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	<title>devoto-marmugi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/devoto-marmugi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "devoto-marmugi"</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 07:01:00 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Una delle tante prime volte 2]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/09/24/una-delle-tante-prime-volte-2/</link>
<pubDate>Mon, 24 Sep 2007 10:03:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il ranocchio
&nbsp;

&nbsp;
(è un po&#8217; cresciuto rispetto alla foto, ma sempre ranocchio è) s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il ranocchio</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><a href="http://egolalia.wordpress.com/2007/09/24/una-delle-tante-prime-volte-2/ranocchio-soddisfatto/" rel="attachment wp-att-72" title="ranocchio soddisfatto"><img src="http://egolalia.wordpress.com/files/2007/09/rana-satisfecha.thumbnail.JPG" alt="ranocchio soddisfatto" /></a></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">(è un po' cresciuto rispetto alla foto, ma sempre ranocchio è) stamani non voleva andare al nido.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">Il risultato della <strong>batrachiaromachia</strong> è scontato, ma la lotta è stata all'ultimo sangue. Marlonbrando è arrivato all'asilo con una faccia che più truce non si può. Le maestre hanno capito l'andazzo e hanno iniziato a vestire i bambini per portarli fuori. Lui è salito su un triciclo, si è diretto verso gli scivoli e mi ha guardato così:</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><img src="http://www.ilpotereelagloria.it/images/immagini/BrandoM.jpg" alt="Fronte del PaRco" height="226" width="180" /></p>
<p>lanciandomi un'occhiata da <em><strong>Fronte del parco</strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Precetti gnomici]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/?p=204</link>
<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 09:04:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Quando andavo alle elementari una delle mie barzellette preferite era la seguente:
- Cosa dice lo g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://locosporlatele.net/images/cnboo/david.JPG" alt="" width="262" height="217" /></p>
<p>Quando andavo alle elementari una delle mie barzellette preferite era la seguente:</p>
<p>- Cosa dice lo gnomo alla gnoma?<br />
- Gnamo.</p>
<p>E cosa ho sentito dire stamani dallo gnomo (ipertrofico) figlio di uno spagnolo, alla gnoma (sospirante e con le scarpe di vernice)?</p>
<p align="justify"><!--more continua a leggere...--></p>
<p>- <em>GNAMOS.</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dai diamanti non nasce niente...]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/?p=184</link>
<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 08:39:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
<guid>http://egolalia.wordpress.com/?p=184</guid>
<description><![CDATA[
In tedesco esiste una parola meravigliosa, Trümmerliteratur. E&#8217; meravigliosa a causa di e no]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://todrownarose.blog.dada.net/archive/images/macerie.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align:justify;">In tedesco esiste una parola meravigliosa, <strong><em>Trümmerliteratur</em></strong>. E' meravigliosa a causa di e nonostante tutto quello che implica, diciamo che è soprattutto meravigliosa a posteriori. <em>Trümmer </em>vuol dire macerie, rovine, frantumi, in senso lato anche spazzatura e la <em>Trümmerliteratur </em>è la letteratura che è sorta nel dopoguerra, a seguito della dittatura nazista. E' la letteratura della rinascita culturale di un paese che non ha avuto nemmeno modo di nascondersi dietro alla Resistenza, la letteratura di chi ha ricominciato da capo dopo un periodo di cui non si poteva salvare nulla. Noi abbiamo avuto il <em>Neorealismo</em>, che personalmente ritengo una delle più belle e appassionanti invenzioni  italiane, ma è tutta un'altra cosa. Abbiamo puntato tutto sull'aderenza alla realtà, terribile quanto vi pare, ma a una realtà nuova (anche se per modo di dire). I tedeschi invece hanno creato una letteratura dalle macerie, dai resti della barbarie, hanno fatto davvero nascere i fiori dal letame.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco, per me questa batosta elettorale dovrebbe dare la spinta a una <em>Trümmerpolitik </em>che abbia davvero la forza di ripartire non da zero, ma dalla desolazione con cui ci guardiamo in faccia dal panettiere, dal dentista, mentre portiamo i bambini a scuola e il cane dal veterinario.</p>
<p style="text-align:justify;">E' stata una sconfitta radicale, totale e distruttiva. E' inutile stare qui a disquisire se è più colpa del Partito Democratico o della Sinistra Arcobaleno. E' colpa di tutti in ugual misura, perché non ci siamo messi d'accordo. E' vero come diceva anni fa Bertinotti che non è possibile sommare le pere e le mele. E' difficilissimo tenere unita una coalizione che va dalla Binetti (la Binetti, giuro, io quella donna la sogno la notte e mi sveglio con le ferite da cilicio) a Turigliatto, però con un minimo d'impegno si può fare.</p>
<p style="text-align:justify;">L'unica cosa bella della terribile ideologia del <em>ma anche</em> - tipica, tipicissima italiana - è l'apertura al dialogo. Vediamo di metterla in pratica d'ora in avanti e di non pestarci i piedi per le minime cose.</p>
<p style="text-align:justify;">Dobbiamo ripartire prima di tutto da una nuova classe politica. Il PD almeno un minimo sforzo l'ha fatto, ma non basta. Se il vento fischiava ora fischia più forte e si deve portare via tutti gli sconfitti, come succede sempre nelle democrazie che sono tali davvero.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi dobbiamo ripartire da quel <em><strong>Non perdiamoci di vista</strong> </em>detto a San Giovanni qualche anno fa. Purtroppo ci siamo persi di vista perché ci è mancato il collante unico di quell'esperienza, e cioè - come abbiamo detto<a title="il blog di Weingarten" href="http://farfadet.splinder.com/post/16736669/Aveva+ragione+don+Mariano+Aren"> qua</a> - il <strong><em>non-con-luismo</em></strong>. Quel collante non è stato un punto di partenza, ma un punto di arrivo, e appena Berlusconi se n'è andato, ci siamo sparpagliati e impegnati di nuovo nelle nostre dispute da orticello.</p>
<p style="text-align:justify;">Ripartiamo da quello, adesso che ce n'è di nuovo bisogno, per costruire un'alternativa chiara.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quelli che distinguono parole da parole]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/?p=160</link>
<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 13:48:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
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<description><![CDATA[
marlonbrando non è che sia così portato per la favella. è un tesoro, affettuoso al punto giusto,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.edixxon.com/computerstory/img/pics/pic_1139_113.jpg" height="313" width="228" /></p>
<p align="justify">marlonbrando non è che sia così portato per la favella. è un tesoro, affettuoso al punto giusto, sveglio, simpatico, molto attivo e movimentato, ma non è molto precoce nel parlare.</p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify">oggi, alla veneranda età di 19 mesi, ha un bagaglio lessicale composto da una ventina di termini, di cui poco più della metà in italiano e il resto in spagnolo. italiano e spagnolo tutti suoi, sia detto per inciso.</p>
<p align="justify"><b>mamma</b> lo disse che ancora non aveva 5 mesi<br />
<b> babba/papà</b> sui sette<br />
nel frattempo aveva iniziato a chiamarmi <b>iaia</b>, perché non gli tornava di usare una parola diversa dal resto del mondo, e poi non sopportava che io chiamassi 'mamma' mia madre<br />
<b> pappa</b> e <b>no</b> vennero poco dopo<br />
<b> agua/acqua</b> verso i nove<br />
<b>cacca</b> prima di compiere un anno, così come <b>cocco/etta</b>, ossia biscotto o galletta<br />
<b>zazzà</b>, che è il ritornello di <i>Bartali </i>di Paolo Conte, indicava la musica in generale<br />
e lì si è fermato per un bel po'.</p>
<p align="justify"> in seguito si è prodotto in <b>ecco</b>, con le varianti eccolo/eccola<br />
<b>susso</b>, poi diventato un chiaro <b>ciuccio</b><br />
dimostra di essere educato come il padre, perché non se lo mette mai in bocca senza aver prima chiesto il permesso. lo prende, mi guarda con sguardo complice e dice: "<b>mamma, ciuccio?</b>". quando gli dico di no, non si dà per vinto, e continua con la perorazione "<b>mamma, ciuccio?</b>", fingendo un'espressione sempre più complice. poi sbatte gli occhioni da bambi e arriva quasi a sfoggiare il proverbiale <i>labbrino</i>. però fino a che non gli do il permesso non lo mette in bocca. a volte andiamo avanti per ore.</p>
<p align="justify"><b>asta</b>, che deriva dallo spagnolo <i>canasta</i>, ossia canestro, e indica qualsiasi tipo di sport, sia praticato da lui medesimo in persona, che visto in televisione<br />
<b>nanna</b>, che è sua zia Anna, mentre la maestra del nido <b>Anna</b> la chiama col suo nome<br />
<b>anco</b> è Danko, il pitbull dei vicini (mentre Pulcinea e la nonna le dà per scontate e non le chiama mai)<br />
<b>pappe/patos</b> sono le scarpe o <i>los zapatos</i> (da tempo una sua fissazione), mentre <b>orro</b> è il cappello, <i>gorro</i> in spagnolo (è già schiavo della moda, come la mamma)<br />
<b>oh-oh</b> è il cavallo, dalla celebre canzone di Vecchioni
</p>
<p align="justify">sa fare i versi di tutti gli animali, ippopotamo e giraffa compresi. qualche settimana fa mi ha portato una mucca e ha detto <i>muuuh</i>, poi ha aperto un libro su un bradipo e mi ha detto <i>braaaah</i>.</p>
<p align="justify">poi, e in questo si nota già la tendenza all'ingegneritudine, si esibisce in una galleria di personaggi di Guerre stellari, ossia<br />
<b>tittì</b> = R2d2 e accompagna il gorgoglio con dei movimenti che imitano quelli del robot<br />
<b>abba</b> = Jabba the Hut e fa finta di mangare insetti<br />
<b>ade</b> = Darth Vader e ne imita perfettamente il rantolo<br />
<b>luc</b> = Luke Skywalker
</p>
<p align="justify">se poi gli si chiede come si chiama, ripete <b>luc</b> fino allo sfinimento.  non credo che sia perché ha capito che quello è davvero il suo cognome, penso piuttosto che abbia ereditato dalla madre una certa mitomania.</p>
<p align="justify">da una settimana a questa parte ha imparato le parole magiche: <b>AZIE</b> e <b>P'FORE </b>e non ha più dubbi: il mondo da adesso in poi sarà ai suoi piedi.</p>
<div align="justify"></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tratuttologi o tratuttori?]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/11/28/tratuttologi-o-tratuttori/</link>
<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 16:17:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
<guid>http://egolalia.wordpress.com/2007/11/28/tratuttologi-o-tratuttori/</guid>
<description><![CDATA[Sono talmente alla frutta che non riesco più nemmeno a mettere insieme un neologismo. Che viene fuo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Sono talmente alla frutta che non riesco più nemmeno a mettere insieme un neologismo. Che viene fuori dall'unione di <em>traduttore </em>e <em>tuttologo</em>? Tratuttologo? Tratuttore? Resto nel dubbio e mi spiego.</p>
<p align="justify"><img src="http://www.mclink.it/mclink/cinema/POTEMK.gif" height="240" width="166" /></p>
<p align="justify">(il film non c'entra nulla, ma la locandina serve a darmi un contegno intellettuale)</p>
<p><!--more continua a leggere...--></p>
<p align="justify">Un traduttore deve intendersi di tutto. Di tutto, sì, perché capita davvero che si debbano tradurre le cose più disparate,  non sempre a partire dalla stessa lingua ma sempre verso la propria. Per esempio, nel giro di poco più di un mese sono passata dal gergo tremetrisopralvampiresco alla terminologia relativa ai giochi di ruolo dal vivo (manca poco che mi svegliavo di notte urlando "La forza lunare sia con te..."), passando per il fondamentale vocabolario acquariofilo (un articolo sui pesci lima), il marketinghese di una brochure promozionale della Fiera di Monaco, gli slanci lirici della biografia di un musicista fallito e l'aria fritta di un paio di recensioni d'arte. Gli ultimi scampoli d'assenza li ho poi riempiti scervellandomi sul modo migliore per tradurre argutissime citazioni di Mae West (purtroppo della diva mi è rimasto solo l'atteggiamento) e intrecciare trame, orditi e armature in un illustrato sugli elementi decorativi dei tappeti indiani. Adesso mi aspettano Rilke in giro per Venezia e un bel giallone con storia d'amore incorporata e viaggio a ritroso nel tempo. E l'articolo feuillettonistico su Brecht e Biermann non da tradurre, ma da scrivere di sana pianta. In tedesco.</p>
<p align="justify">Come diceva Salvatore nel Nome della Rosa? <em>Sputa me s'il vous plait. Pciù. Thank you. </em>Devo ricordarmi che finisce sul rogo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Boyscout, zucche e ventolin]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/10/30/boyscout-zucche-e-ventolin/</link>
<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 14:08:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Chi come me è appassionato del Batman anni &#8216;60 sa che il motto dei boy-scout è essere sempr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sta-bw.de/images/CIMG1577_2337,,,,.jpg" alt="Estete parati" align="bottom" height="222" width="290" /> Chi come me è appassionato del Batman anni '60 sa che il motto dei boy-scout è <strong>essere sempre pronti<em> </em></strong>(i perfettini <em>sabelotodo</em> saranno lì pronti a ricordarci che in latino è <strong>estote parati</strong>, stavolta li frego). A me i boy-scout sono sempre stati antipatici, ma non è per questo che non sono mai pronta a nulla.</p>
<p>Negli anni in cui ho vissuto in Germania, era una tragedia.</p>
<p><!--more continua a leggere...--></p>
<p align="justify">Le mie amiche il 20 di ottobre avevano già prenotato le zucche. Tre settimane prima di Pasqua avevano già la casa piena di uova dipinte e rami di pesco in fiore. Il peggio di sé lo davano a Natale, ma mi riservo di parlarne un'altra volta.</p>
<p align="justify">In Germania erano sempre tutti pronti perché per loro quello che conta è l'atmosfera, o meglio l'intraducibile <em>Stimmung</em>, una via di mezzo tra sentimento, stato d'animo e suggestione. L'elemento decorativo che più contribuisce alla <em>Stimmung</em> è la candela. Profumata, a forma di fiore di loto, di quelle che si ripiegano su se stesse, a palla, meglio se quasi consumata, una candela in una casa tedesca non manca mai. Serve a creare un ambiente <em>gemütlich</em>, altra parola intraducibile che va dal comodo, all'accogliente, all'intimo, al raccolto. Senza candele i tedeschi non vivono.</p>
<p align="justify">Io di solito le zucche le mangio, di farci i pupazzini non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello. A Pasqua mi basta vedere in lontananza un fiore che smoccolo alla ricerca del Ventolin. Per Natale da piccola cantavo "I'm dreaming of a wild Christmas" e ci credevo davvero. E soprattutto odio la puzza, il fumo e l'appiccicume delle candele.</p>
<p align="justify">Ecco perché non sono sempre pronta.  E poi, se lo fossi, avrei studiato ingegneria.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Wundertüte e Strudel (ja Kartoffel e Weltanschauung)]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/10/11/wundertute-e-strudel-ja-kartoffel-e-weltanschauung/</link>
<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 10:05:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Wundertüte è una di quelle parole tedesche, meravigliose e intraducibili, che tanto mi affascinano]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>Wundertüte</em> è una di quelle parole tedesche, meravigliose e intraducibili, che tanto mi affascinano. O meglio, una traduzione ci sarebbe anche, “sacchetto delle meraviglie” o “borsa piena di sorprese”, ma vuol dire tutto e nulla.In Germania invece è un contenitore - in genere a forma di cono - pieno di dolciumi e piccoli giochi, che viene regalato ai bambini il primo giorno di scuola.</p>
<p align="justify"><img src="http://www.wehmeyer-druck.de/images/produkte_verpackung_4.jpg" alt="Wundertüte" height="220" width="180" /> Il dring, che ha frequentato una <em>deutsche Schule</em> in Spagna, mi ha detto che in genere gli alunni delle ultime classi li preparano alle matricole, ma non so se è così dappertutto.</p>
<p align="justify">Da quando ci siamo iscritti a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) ogni mercoledì andiamo a ritirare tutti i nostri prodotti biologici: latte, yogurt, formaggi, frutta, pane e una borsa contenente verdure di stagione miste. Io pago tutte le settimane 5 euro e mi consegnano un bel sacchettone con l’insalata appena colta, le zucchine, le carote, le patate, i finocchi, i cetrioli, i ravanelli, ma anche verdure che per me crescevano su Marte, tipo la verza, il cavolo nero, la rapa bianca (lo ammetto: l’ho usata per fare un centrotavola!) e la barba di frate. Ogni settimana ci lasciamo sorprendere e apriamo ansiosi il sacchetto magico che, ovviamente, abbiamo ribattezzato <em>Wundertüte. </em></p>
<p align="justify"><!--more continua a leggere...--><br />
La settimana scorsa, tra le altre cose, abbiamo trovato due belle zucchette <img src="http://www.gimp-werkstatt.de/pfadwerkzeug/kuerbis_trans.gif" height="100" width="75" /> , che io ho subito utilizzato per inventare - alla faccia di chi pensa davvero che io cucini le pesche coi fagioli - un bello <strong>Strudel di zucca e salsiccia</strong>.</p>
<p align="justify">Ingredienti per la pasta: <font size="-1">130 gr. farina, 1 cucchiaio di olio, un pizzico di sale e un po’  di acqua.</font></p>
<p align="justify">Ingredienti per il ripieno: una zucchetta, una cipolla, un po’ di noce moscata di Ceylon (insomma, la mia è di Ceylon, me l’ha portata la mia scenografa di soap preferita), una salsiccia, un uovo (solo il rosso), olio e sale.</p>
<p align="justify">Impastare gli ingredienti della pasta fino a che non sono ben amalgamati e lasciar riposare una mezzora in un luogo fresco. Nel frattempo far soffriggere la cipolla, aggiungere la zucca tagliata a dadini, un po’ di sale e la noce moscata. Tagliare la salsiccia a pezzi e buttarla nella padella solo a fuoco spento (altrimenti si cuoce troppo). Stendere la pasta, versare la farcia sulla parte centrale della sfoglia e chiudere i due lembi uno sull’altro. Spennellare la superficie con il rosso d’uovo e cuocere a 180° per 45 minuti.</p>
<p align="justify">Questa settimana ho trovato un sedano-rapa (che carlathustra continua a chiamare inspiegabilmente cavolo-palla), vediamo cosa produrrà la mia fantasia perversa!</p>
]]></content:encoded>
</item>

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