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	<title>delinquenti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/delinquenti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "delinquenti"</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 06:28:21 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[INTERCETTAZIONI, APPLICHIAMO IL COMMA 22]]></title>
<link>http://filcusum.wordpress.com/?p=182</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 06:35:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>filippo cusumano</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Un giornalista, intervenendo in una trasmissione televisiva sul tema delle intercettazioni,  ha det]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="clearfix img_container left" style="width:122px;"><img class="image thumbnail" src="http://www.fainotizia.it/files/images/comma22.thumbnail.jpg" border="0" alt="comma22.thumbnail.jpg" width="120" height="184" /></div>
<p>Un giornalista, intervenendo in una trasmissione televisiva sul tema delle intercettazioni,  ha detto in maniera molto netta che non gli interessa la privacy di un chirurgo capace di rovinare i suoi pazienti.</p>
<p>Qui sta il vero nodo della vicenda intercettazioni.</p>
<p>Nessuno può pensare, nel momento in cui lede il diritto di un'altra persona, di farsi forte del suo diritto alla privacy.</p>
<p>Nei giorni scorsi ho trovato in rete nei forum e nei blog moltissimi commenti, provenienti sia da destra che da sinistra, il cui leit motiv è il seguente:</p>
<p><strong> " Non mi importa se mi intercettano: non ho nulla da nascondere e nulla di cui vergognarmi!"</strong></p>
<p>Secondo me è come il famoso <strong>Comma 22</strong></p>
<p>Nel 1961 uscì un libro che parlava dei piloti degli aerei di guerra americani durante il periodo dei bombardamenti in Italia.</p>
<p>Il libro  riportava i regolamenti cui i piloti erano soggetti, e fra questi due articoli contraddittori:</p>
<ul>
<li><em>Articolo 12, Comma 1</em><br />
<strong> L'unico motivo valido per chiedere il congedo dal fronte è la pazzia.</strong></li>
<li><em>Articolo 12, Comma 22</em><br />
<strong> Chiunque chieda il congedo dal fronte non è pazzo.</strong></li>
</ul>
<p>Beh, anche per le intercettazioni dobremmo avere una specie di Comma 22.</p>
<p>Che potrebbe suonare più o meno così:</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>L'unico che ha diritto ad  non essere intercettato è la persona onesta.</strong></span></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Chiunque pretenda di non essere intercettato non lo è.</span></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trenta anni di galera]]></title>
<link>http://ugualiamori.wordpress.com/?p=399</link>
<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 15:57:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://ugualiamori.wordpress.com/?p=399</guid>
<description><![CDATA[Quel farabutto che ha ammazzato due persone ieri sera a Roma, ubriaco fradicio le ha colpite a Caste]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Quel farabutto che ha ammazzato due persone ieri sera a Roma, ubriaco fradicio le ha colpite a Castel Sant'Angelo, una è volata per 40 metri, l'altra è stata trascinata per 60 metri, quel delinquente che poi è scappato, però sono riusciti a prenderlo, quel rifiuto della società, non sta nemmeno in carcere, perchè il padre è ufficiale di polizia, anzi è pure consigliere di municipio, ed ha già cominciato a dire che il figlio è tanto buono e bravo, con tutto il video su YouTube in cui invece toglie le mani dal volante per accennare un ballo.</p>
<p align="justify">Ecco, io vorrei che Veltroni dicesse, forte e chiaro "Trenta anni di galera, trenta anni di galera, trenta anni di galera". Poi prometto che lo voto, anzi contribuisco pure alla campagna elettorale.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Domeniche di ordinaria follia]]></title>
<link>http://alphakappa.wordpress.com/2007/11/11/182/</link>
<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 14:13:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>AlphaKappa</dc:creator>
<guid>http://alphakappa.wordpress.com/2007/11/11/182/</guid>
<description><![CDATA[Accade che un gruppo di tifosi (tifosi o delinquenti?) laziali, diretti a Milano per la trasferta de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/11/dirette/sezioni/cronaca/a1/a1/index.html">Accade</a> che un gruppo di tifosi (<strong>tifosi o delinquenti?</strong>) laziali, diretti a Milano per la trasferta della propria squadra, che giocherà contro l'Inter, aggredisce in un autogrill della A1 un gruppo di juventini. Non so bene cosa sia successo dopo, ma anche questa volta ci è scappato il morto (un ragazzo laziale), <strong>probabilmente</strong> (secondo la versione di alcuni tifosi) per opera della pistola di un poliziotto. Ritornano alla mente i fatti di Catania, quelli del recente derby Juventus-Torino e quelli di tante domeniche di ordinaria follia trascorse dentro e, recentemente, fuori gli stadi. Senza voler pensare a ciò che successe a Genova durante il G8 di sei anni fa.</p>
<p>La riflessione è che dopo ciò che è avvenuto a Catania e la conseguente reazione del Governo in termini di decreti legge e repressioni, i tafferugli si siano spostati da dentro gli stadi a fuori, diventando ancora più incontrollabili. Evito di esprimere giudizi sul fatto di oggi (il colpo è di un poliziotto oppure no?), perché nulla ancora è stato accertato. Per come la penso io, la causa di tutto è l'<strong>ignoranza</strong> diffusa nel mondo del calcio, a partire dai tifosi-delinquenti, passando per gli organi di informazione, per arrivare fino a chi dirige, combinata con l'incapacità di reprimere e punire questo tipo di reati.</p>
<p><img src="http://static.technorati.com/x/static/img/graphicresources/icn-talkbubble.gif?1149714944" border="0" /> <a href="http://technorati.com/tags/Calcio" rel="tag">Calcio</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Gabriele-Sandri" rel="tag">Gabriele-Sandri</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Inter" rel="tag">Inter</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Lazio" rel="tag">Lazio</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Juventus" rel="tag">Juventus</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Tifoso-morto" rel="tag">Tifoso-morto</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Polizia" rel="tag">Polizia</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Hooligans" rel="tag">Hooligans</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Delinquenti" rel="tag">Delinquenti</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Tafferugli" rel="tag">Tafferugli</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Violenza" rel="tag">Violenza</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Stadi" rel="tag">Stadi</a>, <a href="http://technorati.com/tags/Partite" rel="tag">Partite</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PAOLO BERLUSCONI: L’EX MOGLIE CHIEDE IL SEQUESTRO DEI SUOI BENI]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2001/04/06/paolo-berlusconi-l%e2%80%99ex-moglie-chiede-il-sequestro-dei-suoi-beni/</link>
<pubDate>Fri, 06 Apr 2001 08:26:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2001/04/06/paolo-berlusconi-l%e2%80%99ex-moglie-chiede-il-sequestro-dei-suoi-beni/</guid>
<description><![CDATA[ PAOLO BERLUSCONI:
L’EX MOGLIE CHIEDE IL SEQUESTRO DEI SUOI BENI



Tutto è partito dall’affare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font face="Courier new, Arial"> </font><font size="5"><strong>PAOLO BERLUSCONI:</strong></font><br />
<font face="Courier new, Arial"></font><font size="5"><strong>L’EX MOGLIE CHIEDE IL SEQUESTRO DEI SUOI BENI</strong></font></p>
<p><font face="Courier new, Arial"><br />
</font>
</p>
<p align="justify"><font face="Courier new, Arial">Tutto è partito dall’affare discariche. Il <strong>Corriere della Sera</strong> scrive che sono “Oltre 43 miliardi pubblici, pagati dallo Stato nel 1991/1996 per <strong>la discarica</strong> di <strong>Cerro Maggiore</strong> e finiti invece ad alimentare le casse private delle società di <strong>Paolo</strong> <strong></strong><strong></strong><strong>Berlusconi</strong>: su questi calcoli, stilati dai periti dei pm, il giudice Rosario Lupo (lo stesso che assolse <strong>Silvio</strong> <strong></strong><strong></strong><strong>Berlusconi</strong> nel processo «lodo Mondadori») ha ordinato il sequestro preventivo delle quote detenute da <strong>Paolo</strong> <strong></strong><strong></strong><strong>Berlusconi</strong> in 6 società, «pertinenti ai reati di peculato, riciclaggio e ricettazione» perché «utilizzate dagli indaga ti al fine di occultare, o comunque riciclare il denaro indebitamente ot</font><font face="Courier new, Arial">tenuto» dalla Regione Lombardia”. </font><br />
<font face="Courier new, Arial"> </font></p>
<table border="0" cellpadding="5" cellspacing="5">
<tr>
<td align="center"><img src="http://213.215.144.81/public_html/images/p/pberlusconi_tn.jpg" align="left" border="0" hspace="2" /></td>
</tr>
<tr>
<td align="center">(Paolo Berluscoi )</td>
</tr>
</table>
<p><font face="Courier new, Arial"> A questo punto entra in scena il nome di <strong>Antonella Costanzo</strong>, seconda moglie separata del fratello del <strong>Cavaliere</strong>. La signora, madre di due figli di <strong>Paolo</strong> <strong></strong><strong></strong><strong>Berlusconi</strong>, viene citata dal Corriere come destinataria di 15 miliardi nella presunta ripartizione del “nero” che ruotava intorno ai lavori sul<strong>la discarica</strong>.  </font><br />
<font face="Courier new, Arial"> </font></p>
<table border="0" cellpadding="5" cellspacing="5">
<tr>
<td align="center"><a href="newW('images/e/estrada_02.jpg','801','600','( Natalia Estrada )')"><img src="http://213.215.144.81/public_html/images/e/estrada_02_tn.jpg" border="0" /> </a></td>
</tr>
<tr>
<td align="center">( Natalia Estrada )</td>
</tr>
</table>
<p><font face="Courier new, Arial"> Oggi il quotidiano “<strong>Libero</strong>” sbatte la storia in prima pagina. Da parte sua, il Corrierone nasconde la lettera della <strong>Costanzo</strong> nella cronaca milanese. Eccola: </font><br />
<font face="Courier new, Arial"> </font><font face="Courier new, Arial"><strong>POALO BERLUSCONI, LA MOGLIE<br />
E LA DISCARICA</strong></font><br />
<font face="Courier new, Arial"> </font></p>
<hr align="justify" width="50%" />
<p align="justify">
<font face="Courier new, Arial"> MILANO - In nome e per conto della mia cliente <strong>Antonella Costanzo</strong> <strong></strong><strong></strong><strong>Berlusconi</strong>, che pur sottoscrive la presente, prego di pubblicare la seguente lettera: «In relazione alla notizia di cronaca comparsa nella pagina 53 del Corriere di mercoledì 4 aprile, la signora <strong>Antonella Costanzo</strong> <strong></strong><strong></strong><strong>Berlusconi</strong>, moglie di <strong>Paolo</strong> <strong></strong><strong></strong><strong>Berlusconi</strong>, precisa che mai nessuna somma di denaro è stata a lei trasmessa od affidata dal marito durante la convivenza e neppure dopo la separazione. Bene al contrario, la signora è completamente all’oscuro degli affari del marito, nei cui confronti ha solo doglianza d’inadempienza ai suoi obblighi di mantenimento, a garanzia dei quali ha chiesto il sequestro conservativo dei suoi beni ed anche del conto fittiziamente intestato alla prima moglie <strong>Mariella</strong> <strong>Bocciardo</strong>».  </font><br />
<font face="Courier new, Arial"> <strong>Avv. Maria Cristina Delitala</strong></font><br />
<font face="Courier new, Arial"><strong></strong><strong>Antonella Costanzo</strong> <strong></strong><strong></strong><strong>Berlusconi</strong> </font><br />
<font face="Courier new, Arial"> <em>Prendiamo atto della precisazione. Le notizie sul presunto versamento di «lire 4.000.000.000 sul conto Comit <strong>Milano</strong> Nord 6029021 intestato a Costanza Antonia Rosa in <strong></strong><strong></strong><strong>Berlusconi</strong>» (da cui «la titolare» effettuerebbe un «trasferimento del saldo in data 27.04.94 presso la Banca CreditWest e dei Comuni Vesuviani») sono state desunte dalla richiesta di sequestro societario presentata dalla Procura, nel capitolo (pagine 315 e seguenti) intitolato: «Utilizzo delle somme distratte alla Simec spa da parte di <strong></strong><strong></strong><strong>Berlusconi</strong> <strong>Paolo</strong>».</em> </font><br />
<font face="Courier new, Arial"> </font></p>
<hr align="justify" width="50%" />
<p align="justify">
<font face="Courier new, Arial"> Dunque: la Costanzo lamenta “l’inadempienza sugli alimenti”, rivendica “l’estraneità ai fatti” e – per non saper né leggere né scrivere - chiede il sequestro cautelativo dei beni del fidanzato di <strong>Natalia</strong> <strong>Estrada</strong> ed “anche del conto fittiziamente intestato alla prima moglie <strong>Mariella</strong> <strong>Bocciardo</strong>”. </font><br />
<font face="Courier new, Arial"> </font></p>
<table border="0" cellpadding="5" cellspacing="5">
<tr>
<td align="center"><img src="http://213.215.144.81/public_html/images/b/berlusconi_ap_tn.jpg" border="0" /></td>
</tr>
<tr>
<td align="center">( Silvio Berlusconi )</td>
</tr>
</table>
<p><font face="Courier new, Arial"> Da parte sua, la prima sposa di <strong>Paolo</strong> il Caldo, signora <strong>Mariella</strong> <strong>Bocciardo</strong>, non ha rilasciato nessuna smentita. Una seconda lettera della Costanzo, in replica a quanto precisato dal Corriere, uscirà domani. Per il buon <strong>Paolo</strong>, tra discariche e mogli scaricate, tutti i guai arrivano al pettine. Cosa che non farà per niente felice la campagna elettorale del <strong>Cavaliere</strong>. </font><br />
<font face="Courier new, Arial"> </font><br />
<font face="Courier new, Arial"> (Copyright Dagospia.com 05-04-2001)</font></p>
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</font></p>
<p align="justify">
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<li><a href="http://213.215.144.81/public_html/indicenomi_B.html#Paolo%20Berlusconi" target="indicedeinomi">Paolo Berlusconi</a></li>
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<li><a href="http://213.215.144.81/public_html/indicenomi_B.html#Antonella%20Costanzo%20Berlusconi" target="indicedeinomi">Antonella Costanzo Berlusconi</a></li>
<p><font face="Courier new, Arial"></p>
<li>
<p align="justify"><a href="http://213.215.144.81/public_html/indicenomi_B.html#Mariella%20Bocciardo" target="indicedeinomi">Mariella Bocciardo</a></p>
</li>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giustizia in malafede, il Governo delle Frottole!]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=795</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 12:37:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=795</guid>
<description><![CDATA[Giustizia in malafede (Le Balle della Propaganda S.S. Salva Silvio)
Il governo sul numero degli inte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;">Giustizia in malafede (Le Balle della Propaganda <span style="color:#0000ff;">S.S.</span> <span style="color:#ff0000;">S</span>alva <span style="color:#ff0000;">S</span>ilvio)</h2>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img208.imageshack.us/img208/5026/alfano2imgarticologs0.jpg" alt="Ministro dell'ingiustizia" width="460" height="220" />Il governo sul numero degli intercettati ha raccontato<strong> un sacco di frottole agli italiani</strong>. In  Italia gli intercettati non sono ogni anno piu' di 20-25.000 e  l'80% riguarda i reati delle <strong>associazioni mafiose</strong> che gli altri  paesi, per fortuna, non hanno.</p>
<p style="text-align:justify;">Il ministro <strong>Alfano</strong> in commissione Giustizia, nel suo primo  atto ufficiale in Parlamento, <strong>ha raccontato bugie</strong>. Ha detto che un terzo delle spese per la giustizia se ne vanno per le intercettazioni, mentre e' il 2,5%; dice che gli italiani intercettati sono milioni, mentre non sono piu' di 20.000. Evidentemente era la preparazione di una <strong>campagna mediatica di delegittimazione</strong> del lavoro di giornalisti  e magistrati, e che ha come ultimo obiettivo, da perseguire con  questo disegno di legge, quello di <strong>garantire sempre piu' ampi  spazi di impunita' </strong>in questo paese ai reati dei colletti  bianchi. E anche <strong>la camorra ringrazia</strong> perche' scompaiono anche tutti i reati legati alle eco-mafie.</p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Insomma un grave colpo allo stato di diritto in questo Paese.</span></h2>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le indagini sulla clinica degli orrori</strong> sono iniziate quali semplici indagini per 'colpe mediche' ovvero 'per lesioni personali colpose', tutti reati che sono <strong>ben al di sotto del limite di 10 anni</strong>. Le imputazioni piu' gravi sono scattate solo a seguito delle intercettazioni. Questa e' la dimostrazione che in questa materia il Governo e la maggioranza si sta muovendo o con <strong>assoluta incompetenza</strong> o con <strong>assoluta malafede</strong>.</p>
<p style="text-align:right;"><em><strong>Tratto da: <a title="Giustizia in malafede" href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/giustizia/giustizia_in_malafede.php" target="_blank">www.antoniodipietro.it</a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amici del Frog's Unitevi - Atto secondo]]></title>
<link>http://4murie1stufetta.wordpress.com/?p=152</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 12:32:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>ben1986</dc:creator>
<guid>http://4murie1stufetta.wordpress.com/?p=152</guid>
<description><![CDATA[I giornali iniziano a divulgare la notizia della nostra protesta&#8230; Sanremo News pubblica un art]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>I giornali iniziano a divulgare la notizia della nostra protesta... Sanremo News pubblica un articolo nel quale riporta il testo della lettera e il link del nostro blog... <a href="http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=64574">http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=64574</a></p>
<p>Presto anche la carta stampata verrà a conoscenda della nostra protesta e speriamo che divulghi anch'essa la nostra voce! Gabrii ci teneva a sottolineare come la nostra fosse una protesta civile e così dovrà rimanere per non passare dalla parte del torto e offrire un assist a tutti coloro che pensano che i giovani, in particolare i frequentatori del Frog's, siano tutti delinquenti-teppisti-vandali-spacciatori ecc ecc ecc... Vi giro la mail di Gabriii...</p>
<p><em>"Cari 'ragazzi del frog's',<br />
questo messaggio è per tutti coloro che hanno a cuore il nostro territorio, i suoi luoghi di incontro e la sua potenzialità turistica.<br />
Vista la volontà di voler, in qualche modo, rispondere alle proteste di alcune persone circostanti il nostro luogo di ritrovo non solo serale, volevo in maniera molto semplice esprimere il mio parere.<br />
Sono convinto che il caso di un bar affollato di giovani nelle serate di fine settimana non si debba considerare un anomalia al giorno d'oggi, anzi è, a mio dire, una chiara dimostrazione della volontà aggragativa di noi ragazzi.<br />
Una mentalità che si dichiara contraria ad un fenomeno simile, non penso si possa ritenere favorevole ad uno sviluppo turistico per il nostro territorio; con questo non voglio giustificare i casi particolari di eccessiva esuberanza, che non sono all'ordine del giorno ma che dobbiamo imparare a limitare.<br />
Detto questo vorrei dare solo un consiglio a coloro che, come me, sposano questa causa.<br />
Penso che sia più facile tirare uno shiaffo ad una persona piuttosto che farle cambiare idea, per questo motivo volgio sottolineare l'estrema importanza di testimoniare le nostre idee usando la testa e lasciando completamente da parte prese di posizione istintive ed affrettate; non dobbiamo assolutamente rischiare di passare dalla parte del torto.<br />
In questa occasione vorrei spolverare e sbandierare una parola che mi sta molto a cuore: UMILTA'; usiamola per la nostra 'battaglia', di sicuro è un arma vincente.<br />
 <br />
 <br />
'...tre passi avanti, uno indietro che male non fa...'   (Bandabardò)<br />
 <br />
Ciao Gabrii"</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Geronimo l'anonimo nell'avventura editoriale... Il Giornale!]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=793</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 22:44:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=793</guid>
<description><![CDATA[Le menzogne de
&#8220;il Giornale&#8220;


&#8220;La verità su Mani Pulite&#8220;, potrebbe essere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align:center;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img363.imageshack.us/img363/2026/giordyjg8.jpg" alt="Emafrodita Giordano" width="300" height="536" /><span style="color:#0000ff;">Le menzogne de</span><br />
"<strong><span style="color:#ff0000;">il Giornale</span></strong>"</h1>
<div>
<div>
<p style="text-align:justify;">"<strong>La verità su Mani Pulite</strong>", potrebbe essere il titolo di un libro del sottoscritto o di uno dei miei ex-colleghi del pool di Milano, quel pool che restituì la dignità al Paese denunciando, smascherando e mettendo in carcere negli anni 90 una rete di corruzione politica che strozzava l’economia e l’imprenditoria italiana di quegli anni, quella onesta. Invece no, è <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=266581" target="_blank">un articolo</a> del 5 giugno scritto da <strong>Geronimo</strong>, pseudonimo di <strong>Paolo Cirino Pomicino</strong>, su <strong>il Giornale</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Per Pomicino, si legge nell’articolo, il problema non furono le tangenti, ma il fallimento del tentativo di depenalizzare il reato di finanziamento illecito ai partiti. Il contenuto dell’articolo non deve stupire nessuno. Paolo Cirino Pomicino infatti è un uomo che per lungo tempo è rimasto nelle istituzioni grazie a generosi ed interessati appoggi nonostante la condanna ad un anno e otto mesi di reclusione per <strong>finanziamento illecito</strong> (<strong>tangente Enimont</strong>) e con 2 mesi patteggiati per <strong>corruzione per fondi neri Eni</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che crea un <strong>profondo senso di sdegno</strong> invece sono ancora una volta gli organi d’informazione che accolgono a braccia aperte in trasmissioni pubbliche e in rubriche giornalistiche come quella de Il Giornale personaggi come Cirino Pomicino. <strong>Soldi pubblici</strong> per dar voce a condannati in via definitiva che parlano, proteggono e pontificano su indagati, prescritti, corrotti dell’attuale politica italiana.</p>
<p style="text-align:justify;">Lascio alle parole di <strong>Marco Travaglio</strong> nell’articolo apparso a pagina 8 de l’Unità di oggi il compito di <strong>smascherare puntualmente le menzogne</strong> contenute nell’articolo di Paolo Cirino Pomicino e pubblicate su il Giornale.</p>
</div>
<div id="more" class="entry-more">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">"Nel paese dove il capo del governo smentisce una legge firmata da lui definendola «medievale», poi dice che parlavo «a titolo personale» quasi fosse un passante, dunque la legge rimane anche se non ha senso ed è medievale, si può dire di tutto. E anche scriverlo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:right;" src="http://img512.imageshack.us/img512/7830/geronimo2fk4.jpg" alt="Geronimo l'anonimo" width="288" height="400" />Il Giornale della ditta, che pare l’inserto umoristico di <strong>Geppo e Tiramolla</strong>, quando si tratta di baggianate non si tira mai indietro. Ieri per esempio quello biondo con le mèches, in un editoriale di alta politologia, se la prendeva con le «canaglie razziste» le quali sostengono che <strong>Renato Brunetta</strong> è piccolo, e per estensione con chiunque insinui che <strong>il Cainano</strong> è basso (mentre, a suo dire, sarebbe addirittura «alto come Prodi», non si sa se coi trampoli o coi tacchi a spillo). Giusto. Rettifichiamo volentieri anche per conto terzi: Brunetta è un corazziere, il Cainano è un watusso coi boccoli alla Shirley Temple, e quello biondo con le mèches che scrive sul Giornale è un giornalista. Sempre sul supplemento di Tiramolla compare un’intera pagina a firma Geronimo, noto nei migliori penitenziari come Paolo Cirino Pomicino, dal titolo decisamente impegnativo: «La verità su Mani Pulite: <strong>Scalfaro </strong>si piegò ai pm». Visto l’autore, c’era da attendersi piuttosto un titolo del tipo: «La verità su Mani Pulite: ecco come intascai 5,5 miliardi di lire dalla Montedison e ne girai una parte a <strong>Salvo Lima</strong>». Oppure: «La verità su Mani Pulite: ecco come fui condannato per finanziamento illecito e patteggiai per corruzione sui fondi neri Eni». Invece no: il noto pregiudicato ce l’ha con Scalfaro, che all’epoca osava persino non rubare. Pomicino scrive falsamente che i fondi neri del Sisde «non gli furono mai contestati» perché da Presidente aveva «assecondato la Procura di Milano». Balle: del Sisde s’occupava la Procura di Roma, che regolarmente indagò Scalfaro per abuso d’ufficio al termine del suo mandato e poi archiviò tutto perché non riscontrò alcun reato, come del resto aveva fatto per altri ex ministri dell’Interno (<strong>Cossiga </strong>e <strong>Mancino</strong>). Ma cogliamo fior da fiore dalla «verità» pomicina: «Amato ha finalmente avuto il coraggio di definire ’riprovevole’ l’uscita televisiva del pool Mani pulite contro la depenalizzazione del finanziamento illecito». Falso: non vi fu alcuna uscita televisiva del pool; solo un comunicato letto da <strong>Borrelli </strong>per smentire la bugia di <strong>Amato</strong>, cioè che il decreto Conso l’avesse chiesto il pool. «Amato inviò <strong>Francesca Contri</strong> da Borrelli per avere un suo placet sul provvedimento e lo ottenne». Falso: a parte che la Contri si chiama Fernanda, sia lei sia Borrelli han sempre smentito. Con quel decreto, per Pomicino, «il pool non avrebbe potuto più arrestare per finanziamento illecito». A parte il fatto che il pool non arrestava nessuno (era ed è compito del gip), il grosso degli arresti fu per corruzione, concussione, falso in bilancio e così via (ma depenalizzando il finanziamento non si sarebbero più scoperti quei reati). «La mattina di domenica 7 marzo ’93 ci fu in diretta tv la minaccia ’democratica’ del pool delle proprie dimissioni dinanzi all’ eventuale promulgazione del decreto». Altra superballa: l’anziano ras andreottiano in preda ai vuoti di memoria confonde quel che accadde il 7 marzo ’93 (<strong>decreto Conso</strong>, governo Amato) con quel che successe il 14 luglio ’94 (<strong>decreto Biondi</strong>, governo Berlusconi I). Sul decreto Conso parla solo Borrelli (naturalmente non «in diretta tv»: legge un comunicato ai giornalisti) per dire che il Parlamento e il governo sono «sovrani», i pm obbediranno alla legge «quale che sia», ma non si dica che il decreto l’han chiesto loro perché è falso. Nessun accenno a dimissioni. Sul decreto Biondi parla <strong>Di Pietro</strong> circondato dai colleghi <strong>Davigo</strong>, <strong>Colombo </strong>e <strong>Greco</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img441.imageshack.us/img441/7075/giudiceef6.jpg" alt="Il Giudice Incazzato" width="299" height="293" /><span style="color:#0000ff;"><strong>Borrelli non c’è</strong></span>: l’iniziativa è dei sostituti che gli chiedono di esonerarli dalle indagini su Tangentopoli, visto che per quei reati il decreto vieta il carcere preventivo (ma non per gli altri, creando imputati di serie A e serie B) e agevola le fughe e gli inquinamenti di prove (dopodichè <strong>Fini </strong>e <strong>Bossi </strong>costringono Berlusconi a ritirare la porcata). Ora la memoria può tradire, selettivamente, Pomicino. Ma non dovrebbe tradire un giornale degno di questo nome. Infatti Il Giornale ha preso per buone le balle pomicine sul decreto Conso del 1993, le ha intitolate «tutta la verità» e le ha illustrate con una megafoto della conferenza stampa del Pool contro il decreto Biondi (1994) con questa didascalia: «Il documento: un’immagine della conferenza stampa in cui Di Pietro bocciò il decreto del governo Amato».</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"><strong>Ecco. Pomicino mente con pensieri, opere e omissioni. Il Giornale mente pure con le foto.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><strong>Marco Travaglio</strong>"<strong><em><br />
Tratto da</em></strong>: <a title="L'anonimo Geronimo, mente sapendo di Mentire.." href="http://www.antoniodipietro.com/2008/06/le_menzogne_de_il_giornale.html#more" target="_blank">www.antoniodipietro.it</a></p>
</div>
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<title><![CDATA[127 milioni di euro annui a Rete 4 "Cari Bamboccio-Cloni"]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2008/05/23/127-milioni-di-euro-annui-a-rete-4/</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 06:51:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[127 milioni di euro annui - E manteniamo anche l&#8217;ex moglie dell&#8217;abusivo
Il Presidente de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>127 milioni di euro annui - E manteniamo anche l'ex moglie dell'abusivo</strong></span></h2>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="border:1px solid black;margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img299.imageshack.us/img299/5102/indiceberlusconimc8.jpg" alt="Emilio Fede Abusivo Costosissimo - 127 Milioni l'anno + Mantenimento ex-mogli e puttane al seguto" width="450" height="250" />Il Presidente del Consiglio si fa una legge a suo uso e consumo. Questa volta il governo ha presentato una proposta criminogena per <strong>salvare Rete4</strong>. Ancora una volta saranno gli italiani a pagare per <strong>Silvio Berlusconi</strong>. E’ stato infatti presentato un emendamento per aggirare la sentenza della Corte di Giustizia europea e quella della Corte Costituzionale italiana, sentenze che danno ragione a <strong>Europa7</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Piuttosto che dare<strong> immediata esecutività </strong>a quella sentenza, come sarebbe avvenuto in qualsiasi Paese democratico, il nostro Governo risponde con un emendamento per aggirarla. Quella gara fu vinta da Europa7 a cui non è stato mai permesso di trasmettere <strong>fin dal 1999</strong>. Oggi Rete4, se dovesse passare questo emendamento, continuerebbe a farlo, in barba a qualsiasi <strong>rispetto delle leggi e delle sentenze</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Berlusconi è un uomo di cui non ci si può fidare e che antepone gli interessi delle sue aziende a quelli della collettività che dovrà pagare <strong>350 mila euro al giorno</strong> con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006 per vedere <strong>Emilio Fede </strong>(127 milioni di euro annui, questo il prezzo pagato a Rete 4 dagli italiani).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Ancora una volta Berlusconi si dimostra un furbo, anzi un furbastro. Inserisce all’interno di provvedimenti doverosi, <strong>emendamenti </strong>che servono a lui, sicché il provvedimento si deve approvare per forza in quanto ci sono dei doveri verso l’Unione Europea però lo si approva anche a uso e consumo proprio.</span></p>
<p style="text-align:justify;">La <strong>Corte di giustizia europea</strong> dice allo stato italiano "la devi smettere di rinviare, di utilizzare una legislazione transitoria per una questione che deve essere risolta una volta per tutte" e cioè appunto il rispetto della legge e la pluralità dell’informazione e il fatto che anche <strong>Rete 4 </strong>debba andare sul satellite perché quella sua frequenza a suo tempo fu vinta dall’<strong>Europa7</strong>. Lo dice l’Unione Europea e lui fa, inserisce un emendamento all’ultimo secondo <strong>senza </strong>poterne discutere, <strong>senza </strong>farlo sapere all’opinione pubblica, con <strong>un blitz degno della dittatura dolce </strong>che io dico sempre. Un emendamento che serve appunto a dire "ancora una volta in via transitoria volgono le frequenze cosi come a suo tempo assegnate”.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:right;" src="http://img397.imageshack.us/img397/3276/berluschinoig6.jpg" alt="Buffoncello Ammaliante" width="320" height="310" />E' esattamente il provvedimento che fece <strong>Craxi </strong>negli anni ‘90 quando a suo tempo fu deciso di obbligare Berlusconi di restituire la frequenza a chi ne aveva diritto. A quell’epoca lo fece Craxi con un decreto legge clandestino, urgente che doveva servire per pochi mesi, sono passati ormai 15 anni, quasi 20 e siamo al punto di prima con un emendamento che ancora una volta rinvia sine die questa approvazione, questa decisione.</p>
<p style="text-align:justify;">È un modo politicamente scorretto ai <strong>limiti della illegalità istituzionale</strong>, sicuramente che ci porta in Europa ad essere derisi e irrisi perché ancora una volta dimostriamo che le leggi, le istituzioni, il parlamento, il governo vengono usati per fini personali.</p>
<p style="text-align:justify;">Noi dell’Italia dei Valori da dentro il Parlamento e fuori dal Parlamento all’insegna dell’impegno che ci siamo presi con gli elettori: <strong>vera opposizione, unica opposizione</strong>, faremmo sentire la nostra voce in ogni momento perché noi abbiamo memoria, non vogliamo perdere la memoria, e come abbiamo detto all’inizio della legislatura, sappiamo la storia e conosciamo la storia personale e imprenditoriale, politica e giudiziaria del Presidente del Consiglio e certamente <span style="color:#ff0000;"><strong>a noi non ci raggirerà</strong></span>.</p>
<p style="text-align:right;"><em><strong>Ripreso da: <a title="Emilio Fede - Abusivo di lusso a spese altrui...." href="http://www.antoniodipietro.com/2008/05/diretta_camera.html" target="_blank">www.antoniodipietro.com</a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quei bravi ragazzi: Scicli, la banda di piazza Carmine]]></title>
<link>http://scicli.wordpress.com/?p=42</link>
<pubDate>Sat, 10 May 2008 17:08:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>socrathe</dc:creator>
<guid>http://scicli.wordpress.com/?p=42</guid>
<description><![CDATA[
«Vi servisse lo canto a fronna de limone, monzù?, comme se chiamma? Chi manda?»
«Si chiama Igna]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">«Vi servisse lo canto a fronna de limone, monzù?, comme se chiamma? Chi manda?»</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">«Si chiama Ignazio. Manda... donna Chiara. Di' accossì: donna Chiara.»</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Quello si concentra, tenendosi il mento fra le dita. Avanza un piede, poggia una mano al fianco, leva l'altra, come attore pronto a declamare. Emette voce un po' strozzata, che via via si spiega in nasale melodia:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:center;margin:6pt 0;" align="center"><em><span style="font-size:11pt;line-height:150%;"><span style="font-family:Times New Roman;">Fronnella amara,</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:center;margin:6pt 0;" align="center"><em><span style="font-size:11pt;line-height:150%;"><span style="font-family:Times New Roman;">dicite a Ignazio ca ce sta donna Chiara,</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:center;margin:6pt 0;" align="center"><em><span style="font-size:11pt;line-height:150%;"><span style="font-family:Times New Roman;">'na palomma se fa aspetta'</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Il canto a 'fronn' 'e limone' (fronda di limone, foglia di limone), della magnifica tradizione dei canti popolari della Campania, è eseguito solo con l’ausilio della voce e senza accompagnamento strumentale, a-cappella diremmo oggi, a voce, un vero e proprio dialogo. Le 'fronne', per questa inclinazione al dialogo, venivano utilizzate come comunicazione con i carcerati. Infatti, in passato, era abbastanza frequente sentire cantare sotto le carceri alcuni tipi di 'fronne', “discusse” da parenti o amici di reclusi. Spesso erano informazioni che si davano al carcerato, messaggi d'amore, parole di conforto, il tutto elaborato con un linguaggio oscuro e gergale che sfuggiva anche alla comprensione dei secondini. Ma quelli erano altri tempi. Oggi la comunicazione viaggia sui rapidi binari del web, è immediata, diretta, non cantata, scritta. I detenuti non possono leggere internet, ma, filtrati dalla direzione del carcere secondo le vigenti disposizioni di legge, i messaggi arrivano comunque a destinazione. La voglia di comunicare con il mondo è garantita e soddisfatta, dentro e fuori.<br />
</span></p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Il caso emblematico di ScicliNews.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><a href="http://sciclinews.com/immagini_articoli/i_bravi_ragazzi.jpg"><img src="http://sciclinews.com/immagini_articoli/i_bravi_ragazzi.jpg" border="0" alt="operazione Mixer, la banda di piazza carmine" hspace="2" vspace="2" width="341" height="320" align="left" /></a>«</span><span style="font-family:Times New Roman;color:#333333;"><em><span style="font-size:11pt;line-height:150%;">Sono bravi ragazzi. Ti amo torna presto voglio riabbracciarti e farti capire quello ke provo x te . Vi aspettiamo al piu presto "una vostra coppia di amici" siete grandi. Non mollare, ti aspettiamo tutti. ‘mpare ci manki. Ti vogliamo bene!</span></em><span style="font-size:small;"> </span><em><span style="font-size:11pt;line-height:150%;">sono xsone cm tutti gli altri e vedete ch si sanno comportare meglio della gente normale, xche molte xsone credono che loro siano delle xsone anormali..INVECE VI SBAGLIATE. Sei un uomo fantastico, ti aspetto. Fatti forza. ‘Mpare fra un po’ sarai di nuovo tra di noi, ti aspettiamo. Uno di noi, ti aspettiamo con ansia. la gente buona dentro e i DELINQUENTI fuori! i carabinieri rompono, arrestano xsone innocenti, ma in che mondo siamo</span></em><span style="font-size:11pt;line-height:150%;">.. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;">[…]</span></span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">». </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Sono solo alcuni dei commenti a corredo della notizia dell’operazione Mixer - condotta dalla DDA di Catania l’8 Maggio 2008, che ha visto Tredici sciclitani coinvolti, undici tratti in arresto, sette persone ai domiciliari, accusati di</span><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"> </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e commercio di armi - sulle pagine di ScicliNews.<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Sono le “cantate a fronn’ ‘e limone”, che le famiglie dei detenuti mandano ai propri carcerati, ai propri cari, eleggendo ScicliNews a strumento di opportuna solidarietà. In carcere i detenuti non hanno computer, ma qualcuno dice che porterà loro, tramite avvocati, la solidarietà dei lettori di questo sito, con la stampa dei post. Il dolore dell’arresto del proprio caro è partecipato e sentito, gridato, difeso. E ne viene fuori uno spaccato subculturale raccapricciante:<strong> i delinquenti sono brave persone, ragazzi per bene</strong>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">I delinquenti sono bravi ragazzi che non fanno nulla di male. Perché spacciare o trafficare d’armi, oggi, in quella che “forse” è la più bella città del mondo, non è considerato un male. I delinquenti sono persone che sanno difenderti -da veri “machi”- da un’offesa; per i familiari e gli amici dei tredici carcerati delinquere è altra cosa.</span><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"> </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;">“</span></span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">L’aver spacciato droga non è delitto così grave da meritare la galera</span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;"><span style="font-family:Times New Roman;">”</span></span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">. “Segno che in alcuni ambiti sociali a Scicli chi delinque viene quasi visto come tutore di un ordine sociale che con la legalità e con lo Stato non ha nulla a che vedere”. I genitori e le mogli, gli amici e i parenti, trovano in ScicliNews lo strumento ideale per far sapere al detenuto che la città è con loro, che tutti gli vogliono bene. In fondo, i nostri delinquenti sono solo dei bravi ragazzi, dei ribelli senza causa. Sono lo specchio del nostro disincanto, la cattiva coscienza di una comunità in declino. Loro non hanno colpe. È la nostra società che non sa accoglierli e capire il loro disagio. Sì, cari lettori, spacciare e trafficare d’armi è manifesto di disagio. Sono dei bravi ragazzi, non scordiamolo. Ogni bravo ragazzo si costituisce in banda organizzata, spaccia cocaina ed hashish, vende armi, per vincere il malessere di una vita fatta di soli sacrifici, studio e lavoro. Qualsiasi bravo ragazzo, in tutti i mondi possibili, si comporterebbe così. La banda del Carmine, investigata dal 2004 dalla Dda è solo un’accozzaglia di bravi ragazzi. Delinquenti, ma bravi ragazzi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 4.9pt 6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">È diventato di moda definire i banditi e i bulli di oggi dei disadattati, degli emarginati. Bastano un paio di articoli sui giornali che contano, qualche dibattito in tv, e la scellerata definizione di qualche “sociologo da salotto” diviene dottrina. Ma non è così. Non è mai stato così. Una generazione di giovani che vede nel malaffare lo scambio amorale e veloce di comportamenti mafiosi e facili guadagni, non è una generazione di bravi ragazzi disadattati. È una generazione di delinquenti e basta. Il messaggio che deve passare è questo. Solo questo. Ci è ancora data l’opportunità di educare i nostri figli? di esercitare la genitorialità, che non si riduce nel diritto d’ospizio, nel dovere di nutrimento e mantenimento, ma comprende anche aspetti di educazione, di custodia, di protezione? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 4.9pt 6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Noi abbiamo l’arduo compito di trasmettere i veri e i buoni valori ai nostri figli, alla nuova generazione che sarà ed a quella che verrà. Il sacrificio, lo studio, il lavoro, la buona creanza e la cultura della legalità, da sempre, sono stati dei formidabili e salutari calci nel culo per tutti noi. È il giusto prezzo pagato dalle nostre sane e ribelli coscienze di ieri, quello che ci ha proiettato nell’età adulta, l’età delle responsabilità e dei buoni principi, con la consapevolezza che non esiste una delinquenza giusta ed un delinquere sbagliato, che il mezzo mafioso non giustifica mai il drammatico fine di un disagio, ovvero, che il mezzo sbagliato e mafioso, deforma, sporca e imbarbarisce il giusto fine della nostra esistenza e fa assomigliare i due avversari, il bene ed il male, come due gocce d’acqua, e rende ogni differenza priva di sostanza e valore. La bottiglia dove abbiamo chiuso il messaggio da trasmettere ai nostri giovani, deve saper galleggiare sulle onde crescenti del traviato agire e saper sbattere senza rompersi sui frangenti dell’imbarbarimento culturale, per giungere a destinazione. Non c’è dubbio che all’ombra delle “cantate” dei familiari dei reclusi si nasconde l’assassino della nostra civiltà. Chi vuole giocare allo sfascio della società e dei valori, difendendo la cultura mafiosa e dell’illegalità, si prenda la responsabilità. Noi non ci staremo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 4.9pt 6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Socrathe</p>
<p>Leggilo su <a href="http://sciclinews.com/news/Socrathe.-Quei-bravi-ragazzi/0000004601" target="_blank"><strong>Sciclinews</strong></a></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[È tutta colpa delle donne!]]></title>
<link>http://flaviac.wordpress.com/?p=45</link>
<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 21:15:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Flavia Cerrone</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;altra sera tornavo da Roma in autobus. Quando eravamo quasi arrivati alla stazione, sul mezz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'altra sera tornavo da Roma in autobus. Quando eravamo quasi arrivati alla stazione, sul mezzo c'erano ancora un ragazzo, l'autista, due signori e io. I tre uomini erano di una certa età. Non anziani, diciamo di mezza età.<!--more--><br />
Il ragazzo riceve una telefonata e, in maniera poco garbata, dice "devo ancora andare a firmare dai Carabinieri, ma faccio presto". Una volta terminata la telefonata l'autista gli chiede "Come mai devi andare a firmare? Che hai fatto? Hai rapinato qualcuno?" e il ragazzo "Eeeh, rapinato, non rapinato, chi lo sa!".<br />
Una volta sceso, ecco che i tre uomini iniziano a commentare:</p>
<blockquote><p>Ma hai sentito? E si vanta pure di quello che ha fatto! Che vergogna! Questi non hanno più valori, sono delinquenti e si vantano pure! E la colpa di chi è? Se la mamma non fosse andata a lavorare e avesse lasciato il figlio a qualcun'altro, tutto questo non sarebbe mica successo! Tanto, quanto possono portare a casa? E con quei soldi in più che ci hanno fatto? Sono andate a lavorare ed ecco il risultato!</p></blockquote>
<p>A quel punto avevo quasi deciso di cominciare a fare la pazza isterica nell'autobus, ma eravamo arrivati alla stazione, mio padre mi aspettava e ormai erano scesi tutti. Forse avrei dovuto farlo. O forse no, avrei alimentato le loro idee balorde. Del resto, se non avevano capito che il ragazzo voleva dire "ma fatti i *****  tuoi", cosa avrebbero capito delle urla isteriche di una giovane pazza che per di più lavora gratis?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sanità: arrestato l'ex sottosegretario alla Difesa Verzaschi (FI)]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/12/11/sanita-arrestato-lex-sottosegretario-alla-difesa-verzaschi-fi/</link>
<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 00:16:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/12/11/sanita-arrestato-lex-sottosegretario-alla-difesa-verzaschi-fi/</guid>
<description><![CDATA[Sanità: arrestato l&#8217;ex sottosegretario alla Difesa Verzaschi (Forza Italia in UDEUR)
L&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1 align="center">Sanità: arrestato l'ex sottosegretario alla Difesa Verzaschi (Forza Italia in UDEUR)</h1>
<p align="justify" class="txt"><a href="http://gigionetworking.wordpress.com/files/2007/03/24433730_dae5c47bfa_m.jpg" title="Sono una persona rispettabile."><img align="left" src="http://gigionetworking.wordpress.com/files/2007/03/24433730_dae5c47bfa_m.jpg" alt="Sono una persona rispettabile." /></a>L'ex sottosegretario alla Difesa, Marco Verzaschi, è agli arresti domiciliari. La misura cautelare sarebbe stata disposta nell'ambito dell'inchiesta su «lady Asl» avviata dalla Procura di Roma e condotta dai pubblici ministeri Giancarlo Capaldo e Giovanni Bonbardieri e si riferisce all'epoca nella quale Verzaschi ricopriva la carica di assessore regionale alla Sanità del Lazio, incarico ricoperto fino al 2005, quando lo stesso Verzaschi militava in <strong>Forza Italia</strong>.</p>
<p align="justify">Successivamente era passato all'<strong>Udeur</strong>, della cui direzione nazionale faceva parte. Nei giorni scorsi, anticipando il provvedimento dei magistrati, si era dimesso da tutti gli incarichi.</p>
<p align="justify">Il 7 dicembre scorso, sul Corriere della Sera, il difensore di Verzaschi, l'avvocato Fabrizio Lemme, aveva dichiarato: «Verzaschi, con il suo gesto, ha dimostrato grande sensibilità istituzionale».</p>
<p align="justify">Due le imputazioni nei confronti di Marco Verzaschi. La prima, quella di corruzione, fa riferimento al denaro che Anna Giuseppina Iannuzzi, già nota come "<strong>Lady Asl</strong>", ha detto di avere consegnato all'ex sottosegretario in relazione all'accreditamento del Centro Romano San Michele.</p>
<p align="justify">Si tratterebbe di un accreditamento per quasi 200 posti letto, previo protocollo tra la struttura sanitaria e l'Università romana di Tor Vergata. La somma di cui si contesta il versamento, 200 mila euro, sarebbe stata consegnata a Verzaschi tra la fine del 2004 e i primi mesi del 2005.</p>
<p align="justify">L'imputazione di concussione farebbe riferimento a 200 mila euro che l'imprenditore Renato Mongillo, titolare della "<strong>Security Service</strong>", ha detto agli inquirenti di avere versato a Verzaschi nel marzo-aprile del 2004. La concussione sarebbe scattata perchè la procedura di aggiudicazione di un appalto per la messa in sicurezza dell'ospedale San Giovanni era stata al tempo già completata. L'intervento, in questo caso, serviva a portarla a termine ed evitare una possibile revoca del contratto.</p>
<p align="justify">Per questo episodio, risulta iscritto nel registro degli indagati anche Francesco Bevere, ex direttore generale dello stesso San Giovanni. Gli inquirenti, nei suoi confronti, mirano a ulteriori verifiche sul ruolo che lo stesso avrebbe avuto.</p>
<p align="justify">Secondo quanto si è appreso, Marco Verzaschi ha sempre negato di aver ricevuto denaro. Ci sarebbe stato anche un confronto tra l'ex sottosegretario e l'imprenditore Mongillo, ma le due posizioni sarebbero rimaste confliggenti.</p>
<p align="justify">I riscontri da parte degli investigatori dei carabinieri avrebbero smentito alcune circostanze dette da Verzaschi, avvalorando la tesi di Morgillo. Di qui, la richiesta e la successiva applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per l'ex sottosegretario alla difesa.</p>
<p align="justify">L'ordinanza del gip Figliolia, di una trentina di pagine, prende atto, tra l'altro anche delle dimissioni date nei giorni scorsi dallo stesso Verzaschi. Per il giudice, però, la circostanza non poteva influire sulla decisione di emettere contro l'ex sottosegretario l'ordine di custodia.</p>
<p align="right"><font size="+0"><strong><em>Pubblicato il: 10.12.07 su </em></strong><a target="_blank" href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=71268" title="Forza Italia - Sempre loro i Delinquenti!"><strong><em>http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=71268</em></strong></a><br />
</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un cordone sanitario tra Rai e politica.. Silvio, Silvio sei tu?]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/11/21/un-cordone-sanitario-tra-rai-e-politica/</link>
<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 17:43:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/11/21/un-cordone-sanitario-tra-rai-e-politica/</guid>
<description><![CDATA[Un cordone sanitario tra Rai e politica
Il tanfo che esala dal perverso intreccio tra Rai e Mediaset]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="NewsContentTitle" align="center"><img src="http://img530.imageshack.us/img530/4097/2003wg4.jpg" alt="Leccapiedi Assatanati" align="left" hspace="2" /><strong>Un cordone sanitario tra Rai e politica</strong></p>
<p align="justify"><strong>Il tanfo che esala dal perverso intreccio tra Rai e Mediaset grazie alle intercettazioni per il fallimento di Hdc è nauseante</strong>. Che la principale azienda culturale e di intrattenimento del paese non agisca in regime di libera concorrenza ma prenda ordini e direttive dal concorrente è stomachevole perché ci descrive un’opinione pubblica a beneficio della quale ogni giorno viene confezionata un’informazione smussata, aggiustata e edulcorata, grazie a dirigenti e direttori sulla carta in concorrenza impegnati tutto il giorno a parlarsi al telefono per imbellettare la storiella da raccontare agli italiani.</p>
<p align="justify"> 				<strong>Cinismo e disincanto potrebbero indurre a fare spallucce, a dire che lo sapevamo già</strong>, ma sarebbe sottovalutare il quadro emerso dalle intercettazioni, perché alla Rai si abbeverano ogni giorno, fiduciosi o ignari, milioni di italiani. In questo quadro parole come ‘informazione’, ‘verità’, ‘libertà’, ‘concorrenza’ e ‘democrazia’ escono svuotate e avvilite, soprattutto quando il controllo dei flussi informativi riguarda persino il festival di Sanremo e non solo i destini di Berlusconi. Tutti i protagonisti coinvolti sembrano attori di una compagnia di giro che prima di andare in onda accorda gli strumenti al diapason vibrato dal potente che li soggioga. La Rai, nonostante tutto, resta un bene pubblico prezioso ed è arrivato il momento che qualcuno se ne prenda cura, tutelandone la libertà, creandole attorno un cordone sanitario che le permetta di svolgere il suo ruolo. Altrimenti meglio chiuderla, meglio un monopolio conclamato che questa grottesca e umiliante simulazione di concorrenza.</p>
<p class="NewsContentDate">Mercoledí 21.11.2007 16:53</p>
<p align="right"> 				<strong><em>Di Giuseppe Morello</em><br />
<a href="mailto:giuseppe.morello@affaritaliani.it">giuseppe.morello@affaritaliani.it</a></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il lupo perde il pelo ma... non le tangenti... (Forza Italia)]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/11/14/il-lupo-perde-il-pelo-ma-non-le-tangenti-forza-italia/</link>
<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 23:13:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/11/14/il-lupo-perde-il-pelo-ma-non-le-tangenti-forza-italia/</guid>
<description><![CDATA[Il lupo perde il pelo ma&#8230; non le tangenti&#8230;
Provincia di Palermo
Indagati Presidente e as]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://gigionetworking.wordpress.com/files/2007/03/24433730_dae5c47bfa_m.jpg" title="Sono una persona rispettabile."><img src="http://gigionetworking.wordpress.com/files/2007/03/24433730_dae5c47bfa_m.jpg" alt="Sono una persona rispettabile." align="left" height="240" hspace="2" width="160" /></a><strong>Il lupo perde il pelo ma... non le tangenti...<br />
Provincia di Palermo<br />
Indagati Presidente e assessore... (<font color="#0000ff">Forza Italia</font>)<br />
</strong>
</p>
<p align="justify">La vicenda riguarda una scuola pronta da 10 anni ma da sempre inutilizzata. <font color="#0000ff"><strong>Una lunga inchiesta per falsa perizia e concussione...</strong></font></p>
<p align="justify">Pronta da dieci anni, la scuola, 30 aule e una palestra olimpica, è da sempre inutilizzata: finora, invece di istruzione, ha prodotto inchieste giudiziarie. Nella prima, relativa alla vendita, sono imputati quattro tecnici dell'Ute per <font color="#0000ff">falsa perizia</font> e l'ex segretario generale della Provincia per <font color="#0000ff"><strong>concussione</strong></font>.</p>
<p align="justify">L'altra, relativa all'affitto, sfumato anch'esso, vede indagati dalla Procura di Palermo il presidente della Provincia di Palermo <font color="#0000ff"><strong>Francesco Musotto (F.I.)</strong></font>, l'assessore <strong><font color="#0000ff">Carmelo Scelta</font></strong> e i componenti dell'ufficio tecnico <strong><font color="#0000ff">Fabrizio Di Bella, Antonio Quagliana e Giuseppe Di Liberto</font></strong>. Sono tutti querelati dal proprietario della scuola, l'ing. Angelo Troia, autore di un esposto in cui sostiene che «<em><strong><font color="#ff0000">se alla Provincia di Palermo si pagano tangenti l'immobile viene sovrastimato, se non si pagano viene sottostimato</font></strong></em>».</p>
<p align="justify">La vicenda ruota attorno al prezzo di affitto dei locali, in via Belmonte Chiavelli, fissato dalla Provincia, sulla base di una perizia redatta dai suoi uffici, in 108 mila lire al metro quadro. Secondo la querela tre perizie, una del Tribunale, una, precedente, dello stesso ufficio tecnico provinciale, la terza del consulente del pubblico ministero, avevano fissato il prezzo in 174 mila lire al metro quadro.</p>
<p align="justify"><font color="#0000ff">Nell'esposto-querela il proprietario cita il prezzo di affitto pagato dalla Provincia per un'altra scuola, l'Einaudi, e cioè 125 mila lire al metro quadro. «Non c'è proporzione - scrive l'ing. Troia - tra questo prezzo, relativo ad un immobile costruito nel 1970, indecente e inadeguato come scuola, ed il prezzo di 108.000 al metro quadro riferito ad un immobile del 1992 e adeguato ad utilizzo scolastico».</font></p>
<pre></pre>
<p align="justify"><strong>Altro che terza repubblica...</strong></p>
<p align="right">B. -da:<a href="http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=69515" title="Forza Italia! La Vergogna è con tè!!" target="_blank">www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=69515</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Separiamo le questioni]]></title>
<link>http://dappertutto.wordpress.com/2007/11/13/separiamo-le-questioni/</link>
<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 12:05:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>dappertutto</dc:creator>
<guid>http://dappertutto.wordpress.com/2007/11/13/separiamo-le-questioni/</guid>
<description><![CDATA[
Il fattaccio di domenica va ben separato da quello che è successo poi a Bergamo e Roma.
Il polizio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.tuttiallostadio.it/tutti%20allo%20stadio/DLS%20brescia.jpg" alt="ultras brescia" height="149" width="235" /></p>
<p>Il <strong>fattaccio di domenica</strong> va ben <strong>separato</strong> da quello che è successo poi a <strong>Bergamo</strong> e <strong>Roma</strong>.</p>
<p>Il <strong>poliziotto</strong>, se le <strong>indagini</strong> stabiliranno che ha <strong>mirato</strong> e <strong>sparato di proposito</strong>, dovrà essere <strong>punito e radiato</strong>.</p>
<p>Ma ribadisco il mio concetto: se gli <strong>ultras</strong> sono <strong>contro la polizia</strong>, vuol dire che sono <strong>delinquenti</strong>, e <strong>da delinquenti vanno trattati</strong>.</p>
<p>Vorrei tuttavia segnalarvi una <strong>lodevole iniziativa</strong> della <strong><a href="http://www.brescia1911curvanord.net/home.asp" title="ultras brescia curva nord 1911" target="_blank">Curva Nord Brescia 1911</a></strong>: sono stati <strong>raccolti</strong> circa <strong>5000 euro</strong> e portati <strong>di persona</strong> da <strong>tre rappresentanti</strong> della stessa curva a <strong>Nairobi</strong>. I 5000 euro <strong>non comprendevano le spese per il volo</strong> ed il <strong>soggiorno</strong>.</p>
<p>Questa è <strong>l'iniziativa più recente</strong>.</p>
<p>Il gruppo ha già <strong>donato</strong>, nel recente passato, <strong>somme importanti</strong> a società come il <strong>Telefono Azzurro</strong> e al comune di <strong><a href="http://www.brescia1911curvanord.net/fotodisplay.asp?partita=foto&#38;stagione=Molise" title="s. giuliano di puglia donazione" target="_blank">S. Giuliano di Puglia</a></strong>, dove ebbe luogo, il <strong>31 ottobre 2002</strong>, il tragico <strong>terremoto</strong> che <strong>spezzò la vita di 27 bambini</strong>.</p>
<p>Tutto questo per <strong>non fare di tutta l'erba un fascio</strong>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Enel, Finmeccanica, Wind, Lottomatica, Sogei: ecco la cassa dell'Udc]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/10/18/enel-finmeccanica-wind-lottomatica-sogei-ecco-la-cassa-delludc/</link>
<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 03:17:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/10/18/enel-finmeccanica-wind-lottomatica-sogei-ecco-la-cassa-delludc/</guid>
<description><![CDATA[Enel, Finmeccanica, Wind, Lottomatica, Sogei:
inchiesta sui pagamenti milionari per contratti con la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 align="center"><strong><font color="#ff0000">Enel, Finmeccanica, Wind, Lottomatica, Sogei:</font><br />
inchiesta sui pagamenti milionari per contratti con la società di famiglia di Lorenzo Cesa</strong></h2>
<p align="justify"><strong> </strong><img src="http://img144.imageshack.us/img144/474/ladrobendatoye5.jpg" alt="Lorenzo Cesa - Ladrone Italiano" align="left" height="324" hspace="3" width="220" /> Global Media, la società della famiglia di Cesa, potrebbe essere 'il polmone finanziario dell'Udc'. Sono queste le valutazioni dei periti incaricati dalla Procura di Catanzaro di studiare i flussi bancari della società di eventi e comunicazione creata dal segretario dell'Udc nel 1994, quando fu costretto a lasciare la politica per l'inchiesta Mani pulite. Dal processo per finanziamento illecito Cesa uscì senza danni grazie a un cavillo procedurale e con in più una società florida: la Global Media fattura 6,7 milioni di euro all'anno.</p>
<p align="justify">A chi gli suggeriva di cederla per evitare accuse di conflitto di interessi tra la sua attività privata e quella pubblica Cesa replicava: "L'ho tirata su nella disperazione, quando nessuno mi dava credito e mi avevano costretto a lasciare sia la politica che il mio posto all'Efim. Ho lavorato sodo per farla crescere e la politica non c'entra nulla. Sono troppo affezionato alla società per venderla". L'intestazione di quote al figlio Matteo (70 per cento) e alla moglie Maria Rosaria (30 per cento) non è riuscita ad allontanare i sospetti e così ora Cesa si trova nel mirino della Procura di Roma, che indaga sulla base delle accuse del pentito Francesco Campanella per finanziamento illecito. Mentre quella di Catanzaro procede parallelamente per la presunta truffa comunitaria da 5 milioni di euro della Digitaleco, la società calabrese finanziata con fondi europei nella quale Global Media ha ancora una piccola quota.</p>
<p align="justify">Gli investigatori hanno studiato l'elenco dei grandi clienti della società della famiglia Cesa facendo scoperte interessanti. Complessivamente, dal gennaio del 2001 al 31 dicembre del 2006 sono entrati in cassa ben 30 milioni e mezzo di euro. A sorpresa, il primo cliente, quello che ha pagato di più, è proprio il partito: l'Udc e il suo 'progenitore', il Ccd, hanno sborsato complessivamente 3 milioni e 200 mila. Segue l'Enel con 3 milioni e 160 mila euro; Lottomatica con 3 milioni e 100 mila euro. Poi c'è il gruppo Finmeccanica che ha versato 2 milioni e 700 mila euro. In quinta posizione arriva finalmente una società privata: Grey Worldwide con due milioni di euro. Poi la Sogei, la società informatica del ministero delle Finanze, con 1 milione e 900 mila euro. E poi ancora: la società calabrese Intersiel con 1 milione e 600mila euro, Wind con un milione e 180 mila euro, Fincantieri con 700 mila euro. In coda c'è la Pianimpianti, la società nel mirino del pm di Catanzaro Luigi De Magistris, che ha pagato solo 370 mila euro.</p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000">Ma prima c'è un cliente privato ancora ignoto che ha versato ben 570 mila euro dall'ufficio postale di Collecchio, il paese dove ha sede la Parmalat.</font></h2>
<p align="justify">Non sfuggono alcune considerazioni sulla natura dei clienti: l'Enel (tre milioni a partire dal 2003) è presieduta da Piero Gnudi, vicino all'Udc. Nel consiglio Finmeccanica (2,7 milioni) siede Franco Bonferroni, un vecchio democristiano amico di Cesa. Il presidente di Lottomatica (3,1 milioni) era Marco Staderini, un uomo dell'Udc, mentre la responsabile delle relazioni esterne della società era fino a poco tempo fa la ex moglie di Pier Ferdinando Casini, Roberta Lubich. Anche Sogei, Fincantieri e Wind sono società pubbliche o sottoposte all'influenza della politica e c'è da chiedersi che fine farebbe Global Media senza questi grandi clienti. Intanto la Procura di Catanzaro sta esaminando con attenzione anche l'elenco dei fornitori. A partire dalla Fidanzia Sistemi, una società pugliese che ha incassato 1 milione e 350 mila euro da Global e che poi ha finanziato (per un importo inferiore) la campagna elettorale di Cesa. C'è anche una società straniera alla quale sono andati 250 mila euro. <em><strong>La sede è Madeira</strong></em>.</p>
<p align="right"><em>di <strong>Peter Gomez</strong> e <strong>Marco Lillo</strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La loggia degli affari - "UDC = Unione Delinquenti &amp; Corrotti"]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/10/18/la-loggia-degli-affari/</link>
<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 02:47:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/10/18/la-loggia-degli-affari/</guid>
<description><![CDATA[Parlamentari, generali, industriali. Uniti per dominare gli appalti in Calabria e pesare a Bruxelles]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Parlamentari, generali, industriali. Uniti per dominare gli appalti in Calabria e pesare a Bruxelles. Per il pm è una cupola. Che minaccia le istituzioni come la P2 (<font color="#ff0000">E Arrivano già i depistaggi</font>)</strong></p>
<h2 align="center"><font color="#0000ff">La loggia degli affari</font></h2>
<p align="justify"><img src="http://img144.imageshack.us/img144/474/ladrobendatoye5.jpg" alt="Ladro Mascherato" align="left" height="324" hspace="3" width="220" />Non ci sono elenchi, officine, rituali di affiliazione. Anche i cappucci e grembiulini fin qui scoperti dai carabinieri sono pochi. Dei figli delle vedove si percepisce solo l'odore, l'ombra indistinta. Si vedono invece, e bene, gli appalti pilotati, le nomine di favore, i fondi pubblici distratti in Calabria con sistematica continuità.</p>
<p align="justify"><font color="#ff0000"><strong>Per questo, quando il pm di Catanzaro Luigi De Magistris ha deciso di iscrive al registro degli indagati il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, e un folto gruppo di generali, industriali e parlamentari, ha avuto pochi dubbi: per tutti il reato contestato è violazione della Legge Anselmi, la norma varata dopo lo scandalo P2 che punisce la costituzione di associazioni segrete.</strong></font></p>
<p align="justify">Secondo l'accusa non conta la formale iscrizione a un'obbedienza deviata, ma la volontà delle persone ora finite nel mirino della magistratura di condizionare le istituzioni e di turbare il corretto andamento della pubblica amministrazione. Così la cupola, o se preferite il presunto comitato d'affari, che per De Magistris da anni gestisce gare, soldi e nomine a Roma come a Catanzaro, grazie a coperture di massimo livello persino a Bruxelles, deve adesso fronteggiare quest'ipotesi di reato destinata a far discutere. Anche perché, mai prima d'ora, la Legge Anselmi era stata invocata contro chi non fa formalmente parte di un'organizzazione massonica.</p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000">All'orizzonte insomma si profila una dura battaglia.<br />
</font><font color="#0000ff"><strong>Da una parte il pm e dall'altra tutti gli altri.</strong></font></h2>
<p align="justify">A partire dal deputato avvocato di Forza Italia, Giancarlo Pittelli, primo firmatario nella scorsa legislatura di una celebre proposta di modifica del codice di procedura penale che avrebbe di fatto reso impossibile qualsiasi indagine nei confronti della criminalità organizzata. Pittelli, in occasione di un accesso bancario sui suoi conti, ha già ricevuto un avviso di garanzia. Ma con lui e Cesa, secondo quanto 'L'espresso' è in grado di rivelare, sono sotto inchiesta pure il deputato Udc Pino Galati, il generale della Guardia di Finanza Walter Cretella, il consigliere di amministrazione di Finmeccanica ed ex deputato Dc, Franco Bonferroni.</p>
<p align="justify">Sono loro gli uomini della presunta <strong><font color="#ff0000">cupola politico-affaristica</font></strong> della quale, secondo De Magistris, farebbero parte anche Fabio Schettini, già segretario del vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini; l'imprenditore legato alla compagnia delle Opere, Antonio Saladino, e l'ex consigliere Anas ed ex responsabile del Commissariato all'emergenza ambientale calabrese, Giovanbattista Papello. Ed è proprio partendo dagli 864 milioni di euro sperperati in Calabria negli ultimi dieci anni per costruire decine di depuratori e impianti per rifiuti poco funzionati o mai collaudati che il pm è arrivato ad ipotizzare l'esistenza di questa sorta di 'superloggia segreta' specializzata nel controllo del denaro che scende a pioggia sull'asse Bruxelles-Roma-Catanzaro.</p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000">Perché, si è chiesto De Magistris, nonostante i capitali spesi, il mare è così sporco da aver costretto la Regione a scusarsi pubblicamente con i turisti?</font></h2>
<p align="justify">I carabinieri indagano e si convincono di trovarsi di fronte a una serie di gare truccate. Gli investigatori puntano l'indice contro il Commissariato per l'emergenza ambientale dove siede Papello, un ricchissimo manager iscritto ad Alleanza nazionale che in un armadio conserva un grembiulino, simbolo della sua iniziazione ai confratelli. Un testimone, titolare di un'impresa specializzata nella costruzione di depuratori, accusa: "Non mi hanno mai invitato alle gare e ho lavorato solo in sub-appalto perché sono fuori dal giro. Tutto ruota intorno ai rapporti tra imprenditori e politici. Quando si trattava di effettuare i conti con le società che mi affidavano i lavori mi facevano capire che avevano delle 'altre spese' ammontanti a circa il 4 per cento". "<strong>Altre spese</strong>" <em><strong><font color="#ff0000">ovvero tangenti</font></strong></em> che per il teste erano destinate ai politici che sponsorizzano le varie aziende.</p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000">I telefoni del Commissariato finiscono sotto controllo.</font></h2>
<p align="justify">Bastano poche settimane e gli investigatori mettono nel mirino una grossa impresa del nord cara a Pino Galati, Udc, in quel momento sottosegretario alle Attività Produttive nel governo Berlusconi: la Pianimpianti di Milano che, assieme ad altri colossi del riciclaggio rifiuti, ha vinto un appalto da 220 milioni di euro. Il vicepresidente è l'ex parlamentare parmigiano Franco Bonferroni, un amico di Pier Ferdinando Casini e di Romano Prodi, che nel 1993 ha visto la propria carriera politica stroncata da una brutta storia di tangenti. A quell'epoca lui e l'attuale segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, ammisero, nell'ambito della stessa inchiesta, di aver incassato mazzette, ma dopo una condanna in primo grado, riuscirono a uscire puliti dal processo grazie a un cavillo procedurale. Bonferroni, il cui nome figurava in un elenco di massoni agli atti della commissione P2 (ma lui ha sempre smentito l'affiliazione), nella Pianimpianti è comunque solo il numero due. Il big boss è invece un giovane di Lamezia Terme, Roberto Mercuri, che per telefono parla spesso con Galati. Quando gli investigatori vanno a perquisire la società pensano quindi di fare un gran colpo. E invece niente. Le carte sono sparite. Una fuga di notizie ha compromesso il blitz. Solo per caso, i finanzieri scoprono 3,5 milioni di euro in contanti in una borsa nascosta dai familiari di Mercuri sotto i sedili di un treno diretto in Lussemburgo.</p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000"> Sono tangenti?</font></h2>
<p align="justify">La prova non c'è. Anche se Antonio Naso, un altro imprenditore escluso dalla torta calabrese, parla di un sistema che prevedeva mazzette oscillanti tra il 3 e il 7 per cento, mascherate con fatture inesistenti, in parte destinate alle segreterie nazionali dei partiti. Naso dice: "Le cordate sono due: quella facente capo all'allora ministro Gasparri di An, che aveva come referente Papello e quella che aveva come riferimento Schettini, legato all'allora ministro Frattini di Forza Italia. Mio cugino ha lavorato nel cosentino per un capannone della società di Schettini e Papello e mi ha riferito che non volevano pagarlo promettendogli commesse nel settore delle 'acque'".</p>
<p align="justify">Per gli investigatori è tutto vero. Il capannone esiste ed è controllato dalla Digitaleco, una società creata da Schettini, Papello e Cesa, solo per ottenere, secondo il pm, 5 milioni di euro di fondi dall'Ue senza poi assumere, come promesso, 40 dipendenti. Tra i tre soci l'unico 'fratello' è il responsabile del Commissariato per l'emergenza ambientale Papello, anche se Cesa nel 2004 aveva scelto come tesoriere per la propria campagna elettorale un massone siciliano. Il resto del racconto di Naso è poi confermato dal cugino. Davvero, sostiene, Papello tentò di ricompensarlo offrendogli la possibilità di ottenere dal Commissariato lavori da effettuare assieme a un altro importante imprenditore legato ad An. Oggi Digitaleco è ripartita grazie all'impegno del nuovo proprietario e rappresenta la prova che si può fare impresa anche in Calabria. Ma, all'epoca dei tre politici la produzione era ferma e la società rischiava il fallimento. Per questo entrano in azione gli ispettori dell'Olaf, l'antifrode della Ue.</p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000">Papello era già indagato per truffa e corruzione, quando l'Olaf gli contesta anche la frode comunitaria assieme ai soci Schettini e Cesa.</font></h2>
<p align="justify">Lo stupore degli ispettori europei è però grande quando, da un computer di Cesa a Strasburgo, salta fuori l'intervista a un giornale tedesco in cui il loro stesso capo, Franz Hermann Bruner, il responsabile dell'Olaf appena riconfermato nell'incarico, lascia intendere che nella storia della Digitaleco non c'è niente di irregolare. Perché l'alto funzionario si è esposto in quel modo? Gli investigatori notano una coincidenza: Schettini e Cesa si erano spesi in favore di Bruner. E la loro sponsorizzazione pesava visto che Schettini di mestiere fa il segretario del vicepresidente della Commissione europea Frattini, mentre Cesa era membro della Commissione Ue che si occupava proprio dell'Olaf. Ma non basta. Per Bruner, secondo gli investigatori, si muove anche il portavoce dell'Olaf, un colonnello delle Fiamme Gialle, legatissimo al generale Cretella. Alla fine Bruner ce la fa e pure Cretella vola a Bruxelles, venendo nominato consigliere di Frattini.</p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000">Si tratta di nomine pilotate?</font></h2>
<p align="justify">Lo stabiliranno i giudici. Anche se Cretella ha già registrato una vittoria sull'accusa: una perquisizione ordinata contro di lui nell'ambito dell'inchiesta sui depuratori è stata annullata dal tribunale del riesame.</p>
<p align="justify">Resta però una certezza. Dalle indagini su Papello e Schettini è partito un terzo troncone d'inchiesta che coinvolge la Why Not, una società di lavoro interinale aderente alla Compagnia delle Opere, che ora è diventata centrale nell'istruttoria sulla presunta Cupola segreta. La Why Not riceve commesse milionarie dalla Regione: occupa 500 persone e ne distacca ben 146 nelle segreterie di partito e negli assessorati. È la punta di diamante dell'impero di Antonio Saladino, un veterinario che si è messo a fare l'imprenditore invitando i giovani a farsi strada con il merito. Quando l'Arma lo perquisisce però ha due sorprese. La prima è una lettera indirizzata alla moglie del leader dei Ds calabresi, Nicola Adamo, in cui si parla di una misteriosa Gran Loggia di San Marino. La seconda è un elenco di persone da assumere con accanto il cognome degli sponsor: Loiero (governatore di centrosinistra), Abramo (candidato per la destra) e tanti altri.</p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000"> Massoneria, affari, tangenti, generali. Ce la farà il pm a dimostrare il suo teorema?</font></h2>
<p align="justify"> L'impresa è ardua. L'onorevole Pittelli, un avvocato che assiste quasi tutti gli indagati, forte di alcune decisioni favorevoli dei giudici del riesame invoca il processo. Intanto i suoi colleghi di partito sparano raffiche di interrogazioni contro il pm: le hanno firmate cento parlamentari, un record. Ora però anche Pittelli (pure lui vicino alla massoneria in passato) è indagato. E dall'analisi dei suoi conti sono emersi versamenti per 100 mila euro a uno dei suoi clienti: Schettini, il segretario di Frattini. Il legale non disdegna l'attività imprenditoriale: nel 2006 ha creato un'immobiliare (in cui è socio al 25 per cento) con il figlio della compagna del procuratore di Catanzaro: Mariano Lombardi. Il capo di De Magistris convive serenamente con il socio del nemico numero uno del suo pm. <font color="#ff0000"><strong>Cose che succedono, in Calabria.</strong></font></p>
<p align="right"><em>di <strong>Peter Gomez</strong> e <strong>Marco Lillo</strong></em></p>
<p><font color="#ff0000"> </font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/04/06/delinquenti-in-parlamento-una-vera-vergogna-italiana/</link>
<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 01:06:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/04/06/delinquenti-in-parlamento-una-vera-vergogna-italiana/</guid>
<description><![CDATA[Andreotti Giulio
 Senatore a vita, nominato dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Polit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image001.jpg" alt="Andreotti Giulio" align="left" height="192" hspace="2" width="172" />Andreotti</b><b> Giulio</b></p>
<p align="justify"> Senatore a vita, nominato dal presidente della Repubblica Francesco <span class="SpellE">Cossiga</span>. Politico democristiano, sette volte presidente   del Consiglio. <span class="GramE">Ventisette volte messo</span> in stato   d'accusa dal Parlamento, sempre salvato (anche grazie al Partito comunista). <span class="GramE">Processato a Palermo con l'accusa di essere stato il massimo   referente politico dell'organizzazione mafiosa siciliana Cosa nostra</span>.   In primo grado Ë stato assolto con formula dubitativa (che corrisponde   all'insufficienza di prove del vecchio codice). La sentenza, pur   assolvendolo, <span class="GramE">sottolinea</span> che <span class="SpellE">Andreotti</span>   ha più volte mentito al Tribunale e aveva stretti rapporti politici con i   referenti siciliani di Cosa nostra, Salvo Lima e i cugini Salvo. La sentenza   d'appello riforma in parte quella di primo grado, sostenendo che sono provati   i suoi rapporti con gli uomini di Cosa nostra, almeno fino al 1980, anche se   per pochi mesi scatta la prescrizione del reato. Nel novembre 2002 è   condannato, in appello, a 24 anni di carcere come mandante dell'omicidio del   giornalista Mino <span class="SpellE">Pecorelli</span>, che era a conoscenza <span class="GramE">di </span>imbarazzanti segreti di <span class="SpellE">Andreotti</span>:   i soldi ottenuti nella vicenda <span class="SpellE">Italcasse</span>, il   memoriale di Aldo Moro...</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="justify"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image002.jpg" align="left" height="190" width="179" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="justify"><span class="SpellE"><b>Berlusconi</b></span><b> Silvio</b></p>
<p align="justify">  Deputato della Repubblica. Eletto a Milano. Fondatore di Forza Italia.   Presidente del Consiglio dei ministri nel 1994 e nel 2001. Il suo nome di   compare nelle liste della loggia massonica segreta P2: fascicolo 625, numero   di tessera 1816, data <span class="GramE">di </span>iniziazione 26 gennaio 1978. In un'audizione   alla commissione parlamentare sulla P2, <span class="SpellE">Berlusconi</span>   ammette di essersi iscritto alla P2 all'inizio del 1978 su invito di <span class="SpellE">Gelli</span>. Conferma la sua iscrizione alla loggia al processo   P2, nel novembre 1993.</p>
<p align="justify">• Nel settembre 1988, invece, in un processo per diffamazione da lui   intentato contro alcuni giornalisti, <span class="SpellE">Berlusconi</span>   dichiara al giudice<span class="GramE">:</span>"Non ricordo la data esatta   della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo   scandalo". Per questa dichiarazione <span class="SpellE">Berlusconi</span>   <span class="GramE">viene</span> denunciato per falsa testimonianza. Il   processo per falsa testimonianza si <span class="GramE">conclude</span> nel   1990: <span class="SpellE">Berlusconi</span> viene dichiarato colpevole, ma il   reato è estinto per intervenuta amnistia.</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span> fu indagato già dal 1983,   nell'ambito di un'inchiesta su droga e riciclaggio: la Guardia di finanza aveva   posto sotto controllo i suoi telefoni e scritto nel suo rapporto: «è stato   segnalato che il noto Silvio <span class="SpellE">Berlusconi</span>   finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in   Francia <span class="GramE">che</span> in altre regioni italiane. Il predetto   sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa   Smeralda avvalendosi di società di comodo...». L'indagine non accertò nulla   di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span> è stato accusato di aver pagato   tangenti <span class="GramE">a</span> ufficiali della Guardia di finanza, per   ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società. In primo grado   è stato condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti <span class="GramE">contestate</span>, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le   attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la   quarta (<span class="SpellE">Telepiù</span>), l'assoluzione è concessa con   formula dubitativa, secondo il comma 2 art. 530 <span class="SpellE">cpp</span>.   La Cassazione,   nell'ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di <span class="SpellE">Berlusconi</span> <span class="SpellE">Berruti</span>, <span class="SpellE">Sciascia</span>, <span class="SpellE">Nanocchio</span> e <span class="SpellE">Capone</span> (dunque le tangenti sono state <span class="GramE">pagate),   ma</span> assolve <span class="SpellE">Berlusconi</span> per non aver commesso   il fatto, seppur richiamando l'insufficienza di prove.</p>
<p align="justify">• Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino <span class="SpellE">Craxi</span>,   passati attraverso la società estera <span class="SpellE">All</span> <span class="SpellE">Iberian</span>, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi.   In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del   reato. <b>La Cassazione   conferma</b>.</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span> è rinviato a giudizio per aver   falsificato i bilanci <span class="SpellE">Fininvest</span> (processo <span class="SpellE">All</span> <span class="SpellE">Iberian</span> 2). Il   dibattimento, dopo molte lungaggini e schermaglie procedurali, è in corso   presso il Tribunale di Milano. Ma intanto <span class="SpellE">Berlusconi</span>   ha cambiato la legge sul falso in bilancio: il processo è sospeso <span class="GramE">in</span> attesa che il tribunale di Milano decida se inviare   alla Corte costituzionale e all'Alta corte di giustizia europea eccezioni d'<span class="SpellE">incostituzionalitý</span> e di <span class="SpellE">incompatibilitý</span>   con le direttive europee. La richiesta è della procura di Milano, che chiede   di giudicare se le nuove norme sui reali societari <span class="GramE">siano</span>   costituzionali e compatibili con le direttive dell'Unione europea. <span class="GramE">Se</span> le eccezioni saranno respinte, il reato <span class="SpellE">sarý</span> dichiarato prescritto.</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span> è stato indagato (anche <span class="GramE">sulla base di</span> una voluminosa consulenza fornita dalla <span class="SpellE">Kpmg</span>) per la rete di 64 società e conti off <span class="SpellE">shore</span> del gruppo <span class="SpellE">Fininvest</span> (<span class="SpellE">Fininvest</span> <span class="SpellE">Group</span> B) che, secondo   l'accusa, ha finanziato operazioni "riservate" (ha scalato <span class="SpellE">societý</span> quotate in Borsa, come <span class="SpellE">Standa</span>   e Rinascente, senza informare la    <span class="SpellE">Consob</span>; ha aggirato le leggi   antimonopolio tv in Italia e in Spagna, acquisendo il controllo di <span class="SpellE">Telepiù</span> e <span class="SpellE">Telecinco</span>; ha pagato   tangenti a partiti politici, come la stecca record di 21 miliardi di lire   data a <span class="SpellE">Craxi</span> attraverso la <span class="SpellE">societý</span>   <span class="SpellE">All</span> <span class="SpellE">Iberian</span>). La rete   occulta della <span class="SpellE">Finivest-ombra</span> ha spostato, tra il   1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire. Per questo <span class="SpellE">Berlusconi</span> è stato chiamato a rispondere di falso in   bilancio. <span class="GramE">Ma</span> nel 2002 ha cambiato la legge   sul falso in bilancio, trasformando i suoi reati in semplici illeciti   sanabili con una contravvenzione e soprattutto riducendo i tempi di   prescrizione del reato (erano 7 anni, aumentabili fino a 15; sono diventati   4). <span class="SpellE">CosÏ</span> il giudice per le indagini preliminari nel   febbraio 2003 ha   chiuso l'inchiesta: negando l'assoluzione, <span class="SpellE">poichÈ</span> <span class="SpellE">Berlusconi</span> e i suoi coimputati (il fratello Paolo, il   cugino Giancarlo <span class="SpellE">Foscale</span>, Adriano <span class="SpellE">Galliani</span>, Fedele <span class="SpellE">Confalonieri</span>)   non possono <span class="GramE">dirsi</span> innocenti; ma decidendo di   prosciogliere tutti i 25 imputati, <span class="SpellE">poichÈ</span> il tempo   per il processo, secondo la nuova legge, è scaduto. La procura ricorre in   Cassazione, che <span class="GramE">all'inizio di luglio 2003</span> applica   per la prima volta il "lodo <span class="SpellE">Maccanico</span>",   decidendo la sospensione del processo per <span class="SpellE">Berlusconi</span>.</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span> è stato rinviato a giudizio per   aver deciso il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse <span class="GramE">del</span> <span class="SpellE">Milan</span> a quelle del Torino   calcio, per l’acquisto del calciatore Gianfranco <span class="SpellE">Lentini</span>.   Il dibattimento di primo grado si è <span class="GramE">concluso</span> con la   dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge di <span class="SpellE">Berlusconi</span> sul falso in bilancio.</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span> è accusato di comportamenti   illeciti nelle operazioni d'acquisto della società Medusa cinematografica,   per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è stato condannato   a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, assoluzione con formula   dubitativa, confermata in Cassazione.</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span> è accusato <span class="GramE">di </span>appropriazione   indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l’acquisto dei terreni intorno   alla sua villa di <span class="SpellE">Macherio</span>. In primo grado è   assolto dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi   in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello è confermata   l'assoluzione per i due primi reati; è assolto per uno dei due falsi in   bilancio, per il secondo si applica l'amnistia.</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span> è accusato di aver pagato i giudici   di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo <span class="SpellE">Mondadori</span>,   che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell'udienza   preliminare Rosario Lupo ha deciso l'archiviazione del caso, con formula   dubitativa. La Procura   ha <span class="GramE">fatto</span> ricorso alla Corte d’appello, che nel   giugno 2001 ha   deciso: per <span class="SpellE">Berlusconi</span> è ipotizzabile il reato di   corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti   giudiziari; concesse le attenuanti generiche, il reato dunque è prescritto,   poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti <span class="SpellE">genriche</span>, scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che <span class="GramE">restino</span> sotto processo i suoi coimputati Cesare <span class="SpellE">Previti</span>, Giovanni <span class="SpellE">Acampora</span>,   Attilio Pacifico e Vittorio Metta.</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span> è accusato di aver corrotto i   giudici durante le operazioni per l'acquisto della <span class="SpellE">Sme</span>.   Rinviato a giudizio insieme <span class="GramE">a Cesare </span><span class="SpellE">Previti</span>,   Renato Squillante e altri. <span class="GramE">Il processo di primo   grado si Ë celebrato presso il Tribunale di Milano, dopo che la Cassazione ha   respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a </span><span class="SpellE">Perugia</span>, per legittimo sospetto reintrodotto per legge   nell'ottobre 2002. Un'altra <span class="GramE">legge, il "lodo </span><span class="SpellE">Maccanico</span>", votata con urgenza nel giugno 2003,   impone la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello   Stato, tra cui il presidente del Consiglio. Ma il Tribunale ha accettato la   richiesta di pubblico ministero e parte civile di chiedere alla Corte   costituzionale di pronunciarsi <span class="GramE">sulla </span>eventuale <span class="SpellE">incostituzionalitý</span> del "lodo".</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span> era accusato di aver indotto <span class="GramE">la Rai</span>,   da presidente del Consiglio, a concordare con la <span class="SpellE">Fininvest</span>   i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non   avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto   l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span> era accusato di aver pagato   tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre   l’Iva dal 19 al 4 per cento sulle <span class="SpellE">pay</span> tv e per   ottenere rimborsi di favore. La    Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, accolta dal   Giudice dell'udienza preliminare.</p>
<p align="justify">• Le procure di <span class="SpellE">Caltanissetta</span> e Firenze indagano   da molti anni sui «mandanti a volto coperto» delle stragi del 1992 (Falcone e   Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari   sull'eventuale ruolo che <span class="SpellE">Berlusconi</span> e Marcello   Dell'<span class="SpellE">Utri</span> possono avere avuto in quelle <span class="GramE">vicende</span> sono state formalmente chiuse con archiviazioni   nel 1998 (Firenze) e nel 2002 (<span class="SpellE">Caltanissetta</span>).   Continuano però indagini <span class="GramE">per concorso in strage contro   ignoti</span> e i decreti d'archiviazione hanno parole pesanti nei confronti   degli ambienti <span class="SpellE">Fininvest</span>.</p>
<p align="justify">• La procura di Palermo ha indagato su <span class="SpellE">Berlusconi</span>   per mafia: concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro   sporco. Nel 1998 l'indagine   è stata archiviata per scadenza dei termini massimi concessi per indagare.   Indizi sui rapporti di <span class="SpellE">Berlusconi</span> e Dell'<span class="SpellE">Utri</span> con uomini di Cosa nostra continuano <span class="GramE">a</span> essere segnalati in molte sentenze.</p>
<p align="justify">• <span class="SpellE">Berlusconi</span>, Dell’<span class="SpellE">Utri</span>   e altri <span class="GramE">manager</span> <span class="SpellE">Fininvest</span>,   responsabili in Spagna dell'emittente <span class="SpellE">Telecinco</span>,   sono accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge   antitrust spagnola. Sono ora <span class="GramE">in</span> attesa di giudizio   su richiesta del giudice istruttore anticorruzione di Madrid, <span class="SpellE">Baltasar</span> <span class="SpellE">Garzon</span> <span class="SpellE">Real</span>. Il giudice <span class="SpellE">Garzon</span> ha   chiesto di processare <span class="SpellE">Berlusconi</span> in Italia o di   poterlo processare in Spagna. <b>Di fatto, il processo è sospeso.</b></p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image004.jpg" alt="Berruti Massimo Maria (Forza Italia)" align="left" height="219" hspace="2" width="159" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span class="SpellE"><b>Berruti</b></span><b> Massimo <span class="SpellE">Maria</span></b></p>
<p align="justify">  Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nelle liste di Forza   Italia. Da ufficiale della Guardia di finanza, nel 1979 ebbe la sorte di   interrogare un giovane imprenditore emergente di nome<span style="color:red;">   Silvio </span><span class="SpellE">Berlusconi</span>, a proposito della confusa   situazione proprietaria e finanziaria della sua società <span class="SpellE">Edilnord</span>.   <span class="SpellE">Berlusconi</span> rispose che della <span class="SpellE">Edilnord</span>   era soltanto un "semplice consulente". <span class="SpellE">Berruti</span>,   nel suo rapporto conclusivo, prese per buona la versione di <span class="SpellE">Berlusconi</span>, permettendo così l'archiviazione   dell'accertamento valutario che ipotizzava la dipendenza della <span class="SpellE">Edilnord</span> da società estere. Poi si dimise dalla Guardia   di finanza e andò a lavorare per <span class="SpellE">Berlusconi</span>. Prima   delle dimissioni, però, fece in tempo a essere arrestato con l'accusa di   corruzione nell'ambito dell'inchiesta per lo scandalo <span class="SpellE">Icomec</span>,   una storia di tangenti che scoppiò prima di Mani pulite (al processo fu   assolto). Da consulente <span class="SpellE">Fininvest</span>, invece, è stato   di nuovo arrestato, nel 1994, per favoreggiamento a <span class="SpellE">Berlusconi</span>   nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di finanza. Condannato in primo   grado (10 mesi) e in appello (8 mesi). Come avvocato del gruppo <span class="SpellE">Fininvest</span>, ha trattato, fra l’altro, l’acquisto del   calciatore <span style="color:red;">Gigi </span><span class="SpellE">Lentini</span>   (poi oggetto di un processo in cui è imputato). Nel gennaio 1994 <span class="SpellE">Berlusconi</span> gli ha affidato l’organizzazione della   campagna elettorale di Forza Italia a <span class="SpellE">Sciacca</span> e   nella provincia d’Agrigento. Con buoni risultati, tra i quali il   coinvolgimento di<span style="color:red;"> Salvatore Bono</span> (cognato del   boss dell’<span class="SpellE">Agrigentino</span><span style="color:red;">   Salvatore Di </span><span class="SpellE">Gangi</span>) e di<span style="color:red;"> Salvatore </span><span class="SpellE">Monteleone</span>,   arrestato nel 1993 per concorso in associazione a delinquere di stampo   mafioso e diventato, appena uscito dal carcere, referente di Forza Italia a <span class="SpellE">Montevago</span>. Per i suoi servizi, <span class="SpellE">Berruti</span>   e stato premiato con un posto in Parlamento già dal 1996. Con il <span class="SpellE">Berruti</span> avvocato e poi politico, convive il <span class="SpellE">Berruti</span> uomo d’affari: in Sicilia possedeva una <span class="SpellE">societa</span>, la    <span class="SpellE">Xacplast</span>, che un rapporto dei   carabinieri indicava come partecipata da uomini d’onore delle famiglie   mafiose di <span class="SpellE">Sciacca</span>. Il collaboratore di giustizia <span style="color:red;">Angelo </span><span class="SpellE">Siino</span> ha parlato   anche di un incontro tra <span class="SpellE">Berruti</span> e il boss<span style="color:red;"> </span><span class="SpellE">Nino</span> <span class="SpellE">Gioè</span>,   proprio nel periodo di progettazione delle stragi <span class="GramE">del</span>   1992-93.</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image005.jpg" alt="Biondi Alfredo (Forza Italia)" align="left" height="192" hspace="2" width="172" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span class="GramE"><b>Biondi Alfredo</b></span></p>
<p align="justify">  Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, per Forza Italia.   Avvocato, ex deputato liberale, ex ministro della Giustizia nel primo governo   <span class="SpellE">Berlusconi</span> (quando tentò, invano, di far passare il   famoso "decreto <span class="SpellE">salvaladri</span>"). Nel 1998 ha patteggiato la   pena di 2 mesi di arresto e 6 milioni di multa per frode fiscale: aveva evaso   le tasse su parcelle professionali per quasi 1 miliardo.</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image007.jpg" alt="Bonsigno Vito (Forza Italia)" align="left" height="215" hspace="2" width="188" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span class="SpellE"><b>Bonsignore</b></span><b> Vito</b></p>
<p><span class="GramE"></span><span style="font-family:Arial;">(</span><span class="SpellE">C.C.D</span><span class="SpellE"></span><span style="font-family:Arial;">.</span><span style="font-family:Arial;">): condannato a 2 anni   per </span><span style="font-family:Arial;color:red;">corruzione</span></p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image008.jpg" alt="Bossi Umberto (Lega Nord - Casa delle Libertà) - (Costo 70 Mlni di Euro)" align="left" height="180" hspace="2" width="150" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b>Bossi Umberto</b></p>
<p align="justify">  Deputato della Lega nord, eletto a Milano. Ministro per le riforme. Ha   precedenti penali per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ai quali   somma il vilipendio alla bandiera. Ha detto in pubblici comizi che lui con il   tricolore «si pulisce il c...». Dalla procura di Verona è stato indagato per   attentato all'<span class="SpellE">integritý</span> dello Stato, per presunte <span class="SpellE">attivitý</span> eversive delle <span class="SpellE">´camicie</span>   verdiª. Per uscire da questa situazione, il ministro della Giustizia Castelli   e altri esponenti della maggioranza hanno presentato proposte di leggi su   misura per depenalizzare i reati commessi da Bossi e amici. Ma il leader   indiscusso del Carroccio è stato condannato, con sentenza definitiva   confermata dalla Cassazione, anche per tangenti: 8 mesi al processo per la   maxitangente <span class="SpellE">Enimont</span>, per un contributo di 200   milioni regalati da Carlo <span class="SpellE">Sama</span> e incassati dal   cassiere <span class="SpellE">Patelli</span>.</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image009.jpg" alt="Cantoni Gianpiero (Forza Italia)" align="left" height="192" hspace="2" width="155" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b>Cantoni Giampiero</b></p>
<p align="justify"><b> </b> Senatore della Repubblica. Eletto per la Casa delle libertà in Lombardia. Banchiere,   socialista, fu presidente della <span class="SpellE">Bnl</span>. è stato inquisito   e arrestato per corruzione, bancarotta fraudolenta e altri reati. Se l'è   cavata con alcuni patteggiamenti e un risarcimento di 800 milioni di lire.</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image010.jpg" alt="Carra Enzo (Forza Italia)" align="left" height="197" hspace="2" width="177" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span class="SpellE"><b>Carra</b></span><b> Enzo</b></p>
<p align="justify">  Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nella lista della Margherita   in Campania. Dopo essere stato portavoce della <span class="SpellE">Dc</span>   durante la segreteria di Arnaldo <span class="SpellE">Forlani</span>, oggi è   coordinatore della Margherita. Pregiudicato: condannato a 1 anno e 4 mesi per   falsa testimonianza: per coprire l'emersione della maxitangente <span class="SpellE">Enimont</span>. Per quel reato fu arrestato durante Mani pulite   e la sua fotografia in manette divenne un'immagine-simbolo di Tangentopoli.</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://img386.imageshack.us/img386/6339/image012yt7.jpg" alt="Marcello Dell'Utri (Forza Italia)" align="left" height="193" hspace="2" width="170" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b>Dell’<span class="SpellE">Utri</span> Marcello</b></p>
<p align="justify">  Senatore della Repubblica. Eletto nel 2001 nel collegio più chic di   Milano. La legislatura precedente era deputato. Tra i collaboratori <span class="SpellE">pi˜</span> vicini a <span class="SpellE">Berlusconi</span> fin   dagli anni Settanta, Ë considerato l'<span class="SpellE">´inventoreª</span>,   nel 1993, di Forza Italia. Accusato di bancarotta fraudolenta per il crac <span class="SpellE">Bresciano</span> (un'azienda del discusso finanziere siciliano   Filippo Alberto <span class="SpellE">Rapisarda</span>). Arrestato nel 1995 dai   magistrati di Torino per le false fatture di <span class="SpellE">Publitalia</span>   (la <span class="SpellE">societý</span> che raccoglie <span class="SpellE">pubblicitý</span>   per le tv di <span class="SpellE">Berlusconi</span>). Indagato per i fondi neri   di <span class="SpellE">Publitalia</span> anche a Milano (nel 1994 aveva   evitato l'arresto solo grazie alla soffiata del Tg5 di Enrico Mentana, che   dando la notizia aveva fatto cadere le esigenze di custodia cautelare). A   Milano Ë imputato pure di estorsione aggravata (per aver mandato il boss di   Cosa nostra Vincenzo <span class="SpellE">Virga</span> a fare il "recupero   crediti" nei confronti di Vincenzo <span class="SpellE">Garraffa</span>,   titolare di una squadra di pallacanestro sponsorizzata da <span class="SpellE">Publitalia</span>).   A Palermo Ë accusato di concorso esterno nell'associazione mafiosa Cosa   nostra e di calunnia aggravata nei confronti di alcuni collaboratori di   giustizia (Dell'<span class="SpellE">Utri</span> aveva assoldato due falsi   pentiti <span class="SpellE">perchÈ</span> raccontassero di essere stati   convinti in carcere ad accusare Dell'<span class="SpellE">Utri</span> di   mafia). A Madrid, in Spagna, Ë accusato di gravi irregolarità nella gestione   di <span class="SpellE">Telecinco</span>.</p>
<p align="justify">Complessa la sua vicenda processuale, costellata di leggi su misura. A   Torino, nel 1998, Ë condannato in appello a 3 anni e 2 mesi per false fatture   e frode fiscale continuata della società <span class="SpellE">Publitalia</span>.   Ma prima che la sentenza diventasse definitiva, il Parlamento (a maggioranza   Ulivo) <span class="SpellE">approvò</span> in tutta fretta una legge che   permetteva il patteggiamento anche in Cassazione: Dell'<span class="SpellE">Utri</span>   la <span class="SpellE">usò</span>, rimediando uno sconto che ridusse la pena a   2 anni e 6 mesi, sotto la soglia dei 3 anni oltre i quali si deve entrare in   carcere. Restava aperto il problema delle pene accessorie: 5 anni   d'interdizione dai pubblici uffici. Perso, in forza di quella pena, il seggio   in Parlamento, Dell'<span class="SpellE">Utri</span> sarebbe finito in cella, <span class="SpellE">perchè</span> nel frattempo i giudici di Palermo avevano chiesto   il suo arresto per la vicenda dei falsi pentiti. Dell'<span class="SpellE">Utri</span>   chiede allora che gli sia applicato l'indulto del 1989 (anche se gran parte   dei reati contestati sono successivi). La Corte d'appello di Torino respinge la   richiesta, ma poi la    Cassazione l'accoglie: <span class="SpellE">così</span>   niente pene accessorie, niente arresto. La pena definitiva scende ancora, in   sede d'esecuzione, a 1 anno e 8 mesi (sotto la soglia dei 2 anni, quindi   senza neppure l'obbligo dell'affidamento ai servizi sociali), <span class="SpellE">perchè</span> il governo Amato (centrosinistra) depenalizza   alcuni reati fiscali e finanziari. Da Milano, intanto, arrivano altre piccole   pene per false fatture e falso in bilancio, considerate "<span class="SpellE">in</span>   continuazione" con la condanna di Torino. La pena complessiva, dunque, risale   oltre i 2 anni. Ci pensa la nuova legge sul falso in bilancio (2001, governo <span class="SpellE">Berlusconi</span>), che risolve il problema. A Palermo i due   processi d'argomento mafioso (quello per concorso esterno squaderna una   imponente mole di prove della vicinanza tra Dell'<span class="SpellE">Utri</span>   e Cosa nostra) arrivano alle fase finali, quando una apposita legge (quella   cosiddetta <span class="SpellE">"d'</span>attuazione" dell'articolo 68 della   Costituzione, che con il contributo del verde Marco Boato dilata a dismisura   i privilegi e le <span class="SpellE">immunitý</span> dei parlamentari) si   rendono inutilizzabili, nei confronti di deputati e senatori, i tabulati   telefonici. Proprio i tabulati erano la prova dei contatti tra Dell'<span class="SpellE">Utri</span> e i falsi pentiti assoldati per azzerare le accuse   di mafia. L'accusa si oppone a gettare alle ortiche quelle prove, <span class="SpellE">perchÈ</span> raccolte comunque prima del provvidenziale arrivo   della legge. Deciderý il tribunale.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">Tutto questo non ha impedito a Silvio <span class="SpellE">Berlusconi</span>   di candidarlo al Senato, nel collegio più centrale di Milano. Marcello lo   aveva confessato in tv: "Mi candido per legittima difesa". Tra un   processo e l'altro, <span class="SpellE">teggia</span> <span class="GramE">a</span>   uomo di cultura: il 20 giugno 2003, per esempio, ha inaugurato la Biblioteca del   palazzo del Senato, alla presenza del presidente del Senato Marcello Pera e   del capo dello Stato Carlo Azeglio <span class="SpellE">Ciampi</span>.</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image013.jpg" alt="Del Pennino Antonio (Pri Cdl)" align="left" height="193" hspace="2" width="172" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b>Del Pennino Antonio</b></p>
<p align="justify">  Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio di <span class="SpellE">Milano-Niguarda-Sesto</span>   per la Casa   delle libertà è tra i repubblicani che con Giorgio La Malfa sono passati con <span class="SpellE">Berlusconi</span>. In passato è stato vicesegretario nazionale   del <span class="SpellE">Pri</span> e più volte parlamentare. Una testimone   racconta che a fine anni Settanta Del Pennino era tra i frequentatori delle   bische clandestine gestite a Milano da Angelo Epaminonda. Lì era chiamato   "Del <span class="SpellE">Pennazzo</span>". Il 13 maggio 1992, agli   albori di Mani pulite, quando era deputato del <span class="SpellE">Pri</span>   e capogruppo repubblicano alla Camera, è stato raggiunto da un'informazione   di garanzia. L' ipotesi di reato: ricettazione, per aver ricevuto denaro   provento di tangenti. Nel 1993 la    Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione a   procedere per violazione delle norme sul finanziamento pubblico dei partiti:   i magistrati di Milano l'avevano richiesta per contributi in denaro che Del   Pennino avrebbe ricevuto da fondi neri costituiti presso l' Associazione   industriale lombarda (<span class="SpellE">Assolombarda</span>). A luglio 1994 Ha patteggiato una   pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel   processo per le tangenti <span class="SpellE">Enimont</span>. A ottobre 1994   altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti   relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione   penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti <span class="SpellE">Atm</span>, per le forniture di autobus <span class="SpellE">all</span>   azienda dei trasporti milanese (in precedenza, lo stesso tribunale aveva   respinto una sua richiesta di patteggiamento, perché la pena concordata con   il pubblico ministero non era stata ritenuta congrua rispetto alla gravità   dei fatti contestati). Alla fine del 2000 Antonio Del Pennino è rientrato nel   <span class="SpellE">Pri</span>, giusto in tempo per partecipare al   "ribaltino" che ha portato il glorioso partito ad allearsi con <span class="SpellE">Berlusconi</span>.</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)<br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image014.jpg" alt="De Michelis Gianni (Nuovo Psi - Cdl)" align="left" height="185" hspace="2" width="166" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b>De <span class="SpellE">Michelis</span> Gianni</b></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><b>1 anno   e 6 mesi </b>patteggiati a Milano per corruzione per le tangenti autostradali del   Veneto; <span class="GramE">6 </span>mesi   patteggiati per finanziamento illecito <span class="SpellE">Enimont</span>.</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image016.jpg" alt="De Rigo Walter (Forza Italia)" align="left" height="181" hspace="2" width="161" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b>De Rigo Walter</b></p>
<p class="MsoNormal" align="justify">Senatore della Repubblica, Casa delle libertà. Importante   imprenditore <span class="SpellE">bellunese</span> del settore degli occhiali,   è stato processato per avere nei primi anni Novanta utilizzato in maniera   illecita finanziamenti dell'Unione Europea. Se l'è cavata con una condanna   patteggiata.</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image018.jpg" alt="Frigerio Gianstefano (Forza Italia)" align="left" height="167" hspace="2" width="175" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span class="SpellE"><b>Frigerio</b></span><b> <span class="SpellE">Gianstefano</span></b></p>
<p class="MsoNormal" align="justify">Deputato della Repubblica. Eletto in Puglia. Un nome, una   garanzia. Già, ma qual è il nome? Nel collegio dove<span style="color:red;">   Silvio </span><span class="SpellE">Berlusconi</span> l’ha candidato, in Puglia,   è Carlo <span class="SpellE">Frigerio</span>, com'era scritto sui manifesti. A   Milano, dove da decenni fa politica, è <span class="SpellE">Gianstefano</span>.   <span class="GramE">Eppure</span> è sempre lui: come segretario regionale della   <span class="SpellE">Dc</span> in Lombardia (e cassiere occulto del partito) ha   incassato decine di tangenti, è stato arrestato tre volte tra il 1992 e il   1993, è stato coinvolto in molti processi. <span class="GramE">è</span>   accusato di aver accettato mazzette per le discariche lombarde, per il   depuratore di Monza, per gli appalti alle Ferrovie <span class="SpellE">Nord.</span>   Alcune tangenti le ha ammesse, pur minimizzando il proprio ruolo. Ha   confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da <span style="color:red;">Paolo </span><span class="SpellE">Berlusconi</span>, in   cambio dei permessi alla <span class="SpellE">Fininvest</span> per gestire la   discarica di Cerro Maggiore.</p>
<p align="justify">Ha accumulato tre condanne definitive: 1,4 anni per finanziamento illecito ai   partiti, 1,7 per <span class="GramE">finanziamenti</span> illeciti e   ricettazione, 3,9 per corruzione e concussione. <span class="GramE">Ciò   nonostante, dopo aver lasciato la    </span><span class="SpellE">Dc</span> si è inventato una nuova vita   come consigliere personale di Silvio <span class="SpellE">Berlusconi</span> e   influente membro di Forza Italia, di cui dirige il centro studi. <span class="GramE">Mentre i giudici dell’esecuzione stavano esaminando le sentenze   definitive che pesano su di lui per decidere il cumulo della pena da   scontare, </span><span class="SpellE">Gianstefano</span> scompare e ricompare, in   Puglia, Carlo: lì si è conquistato un bel seggio in Parlamento. Il 31   maggio, primo giorno di riunione della nuova Camera <span class="GramE">dei</span>   deputati, <span class="SpellE">Frigerio</span>, è stato arrestato. Dovrà   scontare una pena di 6 anni e cinque mesi. Affidato poi ai servizi sociali,   ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento   per qualche giorno <span class="GramE">al</span> mese: come pratica di   riabilitazione (ma il giudice forse non conosceva il tasso di devianza di <span class="SpellE">quell'</span>ambiente...).</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;color:windowtext;"> </span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image019.jpg" alt="Galvano Giorgio (Psi)" align="left" height="193" hspace="2" width="149" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span class="SpellE"><b>Galvagno</b></span><b> Giorgio</b></p>
<p class="MsoNormal" align="justify">Ex sindaco socialista <span class="GramE">di </span>Asti,   nel ’96 ha patteggiato 6 mesi e 26 giorni di carcere per inquinamento delle   falde acquifere, abuso e omissione di atti ufficio, falso ideologico, delitti   colposi contro la salute pubblica (per l’inquinamento delle falde acquifere)   e omessa denuncia dei responsabili della Tangentopoli <span class="SpellE">astigiana</span>   nello scandalo della discarica di <span class="SpellE">Vallemanina</span> e <span class="SpellE">Valleandona</span> (smaltimento fuorilegge di rifiuti tossici e   nocivi in cambio di tangenti).</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image020.jpg" alt="Jannuzzi Lino (Alleanza Nazionale / Mafia)" align="left" height="189" hspace="2" width="169" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span class="SpellE"><b>Jannuzzi</b></span><b> Lino</b></p>
<p align="justify">  Senatore della Repubblica. Giornalista, dopo essersi occupato negli anni   Sessanta e Settanta di golpe e servizi segreti, è passato <span class="GramE">a</span>   occuparsi soprattutto di magistrati. Si è fatto notare insultando, quando era   in vita, <span style="color:red;">Giovanni Falcone</span>, che poi ha   glorificato da morto, per contrapporlo ai magistrati vivi, di Milano e   Palermo, sempre da criticare. Nel 1991<span class="GramE"> infatti</span>,   mentre era in discussione la nomina di Falcone a capo della Procura nazionale   antimafia e di <span style="color:red;">Gianni De Gennaro</span> a capo della   Dia, <span class="SpellE">Jannuzzi</span> scrive sul<i> Giornale di Napoli</i>   un articolo intitolato "Cosa nostra uno e due" in cui di Falcone e   De Gennaro dice: «è una coppia la cui strategia, passati i primi momenti di   ubriacatura per il pentitismo ed i maxi-processi, è approdata al più completo   fallimento: sono Falcone e De Gennaro i maggiori responsabili della dèbacle   dello Stato di fronte alla mafia... L'affare comincia a diventare pericoloso   per noi tutti... dovremo guardarci da due Cosa nostra, quella che ha la Cupola a Palermo e quella   che sta per insediarsi a Roma... Sarà prudente tenere a portata di mano il   passaporto» ( 29 ottobre 1991). Dal boss di Cosa nostra <span style="color:red;">Pippo Calò</span> ha ricevuto 5 milioni per pubblicare un   libro che poi non ha mai scritto. <span class="GramE">è</span> <span class="SpellE">pluriquerelato</span> per una serie infinita di diffamazioni nei   confronti di magistrati e uomini per bene. Ora cominciano ad arrivare le   condanne definitive. Però niente carcere, per il giornalista <i>viveur</i>,   che prima scappa a Parigi, poi ottiene <span class="GramE">una </span>inedita   immunità parlamentare assoluta, garantita dal presidente del Senato<span style="color:red;"> Marcello Pera</span>: «Il senatore <span class="SpellE">Jannuzzi</span>   <span class="GramE">gode dei</span> privilegi e delle immunità discendenti   dagli incarichi ricoperti nelle istituzioni europee. Ne deriva che in tutti   gli Stati membri del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea il senatore <span class="SpellE">Jannuzzi</span> <span class="GramE">gode di</span> un'immunità   assoluta dalla giurisdizione».</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image021.jpg" alt="Giorgio LaMalfa (Pri - Cdl)" align="left" height="192" hspace="2" width="171" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span class="GramE"><b>La Malfa</b></span><b> Giorgio</b></p>
<p align="justify">  Deputato della Repubblica. Ex segretario del <span class="SpellE">Pri</span>   ai tempi della "prima repubblica", ha portato il suo partito <span class="GramE">ad</span> aderire alla Casa delle libertà. Come tanti altri   segretari di partito degli anni <span class="GramE">di</span> Tangentopoli, è   stato condannato a 6 mesi per aver percepito finanziamenti illeciti,   provenienti dalla maxitangente <span class="SpellE">Enimont</span>.</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image023.jpg" alt="Maroni Roberto (Lega Nord - Cdl)" align="left" height="210" hspace="2" width="163" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span class="SpellE"><b>Maroni</b></span><b> Roberto</b></p>
<p align="justify">  Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Varese. Leghista, ex <span class="GramE">ministro</span> dell'Interno nel primo governo <span class="SpellE">Berlusconi</span>. <span class="GramE">è</span> coinvolto in tre   inchieste giudiziarie. Per gli scontri con la polizia, inviata a perquisire   la sede della Lega a Milano, è stato condannato in primo grado a 8 mesi per   oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Come capo delle "camicie   verdi", è indagato dalla procura di Verona per reati come attentato   contro l'integrità dello Stato. Infine, la procura di Roma lo vuole   processare per favoreggiamento di una presunta compravendita di voti.   Candidato al ministero della Giustizia nel governo <span class="SpellE">Berlusconi</span>,   ha dovuto farsi da parte, tra le polemiche. Ma è <span class="GramE">comunque</span>   diventato ministro al <span class="SpellE">Welfare</span>.</p>
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image025.jpg" alt="Rollandin Augusto (Union Valdotaine / Cntro-Sinistra)" align="left" height="209" hspace="2" width="178" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span class="SpellE"><b>Rollandin</b></span><b> Augusto</b></p>
<p align="justify">  Senatore della Repubblica. Proviene dalla Valle d’Aosta e dal suo partito   più forte, l’<span class="GramE">Union</span> <span class="SpellE">valdotaine</span>.   <span class="GramE">è</span> stato presidente della giunta regionale della   Valle d’Aosta, ma all’inizio degli anni Novanta è stato condannato per reati   contro la pubblica amministrazione. <span class="GramE">è</span> anche in   attesa di un altro processo, accusato di essere socio occulto di una società   finanziata dalla Regione. In quanto condannato, per legge non può più <span class="SpellE">ricandidarsi</span> negli enti locali (Comuni, Province,   Regioni); allora si è candidato, con successo, al Senato. Ora, però, è <span class="GramE">in</span> attesa di una “riabilitazione penale”. <span class="GramE">Se</span> la otterrà, potrà <span class="SpellE">ricandidarsi</span>   alla presidenza della Regione Valle d'Aosta per il centrosinistra, che   evidentemente non ha trovato niente di meglio che un pregiudicato.</p>
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<p style="text-align:center;" align="center"><!--[if gte vml 1]&#38;gt;       --><!--[if !vml]--><img src="http://whatisthematrix.altervista.org/tuttidentro_file/image026.jpg" alt="Sgarbi Vittorio (Forza Italia)" align="left" height="189" hspace="2" width="170" /><!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b>Sgarbi Vittorio</b></p>
<p class="MsoNormal" align="justify">Deputato della Repubblica, Forza Italia. <span class="GramE">Grande</span> difensore di <span class="SpellE">Craxi</span> nel   Parlamento del 1992 (allora vi era entrato come deputato liberale), è un   pregiudicato per truffa ai danni dello Stato (assenteista, ha preso lo   stipendio senza andare a insegnare). È stato indagato per aver avuto rapporti   con uomini della 'ndrangheta, quando è stato candidato in Calabria. È un   collezionista di querele per diffamazione: suo pezzo forte è dare   dell'assassino ai magistrati di Mani pulite, ma sa variare sul tema in modo   molto creativo. Cacciato dal governo <span class="SpellE">Berlusconi</span> nel   2002 (era sottosegretario <span class="GramE">si</span> Beni <span class="SpellE">culturalei</span>) per dissidi con il ministro Urbani.</p>
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<font color="#ff0000"><b> Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)</b></font><br />
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