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	<title>dacia-maraini &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/dacia-maraini/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "dacia-maraini"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 01:59:10 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Media e italiano medio]]></title>
<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/?p=395</link>
<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 15:53:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>giovannacosenza</dc:creator>
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<description><![CDATA[«[...] Le abitudini televisive, fatte di manipolazioni gergali e di italiano tecnologico para-anglo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">«[...] Le abitudini televisive, fatte di <strong>manipolazioni gergali</strong> e di <strong>italiano tecnologico para-anglosassone</strong>, influiscono molto, troppo sul linguaggio comune. Lo scrittore fatica. E fatica anche il romanzo che deve conciliare comprensibilità e invenzione, adesione alla realtà linguistica del paese e intervento critico sul sempre più povero codice comune. [...]</p>
<p style="text-align:left;">Spesso nella conversazione si inseriscono <strong>pezzi di pubblicità</strong>, frasi intere di <strong>canzoni</strong>. Termini derivati da <strong>film stranieri</strong> e da <strong>slogan della moda</strong> si trovano, quando uno meno se lo aspetta, nel linguaggio comune, trasformati in segnali di scambio, codici verbali.</p>
<p style="text-align:left;">Altre volte sono i gruppi sociali meno prestigiosi che <strong>prendono in prestito formule dai mestieri invidiati</strong> e così abbiamo il medichese, il sindacalese, il politichese, lo psicoanalitichese e via di seguito.</p>
<p style="text-align:left;">Mi piacerebbe proporre a chi usa questi gerghi di <strong>provare a cantare il loro detestabile politichese ad esempio con un tempo di <a title="Rap" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rap" target="_blank">rap</a></strong><a title="Rap" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rap" target="_blank">.</a> Nel rap le parole vengono fuori come lampi dalle nuvole, tutte legate elettricamente le une alle altre. È un modo di cantare basato sul ritmo e non sulla melodia, un ritmo rapidissimo in cui le parole si incastrano l'una nell'altra. Tante pesantezze inutili sparirebbero subito. E uno sarebbe costretto alla concisione e alla chiarezza verbale.»</p>
<p style="text-align:left;">(Dacia Maraini, <em>Amata scrittura. Laboratorio di analisi letture proposte conversazioni</em>,  BUR, Milano, 2000, pp. 114-115.)</p>
<p style="text-align:left;">Aggiungo che, da quando c'è il<strong> <a title="Web 2.0" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0" target="_blank">Web 2.0</a></strong>, oltre ai media anche i nuovi media ci si mettono, nell'appiattire l'italiano comune. E penso soprattutto alla logorrea di certe zone della blogosfera.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Bella, la terapia del rap per i malati di gergo stretto.</strong> :-)</p>
<p style="text-align:left;">
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Lo sai: debbo riperderti e non posso]]></title>
<link>http://juliacraye.wordpress.com/?p=97</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 18:21:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>juliacraye</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Non è troppo presto a ventisei anni stare a inseguire le ombre anziché persone vive e reali?. Il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-98" src="http://juliacraye.wordpress.com/files/2008/05/copj13asp_maraini_ultimotreno.jpg?w=53" alt="treno, maraini" width="53" height="96" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><em><span style="font-size:8pt;font-family:Arial;">Non è troppo presto a ventisei anni stare a inseguire le ombre anziché persone vive e reali?</span></em><span style="font-size:8pt;font-family:Arial;">. <em>Il treno dell’ultima notte</em> è un romanzo che divaga. Promette speranzoso una ricerca, un estuario. Nonostante anni di assenza, seconda guerra mondiale, abissi razziali e differenze di ceto e realizza un delta di intenzioni in una Europa lacera da conflitti mondiali e civili ma ansiosa di godere barlumi di novità, ricostruzione o rivoluzione. Al centro di ogni pagina c’è una donna giovane con un nome che è un aggettivo, un basco rosso e un cappotto azzurro. Amara stipa un pacco di lettere che rilegge fino a farne un mantra, fino a evocare, al centro di ogni pagina, la presenza di Emanuele Orenstein scomparso in abiti, vezzi e giovinezza dal getto di Losdz nel millenovecentoquarantatre. Emanuele Orenstein si vantava di saper volare. Emanuele Orenstein ha spostato la prospettiva di Amara Sironi dall’orizzonte della terra battuta dai passi di tutti, all’albero di ciliegio delle osservazioni sul resto del mondo. Io e te sull’albero di ciliegio. Io e te e questo è il giardino. “<em>Lei sa perché ci si innamora di una persona?”. “Vorrei che fosse perché ci piace come pensa, come ragiona, come parla, come si muove, per il suo odore, per la sua voce, per le sue mani, per i suoi occhi”</em>. Il resto del mondo è bruciato, e il freddo della guerra fredda non impedisce alle ceneri di fumigare. I suffumigi impediscono ai fantasmi di dissolversi e così Amara che cerca Emanuele trova due compagni di viaggio. Hans meticcio di origini ma puro di intenzioni e Horvath asceta coi calcagni scoperti e sporchi di fango e il naso in mezzo ai libri. Tre persone che ne cercano un’altra sono i tre indizi lasciati da Dacia Maraini al lettore per convincerlo a continuare. Tre indizi fanno una prova. Emanuele Orenstein forse non menava vanto, forse è volato come in uno Chagall, oltre i muri del ghetto di Losdz. <em>Il treno dell’ultima notte</em> è un romanzo <em>concitato e sereno</em>. Maraini compone in una lingua piana e con un ritmo scazonte che non scava gli orrori della guerra e della sopravvivenza ma enumera. <em>(…) siamo stati carnefici anche noi, il più forte contro il più debole, sempre, capisci, anche con chi avremmo dovuto aiutare, soccorrere. Non c’è pace, non c’è pace possibile perché ci hanno fatto fare delle cose per cui ci sentiremo sempre sporchi, orribilmente luridi e macchiati (…)</em>. Sfibra per lanciare analogie di estenuazione. <em>Il treno dell’ultima notte</em> non si trincera dietro la protervia delle possibilità di vite nuove e nonostante, non aspetta le Eumenidi né per i colpevoli né per le vittime, non lancia ami e nemmeno esche. <em>Il treno</em> sta, in una stazione che potrebbe essere solo un pensiero o una stanza di miniature di treni Lima, corrotto da una memoria che impedisce a chiunque, e ad Amara per prima, di spostare gli occhi da quello che si cerca a ciò che si troverà. Comunque.<em>“Lei dovrebbe scendere da quell’albero, Amara”. “Perché?”. “Perché le cose succedono qui per terra, non sugli alberi, accanto a un ragazzo invisibile che pretende troppo nel suo stato di fantasma”</em>.</span><strong><span style="font-size:8pt;font-family:Arial;"> D. Maraini, Il treno dell’ultima notte, Rizzoli (2008), pp. 429, € 21,00.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-99" src="http://juliacraye.wordpress.com/files/2008/05/copt13asp_miguilim.jpg?w=62" alt="guimaraes rosa, miguilim" width="62" height="96" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-right:-4.1pt;text-align:justify;"><em><span style="font-size:8pt;font-family:Arial;">La vergogna che provava era così come se all’improvviso fosse divenuto per la cattiveria troppo leggero, quasi tutto svuotato, e aveva bisogno di aspettare molto tempo, quieto, molto solo, finché il corpo, la testa si empissero di peso fermo un’altra volta</span></em><span style="font-size:8pt;font-family:Arial;">. Con Miguilim e col suo modo zoppo di parlare e aggrumare pensieri, inventare storie e lagrime, Guimarães Rosa ci tuffa nella vita polverosa dei <em>Gerais</em> sperduti in un entroterra sudamericano di verdi cangianti, terreni argillosi e nidi di civetta. Non c’è una storia, non subito, non accadimenti, la vita è continua e imperterrita, ma piuttosto il racconto di una distanza e di una inconfondibile inadeguatezza che arriva addirittura a puzzare di incomprensioni familiari. Miguilim che vive in una fattoria della quale suo padre non è padrone con una nonna dispotica, fratelli rumorosi, una strega ubriaca, uno zio innamorato, e una madre che solo a tratti rivela tutta l’intelligenza del suo stomaco, guarda il mondo ogni giorno più sfocato e, nel suo essere bambino, riesce a intrecciare connessioni e maraviglie insieme al fratello minore Dito, il quale parla da uomo, da uomo si comporta e da futuro padrone osserva, controlla e impara. Dito diventerà tutto quello che vuole perché sa senza avere imparato e <em>parla con ogni persona come se fosse una, differente, ma che gli piacciono tutte come se fossero uguali</em>. <em>Miguilim</em> è scritto in un linguaggio difficile e brullo, musicale più che conseguente, il tempo non scorre linearmente ma si attorciglia alle zampe dei pulcini sull’aia o alle code dei cani, fugge a nascondersi nelle fosse degli armadilli braccati. <em>Miguilim</em> distrae, è una novella incantata e nostalgica, <em>vinta </em>a tratti, che non rassomiglia alle scritture sudamericane alle quali si è abituati. Lasciatevi ingannare e stupire, per una volta. <em>“Chi le ha insegnato questo?” “È stato il sole, e anche le api, e anche la mia enorme ricchezza che ancora non posseggo Miguilim”</em>.</span><strong><span style="font-size:8pt;font-family:Arial;"> J. Guimarães Rosa, Miguilim [1964], UE Feltrinelli (2007), pp. 136, € 6,50.</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Dacia Maraini Il treno dell'Ultima Notte]]></title>
<link>http://riarene.wordpress.com/?p=42</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 14:21:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>riarene</dc:creator>
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<description><![CDATA[L´istituto italiano di Cultura di Vienna ospiterà, il 24 aprile, la presentazione de &#8220;Il tre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="border:3px solid black;float:left;" src="http://www.italiani.lu/mmp/online/website/menu_left/books/120/816/image_10516/foto_dacia-_maraini.jpg" alt="" width="214" height="214" />L´istituto italiano di Cultura di Vienna ospiterà, il 24 aprile, la presentazione de "Il treno dell´ultima notte", ultimo romanzo di Dacia Maraini, disponibile in tutte le librerie italiane a partire da domani. Nella capitale austriaca, dove la Maraini ha moltissimi lettori, la scrittrice sarà accompagnata da un gruppo di giornalisti italiani che rivisiteranno i luoghi della capitale descritti nel romanzo.<br />
Il romanzo della Maraini, infatti, è in gran parte ambientato a Vienna, (ma anche a Budapest, Cracovia e Firenze) e racconta un viaggio nel cuore sanguinante del Novecento. Emanuele, uno dei protagonisti del romanzo, è un bambino con la testa piena di sogni e Amara, la sua compagna di giochi, non può stare senza di lui.<br />
Perché anche i bambini si innamorano. Ma i sogni di Emanuele muoiono nel ghetto di Lodz. Tra Auschwitz, Cracovia e Vienna, Amara va alla ricerca del suo amico perduto, fino ad essere coinvolta nella rivoluzione ungherese contro i sovietici. Alla presentazione interverranno l'ambasciatore d'Italia, Massimo Spinetti e il nuovo direttore dell'istituto, Arnaldo Dante Marianacci. Dopo l'appuntamento di Vienna, la Maraini si recherà a Budapest per presentare il suo romanzo anche nel locale istituto di Cultura.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Questa sera (18/04) a "Le Invasioni Barbariche" Jovanotti.]]></title>
<link>http://secondside.wordpress.com/2008/04/17/intervista-barbarica-anna-finocchiaro-le-invasioni-barbariche-di-daria-bignardi-il-programma-di-approfondimento-su-la7it/</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 21:42:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>pier90</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tornano le invasioni con la nona puntata del talk show più amato dagli internauti, ricordo che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://secondside.files.wordpress.com/2008/04/invasioni-barbariche1.jpg"><img class="size-full wp-image-389 alignright" style="float:right;" src="http://secondside.wordpress.com/files/2008/04/invasioni-barbariche1.jpg" alt="" /></a>Tornano le invasioni con la nona puntata del talk show più amato dagli internauti, ricordo che "Le Invasioni Barbariche" è un talk show che tratta di costume e società; inoltre ogni sera sono invitati tre ospiti d'onore che si sottopongono all'intervista barbarica di Daria Bignardi.<strong> L'appuntamento è per ogni venerdi sera alle 21.10 circa su La7.</strong></p>
<p>Prima di vedere gli ospiti della prossima puntata, quella che andrà in onda stasera, <strong>vi annuncio un'iniziativa di questo spazio dedicato alle "Invasioni" che va a ripescare tra le interviste le più belle. <em>Vista la disfatta alle regionali siciliane, ho deciso di proporvi l'intervista ad Anna Finocchiaro, appartenente al Pd, il video lo trovate in calce all'articolo.</em></strong> Gli ospiti della nona puntata sono:</p>
<ol>
<li><strong>la stilista Donatella Versace;</strong> <a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=invasioni" target="_blank">(video dell'intervista)</a></li>
<li><strong>la scrittrice Dacia Maraini<a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=invasioni&#38;video=11698" target="_blank">;</a></strong><a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=invasioni&#38;video=11698" target="_blank">(video dell'intervista)</a></li>
<li><strong>il cantante Lorenzo Cherubini...Jovanotti!</strong><a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=invasioni&#38;video=11715" target="_blank">(video dell'intervista)</a></li>
</ol>
<p>Torna lo spazio dei talk, questa sera...</p>
<p>Le Invasioni è anche i suoi talk. Nel primo <strong>sarà in studio Rocco Tanica</strong>, artista eclettico e imprevedibile, autore surreale, tastierista e anima musicale di Elio e le Storie Tese, che ha appena pubblicato il suo primo libro, "Scritti scelti male". Nel secondo, invece,<strong> si parlerà del motivo che spinge sempre più italiani a scegliere Dubai</strong>, piccolo emirato affacciato sul Golfo Persico, per realizzare il proprio sogno di ricchezza, glamour e lusso eccessivo: tra gli ospiti <strong>Alessandro Siani</strong>, <strong>Mario Tozzi</strong>, il fotografo<strong> Bob Krieger</strong>, <strong>Katia Noventa e Luisa Ancelotti</strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://secondside.files.wordpress.com/2008/04/donatella-versace.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-390" src="http://secondside.wordpress.com/files/2008/04/donatella-versace.jpg" alt="" width="116" height="105" /></a><a href="http://secondside.files.wordpress.com/2008/04/dacia-maraini.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-391" src="http://secondside.wordpress.com/files/2008/04/dacia-maraini.jpg" alt="" width="106" height="106" /></a><a href="http://secondside.files.wordpress.com/2008/04/jovanotti.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-392" src="http://secondside.wordpress.com/files/2008/04/jovanotti.jpg" alt="" width="116" height="105" /></a></p>
<p><span style="display:block;width:425px;margin:0 auto;">[vodpod id=ExternalVideo.510240&#38;w=425&#38;h=350&#38;fv=contentURL%3D%2Fvideo%2Finvasioni_barbariche%2Finvasioni_barbariche_anna_finocchiaro.flv%26imgPath%3D%2Fimg%2Fvideo%2F320X240%2F5063.jpg] <span style="float:left;"><a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=invasioni&#38;video=5063">from www.la7.it</a></span> <span style="font-size:10px;float:right;"><a href="http://vodpod.com/wordpress">posted with vodpod</a> </span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[194]]></title>
<link>http://blogdome.wordpress.com/?p=220</link>
<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 12:41:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>dome</dc:creator>
<guid>http://blogdome.wordpress.com/?p=220</guid>
<description><![CDATA[ 
Ho sottoscritto - e vi invito a fare lo stesso - la petizione &#8220;Liberadonna&#8221; che Si]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://blogdome.wordpress.com/files/2008/02/mimose.jpg" title="mimose"><img src="http://blogdome.wordpress.com/files/2008/02/mimose.jpg" alt="mimose" /></a></p>
<p>Ho sottoscritto - e vi invito a fare lo stesso - la petizione "<a target="_blank" href="http://www.firmiamo.it/liberadonna">Liberadonna</a>" che Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Alda Merini, Valeria Parrella, Lidia Ravera ed Elisabetta Visalberghi hanno scritto e lanciato contro l'incredibile attacco cui stiamo assistendo in questi giorni nei confronti delle donne, della loro dignità, del loro diritto di esistere e di decidere della propria vita.</p>
<p><em>Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti,<br />
ora basta!<br />
L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.<br />
Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.<br />
Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.<br />
Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).<br />
Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.</em></p>
<p><em><a target="_blank" href="http://www.firmiamo.it/liberadonna">Qui è possibile sottoscrivere l'appello.</a></em></p>
<p><em>vota: </em><a target="_tab" href="http://www.wikio.it/vote?url=http://blogdome.wordpress.com/2008/02/15/194/"><img border="0" src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio3.gif" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Napoli sotto il sole, il romanzo notato da Dacia Maraini]]></title>
<link>http://giuseppepesce.wordpress.com/2007/12/08/le-salicelle-salvate-dai-ragazzini/</link>
<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 14:35:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
<guid>http://giuseppepesce.wordpress.com/2007/12/08/le-salicelle-salvate-dai-ragazzini/</guid>
<description><![CDATA[
È il romanzo dell’adolescenza: la storia di un ragazzo di vent&#8217;anni e di un&#8217;estate c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img style="width:176px;height:254px;" src="http://giuseppepesce.wordpress.com/files/2007/12/napoli.gif" border="0" alt="" hspace="5" width="213" height="300" align="left" /></p>
<p><strong><span style="color:#003366;font-family:Georgia;">È il romanzo dell’adolescenza:</span></strong><span style="color:#003366;font-family:Georgia;"> <em>la storia di un ragazzo di vent'anni e di un'estate che gli ha cambiato la vita</em>. </span><span style="font-family:Georgia;">Il tempo che va da quell'estate trascorsa in città alla primavera successiva, diviene la cifra di un'adolescenza che, seppure invissuta, tarda a morire. È il tentativo di farsi interprete di una generazione che sta percependo il proprio svanire senza avere mai avuto consistenza, e di questo nientificarsi provare a dare forma poetica, taglio sarcastico.</span><span style="font-family:Georgia;"> <!--more--></span></p>
<p><strong><span style="color:#003366;font-family:Georgia;">È il racconto di una generazione nata borghese</span></strong><span style="font-family:Georgia;">, in una città dove la bellezza, la natura pulsante, non ancora storicizzata, acuisce la gaddiana cognizione del dolore. Una generazione banale, dal tono dimesso, borghese, medio e mediocre. Di cui difficilmente si parla e si scrive, magari perché poco interessante, ma l’unica veramente moderna, fatta di <em>uomini senza qualità</em>, che attendono chissà cosa scrutando un futuro che appare loro come l’immenso vuoto del deserto dei Tartari, che viaggiano stranieri nelle strade e tra la gente come l’Ulisse joyciano. </span><span style="font-family:Georgia;"> </span></p>
<p><strong><span style="color:#003366;font-family:Georgia;">Più moderni di ogni moderno</span></strong><span style="font-family:Georgia;">, figli del più brutale conformismo. Tramontate da anni le grandi ideologie, quando si spegne la radiotv - un black out li ucciderebbe - vedono la vita ridursi alle sue forme essenziali. «Mi spoglio in una delle mille stanze dove a via Fonteiana si dorme» scrive Pasolini. È la più grande sconfitta dell’uomo. E ora che inventa nella rete infiniti modi di dimenticare la realtà, trova solo, straniero al capolinea della sera, la cognizione del dolore. Quel sentire forte e confuso il male della vita magistralmente descritto nel racconto di Gadda: provinciale, di periferia, al limite.</span><span style="font-family:Georgia;">Solo allora si capisce il perché di tutte le esperienze al limite di cui si riempiono le nostre cronache. <strong><em><span style="color:#003366;">Questa generazione è una carcassa, non spera più. </span></em></strong><em><span style="color:#003366;">Prolunga volutamente l’adolescenza spensierata, e nell’incertezza del domani trascorre provvisoria la vita.</span></em> </span><span style="font-family:Georgia;"> </span></p>
<p><span style="font-size:12pt;font-family:Georgia;">È un racconto del dramma di esistenze che non riescono ad esserci, e che silenziose trascorrono senza neppure lamentarsi. Non c’è protesta, non c’è ribellione (il Sessantotto!) non c’è neppure rancore, verso il mondo degli adulti responsabile, comunque, storicamente, di aver fatto trovare a questa generazione un mondo in cui sembra non esserci spazio per niente e per nessuno. Ma proprio partendo da questa coscienza, e dalla forza che ha solo un ragazzo di vent’anni - la passione, l’amore irraggiungibile, invivibile come la Napoli di questo racconto - si può costruire una nuova idea di futuro. E ricominciare a sperare.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La ragazza con la treccia - Dacia Maraini]]></title>
<link>http://nightlibrary.wordpress.com/2007/07/29/la-ragazza-con-la-treccia-dacia-maraini/</link>
<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 12:47:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>nightlibrary</dc:creator>
<guid>http://nightlibrary.wordpress.com/2007/07/29/la-ragazza-con-la-treccia-dacia-maraini/</guid>
<description><![CDATA[
Recensione a cura di Shalimar 
Una scrittrice che amo moltissimo è Dacia Maraini.
Trovo che, con i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nightlibrary.wordpress.com/files/2007/07/la-ragazza-con-la-treccia.jpg" title="La ragazza con la treccia"><img src="http://nightlibrary.wordpress.com/files/2007/07/la-ragazza-con-la-treccia.thumbnail.jpg" alt="La ragazza con la treccia" /></a></p>
<p><u>Recensione a cura di Shalimar </u></p>
<p>Una scrittrice che amo moltissimo è Dacia Maraini.<br />
Trovo che, con il trascorrere degli anni la sua produzione e tecnica narrativa siano migliorate moltissimo, un po’ come il vino che più è vecchio più è buono. Non voglio dire che la signora Maraini sia vecchia! E’ solo “cresciuta” in esperienza.<br />
Il libro di cui voglio parlare è poco conosciuto : “La ragazza con la treccia”, una raccolta di racconti edita da Viviani Editore, in eslusiva per Alitalia. Io ebbi la fortuna di trovarlo, quasi nuovo, su un volo Roma-Torino, nel 1994. Sono racconti brevi, incisivi, nei quali le battute dei personaggi risuonano rare e secche, come i colpi di un bravo cacciatore. Alcuni racconti sono narrati in prima persona, altri no. I temi potrebbero sembrare diversificati, ma c’è un “fil rouge”che li lega : la giovane età dei personaggi, che li colloca in una realtà in divenire, ricca di possibili colpi di scena, immediati o futuri, descritti o lasciati immaginare.<br />
Lo stile è agile, curato, in ottima lingua italiana.<br />
E’ un libro di cui sono gelosa, come di un tesoro scoperto per caso.<br />
Sono certa che, se venisse pubblicato per un pubblico più vasto, sarebbe un “best-seller”.<br />
Mi auguro che ciò accada al più presto, per la felicità dei lettori !</p>
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<title><![CDATA[Moravia da piccolo]]></title>
<link>http://culturaitalia.wordpress.com/2005/06/11/moravia-da-piccolo/</link>
<pubDate>Sat, 11 Jun 2005 05:48:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Danilo Ruocco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Può capitare, leggendo un libro di uno scrittore famoso, di chiedersi come fosse l’autore da giov]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><font face="verdana,geneva" size="4">Può capitare, leggendo un libro di uno scrittore famoso, di chiedersi come fosse l’autore da giovane. Spesso, infatti, i lettori sono a conoscenza di tanti particolari riguardanti la biografia da adulto di un romanziere, ma pochi o quasi nessuno sulla vita dell’autore da bambino. Se, poi, lo scrittore di cui si vorrebbero notizie ha pubblicato anche romanzi nei quali protagonisti ne erano adolescenti o ragazzini, allora la curiosità di saperne di più sulla vita stessa dell’autore potrebbe farsi più intensa. Tra i romanzieri che si sono sempre dimostrati restii a parlare della propria infanzia figura <b>Alberto Moravia</b>, autore di grandi capolavori della letteratura come <i>Gli indifferenti</i>, <i>Agostino</i>, <i>La ciociara</i>, <i>Il conformista</i> e tanti altri titoli che, come quelli che sono appena stati elencati, oltre ad aver appassionato i lettori, hanno anche emozionato gli spettatori, essendo diventati dei film di successo e, a volte, dei veri e propri capolavori del cinema. Moravia, dunque, per gran parte della sua vita si rifiutò sempre di rispondere a domande riguardanti il proprio passato, ma di fronte alle insistenze di <b>Dacia Maraini</b>, sua compagna di vita per tanti anni, dovette cedere e raccontarsi. Ne nacque un libro-intervista dal titolo <i><b>Il bambino Alberto</b></i>, ancora disponibile nel catalogo BUR. Il libro si legge con molta facilità e – oltre a descrivere l’infanzia di Moravia – riporta alla luce le abitudini di vita di una normale famiglia della medio borghesia romana agli inizi del Novecento, quando, come dice Moravia, Roma era ancora una città di campagna. «Non avevo una grande partecipazione alla vita di famiglia» racconta Moravia alla Maraini «Le ristrettezze dell’ambiente borghese mi mettevano a disagio e mi umiliavano. Al tempo stesso non ne soffrivo molto. Ero chiuso nei miei sogni letterari. […] Soffrivo di solitudine». Solitudine che si acuì in seguito alla malattia che colpì il bambino Alberto e che lo costrinse a lunghi periodi di immobilità nel lettino della sua camera e, anche, a periodi di degenza in sanatorio, durante i quali Alberto leggeva molto: Dostoevskij, Dichens, Balzac «Ero abbonato» sono sempre parole di Moravia «alla Biblioteca Viessieux di Firenze che mi mandava i libri che mano mano ordinavo. Leggevo in francese per lo più. Romanzi soprattutto. […] Le giornate erano lunghe, non finivano mai. Passavo il tempo da solo, sempre da solo, a leggere». Si capisce un po’ di più, allora, la ritrosia dimostrata da Moravia quando gli si chiedeva di parlare della sua adolescenza: «il passato non mi interessa, mi rattrista e basta» affermava e, aggiungeva: «Non vedo il nesso fra il me di allora e il me di ora». Una presa di distanza dal proprio vissuto che va a braccetto con la più volte dichiara non autobiograficità dei propri romanzi, nonostante la Maraini, durante l’intervista, insistesse a trovare dei paralleli tra la vita di Moravia e gli avvenimenti descritti in alcuni suoi libri come <i>Agostino </i>o <i>Gli indifferenti</i>. Completano il volume due interviste che la Maraini ha fatto alle sorelle di Moravia, chiedendo loro di descrivere il bambino Alberto come se lo ricordavano. Un libro, dunque, <i>Il Bambino Alberto</i>, che restituisce al pubblico dei lettori l’infanzia di Moravia, grande vecchio della letteratura italiana.</font></div>
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