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	<title>carne-marcia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/carne-marcia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "carne-marcia"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 19:00:55 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Tale padre tale figlio, un perdente impenitente e senza Vergogna!]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=803</link>
<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 11:08:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[



 


Bobo Craxi ha pronunciato ieri durante il congresso del suo partito delle parole vergognose ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:left;">
<div style="text-align:justify;">
<div class="mceTemp">
<dl>
<dt><strong><img class="null alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/bobocraxi1.jpg" alt="bobocraxi1.jpg" width="460" height="220" /></strong> </dt>
</dl>
</div>
<p><strong>Bobo Craxi</strong> ha pronunciato ieri durante il congresso del suo partito delle parole vergognose nei miei confronti. Non accetto insulti da parte di una persona che si presenta nel mondo della politica con delle credenziali che lascio alle pagine di "Se li conosci li eviti" di <strong>Marco Travaglio</strong> e <strong>Peter Gomez</strong> il compito di illustrare.</p>
<h2 style="text-align:center;"><strong><span style="color:#0000ff;">In quattro parole:<br />
</span>"<span style="color:#ff0000;">tale padre tale figlio</span>"</strong></h2>
<p style="text-align:center;">
<div class="mceTemp">
<dl>
<dt> </dt>
</dl>
</div>
<p style="text-align:center;"><strong>Anagrafe:</strong> Nato a Milano il 6 agosto 1964.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> Curriculum:</strong> Diploma di maturità classica; libero professionista fin da giovanissimo, grazie alla raccomandazione del padre <strong>Bettino</strong>, è segretario cittadino del Psi e capogruppo al Consiglio Comunale di Milano, fin dal 1992; dopo <strong>Tangentopoli</strong>, aderisce al Nuovo Psi di <strong>De Michelis</strong> e nel 2001 viene eletto deputato a Trapani con la Casa delle Libertà; nel 2006 fonda I Socialisti, passa al centrosinistra, viene rieletto con i Ds e promosso sottosegretario agli Esteri con delega ai rapporti con l'Onu; 1 legislatura (2001);<br />
<strong>Segni particolari:</strong> Una legislatura con la destra e una con la sinistra sono l'emblema di questo giovanotto viziato e raccomandato che nel 1992 andava in giro a minacciare i cronisti giudiziari milanesi, colpevoli di raccontare lo scandalo di Tangentopoli prima e dopo l'arresto di <strong>Mario Chiesa</strong>. Un giorno del marzo '92 il pupo del Capo, telefona al responsabile della cronaca di Milano de "il Giornale" di <strong>Indro Montanelli</strong> per lamentarsi di <strong>Peter Gomez</strong> che sta documentando i suoi affettuosi legami politici, elettorali e personali con il neo-galeotto Chiesa. "Dopo le elezioni del 5 aprile - minaccia - ci sarà un repulisti, molte teste cadranno al Giornale. Prima di parlare col vostro padrone [<strong>Berlusconi</strong>, nda], vi ripeto che dovete smetterla di rompere i coglioni. Siete il solito giornale veterofascista, leghista, filodemocristiano". Montanelli scrive una lettera ai redattori minacciati:
</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Pur ricordandovi che la nostra regole è quella di non tener conto delle interperanze altrui, specie dei politici, e di dire sempre la verità, tutta la verità, senza partito preso ne animosità verso nessuno, vi autorizzo a comunicare a suddetto signore [Bobo, nda], se ve ne capita l'occasione, che l'unica "testa" in pericolo di cadere dopo il 5 aprile non è la vostra ma, caso mai, la sua. E potete aggiungere, da parte mia, che non la considererei una gran perdita.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Quanto arrestano Chiesa, Bobo ha 31 anni.</strong></em> "Certi episodi di corruzione - commenta a caldo - a Milano sono meno frequenti che in altre aree del Paese o in altre metropoli europee". E' il 17 febbraio 1992. Poi Chiesa confessa. E Bobo: "Sono sbalordito, ma la situazione è imbarazzante per Chiesa, non per me. Che ne potevo sapere, io? L'abbiamo espulso dal partito. Il Psi è estraneo a questa vicenda, che deve insegnarci comunque a tenere gli occhi aperti, a essere pronti a denunciare, noi per primi, eventuali casi di tangentomania" (8 marzo 1992). Poi Chiesa comincia a fare i nomi degli altri. Compreso il suo. E Bobo avverte ai giudici: "Non si credano che tutti i mesi possono far scoppiare un caso Chiesa" (19 aprile 1992). "La democrazia ha i suoi costi e i partiti non vivono d'aria" (28 aprile 1992).</p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"> Il fatto è che le sue campagne elettorali le pagava Chiesa.<br />
Con i soldi delle mazzette del Pio Albergo Trivulzio, l'ospizio dei vecchietti a Milano. </span></h2>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://img387.imageshack.us/img387/5720/p27691dv3.jpg" alt="" width="387" height="350" />Ho fatto - racconta Chiesa - tutto ciò che avrei fatto se fossi stato candidato io. Senza lesinare una lira. Craxi mi aveva chiesto di aiutare il figlio e il suo successo mi sarebbe servito a dimostrare la mia capacità di trasferire 7000 voti".</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Dal 1989 Mario Chiesa ha un unico obiettivo: diventare sindaco di Milano. Per questo, abbandonati i vecchi protettori, si lega alla famiglia Craxi e mette a disposizione di Bobo i suoi quattrini e il suo pacchetto di voti per le amministrative del 1990.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">"Bobo - rivela a Di Pietro - deve a me la sua elezione al Consiglio comunale, almeno al 50 per cento". Bobo insorge: "Un cumulo di falsità. Mi ha aiutato il mio cognome, non Mario Chiesa". Ma un biglietto d'auguri lo smentisce. E' un invito datato 20 dicembre 1991, che dice: "Tutti insieme sotto l'albero. E auguri di Buon Natale con i compagni <strong>Paolo Pillitteri</strong>, Bobo Craxi e Mario Chiesa". E' la prova dello stretto legame politico fra Bobo e il "mariuolo". Per l'ultimo Natale prima di Mani Pulite, quello del 1991, Chiesa ha organizzato una manifestazione insieme al figlio e al cognato di Craxi: la manifestazione si è aperta con un "dibattito sulle prospettive degli enti locali", per poi proseguire con una festa, "spettacolo, estrazione di premi, brindisi e panettone". Da un paio d'anni, del resto, Chiesa e Bobo fanno coppia fissa in dibattiti, inaugurazioni, incontri e iniziative politiche. Memorabile la Festa della Donna organizzata a Milano l'8 marzo 1991, nella sede di un Consiglio di zona: tra i relatori non c'erano signore, in compenso non mancavano Mario Chiesa e Bobo Craxi.</p>
</div>
<div id="more" class="entry-more">
<p style="text-align:justify;">Tracce del sodalizio politico tra i due erano emerse anche nell'inchiesta <strong>Duomo Connection</strong>, sugli affati milanesi di una famiglia mafiosa siciliana. Tra il materiale sequestrato a un indagato, c'erano le videocassette di uno spot elettorale di Bobo Craxi, accompagnate da una lettera del 13 aprile 1990 su carta intestata di un circolo socialista, il Club Turati: "Le invio, come d'accordo con l'ingegner Mario Chiesa, le cassette con gli spot da trasmettere su Telestar e su Canale 6, sulla base di quanto concordato con lo stesso ingegner Chiesa". Firmato: Bobo Craxi. Il gruppo di indagati della Duomo Connection, in effetti, gestiva su alcune emittenti lombarde ampi spazi televisivi, per pubblicizzare e vendere appartamenti e villette a schiera. In questi spazi, "sulla base di quanto concordato con lo stesso ingegner Chiesa", avrebbero dovuto essere trasmessi gli spot elettorali di Bobo (non risulta però che siano mai andati in onda).</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://img365.imageshack.us/img365/601/1709543180x140ou2.jpg" alt="" width="180" height="140" /><span style="color:#ff0000;"><em><strong> E' tutto scritto nelle sentenze di Mani Pulite</strong></em></span>, dove il numero di righe dedicate a Bobo è direttamente proporzionale alla statura politica del personaggio: dunque è bassissimo. Ma non per questo meno illuminante. La prima sentenza è quella emessa il 3 giugno 1994 dalla V sezione del Tribunale nel processo per le tangenti dell'Aem e di altri enti municipalizzati, che ha portato alle condanne definitive degli ex sindaci socialisti Paolo Pillitteri e <strong>Carlo Tognoli</strong>. I giudici rievocano la parabola di Chiesa nella Milano da bere. Da quanto Tognoli scoprì il suo talento e lo lanciò nel firmamento politico, a quando Mario il Mariuolo si spostà poi su Pillitteri e infine direttamente sulla famiglia Craxi, <span style="color:#ff0000;"><em><strong>ungendo le ruote di papà Bettino e del piccolo Bobo:</strong></em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Le formule politiche di Chiesa si legano al Psi e a chi, di volta in volta, nel partito dispensa la maggiore forza a livello cittadino. Dunque Tagnoli sino al 1986, Pillitteri da quella data in poi (...). E' tutt'altro che incredibile che Chiesa, a partire dal 1986-87, abbia deviato le contribuzioni per parte Psi, fino ad allora elargite al Tagnoli, sul Pillitteri e altrettanto ovvia è la ragione del perchè egli abbia cessato di farsi intermediario di tangenti verso il Pillitteri all'incirca a fine '89: a quell'epoca Chiesa aveva ormai stretto rapporti con il segretario nazionale del partito Craxi, aveva centrato l'obiettivo da tempo prefissosi ed era conseguentemente scemata la necessitò di seguitare a "compiacere" il sindaco Pillitteri. Chiesa sintetizza il tutto nell'interrogatorio del 23.2.92 quando dichiara che "l'ultima volta che ebbi a dare del denaro è stato all'ex sindaco Pillitteri circa nel 1989 (...). A partire dal 1990, siccome ero riuscito a instaurare un rappporto diretto con il segretario del partito Bettino Craxi e con la sua famiglia, a seguito della sponsorizzazione del figlio Bobo, non avevo più nessuna necessità di sovvenzionare economicamente altri politici del Psi. Nel 1990 era direttamente Bettino Craxi che si preoccupava della mia relazione politica, tant'è vero che fu lui personalmente che impose la mia riconferma al Pat, dando ordine in tal senso al sindaco Pillitteri.</em></p>
<div class="mceTemp">
<dl>
<dt><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img55.imageshack.us/img55/9084/porcello03it2.jpg" alt="Bottino Craxi e Silvio Porcelloni" width="312" height="400" /></dt>
</dl>
</div>
<p style="text-align:justify;"><em>Non ha alcun fondamento la linea difensiva incentrata sul preteso addebito a Craxi di responsabilità "di posizione" per fatti da altri commessi, risultando dalle dichiarazioni di Tradati [Giorgio, uno dei prestanomi di Craxi, nda] che egli si informava sempre dettagliatamente dello stato dei conti esteri e dei movimenti che sugli stessi venivano compiuti, e dispose prelievi sia a fine di investimento immobiliare (l'acquisto di un appartamento a New York), sia per pagare gli stipendi dei redattori dell'"Avanti, sia ancora versare alla stazione televisiva Roma Cine Tivù (di cui era direttrice generale <strong>Anja Pieroni</strong>, legata a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire. Lo stesso Craxi dispose poi l'acquisto di una casa e di un albergo [l'Ivanohe] in roma, intestati alla Pieroni. </em></p>
<p style="text-align:justify;">Alla quale, per soprammercato, Craxi faceva pagare anche "la servitù, l'autista e la segretaria". E poi lo diceva sempre Bettino a Tradati: "diversificare gli investimenti". Tradati eseguiva. Dagli atti risultano varie "operazioni immobiliari: due a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile". Ma Craxi non trascurava gli affetti familiari: ecco dunque una villa e un generoso prestito di 500 milioni (mai restituiti, naturalmente) per il <strong>fratello Antonio</strong> e la di lui moglie <strong>Sylvie Sarda</strong>, seguaci del Sai Baba. Il prestito doveva servire per l'allestimento di una mostra itinerante di una fondazione dedicate al celebre guru indiano. Infine - scrivono i giudici di appello - "dalle annotazioni redatte da Raggio in ordine ai movimenti sui conti da lui costituiti per conto di Craxi, risultano d'altro canto esborsi direttamente ordinati da quest'ultimo in favore di banche svizzere, riguardanti in un caso spese di locazione di una casa in Costa Azzurra da parte del figlio". Insomma, i conti di Craxi servivano "alla realizzazione di interessi economici innanzitutto propri". Se qualche dipendente del Psi è stato licenziato, ora sa anche il perché: invece del suo stipendio, bisognava pagare la villa in Costa Azzurra al piccolo Bobo. Ottanta milioni per pochi mesi d'affitto. Ma - come ha spiegato Raggio ai pm milanesi - "il figlio di Craxi aveva affittato una villa sulla Costa nell'ottobre-novembre '93 per sottrarsi al clima poco favorevole creatosi a Milano". Anche lui, in fondo, era in esilio. Anche lui aveva dovuto riparare in Francia, sulle orme di Turati, Saragat, Pertini, Nenni, dei fratelli Rosselli e di tanti altri rifugiati politici. e chissù se è vero che affermano alcuni abitanti di Portofino, che giurano di aver visto Bobo Craxi anche in anni recenti a Villa Altachiara, dopo la tragica morte della padrona di casa Francesca Vacca Agusta, mentre litigava animatamente con l'inquilino Maurizio Raggio, il custode dei conti esteri di papà Bettino.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://img387.imageshack.us/img387/2324/ladroiy0.jpg" alt="Double-Face, andò s\'arrubba iddu stà" width="300" height="288" /><strong>Fedina penale:</strong> Condannato nel 1999 dal Tribunale di Brescia per diffamazione aggravata ai danni del procuratore generale di Milano, <strong>Francesco Saverio Borrelli</strong>, a 1 mese di reclusione e 25 milioni di lire tra riparazione pecuniaria e risarcimento del danno, si è salvato in appello grazie alla prescrizione. In un'intervista del 18 febbraio 1996 al "Corriere della Sera", aveva affermato: "Ricordo bene quando, nel 1990, Borrelli bussò alla porta di Pillitteri perchè lo aiutasse a diventare procuratore capo di Milano". Una menzogna assoluta, riconosciuta come "diffamazione e lesiva dell'onore e della reputazione di indipendenza" di Borrelli anche dalla Corte d'appello di Brescia che, pur applicando la prescrizione, ha confermato la condanna ai risarcimenti e al pagamento delle spese legali, con una sentenza divenuta definitiva nell'ottobre del 2007 per mancanza di ricorso in Cassazione da parte di Craxi junior.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong> Il quale, divenuto sottosegretario, non ha mai pagato una lira ne un euro, infischiandosene della sentenza.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><em><strong>Dal Blog di Antonio Dipietro: <a title="Tale padre, tale figlio. Perdi il pelo, ma non il Vizio!" href="http://www.antoniodipietro.com/2008/07/bobo_craxi.html" target="_blank">www.antoniodipietro.it</a></strong></em></p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perché no al trattato di Lisbona]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=801</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 01:04:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Perché         no al trattato di Lisbona
&#8220;E’          la forma più         assoluta di tot]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="center"><img class="alignleft" style="float:left;margin:2px 4px;" src="http://img83.imageshack.us/img83/6500/20070314signoraggio1wj8.jpg" alt="CAPITALISMO" width="400" height="300" /><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;">Perché         no al trattato di Lisbona<br />
</span><strong><span style="font-family:Verdana;">"E’          la forma più         assoluta di totalitarismo"<br />
</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di <span>Ida Magli – tratto da “I</span>l Giornale”, 7 Giugno 2008 </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">I</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">n questi giorni, con la ratifica da parte del Parlamento italiano del         cosiddetto Trattato di Lisbona, si porrà fine definitivamente         all'esistenza delle Nazione Italia. E mano a mano si porrà fine         all'esistenza di quasi tutte le altre nazioni in Europa. Non bisogna         sorprendersi del silenzio che accompagna l'atto più importante che sia         mai stato compiuto dal 1870 con il Regno d'Italia. È un silenzio che         non è dovuto soltanto al volere dei governanti, ben sicuri fin         dall'inizio dell'operazione “Unione europea“ che bisognava tenerne         all'oscuro il più possibile i cittadini, ma anche alla obiettiva         difficoltà per i giornalisti di fornire informazioni e tanto meno         spiegazioni di un progetto che esula da qualsiasi concetto di «politica“. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il Trattato di Lisbona è infatti una «visione del mondo»         universale, una teologia dogmatica con le sue applicazioni pratiche, la         forma più assoluta di totalitarismo che sia mai stata messa in atto.         Come potrebbero i giornalisti istruire con poche parole milioni di         persone sulla metafisica di Kant? Eppure c'è quasi tutto Kant, inclusa         la sua proposta per          la Pace Perpetua         , nel progetto dell'Unione europea. Ma c'è anche molto Rousseau, molto         Voltaire, molto Marx, con in più quello che Tremonti definisce «mercatismo»:         l'assolutizzazione del mercato.<br />
La falsificazione dei significati linguistici accompagna fin dall'inizio         l'operazione europea: quello che viene firmato non è affatto un         Trattato e non è neanche una «Costituzione», come era stato chiamato         prima che i referendum popolari lo bocciassero. È la proclamazione di         una religione universale, accompagnata in tutti i dettagli dagli         strumenti coercitivi verso i popoli e verso le singole persone per         realizzarla. <strong><span style="text-decoration:underline;">È il passo fondamentale, dopo averlo costituito in         Europa, per giungere alla meta prefissata: il governo mondiale</span></strong>. </span></p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;">Posso indicare in questo breve spazio soltanto alcuni degli         strumenti preordinati:</span> </span></h2>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;"><strong>A)</strong></span> Il sincretismo fra le varie religioni e fra i vari         costumi culturali. Un sincretismo che verrà raggiunto con lo         spostamento di milioni di persone e smussando tutte le differenze         attraverso il «dialogo». Discendono da questa precisa volontà dei         governanti le ondate immigratorie che stanno soffocando l'Europa         d'occidente. Si tratta di decisioni di forza, prese a tavolino: se         nasceranno reazioni o conflitti, come di fatto sono già nati,         provvederanno le schedature biometriche, la polizia e il tribunale         europeo a eliminarli. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;"><strong>B)</strong></span> Il governo concentrato in poche persone, quasi         sconosciute ai cittadini, mentre diventano sempre più pleonastici i         parlamenti nazionali. Il parlamento europeo, infatti, tanto perché         nessuno possa obiettare in seguito che non aveva capito, è stato         istituito fin dall'inizio privo di potere legislativo. Pura finzione al         fine di gettare polvere negli occhi ai cittadini e tenere buoni con         ricche poltrone i residui pretendenti al potere nell'impero fittizio. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;"><strong>C)</strong></span> Nella sua qualità di fase di passaggio verso il governo         mondiale, l'Europa deve essere debolissima, come infatti sta diventando.         Per ora qualcuno lo nota a proposito dell'economia e della ricerca         (ricerca significa intelligenza), ma presto sarà chiaro a tutti         l'impoverimento intellettuale e affettivo di popoli costretti a perdere         la propria identità, la propria «forma» in ogni settore della vita.         In Italia la perdita è più grave per il semplice motivo che gli         italiani sono i più ricchi di creatività. Di fronte al vuoto di         qualsiasi ideale e di qualsiasi futuro, i giovani si battono per quelli         vecchi inesistenti, oppure «si annoiano». Vi si aggiungono con uguale         impoverimento i milioni di immigrati, anch'essi sradicati dalla loro         identità e gettati nel crogiolo della non-forma. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="float:right;margin:2px 3px;" src="http://img440.imageshack.us/img440/1095/airesisspettrizc1.jpg" alt="Spettri Europei" width="300" height="300" /><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Si tratta di conseguenze ovvie, perseguite con ostinazione         durante il passare degli anni sia dai fanatici credenti nella religione         universale che da coloro che se ne servono per assolutizzare il proprio         potere. Ci troviamo di fronte a quello che i poeti tedeschi         individuavano chiaramente durante il nazismo come «il generale         naufragio dello spirito». Seppellire le nazioni per paura del         nazionalismo significa provocare di nuovo il generale naufragio dello         spirito. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Significa che alla fine Hitler ha vinto.</strong></span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Ida Magli<br />
</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Roma, 24 Maggio 2008<br />
n. 135 del 2008-06-07 pagina 15 </span>
</p>
<p align="left">
<p style="text-align:right;"><em><strong>Tratto da: <a href="http://www.disinformazione.it/"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">www.disinformazione.it</span></a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trattato di Lisbona &amp; Nuovo Ordine Internazionale (Regime)]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=799</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 18:46:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Trattato         di Lisbona &amp; Nuovo Ordine Internazionale
Marcello         Pamio – 4 giugno 20]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><span class="titolo" style="font-size:14pt;font-family:Verdana;">Trattato         di Lisbona &#38; Nuovo Ordine Internazionale</span></span></h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Marcello         Pamio – 4 giugno 2008 </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><img class="alignleft" style="float:left;margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://img401.imageshack.us/img401/2299/trattatolisbonamx6.jpg" border="0" alt="Lisbona la Fregatura di....." hspace="2" vspace="2" width="224" height="283" align="left" />Oggi         possiamo tranquillamente parlare di “<span style="color:#0000ff;"><em>Nuovo         Ordine Internazionale</em></span>” o “<span style="color:#0000ff;"><em>Nuovo         Ordine Mondiale</em></span>”, senza essere tacciati da psicopatici         cospirazionisti, e sapete perché?<br />
Per il semplice motivo che personaggi del calibro di George Herbert         Walker Bush, Giovanni Paolo II, Henry Kissinger, Kofi Annan, Bill         Clinton, Gordon Brown e molti altri, ne hanno         parlato liberamente e pubblicamente.<br />
George Bush senior parlò esattamente di Nuovo Ordine Mondiale l’11         settembre (data simbolica) del 1990; Papa Giovanni Paolo II lo fece nel         messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace il 1°         gennaio 2003; Kofi Annan (ex segretario dell’ONU) nel suo ultimo         discorso all’assemblea delle Nazioni Unite, parlando ai 192 leader dei         paesi membri chiese nientepopodimenchè la “<em>creazione         di un nuovo ordine mondiale</em>”</span><a name="_ftnref1" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[1]</span></a><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Quindi         se siamo dei <em>visionari</em>, siamo         in buona (per modo di dire) compagnia!<br />
Oggi il Sistema oligarchico che anela al controllo della vita di milioni         di persone ha fatto e sta facendo passi da gigante per raggiungere         questo obiettivo. L’ultimo in ordine cronologico è il “<em>Trattato         di Lisbona</em>”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Pochi         ne avranno sentito parlare, ma è già stato votato dai governanti         europei, tra cui anche l’Italia.<br />
Il 30 maggio scorso, “<em>il         Consiglio dei Ministri</em> – dice Franco Frattini – <em>ha         approvato all’unanimità il ddl di ratifica del Trattato di Lisbona, </em></span><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">che i presidenti         delle Camere inseriranno come priorità nell'ordine del giorno dei         lavori parlamentari</span></em><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">”</span><a name="_ftnref2" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[2]</span></a><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><br />
Il grande statista Roberto Calderoli, Ministro per          la Semplificazione         , ha aggiunto però che “<em>rimangono         le riserve della Lega che proporrà una legge ad hoc per consentire un         Referendum sul Trattato</em>”</span><a name="_ftnref3" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[3]</span></a><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il         suo è stato un sì, ma con riserva, perché “<em>c’è         <span> </span></em>- dice lui -<em> una perdita di sovranità notevole</em>”</span><a name="_ftnref4" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[4]</span></a><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">.<br />
Staremo a vedere se il Carroccio riuscirà ad ottenere una legge         costituzionale che permetta a noi cittadini di dire la nostra su questo         Trattato con un referendum. Oggi infatti non è possibile il voto         popolare su un Trattato. Chissà come mai?! </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il         primo paese ad aver ratificato il nuovo trattato è stata l’Ungheria,         seguita a ruota da Slovenia, Malta, Romania, Bulgaria, Polonia,         Slovacchia, Portogallo, Danimarca, Austria, Lettonia e Lituania.</span><a name="_ftnref5" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[5]</span></a><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><br />
L’Impero Britannico che in sede di negoziato ha ottenuto diverse e         importanti esenzioni (opting out) deve ancora ratificarlo. Con         opting-out s’intende la clausola di esenzione: in pratica è la deroga         che - onde impedire un bloccaggio generale - è concessa agli Stati         membri che non desiderano associarsi agli altri Stati. Inghilterra e         Danimarca non hanno infatti aderito alla terza fase dell’unione         economica e monetaria (UEM): questi due paesi intelligentemente <em>incamerano</em> il Signoraggio sulla loro moneta (rispettivamente sterlina e corona         danese), ma anche sull’euro, visto che partecipano come         soci/proprietari della BCE, Banca Centrale europea di Francoforte (quote         di “proprietà”: Inghilterra 15,98% e Danimarca 1,72%). Non a caso l’Inghilterra è da secoli il Centro del Potere planetario! </span></p>
<h1><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;">Ma         cos’è questo Trattato e perché c’interessa?</span></span></h1>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Questo <em>Trattato</em> modifica e sostituisce il <em>Trattato dell’Unione europea</em> (1992), noto come Maastricht, e il <em>Trattato         istitutivo della comunità europea</em> (1957).<br />
Il Trattato dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2009, e il         prossimo 12 giugno sarà una data molto importante per tutti, visto che         in Irlanda si effettuerà il referendum. Unico paese in Europa ad aver         istituto un voto popolare sull’argomento.<br />
Il <em>Movimento internazionale Diritti Civili Solidarietà</em> denuncia da         mesi il pericolo di questo Trattato,<span> </span>chiedendo a gran voce che non venga ratificato, perchè se ciò         avverrà: </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">-</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span> </span></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Aumenteranno         i poteri straordinari della Commissione dell’Unione Europea in quasi         tutti gli aspetti della vita dei cittadini (politica economica e         difesa), privando il nostro Paese della propria sovranità e vanificando         in questo senso          la Costituzione         italiana, a partire dall’Articolo 1 che recita “<em>la sovranità appartiene al popolo</em>”. <span> </span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">-</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span> </span></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La         politica di difesa del Trattato prevede, oltre alle missioni di pace,         anche <span style="text-decoration:underline;">missioni offensive</span>, che violano l’Art. 11 della         Costituzione. Attraverso il potenziamento delle forze militari messe a         disposizione dell'Unione Europea, <span style="text-decoration:underline;">è in atto un tentativo di fare         dell'Europa un braccio della NATO</span>. Con la creazione di un gruppo         ristretto di paesi a cui verrebbero demandate le iniziative militari,         sarebbe più facile aggirare l'opposizione di chi vorrebbe evitare lo         scontro strategico portato avanti da Londra e Washington nei confronti         di Russia e Cina<a name="_ftnref6" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftn6"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[6]</span></a>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">-<span> </span></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">In         politica economica si parla di una vera e propria “<em>dittatura dell’Unione e della Banca Centrale Europea</em>”. Grazie al         Trattato di Lisbona, infatti, i burocrati dell’Unione Europea avranno         pieno titolo a bocciare qualunque misura decisa dal nostro governo, e         dagli altri governi europei, per difendere la propria economia,         l’occupazione, i redditi, l’industria e l’agricoltura, ed         intervenire sui prezzi. </span></p>
<h1><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;">Sembra follia ma purtroppo non lo è.</span> </span></h1>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> L'ex ministro e insigne giurista Giuseppe Guarino, ordinario di diritto         amministrativo all'Università di Roma, ha diffidato dal ratificare il         trattato così com'è, perché esso codificherebbe un sistema di "<em>governo         di un organo</em>" o "<em>organocrazia</em>".<br />
Il trattato viola almeno due articoli della Costituzione italiana, l'Art.         1 e 11.<br />
Riguardo a quest'ultimo, le condizioni di parità sono violate dal fatto         che paesi come          la Gran Bretagna         e          la Danimarca         , membri del trattato, sono esonerati dalla partecipazione all'Euro. Così         essi possono, ad esempio, fissare il tasso d'interesse in modo         vantaggioso per loro ma svantaggioso per gli altri firmatari del         trattato. </span></p>
<h1><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;">Inoltre il Trattato aumenta sensibilmente i poteri della         Commissione Europea.</span> </span></h1>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> Ad esempio, nel caso della procedura di infrazione del Patto di Stabilità,         stabilita dall'Art. 104,          la Commissione         finora aveva solo il potere di notificare l'avvenuta infrazione al         Consiglio dei Ministri dell'EU, che poi decideva se avviare la procedura         o meno. Nella nuova versione, sono stati introdotti tre piccoli         cambiamenti che spostano quei poteri in seno alla Commissione. Non         sarebbe saggio approvare il trattato, riproponendosi di cambiare in         seguito le sue parti sbagliate, ha osservato il prof. Guarino. Ciò         sarebbe di fatto impossibile, dato che occorre l'unanimità. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Un altro eminente costituzionalista tedesco, il prof.         Schachtschneider, ha sviluppato una lezione dal titolo “<em>La         legittimazione della pena di morte e dell'omicidio</em>” in cui         sostiene che <span style="text-decoration:underline;">il Trattato di Lisbona nel suo continuo sostenere una         cosa e rimandare ad altra contraria attraverso il richiamo alle “<em>Spiegazioni         della Carta dei Diritti Fondamentali</em>” legittima la pena di morte e         l’omicidio</span> “<em>per reprimere, in modo conforme alla legge, una         sommossa o un'insurrezione</em>” e “<em>per atti commessi in tempo di         guerra o in caso di pericolo imminente di guerra</em>” (ben 14 Stati         dell’Unione europea sono impegnati nella guerra in Iraq).<a name="_ftnref7" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftn7"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[7]</span></a> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#ff0000;">“<em>In caso di pericolo imminente         di guerra</em>”? Ma noi, grazie alla politica guerrafondaia di Bush         &#38; Company siamo dall’11 settembre 2001 quotidianamente in         “guerra” contro il terrorismo! Come la mettiamo?</span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Sarebbe poi di interesse nazionale conoscere –         soprattutto nell’ottica della nuova legge sulla sicurezza votata dal         governo Berlusconi - cosa s’intende per “<em>sommossa</em>”         e “<em>insurrezione</em>”.<br />
Forse il movimento No-Tav può essere considerato una <em>sommossa</em>?         O tutti coloro che si battono perché non vengano costruite <em>centrali         atomiche</em> o <em>cancro-valorizzatori</em> (leggi inceneritori)?<br />
Chi lo sa, fatto sta che con la nuova legge sulla sicurezza, questi siti         saranno di “<em>interesse nazionale</em>”         per cui potranno essere difesi dall’esercito, e gli organizzatori di         manifestazioni (pacifiche) di protesta, potrebbero finire in galera!         Alla faccia della libertà.</span></p>
<h1><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#ff0000;">Ma d’altronde la grande maestra America insegna.</span></h1>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il 17 ottobre 2006 Bush junior ha firmato il “<strong><span style="color:#ff0000;"><em>Military         Commissions Act</em></span></strong>” (MCA) che introduce l’istituzione di tribunali         militari con potere di giudicare sia chi è cittadino USA sia chi non lo         è.<br />
In un colpo solo, ha fatto sparire il più antico fra i diritti della         società anglofona: quello di opporsi al potere governativo di arrestare         chiunque e detenere arbitrariamente le persone: <em>l’Habeas Corpus</em>, considerato uno dei principi più importanti         stabiliti dalla <em>Magna Charta         Libertatum<span> </span></em>(firmata da         Re Giovanni Senza Terra nel 1215)<a name="_ftnref8" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftn8"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">[8]</span></a><br />
Ma non è tutto perché lo stesso giorno, sempre il solito Bush ha         firmato il “<em>John Warner Defense         Authorizations</em> <em>Act</em>” che         permette al presidente di dislocare truppe in qualsiasi località degli         Stati Uniti e di assumere il controllo delle unità della Guardia         nazionale in qualsiasi stato degli USA senza previo consenso del         governatore o del magistrato, al fine di “<em>reprimere         disordini pubblici</em>”. </span></p>
<h1><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#ff0000;">All’appello manca          la Legge Marziale         e poi siamo al completo…</span> </span></h1>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il Trattato di Lisbona in quest’ottica è l’ennesimo         passo in avanti verso la creazione del cosiddetto Nuovo Ordine         Internazionale, cioè “maggiori poteri di controllo di pochi su         molti”.<br />
La sua ratifica permetterà ai banchieri di Bruxelles di potenziare il         loro potere su noi sudditi europei e di conseguenza limitare di molto le         nostre libertà individuali.<br />
La sovranità dei popoli sta per essere consegnata totalmente nelle mani         di qualche oscuro e potente banchiere... </span></p>
<h1 style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;">Dobbiamo sperare quindi che venga fatto un Referendum         popolare (con legge costituzionale) sul Trattato di Lisbona!</span> </span></h1>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Non sappiamo se possa servire a qualcosa, ma proviamo a         mandare il nostro disappunto mediante una e-mail o lettera, alle         segreterie dei principali partiti di governo e dei quotidiani nazionali. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Segreteria politica federale <a href="mailto:rsoragna@leganord.org">rsoragna@leganord.org</a><br />
Affari istituzionali <a href="mailto:rmarraccini@leganord.org">rmarraccini@leganord.org</a><br />
Giustizia <a href="mailto:sanvar@leganord.org">sanvar@leganord.org</a><br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Segreteria         nazionale Giovani Forza Italia <a href="mailto:segreterianazionale@forzaitaliagiovani.it">segreterianazionale@forzaitaliagiovani.it</a><br />
Il Corriere della Sera <a href="http://www.corriere.it/scrivi/bit.shtml">www.corriere.it/scrivi/bit.shtml</a><br />
</span> <span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La Repubblica</span> <span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <a href="mailto:larepubblica@repubblica.it">larepubblica@repubblica.it</a> </span></p>
<h2><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#ff0000;">La senatrice Lidia Menapace contraria al Trattato di         Lisbona</span></span></strong></h2>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Importantissima segnalazione per ambedue i temi anzi tre:         abolizione della neutralità (che obbliga Svizzera, Svezia, Austria,         Finlandia, Malta a mutare forma dello stato o a non aderire all'Europa)         mentre sarebbe proprio il caso di tenere aperta la possibilità di         provare a fare un' Europa neutrale (che non vuol nemmeno dire disarmata,         ma ad esempio nell'impossibilità di possedere armi atomiche e qualsiasi         armamento nucleare) (dunque un bel sostegno alla campagna Via le         bombe!), pena di morte (che abbiamo appena tolto dal codice militare di         guerra italiano), fine della sovranità nazionale in economia, che è         una clausola tombale sullo stato sociale. credo che davvero dovremmo         fare un grande botto in proposito. Mandiamo il testo di Liliana         sottoscritto e appoggiato dalla rete a Liberazione, al Manifesto, alla         segreteria di Rifondazione e a tutta          la Sinistra         arcobaleno (avete visto che l'unico colore assente è il rosa?), al         gruppo della sinistra al parlamento europeo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Se         volete scaricare il Trattato di Lisbona integrale in italiano (287         pagine) <a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/cg00014.it07.pdf">Trattato di Lisbona</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ZcakY-gJpbA'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/ZcakY-gJpbA&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">"Porta                 a Porta" </span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>14                 febbraio 2008, Giulio Tremonti parla di Illuminati!<br />
</strong></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong> (2 min. e 24 sec.)</strong></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/wepXuMd7Y-4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/wepXuMd7Y-4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>"Anno                 Zero" 6 marzo 2008, Giulio Tremonti parla di Illuminati!<br />
(7 min. 35 sec.)</strong></span>
</p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#0000ff;">Da         Maastricht a Lisbona: cronologia</span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">17         Febbraio 1986<br />
</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Giulio         Andreotti (Ministro degli Esteri del Governo Craxi), firma l’Atto         Unico Europeo (AUE). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">7 Febbraio 1992<br />
</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Giulio Andreotti (Presidente del Consiglio), il Ministro         degli Esteri Gianni de Michelis (Membro dell’Aspen Institute) e il         Ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore di Bankitalia) firmano         il Trattato di Maastricht per l’entrata dell’Italia nell’Unione         Europea.<br />
Così facendo, l’autonomia delle banche centrali stava entrando in         tutti gli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea per effetto del         Trattato (articolo 107). <strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Articolo                 107 del Trattato di Maastricht<br />
</span></strong><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti                 e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo                 Statuto del SEBC, né                  la BCE                 né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi                 organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni                 dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli                 Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e                 gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si                 impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di                 influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle                 Banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro                 compiti. </span></em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Gli Stati aderenti rinunciano alla sovranità monetaria         nazionale per trasferirla con l’articolo 105 alla Banca Centrale         Europea (BCE). </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Articolo                 105A del Trattato di Maastricht</span></strong><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><br />
1.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></em> <em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La BCE</span></em> <span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <em>ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote                 all'interno della Comunità.                  La BCE                 e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le                 banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali                 costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella                 Comunità.<br />
</em></span><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">2.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con                 l'approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del                 conio. </span></em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">7 Febbraio 1992<br />
</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Lo stesso giorno l’autonomia della Banca Centrale si è         perfezionata con la legge 7.2.1992 numero 82 varata dal ministro del         Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), che ha         attribuito alla Banca d’Italia la <span style="text-decoration:underline;">facoltà di variare il tasso         ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro</span>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">30 Maggio 2008<br />
</span></strong><span class="titolo" style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il         Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il ddl di ratifica         del Trattato di Lisbona</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> che da maggiori poteri agli eurocrati di Bruxelles. </span></p>
<div>
<hr size="1" />
<div id="ftn1">
<p class="MsoFootnoteText"><a name="_ftn1" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">[1]</span></a><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;"> “<em>Bush: Falso lo scontro di civiltà</em>”, ”             La Repubblica             ”, 19 settembre 2006<br />
</span><a name="_ftn2" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">[2]</span></a><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;"> “<em>Semaforo verde del Cdm alla ratifica del Trattato di Lisbona</em>”,             “Il Sole 24 Ore”, 30 maggio 2008<br />
</span><a name="_ftn3" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">[3]</span></a><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;"> “<em>Sì del governo al Trattato di Lisbona, ma restano le riserve della Lega</em>”,             RaiNews24, 30 maggio 2008<br />
</span><a name="_ftn4" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">[4]</span></a><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;"> Idem<br />
</span><a name="_ftn5" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">[5]</span></a><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;"> Idem<br />
</span><a name="_ftn6" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftnref6"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">[6]</span></a><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;"> <em>In questo contesto Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento             Solidarietà tedesco (BueSo) fa riferimento ad un documento politico             sul conto dell’Alleanza che circola in ambienti neo-conservatori             transatlantici. Il documento è intitolato “Verso una grande             strategia per un mondo nell’incertezza” ed è stato redatto da             cinque generali in congedo che espongono una nuova strategia per              la NATO             , secondo cui la nuova struttura di difesa composta da USA, UE e             NATO ha il compito di affrontare una serie di sfide, tra cui:             crescita demografica (!), cambiamento del clima, sicurezza             energetica, aumento dell’irrazionale e declino della             ragionevolezza (!), indebolimento degli stati nazionali e delle             istituzioni mondiali (come l’ONU, l’UE,              la NATO             ), terrorismo internazionale, crimine organizzato, proliferazione di             armi di distruzione di massa, “abuso della leva finanziaria ed             energetica”, migrazioni, HIV/AIDS e SARS. I firmatari sono: gen.             Klaus Naumann (Germania), feldmaresciallo lord Inge (Regno Unito),             gen. John Shalikashvili (USA), amm. Jacques Lanxade (Francia), e             gen. Henk van den Bremen (Olanda).<br />
</em></span><a name="_ftn7" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftnref7"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">[7]</span></a><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;"> “<em>Il Trattato di Lisbona deve essere respinto</em>”, Movisol, <a href="http://www.movisol.org/08news117.htm">www.movisol.org/08news117.htm</a> 30 maggio 2008<br />
</span><a name="_ftn8" href="http://disinformazione.it/trattato_lisbona.htm#_ftnref8"><span class="MsoFootnoteReference" style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">[8]</span></a><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;"> “<em>Scompare il diritto dell’Habeas Corpus per chiunque</em>”, Censura             2008, pag. 27, Nuovi Mondi </span></p>
</div>
</div>
<p style="text-align:right;"><em><strong>Tratto da: <a href="http://www.disinformazione.it/"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">www.disinformazione.it</span></a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Giustizia in malafede, il Governo delle Frottole!]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=795</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 12:37:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giustizia in malafede (Le Balle della Propaganda S.S. Salva Silvio)
Il governo sul numero degli inte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;">Giustizia in malafede (Le Balle della Propaganda <span style="color:#0000ff;">S.S.</span> <span style="color:#ff0000;">S</span>alva <span style="color:#ff0000;">S</span>ilvio)</h2>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img208.imageshack.us/img208/5026/alfano2imgarticologs0.jpg" alt="Ministro dell'ingiustizia" width="460" height="220" />Il governo sul numero degli intercettati ha raccontato<strong> un sacco di frottole agli italiani</strong>. In  Italia gli intercettati non sono ogni anno piu' di 20-25.000 e  l'80% riguarda i reati delle <strong>associazioni mafiose</strong> che gli altri  paesi, per fortuna, non hanno.</p>
<p style="text-align:justify;">Il ministro <strong>Alfano</strong> in commissione Giustizia, nel suo primo  atto ufficiale in Parlamento, <strong>ha raccontato bugie</strong>. Ha detto che un terzo delle spese per la giustizia se ne vanno per le intercettazioni, mentre e' il 2,5%; dice che gli italiani intercettati sono milioni, mentre non sono piu' di 20.000. Evidentemente era la preparazione di una <strong>campagna mediatica di delegittimazione</strong> del lavoro di giornalisti  e magistrati, e che ha come ultimo obiettivo, da perseguire con  questo disegno di legge, quello di <strong>garantire sempre piu' ampi  spazi di impunita' </strong>in questo paese ai reati dei colletti  bianchi. E anche <strong>la camorra ringrazia</strong> perche' scompaiono anche tutti i reati legati alle eco-mafie.</p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Insomma un grave colpo allo stato di diritto in questo Paese.</span></h2>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le indagini sulla clinica degli orrori</strong> sono iniziate quali semplici indagini per 'colpe mediche' ovvero 'per lesioni personali colpose', tutti reati che sono <strong>ben al di sotto del limite di 10 anni</strong>. Le imputazioni piu' gravi sono scattate solo a seguito delle intercettazioni. Questa e' la dimostrazione che in questa materia il Governo e la maggioranza si sta muovendo o con <strong>assoluta incompetenza</strong> o con <strong>assoluta malafede</strong>.</p>
<p style="text-align:right;"><em><strong>Tratto da: <a title="Giustizia in malafede" href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/giustizia/giustizia_in_malafede.php" target="_blank">www.antoniodipietro.it</a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Geronimo l'anonimo nell'avventura editoriale... Il Giornale!]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=793</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 22:44:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=793</guid>
<description><![CDATA[Le menzogne de
&#8220;il Giornale&#8220;


&#8220;La verità su Mani Pulite&#8220;, potrebbe essere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align:center;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img363.imageshack.us/img363/2026/giordyjg8.jpg" alt="Emafrodita Giordano" width="300" height="536" /><span style="color:#0000ff;">Le menzogne de</span><br />
"<strong><span style="color:#ff0000;">il Giornale</span></strong>"</h1>
<div>
<div>
<p style="text-align:justify;">"<strong>La verità su Mani Pulite</strong>", potrebbe essere il titolo di un libro del sottoscritto o di uno dei miei ex-colleghi del pool di Milano, quel pool che restituì la dignità al Paese denunciando, smascherando e mettendo in carcere negli anni 90 una rete di corruzione politica che strozzava l’economia e l’imprenditoria italiana di quegli anni, quella onesta. Invece no, è <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=266581" target="_blank">un articolo</a> del 5 giugno scritto da <strong>Geronimo</strong>, pseudonimo di <strong>Paolo Cirino Pomicino</strong>, su <strong>il Giornale</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Per Pomicino, si legge nell’articolo, il problema non furono le tangenti, ma il fallimento del tentativo di depenalizzare il reato di finanziamento illecito ai partiti. Il contenuto dell’articolo non deve stupire nessuno. Paolo Cirino Pomicino infatti è un uomo che per lungo tempo è rimasto nelle istituzioni grazie a generosi ed interessati appoggi nonostante la condanna ad un anno e otto mesi di reclusione per <strong>finanziamento illecito</strong> (<strong>tangente Enimont</strong>) e con 2 mesi patteggiati per <strong>corruzione per fondi neri Eni</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che crea un <strong>profondo senso di sdegno</strong> invece sono ancora una volta gli organi d’informazione che accolgono a braccia aperte in trasmissioni pubbliche e in rubriche giornalistiche come quella de Il Giornale personaggi come Cirino Pomicino. <strong>Soldi pubblici</strong> per dar voce a condannati in via definitiva che parlano, proteggono e pontificano su indagati, prescritti, corrotti dell’attuale politica italiana.</p>
<p style="text-align:justify;">Lascio alle parole di <strong>Marco Travaglio</strong> nell’articolo apparso a pagina 8 de l’Unità di oggi il compito di <strong>smascherare puntualmente le menzogne</strong> contenute nell’articolo di Paolo Cirino Pomicino e pubblicate su il Giornale.</p>
</div>
<div id="more" class="entry-more">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">"Nel paese dove il capo del governo smentisce una legge firmata da lui definendola «medievale», poi dice che parlavo «a titolo personale» quasi fosse un passante, dunque la legge rimane anche se non ha senso ed è medievale, si può dire di tutto. E anche scriverlo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:right;" src="http://img512.imageshack.us/img512/7830/geronimo2fk4.jpg" alt="Geronimo l'anonimo" width="288" height="400" />Il Giornale della ditta, che pare l’inserto umoristico di <strong>Geppo e Tiramolla</strong>, quando si tratta di baggianate non si tira mai indietro. Ieri per esempio quello biondo con le mèches, in un editoriale di alta politologia, se la prendeva con le «canaglie razziste» le quali sostengono che <strong>Renato Brunetta</strong> è piccolo, e per estensione con chiunque insinui che <strong>il Cainano</strong> è basso (mentre, a suo dire, sarebbe addirittura «alto come Prodi», non si sa se coi trampoli o coi tacchi a spillo). Giusto. Rettifichiamo volentieri anche per conto terzi: Brunetta è un corazziere, il Cainano è un watusso coi boccoli alla Shirley Temple, e quello biondo con le mèches che scrive sul Giornale è un giornalista. Sempre sul supplemento di Tiramolla compare un’intera pagina a firma Geronimo, noto nei migliori penitenziari come Paolo Cirino Pomicino, dal titolo decisamente impegnativo: «La verità su Mani Pulite: <strong>Scalfaro </strong>si piegò ai pm». Visto l’autore, c’era da attendersi piuttosto un titolo del tipo: «La verità su Mani Pulite: ecco come intascai 5,5 miliardi di lire dalla Montedison e ne girai una parte a <strong>Salvo Lima</strong>». Oppure: «La verità su Mani Pulite: ecco come fui condannato per finanziamento illecito e patteggiai per corruzione sui fondi neri Eni». Invece no: il noto pregiudicato ce l’ha con Scalfaro, che all’epoca osava persino non rubare. Pomicino scrive falsamente che i fondi neri del Sisde «non gli furono mai contestati» perché da Presidente aveva «assecondato la Procura di Milano». Balle: del Sisde s’occupava la Procura di Roma, che regolarmente indagò Scalfaro per abuso d’ufficio al termine del suo mandato e poi archiviò tutto perché non riscontrò alcun reato, come del resto aveva fatto per altri ex ministri dell’Interno (<strong>Cossiga </strong>e <strong>Mancino</strong>). Ma cogliamo fior da fiore dalla «verità» pomicina: «Amato ha finalmente avuto il coraggio di definire ’riprovevole’ l’uscita televisiva del pool Mani pulite contro la depenalizzazione del finanziamento illecito». Falso: non vi fu alcuna uscita televisiva del pool; solo un comunicato letto da <strong>Borrelli </strong>per smentire la bugia di <strong>Amato</strong>, cioè che il decreto Conso l’avesse chiesto il pool. «Amato inviò <strong>Francesca Contri</strong> da Borrelli per avere un suo placet sul provvedimento e lo ottenne». Falso: a parte che la Contri si chiama Fernanda, sia lei sia Borrelli han sempre smentito. Con quel decreto, per Pomicino, «il pool non avrebbe potuto più arrestare per finanziamento illecito». A parte il fatto che il pool non arrestava nessuno (era ed è compito del gip), il grosso degli arresti fu per corruzione, concussione, falso in bilancio e così via (ma depenalizzando il finanziamento non si sarebbero più scoperti quei reati). «La mattina di domenica 7 marzo ’93 ci fu in diretta tv la minaccia ’democratica’ del pool delle proprie dimissioni dinanzi all’ eventuale promulgazione del decreto». Altra superballa: l’anziano ras andreottiano in preda ai vuoti di memoria confonde quel che accadde il 7 marzo ’93 (<strong>decreto Conso</strong>, governo Amato) con quel che successe il 14 luglio ’94 (<strong>decreto Biondi</strong>, governo Berlusconi I). Sul decreto Conso parla solo Borrelli (naturalmente non «in diretta tv»: legge un comunicato ai giornalisti) per dire che il Parlamento e il governo sono «sovrani», i pm obbediranno alla legge «quale che sia», ma non si dica che il decreto l’han chiesto loro perché è falso. Nessun accenno a dimissioni. Sul decreto Biondi parla <strong>Di Pietro</strong> circondato dai colleghi <strong>Davigo</strong>, <strong>Colombo </strong>e <strong>Greco</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img441.imageshack.us/img441/7075/giudiceef6.jpg" alt="Il Giudice Incazzato" width="299" height="293" /><span style="color:#0000ff;"><strong>Borrelli non c’è</strong></span>: l’iniziativa è dei sostituti che gli chiedono di esonerarli dalle indagini su Tangentopoli, visto che per quei reati il decreto vieta il carcere preventivo (ma non per gli altri, creando imputati di serie A e serie B) e agevola le fughe e gli inquinamenti di prove (dopodichè <strong>Fini </strong>e <strong>Bossi </strong>costringono Berlusconi a ritirare la porcata). Ora la memoria può tradire, selettivamente, Pomicino. Ma non dovrebbe tradire un giornale degno di questo nome. Infatti Il Giornale ha preso per buone le balle pomicine sul decreto Conso del 1993, le ha intitolate «tutta la verità» e le ha illustrate con una megafoto della conferenza stampa del Pool contro il decreto Biondi (1994) con questa didascalia: «Il documento: un’immagine della conferenza stampa in cui Di Pietro bocciò il decreto del governo Amato».</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"><strong>Ecco. Pomicino mente con pensieri, opere e omissioni. Il Giornale mente pure con le foto.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><strong>Marco Travaglio</strong>"<strong><em><br />
Tratto da</em></strong>: <a title="L'anonimo Geronimo, mente sapendo di Mentire.." href="http://www.antoniodipietro.com/2008/06/le_menzogne_de_il_giornale.html#more" target="_blank">www.antoniodipietro.it</a></p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Assoluzione De Magistris: il nulla dell'informazione]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=791</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 23:01:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Procura di Salerno ha definito le accuse mosse al pm Luigi De Magistris &#8220;denunce strumental]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img150.imageshack.us/img150/6554/attentatohj0.jpg" alt="Attentato" width="300" height="236" />La Procura di Salerno ha definito le accuse mosse al pm Luigi De Magistris "denunce strumentali e tentativi di delegittimazione". Sono insussistenti tutti i reati contestati da quello della calunnia e diffamazione, all'abuso d'ufficio, all'inosservanza agli obblighi di astensione, alla fuga di notizie. Insomma, tutte accuse inesistenti. <span style="color:#ff0000;"><em><strong></strong></em></span></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong><span style="color:#ff0000;">I mandanti politici di questo atto di diffamazione</span><span style="color:#ff0000;"> e di intralcio della giustizia dovranno pagarne il prezzo.</span></strong></em></p>
<p style="text-align:justify;">I responsabili di tg e testate giornalistiche dovranno spiegare agli italiani perchè i mezzi di informazione hanno dato risonanza a suo tempo ai detrattori del pm mentre oggi non danno alcun valore alla notizia dell'archiviazione delle accuse relegandola nelle pagine interne o non parlandone affatto.</p>
<p style="text-align:justify;">Pubblico anche un articolo di Marco Travaglio sull’argomento, apparso sull’Unità di oggi, che condivido pienamente, e la richiesta di archiviazione della Procura di Salerno (<a title="Marco Travaglio" href="http://www.antoniodipietro.com/documenti2/richiesta%20archiviazione_dm.pdf" target="_blank">leggi il documento</a>).</p>
<h1><img class="alignright" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:right;" src="http://img393.imageshack.us/img393/6003/mastellamobileyi5.jpg" alt="Clemete, il cazzone con la lente" width="399" height="386" /><span style="color:#0000ff;"><strong>Il Coniglio Superiore</strong></span></h1>
<p style="text-align:justify;">"<em><span style="color:#ff0000;"><strong>Innocente. Capito?</strong></span></em> Innocente. Secondo la Procura di Salerno, che ha ricevuto per tre anni una raffica di denunce da parte dei suoi superiori e di suoi indagati, Luigi de Magistris non ha fatto nulla di illecito. Va archiviato perché s’è comportato sempre correttamente.</p>
<p style="text-align:justify;">Mai fughe di notizie, mai passato carte segrete a giornalisti, mai perseguitato né calunniato nessuno, mai abusato del suo ufficio. Semmai erano i suoi superiori a commettere contro di lui i reati che addossavano a lui. «A causa delle sue inchieste - scrivono al gip i pm salernitani Nuzzi e Verasani - il dott. De Magistris ha subito costantemente pressioni, interferenze e iniziative volte a determinarne il definitivo allontanamento dalla sede di Catanzaro e l’esautorazione dei poteri inquirenti». Un complotto che coinvolge magistrati, politici, forze dell’ordine, ispettori ministeriali e forse membri del Csm, tutti allarmati dalla «intensità e incisività delle sue indagini». Complotto andato a segno, se si pensa che i magistrati e i politici indagati da De Magistris, compresi quelli che hanno intercettato cronisti e agenti di polizia giudiziaria per indagare indirettamente sul pm, son rimasti al loro posto o han fatto carriera, mentre De Magistris è stato scippato delle inchieste più scottanti (Poseidone e Why Not),poi trasferito dal Csm con espresso divieto di fare mai più il pm.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img525.imageshack.us/img525/9624/chiaravallotifo6.jpg" alt="Giuseppe Chiaravalloti (FI) - CalaBBrese" width="270" height="275" /><span style="color:#ff0000;"><strong>Uno dei suoi indagati, l’ex magistrato ed ex governatore Fi Chiaravalloti, l’aveva previsto in una telefonata in cui proponeva di affidare lo scomodo pm alle cure della camorra: «De Magistris passerà gli anni suoi a difendersi».</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"><em><strong>Ovviamente Chiaravalloti è rimasto al suo posto di numero due dell’Authority della Privacy.</strong></em></span></p>
<p style="text-align:justify;">De Magistris invece, se la Cassazione non annullerà la condanna del Csm, dovrà sloggiare da Catanzaro e smettere di fare l’inquirente. In un paese normale, ammesso e non concesso che queste vergogne possano accadere, ci sarebbe la fila sotto casa del magistrato per chiedergli scusa. Ma, nel paese della vergogna, non si scusa nessuno. Resta da vedere se finalmente, ora che le 900 pagine della Procura di Salerno sono depositate, il Consiglio superiore della magistratura si deciderà a fare qualcosa.</p>
<p style="text-align:justify;">Non contro De Magistris (ha già fatto abbastanza), ma contro chi «<span style="color:#ff0000;"><em><strong>concertò una serie di interventi a suo danno</strong></em></span>», per infangare «<span style="color:#0000ff;"><em><strong>la correttezza formale e sostanziale della sua azione inquirente</strong></em></span>»; contro quel «<span style="color:#ff0000;"><em><strong>c</strong></em><em><strong>ontesto giudiziario connotato da un’allarmante commistione di ruoli e fortemente condizionato da interessi extragiurisdizionali, anche di illecita natura</strong></em></span>»; contro chi l’ha bersagliato con «<em><strong><span style="color:#0000ff;">denunce infondate, strumentali e gravi; contro quegli alti magistrati, di Catanzaro e di Potenza,che spifferavano notizie segrete delle indagini di De Magistris per far ricadere su di lui la colpa delle indiscrezioni</span></strong></em>».</p>
<h1 style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"><strong>Si dirà:</strong> queste cose si scoprono soltanto ora.</span></h1>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Eh no:</strong></span> il Csm le sapeva dallo scorso ottobre, quando i pm Nuzzi e Verasani furono ascoltati a Palazzo dei Marescialli e anticiparono le prime conclusioni delle loro inchieste. Anticiparono che le accuse a De Magistris erano frutto di un’abile orchestrazione (mentre le sue indagini erano «corrette e buone, senz’alcuna fuga di notizie»), e che gli unici illeciti, gravissimi, emersi riguardavano proprio i superiori e gli indagati di De Magistris.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img393.imageshack.us/img393/9073/1563420366eb987af304vs5.jpg" alt="CSM (Consiglio Stracorrotto Magistratura)" width="422" height="500" /></p>
<p style="text-align:justify;">Fecero pure i nomi dei magistrati di Catanzaro, Matera e Potenza, degli ispettori ministeriali, dei giornalisti, dai politici e dei faccendieri indagati anche a Salerno per corruzione giudiziaria, minacce, calunnie, rivelazioni di segreti ai danni di De Magistris. Denunciarono le interferenze dei suoi capi, Lombardi e Murone, nelle indagini. Rivelazioni agghiaccianti che avrebbero dovuto suggerire l’immediata sospensione dei magistrati coinvolti e l’immediato stop a ogni procedimento disciplinare a carico del pm. La difesa di De Magistris questo chiese: che si attendesse l’esito delle indagini di Salerno.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Csm non volle sentire ragioni e procedette con la foga di un plotone di esecuzione. <span style="color:#ff0000;"><em><strong>Quasi che la sentenza di condanna fosse già scritta</strong></em></span>. Per fortuna, contrariamente alla macabra profezia di Chiaravalloti, De Magistris ha finito di difendersi, e ora si spera che qualcun altro prenda il suo posto. C’è un giudice a Berlino. Anzi, a Salerno."</p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#ff0000;"><em><strong>Dal Blog</strong></em></span> <a title="Mastella Scaramella, e la Magistratura Politicizzata e Corrotta" href="http://www.antoniodipietro.com/2008/06/de_magistris_archiviato.html" target="_blank">www.antoniodipietro.it</a></p>
<h1><span style="color:#0000ff;"><strong>P.S. De Magistris sei un Grande!</strong></span></h1>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gladio, il principale segreto della Repubblica. Le “Stragi di Stato”]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=782</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 21:00:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/?p=782</guid>
<description><![CDATA[Una regia unica nelle stragi di stato?
Di Solange Manfredi
E’ Gladio il segreto della Repubblica, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;" align="center"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:17.5pt;">Una regia unica nelle stragi di stato?</span></strong></span><strong><span style="font-size:17.5pt;"><br />
</span></strong><strong><em><span style="font-size:13.5pt;">Di Solange Manfredi</span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><img class="alignleft" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img150.imageshack.us/img150/3412/gladiotx2.jpg" alt="GLADIO" width="296" height="315" /><span style="font-size:12pt;">E’ <strong><em><span style="color:red;">Gladio il segreto della Repubblica</span></em></strong>, lo troviamo dietro tutte le stragi di Stato e i principali misteri della Repubblica. Questo articolo sarà necessariamente lungo, ma ciò si rende necessario per la particolare importanza del problema, probabilmente, la risposta ai mille perché delle stragi di stato italiane. <span style="color:black;">Nella storia della nostra Repubblica quando troviamo stragi, omicidi eccellenti e traffici di armi troviamo sempre anche Gladio… e mai dalla parte giusta. </span><strong><em><span style="color:red;">Vedremo il perché. </span></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong><span style="font-size:12pt;">Ma soprattutto oggi esiste ancora?<br />
</span></strong><strong><span style="font-size:12pt;">E se si cosa fa e come si chiama?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong></strong><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:12pt;">Forse <em><span>Falange armata</span></em>?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">1.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Nascita di Gladio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">2.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’omicidio Mattei</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">3.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Il piano Solo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">4.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’omicidio Calabresi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">5.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Strage della questura di Milano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">6.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Argo 16.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">7.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Il sequestro Sossi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">8.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Omicidio Occorsio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">9.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’omicidio Amato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">10.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Il caso Moro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">11.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’Omicidio Toni e De Palo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">12.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’omicidio Rostagno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">13.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> L’omicidio Li Causi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">14.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Cambia il nome?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">15.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> La Falange Armata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">16.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Conclusioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">1. Nascita Gladio.</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Era il 1952 quando, grazie ad un patto segreto stipulato tra la CIA e il capo del Servizio informazioni forze armate (Sifar), nasceva l’organizzazione “<span style="color:red;">Stay Behind</span>” (“<span style="color:red;">Gladio</span>”).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">La struttura, alle dipendenze dell’Ufficio R del Sifar, era articolata in 40 nuclei, dei quali sei informativi, dieci di sabotaggio, sei di propaganda, sei di evasione e fuga, dodici di guerriglia. Inoltre erano state costituite cinque unità di guerriglia di pronto impiego in regione di particolare interesse.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;">Una prima domanda sorge spontanea: dove e come venivano reclutati i gladiatori?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">“<strong><em><span style="color:red;">Dirà il magistrato Libero Mancuso: «Il capo della “Gladio” statunitense Mike Sednaoui, vice capo della Cia a Roma, reclutava nella P2: se non si era della P2, difficilmente si dava quella garanzia di affidabilità richiesta</span></em><span style="color:red;">.</span></strong><a name="_ftnref1"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn1"><span><strong><span style="color:blue;">[1</span></strong></span><span><span style="color:blue;">]</span></span></a>».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Infatti dell’esistenza di questa struttura, proprio perché nata da un accordo segreto (ovvero in una situazione di assoluta illegittimità costituzionale) e non, come invece avrebbe dovuto essere, da un accordo internazionale del Governo e del Parlamento, ne erano a conoscenza solo poche persone. Ovvero: alcuni politici, alcuni ufficiali dei servizi segreti e la massoneria deviata (in logge massoniche collegate con la P2, troviamo anche uomini del calibro di Stefano Boutade, Michele Greco e Pino Mandatari, commercialista di Riina) Solo loro erano a conoscenza della struttura e solo loro, probabilmente, potevano attivarla. Questo per più di 30 anni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Solo nel 1990, infatti, grazie ad un indagine del giudice Casson (che stava indagando sui depistaggi operati dai carabinieri e dai servizi segreti nell’inchiesta sulla strage di Peteano) si scoprirà dell’esistenza di Gladio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Scoppia il caso. Andreotti, chiamato a riferire in Parlamento, ammetterà l’esistenza di Gladio affermando che la struttura, formata da 622 unità, aveva lo scopo di difendere l’Italia da una possibile invasione sovietica. Non essendoci mai stata un’occupazione sovietica, la struttura non fu mai attivata e, soprattutto, non avrebbe mai interferito con la vita democratica del Paese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Il materiale documentale raccolto nel corso delle indagini dal G.I. di Venezia Casson e dai sostituti procuratori militari di Padova, Sergio Dini e Benedetto Roberti, però attesterebbe, in realtà, come fin dalla sua nascita Gladio si sia vista attribuire compiti di interesse nella vita politica interna del paese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:18pt;">Dal materiale raccolto si evince:</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">1.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> come i gladiatori venissero addestrati a tutta una serie di attività terroristiche:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- con finalità intimidatorie (lancio di bombe contro sedi di partito);</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- di provocazione, ovvero pestaggi e azioni che facessero degenerare delle manifestazioni pacifiche in scontri con la polizia (ricordate il G8?);</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- atti di terrorismo da addossare ad altri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">2.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Come la strutturata fosse organizzata su più livelli al fine di poter rendere opportunamente divulgabile alcuni settori in caso di necessità (ovvero di scoperta). Mentre, in posizione occulta e da tenere nascosta ad ogni costo, una struttura più profonda, formata da soggetti i cui nomi dovevano rimanere ignoti (e che tutt’ora in effetti lo sono). La struttura più profonda avrebbe avuto funzioni di turbativa della vita politica nazionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Purtroppo le indagini non sono state portate a compimento sia perché come si evince dalla sentenza e dalla perizie del processo Gladio:</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">“<em>Alla direzione del Sismi si è tentato di cancellare le tracce della plurima attività di “Gladio” provvedendo a distruggere o manipolare i documenti d’archivio. Il magistrato veneziano Felice Casson ha scritto: “Gli archivi dei servizi segreti sono stati debitamente epurati, se non addirittura saccheggiati</em>” <a name="_ftnref2"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn2"><span><span style="color:blue;">[2]</span></span></a>. Giuseppe De Lutiis, nella perizia effettuata sui documenti del Sismi sottoposti a sequestro, ha scritto: “..<em>È inoltre da rilevare che nei registri di protocollo si riscontrano una abnorme mole di documenti distrutti col fuoco nei giorni intercorrenti tra il 29 luglio e l’8 agosto 1990, e cioè in concomitanza con l’accesso del giudice Casson al Servizio per la consultazione di documenti (27 luglio 1990) e con le dichiarazioni del presidente del Consiglio Andreotti dinanzi al Parlamento (il 2 agosto alla Camera, e il 3 alla Commissione parlamentare sul terrorismo e le stragi)”</em> <a name="_ftnref3"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn3"><span><span style="color:blue;">[3]</span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E sia perché, ai magistrati militari Sergio Dini e Benedetto Roberti: “<em>l’inchiesta è stata loro sottratta quando hanno scoperto che l’organizzazione “<strong>Gladio” era articolata in più livelli</strong>: <strong>la parte dei 622 era “il coperchio legittimo</strong>, formato essenzialmente da gente in buona fede che ritenevano di operare solo in funzione antinvasione”, <strong>ma vi erano livelli più segreti fino al “nocciolo chiave”, “alle azioni “sporche” dei servizi</strong>”, un nocciolo attivato “al di là dei compiti istituzionali”</em> <a name="_ftnref4"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn4"><span><span style="color:blue;">[4]</span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Secondo quanto accertato nelle indagini della Procura militare di Padova, inoltre, intorno a metà degli anni ’80 la struttura Gladio sarebbe stata in un certo modo “riarticolata”, così da poter semiufficializzare parte della struttura (Gladio???), e, contemporaneamente, coprire ulteriormente il livello più occulto (Falange Armata?!).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:18pt;">Insomma, come dice il giudice Imposimato:</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">“<strong><em>Gladio è il segreto della Repubblica. E’ materiale da maneggiare con cura</em></strong>…… <em>una struttura occulta assolutamente incostituzionale avente mani libere per qualunque tipo di azione preventiva</em>”<a name="_ftnref5"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn5"><span><span style="color:blue;">[5]</span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">La domanda da porsi, dunque, è: a quali azioni, preventive e non, ha preso parte Gladio? Ufficialmente a nessuna, non è mai stata attivata. Il problema però è che Gladio compare nelle pagine più buie della storia della nostra Repubblica. Vediamo quali:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">2. Omicidio Enrico Mattei</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E’ l’8 gennaio 1962. Enrico Mattei, presidente dell’Eni è atteso in Marocco per l’inaugurazione di una raffineria.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Il pilota del suo aereo personale prima della partenza si accorge di una lievissima sfumatura sonora proveniente da uno dei reattori. Cerca la causa dell’anomalia e si accorge di un giravite fissato con del nastro adesivo ad una delle pareti interne del motore: <em>L’episodio, classificato come banale dimenticanza dei tecnici, poteva con ottima probabilità provocare la seguente dinamica: il calore del reattore avrebbe sciolto il nastro, il cacciavite sarebbe finito nel reattore stesso, che sarebbe esploso senza lasciar traccia dell’oggetto, potendo il tutto poi apparire come un normale incidente</em><a name="_ftnref6"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn6"><span><span style="color:blue;">[6]</span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Questa, più che una dimenticanza dei tecnici, sembra proprio un lavoro da esperti in sabotaggio, proprio una delle tecniche cui erano esperti i gladiatori.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Quello che è certo è che <strong>Gladio era vicinissima al Presidente Mattei</strong>. Infatti proprio <strong>il capo scorta personale di Mattei, Giulio Paver, apparteneva al nucleo laziale di “Gladio</strong>”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Dello stesso nucleo laziale di Gladio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> facevano parte anche Armando Degni (che verrà poi inquisito per il tentato golpe borghese), <strong>Lucio Grillo e Camillo Grillo</strong>. Proprio il sedicente ufficiale dei Carabinieri che di nome, guarda caso, fa <strong>proprio Grillo, si presenta, il 27 ottobre 1962, con altre due persone all’aeroporto di Catania per ispezionare l’aereo di Mattei, poco prima del decollo</strong><a name="_ftnref7"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn7"><span><span style="color:blue;">[7]</span></span></a>. Sarà l’Ultimo. Poche ore dopo il bireattore esplode in volo. Con Mattei perdono la vita Irnerio Bertuzzi, e il giornalista di “Time Life” William McHale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Pochi mesi dopo il capo scorta Giulio Paver, appartenente a Gladio, lascia il suo incarico all’Eni. Probabilmente perché il suo compito è terminato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">3. Piano Solo</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E’ il 1964. <strong>Il Generale massone De Lorenzo</strong>, capo del Sifar e, praticamente, <strong>fondatore di Gladio</strong>, ha predisposto un piano per attuare un vero e proprio <strong>colpo di Stato militare</strong> nel caso in cui il Governo di centro sinistra (presieduto da Aldo Moro) non ridimensioni le sue istanze riformiste (vedi articolo su questo blog del 06 gennaio 2008).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Il Piano Solo prevede l’occupazione di obiettivi strategici nelle principali città italiane nonché <strong>l’arresto di 731 dirigenti</strong> comunisti e socialisti, sindacalisti, intellettuali di sinistra e esponenti della sinistra Dc <strong>da deportare poi in Sardegna nella base di Capo Marrangiu, ovvero nella base di Gladio.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Sulla vicenda il governo pone il segreto di Stato..</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">4. L’omicidio del Commissario Calabresi.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il commissario Luigi Calabresi viene ucciso il 17 maggio del 1972.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Da anni il commissario Calabresi è vittima di una vergognosa campagna stampa diffamatoria che lo vuole responsabile della morte dell’anarchico Pinelli, volato giù dalla finestra della questura di Milano il 15 dicembre 1969.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E’ il 1988 quando, dopo 17 giorni passati, all’insaputa della magistratura, con un colonnello dei Carabinieri, un rapinatore, ex di Lotta continua, Leonardo Marino confessa di aver ucciso, insieme ad Ovidio Bompressi, il Commissario Calabresi per ordine di Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani.<br />
Le motivazioni del gesto sarebbero state quelle di una vendetta proprio per la morte dell’anarchico Pinelli. I processi che ne seguiranno non solo saranno indiziari ma alcuni corpi di reato risulteranno scomparsi o distrutti (?!)<span style="color:white;">-</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong><span style="font-size:24pt;">Eppure in pochi hanno sottolineato che:</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- quando il Commissario Calabresi fu ucciso stava portando avanti una delicata inchiesta su un traffico di armi di grosse dimensioni tra la svizzera e il veneto;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- dei rapporti del Commissario sulle indagini inerenti il traffico d’armi non si è trovata traccia;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- i principali indiziati del traffico d’armi erano estremisti di destra della cellula veneta (strage di Piazza Fontana);</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- una delle prime persone ad essere sospettate dell’omicidio del commissario Calabresi è stato Gianni Nardi, estremista di destra più volte arrestato per detenzione e traffico di armi;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- <strong><span style="color:red;">Gianni Nardi è presente nelle liste Gladio con la sigla 0565</span></strong>; Ma a chiudere l’indagine circa il coinvolgimento di Nardi nell’omicidio del commissario Calabresi ed il traffico d’armi interverrà la sua presunta morte in un incidente d’auto avvenuto a Palma di Majorca 10 settembre 1976 (Numerose sono le indagini che vedono coinvolte persone legate a Gladio e si concludono con la “morte” dell’indagato) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">5. Strage della questura di Milano</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">E’ il 17 maggio 1973. Gianfranco Bertoli lancia una bomba a mano</span></strong><span style="font-size:12pt;"> nel cortile della questura di via Fatebenefratelli a Milano durante l’inaugurazione di una lapide in memoria del commissario Luigi Calabresi. Sono presenti varie autorità tra cui <strong>il Ministro dell’Interno Mariano Rumor, obiettivo dell’attentato</strong>. Il Ministro Rumor rimane illeso ma la bomba causa 4 morti e 45 feriti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Immediatamente arrestato Bertoli si dichiara anarchico e afferma che, con il suo gesto, voleva punire il Ministro Rumor per la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli (ancora!!!!)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Peccato però che <strong>Bertoli risulti</strong> in contatto con Freda (strage di Piazza Fontana), <strong>stipendiato dal Sifar fin dai primi anni ‘60 e legato a Gladio con la sigla 0375.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">6. Argo 16</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E’ il 30 ottobre 1973. <strong>Due arabi</strong>, Al Tayeb Ali Fergani (alias Atif Busaysu) e Ghassan Ahmed, <strong>arrestati per atti di terrorismo ad Ostia</strong>, ottengono, su cauzione, la libertà provvisoria e <strong>vengono ospitati in un appartamento a disposizione del Sid</strong> a Roma (avete letto bene: ospitati in un appartamento del SID).<strong>Il 31 ottobre 1973 i terroristi vengono</strong> accompagnati a Ciampino e, sottratti alla giustizia italiana, imbarcati e <strong>trasportati segretamente in Libia sull’aereo militare Argo 16, in uso alla struttura segreta Gladio.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Ad accompagnare a casa i terroristi quattro ufficiali del Sid: il colonnello Giovan Battista Minerva, il capitano Antonio Labruna, il colonnello Stefano Giovannone, il tenente colonnello Enrico Dilani. Enrico Milani appartiene all’organizzazione segreta Gladio. Probabilmente né fa parte anche Giovannone.<strong><span style="color:red;">Sulla vicenda il Governo pone il segreto di Stato.</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">7. Sequestro Sossi</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il giudice Sossi viene rapito dalle Br il 18 aprile 1974 dalle brigate rosse.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Due i brigatisti che afferrano materialmente Sossi. Uno è Bonavita, l’altro è l’infiltrato nelle Br dell’Ufficio Affari Riservati, Marra detto“Rocco”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><em><span style="font-size:12pt;">“…Rocco” è un paracadutista, addestratosi in Toscana e in Sardegna all’uso delle armi e degli esplosivi (<strong><span style="color:red;">proprio come gli appartenenti a “Gladio</span></strong>”) che, prima di infiltrarsi nelle Br, si era specializzato nella pratica della “gambizzazione”, un’arte per la quale farà da istruttore ai brigatisti… A differenza di Pisetta, dopo il sequestro Sossi, “Rocco” non venne bruciato…Proseguì alacremente la sua attività nelle Br per conto dell’Ufficio affari riservati; contribuì, per esempio, a preparare l’azione del commando brigatista che il 18 febbraio 1975 riuscì a liberare Renato Curcio detenuto nel carcere di Casale Monferrato</span></em><span style="font-size:12pt;"> “<a name="_ftnref8"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn8"><span><span style="color:blue;">[8]</span></span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">8. Omicidio Vittorio Occorsio</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Il giudice Occorsio, che negli anni aveva indagato sul Golpe Borghese, sul Piano Solo, sullo scandalo Sifar, sulla strage di Piazza Fontana (insomma su tutte le vicende che hanno visto pesantentemente coinvolti i servizi segreti), aveva capito che, probabilmente, dietro a quella lunga scia di sangue vi era un unico comun denominatore e cercava di provarlo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><em><span style="font-size:12pt;">Nel 1975 Vittorio Occorsio disse al collega Ferdinando Imposimato:</span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">“<em>Molti sequestri avvengono per finanziare attentati o disegni eversivi…. Sono certo che dietro i sequestri ci siano delle organizzazioni massoniche deviate e naturalmente esponenti del mondo politico. <strong>Tutto questo rientra nella strategia della tensione: seminare il terrore tra gli italiani per spingerli a chiedere un governo forte, capace di ristabilire l’ordine, dando la colpa di tutto ai rossi…Tu devi cercare i mandanti</strong> di coloro che muovono gli autori di decine e decine di sequestri. I cui soldi servono anche a finanziare azioni eversive. I sequestratori spesso non sono che esecutori di disegni che sono invisibili ma concreti. <strong>Ricordati che loro agiscono sempre per conto di altri</strong></em>”<a name="_ftnref9"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn9"><span><span style="color:blue;">[9]</span></span></a>.“<em>Il 09 luglio 1976, Occorsio viene assassinato. L’autore materiale del suo assassinio è un neofascista, <strong>Pierluigi Concutelli</strong>, la cui scheda, con l’indicazione della <strong>tessera n. 11.070</strong>, verrà ritrovata anni dopo da Giovanni Falcone a Palermo, nella sede della <strong>Loggia massonica Camea</strong>, retta da Michele Barresi e frequentata anche da uomini di Cosa nostra</em>”<a name="_ftnref10"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn10"><span><span style="color:blue;">[10]</span></span></a>.“<em>Il 26 dicembre del <strong>1976 l’ingegner Francesco Siniscalchi</strong> (affiliato alla Massoneria dal 1951) <strong>invia un esposto-denuncia</strong> ai magistrati titolari dell’istruttoria per l’omicidio Occorsio: Siniscalchi <strong>fornisce alla magistratura notizie e documenti sulla Loggia P2 e sulla sua attività eversiva</strong>, e rivela l’oscuro ruolo di Licio Gelli e le “deviazioni” all’interno di Palazzo Giustiniani; <strong>per queste sue denunce, Siniscalchi verrà espulso dalla Massoneria</strong></em>”<a name="_ftnref11"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn11"><span><span style="color:blue;">[11]</span></span></a>. <em><strong><span style="color:#ff0000;">Gelli avrà la strada spianata.</span></strong></em> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">9. Omicidio Mario Amato</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">I fascicoli del giudice Vittorio Occorsio vengono ereditati dal collega Mario Amato. <strong>Come Occorsio anche Amato capisce che, probabilmente, dietro tutte le sigle terroristiche c’è un’unica regia.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Davanti al CSM il giudice Amato, il 13 giugno 1980, afferma: “<em>sto arrivando alla visione di una verità d’assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori materiali degli atti criminosi</em>”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><em><span style="font-size:12pt;">Dieci giorni dopo, il 23 giugno 1980, poche settimane prima della strage di Bologna, il giudice Mario Amato viene ucciso a Roma.</span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">10. Il caso Moro</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Come abbiamo visto in articoli precedenti la presenza di Gladio nel caso Moro è imponente. Ricordiamola:</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- L’azione militare di <strong>via Fani</strong> viene definita un “gioiello di perfezione” <strong>attuabile solo da uomini super addestrati;</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- Le perizie hanno appurato che in <strong>via Fani</strong> vennero <strong>usat</strong>e anche <strong>munizioni</strong> di provenienza speciale <strong>provenienti da forniture date solo a forze statali militari non convenzionali</strong>. Quando, anni dopo, verrano scoperti i depositi “Nasco” della struttura segreta “<strong>Gladio</strong>” si riscontreranno le stesse caratteristiche nelle munizioni di quei depositi;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- <strong>La mattina del 16 marzo</strong> alle ore 9 in via Stresa, a circa duecento metri da dove avviene la strage c’è il <strong>colonnello del Sismi Camillo Guglielmi</strong>, <strong>istruttore presso la base di “Gladio</strong>” di Capo Marrargiu, <strong>dove aveva insegnato ai “gladiatori” le tecniche dell’imboscata</strong>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Ad agevolare la fuga del commando un improvviso black-out interrompe le comunicazioni telefoniche della zona. Circa la vicenda della Sip si legge (Unità dell’11 luglio 1991) in uno scritto di Vladimiro Settimelli :“<strong><em><span style="color:red;">Una Gladio della Sip</span></em></strong><em><span style="color:red;"> allertata il giorno prima del sequestro Moro</span></em>”;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- <strong>La stampatrice</strong> modello Ab Dick 360 T (matricola n° 938508) <strong>utilizzata dalle Br</strong> durante il sequestro Moro per stampare comunicati e altro materiale <strong>proveniva dall’Ufficio Rus</strong> (Raggruppamento Unità Speciali), ovvero l’ufficio più compartimentato del servizio segreto militare <strong>che provvedeva all’addestramento di “Gladio”;</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- Da documento della X Divisione Stay Behind (Gladio) del <strong>02 marzo 1978</strong>, si evincerebbe come questa fosse a conoscenza del rapimento di Moro <strong><em><span style="color:red;">ben 14 giorni che questo avvenga</span></em></strong>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- <strong><em>l’argomento più spinoso che Moro affronta con i suoi carcerieri</em></strong><em> – e che non a caso verrà tenuto nascosto ancora per dodici anni dopo la sua morte – <strong>riguarda il nervo scoperto (tuttora nodo irrisolto) di Gladio</strong></em>”<a name="_ftnref12"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn12"><span><span style="color:blue;">[12]</span></span></a> <strong>Eppure le Br</strong> che avevano detto “<strong>Tutto verrà reso noto al popolo e al movimento rivoluzionario</strong>”, <strong>non riveleranno nulla </strong>degli interrogatori del Presidente della Dc e mentendo spudoratamente sosterranno che dagli stessi non era emerso nulla di importante;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- “<strong><em>Il 24 aprile 1978</em></strong><em> (quindi15 giorni prima dell’assassinio di Moro n.d.r.) <strong>Infelisi emette alcuni ordini di cattura contro Morucci, Faranda, Gallinari</strong>. Gli ordini di cattura <strong>verranno bloccati</strong>… <strong>l’ipotesi è che ci sia stato un indebito intervento del ministro Cossiga per bloccar gli ordini di cattura, tramite il procuratore generale</strong>. Dirà Infelici, quasi trent’anni dopo. “Cossiga è stato il solo sottosegretario alla difesa ammesso a conoscere Stay Behind, cioè Gladio”</em> <a name="_ftnref13"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn13"><span><span style="color:blue;">[13]</span></span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- Il 16 marzo 1978 Cossiga decide di istituire dei comitati per gestire la crisi che pullulavano di iscritti alla loggia <strong><span style="color:red;">P2</span></strong>. “<strong><em>Oggi è possibile affermare che le strutture volute da Cossiga non solo non assunsero alcuna iniziativa diretta a salvare la vita di Moro</em></strong><em>,<strong> ma ostacolarono le indagini condotte dalla procura di Roma, bruciando le numerose occasioni che si presentarono agli inquirenti per liberare il leader DC</strong> e impedendo persino che l’inchiesta giudiziaria sul sequestro del presidente democristiano venisse formalizzata, ossia arrivasse nelle mani dei giudici naturali e logici destinatari</em>”<a name="_ftnref14"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn14"><span><span style="color:blue;">[14]</span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- “<em>Con il passare degli anni e l’accertamento della verità nel processo sulle stragi e nei vari processi Moro, emerse che <strong>il Comitato crisi era un centro di potere di cui facevano parte i vertici di Gladio</strong></em>”<a name="_ftnref15"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn15"><span><span style="color:blue;">[15]</span></span></a>.- <em>Per confutare la perizia sulla mitraglietta Skorpion utilizzata per uccidere Moro, Valerio <strong>Morucci e Adriana Faranda si sono avvalsi di un perito di parte legato al servizio segreto militare: tale</strong> <strong>Marco Morin, estremista di destra, appartenente a “Gladio</strong>” </em><a name="_ftnref16"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn16"><span><em><span style="color:blue;">[16]</span></em></span></a><em>. La perizia di Morin ha sostenuto che la Skorpion trovata in possesso di Morucci e Faranda non era l’arma che aveva ucciso Moro. Ma quella “perizia di parte” è stata smentita, rimanendo semplice testimonianza di una stranissima “convergenza</em>”.<a name="_ftnref17"></a><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1407132873266794183#_ftn17"><span><span style="color:blue;">[17]</span></span></a> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">11. Omicidio Toni De Palo</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Il 2 settembre 1980, Graziella De Palo (giornalista di Paese Sera e de L’Astrolabio) e Italo Toni (redattore dell’Agenzia Notizie) vengono rapiti ed uccisi in Libano.<br />
<strong><span style="color:red;"><br />
I due giornalisti stavano svolgendo un’inchiesta su:<br />
</span><span style="color:white;">_</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- il traffico internazionale di armi tra l’OLP e l’Italia (vi sono varie note su società italiane e straniere);</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- 5 campi di addestramento palestinesi situati nel sud del Libano nella zona di Tiro e Sidone.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Sulla loro morte <strong>l’opera di depistaggio</strong> operata dal Generale Giuseppe Santovito, massone iscritto alla loggia P2, direttore del Sismi, e dal Colonnello Giovannone capocentro del SISMI a Beirut dal 1972 al 1981, entrambi <strong>legati a Gladio</strong>, sarà vergognosa.I due agenti del Sismi moriranno improvvisamente prima del processo a loro carico. <strong><span style="color:red;">Il governo, poi, apporrà il segreto di Stato.</span></strong> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">12. Omicidio Mauro Rostagno</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">E’ il 26 settembre del 1988 quando Mauro Rostagno viene ucciso a colpi di fucile.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Dentro la borsa teneva sempre delle registrazioni che non verranno mai più ritrovate. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Sono in molti a ritenere che sui nastri scomparsi vi siano <strong>le immagini, filmate di nascosto tra il giugno ed il settembre del 1988, di un traffico di armi che si svolgeva all’aeroporto abbandonato di Kinisia, che è a qualche decina di chilometri da Trapani proprio nelle stessa circoscritta zona in cui operava il centro Scorpione, un centro di Gladio</strong> rimasto in gran parte sconosciuto e dotato di un aereo super leggero in grado di volare al di sotto delle apparecchiature radar.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">13. Omicidio Li Causi</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Vincenzo Li Causi, uomo del Sismi (servizio segreto militare italiano), per un certo tempo attivo presso la struttura di Gladio operante a Trapani (il centro Scorpione) <strong>fu ucciso a Balad, in Somalia il 12 novembre 1993, pochi giorni prima di deporre davanti al Pm proprio sul Centro Scorpione.<br />
<span style="color:white;">_</span></strong><br />
<strong><span style="color:red;">Richieste di indagini da parte della Procura romana sono state bloccate da due ministri della Giustizia.</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Da più persone il maresciallo Li causi viene indicato come l’informatore di Ilaria Alpi la giornalista che, insieme al suo operatore Miran Hrovatin, pochi mesi DOPO (20 marzo 1994) verrà uccisa sempre in Somalia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">14. Cambia il nome?</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Dal breve excursus ora fatto si evince come appartenenti alle liste gladio compaiano a 360° nelle vicende più buie della storia italiana, vicende che influenzano grandemente la politica del paese.<br />
<strong><span style="color:red;"><br />
Li troviamo “presenti” in:</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">- tentati colpi di stato;<br />
- sequestri;<br />
- stragi (sia di destra che di sinistra)<br />
- omicidi;<br />
- traffico di armi, ecc… </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Li troviamo sempre presenti, ma la loro presenza è sempre dalla parte sbagliata: tirano bombe, fanno i periti di parte di assassini, depistano, mentono, ecc..Inoltre, nelle vicende in cui troviamo coinvolti gladiatori vi sono anche sempre una serie di costanti: i testimoni muoiono, i magistrati muoiono, le inchieste vengono bloccate, atti e documenti vengono sottratti o distrutti, viene posto il segreto di stato, ecc… </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Come abbiamo sottolineato in un precedente articolo di questo blog (dell’11 gennaio 2008) con modalità che troviamo costante, quando i servizi segreti vengono travolti da scandali che neanche l’apposizione del segreto di Stato riesce più ad arginare, il Governo li riforma, ovvero cambia il nome alla struttura ma, nella sostanza, uomini, mezzi e fini restano gli stessi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Ciò che è lecito domandarsi oggi è se è possibile che per Gladio sia successa la stessa cosa. Ovvero: una volta scoperta la struttura Gladio è possibile che uomini e mezzi siano semplicemente stati “rinominati”? E se si oggi come si chiama la nuova Gladio? Forse Falange armata?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:23.5pt;">15. La Falange Armata.</span></strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Come già sottolineato in un articolo di questo blog (19 gennaio 2008) pochi mesi dopo la scoperta della struttura segreta Gladio sulla scena italiana compare un’altra sigla “strana”: Falange armata. La troviamo:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:18pt;">1991</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 4 gennaio</span></strong><span style="font-size:12pt;">, a Bologna nel quartiere del Pilastro, vengono uccisi tre carabinieri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage è rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><em><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:12pt;">Per compiere la strage viene usato un mitra Beretta SC 70 in dotazione soltanto a forze speciali di pronto intervento</span></span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 3 maggio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> in una armeria di Bologna vengono uccise tre persone.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage è rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:18pt;">1992</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Febbraio.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Craxi, a seguito dei tanti avvisi di garanzia, si dimette da segretario del PSI.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">La Falange armata inizia le minacce contro mani pulite.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 23 maggio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> <strong>Giovanni Falcone</strong> viene ucciso insieme alla moglie ed alla scorta a Capaci.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Sulla collina di Capaci viene trovato un biglietto con il numero di cellulare di un funzionario del Sisde.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 19 luglio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> <strong>Paolo Borsellino</strong> viene ucciso con alcuni agenti della sua scorta in via d’Amelio a Palermo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">Alle spalle di Via D’Amelio, situato sul Monte Pellegrino, c’è Castel Utveggio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">E’ il punto di osservazione migliore perchè si domina perfettamente la vista dell’ingresso dell’abitazione di via D’Amelio. A Castel Utveggio ha sede un ente regionale il C.E.R.I.S.D.I., dietro il quale avrebbe trovato copertura un organo del <strong><em><span style="color:red;">SISDE</span></em></strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:18pt;">1993</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Marzo.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Rogatoria di Di Pietro a Hong Kong sui conti di Craxi e contemporaneo messaggio della Falange armata: “<strong><em><span style="color:red;">A Di Pietro uccideremo il figlio</span></em></strong>“.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">14 maggio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> esplode una autobomba in <strong>via Fauro</strong> a Roma. 15 feriti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">27 maggio</span></strong><span style="font-size:12pt;"> in <strong>Via Dei Georgofili</strong> a Firenze esplode una autobomba. 5 morti e 48 feriti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">La strage viene rivendicata dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">02 giugno</span></strong><span style="font-size:12pt;"> a Roma, in via dei Sabini, a 100 metri da <strong>Palazzo Chigi</strong> viene scoperta una autobomba.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">L’attentato viene rivendicato dalla Falange Armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">16 settembre</span></strong><span style="font-size:12pt;"> La Procura della Repubblica di Roma apre una inchiesta ed <strong>individua in 16 ufficiali del SISMI i telefonisti che hanno rivendicato le azioni della Falange Armata.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">21 ottobre Attentato a Padova durante la notte contro il <strong>palazzo di Giustizia</strong> che viene in parte distrutto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">L’attentato viene rivendicato dalla Falange armata</span></strong><span style="font-size:12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:normal;" align="center"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-size:18pt;">1994</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">15 marzo</span></strong><span style="font-size:12pt;">, Di Pietro stringe per la rogatoria a Hong Kong sul bottino di Craxi: la prova che Bettino gestiva il proprio, tramite Giancarlo Troielli, qualche decina di miliardi. Riecco puntuale la Falange armata: “<strong><em><span style="color:red;">Ammazzeremo Di Pietro</span></em></strong>“.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Giugno.</span></strong><span style="font-size:12pt;"> Di Pietro s’imbatte nelle mazzette degli industriali alla Guardia di Finanza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong><span style="font-size:12pt;">C‘è anche la Fininvest. Nuove minacce a Di Pietro dalla Falange armata.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 17 settembre</span></strong><span style="font-size:12pt;">, nuovo messaggio della Falange armata: “<strong><em><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:red;">La vita politica e umana di Di Pietro sarà breve e verrà fermata</span></span></em></strong><em>“</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">1 ottobre</span></strong><span style="font-size:12pt;">. Ancora la Falange Armata: “<strong><em><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:red;">Di Pietro è cotto a puntino</span></span></em></strong>“.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Novembre</span></strong><strong><span style="font-size:12pt;"> </span></strong><span style="font-size:12pt;">“<strong><em><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:red;">Di Pietro ha i giorni contati</span></span></em></strong>“, annuncia la Falange armata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:normal;"><strong><span style="font-size:12pt;">Il 27 novembre</span></strong><span style="font-size:12pt;"> la Falange armata comunica: “<strong><em><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:red;">Di Pietro è un uomo morto</span></span></em></strong>”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:center;line-height:normal;" align="center"><strong><span style="font-size:12pt;">Proprio come Gladio, la sigla falange armata la troviamo, negli anni ‘90, impegnata a 360°.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:justify;line-height:nor