="http://flickr.com/photos/phototpj/" target="_blank">PhotoPJ</a> sotto <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.it" target="_blank">questa licenza CC</a></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nonostante lo studio tedesco pubblicato da Nature, resta alta la preoccupazione per il global warming]]></title>
<link>http://brainalert.wordpress.com/?p=84</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 13:10:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>brainalert</dc:creator>
<guid>http://brainalert.wordpress.com/?p=84</guid>
<description><![CDATA[Nature ha pubblicato uno studio tedesco secondo cui nei prossimi 10 anni avremo una temporanea dimin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nature.org/initiatives/climatechange/">Nature</a> ha pubblicato uno studio tedesco secondo cui nei prossimi 10 anni avremo una temporanea diminuzione delle temperature dovuta al raffreddamento delle correnti atantiche, evento che avviene naturalmete ogni 60-70 anni. In termini di tempi del pianeta dieci anni non sono che un battito di ciglia, dal 2020 le temperature riprenderanno a salire come previsto dall'<a href="http://www.ipcc.ch/">Ipcc</a>. </p>
<p>Links: <a href="http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=13298">greenreport</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rubbia: «L'eolico è inutile Puntiamo su sole e idrogeno»]]></title>
<link>http://brainalert.wordpress.com/?p=80</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 20:12:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>brainalert</dc:creator>
<guid>http://brainalert.wordpress.com/?p=80</guid>
<description><![CDATA[09 marzo 2007
«Parlando di energie rinnovabili molto chiacchierate ma poco coltivate, è inutile in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>09 marzo 2007</p>
<p>«Parlando di energie rinnovabili molto chiacchierate ma poco coltivate, è inutile insistere con l’energia eolica perché di vento ce n’è poco nella Penisola al contrario dei Paesi del Nord o dell’Irlanda. Anche la biomassa rappresenta una nicchia limitata. Invece il sole è l’unica sorgente che abbiamo abbondante e ancora da sfruttare. Noi, con le altre nazioni del Sud Europa, Spagna e Grecia, dobbiamo lavorare su questo fronte anche costruendo impianti solari nel Nordafrica, nel Sahara ad esempio dove ci sono grandi spazi desertici, trasferendo via cavo l’energia prodotta verso la Sicilia. Gli spagnoli, sempre più attivi, hanno già il progetto di una centrale da due miliardi di watt da realizzare in Marocco».</p>
<p>[...] Se vogliamo affrontare seriamente il riscaldamento del clima bisogna sostituire il combustibile utilizzato dal miliardo di veicoli ogni giorno in transito sulle strade del pianeta generando anidride carbonica. L’idrogeno è l’unica via per sostituire il petrolio ma occorre ancora un buon lavoro di ricerca per utilizzarlo. E se non lo farà l’Italia, lo faranno gli altri. Io raccomanderei ai miei illustri colleghi di impegnarsi di più».</p>
<p>di Giovanni Caprara</p>
<p>Fonte: <a href="http://">Corriere della Sera</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oxygen Depletion Zones In Tropical Oceans Expanding, Maybe Due To Global Warming]]></title>
<link>http://brainalert.wordpress.com/?p=75</link>
<pubDate>Fri, 02 May 2008 23:21:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>brainalert</dc:creator>
<guid>http://brainalert.wordpress.com/?p=75</guid>
<description><![CDATA[ScienceDaily (May 2, 200  
Scientists confirm computer model predictions that oxygen-depleted zones ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sciencedaily.com/releases/2008/05/080501143406.htm">ScienceDaily</a> (May 2, 2008)</p>
<p>Scientists confirm computer model predictions that oxygen-depleted zones in tropical oceans are expanding, possibly because of climate change. An international team of physical oceanographers including a researcher from Scripps Institution of Oceanography at UC San Diego has discovered that oxygen-poor regions of tropical oceans are expanding as the oceans warm, limiting the areas in which predatory fishes and other marine organisms can live or enter in search of food.</p>
<p>The study, "Expanding Oxygen-Minimum Zones in the Tropical Oceans," appears in the May 2 edition of the journal <a href="http://www.sciencemag.org/cgi/content/full/320/5876/655">Science</a>.</p>
<p>...........................................................................................................................................</p>
<p><strong>Si espande l'Oceano povero di ossigeno</strong></p>
<p>Le acque povere di ossigeno occupano ampi volumi degli oceani tropicali orientali di profondità intermedia. Le condizioni di scarsità di ossigeno hanno infatti un impatto ad ampio raggio sugli ecosistemi, dal momento che importanti macrorganismi mobili evitano tali zone, ma anche in tal modo non riescono a sopravvivere. I modelli climatici prevedono un declino nell’ossigeno disciolto nell’oceano a causa del riscaldamento globale. </p>
<p>Si tratta di riduzioni significative che, se non corrette nei prossimi anni, non mancheranno di avere drammatiche e conseguenze per gli ecosistemi costieri e sulle economie basate sul loro sfruttamento.</p>
<p>Fonte: <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Si_espande_l_Oceano_povero_di_ossigeno/1329068">Le Scienze</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hydrogen car]]></title>
<link>http://brainalert.wordpress.com/?p=45</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 21:38:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>brainalert</dc:creator>
<guid>http://brainalert.wordpress.com/?p=45</guid>
<description><![CDATA[A hydrogen vehicle is a vehicle that uses hydrogen as its on-board fuel for motive power. The proble]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hydrogen_vehicle">hydrogen vehicle</a> is a vehicle that uses hydrogen as its on-board fuel for motive power. The problem is that hydrogen is an energy carrier, not an energy source, so the energy the car uses would ultimately need to be provided by a conventional power plant.</p>
<p>"Hydrogen is an energy carrier," points out Wolfgang Leder of Total Deutschland's new energy team. "There are several ways to produce it. Wind power would be the best, or solar." The problem is that currently most hydrogen is generated from fossil fuels, since the cost of generating it from, say, solar energy can be up to four times higher. And when hydrogen is produced this way, well-to-tank and tank-to-wheel analysis shows the overall carbon dioxide emissions from hydrogen powered cars can be higher than that from petrol or diesel powered vehicles. (<a href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/business/6154212.stm">bbc</a> 2006)</p>
<p>Even with aggressive research, the hydrogen fuel-cell vehicle will not be better than the <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hybrid_electric_vehicle">diesel hybrid</a> (a vehicle powered by a conventional engine supplemented by an electric motor) in terms of total energy use and greenhouse gas emissions by 2020, says a study recently released by <a href="http://web.mit.edu/newsoffice/2003/hydrogen-0305.html">MIT's Laboratory for Energy</a> and the Environment (LFEE).</p>
<p>Current methods of producing hydrogen from oil and coal produce substantial carbon dioxide. Unless and until this carbon can be captured and stored, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Renewable_fuel">renewable</a> (wind or solar) and nuclear power, with their attendant problems of supply and waste, are the only means of producing hydrogen without also producing greenhouse gases. Alex Farrell, assistant professor of energy and resources at UC Berkeley, said.</p>
<p>In addition, Farrell points out that setting up a completely new infrastructure to distribute hydrogen would cost at least $5,000 per vehicle. Transporting, storing and distributing a gaseous fuel as opposed to a liquid raises many new problems. More billions of dollars will be needed to develop hydrogen fuel cells that can match the performance of today's gasoline engines, he said.</p>
<p>Improvements to current cars and current environmental rules are more than 100 times cheaper than hydrogen cars at reducing air pollution. [...] If one goal is to reduce <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Greenhouse">greenhouse</a> gases, it would be cheaper, Farrell and Keith argue, to focus on reducing carbon dioxide emissions from electric power plants than to focus solely on hydrogen-powered vehicles.</p>
<p>"Hydrogen cars are an attractive vision that demands serious investigation, but it's not a sure thing" Farrell speculates that hydrogen has become attractive to people across the political spectrum in part because it doesn't challenge drivers to change their habits. It also doesn't challenge the auto industry to change its behavior, providing, instead, a subsidy for research that will lead to better cars whether they are hydrogen-powered or gasoline-powered.</p>
<p>Source: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hydrogen_car">wikipedia</a> - berkley.edu - <a>MIT</a> - <a>bbc</a> - <a href="http://www.sciencedaily.com/releases/2003/03/030311074526.htm">science daily</a><br />
.........................................................................................................................................</p>
<p>In molti stanno sostenendo che le prossime <a href="http://www.autoidrogeno.org/auto-idrogeno.htm">automobili ad Idrogeno </a>saranno l'ennesima fregatura per gli automobilisti, mi aggiungo al coro e spiego il perché dopo la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benzina_verde">benzina Verde</a> e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marmitta_catalitica">marmitta Catalitica</a> ci sia appresta a "fare girare l'economia" a nostre spese e a spese dell'ambiente.</p>
<p>Non hanno senso le macchine ad Idrogeno. [...] per scindere l'acqua (H2O) in Idrogeno più Ossigeno ci vuole energia, il metodo alternativo è il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reforming">reforming</a> che usa gli idrocarburi (petrolio) oppure il carbone per "creare" l'Idrogeno.</p>
<p>Nel caso della scissione dell'acqua si possono usare due tipi di forme di energia, una e di tipo rinnovabile (eolico, solare, idraulico) e l'altro tipo è non rinnovabile ovvero inquinante sotto forma di emissioni di gas serra o di scarti radioattivi. In entrambi i casi <a href="http://www.scienzaesperienza.it/news/new.php?id=0093">produrre Idrogeno costa</a>, si butta via una fetta sostanziosa di energia come succede in tutte le conversioni. Il fatto grave è che in questi casi si passa, come stadio intermedio, per l'energia elettrica prima di scindere l'acqua. </p>
<p>Se si usano energie rinnovabili per produrre elettricità e poi Idrogeno è molto più conveniente immetterle nella rete elettrica con un immediato risparmio di petrolio e di carbone oltre che di centrali nucleari, con miglioramento del nostro ecosistema compromesso dai <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_serra">gas serra</a>. Se si "crea" Idrogeno allora si spreca una parte di questa energia pulita (dovrebbe essere circa il 25% di spreco che finiscono indirettamente in CO2), la conseguenza è l'inquinamento dell'aria in quanto verrà soppiantata da energia "sporca".</p>
<p>Se non si usano energie rinnovabili allora si usa il processo di reforming dal petrolio oppure dal carbone (oppure si usa l'energia elettrica prodotta col nucleare). I rendimenti sono sul 75% o peggiori nel caso del carbone, questo significa che utilizzare l'Idrogeno nelle nostre autovetture comporta un uso di petrolio analogo a quello che usiamo adesso sotto forma di benzina, che significa dover cambiare automobile per non cambiare nulla.</p>
<p>Il nostro ambiente ha invece una immediata necessità di disintossicarsi dall'anidride carbonica che è troppa e sta cambiando le temperature del pianeta, non ha senso questo marketing della macchina ecologica che non è ecologica perché inquina come le altre anche se dai tubi di scappamento esce acqua. </p>
<p>Senza essere catastrofisti si potrebbe almeno fare il possibile e cioè non inquinare ulteriormente l'ambiente per seguire la necessità di fare profitti da parte delle ditte che costruiscono automobili. L'unica utilità dell'Idrogeno è spostare l'inquinamento dalle città agli impianti di produzione dell'Idrogeno, queste centrali a petrolio inquineranno e nessuno le vorrà e come al solito ci saranno difficoltà ad avere una centrale inquinante dietro casa.</p>
<p>Esistono invece proposte migliori sotto l'aspetto della riduzione dell'inquinamento, esistono macchine come quella della <a href="http://www.toyota.it/toyota/gamma/prius/welcome/index.html">Toyota (Prius)</a> che hanno efficienze elevatissime e funzionano a benzina, il costo è sui 25.ooo€ e consumano circa 1 litro per fare più di 17 Km in ciclo urbano o extraurbano (caratteristiche di Quattroruote). Il principio di funzionamento è abbastanza semplice e si basa su una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Auto_elettrica">alimentazione ibrida elettrica e benzina</a> ma in sostanza l'alimentazione esterna è solo a benzina. Hanno un inquinamento ambientale molto ridotto per via del particolare motore a benzina adottato (a combustione magra), è pronta per il prossimo standard sull'inquinamento stabilito a livello europeo.</p>
<p>Links: <a href="http://www.martines.org/idrogeno.html">martines</a> - <a href="http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?act=Print&#38;f=195209&#38;t=12114300">energie rinnovabili</a> - <a href="http://www.kensan.it/articoli/Automobili_a_Idrogeno.php">kensan</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Biocombustibili]]></title>
<link>http://fer3a.wordpress.com/?p=112</link>
<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 01:02:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>fer3a</dc:creator>
<guid>http://fer3a.wordpress.com/?p=112</guid>
<description><![CDATA[Leggo spesso articoli sull&#8217;ambiente; i biocombustibili sono spesso indicati come combustibili ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fer3a.files.wordpress.com/2008/04/biocombustibili.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-113 alignleft" style="float:left;" src="http://fer3a.wordpress.com/files/2008/04/biocombustibili.gif" alt="biocombustibili" width="238" height="238" /></a>Leggo spesso articoli sull'ambiente; i biocombustibili sono spesso indicati come combustibili ecologici che dovrebbero limitare l'effetto serra e ridurre la CO2 in atmosfera. Mi piacerebbe davvero molto se fosse davvero così!! In realtà la loro combustione genera CO2 proprio come l'uso dei combustibili fossili e contribuisce a riscaldare il pianeta. Il vantaggio è che vengono prodotti dalle coltivazioni, quindi è un energia rinnovabile che alla lunga potrebbe liberarci dalla attuale dipendenza dal petrolio. Basta e avanza come motivazione per investirci in studio e ricerca ma non ci salveranno di sicuro dall'effetto serra. Poi la FAO (l'organizzazione delle nazioni unite che combatte la fame del mondo) denuncia il fatto che queste coltivazioni tolgono spazio alle altre destinate a sfamare i poveri. Un pieno medio di etanolo ad esempio equivale a <!--more-->circa 230Kg di mais consumato per produrlo. Sarà maggiore la fame di energia dei paesi industrializzati o quella di cibo dei paesi destinati a produrre i biocombustibili? Io vedo i biocombustibili come un passo verso un mondo più indipendente dal petrolio ma non certo un mondo meno inquinato.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Biologico, dovete saperlo!]]></title>
<link>http://wladipedia.wordpress.com/?p=489</link>
<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 16:18:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>wladipedia</dc:creator>
<guid>http://wladipedia.wordpress.com/?p=489</guid>
<description><![CDATA[Ecco qualcosa che tutti DOVREMMO SAPERE!
Ecco cosa tutti dovete sapere, senza riassumere, senza salt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ecco qualcosa che tutti DOVREMMO SAPERE!</strong></p>
<p>Ecco cosa tutti dovete sapere, senza riassumere, senza saltare nulla. Non saperlo è male tanto quanto saperlo ed ignoralo. E verrete puniti da me.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-decoration:underline;">Il prologo (ma non fermatevi a questo, il filmato completo è il secondo):</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/SIo2J7DY51k'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/SIo2J7DY51k&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:left;">Le scelte dei nostri acquisti e dei prodotti biologici non cambia solo il futuro dell' ambiente, ma aiuta gli allevatori, il nostro borsello, e la nostra salute; cambia il futuro della politica! Troppi credono che un pomodoro biologico contenga le stesse sostanze di un pomodoro coltivato con agricoltura intensiva e chimica. I terreni sterili coltivati chimicamente rappresentano 1/3 dell'effetto serra e non potranno produrre in modo naturale per decenni. Piu del venti percento del prodotto consumabile viene buttato negli inceneritori. Guardate il filmato, tutto.</p>
<p style="text-align:center;">
<h3 style="text-align:center;"><a href="http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5e23%5e74752,00.html" target="_blank">Ecco il filmato completo!</a></h3>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5e23%5e74752,00.html" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-492" src="http://wladipedia.wordpress.com/files/2008/04/biologico.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align:left;">Grazie della visione.</p>
<p style="text-align:left;">P.S. <a href="http://www.arezzoweb.it/notizie/speciale.asp?anno=2008&#38;idnotizia=9496" target="_blank">Ad Arezzo: <em>[...] Gli addetti ai lavori parlano di "filiera corta", cioè della riduzione dei passaggi dei prodotti dalla terra alla tavola. Il "Mercatale" rappresenta quindi un importante sostegno al consumo delle produzioni biologiche e di qualità del territorio aretino. [...] La scelta del sabato della Fiera ha ovviamente una duplice valenza [...]</em></a></p>
<p style="text-align:center;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ecocho: the eco search engine]]></title>
<link>http://brainalert.wordpress.com/?p=32</link>
<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 21:22:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>brainalert</dc:creator>
<guid>http://brainalert.wordpress.com/?p=32</guid>
<description><![CDATA[
Ecocho is a new search engine trying to make a difference for climate change.
For every 1000 search]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecocho.com"><img class="alignnone size-medium wp-image-33" src="http://brainalert.wordpress.com/files/2008/04/immagine-12.png?w=450" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p><a href="http://www.ecocho.com">Ecocho</a> is a new search engine trying to make a difference for climate change.<br />
For every 1000 searches users make on Ecocho we'll counter balances or "offset" up to a ton of greenhouse gases. We do this by sponsoring two trees via advertising on the site.</p>
<p>Ecocho is a free service, and it's one of the easiest ways people can change everyday behaviour to make a positive impact on the environment.</p>
<p>It allows you to search the web using your favourite search engine technology (Yahoo or Google) and reduce greenhouse gases as you do it.</p>
<p>* Each time you use ecocho as your search engine, you'll be helping to slow climate change.</p>
<p>* How? For every 1000 searches that users make on ecocho.com, up to two trees will be grown to offset carbon pollution emissions</p>
<p>* Switching to ecocho.com doesn't alter or slow your search. Search results are displayed via technology you already know and trust - Yahoo and Google</p>
<p>*  The service is multi-lingual and is being rolled out globally.</p>
<p>* Yahoo and Google have both given their support to the project, contributing the search results for the site</p>
<p>A thousand searches on Ecocho allow us to buy enough carbon offset credits to remove 1 ton of CO2 from the atmosphere. This works out at two trees spending a year sucking CO2 from the atmosphere as they grow, which makes us very happy.</p>
<p><a href="http://www.ecocho.com"><img class="alignnone size-medium wp-image-34" src="http://brainalert.wordpress.com/files/2008/04/immagine-24.png?w=450" alt="" width="450" height="171" /></a></p>
<p>Mentre gli utenti di internet ricercano informazioni sui motori di ricerca qualcuno pianta alberi per compensare l'emissione di gas serra e combattere il carbonio nell'aria. È l'idea rivoluzionaria che sta alla base di Ecocho, il primo motore di ricerca ecologico del mondo.</p>
<p>Nato in Australia, da oggi Ecocho è attivo anche in Italia (e in altri tredici Paesi): lavora sui due principali motori di ricerca, Google e Yahoo!, e promette di piantare due alberi ogni mille ricerche.</p>
<p>"Se riuscissimo a catturare anche solo l'1% del traffico – analizza Macdonald - potremmo contribuire in modo significativo ad abbassare il pericoloso impatto di gas nocivi che vengono emessi ogni giorno."</p>
<p>Per utilizzare Ecocho basta collegarsi al sito <a href="http://www.ecocho.com">www.ecocho.com</a>: oltre all'albero "Cho Cho", simbolo dell'innovativo portale, si trova la barra per le ricerche, sotto la quale ci sono i due motori di ricerca. Basta cliccare su Yahoo! o su Google per selezionare il preferito.</p>
<p>"Ecocho è un servizio gratuito che non modifica o rallenta i risultati delle ricerche in quanto gli utenti si avvalgono di tecnologie che già conoscono bene e che sono affidabili, come Yahoo! e Google".</p>
<p>Ecocho ha come obiettivo di reinvestire il 70% del fatturato del proprio sito in crediti di emissioni di carbonio e "nel momento in cui il sito inizierà a prendere piede – assicura il fondatore - inizieremo a supportare progetti simili correlati all'emissione di carbonio anche in altri stati e Paesi".</p>
<p>Source: <a href="http://www.ecocho.com/lang_en/whats-ecocho.php">ecocho</a> - <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/04/echocho-motore-ricerca-verde.shtml?uuid=1185f7cc-0afc-11dd-abd3-00000e251029&#38;DocRulesView=Libero">sole24ore</a></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
