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	<title>dialettica-dellilluminismo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "dialettica-dellilluminismo"</description>
	<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 07:42:04 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[L'Industria Culturale]]></title>
<link>http://fiak.wordpress.com/2007/09/23/lindustria-culturale/</link>
<pubDate>Sun, 23 Sep 2007 18:40:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>fiak</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il termine Industria Culturale viene creato da Adorno ed Horkeimer per definire la produzione del ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine <em>Industria Culturale</em> viene creato da Adorno ed Horkeimer per definire la produzione del materiale d'intrattenimento della società massificata.</p>
<p><img src="http://fiak.wordpress.com/files/2007/09/horkheimer1.png" alt="Horkheimer" height="254" width="194" /><img src="http://fiak.wordpress.com/files/2007/09/adorno.gif" alt="adorno" height="257" width="256" /></p>
<p>Il tema dell'<em>Industria Culturale </em>ritorna in quasi tutta la produzione dei due filosofi, ed è presente anche in alcuni interventi dell'altro grande esponente della Scuola di Francoforte Marcuse, ma l'argomento viene trattato con maggiore chiarezza nella terza parte di <em>"Dialettica dell'Illuminismo" </em>intitolata <em>"L'Industria Culturale - Quando l'Illuminismo Diventa Mistificazione di Massa." </em>(1947) del già citato Adorno.</p>
<p><!--more--><br />
Agli albori della sua ricerca Adorno utilizza il termine <em>cultura di massa </em>ma in seguito, per rendere meglio la posizione dell'utente - oggetto e non soggetto di tale cultura, conia la famosa espressione <em>Industria Culturale</em>. Carattere base dell'<em>Industria Culturale</em> è una <em>"preordinata integrazione, dall'alto, dei suoi consumatori."</em></p>
<p>Adorno inserisce nella propria critica anche i <em>Mass-Media </em>essi sono fondamentali allo sviluppo dell'<em>Industria Culturale.</em> Infatti i <em>Mass-Media</em> non sono degli strumenti neutrali, riempiti, in seguito, di contenuti ideologici ma sono degli strumenti ideologici per definizione. Infatti l'<em>Industria Culturale</em> contemporanea (Adorno scrive nel lontanissimo 1947) risulta qualificata dalle tecniche espressive usate.</p>
<p>Imperativo categorico dell'<em>Industria Culturale </em>è: <em>"Devi adattarti , senza specificare a che cosa; adattarti a ciò che immediatamente è, ed a ciò che, senza riflessione tua, come riflesso della potenza e onnipotenza dell'esistente, costituisce la mentalità comune." </em>Infatti, secondo Adorno, il cinema contemporaneo (ovvero dell'47) provoca un blocco delle facoltà critico-riflessive dello spettatore, il quale è portato ad identificarsi totalmente con il film.</p>
<p>Il divertimento è <em>"una sorta di prolingamento del lavoro nell'epoca del tardo capitalismo" </em>poichè il blocco delle facoltà critico-riflessive porta ad un'estraneazione simile a quelle provocata dal lavoro. In questo modo l'atrofia mentale assale il lavoratore - spettatore provocando uno stordimento psichico-funzionale alle esigenze del sistema capitalistico. In questo sistema, infatti, <em>"divertirsi significa essere d'accordo." </em></p>
<p>Climax e male tra i mali dell'<em>Industria Culturale</em> è la pubblicità che circonda l'oggetto in questione di una serie di qualità e simboli per lo più illusori, che non hanno nulla a che fare con l'oggetto stesso, ma che il consumatore, inevitabilmente, confonde con esso.</p>
<p>Secondo Adorno, l'intero sistema capitalistico, continua a sopravvivere solo grazie alla massificazione <em>istupidente</em> dei media, in quanto l'<em>Industria Culturale </em>non fa altro che trasmettere le ideologie vitali per il sistema stesso.</p>
<p>Il grande mostro dell'<em>Industria Culturale</em> viene così descritto da Adorno nel lontano 1947. Adorno parla dei film in bianco e nero prodotti dalle grandi major americane e dei caroselli che avevano luogo prima deei film al cinema. Nell'analisi di Adorno sono completamente assenti la televisione, i dischi in vinile, i films a colori, le VHS, i cd-audio, internet, i dvd e gli mp3. Per non parlare poi dei talk-show, dei reality-show e delle fiction. Adorno definì istupidente l'operazione dei mass-media dell'47, non oso pensare cosa avrebbe detto della nostra televisione o, peggio ancora, di coloro che parlano solo della nostra televisione.</p>
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